15
settembre 2011
Sono
aperte le iscrizioni ai corsi di teatro per l'anno 2011-2012

dal
21 al 31 luglio 2011
ore 17,00 al MAT
spazio_teatro
venerdì
10, sabato 11 e domenica 12 giugno
ore 20,15 - al MAT
spazio_teatro
ESERCIZI
ALL'INFERNO
Si
chiude il corso di teatro del Mat dedicato ai ragazzi e agli adulti con
ESERCIZI ALL'INFERNO, una performance dall'Inferno dantesco che occuperà
tutti gli spazi del piccolo teatro nel centro storico di Sezze. Un work
in progress a metà tra una lezione e un happening che prevede 50
spettatori a serata

domenica
5 giugno 2011, ore 18.30
Auditorium Mario Costa
I
VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE
Domenica 5 giugno va in scena I VESTITI NUOVI DELL'IMPERATORE, lo spettacolo curato da Julia Borretti della Compagnia Matutateatro è l'evento finale del corso di teatro del MAT Spazio Teatro. In scena ci saranno i piccoli allievi del MAT che da ottobre a maggio hanno frequentato le sale del piccolo teatro nel centro storico di Sezze apprendendo i rudimenti di un'arte antica e moderna in grado da sempre di formare l'essere umano nella sua totalità.
Appuntamento dunque per domenica 5 giugno alle ore 18,30 presso l'Auditorium Mario Costa. Ingresso libero.
Mentre le iscrizioni ai corsi di teatro del MAT riprenderanno a settembre con la nuova stagione.

FAMIGLIE
DA LEGARE
Uno
spettacolo sulla malattia mentale al MAT Spazio Teatro di Sezze.
Sabato
21 maggio, ore 21. In scena Silvia Nanni, Premio ETI Stregagatto.
Sabato
21 maggio 2011, alle ore 21, il MAT Spazio Teatro di Sezze ospita lo
spettacolo “Famiglie da legare” di e con Silvia Nanni, per la regia di Rudj
Maria Todaro della Compagnia Onda R. Si tratta di un monologo agrodolce
scritto dalla stessa Nanni, in collaborazione con Todaro, che affronta
il delicato tema delle famiglie in cui è presente un malato mentale.
Una
riflessione profonda sulla psichiatria, sulla malattia mentale e sul
rapporto tra il malato e i propri cari, affrontata da Silvia
Nanni, bravissima attrice veneta, menzione speciale come miglior
attrice al premio ETI Stregagatto 2004, con un linguaggio leggero e
persino con il sorriso. Nel racconto di Gordon, restauratrice di
affreschi solare e allegra, si incrociano i destini di quattro donne,
che pur essendo molto diverse tra loro per provenienza, carattere ed
estrazione sociale, si troveranno a vivere l’esperienza
comune della malattia mentale.
Secondo
il rapporto 2001 dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità una persona su quattro è o sarà affetta
da un qualche disturbo mentale nel corso della sua vita. In tutti i
paesi e le società, tra i ricchi come tra i poveri, nella popolazione
rurale e in quella urbana. «“El
mato fa rider in piaza e pianzer in casa” dice
un proverbio veneto. Intorno a
ciascuno di noi, –
spiega l’autrice e attrice – ogni
giorno, tante storie simili scorrono parallele, ignote le une alle
altre, eppure vicine, vicinissime. “Famiglie
da legare” fa ridere e piangere e racconta una di queste storie.
È uno spettacolo che parla di malattia mentale ma anche di famiglie, di
gruppi di persone, ognuna con la propria storia, il proprio dolore, la
propria paura di fronte ai problemi che questo tipo di situazione porta
con sé. Raccontare una di queste storie può rompere il silenzio che
separa le famiglie tra loro e verso l’esterno.
Può servire a comunicare, aiutarsi, stringere legami. Perché
legare non vuol dire solo imprigionare ma anche unire».
Lo
spettacolo è presentato in collaborazione con TeatroNet, circuito impegnato nella promozione di compagnie e spazi
teatrali di tutta Italia, di cui la Compagnia Onda R e il MAT Spazio
Teatro fanno parte.
sabato
7 e domenica 8 maggio 2011, ore 18.00
MAT
spazio_teatro
VOCI
RITROVATE
una tavola rotonda,
concerti, teatro e video dedicati all’artista setina
due giornate
di omaggio a Graziella Di Prospero
con
Emanuele Accapezzato,
Julia Borretti, Canusia, Titta Ceccano,
Anna Maria Giorgi,
Bianca Giovannini,
Mantice, Marco
Mattolini, Alessandro Mazziotti, Sara Modigliani, Gabriele Modigliani,
Giorgio Pedrazzi,
Clemente Pernarella, Luigi Zaccheo.
Continuano
gli appuntamenti di maggio con il teatro e la musica al
MAT Spazio Teatro di Sezze.
Sabato 7 e domenica 8 maggio, il piccolo teatro di Sezze ospiterà “Voci ritrovate”, due giornate dedicate a Graziella Di Prospero.
L’evento, organizzato da Teatroblue,
Associazione Culturale di Roma che opera nel campo teatrale da
svariati anni, in collaborazione con il MAT Spazio Teatro, comprende
una serie di iniziative e interventi per approfondire la conoscenza
dell’artista e del suo lavoro di ricerca nel campo della musica
popolare nel Lazio.
Artista poliedrica, poeta,
musicista,
Graziella Di Prospero è punto di riferimento anche per le nuove
generazioni che si cimentano nel campo della ricerca delle tradizioni
musicali popolari.
Il via alle due giornate sarà dato sabato alle ore 18.00, con
canti e musica di Sara
Modigliani e Gabriele Modigliani. Seguirà una tavola
rotonda durante la quale interverranno Giorgio Pedrazzi
(musicista/ricercatore), Luigi Zaccheo (esperto musicale), Marco
Mattolini (regista). La discussione vuole offrire una panoramica sulla
ricerca musicologica popolare, sugli strumenti, le modalità e il
lavoro di rielaborazione, per poter comprendere appieno l’importanza
del lavoro di Graziella Di Prospero in quest’ambito e le strade che
ha aperto anche per le generazioni successive. Durante il dibattito
verrà proiettato il documentario
“Itinerario della memoria” di Graziella Di Prospero. Alle ore
21 proiezione del corto
teatrale “Voce a
perdere” di Flora Farina, con Emanuele Accapezzato e regia di
Daniele Petruccioli. A seguire concerto dei gruppi folk Mantice
e Canusia.
Domenica 8 maggio si inizia alle 18 con canti e musica di Bianca
Giovannini e Alessandro Mazziotti che
proporranno uno dei rari repertori per voce e zampogna. Seguirà
un incontro con i due musicisti. Dopo l’aperitivo, una
scelta di poesie inedite di Graziella Di Prospero verrà recitata e
cantata dagli artisti ospiti, tra cui Emanuele
Accapezzato, Julia Borretti, Titta Ceccano, Annamaria Giorgi, Clemente
Pernarella. In serata replica del corto teatrale “Voce a
perdere” di Flora Farina e
ancora musica in chiusura.
Esecutrice
e ricercatrice nata a Sezze (Latina), Graziella Di Prospero è
giunta ad occuparsi di canto popolare dopo esperienze di scrittrice,
giornalista e attrice di cabaret, nonché dopo aver lavorato come
soggettista per il cinema e la televisione. Si è accostata al canto
popolare in forma globalmente corretta, dedicandosi anche alla ricerca
sul campo, che è maestra imprescindibile per chiunque. Essa è in
possesso di una voce duttile e robusta, che usa in modo assai affine
allo stile e ai modi dell’emissione popolare, e si esprime con
naturalezza, di modo che nelle sue interpretazioni non si rileva quel
tanto di forzatura che spesso è presente in esecuzioni in cui più
rigoroso è lo sforzo di aderenza ai modelli popolari. Di particolare
rilievo è la presenza nella sua più recente incisione dello zampognaro
Francesco Splendori, ultimo erede di una tradizione una volta assai viva
nell’Alto Aniene; la presenza dello Splendori è in grado di dare un
sapore assai particolare alle incisioni suddette.
DISCOGRAFIA
In mezzo al petto mio
- Cetra Folk
Tengo ‘no bove se chiama Rosello - Cetra LPP 273.
AEIOU, alla scola ‘n ci voglio i’ più - Cetra LPP 307.
sabato
30 aprile 2011, ore 18.00
LE
POESIE DI ANTONIO CAMPOLI AL MAT
Si
apre con la poesia di Antonio Campoli il maggio del MAT
spazio_teatro. Sabato 30 aprile, alle ore 18, sarà il poeta setino,
già noto avvocato e profondo conoscitore della cultura lepina, ad
aprire l’ultimo stralcio di stagione del piccolo teatro di Sezze.
Seguiranno durante il mese di maggio appuntamenti con il teatro, con la
musica classica e con quella folk (da ricordare il 7 e 8 maggio due
giorni dedicati alla cantante folk Graziella Di Prospero).
Il
senso della serata del 30 aprile sta nel ponte generazionale che si è
creato tra due artisti che con più di quaranta anni di distanza
biografica l’uno dall’altro operano sullo stesso territorio. Ad
accompagnare Campoli nella lettura delle sue poesie ci sarà infatti Titta
Ceccano, attore, regista e direttore artistico del MAT.
«Abbiamo
voluto fortemente questa serata, un regalo da Antonio - dichiara
Titta Ceccano. - Io lo sento come un fratello: essere artisti in
questo territorio vuol dire riconnettersi alla cultura contadina, al
pensiero contadino e in questo senso Antonio è la guida. La sua lingua
è la lingua dei miei nonni, è la mia lingua. Antonio Campoli è il
custode di ritmi e segreti che sono inscritti nella nostra pelle».
La
serata che inizierà all’ora dell’aperitivo nel piccolo teatro di
via San Carlo, prevede un’antologia delle poesie di Campoli tratte da
“La fontana di Pio IX”, “Tibbo Tabbo” e “La calandrella”, i
tre volumi pubblicati dal poeta tra il 1981 e il 1999.
L’ingresso
è libero ed è consigliata la prenotazione al numero 327/1657348.

