articoli di Christian Capuani 

               Il Messaggero anno 2007


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


IL “GRANDE POLITICO”

 lo show che ci ha accompagnato verso le amministrative di primavera


I concorrenti finali alle amministrative 2007 sono

22

·    Ds

·     Margherita

·     Comunisti italiani

·     Rifondazione + Verdi

·     Verdi

·     Italia dei Valori

·     SdI

·     Tutti per Sezze

·     Udeur  

·     Italia di Mezzo

·     Udc

·     Part. dem. per Zarra

·     Città condivisa

·     Area democratica

·     Centro moderato

·     Setini indipendenti

·  Forza Sezze

·  Solidarietà setina

·     Forza Italia

·     Alleanza nazionale

·     Movimento democ.

·     Azione sociale

·    Nuovo PSI

·     Giovani per Sezze

·     Identità setina  
·     Iniziativa sociale

·    Democrazia Cristiana

per un totale di

422

possibili candidati al consiglio comunale.

ZERO NELL'URNA

Un po' come il gioco dei fagioli della Carrà

un po’ come il censimento
delle puttanelle:
quanti saranno i candidati riempi-lista,
quelli che sui registri elettorali saranno accompagnati dal numero zero sotto la casella preferenze?
Cimentati col rompicapo e comunicalo al 

“Grande Politiko”
Scrivi a:

  grandepolitico 



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27 dicembre 2007

Sezze, le perdite nell'acquedotto e quelle nei conti

Cittadini senz'acqua. Intanto è guerra di cifre sul Lodo Dondi  

Che l'acquedotto cittadino sia ridotto a un colabrodo non è un fatto nuovo. La prolungata siccità patita dal centro storico di Sezze nella torrida estate 2006 rappresenta solo il caso più eclatante di un servizio spesso a singhiozzo in molte zone. Ma i disservizi per l'approvvigionamento idrico persistono e creano disagi per l'utenza di molte zone della città. Le ultime lamentele in ordine di tempo sono quelle arrivate da molti cittadini di Sezze scalo, rimasti senz'acqua a ridosso delle festività del natale. Decine le telefonate arrivate tra il 22 e il 23 dicembre al centralino della Dondi, la società di Rovigo a cui è affidata - fino al 2023 - la gestione dell'acquedotto comunale, per segnalare l'improvvisa carenza del flusso idrico nel centro urbano. I rubinetti sono tornati in funzione dopo molte ore, al termine dei lavori che gli addetti della concessionaria stavano svolgendo sulla rete idrica.

I disservizi che hanno riguardato Sezze scalo seguono a distanza di poche settimane quelli lamentati dagli utenti della frazione di Ceriara, per diverso tempo rimasti senz'acqua nelle ore cruciali della giornata, ovvero in serata e durante la notte. Ma altre zone del centro lepino scontano l'insufficiente resa di una rete idrica vecchia e fatiscente, progettata per un paese le cui dimensioni – in termini di urbanizzazione e di livello della popolazione – sono cresciute notevolmente (e forse senza un criterio) negli ultimi decenni. Alle perdite maggiori dell'acquedotto, che si snoda per 210 chilometri, la Dondi ha provato a mettere qualche pezza, ma oggi è difficile disegnare lo stato delle condutture setine, le cui perdite furono quantificate dall'amministrazione provinciale nel 1999 in una percentuale superiore al 50% (ma i Verdi hanno parlato di una soglia molto più alta, attorno al 70%). Gli interventi operati dagli ultimi anni dalla concessionaria dell'acquedotto, peraltro al centro del contenzioso ancora in atto con il Comune (i loro costi ammonterebbero, secondo le cifre ipotizzate dal consigliere Udc Vitelli nel corso dell'ultimo Consiglio, a circa 2 milioni e mezzo di euro), non hanno evidentemente risolto i problemi strutturali della rete idrica. Una rete alimentata dal più grande bacino idrico dell'Ato4, l'impianto delle Sardellane, a cui attingono molti comuni del comprensorio pontino, ma paradossalmente insufficiente a garantire lo scorrimento dell'acqua nei rubinetti setini.


17 dicembre 2007

Lodo Dondi, telenovela senza (lieto?) fine

Sentenza procrastinata al 20 marzo 2008. Il ballo delle cifre  

Rinviato al 20 marzo 2008 il termine della sentenza del Collegio arbitrale sul contenzioso tra Comune di Sezze e Dondi. Si allontana ancora una volta la parola fine nel braccio di ferro che da anni si protrae sui rapporti economici insanati tra amministrazione e la concessionaria dell'acquedotto cittadino. La risoluzione della complessa controversia è ancora affidata ai legali delle due parti, che studiano un eventuale accordo. “L'oggetto della discussione è coperto da segreto istruttorio – ha fatto sapere durante l'ultimo Consiglio comunale l'assessore ai lavori pubblici Bernabei – il problema che l'amministrazione deve affrontare è legata alla scelta tra la transazione o il ricorso al Lodo”. Impossibile però anticipare il ragionamento che l'ente sta facendo sulla risoluzione del contenzioso, come fa capire chiaramente Andrea Campoli: “Sviscerare oggi la posizione del Comune in quello che è un vero e proprio procedimento giudiziario – è la notazione del sindaco di Sezze – potrebbe comportare nocumento alla tenuta delle argomentazioni che ci apprestiamo a depositare come memoria conclusionale”. Logico, quindi, che la maggioranza nell'ultimo consiglio abbia respinto la mozione dell'opposizione sul tema. “La questione è sotto gli occhi di tutti e per questo può essere affrontata” è stata la risposta di Vitelli (Udc), che ha attaccato la Giunta per aver utilizzato nel riassestamento di bilancio parte delle somme messe da parte per il Lodo Dondi. Intanto impazza il valzer delle cifre: la minoranza teme che il contenzioso costerà al Comune da 4,9 (secondo Vitelli) a 8,3 milioni di euro (secondo Piccolo della Nuova Dc). Valori enormi se si pensa che l'ex commissario prefettizio Falco avrebbe offerto alla Dondi una transazione attorno ai 2,2 milioni. “Dalla risoluzione positiva di questa controversia – osserva il sindaco Campoli - dipendono la salute finanziaria dell'ente e la possibilità di programmare un tema così fondamentale come il ciclo delle acque”.


15 dicembre 2007

Il centrodestra con l'incubo dei rom (di Pomezia)

Respinta la mozione preventiva delle minoranze  
La psicosi “anti-nomadi” fa vittime anche in politica. Come a Sezze, dove la minoranza di centrodestra, allarmata dalla notizia del possibile prossimo smantellamento del campo rom di Pomezia e dall'ipotesi (smentita dal prefetto di Roma Mosca) di una sistemazione dei nomadi nella provincia pontina, ha chiesto una ferma presa di posizione della maggioranza. Due ore di dibattito nell'ultima assise comunale di mercoledì sera per discutere della temuta “ondata di nomadi alla ricerca di uno spazio dove risiedere”, che potrebbe colpire Latina, i Lepini “e in modo particolare Sezze”. “Tutto ciò - si legge nella mozione presentata da Reginaldi (FI), Ceccano, Vitelli e Zarra (Udc) - comporterà baraccopoli, accampamenti di roulotte, professionisti dell'elemosina, recrudescenza della microcriminalità, costi altissimi per l'inserimento sociale”. Come se non bastasse, la mozione della minoranza paventa “un pauroso abbassamento della qualità vita, un depauperamento delle risorse territoriali in termini di attrazione di investimenti imprenditoriale e flussi turistici”, fino al “deprezzamento delle unità abitative” di ogni singola famiglia. Ma l'allarme preventivo lanciato dal centrodestra con l'intento di “impegnare la Giunta a rifiutare categoricamente di ospitare possibili insediamenti rom”, non è piaciuto affatto alla maggioranza e al sindaco Campoli, il quale teme che venga diffusa “la percezione di un rischio del tutto inesistente”, in grado di scoraggiare chi volesse comprare casa o aprire un'attività a Sezze. “Non approviamo la mozione nei toni né nei contenuti – afferma Sonia Ricci (Pd) – ma non perché siamo insensibili al tema. Fare demagogia su questi argomenti non aiuta la città”. “Vedremo tra un anno chi avrà fatto demagogia” ribatte sicuro Reginaldi.


14 dicembre 2007

Spl, fuori due (Egidi e Baccara). Nuovo cda a maggio

Dal taglio salvi Petrianni, Perciballe e il presidente Rosella

I tre resteranno in carica fino alla chiusura del bilancio 2007

Fuori Egidi e Baccari, restano Petrianni, Perciballe e il presidente Rosella. Confermando tre quinti dell'attuale vertice Campoli ha dato seguito alla delibera consiliare con la quale, il 19 novembre scorso, si disponeva la riduzione dei membri del cda della Spl Sezze spa. Con il decreto 124 del 4 dicembre il sindaco, in qualità di rappresentante dell'unico azionista (il Comune) della partecipata a cui è affidato il servizio di raccolta rifiuti nel comune lepino, ha accolto le indicazioni della Finanziaria 2007 e della circolare del Consiglio dei Ministri del luglio scorso, che prevedono tagli alle spese degli enti locali e alle società collegate. Sulla base delle modifiche allo Statuto e su invito pressante del Collegio dei revisori, Campoli ha ritenuto necessario “procedere alla revoca di due componenti del cda”. Tra i membri nominati dalle liste dell'era Zarra, il taglio “ope legis” è toccato a Flavio Egidi (era in quota An) e Vittorio Baccari (legato alla civica “Sezze diverso”, oggi è coordinatore dei giovani socialisti). Al loro posto rimangono il presidente Giovan Battista Rosella, Fausto Perciballe (anch'egli socialista) e Valentina Petrianni (vicina al consigliere di minoranza Cerrone, accusato dal centrodestra di aver fatto da “stampella” alla maggioranza, garantendo il numero legale per alcune deliberazioni, come quella del 19 novembre sulla Spl). Il termine della rinomina “è strettamente collegato all'approvazione del bilancio d'esercizio 2007”, che avverrà nella primavera 2008. Il cda così ridimensionato arriverà praticamente al termine del proprio mandato. Campoli e l'Unione dovranno frattanto disegnare il prossimo consiglio d'amministrazione, superando l'impasse dei Ds sul nome del nuovo presidente (Santia, Grassucci o Bernasconi?) e i malumori dei partiti che ambiscono alle altre due poltrone.


12 dicembre 2007

"M'illumino di meno". Ma solo a Natale

Niente luminarie per le feste

Anche se il Comune non è ancora a basso consumo

Luminarie natalizie? No, grazie. In nome del risparmio energetico. Il Comune di Sezze rinuncia ad abbellire le vie della città con le tradizionali illuminazioni e decide di destinare i fondi previsti per questa spesa all'acquisto di una trentina di alberi natalizi che, dopo le festività, verranno reimpiantati e dislocati su tutto il territorio. “L’iniziativa proposta dall’amministrazione – spiega l'assessore alla cultura Remo Grenga - è finalizzata a migliorare la salute, ma soprattutto il futuro delle nuove generazioni. L’obiettivo che ci siamo prefissati per i prossimi mesi del 2008 è quello di piantare un albero per ogni bambino che nascerà nel nostro Comune”. Quindi niente luminarie e spazio agli abeti, al fine di ridare un po' di verde al centro cittadino (un modo, forse, per “vendicare” le decine di piante secolari abbattute dalla precedente amministrazione per ammodernare il parco della Rimembranza?): una scelta che piacerà sicuramente a quelli di Caterpillar, il programma radiofonico che ha lanciato “M'illumino di meno”, l'iniziativa di risparmio energetico – il 15 febbraio 2008 si celebrerà la quarta edizione – alla quale aderirà anche il Comune di Sezze. “Diminuire i consumi in eccesso e utilizzare in modo più accorto l’energia” è l'invito che l'assessore Grenga fa proprio. Ma chissà se Cirri e Solibello, le due voci del programma “cult” di Radio2, sarebbero contenti di sapere che, ad esempio, nell'aula consiliare di palazzo De Magistris restano ancora al loro posto diverse decine di vecchie lampade ad incandescenza.


