articoli di Christian Capuani 

             Il Messaggero anno 2008  

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 Sezze, 30 dicembre 2008

Campoli: «Nel 2008 abbiamo gettato le basi per il futuro» Sanità, nuovo depuratore, piano regolatore generale. E poi la gestione della controllata Spl, che gestisce i rifiuti e altri servizi cittadini, e i rapporti con la concessionaria Dondi, la ditta rovigina a cui è affidato l'acquedotto, dopo l'infelice conclusione dell'arbitrato. Il sindaco di Sezze Andrea Campoli traccia il bilancio del 2008 per la sua giunta, in carica da diciotto mesi. «Abbiamo impostato un lavoro basilare per il futuro» sostiene il primo cittadino che sottolinea come la sua amministrazione sia riuscita a ottenere una massiccia somma di finanziamenti regionali, quantificati in 9 milioni e 750mila euro. Il “regalo” più ingente fatto dalla Regione al Comune è indubbiamente quello del nuovo depuratore (4 i milioni che arriveranno da Roma, a cui si aggiunge la quota che investirà l'amministrazione locale) che sorgerà a Sezze scalo. «È un intervento teso a sanare una questione annosa e complessa – spiega Campoli - ma è solo il primo passo verso la regimentalizzazione delle acque reflue su tutto il territorio». Sul rapporto con la Dondi il sindaco annuncia che, una volta lette le motivazioni, l'amministrazione valuterà la possibilità di impugnare la sentenza dell'arbitrato. «È facile fare annunci sulla risoluzione della convenzione con la Dondi - sottolinea Campoli - occorre valutare se ci sono i presupposti». Il primo cittadino guarda alla crescita dei servizi sanitari presso l'ospedale San Carlo (dopo oculistica, potrebbero arrivare i reparti di ortopedia e chirurgia vascolare) e punta a varare il nuovo piano regolatore generale. Obiettivo del 2009 è anche il miglioramento del bilancio della Spl Sezze. «Sulle dirigenze, valuteremo tra sei mesi come proseguire il processo di riorganizzazione della pianta organica».


Sezze, 21 dicembre 2008

Turbogas a Mazzocchio, arriva l'autorizzazione Aia

I consiglieri regionali si punzecchiano sulle responsabilità di Governo e Regione

Fioccano le reazioni dopo che giovedì la commissione del ministero dell'Ambiente ha espresso parere positivo sulla richiesta di autorizzazione integrata ambientale (Aia) avanzata dall'Acea Electrabel per la realizzazione di una centrale turbogas nell'area industriale di Mazzocchio, a Pontinia. Un coro trasversale di critiche che, da differenti punti di vista, mette insieme le istituzioni locali. E ora si guarda alla posizione che intenderà assumere la Regione Lazio nell'iter che porta al definitivo via libera all'impianto.

Il primo ad essere interessato dall'ok del ministero alla centrale è ovviamente il sindaco Eligio Tombolillo. “L'istruttoria è stata condotta con un po' di superficialità” sostiene il primo cittadino di Pontinia, che evidenzia come “Provincia e Comune hanno comunque espresso parere negativo sul progetto”. Per Tombolillo la battaglia continua: “Ci sono da valutare le autorizzazioni a costruire. Abbiamo le nostre ottime ragioni che intendiamo far prevalere”.

Sullo sfondo del procedimento che porta all'autorizzazione dell'impianto dell'Acea Electrabel, la polemica politica si consuma soprattutto a livello regionale. Con il centrosinistra che punta il dito contro il Governo e l'opposizione che attacca il prolungato silenzio del presidente della Regione sulla questione. “E’ incredibile che al ministero dell’Ambiente interpretino la legge sblocca centrali come un assalto selvaggio al territorio, per cui qualunque progetto dei grandi gruppi industriali va realizzato mortificando cittadini e territori” afferma Claudio Moscardelli, capogruppo del Pd alla Pisana, che chiede a Marrazzo di concordare con l'amministrazione di Pontinia una linea d’azione comune. Identica richiesta arriva da Enrico Fontana (Verdi).

Congiunta la presa di posizione dei consiglieri regionali d'opposizione Fabrizio Cirilli (gruppo misto) e Aldo Forte (Udc): “Sulla centrale di Pontinia si sta ripetendo la stessa situazione di Aprilia. E’ strumentale nascondersi dietro la foglia di fico del decreto salva centrali, ciò che serve sono atti politico amministrativi chiari che affermino, documentandola, la posizione della Regione Lazio a riguardo”.

Fuori dalle righe

La centrale si farà. Semplicemente perché il Governo è interessato a sbloccare i progetti giacenti sui tavoli del ministero dell'Ambiente. E alla Regione, della turbogas, non frega un granché. 

O forse no...   La pantomima politica di questi giorni è solo il preludio. 

Quando la centrale sarà cosa fatta, dovremo continuare a sorbirci il Pdl che accusa la Regione e Marrazzo (non a torto) e il Pd che se la prende con il Governo Berlusconi (e anche qui...). Nel mezzo resteranno la deregulation del settore energetico-ambientale e l'incapacità della politica locale – ancora una volta – di influenzare le scelte dei palazzi romani.


Sezze, 15 dicembre 2008

Nuove dirigenze, l'aut-aut dei consiglieri Idv e Idm

Reazioni negative del resto della maggioranza

Brutta grana per l'amministrazione di centrosinistra guidata da Andrea Campoli. I consiglieri dell'Italia dei Valori (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi) e dell'Italia di mezzo (Lino De Angelis) annunciano di voler rinunciare ai propri incarichi dopo le decisioni assunte dal sindaco sul quadro degli incarichi dirigenziali del Comune. Ma la posizione dell'esponente dell'Italia di mezzo non è in realtà condivisa dall'assessore di riferimento (Bernabei) e dal resto del partito.

Pesantissima la presa di posizione dei tre consiglieri, secondo cui l'atto sindacale “è finalizzato solamente a sottrarre i servizi sociali da un settore per trasferirli ad altro dirigente, forse più compiacente”. La competenza dei servizi sociali è stata scorporata dal settore sport e scuola (diretto da Piero Formicuccia) e inserita in quello della cultura e dei settori produttivi (il cui caposettore è Francesco Petrianni). “Italia dei Valori e Italia di mezzo - si legge in una nota congiunta - si domandano se dietro tale provvedimento, che nulla ha del criterio di rotazione dei dirigenti, non si mascheri la volontà politica di colpire qualcuno o qualche parte politica. Dobbiamo forse pensare che tutto si muova nel contenuto delle dichiarazioni della lettera aperta di tre esponenti della maggioranza riguardo alle ingerenze dei dirigenti comunali?”.

Italia dei Valori e Italia di mezzo ricordano di aver espresso la volontà di azzerare tutte le dirigenze o di ridurle (con l'eventuale rotazione degli incarichi) ed esprimono “un profondo e netto disaccordo” con la scelta fatta, sulla quale chiedono a Campoli un ripensamento. “I consiglieri dell'Idv e dell'Idm - conclude il comunicato - rammentano di aver sempre operato con lealtà e coerenza a sostegno di questa amministrazione, ma se il sindaco ritiene non più utile la loro presenza, fin da subito sono disponibili a rimettere tutti gli incarichi ricevuti”.

E le dichiarazioni dei consiglieri dell'Italia dei Valori e dell'Italia di Mezzo sono arrivate come un fulmine a ciel sereno per la maggioranza di centrosinistra, che sulla questione aveva pure tenuto un vertice interno nel quale non erano emersi strappi. “Con questo provvedimento - spiega il capogruppo consiliare del Partito democratico Enzo Eramo -  è stato ripreso un discorso fissato un anno fa sulla rotazione dei dirigenti. In questa fase preferisco non rilasciare commenti: per domani (oggi per il lettore, ndr) è stata convocata una riunione di partito e parleremo anche di questo”.

Malgrado l'assenza di una risposta ufficiale, le prime reazioni della maggioranza non sembrano però accondiscendenti. L'ultimatum posto dai consiglieri di Idv e Idm, che minacciano la rinuncia a tutti gli incarichi ricevuti e spalancano le porte a una crisi di coalizione, non piace al Pd e agli alleati minori, che non sembrano intenzionati a tornare indietro sulla decisione di modificare il quadro delle dirigenze.


Sezze, 13 dicembre 2008

 Acquedotto, balletto di cifre sul fondo vincolato

Sul conto per la mancata depurazione ci sono 55mila euro

Ma per Iniziativa sociale dovrebbero essere 4,5 milioni

In attesa dell'ufficializzazione della sentenza sull'arbitrato che vede coinvolti il Comune e la concessionaria dell'acquedotto, la Dondi, a Sezze si discute del fondo vincolato. Con questo termine si indica quel fondo previsto dalla legge “Galli” (la 36/1994) e destinato a raccogliere la tassa di depurazione di quelle utenze non servite, anche temporaneamente, dagli impianti di trattamento delle acquee reflue. Oggi che la Corte costituzionale, con la sentenza 335/2008, ha dichiarato illegittima parte di quella legge, torna d'attualità l'esistenza di quel fondo che ogni comune non in grado di garantire la depurazione, come il caso di Sezze, dovrebbe aver accantonato.

Quella del fondo vincolato è una questione già trattata di sfuggita dal Consiglio comunale setino. In una delle ultime sedute è emerso che il fondo fa riferimento alle utenze di quei cittadini (quantificati in circa 330) allacciati a quel tratto del sistema fognario cittadino che non si collega ai depuratori, ma sversa a cielo aperto. Secondo le cifre comunicate da Dondi ed emerse durante il dibattito consiliare il fondo vincolato avrebbe accumulato fino allo scorso anno 55mila euro (ora saliti a circa 70mila).

Per il movimento civico “Iniziativa sociale” i numeri dovrebbero però essere ben altri: la depurazione inesistente o insufficiente su tutte le utenze di Sezze, visto il malfunzionamento dei due depuratori, avrebbe dovuto portare a un accantonamento - secondo le cifre offerte da Is - di circa 4 milioni e mezzo di euro, ovvero il 20% (la quota prevista per la tessa di depurazione) delle bollette incassate dalla Dondi fino ad oggi. “Perché non viene pubblicizzato e reso noto ai cittadini i soldi che hanno sborsato, il relativo rendiconto storico?” chiede Iniziativa sociale.


Sezze, 7 dicembre 2008

 Disagio per il Centro Anziani

Fa discutere la situazione del centro anziani di Sezze, soprattutto dopo il mancato svolgimento delle elezioni per il rinnovo del comitato di gestione. A sollevare la questione è Isaia Vitelli, che parla a nome del gruppo dei soci che sollecitano le nuove elezioni: «Il centro anziani, gestito dall’amministrazione comunale, vive da diversi anni una situazione di disagio notevole dovuto alla noncuranza quasi totale degli organi preposti al suo funzionamento». Vitelli sottolinea che da anni non vengono convocate le assemblee annuali dei soci per l’approvazione del rendiconto economico dell’anno precedente e di previsione dell’anno futuro, che nessuno dei soci è a conoscenza della situazione contabile del centro. «L’amministrazione comunale - ricorda - forse in un momento di rara lucidità, ha tenuto un’assemblea ad aprile 2008 riconoscendo la situazione gestionale come non consona e sollecitando i soci a presentare le candidature per eleggere il nuovo Comitato di Gestione che si sarebbero dovute svolgere entro quindici giorni. Siamo a dicembre 2008 e nulla si è mosso». La situazione d'impasse nella gestione del centro avrebbe reso impossibile l'utilizzo delle specifiche risorse economiche stanziate dalla Regione per il miglioramento dell'offerta di servizi dei centri anziani.


Sezze, 1 dicembre 2008

 Sentenza lodo Dondi, tra indiscrezioni e smentite

Gli arbitri avrebbero già deciso, ma l'assessore Bernabei smentisce

Tra indiscrezioni e smentite si consuma l'attesa per la sentenza dell'arbitrato tra il Comune di Sezze e la concessionaria dell'acquedotto comunale Dondi, una partita a sei zeri che l'amministrazione e la cittadinanza seguono con comprensibile interesse. Nei giorni scorsi, dopo il consiglio comunale che ha riacceso i riflettori sulla fase finale del contenzioso, sono circolate sull'esito della controversia anticipazioni fatte filtrare - cifre alla mano - da fonti interne alla maggioranza e confermate dal legale della Dondi, l'avvocato Mansutti. 

Indiscrezioni che hanno gelato l'ottimismo dell'amministrazione Campoli e del centrosinistra sulla risoluzione dell'arbitrato: stando alle voci ufficiose, il Comune dovrebbe versare alla società di Rovigo circa 2 milioni e trecentomila euro per la fornitura idrica e i lavori eseguiti sull'acquedotto, mentre la concessionaria dovrebbe pagare 958mila euro per due fatture del 2004.

Dall'amministrazione non giungono però conferme della chiusura dell'arbitrato. Arrivano, anzi, le categoriche smentite: “Non c’è alcun lodo - precisa l'assessore ai lavori pubblici  Pietro Bernabei, rendendo nota l'informazione pervenuta ieri mattina a Palazzo De Magistris - il nostro avvocato, il professor Pietro Sandulli, stamane ha comunicato all’amministrazione comunale che non c’è ancora alcun lodo. 

