
LA
CHIESA CATTEDRALE DI SANTA MARIA
Quando
il Cristianesimo fu capace di imporsi ed uscire allo
scoperto i fedeli setini sentirono la necessità di radunarsi per
il culto in una pur piccola chiesa: nel IV secolo, circa sul luogo
dell'attuale cattedrale, venne così costruito il primo rudimentale
tempio cristiano, dedicato forse allo stesso San Luca,
divenuto ben presto protettore della città. Di tale prima chiesa
cristiana si perdono le tracce storiche ma di sicuro l'attuale nome
della nostra cattedrale lo troviamo menzionato per la prima volta
nel IX secolo
d.c., nei documenti relativi a privilegi concessi
dall’imperatore Ottone Magno ( in essi si fa cenno al portico, al
pastoforio, propri di quel tempo ).
Nella
seconda metà del secolo XI la comunità di Sezze fu poi
fortemente influenzata dalla presenza e dall'opera dell'abate Lidano
d'Antena, fondatore del monastero di Santa Cecilia nella vicina
pianura ed instancabile bonificatore di paludi.

L'interno
della cattedrale ( foto I. Romano 2004 )
Nel
XII secolo un violentissimo incendio, che distrusse gran parte della
città, coinvolse anche l’edificio del duomo. Dell’incendio si fa
espressa menzione, oltre che nel leggendario del patrono San Lidano d’Antena,
anche nelle costituzioni del Visitatore Apostolico Pietro Le Charter,
riportate da D. Giorgi in
appendice all’opera “De Cathedra Episcopale Civitatis Setiae in
Latio”. Dovendosi ricostruire il tempio vennero in aiuto i Cistercensi
che erano scesi in Italia a portare il nuovo stile costruttivo gotico
(cistercense). Anche San Francesco contribuì ad alimentare lo
spirito religioso setino: infatti a Sezze cominciarono a sorgere le
prime comunità religiose francescane e le prime organizzazioni
laiche ( le cosiddette "Confraternite") quali
quella della "Buona Morte" e del "Sagramento" (cioè
dei "Sacconi"), dedite alla sepoltura dei poveri ed
all'assistenza dei pellegrini e dei malati.

G.Zander
- Prospetto della cattedrale di Sezze - rilievo del 1971
Con
ciò siamo arrivati al 1300, tempo di duro lavoro che vede la
nostra comunità ancora dedita alla ricostruzione della cattedrale,
ormai quasi rifinita dopo ulteriori incendi e disgrazie
varie.Infatti sotto Urbano V (1362-1370) il visitatore apostolico Pierre
le charter emanò delle disposizioni per il restauro delle mura del
sacro edificio andato in rovina da un furioso incendio.
La
Cattedrale venne quindi rinnovata e ricostruita a partire dai canoni
esemplari della vicina abbazia di Fossanova e , addì 18 agosto del
1364, fu infine consacrata dal vescovo diocesano fra’ Domenico di Sora,
con il titolo perpetuo della Santissima Annunziata ( S.Maria Vergine
Annunziata, Madre di Dio ).
Questa singolare dedica fu la risposta dei setini all'eresia,
diffusasi allora in Italia, sostenuta dai seguaci di Nestorio che
secoli prima aveva negato la Maternità
divina e la Verginità di Maria. L’archivio capitolare della
Cattedrale conserva ancora, tra i reperti pergamenacei, il diploma
originale di questa dedicazione.
Con
questa rinnovata chiesa, più adatta ai bisogni dei fedeli, con
il fervore delle comunità francescane e delle confraternite, la
comunità di Sezze e di Santa Maria visse un periodo di profonda
spiritualità e di laborioso apostolato che preparerà alla vocazione
religiosa molte anime pie, fra cui il nostro San Carlo
(1613-1670).
Ricordiamo
comunque che il 1575 fu un anno “sconvolgente” per la cattedrale
setina, che si vide stravolgere il suo armonioso stile gotico. Il
vescovo di allora, mons. Luca Cardino (1582-1594), ebbe la grandiosa
idea di demolire l’antica facciata, sostituendole una “crociera”
di stile toscano: egli fece praticare le porte d’ingresso nelle absidi
in cui prima si erigevano gli altari e rifece, sempre a crociera, la
volta della navata centrale. Per finire eresse all’ingresso del coro
un nuovo maestoso altare maggiore, a conservare
le spoglie del patrono San Lidano. Questa rivoluzione
architettonica fu vista, quanto meno, un’operazione di detrimento dei
canoni artistici costruttivi. Per questa singolare operazione
architettonica S.Maria detiene il “singolare” primato di essere
l’unica cattedrale al mondo con l’ingresso ricavato dalla sua
primitiva abside ( In pratica la sua entrata è posta sul posto della
sua antica uscita ). La Chiesa cattedrale rimase in questo stato per
lunghi secoli finché nel 1926 il Capitolo della stessa cattedrale
apportarono alcune modifiche interne per liberare la chiesa da
manomissioni settecentesche. Nel 1966, infine, l’allora arciprete
mons. Giovan Battista Carissimo concepì l’idea di ristrutturare la
chiesa, per quanto possibile, cercando di riportarla all’antico
aspetto gotico.

Parte
del mosaico originale che si è conservato ( foto I. Romano 2004 )
Tale
progetto ( che prese il nome di “Cura G.ZANDER”, dal nome
dell’architetto incaricato dei lavori) ebbe il merito di riscoprire le
originarie finestre bifore e la nuda pietra delle pareti centrali; esso
fu potuto essere realizzato con il diretto intervento dello stato
italiano che volle così tutelare il “monumento nazionale” di Santa
Maria. La chiesa conservò la triplice ripartizione delle navate (
quella centrale notevolmente più alta e doppiamente più ampia rispetto
alle due laterali) : la divisione delle navate risulta ancor oggi
ottenuta da due file di sette pilastri di calcare locale. I lavori di
restauro vennero ultimati in prossimità degli anni settanta. La
grandiosità e la nobiltà delle linee architettoniche della cattedrale
sono da allora rimaste fissate come proprie di questo autentico gioiello
della diocesi di Latina, anche se, con il solo intento di consolidarlo,
venne manomesso e definitivamente sostituito (forse con troppo cemento)
il bel tetto “spiovente” con copertura a canali. Con un decreto
della Congregazione dei vescovi datato 30.09.1986 la Cattedrale setina -
già denominata “Basilica” da papa Benedetto XIII ( 1724-1730) e dal
Capitolo lateranense del 1808 - ha
assunto il titolo di “Concattedrale” della locale diocesi, di cui
Sezze è una delle sedi titolari.
articolo
di Carlo Luigi Abbenda
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