1
aprile 2011
Giancarlo
Onorati e Titta Ceccano vincono Latina
Film Fund con "L'inciampo"
"L'inciampo"
di Giancarlo Onorati e Titta Ceccano vince il Latina Film Fund. Il
soggetto è stato premiato "per l'importanza del messaggio e la
significativa opera di indagine relativa ad una vicenda storica tanto
drammatica, e conseguente presa di coscienza di una realtà sociale
rilevante per la nostra comunità. Per la potenzialità della vicenda
che poggia su un arco narrativo decisamente originale"
Mimmo Calopresti e Antonio Pennacchi (presidente della giuria ) hanno
annunciato la vittoria degli autori setini, ai quali andrà un premio in
denaro di 5.000 euro.
Il promo del documentario sarà realizzato dal regista Enzo Paulinich.
"L'inciampo" si apre su un'immagine del cimitero di
Sezze affollato per il giorno dei morti a cui fa da contrasto la
solitudine del cimitero ebraico del nostro paese, un unicum nell'intera
provincia di Latina. Da qui parte un'indagine sulla comunità
ebraiica setina che attraverso le vite di uomini e donne ci permette di
collegare le storie alla Storia. Ideale prosecuzione del progetto Semata,
"L'inciampo" è un documentario che in qualche modo racconta
il percorso di questo progetto.

Al
MAT spazio_teatro
Sabato
19 marzo ore 18.00 - Domenica 20 marzo 2011 ore 11.30
PICCOLO
PRINCIPE
dal
romanzo Antoine de Saint-Exupéry
uno spettacolo di e
con
Julia Borretti e Titta Ceccano
musiche in scena di Roberto Caetani
Domenica
27 febbraio 2011 - ore 18,00
MAT
SpazioTeatro
in
collaborazione con TEATRONET
presenta
Sogno (ma forse no)
di Luigi
Pirandello
con
Rocco Antonio Buccarello e Simonetta Checchia
Regia
Fabrizio Arcuri
Produzione: Numeriprimi/Accademia degli Artefatti
Fabrizio
Arcuri, uno dei nomi di punta del teatro di ricerca in Italia, rilegge
uno dei testi più sconosciuti di Pirandello come un incubo alla Kubrick.
"Sogno (ma forse no)" è un atto unico del'28, poco
rappresentato, che Pirandello ha scritto e messo in scena per la prima
volta a Lisbona. La grande influenza surrealista del periodo e alcuni
temi tipici della sua drammaturgia fanno della piece un piccolo gioiello
di inganni. Una moltiplicazione di piani che si intersecano e sviluppano
un groviglio di verità e finzioni. I personaggi sognano accadimenti che
noi scopriremo reali, ma con prospettive diverse da quelle che nella
realtà succedono, tanto da lasciare anche lo spettatore nel dubbio di
cosa sia realmente avvenuto e cosa il frutto di un incubo. Una giovane
signora desidera un vezzo di perle dall'amato, che con espedienti di
vario genere tenta di acquistarlo, ma un amante di lei lo compra e
glielo regala per primo. Questo piccolo pretesto è quanto basta per
scatenare un riflesso di sensi di colpa e di verità supposte che
albergano in tutte le coppie e sulle quali si architetta un carillon in
cui si annida l'incapacità di comunicare e la costruzione della
rappresentazione di se che si vuole dare, che è il territorio di falsità
costruite sulle quale ci si incontra. Il testo appartiene a quella
categoria di ambientazioni oniriche, tutte interne alla coppia, come
"Doppio sogno" di Schnitzler e la sua più inquietante
versione cinematografica "Eyes wide shut", in cui le
convenzioni sociali e i valori di una borghesia decadente mostrano il
segno e cedono il passo alle inquietudini dell'uomo contemporaneo che,
perse le certezze, vacilla alla ricerca di un'idea più complessa e
completa di identità. I due protagonisti appaiono e scompaiono sulla
scena e rincorrono come in un sogno le proprie voci che si propagano
ecate in uno spazio irreale - ma sarà davvero un sogno .?
info e prenotazioni al 3271657348
Al
MAT spazio_teatro
dal
10 al 13 febbraio 2011
MACELLUM
ovvero
Il valzer dell'Orazio
con
Titta Ceccano
musiche in scena
Roberto Caetani
manichini
Jessica Fabrizi
ideazione e regia
Julia Borretti e Titta Ceccano
una produzione MAT spazio_teatro

Macellum
si presenta come uno spettacolo di narrazione. La vicenda narrata è
quella nota degli Orazi e dei Curiazi, già trattata da Tito Livio e
fonte d'ispirazione per poeti, artisti figurativi, drammaturghi e
musicisti.
Tre fratelli contro tre fratelli che, estratti a sorte, per non
infiacchire le forze di Romani ed Albani di fronte al comune nemico
etrusco, si scontrano in rappresentanza di tutti e due gli eserciti in
un gioco al massacro in una piana tra Roma ed Albalonga. L'ultimo Orazio
dopo aver ucciso l'ultimo Curiazio, rientra a Roma ed uccide anche sua
sorella, promessa sposa del Curiazio ucciso, la quale non accetta di
aver perduto il suo amore. A questo punto a Roma si apre un dibattito:
l'Orazio dovrà essere acclamato come vincitore o punito come assassino?
Lo spettacolo tratto da L'Orazio di Heiner Müller, un testo del 1968,
riflette sul bene e sul male che possono albergare in un solo individuo
e sul valore delle parole.
La tragedia privata è scelta come metafora per narrare in modo
imparziale gli eventi di una guerra sanguinosa e per approfondire il
concetto di verita' contro ogni adulterazione del linguaggio.
L'impianto scenico si presenta essenziale e funzionale alla narrazione
da parte di un attore-narratore che rivestendo i panni di un macellaio
sui generis, o forse quelli di un maniscalco, porta avanti in maniera
implacabile, aiutandosi con manichini e coltelli, il racconto di un
massacro che è tra i miti di fondazione della nostra società
occidentale.
Un'occasione per riflettere sulle molte verità che un uomo può
contenere, sul valore del privato di fronte alla Storia e sulla odierna
difficoltà a salvaguardare l'integrità del linguaggio.