17 novembre 2007

L'Udc:"Maggioranza allo sbando, ci dà ragione su tutto"

Ceccano proporrà agli alleati una mozione per sfiduciare Di Raimo e Bernabei

“La maggioranza è allo sbando. Al prossimo vertice dell'opposizione chiederemo di porre sul tavolo una mozione unitaria per la richiesta di dimissioni degli assessori Bernabei e Di Raimo, che sembrano pesci fuor d'acqua”. L'Udc di Sezze, da mesi col fiato sul collo della giunta Campoli, torna all'attacco. Il capogruppo Ceccano giudica una nuova vittoria del suo partito le modifiche al piano triennale delle opere pubbliche: “In sei mesi la maggioranza è stata costretta a darci ragione sul regolamento antenne, sulla sanità e sulla Spl – afferma – con la delibera 71 la giunta Campoli si è però superata, facendo proprie le nostre osservazioni sul piano delle opere pubbliche. Questo riconoscimento ci porta la massima soddisfazione politica, ma siamo preoccupati perché questo di fatto rende nullo il riequilibrio di bilancio approvato a settembre dalla maggioranza”. L'Udc apre così una questione politica sulla tenuta della maggioranza sui poteri forti che condizionerebbero la rotta della Giunta: “Siamo preoccupati per le questione che verranno affrontate a breve, come la Rsa e il Lodo Dondi”. Ceccano chiederà agli alleati – Forza Italia, Nuova Dc e Area democratica – di “sfiduciare” gli assessori al bilancio (Di Raimo) e ai lavori pubblici (Bernabei).


7 novembre 2007

Sezze sogna l'integrazione

Boom di cittadini romeni: in paese i regolari sono 1240

Il cartello “Sezze Romano”, che anni fa qualcuno aveva corretto, bomboletta alla mano, in “Sezze Rumeno”, non campeggia più all'entrata del paese. Già da tempo lo sostituisce un più accogliente “Benvenuti a Sezze”, declinato nelle principali lingue della comunità europea. Accanto a queste traduzioni qualcuno potrebbe proporre oggi, con la Romania ormai nell'Ue, un messaggio di benvenuto nella lingua di Dracula. Perché se è vero che già da dieci anni il centro lepino rappresenta una meta privilegiata per gli immigrati romeni, è con il passaggio di status da extracomunitari a comunitari che è mutata realmente la loro percezione sul territorio. Nel 2007, accanto all'emersione dalla clandestinità di molti stranieri già stanziatisi ai piedi dei Lepini, un secondo flusso migratorio – dopo quello già avvertito nel 2000 – ha avuto come centro di gravità il territorio di Sezze. Un fenomeno che appare strettamente legato a due fattori: la presenza di un importante collegamento ferroviario e una persistente richiesta di manodopera a basso costo nelle campagne setine. Il contatto diretto tra la comunità già stanziatasi in Italia e gli aspiranti immigranti ha così agevolato un nuovo massiccio arrivo di romeni in cerca di una vita più dignitosa. Che non tutti hanno in realtà trovato. «Sono molti quelli che vivono e lavorano in campagna – racconta Antonella, tra i responsabili della Caritas a Sezze scalo - si danno da fare e cercano di non chiederci aiuto se non quando c'è veramente bisogno». Una grande comunità abita ormai stabilmente il centro storico. E all'arrivo di molti stranieri, fa da contrappeso il fenomeno inverso della fuga di molti setini che hanno lasciato il centro per trasferirsi in campagna o in provincia. Con affidamenti di alloggi quasi mai legali e spesso indecorosi. «C'è la necessità di rendere fisiologica la regolamentazione della presenza degli stranieri – sostiene il sindaco Campoli – a fronte delle segnalazioni sempre più frequenti di situazioni irregolari, che alimentano il degrado, brodo di cultura della delinquenza e della devianza sociale». L'amministrazione ha annunciato da tempo di voler puntare sul binomio «integrazione-evasione dello sfruttamento». «Già prima dei più recenti fatti – sottolinea il primo cittadino – abbiamo chiesto la convocazione del comitato per l'ordine pubblico. Questo, assieme al nuovo decreto legge del Governo, ci consentirà di colpire tutte le forme di illegalità diffuse». Intanto Sezze continua a dover capire come poter assorbire un flusso d'immigrazione alimentato dall'entrata in Europa della Romania. «Nell'ultimo anno c'è stato un boom delle iscrizioni anagrafiche – spiega il dirigente di settore De Rocchis – l'eliminazione della carta di soggiorno e delle lungaggini per il permesso da richiedere alla Questura ha spinto molti a mettersi in regole». In dieci mesi negli uffici dell'anagrafe sono arrivate qualcosa come novecento richieste di regolarizzazione (circa la metà sono multiple, riguardano cioè interi nuclei familiari), che hanno fatto salire il numero dei cittadini romeni censiti a 1.240. Ossia il 60% degli stranieri residenti a Sezze e il 5% della popolazione ufficiale di Sezze, che ammonta a 23.729 unità. Ma il grosso fenomeno della clandestinità fa sicuramente lievitare questa percentuale.

Corsi di lingua e cultura italiana

In attesa di capire quali cambiamenti produrrà il nuovo decreto governativo nella lotta ai fenomeni illegali legati all'immigrazione, il Comune di Sezze rilancia lo sforzo d'inclusione. «Un progetto dedicato a facilitare l’integrazione della popolazione straniera con il tessuto sociale del paese», così il vicesindaco Umberto Marchionne con delega ai servizi sociali definisce «l'interculturalità come risorsa», il progetto proposto dall’amministrazione in collaborazione con la Cooperativa Sociale Karibu. L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, mira alla realizzazione di un corso di lingua e cultura italiana per i cittadini stranieri e alla creazione di un doposcuola, offrendo un sostegno didattico ai bambini e ai ragazzi sia italiani che stranieri. Una risposta all'aumento sensibile di scolari di altra nazionalità presenti nelle scuole setine. Secondo i servizi sociali «i progetti attuati finora si sono dimostrati uno strumento utile di comunicazione e soprattutto di integrazione dei diversi background culturali, favorendo la creazione di un’identità di gruppo». I corsi, completamente gratuiti, inizieranno il 12 novembre. Per le informazioni del caso è a disposizione l'ufficio Informagiovani di Piazza Margherita (telefono 0773803935 – 0773889170) e quello della Cooperativa Sociale Karibu di via Umberto (telefono 0773889654).


3 novembre 2007

Via Sorana a rischio frane

Se ne parla già da settembre, quando le prime piogge di stagione hanno portato con sé le prime avvisaglie del rischio frane, concreto come mai dopo un'estate in cui a Sezze sono andati bruciati sessanta ettari di macchia mediterranea, per mano quasi sempre dolosa. Oggi la vegetazione riprende a crescere sulle colline lepine, ma l'evidente stato di dissesto idrogeologico non mette a riparo la sicurezza di cittadini e, soprattutto, automobilisti. Se l'autunno è stato avaro di piogge, le precipitazioni degli ultimi giorni riaprono la ferita aperta delle zone da mettere in sicurezza per il pericolo di caduta dei massi. L'impegno dei volontari della protezione civile e della vigilanza ambientale e le sollecitazioni di almeno un'interrogazione consiliare non hanno smosso le amministrazioni locali. La provinciale via Ninfina – i cui tornanti sono meglio conosciuti come “le coste” - e via Sorana, che scorrono accanto alle colline più attaccate e distrutte dai roghi estivi, restano pericolosamente prive di interventi di sicurezza e di contenimento delle rocce. Sulla collina di via Sorana, in particolar modo, restano in piedi i resti di una palizzata arsa dal fuoco e tenuta insieme dal filo spinato. Una protezione effimera contro i detriti che si staccano dalla parete rocciosa e si accumulano pericolosamente copiosi ai margini – quando non al centro – della carreggiata. Una situazione simile si registra sulla più trafficata via Ninfina, già chiusa in alcune occasioni, quando fu  necessario liberare da imponenti massi la sede stradale.

Il rischio frane richiama la situazione di dissesto idrogeologico che colpisce diverse zone di Sezze, inserito dalla Regione Lazio nella mappa dei centri più a rischio. La frazione dei Casali e la valle di Sezze sarebbero i luoghi più soggetti al fenomeno. Per affrontare la situazione l'amministrazione provinciale avrebbe messo in cantiere un programma di interventi. Un impegno che per ora resta solo sulla carta e che arriverà forse fuori tempo massimo per evitare inconvenienti e pericoli per gli insediamenti abitativi e per la circolazione automobilistica.


27 ottobre 2007

Ricorso elezioni rinviato

Il Tar del Lazio ha rinviato l'esame del ricorso presentato da Lidano Zarra contro l'esito delle elezioni del sindaco di Sezze, tenute il 27 e 28 maggio scorsi e vinte al primo turno col 50.7% dal candidato dell'Unione Andrea Campoli. Il presidente della sezione di Latina del tribunale amministrativo Franco Bianchi ha dato mandato per l'acquisizione dalla Prefettura dei registri e dei verbali delle 22 sezioni e ha chiesto un contraddittorio con gli altri candidati a sindaco (oltre a Campoli e Zarra erano in corsa Di Palma per la Cdl e Coluzzi e Lucidi con due liste civiche). La nuova udienza sarà convocata nell'arco di un mese.


21 ottobre 2007

Ospedale verso il potenziamento dei servizi

Dal piano aziendale Asl in via di perfezionamento l’ospedale San Carlo da Sezze ottiene l’attesa valorizzazione. Il nosocomio setino, che negli ultimi anni s’era visto portar via reparti e servizi, torna ad ampliarsi. E sarà il direttore generale Ilde Coiro ad illustrare martedì prossimo, alle 17, i cambiamenti al Consiglio comunale setino. Soddisfazione è già stata espressa dalle forze politiche: l'impegno bipatisan in Consiglio è fruttato l’apertura presso il San Carlo dell'area di riabilitazione e post-acuzie, di una chirurgia di media intensità - un daysurgery universitario - e del servizio di senologia.
Miglioramenti dovrebbero subire anche altri servizi come la dialisi, radiologia e il punto di primo intervento, fino a portarli ai requisiti minimi di sicurezza e vivibilità. Conferme alle novità sono arrivate dal direttore sanitario Asl Carlo Saitto, intervenuto in settimana ad un convegno promosso dall'Udc: «Nella difficoltà data dai limiti di bilancio regionale – afferma il dirigente – abbiamo fatto il meglio, ma siamo anche disposti, ove necessario, ad accogliere osservazioni e proposte. La sfida è migliorare i servizi con le stesse risorse ed è quello che nell’ultimo anno abbiamo fatto». Positive le reazioni delle forze politiche. Per il sindaco Campoli, che chiede il mantenimento del distretto dei Lepini, «solo superando le barriere ideologiche si possono conseguire i risultati utili a tutta la comunità». Zarra (Udc) invita la Asl ad occuparsi della carenza di risorse umane e sottolinea il rischio di commissariamento della Regione Lazio per il piano di rientro, che mette in pericolo l'approvazione dell’atto aziendale. Il segretario del suo partito, Ceccano, invita invece Campoli a far sì che la proposta cartacea del nuovo piano Asl diventi reale e non resti, ancora una volta, lettera morta.


16 ottobre 2007

Le reazioni ai "Casali"

Gente sconcertata: "Qui non si vive più tranquilli"

“Da quando ci sono loro questo posto non è più tranquillo”.
E' il commento di un uomo di mezza età, tra i molti che cercano di capire a caldo cosa sia successo all'esterno dell'ex bar Ruzza, a rappresentare l'umore di una buona fetta della gente di Casali. In questa popolosa frazione di Sezze, l'ampia campagna che si estende tra il centro cittadino e le montagne lepine, la comunità rumena sembra tuttavia essersi ambientata bene. Molti sono gli stranieri, come lo sfortunato Daniel Dumitru, che lavorano nei campi o in aziende locali. La presenza degli stranieri a Sezze è ben disseminata sul territorio, ma percepita con maggiore timore dalla gente che abita il centro cittadino dove le case e perfino i magazzini sono stati affittati quasi esclusivamente a persone dell'est europeo. Del resto gli episodi di cronaca legati ad immigrati avevano finora interessato solo il paese. “Ma è molto tempo che si verificano risse e scorribande notturne da queste parti” racconta Paolo, un signore che a Casali ci vive. L'amarezza per il barbaro atto di domenica sera viaggia anche via Internet, attraverso i forum di discussione locali. “Ci vuole tanto – si chiede Web su Sezzeweb.it – per effettuare più controlli o per emettere qualche ordinanza che vieti ai locali pubblici di vendere alcolici alle persone che manifestino evidenti sintomi d'ubriachezza? Adesso i nostri beneamati politici diranno che Sezze non è un paese sicuro, ma sono anni che veniamo presi in giro dalle varie amministrazioni e il momento d'agire è arrivato da molto tempo”. “Bisogna iniziare – sostiene tale Crotalo - a perseguire i proprietari delle case affittate in nero ed in condizioni a dir poco proibitive, ad aumentare i controlli dei carabinieri per strada e degli ispettori del lavoro nei cantieri e nei campi”. “Non sarebbe male – aggiunge Ayla - se le forze dell'ordine iniziassero a controllare sul serio i “caporali” che tutte le mattine riempiono i loro furgoni con gli “schiavi del duemila” e il pomeriggio girano con i loro “macchinoni” per tutta Sezze”.


