Movimento politico

MOVIMENTO LIBERO INIZIATIVA SOCIALE 

anno 2012

www.lavocelibera.it

per chi ha deciso di non ... mandare il cervello all'ammasso

Ufficio Stampa  

 

SR 156, si inquinano i fatti

24 dicembre 2012

Latina Oggi toppa nuovamente sulla SR 156 dei Monti Lepini. E questa volta toppa alla grande. Quando dagli organi competenti della Regione Lazio, cioè dalla Presidenza, chiamati direttamente in causa da Movimento Libero Iniziativa Sociale tramite una serie di interrogazioni presentate dal Gruppo Radicale, non sono ancora arrivate risposte puntuali e fondate sulla scandalo dell'arteria mandata a sbattere contro le Fonti Sardellane dopo essersi impantanata nei terreni paludosi del Lago Mole Muti e avere sfiorato la ferrovia Roma - Napoli, sull'organo ormai ufficiale della "disinformatia" provinciale appare una non notizia, strategicamente fatta pubblicare prima della pausa natalizia. In che cosa consiste? Qualche progettista avrebbe confermato, non si sa bene quando (a chi lo sappiamo: all'ex quotidiano di Ciarrapico, la cui casa editoriale è attualmente al centro di uno scandalo relativo ai finanziamenti pubblici), l'approvazione di una variante al progetto che verrebbe a costare ulteriori svariati milioni di euro, da aggiungere ai 75 già bruciati in un'opera discutibilissima, criticata da più parti e che nasce male e già vecchia. Tace la Regione, tace l'Astral, avrebbe squillato le trombe questo progettista. E Latina Oggi ha sparato il titolo. Naturalmente tralasciando di ricordare, fra le tante cose che ci sarebbero da dire, che 25 anni fa, nel momento in cui il progetto fu redatto ed in seguito approvato anche dal Comune di Sezze, esistevano già montagne, lago, ferrovia e fonti. E dimenticando di sottolineare che questo scandalo è già venuto a costare al contribuente oltre 5 milioni di euro a chilometro e che ne costerà molti di più questa ipotetica variante, finalizzata ad ovviare un tratto di appena 500 metri. Troppo facile, per i responsabili di quello che è diventato un caso nazionale, del quale si è interessata anche RAI 1, cavarsela in questo modo. E' come se si stessero nascondendo dietro un dito, quando ormai alla collettività è stato arrecato un danno ingentissimo, del quale debbono essere chiamati a rispondere se ancora esiste una giustizia.
Sia ben chiaro: noi non permetteremo che qualcuno, chiunque esso sia, tenti di inquinare la realtà dei fatti, deviando altrove l'attenzione con notizie tendenziose che non sminuiscono affatto la gravità degli stessi. Anzi.


Tennis club, esempio di pessima amministrazione

18 dicembre 2012

Dopo l'ennesimo annuncio di ulteriori finanziamenti finalizzati al recupero ed alla ristrutturazione dell'impianto dei campi da tennis di Via Piagge Marine, si conferma la tendenza degli assessori di Sezze ai proclami. Dopo Pietro Bernabei e Marcello Ciocca, è ora la volta del pd Enzo Eramo a sparare una ulteriore cifra, 180mila euro che arriverebbero dalla Provincia, che vanno ad aggiungersi alle centinaia di migliaia di euro (500? 800? 900?) già finanziati. 

La questione è annosa ed in essa quello che colpisce in particolare è proprio lo sperpero di beni e denari pubblici, cioè di tutti i cittadini. Per responsabilità amministrative evidenti, un complesso che tanto lustro aveva dato alla città è stato abbandonato all'incuria, al degrado ed all'azione incontrollata dei vandali, che hanno condotto alla vera e propria devastazione. Se inizialmente gli interventi avrebbero dovuto riguardare la messa a norma solo di alcune parti degli impianti, la chiusura totale degli stessi per tanto tempo ha condotto alla loro distruzione. Cosa che ha determinato un esponenziale aumento dei costi per il recupero attuale delle strutture. E' proprio su questo che Movimento Libero Iniziativa Sociale intende focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica: c'è stata una condotta colpevole ed irresponsabile da parte di chi ha amministrato la città di Sezze. 

Da Lidano Zarra ad Andrea Campoli. Perché il complesso non è stato tutelato nel corso di tutti questi anni? Chi doveva custodirlo, perché non lo ha fatto? Chi risponderà del danno prodotto e della mancata custodia? Troppo facile oggi giocare allo sport di chi la spara più grossa sui finanziamenti, soprattutto dopo che in diverse occasioni se ne erano già sparate altre, di falsità, sulla "imminente" riapertura degli impianti. E' un modo per deviare l'attenzione dalle reali, grosse responsabilità da parte di chi avrebbe dovuto intervenire per tempo ed ha invece fatto degenerare una situazione alla quale si sarebbe potuto ovviare con un investimento minimo di denaro pubblico. Ma tanto a loro che importa, quando ce lo tolgono dalle tasche inventando nuovi balzelli ed aumentando tasse e tariffe? Da meditare.


Santa Parasceve, finanziamento anomalo

11 dicembre 2012

In data 11 dicembre, dietro richiesta di Movimento Libero Iniziativa Sociale, il consigliere regionale del Partito Radicale Rocco Berardo ha presentato una interrogazione urgente a risposta scritta al presidente del Consiglio Regionale del Lazio Mario Abruzzese, avente ad oggetto: "Recupero e messa a norma della Chiesa di S. Parasceve nel Comune di Sezze (LT)". In un momento di ristrettezze economiche come quello che stiamo attraversando, quando in particolare a Sezze si fa sentire forte la pressione di una stretta tributaria locale che fa schizzare al 10,60 % l'aliquota dell'IMU, con una azienda municipalizzata, la SPL, che ha accumulato un deficit di svariati milioni di euro, ci sembra assurdo che il Comune, tramite la Regione, vada a bruciare 150.000 euro di tutti, nella ristrutturazione di un immobile non di proprietà pubblica.
Il manufatto è infatti della Parrocchia di S. Lucia. Il progetto fu presentato nel 2009 ed il finanziamento accolto nel 2010. Da Marrazzo alla Polverini, come è stato possibile che l'iter non sia stato bloccato? Nel momento della presentazione del progetto, il Comune di Sezze aveva specificato di non essere proprietario dell'immobile? E' anche su questo che verte l'interrogazione,alla luce delle novità apprese dalla stampa locale in questi giorni. Si è infatti saputo di un accordo anomalo messo a punto in queste settimane (cioè a distanza di ben tre anni dalla presentazione del progetto) tra ente comunale e parrocchia di S. Lucia, per l'uso gratuito della chiesa di S. Parasceve, per una durata di 9 anni. Ma è sufficiente una semplice scrittura come questa, che non da titolo di proprietà, per accedere ad un finanziamento regionale? E tra 9 anni che faremo, riconsegneremo la chiesa, ristrutturata con i nostri soldi, al parroco don Raffaele D'Elia?  
>>> Vedi il testo integrale dell'interrogazione


Bubbone SPL

30 novembre 2012

Con le dimissioni dell'attuale presidente SPL Vincenzo Rosella, esplode il bubbone della municipalizzata di Sezze. Una spa sulla quale da tempo Movimento Libero Iniziativa Sociale aveva puntato i riflettori, nel tentativo di aprire gli occhi all'opinione pubblica e di fare chiarezza. Costituita nei primi anni del 2000, secondo le caratteristiche tipiche del "carrozzone" politico finalizzato a creare clientele e consensi elettorali, a quanto pare ha saputo creare, insieme a queste, solo debiti. Stando a quanto ufficialmente dichiarato, essi supererebbero abbondantemente i 4 milioni di euro. MLIS, che in un precedente documento si era fermato ai 3 milioni di perdite, può a questo punto affermare che la materia è talmente aleatoria che l'ammontare delle stesse potrebbe essere  molto più elevato di quanto pubblicamente dichiarato dagli amministratori. 

Una situazione che veramente dovrebbe essere oggetto di interesse da parte della Corte dei Conti, perché, tra utili della farmacia comunale, incassi riferiti ai diversi servizi, dalle affissioni alla mensa, dagli scuolabus alle luci votive, ai quali vanno aggiunti quelli relativi ai tributi vari, si sarebbero dovuti contare soltanto utili. Tra l'altro lo sviluppo aziendale, agevolato anche da finanziamenti regionali e provinciali, ha tentato di far intuire tutt'altro: il personale dipendente è aumentato a dismisura, come è notevolmente aumentato il numero dei mezzi in dotazione, in particolare per il servizio raccolta rifiuti. Cifre cui non è però corrisposto un miglioramento del servizio, quello riferito soprattutto alla differenziata, che vede il Comune di Sezze molto al di sotto dei parametri fissati dalla legge. 

La percentuale di differenziata effettuata si discosta infatti pochissimo da quello che era il dato iniziale: era del 6% nel 2006, è poco più del 10% nel 2012. Costante è invece rimasto il numero degli evasori. Ogni anno si è registrato mediamente un mancato introito di 500.000 euro. Che cosa è stato fatto per combattere questo fenomeno ed impedire che a pagare fossero i soliti noti, gli stessi che ora dovrebbero sobbarcarsi anche gli ulteriori aumenti tariffari? Le chiacchiere stanno a zero. Per evitare sospetti ed inutili polemiche, farebbe bene il dimissionario presidente Rosella a rendere pubblici i motivi che, stando a voci insistenti, gli avrebbero impedito di affrontare seriamente la questione evasione. Proprio per questo ci sembra un gettare fumo negli occhi dei cittadini, il tentativo di indirizzare altrove la discussione. Ad esempio, aprendo un dibattito sulla possibilità o meno da parte della SPL di andare a gestire anche i servizi relativi al ciclo idrico e fognario, quelli che ha tuttora in mano la concessionaria Dondi spa. Discorsi velleitari. Come è possibile immaginare una cosa del genere, quando ci si sta riferendo ad una municipalizzata in avanzato stato di  putrefazione?


Astral...opoli

19 novembre 2012

E' necessario fare finalmente chiarezza su "Astralopoli". Dopo che lo scandalo riferito alla gestione dell'Azienda Strade Lazio è scoppiato anche a livello nazionale, finendo nel mirino della trasmissione l'Arena su RAI 1, non si può più far finta di niente. Quando, solo dopo anni di denunce, persino  il nuovo presidente Tommaso Luzzi è stato costretto ad ammettere pubblicamente, sugli schermi della TV di stato, di essersi trovato di fronte ad una situazione vergognosa, portando come esempio alcuni casi eclatanti di spreco gestionale, ci si aspetta qualcosa di più. E' il momento di tirare le somme e la Regione Lazio con l'Astral, hanno il dovere e l'obbligo di fare tutti i passi necessari per contribuire a porre un punto definitivo su una situazione che si sta trascinando avanti da troppo. Certamente occorre non dimenticare i quintali di libri e di dvd che, come ha confermato Luzzi, intasano i magazzini Astral, ma soprattutto va puntato l'indice sui bilanci, sui buchi milionari negli stessi, sulle consulenze e sui loro costi, sulla pianta organica, sugli avanzamenti di carriera, sugli appalti e sulla ditte interessate agli stessi, sui lavori effettuati, a partire dai 70 milioni di euro bruciati nell'incompiuta SR 156 dei Monti Lepini, sulle carte di credito eventualmente utilizzate come denunciato dal gruppo radicale alla Regione. 

Il nuovo presidente, subentrato all'uscente Giovan Battista Giorgi, ha parlato in più occasioni di aver trovato un bilancio con perdite di circa 60 milioni di euro. Perché non consegna finalmente i libri contabili in Tribunale? Astralopoli è ormai un caso di cui si parla. La falla si è aperta e i cittadini del Lazio hanno diritto di sapere come siano stati utilizzati tutti quei soldi che dovevano essere destinati alla sicurezza stradale. Visto che finora si era taciuto, ora che la macchina si è messa in moto occorre fornire risposte precise a tutti quegli interrogativi  rimasti inevasi. Quando si parla di pianta organica, non si vuole avere il numero dei dipendenti, ma il loro nome e cognome con relative funzioni e modalità d'assunzione. Così per i consulenti, con relative spese. Gli appalti devono essere elencati puntualmente con  costi e nomi delle ditte. Così  i lavori, compresi quelli ancora da liquidare, che vanno rendicontati precisamente. Senza menare il can per l'aia. Renata Polverini e Tommaso Luzzi, se ci siete battete un colpo. Altrimenti che pensare?

Nelle foto, una "Inaugurazione SR 156" e il "Ponte del nulla", sul nuovo tracciato


Sezze, cemento selvaggio

14 novembre 2012

La penalizzazione  dei centri insediativi originari con il disinteresse per le loro condizioni di vivibilità, provocando degrado e disagio sociale, favorisce e giustifica, in una logica finalizzata esclusivamente ad interessi altri, la cementificazione del territorio e l'esodo forzoso dei residenti verso nuovi insediamenti. In questa ottica Movimento Libero Iniziativa Sociale legge l'attacco portato al territorio di Sezze tramite politiche da mattone selvaggio. 

Come interpretare diversamente, ad esempio, il nuovo piano regolatore proposto dall'attuale amministrazione Campoli, quando prevede migliaia di metri cubi di cemento su terreni agricoli in zona Sezze Scalo? Si proseguirebbe in una logica che è la stessa che ha condotto alla devastazione di aree come quella di Sedia del Papa o della ex "lottizzazione Boffi", una volta a destinazione verde per il notevole interesse paesaggistico. 

Sezze è un paese di 25.000 abitanti che ha tuttora capacità abitative notevolmente superiori rispetto a tale cifra. Amministratori oculati e veramente interessati alla tutela ed alla salvaguardia della città e del suo comprensorio, avrebbero indirizzato verso il recupero ed il rilancio dell'esistente, dal centro storico alle sue periferie, il proprio impegno di governo, con un piano che, stoppando definitivamente la speculazione edilizia, fosse finalizzato finalmente alla creazione di un paese bello nella valorizzazione delle sue architetture e piacevole per i residenti, con una qualità di vita alta. Non è questa la direzione assunta da anni a Sezze e purtroppo è quella sulla quale si sta proseguendo. 

Cosa può esserci dietro alcuni fenomeni negativi che appaiono indotti? Perché non è stata mai seriamente affrontata la problematica riferita alla viabilità in genere ed in particolare ai parcheggi? Perché Sezze è il centro che registra la percentuale più alta in tutta la provincia di Latina di presenze straniere? Perché non sono mai stati utilizzati i fondi europei previsti per il recupero dei centri storici, spesso a fondo perduto in favore dei residenti? Perché si sono lasciate tante zone sia del centro che dei quartieri periferici, densamente abitate, senza opere di urbanizzazione primaria e secondaria? Perché ancora esistono fogne a cielo aperto? 

Perché non si interviene con l'ordinaria manutenzione, lasciando tombini occlusi e pantegane che scorazzano nelle vie? Perché il Codice della Strada sembra essere un optional? E potremmo continuare. Non a caso tante abitazioni, in particolare nel cuore della città, hanno in bella evidenza il cartello "vendesi". A fare da contraltare a questa realtà, ce n'è un'altra: quella delle palazzine di nuova concezione che continuano a nascere come funghi. Zone che dovevano essere valorizzate per le loro bellezze naturali, sono state invece ferocemente lottizzate, per favorire nuovi insediamenti ed esodi nell'ambito della medesima popolazione. Che spiegazione si può dare ad un tale fenomeno? Chi di competenza ha delle risposte?


