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Sezze, tempi nuovi e politica vecchia

19 gennaio 2012

Nel momento in cui a Sezze, nell'ambito delle "grandi manovre" pre-elettorali, si attraversa la fase del reciproco rinfacciarsi i diversi cambi di casacca, è giusto ricordare che il candidato sindaco del centrodestra nelle amministrative del 2007, recentemente tornato all'ovile del centrosinistra, ebbe il beneplacito della lista di Alessandra Mussolini e l'appoggio incondizionato del ministro di AN Giorgia Meloni, entrambe accorse nel centro lepino per manifestazioni di sostegno a quella candidatura. Una scelta così oculata e talmente "di destra", che oggi quel candidato, insieme ad eletti in Forza Italia, è parte integrante della maggioranza dell'attuale sindaco PD e ne sosterrà la prossima ricandidatura, con qualche altro eletto in un centrodestra "parallelo" dopo avere ricoperto incarichi di rilievo nelle giunte rosse, naturalmente in compagnia di quel candidato sindaco del centrodestra "ufficiale". Nel contempo il PDL continua ad essere guidato da qualcuno proveniente da Rifondazione comunista. Una situazione che potrebbe apparire altrove ingarbugliata, a Sezze rappresenta la normalità.
Se lo sforzo dei partiti, per chi ancora ci crede, dovrebbe essere quello di rendere meno artificioso il panorama politico, in questa città quale è invece il problema? Dando fede alle liti nel pollaio, è rappresentato dal posizionamento dell'UDC, che tutti tirano per la giacca. Ma stando alle linee di politica nazionale, il partito di Casini non dovrebbe essere posizionato in un terzo polo, con API e FLI, teoricamente alternativo a PDL e PD? E poi, se  sta al governo della Regione Lazio con la Polverini ed in provincia di Latina con Cusani, non sarebbe più logico, nella sua logica, per un partito così attento agli "equilibri" ed alle poltrone, allearsi a Sezze con il PD, giusto per "bilanciare"ed andare anche qui in soccorso dell'annunciato vincitore?
Mentre l'UDC gioca al rialzo, tentando di far passare nel dimenticatoio lo scandalo "rifugiati politici" che lo vede protagonista, chi rappresenta Rutelli si è posizionato, precedendolo nel sostenere Campoli, dopo avere abbandonato FI e Nuova Area. E l'IDV? Dopo aver chiesto in diverse occasioni le dimissioni dell'attuale sindaco, molto coerentemente lo sta sostenendo e lo sosterrà, mandando a farsi benedire i propositi di Antonio Di Pietro.
Da tutto questo si evince chiaramente che appaiono tutt'altro che politiche le motivazioni alla base delle scelte dei diversi partiti locali, spiegabili soltanto con un coacervo di interessi che li lega indissolubilmente nella difesa di uno status quo, che si ripropone nel tempo, immodificabile. Partiti non solo portatori e difensori di interessi che non sono del popolo, ma ormai vecchi, se non stantii. Superati dai tempi e da una situazione drammatica a livello sociale ed economico, che loro stessi hanno provocato. Saranno i tempi nuovi a spazzarli via, come stanno chiaramente dimostrando i movimenti che nascono spontaneamente sul territorio, in funzione antipartitocratica, dalla Sicilia alla Sardegna, dal Movimento dei Forconi e di Forza d'Urto a quello dei Pastori Sardi. Movimenti spontanei, sinceramente antipartitocratici, non come certi poli che nascono a Sezze, fatti da aggregazioni artificiali, che rappresentano solo la brutta copia di quei partiti, di cui hanno le stesse finalità.
Movimento Libero Iniziativa Sociale guarda al futuro, ai tempi nuovi ed ai nuovi impegni che si prospettano.

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