Movimento politico

INIZIATIVA SOCIALE 

anno 2008

www.lavocelibera.it

per chi ha deciso di non ... mandare il cervello all'ammasso

Ufficio Stampa  

 


Dondi, solo chiacchiere e distintivo

19 dicembre 2008

A proposito di depurazione nel Comune di Sezze, per intenderci quella che avrebbe dovuto garantire la Costruzioni Dondi Spa, e relativamente ai rimborsi agli utenti non ancora predisposti, riteniamo che sia arrivato il momento di tagliare la testa ad alcuni tori. Innanzi tutto è necessario intervenire su quella del geom. Maurizio Russo, che in qualità di concessionario del servizio continuerebbe a sostenere l'avvenuta depurazione. Ricordiamo a lui, ma soprattutto agli amministratori che dovrebbero tutelare gli utenti, che lo stesso, come da atti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina di Maggio 2003, risulta indagato " per avere, nella qualità di concessionario del servizio pubblico di depurazione delle acque reflue urbane della rete fognaria del comune di Sezze, mediante l'attivazione di un by pass alla condotta di rete fognante di adduzione all'impianto di depurazione di Sezze Casali, immesso nel torrente Brivolco, affluente del fiume Ufente, liquami privi di trattamento depurativo". Nel medesimo atto, si può leggere che l'indagato " non effettuava la depurazione di tutte le acque reflue affluenti all'impianto di depurazione di Sezze Casali, omettendo così di garantire il servizio pubblico essenziale di depurazione". Un "andazzo" normale per la depurazione a Sezze: è così che il "servizio" è stato assicurato. Nel corso di questi anni diversi sono stati gli accertamenti effettuati dalle autorità preposte sui due impianti locali e la loro situazione precaria ed insufficiente è nota. Non a caso il Comune di Sezze è chiamato a dotarsi di impianti di depurazione nuovi e finalmente efficaci. Diversamente, perché investire milioni di euro sulla depurazione? La nostra sensazione è che i vari amministratori locali, ad iniziare dal sindaco Andrea Campoli e dall'assessore Pietro Bernabei, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che prevede il rimborso delle tariffe indebitamente sborsate dagli utenti, stiano facendo melina. Pur conoscendo le condizioni dei depuratori, pur sapendo che il servizio non è stato fornito o lo è stato in maniera del tutto insufficiente, ancora non provvedono a diffidare la concessionaria. Piuttosto che tutelare gli utenti, come ci si attenderebbe in una situazione normale, proseguendo sulla falsariga di tutti questi anni continuano a tutelare la Dondi, permettendo che il rappresentante geom. Russo continui ad affermare a brutto muso che il servizio è stato garantito. Perché? Perché gli amministratori sono stati zitti dal 1993 ad oggi e continuano ad assumere un atteggiamento di basso profilo nei confronti della concessionaria? Non vorremmo pensare che si stia tentando di coprire qualcosa che solo chi ha consegnato Sezze alla Dondi Spa conosce. Ed è questa la seconda testa di toro da tagliare, quella di certi amministratori. L'ultima appartiene a chi avendo ricoperto incarichi nelle maggioranze di sinistra a Sezze, anche di presidenza della commissione Assetto del Territorio, oggi, facendo il pesce in barile, trovandosi a fare l'oppositore tra le file berlusconiane, vuole apparire paladino degli utenti gabbati. Ai cittadini di Sezze, che purtroppo godono di memoria corta, ricordiamo allora di non dimenticare che quando la vera destra setina era impegnata nella battaglia contro la gestione fallimentare dei servizi idrico e fognario, costoro sedevano dall'altra parte non perdendo occasione per provocare dai banchi che occupavano chi si batteva per la giusta causa. Questione di convenienza.


Fondo vincolato e canone depurazione: top secret

11 dicembre 2008

Mentre aumentano le polemiche tra amministrazione regionale ed amministrazione provinciale di Latina riferite all'ATO, gli amministratori del Comune di Sezze continuano a fare i pesci in barile sulla questione, per loro spinosissima, Dondi e canoni di depurazione. Il Comune "grazie" alla gestione dei servizi relativi ai cicli idrico-fognario da parte della Spa di Rovigo, ha goduto finora di una sorta di extraterritorialità, che si è risolta in continui abusi ormai tollerati da quindici anni. A farne le spese sono stati soltanto i cittadini utenti di quello che, è provato, è un disservizio. Di fronte alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 10 Novembre 2008, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell' articolo 14, comma 1 della legge Galli (n.36 del 1994) e dell'articolo 155, comma 1 primo periodo del dlgs n. 152 / 2006  (il cosiddetto codice ambientale), nella parte in cui prevedono che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione " è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi ", il Comune di Sezze può continuare a fare come lo struzzo? NO! Visto però che dei rimborsi riferiti alle relative quote di tariffa indebitamente incassate non ne parla, occorre rinfrescare le idee al sindaco Andrea Campoli, all'assessore Pietro Bernabei, ai loro colleghi di giunta ed a tutti i consiglieri comunali. Rammentiamo a costoro che a rafforzare la suddetta sentenza è arrivato il parere n. 386, depositato lo scorso 21 Novembre 2008, con cui la Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Calabria ha chiarito gli effetti pratici che scaturiscono dalla sentenza n. 335. Li elenchiamo per sommi capi: il cittadino utente che non ha ricevuto per assenza o temporanea inattività del depuratore il relativo servizio, può proporre istanza di rimborso. Il gestore e l'amministrazione devono disporre il pagamento della relativa quota della tariffa indebitamente incassata. Dato che le amministrazioni comunali devono tempestivamente rettificare le liste di carico inerenti i canoni di depurazione e rettificare anche gli avvisi bonari o coattivi inviati agli utenti morosi e che addirittura si deve prevedere nel bilancio apposito capitolo di spesa il cui stanziamento dovrà essere definito sulla base delle istanze pervenute o che si presume perverranno, perchè il Comune di Sezze tarda a diffidare la concessionaria Costruzioni Dondi Spa? Non si meni il can per l'aia con i soliti " vedremo, verificheremo", come quelli che l'assessore Bernabei sta già recitando, perchè la situazione della depurazione a Sezze è ben chiara. Vada ad informarsi presso la Procura della Repubblica o chieda delucidazioni al geometra Maurizio Russo, che qualche problemino nel merito in Tribunale ce l''ha. Ma è anche un'altra la questione che ci preme e che torniamo a riproporre dato il silenzio tombale con cui la si vuole ricoprire. Ci riferiamo a quei 4.500.000 euro, centesimo più centesimo meno, che la concessionaria avrebbe dovuto per legge accantonare in un fondo vincolato: si tratta di quel 20 % in bolletta pagato per una depurazione inesistente o insufficiente, che deve essere obbligatoriamente investito per dotare il territorio comunale di nuovi depuratori o per adeguare i vecchi. Lo abbiamo già chiesto e nessuno ci ha risposto: dove è depositato il fondo? Perchè non viene pubblicizzato e reso noto ai cittadini che quei soldi hanno sborsato, il relativo rendiconto storico? Perchè nessuno ci risponde? Un chiarimento lo possiamo fornire noi ai sezzesi: se ancora in questo comune troviamo in bolletta la voce depurazione, mentre tanti comuni in tutta Italia rispettosi della legge si stanno addirittura organizzando per i rimborsi dovuti, la responsabilità è del sindaco Campoli e del suo assessore Pietro Bernabei. Le responsabilità pregresse appartengono alla storia di questo paese e sono quelle di chi ha messo nelle mani della società veneta il patrimonio costituito dall'acquedotto comunale, costringendo i cittadini in un vicolo cieco. A chi è giovato? Non certo a chi ha dovuto subire servizi inefficienti e bollette salatissime.


Piazzale Anfiteatro troppo pericoloso

9 dicembre 2008

Piazzale Anfiteatro: una questione da risolvere urgentemente. Area parcheggio? Area mercato? Di sicuro, attualmente è una sorta di circuito automobilistico-motociclistico, affrancato da qualsiasi tipo di controllo. Un'area completamente fuorilegge dove il codice della strada non ha alcuna funzione. La notizia è recente: sabato notte si è sfiorata la tragedia. L'ennesima automobile guidata in maniera pericolosa è piombata addosso a due giovani sedicenni, uno dei quali è stato ferito in maniera grave. Si tratta di una situazione che si trascina ormai da anni. Ogni notte la vasta area diventa palestra di esibizioni di auto e moto, con sgommate, impennate e gare di velocità. Le conseguenze, anche per chi risiede in zona, sono facilmente immaginabili. Rumori assordanti, grida, musica sparata a tutto volume, impediscono a tanti il sonno. Per non parlare della pericolosità oggettiva che grava su tutta la zona: quello di sabato non è stato il primo incidente. Si tratta quindi di un problema di carattere sociale, che amministrazioni finora latitanti e direttamente responsabili, non hanno affrontato. Ma l'area dell'Anfiteatro cosa rappresenta? Non è un parcheggio, perché in tutta la vasta zona non esiste segnaletica che determini le aree di sosta. Tutto è lasciato al caso. L'omologazione dell'intera area esiste? A cosa si riferisce? Dovrebbe essere un'area mercato ed effettivamente, anche se in maniera carente, sull'asfalto sembrerebbero indicati i punti per i diversi ambulanti, che il sabato arrivano in città. 

Ma si può ritenere effettivamente tale una zona dotata esclusivamente di qualche striscia di vernice, però priva dei servizi essenziali di cui un mercato deve essere dotato, a cominciare dai bagni per finire al servizio idrico? Tutta l'area, comprensiva anche della strada adiacente, appare come un monumento alla imbecillità. Come è possibile concepire una via che all'improvviso ti fa ritrovare in piena carreggiata una fila di alberi o una cabina elettrica? Come è possibile che a delimitarla siano delle aiuole disegnate in verticale rispetto alla lunghezza, invitanti all'alta velocità? Se è area mercato perché le aiuole di cui sopra non sono state realizzate in orizzontale e non corrispondenti l'una all'altra, al fine di evitare esibizioni da piloti di formula uno? Possibile che l'attuale amministrazione Campoli, come la precedente di Zarra, non è capace di creare almeno le condizioni minime per una sicurezza stradale? Non possiamo dimenticare l'estrema faciloneria con la quale la coppia Martella -Zarra procedette alla bitumazione del piazzale, con il solo intento di far apparire che si stesse facendo qualcosa. L'operazione venne propagandata alla grande. Ma quello è un parcheggio? Se è così, facciano conoscere alla cittadinanza le obbligatorie progettazioni e relative omologazioni e se esistono procedano, se possono, alla delimitazione degli spazi, con adeguata segnaletica verticale ed orizzontale. E si sbrighino, perché allo stato dei fatti tutta l'area dell'Anfiteatro oggi rappresenta un enorme pericolo. Cosa aspettano? Che ci scappi il morto? Intervenendo su tale questione  il nostro Movimento raccoglie le istanze di tanti abitanti nella zona delle Piagge Marine, ma anche di altre zone della città che quell'area si trovano a frequentare e che attendono delle risposte urgenti. L'incidente di sabato ha evidenziato inoltre altre carenze di cui la nostra città soffre, che meriterebbero ulteriori attenzioni. Alla mancanza di controlli notturni, o ad una insufficienza di essi, corrispondono le carenze del locale nosocomio: ormai per salvarti devi solo sperare che l'ambulanza non sia impegnata altrove. Naturalmente per essere trasportato nell'ospedale più vicino a quello che una volta esisteva a Sezze.


Dondi, Giorgi e Palazzo Roma

28 novembre 2008

Nessuno meglio di Giovan Battista Giorgi sa come sta la questione Dondi, se non non altro per il fatto che la sedia di consigliere comunale ce l'ha da sempre sotto le terga. Quindi c'era anche quando la ditta di Rovigo è arrivata a Sezze. E la Dondi a Sezze, insieme a quelli del PCI e del PSI, ce l'ha portata anche lui. Siamo perciò sicuri di poter dire che meglio di Giorgi nessuno sa. Eppure, proprio in questi giorni, quando il caso è riesploso a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato "irragionevole" l'articolo 14 della legge Galli, lui si interessa del "Palazzo Roma". Per chi non lo sapesse, dovrebbe essere la struttura in Via Roma dove è ospitato l'ufficio commercio. Per intenderci, a pochi metri dal palazzo che un tempo ospitava l'Ufficio Registro (questo si, bisognoso di interventi risolutivi) e che è a rischio crollo. Innanzitutto ci sembra anomalo questo grande ascendente di Giorgi sul consiglio regionale: lui che consigliere regionale non è, sarebbe stato in grado di ottenere il finanziamento per la ristrutturazione. Proprio Giorgi ,che quando lo è stato non è che abbia brillato per i grandi fondi fatti arrivare a Sezze. Ma tant'é: a sentirsi umiliati dovrebbero essere i vari Moscardelli e Di Resta, rappresentanti del PD alla Regione Lazio, che, evidentemente, contano meno di chi alla Pisana non siede. Non vogliamo pensare che certi argomenti vengano tirati fuori ad orologeria per oscurarne altri. Certo però, vedere passare in secondo piano una questione come quella della gestione Dondi, a causa della quale il Comune rischia il dissesto finanziario, a favore di argomenti ameni, lascia interdetti. D'altronde conosciamo il forte "ascendente" di Giorgi su certa stampa locale. Quando si parla di lui, se ne deve parlare solo bene. Come dimenticare i silenzi dei giornali provinciali sulla vicenda Astral, quando ad occuparsene era solo un quotidiano nazionale? Come dimenticare le paginate di solidarietà a suo favore, quando dell'argomento non avevano nemmeno riportato una virgola? Ma le cose stanno così. A Sezze riesplode il caso Dondi, noi tiriamo fuori la questione del fondo vincolato, e Giorgi fa parlare del "Palazzo Roma". Una vecchia volpe,un pesce in barile o uno che sbaglia i tempi amministrativi? Semplicemente uno che sa il fatto suo. Anzi i fatti suoi. In conclusione sottolineiamo che fu proprio Giorgi, all'epoca presidente del consiglio comunale, a negare l'autorizzazione per un referendum consultivo sulla gestione Dondi.


I cittadini hanno già pagato il depuratore

22 novembre 2008

Il nostro Movimento è già intervenuto, in merito all'annosa questione della gestione del servizio idrico-fognario, su una particolare problematica, che nessuno intende affrontare. E' ormai noto che nel Comune di Sezze i depuratori  non hanno funzionato o sono stati del tutto insufficienti, tanto che oggi è necessario intervenire con impianti nuovi per ovviare alla situazione di inquinamento ambientale. Ciò sta a significare che i contribuenti hanno pagato un servizio di depurazione che non è stato fornito o che è stato del tutto carente. Alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 335 / 2008  i contribuenti debbono non solo non pagare il servizio se esso non viene fornito o è carente, ma addirittura ottenere indietro quanto indebitamente pagato in precedenza. Ma è anche un'altra la questione che abbiamo sollevato e che merita delle risposte serie, cioè quella relativa al fondo vincolato che la legge Galli, sulla quale ora è intervenuta la Corte, imponeva ai gestori affinché venisse poi utilizzato per la costruzione di nuovi impianti di depurazione o per l'adeguamento di quelli esistenti se insufficienti. Fondo costituito dalle somme versate dai cittadini per la depurazione non fornita o carente, che andavano accantonate. Abbiamo fatto dei calcoli approssimativi, anche perché abbiamo letto di somme ridicole che qualcuno sta facendo artatamente circolare, riferite a questo fondo. Interveniamo per fornire dei dati. La Costruzioni Dondi Spa di Rovigo gestisce i servizi relativi ai cicli idrico e fognario nel Comune di Sezze dal 1993. Si tratta di 15 anni di gestione. Ha incassato verosimilmente, e si tratta di calcoli fatti da noi in difetto, circa 3 miliardi annui di vecchie lire in bollette. Moltiplicando per 15, gli anni di gestione, arriviamo alla somma, sempre in difetto, di 45 miliardi di vecchie lire. Di queste somme il 20 % è riferito alla sola depurazione ( la fognatura ha una voce a parte). Quindi 9 miliardi di vecchie lire sarebbero state pagate dai cittadini per un servizio carente se non addirittura inesistente, tanto che oggi il Comune è costretto a dotarsi di nuovi impianti. Nove miliardi di lire corrispondono all'incirca a 4.500.000 euro. E' questa la somma che all'incirca doveva essere accantonata nel fondo vincolato previsto dalla legge. Parliamo di una cifra che oggi permetterebbe alla città di dotarsi finalmente di un impianto, senza farlo pagare nuovamente ai cittadini come si sta tentando di fare in questi giorni. I politici locali parlano di impianti futuristici che costerebbero alla collettività altri milioni di euro: perché nessuno solleva la questione di questo fondo vincolato? Nell' interesse della comunità di Sezze perché nessuno impone questa questione nella vicenda del lodo arbitrale? Perché chi se ne sta occupando non l'ha fatta e non la fa pesare? Tutto questo ci appare alquanto "strano". E' anomalo che chi dovrebbe tutelare i cittadini assuma invece atteggiamenti che fanno pensare ad altro. Come sezzesi esigiamo delle risposte. Venga reso pubblico questo fondo vincolato insieme all'estratto conto cronologico di esso.


Dove sta il Fondo vincolato?

22 novembre 2008  

Mentre i consiglieri comunali di Sezze e gli assessori si perdono in chiacchiere in merito alla questione relativa al nuovo o ai nuovi depuratori, volutamente evitano una questione fondamentale. Ci riferiamo ai fondi che dovranno essere utilizzati per l'opera da realizzare, a prescindere da quale sarà la soluzione che verrà adottata. Perché di una cosa non parlano: la cosiddetta "legge Galli" sulla quale si è recentemente pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 / 2008 modificandone completamente lo spirito, fissava un principio. Se è vero che prevedeva il pagamento della tariffa per la depurazione anche laddove i depuratori non esistevano o non funzionavano (cosa ritenuta adesso "irragionevole" dalla Corte) è altrettanto vero che stabiliva che i soldi pagati dai cittadini per un servizio inesistente o carente dovevano finire in un fondo vincolato, da utilizzare per nuovi impianti o per l'adeguamento di quelli esistenti. 

Che fine ha fatto il fondo vincolato nel nostro Comune? 

Dove stanno i soldi dei contribuenti sezzesi? 

È un argomento di cui nessuno parla. Tenendo presente che la Dondi Spa ha regolarmente incassato denari per un servizio di fognatura e di depurazione ampiamente carente se non del tutto assente, come dimostrato anche dalle inchieste giudiziarie, stiamo parlando di somme molto consistenti. 

Perché dovrebbero essere ancora una volta i cittadini che hanno subito un disservizio nel corso di tutti questi anni a pagare? 

Il depuratore o i depuratori nuovi vanno obbligatoriamente finanziati con il fondo vincolato. Se la Regione Lazio finanzia i nuovi progetti, è come se i Sezzesi pagassero due o tre volte il prezzo della opera stessa. 

Perché nessuno parla di questo fondo? 

A quanto ammonta e dove sta? 

L'assessore Pietro Bernabei che si sta riempiendo la bocca di chiacchiere in questi giorni, quale delucidazioni può fornire alla cittadinanza? E' giusto che si continui a far pagare il cittadino, mentre la società concessionaria non viene chiamata in causa? Ma che classe politica è quella che non difende i propri amministrati? Quali interessi sta difendendo l'assessore Bernabei? 

Abbiamo avuto modo di leggere un suo intervento a proposito dei soldi che la concessionaria, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, deve restituire ai cittadini. Dice l'assessore che essa è di difficile interpretazione. Ma quale difficile interpretazione, la sentenza è chiarissima! Gli ricordiamo poi, dato che ha fatto riferimento ad alcuni vicoli che insistono su Via del Guglietto, che tutta l'area di Sezze compresa nelle zone di Via Roma e Via Corradini, da Porta Romana fino a Porta Pascibella, è da anni che scarica a cielo aperto in diversi siti della Vallicella. 

E non si tratta dell'unica zona comunale non fornita dalle fogne. 

Si documenti l'assessore! Questo per quel che riguarda le zone assolutamente prive di fogne. Per le altre sa bene Bernabei, come confermato dalla Procura della Repubblica, che per anni la Dondi Spa ha bypassato i reflui nel depuratore di Sezze Casali scaricando direttamente nella valle del Brivolco. Come dovrebbe sapere in quali condizioni si trovi il depuratore di Sezze Scalo. 

Ma quale verifica caso per caso deve fare? 

Noi chiediamo la diffida della Dondi da parte del Comune, affinché come previsto dalla normativa vengano restituite ai cittadini le somme indebitamente incassate dalla concessionaria negli ultimi 5 anni ed eliminate le voci fognatura e depurazione dalle bollette fino a quando non verrà fornito il servizio e che si facciano uscire fuori i soldi del fondo vincolato, che sono soldi dei cittadini e con questi, non con altri soldi dei cittadini, vengano realizzati o adeguati i depuratori. 

Ed infine perché il Comune di Sezze non fa pesare questa situazione sul cosiddetto lodo arbitrale? 