Spot elettorali,a Sezze si devia dai fatti

9 novembre 2012

Gli spot elettorali e la demagogia spicciola sulle "indennità" degli amministratori interessano ben poco a Movimento Libero Iniziativa Sociale. Quello che invece ci sta a cuore è l'aumento esponenziale della pressione tributaria nei confronti dei cittadini. Perché in una città come Sezze, con carenze pressoché in tutti i settori e con servizi deficitari, appaiono un'assurdità  l'IMU e l'addizionale IRPEF portate al massimo della tariffa, il raddoppio dei ticket per la mensa scolastica e per gli scuolabus, nonché l'aumento della TARSU. 

Sospensione temporanea delle indennità di carica? Ma perché nessuno parla più di quel centro raccolta rifiuti abusivo utilizzato dalla SPL, scoperto nel mese di luglio? Per questa vicenda sarebbero indagati, stando alle notizie riportate dalla stampa, proprietario e presidente della municipalizzata. Ma il Comune, nella persona del sindaco Andrea Campoli, socio unico, quali controlli effettuava? Risulta vero che la SPL avrebbe maturato un buco di circa tre milioni di euro? A noi le chiacchiere non piacciono. A MLIS piacciono i fatti e sono questi a parlare. Per la legge 152, entro il 2008 la differenziata avrebbe dovuto raggiungere il livello del 35%, del 50% entro il 2010 e del 65% entro il 2012. 

Nel 2006 la società setina effettuava circa il 6% di differenziata. Nel 2012 appena il 14%, ben sotto la soglia fissata dalla legge. Questo quando nel 2006 contava circa 34 dipendenti e tre camion. Nel 2012 si contano dai 95 ai 105 dipendenti ed i camion sono una quindicina. Come mai, nonostante questo notevole aumento di personale e mezzi, i risultati sono inesistenti? Eppure, nel frattempo, sono anche arrivati incentivi regionali e provinciali per favorire il raggiungimento delle quote fissate. L'indifferenziata consegnata in discarica ancora oggi costa al contribuente oltre i 100.000 euro al mese. Una gestione societaria quantomeno discutibile e poco trasparente, in quanto, a tutt'oggi, non si riesce ancora a conoscere l'esatta pianta organica, il numero degli interinali, la loro percentuale rispetto ai fissi ed anche qual'é il ruolo assunto dalle agenzie rispetto alle assunzioni. 

La SPL ha praticamente svuotato il Comune di gran parte delle sue funzioni e quindi risorse, dal momento che si occupa non solo di rifiuti, ma anche di servizi cimiteriali, affissioni, scuolabus, mensa, farmacia comunale, illuminazione pubblica, verde pubblico e riscossione dei tributi, dall'IMU alla TARSU, con un bilancio che si aggira attorno ai 5 milioni di euro annui. La trasparenza non è certo il suo forte, dato che il suo sito internet appare privo di qualsiasi delucidazione sui bilanci e sulla pianta organica. Si tratta di un carrozzone che sta mettendo a rischio le casse e conducendo al dissesto l'ente. Senza alcun risultato anche per quanto riguarda l'evasione tributaria riferita in particolare alla tassa rifiuti, che si aggirerebbe attorno ai 500 mila euro annui. A pagare quindi, sono i soliti noti. 

Gli stessi che ora dovranno sobbarcarsi anche gli aumenti tariffari. Al dissesto delle casse comunali sta contribuendo, dall'altra parte, la Dondi Spa, cui il Comune ha affidato la gestione del servizio idrico fognario con un contratto trentennale. Il lodo che li vede protagonisti appare sempre più una spada di Damocle sulle teste dei cittadini, che continuano a pagare profumatamente sevizi non effettuati, a cominciare dalla depurazione. Per non parlare della qualità delle acque, in più occasioni analizzate e risultate non utilizzabili per uso potabile in numerose zone del territorio. Insomma, fra IMU e TARSU, IRPEF e Dondi, con addizionali comunali varie applicate al massimo, i sezzesi sono massacrati. 

Ed ora esce fuori la storiella delle indennità forse sospese temporaneamente. Qualcuno deve candidarsi alle prossime elezioni? O è un tentativo di deviare l'attenzione dell'opinione pubblica rispetto ad altre problematiche, non solo quella della pressione tributaria?


Fisarmonica o quotidiano?

2 novembre 2012

Quale è il ruolo di certa stampa? Come è possibile vedere pubblicati nella stessa pagina, quella di Sezze-Lepini, l'uno affianco all'altro, un articolo con il quale si denuncia una "comunità muta" di fronte a certi fenomeni ed un altro tramite il quale si fanno squillare le trombe, impugnate in assise dai consiglieri, contro chi invece parla? Eppure è così. Rai Uno, dopo lo scandalo Regione Lazio allargato alle partecipate, si interessa anche della gestione Astral. Per documentarsi ci contatta, perché alcuni giornalisti Rai hanno notato l'impegno che portiamo avanti con il nostro sito lavocelibera.it, quello che non ha mai notato o ha evitato di notare sistematicamente Latina Oggi. E’ stata questa la genesi dell’inchiesta giornalistica andata in onda nel corso de L’Arena. Ne è scaturito un servizio puntuale, che ha evidentemente colpito le sensibilità di qualcuno a Sezze. 

Quando sarebbe giusto indignarsi, come i normali cittadini di questa regione, per lo sperpero di circa 70 milioni di euro, bruciati per un'arteria, la SR 156, nel tratto che avrebbe dovuto collegare Sezze con Priverno, alcuni consiglieri comunali setini non trovano di meglio che portare la propria "solidarietà" (non si sa bene per cosa) all'ex presidente aziendale Giovan Battista Giorgi, loro collega, nel corso dell'assemblea. Alcuni di loro lo hanno fatto addirittura sottraendosi al successivo voto e relativa discussione, che ha determinato un aumento tributario insostenibile per i cittadini, favorendo così l'approvazione delle aliquote IMU ed IRPEF massime. Il che la dice lunga sul clima trasversale e consociativo che anima l'assise di Sezze. Così, nell'ex quotidiano di Ciarrapico Latina Oggi, quelle che negli altri giornali vengono comunemente denominate "assunzioni facili" diventano lavori stabili e meritoria l'opera di quei presidenti altrove indicati, nel migliore dei casi, come spreconi. L'articolo del 2 novembre sui lavori consiliari è evidentemente tendenzioso. Però, possiamo dirlo, si è rivelato un boomerang. 

Perché Movimento Libero Iniziativa Sociale ha ricevuto tanti attestati di stima da parte dei cittadini ed inviti ad andare avanti in una azione per la legalità e la trasparenza. Se per un giornale è facile travisare i fatti è però impossibile nascondere la realtà dello stato dei lavori della 156, che sono sotto gli occhi di tutti, sezzesi e non. Come è sotto gli occhi di tutti la realtà dell'ecomostro di Via Piagge Marine, per i cui finanziamenti sta presentando il conto l'Unione Europea. Forse qualche consigliere, che stando all'articolo del quotidiano ha minacciato di ricorrere a non si sa bene cosa per tutelare l'ex presidente Astral, è in fibrillazione ed in stato di nervosismo perché toccato nel vivo anche per quest'ultima questione?


SR 156, un caso da ... Arena

30 ottobre 2012

Settanta milioni di euro buttati. Tanto è costata la Nuova 156 dei Monti Lepini. Circa cinque milioni per ogni chilometro. E la strada è ancora più pericolosa di prima. Chilometri di asfalto, chilometri di guardrail, che nel tratto più delicato ( quello compreso tra località Cesarini e Sorgenti Sardellane) sono stati forzatamente sbarrati. Perché, oltre lo sbarramento, la via conduce verso il pericoloso budello sito tra la montagna, le Fonti e la ferrovia Roma - Napoli. Questo dopo avere fiancheggiato il Lago delle Mole  con i suoi canali, in piena area acquitrinosa. Almeno due chilometri non praticabili, che hanno reso obbligatorio il riutilizzo del vecchio tracciato, nel suo segmento più pericoloso. 

Chi pagherà per tutto questo? Una cosa è certa: quelle decine di milioni di euro sono uscite dalle tasche dei cittadini, che hanno dovuto pagare in maniera salata, assistendo ad un evidente sperpero di denaro pubblico, un’ opera che non solo non serve a niente, ma che nelle intenzioni degli amministratori e dei tecnici dovrebbe essere oggetto di una ulteriore variante progettuale, al fine di ovviare al disastro realizzato. Chiaramente il tutto ancora a spese del cittadino. Come dal cittadino è stato pagato quello scheletro di ponte che non inizia e non finisce, alzato all'altezza della strada sbarrata e concepito come accessorio all'opera non realizzata.
Movimento Libero Iniziativa Sociale si occupa di questa vicenda da anni ed è riuscito a farla diventare un caso nazionale, un esempio di quella cattiva amministrazione che oggi comincia ad indignare tanti cittadini, di cui è arrivata ad interessarsi RAI 1, nel corso del programma L'Arena condotto da Massimo Giletti.
Il caso 156 era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno ne parlava e tanto meno raccoglieva le nostre puntuali osservazioni e denunce. Non c'è stato uno straccio di amministratore locale che se ne sia interessato. Non solo, perché qualcuno di questi prendeva anche parte alle varie "inaugurazioni" della strada non terminata. E' troppo definire questo uno scandalo? E' troppo definirlo una vergogna? E' troppo parlare di atteggiamenti omertosi? Se la vicenda sta avendo degli sviluppi di un certo rilievo è solo perché la nostra azione ha trovato uno sbocco in Regione, dove c'è stato chi, e parliamo dei consiglieri radicali Rossodivita e Berardo, ne ha capito l'importanza facendosi carico di una serie di interrogazioni, poi sfociate in denunce sulla gestione Astral, presentate alla Procura della Repubblica di Roma ed alla Corte dei Conti. Lo abbiamo già detto, un vero e proprio spreco. Eppure non ci sarebbe voluto tanto per capire che il tracciato disegnato era fuori da ogni logica. Forse a prevalere è stato altro.


Anfiteatro, da Striscia al collasso

19 ottobre 2012
Stanno conducendo Sezze sull'orlo del baratro. Al collasso.  Ora che la Comunità Europea chiede conto agli amministratori dei milioni di euro di cui hanno usufruito per l'Ecomostro di Via Piagge Marine, ora che dalla Corte dei Conti arrivano richieste di chiarimento su debiti fuori bilancio per centinaia di migliaia di euro, ora che l'esposizione finanziaria della SPL comincia ad apparire insostenibile, ora che situazioni come quella riferita al complesso dei Campi da Tennis fanno temere ulteriori novità in negativo, ora che anche per il Monastero delle Clarisse o per Palazzo Pitti sembrano finiti i tempi da Fabbrica di San Pietro, ora che il lodo Dondi incombe come una spada di Damocle, proprio ora che coloro che stanno conducendo la città al dissesto finanziario dovrebbero addurre una qualche giustificazione per l'operato poco responsabile, proprio ora svicolano, si rimpallano responsabilità, parlano del sesso degli angeli. 

Lo scandalo Anfiteatro non si fermerà certo qui. L'impegno di Movimento Libero Iniziativa Sociale ha fatto della questione un caso di grande interesse. Si è mossa la UE e ci hanno contattato media nazionali. Siamo riusciti anche a superare l'ostacolo di Striscia la Notizia, che con un servizio taroccato aveva dato spazio ad una sola campana, quella del sindaco Andrea Campoli, senza ascoltare le ragioni di chi da anni è impegnato per fare luce su questo caso. 

Da Brumotti furono fornite cifre non corrispondenti al vero, evidentemente suggerite, mentre il primo cittadino di Sezze chiedeva dai microfoni ulteriori 800 mila euro per portare a termine lo scempio. Se la Comunità Europea ha finanziato circa 2 milioni di euro come si evince dal documento fatto pervenire al Comune dalla Regione Lazio, ad essi va aggiunta la quota spettante all'ente locale (Brumotti invece parlò di un solo milione in totale). 

Una somma rilevante, utilizzata per deturpare un'area verde, distruggere l'Anfiteatro progettato da Piacentini e per alzare l'Ecomostro, fra l'altro nemmeno portato a termine e nel frattempo, per  mancata custodia, vandalizzato. Una struttura orribilmente kitsch e sotto dimensionata rispetto all'originaria. Perché resta fra l'altro incomprensibile come si sia potuti arrivare a concepire l'abbattimento di gradinate naturalmente adagiate sul declivio della collina, che potevano ospitare oltre 10 mila spettatori, per edificare un obbrobrio per il contenimento di sole 1500 persone. Non possiamo non tornare a ricordare per l'ennesima volta come decisioni scellerate condussero ad accantonare un progetto già approvato che avrebbe consentito la ristrutturazione e la messa in sicurezza del complesso del Teatro Italiano con soli 350 mila euro. 

Resta  la vicenda dei fondi Docup, quelli su cui vuole fare luce la Comunità Europea. Fondi destinati a ristrutturare e valorizzare ma utilizzati in maniera impropria. Ora attendiamo l'arrivo della commissione regionale che, su spinta UE, dovrà andare a verificare quanto accaduto. Da parte nostra ci sarà il massimo impegno, insieme al gruppo radicale alla Regione Lazio, affinché si vada fino in fondo per fare chiarezza.


Ecomostro, prime vittorie del MLIS

17 ottobre 2012

L'impegno profuso da Movimento Libero Iniziativa Sociale nella battaglia contro l'Ecomostro di Via Piagge Marine, obbrobrio in cemento che ha devastato l'area dove sorgeva la struttura dell'Anfiteatro progettata e realizzata da Piacentini, dà i suoi frutti. Dopo le interrogazioni fatte presentare dai consiglieri radicali Berardo e Rossodivita alla presidente dimissionaria della Regione Lazio Renata Polverini e l'insistente azione finalizzata a fare luce a tutti i livelli su una operazione dai contorni poco chiari, nel mese di agosto arrivò a Sezze, per un sopralluogo, un primo pool di tecnici regionali

Al termine della visita tutta l'area fu interdetta tramite ordinanza. Subito dopo abbiamo inoltrato, tramite il gruppo radicale, una richiesta di accesso agli atti, al fine di ottenere tutta la documentazione prodotta. 

Sotto la spinta anche della comunità europea, che giustamente chiede conto dei consistenti fondi Docup elargiti per la ristrutturazione di un impianto che è stato invece abbattuto per fare posto all'Ecomostro, ora dalla Pisana si prendono i primi provvedimenti. Una commissione di tecnici arriverà a Sezze per tutte le opportune verifiche. Il Palazzo trema. Il sindaco Andrea Campoli, che è stato costretto a comunicare la notizia nel corso di un consiglio comunale, evidentemente nervoso, non ha trovato di meglio che polemizzare con l'ex sindaco Lidano Zarra, sotto la cui amministrazione, nel 2005, partirono i lavori di abbattimento del Teatro Italiano

I due si sono battibeccati. Ma la realtà è che i lavori iniziati con Zarra, proseguiti durante il periodo di commissariamento prefettizio con Leopoldo Falco, sono andati avanti con Campoli. 