Gli arbitri non hanno firmato e quindi emesso alcuna sentenza”. Secondo quanto affermato da Bernabei la camera arbitrale sta ancora continuando a riunirsi per ultimare una sentenza che non dovrebbe essere ufficialmente emessa prima di dieci giorni. “Pur in possesso di queste informazioni - ha aggiunto l'assessore - non ho voluto alimentare chiacchericci. Ho preferito rivolgermi all’avvocato Sandulli per saper come stessero veramente le cose. Il nostro legale, fin da sabato, ha detto di non essere a conoscenza di notizia alcuna che riguardasse la sentenza, dandomene poi conferma anche nella mattinata di oggi”.

Il contenzioso tra Comune di Sezze e Dondi nasce dalle somme dovute alla Regione per il servizio idrico fino al 2005 e quantificate in circa 2,7 milioni di euro. Da parte sua la concessionaria ha richiesto 8,9 milioni per i lavori svolti sull'acquedotto, scesi a 2,3 in fase di transazione, poi fallita.


Sezze, 29 novembre 2008

 Contenzioso Comune-Dondi, parola agli arbitri

E intanto qualcuno pensa già alla revoca della convenzione

Sarà la sentenza del collegio arbitrale, a meno di possibili ricorsi, a chiudere il contenzioso tra il Comune di Sezze e la concessionaria dell’acquedotto cittadino, la Dondi. Fallito ogni tentativo di transazione, si attende entro il 31 dicembre il parere degli arbitri, che hanno già richiesto alla società di Rovigo di versare circa 14mila euro per il deposito della sentenza. Ad informare il Consiglio comunale della prossima risoluzione dell’arbitrato è stato il sindaco di Sezze Andrea Campoli, intervenuto giovedì sera per rispondere a una mozione presentata dalle minoranze.

Il primo cittadino ha ripercorso tutta la vicenda del lodo Dondi. “Il peccato originale - spiega Campoli - va ricercato in una convenzione (quella che nel 1993 affidò la gestione dell’acquedotto cittadino alla Dondi, ndr) che contiene zone grigie in grado di produrre controversie”. A ricorrere all’arbitrato fu, nel 2005, l’amministrazione Zarra, che intendeva recuperare i 980mila richiesti per il servizio idrico dalla Regione (che rimane proprietaria degli impianti) e la somma pregressa di un milione e 560mila euro, che una sentenza del Tar di Latina obbligò la Dondi a versare nelle casse comunali. La società di Rovigo, da parte sua, sostenne di vantare crediti per 8 milioni e 900mila euro.

Neppure il ridimensiomento delle pretese della Dondi, scese a due milioni e mezzo nel tentativo di transazione, ha trovato d’accordo il Comune che, valutata la perizia del consulente tecnico d’ufficio (nella quale vengono ricostruite le inadempienze della concessionaria), ha deciso di arrivare a sentenza chiedendo alla controparte, oltre ai 2.700.000 euro dovuti alla Regione, anche 500mila euro di danni ambientali e legali. “Riteniamo di essere nelle condizioni - dichiara Campoli - per poter uscire in maniera favorevole dal giudizio dell'arbitrato.

“Noi abbiamo sempre osteggiato i tentativi di transazione di questa amministrazione” ha sottolineato invece, dai banchi dell’opposizione, l’ex sindaco Lidano Zarra. “A spingere il Comune in un irrigidimento della sua posizione - rincara la dose Rinaldo Ceccano (Pdl) - è stato solo l'atteggiamento della concessionaria. Quello che ci distingue da importanti esponenti dalla maggioranza che suggerirono al commissario prefettizio Falco di transare è il fatto che noi siamo sempre stati contrari alla trattativa”.

Il dibattito ha anche affrontato le possibili conseguenze di una sentenza dell'arbitrato favorevole al Comune. “Fin dall'insediamento - precisa Campoli - l'obiettivo dell'amministrazione  è stato quello di rendere fisiologico il rapporto con la concessionaria. 

Non escludiamo comunque nulla: se la sentenza dovesse delineare inadempienze tali da motivare una risoluzione della convenzione, il Comune agirà di conseguenza”. Serafino Di Palma (Md) sostiene che la Dondi deve capire di dover “tornare a casa”. Sulla stessa linea d'onda Zarra, che parla apertamente di revoca della convenzione: “Non condivido le posizioni del sindaco Campoli - spiega l'ex primo cittadino - perché il lodo non può essere il presupposto per ricostruire un rapporto con la Dondi, ma, se come speriamo il collegio arbitrale ci darà ragione, questo servirà alla risoluzione per giusta causa della convenzione”.


Sezze, 21 novembre 2008

 Rappresentante del governo di Bucarest
in visita alla comunità romena

«La legislazione si deve adeguare a un nuovo contesto: il flusso immigratorio verso l’Italia ha preso alla sprovvista anche noi. Per questo avvieremo progetti di collaborazione». L’ex segretario di Stato romeno Viorel Badea ha incontrato ieri la comunità dei suoi connazionali a Sezze. Ad accoglierlo il consigliere comunale Roberto Reginaldi, con il quale il diplomatico ha affrontato il tema dell’immigrazione. «Tutti i cittadini devono essere protetti, maggioranze e minoranze» afferma il rappresentante del Governo di Bucarest. Per spiegare gli episodi di cronaca che hanno visto protagonisti romeni il senator Badea si affida a una metafora: «Ci avete accolto nella vostra casa ma alcuni di noi hanno sparso immondizia in giro. Per fortuna il 95% dei romeni fa il suo dovere di buon cittadino. Il motivo della folta comunità romena a Sezze? Qui i miei connazionali hanno trovato una calda accoglienza, poi ci sono sicuramente motivi di lavoro». Le preoccupazioni maggiori sono proprio legate al lavoro: «Molti romeni lavorano ancora in nero, con tutte le conseguenze legate poi al problema degli incidenti».


Sezze, 18 novembre 2008

Finanziamenti regionali a rischio 
Si discute dove realizzare il nuovo depuratore

L'amministrazione Campoli, dopo il complesso dibattito in Consiglio comunale e in commissione Assetto del territorio, studia l'ipotesi di una modifica al progetto del nuovo depuratore che dovrebbe sorgere a Sezze scalo. Tutto è però vincolato alla disponibilità della Regione, che per la realizzazione del nuovo impianto di depurazione ha già impegnato un finanziamento di circa 5 milioni di euro. Ed è proprio per valutare l'esistenza della possibilità di modificare il progetto senza perdere il contributo regionale che l'assessore comunale all'Ambiente e all'urbanistica Antonio Maurizi incontrerà dirigenti e tecnici della Pisana.La realizzazione del nuovo depuratore, dato lo stato di degrado e di malfunzionamento dell'impianto dei Casali, è vista concordemente da maggioranza e opposizione come una priorità del paese. Ma sulla sua progettazione emergono differenti visioni. 

Serafino Di Palma (Movimento democratico), si dice contrario alla creazione di un depuratore a Sezze scalo Il Pd, per bocca della presidente della commissione Assetto del territorio, Sonia Ricci, si è detto favorevole alla discussione su proposte alternative ma senza perdere tempo per non rischiare il ritiro del finanziamento regionale. L'amministrazione punta a chiudere nel più breve tempo possibile la partita della progettazione dell'impianto per riattivare un servizio - quello della depurazione - pagato, e non fruito, dai cittadini di Sezze. E intanto si cerca di capire se la Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale la norma sul pagamento della depurazione in mancanza del servizio, porterà conseguenze (quali rimborsi agli utenti) anche a Sezze.


Sezze, 11 novembre 2008

Alleanza setina: «Il Comune fermi il degrado» 
Rifiuti ingombranti abbandonati per strada
Il problema dello smaltimento degli ingombranti e della conseguente cattiva abitudine di abbandonarli in strada è una una questione trascurata in molti Comuni italiani. Succede anche a Sezze, dove alcuni tratti della campagna restano zona franca per chi ha fretta di disfarsi di un rottame. Desolante lo spettacolo di alcune strade che attraversano le zone agricole: televisori, frigoriferi e altri elettrodomestici sparsi sul bordo della carreggiata, cataste di pneumatici usurati, materassi, bottiglie e materiale vario formano colonne di discariche abusive. Un triste scenario che chiama in causa, prima di tutto, l'inciviltà di quei cittadini che hanno come priorità la pulizia del proprio giardino, anche a costo di attraversare poi strade contorniate dai rifiuti.
In seconda battuta, però, si affaccia la responsabilità di chi dovrebbe contrastare il degrado ambientale. «Ci preme invitare gli amministratori comunali, provinciali e gli altri organi competenti in materia – affermano i rappresentanti del movimento civico “Alleanza setina” – a rivolgere la loro attenzione alla situazione ambientale del territorio setino, fortemente degradato da piccole e grandi discariche abusive cosparse in ogni angolo del comune e dal sistema fognario che sversa liquami nei fossi di raccolta delle acque piovane che confluiscono nel fosso del Brivolco, oggi inutilizzabile per l’irrigazione dei campi». In poche parole, mettere mano ai difetti del sistema di raccolta dei reflui (in attesa che il progetto del nuovo depuratore diventi definitivo) e scoraggiare le cattive abitudini dei cittadini alle prese con gli ingombranti e i rifiuti in genere. «Invitiamo le amministrazioni locali – conclude As – a porre in essere ogni attività allo scopo di garantire la qualità della vita alle generazioni attuali e non compromettere, anzi migliorare, quella delle generazioni future».


Sezze, 2 novembre 2008

Il progetto, da realizzare allo Scalo, era stato avviato dalla giunta Zarra
Il Pd vuole un centro sportivo polifunzionale 

Il Partito democratico rispolvera il progetto del centro sportivo polifunzionale di Sezze scalo proponendo un sito diverso per la sua realizzazione. L'opera fu finanziata dalla Provincia con un investimento di un milione e trecentomila euro durante l'amministrazione Zarra, ma la prematura caduta della giunta di centrodestra fece piombare il progetto nel dimenticatoio. Oggi la giunta Campoli lo recupera e la maggioranza chiede all'opposizione un confronto su una diversa collocazione dell'impianto.
«Proponiamo di trasferire la disponibilità finanziaria stanziata dall’Amministrazione provinciale per realizzare la struttura sportiva nel terreno in Via Sicilia – afferma Enzo Eramo, portavoce del Pd in Consiglio comunale – su terreni di proprietà comunale adiacenti alla costituenda Residenza sanitaria per anziani. Si tratta di una ubicazione più funzionale e soprattutto di facile accesso, poiché collegata molto bene dalla strada statale 156». 

Per consentire una revisione del progetto il Comune di Sezze sarebbe pronto, oltre a cedere il terreno, anche a dare il proprio apporto economico e a permettere l’intervento di privati cittadini per realizzare “una struttura sportiva moderna e pienamente efficiente”. «La realizzazione di questo centro – sottolinea Eramo – permetterebbe di liberare l’area di via Lombardia dove ora sorge il campo sportivo, un'area divenuta ormai troppo stretta e limitata. Al suo posto si potrebbe realizzare una zona verde, uno spazio che effettivamente manca nello Scalo». Nell'ottica del Pd la realizzazione del centro sportivo creerebbe un centro di aggregazione valido per i ragazzi di Sezze scalo e della pianura. «Nei prossimi giorni – promette Eramo – chiederò di avviare un confronto con l’opposizione su queste idee per arrivare prima possibile a un tavolo di confronto con l’amministrazione provinciale».


Sezze, 22 ottobre 2008

Voglia di sport, finanziamenti per nuovi impianti

Ciocca: vogliamo realizzare una struttura polivalente e un campo di calcio

Due contributi per la ristrutturazione degli impianti sportivi delle Fontanelle e di via Cappuccini. Li ha richiesti alla Regione l'amministrazione di Sezze, facendo leva sulla legge regionale 15/2002. La giunta di centrosinistra guidata da Andrea Campoli punta a ottenere un finanziamento dell'80% per l'adeguamento delle due strutture. I lavori di ristrutturazione dei due impianti sportivi richiederebbero da parte della Regione un impegno di spesa di oltre 650mila euro, 402.500 destinati al campo di calcio delle Fontanelle e 252.500 per il polivalente (aperto al basket e alla pallavolo) di via dei Cappuccini. Per il Comune, che si impegna a finanziare il restante 20% dei lavori, si profilerebbe una spesa totale di 177.600 euro. I progetti prevedono la realizzazione di un nuovo corpo spogliatoio al servizio delle due strutture, affidate all'utilizzo di diverse società sportive cittadine. In particolar modo si punta all'adeguamento dei due impianti per l'accesso dei disabili. Per lo stadio delle Fontanelle si prevede poi la realizzazione di un parcheggio e di un nuovo manto da gioco in erba sintetica. Per il campo di via Cappuccini, invece, si punta alla costruzione di una nuova superficie in cemento anti-impatto. Altri lavori riguardano l'adeguamento e la messa in sicurezza degli impianti idrico-sanitario ed elettrico e degli spazi destinati al pubblico. «L’amministrazione – spiega l'assessore allo sport Marcello Ciocca – si propone di coinvolgere in attività motorie un numero di cittadini sempre più elevato, creare un calendario di iniziative e manifestazioni sportive in diversi periodi dell’anno, aumentare la cultura dello sport, incrementare la presenza femminile, realizzare programmi di associazionismo sportivo che coinvolgano i portatori di handicap e creare un miglior coordinamento della globalità degli interventi in ambito sportivo».


