articoli di Christian Capuani 

             Il Messaggero anno 2009  

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27 dicembre 2009

Mozione bipartisan contro la Dondi: 

“Rescindere la convenzione”

Vitelli, Di Palma e Casalini: “Dal 1° gennaio Sezze rischia di stare senz'acqua”

Reginaldi critico: “Prove di grande Centro”. Orlandi: “Tutto purché si parli di Dondi”

La proposta di rompere anzitempo la convenzione firmata nel 1993 con la Dondi e di riconsegnare al Comune di Sezze la gestione dell'acquedotto cittadino crea un'intesa bipartisan in Consiglio comunale, seppur solo fra quattro consiglieri. Complice forse il clima natalizio, sicuramente a causa dei continui problemi registrati nella gestione del servizio idrico e dei contrasti (che hanno portato già a un contenzioso risolto da un arbitrato e a ricorsi degli utenti contro il pagamento del canone di depurazione) tra l'amministrazione locale e la concessionaria, in aula Di Trapano sbarca una mozione firmata congiuntamente da rappresentanti di opposizione (tre: Antonio Vitelli del Pdl, Serafino Di Palma della civica Md e Claudio Casalini dell'Udc) e di maggioranza (Gianni Orlandi della civica Tutti per Sezze).

«In oltre 15 anni - si legge nella mozione - la concessionaria non è riuscita a garantire il servizio di depurazione e fognatura a tutti gli utenti, non ha costruito nuovi impianti di depurazione e quelli esistenti hanno avuto diversi verbali della Asl che certificavano il loro funzionamento non adeguato, come causa della presenza di batteri e organismi nocivi alla salute umana. E va preso atto della bassissima qualità del servizio erogato dalla Dondi all’intera cittadinanza, sia in termini di tecniche e tecnologie usate per assicurare il servizio sia in termini di tempista d’intervento, il cui mancato rispetto convenzionale è una certezza oramai acquisita, che genera ingenti penalità che l’ente comunale deve applicare alla concessionaria». I quattro consiglieri ricordano poi come molto spesso la Dondi non rispetti i tempi previsti per risolvere i guasti.
«Siamo venuti a conoscenza della presunta origine reale del disservizio registrato a Sezze Scalo il 19 e il 20 dicembre - prosegue la mozione - da imputarsi non a un semplice guasto, ma a un temporaneo distacco della fornitura di energia elettrica da parte del gestore, Exergia spa, come conseguenza di un debito accumulato dalla Dondi  per oltre 300mila euro per mancato pagamento delle fatture relative al servizio elettrico per i periodi 2008-2009. E il mancato saldo delle stesse comporterà l’immediato distacco dell’utenza dal 1° gennaio». Gli impianti di sollevamento della rete idrica rischierebbero così di restare fermi. «Pertanto - si legge ancora nella mozione - chiediamo di adottare tutti quegli atti amministrativi finalizzati al trattenimento delle somme dovute alla concessionaria relative al Lodo (che ha condannato il Comune a pagare 2,7 milioni di euro, ndr) e alla rescissione unilaterale o risoluzione consensuale della convenzione».

Intanto Roberto Reginaldi (Nuova Area) giudica la mozione congiunta come la «prima di una serie di bombe ad orologeria», il segnale che è stato calato il «ponte levatoio» per il passaggio dalla maggioranza pro-Campoli all'opposizione o viceversa. Gianni Orlandi, da parte sua, spiega che è stato semplicemente un favore fatto a Di Palma (Movimento democratico) e Casalini (Udc), che assieme a Vitelli (Pdl) avevano già sferrato l'attacco alla malagestione del servizio idrico: «Mancava loro una firma per presentare la mozione - afferma l'esponente di maggioranza - e avevano intenzione di sottoporre un'interrogazione all'assessore ai lavori pubblici Bernabei, cosa che io ho fatto nei mesi scorsi. Ho messo la mia firma senza leggere il testo. È giusto che la minoranza possa avanzare le proprie istanze. E si deve far tutto affinché si parli della gestione della Dondi».

Reginaldi, la terza anima della frastagliata opposizione consiliare (oltre al fronte Casalini-Di Palma-Vitelli c'è il blocco pidiellino formato da Ceccano, Piccolo e Zarra), ha invece letto la presentazione della mozione bipartisan contro la Dondi come il passo successivo alle prove di «grande centro». «Non resta che capire - ha detto il consigliere di Nuova Area - chi farà, o pensa di fare, il salto della barricata o meglio, se crescerà il numero di consiglieri di minoranza o quelli di maggioranza. Con questo confermiamo e sosteniamo le nostre preoccupazioni riguardo la vicenda della Dondi. La gestione dell’acqua è cosa seria e merita un’attenta analisi, ma occorre che le tutte forze politiche convergano le forze ad una soluzione adatta alla collettività e non verso qualche società compiacente».


9 dicembre 2009

Autovelox si o no, la politica si confronta

Vitelli, Pdl, favorevole, ma chiede limiti meno rigidi; Reginaldi è di parere contrario

Autovelox sì, autovelox no. Mentre si attende lo svolgimento delle prime udienze - attorno al 15 dicembre - dei ricorsi presentati contro il Comune di Sezze dagli automobilisti multati perché pizzicati oltre il limite di velocità dai due rilevatori collocati a maggio sulla Regionale 156 dei Monti Lepini, continua il dibattito sull’effettività utilità di questi strumenti. E il confronto riguarda pure la politica locale, con posizioni contrastanti anche all’interno della stessa opposizione. Se il consigliere Pdl Antonio Vitelli chiede di modificare alcuni elementi (aumentare i limiti di velocità da 70 a 80 chilometri orari, viste le caratteristiche della 156, e potenziare il servizio di notifica delle multe, per evitare che questa avvenga al limite dei 150 giorni previsti dalla legge) ma è sostanzialmente favorevole agli autovelox, non si può dire altrettanto per il suo collega Roberto Reginaldi (Nuova Area per il Pdl).
A 6 mesi dall’installazione dell’autovelox sulla 156, il consigliere comunale del Pdl, Antonio Vitelli, ha analizzato tutte le casistiche, raffrontando dati e parametri, elaborando un giudizio complessivo sull’intera operazione . «La lotta alla mortalità stradale - commenta Vitelli - sembra segnare indubbi passi in avanti. Infatti, dal 2006 a metà del 2009, sulla 156 e su tutto il territorio setino, si sono registrati 10 morti e 180 feriti, una vera e propria strage. Ora la tendenza sembra essersi invertita e arrestata, e già nelle statistiche di fine anno si avranno delle conferme grazie alla funzione di deterrente, diretta e indiretta, che l’implementazione dell’autovelox ha conseguito».
«Vitelli dimentica che - risponde Reginaldi - se il limite in quel tratto è di 70 km/h il motivo c’è: tale via è fortemente alberata. Ormai si contano decine di migliaia di multe per pochissimi chilometri orari superati, colpa della distrazione, dovuta anche alla presenza di molti cartelloni pubblicitari che confondono la segnaletica presente».


15 ottobre 2009

Approvato il riequilibrio “record”: 3,8 milioni di debiti

Il sindaco Campoli: “Un passaggio duro ma doveroso. Ora ci aspetta l'austerità”

Vitelli (Pdl): “Cambiano le rotelle, non i meccanismi”. Critiche a Zarra e Ceccano

Il Consiglio comunale di Sezze ha approvato lo schema di riassestamento di bilancio presentato dalla giunta Campoli, un intervento correttivo dei conti imponente: 3 milioni e 799mila euro, quasi interamente dovuti al riconoscimento del debito maturato nei confronti della concessionaria dell'acquedotto comunale, dopo la risoluzione del lodo tra la Dondi e il Comune. «Un passaggio duro e difficile ma necessario affinché si chiudesse almeno in parte la situazione dei debiti fuori bilancio. L'amministrazione ha lavorato con serietà e responsabilità» afferma il sindaco Andrea Campoli, soddisfatto «della grande prova della maggioranza di fronte a una grande responsabilità». Sezze è comunque attesa da tempi duri: «Abbiamo rischiato davvero il dissesto finanziario - ammette Campoli - almeno per i prossimi due anni ci aspetta un periodo di austerità. Abbiamo però da realizzare i progetti finanziati dalla Regione». Ovvero il nuovo depuratore e alcune opere pubbliche. Il debito con la Dondi sarà invece spalmato su tre anni. L'amministrazione, peraltro, vaglia ancora la possibilità di chiedere la revisione del lodo.