Ora nessuno, a cominciare dall'assessore Bernabei, potrà dire domani "non sapevo". La realtà è che tutti sanno, ma nessuno parla come si dovrebbe parlare: discutono di altro per non andare nel cuore della problematica. Lo stanno facendo da 15 anni.


Depurazione, oltre al danno la beffa

18 novembre 2008  

Come ormai noto, con sentenza n. 335/2008 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14 della legge n. 36/1994 nella parte in cui prevede che la quota tariffa riferita al servizio depurazione è dovuta dagli utenti "anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi". Per effetto di tale sentenza l'applicazione della "tassa" fognaria e di depurazione da parte di quei comuni che non dispongono di un servizio di depurazione delle acque reflue oppure questo è anche temporaneamente inattivo, è da considerarsi illecita ed illegittima. 

Il Comune di Sezze è in modo evidentissimo tra questi comuni. Da anni paghiamo un servizio che non viene effettuato o che quando è stato fornito lo è stato in maniera del tutto insufficiente. Gli impianti di depurazione di Sezze Casali e di Sezze Scalo sono al centro di polemiche e di inchieste giudiziarie che si trascinano ancora oggi, senza risoluzione di sorta. Sono di questi giorni le sterili e strumentali diatribe dei diversi partiti e dei diversi rappresentanti politici che siedono in Consiglio comunale. 

Non si va però nel cuore della problematica. Già diverse aziende in tutta Italia, a seguito della sentenza n. 335, hanno deciso di sospendere l'addebito agli utenti del canone fognario e di depurazione, cosa che a Sezze ancora non fa la concessionaria Costruzioni Dondi Spa. Nella case degli utenti setini del locale " disservizio " continuano a pervenire fatturazioni comprensive di queste voci. Eppure tutte le famiglie, come è stato sancito dalla Corte Costituzionale, le quali hanno pagato bollette per imposta fognaria e di depurazione per un servizio in realtà inesistente o insufficiente hanno diritto non solo a non pagarlo più, ma addirittura a chiedere la restituzione di quanto versato negli ultimi 5 anni: si tratta di soldi percepiti indebitamente e che devono essere restituiti. Al di là dell'azione che può intraprendere ogni singolo utente, perché il Comune di Sezze ancora non procede a diffidare la Dondi Spa a sospendere nelle fatturazioni tali addebiti? Ai cittadini interessano poco le chiacchiere che si stanno facendo sui nuovi impianti di depurazione. 

A noi interessa recuperare quanto ci è stato sottratto e si vuole continuare a sottrarre illegittimamente. Riferendoci, infine, ai nuovi impianti che dovrebbero essere realizzati, facciamo una considerazione conclusiva: perché dobbiamo pagarli noi cittadini? Se la legge fino adesso in vigore prevedeva il pagamento del canone,nel frattempo fissava un principio: i soldi versati dagli utenti per un servizio che non veniva reso dovevano finire in un fondo vincolato, finalizzato all'adeguamento degli impianti o alla costruzione di nuovi. A Sezze non è stato così. Insomma, al danno si unisce la beffa, con la complicità di una classe politica inerme se non complice.


Al Sindaco del Comune di Sezze, Andrea Campoli

11 novembre 2008

Gentile Sindaco,

come avrà avuto modo di apprendere dalla stampa locale, ci stiamo attivando affinché venga dato il giusto riconoscimento della città ai due conterranei Cap. Pilota Riccardo De Angelis e Serg. Armiere Ubaldo Piccaro, caduti con il proprio aereo nella battaglia di El Alamein il 28 Agosto 1942, le cui salme sono state tumulate insieme nel cimitero del nostro Comune nel 1968 e lì riposano.

Dopo aver contattato i familiari, ne stiamo ricostruendo le vicende. Si tratta di storie dimenticate di giovani che hanno donato la propria vita alla Patria.

Ora che i tempi sono maturi, riteniamo che Sezze debba rendere loro onore.

Sicuri della sua sensibilità, le chiediamo la piena disponibilità a verificare insieme quale tipo di iniziative siano praticabili, ad iniziare dalla intitolazione di una piazza, una strada o un edificio pubblico ai due Soldati d’ Italia.

Distinti saluti

Lanfranco Coluzzi, Luigi Gioacchini, Paolo Perciballe

 

Testo integrale della missiva fatta pervenire al Sindaco del Comune di Sezze in data 10 Novembre 2008.


El Alamein, nessuna polemica

28 ottobre 2008

Lo ribadiamo: al Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed al Sergente Armiere Ubaldo Piccaro, caduti sul campo dell'onore ad El Alamein con il loro aereo, va reso il giusto riconoscimento. Abbiamo sentito come nostro dovere portare all'interesse dell'opinione pubblica la vicenda dei due Soldati d'Italia tumulati insieme nel Cimitero di Sezze, città dove avevano vissuto la loro giovane esistenza e da dove erano partiti per donare la vita. Piccaro era nativo di Sezze, De Angelis di Sonnino,ma sezzese di adozione. Sono due eroi misconosciuti, le cui figure vanno rivalutate e portate da esempio alle nuove generazioni. Abbiamo letto di un intervento polemico, nel merito, del presidente del circolo di AN di Sonnino, Luciano De Angelis, il quale fa sapere che nel suo comune è già stata intitolata una strada al Capitano De Angelis." Un atto-afferma- che non è stato pubblicizzato". E' proprio questo che non condividiamo. Noi abbiamo reso omaggio silenzioso, periodicamente, ai due caduti, presso la loro tomba. Pensiamo che i tempi siano maturi per un riconoscimento adeguato allla grandezza del loro gesto. E' per questo che, di concerto con il nipote del Sergente Piccaro, abbiamo iniziato un iter che vogliamo veda l'interessamento delle diverse amministrazioni, Comune di Sezze, di Sonnino e di Latina. Vogliamo fra l'altro rammentare a chi ci sembra essere intervenuto in maniera non costruttiva, che stiamo tentando di ricostrure le rispettive storie dei due nostri conterranei. All'esponente di AN intendiamo innanzitutto rammentare che per volontà delle rispettive famiglie, nel 1968 ci fu presso il Cimitero di Sezze una cerimonia ufficiale, presenti le massime rappresentanze dell'Aeronautica, per la tumulazione nello stesso sepolcro del Capitano e del suo Sergente. Da allora il loro ricordo è stato coltivato soltanto da pochi. Certamente i familiari, orgogliosi dei loro morti, e noi, che già da giovanissimi rendavamo loro omaggio. Il fatto che esista una strada di Sonnino dedicata a De Angelis ci fa certamente piacere, ma il nostro intento è altro: rivalutare nella giusta misura e nella grandezza delle loro vite le figure dei due Eroi. Non condividiamo il fatto che l'intitolazione di una strada ad un personaggio come il Capitano De Angelis sia avvenuta in sordina. Noi chiediamo, e qui vogliamo confrontarci con i Sindaci dei diversi comuni interessati, qualcosa in più. Così ad esempio abbiamo ufficialmente richiesto al Sindaco del comune capoluogo Vincenzo Zaccheo, esponente di spicco di AN, l'apposizione di una targa contenente i nomi di tutti i Caduti della nostra provincia nella battaglia di El Alamein, alla base del monumento sito al centro del Parco Arnaldo Mussolini. Ancora non abbiamo avuto riscontri. Al presidente sonninese di AN ricordiamo, perchè noi eravamo presenti, che il sindaco di AN Vincenzo Zaccheo, in occasione della manifestazione tenuta il 25 scorso presso il Parco Arnaldo Mussolini in ricordo della battaglia di El Alamein, non si è degnato di citare nemmeno qualche nome dei Caduti pontini, di citare almeno il Capitano De Angelis ed il Sergente Piccaro da noi portati agli onori delle cronache, dopo un oblio di decenni, proprio in tale occasione. Comunque non vogliamo certamente scendere nella polemica, il nostro è un intento costruttivo. Abbiamo invitato i Sindaci pubblicamente, tramite stampa, a contattarci, ad organizzare un primo appuntamento nel Cimitero di Sezze ed a studiare insieme le diverse possibilità. Staremo a vedere quale è la loro disponibilità, il loro interessamento e la loro sensibilità. Certamente di qualsiasi intitolazione e manifestazione si tratti, i nomi dei due non possono assolutamente essere separati.


El Alamein, scarsa partecipazione

24 ottobre 2008

Siamo dispiaciuti. Profondamente e sinceramente dispiaciuti. Perchè quando per la prima volta, nel comune capoluogo, Latina, viene organizzata una manifestazione in memoria degli Eroi di El Alamein, ampiamente pubblicizzata sul quotidiano del senatore Giuseppe Ciarrapico e sponsorizzata dal sindaco Vincenzo Zaccheo, ci si sarebbe potuto attendere un'adesione ampia. Non è stato così. Probabilmente anche se il tema, in terra pontina, è fortemente sentito, il Ciarra e il trasformista primo cittadino non sono apparse le personalità più adatte per parlarne. Piuttosto che aggregare il popolo intorno al Tricolore, hanno determinato un’assenza di massa. Da registrare soprattutto l’assoluta mancanza di giovani. Presso il Monumento ai Caduti del Parco Arnaldo Mussolini, insieme alle autorità, alle rappresentanze delle Associazioni combattentistiche e d'Arma, ai Carabinieri di servizio, agli addetti ai lavori, i partecipanti spontanei potevano contarsi sulle dita di due mani. Una vergogna. Una vergogna sulla quale qualcuno dovrebbe riflettere. 

Zaccheo e Ciarrapico avranno pure fatto l'ennesima passerella, ma certamente non hanno reso un degno omaggio ai nostri Caduti. Se è questa la capacità di aggregazione di tali personaggi, possiamo dire che rappresentano il nulla. I motivi di questa debacle possono essere soltanto due: o la gente si è finalmente resa conto che il sindaco di Latina, da abiura in abiura, non è credibile ed utilizza ad orologeria certi valori solo strumentalmente, oppure, a causa della sua inaffidabilità, ha allontanato i cittadini da questi valori. Comunque stiano le cose, un dato appare evidente: Zaccheo è solo, insieme ai suoi cortigiani. Tutto preso a curare interessi particolari che niente hanno a vedere con quelli pubblici. Lo ribadiamo, siamo dispiaciuti, perchè intorno ai Caduti di El Alamein si doveva chiamare a raccolta tutto un popolo. Se il popolo è mancato, è perchè si è reso conto che il primo, si fa per dire, cittadino, è probabilmente l'ultimo a poter tenere in alto la bandiera degli ideali di purezza e sacrificio.

Quella che poteva essere una grande manifestazione, si è rivelato un flop. Ma sicuramente anche i ragazzi che sono morti ad El Alamein non si sarebbero sentiti rappresentati, loro che volontariamente hanno donato la vita alla Patria, da chi ha fatto della politica un mezzo di rivalsa personale, di astio nei confronti di chi non gli china la schiena, di rancori verso chi ha maggiori capacità di lui, politiche ed intellettuali.

Noi che siamo stati  presenti alla disastrosa manifestazione, possiamo affermare, inoltre, di essere stati negativamente colpiti anche da un altro fatto. Non c'è stato il minimo accenno ai Caduti pontini nel deserto africano. Nessun ricordo, ad esempio, dei due Sezzesi ( il Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed il Sergente Armiere Ubaldo Piccaro) morti ad El Alamein. Nessuna risposta alla richiesta di apporre una lapide, alla base del Monumento, contenente i nomi di tutti i Caduti della nostra provincia nell'epica battaglia. Come abbiamo detto, per Vincenzo Zaccheo è stata solo una passerella. Restiamo addolorati per i Caduti e per le loro famiglie.


Dondi, ancora bufale

24 ottobre 2008

Class action, petizione popolare, pagamenti che non si sarebbero dovuti effettuare, inquinamento ambientale, depuratori che non funzionano ... e chi più ne ha più ne metta. Un deja vu : un film già visto. Come la sentenza della Cassazione riferita al comune di Gragnano ( Na). Cose già sentite, ripetute e messe nero su bianco. Da noi. Spacciare per "scoop" argomenti di cui già un anno fa, come riportato da tutta la stampa locale, parlava Iniziativa Sociale restando inascoltata, sa tanto di "pacco". 

O quantomeno lascia intandere a quale livello sia arrivata la malafede di taluni amministratori. Ai vari Antonio Vitelli o Serafino Di Palma ricordiamo che raccolte di firme tra i cittadini sono state già fatte. Presso il Comune di Sezze è stata depositata diversi anni fa, quando Di Palma amministrava insieme a Giovan Battista Giorgi ed Antonio Vitelli era assessore al bilancio, una petizione popolare sottoscritta da un migliaio di utenti con la quale si chiedeva che la gestione da parte della Costruzioni Dondi Spa di Rovigo dei servizi relativi ai cicli idrico e fognario nel comune di Sezze venisse sottoposta a referendum. 

La richiesta fu "democraticamente" respinta con un "niet" definitivo. Quando, molto prima di Vitelli, abbiamo tirato fuori la sentenza della Cassazione tramite la quale è stato sancito il principio che laddove la depurazione non viene effettuata l'utente non deve pagarla, non abbiamo trovato interlocutori. Tanto meno tra coloro che oggi vorrebbero fare i paladini sulla questione Dondi. Quando la destra di Sezze si batteva contro un depuratore che tutto faceva tranne che depurare, anche tramite pubbliche denunce, l'ex candidato sindaco della Casa delle Libertà stava dall'altra parte della barricata. Per non parlare dell'attuale consigliere comunale del PDL Vitelli, ex esponente di spicco del Pci - Pds - Ds. Non vogliamo con questo certamente portare acqua al mulino dell'attuale amministrazione di centrosinistra, ma solo invitare a riflettere. Chi siede in consiglio comunale o tra i banchi assessorili recita un teatrino ormai evidente. A seconda di dove i diversi rappresentanti decidano di schierarsi vengono tirate fuori strumentalmente determinate argomentazioni, buone sempre. Quando stanno in maggioranza difendono la Dondi, quando stanno in minoranza brandiscono la questione come una spada di Damocle. 

Tanto per rendere l'idea, sono anni, purtroppo, che denunciamo il caso relativo al cosiddetto lodo - Dondi, che sta esponendo pericolosamente le casse comunali. Quando lo facevamo, nel silenzio di tutti, riportando anche le relative cifre del buco, venivamo accusati di allarmismo. Oggi tutti, compreso quelli che ci definivano allarmisti, si sono resi conto che è una questione più  che reale. Basta poi fare una ricostruzione storica della vicenda, andare a rileggerne gli atti: vi sono responsabilità trasversali. Tanti tra quelli che hanno consegnato per trenta anni nelle mani della ditta di Rovigo l'acquedotto comunale, siedono ancora tra gli scranni della massima assise cittadina. A carte mischiate però, magari con uno scambio di sedie, dalla sinistra alla destra e dalla destra alla sinistra. E' tutto poco serio e poco credibile. Come credere a chi ieri osteggiava le nostre raccolte di firme ed oggi vuole farsi promotore di petizioni? Come credere a chi solleva come novità assoluta argomentazioni da noi sollevate da mesi?  Come credere a chi ha sottoposto i cittadini alle angherie che tutti conosciamo ed oggi se ne lava le mani?


Una storia dimenticata

Un Sezzese ed un Sonninese ad El Alamein

21 ottobre 2008

Il 28 Agosto 1942, ad El Alamein, morivano sul campo dell'onore il Capitano Pilota Riccardo De Angelis ed il Sergente Armiere Ubaldo Piccaro. De Angelis aveva 33 anni, Piccaro ne aveva 26.

Due fra le migliaia di Soldati d'Italia che per la Patria si immolarono sulle sabbie del deserto africano. Perchè ricordare proprio loro? Perchè il Sergente Ubaldo Piccaro è nato a Sezze il 23 / 4 / 1916 ed il Capitano Riccardo De Angelis a Sonnino il 9 / 12 / 1909. Erano l'equipaggio di un aereo colpito e tragicamente abbattuto nei primi giorni della battaglia, che vide 96.000 Italiani fronteggiare 250.000 Anglo-americani.

Le spoglie dei due nostri eroici conterranei riposano nel Cimitero di Sezze, l'una affianco all'altra. Quanti sezzesi e sonninesi ne sono a conoscenza? Riteniamo ben pochi, al di là della cerchia dei familiari che il ricordo dei loro cari ha coltivato nel tempo. Noi, puntualmente, ogni anno ci siamo recati a rendere onore a questi due figli della nostra terra che all'Italia hanno donato la giovane vita. E continueremo a farlo. E' nostro parere che sia non solo importante portare alla conoscenza di tutti la vicenda di Piccaro e De Angelis, ma indispensabile curarne il ricordo facendo si che i paesi che hanno dato loro i natali rendano il giusto omaggio a chi è esempio  di valori e fulgidi ideali per le nuove generazioni. Non sappiamo se i Sindaci dei comuni di Sezze e di Sonnino conoscano la storia di questi due concittadini. Se effettivamente non ne sono a conoscenza li invitiamo a contattarci. 

Noi ci stiamo attivando, cercando anche di ricostruire la vicenda che li ha interessati, affinchè sia reso loro un giusto riconoscimento dalle amministrazioni locali.

Vogliamo rimettere insieme i tasselli delle loro vite, anche e soprattutto con il contributo dei loro familiari, perchè è sacrosanto che al Sergente Ubaldo Piccaro ed al Capitano Riccardo De Angelis vadano tutti gli onori che spettano agli eroi. In giorni bui, nei quali mancano esempi positivi per le giovani generazioni, avrebbe veramente un senso far capire come ci sia stato chi volontariamente si è immolato legando il proprio destino a quello della Patria. Il valore dei nostri soldati ad El Alamein fu riconosciuto universalmente da tutti, a cominciare dall'esercito nemico. A loro hanno reso e continuano a rendere omaggio in tantissimi: Quota 33 continua ad essere meta di pellegrinaggi. E' ora che il Comune di Sezze ed il Comune di Sonnino, nelle persone dei loro primi cittadini, si attivino per il doveroso riconoscimento che spetta ai due Soldati d'Italia, che qui sono nati e riposano in eterno.

L'invito prioritario che rivolgiamo ai Sindaci è quello di organizzare una prima visita alla tomba, per poi verificare quale tipo di iniziative si possono mettere in atto. Noi abbiamo pensato all'intitolazione di una strada, di una piazza o di un edificio pubblico, nelle due città, a De Angelis e Piccaro. Al Sindaco della città capoluogo, Latina, chiediamo di far apporre una lapide contenente i nomi di tutti i caduti della nostra provincia nella battaglia di El Alamein alla base del monumento sito nel parco Arnaldo Mussolini.

Lanfranco Coluzzi - Luigi Gioacchini - Paolo Perciballe


Serve chiarezza

7 ottobre 2008  

Mentre la massima assise cittadina di Sezze si è "incartata" su problematiche che noi dibattiamo da sempre  (basta andare a controllare le rassegne stampa dei quotidiani locali degli scorsi anni ed il nostro programma) senza che nessuno  le abbia affrontate (ci riferiamo alle diverse amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra, zeppe di rappresentanti politici che le stesse hanno causato), cioè Dondi e depuratori, box auto alla Vallicella e chi più ne ha più ne metta, riteniamo opportuno soffermarci sulla situazione vergognosa in cui si svolgono i lavori consiliari. Vista l'estrema irresponsabilità con cui vengono rilasciate dichiarazioni anche molto gravi in aula, di cui nessuno sembra volersi fare carico, dichiariamo che da questo momento in poi Movimento Libero Iniziativa Sociale alzerà il tiro. Non permetteremo a chicchessia di utilizzare come palestra verbale, né tanto meno per interessi personali, il consiglio comunale e, come abbiamo già fatto in occasione dell'ultima seduta, provvederemo a rivolgerci alle autorità competenti per i provvedimenti del caso. Perché questo abbiamo fatto prima di una lettera aperta indirizzata al sindaco Andrea Campoli, consultabile sul nostro sito "lavocelibera.it". I consiglieri comunali debbono assumersi la responsabilità di quello che dicono e di quello che fanno: troppo facile infamare con il chiaro intento di danneggiare e poi rinnegare e tirarsi indietro . Chiunque si permetterà di rilasciare dichiarazioni oscure ma solo fino ad un certo punto ( lasciando intendere con sottintesi ,con la chiara volontà di coinvolgere con  infamità chi sta fuori dal pantano in cui si dibattono certi politici)  provocando anche allarme sociale, dovrà renderne conto a chi di dovere. Noi, da questo momento in poi, presenteremo puntualmente  denunce, esposti, querele e quant'altro ci mette a disposizione la legge, per fare chiarezza. Troppo facile parlare di "ex bombaroli" in pieno dibattito consiliare, alludendo a persone che avrebbero presentato una lista alle ultime amministrative, per poi tirarsi indietro al momento di fare i nomi. Le prime risposte le attendiamo dal sindaco, le altre dall'autorità giudiziaria.


