1970  Sagra del carciofo 2010

41a edizione 18 aprile 2010   

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carcioforomanesco

40 anni che a Sezze nel mese di aprile si tiene la sagra del carciofo, manifestazione in cui è coinvolto tutto il paese, dai produttori alle associazioni di volontariato, dalle istituzioni ai commercianti. Associazioni culturali, commercianti,  volontari e i gruppi folcloristici, provenienti da ogni parte del mondo, animano le piazze e le vie della città lepina.

Nel 2001 il carciofo romanesco coltivato in alcune zone del Lazio, tra cui le campagne tra Sezze e Priverno, ha ottenuto dal Ministero delle politiche agricole il marchio IGP Indicazione Geografica Protetta che spetta solo a 530 prodotti in tutta Europa. L'Italia è seconda solo alla Francia con 105 varietà di cibi, tra cui c'è il carciofo setino. 

Da questi numeri si comprende l'importanza che il carciofo ha per la nostra zona. Viene così premiata la difesa centenaria del territorio che conserva ancora le caratteristiche adatte per un prodotto genuino, coltivato in zona fin dal XV secolo.

Bisogna congratularsi quindi con chi ha voluto la Sagra del carciofo a Sezze fin dal 1970, e con quelli che nel 1993, dopo una lunga ricerca svolta dal CNR sulle proprietà del carciofo locale, auspicavano un riconoscimento DOC per il prodotto.

Il carciofo promuove Sezze, ma Sezze... promuove il carciofo ?

non sono tutte rose e fiori: la produzione è in calo, oramai da diversi anni. E come poteva essere altrimenti se non si crea un mercato che da senso al marchio IGP. Al contadino non conviene piantare il carciofo, eppure il carciofo ogni anno ha qualità maggiori. Tutto questo impone una riflessione: la sagra ha un senso solo se le istituzioni si impegnano a promuovere durante l'anno la coltivazione del carciofo incentivando i produttori, dando loro prospettive di guadagno adeguate e soluzioni di mercato che garantiscono un incremento della produzione. Solo un atteggiamento attivo salverà il Carciofo Setino.

scrivi >> info@setino.it

20 aprile 2009:              Appunti sul Carciofo

La quarantesima è stata l'edizione indoor della sagra del carciofo

di Ignazio Romano

Domenica 19 aprile tutto era pronto per l'edizione speciale della sagra, arrivata alla sua quarantesima edizione, ma prima di mezzogiorno la pioggia ha modificato ogni programma. Così la manifestazione si è trasformata nella sagra delle mille potenzialità inespresse o tenute in forma ridotta al coperto. Ma è stata anche la sagra delle mille contraddizioni, a cominciare dal protagonista, il carciofo setino. 

Sempre meno diffuso, sempre più difficile da trovare, il carciofo alla sagra lo trovi da Toto, davanti al Comune, dove da marzo ad aprile è possibile acquistarlo. Oppure negli stand gastronomici di alcune associazioni culturali di volontariato, che si ostinano a servirlo secondo le antiche ricette. 

Nel resto della sagra il carciofo è pressoché presente solo in forma di ornamento, ed a Porta Pascibella è stato addirittura sostituito dalla porchetta. Negli ultimi anni di allarmi ne sono stati lanciati a decine. 

Gli agricoltori lo hanno fatto già nel 2001, quando il carciofo coltivato in queste zone ha ottenuto il marchio IGP che presto si è rivelato inutile. Quest'anno la manifestazione doveva essere un'occasione particolare per promuovere il territorio e le sue tipicità, ma lo è sempre meno. 

Forse è opportuno ripensare fin da oggi l'evento, mettendo attorno ad un tavolo di lavoro tutti i soggetti che intendono promuovere e dare un contributo allo sviluppo economico e sociale di questo territorio.

16 aprile 2009:

Presentazione della 40a Sagra del Carciofo

Mercoledì 15 aprile presso il ristorante "Santuccio" è stata presentata alla stampa la quarantesima Sagra del Carciofo che si apre ufficialmente oggi con la proiezione del documentario sulla sagra curato dal Circolo Culturale Setina Civitas. 

Domani verranno ricordate le origini della manifestazione con la consegna di attestati a quanti nel 1970 hanno dato vita alla prima sagra. Domenica 19 aprile il centro storico di Sezze verrà invaso come ogni anno dalle tante esibizioni folcloristiche ma soprattutto dai mille profumi della cucina casereccia.

1 aprile 2009:               Comunicato stampa del Comune

40a Sagraintervento del Sindaco e dell’Assessore allo Sviluppo Locale

Domenica 19 aprile 2009 la cittadina di Sezze ospiterà la Sagra del Carciofo, giunta ormai alla quarantesima edizione. La Sagra è un esempio di  specializzazione produttiva, tipica della modernità, che a partire dagli anni ’50 - 60,  ha caratterizzato ogni comunità e paese,  trasformando prodotti, un tempo limitati al consumo locale, in emblemi d’eccellenza. Nel corso degli anni la tradizionale kermesse, grazie al lavoro fin qui svolto, si è arricchita di contenuti diventando un evento di rilevanza nazionale. Oltre alle associazioni e alle aziende agricole del territorio, quest’anno hanno aderito numerosi imprenditori del settore, realtà associative e gruppi folcloristici provenienti da diverse regioni d’Italia. “La Sagra del Carciofo – ha dichiarato il Sindaco Andrea Campoli- ha incarnato sempre più le caratteristiche di evento totale, uscendo da quello che era il progetto embrionale di valorizzare  un prodotto locale; essa è una vera e propria vetrina delle bellezze storico-culturali e paesaggistiche del paese e di tutto il Comprensorio dei Monti Lepini. La manifestazione, inoltre, riesce a proiettare il turista in un mondo accogliente e familiare, in cui riscoprire le antiche tradizioni di una civiltà contadina che sta pian piano scomparendo”. L’evento è più di una semplice fiera o mercato e lo dimostra il fatto che l’Amministrazione Comunale ha voluto dislocarlo all’interno del centro storico, trasformando per l’occasione interi quartieri in musei viventi.