Il riassestamento è stato votato in maniera compatta dalla maggioranza (assenti Lombardi e De Angelis); contraria l'opposizione, che ha visto il blocco maggiore del Pdl (Ceccano, Piccolo e l'ex sindaco Zarra) presentarsi in Consiglio e poi disertare la discussione. «Quello del riconoscimento dei debiti fuori bilancio - evidenzia Antonio Vitelli, unico esponente del gruppo consiliare del Pdl presente in aula - è ormai un fatto ricorrente per Sezze. Sono cambiate le rotelle ma non i meccanismi di governo di questa città: ogni sei o sette anni si viene in Consiglio per riconoscere una mole imponente di debiti». Una triste “routine” che passa anche per scelte poco rivelatesi poco felici, come la decisione della vecchia amministrazione Zarra di andare all'arbitrato con la Dondi per le pendenze tra Comune e concessionaria. «Si deve capire perché, ad esempio - aggiunge Vitelli - se il Comune ha anticipato alla Regione Lazio più di 2 milioni di euro dovuti dalla Dondi (per il servizio idrico fino al 2005, ndr), siano poi stati chiesti solo 958mila euro alla concessionaria durante il lodo. 

L'arbitrato sarebbe finito in pareggio». Riflessioni simili, sempre nell'opposizione, per Serafino Di Palma (Movimento democratico): «Tre milioni di euro se ne vanno per il lodo Dondi e in parcelle varie, quando avremmo bisogno di opere. Ed è incredibile che l'amministrazione possa aver affidato un nuovo incarico a un architetto che le ha presentato un decreto ingiuntivo». Il riferimento è all'architetto Viglianti, autore di uno dei progetti (poi accantonato) della Residenza sanitari per anziani.


9 ottobre 2009
Comune alle prese con il riassetto di bilancio

È un riassestamento di bilancio da 3 milioni e 700mila euro quello che il Comune di Sezze è chiamato ad affrontare, una cifra imponente se si pensa che il bilancio di previsione approvato lo scorso aprile aveva una portata di poco più di 22 milioni di euro. Il sindaco Andrea Campoli si appresta a completare un passaggio delicato portando il riequilibrio dei conti al Consiglio comunale convocato per il 14 ottobre.

A pesare sulle notevoli dimensioni dei debiti fuori bilancio è soprattutto il saldo passivo della risoluzione del contenzioso con la Dondi, la società rovigina che gestisce in concessione l'acquedotto setino: il Comune è stato condannato a pagare 2,4 milioni di euro, a fronte dei 958mila euro di credito maturati nei confronti della concessionaria. A questa somma si aggiungono poi le consistenti parcelle dei legali che hanno difeso l'ente nell'infelice lodo Dondi. Le altre voci passive del riassestamento di bilancio fanno riferimento al ripianamento dei debiti della Spl - l'azienda comunale per i servizi alla cittadinanza, che vanta un disavanzo di 300mila euro - e ad alcune spese degli uffici.

Per riportare in equilibrio la bilancia dell'ente la Giunta dovrà far ricorso all'avanzo di bilancio dello scorso anno, all'accensione di un mutuo di circa un milione e 200mila euro e forse alle entrate generate dalle contravvenzioni emesse dalla Polizia locale dopo la collocazione dei due nuovi autovelox sulla Monti Lepini: considerando le multe per cui sono già scaduti i termini di ricorso, potrebbero essere messi in bilancio 250mila euro di nuove entrate (altri 50mila euro provenienti dalle multe erano già stati impegnati in luglio). In questo modo sarebbe salvo il patto di stabilità, ma per rispettarlo il Comune potrebbe avere problemi di cassa negli ultimi due mesi dell'anno costringendolo a rinviare alcuni pagamenti al 2010.

Il sindaco Campoli, dopo la riunione di Giunta di martedì, si è incontrato ieri con gli assessori e i membri della sua maggioranza per delineare i contenuti del riassestamento di bilancio e confrontarsi su un passaggio così delicato. Tanto delicato da tenere fuori dall'incontro le segreterie dei partiti.


4 ottobre 2009
Debiti fuori bilancio, il nodo del patto di stabilità
In ritardo l'approvazione del riassestamento dei conti
Il lodo Dondi e il “buco” della Spl creano difficoltà

La diffida del prefetto Frattasi per non aver ancora adempiuto all'approvazione del riequilibrio di bilancio, i cui termini sono scaduti il 30 settembre, è il problema minore per la giunta Campoli.
Le difficoltà nel portare in Consiglio comunale (e nel sottoporlo, ancor prima, al vaglio dei revisori dei conti) il riconoscimento dei debiti fuori bilancio sono il sintomo delle preoccupazioni che attraversano l'amministrazione di Sezze. La mole di debiti che il centrosinistra è chiamato a inscrivere in bilancio rischia infatti di far uscire l'ente di palazzo De Magistris dai parametri del patto di stabilità. Da una parte la sentenza del lodo Dondi, ovvero la controversia con la concessionaria dell'acquedotto cittadino risolta nell'arbitrato dello scorso dicembre con un saldo negativo di 1,5 milioni euro per il Comune di Sezze (condannato a pagare 2,4 milioni di euro, a fronte dei 958mila euro dovuti dalla società rovigina), dall'altra il ripianamento del bilancio della Spl (300mila euro, ma una parte saranno coperti da un avanzo di amministrazione della società comunale) e alcune spese legate soprattutto all'ufficio tecnico (circa 600mila euro), creano difficoltà al sindaco Andrea Campoli - che ha assunto la delega al bilancio dopo le dimissioni dell'assessore Di Raimo - nel far quadrare i conti.
Tra la possibilità di richiedere una rateizzazione del debito nei confronti della Dondi (si ipotizza di “spalmarlo” su tre esercizi finanziari dell'ente) e il malumore di qualche amministratore che si è lamentato di come certi debiti fuori bilancio di passate giunte (come la parcella per uno dei progetti, poi modificato, della residenza sanitaria per anziani) siano venuti a galla solo ora, si cerca di non sforare il patto di stabilità interno. La questione sarà affrontata anche nel corso di una riunione di maggioranza che si dovrebbe svolgere all'inizio della prossima settimana e dopo la quale sarà convocato il Consiglio.


27 agosto 2009
Suso a secco da giorni, proteste anche in Consiglio
Si rompe una pompa, cittadini furenti: operatori accompagnati dai vigili
La zona di Suso da giorni senz’acqua: centinaia di famiglie di Sezze con i rubinetti a secco. Una situazione esasperante, che ieri ha pure spinto qualche cittadino a presentarsi in Consiglio comunale -
convocato su questioni di bilancio - per chiedere spiegazioni sull’ultima emergenza idrica. Ma ha anche portato autobotti a Suso, con gente esasperata che ha aggredito gli operatori. Un’emergenza che, visto lo stato fatiscente dell’acquedotto , non resta isolata e si ripresenta periodicamente (specie in estate) in varie zone della città. La vicenda, nonostante fosse assente dall’ordine del giorno, è entrata prepotentemente nella discussione consiliare, sollevata dagli esponenti dell’opposizione. «Da quattro - cinque giorni Suso è completamente a secco - lamenta Claudio Casalini (Udc) - è un problema
che ogni anno diventa più grave». Il sindaco Andrea Campoli ha provato a rassicurare la minoranza e i cittadini presenti. «C’è un problema storico e strutturale - spiega il primo cittadino - ma se n’è aggiunto
un altro negli ultimi giorni». A scatenare la siccità è stato infatti un guasto a una delle due pompe che attingono acqua da Fonte La Penna. «Si è bruciata ed è stata prontamente sostituita - riferisce Campoli -
la nuova pompa ha avuto un’ulteriore problema». L’assessore ai lavori pubblici Pietro Bernabei ha assicurato che questa mattina l’autogru sarà di nuovo a Fonte La Penna per calare nuovamente la pompa nel pozzo. Se tutto filerà liscio, l’acqua potrebbe tornare a scorrere stasera. Ma superare l’ultima emergenza non servirà comunque a risolvere il problema: il flusso idrico resta scarso a Suso e nelle zone alte di Sezze. Campoli assicura che il Comune ha chiesto finanziamenti regionali per interventi finalizzati alla creazione strutture d’accumulo. Mentre l’opposizione, appoggiata da Titta Giorgi (Pd), chiede che i vertici della Dondi riferiscano in commissione sulla gestione idrica.