Bomba su bomba arriveremo a... Sezze

2 ottobre 2008

Finalmente! Perfino "Il Nuovo Territorio" ci ha ospitati. Ne siamo contenti. Questo ci dà la possibilità di confrontarci anche con chi appare diametralmente opposto a noi. L'occasione è stata la lettera aperta da noi indirizzata al Sindaco di Sezze Andrea Campoli. Il titolo dell'articolo, firmato Sergio Corsetti, potrebbe fuorviare. A pagina 7 del quotidiano, in data 2 Ottobre 2008, campeggia un "Campoli ... pensaci tu". Veramente ci siamo rivolti al Sindaco non perché ci "pensasse" lui, ma perché è un suo dovere, quando si parla di "bombaroli" che sarebbero in giro per la sua città addirittura organizzando liste elettorali, intervenire per fare chiarezza. E' vero, sul nostro sito lavocelibera.it interveniamo spesso con argomentazioni forti. Con una caratteristica però: facciamo sempre nomi e cognomi. 

Nel caso specifico degli "ex bombaroli" citati in consiglio comunale da Gianni Orlandi e, da come abbiamo appreso sul giornale nel medesimo articolo, Rinaldo Ceccano, nomi e cognomi non sono stati fatti dai consiglieri. Il sito lavocelibera.it ha una linea editoriale ben definita. Essa può essere condivisa o non, ma ha il pregio della chiarezza. Il sito, con suoi editoriali, nello spirito che anima  Movimento Libero Iniziativa Sociale, non le manda a dire, ma le dice apertamente, in faccia. Quando parliamo di "consorteria", di "compari", di "stampa imbavagliata" o dell'Astral, non lo facciamo nell'ombra. Lavocelibera.it è regolarmente registatro ed ha dei responsabili, come li ha Movimento Libero Iniziativa Sociale. Qualche articolo rappresenta "notitia criminis"? La Magistratura può interessarsene. Magari! Noi siamo a disposizione, le nostre restano denunce fatte pubblicamente. La Procura intende intervenire? Saremmo i primi a gioirne. Per quanto riguarda Astral in particolare, rammentiamo che i nostri pezzi, ben documentati e come al solito corredati di nomi e cognomi, senza fare sconti a nessuno da sinistra a destra, sono stati rilanciati ed approfonditi sul quotidiano nazionale "Il Tempo"e ci risulta che vi sono inchieste in corso. 

Comunque alla Procura decidiamo noi quando andarci direttamente, come già fatto in passato anche per problematiche di cui i politici setini sembrano essersi accorti solo ora, dalla Dondi ai box della Vallicella. Ai Carabinieri della stazione di Sezze, ad esempio, abbiamo presentato, nei giorni scorsi, una denuncia sui recenti accadimenti. La stampa locale non è imbavagliata? Punti di vista. Per quel che ci riguarda riteniamo che quotidiani che ospitano paginate di pubblicità Astral, ma evitano di pubblicare lo scandalo gestionale che la riguarda, tanto liberi alla fin fine non sono. E' vero, senza ombra di smentite, che certi argomenti delicati possono essere letti ed affrontati esclusivamente sul nostro sito. 

Come è altrettanto vero che qualche quotidiano locale ha ricevuto pressioni per non ospitarci. Se gli argomenti che affrontiamo possono interessare o meno non lo lasciamo dire alle ipotesi ma alle cifre: i numeri sono facilmente consultabili sul sito lavocelibera.it. In 5 mesi di attività abbiamo avuto circa 15.000 (quindicimila) visite, con picchi anche di 250 visite quotidiane. Le pagine lette sono state circa 73.000 (settantatremila). Quindi, se dobbiamo esserci o no fatelo decidere a noi ed a chi ci segue con interesse: pensiamo di svolgere un ruolo. Sempre nella stessa pagina abbiamo potuto leggere, all'interno dell'articolo principale, un commento del nostro amico Giovanni Rieti. Giovanni forse non ricorda che quando collaborava con un altro quotidiano locale (Latina Oggi) ha ospitato in numerose occasioni i nostri comunicati, compresi quelli in cui parlavamo di "consorteria". Lo ha fatto sempre volentieri, quindi ci stupisce il suo atteggiamento odierno che appare critico, mentre ieri non lo era. D'altronde anche il suo attuale direttore Lidano Grassucci sembra aver cambiato opinione in merito ad alcune posizioni politiche provinciali. Noi non abbiamo memoria corta e siamo attenti lettori della realtà che ci circonda: gli ricordiamo l'articolo a sua firma, apparso su Parvapolis il 24 Agosto 2006, con il titolo "La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra corporativa", in cui oltre a parlare del "populismo di Giovan Battista Giorgi" accenna ad una spartizione di poltrone, grazie ad un tacito accordo provinciale fra centrosinistra e centrodestra. Noi la chiamiamo "consorteria", Grassucci come la definisce? 

I quotidiani rivestono un ruolo fondamentale nell'opera di informazione. Un quotidiano come "Il Nuovo Territorio", riportando affermazioni gravi come quelle rilasciate in aula consiliare da Gianni Orlandi, che ha fatto riferimento a "bombaroli" in giro per Sezze, non sente la necessità, come noi l'abbiamo sentita, di andare fino in fondo, di fare chiarezza? Se non è una notizia, ma come scrive Rieti è una "corbelleria", perchè riportarla per due giorni di seguito? Noi  non siamo  preoccupati dal "branco di maiali" ma dai "bombaroli"a piede libero.


Lettera aperta al Sindaco di Sezze

1 ottobre 2008

Caro Sindaco Andrea Campoli,

abbiamo avuto modo di leggere sul quotidiano provinciale "Il Territorio" del 25 Settembre 2008, nella pagina su Sezze, un articolo firmato da Giovanni Rieti nel quale si riportavano notizie riferite alla seduta consiliare del 24. In particolare l'articolista riferiva in merito alla discussione in aula  sulla questione legata alla lettera a firma Roberto Reginaldi, dal contenuto diffamatorio ed oggetto di  denunce, fra cui quella presentata da un nostro esponente alla locale stazione dei Carabinieri. Nel dibattito consiliare, stando a quanto si evince dall’articolo ( le medesime dichiarazioni sono state confermate dallo stesso quotidiano il giorno successivo), è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Gianni Orlandi, con affermazioni che meritano ben altra attenzione.  Anche esse debbono essere oggetto di indagine. Il consigliere fa riferimento a non meglio precisati "ex bombaroli" i quali, a suo dire, farebbero parte di quel "branco di maiali" che starebbe dietro la campagna denigratoria  ormai di interesse dell'autorità giudiziaria. Orlandi, in tal modo, getta un'ombra sinistra su tutta la vicenda. Le accuse  da lui mosse sono gravi: parlare di “bombaroli”  presuppone che in giro per il paese (e stando alle dichiarazioni di Orlandi si sarebbero perfino presentate alle elezioni), ci sarebbero delle persone che in passato (il consigliere parla di ex) si sarebbero dedicate agli esplosivi. Evidentemente  Orlandi è a conoscenza di fatti, episodi specifici, gravi ( legati al terrorismo? legati alla malavita organizzata?) che debbono essere portati all'interesse delle autorità inquirenti.

La invitiamo pertanto ad adoperarsi per fare chiarezza in merito alle gravi dichiarazioni fatte in aula consiliare, che se confermate darebbero una immagine devastante della nostra Sezze, dove un "branco" organizzato di "ex bombaroli", riuscirebbe ad infiltrarsi nelle istituzioni anche tramite delle liste elettorali direttamente organizzate.

In qualità di primo cittadino è suo dovere informare con quanto in suo possesso (verbali consiliari, relative registrazioni ed atti) l'autorità giudiziaria al fine di fare chiarezza e pretenderla.

Ci chiediamo: che rapporti ci sono tra bombe non si sa bene esplose dove e quando, lettere anonime e non, campagne più o meno diffamatorie e campagne elettorali? Sono risposte che lei deve fornire data la particolare situazione che vive la provincia di Latina, ormai al centro delle indagini della DIA. Resta comunque grave il suo atteggiamento, che da primo cittadino consente che nella massima assise vengano fatte affermazioni del genere, generiche, non documentate, ma comunque lesive del buon nome della Città e dei suoi Cittadini.

Distinti saluti.


Politica ed informazione a Latina

18 settembre 2008

I protagonisti del suicidio della sinistra oggi sono al vertice del governo derivato della sinistra: Di Resta è consigliere regionale, Ciccarelli è il presidente di fatto della Camera di Commercio, Giorgi governa le strade del Lazio. Il loro potere è inversamente proporzionale al consenso. E a sinistra, fino ad ora, nessuno si è interrogato sul nostro modello di neodemocrazia bloccata con potere senza consenso: il centrodestra ha i voti è un imperatore elettorale, ma che lascia alcune zone franche ai vescovi-conti della sinistra. La convenzione è chiara: voi non governerete mai i comuni, noi vi lasciamo
il sottogoverno derivato e corporativo per sempre. Un patto che bluffa con gli elettori, che nega la democrazia dell'alternanza che pesa sulla competitività di questa provincia. La destra non ha lo stimolo dell'alternativa, la sinistra non deve competere per vincere. Ma le classi dirigenti delle due parti hanno garanzie  di potere perpetuo “
Frasi nostre? No. L’estensore dell'articolo che le contiene è Lidano Grassucci , direttore de” Il Territorio” ed il pezzo,  del 24 Agosto 2006, è stato pubblicato sul sito Parvapolis, con il titolo "La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra corporativa. Selezionano i mediocri e non i migliori". Cosa è accaduto nel frattempo? Di Resta è ancora consigliere regionale e Giorgi presidente dell'ASTRAL , l'azienda che gestisce sul territorio regionale la sicurezza stradale per conto della Regione Lazio. “Il Territorio” però, si è riempito, e continua a riempirsi, di paginate di pubblicità pagate dall’ASTRAL.  Contemporaneamente ha cambiato opinione su Giorgi, diventandone difensore in occasione dell’esplosione del caso Astral , da noi denunciato e ripreso dal quotidiano “Il Tempo”. Paradossalmente, trovandosi sulla stessa linea di “Latina Oggi”, il giornale di Ciarrapico, con il quale più volte polemizza. Ognuno è libero di fare le proprie considerazioni a tal proposito. Non si può però sorvolare sul fatto che con tutto quello che succede sulle nostre strade ( la Pontina resta la più pericolosa d’Italia) si sprecano  soldi in pubblicità piuttosto che intervenire con investimenti sulla sicurezza. Aveva ragione, ieri, Grassucci, ma la situazione oggi non è mutata: l'ASTRAL resta solo un carrozzone e  non serve alla sicurezza ma alla gestione del potere e per mantenere fede a quel patto”che bluffa con gli elettori,nega la democrazia dell’alternanza che pesa sulla competitività di questa provincia”,parola di Grassucci.  Ci piace ricordare che anche Gasbarra,da presidente della provincia di Roma, ne chiese lo scioglimento. Ma che cosa ne poteva sapere Gasbarra di un certo modo di amministrare la provincia di Latina che dura da almeno 15 anni? Chi doveva dirglielo,Domenico Di Resta che  assapora ogni giorno di più i vantaggi di questo patto? Dal fronte opposto invece chi doveva opporsi a questo,forse Vincenzo Zaccheo , sindaco di Latina e da decenni "assopigliatutto” di AN?   Chi doveva dirlo a Fini, l'ultimo degli iscritti di AN,ormai accolita di mendicanti con la ciotola in mano? Chi se non Fazzone  avrebbe dovuto far conoscere a Berlusconi che la provincia di Latina vive questa drammatica situazione e che  ad amministrarla  non è la politica ma la "consorteria”? Le ultime vicende hanno fornito risposte anche a tal proposito. Bisogna che qualcuno, senza fare come  Grassucci, si assuma questo ruolo. Noi  faremo in modo che Berlusconi  venga periodicamente reso edotto  di ciò che avviene in provincia di Latina, allo scopo di poter dire domani ,se non si muoverà, che è stato complice di una situazione che nulla  ha a che vedere con la ricerca del bene comune.

Alleghiamo l’articolo di Grassucci, così come scritto.

Latina. Qui Il Territorio. 

Lidano Grassucci: «La neodemocrazia è bloccata dalla sinistra corporativa. Selezionano i mediocri e non i migliori»

“A Sezze romano i comunisti organizzarono gli scioperi alla rovescia e il regista De Santis per raccontare la loro storia dovette girare il film ospite dei compagni Jugoslavi”. E' un passo dello speciale Tg 1 andato in onda lunedì scorso sulla storia del Pci nel periodo dell'attentato a Togliatti. Giuseppe De Santis raccontava quella storia e sullo schermo passavano le immagini degli attori jugoslavi che interpretavano i contadini senza terra di Sezze. Sui Lepini i sindaci erano socialisti prima del ventennio, con la libertà arrivarono i comunisti. Il regista De Santis era di Fondi e a Fondi i contadini si ribellarono per le arance. Chi dice che questa provincia è di destra offende la sua storia, il primo sindaco di Latina libera è stato, Fernando Bassoli, un repubblicano.
Oggi sui Lepini gli ex comunisti non esprimono neanche un sindaco, a Fondi il centrodestra ha l'80% dei consensi.
A Latina tra gli anni '70 e '80 i socialisti riuscirono ad esprimere una classe dirigente in grado di pensare ad una città nuova e democratica: il Foro Portoghesi, il tentativo di rendere il centro storico “normale”. Era il tempo di Calvi, di Passamonti che continuavano il filone dei Granato, dei Cinquanta. L'idea di città dei socialisti “dialogava” con quella democristiana di Corona. La sinistra stava dentro il circuito della città, nelle circoscrizioni i socialisti tenevano testa alla Dc sia nella versione innovativa di Corona, sia alla versione piu' pragmatica di Redi.
In Italia prima Spadolini repubblicano, poi Craxi socialista, andavano alla guida del governo con la Dc, quindi non era astruso ipotizzare un futuro sindaco socialista di Latina. Ma tangentopoli fece saltare tutti i piani con un Pci “moralista” che, come l'Inter di ora, senza Juve (Dc), senza il Milan (Psi), senza liberali (Lazio) e repubblicani (Roma), non poteva non vincere tutti i campionati futuri. Ma la sua classe dirigente a Latina pecco' di presunzione, di quella presunzione leninista di conoscere la storia che ha regalato la città al centrodestra prima, poi tutta la provincia. Domenico Di Resta come sindaco e Marcello Ciccarelli come suo guru ebbero l'onore, e l'onere di quelle scelte, come il populismo di Giovanbattista Giorgi è corresponsabile, con la guida di Fausto De Angelis, dello sflaldamento della “Sezze rivoluzionaria” prima e di tutti i monti lepini poi.
Oggi la sinistra ha nel film di Latina il ruolo degli stunt man nei film americani, con l'aggravante di aver associato all'integralismo comunista, l'integralismo della sinistra Dc.
La sinistra a Latina è una sorta di tavola rotonda destinata teoricamente a difendere la purezza di una rivoluzione che non ci sarà mai, di fatto a dividersi un sottopotere derivante o da rendite di posizioni corporative (Camera di Commercio), o da consenso esterno (Regione Lazio e governo nazionale), o dalla incapacità della destra di far rispettare i pesi elettorali (Comunità montane e Asi). Con l'appendice del governo delle corporazioni professionali: avvocati, ingegneri, architetti. Con una sorta di paradosso storico: la sinistra pontina gestisce il sistema di consenso sociale ideato dal fascismo (parastato, ordini, sindacati, dopolavoro)
Questa sinistra non ha bisogno della sua storia, infatti non racconta mai degli scioperi alla rovescia, del suo radicamento tra la nostra gente, non ha bisogno dell'orgoglio e la sua classe dirigente seleziona i mediocri e non i migliori. Non ha bisogno neanche di una idea di città, come i socialisti, perchè il governo del sottopotere prescinde dallo sporcarsi le mani con le scelte. Alcuni consiglieri della sinistra (Lazzaro e Visari) si sono spinti su questa china fino a votare a favore del piano regolatore di Finestra. Hanno accettato l'idea che la città fosse nata negli anni '30 sul nulla e che intorno a “Littoria” non c'era nulla.
Hanno negato la storia della sinistra. Quando Finestra diventa sindaco nella sfida con Di Resta il primo apre alla società civile, con la lista Gente Nuova, i secondi difendono la “superiorità” intellettuale di chi sta sulla groppa della storia.
I protagonisti del suicidio della sinistra oggi sono al vertice del governo derivato della sinistra: Di Resta è consigliere regionale, Ciccarelli è il presidente di fatto della Camera di Commercio, Giorgi governa le strade del Lazio. Il loro potere è inversamente proporzionale al consenso. E a sinistra, fino ad ora, nessuno si è interrogato sul nostro modello di neodemocrazia bloccata con potere senza consenso: il centrodestra ha i voti è un imperatore elettorale, ma che lascia alcune zone franche ai vescovi-conti della sinistra. La convenzione è chiara: voi non governerete mai i comuni, noi vi lasciamo
il sottogoverno derivato e corporativo per sempre. Un patto che bluffa con gli elettori, che nega la democrazia dell'alternanza che pesa sulla competitività di questa provincia. La destra non ha lo stimolo dell'alternativa, la sinistra non deve competere per vincere. Ma le classi dirigenti delle due parti hanno garanzie con di potere perpetuo.


Da ospedale a presidio di prossimità

8 settembre 2008

Nel piano di ristrutturazione regionale della rete ospedaliera, nell'ambito del commissariamento della sanità, l'ospedale di Sezze, insieme a quelli di Priverno, Gaeta e Minturno, diventa "presidio di prossimità". Il decreto di ristrutturazione firmato dal presidente della regione Piero Marrazzo, sancisce, praticamente, che questi nosocomi rappresentano un peso dal punto di vista finanziario in rapporto alle funzioni che svolgono. Cosa significherà questo? 

Che un ospedale come quello di Sezze, che negli scorsi decenni ha ingoiato miliardi su miliardi diventando esclusivamente un meccanismo finalizzato a creare consensi elettorali, non avrà più posti letto, ma "servizi di primo intervento" e qualche ambulatorio. Le decine di miliardi di vecchie lire spese in una struttura in perenne divenire saranno serviti, quindi, solo per patologie non gravi e per assistere pazienti con qualche ferita, qualche ustione, qualche piaga e per prescrivere farmaci o esami. 

Si tratta di una decisione che riguarda strutture sotto i 90 posti letto. Un "traguardo" che a Sezze è stato raggiunto scientificamente, svendendo servizi ed eliminando quelli come ostetricia-ginecologia e chirurgia che ne avevano fatto uno dei più frequentati. Una volta "riconvertito", dovrebbe andare a rimpinguare con il proprio personale il Goretti di Latina.

Se non siamo allo smantellamento, come vogliamo chiamarlo? 

I prodromi di tale disastro hanno radici antiche. Sono decenni che la nostra parte politica va denunciando la disastrosa gestione locale ospedaliera. Quando chiedevamo conto delle decine di miliardi di lire investiti in una "nuova ala", sempre ben lungi dall'essere portata a termine e che comunque non si capiva bene come dovesse essere utilizzata, venivamo tacciati di "sfascismo" e di allarmismo, tanto da trovarci sempre soli in difesa di una sanità che doveva essere finalizzata alla tutela della salute della gente, piuttosto che alla costruzione di fortune elettorali e non solo. 

Il colpo definitivo all'ospedale di Sezze fu portato, durante la presidenza Badaloni, dall'allora consigliere regionale Giovan Battista Giorgi e dai sindacati di sinistra. Oggi il San Carlo di Sezze viene smantellato mentre Giorgi fa il presidente dell'ASTRAL. Contemporaneamente diverse figure mediche e paramendiche dello stesso, nonché dipendenti ASL, grazie ai posti ricoperti siedono nel consiglio comunale setino. Qualcuno di loro ha anche ricoperto il ruolo di sindaco. Cosa che la dice lunga su come e quanto si siano interessati delle rispettive carriere politiche, piuttosto che delle sorti della città, a cominciare dall'ospedale.

Tanto per sollevare una sola questione, ricordiamo che la struttura di Via San Bartolomeo ospita delle nuovissime sale chirurgiche, all'avanguardia, ed una mensa che potrebbe soddisfare tutta la provincia di Latina. Servizi mai utilizzati. Nessuno renderà conto di questi sprechi? 

Nessuno sarà chiamato a rispondere dei miliardi di lire investiti in una struttura destinata a finire così miseramente? 

Il dato evidente è la crescita delle fortune elettorali di noti personaggi della politica setina inversamente proporzionale a quelle dell'Ospedale San Carlo.

Ed  i cittadini di Sezze?  Non solo non hanno saputo difendere questa realtà territoriale, ma addirittura hanno dato voti ai partiti e consensi elettorali alle persone che questo disastro hanno determinato. La sola cosa che ci auguriamo è che questi personaggi vengano finalmente allontanati da quello che resta dell'ospedale di Sezze e messi in condizione di non nuocere più.