“Nell’ambito della cornice rappresentativa del centro storico della città, dove si svolge la Sagra del Carciofo, si estrinsecano un insieme di momenti che esprimono cultura, tradizione popolare, capacità artigianali e artistiche, poesie, partecipazione popolare e tradizione dialettale. In quest’ambito - ha affermato l’Assessore allo Sviluppo Locale, Sergio Di Raimo - la creatività e la competitività delle nostre aziende viene valorizzata, uscendo al di fuori delle mura della città, trovando sempre più spazio nel mercato nazionale ed estero, offrendo prodotti di prima scelta e ottima qualità.  La manifestazione è un importante appuntamento che mette in risalto la bontà del carciofo setino, particolare nel suo gusto sia per le caratteristiche organolettiche che per il modo in cui la tipica cucina setina riesce ad esaltarne la squisitezza. Al di là, comunque, dei risvolti economici di sviluppo, competitività e promozione del prodotto, penso si possa cogliere la volontà da parte di tutto il paese di tramandare le radici, il folklore e la storia che, da secoli, caretterizza la cittadina di Sezze”. Il Sindaco Campoli e l’Assessore Di Raimo, infine, hanno ringraziato tutti coloro che si sono impegnati nell’organizzazione dell’evento.


21 aprile 2008:                       La proposta                                              

Il Presidente del Circolo Culturale Setina Civitas, Ignazio Romano

Archiviata la 39a Sagra del Carciofo a Sezze occorre pensare, sin da adesso, a quella del 2009.  La mia proposta? 

Subito un incontro per ridiscutere il sistema organizzativo

La richiesta per un incontro è già stata presentata al Sindaco Andrea Campoli e l’oggetto è rivedere l’organizzazione della Sagra. Lo si dice ogni anno al termine della manifestazione, sull’onda dell’entusiasmo e con la voglia di far meglio, ma non ci si riesce mai. Per la quarantesima edizione dobbiamo iniziare a lavorare sin da oggi, evitando di ricadere negli errori di sempre che ci portano a definire il programma della Sagra solo pochi giorni prima dell’evento. 

Quello che io propongo, e che ho già esposto il 26 febbraio (allegato) in uno dei sette incontri realizzati per l’organizzazione della 39a edizione della Sagra, prevede una serie di riunioni alle quali dovranno partecipare tutti i componenti del Comitato di Coordinamento che, definito l’assetto interno dell’organismo ed un calendario di lavoro, dovrà realizzare un disciplinare da distribuire, unitamente al materiale informativo e alla modulistica, a tutti i soggetti interessati non oltre il mese di gennaio. Questo darebbe la possibilità agli organizzatori di richiedere le adesioni entro il mese di febbraio, di elaborare i progetti pervenuti con tranquillità e di realizzare il programma dell’evento con un congruo anticipo per essere esposto a tutti.

Ma la tempistica non è l’unico neo della Sagra del Carciofo di Sezze, ed anche questo è risaputo. C’è da recuperare quella partecipazione corale che nel 2007 ha dato vita al Coordinamento, e che oggi ritengo debba essere rifondata e rinforzata a cominciare dall’operatività stessa del comitato e dal numero dei suoi componenti. In sintesi la mia proposta si basa sulla comunicazione, sul dialogo e sulla condivisione delle scelte da prendere in sintonia con la cittadinanza attiva. Questi sono i presupposti per continuare sulla via della cooperazione e, a mio avviso, rappresentano le basi necessarie per il futuro della Sagra del Carciofo ed anche quelle per molte altre attività culturali e sociali che ogni anno affollano il calendario delle manifestazioni setine.

 (allegato)

26 febbraio 2008

Sintesi delle proposte per coordinare la Sagra del Carciofo

In sostanza penso a un’organizzazione più puntuale dell’evento, e la mia proposta prevede:

1- Tempistica certa dei lavori con inizio ad ottobre e realizzazione di un calendario di incontri.

2- Verbale degli incontri per avere traccia delle proposte dei singoli e delle decisioni prese.

3- Realizzazione di un disciplinare da consegnare ad ogni soggetto che intende aderire alla Sagra. Il disciplinare dovrà contenere:

a-  regole specifiche per ogni settore a cui i singoli soggetti devono attenersi

b-  informazioni sulle disponibilità di beni,servizi e risorse economiche dell’Ente Comunale

c-  modulo proposte (da compilare nella fase organizzativa)

d-  modulo di partecipazione (da presentare unitamente al progetto dettagliato)

e-  modulo osservazioni (utile per il resoconto dell’evento)

Secondo la mia proposta, ogni partecipante verrà registrato e tutte le informazioni raccolte andranno in un archivio dedicato. In questo modo sarà possibile stilare un resoconto oggettivo della Sagra, e con i dati raccolti realizzare un elenco completo delle caratteristiche e delle criticità da dove ripartire per migliorare l’evento. Eventualmente l’istituzione di un premio al migliore allestimento può incentivare le associazioni a seguire il più possibile le indicazioni contenute nel disciplinare.