6 ottobre 2007

Di Palma - centrodestra, fine di un amore

Spaccatura in Consiglio tra l'ex candidato Cdl e il resto dell'opposizione. Accuse alla maggioranza

Va in scena l'epilogo dell'idillio tra Serafino Di Palma e il resto dell'opposizione. Teatro della rottura il Consiglio comunale di Sezze – riunitosi ieri mattina -, occasione la richiesta di annullare la nomina dell'ex candidato a sindaco della Cdl alla presidenza della commissione trasparenza. Per le minoranze la votazione in cui l'esponente di FI fu eletto con i voti del centrosinistra è un problema politico e tecnico. “Di Palma si è imposto – va giù duro Casalini (Area democratica) – con l'avvallo della maggioranza, a cui è andato ad elemosinare il consenso”. La risposta del diretto interessato non si fa attendere: “La politica è un'arte nobile e io non ho mai elemosinato nulla”. L'azzurro ripercorre la vicenda fin dall'intesa post-elettorale con Zarra per coordinare le forze d'opposizione e se la prende con l'Udc, per non aver rispettato gli accordi iniziali, e con il suo capogruppo Reginaldi, reo di aver criticato gli alleati salvo poi firmare la mozione per annullare la nomina in seno alla commissione. “Di Palma è un arrogante che non rispetta le indicazioni del partito – gli risponde quest'ultimo - e non accetta che sia io il capogruppo”. Anche il portavoce dell'Udc Ceccano rispedisce indietro le accuse, ricordando che Di Palma contestò gli accordi dopo la mancata intesa interna a FI per il capogruppo: “Non capisco perché tirarci dentro un affare interno a Forza Italia, che farebbe bene a tenere un congresso per decidere quale linea politica tenere”. La polemica si riverbera sul centrosinistra, accusato da Vitelli (Udc) di non aver preso in considerazione la volontà espressa dalla maggioranza dei voti dell'opposizione. L'Unione si dice disponibile a tornare in commissione e votare scheda bianca qualora non ci fosse un'intesa nel centrodestra; la minoranza accoglie la proposta e la mozione viene ritirata.


3 ottobre 2007

Un Consiglio comunale fiume approva il bilancio

Passa al termine di una seduta fiume, ma dai toni insolitamente pacati, il primo riassestamento di bilancio presentato al Consiglio comunale di Sezze dalla giunta Campoli. Passa col voto compatto della maggioranza e con il sì aggiuntivo di Cerrone l'atto di salvaguardia degli equilibri di bilancio per il 2007, per il quale si è dovuto far ricorso a parte dell'avanzo di amministrazione.
«I 419mila euro di debiti fuori bilancio – rileva l'assessore alle Finanze Sergio Di Raimo – sono un importo rilevante e derivano dalle gestioni immediatamente precedenti alla nostra. Nello specifico sono stati conferiti incarichi legali (i 245mila euro che pesano sul settore affari generali, nda) con stanziamenti di spesa assolutamente non adeguati».
I 419.447 euro di ammanco, nella ricognizione fatta dall'ente, sarebbero per la maggior parte frutto della gestione Zarra. Una ricostruzione sulla quale l'ex sindaco entra nel merito: «Sono debiti fuori bilancio riconoscibili quelli emersi nel settore avvocatura – sottolinea l'esponente Udc – si tratta di atti certi e inconfutabili, delibere di giunta che non solo riconosco, ma delle quali rivendico la paternità. Per la stragrande maggioranza degli altri debiti emersi, e per i quali non c'è nessun atto da me firmato, nutro invece seri dubbi e perplessità, perché non è sufficiente che i dirigenti abbiano dichiarato l'esigibilità degli stessi se non dimostrano quando, dove e perché si è dovuto ricorrere ad un'obbligazione senza impegno di spesa».
Zarra, ribadendo sempre l'assunto per cui «chi sbaglia paga», lamenta il mancato rispetto del regolamento di contabilità e l'inoperatività del controllo di gestione. Nella discussione il capogruppo Udc Ceccano ha criticato la scelta di ritoccare i mutui, mettendo in discussione i progetti del parco sportivo di Sezze scalo, la messa a norma degli edifici scolastici e alcuni lavori pubblici. La seduta è durata quasi sei ore: affrontati anche il tema della sanità e dell'urbanistica; le interrogazioni della minoranza sono state invece rinviate a venerdì mattina.


27 settembre 2007

Si riaccende il dibattito sulla Rsa 

La residenza sanitaria per anziani che Sezze attende da diciassette anni torna a far discutere. A dieci mesi dall'annullamento della gara d'appalto – nel novembre scorso l'ufficio tecnico del Comune, durante il commissariamento, ravvisò irregolarità nell'apertura delle buste – qualcuno rimette in discussione il progetto. L'Italia dei Valori propone infatti una nuova collocazione rispetto a quella decisa dalla giunta Zarra, che bocciò i precedenti piani operativi scegliendo Sezze scalo. «Occorre accelerare la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale per anziani e soggetti non autosufficienti – sostengono il consigliere Di Pastina, l'assessore Cardarello e il segretario Di Capua - la sua localizzazione, a nostro modo di vedere, va ripensata in località Cappuccini, nei locali dell’ex day-hospital, laddove basterebbe provvedere ad un ulteriore sviluppo della struttura esistente, per garantire la realizzazione di tutti e sessanta i posti previsti e dove esistevano già tutti i pareri favorevoli sul progetto originario». Si tratterebbe quindi di tornare all'antico, ripescando una delle opzioni messe in campo durante gli anni '90. «Il sito limitrofo al bosco dei Cappuccini – sottolinea Idv - ben si presta alla realizzazione di questo tipo di struttura, il cui progetto era già cantierabile e andrebbe a recuperare una struttura ormai fatiscente. La localizzazione in località Acquaviva, al contrario, è sicuramente avulsa alla Città, infelice per la posizione lontana dall’ospedale e ampiamente isolata dal resto della comunità setina. Siamo ovviamente disponibili a valutare altre possibili soluzioni, escluso Acquaviva – concludono Di Pastina, Cardello e DI Capua - che le altre forze politiche vorranno proporre». La presa di posizione dell'Italia dei Valori ha preso in contropiede e infastidito alcuni alleati del centrosinistra.


24 settembre 2007

La sicurezza degli impianti sportivi  

Il Comune di Sezze studia la messa in sicurezza delle strutture sportive. Ne ha discusso in settimana la commissione consiliare competente, che ha affrontato in prima battuta la situazione dei campi di calcio. Dei tre impianti comunali l'unico in regola per l'omologazione è il Tornesi di Sezze scalo, recentemente ristrutturato. Le attenzioni dell'assessore allo sport Ciocca si concentrano quindi sullo stato del Tasciotti e del "Fontanelle". La prima delle due strutture - lo stadio principale, dove giocano Fc Sezze (campionato di Promozione) e Ucf (serie B femminile) - è utilizzata quotidianamente da calciatori e podisti: per venir incontro alle esigenze del gran numero di sportivi che la utilizzano si pensa alla creazione di docce “a gettone” e di uno spogliatoio all'interno dei locali presenti sotto le nuove tribune. A loro volta le gradinate saranno oggetto dei lavori per la messa in sicurezza (entro l'estate 2008 è previsto il completamento del secondo e terzo stralcio). 

Il Comune intende poi metter mano anche al campo del quartiere Fontanelle, sede del calcio giovanile setino. Di tennis e basket si parlerà, in una nuova riunione della commissione sport, giovedì prossimo. Previsti lavori di adeguamento per il palazzetto di via Roccagorga (che verrà chiuso almeno un mese), mentre qualche difficoltà si presenta per i campi da tennis di via Piagge marine: non è più sicuro il finanziamento regionale di 250mila euro e il Comune prepara soluzioni alternative.


18 agosto 2007

Idv e Udc contro la gestione delle dirigenze

Fiore (Idv): <<Ridurre il numero dei caposettore e verificare il loro operato>>

Italia dei Valori e Udc contro la gestione delle dirigenze operata dall’amministrazione Campoli. La tregua balneare del Consiglio comunale non ferma l’attività dei partiti a Sezze, alle prese con l’analisi dei primi due mesi di lavoro della nuova giunta di centrosinistra. <<Due gli avvenimenti emblematici di questi primi sessanta giorni – osserva il commissario di Idv di Sezze, Elisa Fiore – la nomina dei Dirigenti Comunali e l’approvazione delle variazioni di bilancio>>. E a scaldare l’umore del partito che si ritrova con  il consigliere di riferimento (Di Pastina) a difendere l’operato della maggioranza e la segreteria che si dichiara all’opposizione è la questione dei capisettore. <<Il rinnovo dei dirigenti di due mesi con proroga di ulteriori due mesi, per quanto poco seguito dai cittadini – sottolinea Fiore – è in realtà uno dei momenti decisivi di un’amministrazione, che può condizionare tutta la vita amministrativa del Comune di Sezze. C’è da registrare come, in controtendenza con il resto d’Italia, nel Comune di Sezze continui a farsi strada la riedizione del gigantismo burocratico>>. Per l’Italia dei Valori, <<nella consapevolezza che troppi dirigenti sono spesso solo soldi gettati al vento e soprattutto causa di conflitti e sovrapposizione di competenze>>, la fine del “balletto delle attribuzioni” dovrebbe passare per la diminuzione delle dirigenze da sei a tre e per il <<maggior rigore del nucleo di valutazione interno per verificare l’operato dei dirigenti>>. Il commissario Fiore prende di mira la nomina di Francesco Petrianni a vicesegretario generale, <<esempio di giochi di promozione di personaggi fedeli>>, nomina già al centro di alcune interrogazioni dell’Udc. I centristi hanno chiesto lumi sulla scelta dell’amministrazione, che solo a nomina effettuata avrebbe richiesto un parere legale sulla possibilità di investire di tale funzione un vicesegretario che non possiede i requisiti richiesti.


11 agosto 2007

Zarra: "Le nozze di Campoli con la città? Già finite"

L’Udc pronta alla “campagna d’ottobre”: <<La giunta naviga a vista>>

E’ severo il bilancio che l’Udc di Sezze traccia dei primi settanta giorni della giunta Campoli. Una critica che parte dalla dubbia tenuta della maggioranza, che fin dall’inizio ha dovuto incassare la spaccatura dell’Italia dei Valori. <<Il centrosinistra non ha più una maggioranza in termini elettorali – evidenzia il capogruppo Rinaldo Ceccano – ma soltanto nel numero dei consiglieri. Ancora più evidente è il fatto che le forze di centro al governo che volevano stemperare i toni dei Ds non ci stanno riuscendo. Lo dimostra l’appoggio ai rilievi che noi dell’Udc abbiamo sollevato in Consiglio, per esempio sulle nomine dei dirigenti e del vicesegretario, che invece Campoli sta ignorando>>.

Per l’ex sindaco Zarra l’avvio del matrimonio tra l’Unione e la città non è felice come quello della precedente amministrazione da lui guidata: <<Durante la luna di miele col mio elettorato, cioè i settanta primi settanta giorni del mio mandato, affrontammo l’emergenza della messa a norma delle “Coste”, riportammo in Consiglio dopo quindici anni il progetto del parcheggio a Sant’Andrea, delocalizzammo la Rsa e assumemmo altri importanti impegni. Quella di Campoli, invece, più che a una luna di miele, assomiglia ad un coitus interruptus>>. Secondo l’Udc il neosindaco non ha dovuto <<impelagarsi>> in ricognizioni particolari per il bilancio, che ha trovato solido <<grazie all’avanzo di gestione del 2005>>. E il frutto del lavoro del centrosinistra è racchiuso in sole quattro delibere, a fronte di <<ventitrè patrocini e contumelie varie>>. I centristi ricordano il ritiro della maggior parte delle delibere presentate dalla maggioranza in consiglio e lo stallo sulle mozioni riguardanti la crisi agricola e la sanità, delle quali sono state investite le commissioni. <<La giunta naviga a vista. E noi non faremo sconti a nessuno>> promette Zarra.


4 agosto 2007

Coalizioni collaborative ma spaccate. Le civiche si uniscono

An e Udc ai ferri corti con Forza Italia, la maggioranza con le “grane” Idv e della sinistra radicale.

