Movimento politico

MOVIMENTO LIBERO INIZIATIVA SOCIALE 

anno 2013

www.lavocelibera.it

per chi ha deciso di non ... mandare il cervello all'ammasso

Ufficio Stampa  

 

Calvani & C. , fare chiarezza
Il “sistema” sceglie anche i suoi “nemici” (nemici?) , concedendo loro il massimo dello spazio sui media più importanti, distorcendo la realtà dei fatti al fine di tenere sotto controllo la volontà di tantissimi italiani giustamente incazzati. Movimento libero Iniziativa sociale intende iniziare a fare chiarezza. Siamo attivi da anni in particolare a Sezze, con battaglie contro gli sprechi della politica (dagli 80milioni di euro bruciati per la SR 156 al plurimilionario ecomostro-anfiteatro) e contro la “consorteria” che controlla capillarmente il territorio. Un’area che confina con quella di Pontinia, il comune di Danilo Calvani, la cui azienda agricola si espandeva anche a Sezze. Qui è consigliere comunale uno dei  bracci destri, o sinistri, dell’uomo con la Jaguar: Roberto Reginaldi. Nella foto che alleghiamo, Reginaldi è il primo da sinistra. Nel fermo immagine sta inaugurando proprio la SR 156 insieme ad esponenti di spicco della sua area politica di quel periodo, il centrosinistra. Nel taglio del nastro è impegnato, insieme all'ex presidente Astral Titta Giorgi, l'ex assessore regionale Vincenzo Maruccio di Italia dei Valori, qualche tempo dopo arrestato per lo scandalo Regione Lazio. Presente anche il sindaco di Sezze del PD Andrea Campoli, eletto con maggioranza bulgara di oltre il 72%. Naturalmente alla sua elezione ha contribuito Reginaldi, che concorreva con l’API di Rutelli e di Lusi a lui collegata. L'opera inaugurata in quella occasione rappresenta, come già denunciato, uno spreco di circa 80milioni di euro. Mai ultimata, si è bloccata in un “cul de sac” tra la ferrovia Roma- Napoli, il lago Mole Muti, il monte delle Quartara e le Sorgenti Sardellane, che forniscono l’acqua a mezza provincia di Latina. Roberto Reginaldi è lo stesso personaggio immortalato al fianco di Calvani nella manifestazione di Piazza del Popolo a Roma, mentre coordinava il suo servizio d'ordine. Consigliere comunale di Sezze che non si oppone al bilancio comunale presentato dal suo sindaco del PD, è ora approdato in Forza Nuova. Questo cambio di casacca, che non è il primo, è avvenuto qualche mese fa, con la sponsorizzazione del segretario nazionale Roberto Fiore, presente in aula consiliare al suo passaggio nel gruppo di estrema destra. Si tratta di manovre su cui riflettere, dai retroscena poco chiari, se non occulti. Anche perché da anni Reginaldi "collaborava" con Calvani, il quale lo ha anche sostenuto nelle diverse campagne elettorali amministrative, sempre nell'area dei partiti del sistema, che oggi vogliono far credere di volere abbattere. Non solo con il centrosinistra, ma anche con Forza Italia. Improvvisamente, in prossimità di questo autunno caldo, si verifica l’adesione al gruppo di Roberto Fiore. Si tratta di copioni già visti.
Sono questi solo alcuni dei personaggi a nostro parere utilizzati per controllare e fare perdere forza ad una ribellione che è sacrosanta. Prima inaugurano opere da milioni di euro che sono un monumento all'Italia degli sprechi e poi urlano contro una classe politica di "ladri", con cui non esitano a condividere tagli di nastri. Sbraitano contro le tasse e fanno passare bilanci comunali affamatori del popolo, come avvenuto nel Comune di Sezze.


Nella foto da sinistra a destra: Roberto Reginaldi, sen. PD Claudio Moscardelli, Titta Giorgi, Vincenzo Maruccio, Andrea Campoli con fascia tricolore.


Italiani in marcia, senza caporali

13 dicembre 2013

La mobilitazione degli Italiani di questi giorni ci vede solidali. E’ positivo che, dopo anni di torpore, un popolo che ha finora subito passivamente da parte di una classe politica di delinquenti ( come ampiamente provato anche da diverse Procure) ruberie e soprusi di ogni genere, un popolo violentato e depredato, condotto in una crisi che ha generato disoccupazione e povertà, fallimenti a catena dei piccoli imprenditori e commercianti, distruzione sistematica di settori una volta trainanti come quello dell’agricoltura o dell’autotrasporto, che ha fatto raschiare il fondo del barile ai tanti piccoli risparmiatori, che ha distrutto le famiglie e lasciato senza speranza le nuove generazioni, finalmente prenda coscienza del disastro e si mobiliti, unito soltanto dal Tricolore, contro partiti e sindacati, banche e agenzie delle entrate, contro gli strozzini di Equitalia e l’Europa dell’alta finanza, contro l’euro, moneta affamatrice dei popoli. Positivo che si torni nelle piazze e nelle strade della nostra Nazione ad urlare tutto il proprio risentimento contro i politici di centro, sinistra, destra, contro un Parlamento occupato abusivamente ed impegnato solo a legiferare in favore dei propri componenti.
Risulta comunque evidente che gli organi preposti, a cominciare dal Ministero degli Interni, data la situazione pregressa altamente esplosiva, non potevano non avere intuito con anticipo che l’autunno sarebbe stato alquanto “caldo”. Il fuoco covava sotto la cenere. E’ per questo motivo che non ci meravigliamo se, in un mare di spontaneismo e di buona fede e valide intenzioni, qualcosa sia apparsa se non provocatoria, quasi a ridicolizzare l’onda d’urto, almeno fuori luogo. Certi atteggiamenti assunti da certi personaggi hanno rischiato di “bruciare” tutte le buone intenzioni che animano le piazze. E’ veramente tutto casuale? In un paese in cui a distanza di anni non si riesce ancora a fare piena luce su vicende come il “caso Moro”, la trattativa Stato – Mafia, la P2, i cosiddetti anni di piombo, le stragi, le morti di Falcone e Borsellino, come non si può essere portati a pensare che le mobilitazioni siano attenzionate se non infiltrate da provocatori ed “osservatori”? Non solo le mobilitazioni, perché a nostro parere l’azione di infiltrazione per il controllo è iniziata tempo fa all’interno di quei gruppi, più o meno organizzati, che ad esse avrebbero dato vita. E’ in questa ottica che dal nostro osservatorio “privilegiato”  della provincia di Latina (Danilo Calvani risiede a pochi chilometri da noi) abbiamo analizzato alcune vicende “anomale” che hanno interessato personaggi ora assurti a leader della protesta. Sempre convinti che le idee camminano sulle gambe della gente, ci auguriamo che la marcia per il cambiamento continui senza “caporali”non proprio improvvisati. 


Forza Nuova, si palesano manovre occulte

3 dicembre 2013

L'astensione di Forza Nuova sul bilancio preventivo del Comune di Sezze (LT), guidato da ex comunisti del Partito Democratico, la dice lunga su una operazione oscura per i più, non certo per noi, che ha visto passare un consigliere locale del centrosinistra nelle file del partito di estrema destra, il cui segretario nazionale è Roberto Fiore. Così, mentre i forzanovisti si sono esibiti in quel di "Littoria" in un comizio contro lo ius soli, nella Stalingrado dei Monti Lepini (qui il sindaco Andrea Campoli è stato eletto con oltre il 70% dei voti) hanno contribuito a mettere le pezze ad una manovra economica che fa acqua da tutte le parti, vede l'amministrazione in grosse difficoltà e fa cadere il proprio peso tutto sulle spalle dei cittadini contribuenti. Due pesi e due misure. 

Ma quando il padrone ordina, il servo deve ubbidire. Facile impegnarsi su temi generali, per poi defilarsi di fronte a responsabilità amministrative concrete, con azioni che palesano una assenza totale di autonomia d'azione, perché eterodirette.  D'altronde il copione è stato già scritto altrove da un regista che, non sappiamo ancora per quanto, riesce a muovere le sue pedine a proprio piacimento. FN sarebbe un movimento alternativo e rivoluzionario? Questa sarebbe, sui territori, una forza che dovrebbe creare l'alternativa all'euro ed alle politiche dettate dall'alta finanza e dai banchieri? Vada, Roberto Fiore, a controllare qualche archivio fotografico, dove potrà trovare "l'unico consigliere comunale di Forza Nuova nel Lazio" impegnato insieme a galantuomini  del tipo di Vincenzo Maruccio, ex assessore regionale del Lazio arrestato per lo scandalo che ha travolto l'ente insieme a Fiorito, a tagliare il nastro per l'ennesima inaugurazione della SR 156, l'ormai famigerata incompiuta costata al contribuente circa 80milioni di euro. 

Un invito retorico il nostro, perché Movimento libero Iniziativa sociale ben sa che Fiore è informato di tutto. Così, in attesa delle mobilitazioni preannunciate per il 9 dicembre anche da questo movimento a tutela degli Italiani, a Sezze si contribuisce alla spremitura del cittadino, anch'esso italiano, vessato da una amministrazione che ha saputo creare solo debiti.


Patrimonio, Comune di Sezze alle strette

28 novembre 2013

Da mesi Movimento libero Iniziativa sociale sta pressando l'Amministrazione di Sezze affinché venga reso noto l'intero asse patrimoniale di cui è proprietario il Comune.
Nelle ultime settimane siamo nuovamente intervenuti perché, alla luce di una sentenza di Cassazione relativamente recente, anche il patrimonio della fondazione Conservatorio Corradini è stato dichiarato pubblico. MLIS, anche in questo caso, visto che il cda dello stesso viene designato dall'ente comunale, ha chiesto delucidazioni per conoscerne l'entità. Sia nell'uno che nell'altro caso il sindaco Andrea Campoli, l'intera amministrazione, il cda del Conservatorio, hanno mantenuto il più stretto riserbo. 

Da tenere presente che si tratta di assi patrimoniali di cui non si è tenuto minimamente conto in occasione della discussione dei diversi bilanci annuali e tanto meno in fase di redazione del cosiddetto "nuovo" PRG, quello ormai famigerato dello studio Fuksas. Ora, messi in un angolo dalla nostra azione, stranamente portano all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, quello del 30 novembre, ben due punti riferibili in qualche modo alle problematiche da noi sollevate. 

In particolare un punto prevede la verifica delle quantità di aree fabbricabili da destinarsi a residenze e attività produttive e terziarie che potranno essere cedute in proprietà o diritto di superficie ed un altro che prevede l'approvazione del Piano di valorizzazione ed alienazione del Patrimonio.
A questo punto il mistero si infittisce, perché delle due l'una: o l'asse patrimoniale pur essendo ben conosciuto non è stato mai allegato agli atti in fase di discussione di bilanci e di approvazione del PRG, o qualcuno nasconde qualcosa. Oppure si sta millantando e fuorviando? Come vanno interpretati i silenzi dei diversi protagonisti della vicenda non solo sull'entità dei patrimoni, ma soprattutto sulla loro gestione nel corso dei decenni?  Evidentemente qualcosa deve essersi inceppato in certi meccanismi.