Al
MAT spazio_teatro
sabato
29 gennaio 2011 - ore 21,00
Le
rose di Jürgen
di
Giacomo Fanfani
con
Lorella Serni
e
Rafael Porras Montero
Vincitore
del Festival You_Theater.org 2009
Vincitore
di Emergenze Creative 2009

Introduzione
Sachsenhausen
è stato un campo di concentramento costruito fra il 1936 e il 1937 a
pochi chilometri da Berlino. Il progetto degli architetti nazisti aveva
lo scopo di fungere da campo modello, simbolo dell'intera architettura
del Reich.
È
per questo che al lager fu data la forma di un triangolo equilatero: in
questo modo una sola guardia poteva dominare completamente lo spazio con
un emblematico risparmio di uomini da destinare al controllo dei
prigionieri.
Ma
il triangolo è anche uno dei simboli di riconoscimento dei deportati
nei campi di sterminio. Sulle casacche delle persone venivano cuciti
triangoli di diverso colore in base al motivo della loro detenzione:
triangolo
rosso: prigionieri politici;
triangolo
verde: criminali comuni;
triangolo
nero: asociali e lesbiche;
triangolo
viola: testimoni di Geova;
triangolo
rosa: omosessuali;
triangolo
marrone: zingari;
Sinossi
Jürgen
nasce nel grembo di una famiglia borghese nella Berlino d’inizio
secolo: sullo sfondo della città più liberale e contraddittoria
dell’Europa di quegli anni, l’adolescente Jürgen conosce la propria
omosessualità con il suo primo amore: Ruben, il garzone del fioraio.
“Jürgen:
«Nel novecentotrenta avevo diciotto anni. Ruben, qualcuno in più. Più
dei suoi muscoli e del suo corpo giovane/possente/spregiudicato… più
del suo modo di fare sicuro e spavaldo… più di tutto mi avevano
conquistato le sue rose…»”
Con
l’avvento del delirio nazista, Jürgen viene deportato nel campo di
concentramento di Sachsenhausen, dove resterà per alcuni mesi prima di
essere rilasciato e ricondotto sotto il controllo della famiglia,
rappresentata in scena dalla madre Gretel.
La
madre vuole convincere il figlio a rispettare le regole che la società
impone.
Jürgen,
in nome di una verità conquistata attraverso il dolore dei campi di
sterminio, non vuole e non può cedere al ricatto dei pregiudizi di una
società che rifiuta i suoi stessi figli.
Il
rapporto tra i due si snoda in un chiuso dialogo che non consente vie
d’uscita e che ci accompagna nella battaglia dolorosa tra una madre
incapace di amare e un figlio condannato all’esclusione.
Attraverso
uno scontro spietato, giocato sul filo della perversione, i due
personaggi mettono a nudo il pregiudizio, le depravazioni, le gerarchie
del potere, simbolo di intere società che, come nella Berlino degli
anni ’30, proseguono nella costruzione di muraglie invalicabili.
“Jürgen:
« Siete voi gli assassini… voi e le vostre idee perverse sul bene e
sul male… voi ossessionati dalle mura che costruite per difendervi
dalla vostra ignoranza… che non vi fa nemmeno provare vergogna… che
non vi fa neppure provare compassione per i vostri figli: l’hai
costruito tu il lager dove ci hanno rinchiuso, mamma…»”.
Lo
spettacolo
Il
primo studio de Le rose di Jürgen ha vinto il Festival YouTheater.org
edizione 2009, organizzato da KanterStrasse Teatro e Diesis Teatrango in
collaborazione con Istituzione Le Fornaci, Teatro di Bucine, Rete
Teatrale Aretina e Regione Toscana.
“Testo
toccante e ben congegnato, la proposta di Fanfani contribuisce ad una
rilettura non banale della storia, puntando l’obiettivo sulla
condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste,
aspetto spesso trascurato e poco indagato dalla storiografia”.
Le
rose di Jürgen ha vinto inoltre, in collaborazione con IREOS – Centro
Gay Lesbico Bisex Transgender Queer, Emergenze Creative 2009, bando
promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche
Giovanili del Comune di Firenze, e a settembre è stato presentato al
Teatro di Rifredi di Firenze.
I
personaggi si muovono su due linee recitative diverse: Jürgen tiene un
registro di assoluta verità e assoluta intimità. È un uomo che ha
visto cosa accade nei campi, ha subito il proprio annientamento e più
del dolore può solo provare immobilità. Gretel invece si affida ad una
costante recitazione che la rende ancora più tragica nei momenti in cui
mostra la sua umanità e ancor più spietata quando dimostra la propria
crudeltà.
Dietro
di loro un mucchio di abiti di ogni genere, a memoria dello spogliamento
all’arrivo dei campi, domina lo spazio scenico come a significare il
solo limite possibile per l’uomo ovvero la morte e come a ricordare
allo spettatore che nelle carneficine è l’umanità stessa a scegliere
di uccidere e morire.
Elemento
cardine le rose, simbolo di diversità, protette e oltraggiate dai
protagonisti in una costante giostra che indica gli infiniti confini dei
campi di sterminio, reali e mentali, che appartengono, spesso senza
preoccupazione, alla contemporaneità.
“Madre:
«Salva la tua innocenza, Jürgen! Non costringermi a diventare complice
del tuo dolore… Avrai un’altra possibilità se rinunci ad essere un
amante... se rinunci ad amare... tu non puoi amare, Jürgen... perchè
il tuo è un amore funesto/perverso/sanguinario…»”
Il
linguaggio poetico e brutale del testo è l’elemento che porta il
dramma ad essere musica e rumore: l‘abbattimento delle frontiere, dei
pregiudizi, dei moralismi viene offerto senza proporre soluzione ma
suggerendo una urgente presa di coscienza.
GUERRE. FRONTI E FRONTIERE
Percorso
multimediale dal 26 Novembre al 3 Dicembre 2010
Mediateca Provinciale
Archivio di Stato di Latina
in Via dei Piceni, 24 Latina.
Il
MAT festeggia 3
anni di attività
Lo
Spazio Teatro di Sezze (LT), attivo dal novembre 2007, presenta le
iniziative LibroMAT e Semi.
Sezze (LT), 28
ottobre 2010
– Sarà un novembre ricco di appuntamenti quello del MAT
Spazio_Teatro, il piccolo teatro nel centro storico di Sezze,
inaugurato 3 anni fa e diventato in breve tempo un centro di riferimento
per le attività culturali della zona.
Si
comincia martedì 2 novembre
con l’iniziativa LibroMAT che fino a domenica 7 vedrà il MAT trasformato in
“Spazio Libro”, una libreria dove sarà possibile assistere e
partecipare in prima persona a letture, proiezioni, musica e laboratori,
oltre che consultare e acquistare libri. Tutti i giorni a partire dalle
ore 17 si terrà “Passaggi”: letture e proiezioni video che mettono
di fronte due autori, da Pasolini a Műller, da Andersen a Calvino.
Sabato 6 novembre, alle 19, ci sarà invece “A prima vista”: sulle
note della Old Circus Orchestra ognuno potrà leggere ad alta voce un
brano che preferisce. Domenica 7 alle ore 11.30 “Nati per leggere”
è una lettura collettiva per i più piccoli: genitori, nonni e zii sono
invitati a leggere una favola per i propri piccoli. Infine, sempre
domenica 7, alle ore 18, “Prossima uscita” è la presentazione del
libro “Tenere Tenebre” di Ignazio Gori, giovane scrittore setino che
a breve vedrà il suo romanzo pubblicato da un’importante casa
editrice.
LibroMAT
è un progetto di Matutateatro e dell’Assessorato alla Cultura del
Comune di Sezze, con la collaborazione di Libreria Einaudi–Il Levante.
L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.
Dal 10 al 14 novembre
spazio al teatro con SEMI, il 1° Festival di Teatro del MAT, cinque giorni di
spettacoli, videoforum sui teatri del ‘900, musica e performance. «A
tre anni dall’apertura del MAT siamo soddisfatti di presentare al
pubblico un programma di livello nazionale che
conferma come il nostro piccolo
teatro sia un centro culturale sempre più attivo – dichiarano i
direttori artistici del teatro Titta Ceccano e Julia Borretti. - Al
Festival partecipano compagnie provenienti da tutto il territorio
nazionale che porteranno a Sezze spettacoli di generi differenti. Ci
saranno nomi importanti come Andrea Cosentino e
Mamadou Dioume, poi La Compagnia della Settimana Dopo–Teatro Instabile
di Aosta, Carichi Sospesi, Vania
Ybarra, la Piccola Compagnia La Carrozza d’Oro e Matutateatro.
Il Festival è realizzato anche in collaborazione con TeatroNet, un
circuito nazionale di cui facciamo parte e grazie al quale il nostro
piccolo spazio è collegato a una rete di spazi teatrali e compagnie di
tutta Italia».
A
chiusura del Festival da non perdere l’appuntamento con Mamadou Dioume, uno dei grandi maestri del teatro
internazionale, protagonista di uno degli spettacoli simbolo del teatro
del ‘900, il “Mahabharata” di Peter Brook. L’attore e regista
sarà al MAT domenica 14 novembre alle 17.30 per un incontro con il
pubblico e dal 15 al 21 novembre terrà, sempre presso le sale del MAT,
uno stage intensivo di teatro.