10 agosto 2009
Vigili del fuoco, di nuovo al lavoro
Riaperte e operative le sedi "boschive" di Fondi, Sezze e Castelforte
La clamorosa protesta con lo sciopero dei vigili del fuoco si è conclusa ieri. I “boschivi” sono tornati al lavoro nei distaccamenti del 115. Dopo otto giorni i vigili del fuoco hanno ripreso possesso dei presidi di Sezze, Castelforte e Fondi. In attesa di ricevere entro questa settimana i primi pagamenti degli arretrati per le prestazioni straordinarie dalla scorsa estate ad oggi, gli uomini dell’ottava, della nona e dell’undicesima squadra sono tornati a lavoro nei tre presidi. Il rientro dello stato d’agitazione è stato deciso dopo un primo confronto avviato tra le sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero (Cgil, Cisl, Uil e Confsal) e i vertici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 

«Abbiamo ripreso oggi il servizio spiega uno dei cinque uomini del distaccamento di Sezze visto che nell’ultimo incontro ci è stato promesso che i primi arretrati ci saranno pagati entro una settimana». La riattivazione dei presidi periferici è essenziale per affrontare la stagione estiva, come dimostra lo scoppio dei primi roghi naturalmente dolosi sui Lepini: nella giornata di sabato vigili del fuoco, guardia forestale e protezione civile hanno dovuto domare un incendio che ha minacciato l’abitato di Sezze e il traffico di via Ninfina (“le Coste”). «Ma anche se ci definiscono “squadre boschive” - spiegano i vigili del fuoco di Sezze - dobbiamo affrontare tutti i tipi di emergenze, dagli incendi in casa agli incidenti stradali». I presidi periferici sono attivi per tutto l’arco orario diurno, dalle 8 alle 20. E dal vertice regionale arriva la conferma dello sblocco degli arretrati per i lavoro “boschivo” del 2008: «Le ragioni dei miei uomini sono palesi spiega il direttore regionale del Lazio dei vigili del fuoco, ingegner Luigi Abate ma siamo riusciti a sbloccare il pagamento degli arretrati del 2008 che saranno nella busta paga di questo mese». 

L’ingegner Abate, 62 anni, è stato al vertice di Latina per otto anni all’inizio degli Anni 90, poi ha guidato il prestigioso comando di Roma per poi passare alla guida del comando regionale. La clamorosa protesta dei vigili del fuoco pontini che il 1° agosto non si sono presentati nelle sedi di Fondi, Sezze e Castelforte ha avuto un effetto dirompente. Lo stesso prefetto di Latina, Bruno Frattasi, si era subito interessato della situazione che, con il caldo crescente, rischiava davvero di degenerare. Annullata, dunque, la riunione prevista per domani in Prefettura tra Frattasi e proprio Luigi Abate.


28 giugno 2009

Pdl: “Il nostro è buon risultato”. Mano tesa a Nuova Area

Magagnoli: “Indegna la campagna elettorale del centrosinistra”

«Se si pensa alla campagna elettorale fatta dal centrosinistra, il nostro è un risultato buono». Il direttivo del Popolo delle Libertà di Sezze commenta per bocca di Carlo Enrico Magnagnoli il risultato della recente tornata elettorale. E lo fa difendendo il valore del proprio risultato, aprendo al dialogo con gli esponenti locali della corrente “Nuova Area”, ma soprattutto criticando senza timori l'atteggiamento della maggioranza. Magagnoli giudica il potenziale 38% dei consensi del centrodestra (frutto della somma dei voti di Pdl, Lista Cusani, Azione Sociale, Popolari Liberali, Udeur, Mpa e Lista Macci) «un risultato buono se si pensa alla campagna elettorale condotta dal centrosinistra al governo, fatta con i camion di asfalto scaricati in strade private come denunciato dai consiglieri di Area, portando in giro l’ufficio tecnico comunale a garantire concessioni e lottizzazioni, rilasciando decine di concessioni ai limiti della legalità, promettendo i posti del centro diurno, dei pulmini, della mensa e dell’ecocentro».
Magagnoli si chiede se sia «moralmente dignitoso che si utilizzi il Comune, la Spl (la società controllata dal Comune per i servizi alla cittadinanza, ndr) e l’ospedale per campagne elettorali di parte». Il Popolo delle Libertà, che guarda anche all'Udc, si dichiara soddisfatto dei consensi ottenuti. «Ora - afferma Magnagnoli - si tratta di trovare la capacità di dialogare con gli amici che si sono riconosciuti in Nuova Area, per ragionare senza pregiudiziali e trovare le forme politiche e programmatiche per una sintesi politica comune. Da questi dati politici si può muovere un progetto di governo di centrodestra della città. Auspichiamo che non si perda l’ennesima occasione». Critiche, infine, per il candidato della Lista Cusani, il consigliere comunale Antonio Vitelli.

Fuori dalle righe

Sarà pure colpa dell'asfalto e delle spregiudicate promesse  elettorali (sai che gran novità!), ma farsi la guerra per anni e poi sommare i consensi di 26 partiti per arrivare al 40% non serve certo a guadagnare in credibilità...


20 giugno 2009  

Terreni in concessione, ecco come riscattarli  

L’amministrazione comunale di Sezze avvia la procedura per l’affrancazione di quei terreni comunali da decenni in possesso di cittadini ma sui quali ancora gravano i cosiddetti “livelli”, ossia canoni di concessione. A comunicare la decisione, tramite avviso pubblico, sono stati il sindaco Andrea Campoli e l’assessore al patrimonio Bruno Cardarello. La Giunta municipale ha infatti stabilito le modalità di affrancazione e i criteri di calcolo del capitale di affranco.
I cittadini interessati a riscattare i propri terreni potranno presentare domanda presso l’ufficio protocollo comunale indirizzandola a “Comune di Sezze, servizio Contratti e Patrimonio, via Diaz 1, 04018 Sezze. Gli schemi di domanda d’affrancazione sono a disposizione presso il servizio “Contratti e Patrimonio”. Le istanze dovranno essere corredate dalla ricevuta di versamento (effettuato sul conto corrente postale n. 12628046 intestato alla tesoreria comunale) della somma di 300 euro per le spese di istruttoria, dalla copia del titolo di provenienza e dalla copia di un documento di identità. Il servizio Contratti e patrimonio è a disposizione per chiarimenti sull’iter dell’istruttoria.
Sulla decisione di avviare la procedura di affrancazione dei canoni livellati sui terreni comunali si era confrontato, nello scorso ottobre, anche il Consiglio comunale. Aspro era stato il confronto tra maggioranza e opposizione. Il centrosinistra aveva accolto solo due dei tre emendamenti avanzati dalle minoranze, ovvero la scelta di un valore minimo non inferiore a un euro al metro quadrato per la cessione dei terreni comunali coinvolti e il criterio di proporzionalità sui valori di cessione dei diversi terreni in base alla destinazione urbanistica.


3 giugno 2009  

Turbogas a Mazzocchio, il ministero rilascia anche l'Aia

La centrale dell'Acea Electrabel ottiene l'autorizzazione integrata ambientale

Si resta in attesa della posizione della Regione. Tombolillo: “Abbiamo fiducia”

In attesa di un parere definitivo da parte della Regione Lazio, l'Acea Electrabel ottiene l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la realizzazione della centrale turbogas nell'area industriale di Mazzocchio, a Pontinia. La decisione presa dal ministero dell'Ambiente è stata ufficializzata con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 30 maggio del decreto autorizzativo firmato dal ministro Stefania Prestigiacomo. Una cattiva notizia, seppur non del tutto imprevista, per il Comune di Pontinia, che contro l'installazione della centrale turbogas (e contro l'altro progetto dell'impianto a biomasse) ha da tempo intrapreso una lotta nelle sedi istituzionali che l'hanno chiamato in causa. «Lo sapevamo - dice il sindaco Eligio Tombolillo - per quanto ci riguarda non c'è alcun problema. La Regione ci ha assicurato che non apporrà la propria firma sull'intesa con il governo per la centrale» .