Silezio assordante sul caso ASTRAL

4 settembre 2008

 Nel silenzio assordante e generale, dal centrodestra al centrosinistra, è come se, sul caso ASTRAL, si sia voluta mettere una pietra tombale. Che non ci fosse la volontà di andare fino in fondo, è apparso chiaro quando coloro che, teoricamente, dovrebbero stare schierati dalla parte politicamente opposta a quella di cui fa parte il presidente dell'azienda Giovan Battista Giorgi, hanno assunto un atteggiamento pilatesco, non solo lavandosene le mani, ma in alcuni casi esprimendo persino solidarietà. Ma il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo non aveva nominato una commissione ad hoc per approfondire quello che era diventato uno scandalo nazionale? 

Se questa commissione si è insediata, e stando alle dichiarazioni del governatore non dovremmo dubitarne, a quali conclusioni è arrivata? 

Non vorremmo che una sorta di "strategia della disattenzione", scientificamente applicata, conducesse al dimenticatoio. Non tutti, però, hanno memoria corta. Uno scandalo di quella portata non può esaurirsi in qualche paginata di quotidiano, ma esige delle chiarificazioni, degli approfondimenti definitivi. Abbiamo costretto la stampa nazionale ( Il Tempo) ad occuparsi di una questione molto delicata da noi sollevata, ma ignorata dalla stampa locale, tramite quel sistema di connivenze che controlla la provincia di Latina e di cui ampiamente ci stiamo occupando. 

Abbiamo visto il galantuomo, senatore del PDL Giuseppe Ciarrapico, venire in soccorso con tutta la grancassa dei suoi giornali del galantuomo del PD Giovan Battista Giorgi. Abbiamo denudato il re, facendo uscire allo scoperto la "consorteria" provinciale, quella che si copre vicendevolmente. Ma non basta. Abbiamo visto direttori di giornali cambiare opinione di punto in bianco e passare dalle critiche a Giorgi alle sue difese d'ufficio. Abbiamo visto la stampa locale zeppa di pagine pubblicitarie a pagamento, finalizzate a propagandare l'ASTRAL, cosa che la dice lunga sulle garanzie di obiettività che essa può fornire. 

Quotidiani in molti casi attenti a fare le pulci a tutti, in questo frangente sono apparsi particolarmente distratti. Quotidiani spesso impegnati nel fare la morale a tanti, in questo frangente assenti. Ad esempio perchè nessuno ha più parlato, interessandosene in maniera approfondita, dello strano furto di computer che ha interessato negli scorsi mesi la sede ASTRAL di Via del Pescaccio a Roma? E' stata sporta regolare denuncia? Da chi? A chi? Quale autorità se ne sta interessando? A che punto sono le indagini? Perchè nessuno ne parla?

E' quantomeno strano che i mezzi di informazione locali ( le redazioni provinciali de Il Messaggero e de Il Tempo, Il Territorio, La Provincia, Latina Oggi, le redazioni televisive di Lazio TV, Tele Etere, ecc.) non si interessino di una vicenda che, tra gestione allegra del personale, disastrosa delle strade, e "personalistica" dell'azienda ma con i soldi  di tutti, meriterebbe inchieste approfondite. E' scandaloso che tra gli esponenti politici, di destra, di centro, di sinistra, nessuno sia intervenuto se non per solidarizzare. E il partito "giustizialista" di Antonio Di Pietro dov'è? Sapendo chi in queste zone lo rappresenta, non ci stupiamo più di tanto. Qui le sigle di comodo se le cercano per riciclarsi. Con buona pace dell'ex PM di Mani Pulite, al quale probabilmente non è bastata la vicenda Paride Martella ( a proposito, anche in questo caso strategia della disattenzione? ).

Questo la dice lunga sul clima che si respira nella provincia di Latina, dove tutti, perchè in altre faccende affaccendati, mirano a non intralciarsi a vicenda. Da meditare.

A margine di queste note, vogliamo sottolineare un dato che secondario non è: i lavori che interessano le strade della nostra provincia sono pressoché privi della obbligatoria cartellonistica, nella quale va  indicato, insieme all'importo erogato, anche l'ente finanziatore. Una assenza che da la possibilità a tutti, indistintamente, di attribuirsene la paternità. Una sorta di gioco delle parti? A pensare male qualche volta ci si indovina.


Mafia a Latina, Berlusconi non può lavarsene le mani

26 agosto 2008

Il Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, in merito ai più recenti episodi delittuosi che hanno interessato la città che amministra, ormai diventata un Far-West, dice di non essere uno sceriffo. Eppure ce lo ricordiamo, pur privo di stella, "bloccare" in un noto centro commerciale di Latina un malvivente. Ma ci faccia il piacere! Se Latina si è trasformata nell'arco di questi anni in città insicura, con sparatorie quotidiane anche nelle vie centrali, con aggressioni mortali nelle piazze principali, con frequenti fenomeni di delinquenza, più o meno gravi, dallo spaccio ai furti in appartamento, dal bullismo di baby gang al fenomeno dell'immigrazione selvaggia, di chi le responsabilità se non della classe politica che la crescita di questo fenomeno negativo ha "accompagnato" nel corso di questi ultimi 10 / 15 anni? Di chi se non di Vincenzo Zaccheo, "sindaco" parolaio, uomo d'ordine solo in campagna elettorale e sceriffo ad intermittenza, a seconda o meno se serva per raccogliere voti? Di chi la colpa dello sviluppo di una provincia a misura di mafia e camorra? Non lo diciamo noi, lo dicono gli esperti della DIA, o inchieste giornalistiche di testate nazionali quali l'Espresso: la provincia di Latina oggi non è solo a rischio di infiltrazione da parte della malavita organizzata, ma è ormai ampiamente infiltrata. Qui, in alcuni comuni, mafia e camorra contribuiscono alla elezione di esponenti politici di proprio gradimento. Qui, chi certi fenomeni a livello politico-istituzionale è chiamato a contrastare, adotta gli stessi comportamenti che qualche decennio fa adottavano tanti amministratori siciliani. La mafia? Non esiste. E' una invenzione. Armando Cusani, esponente di Forza Italia e presidente dell'amministrazione provinciale, nega con insistenza la realtà dei fatti. Il senatore dello stesso partito Claudio Fazzone, di Fondi, nei confronti del fenomeno adotta, diciamo così, il basso profilo, ma così basso che proprio non ce n'è traccia. Ma è tutta la classe politica del centrodestra, dalla famiglia Forte all'eurodeputato Stefano Zappalà, da Fabrizio Cirilli a Salvatore De Monaco, dalla famiglia Tiero all'on. Gianfranco Conte, che risulta non solo particolarmente assente nell'affrontare la grave problematica, ma addirittura sfuggente. Perchè al di là delle chiacchiere elettorali restano i fatti, quelli che sono sotto gli occhi di tutti. La situazione è ormai sfuggita dal controllo e tutta questa classe politica non può lavarsene le mani. Se è stato giusto attribuire al centrosinistra che la governa, il disastro immondizia della Campania, dando a Cesare quel che è di Cesare, l'invasione da parte della malavita organizzata della provincia di Latina  non va attribuita a chi la amministra? Ci riferiamo ,ovviamente, a quella  "mafia" interessata a governare i fenomeni ed a controllare i territori anche tramite i silenzi, se non addirittura le connivenze, della politica. Poi c'è un livello più basso, ma che è forse quello più sentito dai cittadini. Quanto accaduto al tabaccaio di Aprlia ne è un chiaro esempio. In tal caso non ci interessano le estemporanee uscite del ministro La Russa o degli esponenti del centrodestra locale, tutti pronti a solidarizzare con il commerciante. Una classe politica chiamata a governare città e territorio deve impedire, prevenendoli, tali fenomeni. Non si deve mettere  una persona che lavora nella condizione di doversi difendere da sola, perché le istituzioni sono assenti. Parliamo di politici che hanno ricevuto voti anche, se non soprattutto, per la questione relativa all'ordine pubblico. Possiamo dire, stando ai fatti, che predicano bene ma razzolano male. Certamente non stanno garantendo legge ed ordine. Ci rifiutiamo di credere che il primo ministro,  Silvio Berlusconi, non conosca la situazione così delicata di un'area dove da 15 anni raccoglie consensi personali, così mal gestiti dalla classe politica che lo dovrebbe rappresentare localmente. A questo punto è necessario un intervento immediato e risolutore, che venga preso dai vertici nazionali nei confronti di chi sta offrendo alle popolazioni pontine una immagine non certo positiva, rimettendo in discussione tutta la rappresentanza politica provinciale. Perché la riproposizione anche alle prossime elezioni delle solite facce, starebbe a significare una sorta  di promozione per chi ha chiaramente fallito consegnando nelle mani della malavita questo territorio.Una sorta  di connivenza. E Berlusconi non può lavarsene le mani.


Gestione Dondi, una costosa presa in giro

20 agosto 2008

Acquedotto comunale di Sezze: " impianti da terzo mondo". Parola di Serafino Di Palma, "certificazione" dell'assessore Pietro Bernabei. Insomma, fanno "polemica" sulla gestione Dondi dei servizi idrico-fognario. Perché se siamo noi , come accaduto spesso, ad intervenire sulla questione, non è denuncia  di una realtà di fatto ma "polemica". Non volendo però, appunto, polemizzare, entriamo nel merito prendendo atto di uno stato di fatto che viene denunciato da anni ed ormai incancrenito, come ben sa il consigliere dello Scalo, per anni in amministrazione con le maggioranze che la Spa di Rovigo hanno sempre tutelato e come ben sa Bernabei, che la ditta difende strenuamente dagli scranni assessorili. Quello che a noi interessa è la tutela dei cittadini-utenti. Tutti conoscono lo stato della rete idrica, tutti conoscono il non funzionamento degli impianti di depurazione, in particolare quello dei Casali, che da anni costringe i residenti a vivere in uno stato di degrado ambientale, fra miasmi maleodoranti ed aria irrespirabile. Tutti conoscono lo stato della rete fognaria, in larghi tratti ancora mancante. Tutti sanno che nonostante ciò si continua a pagare per una depurazione non effettuata, per un servizio fognario carente, per un'acqua che definire potabile sarebbe troppo. Eppure proseguono le vessazioni da parte della concessionaria nei confronti degli utenti, soprattutto dei più deboli e sprovveduti. Sa l'assessore, sa il consigliere, che diverse famiglie subiscono l'interruzione della fornitura dell'acqua o addirittura la sottrazione del contatore, senza preavviso alcuno? Sanno che si tratta di nuclei familiari con basso reddito che si vedono recapitare bollettini di pagamento dagli incredibili importi? Secondo gli amministratori e le forze di Polizia è tutto legale o ci si trova di fronte ad abusi? Se è vero che, parola di amministratori, gli impianti sono da terzo mondo, è possibile che nel 2008 delle famiglie vengano lasciate senza acqua? Conoscono gli amministratori di Sezze i provvedimenti che altri Comuni adottano per tutelare le fasce più deboli? Sanno che alcuni prevedono addirittura l'esenzione per chi ha un reddito inferiore ai 14.000 euro? Eppure in questo comune si continua a far pagare il minimo garantito, eliminato ormai da tempo dalla legge. Si fa profumatamente pagare un servizio di depurazione che è stato documentato come non effettuato. Si fa pagare acqua che impianti obsoleti perdono per strada nell'ordine del 65%. E potremmo continuare ad esempio parlando delle tariffe applicate. E' nota a tutti la vicenda Acqualatina: sono sorti comitati in tutta la provincia per l'acqua pubblica, contro le tariffe applicate. Ebbene, quelle della Dondi sono più alte ... e nessuno parla o si ribella. Fino a quando i numerosi residenti di Casali potranno continuare a subire uno stato di fatto che prosegue da anni e pazientare in attesa che alle tante chiacchiere che si fanno intorno ai milioni di euro che si dovrebbero investire per portare la depurazione a Sezze, seguano i fatti? Fino a quando i cittadini dovranno ascoltare le chiacchiere alla Bernabei o assistere alle sceneggiate dei diversi consiglieri, strenui difensori della Dondi quando governano e critici quando stanno in minoranza? E tutti quei consiglieri che raccolgono a piene mani voti a Casali o a Sezze Scalo, che cosa hanno fatto nel corso di questi anni una volta arrivati a Palazzo? Niente, visto che dal 1993 ad oggi i discorsi sono sempre gli stessi. E tutto un  teatrino: chi è stato complice per anni, se non addirittura protagonista, oggi vorrebbe prendere le distanze da una situazione che ha determinato. 


Passerella di politici al Torneo "Setia 2008"

16 agosto 2008

Il Torneo di Beach Soccer "Setia 2008"è stato  l'evento estivo del centro collinare lepino. Grande successo di pubblico, giovani, meno giovani, ragazzi e ragazze, coppiette di fidanzati e famiglie intere, hanno riempito gli spazi della struttura allestita in Via Piagge Marine. Si è registrato il pienone per tutta la durata del torneo, che ha appassionato anche persone che normalmente non seguono il calcio in particolare e nessuna attività sportiva in genere. E' stato un modo per ritrovarsi in maniera diversa. Senza dubbio si è registrata qualche pecca, nella conduzione arbitrale ad esempio, ma si è trattato del primo anno ed è auspicabile che al prossimo appuntamento anche queste defaillances vengano eliminate. Rendendo il giusto riconoscimento ai vincitori del trofeo ed a tutte le altre squadre che lo stesso hanno animato, rendendolo anche ai giovani che con grosso impegno lo hanno organizzato, non possiamo però esimerci dall'evidenziare quanto già in tanti hanno notato di stonato in tutto l'arco della riuscita manifestazione. Ci riferiamo, come in tanti avranno già intuito, alla presenza del tutto fuori luogo di quegli esponenti politici che non solo con il torneo non c'entravano niente, ma che hanno in tal modo dimostrato solo di voler mettere il cappello, a manifestazione conclusa e perfettamente riuscita,su tutta la situazione, strumentalizzandola. Insomma, hanno pensato di sfruttare in particolare la serata finale, quella della premiazione, come una vetrina. Il tutto però non solo gli si è ritorto contro, ma addirittura ha assunto contorni nel contempo comici e di cattivo gusto. Domenico Di Resta, Sonia Ricci, Nino Zeppieri e gli altri, c'entravano come i cavoli a merenda. Se poteva essere comprensibile la presenza istituzionale del Sindaco ed al limite dell'assessore allo sport al momento della premiazione, il resto è sembrato soltanto una forzatura del tutto fuori luogo. Come al solito, gli atteggiamenti di certi esponenti della politica locale, provenienti da esperienze di partito ben precise, stanno a  dimostrare che non riescono a scrollarsi di dosso quel tipo di mentalità che li porta a ritenersi "padri-padroni-padrini" di Sezze. Oppure stanno a dimostrare che certe manifestazioni possono nascere solo se sotto l'ombrello di "qualcuno"? Senza questo "ombrello", dei giovani armati esclusivamente di buona volontà, di buone e disinteressate intenzioni, riuscirebbero ad ottenere spazi, autorizzazioni, nulla osta? E' lecito pensare che si troverebbero di fronte a difficoltà insormantabili. E' forse questo uno dei motivi che sta impedendo lo sviluppo naturale della città di Sezze: per ottenere bisogna sempre "chiedere". Noi de lavocelibera.it abbiamo partecipato attivamente, in maniera volontaria e disinteressata, all'evento, curando sul nostro sito tutta l'informazione relativa al torneo, corredata di centinaia di foto. Nelle quali abbiamo evitato di comparire, proprio per non essere accusati di strumentalizzazione, credendo nella funzione sociale della manifestazione. Lo abbiamo fatto a titolo gratuito, come è nel nostro stile, lontano anni luce dalla realtà di chi dovrebbe rappresentare i cittadini di Sezze a livello istituzionale. Siamo contenti così. Siamo contenti di aver rimarcato ancora una volta la nostra diversità. Le facce dei politici che sfilano in passerella le potrete trovare regolarmente in rete su lavocelibera.it. A voi trarre le conclusioni e la morale. In molti tra il pubblico lo hanno fatto, allontanandosi al momento della "passerella". Sul palco sono rimasti da soli: una foto del distacco che esiste tra la"gente" e loro.


Dondo a Sezze: una farsa

11 agosto 2008

La situazione amministrativa di Sezze diventa sempre più sconcertante, mentre appaiono sempre più comiche le uscite dei vari consiglieri di maggioranza e di opposizione (?) e dei vari esponenti della giunta. Come definire se non sconcertanti e nel contempo comiche le recenti dichiarazioni del consigliere " berlusconiano" Antonio Vitelli in merito alla pluridecennale "questione Dondi"? Vitelli sembra essere passato per caso e soltanto da poco nelle stanze del Palazzo comunale. Ma non è lo stesso Vitelli che per tanti anni ha ricoperto l'incarico importantissimo di assessore al bilancio nelle giunte dell' "antiberlusconiano" Giancarlo Sidddera? Si, è proprio lui. Quello stesso esponente del PCI - PDS - DS che mentre noi "di destra" eravamo impegnati nelle batttaglie contro la ditta di Rovigo, se la difendeva insieme a coloro che, suoi compagni di partito, questa società avevano portato a Sezze consegnando nelle sue mani per ben 30 anni il patrimonio costituito dall'acquedotto comunale. Con tutte le conseguenze che ancora oggi viviamo sulla nostra pelle. Una giunta, quella di Siddera con Vitelli assessore, che respinse perfino una richiesta di referendum sulla gestione Dondi sottoscritta da oltre 800 cittadini. E' vero che nella nostra città troppi hanno la memoria corta, ma queste prese di posizione lasciano interdetti. E' come se la questione fosse oggetto di un dibattito tutto interno fra coloro che sconsideratamente hanno determinato i pessimi servizi relativi ai cicli idrico e fognario, pagati a peso d'oro dai sezzesi, che sembrano essere sempre in debito con la Dondi Spa. Da anni sborsiamo fior di quattrini in cambio di nulla (basta l'esempio della depurazione, pagata ma non effettuata). Perchè dall'altra parte chi c'è, se non gli esponenti del suo stesso ex partito? Quelle domande che oggi Vitelli  pone, sono le stesse che noi rivolgevamo alle sue giunte senza che nessuno rispondesse. Vitelli chiede un'assemblea pubblica. Ma la chiediamo noi una assemblea pubblica. Anzi, un confronto pubblico, con noi e loro di fronte. Venissero a confrontarsi con noi, Vitelli, l'assessore Pietro Bernabei, il sindaco Andrea Campoli: glielo sgraneremmo noi il rosario, elencando disservizi, malefatte, complicità, in ordine temporale, dal 1993 ad oggi. Quelle responsabilità che hanno condotto la nostra città sull'orlo del baratro costituito dal dissesto delle finanze comunali, mentre una classe politica intera era  occupata in tutt'altre faccende. Perchè anche la questione relativa ai debiti per il consumo idropotabile è stata portata a conoscenza dell'opinione pubblica diversi anni fa soltanto da noi, mentre chi  oggi ne vorrebbe parlare, non avendone i titoli, ieri non solo taceva, ma in questo silenzio continuava a permettere alla società di Rovigo di spadroneggiare.  Troppo facile scegliersi gli interlocutori, consigliere Vitelli. Un confronto limitato alle vostre persone sarebbe solo una farsa. Una sorta di gioco delle tre carte.


Il "Palazzo della paura"

2 agosto 2008

Tra i residenti del centro storico di Sezze ormai in tanti lo definiscono "Palazzo della paura". Paura che da un momento all'altro possa ripiegarsi su se stesso, coprendo con le sue macerie qualcuno, o che passando sotto le sue mura qualche pezzo della struttura fatiscente possa caderti in testa. E' già avvenuto in passato e solo la buona sorte ha evitato la sciagura. Ci riferiamo al centralissimo edificio di Via Roma, compreso tra Vicolo Tirletti e Via Scalelle del Duomo, che un tempo ha ospitato l'Ufficio registro. Si tratta di un'area della città densamente abitata. Da stranieri soprattutto, che hanno occupato ogni buco nel quale può essere posizionato un materasso. Una zona ormai al degrado, dove sono pochi i Sezzesi che hanno avuto la forza ed il coraggio di continuare a viverci. La struttura è evidentemente pericolante, come certificato anche da sopralluoghi effettuati negli scorsi anni dai Vigili del Fuoco, allertati da qualche pietra e grondaia abbattutasi al suolo. E' stata anche transennata per questo motivo. L'unico intervento? Quello insignificante consistito nel posizionare all'altezza dell'ultimo piano, in corrispondenza dei canali del tetto, una semplice rete che sorregge appena qualche piccione che malauguratamente vi incappa. Sulla stessa, a dimostrare la pericolosità estrema della situazione, si possono notare tegole o pezzi di struttura. Alle numerose finestre ed aperture varie sono stati piazzati dei fogli di carton-gesso, onde evitare (sic!) che gli agenti atmosferici possano apportare danni ulteriori. Insomma : la situazione è esplosiva. 