Sezze, 21 ottobre 2008

Consiglio su canoni livellari, maggioranza "impacciata"

Bagarre sulla Commissione. Accolti due emendamenti del Pdl

A Sezze la maggioranza si fa trovare impreparata sull'affrancazione dei canoni livellari, una questione che riguarda quei terreni ancora gravati da canoni d'utilizzo e che il Comune dovrebbe finalmente dismettere a favore dei possessori che ne faranno richiesta. Mercoledì sera le difficoltà del centrosinistra si sono palesate dopo le rimostranze dell'opposizione per il mancato passaggio in commissione – convocata per la mattinata e saltata per la mancanza del numero legale – della delibera messa a punto dalla Giunta. Per uscire dall'impasse la maggioranza ha prima chiesto una sospensione dei lavori e ha poi accolto la proposta del capogruppo Pdl Rinaldo Ceccano di invertire l'ordine del giorno.

La discussione sui canoni livellari ha trovato quindi spazio solo nell'ultima parte dell'assise, dopo il voto unanime sui piani d'utilizzo aziendale riguardanti le aziende Botticelli e Agroama e dopo lo scontro sui criteri di riorganizzazione del personale dell'ente (respinta la mozione dell'opposizione). La maggioranza ha accolto solo due delle tre proposte di emendamento della delibera sui canoni livellari, ovvero la scelta di un valore minimo non inferiore a un euro al metro quadrato per la cessione di tutti i terreni comunali coinvolti e il criterio di proporzionalità sui valori di cessione dei diversi terreni in base alla destinazione urbanistica. Rigettata, invece, l'ipotesi di un affidamento all'Agenzia del territorio (e non all'ufficio tecnico comunale) della ricognizione delle proprietà che dovranno essere dismesse. I consiglieri del Popolo delle Libertà, che non hanno gradito il “no” del centrosinistra su quest'ultima proposta, sono usciti dall'aula al momento del voto, un atteggiamento stigmatizzato dalla Giunta e dalla maggioranza.


Sezze, 9 ottobre 2008

Reginaldi spiega la falsa lettera

«Viene da domandarsi il perché, ora che posso provare la mia estraneità e innocenza, il presidente del Consiglio applica il regolamento». Roberto Reginaldi non ci sta. Il consigliere comunale eletto nelle file di Forza Italia torna sulla vicenda della lettera diffamatoria nei confronti di molti politici locali diffusa nei mesi scorsi con la sua firma. Reginaldi ha sempre sostenuto che quel documento è stato diffuso attraverso la violazione della suo indirizzo di posta elettronica; oggi è certo di provare la sua innocenza. E critica la scelta del presidente del Consiglio comunale Zeppieri di non riaprire la discussione in merito nella seduta consiliare svolta ieri sera. «La firma in calce alla famosa lettera diffamatoria e quella riportata sulla mozione, scritta a mano, con cui fu richiesta la convocazione del Consiglio sul tema dell'ecocentro nello scorso maggio – spiega Reginaldi mostrando i documenti – combaciano perfettamente. Nessun essere umano riuscirebbe a fare due firme così identiche. E’ stata violata la password che mio padre aveva da dieci anni e che più di qualcuno conosceva».


Sezze, 28 settembre 2008

Turbogas, tanti politici poca gente

L'attesa maggiore era per Marrazzo. Da lui ci si aspettava (e ci si aspetta ancora) un impegno della Regione per evitare che il progetto della centrale termoelettrica di Mazzocchio diventi una problematica realtà. Ma il governatore, impegnato a Viterbo per affrontare il tema del deficit della sanità, ha promesso che la prossima settimana comunicherà la data della sua visita a Pontinia per discutere della turbogas. Al teatro Fellini, dove cittadini e istituzioni si sono ritrovati venerdì sera per lo stesso motivo, i sindaci di Pontinia Eligio Tombolillo e di Sezze Andrea Campoli, hanno potuto raccogliere solo l'impegno della Provincia, per bocca del presidente della commissione Ambiente Roberto Migliori.
A far le veci di Marrazzo è stato, in realtà, il consigliere regionale Domenico Di Resta, che ha ricordato la delibera assunta dal Consiglio regionale per bloccare l'iter delle nuove centrali turbogas fino all'approvazione del nuovo piano energetico regionale. «Le comunità locali – fa notare Di Resta – sono state espropriate dalle nuove normative delle fasi di partecipazione nell'analisi di certi progetti. E la disciplina autorizzativa degli impianti ha bypassato la programmazione delle amministrazioni locali».
Riflessioni simili arrivano dal consigliere provinciale Migliori: «Tutti dobbiamo fare “mea culpa”. La crescita delle servitù sul nostro territorio deriva da una mancata pianificazione ambientale. Sulla turbogas la Provincia non accetterà posizioni imposte e sfrutterà tutte le vie a sua disposizione per opporsi, compresa quella giudiziaria». E' questa un'ottica condivisa dai sindaci Tombolillo e Campoli, che attendono di capire se l'Acea Electrabel – presente in platea al Fellini – troverà ostacoli sui procedimenti d'esproprio per realizzare l'elettrodotto e il metanodotto.
All'assemblea pubblica di venerdì sera hanno preso parte anche gli assessori e i consiglieri comunali di Sezze, Pontinia e Sonnino, i rappresentanti della Rete “No turbogas”. Una partecipazione comunque scarsa, che testimonia la bassa attenzione dei cittadini per il tema della turbogas.


Sezze, 22 settembre 2008

Turbogas Mazzocchio, venerdì l'assemblea pubblica a Pontinia

Al teatro Fellini attesa per la possibile presenza del governatore Marrazzo

Ferve il confronto sul progetto della centrale turbogas da realizzare nell'area industriale di Mazzocchio. In attesa di una risposta all'invito rivolto al presidente della Regione Piero Marrazzo, va avanti l'organizzazione dell'assemblea pubblica promossa dalle amministrazioni comunali di Pontinia e Sezze e convocata per venerdì prossimo alle 20 presso il teatro Fellini di Pontinia. Una data non casuale: venerdì 26 è infatti l'ultimo giorno a disposizione del Comune di Pontinia e dei proprietari dei terreni dove dovranno passare le opere accessorie della turbogas (l'elettrodotto e il metanodotto) per presentare le osservazioni relative agli espropri.


Sezze, 18 settembre 2008

Sezze Scalo e le strade rese pubbliche: delibera contestata

In Consiglio botta e risposta tra Reginaldi e l'assessore Maurizi

Non cala l'attenzione del comitato di via Ascoli e via Ancona

Il consigliere Roberto Reginaldi contesta la validità della delibera dell'ex commissario prefettizio Leopoldo Falco sulla pubblicizzazione di alcune strade di Sezze scalo ma la Giunta difende la correttezza dell'atto. E' stata l'urbanistica ad accendere il dibattito nel Consiglio comunale setino durante l'ultimo question-time di mercoledì sera.

Reginaldi sostiene la nullità e l'annullabilità della delibera 34 approvata nel marzo 2007 dall'allora commissario Falco: per il consigliere eletto nelle file di Forza Italia l'atto con cui vengono rese pubbliche alcune strade di Sezze scalo è nullo per indeterminatezza dell'oggetto (non è possibile l'esatta individuazione delle proprietà interessate) e annullabile per difetto di competenza, erronea valutazione dei fatti e contraddittorietà dell'atto.

"L'oggetto della delibera – risponde l'assessore all'urbanistica Antonio Maurizi – è sufficientemente documentato. E' un refuso, invece, il fatto che sull'intestazione il commissario assuma i poteri della Giunta e nel dispositivo quelli del Consiglio. E comunque l'atto oggi non sarebbe annullabile perché consolidato". Reginaldi ha sollevato anche il caso della concessione edilizia di via Ascoli e via Ancona (la numero 10 del 2003), contestata da un nutrito gruppo di abitanti presente martedì nell'aula consiliare. Un caso arrivato fino al giudizio del Consiglio di Stato, che lo scorso luglio ha dato ragione al Comune di Sezze (e all'Eurodomus srl, titolare della concessione). Ma l'opposizione dei cittadini della zona, che si appellano al rispetto delle prescrizioni del Piano regolatore, non sembra venir meno.


Sezze, 14 settembre 2008

Turbogas a Mazzocchio, azzerata la commissione Aia

Stop momentaneo al procedimento autorizzativo.

La scelta del ministro Prestigiacomo per accelerare le istruttorie.

Tombolillo, sindaco di Pontinia: “Cosa vuole fare la Regione?”

Fa felice il fronte anti-turbogas l'arrivo a Pontinia della notizia dello scioglimento della commissione nazionale Aia-Ippc, deciso nelle scorse settimane dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. L'azzeramento del collegio ministeriale blocca l'istruttoria dell'autorizzazione integrata ambientale per la centrale termoelettrica da realizzare a Mazzocchio e per altri 78 progetti industriali sul territorio nazionale. La decisione della Prestigiacomo è legata alle lentezze della commissione Aia-Ippc che, insediatasi nell'ottobre scorso, non ha ancora rilasciato alcuna autorizzazione (in realtà pare che 70 istruttorie fossero destinate a conclusione entro il mese di settembre).

Questo stop, in attesa che il ministero dell'Ambiente nomini i nuovi componenti della commissione, concede ulteriore tempo agli sforzi delle amministrazioni locali (Pontinia in primis, ma anche Sezze e altre municipalità limitrofe si dicono contrarie) e del movimento “No Turbogas” per evitare la realizzazione della centrale progettata dall'Acea Electrabel. “Per noi è un fatto positivo – commenta il sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo – avremo più tempo per fare i nostri passi”. L'autorizzazione integrata ambientale (Aia), assieme alla valutazione d'impatto ambientale (la “Via”, già ottenuta dall'Acea nel dicembre 2005) e all'accordo tra il ministero delle attività produttive e la Regione, è uno degli elementi necessari al varo dell'impianto.

“Siamo soddisfatti di questa notizia – afferma Paolo Cima, presidente della rete civica “No turbogas” di Pontinia – ma non molliamo la presa. Ora la scadenza principale riguarda la presentazione delle osservazioni degli espropri contro la realizzazione dell'elettrodotto e del metanodotto che servono alla centrale”. Ma l'azzeramento e la nuova nomina della commissione Aia, in realtà, potrebbe non giovare al fronte contrario alla turbogas: la decisione assunta dal ministro Prestigiacomo, che in una recente audizione alla Camera ha sottolineato come “gli interventi strategici per lo sviluppo del nostro Paese siano fermi al ministero dell'ambiente”, sembra tesa a sbloccare l'impasse delle istruttorie in corso.

Il Comune di Pontinia gioca la sua partita contro la turbogas “pressando” la Regione Lazio, che potrà opporsi al procedimento di realizzazione. “Abbiamo nuovamente sollecitato Marrazzo – sottolinea il sindaco Tombolillo – a incontrare la popolazione. Vogliamo capire cosa intende fare la Regione”.

La scheda

“Aia” e “Via”, due autorizzazioni per l'ok alla centrale

Con la sua decisione il ministro Prestigiacomo ha azzerato i lavori della commissione Aia-Ippc. Ma a cosa serve l'autorizzazione integrata ambientale e in cosa differisce dalla valutazione d'impatto ambientale, la cosiddetta "Via"? L'autorizzazione integrata ambientale (Aia), istituita con il decreto legge 59/2005, autorizza l'esercizio di un impianto (nuovo o già esistente) analizzando il ciclo tecnologico dei complessi industriali e stabilendo misure per la riduzione delle emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo. Sono soggetti all'Aia le attività energetiche, quelle relative alla gestione dei rifiuti, le industrie minerali e dei metalli e altre attività specifiche.

La valutazione d'impatto ambientale (Via), disciplinata a partire dalla direttiva Cee 337 del 1985, valuta gli effetti a breve e lungo termine sui fattori ambientali (uomo, flora, fauna, clima) di un'estesa lista di impianti e centrali. Secondo le disposizioni dell'ultimo decreto legislativo 4/2008 la "Via" sostituisce tutte le autorizzazioni (compresa l'Aia) e le concessioni previste per i progetti soggetti all'autorizzazione statale. Ma i procedimenti già avviati, come nel caso della turbogas di Mazzocchio, saranno portati a termine con la vecchia normativa, che prevede la doppia autorizzazione oltre all'intesa tra Governo e Regione.