Il ministero ha rilasciato l'Aia «alle condizioni del parere reso il 21 gennaio 2009 dalla commissione istruttoria Aia-Ippc», ovvero la commissione tecnica chiamata a valutare le caratteristiche dell'impianto progetto dall'Acea e il rispetto dei parametri relativi alle emissioni. In particolare, la commissione istruttoria riconosce che il progetto dell'Acea risponde al principio di utilizzo delle migliori tecnologie disponibili per gli aspetti relativi all'efficienza energetica, alle emissioni inquinanti in atmosfera e alla gestione dei rifiuti. L'organo tecnico ha  previsto prescrizioni tecniche per quanto riguarda i fabbisogni idrici della centrale e il trattamento dei reflui (vista le carenze presenti nel progetto preliminare) e non ha giudicato «circostanza ostativa al rilascio dell'autorizzazione» la mancanza di un piano per il ripristino del sito in caso di cessazione dell'attività della centrale.


29 maggio 2009

SR 156, i primi effetti (psicologici) dei nuovi autovelox

Diffusi i dati del periodo di prova: quasi il 19% di infrazioni

Caldarozzi: “Ci preoccupano le punte medie di velocità notturne”

Una settimana per valutarne l'impatto, poi l'entrata in funzione. I dati di prova dei due autovelox collocati dal Comune di Sezze lungo il tracciato della strada regionale 156 dei Monti Lepini mostrano un quadro drastico ma statisticamente rilevante: le 8404 infrazioni su 44723 passaggi di veicoli rilevati nel periodo dal 15 al 18 maggio, cioè prima dell'avvio della campagna informativa e della segnalazione degli autovelox, sono scese a 3820 infrazioni su 38053 passaggi nel periodo dal 21 al 24 maggio, quando gli automobilisti erano venuti a conoscenza del pericolo multe. Un pericolo “virtuale” che è diventato reale solo da martedì scorso, quando i due rilevatori di velocità - collocati al km 43+100 in direzione Sezze e al km 43+930 in direzione Latina - sono entrati in funzione.

«Le rilevazioni portate a termine in questi giorni - spiega il sindaco di Sezze Andrea Campoli - confermano che questa scelta era oltremodo necessaria. Le finalità sono legate a un'iniziativa più complessiva che abbiamo messo in campo da tempo per la prevenzione degli incidenti sulle nostre strade. Da una parte lavoriamo di concerto con le istituzioni scolastiche alla promozione di una cultura della guida sicura, dall'altra cerchiamo di scoraggiare comportamenti poco prudenti con l'installazione di questi dissuasori».

Il comandante della Polizia locale di Sezze Lidano Caldarozzi mostra due foto scattate dagli autovelox: una ritrae una moto “beccata” in piena mattina a 198 chilometri orari, l'altra mostra un'automobile che viaggia a 172 km/h. «Abbiamo notato un'alta percentuale di infrazioni, ma ci preoccupa soprattutto punte medie di velocità oltre i 90 km/h alle tre di notte» spiega il capo dei vigili. Gli incidenti sulla strada regionale 156 hanno provocato 6 morti in due anni.


22 maggio 2009
Comunità montane, l'ora dei tagli
La spesa annuale dei tre enti pontini scende da 332 a 162mila euro
La Regione riduce drasticamente da 25 a 15 i componenti delle giunte

Vengono ridotti da 25 a 15 i componenti delle giunte delle tre comunità montane della provincia pontina, mentre si dimezza il costo complessivo delle indennità percepite da presidenti e assessori. Le “forbici” della Regione tagliano i compensi e le poltrone degli enti montani laziali, in attesa che l'amministrazione Marrazzo estragga la “scure” e li riduca da 22 a 14, così come previsto dalla legge regionale di riordino approvata la scorsa settimana dalla Pisana. Una misura drastica, prevista dalla finanziaria 2008 e rilanciata dal governo Berlusconi, che consentirà allo Stato un risparmio di un milione e centomila euro.
La spesa delle tre comunità pontine scende da 332mila a 162mila euro, per un risparmio di 170mila euro. A rimetterci di più è la ventiduesima comunità montana, quella che riunisce Lenola, Monte San Biagio e altre quattro città (tra cui le marittime Sperlonga e Terracina): la riforma regionale porta le spese annuali delle indennità da 134mila euro a 50mila, con i componenti di giunta già ridotti da 7 a 5. Due gli assessori tagliati anche nella diciassettesima comunità dei monti Aurunci, che ha sede a Spigno Saturnia e comprende Itri (ma che vanta tra i comuni “montani” anche Formia e Gaeta), ma qui la riduzione dei costi è più lieve, visto che i sette membri di giunta costavano solo 66.671 euro annui: ora la spesa è di poco superiore ai 56mila euro.
La comunità montana che perderà più componenti di giunta è, invece, la tredicesima, l'unica che non ha ancora provveduto a ratificare la riduzione dei suoi membri di governo. L'ente che raggruppa i comuni lepini e ausoni dovrà eliminare ben sei assessori, passando da 11 a 5 membri. I costi annuali delle indennità passeranno così da 131mila euro a 56mila. «Per effetto delle legge approvata cinque mesi fa - spiega l'assessore regionale agli enti locali Daniele Fichera - ben 17 comunità montane su 22 hanno proceduto a rinnovare il proprio statuto autoriducendo la propria governance, che complessivamente è scesa da 131 assessori a 71». Quando la prima parte della riforma sarà completata le poltrone degli enti montani laziali saranno 88.
Ma i numeri ufficializzati con questo primo “taglio” sono destinati ad essere ritoccati al ribasso con la prossima rimodulazione delle comunità montane, che scenderanno dalle attuali 22 a 14. «Con la seconda fase prevista dalla legge regionale, entro il 4 giugno - spiega Fichera - i comuni montani dovranno decidere se far parte o meno di una comunità montana o se aderire a una unione di comuni. Sarà poi il Consiglio a provvedere al riordino complessivo». Sempre che il governo non decida prima - come vorrebbe il ministro Brunetta - di far tabula rasa degli enti montani.


27 aprile 2009

Tarsu, Reginaldi: “Ancora aumenti, ma il servizio rifiuti è scadente”

Con il bilancio 2009 la tassa sui rifiuti solidi urbani sale del 15%

Il bilancio previsionale 2009 del Comune di Sezze, approvato qualche settimana fa, prevede un aumento della tariffa sui rifiuti solidi urbani del 15%, una scelta che presta facilmente il fianco alle critiche dell'opposizione. Critiche che alla Giunta Campoli puntualmente arrivano dal consigliere Roberto Reginaldi, eletto in Forza Italia: «Con l’ultimo aumento di un corposo 15%, voluto e approvato dalla maggioranza, la Tarsu è di 1,90 euro per metro quadro. Ma perché Sezze deve pagare una cifra così sostanziosa? Prima dell’aumento la tariffa era di circa € 1,65 per metro quadro e già allora era superiore del 18% rispetto ad altri comuni».

Reginaldi cita i valori della tariffa in città limitrofe come Latina e Sermoneta (dove peraltro la raccolta differenziata ha raggiunto livelli impensabili per Sezze, desolatamente ferma sotto alla soglia del 10%). «La differenziata da noi è un miraggio e la raccolta dei rifiuti - sostiene il consigliere azzurro - è peggiorata. In campagna e periferia avviene 2 massimo 3 volte alla settimana. I cassonetti dei rifiuti sono sparsi nel territorio in modo pericoloso e in completo abbandono. Sezze è il paese con le tariffe più alte in assoluto e nonostante un servizio non eccellente si provvede ad aumentarlo del 15%. Tale aumento non è tollerabile».

Per Reginaldi il Comune di Sezze dovrebbe adottare per la Tarsu lo stesso criterio utilizzato a Latina, dove la determinazione della tariffa è connessa al numero degli occupanti dell’immobile. «Altri sgravi - propone il consigliere di minoranza - dovrebbero essere applicati anche alle cosiddette fasci deboli. E pensare che la Regione finanzia fino al 90% i comuni che passano alla raccolta differenziata, una cuccagna sia per le casse del comune che per i cittadini».