La torrida estate porta a Sezze il disgelo tra i poli, sempre più attraversati però da piccole o grandi crepe interne. Succede nell’Unione come nel centrodestra. Nonostante i tentativi di cooperazione sui temi più caldi in agenda – crisi dell’agricoltura e rilancio dell’ospedale San Carlo – si registrano spaccature tra i due fronti. L’ultima incomprensione in ordine di tempo riguarda proprio l’opposizione, divisasi sulla presidenza della commissione Trasparenza, finita all’azzurro Di Palma. An e Udc, che hanno ricordato l’esistenza di un accordo formale per la nomina dell’aennino Piccolo, hanno allora comunicato alle segreterie locali e provinciali <<di interrompere momentaneamente i rapporti con il gruppo consiliare di Forza Italia, in attesa che si faccia chiarezza sulla situazione politica>>. La rottura di Fi si configurerebbe come una risposta alla mancata elezione di un azzurro alla vicepresidenza del consiglio, toccata ad An. Mal di pancia anche nelle fila della maggioranza, dove continua la faida interna all’Italia dei valori fra la segreteria e la rappresentanza in Consiglio. <<Intendiamo uscire dall’attuale maggioranza – afferma Elisa Fiore, commissario dell’Idv – perché riteniamo un grave errore politico la decisione del sindaco di non tenere in considerazione le proposte formulate dal nostro partito nella composizione della Giunta>>. Di Pastina lamenta invece il mancato intervento chiarificatorio degli organismi superiori del partito: <<Si vuole rendere pesante la situazione – chiede il consigliere – e preparare un intervento d’espulsione basandosi sul fatto che l’IdV è all’opposizione ed il sottoscritto resta coerentemente in maggioranza?>>. Anche l’estrema sinistra, non presente in Consiglio, assume una posizione critica sui primi passi della giunta Campoli. Fuori dai poli si siglano invece alleanze. E’ il caso della fusione tra le liste civiche Identità setina e Setini indipendenti che hanno raccolto rispettivamente il 3.1 e 2% alle amministrative di maggio. <<Siamo accomunati dalla stessa passione politica, voglia di lavorare e di contribuire a migliorare la vita dei cittadini>> spiegano in una nota.


Sezze, 28 luglio 2007

In Consiglio toni alti e accordi bipartisan

L'opposizione prova a pungere la Giunta, ma su sanità e agricoltura c'è intesa

L’opposizione prova a pungere la Giunta, ma su sanità e agricoltura c’è intesa

L'accesa campagna elettorale sembra un ricordo. A Sezze maggioranza opposizione sperimentano accordi bipartisan, almeno sul tema del rilancio dell'ospedale san Carlo e sulla grave crisi del comparto agricolo. Le mozioni presentate in Consiglio dalle due coalizioni per il sostegno della sanità locale si sono tramutate in un documento comune di indirizzo in cui si invitano <<il sindaco e la giunta a mettere in campo tutte le iniziative volte alla difesa degli attuali servizi territoriali ed ospedalieri>>. La politica setina, come emerso già in sede di commissione dei capigruppo, teme che il nuovo atto aziendale della Asl vada ad impoverire ulteriormente le strutture del centro lepino. I partiti chiedono all'azienda sanitaria il mantenimento a Sezze <<della sede del distretto dei Monti Lepini e delle strutture complesse di medicina e geriatria, razionalizzando>>, auspicando l’apertura presso il san Carlo del reparto di chirurgia 2 universitaria e di un day-surgery.

Anche sulla crisi dell’agricoltura centrodestra e centrosinistra trovano un’intesa, ma di metodo. Il Consiglio ha investito la commissione dei capigruppo del compito di tracciare i tempi di discussione del problema, sul quale le coalizioni sembrano intenzionate ad accordarsi su una nuova mozione comune partendo dal documento già sottoscritto dalle minoranze. Sulla crisi agricola si mantiene invece distinta la posizione del capogruppo di Forza Italia Roberto Reginaldi.

Nominati intanto i presidenti delle commissioni consiliari permanenti e i rappresentanti nella tredicesima comunità montana. Nell’ente di zona Sezze avrà Armando Uscimenti (Ds) e Paolo Rizzo (Margherita) per la maggioranza e Rinaldo Ceccano (Udc) per l’opposizione.


Sezze, 29 giugno 2007

Di Raimo al bilancio, Bernabei ai lavori pubblici

Campoli consegna le deleghe. "Pacchetto cultura" al diessino Grenga  

Gli assessori della primo “governo” Campoli entreranno in possesso delle loro funzioni da stamattina, quando il neosindaco di Sezze consegnerà formalmente le deleghe a ciascuno di loro. I sette membri di giunta conoscono comunque già da ieri la divisione degli incarichi, comunicati nel corso della riunione dell’esecutivo di ieri mattina.

Campoli ha così composto in maniera definitiva il quadro degli assessorati, per l’assemblamento dei quali c’è stata qualche minimo aggiustamento rispetto all’organizzazione tradizionale e a quanto previsto negli ultimi giorni. Al vicesindaco Umberto Marchionne, che rappresenta l’Udeur, toccherà quindi gestire i servizi sociali e il personale. Per gli altri ruoli chiave della squadra di governo il sindaco si è affidato alle competenze degli uomini messi a disposizione dai partiti maggiori: bilancio e settori produttivi finiscono nelle mani di Sergio Di Raimo (Margherita), lavori pubblici a Pietro Bernabei dell’Italia di mezzo, Urbanistica e ambiente all’ex sindaco Antonio Maurizi (Sdi). Un pacchetto consistente di deleghe Campoli l’ha riservato per il giovane che rappresenta in giunta il suo partito – i democratici di sinistra –, ossia Remo Grenga, al quale spetteranno gli incarichi riguardanti cultura, scuola, politiche giovanili, rapporto con le associazioni, spettacolo e grandi eventi. Sport, turismo, viabilità e rapporti istituzionali saranno di competenza di Marcello Ciocca, in rappresentanza della lista civica Tutti per Sezze. All’assessore dell’Italia dei Valori Bruno Cardarello (che il segretario provinciale Martella e il neocommissario locale Fiore continuano a disconoscere) finiscono le deleghe degli affari generali, del patrimonio e dei servizi cimiteriali. La sanità e la polizia locale rimarranno invece di competenza di Campoli.

Complessivamente il quadro degli incarichi assegnati risulta molto ampio, ma altre deleghe specifiche potrebbero in seguito esser assegnate ad alcuni consiglieri di maggioranza. Ieri la giunta ha anche approvato l’adesione del Comune ad un piano integrato per collaborare con le cooperative che gestiscono i rifugiati politici.


Sezze, 23 giugno 2007

Campoli batte Unione: equilibrio raggiunto

La “grana” Idv. Intanto l’opposizione si sfalda

Le deleghe per ora possono attendere. Il passo più importante Andrea Campoli l’ha fatto, chiudendo le trattative sulla giunta in tempo per il consiglio d’insediamento, andato in scena giovedì sera. Il sindaco di Sezze ha evitato un passo falso nell’esordio e ha trovato forse il modo di rafforzare la sua leadership sulla coalizione. Nella complessa trama tessuta per comporre la giunta si rintraccia il difficile compromesso tra le richieste delle segreterie e la volontà di Campoli di dar spessore alla sua squadra. Se il confronto elettorale tra il sindaco e i partiti aveva visto prevalere i secondi, quello tutto politico sugli assessori fa pendere la bilancia dalla parte del primo cittadino. Campoli ha ottenuto quello che voleva dai partiti maggiori. Il suo, i Ds, gli ha dato “carta bianca” e il compito di mantenere gli equilibri interni. E il sindaco ha premiato Grenga, proveniente dalle prolifiche fila della Sinistra giovanile, permettendo il “ripescaggio” in Consiglio di Armando Uscimenti (dato tra gli assessori “papabili”). Dalla Margherita, dopo lungo corteggiamento, ha ottenuto il sì di Di Raimo, che ha sbloccato il varo della giunta e ha lasciato a Paolo Rizzo il suo posto da consigliere. Sdi e Italia di mezzo hanno assecondato Campoli con l’esperienza dell’ex sindaco Maurizi e dell’ex assessore Bernabei (surrogato in Consiglio da Lino De Angelis). Le altre nomine, invece, seguono maggiormente gli umori dei partiti, tanto da ricalcare senza grosse sorprese le indicazioni trapelate nei giorni scorsi. Così il vicesindaco dell’Udeur sarà Umberto Marchionne e gli assessori di Tutti per Sezze e Italia dei Valori saranno Ciocca e Cardarello. Una nomina, quest’ultima, contestata da Paride Martella, che accusa Campoli di aver ignorato le indicazioni della segreteria e di aver seguito invece quelle – differenti – del consigliere di Idv Di Pastina (che probabilmente si dichiarerà indipendente). Se la maggioranza tiene, non fa altrettanto l’opposizione. In consiglio evidente la posizione defilata di Cerrone (Centro moderato), che vota con il centrosinistra (a favore) sulla convalida degli eletti.  Rinaldo Ceccano, passato con Vitelli all’Udc – che senza aver ottenuto consiglieri dalle urne ora se ne ritrova ben tre, contando Zarra –, è il solo a dar vera battaglia. Unico moto d’orgoglio delle minoranze nella richiesta di discutere la scelta del presidente dell’assise. Ma quando il centrosinistra chiede un nome alternativo, l’opposizione ottiene una pausa e poi converge sul margheritino Zeppieri.


Sezze, 22 giugno 2007

Campoli fa quadrare il cerchio: ecco la giunta

Sì di Di Raimo, Marchionne vicesindaco. L’Italia dei Valori contesta il sindaco

La giunta a Sezze arriva in extremis. Le due caselle vuote della squadra di Campoli sono state riempite nella mattinata di ieri, quando il rinvio del primo consiglio comunale della legislatura, convocato per il pomeriggio, era più di un semplice timore. <<Senza giunta non si va in consiglio>> aveva detto a chiare lettere il sindaco nella riunione di mercoledì, alla presenza dei segretari di partito dell’Unione. Sul suo schema mancavano ancora due nomi, quelli legati alla Margherita e all’Italia dei Valori. Due questioni diverse, sulle quali Campoli poneva la possibilità di scegliere autonomamente, così come previsto da accordi preelettorali. Nel primo caso, dopo aver bocciato la quaterna “diellina”, ha ottenuto la disponibilità di Sergio Di Raimo, voluta con forza e convinzione dal sindaco. Nel secondo caso, la rottura in casa tra il consigliere comunale dell’Italia dei valori Ernesto Di Pastina e il segretario provinciale Paride Martella, si è conclusa con la nomina ad assessore di Bruno Cardarello. Una scelta che ha soddisfatto Di Pastina ma non l’ex presidente della Provincia, che ha parlato di <<fatti inquietanti per la tenuta  democratica delle istituzioni>> e ha immediatamente commissariato il partito a Sezze, affindandolo ad Elisa Fiore. <<Il sindaco – spiega il direttivo locale di Idv – pur avendo avuto la richiesta di attenersi alle indicazioni provenienti dalla maggioranza del partito, ha formalizzato l’incarico assessorile ad un soggetto estraneo alla competizione elettorale, proposto dal neo consigliere Ernesto Di Pastina>>. Il resto della giunta ricalca i nomi vociferati nelle ultime ore. Vicesindaco sarà Umberto Marchionne, in quota Udeur; con lui entrano nella squadra di governo come previsto, Antonio Maurizi (Sdi), Pietro Bernabei (Italia di mezzo) e Marcello Ciocca (Tutti per Sezze). I Ds, che avevano dato “carta bianca” a Campoli, saranno rappresentati dal giovane Remo Grenga. Le deleghe specifiche non sono state ancora comunicate. Intanto il primo consiglio ha eletto all’unanimità Nino Zeppieri (Margherita) come presidente dell’assise. <<Lavoreremo con forza per attuare il programma a cui gli elettori hanno espresso consenso>> è la promessa del neosindaco Campoli.


Sezze, 21 giugno 2007

L'accordo non c'è. Insediamento a rischio 

Forse slitta il primo Consiglio. Per la giunta mancano i nomi di Margherita e Idv

Ventiquattro giorni non bastano al centrosinistra di Sezze, che non trova l’accordo per la nuova giunta e rischia di mandare a vuoto il primo consiglio della nuova legislatura, in programma per stasera alle 18. Parte con il piede storto l’amministrazione Campoli, che dopo giorni di febbrili trattative resta al punto di partenza. Non bastasse l’impasse politica della maggioranza, il neosindaco deve incassare la richiesta di riconteggio dei voti, avanzata formalmente ieri dai suoi sfidanti Coluzzi, Di Palma e Zarra.