Ricorda le realtà che si vivono ad esempio nel cuore della vecchia Napoli, dove poche settimane fa un palazzo vecchio ed abbandonato come quello di Sezze, si è disintegrato al suolo. Quello che non è accaduto per decenni, potrebbe accadere in un attimo.Cosa pensano le autorità, che il carton-gesso o qualche tegola a coprire qualche buco possano risolvere una questione così delicata? Stiamo parlando di un palazzo di dimensioni notevoli, chiuso da decenni. Al suo interno le condizioni igieniche sono a livelli di guardia, dato che da altrettanto tempo nessuno provvede alla sua manutenzione, pulizia o disinfestazione. Più volte i residenti si sono lamentati per la pericolosa presenza di colonie di ratti, anche di notevoli dimensioni. Non solo quindi problemi legati alla stabilità dell'immobile, ma anche di carattere sanitario.

A questo punto è d'obbligo chiedersi perché nessuno intervenga e sia mai intervenuto. Si hanno le capacità economiche per un intervento strutturale finalizzato al recupero del palazzo? Non ci interessa la destinazione d'uso, il pericolo va comunque rimosso urgentemente, come si può evincere dalla nostra documentazione fotografica. Ma se non esistono queste capacità, perché l'intervento potrebbe essere finanziariamente impegnativo, si deve avere il coraggio di una operazione che radicalmente risolva il problema. Il centro storico vive una situazione di emergenza, dovuta ad una concausa di problemi. Non ultimi quelli legati alla viabilità ed ai parcheggi. 

Non stiamo bestemmiando se invitiamo l'amministrazione comunale a valutare l'opportunità che si può offrire alla città abbattendo una struttura ormai fatiscente e pericolosa per fare spazio ad una vasta area che possa ospitare su due piani dei posti auto e qualche spazio verde. In tal modo si potrebbe tornare a dare respiro ad un centro che soffoca, ad attività commerciali che debbono essere incentivate ed ai residenti stessi, spingendo magari qualcuno che vi risiedeva a tornarvi. Ci si può muovere almeno una volta, a Sezze, nell'interesse della collettività piuttosto che di qualche privato, come già accaduto in passato? Si ha il coraggio amministrativo di assumersi responsabilità che potrebbero rappresentare una svolta per la città, aldilà di interessi di parte? Su questo ci piacerebbe che venisse aperto un dibattito o che almeno si sviluppino delle riflessioni. Per rendere la giusta portata della questione abbiamo allegato un reportage fotografico.


Astral e Provincia: è emergenza incidenti

15 luglio 2008

Un incidente mortale al giorno. Gap strutturali gravissimi. Incroci a raso pericolosissimi. Il 90 % dei guard rail sulle strade provinciali fuori norma. Il 70 % fuori norma sulle strade regionali. Ex Statale 148, strada più pericolosa d'Italia. Via Flacca a ruota. Della Nettunense meglio non parlare. Sono questi solo alcuni dei dati che hanno portato al limite la questione sicurezza sulle strade provinciali e regionali. Non a caso dopo la mattanza degli ultimi giorni il Prefetto di Latina Bruno Frattasi si è trovato costretto a convocare nuovamente un vertice con Provincia ed ASTRAL, al quale sono stati invitati  i sindaci dei comuni più interessati dall'emergenza. Un richiamo a prendere provvedimenti urgenti era stato già fatto dal Prefetto all' ASTRAL Spa, nella scorsa primavera, per Flacca e Pontina ed  alla Provincia di Latina per i collegamenti interni. Evidentemente il numero incredibilmente crescente di incidenti mortali nelle ultime settimane e programmi di intervento da parte dell'assessore provinciale Salvatore De Monaco e del presidente ASTRAL Giovan Battista Giorgi stando ai fatti inefficaci, hanno fatto scattare l'allarme rosso. Il vertice viene convocato in piena bufera, quando il "caso ASTRAL" è esploso a livello nazionale. Per quanto riguarda la gestione relativa alle assunzioni ed alle consulenze, più o meno tecniche, stando alle parole del presidente della Regione Marrazzo essa sarà oggetto di una apposita commissione d'inchiesta. Ne attenderemo gli esiti, fiduciosi anche nell'azione di qualche magistrato che non potrà non intervenire a fronte di questioni che costituiscono, stando alla stampa, oggetto di esposto. Quello che ci preme sottolineare adesso è che mentre si parla di consulenze ammontanti a cifre esorbitanti  e lo stesso Giorgi si fa forte di un bilancio addirittura in attivo, non si vedono quelli che dovrebbero essere gli interventi efficaci per la messa in sicurezza delle strade. A parlare sono le drammatiche cifre. Ai cittadini non interessa un' ASTRAL che acquista pagine di pubblicità sui quotidiani per ottenere benevolenza, non interessa un'ASTRAL che sponsorizza qualsiasi tipo di manifestazione, ma un'azienda che diversamente investa in maniera seria su piani operativi efficaci e su lavori che partano e vengano portati a termine celermente. Cosa che finora non si è vista. Come vengono investiti i soldi aziendali? Se scandalizza la gestione allegra di posti di lavoro e di assunzioni più o meno discutibili, preoccupa ancor di più la carneficina che quotidianamente insanguina le arterie regionali e provinciali. E se troviamo scandalosa una classe politica che tace sulla gestione ASTRAL, denunciata a livello nazionale su un importante quotidiano, è ancora più scandaloso il silenzio di tutti, da sinistra a destra, sulle vittime degli incidenti e sulle evidenti responsabilità. Perché se qualcuno vuol far credere che l'elevato numero di decessi sia dovuto solo all'alta velocità o agli abusi, allora aziende  come l'ASTRAL  che ragione hanno di esistere?


Astral: i due compari

9 luglio 2008

Ci tornano  in mente Giuseppe Ciarrapico e  Giovan Battista Giorgi, presidente dell’ASTRAL, che trascorrono insieme qualche ora per le vie della nostra Sezze. L'ultima volta che li ricordiamo  qui, è stato  qualche mese fa in Piazza dei Leoni a sorseggiare un caffè  in un bar. Ciarrapico è senatore del Popolo della Libertà ed editore di Latina Oggi. Il giornale che di fronte allo scandalo Astral  denunciato dal quotidiano romano Il Tempo, uno dei pochi esempi di giornalismo inchiesta, genere ormai poco frequentato in Italia, sta tentando di difendere con le chiacchiere dell’interessato i dati riportati dal giornale di Piazza Colonna. Ormai appare sempre più chiara la funzione strumentale dei  quotidiani dell’editore ciociaro rispetto ai suoi interessi di parte. Si faccia chiamare Historicus, Ape Pontina, o quant’altro, le sue campagne di stampa sono sempre finalizzate ad un obiettivo personale. Come dimenticare quelle contro il Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, contro il presidente della provincia Armando Cusani, quelle tuttora in corso contro il senatore Claudio Fazione?  Ma lui sta sempre qui, addirittura candidato eletto nello stesso collegio senatoriale dell’esponente PDL di Fondi. Ma quale morale, ma quale etica? La realtà è che Ciarrapico sta partecipando a pieno titolo, sparando tutte le bordate di cui può disporre, ad una battaglia che si sta combattendo sul nostro territorio per la leadership  provinciale del partito di Berlusconi e Fini. E’ in questa ottica che va inquadrata tanto l’interrogazione presentata insieme ad altri 16 senatori sui problemi che sta vivendo la Procura di Latina, emersi dopo l’intervento di Fazzone sul caso Holiday , quanto lo spazio dato a Giorgi sul suo giornale nel tentativo di mettere su una difesa, essendo lo stesso solo apparentemente avversario politico, ma in realtà inserito in un contesto di trasversalità che coincidono. Chiaramente quando parliamo di leadership  non ci riferiamo esclusivamente alla segreteria del PDL, ma agli interessi che in una provincia come quella di Latina essa sottende. Era evidente che dopo l’attacco sferrato con l’interrogazione arrivasse una contromossa, mirata, questa, proprio ad alcuni di quegli interessi trasversali. Da qui il soccorso “rosso” del Ciarra, nobile repubblichino paladino del compagno Giorgi. Non deve stupire, in questa ottica, se il consiglio comunale di Sezze si spertichi da destra a sinistra in manifestazioni di solidarietà per il “presidente”, oppure che qualche agenzia finanziaria locale fornisca consulenze all’ASTRAL pur essendo gestita da esponenti del centrodestra. Non deve stupire poi il silenzio di tutta la classe politica della Provincia di Latina, che in questa o in quella occasione ha avuto modo di “mettere le gambe sotto il tavolo” insieme al loro amico Titta, brindando alla salute di tutti i Pontini.


Ripresa a livello nazionale l'inchiesta sull'Astral

 6 luglio 2008

Oggi " Il Tempo" spara a livello nazionale con titolo in prima pagina e pagina due e tre dedicate all'argomento, un'inchiesta sugli sprechi dell'Astral e sulle sue ricche consulenze. Si tratta di argomento che da tempo Movimento Libero Iniziativa Sociale ed il sito lavocelibera.it denunciano tramite inchieste che stanno proseguendo. Come è consultabile sul sito, i giornali locali hanno preferito non ospitarci, tranne il periodico IL CAFFE. Noi non molleremo, anche perchè l'Astral è società a capitale interamente pubblico. Quindi i soldi che gestisce Giovan Battista Giorgi non sono suoi, ma dei cittadini del Lazio. L' Astral si dovrebbe occupare della rete viaria regionale, ma a quanto pare più che della progettazione e manutenzione delle strade è presa dalle consulenze. Interessante è notare la trasversalità del suo consiglio di amministrazione : si parte da Giovan Battista Giorgi, DS, per arrivare al vice presidente Stefano Cuzzilla, Margherita, ed a Paolo Della Rocca, Alleanza Nazionale. E così via.

La vicenda che riguarda l'Astral è complessa, perchè va a toccare anche una serie di società ad essa collegate, a partire da " Medialazio", quella che avrebbe dovuto gestire gli spazi pubblicitari sulle strade della regione. Società liquidata dopo un'inchiesta che ha portato alla luce una realtà assurda: dai bilanci risultavano zero appalti, nessun contratto, zero guadagni, nessun dipendente. Tutto questo anche se la regione Lazio ha continuato a pagare per tre anni stipendi ai consiglieri di amministrazione. E' ancora possibile tenere gli occhi chiusi mentre continua la mattanza su tutte le strade regionali ed in particolar modo sulla ex 148, che resta la strada più pericolosa d'Italia? E non ci vengano a dire quelli dell’Astral che non dispongono di danaro. Purtroppo ne hanno tanto, solo che viene speso in consulenze ricchissime o per trovare lavoro a quel “proletario”di Pier Paolo Cento, già deputato dei Verdi, senatore e sottosegretario del governo Prodi, ed oggi consulente dell’Astral in qualità di esperto di ecologia, con un contratto della durata di un anno, che prevede un compenso di 60.000 euro da corrispondere in undici rate mensili di 5.000 euro ciascuna. Tanto paga Pantalone.


O controllati o controllori

30 giugno 2008

Sezze, non certo per la prima volta, si ritrova al centro di un problema che andrebbe risolto definitivamente se non si vuole che incancrenisca ancora di più. Occorre andare subito ai fatti. Due medici  consiglieri comunali, che prestano servizio presso il locale ospedale, hanno espresso l’intenzione, solo oggi,di tirarsi fuori dalle commissioni sanitarie di cui fanno parte. A nostro parere sarebbe invece opportuno, visto che è su questo che si sta ragionando, che si dimettessero da amministratori. Se non stanno tenendo in considerazione questa possibilità,   sarebbe il caso che altri, sempre in ordine di opportunità, facessero chiarezza e  dicessero una volta per tutte se e quanto la loro presenza in commissione abbia potuto arrecare  vantaggi elettorali. Rimaniamo del tutto contrari ai medici in politica per ragioni di etica professionale e di incompatibilità ambientali dovute proprio alla delicatezza del ruolo professionale che deve sostenere il Medico ( quello con la M maiuscola),come intendiamo sempre e comunque sostenere che fra il pubblico e le politica debba esserci  una chiara e netta distinzione, che impedisca il sovrapporsi di ruoli e di funzioni, che porta il controllato ad essere il controllore di se stesso. Così come avviene in tutte le nazioni civili, dove la politica non è carburante di di cricche e di interessi di singoli, sempre in contrasto con quelli della collettività. Non abbiamo nulla in contrario ai medici in politica, se non dipendono dal pubblico.  E' loro diritto di cittadini, ma devono esercitare la loro funzione solo in forma privata, da liberi professionisti.

In questo contesto intendiamo rivolgere anche la nostra attenzione verso quei componenti di corpi armati dello stato, che solo da noi e in qualche nazione di chiara matrice dittatoriale, possono essere politici e controllori della politica. Più volte ci siamo chiesti il motivo che induce ad esempio un finanziere o un poliziotto  a fare politica e non siamo mai riusciti a darci una risposta che potesse chiarircelo senza per forza dover pensar male. Ebbene, quali funzioni in più di un tutore dell'ordine  ha un consigliere comunale? Cosa può fare in più per la collettività diventando consigliere comunale chi già ricopre le funzioni di finanziere, carabiniere o poliziotto?  Non lo sappiamo e nessuno fino ad ora si è degnato di dircelo, al massimo abbiamo sentito il solito ritornello che dice che chi fa politica la fa in altro "presidio", dove non svolgerebbe le sue funzioni. Cosa secondo noi che non risponde al vero, dato che è noto che i carabinieri, i finanzieri, i poliziotti  sono tali da Trapani a Torino e il loro ruolo non ha altri confini che quelli nazionali, come il loro servizio non dovrebbe essere legato a tempi ed orari. 

Non crediamo di pretendere troppo se chiediamo che venga posto questo problema a tutti i livelli, istituzionali, politici e sociali, affinché le forze dell'ordine possano con chiarezza, dal grado più alto a quello più basso, ergersi al di sopra delle parti, non partecipando direttamente alla vita politica  di una società che deve essere difesa, oggi più che mai, anche da certa politica che tanti mali ci provoca. Questo ci è dovuto, anche per onorare il lavoro, la dignità, la coscienza, di quelle migliaia di operatori che tutti i giorni prestano il proprio servizio in ospedali,  procure, tribunali, caserme.


Consiglio di Sezze ostaggio dei sanitari

26 giugno 2008

A Sezze si continua a scoprire l'acqua calda strumentalmente. Medici in politica, consiglieri comunali eletti grazie alle professioni o ruoli che ricoprono anche all'interno della ASL. Ma non ne avevamo parlato solo noi del Movimento Libero Iniziativa Sociale in campagna elettorale e nel nostro programma? Ed anche prima delle amministrative, come è testimoniato  dalle cronache locali? Infine: ma chi ne parla solo oggi non era parte integrante di una coalizione che ha espresso Campoli sindaco, Zeppieri presidente e Polidoro consigliere? Come, d'altronde, dall'altra parte c'era Zarra candidato sindaco. Tutti medici, tutti in forza alla sanità pubblica. IS è stata l'unica forza a dire apertamente NO alla sanità prestata alla politica. E non a caso parliamo di sanità in genere, perché oltre ai medici è presente in amministrazione una folta schiera di dipendenti in tale settore.Ricordiamo tra i consiglieri Eramo e Leggeri e tra gli assessori Cardarello e Maurizi. Tutti dipendenti ASL.Presente anche la sanità privata ma convenzionata,con il consigliere Uscimenti. Perché se ne parla solo oggi, quando in campagna elettorale si taceva? Purtroppo per i Sezzesi, si deve riconoscere che avevamo ragione noi.Oggi un documento attribuito ad un partito della sinistra, ma a quanto pare di dubbia paternità, fa gridare allo scandalo i farisei della politica locale. Tutti a tirarsi i capelli, a stracciarsi le vesti, salvo ieri tacere  di fronte alle nostre chiare denunce, relative anche alle commissioni sanitarie farcite di medici in politica. Tutto lascia quindi immaginare che si tratti di argomenti tirati fuori ad orologeria in maniera subdola, per altri fini. Lo lascia intuire l'ultimo consiglio comunale, incentrato sul pettegolezzo, basato sull'antico detto " il più pulito ha la rogna".


Sezze prigioniera del traffico

20 giugno 2008

Sezze, attanagliata dal traffico caotico e dalla totale mancanza di parcheggi, paga una politica fallimentare che l'ha resa invivibile  ed abbandonata. Gli automobilisti sono obbligati a decine di giri intorno alla città nella sempre infruttuosa ricerca di un posto dove  sostare. Un  minimo di buonsenso avrebbe voluto che il Piano Urbano Parcheggi venisse realizzato prioritariamente. Invece interessi diversi lo hanno lasciato  in qualche cassetto, a dispetto delle reali necessità dei cittadini. Il PUP pur essendo stato approvato da diversi anni, per interessi di bottega è stato accantonato al fine di dare la precedenza a parcheggi privati ed a pagamento.In tal modo si è danneggiata ulteriormente l'economia di una città già devastata a causa di inaffidabilità amministrativa e interessi di parte. Nel frattempo la disponibilità di parcheggi pubblici  gratuiti, come accaduto in Via Marconi e Via S. Leonardo, è stata ridotta. Almeno 25 posti sono spariti solo in quell’area. Come se non bastasse i  parcheggi rimasti sono diventati, tramite un secchio di vernice blu ed un pennello, azzurri. Cioè a pagamento. Stessa sorte è toccata a Via della Resistenza, Porta Pascibella, Piazza IV Novembre, facendo si che la città diventasse un unicum azzurro. Parchimetri, che portano euro anche ad una azienda concessionaria non del luogo, determinano un aumento dell’incasso, disperdendolo in diversi rivoli,che non danno impulso all’economia di Sezze lasciando immutato il problema della viabilità. Tutto questo senza tenere  conto del fatto che Sezze è “anche” una città con i suoi residenti, con le sue attività e con i loro relativi bisogni e necessità. Alla luce della recente sentenza della Cassazione, il sistema dei parcheggi locale appare del tutto fuori norma, essendo inadeguato il numero di quelli liberi e gratuiti. Ignorato completamente anche il rapporto numerico tra parcheggi a pagamento e non, che va valutato rispetto a quelli di nuova costruzione, mai realizzati. E’ come se Sezze godesse di una sorta di extraterritorialità dove le regole nazionali non contano.  A quando la regolarizzazione dell’intero settore secondo le normative nazionali? Perché i cittadini debbono continuare ad essere penalizzati piuttosto che tutelati nei loro diritti? Anche la cosa più elementare, cioè la realizzazione del Piano Urbano Parcheggi, ha bisogno di passare attraverso le Forche Caudine di quegli interessi devastanti che fra consulenze milionarie, progetti privati, interessi di singoli, hanno bloccato la crescita della città?  A quando la realizzazione dei previsti parcheggi a Sant’Andrea e Porta Romana? Quando si farà luce definitivamente sullo scandalo dei box da realizzare in località Vallicella?  Da Siddera, a Zarra, a Campoli, non cambia mai niente? Deve essere sempre la solita cerchia ristretta di tecnici e di qualche privato a bloccare le amministrazioni locali? Questi interessi dovrebbero essere snidati.  Da parte nostra faremo si che questo avvenga nel minor tempo possibile. Ci auguriamo che quanto prima qualcuno intervenga per fare chiarezza. Non si può  continuare con quelle complicità trasversali che hanno bloccato Sezze.


Spl, e il carrozzone va avanti da sé...

19 giugno 2008

In occasione del rinnovo della nomina a presidente della SPL SpA, a Sezze si torna a parlare di questa società. E se ne parla esclusivamente in funzione del nome del fortunato che verrà indicato. Mentre continuano le manovre sotterranee finalizzate alla sponsorizzazione di questo o quel candidato alla poltrona, nessuno mette in discussione il carrozzone rappresentato dalla SPL. Ricordiamo di essere stati gli unici, in campagna elettorale amministrativa, ad inserire nel programma elettorale l'eliminazione di questa inutile nonché dispendiosa struttura. Per il PD come per il PDL, invece, la discussione è incentrata esclusivamente su chi deve ricoprire in essa gli incarichi dirigenziali. Questo lascia capire chiaramente che quello che noi abbiamo definito carrozzone è visto come un organismo nel quale "sistemare" a spese del contribuente i propri clienti politici per fini del tutto privati. Il ragionamento che noi vogliamo sviluppare  è finalizzato alla sensibilizzazione degli amministrati e degli amministratori su quelli che sono gli sprechi di una certa politica che dovrebbe essere per sempre accantonata. Ma serve veramente un'azienda come la SPL alla collettività? Iniziativa Sociale, così come per l'acqua, vuole che servizi essenziali come quelli rappresentati dalla raccolta dei rifiuti vengano gestiti direttamente dall'ente comunale, cioè dal pubblico. Ciò permetterebbe, tra l'altro, risparmi notevoli. Tanto per iniziare elimineremmo quei lauti introiti che finiscono nelle tasche di presidente, consiglieri di amministrazione, revisori dei conti.Ciò consentirebbe una migliore gestione del servizio tramite l'assessorato e gli uffici comunali competenti, risparmi notevoli sulle bollette, un servizio più efficiente, una migliore utilizzazione del personale che verrebbe integrato con altre unità. O forse fa più piacere a certi rappresentanti politici avere a disposizione posti da far ricoprire a questo o a quel proprio referente? Sappiamo quali sono i servizi gestiti dalla SPL. Tra questi l'unico in attivo è quello della farmacia comunale, la quale serve per coprire tutte le altre carenze, e comunque per un migliore servizio alla comunità potrebbe essere privatizzata e con una azione di coordinamento valorizzata nelle sue funzioni e nei servizi. La SPL gestisce anche la riscossione dell'ICI. A tal proposito sono già diversi i cittadini che ci hanno contattato disorientati dall'atteggiamento assunto di fronte alla nuova normativa che ha eliminato il pagamento della prima casa, dal personale addetto. Non vorremmo che fosse volontà dell'amministrazione creare confusione e vanificare gli aspetti  positivi della legge, con i risparmi che essa consente. Ci stiamo già attivando presso il Ministero competente affinché vengano emanate direttive che eliminino ogni possibilità di creare disagi tra i cittadini. E' possibile che nessuno tra coloro che si occupano di politica a Sezze abbia avuto un minimo dubbio sulla necessità dell'esistenza di una SpA come la SPL? Purtroppo è così: finché saranno costoro a rappresentare i cittadini, piuttosto che parlare di taglio agli sprechi si parlerà di occupazione di poltrone. Per concludere infine con quello che avrebbe dovuto essere il principale servizio fornito dall'azienda, cioè quello relativo alla raccolta e gestione dei rifiuti, ci preme sottolineare soltanto un dato: siamo tra gli ultimi in provincia di Latina nella classifica per la raccolta differenziata, con una percentuale che sfiora appena il 6%. E a Sezze parlano di un centro di compattamento da realizzare nell'ex Sogeni, per una struttura che ci verrebbe a costare solo in partenza 5 milioni di euro! Quanti operatori ecologici potrebbero essere assunti con cifre di molto inferiori?.E quanti nuovi mezzi acquistati?