E che, strada facendo, hanno ingoiato milioni di euro, nel silenzio anche della Provincia di Latina, che dell'area era proprietaria, e del presidente Cusani. Zarra non ha scusanti come non ne ha Campoli, che, all'epoca, da consigliere provinciale non poteva non essere a conoscenza di tutte le carte e della mostruosità del progetto. D'altronde non è lo stesso sindaco che a Striscia la Notizia, intervistato da Brumotti, venuto a Sezze per un servizio "taroccato" sullo scempio, chiese  altri soldi per portare a termine l'Ecomostro? 

La nostra azione non è certamente conclusa. Si fermerà soltanto quando verranno individuate responsabilità e responsabili e continuerà per l'abbattimento dell'attuale struttura, con il ripristino del sito. La comunità, naturalmente, deve essere risarcita del danno subito.
A margine di queste ultime novità ci teniamo a sottolineare come sia stato decisivo il nostro impegno. MLIS non è un partito, ma semplicemente un gruppo di uomini legati alla propria terra. Se non ci fossimo mobilitati con le nostre piccole forze, questa speculazione offensiva per la storia di Sezze sarebbe passata inosservata. 

Nessuno dei politici locali si è minimamente occupato del caso, anzi, hanno dimostrato in tal modo di avere ben altri interessi.


Tombini libera-ratti

14 ottobre 2012

Tombini occlusi ... ma ratti in libera uscita! Succede a Sezze, dove, in questi giorni di inizio autunno, per strade e vicoli del centro storico scorazzano  indisturbati e la fanno da padroni, i topi. Avvistati in più zone, stanno creando non pochi problemi a residenti e commercianti della zona, che si sentono sempre più abbandonati da una amministrazione sempre pronta ad imporre e riscuotere tributi, ma particolarmente restia nell'offrire servizi adeguati ai loro alti costi. Da quanto tempo non viene effettuata una attività di derattizzazione? E' mai possibile che il sindaco Andrea Campoli, già avvertito in diverse occasioni dai cittadini, se ne infischi altamente del degrado in cui sta continuando a far piombare la città? Le piogge di questi giorni stanno certamente contribuendo a rendere più evidente il problema, già esistente ma mai affrontato, che ha dei risvolti paradossali. 

Vi spieghiamo perché: la quasi totalità dei tombini che dovrebbero raccogliere le acque delle vie del centro, è tappata. Essi sono praticamente inservibili ed alle prime piogge di una certa consistenza contribuiscono a trasformare le strade in discesa della città, in fiumi di acqua: Via Roma e Piazza dei Leoni, Vicolo del Serpe fino al ricongiungimento con Via Umberto e Porta S.Andrea, Porta Gioberti, Via Marconi e Via Piagge Marine, Via S. Bartolomeo, si trasformano in veri e propri alvei di torrente. Perché l'amministrazione comunale non insiste sul gestore, costruzioni Dondi spa, affinché intervenga per la manutenzione di tutti i tombini? Eppure da questi tombini chiusi riescono a sortire le pantegane. E tra acqua che corre a fiumi e colonie di ratti ... la vita va. A Sezze, provincia di Rio, zona favelas.


Gli sprechi del Tennis Club

12 ottobre 2012

C'erano una volta gli impianti che ospitavano il Tennis Club Sezze. 

C'erano una volta ... oggi non ci sono più. Chiusi da anni, era sindaco Lidano Zarra, sono stati colpevolmente abbandonati in un progressivo stato di degrado. E sulla falsariga della precedente amministrazione, ha proseguito quella di Andrea Campoli. La vicenda è nota, se ne è occupata in più occasioni anche la stampa locale, e Movimento Libero Iniziativa Sociale l'ha denunciata fin dall'inizio. 

Dovevano, dopo aver ospitato annualmente gli Internazionali Femminili ed una intensa attività sociale, essere interessati da semplici lavori di messa a norma. Dimenticati e senza alcuna custodia, hanno finito per essere oggetto di molteplici atti di vandalismo, che hanno arrecato al complesso, un tempo fiore all'occhiello della città, danni notevoli che ne hanno determinato l'inagibilità. 

In più occasioni gli amministratori locali hanno preannunciato, dopo aver goduto di qualche finanziamento, la loro  "imminente" riapertura. Carta da giocarsi in qualche campagna elettorale.  La riapertura, naturalmente,  non c'è mai stata e gli impianti sono andati via via ulteriormente deteriorandosi. Non riuscendo a capire nemmeno oggi, a distanza di tempo, il perché della interdizione dell'impianto sportivo, il quale necessitava solo di interventi non particolarmente importanti, ci appare strano che nessuno sia stato ancora chiamato alle proprie responsabilità. 

Perché ci si sta trovando di fronte ad un caso evidente di sperpero di denaro pubblico. Il Club di Piagge Marine valeva milioni di euro, altre centinaia di migliaia ne sono stati spesi. Senza motivazioni particolarmente plausibili si è lasciata vandalizzare la struttura, si sono ottenuti finanziamenti per nuovi lavori e nuovamente gli impianti sono stati abbandonati. La logica seguita in tutta la vicenda è veramente incomprensibile se non perversa. In tempi di ristrettezze economiche come quelli che stiamo vivendo, situazioni come quella del Tennis Club Sezze non sono tollerabili. 

È ora che vengano individuate responsabilità e responsabili. È ora che chi pensa di poter giocare con il denaro pubblico venga inchiodato alle proprie colpe. 

A pagare non debbono essere sempre e soltanto i cittadini.


Depuratore, vecchi metodi... nuovi sprechi

8 ottobre 2012

Senza entrare nel merito delle problematiche di carattere tecnico e normativo legate all'approvazione di un progetto senza valutazione d'impatto ambientale (VIA) e valutazione ambientale strategica (VAS), come avrebbe deciso la Regione Lazio relativamente alla realizzazione di un nuovo depuratore a Sezze Scalo, che sorgono spontaneamente vista la natura dell'opera, fondamentale proprio per l'ambiente, ci preme denunciare la paradossale situazione che si continua a far vivere agli utenti di Sezze. Costoro, che da anni pagano un servizio, quello della depurazione, non fornito e tuttora in bolletta, dopo avere sborsato somme non dovute, dovranno ora pagarsi anche il depuratore. Insomma, mazzate e corna, perché le opere riferite alla depurazione avrebbero dovuto essere, per contratto, a carico della concessionaria, Dondi spa. Società che pur gestendo il servizio idrico-fognario fin dal 1993, nonostante abbia incassato prima miliardi di lire ed ora milioni di euro anche per tale servizio inesistente, si è ben guardata dall'intervenire. Tanto c'è il Comune che ci pensa! E che quello fra Dondi e Comune di Sezze sia solo un teatrino, lo sta a dimostrare, oltre la telenovela del lodo arbitrale, proprio il fatto che l'ente locale non si è mai attivato presso il gestore affinché venisse tolta la voce depurazione dalla bolletta, affinché venisse tolta la voce fognatura almeno per gli utenti di quelle zone non fornite di tale sevizio, affinché dalle tariffe idriche venisse tolta la remunerazione del capitale investito, pari al 7% di guadagno sicuro per i gestori a prescindere dalla qualità del loro operato e gestione, così come fissato dopo l'approvazione del referendum sull'acqua. Affinché, in particolare, la Dondi risolvesse a proprie spese il problema della depurazione a Sezze.
Ci sembra che il Comune, stia imboccando la stessa strada già presa per altre opere che interessano questo territorio, dall'Ecomostro di Via Piagge Marine, ex Anfiteatro, a quell'opera in divenire ormai da più di 15 anni, l'ex Monastero delle Clarisse, per finire alla SR 156, bloccatasi, a Sezze, nel Lago di Mole Muti. Non sarebbe stato più semplice, di minore impatto ambientale, molto meno dispendioso, adeguare gli impianti di depurazione già esistenti a Sezze Casali e Sezze Scalo? Tanto squillare di trombe, a proposito del nuovo depuratore, da parte dei politici, ci sta ricordando proprio il can can già sollevato per le inaugurazioni dei lavori riferiti a queste opere, mai portati al termine e trasformati  in Fabbrica di San Pietro e Pozzo di San Patrizio.
Non sarebbe ora di smetterla con questi annunci faraonici e mega progetti, che si risolvono soltanto in spreco di denaro pubblico, accrescimento di potere da parte della Casta ed impoverimento dei redditi familiari, prosciugati da una politica interessata soltanto agli appalti ed al flusso di denaro ad essi riferiti? Con politiche più accorte e parsimoniose, le famiglie non verrebbero private di servizi fondamentali nella sanità, nel sociale, nella scuola.


 

Regione Lazio, c'è anche Sezze

21 settembre 2012

Lo scandalo regionale, per ora incentrato sul finanziamento dei gruppi consiliari, non interessa solo il PDL. In un articolo de "La Repubblica" dello scorso 14 settembre, dall'esplicito titolo " Lazio, non mangiava solo il PDL", si focalizza l'attenzione anche sul bilancio del PD dello scorso anno, ammontante ad oltre 2 milioni di euro. Tra le voci più interessanti, il quotidiano punta l'indice in particolare su quella riferita a "riunioni, conferenze, incontri", alla quale va aggiunta quella per "alberghi, ristoranti, bar", per un totale di 100 mila euro. 

Una curiosità : qualcosa interessa anche la città di Sezze. Risultano infatti, sempre secondo La Repubblica, 4400 euro a favore di un noto ristorante locale. Se queste voci in bilancio, come detto, sono riferite al  flusso di denaro utilizzato, in maniera più o meno impropria, dai partiti, Movimento Libero Iniziativa Sociale ritiene che ad interessare gli organi inquirenti ed in particolare la Guardia di Finanza, dovrebbe essere anche quello riferito alle diverse opere, in molti casi incompiute, che la Regione Lazio finanzia. In particolare, per restare nel territorio di Sezze, sarebbe interessante focalizzare l'attenzione su quello che ormai stiamo facendo passare alle cronache come "Ecomostro", cioè quella colata di cemento che è andata a deturpare la porzione di territorio ove insisteva il Teatro Italiano, volgarmente Anfiteatro, in Via Piagge Marine. Fondi europei, gestiti dalla Regione, che dovevano essere destinati al recupero tramite ristrutturazione dell'opera già esistente, sono stati invece utilizzati per demolirla con le ruspe al fine di sostituirla con un manufatto avulso rispetto all'area circostante ed oggettivamente orrendo. 

Questo, quando l'Ente provinciale per il Turismo di Latina, proprietario dell'area, aveva concesso il diritto di superficie per la realizzazione di un progetto di recupero, ristrutturazione e messa in sicurezza per soli 350 mila euro. L'attuale cattedrale di cemento, incompiuta nonostante sia stata finanziata per intero e ridimensionata, è costata finora, da stime approssimative (perché più non è dato sapere), intorno ai 2 milioni e 500 mila euro. Non solo, il manufatto incompleto è stato abbandonato ai vandali e, a seguito di un sopralluogo dei tecnici regionali, interdetto, insieme a tutta l'area, per pericolosità. L'Ecomostro, che doveva essere completato da anni, resta come un monumento agli sprechi del denaro pubblico. 

Sulla questione stiamo portando avanti da anni una dura battaglia, ripresa in consiglio regionale dai componenti del Gruppo Radicale, gli stessi che hanno contribuito a far esplodere lo scandalo Regione Lazio. Ora che chiarezza deve essere fatta, ci aspettiamo che sia fatta a 360°: dall'utilizzo improprio dei finanziamenti destinati ai gruppi agli sprechi come questo dell'Anfiteatro. Come andrebbe aperto un capitolo importante anche sulle diverse aziende regionali, veri e propri carrozzoni di partito. Non dimentichiamo che l'Astral, ad esempio, ha lasciato come testimonianza della propria attività sul territorio di Sezze, un'arteria della SR 156  che va a finire in un lago, quello di Mole Muti ( sic!).


Renata Polverini, una marziana

18 settembre 2012

Che la Regione Lazio sia una fogna, adesso è provato. E che Renata Polverini sia stata messa lì alla presidenza, da tutti (compreso il PD che boicottò la candidata Emma Bonino), per fare da tappo affinché i liquami non venissero fuori, è ora chiaramente dimostrato. Il teatrino con soggetto solo dimissioni minacciate e una presunta verginità urlata ai quattro venti, è  per gli allocchi. Signori, questi si stanno mangiando tutto. Parole della presidentessa: "Io e le persone vicino a me usiamo la carta di credito personale". Esse non lasciano presumere che altri invece la usino? Quello che succede tramite i gruppi regionali è emerso, anche se parzialmente ed in maniera molto limitata: si tratta solo della punta dell'iceberg. 

La Regione Lazio conta intorno ai 4mila dipendenti, 868 dei quali, lo riporta il Corsera, addetti "ai parchi". I dirigenti sono 327. Esiste però una società regionale, la Lazio Service, creata ad hoc per aggirare il blocco del turnover: i suoi dipendenti lavorano a tutti gli effetti per la Regione. Prima dell'arrivo della Polverini se ne contavano 1170, con la Polverini sono diventati 1370. I consulenti sono 270, ben 230 quelli che occupano poltrone nelle diverse società regionali. E quanti sono i dipendenti di queste società? Tramite il Gruppo Radicale, Movimento Libero Iniziativa Sociale sta tentando da anni di fare chiarezza sulla situazione interna almeno dell'Astral, azienda strade Lazio. Le interrogazioni presentate hanno ottenuto risposte molto simili a vagiti. Non ne è stata fornita la pianta organica, non è stato fornito l'elenco dei consulenti, non è stato fornito quello delle ditte appaltatrici. 

Chiaramente non si è dato nemmeno conto delle eventuali carte di credito utilizzate da dirigenti della stessa. E questo è soltanto una delle tante aziende regionali. Un discorso a parte, che andrebbe approfondito, è quello riferito ai tanti posti che sono stati riempiti dai colleghi sindacalisti UGL della Polverini. Cominciando da  Stefano Cetica, assessore al bilancio, che ha sempre dato parere negativo alle diverse proposte di tagli alle spese presentate dai Radicali, per finire a quel Giovanni Zoroddu, che è nell'ufficio di gabinetto della Polverini. Tutto regolare, perché per  l'UGL non esistono regole di incompatibilità tra l'appartenenza al consiglio nazionale del sindacato e il ricoprire cariche elettive o dirigenziali in Regione. Insomma, materiale su cui lavorare ce ne sarebbe! Ecco perché parliamo solo di punta dell'iceberg. Renata Polverini, piuttosto che recitare la parte dell'indignata e di colei che arriva da qualche altro pianeta alla Regione Lazio non sapendo niente di quello che vi accade, farebbe molto meglio a consegnare tutte le carte, tutti i bilanci, anche riferiti alle società, agli organi competenti. Tanto, i suoi consiglieri, per mantenersi la poltrona voteranno tutto. 

Poco tempo fa, fu l'attuale presidente Astral Tommaso Luzzi, in risposta ad un nostro intervento sulla stampa provinciale di Latina, ad affermare che, vista la situazione fortemente deficitaria, i libri contabili si sarebbero dovuti consegnare in Tribunale. Chiacchiere, come quelle della Polverini. Intanto i consiglieri regionali espressione di questo territorio, che non sono pochi, dal PDL al PD passando per l'UDC, brillano per la propria assenza, nonostante i tanti posti occupati in Regione e nei rispettivi gruppi  da clienti dei loro partiti.