SR 156, aggressione programmata al territorio

26 novembre 2013
La vergognosa vicenda della Strada Regionale 156, che avrebbe dovuto collegare le province di Latina e Frosinone, bloccata da anni nel territorio comunale di Sezze, 
parte dalle Leggi di finanziamento: L.R. 4/5/85 n. 60 e L.R. 26.02.87 n. 22 e da una convenzione Regione Lazio - ANAS approvata con Deliberazione di G.R. 31.7.97 n. 5278, per cofinanziamento di opere previste nel piano triennale 1997/1999, con l'impegno per la Regione della produzione della progettazione relativa all' "Ammodernamento della S.S. 156 (Frosinone-Latina)".
Il progetto "definitivo" viene aggiudicato all'ing. Francesco Maria La Camera, sulla base di un progetto preliminare redatto dalla Stazione Appaltante.
Esso viene fatto oggetto di una Conferenza dei Servizi, con la partecipazione del Comune di Sezze, conclusa il 30.07.1999
Il progetto viene rielaborato per la tratta Latina-Prossedi sulle indicazioni e prescrizioni della Conferenza dei Servizi, "perfezionandone" la localizzazione e realizzazione delle opere. L'aggressione al territorio che ne scaturirà, quindi, è stata programmata a tavolino!
I problemi idrogeologici rilevati in sede di progettazione definitiva erano già ben noti dalla documentazione di letteratura del settore. 
Quindi il progetto approvato dal CIPE di oltre 60 milioni euro conteneva in sé un grado di aleatorietà molto forte se gli accertamenti dovevano essere ancora eseguiti.
In sede definitiva si potevano approfondire puntualmente ma non "rilevarli" come se se ne ignorasse l'esistenza.
Il 30.07.2004 La Camera attesta la mancanza di pericolosità da un punto di vista geologico ed esprime parere favorevole all'eseguibilità dell'opera.
Il tutto sarà contraddetto dai fatti.
L'errore progettuale che ne consegue non può configurarsi, quindi, come sopravvenuto e imprevedibile.
Pertanto all'evidente errore di programmazione da parte della Stazione Appaltante, che aveva ben noto il delicato equilibrio idrogeologico del sito, trascurando il sicuro impatto ambientale, va ad aggiungersi un errore progettuale basato su indagini carenti.
Malgrado ciò la Regione attiva un mutuo quindicennale di 60 milioni di euro presso la Cassa DD.PP., con oneri di ammortamento a carico del Ministero delle Infrastrutture.
Ai 60 milioni si aggiungono altri 5.954.201,55 (!) con atto integrativo all'Accordo di programma del Min. Infr. e Trasp., Min. Economia e Fin. e Regione Lazio.
In data 05.08.2004 si approva il progetto ai fini della dichiarazione di pubblica utilità
L'11.05.2005 il Responsabile del procedimento, in contraddittorio con l'Impresa che ha assunto l'appalto, dà atto dell'immediata esecutività dei lavori. 
Quando il RUP dichiara l'immediata esecutività significa che nessun impedimento futuro, se non imprevedibile, ostacolerà la realizzazione dell'opera! Ma come può classificarsi fra le cose imprevedibili l'esistenza di risorgive, di un fiume, del complesso di captazione delle Sardellane che dà acqua a mezza provincia?
La Direzione Lavori consegna i lavori con verbali del 26.05.2005 e 30.06.2005.
Durante l'esecuzione dei lavori si ravvisa l'opportunità di predisporre una 1^ perizia di variante a seguito di indagine archeologica nella zona dello svincolo di Sezze ed al cavalcavia al km 15.339., 
Le preesistenze archeologiche, rilevate solo in fase di esecuzione dei lavori, non avrebbero dovuto essere già state indagate, come sopra osservato, già in fase di studio di fattibilità e di progettazione preliminare, vista la probabilità molto alta di trovare resti nella zona? 
La perizia prevede importanti variazioni al progetto, con la realizzazione di due rotatorie sullo svincolo e la traslazione verso Frosinone del viadotto previsto in Via Fontana Acquaviva.
Tale traslazione ha interessato direttamente il preesistente metanodotto di cui si è dovuto prevedere lo spostamento con ulteriori aggiunte di costi.
RFI (Rete Ferroviaria Italiana) interviene prescrivendo all'Impresa di ridurre i carichi al piede del rilevato ferroviario, utilizzando materiali più leggeri nella zona di rilevato stradale prossima alla sede ferroviaria. Come mai non se ne era tenuto conto in fase di progettazione e in sede di approvazione da parte della Conferenza di Servizi? Non era presente anche la RFI?
Costituisce ulteriore aggravante la constatazione che "non risultava ancora possibile procedere alla chiusura dei pozzi dell'Acquedotto Sardellane, come previsto dal progetto definitivo in appalto, per procedere alla realizzazione delle gallerie artificiali nel tratto in adiacenza a dette Sorgenti"
Questo passaggio dimostra la "follia" del progetto già in sede di programmazione! La Stazione Appaltante ha scelto di andarsi ad infilare in un'area di delicatissimo equilibrio, con le Sardellane e le relative opere di captazione, le sorgenti dell'Ufente, la compresenza in una fascia di neanche cento metri della ferrovia Roma-Napoli, della vecchia SS Monte Lepini, di un casello della ferrovia dismessa Terracina Velletri ... Pur avendo a disposizione una pianura larga 20 km perché si è scelto di andarsi ad infognare nel punto più incredibile? La Conferenza dei Servizi come ha potuto approvare questo scempio? Come è stato possibile procedere nella progettazione di quest'opera folle assumendosi la responsabilità di asseverarne la mancanza di pericolosità da un punto di vista geologico?
Per i lavori ancora da eseguire "sopravvengono" una serie di complicazioni che richiedono una 2^ perizia di variante! In realtà si tratta di ostacoli già noti ancora prima di partire.
Era prevista la realizzazione del Viadotto sul Fiume Ufente con un impalcato in c.a.p. a cinque campate e con la costruzione di due delle quattro pile in interferenza con l'attuale corso d'acqua, con modifiche sostanziali e definitive all'alveo attivo, oltre a lavori accessori di salvaguardia!
La previsione di deviare l'alveo del fiume, assentita a suo tempo dalla Conferenza dei Servizi, contrasta con le previsioni del Piano d'Ambito divenuto cogente, con conseguente richiesta di revisione del progetto.
Il Piano d'Ambito era in fase di elaborazione almeno al momento della variante n° 1; come mai non se ne è tenuto conto?
Interviene l'ATO: in fase di verifica della proposta di messa in esercizio del nuovo campo pozzi "Sardellane" per consentire poi la sostituzione dei tre pozzi esistenti da dismettere per la costruzione della nuova SR 156, manifesta perplessità sui rischi che i pali di fondazione possano inquinare la falda interessata dall'emungimento idrico.
Questa dei pozzi da spostare per fare posto alla strada è la più grave e assurda delle forzature di un tracciato che non si poteva scegliere in una situazione più complessa.
Interviene ancora RFI, che osserva cedimenti differenziali dei binari ferroviari provocati dalle operazioni di scavo delle fondazioni delle spalle e delle pile del Viadotto, trovandosi costretta a ridurre precauzionalmente la velocità dei convogli.
Si procede a indagini geologiche supplementari per riscontrare valori geotecnici e di altezza della falda tali da far prevedere ulteriori insostenibili cedimenti del rilevato ferroviario a causa dei lavori per la realizzazione del rilevato stradale. La gravissima scelta iniziale di aver previsto il tracciato sulle risorgive pedemontane è stata seguita da queste indagini "a puntate" per accertare ciò che un qualunque studente di geologia avrebbe potuto conoscere.
Ovviamente la D.L. ha redatto una 2^ perizia di variante.
Intanto, a seguito di un mancato raggiungimento di accordo bonario, è in corso una procedura arbitrale di risoluzione di riserve per 60 milioni di euro (una sciocchezzuola)!
Qui entra in gioco l'ASTRAL, alla cui presidenza è il setino Giovan Battista Giorgi. Nel gennaio 2010 la competenza dell'appalto è trasferita dalla Regione Lazio all' ASTRAL SpA .
Non si capisce come venga fuori la proposta di una 3^ perizia che porta l'impegno di spesa da 65.954.201,55 a 78.962.417,61 e che è interessante leggere nel confronto delle singole voci.
Specialmente nelle spese tecniche si propongono aumenti ingiustificati: da 540.000,00 euro a 2.100.000,00 euro.
Questa 3a perizia di variante fra l'altro prevede l'ampliamento delle sede stradale nell'Area Sardellane" con contemporanea realizzazione della viabilità in quota.
La progettata realizzazione della viabilità in quota, che vede sovrapporsi la vecchia SS 156 con una struttura a sbalzo sulla nuova SR 156, è una violenza alla morfologia dei luoghi con ulteriore inevitabile aggravio per le opere di fondazione e della relativa interferenza con le risorgive.
La perizia viene trasmessa ai vari Enti per recepirne i pareri di competenza.
La Soc. Acqualatina S.p.A. esprime parere favorevole ma pone tre condizioni:
- Realizzazione di un dearsenificatore;
- Realizzazione di apposita viabilità di accesso all'area Sardellane II;
- Opportuna recinzione dei luoghi.
Viste tali prescrizioni di elevato impatto economico e complicazione di competenze di realizzazione e gestione, che gli Enti "preposti" non hanno comunicato la disponibilità dell'area Sardellane e che un manufatto, di proprietà della RFI, che si prevede di demolire è ancora occupato, l'ASTRAL decide di stralciare dalla perizia n° 3 quanto può essere realizzato, in attesa della definizione dell'iter in cui verranno coinvolti tutti gli Uffici Regionali e gi Enti "all'uopo preposti".
Ne risulta un quadro economico che lascia invariati gli importi per lavori e per la sicurezza rispetto alla 2^ perizia, ma aumenta di ben 1.980.280,90 euro le somme a disposizione dell'amministrazione, in particolare lievitando le spese tecniche da € 540.000,00 a € 1.000.000,00. 
Il Comitato Regionale per i Lavori Pubblici, nella seduta del 20.12.2012,prende atto ed esprime parere favorevole. In una 1^ fase approva l'impegno di spesa di euro 67.934.482,42
prevedendo un nuovo finanziamento di euro 1.980.280,91, rimanendo inteso che l'intera opera costerà € 78.962.417,61, con un aggravio di € 13.008.216,07.
Conclusioni:
Nell'atto di esprimere il parere, il Comitato Regionale per i Lavori Pubblici, ripercorrendo tutta la storia dell'opera, condivide l'attestazione del Responsabile del Procedimento nella quale si richiamano le motivazioni che hanno indotto la redazione di varianti, riconducendole alla fattispecie di cui all'art. 132 comma 1 lettera b) e al comma 3 del D. Lgs 163/2006, che attribuisce le varianti a "cause impreviste e imprevedibili" e al comma 3 del D. Lgs 163/2006, considerandole "interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio";non ne imputa la causa alla Stazione Appaltante ai sensi dell'art. 124 comma 8 del DM 554/99, motivandole con la "non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori "
Dopo aver ripercorso tutto l'iter della vicenda, appare chiaro come l'attestazione del RUP sia un evidente tentativo di giustificare un pasticcio che ha generato un ecomostro a spese della comunità. E non sanno come uscirne!
Ma è opportuno perseverare in questo progetto sbagliato? Perché non analizzare soluzioni alternative, compreso il ripensamento del tracciato al di qua della ferrovia, riducendo al minimo le interferenze con le strutture di servizio esistenti e con l'ambiente? 
Fermo restando che i responsabili dello sperpero di denaro pubblico debbono essere chiamati a risponderne.


