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1970 Sagra del carciofo 2011 |
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carciofo romanesco
42 anni che a Sezze nel mese di aprile si tiene la sagra del carciofo, manifestazione in cui è coinvolto tutto il paese, dai produttori alle associazioni di volontariato, dalle istituzioni ai commercianti. Associazioni culturali, commercianti, volontari e i gruppi folcloristici, provenienti da ogni parte del mondo, animano le piazze e le vie della città lepina. Nel 2001 il carciofo romanesco coltivato in alcune zone del Lazio, tra cui le campagne tra Sezze e Priverno, ha ottenuto dal Ministero delle politiche agricole il marchio IGP Indicazione Geografica Protetta che spetta solo a 530 prodotti in tutta Europa. L'Italia è seconda solo alla Francia con 105 varietà di cibi, tra cui c'è il carciofo setino. Da questi numeri si comprende l'importanza che il carciofo ha per la nostra zona. Viene così premiata la difesa centenaria del territorio che conserva ancora le caratteristiche adatte per un prodotto genuino, coltivato in zona fin dal XV secolo. Bisogna congratularsi quindi con chi ha voluto la Sagra del carciofo a Sezze fin dal 1970, e con quelli che nel 1993, dopo una lunga ricerca svolta dal CNR sulle proprietà del carciofo locale, auspicavano un riconoscimento DOC per il prodotto. Il carciofo promuove Sezze, ma Sezze... promuove il carciofo ? non sono tutte rose e fiori: la produzione è in calo, oramai da diversi anni. E come poteva essere altrimenti se non si crea un mercato che da senso al marchio IGP. Al contadino non conviene piantare il carciofo, eppure il carciofo ogni anno ha qualità maggiori. Tutto questo impone una riflessione: la sagra ha un senso solo se le istituzioni si impegnano a promuovere durante l'anno la coltivazione del carciofo incentivando i produttori, dando loro prospettive di guadagno adeguate e soluzioni di mercato che garantiscono un incremento della produzione. Solo un atteggiamento attivo salverà il Carciofo Setino. |
10 aprile 2011: Ecco la 42a Sagra del Carciofo
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6 marzo 2011: 42a Sagra del Carciofo, 10 aprile 2011 Chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato simmo ‘e Sezze paisà. di Ignazio Romano Nel tentativo di fare chiarezza, e dare un contributo alla comunità setina senza voler polemizzare con nessuno, ritengo importante spendere ancora due parole sulla sagra del carciofo. Questa volta partendo dalla proposta del consigliere comunale Roberto Reginaldi che chiede di estendere a tre giorni la durata della manifestazione, tirando in ballo la questione delle “associazioni che battono cassa”. Pessima espressine, specchio dell’attuale situazione di degrado in cui ci troviamo e che dovrebbe far preoccupare amministratori e cittadini. Ad un mese dall’annuale appuntamento (i giornali riportano la data del 10 aprile) con la più importante vetrina promozionale del nostro paese, giunta alla sua 42a edizione, quello che a mio parere è da modificare, se proprio vogliamo migliorare l’evento, non è certo la sua durata o una maggiore presenza delle associazioni. Infatti devo ricordare a tutti che nel 2007, nel 2008 e nel 2009, periodo che è coinciso con gli anni in cui ha funzionato la Consulta delle Associazioni da me presieduta, le attività legate alla sagra iniziavano il giovedì e proseguivano per tutto il weekend con appuntamenti culturali ed enogastronomici a cui le associazioni di volontariato hanno dato un importante apporto. Per avere un’idea di quanto è stato realizzato dai volontari nelle edizioni 38 – 39 e 40 basta collegarsi in internet a questo sito www.setino.it e visitare le pagine “aspettando la sagra” contenute nella sezione dedicata alla manifestazione. Si trovano foto, filmati e descrizioni delle attività realizzate. Documenti, non battute gratuite. Nello stesso spazio, oltre a seguire e a documentare quasi tutte le iniziative presentate in quei giorni, ho sostenuto che la gestione della sagra andava ammodernata e condivisa con le diverse realtà del territorio. Ma tutte le mie proposte si sono infrante sull’incomprensibile ostinazione dell’Ente Comunale che ha preferito mantenere metodi e modi di procedere obsoleti. Di fatto abbandonando l’idea di voler condividere con le associazioni di volontariato la gestione di eventi importanti, così come riportato nel Regolamento Comunale della Consulta. Documento, anche questo integralmente pubblicato su www.setino.it , in cui il ruolo delle associazioni è tutt’altra cosa da quello descritto nella battuta di Reginaldi. In quel documento, per esempio, il Sindaco è tenuto ad ascoltare le proposte che arrivano dalla Consulta, e le associazioni svolgono un importante compito sociale. L'assurdo, che qui voglio ribadire, è che I’Ente Comunale di Sezze non può pensare, dopo aver preso tutte le decisioni in una determina di poche righe, di rivolgersi alle associazioni, che attualmente non hanno neppure un punto di riferimento come accadeva due anni fa, chiedendo la partecipazione e la condivisione su un progetto che, come ho già definito lo scorso anno, si organizza sostanzialmente attraverso un sistema autocratico. Così le cose forse funzionavano cinquant’anni fa. Oggi occorre con urgenza una gestione moderna, che prevede la progettazione degli eventi con largo anticipo, e che si basa sul coinvolgimento di tutte le realtà del territorio con cui condividere i vari momenti pubblici. Gli obiettivi, come si è capito, sono molteplici e non riguardano solo la realizzazione di una fiera, ma attorno a loro gira l’intera vita della nostra comunità, fatta di storia, di tradizioni e di quotidianità.