La sicurezza stradale non interessa

17 giugno 2008

Come volevasi dimostrare. Li abbiamo messi alla prova ricevendo piena conferma a tutti i sospetti. Anche il nostro pezzo " Latina, una provincia a rischio", sistematicamente fatto recapitare a tutte le redazioni giornalistiche, nessuna esclusa, della nostra provincia, non è stato pubblicato. La motivazione? Facciamo dei nomi che non dovremmo fare. A questo punto ci sembra d'obbligo iniziare una riflessione ed aprire una discussione sulle libertà ed in particolare sulla libertà di stampa. Quando intere pagine dei quotidiani locali vengono acquistate da aziende come l'ASTRAL e inchieste come la nostra finalizzate a fare chiarezza sullo sperpero dei denari pubblici non vengono ospitate, appare evidente che gli spazi per esprimere opinioni non allineate, suffragate da dati, si restringano. In questo caso, allora, si può parlare solo del sesso degli angeli o sfiorare appena le problematiche senza entrare nel cuore della questione. Cominciamo a capire di quale " libertà"si tratta: è la libertà dei muli, che debbono andare avanti con i paraocchi. Noi i paraocchi non li abbiamo. Ecco perché abbiamo organizzato il sito " lavocelibera.it ", la cui funzione, perdurando tale situazione, assumerà un rilievo sempre più importante. Iniziamo con una riflessione: tanto per restare in tema ASTRAL, è concepibile che soldi pubblici finalizzati alla sicurezza della viabilità regionale vengano utilizzati per campagne pubblicitarie o per sponsorizzazioni delle più disparate iniziative che niente hanno a che vedere con gli scopi di questa azienda? E' tollerabile che questi soldi vengano utilizzati per spot il cui unico fine è quello di una pubblicità personale o di un favore a questo e quel politico? Che senso ha sponsorizzare un cineforum nel comune di Bassiano o una manifestazione di basket a Sezze? E' possibile che politici tanto " attenti " a dissertare su tutto lo scibile umano non tengano in alcun conto situazioni come queste? Tutto questo avviene mentre sulla Pontina, sulla Nettunense e su tutte le altre arterie regionali si continua a morire. Lanciamo un appello soprattutto ad associazioni sensibili a questa problematica, in primis quella dei Familiari delle Vittime della strada, affinché si facciano promotrici insieme al nostro movimento ed al nostro sito di tutte le iniziative praticabili per arrivare finalmente a conoscere nei dettagli  i bilanci dell'ASTRAL, a cominciare dagli stipendi di presidente, consiglieri di amministrazione e consulenti vari . Si può finalmente sapere a che titolo e sulla base di quali requisiti si continua ad assumere personale  mentre la sicurezza sulle strade continua ad essere drammatica? Si deve prendere atto di tale situazione e del fatto che giornali, giornalini, giornaletti, sono spesso finalizzati solo all'auto incensamento ed all'auto celebrazione, si parlano  addosso nella consapevolezza di essere servi e complici di un padrone. Oggi che si fa un gran parlare di sprechi, ci aspettiamo dal Ministero competente che vengano posti in essere tutti quei procedimenti finalizzati a fare definitivamente chiarezza sugli enti inutili che stanno dissanguando una popolazione ormai allo stremo delle forze. Che si entri finalmente nel merito di un bilancio nel quale nessuno sembra poter mettere il naso. Perché nel sito dell'ASTRAL il bilancio non è riportato?


Latina, una provincia a rischio

10 giugno 2008

Abbiamo aspettato abbastanza prima di dire la nostra circa le ultime vicende che hanno attraversato il mondo politico e non della nostra provincia. Alcuni strascichi non potevano non colpire anche Sezze, nella fattispecie il PDL setino, sia nelle persone che lo rappresentano attualmente,sia in quelli che dovrebbero essere i progetti per il futuro. Ci interessa anzitutto analizzare i motivi che hanno creato situazioni di disagio tra i cittadini a causa  di politiche amministrative non più al servizio della comunità, ma di una ristretta cerchia di uomini che gestiscono il potere privatamente. In questo contesto inutile sottolineare che i responsabili di quanto sta accadendo in provincia (ultime,ma non per gravità, le polemiche al centro delle quali si trovano il sen. Fazzone e la Magistratura pontina ) sono coloro che da anni gestiscono le amministrazioni locali  non per capacità proprie, ma per consensi elettorali riflessi,in una provincia orientata naturalmente verso Berlusconi e Fini. In essa il centro destra ( non Vincenzo Zaccheo) ha da sempre radici profonde. Perché Zaccheo non raccoglieva le attuali percentuali di voti quando militava nell’MSI? Come mai Salvatore De Monaco, vice presidente della provincia, nello stesso partito raccoglieva qualche decina di preferenze? Ricordate il pugno di voti  di Vincenzo Bianchi quando si presentò autonomamente candidato sindaco a Latina? Purtroppo questa manna di consensi piovuti in provincia grazie ai leader nazionali, è nelle mani di una cricca (Fazzone, Cusani, Zaccheo, Forte) che li ha utilizzati e li utilizza per ramificare su tutto il territorio un potere sui cui sistemi occorrerebbe meditare. Un potere che fa da calamita ed attrae tanti opportunisti ed affaristi ( indicativo il caso di Sezze, dove il PDL è nelle mani di quella consorteria che parte da Vincenzo Zaccheo ed arriva a Giovan Battista Giorgi ). Berlusconi,  proprietario unico dell’azienda elettorale creata da lui stesso, non sa, non ha capito, non ha avuto il tempo di approfondire ciò che avviene in provincia di Latina?  Perché non è mai venuto nelle nostre zone?  Ora a bocce ferme questo tempo non può e non deve mancare. Inizi ad interessarsi  di Latina, inizi ad informarsi sui  centri di potere che hanno influenza locale; Si avvalga della collaborazione del Prefetto, che  pare essere persona obiettiva. E il Prefetto, non faccia come gli altri. Non si faccia condizionare dal clima soffocante che si respira nel nostro territorio. Non può una provincia rimanere nelle mani di questi personaggi. D'altronde abbiamo visto nella provincia di Napoli ed in tutta la Regione Campania di cosa è stata capace una intera classe politica lasciata libera di fare e disfare, soprattutto dalla camorra, organizzazione che come ben sa il Prefetto si sta ormai impunemente ramificando grazie anche a connivenze che solo oggi emergono (vedi il comune di Fondi). Chi si sente intoccabile,  se lasciato fare, crea situazioni di non ritorno.


Via Ninfina, c'è chi specula sui morti

22 maggio 2008

Ci vuole solo la faccia tosta degli amministratori di Sezze, tanto del PDL quanto del PD, per parlare nei termini che stanno usando di Via Ninfina. Ci riferiamo a quelle che tutti conosciamo come Coste di Sezze, principale strada d'accesso alla città, balzata purtroppo agli onori delle cronache per i numerosi incidenti, anche mortali, che l'hanno interessata in questi ultimi anni. Vogliamo restare ai fatti e questi parlano chiaro. Lidano Zarra, attuale consigliere comunale e provinciale del PDL, si insediò nel 2003. Tra i suoi primi interventi vi fu quello contestatissimo e totalmente inefficace sulla via in questione. Da allora le polemiche sullo stato della strada si sono susseguite in occasione di ogni sinistro. Con il nuovo sindaco del PD Andrea Campoli le cose non sono cambiate. Anzi. Oggi l'oggetto del contendere tra questi due schieramenti non è lo stato dei lavori, comunque mai terminati, o le condizioni di una via che continua a creare notevoli disagi, ma solo i presunti meriti relativi appunto alla paternità di lavori ben lungi dall'essere portati a termine. Un modo di fare politica miserabile, soprattutto quando a parlare sono esponenti politici che negli anni scorsi hanno ricoperto importanti incarichi assessorili nelle giunte di sinistra senza fare nulla nel merito. E' ancora più miserabile poi, se ad avallarlo sono perfino personalità istituzionali come il Sindaco ed il Presidente della povincia Armando Cusani. Uno spettacolo veramente indecoroso, che ci da adesso la certezza di avere a che fare con amministratori e tecnici non all'altezza della situazione. Daltronde il fatto che solo quattro anni fa si è portato a termine un intervento strutturale massiccio sulla Via Ninfina e che a distanza di così poco tempo si è stati costretti ad intervenire nuovamente stravolgendo i lavori precedenti, conferma le nostre convinzioni. Andrea Campoli, chi lo ha preceduto cioè Lidano Zarra ed Armando Cusani, non hanno le carte in regola per poter parlare, piuttosto rendessero conto dei soldi che sono stati sprecati per fare della Via Ninfina una delle strade più pericolose del Lazio. Intanto i cittadini di Sezze attendono pazientemente che i lavori sia ultimati.


Stampa imbavagliata

22 maggio 2008

IL CAFFE' è stato l'unico giornale locale che ha dato spazio alla nostra inchiesta sugli sprechi  dell ' ASTRAL, cui daremo a breve un seguito.

Va sottolineato un dato: NESSUNO dei quotidiani della provincia di Latina interpellati ( Latina Oggi, La Provincia, Il Messaggero, Il Territorio, Il Tempo) ha avuto l'onestà intellettuale di farlo. Chi ha balbettato delle scuse, chi ha apertamente ammesso di non sentirsela. Dati che la dicono lunga sull'aria che si respira in territorio pontino. Vorremmo sforzarci di essere comprensivi e di capire a quali " pressioni " possano essere sottoposte le redazioni locali, dai direttori all'ultimo dei redattori (e poi se uno il coraggio non ce l'ha ... ) , ma dobbiamo anche riconoscere che in questo modo non si fa informazione corretta. Si arriva ad un livello e ci si ferma. Basta essere " politicamente corretti " per essere pubblicati. Se invece, Dio ce ne scampi, si alza un pò il tiro ... è un fuggi fuggi generale. I Roberto Saviano non ci sono. Non vorremmo pensare che la stampa è imbavagliata, ma davanti a questi fatti cosa dire? 

Non solo, perchè sugli stessi quotidiani possiamo trovare paginate pubblicitarie dell' ASTRAL e magari qualche articolo nel quale il presidente Giovanbattista Giorgi afferma di avere diminuito compensi e numero dei consiglieri aziendali. Dimenticando però di dire che ciò gli è imposto per legge. E la stampa, che ci ignora, lo pubblica. Comunque lavocelibera.it continuerà sulla propria strada e quello che non vi faranno leggere sui quotidiani controllati, potrete leggerlo sul sito. Rinviandovi al seguito dell'inchiesta sull' ASTRAL, salutiamo e ringraziamo la redazione de IL CAFFE' .


Miracolo all'Astral: la moltiplicazione dei pani e dei pesci

14 maggio 2008

Il Prefetto di Latina Bruno Frattasi è sceso recentemente in campo in merito alla fallimentare gestione delle strade pontine, dopo avere analizzato la situazione con la Polizia Stradale. La ex SS 148, la Pontina, ne è un emblematico esempio: resta fra le strade più pericolose d’Italia. A gestirla è l’Astral, l’azienda che si occupa della manutenzione di duemila chilometri di strade del Lazio ereditate dall’Anas. Istituita nel 2002 dalla giunta di Francesco Storace, è una società per azioni a capitale totalmente pubblico, di cui è oggi presidente Titta Giorgi (diessino ora nel PD). Unico azionista, la Regione Lazio.Giorgi ne è stato da poco riconfermato alla guida, in concomitanza della chiusura del bilancio aziendale con un utile lordo di circa 980mila euro.

Una anomalia, perché per opere che attendono da anni mancano fondi. Eppure l’Astral è ormai famigerata per gli sprechi. Anche se gli amministratori della giunta dell’ex governatore Storace parlarono di “curricula” eccezionali, all’epoca ci si scandalizzò per i parenti assunti senza concorso. La figlia di Francesco Aracri (AN), in quel periodo assessore ai lavori pubblici e trasporti, che controllava direttamente proprio l’Astral, e la cognata di Alfredo Antoniozzi, ex capogruppo regionale di Forza Italia, furono fra i centodiciasette chiamati direttamente senza concorso, da uscieri e segretarie a funzionari e dirigenti. Un esercito di parenti, amici, iscritti e politici dei partiti di centrodestra e non mancarono incarichi a fidanzate, cugini, amiche, con conoscenze ben radicate nei partiti. Aracri si giustificò dicendo: “le assunzioni non le ho fatte io, ma le ha gestite il consiglio di amministrazione. Dovevamo gestire le strade dell’ Anas in tutta fretta, non avevamo il tempo di bandire i concorsi”. Ma tra gli assunti c’era la figlia e ben 5 giornalisti.

Aracri fu sostituito come assessore da Giulio Gargano, il quale “scartò” affermando che le selezioni erano state fatte prima del suo arrivo e che l’ ex presidente dell’ Astral Andrea Abodi, uomo di Storace, non rispondeva a lui. E poi si cercava “di accontentare pure il centrosinistra, che infatti non ha mai protestato”. Infatti, come vedremo. Storace, da parte sua, non ha mai commentato: niente sui dirigenti senza laurea a 80mila euro lordi l’anno, niente sul responsabile dell’ ufficio stampa a 119mila euro, niente sulla cognata di Antoniozzi. Con Marrazzo ed il centrosinistra alla Regione e con Titta Giorgi alla presidenza, l’ andazzo continua. Quell’ esercito si ingrossa. Gli sprechi per le consulenze esterne si moltiplicano. Due nomi su tutti: Angelo Cacciotti e Raimondo Besson. Il primo, che è stato sindaco di Carpineto e responsabile della segreteria alla regione durante l’ amministrazione Badaloni, viene assunto all’ Astral ad aprile 2006, chiamato da Titta Giorgi. Capo delle attività della presidenza e dirigente degli affari generali poi, ottiene un contratto a termine di durata triennale per un compenso di 130mila euro lordi. A 54 anni decide di andare in pensione. Nonostante si tratti di una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, l’ Astral decide di erogare 100mila euro come “incentivo all’ esodo” da versarsi in due rate, settembre e ottobre 2007. Il problema è che così avrebbe perso due anni di stipendio da dirigente. Allora, il 14 Agosto, Giorgi invia a Cacciotti una “lettera di impegno a un incarico di collaborazione professionale”. Pensionato il 31 agosto, Cacciotti verrà riassunto entro il 30 settembre con un contratto di lavoro parasubordinato triennale da 60mila euro l’anno. La prestazione minima da garantire sarà pari a 120 giornate lavorative. E Raimondo Besson? Differente la sua posizione. L’ingegnere viene piazzato all’ Astral come superconsulente nell’ aprile 2006. Come consulente tecnico della presidenza percepisce 120mila euro annui. L’esperto di acqua, di area DS, assomma a questo altri due incarichi. E’ amministratore delegato di SORICAL (società risorse idriche calabresi), ma soprattutto è personaggio legato alle vicende pontine ( quelle che hanno condotto anche a diversi arresti, fra cui quello dell’ ex presidente della provincia di Latina Paride Martella) come vicepresidente di Acqualatina, azienda nell’ occhio del ciclone in una terra dove niente si muove se i vari Vincenzo Zaccheo, Claudio Fazzone, Armando Cusani, Stefano Zappalà, Michele Forte, tutti amici di Titta Giorgi, non vogliono. Un trasversalismo che fa tremare i polsi. Appare quindi azzeccato lo striscione esposto dagli operai UGL “oggi come ieri, comunista capitalista”,  che hanno manifestato davanti alla sede Astral per un aumento mensile di 20 euro e per i mancati interventi infrastrutturali, chiedendo dove sono finiti, ad esempio, i 10 milioni stanziati per il miglioramento di strade ad alta incidentalità come la Pontina.


La congiura del silenzio (siamo tutti un po' Travaglio)

12 maggio 2008

Ormai, con il duopolio PD - PDL, l'informazione non poteva che risentire ancora di più dei nefasti esiti di una informazione ormai monopolizzata. Dopo che con molta attenzione, per svariate volte abbiamo cercato di capire cosa mai potesse aver scatenato le ire che da destra a sinistra hanno investito Travaglio, francamente abbiamo capito che se qualcuno tenta di disturbare il manovratore, chiaramente una intera classe politica si scaglia contro di lui.

Avete sentito cosa ha detto Travaglio? Nulla di più di quello che ognuno può pensare. Ma la reazione qual'è stata? Quella che ci ha colpiti un pò tutti, in quanto è tesa ad eliminare nelle coscienze civili ogni spirito di critica,avendo già da un pezzo eliminato quello di autocritica. Sentire chi da decenni ha rappresentato il sistema nei vertici più alti, criticare le sue decisioni come se a rappresentarle fossero stati gli altri è lecito.

Da Ciampi a Napolitano, senza voler andare più indietro di questo, è lecito! Anzi! è giusto ed è anche indispensabile. E' anche doveroso che nessuno ad esempio si chieda, dove era Napolitano fino ad oggi, quando egli si mostra contrario a dare voce pubblica agli assassini ed ai  loro complici.

Noi invece ce lo vogliamo chiedere,e vediamo che lui mentre questo accadeva è stato tutto; da Deputato a Ministro, da Presidente della Repubblica ad autorevole esponente del PCI. Come mai è stato sempre zitto?

Come mai Ciampi prima di diventare Presidente non si era mai accorto che i nostri giovani non conoscevano l'Inno di Mameli? non si era accorto mai che a scuola, nelle piazze, e in tutta Italia , avevano vita più facile i rapinatori che chi "osava" fregiarsi di un tricolore? Non si era mai accorto da Governatore della Banca d'Italia che tutti rubavano? Che mani pulite aveva sollevato il coperchio di una pentola dove il tanfo investiva tutto e tutti?

Noi si ce ne eravamo accorti, soffrivamo e ce ne duolevamo. Proprio come ora cerchiamo di capire come mai queste cose avvenivano e avvengono ancora. E senza che chiediamo a nessuno una risposta perché tanto essa non arriverebbe, intendiamo darcela da soli. Perché essi hanno rappresentato e rappresentano un sistema, un potere, un Parlamento, del quale loro sono stati parte integrante, e con esso hanno agito. Ora bisogna difenderlo questo potere, anche a costo di prendere da lui le distanze. Ma in questo modo rischiano di far conoscere a tutti, da che parte sta la verità; ossia che essa molto spesso, non sta dalla loro parte.

A Travaglio,a tutti i cittadini che hanno deciso di "non mandare il cervello all'ammasso" ci sentiamo di suggerire una cosa che noi stiamo già seguendo.

Organizzarsi con tutti i mezzi a disposizione ad iniziare da Internet, perché da adesso sarà sempre più difficile far sentire la voce del dissenso. Non conosciamo le idee di Travaglio, non ci interessa conoscerle. Sappiamo benissimo che chi da lui si sente colpito ha enormi possibilità di difendersi. Ebbene lo faccia allora se ci riesce! Oppure ci faccia capire cosa gli manca per farlo se ad esserlo non sono argomentazioni valide. La smettano di passare per vittime, hanno in mano tutto, vorrebbero con queste ultime vicende avere anche le coscienze di tutti. Non sappiamo quella di Travaglio, ma di sicuro sappiamo che le nostre non le avranno mai, nemmeno con gli ultimi sconvolgimenti che hanno attraversato anche la stampa locale, dalla quale per precise volontà politiche, dobbiamo sempre più rimanere assenti.