7 aprile 2008:                       Appunti sul Carciofo                                  

Tanti carciofi, tanti eventi e tantissima gente

di Ignazio Romano

Una grande fiera, sicuramente la più importante del territorio, quella che si tiene ogni anno a Sezze e che domenica 6 aprile è giunta alla sua trentanovesima edizione suscitando l'approvazione dei visitatori. Tanti carciofi cucinati secondo le ricette tipiche, tanti momenti culturali e folcloristici sparsi per tutto il centro storico e tanta gente proveniente da tutta la regione ed oltre che, nonostante l'aria frizzantina, non ha rinunciato all'appuntamento con la sagra affollando le vie e le piazza del paese.Un momento importante per tutti, una risorsa economica e culturale che pone Sezze in una posizione di rilievo ma anche di responsabilità. L'esperimento del sabato, con la ristorazione già in funzione, con gli appuntamenti culturali ed alcune mostre già allestite, ha dato esito positivo lanciando il messaggio di estendere su più giornate la sagra. Un doveroso ringraziamento va a tutti i volontari che, dalla ristorazione alla rievocazione di momenti tipici della cultura contadina e popolare, dalle mostre di foto e quadri all’esposizione di libri e oggetti della tradizione setina si sono adoperati affinché l’evento riuscisse. Ora si attende solo un resoconto completo della manifestazione.

19 marzo 2008:                                                                                      

Ecco la 39a edizione della Sagra

di Ignazio Romano

Si parte giovedì 3 aprile con “Aspettando la Sagra”, appuntamento che quest’anno è aperto dalla mostra allestita da alcuni artisti setini presso il museo comunale. Venerdì 4 è la volta dell’avvocato Antonio Campoli che leggerà alcune delle sue poesie in dialetto setino nella sala dell’auditorium San Michele Arcangelo. Attesissima per sabato 5, alle ore 17,30 sempre nella sala dell’auditorium San Michele Arcangelo, c’è la lezione di storia della professoressa Maria Teresa Caciorgna che quest’anno illustrerà il mondo delle peschiere della palude Pontina. Da sabato, novità assoluta per la Sagra, sarà già possibile degustare il carciofo romanesco presso cinque stand che saranno attivi a piazza Margherita "Pro Loco", a piazza De Magistris "La Cascina" e "Butterfly", a piazza San Lorenzo "Magic Star" e a piazza Duomo "Moto Club".

Domenica 6 aprile l’intero centro storico, così come accade da dieci anni a questa parte, verrà animato da esposizioni, rappresentazioni, sfilate folcloristiche ed ovviamente degustazioni dei prodotti tipici con il carciofo romanesco a far da protagonista. Particolarità di quest’anno è la partecipazione del CNA con 33 artigiani (IN-ARTIS) che esporranno i loro prodotti in via San Carlo, nella chiesa di Sant’Anna ed in via Valerio Flacco. I produttori di carciofi saranno presenti come sempre in via G. Marconi dove effettueranno la vendita, ma anche a largo R. Velletri dove solo nella giornata di domenica terranno la degustazione. Confermate le apprezzatissime esibizioni di “Colli tutto l’anno” a porta Pascibella e della scuola media “Pacifici De Magistris” alle scalette di San Rocco che ogni anno ripropongono momenti di vita contadina, mentre a piazza XX Settembre “Noi di Suso” effettuerà la preparazione e la degustazione di prodotti tipici. Da segnalare la presenza di espositori di prodotti biologici a piazza del Pesce e quella di impianti fotovoltaici all’Aringo. Come nella precedente edizione, dal cortile di palazzo Rappini, partiranno le visite guidate curate dalla Compagnia dei Lepini, mentre a porta Sant’Andrea e a Porta Pascibella saranno presenti, durante tutta la giornata di domenica, due punti informativi.

1 febbraio 2008  Fissata la data del 6 aprile, in anticipo rispetto al 2007, e per il Comitato di Coordinamento sono settimane dense di incontri con tutti i soggetti interessati all'evento. 

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno si tratta di affermare il principio che solo dalla partecipazione attiva, dalla ricerca meticolosa della qualità e dal rispetto della tipicità possono arrivare concreti vantaggi per tutta la comunità setina. Tenere al centro della manifestazione questi criteri e fare in modo che vengono seguiti da tutti i partecipanti è il primo compito affidato al Coordinamento. La via seguita è quella del dialogo e del coinvolgimento, sapendo che non sarà né facile né immediato modificare comportamenti e mentalità. Ad oggi sono tre gli incontri tenuti dal Coordinamento, e nelle prossime settimane ne seguiranno altri.

24 aprile 2007:                   Appunti sul Carciofo                             

La 38a Sagra, le associazioni e 

le questioni di politica “latente”

di Ignazio Romano

Parlare della Sagra del Carciofo come di un generico evento fieristico è fortemente riduttivo e sterile per Sezze. In più, con le amministrative alle porte, una riflessione politica è utile per una assunzione di responsabilità da cui nessuno può sottrarsi. Per questo la Consulta delle Associazioni venerdì 4 maggio incontra i candidati a sindaco. Per tornare alla Sagra, nel paese tutti sanno che con la Passione di Cristo e la Sagra del Carciofo è in gioco la credibilità dell’intera comunità ed il futuro di un sistema culturale e socio-economico estremamente delicato e complesso, che per questo richiede una gestione responsabile che coinvolge tutte le risorse umane disponibili. Quello che si è iniziato a fare, e che in molti hanno percepito domenica scorsa alla 38a Sagra, è solo il primo passo da cui non si può tornare indietro. La partecipazione attiva è la sola che può garantire la qualità e quindi la riuscita di un evento, che si trasforma in un ritorno d’immagine in grado di promuovere il territorio e i suoi prodotti.