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La 38a Sagra, le associazioni e le questioni di politica
“latente” di Ignazio Romano Parlare della Sagra del Carciofo come di un generico evento fieristico è fortemente riduttivo e sterile per Sezze. In più, con le amministrative alle porte, una riflessione politica è utile per una assunzione di responsabilità da cui nessuno può sottrarsi. Per questo la Consulta delle Associazioni venerdì 4 maggio incontra i candidati a sindaco. Per tornare alla Sagra, nel paese tutti sanno che con la Passione di Cristo e la Sagra del Carciofo è in gioco la credibilità dell’intera comunità ed il futuro di un sistema culturale e socio-economico estremamente delicato e complesso, che per questo richiede una gestione responsabile che coinvolge tutte le risorse umane disponibili. Quello che si è iniziato a fare, e che in molti hanno percepito domenica scorsa alla 38a Sagra, è solo il primo passo da cui non si può tornare indietro. La partecipazione attiva è la sola che può garantire la qualità e quindi la riuscita di un evento, che si trasforma in un ritorno d’immagine in grado di promuovere il territorio e i suoi prodotti. Durante il periodo di commissariamento, che Sezze sta ancora vivendo, la politica ha esercitato ed esercita un controllo “latente” in attesa di riprendersi i fili del comando. Mentre la società civile si è organizzata ed ha dimostrato, anche nel coordinare la 38a Sagra, di non essere disposta a fare il “burattino” di nessuno, ma di avere le capacità e le idee giuste per realizzare il progetto futuro di Sezze. Alla politica, dunque, si chiede fin d’oggi di sottoscrivere questo progetto e di tornare ad essere guida del paese e non “padrone”. Molte sono le associazioni che hanno intrapreso un processo di rinnovamento, ed hanno trovato nella Consulta delle Associazioni il naturale punto d’incontro dove dibattere problematiche che da sempre impediscono al movimento culturale setino di crescere. Dopo appena quattro mesi di vita la Consulta ha riacceso concretamente il dibattito cittadino, interrogandosi su come rivitalizzare e migliorare gli aspetti sociali del paese senza commettere gli errori che nel passato hanno vanificato ogni sforzo. L’obiettivo principale per la Consulta, che si propone come punto d’incontro anche per quei soggetti non iscritti, resta quello di ricreare un dialogo capace di dare importanza e senso di appartenenza alla comunità, e che in sintesi si concretizza in: Istituzioni responsabili a servizio di cittadini impegnati nello scrivere pagine condivise della nostra storia. Sappiamo bene che sta in questo, e solo in questo, la soluzione ai problemi del paese, e che tutto ciò che si discosta da una via che si fonda sul dialogo, sulla trasparenza e sulla partecipazione rischia di accendere polemiche ed innescare meccanismi viziosi che fino ad oggi hanno caratterizzato negativamente la vita sociale di Sezze. Molte associazioni hanno capito l’importanza del lavoro da svolgere ed hanno dato vita ai primi nodi di una rete fatta di valori e di risorse umane. Ora si tratta di trasmettere questa fiducia e coinvolgere quei soggetti che ancora sono restii ma che sono necessari al completamento di questa rete. Al
via la 38a edizione della
Sagra All'incontro generale scelta la data del 22 aprile di Ignazio Romano Una stagione anomala > Anteprima 2007 La Sagra del Carciofo a Sezze è giunta alla sua 38a edizione. La novità principale di quest’anno è costituita dalla neonata Consulta delle Associazioni che ho l’onore di presiedere e che già dal mese di febbraio si sta occupando, in collaborazione con l’Ente Comunale, dell’organizzazione dell’evento. L’intenzione è quella di favorire un approccio totalmente diverso rispetto al passato, basato sul dialogo, sulla cooperazione e la partecipazione di tutti. C’è chi lavora da anni a questo progetto, chi ne ha compreso la validità in questi giorni e chi, invece, ha bisogno ancora di tempo. Sappiamo bene che “una rondine non fa primavera” così come certi processi hanno comunque bisogno di tempo prima di diventare usuali ed essere accettati. Comunque