Al
MAT spazio_teatro
dal
15 al 21 Novembre 2010
STAGE
INTENSIVO
con
MAMADOU
DIOUME
(attore
e collaboratore di Peter Brook)
L’occasione
per incontrare uno dei grandi maestri del teatro internazionale e
per intraprendere un importante viaggio dentro di sè.
Un percorso attraverso tutte le possibilità dell’attore per elaborare
un differente approccio al testo teatrale che tenga conto dell’uomo
nella sua interezza.
Respirazione, movimento, esplorazione del proprio corpo e della voce e
dei suoi livelli, spazio esterno e spazio interno, rapporto con
l’immaginario, improvvisazione e creazione della scena, saranno gli
argomenti dello stage. Mentre Domanda di matrimonio di Anton
Cechov, Matrimonio per forza di Moliere e Le amarezze
di B. M. Koltes, saranno i testi di riferimento su cui Mamadou si
concentrerà per un suo presonale lavoro sul comico.
ISCRIZIONE
e COSTI
Il costo dello stage è 250 €.
E’
aperto ad un numero limitato di partecipanti.
L’iscrizione
va fatta entro il 10 novembre 2010 telefonando al numero 327.1657348
oppure rispondendo a questa mail.
Per
i non residenti a Sezze è previsto alloggio in convenzione presso Bed
& Breakfast.
Sono
aperte le iscrizioni ai corsi di teatro per l'anno 2010-2011

“OUVERTURE
ALLA MACCHIA”
Un
progetto teatrale della Compagnia Matutateatro
in
scena al Bosco dei Cappuccini di Sezze, sabato 31 luglio, ore 21
Sabato 31 luglio 2010 alle ore 21, presso il Bosco dei Cappuccini a Sezze,
meglio conosciuto come La Macchia,
va in scena un evento teatrale appositamente pensato per questo luogo
dalla Compagnia Matutateatro.
Si
tratta di “Ouverture alla
Macchia”, uno spettacolo ideato per essere realizzato in scenari
naturali come i boschi, un evento performativo site
specific, il cui allestimento scenico è progettato in stretta
relazione all’ambiente circostante e il cui impianto drammaturgico si
inserisce organicamente nel luogo dell’evento.
Infatti tra gli
alberi nel bosco si snoderà un percorso di luci che porterà ai ricordi
di un comandante intrappolato nel suo accampamento, in un luogo che fu
accampamento dei soldati tedeschi a Sezze durante i giorni della seconda
guerra mondiale.
La
storia narrata è ambientata nell’ottobre del ’41. Seconda Guerra
Mondiale, in un bosco vicino a Mosca un comandante russo aspetta
l’arrivo dei panzer tedeschi e teme che la paura si impadronisca dei
suoi uomini. Uno di questi durante una simulazione si dà alla macchia,
ma viene catturato: il comandante tra mille dubbi ne ordina la
fucilazione come disertore. L’ufficiale continuerà a ripensare a
questo evento per il resto dei suoi giorni.
Su un altro piano
della narrazione una bambina tedesca gioca tra le macerie della guerra e
aspetta il rientro di suo padre dal fronte. Mentre nella steppa gelata
risuonano canzoni d’amore.
Il lavoro che fa
parte del progetto Materiali
Muller che la Compagnia Matutateatro ha voluto dedicare al
drammaturgo tedesco Heiner Muller, prende spunto da un brano mülleriano,
“Ouverture Russa”, per contaminarsi con la letteratura di guerra e
vari materiali biografici qui utilizzati come scrittura di scena. Ideale
prosecuzione del progetto multimediale “Guerre: Fronti e Frontiere”
con cui Matutateatro si è occupata delle memorie di guerra del nostro
territorio è una riflessione sulla Storia e sull’Uomo.
L’evento, inserito
nell’Estate Setina e
fortemente voluto dall’assessorato alla cultura e dalla dirigenza del
settore cultura, è un’occasione per rivalutare uno dei luoghi più
belli e caratteristici di Sezze.
Da
domenica 28 febbraio fino al 28 marzo il MAT ospiterà la mostra fotografica
“Sin
fronteras” di Gabriele Di
Mascolo