"Razionalizziamo" gli amministratori

1 settembre 2012

"Mala tempora currunt" per i contribuenti setini: in vista aumenti tributari locali a 360°! Se da tempo è nell'aria la sensazione che ci si sta avviando verso un salasso fiscale, l'uscita dei componenti di Area Democratica, interni al PD, la conferma. Naturalmente l'ex assessore Di Raimo, il vice sindaco Zeppieri ed i consiglieri comunali Rizzo e Bernasconi, tentano di giustificare l'aumento dell'imposizione locale fiscale legandolo alla situazione nazionale "al fine di mantenere invariati i servizi per la cittadinanza". Premesso che si parla di incrementi esponenziali, con l'IMU e la TARSU alle stelle, ma di quali servizi alla cittadinanza stiamo parlando? 

Perché se, ad esempio, deve restare "invariato" quello della raccolta rifiuti, allora i cittadini staranno freschi! Dovranno sobbarcarsi costi maggiorati per un disservizio ormai conclamato. Entro il 2012 il livello della differenziata doveva essere portato per legge al 65%: quello di Sezze è lontano dal 10.  Ma l'aumento in questo particolare settore che cosa andrà a determinare? Probabilmente un incremento degli introiti nell'ordine dei 250 mila euro. Questo quando c'è una evasione annuale della tassa rifuti che si aggira intorno ai 500 mila euro. 

Non è morale imporre incrementi tributari ai soliti noti, cioè a chi paga regolarmente la TARSU, quando ci sono somme come queste da recuperare. Gli amministratori si preoccupino di andare ad eliminare il fenomeno dell'evasione, di recuperare quanto evaso finora, piuttosto che tartassare i contribuenti onesti, quelli che pagano. Come esempio di razionalizzazione dei costi, questi amministratori setini riportano quella relativa ai cellulari degli amministratori. Assurdo: con i tempi che corrono ancora li hanno in dotazione, hanno ancora in dotazione anche i computer? E' questo il grande sacrificio che viene chiesto alla classe politica locale, privarsi di un telefonino pagato dai cittadini? Sembra una presa in giro nei confronti degli amministrati, anche perché l'analisi arriva, tra gli altri, anche da uno, Sergio Di Raimo, che qualche anno fa si fece paladino, con grancassa della stampa locale, dell'abolizione delle indennità degli amministratori. Tutto passato nel dimenticatoio? 

Di Raimo, non sarebbe il caso, visti i tempi che corrono, di dimostrare oggi un minimo di coerenza con quanto affermava di pensare in un passato nemmeno tanto lontano? Perché, piuttosto che soffocare i sezzesi nelle tasse, il sindaco Campoli, il vice sindaco Zeppieri, gli assessori, i consiglieri, non rinunciano alle indennità? Perché si parla di aumenti della TARSU, ma non si mette in discussione quel carrozzone plurimilionario che si chiama SPL con relativo cda  e contorno di umanità varia?


Caso Papadia, Campoli ha il dovere di parlare

7 settembre 2012

Il "caso Papadia" è approdato in Parlamento, dopo essere stato sollevato anche in Regione Lazio. Il Gruppo Radicale, che nelle scorse settimane è stato contattato da Movimento Libero Iniziativa Sociale, tramite i consiglieri Rossodivita e Berardo e la senatrice Rita Bernardini, ha provveduto ad inoltrare delle interrogazioni alla presidente della Regione Polverini ed al primo ministro Mario Monti, affinché si faccia piena luce sulla inquietante vicenda. 

Ci si riferisce a quella del "consulente" senza titoli Vincenzo Papadia, il quale per anni ha prestato la propria opera presso numerosissimi enti, compresi diversi comuni del pontino e l'amministrazione provinciale di Latina, dove la figlia dello stesso ricopre l'incarico di capo del personale. In attesa degli sviluppi della questione e delle doverose risposte, non possiamo esimerci dal denunciare la cappa di silenzio con cui a Sezze, che è tra i comuni in cui Papadia ha ricoperto un ruolo addirittura da metà anni '90, si sta tentando di coprire il tutto. A Sezze non solo non c'è stato uno straccio di amministratore che abbia chiesto delucidazioni, ma lo stesso sindaco, quell'Andrea Campoli rieletto con il 72% dei consensi, omette con sistematicità di intervenire sull'argomento. 

Questo avviene quando, se non altro nel nome di un minimo di trasparenza nei confronti dei suoi amministrati, dovrebbe sentirsi in dovere di chiarire il ruolo ricoperto dal "consulente" nell'attività dell'ente, ad esempio in occasione di concorsi, corsi concorso, avanzamenti di carriera, trasferimenti di personale verso o da altri enti, definizione della pianta organica e quant'altro. Insomma, se è vero che per più di 15 anni il signor Vincenzo Papadia ha operato nel Comune di Sezze (ma piuttosto: è stato rimosso dall'incarico?), perché nessuno ha verificato i suoi titoli e soprattutto, in mancanza di questi, che cosa ha determinato? 

E' tollerabile che un primo cittadino, tirato in ballo ormai da settimane, continui a mantenere il più stretto riserbo su una storia come questa? Almeno faccia chiarezza relativamente al periodo in cui ha ricoperto lui il mandato da sindaco, compreso quello in cui fu dimissionario (ci riferiamo alle dimissioni presentate nel dicembre 2010 e poi ritirate). Fino a quando potrà continuare, insieme ai suoi amministratori, a fare lo struzzo?


Mauro Visari, non solo Rossi Sud

28 agosto 2012

L'intervento del consigliere provinciale del PD Mauro Visari sul "monumento alla spreco" rappresentato dalla ex Rossi Sud, è condivisibile. Questo "pozzo senza fondo" che "drena risorse come una sanguisuga", finora circa 50 milioni di euro per lavori che "non si sa a cosa servono", non è però l'unica "cattedrale nel deserto". Perché nel deserto rappresentato dalla provincia di Latina, di cattedrali il cui destino nessuno vuole decidere, se ne contano diverse. 

E Visari, pur ricordando le Terme di Fogliano, l'Intermodale, la Littorina Formia-Gaeta, dimentica un paio di opere che insistono sul territorio comunale di Sezze, comune governato dai democratici. E si tratta di opere non di secondo piano, anche queste ingoia milioni, in divenire ormai da diversi anni. Ci riferiamo al Monastero delle Clarisse, di proprietà della Provincia di Latina, ed all'ormai famigerato Ecomostro, cioè l'Anfiteatro di Via Piagge Marine, che insiste su un terreno dato in comodato d'uso dalla Provincia al Comune di Sezze. Se Visari può affermare che i lavori presso la Rossi Sud sono finora costati circa 50 milioni di euro, è invece difficile quantificare quanto finora siano costati quelli che interessano le due strutture di cui sopra. 

Va sottolineato che l'ex Monastero è in costruzione da oltre 15 anni, con periodici finanziamenti senza che sia stata indicata una sua destinazione d'uso, mentre l'Anfiteatro ha ingoiato risorse plurimilionarie per essere oggetto, pochi giorni fa, di una ordinanza di chiusura per lo stato di pericolo che rappresenta, a seguito del sopralluogo di tecnici della Regione. Movimento Libero Iniziativa Sociale si è attivato a tutti i livelli nel tentativo di fare chiarezza su questi evidenti sprechi, anche rivolgendo pressanti interrogazioni alla presidenza della Regione Lazio tramite il  Gruppo Radicale. Inutile dire che a livello politico ci si sta scontrando contro un muro di gomma. Mauro Visari, che sembra così attento a tali problematiche, perchè non sostiene questo nostro impegno, attivandosi personalmente presso la Provincia come sta facendo per la Rossi Sud?


Parlare a sproposito

24 agosto 2012

Che a Sezze esistano grossi problemi nella gestione di servizi fondamentali come quello idrico-fognario o quello di raccolta rifiuti e che l'ordine pubblico rappresenti ormai una emergenza è assodato, almeno per i cittadini che ne subiscono tutte le negative conseguenze. Ma che a puntare il dito contro tali carenze siano amministratori della città, alcuni con responsabilità anche assessorili da anni, ha dell'assurdo. Ma nel più importante centro collinare dei Monti Lepini succede anche questo. Evidentemente colpiti dal sole particolarmente caldo di questo agosto 2012, assessori, consiglieri comunali, rappresentanti sindacali, fanno a gara nello spararne grosse su tali problematiche. Così capita di leggere esternazioni,  quantomeno gratuite, sulla penuria idrica, sui cumuli di rifiuti, sulla criminalità e microcriminalità diffusa sul territorio o concentrata su alcune aree. 

Ma, vivaddio, se non costoro, che in forza degli incarichi ricoperti avrebbero dovuto ovviarvi ormai da tempo, chi se ne dovrebbe occupare, forse i semplici cittadini? Se esistono delle situazioni emergenziali mai risolte, come quelle citate, a chi addossarne le responsabilità se non a chi avrebbe dovuto affrontarle e risolverle, ma non lo ha fatto? A Sezze le cose sembrano andare all'incontrario. Facendo leva probabilmente sulla buona fede degli amministrati, o considerandoli poca cosa se non addirittura con gli anelli al naso, essi parlano  come residenti indignati, protestando non si sa bene con chi. Così per l'ordine pubblico si invocano i vigilantes, per le carenze in materia di "monnezza" si denuncia l'"inciviltà" di chi getta i rifiuti per strada, cioè gli utenti che pagano salatamente il disservizio, per l'acqua si indirizzano gli strali contro chi innaffia i giardini e per quanto riguarda l'economia sommersa qualche esponente CGIL, lo stesso sindacato del "consulente" Vincenzo Papadia, tira fuori argomentazioni da noi dibattute da più di 10 anni. 

Naturalmente, tanto per fare un esempio, quello relativo ai rifiuti, non sollevano, costoro, il problema della malagestione della SPL, municipalizzata ben lontana da quel 65% di raccolta differenziata che la legge in materia imponeva per il 2012. Nessuno si interroga sulla pessima amministrazione di un sindaco, che pur forte del 72% dei voti, fornisce ai propri concittadini servizi da terzo mondo. E nessuno entra nel merito dei previsti aumenti della TARSU, probabilmente in un ordine che va dal 16 al 20%, che verranno pagati dai soliti noti mentre l'evasione tributaria nello specifico continua ad aggirarsi attorno ai 500 mila euro l'anno. E nessuno parla dei rimborsi riferiti ai canoni di locazione del 2011, che evidentemente hanno visto tutti d'accordo. Così sono stati stanziati ben 730 mila euro per poco più di 300 residenti, di cui nemmeno una trentina di Sezze. Il resto tutti stranieri.


Sezze gemellata con Vallepietra

21 agosto 2012

Perché non gemellare il Comune di Sezze con il Comune di Vallepietra? Visto che anche nel centro collinare lepino, come nella zona dei Simbruini nota per il Santuario della Santissima Trinità, "corre l'acqua da ogni parte", non ci sarebbe gemellaggio più appropriato. Ormai le perdite del prezioso liquido che interessano le aree più disparate di Sezze, dal centro storico alle periferie, non si riescono più a contare. Tappata una falla se ne apre un'altra. E non sempre gli interventi sono tempestivi. 

Esistono sul territorio delle perdite "storiche": da queste falle i litri di acqua scorrono liberamente da settimane, come in località Colli o in Via Roma all'altezza di Piazza dei Leoni. Uno spreco, di cui sono chiaramente responsabili il gestore Dondi ed il Comune di Sezze, che andrà a pesare, come al solito, sulle tasche dei cittadini, perché questi metri cubi che si disperdono dovranno essere pagati e ce li ritroveremo in bolletta. A fronte di questa situazione, che rappresenta uno spreco vergognoso  alla faccia della penuria idrica e dei giochetti Acqualatina-Dondi-Comune sulla riduzione altalenante del flusso idrico, appaiono del tutto fuori luogo le dichiarazioni dell'assessore Pietro Bernabei. 

Come si può alludere ad una presunta ineducazione dei cittadini che, a dire di questi amministratori, utilizzerebbero l'acqua per scopi non appropriati, quando la stessa scorre a fiumi dalle perdite innumerevoli che interessano su tutto il territorio comunale la fatiscente ed obsoleta rete idrica? La realtà è che nella gestione del servizio idrico-fognario, come in quella di altri servizi, il Comune di Sezze è alla retroguardia e piuttosto che andare alla radice dei problemi si tenta di stravolgere la realtà con argomenti devianti. L'unica cosa certa che c'è in questa gestione fallimentare è che le bollette ai cittadini arrivano salate e puntualmente, per un disservizio ormai conclamato e per servizi non resi, vedi la depurazione.  A quando il gemellaggio Sezze-Vallepietra?


Ecomostro in libertà vigilata

12 agosto 2012

Con ordinanza dell'Ufficio Tecnico comunale è stato interdetto l'accesso all'Anfiteatro. Il Comune di Sezze, da Movimento Libero Iniziativa Sociale più volte chiamato in causa nel corso di questi anni,  si è reso conto soltanto il 6  agosto scorso della pericolosità della struttura e delle sue aree pertinenziali. Ma che l'Ecomostro, complesso in cemento che ha devastato l'equilibrio ambientale di tutta l'area, prendendo il posto dell'opera originaria, ben inserita in essa ma abbattuta con le ruspe, avesse subito atti vandalici di vasta portata, è cosa da noi denunciata e risaputa da sempre. Interdetto l'accesso, eliminato il problema? Innanzitutto da Via Diaz dovrebbero far sapere come sia stato possibile abbandonare alla devastazione un'opera, orrenda ma comunque costata finora circa 3 milioni di euro, senza che si provvedesse per tempo alla sua salvaguardia. 

Così, ai danni arrecati da una colata di cemento in un ambiente integro, vanno ad aggiungersi quelli dovuti all'incuria e all'abbandono da parte di chi aveva la responsabilità anche della sorveglianza. Facendo orecchie da mercante, gli amministratori di Sezze sono rimasti insensibili a qualsiasi tipo di appello, evitando sistematicamente di intervenire sulla questione. Movimento Libero Iniziativa Sociale, da anni impegnato in una battaglia che vuole arrivare all'abbattimento dell'Ecomostro ed al ripristino dello status quo ante, deve ricordare che a tutt'oggi risulta del tutto carente la documentazione fornita dal Comune di Sezze alla Regione Lazio dopo le diverse interrogazioni fatte da noi presentare tramite il Gruppo Radicale. Sulla vicenda gravano ancora tante ombre e tanti dubbi, aumentati dopo che l'APT di Latina, proprietaria del sito dato in comodato al Comune, ha fatto chiarezza sui prodromi della vicenda, su come avesse ceduto il diritto di superficie per lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del complesso previa sua autorizzazione e come abbia invitato nel 2005 il Comune a sospendere immediatamente ogni intervento sull'area, non avendo tenuto conto del progetto preliminare fatto predisporre dalla stessa APT.

Se questi sono i prodromi, come è stato possibile il disastro attuale? Come è stato possibile accedere a fondi DOCUP? Come sono stati bruciati questi fondi? Come è stato possibile abbandonare ai vandali un'opera, da abbattere secondo noi, ma finora costata milioni di euro? Su tutta la vicenda occorre fare piena luce e MLIS andrà avanti fino in fondo. Occorre ricordare, a margine, per far capire un clima generale, il servizio taroccato sull'Ecomostro mandato in onda da Striscia la Notizia, che in evidente accordo con il sindaco di Sezze  Andrea Campoli, evitò accuratamente di far parlare coloro che avevano denunciato la situazione al TG satirico.