Sezze, 10 settembre 2008

Turbogas: il no di Campoli

“La nostra è una regione virtuosa dal punto di vista energetico e non si comprende l’accanimento nei confronti di questo territorio che ha altre risorse quali l’agricoltura, il turismo ed energie naturali e rinnovabili tutte incompatibili con le emissioni, l’inquinamento della turbogas e la devastazione del territorio”. Così il sindaco di Sezze Andrea Campoli si rivolge al presidente della Regione Piero Marrazzo nella lettera inviatagli nella giornata di lunedì. Al governatore, già invitato dal sindaco di Pontinia Eligio Tombolillo a partecipare a un'assemblea pubblica entro il 18 settembre, il primo cittadino lepino chiede di definire una strategia comune per bloccare l’iter della centrale termoelettrica che l'Acea Electrabel intende realizzare a Mazzocchio.
“In questi giorni – fa notare Campoli – l’iter per la costruzione della turbogas sta avendo un’accelerazione attraverso l’avviso degli espropri ai proprietari di quei terreni che saranno utilizzati per il passaggio degli elettrodotti e del metanodotto, più in generale l’iter autorizzato sta procedendo a ritmo serrato. A tal proposito ci risulta che nella seduta del comitato tecnico dello scorso 29 luglio convocata per la valutazione Aia, la Regione Lazio ha disertato la riunione”.
Il sindaco di Sezze spiega che il suo, così come quello di Tombolillo, “non vuole essere un no aprioristico, ma l’area suddetta – per la sua vocazione agroalimentare – non sopporterebbe il forte impatto negativo della turbogas”.


Sezze, 7 settembre 2008

Turbogas: intervento dell'Acea-Electrabel

Sulla questione espropri interviene l’Acea Electrabel. Mentre le amministrazioni di Pontinia e Sezze portano avanti un tavolo tecnico comune per contrastare il progetto della turbogas di Mazzocchio, la società che propone l’opera si fa avanti per dare delucidazioni su alcuni aspetti della procedura di realizzazione del metanodotto e dell’elettrodotto che dovranno collegare la centrale alle reti esistenti. «Riteniamo necessario fare chiarezza su questo tema – afferma Acea Electrabel – che, se mal interpretato, fa insorgere ingiustificate preoccupazioni alle amministrazioni e alla popolazione». L’azienda, frutto di una joint venture tra Acea spa ed Electrabel SA (uno degli operatori più importanti nel mercato energetico europeo), spiega che tutta la documentazione relativa alle opere connesse alla turbogas «è nota alle amministrazioni locali interessate da oltre tre anni, in quanto fa parte degli elementi necessari per la Valutazione d’impatto ambientale» (Via), concessa favorevolmente dal ministero dell’Ambiente già nel dicembre 2005. «Per evitare che il problema venga drammatizzato con gridi di allarme di dissesto territoriale» l’Acea Electrabel fa ulteriori precisazioni sui progetti delle opere connesse. In particolare, «per l’elettrodotto l’acquisizione dei terreni lungo tutto il percorso è limitata all’area necessaria per la realizzazione della cabina elettrica e dei 21 tralicci, per una superficie di 150 metri quadri a traliccio»; il vincolo di servitù - «che non comporta impedimenti per la coltivazione dei terreni» precisa la società – esiste invece per una fascia di terreno più ampia, sulla quale si snoderanno i lavori ed eventuali interventi di manutenzione. Per l’interramento del metanodotto, invece, «non sarà necessaria l’acquisizione dei terreni», ferma restando la stessa fascia di servitù. Intanto le amministrazioni di Pontinia e Sezze continuano il loro confronto sul progetto. Nell’ultimo tavolo tecnico il sindaco di Sezze ha annunciato che rivolgerà al governatore Marrazzo l’invito già fatto dal suo omologo Eligio Tombolillo per svolgere un incontro pubblico a Pontinia entro il 18 settembre. Un nuovo tavolo tecnico è stato convocato per mercoledì mattina.


Sezze, 2 settembre 2008

Turbogas ed espropri

Le amministrazioni comunali di Pontinia e Sezze sono a lavoro per costituire un comitato tecnico comune che valuti il progetto presentato dall’Acea Electrabel per l’installazione di una centrale turbogas nell’area industriale di Mazzocchio e delle opere accessorie. Tra queste ultime preoccupa l’impatto dei tracciati del metanodotto e dell’elettrodotto da realizzare per collegare l’impianto alle reti già esistenti, due opere che richiederanno l'esproprio di circa 18 chilometri di terreni nei territori di Sezze e Pontinia.
I soggetti pubblici e privati interessati dalla procedura d’esproprio sono più di quattrocento. A loro si rivolgono gli sforzi di sensibilizzazione dell'amministrazione di Pontinia, del partito dei Verdi e della Rete civica “No turbogas”, che chiedono ai cittadini di farsi avanti per la presentazione di osservazioni ai progetti di realizzazione dell'elettrodotto e del metanodotto. Gli espropriati di Pontinia hanno tempo fino al prossimo 26 settembre – ossia un mese di tempo dal termine della pubblicazione dei progetti – per far recapitare le proprie osservazioni al Ministero dello sviluppo economico (o in Comune), mentre ancora pochi giorni sono a disposizione per gli espropriati di Sezze, dove la fase di pubblicazione è avvenuta in anticipo.
Le perplessità maggiori delle amministrazioni di Sezze e Pontinia riguardano le pesanti ripercussioni che gli espropri potrebbero avere sull'economia locale: molte sono le aziende e le attività che rischiano di chiudere i battenti. Il tracciato dell'elettrodotto parte dal fiume Ufente, vicino la Migliara 46, per attraversare la Migliara 47, entrare nel comune di Pontinia nella zona dei Laghi del Vescovo (Gricilli), lambire la frazione de La Cotarda per arrivare nella zona industriale. Il metanodotto partirà dal ponte ferroviario vicino la Migliara 47 e attraverserà la zona dei Laghi dei Gricilli, incrociando due volte l’elettrodotto e correndo quasi in parallelo ad esso.       
Sotto alcune immagini delle zone interessate


Sezze, 26 agosto 2008

Si aggrava la crisi idrica a Sezze

Una gravissima crisi idrica colpisce molte zone di Sezze. L'estate intensifica gli annosi problemi dell'acquedotto cittadino e presenta il conto delle falle di una rete che disperde nel suo percorso circa il 65-70% del flusso d'acqua pompato dal bacino delle “Sardellane”. Suso, Ceriara, Sezze scalo: dalla penuria idrica non si salva quasi nessuno. Unica soluzione è la dotazione di un serbatoio d'accumulo e di autoclave, sui quali sempre più cittadini sono costretti a fare affidamento per fare una doccia o semplicemente cucinare.
«Il problema va sempre più aggravandosi – afferma Serafino Di Palma, consigliere comunale di “Movimento democratico” - l'acquedotto versa in una situazione disastrosa: in pratica il flusso idrico non esiste più. Se uno non ha i soldi per il serbatoio e l'autoclave rimane senz'acqua. Oppure l'approvvigionamento avviene attraverso pozzi privati». L'ex candidato a sindaco del centrodestra punta il dito contro l'atteggiamento dell'amministrazione comunale: «Perché Campoli non si fa sentire con la Dondi (la concessionaria dell'acquedotto comunale, ndr) così come come i suoi colleghi sindaci fanno nei confronti di Acqualatina?». Probabile che la giunta non voglia tirare la corda con la concessionaria mentre è ancora in ballo un contenzioso da definire. «La Dondi chiede 9 milioni di euro per il pregresso – attacca Di Palma – il Comune vorrebbe dargliene 2. Ma per cosa? Per un servizio che non c'è?».
Ancora più severi i giudizi che fuori dal “Palazzo” il movimento di Iniziativa Sociale formula contro la Dondi, la cui gestione viene definita “una costosa presa in giro”. «Tutti conoscono – afferma Is – lo stato della rete idrica, il non funzionamento degli impianti di depurazione, lo stato della rete fognaria, in larghi tratti ancora mancante. Tutti sanno che nonostante ciò si continua a pagare per una depurazione non effettuata, per un servizio fognario carente, per un'acqua che definire potabile sarebbe troppo. Eppure proseguono le vessazioni da parte della concessionaria nei confronti degli utenti, soprattutto dei più deboli e sprovveduti». Molte le lamentele degli utenti, che già in passato hanno contestato le fatturazioni della Dondi. Inevitabile chiedersi perché continuare a pagare un servizio che non c'è e cercare di capire a chi spetti riammodernare una rete idrica al collasso. E c'è chi sostiene che proprio per questa situazione la Dondi sia inadempiente, un motivo valido per sciogliere unilateralmente la convenzione siglata dal Comune nel 1993.


Sezze, 20 luglio 2008

Turbogas, rinviata la commissione Aia

L'obiettivo minimo del comitato anti-turbogas, dell'amministrazione di Pontinia e dell'assessorato regionale all'Ambiente è stato centrato. L'auspicato rinvio a data da destinarsi del decisivo incontro della commissione Aia-Ippc, a cui è affidato il compito di valutare la compatibilità ambientale della centrale termoelettrica progettata dall'Acea Electrabel e che potrebbe sorgere a Mazzocchio, è infatti arrivato. Non andrà in scena domani, quindi, quello che era stato presentato come l'ultimo atto dell'iter per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale.

A chiedere il rinvio dei lavori della commissione Aia-Ippc era stato il Comune di Pontinia, che aveva notare alcune incongruenze nella procedura portata avanti dal giurì del ministero dell'Ambiente. Incongruenze come il mancato invio dei documenti integrativi richiesti all'Acea Electrabel nella seduta dello scorso 3 aprile: in un primo tempo il ministero dell'ambiente aveva confermato la seduta affermando che i documenti erano presenti in un apposito sito web, ma una successiva verifica aveva dimostrato questi non erano stati pubblicati.

L'allungamento dei tempi dell'iter autorizzativo rientra negli auspici del fronte locale contro l'installazione dell'impianto turbogas a Mazzocchio, nonché in quelli dell'amministrazione comunale e della Regione Lazio che, carte alla mano, stanno valutando la possibilità di chiedere l'annullamento della procedura Aia-Ippc. In preparazione anche le osservazioni al progetto del metanodotto e dell'elettrodotto che dovrebbe collegare la centrale alla reti già esistenti.


Sezze, 8 luglio 2008

Il 17 luglio incontro decisivo al ministero dell'Ambiente per l'Aia

Turbogas a Mazzocchio, attesa per l'autorizzazione

Arrivate anche a Sezze le richieste d'esproprio per realizzare  il metanodotto

Il progetto di realizzazione della centrale turbogas di Mazzocchio arriva al termine dell'iter autorizzativo. Il prossimo 17 luglio il ministero dell'Ambiente ospiterà la riunione conclusiva della commissione Aia-Ippc per il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, il documento che accerta la compatibilità dell'opera con il territorio. Un passaggio chiave per l'ok alla centrale, accompagnato in questi giorni dall'arrivo presso le amministrazioni comunali di Pontinia e Sezze delle richieste di esproprio dei terreni che serviranno alla realizzazione delle opere accessorie, ossia il collettamento del metanodotto e della linea elettrica dalla zona di Mazzocchio a Ponte Ferraioli.

Il possibile rilascio dell'autorizzazione di compatibilità dell'impianto all'Acea Electrabel, la società che ha progettato la centrale, fa riaccendere la preoccupazione dell'amministrazione di Pontinia e del locale comitato “No turbogas”. “Ho parlato con il presidente Marrazzo – rivela il sindaco Eligio Tombolillo – lui conviene che non bisogna perdere tempo: non vorremmo affrontare il problema troppo tardi, così come successo per Aprilia. Siamo fortemente contrari all'installazione di questo tipo di opere e solleciteremo la Regione su questo fronte”.

Sul piede di guerra la Rete dei cittadini di Pontinia: “Noi insistiamo – afferma Paolo Cima, presidente del comitato civico – affinché il sindaco – emetta prescrizioni che consentano di bloccare la costruzione di questo impianto incompatibile con la salute pubblica. E chiediamo di allargare il tavolo di confronto alle amministrazioni limitrofe”.

In vista della decisione riunione ministeriale del 17 luglio il sindaco Tombolillo incontrerà in settimana il professor Alimonti, l'esperto di ingegneria ambientale scelto per rappresentare il Comune di Pontinia come tecnico di parte nella commissione Ippc-Aia. Oltre alla turbogas progettata dall'Acea Electrabel la zona industriale di Mazzocchio potrebbe ospitare anche la centrale a biomasse per la quale la Pontinia Rinnovabili ha chiesto l'autorizzazione.