Conservatorio Corradini, ancora silenzi

12 novembre 2013

A distanza di oltre tre settimane dalla richiesta pubblica di fare chiarezza sull'entità del patrimonio del Conservatorio Corradini, tutto continua a tacere. Il cda dello stesso, nelle figure dei componenti Ernesto Di Pastina, Titta Giorgi e Vittorio Carlesimo, sembra essersi trincerato in un mutismo che finisce per accrescere i dubbi sulla gestione dei beni della fondazione nel corso degli anni. Restano completamente immobili il sindaco Andrea Campoli e tutti gli amministratori, i quali non solo hanno affrontato la discussione del nuovo piano regolatore senza avere la minima idea di quello che è l'asse dei beni pubblici, siano essi del Comune o di altri enti territoriali, siano essi dello Stato, ma sembrano disinteressarsi, stranamente, di una questione che è fondamentale. 

Movimento libero Iniziativa sociale inchioda tutti costoro alle proprie responsabilità: hanno il dovere di pubblicizzare in maniera adeguata l'intero patrimonio e rendicontare puntualmente nel merito di quella che è stata la gestione dello stesso e su eventuali transazioni o cambi di destinazione d'uso. Non si riesce a capire come e perché un consiglio di amministrazione, quello del Corradini, che è formato da due consiglieri comunali di lungo corso come Di Pastina e Giorgi, nonché dall'ex responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Sezze, ing. Carlesimo, trovi difficoltà non solo a comunicare con il proprio primo cittadino e con l'assemblea consiliare di appartenenza, ma soprattutto con la città. 

Quali sono i problemi che impediscono di rendere pubblica la documentazione richiesta da Mlis, dopo che è stata ampiamente diffusa la notizia relativa alla sentenza della Cassazione, che ha chiarito una volta per tutte che questi beni sono pubblici? Ma il cda, che tra l'altro viene costituito su indicazione del consiglio comunale, non deve rendere conto a nessuno della gestione dell'ingente patrimonio? Nemmeno al Ministero della Pubblica Istruzione? Se qualcuno pensa di far passare tutta la vicenda nel dimenticatoio, sta sbagliando di grosso. Anche perché il tentativo di cementificare con ulteriori 800mila metri cubi il già martoriato territorio di Sezze tramite il nuovo prg, avrebbe obbligato tutti ad una attenta valutazione di tali questioni.


Nuovo Prg, da Corradini a Fuksas

21 ottobre 2013

La cappa di silenzio calata sul patrimonio, "ingente" stando alle dichiarazioni dei legali che ne hanno curato gli interessi in Tribunale, del Conservatorio Corradini, comincia ad essere preoccupante: il Consiglio di amministrazione della fondazione (ne sono componenti Ernesto Di Pastina, Giovan Battista Giorgi, Vittorio Carlesimo) non ne dettaglia l'ammontare. Dopo ben tre gradi di giudizio, che hanno visto impegnati gli interessati nel tentativo, riuscito, di acquisire il diritto di proprietà da parte del Comune di Sezze, sono in molti a chiedersi quale è questo capitale di cui si sarebbe arricchita la città. Se da una parte viene strombazzato ai quattro venti l'esito favorevole della sentenza, dall'altra ancora non si predispone un inventario preciso dei beni acquisiti.  Non sarebbe il caso di elencare ai cittadini la loro natura? Perché il sindaco Andrea Campoli o chi per lui, non agisce sul cda del Corradini, al fine di pretendere pubblicamente chiarezza? Perché queste delicate questioni vengono dibattute soltanto da noi , esterni rispetto al Consiglio comunale, e non vengono raccolte da uno straccio di consigliere? Movimento libero Iniziativa sociale ritiene che, in una fase amministrativa in cui si stanno ancora dibattendo le questioni legate ad un nuovo piano regolatore e quindi particolarmente delicata per il futuro di tutto il territorio, sia obbligatorio conoscere l'esatta entità del patrimonio immobiliare comunale, dai terreni ai fabbricati. Quindi non solo quelli del Conservatorio, ma anche tutti gli altri, a tutt'oggi sconosciuti e mai allegati ai bilanci. Come è stato possibile disegnare il nuovo prg senza tenere conto di una stima precisa di ciò su cui il  pubblico può contare? Sulla base di quali dati è stato allora progettato questo nuovo strumento? Sarebbe anche interessante, anzi fondamentale, riuscire a capire se l'asse patrimoniale comunale e quello del Corradini siano stati oggetto nel corso degli anni di transazioni e se gli immobili eventualmente interessati da esse, siano entrati in qualche modo nel contesto del nuovo prg, anche e soprattutto in termini di cambi di destinazione d'uso. Sono queste le questioni che vanno chiarite a proposito dell'adozione del nuovo strumento urbanistico, non le chiacchiere che si continuano a fare al solo scopo di deviare altrove l'attenzione. Altro che osservazioni!
Si tratta di domande cui il sindaco, gli amministratori, l'ufficio tecnico ed i progettisti di Fuksas, non possono sottrarsi.


Sezze, ma quale trasparenza!

15 ottobre 2013

Stando ad un dossier recentemente diffuso da Rinascita Civile, il comune di Sezze sarebbe il più "trasparente" tra tutti quelli della provincia di Latina. Non riusciamo a capire, aldilà delle cifre fornite relativamente ai siti ufficiali degli enti locali, come si sia potuti arrivare a tale conclusione. Giusto per fare chiarezza, occorre informare gli estensori dello "studio" e l'opinione pubblica che potrebbe essere erroneamente indotta a credere veramente ad un "palazzo" di vetro, che la Commissione trasparenza del comune setino è attualmente senza presidente. Per un motivo molto semplice: non riuscendo ad entrare in possesso di atti ufficiali, l’ex presidente trovò necessario non solo rassegnare le dimissioni, ma addirittura, stando a notizie giornalistiche, a presentare nel merito un esposto agli organi competenti, il cui esito è ancora sconosciuto. Parliamo quindi, di un comune talmente trasparente da mettere in condizione il presidente della Commissione trasparenza di dimettersi. Un assurdo!
Tanto per limitarci a questioni fondamentali da noi recentemente sollevate, il comune di Sezze è così  trasparente che presenta i propri bilanci senza il minimo accenno all'asse patrimoniale dei propri beni immobili. E fa così da anni. Non solo, ma incalzati anche su questo argomento, sindaco ed amministratori tutti, tacciono. Come il più stretto riserbo continuano a mantenere sull'entità dei beni patrimoniali del Conservatorio Corradini, fondazione costituita nei primi anni del '700 dall'omonimo cardinale, ora di proprietà del Comune e dello Stato, alla luce di una sentenza della Cassazione. Non viene pubblicizzato l'inventario dell'ingente patrimonio e tanto meno viene fatta luce su come esso sia stato gestito, da chi, ed in forza di quali titoli esclusivi, nel corso dei decenni. Ai cittadini non è dato neanche sapere se tali patrimoni abbiano subito, negli anni, variazioni. Parliamo di proprietà ingenti e di questioni fondamentali, perché in un periodo come questo, di magra per tutti gli enti locali, non è possibile continuare a chiedere sacrifici agli amministrati nascondendo loro eventuali "tesoretti".


Novità sul caso Astral

7 ottobre 2013

Diciassette milioni di euro di passivo nel bilancio 2013. Ma "non sappiamo con certezza quali siano con esattezza i debiti reali, intorno ai 50milioni di euro. Abbiamo i conti pignorati dai creditori": a dichiararlo è stato Antonio Mallamo, commissario straordinario dell'Azienda Strade Lazio, nel corso di un suo intervento in Commissione Lavori Pubblici della Regione. Più stagioni di "cattiva amministrazione", ha continuato, hanno creato questa situazione. 

Se in tanti hanno fatto finta di cadere dalle nuvole, non è stato certamente questo il caso di Movimento libero Iniziativa sociale, da anni impegnato in una azione finalizzata a fare trasparenza sulla gestione di questo carrozzone regionale, fin dai tempi della giunta di Francesco Storace e della presidenza di Giovan Battista Giorgi (Pd). Un impegno che è stato oggetto di interesse anche da parte di RAI 1 e de La 7, che al caso hanno dedicato alcuni servizi. 

Oggi qualcuno, ci riferiamo in particolare al presidente della Commissione Lavori Pubblici Enrico Panunzi, esponente dello stesso partito di Giorgi, afferma che è necessario "cominciare ad accertare le responsabilità". Non possiamo dimenticare che l'ultimo presidente Astral, Tommaso Luzzi, pressato dalle nostre denunce e dalle conseguenti inchieste giornalistiche, si trovò nella condizione di dover prendere atto del disastro aziendale ventilando l'ipotesi di dover consegnare in Tribunale i libri contabili. E’ stato fatto? 

Aldilà delle tante chiacchiere, il nostro Movimento, forte anche delle denunce fatte presentare da Rossodivita e Berardo, ex consiglieri regionali radicali, ritiene che debba essere voltata definitivamente pagina facendo finalmente chiarezza su gestioni quantomeno discutibili ed allegre. E non ci riferiamo certamente alle "spesucce" in mobili, pubblicazioni varie, cd, sponsorizzazioni delle sagre più svariate, ma soprattutto a quel fiume di denaro bruciato in operazioni come quella della nuova 156, i cui lavori sono da anni bloccati nel territorio di Sezze, nella impossibilità di proseguire il tratto verso Priverno.


Trasparenza sul Conservatorio Corradini

19 settembre 2013

Il Comune di Sezze ed il Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Corradini (attuali componenti: Vittorio Carlesimo, Ernesto Di Pastina, Titta Giorgi) hanno il dovere di rendere pubblico lo stato attuale dell'asse patrimoniale dello stesso. Dopo che la Corte di Cassazione ha riconosciuto il Conservatorio "titolare del diritto di proprietà sui beni della omonima Fondazione" (così nel profilo fb di uno degli avvocati che hanno curato gli interessi del Corradini), è indispensabile che tutti i cittadini di Sezze vengano finalmente a conoscenza della esatta entità del patrimonio conteso, quindi non solo il convento che ospita le Suore Oblate del Bambin Gesù, ma anche i terreni e le altre proprietà immobiliari. E' importante sapere se l'intero asse sia stato mantenuto integro nel corso degli anni o se sia stato oggetto di eventuali transazioni: si tratta di un patrimonio ingente. Come è stato gestito finora? Quale era l'asse originario? Quale l'attuale? Oltre alla  pubblicizzazione di sentenze, sarebbe sicuramente opportuno, da parte del Comune e del Cda, fare una operazione di trasparenza nei confronti della Città di Sezze, stando alla Cassazione proprietaria dei beni insieme alla Stato italiano. Oltre all'entità del patrimonio, è necessario che i cittadini vengano edotti relativamente agli eventuali  utili prodotti dallo stesso. Vanno bene le sentenze, ma a quando un preciso rendiconto pubblico? Sarebbe anche interessante sapere se, sentenza o non sentenza, il Cda del Conservatorio abbia goduto finora della piena disponibilità e titolarità dei beni, senza alcuna sindacabilità sul suo operato. Che vorremmo conoscere.