GUERRE.
FRONTI E FRONTIERE
Un
viaggio tra le memorie di guerra
con
un progetto di videodocumentazione storica
a
cura di Matutateatro ed Ex Tempo Run
Il
4 dicembre
all’Auditorium Mario Costa e dal 5
al 7 dicembre in
Biblioteca Comunale
Affondare
le mani nella matassa della Storia alla ricerca di un filo che possa
riconnettere, ritessere una nuova Comunità. C’è questa idea iniziale
alla base di “GUERRE. FRONTI E FRONTIERE. Viaggio fra le memorie di guerra”, il
progetto di video documentazione storica realizzato dall’Associazione
Matutateatro e da Ex Tempo Run, con il contributo della Regione Lazio e
del Comune di Sezze, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo
Valerio Flacco di Sezze Scalo.
Puntando
l’attenzione su Sezze, che nel 1944 fu vittima di un violento
bombardamento e che oggi accoglie persone che fuggono da paesi lontani
martoriati da guerre senza tregua, “Guerre. Fronti e frontiere” è
un viaggio fra le memorie di guerra degli anziani del posto,
intervistati sui ricordi della Seconda Guerra Mondiale, e quelle degli
immigrati che chiedono asilo politico, a cui è stato chiesto di
raccontare le guerre contemporanee.
Venerdì 4 dicembre
alle ore 18
il progetto sarà presentato presso l’Auditorium Mario Costa, con una
proiezione delle video interviste realizzate nei mesi di ricerca. Sabato
5 dicembre, invece, dalle
17 alle 21 e domenica
6 e lunedì 7 dicembre
dalle 11 alle 13
e dalle 16 alle 21, il progetto prenderà le forme di una installazione video
performativa nei locali della Biblioteca Comunale di Sezze dove i
materiale raccolti, lettere dal fronte, fotografie di guerra, video
interviste, e poi ancora letteratura, poesia, teatro, musica daranno
vita a delle creazioni artistiche fruibili liberamente dal pubblico
lungo un percorso multimediale diviso in sei tappe.
Titta Ceccano, Alessandro
Morelli e Jessica Fabrizi, che
hanno ideato e realizzato il progetto, spiegano così l’idea di
partenza: «Siamo partiti dai
luoghi attorno a noi, dai posti più vicini. Il 21 maggio del 1944 un
violento bombardamento americano causò la morte di 71 civili proprio a
Sant’Andrea, davanti l’attuale sede del nostro teatro. Oggi per
queste stesse strade si sentono tante lingue straniere, ma non è più
il tedesco delle truppe d’occupazione, si tratta piuttosto di lingue
africane parlate da donne che fuggono dall’Etiopia, dalla Somalia,
dall’Eritrea, paesi devastati da guerre senza fine. Con il nostro
progetto abbiamo cercato di trovare un filo che possa riconnettere,
ritessere una nuova Comunità ed essere da monito alle future
generazioni per non dimenticare gli orrori di tutte le guerre, quelle
passate e quelle presenti».
«Il
progetto – continuano i responsabili di Matutateatro e di Ex Tempo
Run - si basa su una ricerca e su
una documentazione storica che vuole avere una valenza umana, non una
pretesa storiografica. “Guerre. Fronti e frontiere” è uno sguardo
sul territorio, una manipolazione espressiva di memorie emotive. È la
microstoria che si intreccia con le espressioni artistiche. Convinti che
solo con una molteplicità di linguaggi si possa ridare la complessità
del mondo, nell’installazione video performativa percorriamo
trasversalmente la sottile linea rossa che delimita i confini tra le
arti, dando vita a una interessante contaminazione».
Il
MAT festeggia due anni di attività
Sabato
21 novembre festa al MAT
per festeggiare i 2 anni di attività e presentare la stagione 2009/10
del piccolo teatro nel centro storico di Sezze, gestito dalla Compagnia
Matutateatro, unico centro di ricerca teatrale sui Monti Lepini, diventato in breve tempo punto di riferimento per le attività culturali
della zona.
Si
comincia alle ore 17 con un omaggio a Pina Bausch, la grande
regista e coreografa tedesca, riformatrice della danza contemporanea,
scomparsa all’inizio dell’estate scorsa, a cui è idealmente
dedicata la nuova stagione del MAT. Sarà proiettato Il Lamento dell’Imperatrice,
l’unico film da lei diretto.
Alle
19 concerto-aperitivo con Roberto Caetani, cantautore e
collaboratore storico di Matutateatro, che accompagnato dal sax soprano
di Michael Knot presenterà in versione acustica i brani del suo ultimo
CD Ad occhi chiusi. A seguire
vino e caldarroste. Ingresso libero.
La
festa sarà anche l’occasione per presentare la Stagione 2009/2010
del MAT che si annuncia ricca come al solito. Prima della proiezione, Titta
Ceccano e Julia Borretti, direttori artistici del teatro,
presenteranno i 10 appuntamenti che da fine novembre a fine marzo
vedranno alternarsi nella piccola sala nera del MAT giovani compagnie
provenienti da tutto il territorio nazionale e artisti locali di sicura
professionalità quali la Compagnia Opera Prima ed Enzo Provenzano.
«Convinti
che non esista un solo modo di fare teatro – dichiarano i
direttori artistici - abbiamo scelto spettacoli abbastanza diversi
fra di loro, ma sempre cercando di dare spazio alla ricerca, alla qualità
e ai giovani artisti. Si andrà dalla poesia alla narrazione, dal teatro
ragazzi allo spettacolo multimediale, dai riadattamenti di classici agli
eventi performativi».
Un
cenno a parte all’interno della stagione merita Guerre. Fronti e
frontiere un viaggio fra le memorie di guerra lontane e recenti,
realizzato da Matutateatro in collaborazione con Ex Tempo Run, grazie al
contributo della Regione Lazio e del Comune di Sezze.
«Per
questo progetto di videodocumentazione storica che prevede anche
un’installazione e una fase performativa
– continuano Ceccano e Borretti - le sale del MAT sarebbero
risultate troppo piccole e allora il 4 dicembre ci trasferiremo
presso l’Auditoriom Mario Costa, e dal 5 al 7 dicembre presso
la Biblioteca Comunale, trasformata per l’occasione in un percorso
multimediale».
Tante
dunque le iniziative in programma, per un nuovo anno denso di attività.
MAT
Spazio Teatro - via San Carlo 160 - Sezze (LT)
per
informazioni e prenotazioni:
email
- info@matutateatro.it
tel.
327/1657348
IN
SCENA LO SPETTACOLO “900”
Sabato
6 giugno, alle ore 21, presso l’Auditorium Mario Costa di Sezze, in
scena lo spettacolo di fine corso degli allievi del laboratorio teatrale
del MAT. Ingresso libero
La
storia di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il più grande pianista
che abbia mai solcato l’oceano, scritta in forma di monologo da
Alessandro Baricco, portata in scena da Eugenio Allegri e poi da
Ulderico Pesce, e trasposta al cinema da Giuseppe Tornatore con il film
“La leggenda del pianista sull’oceano”, diventa un racconto
corale per gli 11 allievi
attori del MAT Spazio Teatro di Sezze.
Sabato
6 giugno, alle ore 21,
presso l’Auditorium Mario Costa
di Sezze, i giovani attori metteranno in scena “900”,
spettacolo finale del laboratorio teatrale del MAT Spazio Teatro, il
piccolo teatro nel centro storico di Sezze, unico centro di ricerca
teatrale nei Monti Lepini, diretto da Titta
Ceccano e Julia Borretti. Il MAT nel corso del 2009, oltre ad
ospitare una ricca stagione di 18 appuntamenti tra teatro, video e
musica, completamente autofinanziata, ha anche attivato per il secondo
anno consecutivo un corso per allievi attori che si concluderà proprio
sabato 6 giugno con la presentazione di “900”.
«Ci
teniamo a specificare – dichiarano i direttori artistici del MAT -
che non si tratta di una scuola di
teatro che prepara alla professione di attore, come del resto non
può evidentemente definirsi scuola un corso che dedica un incontro a
settimana al teatro, ma siamo sicuri che grazie al discreto monte ore di
lavoro accumulato e grazie alla professionalità con cui trasmettiamo la
nostra passione si possa parlare di un corso
di propedeutica teatrale di ottimo livello. Il corso è iniziato a
novembre con cadenza settimanale e bisettimanale
passando dalle 2 ore ad incontro
nella prima fase alle 5 ore di lavoro nell’ultimo periodo. Dopo una
prima fase in cui si è lavorato sul pre-espressivo e sui principi che
regolano l’arte dell’attore, pian piano si è arrivati alla
costruzione drammaturgica dello spettacolo facendo partecipare gli
allievi alle scelte che di volta in volta la regia e la drammaturgia
imponevano ».
«Quando
lavoriamo con un gruppo - continuano Ceccano e Borretti che sono
anche registi dello spettacolo – siamo
sempre molto attenti a far camminare il gruppo insieme, poiché siamo
convinti che un’esperienza condivisa è formativa in una maniera più
profonda ed incisiva. Insomma non ci piacciono i primi attori e le prime
attrici, ecco perché abbiamo scelto un testo che nella nostra idea di