Sezze, 21 giugno 2008

Il parcheggio della discordia

Una mozione per chiedere la revoca della convenzione per la realizzazione del parcheggio di Vallicella, i cui lavori furono bloccati lo scorso 27 dicembre dopo un sopralluogo dell'ufficio tecnico comunale, che accertò una difformità nella cubatura effettiva dell'opera e una violazione del vincolo paesaggistico. A proporla è il segretario e consigliere comunale del Popolo delle Libertà di Sezze Rinaldo Ceccano.
La sua ricostruzione della vicenda parte inevitabilmente da lontano. Il progetto di Vallicella dà infatti forma a quel parcheggio di Porta Pascibella, la cui realizzazione era prevista nel Piano urbano dei parcheggi approvato il 22 gennaio 1991 dall'allora giunta Maurizi. Nel 1998 la Cbc98 di Luigi Bucciarelli e Arnaldo Cecchetti si offrì per la realizzazione del progetto, che il Consiglio comunale gli affidò attraverso la cessione del diritto di superficie (della durata di 99 anni, come definito dalla convenzione stipulata nel maggio 2003, poco prima del passaggio di consegne tra i sindaci Siddera e Zarra) per l'avvio dei lavori.
Al testo della convenzione si appella ora Ceccano, laddove l'accordo tra pubblico e privato prevede che il Comune si riservi la facoltà di avvalersi della clausola risolutiva per gravi vizi o ritardi nella progettazione e nell'esecuzione dell'opera. Nella sua mozione elenca le traversie del cantiere di Vallicella, dai danni causati (nell'aprile 2004) ad alcune proprietà private confinanti al verbale dell'ufficio tecnico comunale (dicembre 2007), che attestò irregolarità nella realizzazione dell'opera. «Due cittadini hanno inviato a me e a due consiglieri di maggioranza – spiega – una diffida per evitare la responsabilità diretta dell'ente». Ceccano fa notare come non sia stata ottemperata l'ordinanza dello scorso 4 febbraio con la quale l'ufficio tecnico comunale ordina alla Cbc98 di sospendere i lavori, di demolire le opere abusive realizzate e di ripristinare lo stato dei luoghi.
«Ci sono tutti i presupposti per eliminare questa regalia che è stata fatta alla Cbc 98 di Luigi Bucciarelli – sostiene Ceccano – e che continua a protrarsi tenendo bloccata l'opera per colpa grave e privando la collettività di un servizio pubblico essenziale». Il segretario del Pdl attacca duramente l'imprenditore della Cbc 98: «Bucciarelli – affonda il colpo Ceccano – esprime una lobby consolidata nella nostra città: rientra in tutte le cose negative di Sezze negli ultimi quindici anni, da Setiapolis alla realizzazione di un centro analisi che presumibilmente ha contribuito allo smantellamento dell'ospedale cittadino. E' allora il caso che il sindaco Campoli e la sua maggioranza segnino una linea di demarcazione con questa lobby».


Sezze, 20 giugno 2008

L'Ecocentro divide il Consiglio

Il progetto dell'Ecocentro torna a dividere il Consiglio comunale a Sezze. Opposizione di nuovo all'attacco della giunta Campoli e della maggioranza di centrosinistra nel corso dell'ultimo dibattito di mercoledì sera. Dura la presa di posizione del Pdl, attraverso un'apposita mozione, sul piano presentato dall'assessore all'ambiente Maurizi, che prevede l'apertura di un ecocentro – legata però all'approvazione del piano regionale dei rifiuti, che il governatore Marrazzo presenterà il 24 giugno – a Sezze scalo, al servizio di undici comuni del comprensorio lepino. «E' impensabile – attacca Ceccano del Popolo delle Libertà – diventi la discarica del Lazio o di Latina. Il piano deve pensare alla quota parte di rifiuti che la città produce». Dal Pdl critiche anche per la scelta di non portare in discussione il progetto in Consiglio comunale prima della sua formalizzazione.
Da parte sua l'assessore all'ambiente ha confermato la bontà della scelta dell'amministrazione in termini di sviluppo della raccolta differenziata (che a Sezze è ferma al 10%) e di ricaduta occupazionale. Maurizi ha peraltro escluso che l'Ecocentro possa smaltire anche la frazione umida dei rifiuti, così come lasciato intendere dal presidente uscente della Spl Sezze, Rosella. Il sito più accreditato ad ospitare la struttura resta l'ex industria Sogeni.
Lungo il confronto anche sugli altri punti all'ordine del giorno, con l'opposizione a chiedere le iniziative intraprese dall'amministrazione sul fronte dell'inquinamento del canale Brivolco. Sul bilancio l'assessore Di Raimo ha invece respinto gli attacchi della minoranza sulla presunta illegittimità del previsionale 2008 - approvato lo scorso 30 aprile – a causa della mancata integrazione del regolamento comunale sugli uffici, la cui approvazione, prevista dall'ordine del giorno di mercoledì, è stata rinviata al prossimo consiglio.


Sezze, 15 giugno 2008

Maggioranza in fermento tra "passaggi" e smentite

Le ricorrenti voci sul riequilibrio della maggioranza e su un conseguente rimpasto della giunta Campoli per ora restano tali. Né il ventilato cambio di casacca dei consiglieri Udeur (tutto interno al centrosinistra di Sezze: da tempo è dato come prossimo il passaggio di Polidoro e Lombardi all'Idv) né l'arrivo dall'opposizione di uno o più consiglieri (al possibilista Cerrone qualcuno aggiunge Di Palma, lontano dal Pdl ma sempre fedele a Cusani) trovano ufficialità.
La ragione delle transizioni incompiute è abbastanza chiara: cambiare, per ora, non conviene a nessuno. Il rinnovo del consiglio d'amministrazione della Spl Sezze, la municipalizzata controllata interamente dal Comune, è alle porte e lo scenario resta offuscato per tutti. Il Pd non trova il nome del nuovo presidente che gli spetta come da accordi pre-elettorali, mentre Udeur e Italia dei Valori - a cui spetterebbero gli altri due posti - restano a guardare temendo gli umori dei partiti minori. L'ipotesi di passaggio di Polidoro e Lombardi all'Idv consegnerebbe al partito di Di Pietro due membri nel cda della Servizi pubblici locali e scatenerebbe le ire dei “piccoli” (con lo Sdi che scalpita per ridiscutere gli accordi).
Intanto l'Italia di Mezzo smentisce il chiacchiericcio sul presunto passaggio del proprio rappresentante in Consiglio (De Angelis) all'Italia dei Valori: «Ribadiamo con convinzione il più totale e leale sostegno al sindaco Campoli - scrive il direttivo - chiariamo di non voler far parte di fantomatici nuovi gruppi politici locali e riconfermiamo la più incondizionata fiducia e stima all'assessore ai lavori pubblici Pietro Bernabei, ringraziandolo per l'impegno costante, la passione e la professionalità che sta profondendo nella interpretazione di tale ruolo».


Sezze, 12 giugno 2008

Day surgery resta al palo, inaugurato e mai entrato in funzione

Per la sua inaugurazione ufficiale si erano mossi il direttore sanitario dell’Asl pontina Ilde Coiro e addirittura l’assessore regionale alla sanità Augusto Battaglia, ma a due mesi dal taglio del nastro il nuovo reparto di chirurgia giornaliera dell’ospedale San Carlo di Sezze resta fermo al palo. Sembrerà paradossale, eppure a bloccare l’apertura del day-surgery è l’assenza di mobilia e di alcune apparecchiature secondarie.
Gli addetti ai lavori assicurano che la risoluzione dell’inconveniente, legata al ritardo delle gare d’appalto per l’arredamento della struttura, è alle porte. Gli esponenti del Popolo delle Libertà, che avevano giudicato “una scatola vuota” il reparto inaugurato a ridosso delle politiche dello scorso aprile, ripresentano ora la questione in Consiglio comunale. «Avevamo già posto l’interrogativo – ricorda il capogruppo Pdl Reginaldi – facendo notare come strumentalmente si inauguravano stanze vuote solo perché si era a pochi giorni delle elezioni. Ora chiediamo che il sindaco dia risposte immediate e veritiere su quando il nuovo reparto entrerà in funzione realmente». I dubbi del centrodestra riguardano anche la dotazione organica del day-surgery, per ora sprovvisto di anestesista. Una situazione che limiterebbe l’attività del reparto solo ai microinterventi di chirurgia. Oggi se ne parlerà nella seduta di question-time. Intanto al San Carlo sono già operativi nell’attività ambulatoriale gli studenti universitari che compongono l’équipe del professor Battisti (il docente dell’università romana La Sapienza a cui è affidata la direzione del day-surgery).
Ma la vera necessità è rappresentata sempre dall’apertura del reparto di chirurgia, verso il quale la direzione dell’Asl pontina intende dirigere l’attività di bassa-media intensità che oggi viene svolta al Goretti di Latina. I dirigenti sanitari e l’amministrazione comunale sperano di superare l’impasse nelle prossime settimane.


Sezze, 5 giugno 2008

Due nuovi sportelli per il cittadino

A Sezze nascono lo sportello del consumatore e il centro d’accesso e diffusione dell’innovazione tecnologica. La doppia novità, risultato del lavoro dell’assessorato alla tutela dei consumatori (affidato a Enza Berti), sarà attiva da oggi, quando presso la biblioteca comunale sarà inaugurato il centro Cadit. Alla cerimonia – fissata per le 10,30 – prenderanno parte il sindaco, l’assessore regionale alla tutela dei consumatori Mario Michelangeli e l’omologo provinciale Silvio D’Arco. Nella biblioteca si potranno trovare postazioni informatiche collegate a internet e altri servizi gratuiti per avvicinare la popolazione alle nuove tecnologie. Accanto al Cadit nascerà lo Sportello del consumatore, un servizio di consulenza che offrirà ai cittadini assistenza tecnico-giuridica sui problemi quotidiani. «Considerata la rilevanza acquistata dell’informatica nella vita di tutti i giorni – sottolinea Enza Berti – è di fondamentale importanza dare a tutti la possibilità di vivere da protagonista la rivoluzione digitale. Molti hanno già provveduto per proprio conto, ma non tutti hanno questa possibilità».


Sezze, 3 giugno 2008

Spl in buona salute. Ma l'ecocentro è ancora lontano

Il centro di compostaggio legato al piano regionale dei rifiuti

Un dato fa riflettere: Sezze produce immondizia come un paese da 30mila anime

Una società in attivo, in attesa di sviluppare la raccolta differenziata e di sapere se la Regione Lazio accoglierà la l'autocandidatura di Sezze ad ospitare un ecocentro che faccia da punto di riferimento per il comprensorio lepino. La Servizi pubblici locali, l'azienda municipalizzata trasformata nel 2005 (dopo l'uscita del Comune dalla Gea)  in azienda controllata dall'amministrazione, gode di buona salute. Lo dicono i dati mostrati in commissione Assetto del territorio dal presidente della Spl Giovanbattista Rosella: la chiusura dell'esercizio 2007, che verrà ratificata il prossimo 23 giugno dal consiglio d'amministrazione, fa segnare un +23.043 euro, un attivo superiore a quello messo in preventivo (17.388). “In questo momento il motore della Spl Sezze è chiaramente la farmacia comunale – fa notare Rosella – che permette alla società di chiudere in attivo”. Ma la Servizi pubblici garantisce alla città altri servizi, come la gestione dell'Ici e della refezione scolastica (entrambe in passivo), della luce votiva e della pubblica amministrazione (in attivo).

Ma i numeri che interessano di più il Comune sono quelli relativi alla raccolta differenziata, che la Spl non riesce a schiodare dalla quota del 10%. “Per un piano di sviluppo della differenziata – sottolinea Rosella – occorre la certezza di sapere dove confluire i rifiuti”. Gli impianti esistenti per lo smaltimento dell'umido, che costituisce il 65% della massa dei rifiuti, non danno garanzie (travagliata è la storia dell'impianto della Sep, che a Pontinia smaltisce l'immondizia di 21 comuni della provincia: contestata dalla gente di Mazzocchio per la produzione di miasmi e perché ritenuta inquinante, più volte è stata bloccata da procedimenti amministrativi) oppure richiedono alte spese di trasporto per il conferimento (l'altro impianto di compostaggio operativo in Regione è quello di Maccarese, ma prevede costi aggiuntivi per i comuni fuori dal bacino dell'Ama ed è attualmente semibloccato per permetterne l'ampliamento).

“In questo senso l'ecocentro – riconosce il presidente della Spl – può essere un'opportunità”. Il progetto è però ancora legato all'ok della Regione e non è detto che l'ecocentro sarà ospitato nel sito dell'ex Sogeni. In commissione qualcuno (il consigliere Casalini di Area Democratica) ha avanzato l'alternativa dell'ex Monte Amiata, la cui gestione sembrerebbe economicamente più vantaggiosa rispetto all'affitto degli spazi dell'ex Sogeni. Qualcun altro (Reginaldi del Pdl) fa notare invece l'impatto paesaggistico della realizzazione dell'ecocentro in uno dei due siti indicati: un centro di compostaggio all'entrata di Sezze scalo non sarebbe certo un bel biglietto da visita per la città. A risollevare la questione della ricapitalizzazione della Spl è Vitelli del Popolo delle Libertà. L'attuale capitale sociale è quello minino previsto per un'azienda di questo tipo (120mila euro): chi volesse comprare quote azionarie della società si troverebbe davanti un affare, considerando il valore dei beni immobili della Spl e i numeri del suo bilancio. Una dato curioso, infine, fa riflettere. “La quantità di rifiuti che portiamo nella discarica di Borgo Montello – afferma il presidente della Spl – è pari a quella di un comune di 30mila abitanti”. E se all'anagrafe di Sezze risultano iscritte circa 24mila persone tra nativi e immigrati, è evidente che i conti non tornano.


Sezze, 29 maggio 2008

Sezze scalo, lo sviluppo passa per di qua

Le opportunità da sfruttare e i progetti accantonati

Presto anagrafe e adsl, ma il vero problema resta l'urbanistica

Fino a oggi è stata una frazione trascurata, povera di opere di urbanizzazione ma fin troppo ricca di insediamenti abitativi (e cementificazioni annesse), con la stazione della ferrovia e il tracciato dell'ex statale 156 a farne quasi esclusivamente un luogo di transito. Ma la sfida di un vera crescita sembra attendere ora Sezze scalo, popoloso borgo che con i residenti della campagna arriva a 6mila anime. Del resto tutti i candidati delle amministrative 2007 mettevano in cima ai propri pensieri il governo dello sviluppo dello Scalo, orfano delle maggiori attività produttive del paese dopo la chiusura della Cirio e delle altre poche imprese presenti.