Soccorso Fiore

13 settembre 2013

L'"operazione Roberto Fiore a Sezze" (volutamente indichiamo il personaggio e non un movimento fatto soprattutto di ragazzi in buona fede) rientra in quella "mala-politica" che da anni vede una "consorteria" di personaggi di estrazione diversa (non importa quale) operare trasversalmente, sul territorio di Sezze e non solo, per fini tutt'altro che politici. Lo conferma il fatto che di fronte al caso del  consigliere comunale di centrosinistra, sostenitore del sindaco del Pd Andrea Campoli, approdato in Forza Nuova, nessuno, tra i suoi colleghi, in questa città abbia trovato nulla da ridire. Provate ad immaginare cosa sarebbe successo a Roma con Marino o a Milano con Pisapia, se qualche esponente della loro maggioranza fosse passato non al Pdl, ma oltre! Il fatto che nessuno abbia gridato allo "scandalo", lascia immaginare che questa "operazione" sia stata pianificata a tavolino, e solo favorita da coloro che ne appaiono protagonisti, al fine di alzare cortine fumogene e creare confusione laddove bisogna fare chiarezza diradando le nebbie. Quello della "mozione Kyenge" è stato solo un pretesto: con tutti i problemi irrisolti di Sezze e l'assoluta inutilità di una mozione di tal fatta, quale necessità c'era di creare questo precedente? La professionale regia dell' "operazione" ha anche saputo individuare gli attori giusti per le parti: come si sarebbe potuta diversamente ridicolizzare una questione seria come quella dello ius sanguinis - ius soli, se non affidandosi ad un amministratore che ha cambiato più partiti che camicie? Quello però che i registi non hanno messo in conto è che le intelligenze degli uomini non vanno sottovalutate e che il nostro Movimento continuerà ad operare affinché gli interessi occulti che hanno gestito questa come altre operazioni a Sezze e oltre, vengano portati alla luce. Se qualcuno, in questo modo, ha pensato di creare i presupposti per pescare nel torbido, è caduto male.


Sezze e stranieri, un Comune irresponsabile

1 settembre 2013

Come italiani e come sezzesi prendiamo nettamente le distanze dalle strumentali polemiche sullo ius soli - ius sanguinis che stanno facendo riempire la bocca ad amministratori locali da sempre indifferenti rispetto al problema dell'immigrazione, se non addirittura complici di un sistema che su questo fenomeno ha lucrato e continua a lucrare, in particolare a Sezze. Ci sembra quasi superfluo ricordare come questa problematica sia da sempre al centro dei programmi politici del nostro Movimento, che hanno trovato, sistematicamente, la più netta chiusura da parte delle forze partitiche e dei loro singoli rappresentanti. E chi oggi vorrebbe cavalcare l'onda di un malessere diffuso è assolutamente non credibile. 

Come può esserlo chi ha avversato le nostre posizioni, aderendo e sposando in pieno i programmi elettorali di chi afferma che il fenomeno immigratorio va favorito? Come può esserlo chi, in un recente passato, a noi che denunciavamo lo sfruttamento della manodopera clandestina ed il fenomeno del lavoro irregolare, replicava, in sintonia con qualche imprenditore agricolo, che gli stranieri rappresentavano una  risorsa? L'invasione di Sezze da parte degli stranieri, favorita dalla classe politica nella sua interezza, è stata da noi combattuta nel silenzio connivente di tutti, nessuno escluso. Ci preme ricordare che, in occasione delle ultime amministrative, siamo stati i soli a denunciare la questione legata alle liste elettorali degli stranieri gonfiate a dismisura. Fatto che ci ha condotti a subire gli attacchi di una associazione rumena che agisce sul territorio di Sezze, senza che ci sia stata espressa la benché minima solidarietà da parte di alcuno. Come nessuno ha condiviso le nostre battaglie. Noi che da sempre, con coerenza, sosteniamo i valori di Nazione e Patria e quindi difendiamo lo ius sanguinis, non consentiremo che venga gettato discredito, banalizzandola, su una problematica sociale che va affrontata, come facciamo da anni, con la massima serietà e coerenza.  E' un impegno arcinoto, che è stato al centro di tesi di laurea e di servizi giornalistici di media nazionali.
Giusto a titolo informativo ricordiamo che già alla fine degli anni '80 eravamo impegnati localmente a raccogliere migliaia di firme per la petizione "Prima gli Italiani".  E se da allora la situazione è gravemente degenerata nonostante le sistematiche denunce di Movimento Libero Iniziativa Sociale, è soprattutto perché le nostre posizioni sono state duramente avversate dal "sistema" politico locale, ignorate e "silenziate".


71° anniversario della morte di De Angelis e Piccaro

28 agosto 2013

71 anni fa, il 28 Agosto 1942, morivano ad El Alamein i nostri conterranei, pluridecorati, Riccardo De Angelis e Ubaldo Piccaro, rispettivamente Capitano Pilota e Sergente Armiere di un aerosilurante abbattuto durante una missione. Si trattava dell'ultima, prima di una licenza che li avrebbe visti tornare insieme a Sezze. I due eroi riposano, dimenticati dalle autorità sezzesi, nel locale cimitero, ove furono tumulati  con tutti gli onori negli anni '60, al termine di una cerimonia organizzata dall'Aeronautica Militare. Fra i pochi, fra l'altro, ad essere stati traslati in Italia dal Sacrario di Quota 33, in Egitto. Movimento Libero Iniziativa Sociale, dopo attente ricerche, ha riportato la loro vicenda agli onori della cronaca, facendosi fra l'altro promotore di una richiesta ufficiale al sindaco di Sezze Andrea Campoli, affinché ai due Soldati d'Italia venisse intitolata una strada, una piazza, un edifico pubblico, qualcosa, insomma, che rendesse loro il giusto onore. Non solo la proposta è rimasta senza risposta, ma a distanza ormai di anni si ha la sensazione che su questa storia di uomini della nostra terra che si è andata ad incrociare con la grande Storia, si voglia far scendere un velo. In questa città sono state assegnate cittadinanze onorarie ed intitolate strade alle persone più disparate, quasi sempre per soddisfare gli interessi o le amicizie di qualcuno, ma manca l'obiettività di riconoscere i giusti meriti, per strabismo politico è faziosità trinariciuta.
Mlis torna a ricordarli a tutta la città di Sezze: il Capitano De Angelis ed il Sergente Piccaro restano comunque, a prescindere dai riconoscimenti rifiutati  da una amministrazione locale ingrata ed irriconoscente, fulgido esempio per le nuove generazioni, di vita dedicata alla Patria.
Il Movimento ha attivato un gruppo facebook, "In memoria di Riccardo De Angelis e Ubaldo Piccaro", cui è possibile aderire dopo che il precedente, che contava oltre 400 iscritti, è stato assurdamente "migrato" con cancellazione degli aderenti, senza reinvito. Un atto vergognoso, che può essere letto come un boicottaggio. Ulteriori notizie sono rintracciabili sul sito di Mlis, lavocelibera.it.


La storiaccia dell'Ecomostro

10 agosto 2013

Torniamo a ribadirlo fortemente: gli ecomostri vanno abbattuti! Tutte quelle strutture che hanno deturpato il paesaggio in diverse zone d'Italia, dalle palazzine di Realmonte all'Hotel Fuenti di Vietri sul Mare, dall'Albergo Alimuri di Vico Equense alla "collina del disonore" di Pizzo Sella, dalla Palafitta a Falerna al Villaggio Torre Mileto, devono finire in macerie. Così come l'Ecomostro di Sezze, orrendo complesso in cemento con il quale si è devastata tutta l'area che comprendeva lo storico Anfiteatro, progettato e realizzato dall'architetto Piacentini in località Piagge Marine. Appare vergognoso che dopo avere già dilapidato circa 2 milioni e 500mila euro in questo obbrobrio, ci sia ancora chi, e ci riferiamo al sottosegretario del governo Pd-Pdl Sesa Amici ed all'ex presidente Astral Titta Giorgi, si rivolga al ministero delle Infrastrutture, in tempi di magra come questi, per chiedere ulteriori finanziamenti finalizzati a continuare quei lavori che hanno arrecato un danno a tutto l'ambiente, ferendo in maniera gravissima la collina che ospitava le originarie gradinate di un impianto unico. Cercano almeno altri 600mila euro (160mila da sottrarre direttamente dalle tasche dei sezzesi) , mentre la UE ha già bussato a cassa, chiedendo la restituzione di tutti i finanziamenti finora elargiti, avendo verificato che l'iter seguito non era conforme a quanto stabilito. Il nostro Movimento, impegnato da anni in questa battaglia, torna a sostenere che l'unica soluzione praticabile per la vicenda è l'abbattimento dell'Ecomostro ed il ripristino delle vecchie gradinate. Al di là delle "processioni" di politici finalizzate ad ottenere altri soldi comunque, come se non fossero stati sufficienti gli sprechi già perpetrati, resta un mistero il perché sia stato accantonato un progetto sponsorizzato all'epoca dall'EPT di Latina, approvato da Regione Lazio e Comune di Sezze, con il quale, con soli 300mila euro, sarebbe stato recuperato e messo a norma l'originario Anfiteatro, per realizzare quello ben più costoso che, previa l'abbattimento con le ruspe della struttura del Piacentini, ha portato alla edificazione dell'Ecomostro. Tutto questo è avvenuto nel silenzio complice dell'intera classe politica di Sezze, dal centrosinistra al centrodestra. E' quello che può sostenere Movimento Libero Iniziativa Sociale, unica forza impegnata contro questo disastroso progetto fin da prima che entrassero in azione le ruspe. Il Movimento, che ben conosce i passaggi e gli atti della "storiaccia", è in grado di elencare nomi e responsabilità di tutti a diversi livelli.