regia poteva diventare un racconto corale. In realtà si tratta di un
monologo e in questa forma è di solito messo in scena, ma la sfida che
ci interessava era proprio quella di trasformare un monologo in un
racconto a più voci. In fondo sul Virginian, la nave da cui Novecento
non riesce a scendere, c’è un po’ tutto il mondo, e allora perché
non rappresentarlo con diverse tipologie di uomini e donne che sono i
passeggeri della nave, l’equipaggio, ma in fondo anche dei
semplicissimi spettatori».
Sul
palcoscenico del Mario Costa sabato sera ci saranno: Alessandro
Morelli, Amalia Venditti, Andrea Zaccheo, Daniele Duse, Francesca
Leonoro, Francesca Quadrano, Matteo Barozzi, Rossella Ceccano, Simone
Perini, Valentina Morelli, Valerio Borretti. L’ingresso allo
spettacolo è libero.
La
stagione del MAT si concluderà poi il 20 e 21 giugno con uno stage
sulla Commedia dell’Arte tenuto da Michele Monetta, insegnante di
mimo e maschera presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica
Silvio D’Amico di Roma.
I
corsi annuali per allievi attori e bambini riprenderanno nel mese di
ottobre.
Per
informazioni: Tel. 327/1657348 – 329/1099630 – email: info@matutateatro.it
ZANNI
E CAPITANI
STAGE
DI MASCHERA E COMMEDIA DELL'ARTE
A
CURA DI
MICHELE
MONETTA
(ICRA
PROJECT)
Insegnante
di Maschera, Mimo e Movimento all'Accademia Nazionale d'Arte
Drammatica S. D'amico di Roma
Sabato
20 Giugno ore 14-19
Domenica
21 Giugno ore 9-14; 15-17
Totale
12 ore di lavoro- (10 di pratica e 2 di Videoforum/teoria)
Programma
Il
week end intensivo di lavoro ha come obiettivo lo studio dei principi
base dell'arte drammatica a partire da elementi ispirati alla
Commedia
dell'Arte, e alle maschere del teatro tradizionale italiano di stampo
cinque-seicentesco ma con un riferimento alla rivalutazione novecentesca
su più livelli (Copeau, Mejarchol'd, Blok...).
Il
lavoro sarà di tipo tecnico, storico e antropologico ed avrà il
seguente programma:
Gesto
e Atteggiamento
Ritmo,
gioco e reattività
Iconografia
teatrale
Pose
sceniche
Movimento
e immobilità
Maschera,
maschere e fissità (o fissazione della maschera)
Primi
elementi di maschera (l'avaro, il militare...) in Teofràsto
Radici
atellane delle maschere italiane
Radici
plautine della Commedia dell'Arte
Studio
di un Canovaccio dalla Raccolta Casamarciano
Le
maschere e gli inferi
Improvvisazione.
VIDEOFORUM:MASCHERA
NOVECENTO
Il
Videoforum sarà orientato verso l'idea del Corpo-Maschera. Saranno
proiettati e commentati-a cura dell'ICRA Project-frammenti da:
O.Schlemmer, J.L.Barrault, Grock, Beckett.
Durata
2h circa.
Sede
dello stage:
MAT
spazio_teatro, via S. Carlo 160, Sezze (LT)
MASSIMO
12 PARTECIPANTI AMMESSI
Informazioni
e Iscrizioni
entro
il 14 Giugno 2009:
info@matutateatro.it
tel.
3291099630 - 3271657348
IN SCENA “FRA
MOSCA E BERLINO”
IL
NUOVO SPETTACOLO DELLA COMPAGNIA MATUTATEATRO
Debutta
venerdì 8 maggio,
alle ore 21, presso l’Auditorium Mario Costa di Sezze il nuovo
spettacolo scritto, interpretato e diretto da Julia Borretti e Titta
Ceccano
Ottobre
1941, una bambina tedesca gioca tra le macerie della guerra e aspetta il
rientro di suo padre dal fronte, un comandante russo teme che la paura
si impadronisca dei suoi uomini e ordina la fucilazione di un disertore,
nella steppa gelata risuonano canzoni d’amore. Prende le mosse da
un’ampia ricerca su materiali storici, letterari e biografici e da un
brano dello scrittore e drammaturgo tedesco Heiner Müller, “Fra
Mosca e Berlino”, il nuovo spettacolo che la compagnia Matutateatro
presenta venerdì 8 maggio, alle
ore 21, presso l’Auditorium Mario Costa di Sezze.
Lo
spettacolo, scritto,
interpretato e
diretto da Julia Borretti e Titta Ceccano, trae spunto dal brano mülleriano
“Ouverture Russa”, primo capitolo de “La strada dei panzer”, per
contaminarsi con le suggestioni della letteratura di guerra di Curzio
Malaparte e Mario Rigoni Stern e vari materiali biografici, tra cui
diari e lettere dal fronte, testimonianze dirette e fotografie della
Seconda Guerra Mondiale.
«“Fra
Mosca e Berlino” è una
riflessione sulla guerra, sulla Storia e sull’Uomo - racconta Julia
Borretti - L’idea è nata dall’incontro casuale con materiale biografico,
lettere, foto e diari di guerra della Germania nazista e con il testo di
Müller. Si tratta di due punti di vista diversi perché in “Ouverture
russa” Müller racconta l’avanzata tedesca con gli occhi dei russi,
ma quello che ci ha colpito è che le riflessioni, le tematiche e i
pensieri sono gli stessi contenuti
nei diari tedeschi. La guerra è uguale per tutti, l’uomo
reagisce allo stesso modo davanti alla guerra e davanti a tutte le
guerre. A questi spunti abbiamo aggiunto una lunga ricerca letteraria
che ci ha portato a Mario Rigoni Stern e soprattutto a Curzio Malaparte
con il suo “Kaputt” e “Il Volga nasce in Europa”, usati in
questo spettacolo come scrittura di scena».
Lo
spettacolo fa parte del progetto
“Materiali Müller” della compagnia Matutateatro: «Abbiamo deciso di dedicare un progetto ad Heiner Müller – dichiara
Titta Ceccano - per la forza e
la persistenza con cui la parola mülleriana ormai da anni torna a
visitarci. Quando ci siamo imbattuti nel teatro di Müller quel che ci
ha colpito subito è come la sua scrittura spazzi via in un colpo solo
tutto quel teatro falso e finto, fatto di convenzioni obsolete, di
dramatis personae, di entrate ed uscite di scena, in cui da tempo non
crediamo più. Il progetto, di cui questo spettacolo fa parte ma che
continuerà con performance e altri spettacoli, prende le mosse da
frammenti mülleriani e li confonde con altri per dar vita a nuove
scritture sceniche».
La
collaborazione artistica allo spettacolo è di Ignazio Gori, giovane scrittore e poeta che ha collaborato alla fase
letteraria della produzione, mentre Jessica
Fabrizi firma le scene e il disegno luci, di grande impatto e valore
drammaturgico.
“Fra
Mosca e Berlino” è inserito all’interno della rassegna “Sezze
incontra il teatro”, promossa dall’Assessorato alla cultura del
Comune di Sezze. L’ingresso è
gratuito.
per
informazioni: Tel. 327/1657348 – email: info@matutateatro.it
Un
anno al MAT Spazio Teatro
Sabato
8 novembre il “MAT
Spazio Teatro” di Sezze
festeggia
il primo anno di attività con una giornata dedicata al teatro e alla
musica con Ingresso libero.
Il
piccolo teatro nel centro storico di Sezze, diretto da Titta
Ceccano e Julia Borretti,
sede operativa della Compagnia Matutateatro, festeggia un anno di
attività.
Lo
fa con una giornata dedicata al teatro e alla musica. Alle ore 17 verrà
proiettato un documentario sul lavoro dell’Odin
Teatret, gruppo storico del teatro di ricerca. A seguire sarà
offerto al pubblico un concerto-aperitivo con i Delta
River Blues Trio di Alex Cipollari, Costantino Raponi e Alex Titi.
Un mix tra il vecchio blues del Delta del Mississipi e i maestri del
'900 teatrale per festeggiare un anno di attività di uno dei laboratori
artistici più attivi nonché unico centro permanente di ricerca
teatrale nell’area dei Lepini.
A
un anno dall'inaugurazione (3 novembre 2007) il bilancio delle
attività è sicuramente positivo: il MAT è
stato il set e il quartier generale delle riprese del film girato a
Sezze e prodotto da Matutateatro “Buchi sulla superficie del discorso”. Ha ospitato un laboratorio teatrale per pazienti psichiatrici,
uno per bambini, uno per adulti e un laboratorio d’arte. Ha ospitato
una mostra di pittura, un concerto jazz, due spettacoli di burattini,
uno spettacolo di commedia dell’arte e due cicli di proiezioni. Sta
attualmente ospitando un laboratorio di video-documentazione sul
territorio di Sezze.
«Tutto
questo solo grazie alle nostre forze – dichiara Titta Ceccano - perché il nostro è un teatro libero e
autofinanziato. Al momento stiamo lavorando alla nostra prima vera e
propria programmazione: inizierà a dicembre e si concluderà a giugno.
Prevede spettacoli di compagnie provenienti da tutto il territorio
nazionale, concerti, una rassegna di documentari, film di giovani
registi, il Video-Forum sui Teatri del '900 ed incontri e seminari con
maestri e pedagoghi teatrali. Il
MAT è un luogo di sperimentazione dei linguaggi legati al mondo del
teatro e delle altre arti, che nel tempo sta diventando un polo di
attrazione culturale per l’intera area lepina e pontina».
Dalla
settimana prossima saranno attivi i laboratori teatrali per adulti e
bambini a cura di Julia Borretti e Titta Ceccano.
Le
iscrizioni sono ancora aperte. Per informazioni rivolgersi al
327.1657348.
Sono
aperte le iscrizioni ai corsi di teatro per l'anno 2008-2009