Ma partiamo dallo stallo dell’Unione: nemmeno l’ultimo vertice dei partiti dell’alleanza, il “preconsiglio” tenuto ieri, ha placato le acque. Restano i forti dubbi di Campoli sulle indicazioni di scarso profilo arrivategli nelle consultazioni. Il sindaco aveva messo in allarme i suoi alleati già martedì sera. Non una vera e propria strigliata, ma la concreta minaccia di provvedere da sé alla composizione della squadra di governo, così come garantito dagli accordi sanciti prima delle primarie, secondo i quali l’ultima parola spetterebbe a Campoli. In suo soccorso era comunque arrivato il via libera del suo partito. <<Il direttivo del Democratici di sinistra – aveva scritto in una nota ufficiale il segretario Cristian Santia – ha deciso di lasciare al sindaco Andrea Campoli “carta bianca” nella scelta della composizione della squadra di governo>>.

Sciolto il nodo della Quercia, resta la “grana” della Margherita. Campoli non gradisce affatto la rosa diellina, in cui primeggia il nome di Paolo Rizzo, per il ruolo di assessore e ha chiesto alternative, che non sembrano venire fuori. Irrisolta anche la rottura sull’assessore in quota all’Italia dei valori tra il coordinatore Martella e il consigliere comunale Di Pastina. Oggi alle 12 ultimo disperato tentativo dei segretari dell’Unione di trovare una mediazione e di evitare il rinvio del consiglio a lunedì prossimo.

Ieri intanto Coluzzi (Iniziativa sociale), Di Palma (Cdl) e Zarra (Sezze che cambia) hanno chiesto il riconteggio delle schede. <<Da un esame delle operazioni di voto risultano palesi irregolarità>> fanno notare i candidati sconfitti, che fanno riferimento all’episodio dello straniero sorpreso a fotografare la scheda nel seggio 1, al verbale non compilato nel seggio 3, alla contestazione dei rappresentanti del seggio 11 e così via. <<Se 108 voti di scarto sono sufficiente a chiudere la partita a livello elettorale, non altrettanto si può dire a livello politico: non è sufficiente che ci siano le regole, ma che le stesse siano fatte rispettare. Il nostro appello – concludono i tre – è rivolto a Sezze, ai suoi cittadini, agli eletti in consiglio ma soprattutto a lei, affinché per non dare adito a dubbi, sia lei stesso, con un atto di coraggio, a chiedere il riesame del voto per una nuova etica politica>>.


Sezze, 19 giugno 2007

Riunione decisiva per la giunta

Dovrebbe essere il vertice di coalizione di stasera a delineare in modo definitivo la formazione della giunta Campoli. Il neosindaco di Sezze, concluse le consultazioni preliminari con le segreterie dei partiti dell’Unione, ha cercato di ridiscutere le indicazioni emerse dal primo giro di incontri. Sul tavolo Campoli ha trovato una rosa di nomi molto povera, costituita per lo più sulla base dei risultati elettorali. Stando alle proposte avanzate dalle forze politiche del centrosinistra ci si troverebbe davanti ad una «giunta dei primi dei non eletti»: così sembrano avere ragionato quasi tutti i partiti. La Margherita ha avanzato una lista di papabili guidata da Paolo Rizzo; l’Italia di mezzo ha proposto Lino De Angelis; lo Sdi ha pensato ad Enzo Ricci, ma potrebbe alla fine propendere per l’ex sindaco Antonio Maurizi; nell’Udeur si fa invece il nome del secondo dei non eletti, Umberto Marchionne, anche se il candidato più gettonato per il posto di vicesindaco (che andrà al “campanile”) è Agostino Perugini; Paride Martella vorrebbe Patrizio Salvati come assessore in quota all’Italia dei Valori, ma c’è da superare il “niet” del suo consigliere comunale Di Pastina, che minaccia di traslocare altrove; Tutti per Sezze sembra invece aver scelto Marcello Ciocca. Discorso simile poteva esser fatto per i Ds, dove Armando Uscimenti – fuori dal consiglio per una manciata di voti – era dato in un primo tempo come sicuro assessore. Ma le divisioni fra le varie correnti interne hanno messo in discussione la sua nomina. A metter pace alle faide della Quercia potrebbe essere allora l’entrata in giunta del segretario Cristian Santia. A spingere per questa soluzione sarebbe lo stesso Campoli, che vorrebbe maggiore responsabilità dei partiti nei criteri di scelta degli uomini di giunta. Si attende di capire se il sindaco chiederà un passo indietro a tutte le segreterie di partito.


Sezze, 11 giugno 2007

Campoli a lavoro: la giunta arriverà in settimana

Zeppieri verso la presidenza del Consiglio. Vicesindaco all'Udeur o allo Sdi 

Domenica di lavoro per il neosindaco Andrea Campoli, che in settimana scioglierà il nodo della composizione della sua giunta: l’esponente dell’Unione ha incontrato in mattinata i vertici locali de La Margherita. Oggi gli ultimi confronti bilaterali tra Campoli e i partiti dell’Unione, prima dell’incontro di coalizione fissato per domani, in cui si farà il punto della situazione. Poi, tra mercoledì e giovedì, l’ufficializzazione degli incarichi e la convocazione del primo consiglio comunale della nuova legislatura, che si dovrebbe tenere mercoledì 20 o, al più tardi, il giorno seguente.

La poltrona più ambita sembra essere quella della presidenza del consiglio, desiderata da Margherita ed Udeur. I diellini sono avvantaggiati dal miglior risultato ottenuto alle urne, che gli ha consegnato il secondo posto di coalizione dietro ai Ds. La Margherita “candiderebbe” alla presidenza Nino Zeppieri, il consigliere più votato di maggioranza. Per la stesso posto l’Udeur, terzo partito dell’Unione, vedrebbe bene Enzo Polidoro, anch’egli forte di un grosso consenso elettorale. Anche Titta Giorgi, consigliere anziano e primo eletto tra i Ds, potrebbe esser un papabile per dirigere l’assise dell’aula Di Trapano, ma appare difficile che la Quercia, già rappresentata dal sindaco, possa ottenere una seconda carica di rilievo. Il vicesindaco potrebbe toccare ad Udeur o Sdi, mentre sembra esserci poco interesse per la presidenza della Spl: il mandato degli attuali vertice scade a giugno 2008 e fino ad allora ogni nomina verrebbe congelata. Intanto prende piede l’ipotesi di un passaggio del consigliere di minoranza Lino Cerrone, eletto con Zarra, nelle file della maggioranza: destinazione Udeur.


Sezze, 1 giugno 2007

Campoli: "Risultato straordinario". Zarra tace

Di Palma: “Opposizione vigile ma leale”. 

Coluzzi e Lucidi soddisfatti dei propri risultati .
Il “dopo-Zarra” si chiama Andrea Campoli. Il centrosinistra si riscatta e quattro anni dopo la discussa amministrazione Siddera riporta un diessino sulla poltrona di sindaco. La vittoria dell'Unione a Sezze al primo turno, sperata da molti ma inattesa dai più, arriva come una liberazione per il popolo della sinistra. «E' una vittoria straordinaria – commenta il neosindaco – è un premio al progetto e all'unitarietà della coalizione. Abbiamo raccolto i frutti di un anno e mezzo di lavoro». Campoli, che a 34 anni diventa il secondo più giovane sindaco della storia di Sezze dopo Mario Berti nel dopoguerra, lancia la sfida dello sviluppo del paese, uno sviluppo «che deve seguire un modello compatibile con la crescita armonica del territorio. Ma prima di metterci a lavoro occorrerà fare una ricognizione della macchina organizzativa comunale». Il leader del centrosinistra spera di aprire una nuova stagione politica, all'insegna della distensione: «Veniamo da un periodo di forti divisioni. Ora che la campagna elettorale è finita, abbiamo tutti l'obbligo di pensare al bene di questo paese, pur nella diversità delle posizioni politiche». E sulla tenuta della nuova maggioranza non ha timori. «L'unità d'intenti dimostrata in questi mesi verrà ulteriormente rafforzata da questo risultato elettorale». Campoli preferisce non parlare della formazione della giunta che verrà chiamato a guidare: «E' presto per pensarci» dice. Eppure dai corridoi di palazzo De Magistris sono già filtrate indiscrezioni sul contenuto dell'accordo raggiunto da tempo nell'Unione sugli equilibri di coalizione. In quest'ottica il voto avrebbe dovuto stabilire il diritto di scelta sulle cariche maggiori, escludendo da queste i Ds, a cui spetta già il sindaco. Toccherà quindi a La Margherita, secondo partito del centrosinistra con il 7.9%, scegliere tra la presidenza del consiglio comunale e il ruolo di vicesindaco. I diellini dovrebbero preferire la prima carica, che spetterebbe a Giovanni Zeppieri, il più votato tra i consiglieri di maggioranza con 475 preferenze. Il vicesindaco, allora, potrebbe essere dell'Udeur, che con il 7.4% ha ottenuto due seggi. Enzo Polidoro, capolista del partito di Mastella a Sezze, potrebbe fare così le veci di Campoli. Su altre nomine il centrosinistra potrebbe seguire lo stesso metodo - a partire dalla presidenza della Spl – dando spazio, nell'ordine, all'Italia dei Valori, allo Sdi, all'Italia di mezzo e alla civica Tutti per Sezze. Da chiarire la possibilità di inserire nella nuova giunta esponenti delle amministrazioni Zarra: molti partiti dell'Unione si dicono contrari a questa ipotesi.

La vittoria del centrosinistra al primo turno ha sorpreso i protagonisti della scena politica a Sezze, specialmente nelle fila della Cdl e della coalizione di Zarra. Se l’ex sindaco ha scelto il silenzio, le valutazioni toccano allora a Giuseppe Ciarlo (Udc): <<Non è stata una campagna elettorale pulita, ma abbiamo comunque sbagliato qualcosa. Prendiamo atto della sconfitta e ci apprestiamo a fare l’opposizione che serve al paese, in modo fermo e ragionevole. E andiamo avanti nella ricostruzione del nostro partito>>. In quest’ottica il segretario provinciale Michele Forte ha voluto respingere le dimissioni di Ciarlo da commissario locale del partito, presentate dopo il responso non esaltante delle urne. Delusione anche nella Casa delle Libertà. <<L’elettore è sovrano – dichiara Di Palma – accettiamo il risultato delle urne e ci prepariamo per un’opposizione come si conviene, leale e dura. Saremo vigili e attenti nell’interesse della città ma non faremo sconti: per la prima volta a Sezze l’opposizione potrà far crescere la maggioranza>>. Il candidato della Cdl si dice pronto a valutare positivamente i provvedimenti della nuova giunta che abbiano impatti positivi sulla città. <<Se governeranno bene – annuncia – avranno il nostro contributo>>. Un confronto collaborativo lo annuncia anche Iniziativa sociale, che pure non è riuscita ad entrare in Consiglio. <<Porteremo avanti il nostro progetto attraverso un’opposizione non aprioristica – spiega Lanfranco Coluzzi – siamo soddisfatti del nostro risultato. Trecento voti sono molti per la nostra prima volta e rappresentano un punto di partenza. Prendiamo la metà dei voti di An e non ci sorprende il fallimento della Cdl, che perde il 5% perché non rappresenta la destra>>. Ottimo bilancio anche per l’esordio d’Identità setina, che per meno di cinquanta voti ha perso il diritto ad avere un seggio. <<C’è un piccolo rammarico – ammette Lidano Lucidi – ma il nostro è senza dubbio un buon risultato. Ora dobbiamo rispondere a quei 700 elettori che ci hanno dato fiducia: ci organizzeremo e faremo proposte anche dall’esterno del Consiglio comunale>>.


Sezze, 29 maggio 2007

L'Unione fa la forza di Campoli: è lui il nuovo sindaco

Centrosinistra ok al primo turno. Il flop dell’Udc e del centrodestra

Il centrosinistra riunificato torna a governare Sezze. Il 50.7% delle preferenze, 7871 in termini assoluti, fa del diessino Andrea Campoli il nuovo sindaco e cancella la sconfitta di quattro anni fa, quando la diaspora di una parte della sinistra consentì a Lidano Zarra di espugnare la roccaforte rossa. Il consigliere provinciale dell’Udc non ripete il sorprendente risultato del 2003 (38%) e si inchioda il 25.1%, frutto di 3897 voti. Scendono di oltre quattro punti i consensi della Casa delle Libertà, che si attestano al 17.7%, raccolti con le 2749 preferenze di Serafino Di Palma. Buone le prove degli outsider, che rimangono comunque fuori dal Consiglio comunale: tocca il 4.5% dei voti Lidano Lucidi di Identità setina, capace di convincere 697 elettori, mentre Lanfranco Coluzzi riporta 302 voti, pari al 1.9% del totale.