L'Ecomostro va abbattuto

6 agosto 2013

Gli ecomostri vanno abbattuti. E va quindi demolito anche quello che a Sezze (LT) ha stuprato la collina che ospitava il popolare Anfiteatro, progettato e realizzato dall'architetto Piacentini. La sua vicenda, grazie alle battaglie portate avanti in questi anni da Movimento Libero Iniziativa Sociale, è ormai nota, anche perché approdata sui più importanti media televisivi nazionali. Con fondi strutturali europei, finalizzati al recupero ed alla valorizzazione di beni architettonici, si è impropriamente proceduto alla distruzione con le ruspe dell'importante complesso. Un'operazione costata circa 2 milioni e mezzo di euro, quando un precedente progetto già approvato da Regione Lazio e Comune di Sezze  prevedeva la ristrutturazione e la messa a norma della struttura di Piacentini con soli 300 mila euro. L'impegno di Mlis nell'ambito del Consiglio regionale e nel Parlamento europeo, ha contribuito a fare luce sulla vicenda: l'ente comunale è stato chiamato a restituire i fondi. Ma restano ancora tante perplessità da chiarire, a partire dall'accantonamento del progetto originario di recupero, con la sovrapposizione ad esso di uno nuovo finalizzato all'abbattimento dell'Anfiteatro, che ha condotto al deturpamento di tutta l'area e ad un danno ambientale e paesaggistico di notevole entità, per finire a tutta una serie di autorizzazioni che non si sa se, come e perché siano state eventualmente concesse. Chi ha esposto il Comune a questo disastro anche erariale dovrà risponderne, come deve essere fatta piena luce su come i fondi elargiti siano stati utilizzati.
E se qualcuno ancora spera di poter ottenere ulteriori fondi per portare a termine lo scempio compiuto, abbia ben chiaro che Mlis non si fermerà e sulla scia dei diversi abbattimenti di ecomostri che in tutta Italia hanno deturpato il paesaggio, farà del tutto perché l'orrenda colata di cemento che ha sostituito l'Anfiteatro venga rasa al suolo, al fine di realizzare un progetto che preveda la ricostruzione delle originarie gradinate e la restituzione alla città di un complesso che tanto lustro le aveva dato.
Mlis comunica a chiunque sia interessato alla vicenda e vuole contribuire alla sua risoluzione, che ha attivato da tempo due gruppi face book ("Anfiteatro di Sezze Ecomostro", "Anfiteatro di Sezze Ecomostro, abbattiamolo") che contano già più di mille adesioni. Ulteriori informazioni si trovano sul sito ufficiale del Movimento.


Rifiuti, costi di un fallimento annunciato

26 luglio 2013

Una mazzata per un disservizio. Come è possibile che gli utenti di Sezze vengano chiamati a pagare profumatamente la tassa rifiuti, quando la SPL spa sta gestendo in maniera fallimentare il servizio? Che cosa c'è di etico nell'imporre ai cittadini, in periodi di magra come questi, un balzello determinato esclusivamente dal tentativo di tappare le falle aperte da una azienda-carrozzone?
In attività dal 2003, la SPL, società a totale capitale pubblico, ha gestito un bilancio di circa 5 milioni di euro annui. Quindi una cifra che si aggira in totale fra i 40 ed i 50 milioni di euro in 10 anni. Risultati? Perdite ufficiali di circa 4 milioni e 500mila euro (ufficiali, possiamo quindi ipotizzare che il "buco" sia ancora più ampio) per una raccolta differenziata ben al di sotto dei parametri imposti dalla legge 152. Entro il 2012 la quota di riciclo avrebbe dovuto raggiungere almeno il 65% del totale dei rifiuti prodotti: a Sezze nel 2012 non si è arrivati nemmeno al 15%. Cifre fallimentari, cui corrisponde però un incremento sostanzioso del numero dei dipendenti, passati dai 34 del 2006 ai circa 100 attuali ed un parco macchine che da tre automezzi è arrivato a 14. Investimenti, questi, che stando ai dati hanno prodotto nulla. Non solo, perché l'aumento delle tariffe in 10 anni si è praticamente raddoppiato. Come dire, peggiora il servizio ma aumentano i suoi costi. Mentre cda, collegio dei sindaci  e consulente finanziario continuano a costare alla collettività oltre 100mila euro annui, in questi giorni stanno arrivando presso le residenze dei cittadini i nuovi bollettini. Fatturazioni cui però andrà aggiunta una terza rata da pagare nei prossimi mesi, ancora non contenuta nell'avviso recapitato. Un addolcire la pillola studiato a tavolino? Perché la terza rata sarà costituita da adeguamenti tariffari e dalle quote a beneficio dello Stato: una stangata vera e propria! Tutto questo avviene ad un anno di distanza dalla scoperta di un centro raccolta rifiuti abusivo in località Cantiere, utilizzato dalla SPL, con relativa apertura di inchiesta nei confronti del proprietario e del presidente della spa, della quale a tutt'oggi non è dato conoscere gli esiti. Ed il Comune di Sezze, socio unico dell'azienda? Tace e continua a procedere nell'approvazione di bilanci senza che vengano messi a disposizione dello stesso quelli della municipalizzata.
Eppure non raggiungere i risultati di raccolta differenziata vuol dire arrecare danni all'ambiente, aumentare i costi delle bollette e creare un danno erariale. Lo ha stabilito recentemente la Corte dei Conti di Genova, che ha condannato amministratori e dirigenti del Comune di Recco a risarcire l'ente municipale, pagando di tasca propria. A Sezze, invece, per il danno ambientale ed il danno erariale pagano i cittadini.


Giorgi, il Pd e Procaccini

22 luglio 2013

Perché questa necessità di manifestare "solidarietà" al dimissionario capo di gabinetto del Ministero degli Interni Giuseppe Procaccini, da parte del capogruppo del Pd di Sezze, Latina, Titta Giorgi? E per quale motivo lo stesso ex Prefetto di Latina fu fatto cittadino onorario di questo comune dei Lepini? La vicenda che ha condotto al suo allontanamento dall'incarico ministeriale è nota: si tratta dell'episodio che ha visto Alma Shalabayeva, moglie del kazako Ablayazov, rimpatriata insieme alla figlia. Non ci interessa entrare nel merito dell'intreccio internazionale, ma ci limitiamo a fare delle considerazioni su questo risvolto locale. Giorgi, che non è certamente l'ultimo arrivato nel Pd provinciale, esprime solidarietà all'alto funzionario, quando il suo partito, insieme al Pdl, ha invece votato piena fiducia al ministro Angelino Alfano. Quindi dissente rispetto alla linea dei democratici per motivazioni tutte sue, motivazioni del tutto personali (se fossero state politiche avrebbe lasciato il partito). Probabilmente le stesse che lo condussero a sponsorizzare la cittadinanza onoraria a Sezze di Procaccini. Titta Giorgi sembra avere delle convinzioni, delle certezze, che evidentemente ad altri mancano. Per lui "sarà fatta chiarezza sulla vicenda che ha travolto l'ex Prefetto di Latina". Come? Chi gli da queste sicurezze? Come minimo appare una difesa d'ufficio, a prescindere. Perché? Mentre il ministro Angelino Alfano, esponente di spicco del governo Pd-Pdl, afferma che il livello politico di governo non sarebbe stato avvisato, il democratico Giorgi lascia capire che è impossibile pensare che Procaccini abbia assunto delle iniziative senza una copertura politica. Noi non siamo in grado di giudicare e ci chiediamo perché l'ex presidente Astral si stia interessando del caso, facendone quasi una questione personale nella quale ha cercato di coinvolgere il consiglio comunale di Sezze, caso unico in Italia.


Sezze, perdurano i silenzi sull'asse patrimoniale

8 luglio 2013

A distanza di diversi giorni dal nostro intervento finalizzato ad avere chiarimenti sull'asse patrimoniale dei beni immobili del Comune di Sezze, perdurano silenzi preoccupanti. Nessun tipo di risposta è arrivata da parte del sindaco Andrea Campoli, da parte degli assessori, da parte dell'Ufficio Tecnico. Tanto meno parlano i consiglieri comunali, ben attenti a non affrontare argomenti delicati. Movimento Libero Iniziativa Sociale un'idea se l'è fatta di un ente comunale dove si dibatte da anni di un PRG, che sta costando profumatamente al contribuente, "quasi" adottato e stranamente "quasi" redatto senza avere una minima idea di quali siano le proprietà comunali. 

E soprattutto se la sta facendo relativamente a tutti quei lavori di speculazione immobiliare, sia pubblici che privati, che, nel frattempo, in questo periodo infinito verso il parto del "nuovo" strumento urbanistico, sono stati e continuano ad essere avviati sul territorio. Lascia interdetti e preoccupa l'arrivo di ditte spesso non locali. In un periodo, fra l'altro, in cui le difficoltà del settore, notoriamente fermo in tutta Italia, sono ben note. In una cittadina, Sezze, che certamente non sta godendo di una fiorente economia. In un Comune che si dibatte nei debiti e sta seriamente rischiando il dissesto finanziario. Si tratta di contraddizioni che lasciano quantomeno perplessi.


Sezze, il giallo del patrimonio immobiliare

29 giugno 2013

Gli amministratori di Sezze continuano a scherzare con il fuoco: sulla "questione patrimonio immobiliare del Comune" non possono recitare il solito teatrino, né deviare l'attenzione verso qualche localino affittato per cifre simboliche o magari dato in affido gratuitamente. Non è questo il vero problema. Il nodo è nella mancanza di una mappa precisa di tutte le proprietà, una fotografia fedele che riporti la consistenza reale di tutto il patrimonio pubblico, comprensiva delle eventuali acquisizioni, magari per sentenze passate in giudicato, lasciti, vendite, locazioni, comodati d'uso, ecc., almeno degli ultimi 20 anni. Si tratta di domande che Movimento Libero Iniziativa Sociale sta ponendo da tempo, senza ricevere alcun tipo di risposta. 

Fatto che non ci stupisce, anche alla luce delle recenti polemiche, del tutto pretestuose, all'interno di una assise comunale incartata in un fuorviante dibattito innescato strumentalmente dall'assessore "competente" Salvatore Leggeri. Un teatrino, appunto, fatto proprio dalla solita stampa. Innanzitutto andrebbe spiegato alla cittadinanza come sia stato possibile, per tutti questi anni, compreso il corrente, continuare ad approvare bilanci comunali evidentemente carenti almeno in un settore così delicato, per non dire oscuri. Ci rifiutiamo di credere che l'Ufficio Tecnico Comunale non abbia a disposizione gli atti e la documentazione riferita all'intero asse patrimoniale dell'ente locale. Come è possibile credere che sia stato redatto il nuovo PRG, di cui si sta dibattendo dalla fine degli anni ’90, senza essere a conoscenza di elementi essenziali come questi?  

E poi: perché rivolgersi ad una società esterna, la Fondazione Logos PA, per ricostruire l'entità di questo patrimonio? Perché impegnare delle spese come Comune, quando si hanno in dotazione  assessorati, uffici specializzati, professionalità, personale dirigenziale e dipendente, che dovrebbero essere in grado di fornire tutte le delucidazioni del caso e la relativa documentazione? Quello riferito alle proprietà eventualmente "sottostimate"ed a quelle "non pagate", tanto per capirci è l'ultimo dei problemi. Il nodo è tutto il resto. D'altronde che le cose stiano come noi riteniamo e che si tratti di una recita a soggetto, lo conferma indirettamente lo stesso assessore Leggeri, quando, eludendo chiarimenti, afferma che tutti gli assessori di riferimento dei consiglieri comunali sono a conoscenza della questione, che va ben al di là, aggiungiamo noi, degli atti prodotti da una società, nel caso specifico la Logos PA, pagata dal Comune e che, per come la vediamo noi, difficilmente potrà rendere note verità scomode.