Una colossale presa in giro

25 luglio 2012

Costruzioni Dondi spa di Rovigo e Comune di Sezze: un rapporto scandaloso, basato su un contratto-capestro dalla validità trentennale, che esporrà l'ente comunale al dissesto finanziario. E nonostante le enormi responsabilità attuali e pregresse, gli amministratori setini ancora scherzano col fuoco. Ma soprattutto continuano a prendere in giro gli utenti del disservizio idrico-fognario. La querelle sul lodo arbitrale, dal quale l'amministrazione vorrebbe svincolarsi, è risibile. Chi lo ha inserito e chi lo ha fatto inserire, tramite un atto aggiuntivo alla convenzione con la spa, era ben consapevole di cosa si stava determinando: Sezze veniva condotta in un vicolo cieco, senza uscite. E si trattò di un atto politico, non a caso redatto da un legale di "area", l'ex senatore del PCI Franco Luberti, che costò al Comune decine e decine di milioni di vecchie lire. Inutile aggiungere, perché ormai è sottinteso, che chi andò a denunciare e a tentare di contrastare l'operazione, nel silenzio connivente di tutta la classe politica setina, fu la destra sociale locale, che naturalmente non solo non fu ascoltata, ma come al solito fu osteggiata ed accusata di "sfascismo". Si vede bene, invece, che cosa hanno "costruito" lorsignori! Un meccanismo che ha stritolato gli utenti di Sezze e che sta mettendo fortemente a rischio le casse comunali. Ed i responsabili di tutto ciò?  Oggi fanno orecchie da mercanti, come se si fossero trovati a passare per caso nel palazzo comunale e fossero stati altri a mettere su, questa impalcatura costosissima ma traballante. I soliti noti continuano a recitare a soggetto.


Papadia e Comune di Sezze, fare chiarezza

21 luglio 2012

Dopo la diffusione della notizia relativa alla denuncia per truffa aggravata ed evasione fiscale nei confronti del "re dei concorsi" Vincenzo Papadia, consulente di numerosi enti locali in provincia di Latina senza averne i titoli, siamo andati a curiosare sul suo sito internet, al fine di verificare quanto da noi sospettato: il "consulente", a tutt'oggi, risulta operare nel "nucleo interno di valutazione del controllo interno e di gestione" del Comune di Sezze. Da informazioni sommarie, che sarà nostra premura approfondire e verificare, risulterebbe “in forza” presso questo ente fin dal 1997.
Naturalmente fiduciosi nel lavoro di accertamento che sta conducendo il sostituto procuratore Raffaella Falcione, che partendo dai comuni di Aprilia e Sabaudia andrà certamente a verificare tutti i rapporti intrattenuti da Papadia con le diverse amministrazioni locali, non ci stupisce il consueto silenzio che nel più importante comune dei Monti Lepini sta circondando l'inquietante vicenda. In questa, come in tutti i casi oscuri che vedono coinvolti i vertici di Via A. Diaz, sede del palazzo comunale, ci si distingue solo per le bocche cucite, tanto tra le file della maggioranza consiliare, quanto, cosa ancor più preoccupante, tra quelle della "opposizione", se  ne esiste una a Sezze. 

Il sindaco Andrea Campoli non può continuare a fare il pesce in barile, come finora ha fatto in relazione ai tanti scandali locali, a cominciare da quello dei rifugiati politici per finire con l'Ecomostro di Via Piagge Marine. Ha il dovere istituzionale, nei confronti di tutta la popolazione, nei confronti di tutti coloro che ruotano o hanno ruotato attorno alla macchina comunale, di fare chiarezza: quale è stato il ruolo di Vincenzo Papadia all'interno del comune da lui diretto? Su quale tipo di situazioni si sono fatte sentire le sue decisioni e le sue consulenze? Che tipo di indirizzo ha determinato nei diversi casi? Quanto è costato il suo ausilio? Da chi sono stati verificati i titoli che gli hanno consentito di operare nell'ente? E' vero, come recita il suo sito, che Papadia opera ancora a Sezze? Cosa intende fare, il sindaco Campoli, stando così le cose?


Teatrino acqua: intervenga il Prefetto

5 luglio 2012

Il caso Dondi-Acqualatina-Comune di Sezze ha dei risvolti che gli organi dirigenziali dei 3 soggetti debbono chiarire. Movimento Libero Iniziativa Sociale chiede che si faccia luce sulla questione riferita alle morosità per comune nell'ambito dell'ATO 4 ed alla distribuzione dell'insoluto clienti. Perché se è vero che Sezze, o meglio la Costruzioni Dondi Spa, deve ad Acqualatina una cifra di euro 1.050.000, è altrettanto vero che sono la stragrande maggioranza i comuni che debbono cifre ben più elevate. Tanto per citare alcuni esempi, il comune capoluogo, Latina, ha una percentuale di morosità pari al 38% per un insoluto che ammonta ad euro 14.050.000. Di poco superiore è l'insoluto del Comune di Aprilia, con una morosità pari al 63%. Il Comune di Cisterna ha una morosità del 37%, con un insoluto che va verso i 3.000.000 di euro. Terracina ha una morosità del 28%, pari a circa 3.000.000 di euro. Giusto per far capire il dato relativo alla distribuzione dell'insoluto, quello riferito a Sezze si aggira su una percentuale che va dal 5 all'8%, mentre quella di Priverno, tanto per restare sui Lepini, è del 37% e quella di Roccagorga del 28%. Sabaudia sta al 33%  e San Felice Circeo al 27%. Alla luce di questi dati appare sospetto l'indirizzo e la veemenza assunta dall'azione di Acqualatina  nei confronti, dicono loro, della Dondi, ma che in realtà va a penalizzare concretamente solo gli incolpevoli utenti sezzesi, che morosi non sono o lo sono solo in percentuali minime, come risulta dai dati ufficiali. A Giuseppe Addessi ci preme far sapere che conosciamo la natura del rapporto tra Acqualatina e Dondi, come ben conosciamo, purtroppo, anche quello che, per responsabilità ben chiare di politici locali facilmente individuabili, lega per 30 anni la Dondi al Comune di Sezze. Si tratta di due società, che se pur di diversa natura sono entrambe concessionarie di servizi pubblici. Al momento delle rispettive concessioni ben conoscevano gli impegni che andavano ad assumersi. Ben sapevano che eventuali controversie andavano risolte secondo le norme del codice civile, certamente non con i ricatti. Pur restando la stranezza di una situazione che vede una concessionaria, Acqualatina, impadronirsi dell'acqua del territorio di Sezze facendosela pagare dagli utenti di diversi comuni dell'ATO 4 e, nel contempo, i cittadini di Sezze espropriati, a causa della dissennata gestione Dondi-Comune di Sezze, del bene pubblico acqua, un definitivo intervento chiarificatore del Prefetto sarebbe quanto mai opportuno. Le parti vanno invitate a dirimere qualsiasi controversia nella giusta sede, cioè in Tribunale, al di fuori del quale non possono essere esercitate da nessuno forme di ricatto.


Più voti, meno acqua

2 luglio 2012

In tutta sincerità, noi che dell'impegno contro la gestione privata dell'acqua a Sezze abbiamo fatto un cavallo di battaglia fin dai primi anni '90, avremmo volentieri fatto a meno di intervenire su una questione ormai incancrenita, il cui negativo sviluppo avevamo ampiamente previsto. Perché a fare la battaglia, a Sezze, contro l'affidamento a privati dei servizi relativi ai cicli idrico-fognario, in tempo reale, cioè prima che venissero affidati  nel 1993, con un contratto di validità trentennale, alla Costruzioni Dondi Spa di Rovigo, era la destra locale. 

A privatizzarli ci pensava invece la sinistra. E le cose sono andate avanti così nel corso degli anni: noi, da una parte, in difesa degli interessi dei sezzesi, tutti gli altri a tutelare la Dondi e gli interessi dei privati. Se oggi interveniamo, è perché vedere dei sepolcri imbiancati pontificare ancora su questa questione come se non ne fossero minimamente responsabili, mentre i rubinetti sono a secco quando gli utenti  pagano, rappresenta una violenza alla realtà delle cose ed una ulteriore beffa per i cittadini, almeno per quelli in buona fede.

 In consiglio comunale continuano a sedere alcuni di coloro che votarono a favore, il 10 agosto 1993, dell'affidamento del servizio, da Giovan Battista Giorgi ad Enzo Eramo e Lidano Zarra. E’ ancora consigliere  Ernesto Di Pastina, che all'epoca se ne lavò le mani assentandosi. Ma la cosa che ci sta più a cuore e che vorremmo far capire ai cittadini di Sezze, se vogliono capirla, è che se oggi la nostra città si trova in questa situazione disastrosa è perché una classe politica ben definita l'ha determinata e nonostante queste enormi responsabilità ha continuato a mantenere nel tempo il consenso elettorale. Inspiegabilmente, dal 1993 al 2012, tanti di coloro che votarono per l'affidamento dell'acqua ai privati hanno raccolto un numero sempre maggiore di consensi, continuando a ricoprire incarichi vari, assessorati se non addirittura la carica di sindaco (Lidano Zarra). 

Fino a poco tempo fa ha ricoperto l'incarico di assessore ai lavori pubblici Antonio Maurizi, all'epoca della delibera primo cittadino.  L'attuale sindaco Andrea Campoli, confermato tale con oltre il 70% dei voti, è l'erede di quella tradizione politica socialcomunista che a Sezze ha privatizzato le acque. Quale credibilità possono avere tali personaggi nel parlare di ripubblicizzazione dell'acqua? Bisogna forse cominciare a contare gli anelli al naso dei sezzesi? La questione è politica. Fin quando ci saranno, come sta avvenendo a Sezze, cittadini che continuano a sostenere elettoralmente coloro che sono e sono stati l'unica causa dei tanti mali di cui soffre la città, come si può pensare che i disservizi verranno sanati?


Anfiteatro di Sezze, una vicenda sinistra

5 giugno 2012

Il Comune di Sezze vorrebbe che si liquidasse la "questione Anfiteatro" con due paginette, a firma ing. Mauro Vona, fatte pervenire alla Regione Lazio nell'ottobre scorso a seguito dell'esplosione dello scandalo. Un pò poco. L'APT di Latina aveva prodotto un progetto di restauro dell'Anfiteatro a quattro soldi, rispetto alle cifre poi utilizzate per lo scempio? Si " ma per ragioni di pratico utilizzo della struttura più rispondenti alle esigenze della collettività - recita la nota - il Comune di Sezze ha predisposto un progetto completo che prevedeva la demolizione di parte della gradinata per realizzare una struttura più piccola in parte interrata ed in parte fuori terra". Se non ci fosse da piangere, verrebbe da ridere. 

Perché chi va  a fare una passeggiata nella zona Piagge Marine di Sezze, può verificare di quale portata sia la devastazione arrecata all'ambiente circostante ed all'intera area, dopo la demolizione dell'Anfiteatro, da una struttura di cemento, un vero e proprio mostro ecologico, che sta costando alla collettività milioni di euro. Un progetto, sostiene il Comune, portato a conoscenza dell'APT il 25 luglio 2005. Vona però dimentica di riportare che, con nota successiva del 18 ottobre 2005, l'APT invitava il Comune "a sospendere immediatamente ogni intervento sull'area di che trattasi". Il dott. Paolo Graziano, direttore APT, ha comunicato alla Regione che il Comune di Sezze non ha tenuto conto del progetto preliminare, procedendo autonomamente, e che nonostante richieste di chiarimenti "non si è avuto alcun riscontro". Nella nota di Vona si afferma che "questa Amministrazione si sta attivando per reperire i fondi necessari per il completamento dell'opera". 

Questo dopo avere riportato che l'intervento si è articolato finora in 2 lotti di euro 1.291.142 ed euro 800.000. Ma se  dai tabulati DOCUP risulta un "progetto concluso" e quindi finanziato, come è possibile, nonostante una variante che lo avrebbe ridimensionato, che l'ecomostro sia ancora in itinere? Insomma, è ancora tutto da chiarire e certamente Movimento Libero Iniziativa Sociale, congiuntamente con il Gruppo Radicale alla Regione Lazio, continuerà nella strada intrapresa per mettere un punto sulla vicenda.
Lascia comunque perplessi, insieme all'atteggiamento di Renata Polverini, anche quello del presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, che, chiamato direttamente in causa sulla vicenda da Striscia la Notizia, non ha mai replicato. Perché tutti questi silenzi su un caso che è stato perfino taroccato dal TG satirico di Mediaset?


Ombre sull'Ecomostro di Sezze

5 giugno 2012

Si addensano ancora più nubi intorno alla vicenda dell'Ecomostro di Sezze in Via Piagge Marine, un'opera devastante che ha irreparabilmente distrutto il preesistente Teatro Italiano, il popolare Anfiteatro. A distanza di 15 mesi dalla prima interrogazione sul caso, fatta presentare da Movimento Libero Iniziativa Sociale, tramite il Gruppo Radicale alla Regione Lazio, alla presidente Renata Polverini, seguita da solleciti e integrazioni, arriva soltanto una "non risposta". Dal cartaceo fatto pervenire, gli unici dati interessanti, che rafforzano i tanti dubbi sull'appalto, sono quelli richiesti all'APT di Latina e inviati dal direttore Paolo Graziano. L'Azienda di Promozione Turistica della Provincia, proprietaria del comprensorio, ha ricordato come il predetto fu affidato in comodato al Comune di Sezze. A seguito dell'approvazione della Regione Lazio del Progetto STILE, il Comune di Sezze si è trovato nelle condizioni di beneficiare di un finanziamento da destinare a lavori di restauro, per una migliore fruizione da parte della collettività conformemente alla destinazione del comprensorio. Al fine di permettere al Comune di Sezze di ottenere il  finanziamento, nel 2004 l'APT ha ceduto il diritto di superficie sul comprensorio del Teatro Italiano, per la durata di 25 anni, prevedendo espressamente nell'atto di cessione che il Comune si impegnasse a reperire i fondi necessari ad eseguire "i  lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza del complesso"e ad eseguirli  previa autorizzazione dell'APT, che avrebbe dovuto essere costantemente informata dello svolgersi degli stessi." Tuttavia - scrive il dott. Graziano - il Comune di Sezze ha approvato il progetto per la ristrutturazione del Teatro Italiano ed ha proceduto all'aggiudicazione della gara d'appalto senza la preventiva approvazione dell'APT". Su sollecitazione dell'APT il Comune, successivamente, ha inviato copia del progetto, e l'APT, con nota del 18 / 10 / 2005, invitava il Comune "a sospendere immediatamente ogni intervento sull'area di che trattasi, in attesa di assumere decisioni concordate. L'APT - continua Graziano - aveva fatto predisporre dall'arch. Cerocchi un progetto preliminare presentato in sede di richiesta di finanziamento. Di tale progetto il Comune di Sezze non ha tenuto conto ed ha proceduto autonomamente". Il Comune, chiarisce l'APT, ha affidato i lavori e nonostante richieste di chiarimenti "non si è avuto alcun riscontro". Se queste sono le premesse di una vicenda a tutt'oggi irrisolta e tutta da chiarire, si evince chiaramente che il Comune di Sezze, andando avanti, ha seguito una strada che non era certamente quella tracciata dall'ente proprietario del comprensorio. Un progetto di restauro, che con la modica cifra di 350.000 euro prevedeva il recupero e l'ammodernamento delle strutture e degli arredi del sito senza stravolgimenti e nel rispetto dell'ambiente, è stato accantonato per procedere all'abbattimento della storica struttura ed allo stravolgimento ambientale, al fine di partire con un progetto plurimilionario su cui ancora nessuno è in grado di fare chiarezza. Infatti dall'assessore regionale Giuseppe Cangemi, responsabile dei rapporti con gli Enti Locali, arrivano soltanto citazioni scontate e generiche. Non entrando minimamente nella problematica, non si va al di là dell'"abbiamo chiesto che vengano forniti gli opportuni chiarimenti in merito allo stato dei lavori" alla Direzione Regionale Turismo e Direzione Regionale Infrastrutture. Chiarimenti in merito ai lavori che sono stati richiesti anche al Comune di Sezze. Un rimpallarsi di responsabilità, tra questo e quell'ufficio della Regione Lazio, che comincia a diventare preoccupante. Possibile che la presidente Renata Polverini non sia in grado, attraverso i tabulati DOCUP, di fornire almeno l'esatto ammontare dei finanziamenti preventivati e di quelli finora liquidati? Perché questo menare il can per l'aia a distanza di mesi? Perché ancora non risponde a nessuno dei quesiti riguardanti la documentazione che avrebbe consentito il finanziamento?
Non meno preoccupante è l’atteggiamento del sindaco di Sezze Andrea Campoli, il quale non solo mantiene il più stretto riserbo pur essendo stato all’epoca consigliere provinciale, ma ha fornito anche informazioni imprecise e fuorvianti nel corso del famigerato sopralluogo, taroccato, di Striscia la Notizia  all’Anfiteatro.