Il ritocco all'insù della tariffa Tarsu, che da parte sua l'amministrazione comunale non considera impattante, genererà un maggiore introito per la Spl Sezze, la società controllata dal Comune per svolgere la raccolta dei rifiuti. «È il primo aumento dal 2002» rispondono da palazzo De Magistris, dove fanno notare che il servizio rifiuti fu consegnato già in perdita economica alla Spl.


16 aprile 2009

Cerrone: “Sto col Pd”. Ma la maggioranza lo tiene fuori

L'annuncio ufficiale del consigliere civico e le reazioni del centrosinistra

Lino Cerrone scioglie le riserve e annuncia l'adesione al Pd, ma, complici le resistenze degli alleati politici, il Partito democratico blocca il suo passaggio in maggioranza. Non cambia dunque conformazione la coalizione di centrosinistra che sostiene la giunta guidata da Andrea Campoli. Porte chiuse al consigliere comunale della lista civica “Centro moderato”, che alle amministrative 2007 aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Lidano Zarra. Durante l'approvazione del bilancio, avvenuta nell'ultima seduta consiliare dello scorso 8 aprile, Cerrone ha confermato l'avvicinamento al Partito democratico: «A distanza di un anno e mezzo - ha affermato nella sua dichiarazione ufficiale - non posso che constatare la lungimiranza degli elettori setini, poiché le scelte compiute da questa amministrazione stanno creando i presupposti per un rilancio reale del nostro paese e, al tempo stesso, stanno arrivando a soluzione problemi storici del nostro territorio, soprattutto delle periferie».

L'annuncio di Cerrone non è stato però gradito da alcune frange del centrosinistra. Toni duri sono stati usati dall'esponente della civica “Tutti Per Sezze” Giovanni Orlandi, per il quale la maggioranza deve andare avanti con la formula premiata dagli elettori. Un principio che il Partito democratico, chiamato in causa, ha confermato per bocca del capogruppo Enzo Eramo e del consigliere Sonia Ricci. 

Da parte sua Cerrone ha ribadito di sentirsi parte della maggioranza e ha ricordato di aver già votato spesso a favore dei provvedimenti della Giunta (come nel caso del rinnovo dei revisori dei conti, quando il suo voto è servito a mantenere il numero legale). Poi, forse indispettito, ha disertato la votazione definitiva sul bilancio di previsione.


9 aprile 2009

Bilancio 2009, il sì scontato della maggioranza

Bocciati tutti gli emendamenti presentati da Ceccano (Pdl)

Cerrone annuncia l'adesione al Pd, ma resta all'opposizione

A Sezze passa con i voti dell'intera maggioranza di centrosinistra il bilancio di previsione 2009 della giunta Campoli. Bocciati, invece, tutti gli emendamenti presentati dal consigliere del Pdl Rinaldo Ceccano. Complessivamente una discussione lunga ma poco incentrata sul bilancio stesso. Molto più vivo il confronto sulla dichiarazione di sostegno alla Giunta del consigliere civico Cerrone, che rimane però formalmente all'opposizione. Il Pd chiarisce che la maggioranza resterà quella scelta dagli elettori.

Il bilancio 2009 del Comune di Sezze avrà una portata complessiva di 22 milioni e 190mila euro. 

«Pur se ingabbiati e bloccati da una normativa troppo restrittiva come quella del patto di stabilità - commenta l'assessore Sergio Di Raimo, che ha annunciato l'abbandono proprio della delega al bilancio (resterà la sua competenza ai settori produttivi) - siamo sicuri di aver predisposto un bilancio equilibrato e rispettoso delle diverse esigenze del paese». Nel previsionale 2009 vengono confermati gli interventi del Comune a favore dell'imprenditoria locale e femminile e gli investimenti sulla creazione di un centro commerciale naturale nel centro storico. Per le opere pubbliche stanziati fondi per il parco sportivo di Sezze scalo, per la manutenzione delle strade, per la costruzione del nuovo depuratore e per il rifacimento di via del Guglietto.

Non passano invece i 35 emendamenti del consigliere Pdl Ceccano, secondo il quale il bilancio della giunta Campoli sarà variato necessariamente a causa di spese, come quelle legali, che non sono state adeguatamente prese in considerazione. Il Popolo delle Libertà aveva proposto, tra i principali emendamenti, il sostegno alle aziende agricole in crisi e per la coltivazione di prodotti tipici, la revisione della toponomastica e della segnaletica e la messa in sicurezza delle scuole di via Bari e via Melogrosso.


24 marzo 2009

Teatro sacro italiano, richiesto un nuovo finanziamento

Il Comune si rivolge alla Regione per il completamento dei lavori

Un nuovo finanziamento, il terzo, per la ristrutturazione del Teatro sacro italiano di Sezze. Lievitano ulteriormente i costi per l'opera di rifacimento del palcoscenico naturale che negli anni sessanta ospitò le rappresentazioni della Passione. Dopo gli oltre due milioni di euro spesi per le prime due tranche dei lavori, il Comune lepino ha richiesto alla Regione Lazio l'ennesimo finanziamento per il completamento dell'opera: 600mila euro, per il 90% coperti dalla Pisana e per il restante 10% a carico dell'amministrazione locale (che accederà a un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti), con i quali arredare  il teatro e realizzare una tensostruttura.

Il progetto di ristrutturazione del Teatro sacro italiano fu approvato dalla giunta di centrodestra guidata da Lidano Zarra. Nel luglio 2005 le ruspe entrarono in azione demolendo la vecchia platea in roccia. Quasi quattro anni dopo - nel frattempo alla guida del Comune si sono succeduti un commissario prefettizio e l'attuale sindaco Andrea Campoli - c'è ancora bisogno di un nuovo stralcio dei lavori.

«Il Comune di Sezze - spiega l’assessore ai lavori pubblici Pietro Bernabei - è stato precedentemente ammesso a due finanziamenti regionali Docup 2000-2006 per lavori di ristrutturazione del Teatro italiano in zona Anfiteatro: il primo lotto, per una spesa di 1.291.142 euro e il secondo lotto, per una spesa complessiva di  800.000 euro. Per rendere agibile il teatro, però, è necessario effettuare un ulteriore intervento per il completamento delle opere, per l’acquisto di attrezzature e arredi e per la realizzazione di una tensostruttura  per il coro e l’orchestra». Calcolatrice alla mano, al termine dei lavori il nuovo Teatro sacro italiano sarà costato poco meno di 2 milioni e 700mila euro. Salvo che non emergano altre esigenze trascurate dal progetto iniziale. E nuovi finanziamenti.


19 marzo 2009

L'Idv resta in maggioranza, nessun rimpasto di Giunta

Accantonati i dissidi, il vicesindaco Marchionne rimane al suo posto

Nessuno sconvolgimento politico, nessun rimpasto di Giunta. L'Italia dei Valori resta in maggioranza: si scioglie così, dopo le divisioni che si erano create tra i dipietristi e il resto del centrosinistra sulla nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti, il gelo che era calato nel rapporto con il sindaco Andrea Campoli. La presenza dell'Idv nell'ultimo vertice di maggioranza di martedì scorso è la cartina di tornasole che mostra il ricomporsi della frattura interna alla coalizione di governo. I consiglieri Enzo Polidoro e Luciana Lombardi restano dunque tra i banchi della maggioranza e al suo posto rimane pure il vicesindaco Umberto Marchionne, la cui delega ha vacillato per diversi giorni in attesa del chiarimento dei rapporti tra Campoli e l'Italia dei Valori.

La maggioranza va avanti, dunque, con l'equilibrio politico stabilito dall'esito delle amministrative del 2007. Nonostante gli intoppi (le difficili trattative sulla composizione della Giunta e poi sulle nomine del cda della Spl Sezze e dei revisori dei conti) e i passaggi “interni” (Polidoro e Lombardi dall'Udeur all'Idv, Di Pastina dall'Idv a indipendente), al fianco del sindaco Campoli resta al gran completo la coalizione dell'ex Unione. E il centrosinistra può anche contare sulla convergenza dell'esponente di minoranza Lino Cerrone, che con il suo voto ha mantenuto il numero legale nella seduta consiliare in cui si votava il nuovo collegio dei revisori dei conti: il consigliere della civica “Centro moderato” si è iscritto al Pd, ma per ora rimane formalmente all'opposizione.