Durante il periodo di commissariamento, che Sezze sta ancora vivendo, la politica ha esercitato ed esercita un controllo “latente” in attesa di riprendersi i fili del comando. Mentre la società civile si è organizzata ed ha dimostrato, anche nel coordinare la 38a Sagra, di non essere disposta a fare il “burattino” di nessuno, ma di avere le capacità e le idee giuste per realizzare il progetto futuro di Sezze. Alla politica, dunque, si chiede fin d’oggi di sottoscrivere questo progetto e di tornare ad essere guida del paese e non “padrone”. Molte sono le associazioni che hanno intrapreso un processo di rinnovamento, ed hanno trovato nella Consulta delle Associazioni il naturale punto d’incontro dove dibattere problematiche che da sempre impediscono al movimento culturale setino di crescere. Dopo appena quattro mesi di vita la Consulta ha riacceso concretamente il dibattito cittadino, interrogandosi su come rivitalizzare e migliorare gli aspetti sociali del paese senza commettere gli errori che nel passato hanno vanificato ogni sforzo.

L’obiettivo principale per la Consulta, che si propone come punto d’incontro anche per quei soggetti non iscritti, resta quello di ricreare un dialogo capace di dare importanza e senso di appartenenza alla comunità, e che in sintesi si concretizza in: Istituzioni responsabili a servizio di cittadini impegnati nello scrivere pagine condivise della nostra storia. Sappiamo bene che sta in questo, e solo in questo, la soluzione ai problemi del paese, e che tutto ciò che si discosta da una via che si fonda sul dialogo, sulla trasparenza e sulla partecipazione rischia di accendere polemiche ed innescare meccanismi viziosi che fino ad oggi hanno caratterizzato negativamente la vita sociale di Sezze. Molte associazioni hanno capito l’importanza del lavoro da svolgere ed hanno dato vita ai primi nodi di una rete fatta di valori e di risorse umane. Ora si tratta di trasmettere questa fiducia e coinvolgere quei soggetti che ancora sono restii ma che sono necessari al completamento di questa rete.


7 marzo 2007
:                                                                                      

Al via la 38a edizione della Sagra

 All'incontro generale scelta la data del 22 aprile 

di Ignazio Romano                                                                            Una stagione anomala > Anteprima 2007

La Sagra del Carciofo a Sezze è giunta alla sua 38a edizione. La novità principale di quest’anno è  costituita dalla neonata Consulta delle Associazioni che ho l’onore di presiedere e che già dal mese di febbraio si sta occupando, in collaborazione con l’Ente Comunale, dell’organizzazione dell’evento. L’intenzione è quella di favorire un approccio totalmente diverso rispetto al passato, basato sul dialogo, sulla cooperazione e la partecipazione di tutti. C’è chi lavora da anni a questo progetto, chi ne ha compreso la validità in questi giorni e chi, invece, ha bisogno ancora di tempo. Sappiamo bene che “una rondine non fa primavera” così come certi processi hanno comunque bisogno di tempo prima di diventare usuali ed essere accettati. 

Comunque un passo avanti quest’anno la Sagra lo fa, si è capito dall'incontro della Consulta del 5 marzo e si è capito dall'incontro generale che si è tenuto ieri sera al Comune alla presenza del Commissario Falco in una affollatissima aula consiliare. Mi piace accostare questo "passo avanti" a quello fatto dieci anni fa, quando, i responsabili del settore cultura del comune proposero di portare nel centro storico lo svolgimento della manifestazione. Fu una mossa intelligente che ha dato alla Sagra di Sezze quella tipicità che ancora non aveva. Quest’anno intendiamo confermare quelle scelte, particolarmente condivise da tute le associazioni culturali, puntando a dare all’evento una qualità maggiore, una contaminazione diffusa delle attività ed un’organizzazione puntuale. 

Tutto questo a vantaggio dei visitatori che, nella giornata di domenica 22 aprile, potranno contare, oltre che sull’esposizione di ogni genere, sulla degustazione dei prodotti tipici e sull’accogliente ambientazione dei vicoli, anche su un servizio di guide gratuito che renderanno ancora più piacevole la visita della Sagra. Dopo anni di attriti e dissensi si tenta la via del dialogo, ed il lavoro svolto dalla Consulta si sta rivelando propedeutico alla realizzazione di momenti condivisi.

3 aprile 2006:                  Appunti sul Carciofo                    

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

 Inascoltate le richieste di Setina Civitas   

Appello a tutte le Associazioni di Sezze

comunicato stampa di Setina Civitas  

Ecco l’analisi di una manifestazione “sterile” e senza futuro, come era facile prevedere dopo che le nostre richieste, fatte alla vigilia della sagra, sono rimaste completamente inascoltate ed eluse dagli amministratori, che invece hanno riproposto la stessa “pizza”. Volevamo un progetto serio per una gestione moderna e trasparente dell’evento, mentre ora ci troviamo a parlare ancora di un’altra edizione della Sagra passata senza lasciar alcuna traccia di se. Al di là del momento di festa, che mantiene tutta la sua valenza sociale grazie anche alla lunga tradizione, quello che la Sagra del Carciofo ancora non riesce a fare, e oggettivamente non può fare se non si cambia sistema, è la promozione territoriale, da cui l’auspicato sviluppo turistico ed agroalimentare. Se parliamo di affluenza di gente, limitatamente alla giornata di domenica, dobbiamo dire che la promozione fatta dalla Compagnia dei Lepini è stata efficace. I parcheggi stracolmi di auto ne sono una testimonianza. Resta da capire quanto è piaciuta, ai visitatori, una Sagra sempre più povera di contenuti, con vicoli stracolmi di gente ma privi di quei caratteristici allestimenti che piacciono agli escursionisti. Ci riferiamo all’assenza di molte associazioni culturali, come Setina Civitas, che hanno preferito esprimere così il proprio dissenso nei confronti di una amministrazione che continua ad adottare metodi poco chiari.