un passo avanti quest’anno la Sagra lo fa, si è capito dall'incontro della Consulta del 5 marzo e si è capito dall'incontro generale che si è tenuto ieri sera al Comune alla presenza del Commissario Falco in una affollatissima aula consiliare. Mi piace accostare questo "passo avanti" a quello fatto dieci anni fa, quando, i responsabili del settore cultura del comune proposero di portare nel centro storico lo svolgimento della manifestazione. Fu una mossa intelligente che ha dato alla Sagra di Sezze quella tipicità che ancora non aveva. Quest’anno intendiamo confermare quelle scelte, particolarmente condivise da tute le associazioni culturali, puntando a dare all’evento una qualità maggiore, una contaminazione diffusa delle attività ed un’organizzazione puntuale. Tutto questo a vantaggio dei visitatori che, nella giornata di domenica 22 aprile, potranno contare, oltre che sull’esposizione di ogni genere, sulla degustazione dei prodotti tipici e sull’accogliente ambientazione dei vicoli, anche su un servizio di guide gratuito che renderanno ancora più piacevole la visita della Sagra. Dopo anni di attriti e dissensi si tenta la via del dialogo, ed il lavoro svolto dalla Consulta si sta rivelando propedeutico alla realizzazione di momenti condivisi. |
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Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire Inascoltate
le richieste di Setina Civitas
Appello a tutte le Associazioni di Sezze comunicato stampa di
Setina Civitas Ecco
l’analisi di una manifestazione “sterile” e senza futuro, come era
facile prevedere dopo che le nostre richieste, fatte alla vigilia della sagra,
sono rimaste completamente inascoltate ed eluse dagli amministratori, che
invece hanno riproposto la stessa “pizza”. Volevamo un progetto serio per
una gestione moderna e trasparente dell’evento, mentre ora ci troviamo a
parlare ancora di un’altra edizione della Sagra passata senza lasciar alcuna
traccia di se. Al di là del momento di festa, che mantiene tutta la sua
valenza sociale grazie anche alla lunga tradizione, quello che la Sagra del
Carciofo ancora non riesce a fare, e oggettivamente non può fare se non si
cambia sistema, è la promozione territoriale, da cui l’auspicato sviluppo
turistico ed agroalimentare. Se parliamo di affluenza di gente, limitatamente
alla giornata di domenica, dobbiamo dire che la promozione fatta dalla
Compagnia dei Lepini è stata efficace. I parcheggi stracolmi di auto ne sono
una testimonianza. Resta da capire quanto è piaciuta, ai visitatori, una
Sagra sempre più povera di contenuti, con vicoli stracolmi di gente ma privi
di quei caratteristici allestimenti che piacciono agli escursionisti. Ci
riferiamo all’assenza di molte associazioni culturali, come Setina Civitas,
che hanno preferito esprimere così il proprio dissenso nei confronti di una
amministrazione che continua ad adottare metodi poco chiari. Per
tornare all’evento, dal punto di vista dell’attrattiva turistica,
l’effetto “Sagra” a Sezze si limita alla presenza di escursionisti che
non va oltre la durata dell’evento stesso. Non parliamo, poi, del contributo
dato al settore agroalimentare, anche questo pari a quello di un normale
giorno di mercato. Andando in giro per la campagna di Sezze ci si accorge che
sono molti gli appezzamenti di terreno incolti, e gli stessi braccianti
spiegano che non c’è redditività nel coltivare carciofi. Chi li coltiva è
già molto anziano, mentre i giovani agricoltori preferiscono colture meno
impegnative e con guadagni maggiori. È evidente che a nulla servono i
convegni, come quelli che si tengono in apertura di Sagra, se poi non vengono
messe in atto tutta una serie di azioni concrete a favorire la produzione. Una
di queste è senz’altro il