Intanto lunedì prossimo si torna in Consiglio per affrontare l'ordine del giorno non discusso nella seduta di mercoledì, a causa del mancato passaggio in commissione bilancio di uno dei provvedimenti. Un intoppo che ha irritato l'opposizione.


12 marzo 2009

Pausa di riflessione nell'idillio tra Campoli e l'Italia dei Valori

Congelato il rimpasto di Giunta. Non si esclude la ricucitura con l'Idv

La calma dopo la rottura. A Sezze si è aperta una fase di stallo nella ridefinizione degli equilibri nella maggioranza. La nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti del Comune ha gelato i rapporti tra l'Italia dei Valori e il sindaco Andrea Campoli, che assieme al resto del centrosinistra ha respinto le richieste dei rappresentanti consiliari dell'Idv Enzo Polidoro e Luciana Lombardi: nella terna di revisori votata lunedì sera da maggioranza e opposizione (e composta dal presidente Roberto Serrentino e dai componenti Luigi Martino e Bruno Pezzuolo) manca il nome indicato dai dipietristi, che non si sono quindi presentati in aula consiliare.
Prima della delicata riunione di Consiglio il sindaco Campoli aveva avvertito i suoi che avrebbe fatto le opportune valutazioni politiche se qualcuno dei componenti della maggioranza avesse disertato la seduta di lunedì. 

E dopo la rottura con Polidoro e Lombardi ci si aspettava che il primo cittadino ritirasse la delega al vicesindaco dell'Idv Umberto Marchionne, così come vociferato da qualche tempo. Ma prima di assumere decisioni Campoli avrebbe l'intenzione di affrontare un colloquio chiarificatorio con gli esponenti dell'Italia dei Valori (e con l'Italia di Mezzo, che per motivi extrapolitici non riesce a garantire la sua presenza in Consiglio e il conseguente sostegno alla maggioranza). Novità in tal senso dovrebbero arrivare nei prossimi giorni. E non si esclude che alla fine Polidoro e Lombardi (e Marchionne) restino al loro posto.
Ad ogni modo, con la possibile uscita dalla coalizione di governo dell'Idv il sindaco potrebbe contare su undici voti (compreso il suo) e mantenere il numero legale in Consiglio, secondo quanto previsto dal regolamento comunale, solo in seconda convocazione. Ma dall'opposizione potrebbero presto arrivare rinforzi: certo l'imminente passaggio nel gruppo del Partito democratico del “civico” Lino Cerrone. Per l'ufficialità il Pd aspetta solo la definizione dei contrasti con l'Italia dei Valori.

Fuori dalle righe  

Intanto arriva la notizia della candidatura di Sesa Amici alla Provincia di Latina. Dopo aver incassato il più alto numero di due di picche (Damiani e Lucchetti su tutti) della storia del corteggiamento amoroso, il Partito democratico ha così pronto un nuovo record: il primo candidato alla presidenza della Provincia che nel suo paese di nascita prende meno voti dell'avversario (Cusani). Bravo Pd, l'importante è partecipare...


10 marzo 2009  

Revisori dei conti, è frattura con l’Idv
Il centrosinistra non recede e per oggi si prevede il rimpasto in Giunta: Marchionne lascia? 

Il centrosinistra non torna indietro sulla scelta dei nuovi revisori dei conti e, rompendo con l'Italia dei Valori, apre la strada al rimpasto di un giunta. La maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Campoli trova i numeri per la seconda convocazione, anche grazie al voto favorevole del consigliere d'opposizione Lino Cerrone, che conferma così il suo prossimo passaggio nel Pd. Assenti i dipietristi Enzo Polidoro e Luciana Lombardi, che volevano un proprio rappresentante nella terna dei revisori dei conti: alla fine, Campoli e i suoi alleati non li hanno accontentati. 

A seduta conclusa i protagonisti si trincerano dietro il «no comment», ma già in giornata potrebbero arrivare novità. Pressoché certo un mini-rimpasto di giunta che porterà al ritiro della delega al vicesindaco Umberto Marchionne, in quota Idv. La seduta si era aperta con le contestazioni del capogruppo del Pdl Rinaldo Ceccano, che giudicava non regolamentare la seconda convocazione del Consiglio: per l'esponente della minoranza, visto che si discutevano i temi non affrontati nell'assise del 26 febbraio, si sarebbe dovuta continuare la prima convocazione. 

La maggioranza ha proseguito con il conforto del regolamento comunale e ha portato a termine l'elezione del nuovo collegio dei revisori dei conti, composto dal presidente Roberto Serrentino (a capo dei revisori del Camera di commercio di Roma e dell'Astral) e dai componenti Luigi Martino e Bruno Pezzuolo. Nella seduta di ieri approvata anche la conferma delle aliquote Ici. Ora l'attenzione si sposta sulle ripercussioni politiche dello strappo tra Campoli e l'Idv. La maggioranza si riduce ai minimi termini, ma perde un alleato scomodo. Attese le reazioni dell'Italia dei Valori, che ha annunciato la convocazione di una conferenza stampa per i prossimi giorni.


1 marzo 2009  

Nomine, ancora contrasti Campoli-Italia dei Valori

Dopo la questione dirigenze, braccio di ferro sui revisori dei conti

Il sindaco non vuol cedere. Gli alleati: “Via la delega al vicesindaco”

Si intoppa nuovamente sulla questione delle nomine il cammino della giunta Campoli. A Sezze si tornerà lunedì 9 in Consiglio comunale per la scelta dei componenti del collegio dei revisori dei conti dopo che giovedì era mancato il numero legale in prima convocazione, a causa dell'assenza per malattia degli esponenti dell'Italia dei Valori (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi) e dell'Italia di Mezzo (Lino De Angelis) nelle file della maggioranza.

Ma dietro il rinvio della nomina dei revisori dei conti ci sarebbe anche uno scontro interno al centrosinistra. L'Idv reclama la scelta di uno dei componenti del collegio (sono in tutto tre: due devono essere indicati dalla maggioranza, uno dall'opposizione), una scelta che il sindaco Andrea Campoli non sembra voler concedere. Nodo del contendere è l'interpretazione degli accordi politici già presi in seno all'alleanza di governo, basati sui risultati elettorali. Accanto al primo cittadino restano le altre forze della coalizione, che non gradiscono l'atteggiamento dell'Italia dei Valori. Alcuni alleati hanno addirittura chiesto il ritiro della delega al vicesindaco dipietrista Umberto Marchionne.


22 febbraio 2009

Insieme ma divisi, la schizofrenia dell'opposizione

Tutti (o quasi) nel Popolo delle Libertà, ma ognuno per conto suo

Piccolo minimizza: “Nessuna fazione, inutile sollevare polveroni”

A Sezze si rovescia l'equilibrio nell'opposizione consiliare. È un vero e proprio strappo con l'ex sindaco Lidano Zarra e con  Rinaldo Ceccano quello sancito dal resto dei consiglieri di minoranza a margine del recente incontro pubblico sulle richieste di rimborso per la quota depurazione non dovuta. Antonio Vitelli e Antonio Piccolo (Pdl), Serafino Di Palma (Movimento democratico), Claudio Casalini (Area democratica) e Roberto Reginaldi (Forza Italia) si compattano nella lotta alla Dondi - la concessionaria dell'acquedotto - e alla giunta Campoli, inviando messaggi neanche troppo sibillini ai due vicini di banco. «Dopo dodici mesi si è delineata la vera opposizione di questo paese. Ci siamo finalmente liberati di alcune zavorre» dicono in coro Casalini e Reginaldi, dichiarazioni dalle quali solo qualcuno (Piccolo) prende a posteriori le distanze.