Lo scrutinio delle preferenze per il Consiglio conferma le prime impressioni: l’Unione “fa la forza”. Il ricompattamento premia il centrosinistra, che ottiene un consenso (il 55.5%) più ampio di quello riscosso dal suo candidato. Se Campoli si ferma a 7871 voti, la sua coalizione arriva a 8335. Il voto disgiunto favorisce invece gli altri aspiranti sindaco, con Zarra e Lucidi che superano di oltre due punti le loro liste.

Le amministrative ridanno il sorriso ai Ds, primo partito in città con il 18%, un risultato che vale i quattro seggi assegnati a Titta Giorgi, Enzo Eramo, Remo Grenga e Sonia Ricci. Tra le fila della maggioranza due i seggi per la Margherita (Nino Zeppieri e Sergio Di Raimo) e per l'Udeur (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi); uno a testa per Italia dei Valori (Carlo Ernesto Di Pastina), Sdi (Salvatore Leggeri), Italia di mezzo (Pietro Bernabei) e Tutti per Sezze (Giovanni Orlandi). L’ultimo posto è messo però in discussione dai conteggi che la commissione elettorale non ha ancora chiuso: ci vorranno alcuni giorni per valutare l'attribuzione di 87 schede in una delle sezioni di Collemeso. Se nel conteggio finale dovesse rafforzarsi la percentuale dei Ds, alla Quercia toccherebbero cinque seggi, a scapito dell'unico assegnato, per ora, alla civica Tutti per Sezze.

Degli otto posti spettanti alla minoranza, la coalizione di Zarra se ne accaparra cinque. Oltre all’ex sindaco passano Rinaldo Ceccano e Antonio Vitelli (Partito democratico), Claudio Casalini (Area democratica) e Lino Cerrone (Centro moderato). Flop dell’Udc, che oltre al primo cittadino perde la rappresentanza in Consiglio. Nella Cdl un consigliere per An (Antonio Piccolo) e Forza Italia (Roberto Reginaldi), ai quali si aggiunge il posto spettante al candidato sindaco Serafino Di Palma. Tra le esclusioni eccellenti si segnalano quelle dell’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo (Udc) e dell’ultimo presidente del consiglio comunale Senibaldo Roscioli (Fi). Nel complesso il nuovo emiciclo sarà composto da diciannove uomini e solo due donne; otto i consiglieri confermati, mentre sono ben tredici le new entry.


Sezze, 26 maggio 2007

Al voto, al voto!  Sezze va alle urne

Termina una campagna elettorale estenuante. 

Matita in mano a 18.943 elettori

Quattrocentododici giorni dopo le dimissioni di massa, Sezze torna al voto. Lo fa tra domani e lunedì e si trova davanti un panorama politico ampio e frastagliato come non mai: cinque aspiranti sindaco, 422 iscritti nelle 22 liste presentate per il consiglio. Si vota in un clima di fibrillazione, per un’elezione che assomiglia ad una resa dei conti. E’ la sfida di Lidano Zarra al passato, al governo della sinistra interrotto nel 2003 dopo cinquant'anni di giunte rosse. Sfida che il sindaco sfiduciato affronta al motto di “Sezze che cambia”, il nome dato all’alleanza nata tra l’Udc e il cartello di cinque liste civiche. Zarra fa leva su quello che definisce il <<dinamismo amministrativo>> della sua azione politica e presenta agli elettori il conto dei suoi <<fatti>>. <<Per non tornare indietro>> è lo slogan della sua campagna elettorale.

Per l’Unione e per Andrea Campoli il ritorno alle urne è invece la sfida del riscatto e del rinnovamento, dopo la bocciatura di quattro anni fa. Il centrosinistra, forte di nove liste e del ricompattamento della coalizione (molti avevano seguito il progetto di Zarra), culla la speranza di una vittoria al primo turno. Obiettivo complicato, che richiederebbe circa 7500 voti (considerando che i votanti si attestano in genere sui 15.000). Di vittoria immediata parla apertamente, dall’altra parte, anche Serafino Di Palma che, persa l’Udc, ha ricompattato l’asse An-Forza Italia e ha aggregato su sé cinque liste. <<Al loro interno – afferma il candidato del centrodestra – c’è il vero cambiamento e il reale rinnovamento. Giovani e donne saranno il fulcro della nuova politica della città. A guadagnarci – aggiunge – sarà il governo di Sezze, composto da persone che non sono ‘viziate’ dai soliti standard politici e sono pronte a mettersi in discussione, per permettere a Sezze di tornare ad emergere, pronti a lavorare duramente ‘a tempo pieno’ come il loro sindaco>>.

Il ruolo di outsider tocca invece ad altre due liste, in corsa con un proprio candidato a sindaco. A destra e tra gli scontenti del sistema tripolare setino – Cdl, Sezze che cambia, Unione – cercano consensi Lanfranco Coluzzi e la sua <<Iniziativa sociale>>. Con l’obiettivo di <<ricercare un’effettiva governabilità e di una crescita d'insieme>> si propone Identità setina, che candida a sindaco il giovane Lidano Lucidi.


Sezze, 18 maggio 2007

La città incartata dalla politica. Manifesti a go go

Botta e risposta tra Di Palma (Cdl) e Coluzzi (Iniziativa sociale)

Sezze invasa dai manifesti selvaggi. Come e forse più del resto degli altri comuni chiamati alle urne per le amministrative. Il record di liste (22) e di candidati consiglieri (422) rischia di diventare, a voto chiuso, anche record di immondizia prodotta. E così scoppia anche la polemica politica. Il caso lo solleva Serafino Di Palma, aspirante sindaco della CdL. << A Sezze alcune notizie sembrano arrivare a scoppio ritardato. Non più di cinque giorni fa – afferma il candidato del centrodestra – invitavo gli altri esponenti delle forze politiche e i candidati sindaco ad un confronto per stabilire indicazioni per regolare le affissioni selvagge, che hanno trasformato la nostra bella città in un gigantesco immondezzaio tra colla e carta utilizzate per la propaganda elettorale. Ma solo ora – continua – dai giornali arrivano crociate di esponenti politici che condannano le affissioni selvagge. Si riesce anche a fare demagogia su situazioni così delicate che danneggiano il nostro territorio e ci fanno una pubblicità tutt’altro che incoraggiante. Ribadisco la mia intenzione di confrontarmi con altre realtà politiche di Sezze per evitare il prosieguo di questo scempio>>.

Ma qualcuno non ci sta e tiene a distinguersi. <<Noi non imbrattiamo – dichiara Lanfranco Coluzzi - abbiamo fatto scelte precise: rispettiamo le regole e la città che amiamo>>. Il candidato sindaco di Iniziativa sociale rispedisce le accuse al mittente. <<Non è tollerabile – attacca – che qualche candidato a sindaco pensi di dare lezioni agli altri quando è il primo a non rispettare le regole. Sono mesi che questi signori vanno avanti così, hanno deturpato il paese invadendolo di cartacce, Chi non rispetta le regole oggi come pensa di amministrare nella legalità?>>.


Sezze, 10 maggio 2007

Di Palma contro la scelta degli scrutatori

<<Questo metodo è un contentino. Meglio sorteggio per tutti>>

Casa delle Libertà polemica contro la scelta degli scrutatori operata dalla commissione elettorale di Sezze. <<Si sbandierano trasparenza e imparzialità e poi si va oltre le più elementari norme della democrazia e della civiltà>> lamenta il candidato a sindaco del centrodestra Serafino Di Palma. I fatti: la commissione è presieduta dal commissario Leopoldo Falco e formata da tre esponenti dello sciolto consiglio comunale che rappresentano, dopo gli ultimi sconvolgimenti politici, solo l’Unione (Titta Giorgi e Franco Zocca) e la coalizione di Zarra (Lino Cerrone). Su 90 scrutatori da selezionare in un elenco di 1200 candidati, la commissione ha scelto, secondo una legge che per la Cdl <<sa di beffa e dovrebbe essere rivista>> di nominarne 50 e di affidare solo i restanti 40 (e le trenta riserve) al sorteggio. <<E’la motivazione addotta per tale scelta che ci sconcerta – precisa Di Palma – la massima imparzialità si ottiene con il sorteggio su tutti gli scrutatori, non con una manovra che somiglia ad un contentino. Sarebbe stato preferibile che avessero deciso che la commissione doveva nominarli tutti. E’ una presa in giro>>.


Sezze, 3 maggio 2007

Avanti tutti: respinti tutti i ricorsi sulle liste

La commissione elettorale rigetta i reclami dei partiti

Nessuno scossone alle liste per le comunali di Sezze. La commissione elettorale ha respinto tutti i ricorsi inoltrati dopo la presentazione dei simboli e degli elenchi dei candidati. Chiuso senza strascichi il "caso Roscioli”, per il quale è stato confermato il parere informale già emerso dagli ambienti della prefettura: anche per la commissione elettorale prevale la volontà del candidato consigliere, che avendo presentato puntuale rinuncia all'accettazione di candidatura con l’Udc può concorrere con Forza Italia. Rigettato dunque il ricorso dei centristi. <<Ora ci concentriamo sulla campagna elettorale>> minimizzano dall'Udc, che nel frattempo sembra aver ricucito i rapporti con gli ex alleati della Casa delle libertà, incrinati dalla clamorosa querelle. Non ha buon esito nemmeno il reclamo dei Democratici di sinistra contro il simbolo presentato dal Partito democratico per Zarra: secondo la commissione il logo - a sfondo giallo e contenente il nome dell'ex sindaco - non crea confusione con quello del nascente partito riformista.

Nessun pronunciamento, invece, sul ricorso presentato dall’Udc ed altri contro la lista dell'Italia dei valori, che conterrebbe tre candidati ineleggibili per varie incompatibilità con la carica di consigliere. La commissione elettorale si è dichiarata non competente sulla questione. Tali casi potranno essere affrontati solamente dal nuovo consiglio durante la prima occasione utile dopo l'insediamento. Tutte le 22 liste presentate, superato il vaglio dell'ufficio elettorale, hanno via libera per la campagna elettorale.


Sezze, 29 aprile 2007

Politica "mon amour": in più di quattrocento per il Consiglio

Ventidue liste, cinque candidati sindaco. Le curiosità

La politica, grande amore dei setini. Lo confermano i dati della presentazione delle liste elettorali, che hanno mobilitato un terzo dell’elettorato. In quasi 4800 hanno sottoscritto gli elenchi dei candidati al consiglio comunale, che saranno invece 427, tra cui quattro stranieri. In pratica ambiscono ad uno degli scranni di palazzo de Magistris quasi quattro elettori su dieci. I numeri più importanti riguardano invece gli aspiranti sindaco, cinque, e le liste, ben ventidue. La truppa più numerosa tra queste sosterrà Andrea Campoli, candidato dell’Unione. Capofila dei Ds il sempiterno Titta Giorgi (da più di trent’anni in Consiglio); dietro di lui ambiscono ad un seggio Eramo, Ricci e Truini. La Margherita punta su Di Raimo e Zeppieri, mentre i Comunisti italiani sono guidati da Vincenza Berti, già in corsa per le primarie. Presente il simbolo dello Sdi, a cui hanno dato vita i socialisti che avevano sostenuto le prime giunte Zarra con la civica “Paese nuovo”: concorreranno Leggeri e Ricci. Tra gli “zarriani” finiti nell’Unione Polidoro (Udeur), gli ex assessori Agostini e De Santis (Italia dei Valori). Stesso spostamento per i folliniani, che hanno lasciato l’Udc in rotta con Michele Forte: in lista con l’Italia di mezzo Bernabei e Zocca. Lista unica per Verdi e Rifondazione, che candidano come indipendente l’alpinista Daniele Nardi. Con Campoli anche Tutti per Sezze.

Sei le liste in appoggio di Zarra, ma un solo partito: l’Udc, con l’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo che ha lasciato Forza Italia. In lista anche l’allenatore Pino Salino. Ritrovo di molti ex diessini è il Partito democratico, che ha in Rinaldo Ceccano (già Prc) il maggior esponente. Altre quattro sono le civiche di “Sezze che cambia”: Area democratica, centro moderato, Setini indipendenti e Forza Sezze.

A sostenere Serafino Di Palma e il centrodestra sono in cinque. Con Forza Italia ci sono Senibaldo Roscioli (arrivato dall’Udc), Riccardo Quadrozzi e un omonimo del candidato dell’Unione Andrea Campoli. An punta alla rielezione di Evelina Del Monte. E Di Palma conta sull’apporto di Azione sociale, Md e Giovani per Sezze. Una lista a testa, infine, per i candidati sindaco Coluzzi (Iniziativa sociale) e Lucidi (Identità setina).