Per tornare all’evento, dal punto di vista dell’attrattiva turistica, l’effetto “Sagra” a Sezze si limita alla presenza di escursionisti che non va oltre la durata dell’evento stesso. Non parliamo, poi, del contributo dato al settore agroalimentare, anche questo pari a quello di un normale giorno di mercato. Andando in giro per la campagna di Sezze ci si accorge che sono molti gli appezzamenti di terreno incolti, e gli stessi braccianti spiegano che non c’è redditività nel coltivare carciofi. Chi li coltiva è già molto anziano, mentre i giovani agricoltori preferiscono colture meno impegnative e con guadagni maggiori. È evidente che a nulla servono i convegni, come quelli che si tengono in apertura di Sagra, se poi non vengono messe in atto tutta una serie di azioni concrete a favorire la produzione. Una di queste  è senz’altro il marchio IGP che nessuno ha ancora mai visto sui nostri carciofi.

Così in sintesi l’analisi di Setina Civitas, che ora sposta il suo appello, fino ad oggi rivolto solo a un “Ente Comunale sordo“, e parla alle tante Associazioni del paese, per coinvolgerle in un progetto più efficace e diverso da quello fin ora adottato dagli amministratori. Un progetto che parte dalla base e prevede la partecipazione e la condivisione, in un contesto serio dal quale bandire l’improvvisazione e fissare, invece, obiettivi precisi.

I motivi e le preoccupazioni del Circolo Culturale Setina Civitas sono legittimi: in un paese dove negli ultimi tempi si è cambiata l’estetica delle piazze, senza che nessuno ne ha compreso il senso, e nello stesso tempo dove tutto è rimasto come prima, esiste un disinteresse diffuso per la vita pubblica, ed il legame culturale, che contraddistingue una comunità, è sempre più labile, al punto da mettere a rischio il futuro stesso e la storia di Sezze. Questa dovrebbe essere la principale preoccupazione di chi ha a cuore il bene della propria città, infatti, la mentalità esistente è l’ostacolo maggiore per l’avvio dei programmi di riqualificazione territoriale. Non a caso questa è stata la prima sfida, prevista dai progetti di sviluppo turistico, che gli enti pubblici hanno affrontato in tutti i paese dei monti Lepini. Sezze, tra questi, è certamente l’unico paese dove tale processo non è avvenuto, e dove il degrado culturale resta un’emergenza.

  20 marzo 2006:   37a Sagra: nessun passo avanti         

Setina Civitas annuncia la sua assenza dalla manifestazione

Dopo 37 anni di storia la Sagra del Carciofo a Sezze non fa nessun passo avanti, anzi perde progressivamente la sua efficacia, mentre dall’Ente Comunale continuano ad arrivare promesse che, di anno in anno, puntualmente si sciolgono come neve al sole. Queste le principali motivazioni per cui Setina Civitas annuncia la sua assenza dalla prossima Sagra del Carciofo. L’appuntamento più importante per l’economia locale è fermo al 1969, anno in cui si pensò di dare un impulso all’agricoltura setina iniziando a promuovere la produzione del prezioso ortaggio.  

Da allora la fiera non è mai cresciuta, affidata come sempre ad una organizzazione di tipo estemporaneo, non si è mai dotata né di un Comitato di Gestione né di un Logo per il riconoscimento di Fiera Tipica. Tra l’altro, Setina Civitas ricorda che queste sono state le ultime promesse fatte dall’Ente Comunale all’indomani della 36a sagra del 2005, promesse accolte con entusiasmo dalle associazioni ma successivamente tradite dai fatti: 

Non si è più parlato di coinvolgere tutte le forze attive del paese come promesso a maggio dello scorso anno e, come se niente fosse, oggi si riparte da capo senza un programma chiaro da poter discutere con il volontariato, continuando a prendere in giro la gente”. 

Sono le dichiarazioni di Setina Civitas che precisa:

La scelta di non esserci è coerente con i nostri obiettivi sociali che  vedono nella cultura e nella partecipazione il centro dello sviluppo per l’intera comunità.”

Così, mentre la produzione agricola è in calo ed il carciofo setino è quasi introvabile, ancora non si è creato nessun comitato che promuova adeguatamente la Sagra, ne tanto meno coinvolto il volontariato nella gestione di questo o di altri eventi, nel tentativo di rilanciare lo sviluppo locale. Setina Civitas è convinta, a riguardo, che non esiste la volontà politica da parte dei nostri amministratori, che invece preferiscono metodi più facili, servendosi "dell’insostituibile opera dei volontari" solo quando fa comodo, per poi tornare ad ignorarli per il resto dell’anno. Metodi discutibili ed assai lontani da quelli auspicabili in una Democrazia partecipata.