Dondi, continua la presa in giro da parte di Campoli

23 giugno 2013

Facce da tolla, per non dire altro. Come definire altrimenti gli amministratori di Sezze, sindaco Andrea Campoli in testa, dopo le recenti dichiarazioni sulla gestione Dondi del servizio idrico? Si tratta di affermazioni, in alcuni passaggi, che sembrano scopiazzate da nostri vecchi comunicati. Note di dieci o quindici anni fa, quando le questioni ormai incancrenite, noi denunciavamo in tempo reale. Naturalmente scontrandoci contro il muro di gomma delle amministrazioni locali, da quelle di Siddera all'attuale del supervotato primo cittadino. Situazioni arcaiche, trascinatesi negli anni senza essere risolte, causate da gestioni scellerate non solo da parte della concessionaria, che ha fatto e continua a fare i propri interessi di spa, ma soprattutto da parte del concedente, il Comune di Sezze, attento a tutto tranne che agli interessi dei cittadini. Che hanno le loro colpe. In qualsiasi altra città, i responsabili di un disservizio come quello che sta subendo il centro collinare lepino dal 1993, sarebbero stati rispediti a casa. Qui, paradossalmente, sono stati premiati elettoralmente. Si tratta di un circuito vizioso favorito anche da certa stampa locale, che evita spudoratamente in maniera accurata di ricordare le gravi colpe di alcuni politici e di evidenziare le contraddittorie posizioni che assumono a seconda delle convenienze e delle circostanze. Due anni fa questi amministratori, con gran cassa del solito quotidiano che all'epoca faceva parte del gruppo Ciarrapico (ed oggi?), gridarono ai quattro venti la cacciata della Dondi, che ancora sta qua. Un ennesimo bluff  perpetrato ai danni della città, abitata da elettori ben disposti a farsi prendere per i fondelli (salvo poi lamentarsi in occasioni come quella della penuria idrica), da amministratori che ben conoscono i loro polli e ben sanno che tipo di disponibilità abbia sempre quella stampa nei loro confronti. Come è possibile che nessuno abbia rilevato e denunciato la contraddittorietà delle loro affermazioni e nel contempo ricordato chi veramente ha combattuto e combatte contro la gestione privata dell'acqua? Cosa spinge oggi il sindaco di Sezze, che ha responsabilità storiche pesantissime, a cambiare atteggiamento, ma solo a parole, nei confronti della concessionaria? Cosa sta realmente accadendo tra Acqualatina, Costruzioni Dondi spa, Regione Lazio e Comune di Sezze? Sia chiara una cosa: per Movimento Libero Iniziativa Sociale, i milioni di euro che andranno a pesare sulle casse comunali dovranno tirarli fuori i responsabili di questo disastro gestionale, certamente non gli utenti, che hanno pagato e continuano a pagare a peso d'oro anche per servizi non effettuati.


Ancora silenzi sulla SR 156, uno scandalo da 75 milioni

4 giugno 2013

Non è tollerabile che lo scandalo SR 156 resti impunito. I militanti di Movimento Libero Iniziativa Sociale, dopo essere riusciti a far accendere i riflettori dei più importanti media televisivi sui 75 milioni di euro dilapidati in una opera che non può essere portata a termine, che sta arrecando notevoli danni all'assetto idrogeologico di tutta l'area che la interessa, che rappresenta un pericolo per la circolazione stradale, tornano a chiedere che chi di dovere intervenga affinché tutti i responsabili del disastro, dai progettisti, ai tecnici, ai diversi responsabili dei controlli, ai politici e pubblici amministratori, vengano chiamati a risponderne. Non è possibile che in un momento come quello che l'Italia sta vivendo, in cui si chiedono ai cittadini enormi sacrifici per risollevare le sorti di una nazione con le toppe al culo a causa di una classe politica di ladroni, non si faccia chiarezza definitiva su operazioni come quella che ha interessato questa arteria di neanche 15 chilometri, fra i comuni di Sezze e Priverno, venuta quindi a costare al contribuente qualcosa come 5 milioni di euro a chilometro, ma interrotta perché un tracciato disegnato non si sa come e da chi è andato ad incunearsi in un budello stretto fra la ferrovia Roma - Napoli, una montagna, il lago ed i canali delle Mole Muti, le Fonti delle Sardellane. Non solo, perché sul tratto finale della strada è stato edificato un ponte non collegato, che non inizia e non finisce, vero e proprio monumento allo spreco. Uno spreco, ulteriore presa in giro per i cittadini e definitiva prova della faccia tosta dei politici, che è stato inaugurato, nonostante non fosse utilizzabile, in pompa magna in almeno due occasioni elettorali. Movimento Libero Iniziativa Sociale preannuncia nuove forme di protesta, perché non si può accettare passivamente la cappa di silenzio che sta avvolgendo lo scandalo, dopo che c'erano stati impegni ben precisi  in particolare da parte dell'attuale dirigenza Astral chiamata in causa in occasione del servizio andato in onda a gennaio su RAI 1, puntualmente disattesi.


Un quotidiano che offende le intelligenze

1 giugno 2013

Latina Oggi continua a spararle grosse, dando spazio, a tutta pagina, ad una non-notizia. Nelle pagine interne dedicate a Sezze e Lepini, il primo giugno, è stato infatti pubblicato un articolo incentrato sulla rinuncia da parte degli amministratori setini, alla rinuncia (scusate la voluta ripetizione) della riscossione delle indennità. Una non-notizia perché, come da MLIS già chiaramente denunciato ma ignorato dal quotidiano ex(?) Ciarrapico, dopo la tanto strombazzata pseudo rinuncia gridata ai quattro venti dal giovane e votatissimo sindaco piddimenoelle Andrea Campoli, alle trombe aveva risposto solo un eco perdutosi per le valli. Perché alle petizioni di principio utilizzate per gli allocchi, non avevano e non hanno mai fatto seguito gli atti amministrativi indispensabili al fine di concretizzare quanto sbandierato. 

Quindi, anche nell'ultima seduta di consiglio comunale, nel corso della quale, stando sempre a Latina Oggi, si sarebbe fatto questo "passo indietro", ancora una volta si sarebbe parlato del nulla, non essendo mai stato fatto un "passo in avanti". Nessuna delibera approvata e, di conseguenza, nessuna delibera dalla quale recedere. Eppure il solito giornale, che non dette minimamente spazio alla nostra denuncia su questa operazione farlocca e da presa in giro degli amministrati, ha dato ampio risalto al niente, vendendo praticamente aria fritta. In tal modo, spacciando per novità una realtà da noi diffusa per tempo all'opinione pubblica. D'altronde è lo stesso quotidiano che aveva dato la Dondi Spa come "cacciata" dalla città, il nuovo depuratore pressoché realizzato, il nuovo piano regolatore in fase di partenza, ecc. ecc.
A titolo di informazione, ci preme ricordare che la nostra denuncia sulla rinuncia-farsa risale al mese di febbraio, come è facilmente consultabile sul sito lavocelibera.it.


Latina Oggi, informazione…parziale

30 maggio 2013

Latina Oggi non informa. E' un fatto che possiamo comprovare, almeno per quanto ci riguarda e per quello che riguarda in particolare il territorio del Comune di Sezze. Le note che Movimento Libero Iniziativa Sociale gira puntualmente anche a questo quotidiano, vengono sistematicamente cestinate. Il fatto è preoccupante, perché la dice lunga su come certa stampa indirizza o silenzia a seconda delle esigenze o delle opportunità. La questione è "antica". In occasione di impegni importanti del nostro Movimento, in particolare la battaglia contro l'Ecomostro di Via Piagge Marine (ex Anfiteatro), quella per la trasparenza nell'Astral contro le gestioni allegre di alcune presidenze, la denuncia dell'assurda situazione che interessa la SR 156, ci siamo spesso trovati contro un muro, sollevato artatamente, stando a quanto dichiaratoci dal direttore Alessandro Panigutti, dal corrispondente locale. Proprio per questo motivo, lo stesso direttore raggiunse con noi un accordo verbale, mettendoci a disposizione la corrispondente di Priverno, Mina Picone. Accordo che noi non abbiamo disatteso, inviando e continuando ad inviare le note MLIS oltre che alla direzione, alla giornalista indicataci. L'impegno è stato rispettato solo per poco tempo da parte della redazione. In seguito è ripreso l'andazzo di sempre. Così, mentre i lettori, ad esempio, de La Provincia o de Il Messaggero, hanno potuto essere informati nel merito delle nostre iniziative, così non è stato per quelli di Latina Oggi. Argomenti che hanno richiamato e richiamano l'interesse di media nazionali, dalla RAI a La 7 ed a Mediaset, che hanno loro dedicato ampi spazi, non sono stati nemmeno ripresi da questo giornale. Eppure quando le televisioni nazionali si interessano del nostro territorio, Latina Oggi è più che pronto a darne notizia! Occorre però sottolineare che lo fa solo quando ci si interessa di cucina, ad esempio dei carciofi. Altro sarebbe andare ad occuparsi, come noi facciamo nella nostra azione, di questioni o appalti che rappresentano interessi notevolissimi; andare ad occuparsi di quella "consorteria" che, come noi denunciamo, fa sentire il suo peso in queste terre da tempo. Non è così, dottor Panigutti? Ma, cosa ancor più scorretta del non pubblicarci, è consentire, nonostante questo ostracismo, che, direttamente o indirettamente, sulle sue pagine si faccia comunque riferimento, ma solo per screditarci, a questioni che riguardano il nostro Movimento. Dottor Panigutti, le sembra corretto utilizzare in questo modo un giornale che si avvale anche di finanziamenti pubblici? Se fino a ieri era chiara la linea giornalistica imposta dalla proprietà Ciarrapico e ben sapevamo perché esistevano censure nei nostri confronti (eravamo, ad esempio, impegnati in una battaglia di opposizione contro la presidenza Astral da parte di Giovan Battista Giorgi, notoriamente amico dell'editore), oggi tutto è più nebuloso, visto che Latina Oggi non fa più parte di quel gruppo. La nuova proprietà sta forse continuando a proteggere vecchi interessi?


Da alberi a carta… stampata

27 maggio 2013

Movimento Libero Iniziativa Sociale intende intervenire nel merito di un recente comunicato sugli olmi abbattuti in Via dei Cappuccini, fatto circolare dal "Gruppo in difesa dei beni archeologici" non nella sostanza della questione che è condivisibile, ma nei passaggi riferiti agli abbattimenti di alberi già avvenuti in passato a Sezze. Per un motivo molto semplice: fanno finta di non sapere, pur riprendendo i contenuti di un nostro comunicato del 6 maggio, leggibile sul sito lavocelibera.it, che a condurre la battaglia contro la devastazione del bosco di querce nato spontaneamente nella zona cimiteriale lato Fonte Puzziglio, a condurre quella contro la distruzione delle decine di piante un tempo posizionate fra l'area del Monumento, Via Marconi e Ferro di Cavallo, siamo stati noi. Ci attivammo a tutti i livelli, da quelli locali a quelli parlamentari, con azioni che ci hanno visti protagonisti in splendida solitudine. E non è che tra coloro che scrivono oggi su tali argomenti, facendo finta di non sapere quanto accaduto in passato e sorvolando  sull’impegno locale della nostra area, siano tutti di primo pelo. All’epoca dei misfatti tanti erano già adulti e vaccinati, ma noi ci trovammo da soli in quelle battaglie contro il Palazzo. 