Sezze, 24 aprile 2007

Campoli: <<Prg, trasparenza, sviluppo e servizi>>

Presentato il programma dell’Unione. No ad accordi per il ballottaggio

L’Unione definisce la sua composizione e presenta il progetto con il quale ambisce a tornare a governare Sezze. Il centrosinistra dà i suoi numeri: nove, come le liste che si presenteranno alle urne; quattro, come le priorità del programma; uno, come il candidato unico scelto con le primarie. Ed è proprio l’aspirante sindaco Andrea Campoli ad annunciare che al fianco dei partiti dell’Unione ci sarà anche l’Italia di mezzo: i folliniani, pur ribadendo di non essere affatto organici alla coalizione, hanno siglato un’intesa sul programma e hanno espresso il loro sostegno al consigliere provinciale diessino. <<Mentre gli altri sono divisi e in preda a discussioni provinciali e regionali – sottolinea Campoli – noi siamo riusciti a trovare un accordo dal basso>>. Lo schieramento presenterà dunque nove simboli sulla scheda elettorale, quelli di Ds, La Margherita, Sdi, Italia dei Valori, Udeur, Italia di mezzo, Comunisti italiani, Tutti per Sezze e il “tandem” Verdi-Rifondazione. L’obiettivo (arduo) è la vittoria già dal primo turno. Ma di questo Campoli non parla: <<Abbiamo chiuso la base programmatica ed elaborato le linee guida della coalizione, fondate su un nuovo piano regolatore, sulla trasparenza amministrativa, sullo sviluppo economico e sui servizi alla persona. E su questo ultimo punto pensiamo al rilancio dell’ospedale San Carlo e all’elaborazione di una politica di inclusione e integrazione degli stranieri, facendo al tempo stesso emergere i fenomeni di sfruttamento e clandestinità>>. L’ultimo pensiero va agli sfidanti: <<Meglio stendere un velo pietoso sulle ultime evoluzioni – afferma ironico il candidato dell’Unione – è un derby tutto interno al centrodestra, che col paese ha poco a che vedere, per chi dovesse andare all’eventuale ballottaggio. E in questo caso state sicuri: noi non dialogheremmo con Zarra né con Di Palma. Non siamo abituati a fare commistioni con il centrodestra>>.


Sezze, 21 aprile 2007

Di Palma: <<A Sezze c’è un solo centrodestra>>

Il leader Cdl: <<Ciarlo-Zarra? E’ Alternanza Amministrativa-2>>

<<Gli elettori devono capirlo bene: a Sezze c’è un solo centrodestra, con i partiti che hanno sempre fatto parte della Casa delle libertà e che hanno portato aventi un percorso di condivisione di valori. Dall’altra parte ci sono invece il centrosinistra dell’Unione e un altro centrosinistra ibrido, una specie di “Alternanza amministrativa 2”>>. Serafino Di Palma usa un tono forte e parole nette per descrivere i suoi avversari e affondare un attacco al rinato asse tra Ciarlo e Zarra. <<I partiti della Cdl non sono svuotati – puntualizza il candidato sindaco – come qualcuno, che è abituato ad usarli per fini personali, vorrebbe far credere. Qualcuno pensa di essere Forza Italia – afferma Di Palma riferendosi all’ex vicesindaco – ma non sa che Forza Italia è della città e della gente>>. <<Solo Fi rappresenta se stessa – precisa a ruota il coordinatore degli azzurri Del Duca – Ciarlo e Antonia Cerilli volevano far credere che la loro lista (battezzata “Forza Sezze”, ndr) rappresentasse il partito a Sezze. Ma era solo il modo con cui un’anima in pena cercava una collocazione che gli desse visibilità. Sono perciò contento che l’abbia trovata e che sia tranquillo>>.

Gli ex sindaco e vicesindaco finiscono sotto il mirino di Di Palma, che sottolinea il carattere alternativo della sua coalizione: <<Come può Ciarlo unirsi con Zarra per un interesse comune di Sezze e “per non tornare indietro” – si chiede – se il nefasto passato è rappresentato proprio dagli stessi personaggi con le stesse liste civiche?>>. Questi distinguo sembrano segnare un solco tra la Cdl e il progetto che comprende l’Udc e alcune liste autonome. Il centrodestra si augura (e pensa) di poter vincere al primo turno e non dover ricorrere ad eventuali complessi accordi. <<Quanto all’eventuale ipotesi del ballottaggio – conclude Di Palma – siamo senz’altro disposti ad instaurare qualsiasi tavolo di discussione solo e qualora potrà essere condiviso un programma politico senza personalismi e interessi>>. Porta aperta, dunque, all’allargamento al centro. Che vorrebbe dire fare i conti con Ciarlo e Zarra.


Sezze, 20 aprile 2007

Ciarlo saluta Fazzone e si accasa con l'Udc

Il senatore M. Forte sigilla le “nuove nozze” tra Zarra e l’ex vicesindaco di Fi

Rivoluzione Udc a Sezze. Terminato il lavoro di commissario locale del partito, Pasquale Fusco rimette nelle mani di Forte il suo mandato, mentre Ciarlo e Zarra perfezionano l’accordo elettorale che lì vedrà insieme già dal primo turno delle amministrative. L’assessore provinciale, catapultato a Sezze dopo la spaccatura interna all’Udc tra Zarra e gli ex membri del direttivo (nel frattempo approdati nella folliniana “Italia di mezzo”), si fa da parte con garbo e in poche righe: <<Caro senatore – ha scritto Fusco in una lettera indirizzata a Michele Forte – nel ringraziarti per la nomina a commissario del partito di Sezze, e dopo aver fatto quanto mi è stato possibile, con la speranza di aver dato un positivo contributo, con la presente rassegno le dimissioni da tale incarico perché impegnato nella campagna elettorale per le elezioni amministrative del mio comune. Con la certezza – conclude – che altri amici sapranno più di me svolgere questo importante compito>>.

La vacanza della direzione dell’Udc a Sezze dovrebbe durare molto poco, giusto il tempo del congresso nazionale del partito, in programma fino a domenica a Roma. Già lunedì Forte sarà a lavoro per completare l’accordo con Giuseppe Ciarlo, che passerà dalle file di Forza Italia a quelle dei centristi: a lui spetterà guidare il partito a Sezze, in qualità di commissario, dopo le dimissioni di Fusco. L’ex vicesindaco porterà nel bouquet elettorale di Zarra, già ricco dell’Udc e di quattro civiche, il simbolo di Forza Sezze, la lista che aveva già preparato per una corsa solitaria alle comunali. Si ritrovano così i protagonisti principali del tormentato governo dell’ultima legislatura, culminato con la rottura tra Forza Italia e il sindaco e le elezioni anticipate. E intanto c’è chi già pensa all’intesa tra Zarra e Di Palma, qualora uno dei due non riuscisse ad accedere all’eventuale ballottaggio, che nel centrodestra – nonostante l’Unione compatta su Campoli – danno per certo.


Sezze, 7 aprile 2007

An rompe gli indugi e torna con Di Palma

No a Zarra e Ciarlo (che ripiega sulle civiche)

Dopo Latina, anche a Sezze è pace tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Sarà l’arrivo della pasqua, o più probabilmente la definizione degli equilibri nel capoluogo, eppure la “passione” della Casa delle libertà si avvia a conclusione nel centro lepino, dove toccherà agli uomini di Moffa convergere sulla candidatura di un azzurro. E così Serafino Di Palma sarà il candidato unico del centrodestra. Rientra l’esitazione di An, che qualche settimana fa aveva frenato sul nome del delegato provinciale alla Protezione civile, in attesa della definizione del quadro provinciale e di un accordo in extremis con l’Udc. Il veto è caduto quando giovedì sera i militanti di Alleanza nazionale, tra i tavoli da pranzo di “Angeluccio”, noto ristorante di Sezze scalo, hanno espresso all’unanimità la volontà di ricompattare la coalizione su Di Palma (già sostenuto da Fi, Azione sociale, Movimento democratico, Nuovo Psi e Giovani per Sezze). La mediazione del commissario Donato La Morte, che assieme ad Evelina Del Monte ed Antonio Piccolo aveva incontrato nei giorni precedenti Di Palma e Zarra, ha fatto anche rientrare il proposito di una corsa solitaria, che Moffa aveva alimentato durante gli infruttuosi vertici provinciali.

Tra un accordo con il progetto centrista dell’Udc, che avrebbe comportato l’incomprensibile alleanza con il Partito democratico, e il ricompattamento della Casa delle Libertà An ha scelto la via più naturale per uscire dall’impasse. Senza complicare i rapporti con Forte e Zarra, al quale gli alleanzini hanno promesso il sostegno nel caso di un ballottaggio che lo opponesse al candidato dell’Unione, il diessino Andrea Campoli.

Alleanza nazionale ha invece chiuso le porte all’ex vicesindaco Ciarlo, che si candiderà con due liste civiche. Quello che fino ad un anno fa era l’uomo forte degli azzurri, nonché vicesindaco del comune lepino, si trova a correre per palazzo De Magistris sostenuto solo da due liste civiche. Il nome di una di queste, “Forza Sezze”, la dice tutta su quanto l’ex vice di Zarra si senta fuori dal partito che il 27 e 28 maggio chiederà agli elettori il sostegno per Di Palma. <<L’esperienza a cui stiamo dando vita – esordisce Ciarlo – si pone in continuità politica con quella di Forza Italia. Ho scelto di salvare il patrimonio di voti di quegli amici di Fi che non sceglierebbero mai Di Palma. Con tutti i limiti che questa scelta di “testimonianza” può avere>>. A parole, e guardando ai voti, Ciarlo non ne fa un duello con chi oggi rappresenta il suo partito. <<Non è una sfida – chiarisce – contro alcuno. Non m’illudo, come fa qualcun altro, di poter vincere al primo turno. Sono realista, ma c’è la necessità di salvaguardare le nostre posizioni, a discapito anche degli interessi provinciali>>.

La linea di Fazzone, che prima ha deciso il commissariamento della sezione Fi di Sezze (con la nomina di Del Duca, che ha portato all’uscita dal partito della corrente Ciarlo) e poi ha avvallato la candidatura di Di Palma, non fa scomporre l’ex vicesindaco. <<Riconosco le capacità della sua linea politica – ammette Ciarlo – ma, come lui ha tenuto duro a Latina su Zaccheo, così io farò a Sezze. D’altronde non mi sono state poste alternative>>. Più duro è l’attacco ad An: <<Alleanza nazionale si è accollata una grande responsabilità sostenendo un candidato che virtualmente farà l’uomo-ombra del centrosinistra, visto che durante l’ultima legislatura è stato sempre contro la nostra maggioranza>>. E poi l’ultima provocazione: <<Di Palma vuole avere le mani libere in caso di sconfitta. Dica, quindi, che è pronto a fare il capogruppo di Fi in minoranza. Allora potrei tirarmi indietro e votarlo>>.


Sezze, 2 aprile 2007

Il centrodestra in balia di se stesso. I dubbi di An

Tre candidati sindaco e lo spettro di un quarto

La mancata intesa provinciale nel centrodestra lascia la politica setina nel pantano. I segretari di Forza Italia, An e Udc, sciolto il nodo principale (la conferma di Zaccheo a Latina), hanno optato – per ora – per la scelta più semplice nel resto della provincia: di fronte al bivio di candidature multiple ognuno andrà per la sua strada. Succede così anche a Sezze, dove l’incrocio politico assume le forme di un trivio, con tre diverse direzioni che portano a Zarra, Di Palma e Ciarlo. Ad un mese dalla presentazione delle liste la riappacificazione sembra un’eventualità più che remota, visto che tutti i tre i contendenti hanno già avviato le rispettive macchine organizzative. Probabile che la resa dei conti, complice il pilatesco atteggiamento dei vertici provinciali, sia rinviata al 29 maggio, quando l’urna – se non avrà premiato Campoli al primo turno – esprimerà un giudizio sulla leadership dei moderati.

Nel frattempo i partiti della Cdl setina si guardano all’interno. Forza Italia conferma l’impegno di Cusani e Zappalà nei confronti di Serafino Di Palma, ad oggi sostenuto anche da Nuovo Psi, Azione sociale e dalle civiche Movimento democratico e Giovani per Sezze. Zarra, invece, nonostante il pressing del senatore Forte sugli alleati, tiene ancora in mano l’Udc e le solite civiche (che saranno quattro e non cinque: sulla scheda non ci sarà il simbolo di “Città condivisa”, i cui candidati finiranno nella lista della Vela). All’ex primo cittadino dice “no” anche la Democrazia Cristiana: <<Non lo appoggeremo mai – fa sapere il coordinatore Tortorelli – è stato deludente. Faremo un accordo di programma, ma non con Zarra>>.