Centrodestra a Sezze, debacle voluta

10 maggio 2012

Abbiamo avuto modo di leggere sulla stampa locale, come giustificazione di una debacle elettorale unica in Italia, affermazioni di qualche candidato sindaco di una falsa destra, riferite ad una non meglio definita "frammentarietà". Movimento Libero Iniziativa Sociale, che in maniera molto ponderata e politicamente giustificata, si è schierato per il non voto, deve allora chiarire che da quei pochi ed inutili contatti tenuti in fase pre-elettorale, ha avuto la chiara sensazione che non vi fosse alcuna volontà di costruire un progetto veramente alternativo e serio per una Sezze diversa, che prescindesse dal giro dei soliti noti. Tale convinzione si evinceva chiaramente dai nomi proposti, inamovibili, dei candidati sindaci e dalla totale assenza  di una proposta e visione politico-amministrativa. Si andava da Lidano Zarra, noto esponente socialista che ha contribuito in maniera determinante, con il suo progetto civico di ispirazione "martelliana", a frantumare il centro-destra setino ed a riconsegnare la città ai suoi ex sodali comunisti, a Giovan Battista Rosella, suo ex fido scudiero, da lui nominato presidente della municipalizzata SPL. Personaggi che certamente non potevano e non possono rappresentare un cambio di rotta, anzi.
Come spiegare, poi,  il tentativo, miseramente fallito, da parte del vice sindaco di Latina Fabrizio Cirilli di approdare anche a Sezze con la sua lista? A parte il "delirio d'onnipotenza", riteniamo di non sbagliare nell'affermare che la sua sia stata solo una maldestra operazione finalizzata a non lasciare spazi a chi aveva tutte le carte in regola per rappresentare una alternativa seria. Confermando in tal modo che "L'Altra Faccia della Politica" è solo l'altra faccia della stessa medaglia, come hanno ben capito i sezzesi e non ancora i latinensi. L'unica cosa che emergeva chiaramente da questi inutili contatti, era il desiderio di alcuni di concorrere a sindaco per avere la sicurezza di essere eletti consiglieri comunali.
Possiamo affermare, senza ombra di smentita, che nessuno di costoro conoscesse la nuova legge elettorale, perché diversamente, dando per scontato che la nostra scesa in campo avrebbe determinato un aumento del numero dei votanti e quindi un abbassamento del quorum necessario per rientrare nella ripartizione dei seggi, avrebbero dovuto assumere atteggiamenti diversi. Ma d'altra parte, se quella che interessava era solo la poltrona da consigliere, perché andare a studiare le leggi?
Gli esponenti ancora in buona fede della destra di Sezze dovrebbero fare profonde e serie riflessioni su questi "pifferai magici", estranei all'area, che li hanno condotti nel burrone, facendo il gioco della sinistra che vince con oltre il 70% dei consensi, avendo davanti solo praterie vuote da conquistare, dopo essersi scelta anche una pseudo opposizione.


Sezze, si afferma il non voto

9 maggio 2012

Come Movimento Libero Iniziativa Sociale, gruppo che si è mobilitato per il non voto, ci interessa poco l'esito delle elezioni amministrative a Sezze. Campoli o non Campoli, niente sarebbe cambiato. Quello che invece ci preme sottolineare è il dato riferito al numero delle astensioni, delle schede nulle e delle bianche: in totale, un 30% che fa capire come, anche a Sezze, in tanti abbiano deciso di lanciare un chiaro segnale di distacco nei confronti dei partiti e di una classe politica che certamente non li rappresenta  o li rappresenta male. Un aumento notevole rispetto alle precedenti amministrative del 2007. Mentre a livello nazionale la percentuale di incremento del non voto rispetto alle precedenti elezioni è del 6 %, a livello locale raggiunge il 10 %. A Sezze non hanno votato 5.800 cittadini. 

Tutti qualunquisti? Assolutamente no. Sulla scia di cambiamenti che iniziano a farsi sentire a livello nazionale, non solo con l'astensionismo, ma anche con il voto, laddove già si sono organizzati, a movimenti che nascono dal basso, dalla gente (vedi Movimento 5 Stelle), anche a Sezze in tanti hanno preso coscienza del fatto che la vera "antipolitica" è quella espressa dagli attuali partiti, non da chi cerca di combatterli per il necessario cambiamento: essi rappresentano soltanto un coacervo di interessi, che le cricche ed i comitati d'affari che li gestiscono intendono continuare a difendersi. Niente è più lontano dalla politica, intesa come gestione della res publica e della polis, di questa classe di privilegiati, che tutto ha a cuore, tranne che gli interessi del popolo. La decisione di MLIS di non partecipare alla competizione elettorale, proprio per rimarcare il distacco rispetto alla classe politica che sta governando Sezze da decenni, ha determinato un dato evidente: essendo i "competitors" tutti uguali fra loro, non solo non c'è stato dibattito politico, ma sono stati assenti, da un dibattito che non c'è stato, tutti i grandi temi che interessano la città ed i grandi problemi che l'attanagliano. Cioè, quelli che da sempre noi solleviamo. 

Qualcuno ha sentito parlare delle tante "opere" incomplete che insistono su questo territorio, costando milioni di euro di cui nessuno ancora rende conto? Avete sentito parlare dell'Anfiteatro, del Monastero delle Clarisse, di Palazzo Pitti? Si è parlato forse dell'incancrenita vicenda del parcheggio in località Vallicella? Qualcuno si è soffermato sulla struttura tennistica di Via Piagge Marine? E poi: nessuno sa che a Sezze si fa politica clientelare? Nessuno risponde della gestione della SPL? Nessuno chiede conto dei soldi investiti nel cosiddetto progetto di Via Grande? E la Dondi? E la 156? E' stato dimenticato il tema dell'invasione comunitaria ed extracomunitaria? Ma soprattutto, come è stato possibile tenere fuori dal confronto lo scandalo dei rifugiati politici, che ha interessato trasversalmente tutte le forze ed anche il mondo dell'associazionismo cattolico? Come ci si fosse messi tutti d'accordo: parola d'ordine, mutismo! Tutto nasce e finisce con un paio di arresti? Troppo facile per Andrea Campoli fare finta di niente. Di questo e di tanto altro non si è parlato. Ha ragione la gente: sono tutti uguali. E almeno per il momento, meglio non votare.


Uno spettro fra le liste

19 aprile 2012

Uno spettro si aggira tra le liste presentate in occasione delle amministrative a Sezze. Se è sfuggito ai più, non è sfuggito a noi, soprattutto perché inserito in una aggregazione che vorrebbe lucrare voti "a destra". Se interveniamo, dopo attenta ponderazione, lo facciamo al fine di fare chiarezza e di mettere in guardia eventuali elettori in buona fede. Lo spettro è quello del PdA, partito delle aziende. Il neonato raggruppamento conta tra i propri fondatori  l'ex generale dei carabinieri Edoardo Sivori, colui che il 7 gennaio 1978, nella drammatica sera della strage di Acca Larentia a Roma, finì con un colpo di pistola alla testa il giovane  missino Stefano Recchioni, dopo che, nella stessa giornata, erano stati assassinati nello stesso luogo, da terroristi dell'ultrasinistra, altri due ragazzi, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. I fatti sono noti, anche perché quella data ha rappresentato un punto di non ritorno per tanti giovani che militavano a destra ed ancora oggi viene commemorata da tutta l'area. Naturalmente il generale Sivori, all'epoca capitano, per questo evento delittuoso non ha fatto nemmeno un'ora di carcere. Movimento Libero Iniziativa Sociale, che è impegnato in una campagna per il non voto, ritiene la presentazione di questo simbolo un grave insulto per tutti coloro che si riconoscono nella destra politica e sociale ed un'offesa per il ricordo di quelle giovani vite spezzate dal cieco odio ideologico.

In questo contesto, che rappresenta un motivo in più di riflessione sulla spregiudicatezza di chi, per lucrare qualche voto, non si pone alcun problema, non possiamo non sottolineare che questo spettro di  "partito" va a sostenere una candidatura "aziendale". Un partito che si denomina "delle aziende", come poteva non andare a sostenere un candidato sindaco che è stato il primo presidente (durante l'amministrazione Zarra, con coda nell'amministrazione Campoli) della SPL, azienda minicipalizzata di Sezze a totale capitale pubblico?


Cirilli è l'altra faccia della luna

18 aprile 2012

Il vento cambia direzione e Fabrizio Cirilli dirige la sua "barca" a favore di corrente. Per farlo, però, è costretto ad una virata di 360°. La gente lancia chiari segnali di insofferenza nei confronti dei partiti politici?  Allora questo esponente della "politica", che da venti anni galleggia fra assessorati, consiglio regionale, presidenza di commissioni, consiglio comunale ed incarico da vicesindaco, espressione, a seconda delle convenienze, di AN, UDC oppure dell'Altra Faccia della Politica, e quindi della più bieca partitocrazia,  intende farsi paladino della battaglia contro il finanziamento pubblico ai partiti. Verrebbe spontaneamente da dire che il suo giocattolo, l'Altra Faccia della Politica, non è altro che una faccia da c... I suoi referenti, a cominciare dal fratello, occupano poltrone in enti vari. Le cooperative e associazioni  di riferimento, ottengono spazi dovunque è possibile. Da questa politica hanno avuto da decenni tutto. Cirilli mantiene da sempre buoni, se non ottimi rapporti, con i peggiori esponenti di questo sistema di partiti, ricoprendo, all'interno di esso, il ruolo di "specchietto per le allodole". E' colui intorno al quale è stata costruita artificiosamente una immagine, al fine di richiamare consensi che altrimenti non sarebbero intercettabili. Ma in tutto questo, chiaramente, non c'è buonafede. Anzi, tutt'altro. Il suo modo spregiudicato di intendere la politica, tanto per fare un esempio, lo porta, oggi, dopo anni trascorsi all'interno di forze politiche che hanno ampiamente usufruito di finanziamenti pubblici, a tentare di farsi promotore della mobilitazione popolare contro questo tipo di finanziamento della politica, nella quale lui ha sguazzato e continua a sguazzare. In questo tentativo non c'è alcuna credibilità e ci dispiace che abbia carpito, senza originalità e senza ricordarne la fonte, la denominazione del movimento da uno slogan del MSI di fine anni '80, di rautiana memoria, quando il suo, invece, appare l'altra faccia della luna, quella nascosta e piena di ombre.


Acqua a Sezze, quali gli interessi?

14 aprile 2012

Ma non l'avevano cacciata? I rappresentanti politici di tutti gli schieramenti presenti in Consiglio Comunale a Sezze, non si sono fatti vanto di avere finalmente sciolto il "nodo Dondi"? Non è stato questo il fiore all'occhiello del sindaco Andrea Campoli e del suo assessore  Pietro Bernabei? Non se ne sono fatti vanto anche tanti consiglieri comunali, che oggi continuano ad essere critici, pur avendo asserito di averla sbattuta fuori dalla gestione del ciclo idrico-fognario? La realtà è ben altra. Al cittadino non solo continuano ad arrivare bollette salate, comprensive di voci che non dovrebbero essere riportate, con cedole di pagamento incomprensibilmente riferite ad una non meglio specificata D.G. Holding srl, ma addirittura ci si sta trovando nella paradossale situazione di una commedia delle parti, che vede come protagonisti non solo la concessionaria di Rovigo, portata a Sezze da comunisti e socialisti, complici i democristiani che se ne lavarono le mani, ma insieme al Comune anche Acqualatina. E così, mentre i tre attori si rimpallano vicendevolmente crediti e debiti plurimilionari, l'unica cosa certa è che coloro che stanno pagando profumatamente un disservizio ormai conclamato, cioè gli utenti, rischiano, come è già avvenuto, di vedersi togliere o diminuire il flusso idrico. Una cosa è certa: amministrazioni irresponsabili, cioè quelle che si sono succedute dal 1993 ad oggi (compresa la "pausa" Lidano Zarra), hanno condotto Sezze in un vicolo cieco. Un territorio ricco di falde acquifere, dotato di un acquedotto dal valore inestimabile, di una fonte in particolare, quella delle Sardellane, che soddisfa le esigenze idriche di larghe fette della  provincia, è stato svenduto ai privati, con un contratto-capestro trentennale, che se da una parte è giovato ad una società che, tanto per restare in tema, navigava in pessime acque, dall'altra ha rappresentato una scelta amministrativa scellerata, che sta esponendo le casse comunali e le tasche del contribuente al dissesto finanziario. Noi cittadini di Sezze, che avremmo potuto "vendere" la nostra acqua a tutto il territorio pontino, ci troviamo nell'assurda situazione di dover subire i giochetti e le  ritorsioni di ben quattro diversi enti e società, dal Comune alla Dondi, dalla D.G. Holding srl ad Acqualatina, caso più unico che raro. Che fine ha fatto il risultato acquisito con il referendum sull'acqua pubblica? Di che cosa si occupano i candidati sindaci? Finora abbiamo sentito le solite promesse, in particolare quella, buona per essere venduta in ogni occasione, della piscina comunale. Ma, di grazia, con quale acqua verrà riempita se dovesse essere realizzata nell'arco del prossimo secolo? In giro si cominciano a sentire tante baggianate, ma nessuno interviene sui problemi concreti. Che cosa c'è di più concreto di un bene essenziale e di tutti come l'acqua? Movimento Libero Iniziativa Sociale, nel solco di una battaglia che ha contraddistinto la nostra area politica da venti anni in qua, è stato in prima linea nella campagna referendaria per l'acqua pubblica, nella quale non abbiamo visto impegnati gli attuali candidati sindaci. In questo settore siamo ormai ad una scelta obbligata. MLIS non vuole che dalla Dondi si passi ad Acqualatina. Come la pensa invece Campoli, come Zarra? Come non possiamo non sottolineare che gli interessi legali della società di Rovigo vengono tutelati da Maurizio Mansutti, uno dei quadri provinciali del PD? Come non rilevare che il cda di Acqualatina è attualmente gestito dal PDL? Un posto in questo cda vale la disattesa dell'esito referendario? Intanto i cittadini dovrebbero pagare una holding su cui nessuno fa chiarezza.