Sono le stesse volontà che vogliono che Travaglio non parli, che non si esprima. Già fin da ora, ci sentiamo di poter dire che le nostre tesi, le nostre idee, i nostri dubbi, le nostre rimostranze, rimarranno presenti solo su questo sito, in quanto secondo noi presto, ci sarà tolto anche quel minimo spazio che fino ad ora in poche occasioni ci è stato concesso più per chiara volontà di giornalisti seri, che per espressa volontà di una stampa neutrale. Certi che quanto prima questo debba accadere, cercheremo per quanto di nostra competenza di far valere tutti i diritti che ci spettano in termini di copyright, per impedire che frasi foto filmati di nostra proprietà stralciati dal giusto contesto vengano privati dell'originario significato, se non addirittura snaturati e sconvolti nello stesso. Abbiamo capito bene ciò che sta accadendo,e sicuri che quanto prima al duopolio PD- PDL sarà contrapposta una stampa da loro monopolizzata, nei temi nelle notizie e nella informazione (naturalmente si fa per dire), stiamo provvedendo a far sapere tutto ciò il più possibile, affinché chi vuole continuare a conoscere liberamente le nostre idee sappia che solo in questo sito esse continueranno ad apparire. Almeno fino a quando non ci sarà tolta anche questa possibilità.


Il tennis a Sezze?

Dal torneo internazionale alla distruzione totale

6 maggio 2008

Dopo aver appreso dalla stampa che sono stati stanziati 500.000 euro per la ristrutturazione dei campi da tennis, la nostra redazione ne prende atto e si augura che sia l’inizio di qualcosa di significativo. Il degrado in cui versa l’intera struttura è documentato sul nostro sito web con tanto di fotogallery e riportiamo di seguito il comunicato datato 20 Aprile 2008. Discorso a parte meritano i campi da tennis. Sì, avete letto bene! “a parte” di un buonsenso che pare mancare da vecchia data ai nostri amministratori. Una splendida struttura che ci veniva invidiata da molti, che ormai versa in condizioni catastrofiche. Campi che erano il fiore all'occhiello del tennis provinciale e che ospitavano numerosi tornei di carattere internazionale abbandonati a se stessi.Il Sindaco precedente, Dott. Lidano Zarra, con una decisione che molto somigliò ad un fulmine a ciel sereno, con una singolare ordinanza ne decretò la fine. Con essa la fine di un meraviglioso sport come il tennis.

A Sezze oggi non restano altro che i ruderi di una struttura di prestigio, lasciando presagire qualcosa di ancora peggiore per la struttura stessa.Che qualcuno, in tempi non molto lontani, abbia ritenuto quel luogo più idoneo a soddisfare i bisogni di "alcuni" più che l'interesse collettivo? Che  fosse sembrato, sempre a "qualcuno", che lo stesso luogo potesse essere deputato a qualcosa di "famigliare"? Che non si siano create le condizioni, ancora una volta, per esercitare al posto dello sport qualche diritto di prelazione, magari in tempi prossimi? Che qualche cambio di casacca non fosse dovuto proprio a questo? Che cosa intende fare invece l'attuale Sindaco? Di certo c'è che così non può continuare, con una struttura che ogni giorno di più diventa pericolosa. Non ci è dato sapere ... vedremo. Insieme a tutti gli altri setini che li hanno votati, quelli di prima e ... quelli di adesso.

di Paolo Perciballe e  Angelo Brandolini


Sezze: ore 23,00 la caserma dei carabinieri è chiusa

6 maggio 2008

Un'anziana vedova rientra nel proprio appartamento dopo aver passato la serata a casa di una figlia. Trova la porta forzata: è uno dei tanti casi di criminalità, più o meno grave, in un centro storico ormai al degrado, insicuro, invaso da gente di tutte le nazionalità, dove si urina negli angoli addirittura in pieno giorno, dove gruppi di barboni girano raccogliendo cicche per terra, dove si incontrano  ubriachi in tutte le ore del giorno e dove i residenti vivono barricati senza alcuna difesa, alla mercé dei delinquenti. Uno dei tanti casi, dicevamo, ma quello che ci ha lasciati interdetti è stato l'apprendere che dopo le 22 la caserma di Sezze chiude i battenti. Dopo le 22 a Sezze ti può aiutare solo Dio: al numero telefonico di Sezze della caserma, non rispondono i militari locali, ma quelli di Latina, dai quali ti senti dire che l'unica cosa da fare è andare il giorno dopo da loro per la regolare denuncia. Perché allora tutti quei miliardi spesi per la nuova caserma? A cosa sono serviti? Per farla funzionare a fasi alterne?

Uno scenario inquietante per i cittadini, ormai senza difese di fronte a una situazione lasciata degenerare nel corso degli anni. Noi ricordiamo i Carabinieri che sapevano far rispettare l'ordine rappresentato dalle loro divise. Oggi sappiamo che per tante ore notturne Sezze è terra di nessuno. Ci siamo stufati di questa situazione di insicurezza diffusa. Le responsabilità sono chiare: è stato tollerato anche troppo, anche per convenienza. C'è tutta un'economia in nero che si è sviluppata in maniera sotterranea, che va dai tuguri  affittati abusivamente ad una certa imprenditoria sviluppatasi sul lavoro clandestino,per finire ai traffici più o meno leciti. Una situazione tollerata dagli amministratori di tutti i colori, magari anche da qualcuno che ha utilizzato mano d'opera in nero per cooperative a lui più o meno vicine. Siamo stufi del buonismo d'accatto, di certa sociologia salottiera. La nostra comunità va tutelata. Già nel centro storico circola l'idea di costituire ronde cittadine che sorveglino il territorio ormai abbandonato. Chiediamo a chi di dovere interventi drastici nei confronti di chi continua ad affittare in nero, controlli sui tanti pulmini carichi di merce umana che ogni mattina all'alba partono dal paese per ritornarvi al tramonto. Repressione nei confronti dei gruppi di barboni che stanno occupando i nostri parchi mettendo a rischio la salute dei bambini, pugno duro nei confronti di delinquenti e di ubriaconi più o meno molesti. Vogliamo che Sezze venga bonificata perché la situazione è ormai degenerata. Non sono stati sufficienti i due morti ammazzati di Casali e Crocevecchia, i due marocchini massacrati nel Parco della Rimembranza, il rumeno ritrovato massacrato ai Cappuccini, i morti degli scorsi anni ed i tanti episodi quotidiani di risse e violenze più o meno sanguinarie? Noi non ne possiamo più, vogliamo che Sezze torni ai Sezzesi, vogliamo tornare a vivere in una città serena e normale. Prima che in tanti decidano di lasciare il paese per trasferirsi altrove, come in molti già stanno pensando di fare.


Sicurezza a Sezze: centrosinistra e centrodestra poco seri

29 aprile 2008

Non è un problema di oggi: sono anni che denunciamo la "questione ordine pubblico e sicurezza"in splendida solitudine. Chi tenta solo adesso, appropriandosi di nostre tematiche poco credibilmente, di parlarne strumentalmente, ha governato Sezze non intervenendo sul progressivo peggioramento della situazione soprattutto in relazione al fenomeno immigrazione. Da anni chiediamo, invochiamo inutilmente, risposte che né il centrosinistra, né il centrodestra, al governo della città di Sezze con Zarra, hanno fornito; salvo ora riempirsi la bocca di chiacchiere come se non avessero amministrato, fallendo clamorosamente anche in tale settore.

Lidano Zarra da sindaco non ha fatto niente contro l'immigrazione: con quale credibilità ne parla oggi?

Antonio Vitelli, oggi consigliere del PDL, è stato per anni assessore con la sinistra. Quando noi raccoglievamo firme contro l'immigrazione selvaggia, lui la favoriva.

Rinaldo Ceccano, ex segretario e consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, come tutti quelli della sua formazione politica si occupava solo di tutelare zingari ed omosessuali, piuttosto che gli italiani.

Sono stati costoro a parlare della nuova caserma dei Carabinieri di Sezze come di una Tenenza ( solita promessa rimasta tale ), a determinarne l'ubicazione fuori dal centro storico, a condizionare lo stato in cui opera la Polizia Municipale.

Ora i responsabili dell'emergenza se ne lavano le mani: Non è serio!

Sull'immigrazione selvaggia, non solo non hanno dato risposte quando governavano, ma l’hanno determinata. Hanno chiuso gli occhi davanti alla microcriminalità e criminalità crescente. Ed accusavano noi, che denunciavamo la questione, di fare razzismo.  Oggi, tornano a prendere in giro i sezzesi. Parlano di sicurezza, coloro che hanno costretto i cittadini a vivere blindati! Addirittura ne parlano esponenti delle forze dell’ordine che si sono dati alla politica.  VERGOGNOSO!


No all'acqua privata, no alla Dondi: l'acqua è un bene di tutti

24 aprile 2008

Le recenti mobilitazioni contro l’acqua pubblica anche nella nostra provincia, riportano in primo piano la questione della Dondi a Sezze. Ben tredici anni fa una giunta PC-PSI, nella quale insieme ad esponenti storici della sinistra setina quali Titta Giorgi, Fausto De Angelis, Antonio De Santis, Enzo Eramo, figuravano Lidano Zarra ed i suoi compagni di partito (all’epoca PSI) Antonio Maurizi ed Enzo Ricci, affidò scriteriatamente, con un contratto trentennale, i servizi relativi ai cicli idrico-fognario ad una ditta di Rovigo, la “COSTRUZIONI DONDI SPA”. I disastri causati da tale gestione e le salatissime bollette che tartassano gli utenti a fronte di disservizi continui sono sotto gli occhi di tutti. I sezzesi pagano perfino una depurazione che non viene effettuata. Un dato soprattutto intendiamo sottolineare: le tariffe applicate a Sezze sono notevolmente superiori rispetto a quelle applicate da Acqualatina. Noi partiamo da un punto fermo: servizi relativi a bene essenziali come l’acqua, non possono essere oggetto di speculazioni private. Partiamo da un principio: non è tollerabile che una famiglia indigente, che si ritrova nella condizione di non poter pagare le bollette, possa subire in caso di inadempienza il taglio dell’acqua. Le politiche sconsiderate, dannose ed attente esclusivamente al tornaconto di pochi, messe in essere da certa destra personificata da rappresentanti quali Vincenzo Zaccheo, Armando Cusani, Claudio Fazzone, e a Sezze da Lidano Zarra, che non a caso dopo avere portato la Dondi da sinistra oggi si è riciclato nelle file del PDL, hanno condotto alla situazione attuale. 

La realtà è che a nessuno, tanto a destra quanto a sinistra, interessa qualcosa dei disservizi subiti dagli utenti e delle bollette pagate dai contribuenti. Noi intendiamo riaffermare il principio che l’acqua è un bene di tutti ed in forza di questo impegno continueremo le nostre battaglie. Intanto, mentre i sezzesi pagano, la Dondi incassa e gli amministratori fanno gli struzzi. Nel corso della precedente legislatura apprendemmo dall’ex sindaco Lidano Zarra che il comune di Sezze si stava indebitando per una somma di 2.250.000 euro al fine di realizzare un progetto per stralci per il potenziamento dell’impianto di depurazione di Casali. La questione è annosa. La Dondi, che gestisce da quindici anni il servizio, come verificato anche dalla Procura di Latina, ha utilizzato un sistema di by-pass che scavalcava sistematicamente l’impianto obsoleto ed inadeguato, causando grave danno ambientale. Per questo ed altro i vertici della ditta e quelli dell’ufficio tecnico comunale hanno problemi in Procura. Ci apparve strano e dannoso per i cittadini il passo fatto dal sindaco e dal dirigente del settore, interessato dall’azione della procura e curatore della progettazione.

Infatti la convenzione che lega Sezze alla Dondi è chiara: sulla base dell’articolo 16 parte terza, la spa si è impegnata ad effettuare a proprie spese gli interventi di ristrutturazione degli impianti depurativi. Ulteriori interventi sono previsti all’articolo 9 dell’atto aggiuntivo. Non solo! La legge Galli fissava un principio: la quota di tariffa riferita alla depurazione, laddove non viene effettuata, affluisce in un fondo vincolato destinato alla realizzazione degli impianti. Una sentenza della Cassazione ha superato tale principio: se non c’è depurazione non si paga! Gli amministratori di Sezze avrebbero dovuto spiegare perché, dopo che per anni i sezzesi hanno pagato profumatamente un servizio inesistente, dopo avere subito l’inquinamento ambientale, dovrebbero subire la beffa e l’ulteriore danno economico di un notevole indebitamento delle casse comunali per lavori che per contratto spettano alla Dondi. Sono quindici anni che inquinano, tra i silenzi di tutti gli amministratori, di tutti i colori, con un impianto mai adeguato che arriva a depurare appena il 5% dei residui. Eppure ha continuato a mettere in bolletta la voce “depurazione”! Che fine hanno fatto i milioni di euro che dovevano finire nel fondo vincolato? Perché nessuno ha fatto applicare la convenzione? Il depuratore va fatto, ma lo deve pagare la Dondi non i cittadini. E le notizie su quell’ impianto futuristico, da 4 milioni di euro da realizzare allo Scalo, non vanno a cozzare contro le centinaia di migliaia di euro del progetto Zarra-Carlesimo? Sono questi i metodi amministrativi che hanno fatto lievitare la pressione tributaria dei contribuenti di Sezze. Se è vero, come è vero, che le responsabilità sono trasversali, ancora di più ne ha chi da sindaco come Zarra, nulla ha fatto. Ora di che cosa parla?


PD - PDL, solo una consonante la differenza

18 aprile 2008

Nel silenzio generale di Sezze occorre parlare. Lo facciamo noi di Movimento Libero di Iniziativa Sociale. In tutta onestà, leggere in questi giorni sui quotidiani locali gli interventi sul risultato ottenuto dal PDL, suscita quantomeno ilarità e fotografa precisamente il degrado cui è giunta la politica in particolare a Sezze. Bene, o meglio male, sapete chi grida hurrà per i voti di Berlusconi? Il Consigliere Antonio Vitelli! E chi è, se non l'ex assessore comunista nelle giunte di Giancarlo Siddera? Purificatosi nelle acque delle Sardellane, dopo anni di disastrose amministrazioni di sinistra è il campione di Silvio a Sezze. Naturalmente insieme al neo-segretario del Popolo della Libertà Rinaldo Ceccano; lo stesso Ceccano che qualche anno fa era segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Anche lui fulminato sulla via di Fazzone. Come dire: le strade per Arcore sono infinite. Dietro di loro, come deve essere, tutta una platea di riciclati, passati nel corso del tempo da una maglia all'altra. Qualcuno, come Roberto Reginaldi, ne ha perso il conto.

Ma quello che rende il tutto ancora più comico, è il silenzio che c'è dall'altra parte. Il PD tace; nessuno che intervenga per dire a costoro, nella polemica politica, zitti, siete solo esempi di opportunismo, affarismo ed incoerenza. Naturale: quanti scheletri negli armadi contano anche loro? Sono gli stessi che criticano l'utilizzo delle auto blu (quelle degli altri), ma tacciono di fronte a quelle di Titta Giorgi. Una volta il Polo-CdL tentava a Sezze di creare una alternativa nei programmi e negli uomini. Ricordate le forti contrapposizioni ad esempio sulla gestione dei servizi idrico e fognario da parte della DONDI Spa con il centrosinistra? Tutto accantonato: chi ha portato la ditta di Rovigo a Sezze o l'ha coperta, oggi occupa trasversalmente i banchi consiliari nel PD e nel PdL, da Giorgi ad Enzo Eramo, da Zarra a Maurizi. D'altronde lo stesso Vitelli non è stato assessore comunista al bilancio? Oggi sta nello stesso partito della Mussolini e di Fini. E gli esponenti locali di questi ultimi, con lui. Baci e abbracci, tarallucci e vino. Tutto normale baby, siamo a Sezze. Ah che goduria non aver votato !!!

Onore al 24% di astensioni,schede nulle, schede bianche.


Il risultato elettorale

15 aprile 2008

E' l'unico dato che ci interessa veramente, essendoci schierati apertamente per il NON VOTO. Ed è un dato, lo diciamo subito, che ci soddisfa tanto a livello nazionale quanto, soprattutto locale. Se il dato nazionale da in aumento il numero degli astenuti, ancora più rilevante è il dato locale. A Sezze si attesta al 24 % ( 4.114 alla Camera, 3.768 al Senato ) il totale degli iscritti alle liste elettorali che ha deciso di disertare le urne astenendosi dal voto, di annullare la scheda o di consegnarla in bianco. In pratica,un elettore su 4 ha dimostrato in questo modo la propria sfiducia nei confronti del sistema dei partiti e di chi li rappresenta. E' su questo dato che si deve lavorare per aspirare ad un cambiamento; è questa l'unica via di uscita da un sistema soffocante e totalitario. Il resto è fuffa. Lo abbiamo detto: tra PdL e PD c'è solo una consonante di differenza. L'affermazione dell'uno o dell'altro era per noi indifferente, talmente indistinguibili restando i loro profili. Ha vinto Berlusca, avrebbe potuto vincere "Uolter", non cambia niente: sono le due facce della stessa medaglia. Per quanto riguarda le rappresentanze provinciali, registriamo con piacere il fatto che la " Consorteria ", abbia perduto qualche pedina ( Pedrizzi, Burani, Forte ), che Mochi sia affogato in quella " botte di ferro ", nella quale lo ha infilato Vincenzo Zaccheo, che sia scomparsa, insieme ad AN, anche la finta Destra di Storace. Resta il dato sulle astensioni, positivissimo: un popolo al quale dare voce contro la casta. E' un impegno che ci assumiamo, in attesa che anche gli altri capiscano che votando hanno solo continuato a dare credibilità a chi non la merita, permettendogli di continuare a fare i propri interessi.


Astral, da carrozza a carrozzone

9 aprile 2008

Ricordate le inchieste giornalistiche dei grandi quotidiani nazionali ( Corriere delle Sera), ai tempi del  "governator" Francesco Storace? Nell'ASTRAL entrava di tutto e di più: amici, amici degli amici, amici degli amici degli amici ... Uno scandalo! All'epoca le sinistre, giustamente, denunciavano lo spreco clientelare. Insomma, recitavano il copione che in quel momento li vedeva "oppositori". Si, proprio così, un teatrino! Perchè con Marrazzo mica è cambiato niente ! Anzi ... Il buon Titta Giorgi, presidente attuale dell'ente, fiduciario del nuovo governatore del Lazio, piuttosto che eliminare la pesante carrozza, l'ha trasformata in carrozzone. Questi " moderni " partiti che si riempiono la bocca di termini come "spoyl sistem", questo sistema non lo attuano proprio: agli amici di Francesco Storace, rimasti in azienda allineati e coperti, si sono aggiunti gli amici di Titta e quindi di Marrazzo. Una mastodontica organizzazione che stando ai periodici proclami avrebbe già risolto grosse problematiche: dalla costruzione della terza corsia della ex Statale 148, alla realizzazione del collegamento autostradale Cisterna Valmontone. Mancherebbe solo la sistemazione della Via Flacca, in via di risoluzione, e poi gli automobilisti laziali non avrebbero più alcun problema. Ora, in periodo non certo sospetto, è arrivato l'annuncio dei lavori alla Storta di Sezze. Un tempismo perfetto, naturalmente dovuto anche alle " sinergie " con personaggi come il Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo ed il Presidente provinciale Armando Cusani. Una squadra veramente affiatata che fotografa con precisione la situazione politica italiana, che vede PD e PDL distinguersi soltanto per una consonante di differenza.


Emergenza immigrati a Sezze

31 marzo 2008

Un'inchiesta pubblicata dal setttimanale PANORAMA, dal titolo " BENVENUTI A SEZZE , PROVINCIA DI BUCAREST ", ripropose a livello nazionale quello che non è più soltanto un problema, ma un vero e proprio caso, ormai a causa delle dimensioni che ha assunto l'emergenza immigrati. Il rapporto numerico locali / stranieri, è sproporzionato! La popolazione setina si aggira intorno ai 24.000 residenti, ai quali corrisponde una presenza di stranieri che supera abbondantemente i 10.000. Di questi nemmeno un migliaio è regolare. E' un dato ufficiale: oltre il 40% degli stranieri che risiedono nei comuni dei Monti Lepini ha scelto di stabilirsi proprio a Sezze ( in riferimento ai soli regolari). Da tempo chiediamo interventi atti a calmierare il problema: blocco della immigrazione selvaggia, censimento preciso degli stranieri residenti in loco, controllo sulle loro attività di sostentamento, lotta alla clandestinità, espulsione degli irregolari, controlli nel settore immobiliare, finalizzati a stroncare il commercio sotterraneo e l'affitto di tuguri fra disperati in cerca di casa, colpendo chi localmente lo favorisce, lotta al caporalato e allo sfruttamento di manodopera clandestina, attivazione di una anagrafe per immigrati. Da parte della locale Amministrazione, non abbiamo mai ricevuto risposte. Non si è mai andati più in là di un falso pietismo ed umanitarismo parolaio. Non è sulla base di questi presupposti che i problemi legati al fenomeno possono essere affrontati e risolti. Occorre essere realisti. La realtà è che Sezze vive una emergenza immigrati, è interessata da un flusso incontrollato di stranieri, al quale è indispensabile porre un freno, per non incorrere in problemi sempre più gravi.