La frattura nel centrodestra si era già consumata nelle settimane precedenti. Se l'ottavo uomo dell'opposizione (Lino Cerrone) aveva dichiarato amore al Pd ventilando un passaggio in maggioranza ancora non ufficializzato, negli ambienti del nascente Popolo delle Libertà cominciava una faida interna. Prima le critiche di Vitelli e Di Palma al resto della minoranza per aver tramato con il centrosinistra un accordo sottobanco per il ritocco del gettone di presenza ai consiglieri comunali (proposta ritirata), poi una momentanea riappacificazione con il tentativo di mediazione della frattura creatasi da tempo tra il gruppo del Pdl e Reginaldi. Ora arriva inaspettata una nuova rottura.

Il clima che regna nell'opposizione consiliare non è certo quello di una scampagnata tra amici, ma almeno nel Popolo delle Libertà di Sezze c'è chi nega l'esistenza di gruppi contrapposti. I contrasti malcelati negli ultimi tempi apparterrebbero solo a «un  momento di riflessione» avviato dagli esponenti del nascente Pdl. Lo precisa il consigliere comunale Antonio Piccolo: «Qualcuno ha cercato di far passare la teoria secondo la quale all’interno del centrodestra setino ci sarebbero diverse correnti di pensiero e strategie atte a dividere, inserendo il sottoscritto in una di queste fazioni. Niente di più sbagliato».

Nel corso degli ultimi mesi è emerso un netto rimescolamento dei rapporti di forza all'interno dell'opposizione, con l'ex sindaco Lidano Zarra e il leader “in pectore” del Pdl Rinaldo Ceccano messi in un angolo dagli altri consiglieri di minoranza. Ma per Piccolo il Popolo delle Libertà setino ha già alle sue spalle i principali ostacoli. «Su alcuni temi - dice - stiamo ancora cercando un'unità di intenti che sono sicuro troveremo. 

Quindi ritengo inutile sollevare polveroni negli occhi dell’elettorato di centrodestra avanzando ipotesi su gruppi distinti all’interno della stessa forza politica».Il Pdl è presentato come un cantiere aperto con un piano a lungo termine. «Di fronte a noi - conclude Piccolo - abbiamo un progetto ambizioso che sta lentamente maturando e del quale fra poco cominceremo a raccogliere frutti. Non esiste nessuna frattura all’interno del partito. Stiamo tutti lavorando per dare risalto ad un grande movimento che sta nascendo e che vuole essere valida alternativa ad un centrosinistra che, a Sezze come in ogni parte del Paese, dimostra immaturità gestionale e poca considerazione dell’elettorato».


8 febbraio 2009

Vitelli: «La Dondi continua a far pagare il canone di depurazione»

Iniziativa dei consiglieri d'opposizione per le richieste di rimborso

E l'Arpa (non) risponde al Comune sul funzionamento dei depuratori

Gli esponenti dell'opposizione avviano la raccolta delle richieste di rimborso del canone di depurazione, quella componente della tariffa idrica che secondo una recente sentenza della Corte costituzionale (la 335/2008) non è dovuta quando manchino gli impianti di depurazione o siano inattivi. Sulla questione si è creato un caso a Sezze, dove il malfunzionamento dei due depuratori è cosa nota da tempo. Sulla pronuncia della Consulta confliggono però le posizioni del Comune, secondo cui hanno diritto al rimborso solo gli utenti non collegati agli impianti, e di diversi rappresentanti dell'opposizione consiliare, che chiedono alla Dondi, la concessionaria dell'acquedotto comunale, di restituire a tutti i cittadini le somme versate per un servizio di depurazione che non viene svolto. Nei giorni scorsi i consiglieri di minoranza Antonio Vitelli, Antonio Piccolo, Serafino Di Palma, Roberto Reginaldi e Claudio Casalini hanno incontrato la cittadinanza per avviare la raccolta delle richieste di rimborso da presentare presso il giudice di pace. «Cominceremo noi consiglieri comunali a presentare i nostri ricorsi - spiega Vitelli (Popolo delle Libertà - presso il giudice di pace chiedendo il rimborso delle nostre bollette. Se una di queste richieste verrà accolta, allora tutti i cittadini potranno avere un precedente per fare altrettanto». L'opposizione si scaglia contro la Dondi, che non prenderebbe atto della pronuncia della Consulta: «Nonostante la sentenza della Corte costituzionale - sottolinea Vitelli - la concessionaria continua ancora oggi ad emettere bollette con l'illegittima quota di depurazione, mentre a Prossedi i cittadini sono già stati rimborsati per le quote non dovute». «Se il sindaco Campoli non lo farà - aggiunge Di Palma - saremo noi a denunciare la Dondi per i danni ambientali recati al territorio di Sezze».

Intanto l'Arpa Lazio risponde negativamente alla richiesta del Comune di Sezze di verificare e certificare la percentuale media annua dei reflui «eventualmente» non depurati dai depuratori dei Casali e di via degli Archi, il cui malfunzionamento è da tempo al centro del dibattito politico e dell'attenzione della Procura di Latina. Secondo l'Agenzia regionale per la protezione ambientale non si può applicare alla situazione di Sezze la sentenza della Corte costituzionale 335/2008 perché i due depuratori sono «presenti e attivi».

La richiesta dell'amministrazione comunale era stata avanzata per una corretta applicazione della pronuncia della Consulta. «Si deve osservare in via preliminare - scrive l'Arpa nella sua risposta - che la sentenza della Corte Costituzionale 335/2008 si riferisce ad utenti collegati a sistemi fognari non dotati di impianti finali di depurazione o temporaneamente inattivi, ai quali non può essere richiesta alcuna tariffa (di depurazione). Risulta evidente che la fattispecie sopra richiamata non può essere applicata agli utenti collegati agli impianti di Sezze Scalo e Casali, in quanto essi sono presenti e attivi». Secondo l'Arpa, quindi, nessun rimborso e nessuna cancellazione della quota depurazione per gli utenti regolarmente collegati agli impianti, così come sostenuto dai consiglieri d'opposizione Di Palma e Vitelli.

Certi di poter recuperare le somme non dovute sono i cittadini che usufruiscono di quel tratto di fognatura non collegato ai depuratori. «Le utenze interessate - recita un manifesto diffuso dall'amministrazione comunale - sono quelle ricadenti nelle seguenti strade: via Guglielmo Marconi, vicolo degli Scogli, largo Vittorio Emanuele, via della Resistenza (solo parte terminale), via Corradini (solo parte terminale destra), vicolo Anonimo, vicolo Ufentino, piazza Indipendenza, vicolo delle Mura, vicolo Torretta, vicolo del Guglietto». Per informazioni l'ufficio tecnico comunale è aperto lunedì e venerdì dalle 10 alle 12.

Fuori dalle righe

Il Comune chiede di sapere in che percentuale funzionano i depuratori comunali, l'Arpa risponde dicendo che non serve a niente saperlo, visto che la sentenza della Corte costituzionale si applica agli impianti non attivi. Ma una risposta vera l'avremmo gradita comunque, tanto per non arrivare a credere che i depuratori dei Casali e di Sezze scalo funzionino a pieno regime.

Brutta figura anche per l'amministrazione: considerata la non risposta dell'Arpa, sarebbe stato più saggio conservare la preziosa missiva di ritorno al caldo di un cassetto di Palazzo De Magistris. Quando si prende un due di picche, meglio non ostentarlo.


21 gennaio 2009

Rimborso quota depurazione, campagna informativa del Comune

E sabato 7 febbraio iniziativa dell'opposizione al “Calabresi”

Per il rispetto della sentenza 335/2008 della Corte Costituzionale, che ha sancito l'illegittimità della norma che prevedeva l'applicazione della quota di depurazione sulla tariffa idrica anche in assenza di impianti o nel caso questi siano temporaneamente inattivi, si muove anche il Comune di Sezze. Dopo l'iniziativa dei consiglieri d'opposizione Di Palma (Md) e Vitelli (Pdl), che sosterranno le cause che gli utenti vorranno intentare contro la concessionaria Dondi per le somme indebitamente versate, l'amministrazione avvia una campagna informativa sulla delicata questione.