Inaugurazione
MAT Spazio Teatro

UN
TEATRO NEL CENTRO STORICO SEZZE

Sabato
3 novembre 2007 alle ore 17,00 apre il “MAT Spazio
Teatro” di via San Carlo, una nuova realtà culturale in pieno
centro storico a cura della compagnia Matutateatro.
Un
piccolo teatro da 30 posti, in pieno centro storico a Sezze. Lo spazio
teatro, ideato e gestito dalla compagnia teatrale Matutateatro,
sabato
3 novembre apre le porte al pubblico.
La
sede, in via San Carlo 160, è stata ricavata dalle vecchie stalle di un
palazzo del Settecento. Dietro un enorme cancello in ferro battuto, si
nasconde un cortile sul quale si affacciano le due
sale del MAT. Chiuse per oltre 40 anni, dopo essere state anche sede
di un’osteria prima e dopo la guerra, grazie ai lavori di
ristrutturazione curati da Matutateatro, le ex stalle a partire da
sabato prossimo diverranno un centro
permanente di ricerca teatrale unico nell’area dei Lepini, un
luogo di sperimentazione dei linguaggi legati al mondo del teatro e non
solo, che si prefigge di divenire nel tempo un polo di attrazione
culturale per l’intera area lepina e pontina. Direttori
artistici del MAT sono Titta
Ceccano e Julia Borretti, fondatori della Compagnia Matutateatro,
che avrà nel MAT la propria sede operativa. “Il
teatro è viaggiante – dichiarano i due direttori artistici – ma
ha anche bisogno di una dimora ed è per questo che è nato il MAT. MAT
come Matuta, MAT come materno, come materiale, come matto. Ma la nostra
non è una follia è piuttosto una sfida per chi crede che il teatro nel
tempo possa cambiare il mondo e l’umanità che lo abita. Noi
cominciamo da un piccolissimo angolo di paese”.
La
programmazione del MAT prevede spettacoli
teatrali e concerti, con
particolare attenzione ai giovani artisti; incontri
con pedagoghi e maestri del teatro di livello nazionale e
internazionale; laboratori di
artigianato teatrale; video forum
e proiezioni di cortometraggi. Nel futuro più prossimo il MAT e le
adiacenti strade del centro storico setino saranno anche la location per
le riprese di un cortometraggio,
realizzato nell’ambito di un laboratorio-video finanziato dalla
Regione Lazio, che vedrà coinvolti i pazienti del Dipartimento Salute
Mentale di Latina e gli studenti di alcuni istituti superiori del
capoluogo pontino.
Dalla
settimana prossima, infine, prenderanno il via i corsi di teatro per bambini, ragazzi e adulti tenuti da Titta
Ceccano e Julia Borretti. Sono aperte le iscrizioni.
Per
informazioni: tel. 3281792357 - info@matutateatro.it