CHI SPECULA SU QUESTO TRAFFICO,CHI LO COPRE ? In data 20 / 11 / 2003, il quotidiani IL TEMPO, in cronaca di Latina, pubblicava un articolo dal titolo " CLANDESTINI, SU SEZZE LE MANI DI UNA GANG CRIMINALE: INTERVIENE LA PREFETTURA ".

Nel pezzo si informava che il " caso " è stato analizzato a fondo dalla Prefettura.

Testualmente: " attorno ad un tavolo si sono riuniti il Viceprefetto Caterina Amato, il Sindaco di sezze, il suo Vice, il Questore Alfonso Maria La Rotonda, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Vincenzo Paticchio e della Guardia di Finanza Fernando Verdolotti ".  Nel corso della riunione, emerse che una " gang organizzata, ormai stabile sul territorio, gestirebbe tutto il traffico dei clandestini ... A trovare loro casa, sarebbe l'organizzazione criminale, che si occuperebbe anche, facendoli radunare negli orari prestabiliti sempre negli stessi posti, di trovargli un "lavoro" e di portarli a destinazione.

Molte giovani straniere, per cifre piuttosto considerevoli, verrebbero avviate alla prostituzione e sfruttate dalla banda. Una situazione esplosiva che si sta cercando di disinnescare al più presto. A tal fine è stato costituito uno specifico pool investigativo, che dovrebbe essere coordinato dal Vice Questore Andrea Curtale". Sono passati 5 anni dalla notizia giornalistica: Quali sono le iniziative assunte dal pool ? E i risultati ottenuti ? A Sezze purtroppo, l'andazzo non è cambiato. Il pool esiste ancora? Bisogna cominciare a chiedersi perché proprio Sezze. Perché da Durazzo (Albania), si parte a colpo sicuro proprio per arrivare a Sezze. Perché da anni siamo al centro di questo fenomeno. C'è una invasione organizzata. A SEZZE NON ESISTE UNA POLITICA PER L'IMMIGRAZIONE. Non con il Centrodestra, non con il Centrosinistra: è l'assenza delle Amministrazioni ad avere generato il caos. Una assenza solo colpevole o anche voluta?


In rete il sito www.lavocelibera.it

30 marzo 2008

MOVIMENTO LIBERO di INIZIATIVA SOCIALE comunica l'attivazione del proprio sito Internet lavocelibera.it , questa la denominazione, è uno spazio di libertà, indipendenza ed autonomia. Viste le finalità del movimento, che nasce fuori dagli schemi di Destra, Sinistra, Centro e da un Sistema di partiti sempre più uguali ed onnivori, che hanno soffocato, con il controllo pressochè sistematico della stampa, la libertà di espressione e di pensiero, lavocelibera.it dirà quello che altrove non può essere detto e letto. Non a caso parte in piena campagna elettorale con una mobilitazione per il non voto, per l'astensionismo attivo. Posizione che abbiamo ampiamente motivata con i nostri documenti politici sistematicamente oscurati .Ora avremo la nostra voce, che vuole essere la voce di chi voce non ha.


Documento politico dell'Asemblea

12 marzo 2008

Così, molto semplicemente: se la sono "scordata".

Assente, non risulta: Latina non c'è. E' "aut", fuori dalla "competizione"(?) elettorale. Chi decide a livello nazionale le fortune (loro) e le sfortune (nostre), ha emesso la sentenza: i soliti noti dentro ( Fazzone, Sesa Amici, Conte), per gli altri "noti"non c'era posto, i restanti a fare numero. Terra di conquista, ecco cosa è Latina! In un Amen addio al "laboratorio della destra", addio ad AN, addio alle speranze del nascete PD. Ma stanno veramente così le cose? Così è ... se vi pare. Ed a noi non pare. Perché la "Consorteria" che dal 94 controlla il territorio provinciale continua ad imperversare. Ancora oggi. Intanto Claudio Fazzone c'è, come c'è l'Amici. Ma anche Forte, nell'UDC, è eleggibile. Conte è in una botte di ferro. Vincenzo Zaccheo avrebbe voluto, ma non ha potuto, resta Sindaco a Latina. Ci ha provato, Fini ha detto no. Ecco allora il sistema "compensativo": senza di me, nessuno di AN in Parlamento, mio fratello in Regione, un qualsiasi sottosegretariato, che in campagna elettorale non si rifiuta a nessuno. E gli altri: tutti muti, allineati e coperti, accattoni in attesa di briciole. Le speranze della primavera del PD? Bruciate anch'esse. La destra di Storace? Umiliante per la vera Destra e per la nostra provincia, che vede solo come serbatoio di voti, che non arriveranno, utili per garantirgli la poltrona. La verità? La gestione "mafiosa" del potere non sta costituendo un problema di ordine pubblico, ma un segno del declino della vitalità delle popolazioni pontine. Mondo politico, mondo degli affari ed organizzazioni criminali non sono in conflitto. E se le Istituzioni tendono sempre più a rappresentare solo gli interessi di chi le occupa, la gente si allontana dai valori di solidarietà e partecipazione. Il ceto politico, tutto ( dalla destra alla sinistra, passando per il centro), ha espropriato il popolo di un diritto fondamentale: quello di costruire il proprio tempo con i propri ideali. LE POSSIBILI SOLUZIONI: oggi è indispensabile NON votare, dire no allo strumento-partito. E' attraverso essi che si è sviluppato un sistema di omologazione antidemocratica con un verticismo soffocante, l'accentramento delle cariche, l'occupazione e la lottizzazione di zone di potere interno ed esterno. Quella ramificazione tentacolare in ogni settore della società civile che abbiamo visto in provincia di Latina, quella politica ridotta a strumento esecutivo di interessi privati. IL FUTURO E' NELL'INDIPENDENZA DEI MOVIMENTI LOCALI E TERRITORIALI.


Il problema del randagismo a Sezze

10 marzo 2008

Abbiamo capito le polemiche di questi giorni,relative al randagismo, a cosa sono dovute.  Come sempre gli amministratori che Sezze si ritrova, di maggioranza e di opposizione, voluti dai Sezzesi hanno fiutato l' "affare". Questi Signori intendono risolvere il problema randagismo,non a favore della collettività,ma, in termini di business, all'insegna di : "Molti più randagi, molti più soldi da "investire". La cosa che ci si aspetterebbe da politici in "buona fede", è che con mancanza di ipocrisia, si facciano carico verso le loro forze di riferimento, affinché anche in Italia, una legge specifica sul randagismo, faciliti l'adozione da parte dei cittadini,di animali domestici come i cani. Purtroppo invece grazie alle leggi vigenti possedere oggi un animale, ad esempio un cane, è diventato un lusso ed una enorme responsabilità. Il tutto,a vantaggio dei soliti appalti,e relativi appaltatori. Vogliamo elencare solo alcune delle spese a cui è soggetto chi decide di prendersi cura di un cucciolo. Si inizia con l'iscrizione all'anagrafe canina, che prevede una spesa di circa 100 Euro, gratis in tutta Europa ma non in Italia; la seconda tappa,per il malcapitato, consiste nelle 3 vaccinazioni, indispensabili per la sopravvivenza dell'animale e che hanno un costo di circa ulteriori 100 Euro; segue poi la sverminazione del cucciolo, cosa questa che almeno per l'echinococco, negli anni scorsi,era gratuita ma oggi non lo è più, e la spesa ammonta ad almeno 50 Euro l'anno; si conclude, ma non perché finite le spese a carico dello sventurato possessore, con il prezzo dell'antirabbica  che si aggira  intorno ad altri 50 Euro annui. Addirittura esiste un consistente balzello finale, pari a qualche centinaio di euro,quando il povero cane passa a miglior vita. Chiaramente senza pretendere di voler addossare alla collettività ciò che riguarda il quotidiano mantenimento ( Assicurazione, crocchette ecc.),riteniamo che  un eventuale scarico delle spese veterinarie documentate,potrebbe contribuire ad indurre i cittadini a prendersi cura di questi cani. Capiamo però perfettamente che per i nostri amministratori, voluti dai sezzesi, sia più comodo e vantaggioso risolvere il problema a suon di centinaia di migliaia di Euro, da destinare,come sempre, chissà a chi e chissà perché. Le cifre da noi elencate risultano  evidentemente  irrisorie,  per amministratori che, per rimanere in linea consequenziale con quanto "sprecato" fino ad ora, preferiscono destinare a questo scopo, somme enormi che altrimenti potrebbero essere destinate a scopi più validi, ma sicuramente meno "clientelari". Per loro, soddisfare la voracità di qualche loro amico o "cliente", conta più di cento buone azioni, a favore della collettività. Queste nostre soluzioni, dettate dal buonsenso e all'insegna del risparmio dei soldi pubblici,vigono già in tutta Europa,tanto è vero che il randagismo è una piaga esistente solo in Italia. Invitiamo quindi questi amministratori ,per quanto di competenza dei Comuni, a mobilitarsi affinché almeno quelle spese,a carico dei possessori di cani che hanno riferimenti locali,possano essere o ridotte o estinte, incentivando così  chi desidera avere un cane.


Il Prefetto a Sezze

8 febbraio 2008

Dopo che il Prefetto ha rassicurato la cittadinanza di Sezze,  facendo sapere che  è tutto sotto controllo e che i  reati sono in  calo, si può  dormire tra due  guanciali. Siamo  tutti più  tranquilli: non  c'è  un'emergenza  sicurezza, non   esiste  immigrazione  selvaggia, tutto è  a  posto.  Ma  questa  non  è  Sezze, siamo su Matrix!  

Non  fosse  stato  per  l'omicidio  di un  romeno, un  paio  di marocchini  massacrati  nel  Parco della  Rimembranza, un altro straniero rinvenuto in quello dei Cappuccini, qualche sporadica  rissa, un pò di  furtarelli, un  centro  storico  che ricorda  i suk, sarebbe  tutto regolare.  Ed il sindaco  concorda. Ma  eccellenti  rappresentanti  delle  Istituzioni, Onorevoli  rappresentanti di tutti  i partiti, dove  vivete? In quali  condizioni  è stata  ridotta Sezze  lo sappiamo  bene  noi, impegnati  da  anni sulla questione  immigrati, su  quella  della sicurezza. I risultati?  Quelli che stiamo subendo, di cui responsabili sono anche quegli  elettori  setini  che  questi  amministratori  si  sono  scelti.  Lo ribadiamo: chi è causa  del  suo ma le pianga  se stesso. Tra  noi  che proponevamo  tolleranza zero  e  gli  altri  che  di questo  problema  non  si  sono  mai  occupati  e che nel migliore  dei casi  ci davano dei  razzisti-allarmisti, hanno scelto  questi.  Se  li  tengano. Un  dato    sottolineato: c'è  qualcuno  che  oggi  straparla,  ma  che  ieri  quando  sollevavamo  la questione dello sfruttamento della manodopera  clandestina,  sottopagata  in  nero in alcuni  settori come quello  agricolo, ci  attaccava  attraverso  sigle  di  comodo. Per costoro  gli  stranieri vanno bene solo se  sfruttati,  non  più  se  rubano  dentro  casa. Al  Prefetto  rammentiamo  che  già  nel  2003  scattò  l'allarme  e  che fu  costituito  presso  la Prefettura, dai  vertici  provinciali  di Carabinieri,  G. di Finanza,  Polizia, un pool  investigativo  finalizzato  a  controllare  la  situazione  di  Sezze  ed  a  verificare  l'esistenza  di  una  organizzazione  criminale  sul  territorio  che  gestiva  il  traffico  di  clandestini. Dal  2003 ad  oggi cosa è  cambiato?  Le  cose  in  realtà  sono  peggiorate.  Perché  non è  mai  stato  fatto  un  controllo  capillare,  casa  per  casa,  allo  scopo  di  combattere  la  piaga  degli  affitti  abusivi?  C'è  troppa  speculazione  sul  fenomeno,  una  economia   in  nero  troppo tollerata.  E  c'è  tanta  ipocrisia  da  parte  dei  sezzesi e  tante  falsità  da  parte  di  amministratori  che  si  riempiono  la   bocca  di chiacchiere.  Non  avevamo  noi  del MOVIMENTO  LIBERO  di  Iniziativa  Sociale, schierati  in alternativa  a tutta  la classe  politica,  imprenditori  interessati  dietro,  non  abbiamo  fatto  noi  campagne  elettorali  da migliaia  di  Euro. Ora i sezzesi, insieme  a  questi Consiglieri Comunali  starnazzanti, si  debbono  tenere  anche  i problemi  che  hanno  causato  e  continuano  a causare. Ha ragione il  Prefetto, tutto và  come  deve  andare.


L'ecomostro di Sezze

3 febbraio 2008

Costituzione della Repubblica  Italiana,  art.  9: " La Repubblica tutela  il paesaggio  e  il patrimonio storico  e artistico della Nazione". 

È stato così  nel caso della demolizione del Teatro Sacro Italiano di Sezze? 

La monumentale struttura, che era adagiata sul versante di una ridente collina in maniera  del tutto naturale, disegnata e realizzata nel dopoguerra da un  pool di professionisti  tra i  quali  spiccava  l'architetto  Piacentini, come  denunciato dal  nostro  Movimento  è  stata  demolita dalle ruspe per fare posto ad un  ecomostro, che violenta e deturpa  irrimediabilmente  tutta  l'area. Una vergogna! Movimento Libero di  Iniziativa  Sociale  ha  reso noto, diffondendolo un  dossier su questo scempio ambientale corredato di  fotografie esplicite contenente anche diversi  punti  di domanda sulle  eventuali autorizzazioni della Sovrintendenza,  sulle perizie idrogeologiche,  sul  progetto, sulla sua approvazione, sui responsabili di questa, sui  finanziamenti, sugli  enti erogatori, sulle  spese, sul  loro rendiconto,  ecc. 

Ad oggi, nessuno degli  interessati (dal Parlamento Europeo alla Regione  Lazio, dalla Provincia  di  Latina al Comune di Sezze) ha soddisfatto le urgenti  richieste  di trasparenza.  Il  nostro Movimento è arrivato a calcolare, finora, oltre 2 Milioni di euro che sarebbero stati  ingoiati dal cantiere. Qualcuno fornisca delle delucidazioni:  Il  Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Latina, Armando Cusani, ed  il  Sindaco di  Sezze Andrea Campoli si facciano avanti. Rendano trasparente e pubblico tutto l'iter che ha condotto all'attuale scempio. Facciano sapere chi sono i responsabili  firmatari  nelle diverse fasi  di progettazione e approvazione; come è stato  aggiudicato  l'appalto;  rendicontano nel  merito. Facciano anche sapere per quale motivo sia  stato  accantonato  un  precedente  progetto  presentato dall'APT  e  approvato da  Comune e Regione, che  prevedeva  il  totale  recupero  della  monumentale  struttura  con  soli 300.000 euro. Il  loro silenzio ci  indigna, come ci  indigna il  silenzio di  tutta  la classe politica del comune lepino (di  tutti i partiti, di  maggioranza ed opposizione) insensibile  di  fronte alla  deturpazione del  territorio ed all'abbattimento del più  importante  Teatro Sacro d'Italia. Movimento Libero di  Iniziativa Sociale avanti. Stiamo  contattando  "Striscia la notizia",allertati  anche  dalla scomparsa, nell'area  interessata  dai lavori, della obbligatoria cartellonistica. Fatto accaduto dopo la nostra denuncia.


Arrestato Paride Martella

24 gennaio 2008

Abuso d'Ufficio, Frode nelle pubbliche forniture, Falso ideologico in appalti pubblici, Truffa aggravata, ma soprattutto Associazione a delinquere

Per noi che da anni parliamo di "Consorteria" è una rivincita! 

Così, Paride Martella, per 10 anni Presidente CDL  (AN - FI - UDC)  della Provincia di Latina, Presidente fino a non molto tempo fa del CdA di Acqualatina, regista dell'operazione che condusse  Lidano Zarra a fare il Sindaco di Sezze, esponente di spicco di quel gruppo che da Zaccheo a Pedrizzi, da Fazzone a Forte, ha condizionato la vita politica della Provincia di Latina e dei suoi Comuni più importanti, responsabile provinciale dell' Italia dei Valori nonché collaboratore del Ministro Antonio Di Pietro, è finito agli arresti con quelle gravi contestazioni di reato di cui sopra.  Siamo gli ultimi a stupirci!  A Sezze siamo stati i soli a contrastare la coppia Martella - Zarra  che si accingeva a mettere le mani sulla città ed a denunciare la loro politica di "Occupazione" di tutto quello che c'era da occupare. Era il 2003, all'epoca ci attivammo per costruire, in occasione delle amministrative, un'alternativa al Centro Sinistra. A Latina fecero di tutto per impedirlo, dando il via libera all'operazione "Liste Civiche" sponsorizzata da Martella e capitanata da Zarra. Nonostante questo, riuscimmo ad aggregare Fiamma Tricolore, AN e Forza Italia in una inedita alleanza. 

Durò poco: I vertici provinciali CdL (Fazzone, Forte, Zaccheo, Pedrizzi) fecero carta bianca per apparecchiarsi al tavolo del vincitore, snaturando il ruolo della Destra come noi la concepiamo. Esponenti di una Destra legalitaria, ci allontanammo definitivamente da quell'ambiente di affaristi cinici che continuano ad imperversare sul territorio.

Ci preme sottolineare che in quella occasione cercammo, ma non trovammo, appoggio (Perché venisse sconfessato quel disegno affaristico) in esponenti politici come Fabrizio Cirilli e Stefano Orsini. Ad Orsini intendiamo rammentare, visto che oggi discetta nel suo ruolo di portavoce di Storace, che per tantissimi anni è stato fedele assessore nelle giunte Martella. Come vogliamo rammentare ai vari Fazzone, Pedrizzi, Zaccheo, Forte, che per anni hanno collaborato con lui.  Non si sono mai resi conto di quali mezzi venivano usati nell'amministrare? Non sapevano niente?  In tal caso saremmo di fronte a politici evidentemente incapaci. Per quel che ci riguarda, il nostro impegno civile è continuato in piena libertà ed autonomia. Le nostre battaglie di denuncia le conoscono tutti. Plaudiamo all'iniziativa della Procura ma ci chiediamo perché non si interviene anche su Sezze con una indagine seria sulla gestione relativa ai cicli idrico e fognario da parte delle "Costruzioni Dondi SpA" o su alcuni appalti e lavori pubblici, come quelli che attualmente interessano il Teatro Sacro Italiano.


Inopportuno intervento di Zaccheo

11 gennaio 2008

L'inopportuno intervento del Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo e del Deputato Riccardo Pedrizzi su un presunto clima intimidatorio nei confronti di AN a Sezze appare quanto mai strumentale. Nel centro della città sono apparse scritte farneticanti, da noi documentate fotograficamente, indirizzate chiaramente contro i " Fascisti ", non contro AN. Che si sentano colpiti gli esponenti del partito il cui Presidente Nazionale Gianfranco Fini, ha definito il  Fascismo  " Male assoluto", è quanto meno strano.

Mettere poi in relazione queste scritte con un presunto, e non meglio specificato "Atto vandalico" che sarebbe stato compiuto ai danni di una sede di AN che Zaccheo, Pedrizzi e Bianchi dovrebbero inaugurare in loco, è chiaramente una forzatura. Se non altro perchè data l'assenza politica di AN a Sezze, ne sono al corrente solo loro ed una molto ristretta cricca, che ha bisogno di pubblicità per farsi conoscere. Dato che il clima che viviamo a Sezze non è certamente di tensione politica, questa uscita disinformante appare soltanto come l'ennesima " Zaccheata”.  

Ma è solo disinformazione o tentativo di deviazione?  La  “ solidarietà” prontamente espressa dal Sindaco diessino di Sezze Andrea Campoli   ci lascia pensare.  Stiamo   assistendo ad un teatrino.  Si devia in questo modo l’attenzione da problemi reali.    Il nostro  Movimento  Libero , ci tiene a rammentare ai cittadini di Sezze, alle  Autorità,  al Sindaco, agli assessori,  ai Consiglieri tutti,  che sulla grave questione da noi sollevata relativa  all’Ecomostro  che stà sorgendo  al posto del Teatro Sacro Italiano (Anfiteatro), perdurano da parte di tutti  assordanti silenzi.  Si parla di fuffa, ci si danno grandi pacche sulle spalle da destra a sinistra, si discetta  in maniera irresponsabile  su un clima inesistente di intimidazione ,  ma non si danno risposte ai problemi veri.  L’unica intimidazione reale è quella tendente  a far si che non si  forniscano chiarimenti sui  grandi problemi che attanagliano  il territorio, senza che arrivino circostanziati rendiconti riferiti alle centinaia di migliaia di Euro che finiscono in pozzi senza fondo.

anno 2008

INIZIATIVA SOCIALE