Per questi motivi, e per l’assenza totale di un dialogo democratico con l’amministrazione comunale, Setina Civitas quest’anno non parteciperà attivamente alla realizzazione della 37a Sagra del Carciofo, ritenendo un male minore quello di non dare il proprio contributo culturale, e tornando invece a chiedere a gran voce informazione, trasparenza e partecipazione alla vita pubblica.                                   (nella foto sotto il parcheggio dell'Anfiteatro domenica 2 aprile 2006 alle ore 19,30)

3 maggio 2005:                  Appunti sul Carciofo                 

Il giorno dopo... la 36a Sagra

 Il Comune promette: Comitato Permanente ed un Logo

Le proposte che piacciono alle associazioni

di Ignazio Romano

Dare valore alle associazioni di volontariato e crescere insieme: se non sono solo parole forse qualcosa sta cambiando veramente a Sezze. Questo il succo dell'incontro che, lunedì 2 magio 2005, si è tenuto nell’aula Consiliare del Comune di Sezze tra l'Assessore alla Cultura, Carlo Grassucci, il Direttore Generale, Lidano Caldarozzi, e le associazioni setine del volontariato. Per la prima volta, dopo 36 anni, si è tenuto un incontro con lo scopo preciso di ragionare insieme sulle possibili alternative da seguire per dare un futuro ed uno sviluppo alla Sagra del Carciofo, curando in particolare gli aspetti culturali e i risvolti turistici.

Non era mai accaduto, ma la gradita sorpresa non finisce qui: Lidano Caldarozzi ha proposto la costituzione di un "Comitato Permanente" formato dai rappresentanti delle associazioni, da quelli dei produttori e dall’Amministrazione Comunale, che insieme gestiranno la prossima Sagra del Carciofo; come primo passo si darà un Logo all’evento. Il bando, con tutte le modalità di partecipazione, verrà pubblicato il 20 maggio ed i lavori, che perverranno all’Ente Comunale, verranno giudicati da una commissione di esperti provenienti da Roma. Lo scopo non è solo quello di rendere più visibile l'evento, ma anche quello di poter accedere ai finanziamenti regionali previsti per la realizzazione di fiere tipiche. Tutto questo permetterà di crescere e di realizzare insieme la rinascita sociale del paese. Le associazioni hanno accolto positivamente le aperture della nuova gestione per gli eventi culturali di Sezze, ed anche Setina Civitas, che alla vigilia della sagra aveva criticato le parole del Direttore Generale, è tornata sui suoi passi dando piena fiducia e condividendo le proposte del Dottor Caldarozzi. 

Per altro, Il Direttore si è detto disposto a rivedere ogni aspetto organizzativo che non ha funzionato bene, come: assegnazione degli spazi e del materiale per gli stand; indicazione dettagliata dei servizi resi disponibili dalle associazioni, coordinamento più attento delle varie manifestazioni durante la giornata. A chiusura dell’incontro è intervenuto il Sindaco Lidano Zarra che ha sottolineato l’importanza dell’impegno delle associazioni per lo sviluppo sociale. Zarra ha ricordando che, progetti di riqualificazione di siti archeologici e d’importanza ambientale, come quello presentato da Setina Civitas e dal gruppo di archeologi per la Strada Vecchia, possono essere portati avanti, e realizzati, partendo da esperienze come quella del “Comitato Permanente” per arrivare a un sistema integrato delle forze culturali.

Durante l’incontro sono state rese note alcune cifre sulla 36a Sagra, ed in particolare della giornata di domenica 24 aprile, che parlano di un successo di presenze: 14.000 i piatti distribuiti; nel solo parcheggio dell’anfiteatro stimate 2.500 autoveicoli; venduti tutti i carciofi dalle quattro cooperative di produttori presenti a Porta Pascibella; distribuiti dal Comune alle associazioni 9.300 carciofi. Il resoconto economico parla di 25.800 euro di spese, e 26.500 euro nella voce entrate. Nei prossimi giorni le associazioni verranno nuovamente interpellate per l’approvazione dello Statuto della Consulta, e Setina Civitas vede in tutto questo fermento un positivo, anche se lento, spostamento degli interessi in favore della cultura. Un effetto non casuale della pressione che il Circolo, rispondendo ad un preciso input che arriva dalla gente, sta esercitando nei confronti dell’Amministrazione.                  -maggio 2005-  


15 aprile 2005:                                                                                   

In arrivo la 36a Sagra del Carciofo

 Nuova gestione, nuovi direttori, stessa musica 

di Ignazio Romano

Per questo 36o appuntamento setino ( Convegno 2005 ) dedicato al carciofo, che interessa tutto l’ambiente agroalimentare dei monti Lepini, è tornato a farsi vivo Maurizio Maturani, alias Martufello. Il comico setino, divenuto famoso con “Il Bagaglino” sotto la direzione di Pier Francesco Pingitore, ha espressamente dichiarato di voler riprendere un discorso interrotto molti anni fa con il suo paese natale. Lo ricordiamo tutti, al Monumento o all’Anfiteatro, quando, con le sue esilaranti esibizioni veraci, allietava le festa di paese. E sinceramente è il ricordo migliore che abbiamo di lui. Oggi la sua fama può certo tornare utile a Sezze, nel tentativo di ridare visibilità ai nostri luoghi da tempo in declino. 

Siamo d’accordo con Lidano Caldarozzi, nella sua nuova veste di Direttore, e con l’Assessore alla Cultura, Carlo Grassucci, che in questo modo intendono dare all’evento una gestione rinnovata. L’importante, secondo noi, è che l’obiettivo sia quello di far crescere il paese, e non quello di tirare a campare come si è fatto fin ora.  