marchio IGP che nessuno ha ancora mai visto sui nostri carciofi. Così in sintesi l’analisi di Setina Civitas, che ora sposta il suo appello, fino ad oggi rivolto solo a un “Ente Comunale sordo“, e parla alle tante Associazioni del paese, per coinvolgerle in un progetto più efficace e diverso da quello fin ora adottato dagli amministratori. Un progetto che parte dalla base e prevede la partecipazione e la condivisione, in un contesto serio dal quale bandire l’improvvisazione e fissare, invece, obiettivi precisi. I motivi e le preoccupazioni del Circolo Culturale Setina Civitas sono legittimi: in un paese dove negli ultimi tempi si è cambiata l’estetica delle piazze, senza che nessuno ne ha compreso il senso, e nello stesso tempo dove tutto è rimasto come prima, esiste un disinteresse diffuso per la vita pubblica, ed il legame culturale, che contraddistingue una comunità, è sempre più labile, al punto da mettere a rischio il futuro stesso e la storia di Sezze. Questa dovrebbe essere la principale preoccupazione di chi ha a cuore il bene della propria città, infatti, la mentalità esistente è l’ostacolo maggiore per l’avvio dei programmi di riqualificazione territoriale. Non a caso questa è stata la prima sfida, prevista dai progetti di sviluppo turistico, che gli enti pubblici hanno affrontato in tutti i paese dei monti Lepini. Sezze, tra questi, è certamente l’unico paese dove tale processo non è avvenuto, e dove il degrado culturale resta un’emergenza.
Dopo 37 anni di storia la Sagra del
Carciofo a Sezze non fa nessun passo avanti, anzi perde progressivamente
la sua efficacia, mentre dall’Ente Comunale continuano ad arrivare
promesse che, di anno in anno, puntualmente si sciolgono come neve al sole.
Queste le principali motivazioni per cui Setina Civitas annuncia la sua
assenza dalla prossima Sagra del Carciofo. L’appuntamento più importante
per l’economia locale è fermo al 1969, anno in cui si pensò di dare un
impulso all’agricoltura setina iniziando a promuovere la produzione del
prezioso ortaggio.
Da allora la fiera non è mai cresciuta, affidata come sempre ad una organizzazione di tipo estemporaneo, non si è mai dotata né di un Comitato di Gestione né di un Logo per il riconoscimento di Fiera Tipica. Tra l’altro, Setina Civitas ricorda che queste sono state le ultime promesse fatte dall’Ente Comunale all’indomani della 36a sagra del 2005, promesse accolte con entusiasmo dalle associazioni ma successivamente tradite dai fatti: “Non si è più parlato di coinvolgere tutte le forze attive del paese come promesso a maggio dello scorso anno e, come se niente fosse, oggi si riparte da capo senza un programma chiaro da poter discutere con il volontariato, continuando a prendere in giro la gente”. Sono le
dichiarazioni di Setina Civitas che precisa: “La scelta di non
esserci è coerente con i nostri obiettivi sociali che
vedono nella cultura e nella partecipazione il centro dello sviluppo
per l’intera comunità.” Così, mentre la produzione agricola è in calo ed il
carciofo setino è quasi introvabile, ancora non si è creato nessun comitato
che promuova adeguatamente la Sagra, ne tanto meno coinvolto il volontariato
nella gestione di questo o di altri eventi, nel tentativo di rilanciare lo
sviluppo locale. Setina Civitas è convinta, a riguardo, che non esiste
la volontà politica da parte dei nostri amministratori, che invece
preferiscono metodi più facili, servendosi "dell’insostituibile
opera dei volontari" solo quando fa comodo, per poi tornare ad
ignorarli per il resto dell’anno. Metodi discutibili ed assai lontani da
quelli auspicabili in una Democrazia partecipata. Per questi motivi, e per l’assenza totale di un dialogo democratico con l’amministrazione comunale, Setina Civitas quest’anno non parteciperà attivamente alla realizzazione della 37a Sagra del Carciofo, ritenendo un male minore quello di non dare il proprio contributo culturale, e tornando invece a chiedere a gran voce informazione, trasparenza e partecipazione alla vita pubblica. (nella foto sotto il parcheggio dell'Anfiteatro domenica 2 aprile 2006 alle ore 19,30)
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Il
giorno dopo... la 36a Sagra Il
Comune promette: Comitato
Permanente ed un Logo Le proposte che piacciono alle associazioni di Ignazio Romano Dare
valore alle associazioni di volontariato e crescere insieme: se non sono solo
parole forse qualcosa sta cambiando veramente a Sezze. Questo il succo
dell'incontro che, lunedì 2 magio 2005, si è tenuto nell’aula Consiliare