Il Comune di Sezze andava commissariato

4 aprile 2012

Movimento Libero Iniziativa Sociale inizia la propria campagna elettorale per il non voto. Lo scopo principale è quello di rimarcare la propria diversità e quella di larga parte del paese, nei confronti di una politica amministrativa altamente inquinata. La situazione di Sezze non è "normale". Non ci riferiamo esclusivamente al "caso rifugiati politici", che pur attraversando trasversalmente le formazioni politiche dal centrodestra al centrosinistra, sembra essersi focalizzato su determinati personaggi, quando restano da chiarire le posizioni di politici che hanno rivestito incarichi in amministrazione di tutto rilievo. Come da chiarire è la posizione assunta dallo stesso sindaco Andrea Campoli, che si ripropone ora all'elettorato chiedendo nuova fiducia, il quale ha avallato in pieno, con risibili giustificazioni, le dimissioni del suo vicesindaco, legate a ben altre situazioni. 

Ma farà sentire tutto il suo peso sull'espressione del voto soprattutto una politica clientelare, che ha fatto, ad esempio, della gestione della SPL una potente arma di ricatto nei confronti delle famiglie di tanti lavoratori precari, volutamente tenuti in questa precarietà. Sul voto, poi, andrà ad incidere pesantemente quella grande massa di stranieri residenti a Sezze, probabilmente ancor più facilmente ricattabili, che sono andati ad allungare in maniera spropositata le liste elettorali aggiuntive. A tutto ciò va ad aggiungersi una politica degli appalti, dei progetti, delle consulenze, che vede la gestione del mattone gestita dai soliti noti. E poi, non farà sentire tutto il suo peso sullo squilibrio politico, anche quella linea presidenziale della gestione Astral che ha visto l'assunzione per chiamata diretta di decine e decine di sezzesi, nonchè la gestione diretta ed indiretta di appalti e servizi? Non ultimo il ruolo di certa stampa locale, che pur attingendo a finanziamenti pubblici, in troppe occasioni si è fatta strumento di ben identificati ed identificabili interessi di parte, venendo meno al dovere della divulgazione di una corretta informazione. Le paginate pubblicitarie aziendali ne sono chiara testimonianza. 

A tal proposito esistono informative dei Carabinieri, che sono state rese pubbliche nel corso di un seguitissimo programma televisivo RAI, già un paio di anni fa. Aggiungiamo, poi, i milioni di euro dilapidati in opere pubbliche che non vengono portate a termine. Solo per limitarci agli esempi più eclatanti, sono anni che continuano i lavori presso il Monastero delle Clarisse, addirittura senza una chiara destinazione d'uso, e quelli che interessano la zona delle Piagge Marine, dove uno storico Anfiteatro è stato abbattuto per far luogo ad un ecomostro. E i lavori infiniti della Nuova 156, bloccati nel nostro territorio comunale a ridosso di una montagna? Tutto ciò sta a testimoniare che la situazione di Sezze è altamente inquinata da vicende poco trasparenti. Quella dei rifugiati è stata solo la punta di un iceberg. A nostro modesto parere questo Comune andava commissariato per tutto il tempo necessario a fare luce sulle tante vicende che rendono questa città un caso a se stante. Solo dopo aver fatto la necessaria chiarezza i sezzesi avrebbero avuto la possibilità di esprimere un voto libero. Oggi così non è. E se tutto questo è avvenuto nella connivenza e nei silenzi di maggioranza e minoranza, una ragione dovrà pure esserci.
Movimento Libero Iniziativa Sociale ha fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità, in un impegno di trasparenza per la legalità. Ci siamo attivati tramite i nostri referenti alla Regione Lazio con interrogazioni, interpellanze e richieste di accesso agli atti, sfociate, dopo tanti silenzi, anche in denunce presso la Procura della Repubblica di Roma. Siamo riusciti a fare dell'ecomostro- Anfiteatro un caso nazionale, facendo arrivare a Sezze  Striscia la Notizia. Nessuno ha avuto il coraggio e la forza di raccogliere questi nostri forti segnali, anzi. E questo la dice lunga. Si è così rafforzata la nostra convinzione che è indispensabile lavorare alla ricostruzione di un tessuto sociale capace finalmente di indignarsi e di reagire. Ciò può avvenire solo fuori dai partiti impegnati oggi nell'ennesima falsa competizione elettorale, dalla quale ci chiamiamo fuori.


Lettera aperta a Latina Oggi

2 aprile 2012

Direttore Alessandro Panigutti,
il 25 gennaio scorso un dirigente di Movimento Libero Iniziativa Sociale riceveva un sms inviato da un vostro corrispondente, che abbiamo conservato, con il quale veniva invitato a non inviare più nostri comunicati al suo indirizzo e-mail, esprimendo così il chiaro intento di non volerci pubblicare. Questo avveniva quando già da tempo il quotidiano che lei dirige ometteva sistematicamente di ospitare le nostre campagne su temi particolarmente scottanti, in particolare sulla gestione poco trasparente e discutibilissima dell'Astral, Azienda Strade Lazio, all'epoca presieduta dal setino Titta Giorgi, o ci pubblicava stravolgendo pensieri ed opinioni, se non addirittura fornendo notizie non rispondenti al vero.
Lei sa benissimo, perché ne abbiamo discusso telefonicamente in alcune occasioni, che di questo trattamento ci siamo civilmente doluti, ricevendo dalla sua persona rassicurazioni che non hanno avuto alcun seguito, se non vederci citati, ieri, per l'ennesima volta in maniera soltanto negativa, scorretta e strumentale, quando a noi non è stato mai concesso finora diritto di replica. A tal proposito chiariamo che nel merito della questione elezioni entreremo con un comunicato ufficiale nei prossimi giorni, quando renderemo pubblica la nostra posizione, ma quello che ci preme ora sottolineare è l'uso improprio che è stato fatto finora di Latina Oggi.
Esiste una vera libertà di stampa? 

La nostra esperienza ci conduce ad affermare che se esiste è invero molto limitata. Capiamo che nella nostra azione politica e di controinformazione, da tutti verificabile sul nostro sito www.lavocelibera.it, possiamo aver ripetutamente toccato soggetti ed argomenti che qualcuno all'interno del quotidiano, probabilmente per interessi particolari o magari solo per calcolo, preferisce non toccare, ma allora delle due l'una: ignorateci del tutto, come noi vi ignoreremo, ma non citateci minimamente, perché se dovete farlo solo in negativo, allora siete veramente in malafede, scegliendo di dare una visione distorta delle cose. Tenendo ben presente, però, che tutto ciò non depone certamente a favore della politica di Latina Oggi.
Quanto da noi esposto non può certamente gratificare la direzione, perché esiste una deontologia professionale che dovrebbe consentire la circolazione libera delle opinioni, per quanto sgradite, e non permettere l'uso strumentale del giornale, che diventa piuttosto, in questo modo, un mezzo per soffocare e offrire una fotografia taroccata della realtà.


Dondi vai se il "manicuto" non ce l'hai?

27 marzo 2012

Ahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahah !!!
Il Circo Barnum ha riaperto i tendoni! Risate a non finire! Sulla questione Dondi sono nuovamente iniziate le comiche. Dentro la Dondi, fuori la Dondi, dentro Acqualatina, fuori Acqualatina, e da parte dei politici di Sezze ... fregnacce a non finire. Chi ha consegnato l'acquedotto comunale alla Dondi da quasi 20 anni, chi l'ha tutelata ed utilizzata in tutto questo tempo, adesso vorrebbe far credere agli allocchi, sempre pronti ad abboccare, che non la vorrebbe più per quelle stesse motivazioni che da sempre ci hanno impegnati a contestare la gestione idrica e fognaria locale, scontrandoci duramente contro il muro di gomma di queste stesse facce di tolla, campioni di giravolte. 

Ma, attenzione attenzione, Acqualatina è alle porte. Non vi fischiano le orecchie? Comunque stiano le cose, e le cose non sono mai come si cerca di farle apparire, noi che dissetiamo tutto il Pontino, noi cittadini di un territorio comunale ricchissimo di fonti, ci troviamo nell'assurda condizione, creata dalla classe politica che ci ha amministrato e continua ad amministrarci, di vessati da tariffe idriche spropositate e di espropriati dei propri beni naturali. Noi che avremmo potuto arricchirci con una gestione oculata del nostro acquedotto, lo abbiamo visto consegnare in mani private, per arrivare all'assurdo di una erogazione centellinata. 

Con buona pace di referendum vari. A tal proposito non abbiamo dimenticato che il campione di questa politica, Giorgi Titta, negò anni fa la richiesta di un referendum consultivo popolare sulla gestione Dondi, presentata e protocollata in Comune da centinaia di sezzesi. Come non abbiamo dimenticato i nomi di tutti coloro che hanno condotto Sezze nel vicolo cieco di questa gestione. Personaggi che insieme alla faccia di tolla hanno anche quella tosta di continuare a chiedere il voto, candidandosi  addirittura alla carica di sindaco ( e ci riferiamo a Zarra Lidano). I ludi cartacei sono alle porte: è tempo di spararle grosse! Viene proprio la voglia di chiamarsi fuori, per farli cuocere nel loro brodo. Ci vadano loro a prendere acqua con il "manicuto".


L'8 Gennaio 2012, a firma Antonio Aloisi, sul sito LINKIESTA veniva pubblicato l'articolo che noi riportiamo, a seguire, integralmente. Lo facciamo per chi si riconosce nella destra politica e sociale, dopo aver appreso, dalla stampa locale, che il Partito delle Aziende sarebbe interessato alla competizione elettorale amministrativa di Sezze.

26 marzo 2012 

Antonio Aloisi, 8 Gennaio 2012

Ieri, tra le polemiche, ricorreva il 34esimo anniversario della strage di Acca Larentia, in cui persero la vita tre giovanissimi militanti del Movimento Sociale Italiano. Uno di loro, Stefano Recchioni, fu ucciso da un carabiniere, Edoardo Sivori, che oggi si butta in politica col “Partito delle Aziende”. Le denunce dell’ultradestra, e il passato che non passa mai.
Ieri si moriva di politica, oggi si muore dalla voglia di far politica. A trentaquattro anni dalla strage di Acca Larentia, il ricordo fa notizia e la memoria si riprende le strade, le targhe, le piazze e porta a galla mille contraddizioni.

A Stefano Recchioni piacevano De André e Guccini, gli piaceva anche il paracadutismo e avrebbe dovuto arruolarsi nell’esercito. Non condivideva la svolta moderata e rassicurante inaugurata da Giorgio Almirante, il segretario del Movimento Sociale. Era così sveglio, Stefano, da arrivare a profetizzare la sua stessa fine mentre discute coi suoi amici missini: «Ormai, per questo partito, noi militanti siamo solo carne da macello». A Colle Oppio c’era la sua vita, fatta di manifesti dipinti a mano e di geografie modulate sulla scia dei personaggi e dei luoghi della prosa tolkieniana, tutt’intorno invece ci sono gli anni Settanta tinti col sangue dei vinti e dei vincitori, la logica degli opposti estremismi e una Roma troppo violenta. Stefano Recchioni moriva per mano di un carabiniere, il 9 gennaio, dopo due giorni di agonia in un letto d’ospedale. In “Cuori Neri” – testo sulle giovani vittime degli anni di piombo – il giornalista Luca Telese ricostruisce i suoi ultimi istanti di vita e rivela un aneddoto macabro. Durante una veglia nella piazza antistante la storica sezione del MSI di Acca, un signore distinto si avvicina ai camerati raccolti intorno alle chiazze di sangue lasciate dai tre cadaveri di quella giornata di follia e domanda: «Scusate, quale di questi è il luogo dove è caduto Stefano Recchioni?». Glielo indicano, lui ringrazia e resta in silenzio. Quel signore fa di cognome Recchioni ed è il papà di Stefano.

Il capitano dei carabinieri Edoardo Sivori aveva fatto fuoco ad altezza uomo, lasciando a terra il ventenne Stefano. In realtà, è il delirio a scandire gli attimi degli scontri: i ragazzi missini sono in strada a urlare tutta la rabbia per la morte dei “camerati” Franco e Francesco, vittime di una mitraglietta Skorpion appartenente ai sedicenti “Nuclei Armati di Contropotere Territoriale”, si sparano lacrimogeni e spuntano le spranghe. Il carabiniere vorrebbe sparare, ma gli si inceppa la pistola, prende in prestito l’arma del suo attendente e fa fuoco centrando Recchioni in fronte. Le versioni sulla morte del giovane neofascista sono diverse e, nell’antologia del presunto depistaggio, rientrano anche gli interventi in aula dell’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga. Francesca Mambro (ex NAR accusata, tra l’altro, della strage alla stazione di Bologna) racconta quell’episodio come il suo “battesimo del fuoco”: dopo la morte di Stefano per mano di uno “sbirro”, «decisi di non farmi trovare più disarmata». Il carabiniere se la cava giacché il giudice istruttore scrive nella sentenza che «è da escludere ogni possibile riferibilità dell’azione, pur adombrata dai giornali, al capitano Sivori». Cossiga però rivela a Telese un retroscena inquietante anche a distanza di tempo: preso dal panico, Sivori ha sparato per davvero, dopo l’uccisione era in stato confusionale e temeva ritorsioni contro sé e la propria famiglia. Su consiglio di Cossiga, l’Arma lo mandò in vacanza per un po’.

Riecco Eduardo o Edoardo Sivori, oggi appassionato di politica. Il Generale Sivori sostiene di rappresentare chi non ha voce per conto del nascente “Partito delle Aziende – Piccolo e Medie Imprese”. Il dirigente del partito delle Aziende è nell’isola siciliana ed arringa il pubblico con fare imperioso: «Chi parla di Sicilia per sentito dire, grazie, è meglio che stia zitto». A Sivori, che incentra il proprio intervento sulle scarse risorse di cui le forze di polizia sono dotate e racconta di non sentirsi rappresentato da alcun esponente della classe dirigente, scappa una battuta infelice: «La politica è superiore alle stesse istituzioni. Le istituzioni senza politica sono come un palazzo vuoto, senza nessuno. Sono come un cadavere: dentro ci sono soltanto i vermi». Il generale difende le istanze delle forze armate cui vorrebbe destinare molti più fondi, scherza circa l’ultima guerra vinta -a suo dire- dall’esercito patrio: «si tratta della terza guerra punica». Ma a notare la nuova sincera militanza ed il rientro sulla scena pubblica del carabiniere ci pensano i militanti di Forza Nuova, il partito di Roberto Fiore. Nel frattempo il 26 e 27 novembre a Roma, nello storico teatro Capranica si celebra il congresso costituente del PdA: non mancano ovviamente le polemiche (sul web è sorta tutta una polemica sull’inopportunità del protagonismo di Sivori).