Il Comune di Sezze ribadisce quanto già emerso nel corso del dibattito consiliare. «Nelle zone in cui il servizio di depurazione non avviene per mancanza di impianti o per inattività degli stessi - spiega l'ufficio stampa dell'ente - gli utenti del servizio idrico integrato non dovranno pagare in futuro la quota di tariffa relativa alla depurazione. Alla luce della citata sentenza e nel caso ricorrano le condizioni previste dalla stessa, gli utenti che abbiano versato somme come quota di tariffa relativa al servizio di depurazione possono agire in giudizio, chiedendo la restituzione delle somme indebitamente versate, fatta salva l’eventuale intervenuta prescrizione dei diritti». I cittadini possono rivolgersi all'ufficio tecnico comunale, il lunedì e il venerdì dalle 10 alle 12, per ulteriori informazioni.

Il Comune ha peraltro chiesto all'Arpa Lazio «di verificare e certificare l’entità media annua (definita in termini percentuali) della quota parte dei reflui eventualmente non depurati dagli impianti dei Casali e Sezze scalo «al fine di fornire corrette e utili informazioni ai cittadini circa il modo in cui deve essere “adeguatamente documentata” la domanda di restituzione di somme indebitamente versate per servizio di depurazione non effettuata».

Intanto Di Palma, presidente della commissione trasparenza, e Vitelli annunciano che metteranno a disposizione della cittadinanza «i moduli di richiesta dei rimborsi dei canoni di depurazione degli ultimi cinque anni», che poi saranno protocollati presso la Dondi e il Comune di Sezze e quindi trasformati in richieste presso il giudice di pace. A tale fine è stata convocata per sabato 7 febbraio - alle 16 presso il centro sociale Calabresi - un'assemblea pubblica aperta a quanti vogliano avanzare la richiesta di rimborso.

«La sentenza sul lodo arbitrale con la Dondi - fa notare Vitelli - che ha condannato il Comune di Sezze al pagamento di una somma pari a circa 1,5 milioni di euro alla concessionaria si sta traducendo nel meccanismo del riconoscimento di debiti fuori bilancio. Sembra restare lettera morta, invece, la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il pagamento del servizio di depurazione e fognatura quando lo stesso non esiste o non viene erogato in tutto o in parte». Secondo i calcoli fatti dagli esponenti dell'opposizione le richieste di rimborso dovrebbero tramutarsi in un un mega-risarcimento, quantificato in una somma che oscilla tra i 2 e i 3 milioni di euro, nei confronti della Dondi.


13 gennaio 2009

Cerrone, il rinforzo di gennaio per la maggioranza?

Il consigliere bussa alla porta del Pd, ma c'è chi non lo vuole

La babele della maggioranza: critiche anche da Rifondazione

Nonostante qualche critica (del Partito socialista e di Rifondazione, a cui si aggiunge quella, poi rientrata, dell'Italia dei Valori) sull'azione amministrativa della giunta Campoli, al governo di Sezze dal giugno 2007, la maggioranza tiene. Anzi, il centrosinistra incassa anche il consenso del consigliere comunale d'opposizione Lino Cerrone, eletto nella lista civica “Centro moderato”, che nei giorni scorsi ha fatto richiesta di adesione al Partito democratico, una scelta che potrebbe aprire la strada al suo ingresso formale in maggioranza.

«Cerrone - spiega Enzo Eramo, capogruppo consiliare del Pd - ha presentato una lettera in cui esprime la volontà di iscriversi al Partito democratico e, non avendo altre tessere di partito, può farlo benissimo». L'ipotesi di un allargamento del centrosinistra non trova però consensi nell'Italia dei Valori, nell'Italia di Mezzo e nella lista civica Tutti per Sezze, che chiedono di andare avanti con la coalizione originaria. «L'eventuale ingresso organico di Cerrone in maggioranza - ribatte Eramo - è una scelta che va condivisa con gli alleati. Quando sarà il momento ne discuteremo e faremo una valutazione politica, anche sulla base delle regole che ci siamo dati».

Intanto, dopo la dura presa di posizione del Partito socialista e i contrasti (rientrati) con l'Idv, Campoli deve incassare le critiche di Rifondazione, che comunque non siede in Consiglio. «Se il sindaco è soddisfatto dell'andamento della sua maggioranza - afferma il Prc - noi non lo siamo. Sul caso Dondi è stato prodotto un lavoro insufficiente, sulla Spl c'è un silenzio assurdo, sul piano delle politiche sociali siamo rimasti indietro. Chiediamo ai segretari politici del centrosinistra un incontro per discutere del quadro politico locale, per il rilancio di questa maggioranza per l'esclusivo vantaggio dei cittadini».

 Fuori dalle righe

È curioso - ma non sorprendente - notare come, a Palazzo De Magistris e allo stesso modo in Parlamento, le maggioranze patiscano per mano propria le difficoltà maggiori. Bipartitismo o no, sono perlopiù interne le cause che generano contrasti nelle coalizioni di governo. Un segno, questo, che il dibattito quasi mai è centrato sull'adozione di scelte politiche alternative (ma esistono ancora? Sì, ma sempre meno...) e che a creare le spaccature sono spesso istanze personali o particolaristiche. Poco rappresentative e troppo isolate, invece, le altre voci. Sullo sfondo restano molti problemi da affrontare, a Sezze come nel resto d'Italia.

Dall'altra parte le opposizioni (parlamentare e consiliare) dormono sonni più o meno... agitati. E procedono regolarmente in ordine sparso. Talvolta si alza qualche voce, ma il pressing su chi governa resta inesorabilmente basso. Eppure il Pdl setino, a differenza dell'inconcludente armata veltroniana, era riuscito per un discreto periodo a dettare l'agenda politica alla giunta Campoli. Ora la sindrome tafazzista sembra aver contagiato anche il centrodestra locale. Forse qualcuno se l'è portata dietro nella “diaspora” dal vecchio Pci. O forse sono solo in corso le grandi manovre in vista delle prossime elezioni provinciali.

In tutto questo gioco parallelo di ruoli (cioè la somiglianza tra le dinamiche della politica locale e nazionale) il comune denominatore tra le coalizioni è rappresentato dalla confusione. Diventa ormai difficile spiegare e tenere a mente che:

- quella che oggi si chiama Italia dei Valori ieri si chiamava Udeur,

- un pezzo del Pdl (Vitelli) se la prende anche coi suoi colleghi di partito sulla questione del gettone di presenza (nonostante tutti siano ufficialmente a sfavore del ritocco),

- il Partito socialista si chiama fuori dalla maggioranza, ma in Giunta e in Consiglio rimangono due rappresentanti socialisti (vale anche il ragionamento inverso).

Scrivetevi un promemoria.


2 gennaio 2009

Ritocco al gettone di presenza, naufraga la proposta

Forti critiche da Vitelli e Di Palma. Ancora polemiche

Caduta la proposta di raddoppiare il valore del gettone di presenza che spetta ai consiglieri comunali, non si ferma a Sezze la polemica a riguardo. Lo schema di rideterminazione per i compensi spettanti ai componenti del Consiglio avrebbe previsto il passaggio da 25 euro lorde a 50 per ogni presenza in aula o in commissione, ma il “ritocco” - desiderato da qualcuno dopo l'eliminazione, un anno fa, dell'indennità di carica - era vietato dalla Finanziaria 2008. Sull'atto presentato nell'ultima seduta di Consiglio, nonostante i riscontri fatti al ministero degli Interni e in Corte dei Conti, erano perciò giunti i pareri negativi del segretario comunale e dei due dirigenti dei settori interessati.

Sul tentativo di approvazione del raddoppio del valore del gettone di presenza (fissato nel 2001) si sono quindi levati gli strali di una parte dell'opposizione, ovvero Serafino Di Palma e Antonio Vitelli, che hanno accusato la maggioranza di aver tessuto un accordo sottobanco con il resto della minoranza. Il centrosinistra ha respinto le critiche e ritirato la proposta, con il plauso dell'altra frangia dell'opposizione: “Il nostro consenso su un provvedimento del genere - afferma il portavoce del Pdl Sandro Petrianni - nella situazione attuale, non ci sarà mai. Grave se qualcuno in sedi ufficiose ha riferito posizioni diverse da queste e se qualcuno della maggioranza gli ha creduto, pensando che il Pdl sia una sorta di circus”. Difficile ritenere, a questo punto, che la proposta possa tornare sui banchi del Consiglio.

Il Messaggero anno 2009