del Comune di Sezze tra l'Assessore alla Cultura, Carlo Grassucci, il
Direttore Generale, Lidano Caldarozzi, e le associazioni setine del
volontariato. Per la prima volta, dopo 36 anni, si è tenuto un incontro con
lo scopo preciso di ragionare insieme sulle possibili alternative da seguire
per dare un futuro ed uno sviluppo alla Sagra del Carciofo, curando in
particolare gli aspetti culturali e i risvolti turistici. Non era mai accaduto, ma la gradita sorpresa non finisce qui: Lidano Caldarozzi ha proposto la costituzione di un "Comitato Permanente" formato dai rappresentanti delle associazioni, da quelli dei produttori e dall’Amministrazione Comunale, che insieme gestiranno la prossima Sagra del Carciofo; come primo passo si darà un Logo all’evento. Il bando, con tutte le modalità di partecipazione, verrà pubblicato il 20 maggio ed i lavori, che perverranno all’Ente Comunale, verranno giudicati da una commissione di esperti provenienti da Roma. Lo scopo non è solo quello di rendere più visibile l'evento, ma anche quello di poter accedere ai finanziamenti regionali previsti per la realizzazione di fiere tipiche. Tutto questo permetterà di crescere e di realizzare insieme la rinascita sociale del paese. Le associazioni hanno accolto positivamente le aperture della nuova gestione per gli eventi culturali di Sezze, ed anche Setina Civitas, che alla vigilia della sagra aveva criticato le parole del Direttore Generale, è tornata sui suoi passi dando piena fiducia e condividendo le proposte del Dottor Caldarozzi. Per
altro, Il Direttore si è detto disposto a rivedere ogni aspetto organizzativo
che non ha funzionato bene, come: assegnazione degli spazi e del materiale per
gli stand; indicazione dettagliata dei servizi resi disponibili dalle
associazioni, coordinamento più attento delle varie manifestazioni durante la
giornata. A chiusura dell’incontro è intervenuto il Sindaco Lidano Zarra
che ha sottolineato l’importanza dell’impegno delle associazioni per lo
sviluppo sociale. Zarra ha ricordando che, progetti di riqualificazione di
siti archeologici e d’importanza ambientale, come quello presentato da
Setina Civitas e dal gruppo di archeologi per la Strada Vecchia, possono
essere portati avanti, e realizzati, partendo da esperienze come quella del
“Comitato Permanente” per arrivare a un sistema integrato delle forze
culturali. Durante
l’incontro sono state rese note alcune cifre sulla 36a Sagra, ed
in particolare della giornata di domenica 24 aprile, che parlano di un
successo di presenze: 14.000 i piatti distribuiti; nel solo parcheggio
dell’anfiteatro stimate 2.500 autoveicoli; venduti tutti i carciofi dalle
quattro cooperative di produttori presenti a Porta Pascibella; distribuiti dal
Comune alle associazioni 9.300 carciofi. Il resoconto economico parla di
25.800 euro di spese, e 26.500 euro nella voce entrate. Nei prossimi giorni le
associazioni verranno nuovamente interpellate per l’approvazione dello
Statuto della Consulta, e Setina Civitas vede in tutto questo fermento un
positivo, anche se lento, spostamento degli interessi in favore della cultura.
Un effetto non casuale della pressione che il Circolo, rispondendo ad un
preciso input che arriva dalla gente, sta esercitando nei confronti
dell’Amministrazione. In
arrivo la 36a Sagra del Carciofo Nuova gestione, nuovi direttori, stessa musica di
Ignazio Romano Per questo 36o appuntamento setino ( Convegno 2005 ) dedicato al carciofo, che interessa tutto l’ambiente agroalimentare dei monti Lepini, è tornato a farsi vivo Maurizio Maturani, alias Martufello. Il comico setino, divenuto famoso con “Il Bagaglino” sotto la direzione di Pier Francesco Pingitore, ha espressamente dichiarato di voler riprendere un discorso interrotto molti anni fa con il suo paese natale. Lo ricordiamo tutti, al Monumento o all’Anfiteatro, quando, con le sue esilaranti esibizioni veraci, allietava le festa di paese. E sinceramente è il ricordo migliore che abbiamo di lui. Oggi la sua fama può certo tornare utile a Sezze, nel tentativo di ridare visibilità ai nostri luoghi da tempo in declino.