PRESENTAZIONE
COMPAGNIA
DENOMINAZIONE
COMPAGNIA: matutateatro
LEGALE
RAPPRESENTANTE: Giovan Battista Ceccano
DIREZIONE
ARTISTICA: Julia Borretti e Titta Ceccano
RESPONSABILE
ORGANIZZATIVO: Daniela Monteforte
SEDE
LEGALE: Via Piagge Marine 117, 04018 Sezze (LT)
TELEFONO:
Daniela Monteforte 338/7252238; Titta Ceccano 328/1792357
INDIRIZZO
E-MAIL: info@matutateatro.it
SITO
WEB: www.matutateatro.it
SEDE
OPERATIVA: MAT spazio teatro, Via San Carlo 160 a Sezze (LT)
ATTIVITÀ:
teatro; teatro ragazzi; laboratori; teatro-scuola; teatro-terapia
PRINCIPALI
PRODUZIONI
Piccolo
Principe, 2003
Storie
di Carta, 2004
Romeo
e Giulietta, 2005
Pinocchioamarcord,
2006
Garbatella,
2006
Movimenti
di Sopravvivenza, 2007
LINEE
ARTISTICHE
La
Compagnia Matutateatro nasce
dall’incontro tra Titta Ceccano e Julia Borretti, teatranti
provenienti da esperienze diverse che si trovano attorno ad un progetto
di teatro creativo che vede sempre l’attore al centro della creazione.
Nella
vita, seppur breve, della compagnia, si sono alternati progetti e
successive produzioni (sopra riportate) che rispecchiano le originali
predisposizioni e attitudini dei due fondatori: il teatro di prosa
s’incontra con il teatro che vede al centro il corpo-mente
dell’attore, il palcoscenico si alterna alla strada, i testi classici
vengono affiancati dalla produzione di testi originali.
La
poetica di Matutateatro si
nutre delle differenze, dei materiali che hanno forme, colori e sapori
diversi, dando vita ad un corto circuito che rende i suoi spettacoli mai
uguali a se stessi, ma pur sempre vitali.
Matutateatro
percorre trasversalmente la sottile linea che delimita i confini tra le
arti, credendo che solo con una molteplicità di linguaggi si possa
ridare la complessità del mondo. Attraverso un lavoro sull’umanità
dell’attore e dello spettatore, reagendo a tutte le possibili
combinazioni fra i materiali, le tecniche e le specificità personali,
in scena, si rincorrono, così come nella vita, gli opposti: il comico e
il tragico, l’alto e il basso.
CURRICULUM
MATUTATEATRO
L’associazione
culturale Matutateatro si occupa di ideazione, progettazione e
produzione di eventi per la promozione delle arti come strumento di
crescita sociale e culturale.
È
attiva nella provincia di Latina, in particolare nella zona dei Monti
Lepini e nel capoluogo stesso, nella realizzazione di attività
artistiche e culturali tese a valorizzare le potenzialità del
territorio e dell’umanità che lo abita. Scuole di ogni ordine e
grado, centri per pazienti psichiatrici e per ragazzi diversamente
abili, teatri, biblioteche, musei, piazze, centri storici e quartieri
periferici, sono i luoghi dove l’associazione svolge le proprie
attività.
Nasce
dall’incontro tra Titta Ceccano e Julia Borretti, teatranti
provenienti da esperienze diverse che si trovano attorno ad un progetto
di teatro creativo che vede sempre l’attore al centro della creazione.
Tra
le principali attività dell’associazione ricordiamo: il teatro
ragazzi, il teatro di strada, gli spettacoli itineranti in spazi non
teatrali, i riadattamenti di classici e il teatro di narrazione, per
quanto riguarda la produzione teatrale; i laboratori espressivi svolti
con i pazienti dei centri di salute mentale e con gli studenti
diversamente abili, nell’ambito dell’attività di teatroterapia; i
progetti lettura presso le biblioteche; le presentazioni di libri;
l’organizzazione di rassegne di teatro scuola e la partecipazione ad
altre rassegne; l’organizzazione di eventi legati all’arte-terapia;
i numerosi laboratori teatrali e cinematografici svolti nelle scuole; la
produzione di cortometraggi indipendenti.
Accanto
al lavoro meramente teatrale, da qualche tempo l’associazione, con
l’idea di creare una contaminazione tra le arti, affianca altri
linguaggi: musica e cinema.
ATTIVITÀ
SVOLTE
2004
-
MANGIAFIABE, progetto
lettura realizzato per la Biblioteca Comunale di Sezze.
-
LE PAGINE INCANTATE,
progetto lettura realizzato in collaborazione con I
Parchi Letterari per il Sistema Bibliotecario di Latina.
-
LA MANO NEL CAPPELLO,
laboratorio espressivo integrato per studenti diversamente abili e non,
realizzato presso l’ISISS Pacifici e De Magistris di Sezze
nell’ambito delle attività di assistenza specialistica promosse dalla
Provincia di Latina.
-
PICCOLO PRINCIPE,
spettacolo teatrale inserito in “Obolon”, rassegna di teatro per la
scuola e ne “il Castello di Elsinore” rassegna organizzata dalla
Provincia di Latina presso l’Auditorium Mario Costa di Sezze.
-
STORIE DI CARTA,
spettacolo di strada nato come intervento spettacolare promosso dalla
Comieco all’interno delle attività svolte nel Museo della Carta di
Fabriano. Partecipa alle rassegne “Centotramonti”, promossa dalla
Regione Lazio e dall’ATCL, e “Pageant”, promossa dalla Compagnia
dei Lepini. Nel Natale 2004 assieme ad altri spettacoli di strada dà
vita alla manifestazione promossa dall’Enel “Natale sotto
l’albero”, toccando le città di Pescara, Urbino, Lecce, Matera,
Bergamo, Orvieto, Isernia e Caserta.
Nella
primavera del 2005 inaugura a Luino sul Lago Maggiore il Parco
Letterario Transfrontaliero dei Laghi.
2005
-
LE PAGINE INCANTATE,
progetto lettura realizzato per il secondo anno in collaborazione con I
Parchi Letterari per il Sistema Bibliotecario di Latina.
-
LA MANO NEL CAPPELLO,
laboratorio espressivo integrato per studenti diversamente abili e non,
realizzato per il secondo anno presso l’ISISS Pacifici e De Magistris
di Sezze nell’ambito delle attività di assistenza specialistica
promosse dalla Provincia di Latina.
-
VALIGE, laboratorio
teatrale finalizzato alla riabilitazione psichiatrica per gli utenti dei
Centri Diurni di Latina, Priverno e Terracina, nell’ambito delle
attività di arte-terapia promosse dal Dipartimento Salute Mentale della
ASL di Latina.
-
GIOCO AL TEATRO,
laboratorio di animazione teatrale svolto presso il V Circolo Didattico
di Latina, il II Circolo Didattico di Sezze e l’Istituto Comprensivo
Matteotti di Aprilia.
-
HYSTRIO, laboratorio
teatrale svolto presso il Liceo Scientifico G. B. Grassi di Latina.
-
DA UNA PARTE ALL’ALTRA
DELL’IMMAGINE, laboratorio video svolto presso il V Circolo
Didattico di Latina.
-
IL SAPORE DELLA NOTTE, viaggio
nell’immaginario letterario e gastronomico realizzato in
collaborazione con Fondazione Nievo, Biblioteche di Roma e Comune di
Roma per La Notte Bianca del 2005.
-
GLI ULTIMI CAVALIERI
DELL’APOCALISSE, lettura dell’omonimo romanzo di Stanislao Nievo
ed Enzo Pennetta presso la Biblioteca Casanatense di Roma.
-
NOVECENTO, spettacolo
realizzato con gli allievi del laboratorio teatrale del Liceo
Scientifico G. B. Grassi di Latina.
-
BRUCIASOGNI, spettacolo
realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di Latina
(Compagnia Integrata Momi), in occasione del convegno
Arte-Riabilitazione in Psichiatria organizzato dal Dipartimento di
Salute Mentale con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di
Latina.
-
ROMEO E GIULIETTA,
spettacolo teatrale andato in scena in numerosi comuni del Lazio (Arcinazzo
Romano, Bassiano, Carpineto Romano, Roccagorga, Segni, Sezze, Formia,
etc.) e per una settimana presso il Teatro Moderno di Latina, ospitando
circa 3000 studenti provenienti dalle scuole di tutta la provincia.
2006
-
VALIGE, per il secondo
anno, laboratorio teatrale finalizzato alla riabilitazione psichiatrica
per gli utenti dei Centri Diurni di Latina, Priverno e Terracina,
nell’ambito delle attività di arte-terapia promosse dal Dipartimento
Salute Mentale della ASL di Latina. (in corso)
-
LA MANO NEL CAPPELLO,
laboratorio espressivo integrato per studenti diversamente abili e non,
realizzato per il terzo anno presso l’ISISS Pacifici e De Magistris di
Sezze nell’ambito delle attività di assistenza specialistica promosse
dalla Provincia di Latina.
-
GIOCO AL TEATRO,
laboratorio di animazione teatrale svolto per il secondo anno presso il
l’Istituto Comprensivo Matteotti di Aprilia.
-
HYSTRIO, laboratorio
teatrale svolto per il secondo anno presso il Liceo Scientifico G. B.
Grassi di Latina.
-
COME IN UNO SPECCHIO,
laboratorio di animazione teatrale svolto presso il V Circolo Didattico
di Latina.
-
SCATOLA TEATRO,
laboratorio teatrale svolto presso la Scuola Media Corradini di Latina.
-
PINOCCHIOAMARCORD,
spettacolo realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di
Latina (Compagnia Integrata Momi), in occasione del convegno La Luna
Svelata- Arte-Riabilitazione in Psichiatria, organizzato dal
Dipartimento di Salute Mentale con il patrocinio della Regione Lazio e
del Comune di Latina. Lo stesso spettacolo viene replicato presso il
Teatro D’annunzio di Latina alla presenza di circa 900 studenti.
-
150 E QUALCOSA IN PIÙ,
spettacolo realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di
Priverno (Compagnia Instabile).
-
MOBY DICK, spettacolo
realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di Terracina
(Compagnia Arte e Parte).
-
LA VIA OSTIENSE,
viaggio sentimentale realizzato in collaborazione con la Fondazione
Nievo e le Biblioteche di Roma.
-
GARBATELLA, racconto
teatrale da Una vita violenta di
P. P. Pasolini.
2007
-
VARIEGATO CABARET,
spettacolo realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di
Priverno (Compagnia Instabile).
-
MOVIMENTI DI SOPRAVVIVENZA,
spettacolo realizzato con i pazienti psichiatrici del Centro Diurno di
Latina e della Comunità terapeutica di Santa Fecitola (Compagnia
Integrata Momi).
-
FOTORICORDO, spettacolo
realizzato con gli allievi del laboratorio teatrale del Liceo
Scientifico G. B. Grassi di Latina.
COLLABORAZIONI
Comunità
Europea
Comune
di Roma
Comune
di Latina
Comune
di Sezze
Comune
di Bassiano
Comune
di Carpineto Romano
Comune
di Segni
Comune
di Arcinazzo
Compagnia
dei Lepini
Provincia
di Latina
Regione
Lazio
ATCL
– Associazione Teatrale tra Comuni del Lazio
ASL-Latina
– Dipartimento Salute Mentale
ENEL
Fondazione
Ippolito Nievo
Parchi
Letterari Omero
Biblioteche
di Roma
Biblioteca
Comunale di Sezze
Sistema
Bibliotecario di Latina
Duodorante
Teatro
Integrato Internazionale – Roma
Teatro
Ippocampo – Umbria
I.C.R.A.
Project – Napoli
UnicaEventi
I.S.I.S.
Pacifici e De Magistris – Sezze
Liceo
Scientifico G.B. Grassi – Latina
Scuola
Media A. Volta – Latina
Scuola
Media Corradini – Latina
Scuola
Media G. Cena – Latina
Scuola
Media G. Giuliani – Latina
Scuola
Media Caio V. Flacco - Sezze
1°
e 2° Circolo Didattico – Sezze
2°,
3°, 5°, 7°, 8° Circolo Didattico – Latina
Istituto
Comprensivo Matteotti – Aprilia
|