A dire il vero le principali possibilità per Sezze scalo arrivano dall'alto (leggasi Regione) con la realizzazione dal raddoppio della 156, sul cui nuovo tracciato verrà dirottato il traffico che viaggia sulla direttiva Roma-Latina-Frosinone. Ed è la nascita di questa nuova infrastruttura – che come la vecchia statale, oggi declassata a strada regionale, sarà collegata all'autostrada A1 – a spianare il percorso per una crescita degli insediamenti produttivi. L'impegno delle istituzioni locali si muove intorno a questa prospettiva, come dimostra l'intesa raggiunta dall'amministrazione comunale e i vertici del Consorzio Asi sul completamento infrastrutturale dell’area artigianale di Sezze scalo e Sezze-Sermoneta. Il comune lepino potrebbe recuperare così parte delle molte attività produttive che negli ultimi tempi si sono spostate sui territori di Sermoneta e Latina scalo: a favorire questo processo sarà peraltro l'arrivo della banda larga a Sezze scalo, promesso da tempo e programmato finalmente da Telecom per il prossimo mese di agosto.

Intanto la giunta Campoli si appresta a realizzare la dislocazione di parte dei servizi anagrafici nei locali concessi dalle Ferrovie dello Stato; allo studio anche la nascita di un distaccamento della Polizia locale. Già attivo il centro Coi della Protezione civile, che ospita anche il presidio dei Vigili del fuoco dopo il loro trasferimento da Priverno. Fermi al palo, invece, i progetti su cui premeva l'ex sindaco Zarra: la Residenza sanitaria per anziani sembra caduta nel dimenticatoio dopo il blocco della gara d'appalto, così come momentaneamente archiviata è la realizzazione dell'atteso polo sportivo finanziato dall'amministrazione provinciale.

Ma nel “formicaio” di Sezze scalo la soluzione principale dovrà arrivare dal nuovo Piano regolatore, che la giunta vorrebbe pronto per il 2009. Molte le risposte che il Prg dovrà dare sul tema di uno sviluppo urbanistico portato avanti finora senza un criterio. Sezze scalo attende anche questo, nella speranza diffidente di chi non crede più alle promesse.


Sezze, 28 maggio 2008

Lodo Dondi, i tempi si dilatano

Il sindaco Campoli non ha mai nascosto che la risoluzione del lodo Dondi, ossia il contenzioso che lega il Comune di Sezze alla concessionaria dell'acquedotto comunale per una serie di pendenze economiche riferite al periodo 1994-2005, costituisce uno degli impegni fondamentali per il lavoro della sua giunta. A quasi un anno dalla vittoria del centrosinistra alle amministrative il pesante fardello dell'affare Dondi continua però a pesare sul futuro dell'ente. Il contenzioso, la cui procedura di arbitrato fu aperta nel 2006 dall'ex sindaco Zarra, continua a trascinarsi senza lasciare intravedere una conclusione. Ultima puntata di questa telenovela è la morte del presidente del collegio arbitrale, una situazione che apre una nuova fase di stallo nel contenzioso. La surroga del presidente (che richiede l'intesa tra le parti in causa) fa così slittare ulteriormente la chiusura della vicenda, che dovrebbe trovare una soluzione – salvo nuovi colpi di scena – solo nel prossimo autunno. Le cifre per chiudere la mediazione restano quelle note (il Comune dovrebbe sborsare circa 2 milioni e mezzo di euro), così come non cambia in maggioranza il parere negativo della lista civica Tutti per Sezze.


Sezze, 27 maggio 2008

Differenziata, un ecocentro per l'area lepina

L'amministrazione locale aveva già scelto il sito dell'ex Sogeni per trasferire il centro di recupero dei rifiuti ingombranti, liberando così l'area utilizzata presso la Polizia municipale. Ora il dismesso stabilimento industriale di Sezze scalo si appresta a diventare un ecocentro al servizio del comprensorio dei Lepini. La nascita dell'impianto per lo smaltimento della differenziata è legata alla prossima approvazione del piano regionale dei rifiuti e nasce dalla candidatura avanzata alla Regione da parte dell'amministrazione Campoli e dalla Spl Sezze, la società controllata dal Comune che gestisce in città il ciclo dei rifiuti.
«Se non vogliamo fare la fine della Campania – afferma l'assessore comunale all'ambiente Antonio Maurizi – è ora che ognuno si responsabilizzi sulle questioni dei rifiuti. L’ecocentro è una risposta per la diminuzione dei rifiuti in discarica e un investimento anche economico dell’ente». Il perché del vantaggio è presto detto: «Oggi la nostra raccolta differenziata – spiega Maurizi – la portiamo a Sermoneta, Cisterna, Pontinia e paghiamo per il ritiro, con conseguente aggravio di spese. Proponendo un nostro ecocentro non solo non paghiamo, ma capitalizziamo nei riguardi dei comuni limitrofi che verranno da noi essendo il centro più vicino».
Con l'ecocentro l'amministrazione comunale spera di incrementare la quantità di rifiuti riciclati, oggi tristemente ferma sotto il 10%. «Pensiamo di raggiungere al termine del primo anno – si sbilancia l'assessore – la quota del 47% di raccolta differenziata. Poi si abbatteranno i costi per la raccolta e trasformazione delle tipologie diverse. Le famiglie saranno dotate di tessere magnetiche per accedere al centro e depositare i propri rifiuti, ottenendo dei benefit sulla tassa ed altre agevolazioni. Si passerà al porta a porta sul territorio, trasformeremo la tassa in tariffa, per cui chi più differenzia meno paga». Altri vantaggi ci saranno per l'occupazione, visto che l'ecocentro avrà bisogno di 30 addetti, a cui si aggiungeranno i 38 dell'indotto.


Sezze, 21 maggio 2008

Spl, turbolenze in maggioranza per il rinnovo del cda

I nomi si rincorrono, la situazione è così complicata da alimentare le voci di un rimpasto nella giunta Campoli  

Si avvicina il rinnovo del consiglio d’amministrazione della Spl Sezze, l’ex municipalizzata trasformata in braccio operativo del Comune lepino nel settore dei rifiuti e di altri servizi minori. E il confronto sul nuovo cda, già ridotto da cinque a tre membri per i tagli previsti dalla Finanziaria 2008, tiene in stand-by buona parte dell’azione amministrativa. Per Campoli è arrivato il momento non più rinviabile di far quadrare il cerchio sul nuovo assetto della Servizi pubblici locali, un’operazione che richiede più della semplice applicazione del classico “Cencelli”. Perché se da una parte l’accordo di massima sul nuovo vertice aziendale è stato fissato già prima delle vittoriose elezioni comunali 2007 (nel consiglio d’amministrazione della Spl si prevedeva un posto per ognuno dei partiti più votati), il quadro politico fluido della maggioranza continua a mettere in difficoltà il sindaco.
Sulla carta il ragionamento è semplice: agli ex Ds, primo partito alle amministrative, spetta scegliere il successore di Giovanbattista Rosella (l’attuale presidente della Spl), mentre gli altri posti toccherebbero all’Udeur e all’Italia dei Valori, terza e quarta forza della coalizione (la Margherita, confluita nel Pd con la Quercia, ha già ottenuto la presidenza del Consiglio comunale). Ma sono i contrasti interni agli ex Democratici di sinistra e la confluenza dei consiglieri Udeur Polidoro e Lombardi nell’Idv (che i diretti interessati non hanno smentito) a rimescolare le carte.
Nei Ds la situazione resta ingarbugliata. Il nome fin qui più gettonato per la nuova presidenza, ossia Giovanni Bernasconi, rischia di essere bruciato. Tra le alternative restano Enzo Rosella, Ezio La Penna e Lelio Grassucci, mentre l’ex segretario Santia dovrebbe essere il candidato scelto dal Pd per le provinciali 2009. Problemi grossi anche per gli altri due componenti del cda: il passaggio dei consiglieri Udeur creerebbe problemi interni all’Italia dei valori e al resto della coalizione (troppi due membri alla Spl per l’Idv). Una situazione che alimenta anche le voci di un prossimo rimpasto di giunta.


Sezze, 1 maggio 2008

Bilancio, Campoli:"Seguiamo il programma elettorale"

Passa il preventivo 2008. Ceccano: “Una città sotto lo scacco dell'assistenzialismo”

Al secondo tentativo la maggioranza approva il preventivo dei conti 2008 presentato dalla giunta Campoli, alla guida di Sezze dal maggio dello scorso anno e attesa ieri dal varo del suo primo bilancio. Stavolta il centrosinistra non lascia l'aula (nell'ultima assise la maggioranza, alle prese con due assenze per malattia, avrebbe dovuto fare affidamento sull'opposizione per il numero legale) e porta a casa il via libera alla manovra respingendo le critiche del Popolo delle libertà. L'ok incassato da Campoli sul documento finanziario annuale dirada i dubbi alimentati dopo il rinvio del primo esame. Respinto invece l'emendamento del Pdl che prevedeva la riduzione delle spese interne all'amministrazione (per 600mila euro) e aumenti negli stanziamenti a favore della Polizia locale, del nuovo piano regolatore e del potenziamento delle politiche sociali. La Giunta è soddisfatta del lavoro svolto sul preventivo 2008, che ha una portata di 22 milioni e mezzo di euro. “E' un bilancio equilibrato sotto tutti i punti di vista – commenta l'assessore al bilancio e alle attività produttive Sergio Di Raimo – si intende dare una prima risposta alle esigenze del territorio, all'inserimento al lavoro dei giovani, agli imprenditori”. “Nel bilancio abbiamo tradotto in azione le linee strategiche del nostro programma elettorale” assicura il sindaco Andrea Campoli (Pd).

Fortemente negativo, invece, il parere del centrodestra. “E' un bilancio povero di idee e di progetti – sostiene Ceccano (Pdl) – noi abbiamo una concezione molto diversa da quella di questa giunta: l'amministrazione vuole una città messa sotto lo scacco dell'assistenzialismo, noi pensiamo ad una città che va aiutata a crescere”. “Ad un anno dalle elezioni Sezze non vede niente di realizzato da parte di questa amministrazione. La città ha visto cambiamenti solo nel breve periodo del governo Zarra” attacca il capogruppo Pdl Reginaldi.


Sezze, 23 aprile 2008

"Consiglieri assenti per malattia, nessuna furbata"

Approvazione del bilancio per il 30 aprile

«Non è stato un atto di furberia, ma una correttezza nei confronti dei consiglieri assenti per malattia». A Sezze la maggioranza getta acqua sulle fiamme aizzate dall'opposizione dopo il contestato rinvio dell'approvazione dello schema di bilancio 2008, che la giunta Campoli aveva portato all'ordine del giorno del Consiglio comunale di martedì pomeriggio. In quell'occasione l'assenza forzata di Lombardi (Udeur) e De Angelis (Italia di mezzo) ha messo in difficoltà il centrosinistra, che non poteva più contare sulle proprie forze per garantire il numero legale in aula. Il regolamento consiliare prevede infatti che in prima convocazione la presenza del sindaco non sia utile al raggiungimento del quorum strutturale; la maggioranza, con dieci elementi, si è trovata così a dipendere dai numeri dell'opposizione (che avrebbe potuto far mancare il numero legale in sede di votazione). «Eravamo in presenza di due certificati medici – spiega il portavoce del Pd Enzo Eramo – e nella maggioranza mancava la sussistenza del numero legale, che del resto la minoranza, in altre circostanze, non ci ha garantito. Per correttezza abbiamo ritenuto di doverci presentare comunque in Consiglio e di comunicare come stessero le cose, ma a quel punto era inutile aprire qualsiasi discussione».
Le spiegazioni date dalla maggioranza in Consiglio hanno lasciato qualche dubbio e hanno alimentato le critiche e i sospetti del Pdl. «E' ovvio che prendendo questa decisione ci aspettassimo fuoco e fiamme dall'opposizione, ma non è stato un volersi sottrarre al confronto – precisa Sonia Ricci (Pd) – quella sul bilancio non è la discussione di un semplice punto all'ordine del giorno, ma la scelta dell'impegno di spesa annuale. E non c'era nessun problema politico in maggioranza, tant'è che abbiamo subito fissato la data del nuovo consiglio. Ci è sembrato opportuno – continua la Ricci – far partecipare tutti i consiglieri all'approvazione del bilancio. Abbiamo deciso di presentarci anziché disertare e aggiornare l'assise alla seconda convocazione».
Il Consiglio è stato infatti convocato nuovamente in prima seduta per il 30 aprile alle 17.