Certo non è con i giochi di parole che si cresce, ed in particolare l’associazionismo setino, chiamato come ogni anno ad animare la Sagra del Carciofo, ha bisogno di supporti concreti. Non è dicendo:

-Vi siete sempre chiesti cosa può dare il Comune alle associazioni, invece oggi dovete chiedervi cosa potete dare voi alla comunità - che si fanno passi avanti. Non è originale, ma soprattutto non è corretto, caro Direttore, e non è così che si cambia musica, ne si intraprende un nuovo corso. Parliamo invece di progetti seri, di quelli che a mille arrivano dal modo dell’associazionismo, delle opportunità date dai Fondi Sociali Europei di crescere tutti insieme, dei milioni di euro mai utilizzati per mancanza di capacità amministrative. Parliamo seriamente di questo e smettiamola di nasconderci dietro ad un dito, negando alle associazioni il giusto contributo.

Le nozze con i fichi secchi a Sezze si fanno oramai da troppi anni, e per dare un impulso vero all’economia locale non bastano più fantasia, improvvisazione e qualche fondo provinciale. Occorre conoscere bene la normativa europea, sfruttare ogni occasione di finanziamento ed essere in grado di individuare gli obiettivi più interessanti ed idonei allo sviluppo del paese. Per questo l’Ente Comunale deve dotarsi al più presto di un Ufficio Tecnico moderno, che sfrutta le nuove tecnologie, con personale in grado di dar forma e vita ai tanti progetti di riqualificazione possibili legati al turismo. Mentre alle associazioni vanno chiesti i contributi culturali, e non di svuotare le proprie tasche; allo stesso modo, dalle associazioni vanno ascoltati i pareri e le idee, e non interpellate solo allo scopo di elemosinare qualche realizzazione folcloristica.

9 maggio 2004:                            Appunti sul Carciofo                 

Mi ama, non mi ama

Oracoli setini sfogliano quel che resta del carciofo

  di Ignazio Romano

La trentacinquesima Sagra del Carciofo a Sezze fa ancora parlare di se, suscitando polemiche e discussioni che rimbalzano, stranamente, sulle cronache dei giornali locali che riportano analisi e ricette di questo o di quel personaggio, più o meno esprimendo lo stesso concetto: “Una Sagra che non promuove il carciofo, che non promuove il mercato agricolo di Sezze, e non promuove i contadini che sono rimasti legati a questo prodotto tipico”

Tutto vero; salvo omettere, sistematicamente, che è così da trentacinque anni. Era così lo scorso anno e due anni fa, lo si legge chiaramente anche nelle “Analisi” riportate su queste pagine del Portale.  Era così l’anno in cui non si è riusciti a dare alla campagna di Sezze un mercato agroalimentare, che tutti promettono e nessuno sa realizzare, e l’anno in cui molti contadini hanno deciso di non coltivare più il pregiato ortaggio setino perché non ne vale la pena.

 

Da trentacinque anni, dunque, si celebra una festa che solo in parte promuove l’agricoltura, che invece resta un aspetto marginale della sagra stessa. Una bella festa che ha comunque il pregio di ridare, sia pure per un giorno, vita al paese, e tutto ciò grazie ai volontari, gli unici che credono veramente nel potenziale di sviluppo presente nell’ambiente, nel turismo e nell’agricoltura di Sezze. Volontari che si impegno, lavorano e si mettono in gioco senza chiedere nulla, regalando le stesse opportunità che hanno stimolato e promosso cultura, tradizioni e prodotti tipici in regioni “serie” come Toscana e Umbria, dove le associazioni, ricevuto le dovute attenzioni, hanno trasformato in tesoro quello che da noi è rimasto solo nelle belle promesse dei politici di turno.

Che sia così è una certezza, e lo si capisce dal degrado in cui il paese vive, ma perché accade questo da noi?

Forse perché nelle regioni citate, quelle “serie”, dove l’interesse è rivolto realmente verso la comunità, a differenza che nel Lazio i finanziamenti stanziati arrivano veramente nelle mani dei contadini, magari aiutati dalle amministrazioni comunali a districarsi nelle numerose strettoie burocratiche per cui non possono e non devono essere obbligatoriamente preparati.

Forse perché, dove i meccanismi burocratici funzionano, non ci si limita a metter su carta grandi progetti per il rilancio economico del territorio, magari attraverso il turismo, come ora da noi si tenta di fare con STILe e con i suoi 40 milioni di euro “fantasma”, ma ci si preoccupa di realizzare tale progetti favorendo chi da sempre si è occupato ed ha promosso la cultura locale. Fra questi soggetti, certamente,  le associazioni di volontariato sono in prima fila e detengono tradizioni e storia, oggi alla base di molte forme di sviluppo economiche.

A questo punto si chiede, ad un’amministrazione sensibile ed attenta, di intervenire in favore di chi ha le capacità ma soprattutto la volontà di ridare al paese l’aspetto migliore.

