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22 maggio 2022 Piazza Margherita
Memoriale del bombardamento della chiesa di San Rocco
Un evento che ha coinvolto tutti i cittadini, infatti fare memoria è più che ricordare, memoriale non è un semplice ricordo, ma partecipazione attiva delle proprie tradizioni. “ Un caloroso ringraziamento – dichiara il presidente Giuliano Reginaldi – è rivolto al Comune di Sezze, al sindaco Lidano Lucidi, al vicesindaco Michela Capuccilli e al presidente del consiglio Pietro Del Duca, inoltre un ringraziamento al comando della Polizia Locale, alla stazione dei Carabinieri, alle numerosi associazioni presenti, alla nuova banda musicale diretta dal Maestro Ciaramella, alla corale dell’Ass. Antiqua Setia “Armonia di Voci” diretta dal Maestro Bruno Soscia, ai sacerdoti, a Fratel Costantino De Bellis e a tutta la comunità per aver partecipato attivamente al memoriale. Vorrei infine – conclude il presidente- ringraziare il gruppo Amici di San Rocco di Sezze che con tanti sacrifici, amore e devozione hanno riportato dopo 78 anni la statua di San Rocco nel suo luogo di origine e ripetendo le parole di Ernesto Mattei “solo attraverso le radici, le tradizioni, la storia, possiamo recuperare quell’Anima, che ci fa partecipi di un tessuto sociale, specie quando si ha modo di trasmettere alle Nuove Generazioni”. Nella foto sotto - Processione di San Rocco ai Colli del 2004, si riconosce Lino De Angelis
Piazza San Rocco (oggi piazza Margherita) all'indomani del bombardamento americano. Sullo sfondo le macerie della chiesa San Rocco completamente distrutta, mentre a destra si vede la casa di Lombardini LA
COLLEGIATA DI SAN SEBASTIANO E ROCCO La
chiesa dei SS. Sebastiano e Rocco chiudeva come una quinta la stretta e
lunga piazza di San Rocco (oggi piazza Margherita). Dedicata
a Rocco di Montpellier, protettore contro la peste, fu edificata
sull'acropoli per un pubblico voto fatto dai cittadini di Sezze dopo che
il paese era stato risparmiato dalla peste che, nel 1527, aveva causato
numerose vittime sia a Roma sia in Italia centrale. I lavori iniziarono
però dopo il 1550. Fu costruita a spese di Cristoforo Valletta e fu
consacrata nel 1586 dal vescovo diocesano Luca Cardino. Una
decina di anni dopo la seconda metà del XVII sec. iniziò la radicale
trasformazione della vecchia chiesa. Da documenti dell'epoca sappiamo
che, i lavori proseguono ancora nel 1764 e che riguardano non una
ricostruzione " a fundamentis " quando piuttosto un restauro
delle strutture già esistenti. La
chiesa fu edificata in stile barocco, ancora una volta grazie al
sostegno economico della famiglia Valletta, con impiego di stucchi,
capitelli, lesene, ricca di marmii policromi e di magnifici lampadari di
cristallo. Fu
consacrata nel 1781 dal vescovo B. Pucilli. Nel 1771 il clero di san
Rocco aveva ottenuto dal Papa Clemente XIV che la chiesa venisse eretta
collegiata con annesso Capitolo dei canonici, composto da un arciprete e
da nove canonici, cui il Papa concede con la bolla CUM SETIA CIVITAS
l'uso della cappa magna ed altri privilegi specifici. Il
Marocco a proposito di questa chiesa dice "stucchi eleganti
osservansi in questo tempio e cinque Il
21 maggio del 1944 fu distrutta in un bombardamento insieme alla
chiesa di Sant'Antandrea, dall'aviazione americana che, nel tentativo di
colpire il vicinissimo palazzo Lombardini, creduto sede del comando
tedesco, aveva invece centrato san Rocco. Le recenti ricerche del prof.
Luigi Zaccheo ci dicono che i bombardieri Americani sapevano perfettamente
di colpire le chiese del centro storico della città di Sezze pensando che
nascondessero armi, non certo i soldati tedeschi che erano già fuggiti.
Nel caso di Sant'Andrea, piena di fedeli, le vittime furono diverse decine
ma il numero esatto non è stato accertato anche se per anni si è parlato
di 71 vittime, mentre la
chiesa di San Rocco era vuota e da sotto le macerie furono ritrovate quasi
intatte le statue di San Rocco e quella della Madonna Addolorata. Dopo il
bombardamento la statua della Madonna è stata collocata nella vicina chiesa dei Santi
Pietro e Paolo, mentre la statua di San Rocco oggi si trova nella chiesa
di San Sabastiano e Rocco ricostruita solo negli anni '70 ai Colli di
Sezze.
Le foto sono di Oreste Prosperi, primo fotografo profesionista a Sezze, realizzate nei primi anni del '900
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