Sezze, 23 aprile 2008

Due assenti, il centrosinistra lascia l'aula. Zarra: "Fuga dalla rersponsabilità"

Bilancio, la maggioranza senza il "proprio" numero legale

La giunta Campoli va in difficoltà sul bilancio. La maggioranza di centrosinistra che appoggia l'amministrazione di Sezze, in carica da meno di un anno, ha rimandato l'esame dello schema di previsione 2008 che ieri pomeriggio era all'ordine del giorno del consiglio comunale. Nonostante la presenza del numero legale (solo tre gli scranni vuoti al momento dello scioglimento dell'assise: nella maggioranza Lombardi dell'Udeur e De Angelis dell'Italia di mezzo erano assenti per malattia, nell'opposizione Ceccano è arrivato in un secondo momento) i consiglieri dell'ex Unione hanno abbandonato l'aula prima della discussione sul bilancio. Secondo il regolamento consiliare il centrosinistra, rimasto in 11, avrebbe dovuto fare affidamento sulle minoranze per garantire il numero legale, perché in prima convocazione la presenza del sindaco non è utile al raggiungimento del quorum strutturale che rende valida la seduta. Ad avanzare la richiesta di rinvio è stato allora il capogruppo del Partito democratico Enzo Eramo, che ha motivato la scelta della coalizione con la volontà di approvare un documento importante come quello contabile alla presenza di tutta la maggioranza.

Il dietrofront del centrosinistra ha scaldato gli umori dell'opposizione. 

“Evidentemente la maggioranza non poteva contare sugli 11 voti presenti in aula – commenta Zarra del Popolo delle Libertà – è probabile che ci siano distonie o fughe di responsabilità. Il dubbio è legittimo”. Secondo le minoranze la giunta Campoli non ha voluto affrontare le critiche sul proprio operato: il centrodestra punta il dito sull'aumento delle indennità di carica e lamenta l'immobilismo del sindaco e della sua squadra sul lodo Dondi, sul piano antenne e sulla situazione dell'ospedale. “Il dato politico – sottolinea il capogruppo del Pdl Reginaldi – è chiaro: sono fuggiti dal confronto con un'opposizione preparata e pronta a contestare le vergogne dell'amministrazione”. In serata i consiglieri di maggioranza hanno tenuto un vertice con il sindaco Campoli.


Sezze, 8 aprile 2008

Turisti in aumento malgrado la crisi della produzione agricola

La Sagra del carciofo rilancia Sezze

Campoli: è l’occasione per far conoscere cultura e tradizioni del paese

L'evento della Sagra tiene, anzi cresce. Nonostante le difficoltà attraversate dalla produzione locale del carciofo romanesco, la fiera enogastronomica di Sezze appare in forma. L'edizione numero 39, andata in archivio con il clou della giornata di domenica, ha fatto registrare un ottimo riscontro in termini di presenze di visitatori, quantificabili in diverse migliaia. Piace la formula dell'accostamento tra la cucina e le tradizioni culturali, un cocktail apprezzato dai turisti anche da fuori provincia. E sulla bontà della scelta organizzativa si basa il giudizio – ovviamente positivo – del sindaco di Sezze Andrea Campoli: «La Sagra – afferma il primo cittadino – è stata l’occasione per mettere in mostra l’intero patrimonio della cittadina, ma anche il momento giusto per far conoscere l’antica cultura e la tradizione agricola del paese».
Piazze animate, strade vestite a festa e tavole imbandite piene di degustatori. L'immagine di Sezze, tanto vituperata negli ultimi tempi, almeno per un giorno è una fotografia felice. «Anche la gente della città è sembrata soddisfatta – commenta l'assessore alle attività produttive Sergio Di Raimo – pochi sono stati i vicoli non coinvolti nell'evento». Il centro storico è stato così apprezzato dai visitatori e forse anche dagli stessi residenti. «Non è facile organizzare una Sagra – precisa Di Raimo – vanno incastrate una serie di richieste e di esigenze. Per questo c'è la necessità di coordinarsi fin da ottobre. Quest'anno ci abbiamo provato, ma alla gli incontri organizzativi sono stati molto meno di quelli preventivati».
La Sagra dunque convince, anche se alla fine il carciofo ne sembra sempre di meno il protagonista centrale. La sua bontà resta nei piatti che gli stand servono in grande quantità, ma l'esposizione agricola perde spazio. «La nostra non è una fiera. E se dovessimo esporre solo carciofi, in questo momento – fa notare Di Raimo – non avremmo questi risultati. Solo un maggior movimento intorno a questo prodotto può cambiare le cose». «Questi eventi servono ancora a far conoscere l'agricoltura e il territorio a cui questa è legata – osserva Vittorio Del Duca della Coldiretti di Sezze – i consumatori vogliono la certezza della provenienza del prodotto e momenti come la Sagra servono a far conoscere il carciofo romanesco. Servirebbero però incentivi ai produttori per rilanciare le coltivazioni».


Sezze, 25 marzo 2008

Il carciofo non rende, produzione in calo
Carciofo romanesco a picco. No, non sono le abbondanti piogge degli ultimi giorni ad affossare una delle colture tradizionali della campagna pontina e in particolar modo di Sezze. E' il dato della produzione che segna un clamoroso e preoccupante decremento. Gli operatori del settore lo dicono sottovoce e offrono cifre approssimative, non supportate da specifiche indagini, ma i volumi di prodotto in ingresso nelle cooperative agricole parlano chiaro: da dieci anni a questa parte si registra quasi un -80% nelle quantità di carciofi raccolti (e quindi prodotti) dagli agricoltori locali. Il simbolo della cultura contadina setina è ormai latitante.
«Il motivo del calo della produzione è presto detto – spiega Aldo Perotti, agronomo della cooperativa San Lidano – siamo davanti a una netta diminuzione della superficie coltivata a carciofo. Questa coltura tiene impegnato il terreno per molto tempo e il suo rendimento economico è sempre più un'incognita. Gli agricoltori preferiscono investire su prodotti che hanno un periodo di raccolta più ampio e che necessitano di minori cure». E gli incentivi alla produzione sono un'altra leva che sta spingendo i produttori agricoli verso il mercato dei cereali (grano, orzo e mais soprattutto). «Basta guardarsi attorno – dice Perotti – i campi coltivati a carciofi sono sempre meno. E' un trend negativo che ormai va avanti da sette, otto anni. Eppure il mercato c'è: i discount sarebbero ghiotti di questo prodotto, ma dovremmo riuscire a garantire certe quantità di carciofi, come accadeva dieci anni fa».
Della crisi del carciofo sembrano non risentire altri centri di produzione – soprattutto Puglia e Sicilia – che contano ancora superfici di coltivazione più estese e di un periodo di raccolta più lungo. «Altre zone sono certamente più competitive di noi dal punto di vista della produttività – ammette Perotti – dalla nostra parte resta la migliore qualità. Ma i coltivatori sono sempre costretti a fare i conti con l'aspetto economico: il carciofo non rende». Sparisce così il contadino tradizionale, quello affezionato ai suoi prodotti, anche a costo della tanta fatica e dello scarso profitto che la coltivazione del carciofo comporta. Le nuove generazioni di agricoltori, per sopravvivere, devono investire lavoro e denaro su ortaggi che consentano di rientrare delle spese sostenute. «Il carciofo tiene occupato il terreno per un anno, durante il quale è possibile invece sfruttarlo per tre colture diverse» conferma Vittorio Del Duca (Coldiretti), che guarda anche ai “difetti” della domanda di mercato: «In giro c'è molta confusione – dice – il consumatore non fa differenza fra il “romanesco” e altre qualità molto meno prelibate. Io sono comunque convinto che il carciofo non tramonterà. Del resto è tutta l'agricoltura ad essere in crisi perenne».


Sezze, 2 marzo 2008

Rsa, il Tar da ragione al commissario Falco

Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha rigettato i ricorsi contro l'annullamento della gara d'appalto per la costruzione di una residenza sanitaria per anziani a Sezze scalo.
Viene dunque confermata la decisione dell'allora commissario prefettizio Leopoldo Falco e dell'ufficio tecnico del Comune di Sezze, che nel novembre 2006 annullò la procedura d'assegnazione dei lavori per un vizio di forma (le buste di offerta non furono aperte “in pubblico” dalla commissione), decisione contro la quale si erano appellate al tribunale amministrativo le uniche due società che avevano avanzato un'offerta, la Tosinvest di Giampaolo Angelucci e la Clin Audit San Carlo di Luigi Bucciarelli. Con la sentenza dello scorso 27 febbraio la prima sezione di Latina del Tar Lazio ha quindi dato ragione al Comune di Sezze giudicando “infondato” il ricorso presentato dalle due ditte, che si sono opposte alla scelta di Falco di annullare la gara per quello che riguarda la sola fase di presentazione delle offerte (la Clin Audit, che avrebbe vinto la gara, lamentava i danni per la mancata assegnazione dei lavori, mentre la Tosinvest pretendeva l'annullamento completo della procedura).
«In applicazione dei principi di economicità e di conservazione degli atti amministrativi – si legge nella sentenza del Tar – l'amministrazione ha correttamente ritenuto di mantenere ferma la sola attività precedente alla presentazione delle offerte, e cioè quella di individuazione delle ditte da invitare alla licitazione privata, legittimamente posta in essere in quanto del tutto immune dal vizio di inosservanza dell’obbligo di pubblicità delle sedute della commissione».
Il tribunale ha respinto la domanda di risarcimento presentata dalla Clin Audit. «Intatte – aggiunge il Tar nel dispositivo - sono le possibilità per le ricorrenti di aggiudicarsi la gara che verrà ripetuta».


Sezze, 16 febbraio 2008

Un parco archeologico per far "rivivere" i dinosauri

                

Sezze si scopre terra di dinosauri, che oggi potrebbero rivivere nella ricostruzione di un parco archeologico. Le duecento tracce appartenenti ad un sauropode e vari teropodi, due fra le più conosciute specie di dinosauro dell’era mesozoica, che sono state rinvenute presso il sito della Cava Petrianni rappresentano infatti l’indiscutibile impronta lasciata dai rettili preistorici sulla terra lepina. La scoperta è frutto di un’analisi realizzata da un docente del dipartimento di Scienze della terra dell’università La Sapienza di Roma (il professor Umberto Nicosia) e dal soprintendente per i beni archeologici del Lazio (Annalisa Zarattini), recentemente pubblicato dalla rivista scientifica internazionale “Ichnos”. L’articolo ha pubblicizzato le ricerche svolte negli ultimi anni nei siti archeologici del Lazio, tra cui quello della Cava Petrianni, a Sezze. Secondo le ricostruzioni degli esperti nella zona lepina era probabilmente presente un insieme di isole o penisole collegate tra loro. In questo habitat avrebbero messo piede un sauropode, grande erbivoro quadrupede che poteva raggiungere i 10 metri di lunghezza ed un peso tra le otto e le dieci tonnellate, e vari teropodi, carnivori di dimensioni più piccole (100 chilogrammi il loro peso massimo, per una lunghezza di circa tre metri). Ora la Sovraintendenza, il Genio civile di Latina e l’amministrazione comunale studiano la creazione di un sito culturale che promuova questa ricchezza storica. «La ripresa degli studi da parte del dipartimento di Scienze della terra dell’università La Sapienza, nonché la prospettiva della nascita di un parco archeologico - ha dichiarato il sindaco di Sezze Andrea Campoli - contribuirebbe a fare di Sezze un polo d’attrazione turistica». Si pensa ad un pool di diversi soggetti per progettare le modalità strategiche con le quali accrescere l’interesse nazionale ed internazionale del nascente sito.    

articoli  > Parco geopalontologico dei Lepini  > Dinosauri a Sezze  > La Via Setina  > Storia dei dinosauri


Sezze, 14 febbraio 2008

Trecento firme per lo stato d'insicurezza

Una mozione sottoscritta da trecento cittadini di Sezze per evidenziare lo stato d’insicurezza «dettato da un’immigrazione clandestina incontrollata e diffusa» e la piccata risposta della comunità rumena a stretto giro di posta. Il botta e risposta si consuma nel contorno del consiglio comunale a cui ha preso parte giovedì scorso il prefetto di Latina, intervenuto per rassicurare la popolazione dopo l'escalation di furti in città. A Frattasi è stata consegnata la raccolta firme che ha aperto la polemica. «La situazione d'emergenza – si legge nella sottoscrizione rivolta al prefetto e al sindaco Campoli – sembra sfuggire alle autorità. Oggi nelle strade, nelle piazze del nostro paese, si parla solo dell’ultimo furto dell'ultima vittima, con un atteggiamento ormai remissivo». I trecento cittadini se la prendono con la classe politica da cui si sentono traditi e chiedono all'amministrazione di ristabilire l'ordine pubblico «in una realtà dove ognuno è costretto a farsi giustizia da solo».
L'iniziativa non è piaciuta ad alcuni rappresentanti della comunità rumena. «La mozione popolare, strumentalmente usata dai politici locali contro la nostra comunità – ha affermato Gina Bouros dell’associazione “Buna Searà Romania” - pone dei problemi reali ma che vanno riportati nella loro dimensione». Alla luce dei dati sulla criminalità presentati dal prefetto Frattasi, che ha giudicato la situazione di Sezze nella norma, Bouros giudica esagerata la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. «La delinquenza – aggiunge - non può certamente essere imputata in toto ad una sola categoria di cittadini, di una ben determinata nazionalità o di altra qualsivoglia categoria. A Sezze i reati venivano consumati prima che iniziasse l’immigrazione e verrebbero consumati anche se con la bacchetta magica venissero fatti sparire tutti gli immigrati». La Bouros critica il regolamento sugli affitti proposto dall'Udc e teme che «il perdurare del clima di falso allarme porti alcuni sconsiderati disperati “a fare da soli” e ad aggredire ignari immigrati che non delinquono».