7 aprile 2003:                            Appunti sul Carciofo                      

Tutti contenti per la sagra

Qualche appunto viene proprio dai tanti turisti che sono giunti in camper 

  di Ignazio Romano

Il giorno dopo una voce unanime: quest'anno è andato tutto bene. Dopo l'Appello per Sezze dell'anno scorso, che tanto ha fatto discutere, voglio unirmi anche io ai complimenti per la buona riuscita della manifestazione. Se si escludono i soliti problemi di traffico, che fanno parte delle fatiche quotidiane del paese, tutto è andato liscio come l'olio. Le associazioni e le scuole hanno organizzato dei veri parchi tematici, ed il pane l'ha fatta da padrone. Si, Sezze riscopre anche il pane, produzione tipica di questo paese da più di 2000 anni. Così "Colli tutto l'anno" mette in scena la "Cariatòra" squisita commedia in lingua dialettale di Alberto Ottaviani, brillantemente interpretata dai ragazzi dell'associazione. La Scuola dell'infanzia e elementare Piagge Marine incentra la sua ricerca progettuale sulla lavorazione del pane, senza dimenticare i carciofi, i giocattoli e gli ambienti del paese. Bene anche la Scuola media Pacifici De Magistris che ai costumi d'epoca aggiunge balli e musiche della tradizione. Il tutto premiato da una presenza di turisti mai vista. Già il venerdì arrivavano i primi camper. Sabato erano una decina, e domenica hanno invaso l'intero spazio antistante L'Anfiteatro (lasciatemelo chiamare così, come lo conosce la gente) A contarli tutti i camper erano una cinquantina, ma per immortalare il primato ho pensato bene di spendere una foto che comunque non riesce ad abbracciare l'intera marea di automezzi.

Vedendo questa foto a chiunque, con un po' di senso di ospitalità, viene in mente la domanda: "Ma questa gente, venuta per ammirare il nostro paese e che in genere si muove per itinerari, si è trovata bene?" Tutti molto soddisfatti i "camperisti" e compiaciuti per la bella manifestazione. In effetti la formula che da quasi dieci anni riempie l'intero centro storico di feste, balli, musiche e coreografie contadine, ha avuto molto successo. 

Qualche appunto però ci viene proprio dai turisti giunti con i camper  il sabato (circa venti veicoli): all'arrivo poche sono le indicazioni per trovare il posto dove pernottare, poche le informazioni preventive che descrivono la manifestazione, pochi i locali pubblici aperti. In molti chiedono come mai un evento così importante per Sezze il sabato non prevede pressoché nulla, e parlando del posto che li ha ospitati lamentano una carenza di illuminazione e servizi. Tutto questo nella foto non si vede, ma è cosa risaputa. Per quelli che volessero buttarsi in assurde polemiche nei miei confronti rispondo: "Il Portale non fa politica ne critiche distruttive. Seguendo una logica semplice, propone quello che più facilmente migliorerebbe lo stato di benessere del paese". Tutti sappiamo che la sagra del carciofo promuove due aspetti importanti, ma anche in crisi a Sezze; l'agricoltura, e qui lascio agli esperti trovare le soluzioni più idonee; ed il turismo. Le proposte che vengono fuori per migliorare l'aspetto turistico sono di facile attuazione, non richiedono molto denaro ma solo buona volontà.

7 aprile 2002:             Appunti sul Carciofo                         

Appello per Sezze

 

di Ignazio Romano                                                                  Per gli approfondimenti visita >> Analisi 2002
N
egli ultimi venti anni nessuno si è preoccupato di dare a Sezze il pur minimo sviluppo turistico. Questo ha portato il paese ad una decadenza completa. Gli eventi della tradizione si ripetono quasi "meccanicamente" senza che i sezzesi li vivono, e senza portare benefici al paese. Manifestazioni come la "Passione di Cristo", con origini medioevali, poi ripresa in forma scenica fin dagli anni trenta da Filiberto Gigli; oppure la "Sagra del carciofo" arrivata alla sua 33° edizione, con lo scopo di promuovere la produzione agricola; si ripetono ogni anno senza curare mai l'aspetto turistico, affidando quasi al caso la buona riuscita.

Anche negli appuntamenti più importanti, come può essere stato il giubileo, le parole programma, piano organizzativo, promozione delle attività locali, sono rimaste sconosciute. Per questo, da più parti, si chiede di sfruttare meglio le risorse di questo paese, creando comitati che hanno il compito di progettare ogni evento. Lasciando al comune la direzione e l’approvazione dei progetti stessi, in modo da poter scegliere valutando attentamente ogni aspetto organizzativo per tempo. Può sembrare strano ma a Sezze tutto ciò manca, oppure rimane poco trasparente e non permette interazioni tra le diverse componenti sociali.

Troppe sono le cose lasciate ad iniziative di singoli che restano senza coordinazione. In questo modo le energie si disperdono, i benefici sono impalpabili e il malcontento cresce; sia tra coloro come i commercianti, che vedono fuggire occasioni di guadagno e benessere per tutti; sia tra quei cittadini che, amando Sezze, vedono sfiorire giorno dopo giorno il proprio paese senza che nessuno muova un dito. Spesso mi sento chiedere dai miei concittadini: "Ma tu cosa ci guadagni?" Per me è un piacere, è un onore, è spesso commovente fotografare Sezze e i suoi eventi. Il comune (inteso come amministratori) è spesso criticato per l'imparzialità di trattamento tra coloro che partecipano attivamente alle manifestazioni, ed i criteri scelti per l’investimento dei fondi.

Certo non si può pretendere da tutti del "Volontariato", ed anche quello va comunque incentivato e coordinato.

Per questo la creazione di "Comitati organizzativi" oltre a sfruttare adeguatamente ogni evento, darebbe voce e raccoglierebbe il consenso di tutti. Mai come in questa situazione la parola "Sinergia" ha tanta importanza. Il mio è un appello, e non va confuso con critiche senza futuro e senza soluzioni. Sono convinto che Sezze ha un futuro e soluzioni per i nostri figli.  

1970  Sagra del carciofo 2009