Dove erano costoro, dove la loro coscienza ambientale?  Ci vorrebbe maggiore correttezza ed onestà intellettuale nell’affrontare certe problematiche. Ma in un paese come Sezze dove perdurano preclusioni mentali, e non solo, nei confronti di chi è schierato radicalmente da sempre contro i poteri forti della città, è forse chiedere troppo?  Non sono anche tali atteggiamenti faziosi e fuorvianti a favorire lo status quo amministrativo? Tutto questo, giusto per mettere i puntini sulle i. Per quanto riguarda poi, in generale la questione che ha retto il banco sui quotidiani locali in questi giorni, essa ci è apparsa alquanto pretestuosa. Non perché l’abbattimento di 9 piante possa far piacere, ma perché di essa si è servita certa stampa per occultare  argomenti locali delicatissimi, dei quali non deve occuparsi. Non è così, gentile direttore di Latina Oggi, Alessandro Panigutti?


Fedeli alla linea da Affile a Sezze

18 maggio 2013

Un annuncio perfettamente coerente rispetto a quella che è stata e che, a quanto pare, continua ad essere la linea di azione dei comunisti di Sezze (LT). Il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Sesa Amici, parlamentare setino di lungo corso per le svariate legislature che conta, ha annunciato lo stop del governo PD - PDL al finanziamento per il Sacrario dedicato dal Comune di Affile (FR) al Soldato, ritenendolo una "inaccettabile offesa alla memoria".
Abbiamo volutamente utilizzato l'aggettivo coerente, perché non possiamo non tornare a denunciare all'opinione pubblica il parallelo ostracismo dimostrato dal suo concittadino, nonché compagno di partito, Andrea Campoli, sindaco di Sezze, nei confronti della nostra proposta, a lui indirizzata, di dedicare una strada ai due eroi di El Alamein, Capitano Pilota Riccardo De Angelis e Sergente Armiere Ubaldo Piccaro, entrambi di questa terra e sepolti nel locale Cimitero comunale, abbattuti in volo con il loro aereo il 28 agosto 1942. Una proposta che non è stata ritenuta degna della benché minima risposta. Non ci stupiscono quindi le dichiarazioni della Amici, che con il suo governo stravolge la realtà dei fatti, facendo di un Monumento al Soldato, che ha incise due sole parole, "Patria, Onore", un Monumento dedicato al solo Maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani, ministro della RSI. Affermazioni strumentali, perché, come dichiarato dal sindaco di Affile: "non possiamo farci nulla se Graziani è di Affile ed è un soldato". Ora, su Graziani si possono avere anche pareri discordanti a seconda delle proprie opinioni politiche e le nostre non coincidono sicuramente con quelle del sottosegretario, ma certamente non si può stravolgere la realtà e fare di un mausoleo dedicato agli Italiani che sono caduti per la Patria, facendo dell'Onore uno stile di vita, un pretesto per rinfocolare rancori, odi e divisioni, che dovrebbero appartenere ad un passato che qualcuno vuole invece continuare a far sopravvivere. Pur non esitando minimamente a coesistere in un governo con i vari Gasparri e Matteoli.
In una città come quella di Sezze, dove si sprecano milioni di euro per abbattere lo storico Anfiteatro per farne un Ecomostro, salvo poi vedersi intimare dalla UE la restituzione del finanziamento, avremmo preferito vedere la concittadina -sottosegretario diversamente impegnata, come avremmo voluto vedere il suo compagno di partito Andrea Campoli, che non nega una intitolazione a nessuno, dare il giusto riconoscimento ai Soldati pluridecorati di El Alamein De Angelis e Piccaro, sepolti a Sezze con il massimo degli onori dall'Aeronautica Militare.


Un Comune in... buona salute

14 marzo 2013

Mentre le casse del Comune di Sezze continuano ad essere sull'orlo del baratro, l'assessore al bilancio Pietro Bernabei, in sede di discussione del consuntivo, ha sostenuto che l'ente è in buona salute. Ed i consiglieri presenti in aula, perché quelli della pseudo opposizione si sono defilati, soddisfatti hanno approvato dei conti palesemente carenti di documentazione essenziale. Infatti l'SPL, spa a totale capitale comunale, e le partecipate Acqualatina, Consorzio Industriale Roma Latina, Consorzio Biblioteche Monti Lepini, non hanno depositato i rispettivi documenti contabili. Questo quando nei mesi scorsi si è parlato di un deficit, per quanto riguarda la sola società dei servizi pubblici locali, che supererebbe abbondantemente i quattro milioni di euro. Ma quello che preoccupa ancor di più è la totale assenza di riferimenti all'asse patrimoniale. L'ente locale non si è dotato, cosa che ormai si trascina da anni (lorsignori dovranno prima o poi giustificare in qualche modo questa carenza), di un inventario di tutti i beni patrimoniali. 

A fronte di questi dati, tralasciandone per il  momento tanti altri, come è possibile sostenere che le casse comunali godono di buona salute? Si tratta di una affermazione assurda, eppure passata con il voto di tutti i consiglieri. Allora alcune di quelle domande che un eletto coscienzioso avrebbe dovuto porre ma non lo ha fatto, le facciamo noi: il sindaco Andrea Campoli e l'assessore Bernabei sono in grado di chiarire, ad esempio, se negli ultimi anni il Comune di Sezze sia entrato in possesso di beni immobili per lascito, per acquisto, in forza di sentenze passate in giudicato? In caso affermativo, ha provveduto in qualche caso ad una loro destinazione, magari cedendoli in qualche modo a privati? E poi come è stato possibile approvare un documento contabile, passando ad ulteriori argomenti fondamentali, del tutto privo di riferimenti alla questione Dondi spa (concessionaria servizio idrico), quando è ormai noto che ci sono in ballo, anche in questo caso, cifre che superano i quattro milioni di euro? Nessun accenno, infine, all'annosa questione del Teatro Italiano - Anfiteatro - Ecomostro. Nessun accenno a quel milione e 400mila euro circa, che la UE ha richiesto al Comune. Facendo un rapido calcolo, fra i milioni di debito della SPL, quelli del contenzioso Dondi e quelli del caso Ecomostro, siamo abbondantemente oltre i dieci milioni di euro di buco. Alla faccia della buona salute!


... E dietro gli olmi?

6 marzo 2013
Possiamo solo intuire per quale motivo si stia tentando di sviare l'opinione pubblica da gravi questioni che incombono sull'ente comunale verso altri problemi (gli otto olmi di Via dei Cappuccini), certamente importanti ma, per quanto accaduto sul territorio comunale di Sezze nel corso di questi anni, assolutamente strumentali. Perché gli amministratori locali tutti hanno dimostrato chiaramente di non avere e di non avere mai avuto una coscienza indirizzata verso la tutela del territorio e dell'ambiente. Lo possiamo affermare fortemente, per essere stati impegnati direttamente in battaglie civili di ben più ampia portata. 

Gli olmi dei Cappuccini vanno salvaguardati e le soluzioni tecniche per portare a termine i lavori per la realizzazione del marciapiede senza abbatterli sono alla portata di tutti. Va però sottolineato come in questo ultimo decennio ed anche prima, il Comune di Sezze abbia proceduto all'abbattimento di centinaia di piante di importanza ecologica notevole, senza colpo ferire. 

Gli amministratori locali, che oggi vogliono far credere di essere disposti ad aprire una discussione finalizzata alla tutela degli otto olmi, non hanno certamente dimenticato di come le loro amministrazioni e quelle precedenti abbiano proceduto alla distruzione di un esempio unico di bosco spontaneo di querce, quello sorto sulle Fonti Puzziglio in zona cimiteriale lato Via Bassiano, senza remora alcuna, nonostante la questione fosse stata da noi sollevata anche a livello parlamentare. Pur essendo riusciti con la nostra azione a ritardare il disastro ambientale, l'amministrazione ha testardamente proceduto all'abbattimento sistematico del bosco, che andava invece salvaguardato e valorizzato. Anche in questo caso sarebbero esistite diverse soluzioni tecniche per l'ampliamento del cimitero, conservative e più idonee allo scopo. 

E come non ricordare a questi "sensibili" amministratori, quel centinaio di alberi abbattuti per la costruzione dell'anello di marciapiede che delimita il Parco della Rimembranza? Piante sacre quelle, messe a dimora in onore dei nostri Caduti del '15 - '18, anch'esse tagliate, nonostante ci fosse stato l'impegno a ripiantumarle. E gli alberi distrutti con la devastazione di quello che era Ferro di Cavallo, per fare posto ad una scalinata in travertino? Sindaco, assessori, consiglieri comunali, dove erano in questi casi e quando su Via dei Cappuccini, sullo stesso lato ora interessato dai lavori, si è iniziato ad abbattere piante ornamentali di notevole valore presenti lì da decenni?
Ecco perché siamo partiti con l'affermazione che il dibattito aperto da queste persone è solo strumentale. 

Avendo dimostrato con i fatti di fregarsene dell'ambiente (dobbiamo ricordare l'ecomostro? di come questo Comune, privo di depurazione, stia inquinando la pianura? di come si sia dato il via libera alla costruzione di una strada, la Sr 156, finita sulle Fonti Sardellane?), è evidente che dietro il caso olmi ci sia dell'altro.


Anfiteatro, mani al portafoglio

28 aprile 2013

Torniamo a ribadirlo: la situazione dell'Ecomostro va definitivamente chiarita e coloro che ne sono stati causa vanno inchiodati alle proprie responsabilità. Perché i loro comportamenti nel merito, stanno portando le casse comunali di Sezze al dissesto. Movimento Libero Iniziativa Sociale ha atteso più di un  mese prima di arrivare alla decisione di diffondere le ultime novità sulla situazione che riguarda l'ex Anfiteatro di Via Piagge Marine, nella speranza che finalmente qualcuno, dal Comune, fornisse delle risposte. Non essendo queste arrivate rendiamo allora noto alla popolazione che, in data 20 marzo, l'Autorità di Gestione del DOCUP Ob.2, ha inviato alla Regione Lazio ed al Comune di Sezze una nota definitiva, protocollata dall'ente comunale il 22 dello stesso mese. L'Autorità di Gestione, dopo avere premesso "l'impossibilità a concedere ulteriori proroghe" e sottolineato la mancata operatività dell'intervento in riferimento ad entrambi i lotti funzionali, palesa che tutto ciò comporterà la richiesta della restituzione del finanziamento totale. Stiamo parlando di cifre elevatissime: il solo contributo cofinanziato erogato ammonta ad euro 392mila limitatamente al II lotto funzionale ed ad euro 931.651 per il I lotto funzionale. In questo scempio, peraltro, come accertato dalle competenti commissioni  non concluso e non operativo alla data di chiusura del programma, sono stati investite, a vario titolo, altre ingenti somme (un ulteriore milione di euro circa).
La città di Sezze, quindi, oltre ad essere stata privata di un complesso, quello dell'Anfiteatro, che tanto lustro le aveva dato e che poteva essere rilanciato tramite la realizzazione di un progetto di recupero già approvato, dai costi limitati e rispettoso dell'opera preesistente, si trova, a causa di scellerate scelte amministrative, tutte ancora da giustificare, sotto la spada di Damocle della restituzione del finanziamento, che condurrà inevitabilmente l'ente al fallimento. L'unico risultato cui avrà condotto questa cinica operazione, sarà la distruzione di un complesso architettonico importante, la devastazione ambientale di una intera area e l'interdizione ai cittadini di un sito che in tanti ci invidiavano.
La battaglia di Movimento Libero Iniziativa Sociale, iniziata prima che le ruspe devastassero la zona e portata avanti nel corso degli anni a diversi livelli, ha fatto definitiva chiarezza sul caso, che abbiamo denunciato  anche a livello nazionale  tramite i più importanti media, andando a cozzare contro l'ottusità di una classe politica trasversalmente interessata a proseguire su una strada diretta verso interessi evidentemente diversi e non corrispondenti a quelli della comunità.