Sezze, 12 febbraio 2008

A marzo i lavori sulla Ninfina

Asfalto drenante e limiti di velocità rivisti al ribasso. Saranno realizzati a partire da marzo gli interventi urgenti sul tracciato delle “Coste” messi in cantiere dal Comune di Sezze e dalla Provincia all'indomani della morte di Franca Ciotti, deceduta l'11 gennaio scorso in un incidente stradale. Lo fa sapere Marcello Ciocca, delegato alla viabilità della giunta Campoli. «La Provincia di Latina – spiega l'assessore - ha indetto un bando, che scadrà il 28 febbraio, per individuare la ditta a cui verranno affidati il ripristino e la messa in sicurezza del manto stradale di via Ninfina». Per limitare la pericolosità della strada si provvederà alla bitumatura completa dell’arteria stradale con asfalto drenante e alla risagomatura delle cunette laterali. Per contrastare, invece, l’alta velocità il Comune di Sezze ha chiesto alla Provincia la messa a punto di un tutor. «Gli attuali limiti di velocità, pari a 70 km/h - afferma Ciocca - sono stati considerati troppo alti».


Sezze, 9 gennaio 2008

Sicurezza, intensificati i controlli
Un rafforzamento dei controlli nella vasta area rurale setina con l'ausilio dei “baschi verdi” della Guardia di Finanza e un potenziamento della stazione dei Carabinieri di Sezze per l'immediato. L'ampliamento del corpo di Polizia municipale come obiettivo a medio termine. Vanno verso l'intensificazione della sorveglianza sul territorio le decisioni assunte dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuto giovedì sera a Sezze a margine del Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza. Al vertice istituzionale hanno preso parte il sindaco Campoli; il prefetto Frattasi, il questore D'Angelo; il comandante provinciale dell'Arma, Rotondi; il comandante della Guardia di Finanza, Colombi; il coordinatore del Corpo Forestale Di Lascio e – in rappresentanza della Procura di Latina - il procuratore aggiunto Lazzaro. Il Comitato ha deciso di rispondere alla preoccupazione della cittadinanza di Sezze per l'ordine pubblico, alimentata dall'escalation di furti in appartamento (specie in pianura), con l'intensificazione dei pattugliamenti, a cui prenderanno parte, oltre alla forza presidiaria dei Carabinieri, gli uomini della Guardia di Finanza. A partire dal mese di marzo anche il Corpo Forestale dello Stato intensificherà la propria attività. «Il prefetto ha auspicato che le misure decise a conclusione del Comitato – spiega il capo di gabinetto della Prefettura Polichetti – concorrano ad un generale rasserenamento, dopo le tensioni registrate nei giorni scorsi che sono da ritenersi sovrastimate rispetto al numero dei reati denunciati».


Sezze, 8 gennaio 2008

Prefetto, situazione sotto controllo

foto Vincenzo Serra-  Campoli, Zeppieri e il prefetto Frattasi durante l'incontro al "Mario Costa"
«Non posso negare che a Sezze assistiamo un trend di incremento della delittuosità negli ultimi tre anni, ma la situazione non è di sicuro fuori controllo, così come alcuni media l'hanno irresponsabilmente descritta». Il prefetto di Latina Bruno Frattasi spiega di non voler minimizzare la situazione e rivela di esser rimasto colpito dalle parole di disagio ascoltate. E quelle che lui riserva per la gremita platea dell'auditorium, nel corso di un consiglio comunale straordinario ed inusuale, vorrebbero essere parole «che facciano parlare i fatti e riconsegnino fiducia alla comunità». Il prefetto punta sui dati e cerca di spiegare il dilagare della percezione di insicurezza sulla base delle statistiche. «Nel 2007 – afferma – a Sezze si sono registrati 250 reati, la cui metà, 124, è ascrivibile alla categoria dei furti. Ma solo 5 sono quelli avvenuti nelle abitazioni, contro i 13 del 2006. I tre furti in abitazione nel solo gennaio 2008, allora, hanno forse potuto creare una spirale di paura e un'ondata emotiva». I dati sulla criminalità a Sezze non impressionano eccessivamente Frattasi, che ricorda anche l'omicidio del giovane rumeno ai Casali (nello scorso novembre). «Non ci sono ricette magiche o forme taumaturgiche per venire fuori da questi problemi – sostiene il prefetto - con il comitato per l'ordine e la sicurezza vedremo cosa si può fare per mettere in campo operazioni che possano incrementare la sicurezza dei cittadini con eventuali interventi straordinari di cui qualcuno ha parlato». «Ci sono alcuni errori da correggere – nota il sindaco di Sezze Campoli - nel lungo e positivo processo d'integrazione, perché a questo si è accompagnato un abbassamento della cultura della legalità». 


Sezze, 31 gennaio 2008

Si avvicina la sentenza per il lodo Dondi  
L’ormai prossima risoluzione del lodo Dondi, la cui sentenza è prevista per il 20 marzo, manda in fibrillazione la giunta Campoli e la maggioranza che la sostiene. L’ipotesi che la liquidazione del contenzioso con la concessionaria dell’acquedotto possa esser pagata a caro prezzo dalle casse del Comune di Sezze alimenta le discussioni sul da farsi. Dopo i molti incontri delle ultime settimane, il centrosinistra tornerà a confrontarsi stasera sulla posizione che l’amministrazione dovrebbe assumere nell’intricata vicenda. Per chiudere i conti sulla complessa trama di debiti incrociati Comune-Dondi, riferiti al periodo 1994-2005, sul tavolo restano due carte, la chiusura di una transazione privata con la società o il ricorso alla sentenza del tribunale. Quest’ultima ipotesi appare ai più una scelta molto rischiosa. Se infatti la Dondi intende porre l’asticella delle sue pretese economiche ad una quota “impossibile” (sulla base dei rendiconti sulle utenze private e sugli interventi eseguiti sulla rete idrica si formula un bilancio di spese intorno ai 9 milioni di euro) e il Comune non sembra pronto ad un grande salto nel vuoto (la controproposta è di 960mila euro), la mediazione del giudice potrebbe essere comunque troppo penalizzante per l’amministrazione. Ecco perché nella maggioranza quasi tutte le forze politiche spingono Campoli verso l’accordo con la Dondi.
Un anno fa la ditta di Rovigo ritenne svantaggiosa l’offerta di transazione dell’allora commissario prefettizio Falco (si parlò di circa 2,2 milioni). Oggi il Comune attende di poter trovare un accordo di massima attorno ai 2,5 milioni di euro: una cifra che avrebbe un grosso impatto sui conti dell’ente, ma che limiterebbe i danni. Nella maggioranza solo la civica Tutti per Sezze, che giudica illegittime le pretese della Dondi, è contro l’intesa.


Sezze, 28 gennaio 2008

Regolamentazione affitti, bocciature e accuse  

Udc e FI: “Accordo sacrificato per logiche politiche”

Orlandi: “Dal centrodestra solo demagogia”

La questione della sicurezza a Sezze diventa nuovamente terreno di scontro politico. All'opposizione di centrodestra non è andato giù l'affossamento della mozione presentata durante l'ultimo consiglio, in cui si prevedevano maggiori controlli e sanzioni contro lo sfruttamento abitativo che ha per vittime gli immigrati e l'immediata istituzione di una consulta per gli immigrati. “Ancora una volta, alla prova dei fatti – attacca Antonio Vitelli (Udc), primo firmatario della proposta - l’amministrazione Campoli si è appiattita e nascosta dietro la solita logica politica degli schieramenti, sacrificando le esigenze dei cittadini di sicurezza e la lotta allo sfruttamento, per evitare di mettersi contro una parte della città”. Il consigliere centrista teme che l'ordine del giorno sull'immigrazione faccia la stessa fine del regolamento comunale sulle antenne, che la maggioranza si era impegnata a discutere ed approvare entro la fine di dicembre. Intanto Forza Italia si scaglia contro quei settori del centrosinistra che avrebbero bloccato l'accordo sulla “mozione sicurezza”. “In un Consiglio infuocato – lamenta l'azzurro Reginaldi - si è tentato di trovare un accordo, ma il diktat di Orlandi (rappresentante della civica “Tutti per Sezze”, ndr) ha piegato Campoli e la sua maggioranza, mettendo in estrema difficoltà i consiglieri Eramo e Ricci (entrambi del Pd) che hanno tentano di mediare”. Per l'esponente forzista il voto contrario dei gruppi maggiori dell'Unione alla mozione delle minoranze è il frutto della volontà di evitare spaccature nella coalizione. “Auspichiamo che i consiglieri Eramo e Ricci – conclude Reginaldi - tornino sui propri passi e riprendano il lavori di mediazione con questa minoranza su un argomento delicato. Con la speranza che Orlandi ce lo permetta”.

La piccata replica del diretto interessato non s'è fatta attendere: “Nessun diktat al sindaco e alla maggioranza, perché tutti eravamo d'accordo. E la mozione dell'opposizione era già stata bocciata dai dirigenti”. Il rappresentante della civica Tutti per Sezze in Consiglio comunale contesta Udc e Forza Italia e respinge le accuse. “Nel corso dell'ultimo consiglio il sindaco Campoli – rammenta Orlandi – ha affermato che la proposta del centrodestra poteva essere condivisa per certi aspetti, ma non poteva essere accolta nel modo in cui era stata presentata, visti i tre pareri negativi espressi dai responsabili di settore”. Il consigliere di Tutti per Sezze nega di aver contraddetto i colleghi del Pd: “Tutta la maggioranza – ricorda Orlandi – era disposta a convocare  subito una commissione capigruppo dopo il ritiro della mozione. La minoranza ha respinto questa proposta; io ho detto “no” ad una sottocommissione perché avremmo dovuto fare un passaggio interno alla maggioranza per decidere i nostri componenti, ma al tempo stesso mi sono impegnato l'impegno a portare il problema all'interno della commissione Affari sociali”. Una controproposta mai decollata. “Arrivati alle 23.35, dopo sei ore di discussione – spiega Orlandi – qualcuno cercava di traccheggiare per un accordo impossibile sulla mozione, forse perché avrebbe voluto ottenere il permesso dal lavoro per il giorno successivo”. Di qui la scelta di mettere a votazione il documento del centrodestra. “Non hanno voluto discutere la nostra proposta – attacca Orlandi – da loro arriva solo demagogia. Il sindaco Campoli, le forze dell'ordine e gli uffici finanziari si sono già mossi sul problema con controlli incrociati che solo in gennaio hanno prodotto 14 multe. Mentre di Zarra si può solo ricordare la “bella” figura fatta con il famoso articolo di Panorama”.


Sezze, 4 gennaio 2008

Insospettabile professionista minaccia rumeno per affitto  

Il calderone dello sfruttamento abitativo. Ma nel 2007 +141% delle regolarizzazioni

I regolari pagamenti dell'affitto non bastavano. L'inquilino rumeno e sua moglie avrebbero dovuto cominciare a pagare in anticipo il canone del modesto bilocale che occupavano da diversi mesi. E allora, per riscuotere anticipatamente i 250 euro mensili, l'insospettabile professionista di Sezze che affittava la piccola abitazione di via Bassiano, nei pressi della frazione di Crocemoschitto, ha pensato bene di “armarsi” di una pistola giocattolo e di far visita – tutt'altro che gradita – al suo inquilino, in compagnia di un pregiudicato locale. Ma al cittadino rumeno il trattamento intimidatorio non è certo piaciuto e non ha dubitato nell'allertare i carabinieri di Sezze, informandoli dell'accaduto. Le forze dell'ordine si sono presto messe sulle tracce del distinto professionista setino, S.F., 55 anni, e del suo compagno di spedizione, A.F., 44 anni, dal curriculum vitae certamente meno onorevole. E con il ritrovamento e il conseguente sequestro delle armi giocattolo è scattata in automatico la denuncia a piede libero per minaccia aggravata. Per il rumeno e la sua consorte, che già da otto mesi abitavano l'appartamento versando la quota mensile di affitto, solo molta paura: nell'incontro poco amichevole avuto nella giornata di mercoledì non c'è stata alcuna colluttazione con i due italiani denunciati. Secondo la prima ricostruzione i due cittadini stranieri non avevano subito precedenti minacce. I carabinieri della stazione di Sezze stanno effettuando ulteriori verifiche sul ruolo del pregiudicato nella vicenda e sul rapporto d'affitto del bilocale di via Bassiano, che versava – a detta dei miliari – in condizioni discrete.

La vicenda getta un'ulteriore ombra sulla piaga dello sfruttamento abitativo nei confronti degli immigrati, un fenomeno che nell'opinione comune è sempre più diffuso a Sezze e nasconde storie di profondo degrado. L'impossibilità di verificare questo tipo di eventi, data dall'assenza di denunce specifiche (quella della coppia di via Bassiano è un'isolata eccezione), alimenta lo sfruttamento. Ma arrivano segnali incoraggianti: nel 2007 la Polizia municipale di Sezze  ha registrato un aumento della regolarizzazione degli affitti, con un +141% nelle dichiarazioni di cessione di fabbricato.


Il Messaggero anno 2008