Cattedrale di Santa Maria 

CORO LIGNEO  

La Cattedrale ha fatto bis

articolo a cura della redazione pubblicato lunedì 2 marzo 2015

L’anno scorso s’era trattato della preparazione al IV centenario della nascita di san Carlo da Sezze (22 ottobre 1613), quest’anno invece del 650° anniversario della dedicazione della cattedrale di S. Maria (18 agosto 1364): ogni occasione è buona - potremmo dire - per ridonare alla cattedrale di Sezze un po’ dello splendore e della bellezza che aveva perduto in questi ultimi anni.
Ecco, allora, che nel 2013 è stato restaurato e ricollocato ciò che rimane del coro settecentesco dell’abside maggiore, realizzato nel 1732 dall’ebanista tedesco Enrico Breninch, e completamente restaurata anche la cappella del Ss.mo Sacramento con il relativo altare; nell’estate 2014, invece, è tornato al suo posto - all’interno della cappella del Ss.mo Salvatore - il coro d’inverno dei canonici, uno stupendo esempio di arte locale, realizzato in noce nel 1893 dall’ebanista Vincenzo Bernardi e finanziato da mons. 

Ercole Boffi (1829-1896), vescovo di Bagnoregio (1884-1896), antico canonico penitenziere della cattedrale, che volle così fare un “regalo” ai suoi vecchi “colleghi”.
Anche questo secondo coro - completo di cattedra vescovile e di un capace bancone per i ministranti - è stato restaurato dal maestro Maurilio Bruni di Latina e rimontato grazie ad alcuni volontari della parrocchia di Borgo Grappa (Michele Costa, Maurizio Di Stefano, Giancarlo Marson, Paolo Rogato, Ariosto Temporin) e della Confraternita dell’orazione e morte di Gesù di Sezze (Gianluca Ciarlo, Roberto Vallecoccia); un ringraziamento particolare va’ a Maurizio Leva e alla ditta Mancini di Sezze, in modo particolare a Fausto Raponi. Non possiamo infine dimenticare la Confraternita del Ss.mo Sacramento di Sezze (priore don Luigi Libertini, membri del Consiglio direttivo don Gianni Toni e Claudio Tozzato), che ha finanziato l’intera operazione di restauro del coro, mentre per la decorazione della cappella e delle finestre ha sostenuto le spese un sacerdote originario di Sezze. Ma i lavori continuano: a breve verrà ricollocato l’altare della cappella, in maniera che il restauro sia completo.

Nelle immagini sopra il Coro prima del restauro, sotto dopo il restauro


Restauro del Coro Ligneo della Cattedrale di Sezze

articolo pubblicato su Avvenire domenica 28 luglio 2013
Era stato improvvidamente mutilato nel 1969, per far posto all’organo donato da papa Paolo VI e proveniente dalla cappella della Villa pontificia di Castel Gandolfo: il coro ligneo dell’abside maggiore della cattedrale di Sezze aveva subito una ulteriore “violenza” quando, nel 2006, era stato smontato (attraverso l’ausilio di alcune motoseghe!) per collocare il nuovo pavimento e, così “sezionato”, trasferito in deposito nella chiesa di S. Andrea, in attesa di tempi migliori.
Ma è stato un assillo quasi quotidiano, per l’allora arciprete di Sezze don Luigi Libertini, quello del suo restauro e della sua ricollocazione nel sito originario. Il sogno si è avverato in questi giorni: grazie alle provvidenze reperite dalla locale Confraternita del Ss.mo Sacramento (priore don Libertini, membri del Consiglio direttivo don Gianni Toni e Claudio Tozzato) ed alla perizia del maestro restauratore Maurilio Bruni, quanto restava del coro ligneo è stato sapientemente bonificato da insetti xilofagi, restaurato, riassemblato e ricollocato nel suo posto naturale, quello per cui venne realizzato nel lontano XVIII secolo. Trasferito altrove l’organo, restaurata anche la nicchia che ospita la statua seicentesca del patrono san Lidano (tutti lavori compiuti da don Luigi durante la sua permanenza in cattedrale), ricollocato oggi il coro ligneo, ora si attende solo la generosità di enti o di privati per reintegrare il coro degli stalli mancanti, in maniera da ricostituire l’unità compositiva ed estetica che arredava e completava il luogo che conserva il sepolcro del patrono della città e della diocesi.
Grazie anche alla lungimiranza del Fondo degli edifici di culto - l’ente statale proprietario della chiesa di S. Bartolomeo - e del rettore della chiesa stessa, le pareti laterali dell’abside maggiore sono state inoltre decorate da quattro interessanti tele settecentesche provenienti da S. Bartolomeo: la cattedrale ne assicura maggiormente la pubblica fruizione e la protezione da malintenzionati, grazie ai sofisticati sistemi di sicurezza di cui è dotata.
Non possiamo non rallegrarci per un’operazione culturalmente rilevante e religiosamente educativa, che fa’ onore ai membri della Confraternita del Ss.mo Sacramento di Sezze e di quanti, in quest’anno centenario della nascita di san Carlo da Sezze, stanno lavorando attivamente per il recupero e il decoro della chiesa-madre della città, che nei mesi di settembre ed ottobre prossimi accoglierà il corpo del suo più illustre concittadino.

Hanno partecipato al lavoro di restauro: Roberto Vallecoccia di Sezze e Maurizio Di Stefano, Giancarlo Marson, Paolo Rogato ed Ariosto Temporin della parrocchia di Borgo Grappa (Latina) coinvolti dal loro parroco nel lavoro di ricomposizione del coro ligneo.