Si vergogni il sindaco!

11 febbraio 2013

Dopo avere attaccato i lavoratori della Spl di Sezze, dicendo loro che lo sciopero proclamato per il 19 febbraio è "vergognoso", ora al sindaco PD Andrea Campoli non resta che apostrofare gli operatori ecologici dicendo loro "fascisti", come a suo tempo fece il sindaco socialista di Milano, Pillitteri, nei confronti dei dipendenti dell'azienda locale di trasporto in agitazione.
Se queste affermazioni fossero uscite fuori dalla bocca di qualcuno diversamente schierato, sarebbe crollato il mondo. Tutti avrebbero dato addosso a chi osava mettere in discussione i diritti acquisiti dai lavoratori. Adesso invece a parlare è stato il primo cittadino di Sezze, erede legittimo di una tradizione politica comunista che ha fatto della città la Stalingrado dei Monti Lepini. Quindi nessuno si scandalizza. A stupire noi di Movimento Libero Iniziativa Sociale, non è certamente questo, perché da tempo sappiamo che la difesa  dei diritti degli umili e dei più deboli, la giustizia sociale, sono retaggio di ben altra cultura politica. Come non ci stupisce il fatto che all'annuncio della rinuncia agli emolumenti da parte degli amministratori locali e del sindaco, sbandierato ai quattro venti, abbia fatto seguito il nulla. Così, mentre da una parte i dipendenti della municipalizzata locale stanno rischiando il mancato pagamento degli stipendi, dall'altra gli amministratori continuano a percepire quello che hanno sempre intascato, unitamente al cda della società, nominato dal primo cittadino. Ci stupisce, piuttosto, il fatto che nessuno ha capito, o tanti fanno finta di non capire, che si tenta di deviare dal nocciolo del problema: la situazione deficitaria della Spl. Gli stessi vertici societari hanno parlato di oltre quatto milioni di euro di buco. Cosa che ci autorizza a ritenere che esso potrebbe essere ancora più vistoso. Su questo buco ancora non viene fatta chiarezza. Di che debito si tratta? Con chi è stato contratto? Chi lo ha causato? Come è possibile che una società che dovrebbe produrre solo utili, sia così ampiamente deficitaria?  Fino a quando i cittadini di Sezze dovranno pagare questo carrozzone della politica? Quando interverrà Campoli per fare chiarezza, piuttosto che sollevare polveroni?


Abbattiamo l'Ecomostro

14 gennaio 2013

Dopo che le più importanti televisioni nazionali ( RAI, La 7, Mediaset) si sono interessate del "caso Ecomostro", nessuno può più sottrarsi alle proprie responsabilità rispetto all'abbattimento di quello che era l'Anfiteatro di Sezze  (LT). L'impegno portato avanti nel corso di questi anni da Movimento Libero Iniziativa Sociale e dal Gruppo Radicale alla Regione Lazio, ha smosso finalmente anche la UE, che ha iniziato a presentare il conto. In data 28/ 9/ 2012 è stato inviato dagli uffici regionali al Comune di Sezze un messaggio di posta elettronica con il quale si ricordava che entro tale data doveva essere resa la certificazione di operatività dell'impianto, come da disposizioni dell'Autorità di Gestione del DOCUP  OB 2 Lazio 2000 - 2006. L'intervento era stato oggetto di segnalazione alla stessa Autorità come "cantiere critico". Non avendo avuto alcun riscontro dal Comune, è stata segnalata all'Autorità la mancata certificazione di operatività. 

L'Autorità di Gestione ha segnalato il progetto come "non operativo" alla Commissione Europea. Con nota del 20/ 11/ 2012 il Comune ha evidenziato che la struttura è stata oggetto di atti vandalici e di furti. Nel prendere atto dell'accaduto, la Regione ha ricordato al Comune che la "guardiania" resta in capo alla stazione appaltante ed ha pertanto invitato l'ente comunale a porre in essere con sollecitudine il ripristino dei danni causati. Il Comune di Sezze, messo alle strette, ha chiesto, ad oltre 7 anni dall'inizio dei lavori, una proroga ulteriore.
Queste sono le novità più recenti sullo scandalo dell'Anfiteatro, realizzato, come Teatro Italiano, nel 1952, su progetto dell'arch. Piacentini, ed abbattuto con le ruspe nel 2005, per fare posto ad una struttura che ha devastato l'ambiente, arrecando un danno enorme, anche economico, alla collettività. Il Teatro Italiano era opera perfettamente integrata nell'area circostante, consistendo in una serie di gradinate in pietra, adagiate naturalmente sul declivio della collina, con impatto zero sul panorama. L'intero comprensorio era di proprietà dell'APT di Latina. 

Affidato in comodato al Comune, come centro intercomunale per lo sport, il tempo libero ed il turismo sociale, è stato per decenni un polo di riferimento fondamentale non solo per la comunità di Sezze. Per dare la possibilità all'Ente locale di usufruire di finanziamenti  finalizzati al suo restauro, l'APT, con atto notarile di cessione del 2004, concesse il diritto di superficie. L'art 4 dello stesso, prevedeva, appunto, solo lavori di restauro, previa autorizzazione APT, che, nell'ambito di uno strumento regionale di programmazione integrata ( accordo di programma STILE), aveva fatto redigere un progetto, che, con una spesa di poco più di 300.000 euro, prevedeva l'esecuzione dei lavori di restauro, ripristino e messa in sicurezza. Lo stesso era stato approvato dal Comune e dalla Regione Lazio.
Inspiegabilmente, il 22 giugno 2005 partono i lavori di un progetto completamente diverso, che prevedeva l'abbattimento della struttura del 1952 e la costruzione di un nuovo manufatto, l'attuale Ecomostro, con impatto devastante su tutto l'ambiente. A tale proposito, ancora oggi non è dato sapere nulla sull'obbligatorio Nulla Osta della Sovrintendenza.  Il Comune procedette con il proprio progetto ed alla aggiudicazione dell'appalto senza l'autorizzazione dell'APT, che con nota del 18 ottobre 2005 invitò a sospendere ogni intervento sull'area. Le richieste di chiarimento non ottennero riscontro. Come è stato possibile procedere all'approvazione di un nuovo progetto da parte di Comune e Regione, che andava a sovrapporsi a quello precedente già approvato, con costi notevolmente superiori (a tutt'oggi l'importo raggiunge la somma di circa 2 milioni e 500 mila euro) e tutt'altro che di restauro e valorizzazione dell'esistente? Altrettanto assurdo è il fatto che i finanziamenti, avvenuti per stralci, sono arrivati da fondi europei ( quelli del DOCUP OB 2 Lazio 2000 -2006) finalizzati espressamente alla ristrutturazione.
I milioni di euro, fra l'altro, non sono stati nemmeno sufficienti per ultimare l'edificazione dell'Ecomostro, nonostante un ridimensionamento del progetto in corso d'opera. Ma un ulteriore danno economico si andato ad aggiungere al resto: il cantiere, abbandonato per anni senza custodia alcuna, è stato vandalizzato e depredato, tanto che l'area è stata interdetta dal settore tecnico, nel luglio scorso, per pericolosità.
Per Movimento Libero Iniziativa Sociale è arrivato il momento della definitiva chiarezza. Vanno smascherate tutte le responsabilità. Vanno denunciati tutti i colpevoli silenzi di una classe politica, trasversalmente omertosa. E l'Ecomostro va abbattuto, per ricostruire l'Anfiteatro. Operazione che verrebbe a costare molto meno, rispetto alla ultimazione dell'attuale obbrobrio.


Anche Sezze a Presa Diretta

5 gennaio 2013

Riparte su RAI 3, il 6 gennaio, la programmazione di Presa Diretta, con una puntata speciale dal titolo "Ladri di partito". Nella parte dedicata alla Regione Lazio, dalle 22,40 alle 24,00, si parlerà anche di Sezze.
I responsabili di Movimento Libero Iniziativa Sociale affronteranno in particolare le questioni legate allo scandalo dell'Ecomostro di Via Piagge Marine (ex Anfiteatro).
La trasmissione inizierà alle ore 21,30.


Rifugiati, troppi interessi

3 gennaio 2013
Sulla "questione stranieri", a Sezze pensiamo di essere i soli ad avere le carte in regola per poterne parlare. Quando periodicamente essa si ripropone con dei casi più eclatanti rispetto a quelli che quotidianamente vivono i sezzesi, ci sembra di andare a dibattere questioni che affrontiamo dagli anni '90, senza essere stati minimamente ascoltati da chi ha responsabilità di governo. Occorre però fare una netta distinzione tra i problemi legati alla immigrazione selvaggia, cioè quella che ha interessato e continua ad interessare localmente masse di cittadini provenienti dai paesi dell'est europeo, legati in particolare ad una economia sommersa e ad uno sfruttamento del lavoro irregolare ed a speculazioni varie, e quelli che nascono dalla gestione dei cosiddetti "rifugiati politici". Non a caso, in tempi non sospetti, siamo stati i primi a parlare di un "business del rifugiato", in particolare quando a Sezze arrivò l'allora ministro Mara Carfagna in visita alla cooperativa Karibù. 

Ancora non scoppiavano scandali, ma la nascita "spontanea" sul territorio di cooperative varie indirizzate a quella che viene definita accoglienza, ci fecero drizzare le orecchie. Perché, diciamolo chiaramente, tutto ruota intorno al giro d'affari ed alle ingenti somme di denaro che interessano il fenomeno. Sul quale, come è sembrato chiaro fin dall'inizio, ha puntato gli occhi una certa politica, favorita da atteggiamenti amministrativi volutamente disinteressati rispetto alla crescita del fenomeno ed all'afflusso sempre più considerevole di stranieri nel centro collinare lepino. Quanto è successo nei mesi scorsi è noto a tutti. Non è dato sapere, però, tranne quanto accaduto a qualche isolato responsabile di cooperativa, quale sia stata la sorte degli altri che, ricoprendo anche incarichi amministrativi e istituzionali, erano finiti al centro delle inchieste, vedendosi in qualche caso costretti alle dimissioni. 

Come non si riesce a capire quale sia il ruolo che assume quella cooperativa, ultimamente al centro di insistenti episodi di protesta da parte dei rifugiati che dovrebbe assistere. Ci chiediamo, a questo punto, se non sia fallimentare o fallito il progetto istituzionale che le investe; se esso sia effettivamente valido o abbia raggiunto i suoi scopi, cioè quelli di alimentare un mero giro di interessi. Si tratta di punti di domanda legittimi, uscendo, tutti questi soldi, dalle tasche dei cittadini italiani.

anno 2013

INIZIATIVA SOCIALE