Siamo
d’accordo con Lidano Caldarozzi, nella sua nuova veste di Direttore, e con
l’Assessore alla Cultura, Carlo Grassucci, che in questo modo intendono dare
all’evento una gestione rinnovata. L’importante, secondo noi, è che
l’obiettivo sia quello di far crescere il paese, e non quello di tirare a
campare come si è fatto fin ora. Certo
non è con i giochi di parole che si cresce, ed in particolare
l’associazionismo setino, chiamato come ogni anno ad animare la Sagra del
Carciofo, ha bisogno di supporti concreti. Non è dicendo: -Vi siete sempre chiesti cosa può
dare il Comune alle associazioni, invece oggi dovete chiedervi cosa potete
dare voi alla comunità - che si fanno passi avanti. Non è originale, ma
soprattutto non è corretto, caro Direttore, e non è così che si cambia
musica, ne si intraprende un nuovo corso. Parliamo invece di progetti seri, di
quelli che a mille arrivano dal modo dell’associazionismo, delle opportunità
date dai Fondi Sociali Europei di crescere tutti insieme, dei milioni di euro
mai utilizzati per mancanza di capacità amministrative. Parliamo
seriamente di questo e smettiamola di nasconderci dietro ad un dito, negando
alle associazioni il giusto contributo. Le nozze con i fichi secchi a Sezze si fanno oramai da troppi anni, e per dare un impulso vero all’economia locale non bastano più fantasia, improvvisazione e qualche fondo provinciale. Occorre conoscere bene la normativa europea, sfruttare ogni occasione di finanziamento ed essere in grado di individuare gli obiettivi più interessanti ed idonei allo sviluppo del paese. Per questo l’Ente Comunale deve dotarsi al più presto di un Ufficio Tecnico moderno, che sfrutta le nuove tecnologie, con personale in grado di dar forma e vita ai tanti progetti di riqualificazione possibili legati al turismo. Mentre alle associazioni vanno chiesti i contributi culturali, e non di svuotare le proprie tasche; allo stesso modo, dalle associazioni vanno ascoltati i pareri e le idee, e non interpellate solo allo scopo di elemosinare qualche realizzazione folcloristica. |
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Appello per Sezze
di
Ignazio
Romano
Per
gli approfondimenti visita >> Analisi
2002 Anche negli appuntamenti più importanti, come può essere stato il giubileo, le parole programma, piano organizzativo, promozione delle attività locali, sono rimaste sconosciute. Per questo, da più parti, si chiede di sfruttare meglio le risorse di questo paese, creando comitati che hanno il compito di progettare ogni evento. Lasciando al comune la direzione e l’approvazione dei progetti stessi, in modo da poter scegliere valutando attentamente ogni aspetto organizzativo per tempo. Può sembrare strano ma a Sezze tutto ciò manca, oppure rimane poco trasparente e non permette interazioni tra le diverse componenti sociali. Troppe
sono le cose lasciate ad iniziative di singoli che restano senza
coordinazione. In questo modo le energie si disperdono, i benefici sono
impalpabili e il malcontento cresce; sia tra coloro come i commercianti,
che vedono fuggire occasioni di guadagno e benessere per tutti; sia tra
quei cittadini che, amando Sezze, vedono sfiorire giorno dopo giorno il
proprio paese senza che nessuno muova un dito. Spesso mi sento chiedere
dai miei concittadini: "Ma tu cosa ci guadagni?" Per me è un
piacere, è un onore, è spesso commovente fotografare Sezze e i suoi
eventi. Il comune (inteso come amministratori) è spesso criticato per
l'imparzialità di trattamento tra coloro che partecipano attivamente
alle manifestazioni, ed i criteri scelti per l’investimento dei fondi.
Certo
non si può pretendere da tutti del "Volontariato",
ed anche quello va comunque incentivato e coordinato. Per
questo la creazione di "Comitati
organizzativi" oltre a sfruttare adeguatamente ogni
evento, darebbe voce e raccoglierebbe il consenso di tutti. Mai come in
questa situazione la parola "Sinergia"
ha tanta importanza. Il mio è un appello, e non va confuso con critiche
senza futuro e senza soluzioni. Sono convinto che Sezze ha un futuro e
soluzioni per i nostri figli.
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