L’adunata degli “aziendalisti” è teatro di una colorita contestazione. I forzanovisti interrompono i lavori dell’assemblea costituente, semideserti - c’è da dire - a giudicare dalla poltroncine vuote, e urlano la propria indignazione verso «l’assassino impunito di un giovane patriota». I militanti romani dell’organizzazione dell’ultradestra srotolano i propri vessilli e la buttano in caciara. È singolare e pittoresco, ma l’oratore che regge il microfono al momento dell’irruzione, pur di sedare le urla dei ragazzi di Lotta Studentesca capitanati dal Coordinatore romano di FN, Gianmaria Camillacci, prova a difendersi con un’argomentazione sentimentale: «Anch’io arrivo dall’estrema destra». I ragazzi controbattono: «Ma quale destra estrema, tu sei un massone», alludono invero al coinvolgimento di Riccardo Sindoca, tra i promotori del neonato partito, nell’inchiesta della procura di Genova sulla ricostruzione dell’organizzazione clandestina “Gladio” con annessa “polizia parallela”. A voler rimestare nel torbido, ci sarebbe di che divertirsi: Sindoca è stato assolto dall’accusa formulata dal PM genovese, ma tra gli imputati dello stesso processo figurava Gaetano Saya (prosciolto anche lui, dopo l’arresto nel 2005), oggi leader del Nuovo Movimento Sociale e delle Camicie Ocra, autoproclamatosi “Capo degli Ultranazionalisti Italiani”. Il personaggio è noto per aver tentato di mettere in piedi una sorta di guardia nazionale dedita alle ronde e per aver stretto un’alleanza con il deputato “responsabile” Mimmo Scilipoti.

Il segretario Fiore ha preso carta e penna ed ha scritto alla redazione di “Chi l’ha visto?”. «Considerando abbastanza strano il fatto che, l’allora carabiniere Sivori, non solo non abbia scontato neanche un giorno di pena per un omicidio perpetrato a sangue freddo davanti a testimoni, ma che sia stato addirittura fatto assurgere al rango di Generale dell’Arma, ci appelliamo alla vostra professionalità e alla vostra obiettività affinché voi possiate preparare e condurre un’ inchiesta sul perché tali crimini, così efferati, siano rimasti impuniti ed anzi, a quanto pare, considerati come delle tacite medaglie al valore». La redazione dello storico programma Rai non ha replicato alla missiva dei neofascisti, e la proposta è caduta nel silenzio per ora . Un servizio dello scorso novembre di “Agorà” documenta la telefonata in diretta al meeting del partito delle aziende dell’ex premier Berlusconi, per dire le entrature del neonato movimento.


Stranieri e voto, sempre più business

19 marzo 2012

La posizione di Movimento Libero Iniziativa Sociale relativamente al voto agli stranieri, è politica. MLIS è contrario al voto degli stranieri in Italia, sia amministrativo che politico, come a quello dei cittadini italiani residenti all'estero. Come non vogliamo, per una serie di motivazioni che abbiamo elencato in un comunicato precedente, che un cittadino rumeno vada a decidere le sorti di un paese di cui non conosce niente, così non vogliamo che "''Nzino Uttacola", cittadino di Sezze residente in Olanda, vada a decidere per gli olandesi di Castricum, ridente paese sul Mare del Nord, di cui non sa niente. E la nostra è una posizione condivisa da tanti movimenti europei con cui ci confrontiamo e con cui siamo in contatto, dalla Francia alla Romania, dalla Spagna alla Germania. E' tutta un'area favorevole all'Europa dei Popoli e non a quella delle Banche, dei Mercanti e dell'Alta Finanza.

E' inutile girarci intorno: questa corsa all'iscrizione di stranieri nelle liste elettorali aggiuntive, per favorire più il voto attivo che quello passivo, non è dettata da motivi di carattere umanitario, ma da meri calcoli elettoralistici. A tutt'oggi ci risulta che il numero di stranieri iscritti abbia già superato le 500 unità. Da qui alle elezioni quanti altri ne conteremo? Così come lo straniero ha offerto il destro per il business dei rifugiati e per il fenomeno del lavoro irregolare e degli affitti in nero, che ha favorito una economia sommersa che sfugge a tutti i controlli, nel contempo sta dando la possibilità a politici senza scrupoli di raccogliere e gestire voti facilmente condizionabili. Sappiamo che tutto ciò avviene in forza di una legge, ma questo non sta a significare che MLIS non possa contestarne lo spirito ed i risvolti negativi. Qualcuno vuole negarci questi diritti? Qualcuno vuole negarci il diritto che abbiamo, come movimento politico e come cittadini, di andare a verificare nelle sedi deputate che il tutto avvenga nella massima trasparenza? Una nostra delegazione si è già recata presso il Comune di Sezze a colloquio con il dirigente dell'Ufficio Anagrafe e l'impressione ricevuta è che quantomeno si sia agito finora con una qualche "superficialità". 
Ma si rendono conto i cittadini stranieri residenti a Sezze che vengono considerati alla stregua di meri numeri e che ai politici che li indirizzano, della loro situazione interessa poco o niente? Diciamolo molto chiaramente: quella che noi abbiamo definito "corsa all'iscrizione nelle liste elettorali aggiuntive" non ha niente di spontaneo. Qualcuno di loro è stato "incaricato" di raccogliere adesioni e va in giro per il paese facendo sottoscrivere la specifica modulistica a persone spesso ignare di quello che sta accadendo. I primi a doversi sentire offesi se non umiliati, per essere considerati solo carne da voto, dovrebbero essere proprio quegli stranieri sulle cui spalle una classe politica irresponsabile vuole continuare a costruire le proprie fortune. Chi chiude gli occhi davanti a questa preoccupante situazione, nel vano tentativo di rispondere non a ciò che abbiamo detto ma a quello che avrebbero voluto sentirci dire, è in malafede. Soprattutto nei confronti dei suoi concittadini, essendo ben consapevole di essere strumento nelle mani di qualcuno.

Ci interesserebbe sapere come si fa a sostenere, ben prima della presentazione delle liste, che la nostra posizione sarebbe dettata da calcolo elettorale. Noi non siamo sponsor di nessuno se non delle nostre  idee.


Sezze, dal business dei rifugiati a quello del voto

14 marzo 2012

Gli stranieri, tutti coloro che non hanno cittadinanza italiana, non dovrebbero andare a decidere le sorti di un paese del quale non sanno niente, rispetto al quale sono assolutamente estranei: è questa la posizione di Movimento Libero Iniziativa Sociale sulla  questione " voto agli immigrati". Lo stesso pensiamo degli italiani che risiedono all'estero. Non è giusto che persone del tutto avulse rispetto al tessuto sociale, alla storia, alle tradizioni, alla cultura della realtà che li ospita, possano andare ad incidere profondamente sulle istituzioni locali.
A Sezze, in vista delle amministrative, si stanno semplicemente facendo dei calcoli elettorali: c'è una corsa  ad iscrivere quanti più stranieri possibili nelle liste, al fine di dare loro la possibilità del voto attivo e passivo. Non c'è niente di tollerante e democratico in questo, anzi. Siamo passati dal "business dei rifugiati" al "business del voto". Gli stranieri, per politici irresponsabili e senza scrupoli, stanno rappresentando solo dei numeri. Lo dimostra ampiamente l'assoluta mancanza di una politica per l'immigrazione. Sono anni che la città più popolosa ed importante dei Monti Lepini si trova al centro di un flusso immigratorio di proporzioni  non sostenibili. La percentuale degli stranieri è ormai elevatissima rispetto a quella della popolazione autoctona, tanto che riferendosi ad essa si potrebbe parlare di una vera e propria invasione. Alla portata di questo flusso non è corrisposta un oculata azione amministrativa  tendente a controllarlo, a facilitare l'inserimento e ad arginarne gli eccessi, che nel tempo si sono verificati e continuano a verificarsi. Così si arriva al paradosso di un sindaco, Andrea Campoli, che non ha portato alcuna solidarietà al suo concittadino selvaggiamente pestato a scopo di rapina da due stranieri, ma che non ha mancato di presenziare, insieme ad altri amministratori, ad una manifestazione tenuta qualche giorno dopo dalla comunità rumena di Sezze. Come, d'altra parte, non ha speso una parola per la violenta rissa sviluppatasi in pieno giorno nelle zone centrali della città, fra gruppi opposti di stranieri, che ha visto spettatori increduli e preoccupati tanti sezzesi.
Tutto ciò non è avvenuto e non avviene per caso. Si sono provocate, si tollerano e si incentivano certe situazioni, ben sapendo che si tratta di persone in stato di precarietà e quindi facilmente condizionabili. Si passa quindi da una economia in nero, quella che va dagli affitti fino al lavoro irregolare, per arrivare al "ricatto elettorale".
Partendo dal presupposto che la legge elettorale vigente è una vera e propria vergogna che non tiene assolutamente conto dell'autodeterminazione di un popolo,  il tutto sta avvenendo nella piena legalità? L'iscrizione di questi stranieri nelle liste elettorali aggiuntive, sembra che se ne stiano contando a centinaia, è veramente trasparente e cristallina? Sono stati azionati i dispositivi di controllo? Qualcuno sta pensando anche ai sezzesi?
Movimento Libero Iniziativa Sociale si attiverà per delle verifiche.


Sezze merita un progetto alternativo?

15 febbraio 2012

Nell’ultima fase dell'amministrazione a guida Andrea Campoli, le tante deficienze emerse nei diversi settori si sono evidentemente palesate nelle vicende, anche di interesse giudiziario, degli ultimi mesi. Vicende che hanno evidenziato, dal centrodestra al centrosinistra, metodi amministrativi almeno discutibili. L'enorme flusso di denaro che è arrivato alla città di Sezze, per finanziare progetti disparati, da quelli di edilizia a quelli di carattere "sociale", non ha avuto ricadute positive sulla cittadinanza, anzi. Stando così le cose, a chi ha giovato?
Movimento Libero Iniziativa Sociale, che ha puntualmente sollevato nelle giuste sedi gli interrogativi riferiti a questo flusso di denaro, svolgendo un'azione di controllo cui altri si sono interessatamente sottratti, è ben consapevole della necessità di un cambiamento radicale nella gestione della res publica. A tal fine ha intensificato una serie di contatti sul territorio, finalizzati a verificare la possibilità di mettere in campo una iniziativa politica veramente efficace allo scopo di voltare pagina. Ci sono arrivati inviti da più parti, soprattutto da chi ha seguito e condiviso nel corso di questi anni il nostro impegno su alcune specifiche problematiche, dalla battaglia contro l'ecomostro dell'Anfiteatro a quella sulla gestione Astral, da quella sul Monastero delle Clarisse a quella per la SR 156, da quella sull'immigrazione a quella sui servizi ospedalieri, a scendere in campo per un progetto alternativo. 

Dobbiamo sottolineare che gli approcci avuti finora non si sono limitati ad espressioni locali, ma si sono estesi a sigle politiche nazionali. A fronte di una disponibilità di massima da parte nostra, su un punto siamo stati e restiamo particolarmente fermi: stando alle esperienze di questi anni, va seriamente verificato se esistono un humus ed un tessuto sociale capaci di recepire dei segnali forti indirizzati verso l'indispensabile cambiamento. Perché se è vero che in tanti ci hanno detto e ci dicono "avete ragione", è ancora più vero che a Sezze sulle elezioni si sono fatte sentire sempre troppe pressioni. Per far comprendere l'assurdità del "sistema Sezze" sarebbe sufficiente riportare l'esempio della gestione del ciclo idrico e fognario da parte della Dondi spa. Per decenni i cittadini se ne sono giustamente lamentati, salvo poi votare puntualmente per quei politici che hanno portato a Sezze la ditta di Rovigo. Quegli stessi che dopo più di 20 anni dicono di volerla cacciare. E i sezzesi? Hanno finalmente recepito che da decenni vengono presi in giro sempre dalle stesse persone o dai portatori degli stessi interessi?
A noi è questo che preme: riuscire a capire: se i cittadini lo hanno capito. Se è così può scendere in campo anche un progetto politico serio.


Sezze, tempi nuovi e politica vecchia

19 gennaio 2012

Nel momento in cui a Sezze, nell'ambito delle "grandi manovre" pre-elettorali, si attraversa la fase del reciproco rinfacciarsi i diversi cambi di casacca, è giusto ricordare che il candidato sindaco del centrodestra nelle amministrative del 2007, recentemente tornato all'ovile del centrosinistra, ebbe il beneplacito della lista di Alessandra Mussolini e l'appoggio incondizionato del ministro di AN Giorgia Meloni, entrambe accorse nel centro lepino per manifestazioni di sostegno a quella candidatura. Una scelta così oculata e talmente "di destra", che oggi quel candidato, insieme ad eletti in Forza Italia, è parte integrante della maggioranza dell'attuale sindaco PD e ne sosterrà la prossima ricandidatura, con qualche altro eletto in un centrodestra "parallelo" dopo avere ricoperto incarichi di rilievo nelle giunte rosse, naturalmente in compagnia di quel candidato sindaco del centrodestra "ufficiale". Nel contempo il PDL continua ad essere guidato da qualcuno proveniente da Rifondazione comunista. Una situazione che potrebbe apparire altrove ingarbugliata, a Sezze rappresenta la normalità.
Se lo sforzo dei partiti, per chi ancora ci crede, dovrebbe essere quello di rendere meno artificioso il panorama politico, in questa città quale è invece il problema? Dando fede alle liti nel pollaio, è rappresentato dal posizionamento dell'UDC, che tutti tirano per la giacca. Ma stando alle linee di politica nazionale, il partito di Casini non dovrebbe essere posizionato in un terzo polo, con API e FLI, teoricamente alternativo a PDL e PD? E poi, se  sta al governo della Regione Lazio con la Polverini ed in provincia di Latina con Cusani, non sarebbe più logico, nella sua logica, per un partito così attento agli "equilibri" ed alle poltrone, allearsi a Sezze con il PD, giusto per "bilanciare"ed andare anche qui in soccorso dell'annunciato vincitore?
Mentre l'UDC gioca al rialzo, tentando di far passare nel dimenticatoio lo scandalo "rifugiati politici" che lo vede protagonista, chi rappresenta Rutelli si è posizionato, precedendolo nel sostenere Campoli, dopo avere abbandonato FI e Nuova Area. E l'IDV? Dopo aver chiesto in diverse occasioni le dimissioni dell'attuale sindaco, molto coerentemente lo sta sostenendo e lo sosterrà, mandando a farsi benedire i propositi di Antonio Di Pietro.
Da tutto questo si evince chiaramente che appaiono tutt'altro che politiche le motivazioni alla base delle scelte dei diversi partiti locali, spiegabili soltanto con un coacervo di interessi che li lega indissolubilmente nella difesa di uno status quo, che si ripropone nel tempo, immodificabile. Partiti non solo portatori e difensori di interessi che non sono del popolo, ma ormai vecchi, se non stantii. Superati dai tempi e da una situazione drammatica a livello sociale ed economico, che loro stessi hanno provocato. Saranno i tempi nuovi a spazzarli via, come stanno chiaramente dimostrando i movimenti che nascono spontaneamente sul territorio, in funzione antipartitocratica, dalla Sicilia alla Sardegna, dal Movimento dei Forconi e di Forza d'Urto a quello dei Pastori Sardi. Movimenti spontanei, sinceramente antipartitocratici, non come certi poli che nascono a Sezze, fatti da aggregazioni artificiali, che rappresentano solo la brutta copia di quei partiti, di cui hanno le stesse finalità.
Movimento Libero Iniziativa Sociale guarda al futuro, ai tempi nuovi ed ai nuovi impegni che si prospettano.

anno 2012

INIZIATIVA SOCIALE