Capitolo An. Gli uomini di Moffa – che ha sottolineato più volte questo fatto – si sentono a questo punto liberi da particolari vincoli di scelta, dato il mancato ricompattamento della coalizione su un nome unico. <<Sul tavolo ci sono tre o quattro opzioni – ammette Donato La Morte, commissario del circolo “Fabrizio Quattrocchi” – tutte disposte allo stesso modo, senza che ci siano preferenze per l’una o per l’altra>>. La quarta carta di Alleanza nazionale è quella costituita da una candidatura interna e rappresenta ad oggi la soluzione meno quotata, visto che comporterebbe la discesa in campo del quarto candidato a sindaco del centrodestra: una situazione imbarazzante per una Casa delle libertà in disfacimento o quantomeno in ristrutturazione.

Ecco perché nelle dichiarazioni dei dirigenti del partito la via autonoma viene citata con poca convinzione. Bisognerà allora scegliere tra Zarra, Ciarlo e Di Palma. I dirigenti e gli elettori di An sembrano preferire i primi due, che hanno guidato come sindaco e vicesindaco l’ultima giunta di centrodestra. Con l’ex azzurro il coordinatore Moffa ha già avuto qualche contatto, mentre un accordo con Zarra metterebbe in difficoltà le forze riformiste e di sinistra della coalizione “Sezze che cambia”.

I tesserati di Sezze scalo, che per rappresentanza territoriale sono più vicini a Di Palma, guardano così con sospetto agli scenari futuribili e ricordano come fosse già stato siglato un accordo nel merito: <<C'è un protocollo di intesa – spiegano Davide Sagnelli, Lidano Caiola e Giuseppe Anitori in una nota – firmato con gli storici alleati della Casa delle Libertà di Sezze, datato 3 gennaio 2007, nel quale Alleanza nazionale, per bocca del suo commissario Antonio Piccolo (oggi sostituito da Moffa con La Morte, ndr), a sua volta autorizzato dall'ex commissario provinciale Riccardo Pedrizzi, sceglie quale sia il sindaco da candidare per le imminenti elezioni amministrative>>. <<Non è stato deciso nulla>> risponde da parte sua il coordinatore La Morte. L’ultima parola spetterà comunque a Moffa.


Sezze, 26 marzo 2007

Falco: “Un bilancio tranquillo”. Un capitolo per la cultura

Tempi brevi per il preventivo 2007: la manovra sarà di 18 milioni di euro

Sarà approvato entro la fine di marzo il bilancio preventivo 2007 del comune di Sezze. La delibera sui conti passerà con la firma di Leopoldo Falco, arrivato quasi al termine del suo lavoro di commissario dopo più di un anno passato a palazzo De Magistris. Nei prossimi giorni il collegio dei revisori dei conti restituirà al viceprefetto lo schema di bilancio, la cui portata dovrebbe aggirarsi sui 18 milioni di euro. <<Abbiamo cercato di predisporre una previsione di spesa che fosse la più reale possibile – dichiara il commissario prefettizio – è una “manovra” tranquilla, che non contiene grandi investimenti nelle opere pubbliche, anfiteatro a parte, ma verso le quali sono stati raddoppiati i fondi destinati alla manutenzione>>. Lo spirito del bilancio, e non poteva esser diversamente per una gestione commissariata, non è quello delle ultime giunte Zarra, impegnate nel finanziare i lavori di Ferro di cavallo e dintorni. <<Unica novità è la creazione di bilancio sulla cultura, che prima non c’è mai stato – spiega Falco – a fronte di una spesa storica di 45mila euro in questo settore, i precedenti bilanci stimavano una spesa di soli 3mila e in genere si andava avanti con ulteriori assestamenti. Ora abbiamo inserito questa cifra nel bilancio raddoppiandola: sono convinto che questo sia un investimento che la città si troverà a disposizione>>. Per le manifestazioni e le strutture culturali il Comune dovrebbe quindi mettere a disposizioni circa 70mila euro in più del solito.

Sullo schema di bilancio peseranno i contenziosi da affrontare. Su questo versante la spesa aumenterà da 70mila a 75mila euro. <<Ma già il dato del 2006 era un record storico per l’ente – precisa Falco – serve perciò un iniziativa forte: la creazione di un ufficio legale in comune>>. Intanto attende i finanziamenti per il nuovo depuratore di Sezze scalo, il cui arrivo forse slitterà all’insediamento della nuova giunta. <<Sul depuratore e sul contenzioso con la Dondi (in via di definizione, ndr) ci giochiamo la serenità futura del bilancio>> chiosa il commissario.  


Sezze, 14 marzo 2007

Tre uomini e una Casa delle libertà

Forte chiede la convergenza su Zarra. Di Palma non molla e Ciarlo attrae An

Centrodestra diviso e trino a Sezze in attesa che i vertici della Casa delle Libertà partoriscano l’atteso accordo sulle amministrative o decidano diversamente. All’interno dei partiti le segreterie provinciali sembrano aver fatto chiarezza: Alleanza nazionale ha ricucito lo strappo tra Piccolo e Del Monte, Forza Italia ha confermato il commissario Del Duca (Fazzone e Cusani hanno per ora respinto le richieste dell’ex vicesindaco Ciarlo) e la scatola vuota dell’Udc, abbandonata dai dirigenti passati all’Italia di mezzo, resta nelle mani di Zarra.

Lo slittamento del vertice provinciale sulle amministrative in programma a Latina e in provincia lascia in standby la CdL setina e i suoi possibili candidati a sindaco. Fanno quadrato attorno a Serafino Di Palma i partiti minori come Azione sociale, che punta il dito contro l’Udc: <<Sarebbe un grosso sbaglio – afferma il segretario provinciale di As, Giuseppe Mazzocchi – assecondare il diktat di Michele Forte e sostenere la candidatura di Zarra. Zarra e Forte stanno incassando, attraverso la figura del primo, il frutto della minaccia di non sostenere Zaccheo a Latina, dopo l’uscita di Fabrizio Cirilli da An. Una maniera discutibile per ottenere qualcosa>>. Nel frattempo Alleanza nazionale si è messa alla finestra, auspicando una ricomposizione della CdL e minacciando soluzioni alternative qualora ognuno decidesse di andare per la sua strada. Nel documento sottoscritto da Piccolo e Del Monte si fa riferimento ad un candidato che potrebbe unire i favori di An e di alcune civiche. Che si tratti di Giuseppe Ciarlo, sostenuto da liste “ad hoc” (Forza Sezze e Solidarietà setina i possibili nomi) e avvicinato dalla Dc?

Nello schieramento di Zarra permane invece il silenzio. Continua però il pressing su alcuni fedelissimi del sindaco uscente: Forza Italia corteggia invano Senibaldo Roscioli.


Sezze, 7 marzo 2007

Turbogas Mazzocchio, ecco il tavolo delle municipalità

Il subcommissario Talani: “Per ora Sezze potrà partecipare da osservatore”  

Nasce un tavolo di lavoro tra le municipalità interessate alla realizzazione della turbogas di Mazzocchio. Un incontro ufficiale ospitato lo scorso 28 febbario dal consiglio comunale di Pontinia ha definito lo schieramento delle amministrazioni contrarie al progetto. Al fianco del comune guidato da Eligio Tombolillo si pongono Sonnino, Priverno, Sermoneta e Sabaudia, con Sezze attento osservatore. <<Destra e sinistra devono trovarsi d’accordo su una volontà politica che tuteli la vocazione agroalimentare di questo territorio>> è l’appello Novelli (Fi Pontinia). E a questo richiamo sembrano rispondere tutti i comuni limitrofi. Lo fa Migliori, vicesindaco di Sonnino e consigliere provinciale di An, e lo fa D’Arcangeli, che in Provincia sta con i Ds: con Tombolillo si lavora alla stesura delle linee guida di un piano energetico locale che favorisca le fonti rinnovabili e ribadisca l’autosufficienza energetica della regione. <<Il comune di Sonnino, che già l’8 febbraio scorso si è detto contrario alla turbogas, impugnerà il decreto di valutazione d’impatto ambientale non appena gli sarà notificato>> comunica Migliori. <<Non si può parlare di città limitrofe interessate – afferma Nardocci per l’amministrazione di Sermoneta – poiché l’impatto negativo di una centrale si ripercuote sull’intera provincia ed oltre, basti pensare all’approvvigionamento idrico>>. Costretto al ruolo di osservatore, per ora, il comune di Sezze: <<L’amministrazione straordinaria parteciperà al tavolo con attenzione – assicura il subcommissario Talani – non si può togliere alla futura amministrazione la possibilità di esprimere una scelta politica in merito>>. La delibera di bocciatura del progetto turbogas non sarà quindi emessa dalla gestione commissaria di Falco.

La Rete civica di Pontinia, presente all’incontro, continua la sua battaglia e solidarizza con il comitato di Aprilia: <<L’agro pontino ha bisogno di altro dalle centrali – ribadisce il portavoce Paolo Cima – le istituzioni si muovano per tutelare questo territorio>>.


Sezze, 1 marzo 2007

Ricucitura in An, gelo Fi - Udc. Zarra perde i pezzi

Moffa mette d'accordo Piccolo e Del Monte. Reginaldi saluta il Pd  

Lo stallo nel dialogo tra i vertici provinciali della Casa delle Libertà tiene in fermento la campagna elettorale a Sezze. Se l’Unione ha scelto Campoli e ha quasi definito il novero delle liste che lo appoggeranno (a quelle già note si dovrebbero unire a giorni gli ex Udc approdati a “L’Italia di Mezzo”), grandi movimenti si avvertono nelle coalizioni di Zarra e di Di Palma. La CdL si avvia a riassorbire le fratture interne che hanno animato le scorse settimane. L’intervento di Moffa ha placato gli animi in Alleanza nazionale e ha sedato lo scontro tra Antonio Piccolo ed Evelina Del Monte, tanto che i due hanno sottoscritto un documento unitario: <<Il primo obiettivo di An a Sezze è quello di ricomporre la CdL per l’individuazione di un candidato. Ma se purtroppo, come si sta verificando, non di determineranno le condizioni politiche idonee a farci raggiungere questo risultato, il partito valuterà anche la possibilità di fornire una propria indicazione a sindaco, forte della capacità di aggregare a tale scelta anche alcuni raggruppamenti civici>>. Alleanza nazionale sposta quindi il tiro, finora puntato sull’uomo da proporre per palazzo De Magistris. Su questa scelta resta invece il gelo tra l’Udc e Forza Italia. Il senatore Forte, per mantenere in vita la CdL, chiede il sostegno degli alleati a Zarra; Cusani e Fazzone non intendono però tornare indietro su Di Palma, rinunciando così a ricucire lo strappo con Giuseppe Ciarlo. L’ex vicesindaco, che ha incontrato anche Zarra, dovrebbe presentarsi alle urne sostenuto da due civiche.

Molti problemi, invece, per il sindaco uscente, che comincia a perdere pezzi. Il primo di questi è Roberto Reginaldi, che in una lettera al presidente Rinaldo Ceccano ha comunicato la sua scelta di abbandonare il “Partito democratico per Zarra”. <<Premesso che non ho nulla da rimproverarti sul lato personale – afferma Reginaldi – in questi giorni ho riscontrato nell'elettorato un forte consenso sulla mia persona ma non altrettanto sulla mia collocazione politica. Il popolo non vuole più sentir parlare di liste civiche, ma vuole fortemente trovare collocazione in partiti solidi e rappresentativi, vuole cambiare ma non con nuove liste civiche condotte da vecchi personaggi, fantasmi che si aggirano nel palazzo comunale e colpevoli della cattive gestioni passate>>.


Sezze, 21 febbraio 2007

Cusani e Zappalà: <<Di Palma non si tocca>>

An assente alla convention CdL. Sullo sfondo le trattative in provincia

Convention in grande stile per Serafino Di Palma, che sabato sera ha presentato alla città la sua candidatura a sindaco di Sezze. Auditorium Costa strapieno per l'attesa apertura della campagna elettorale del centrodestra: tra gli oltre quattrocento partecipanti alla serata si son fatti notare, più o meno interessati, diversi volti noti di altre coalizioni politiche. Sul palco, a sostenere il delegato provinciale alla Protezione civile i rappresentanti locali dei partiti che lo sostengono (Forza Italia, Md, Azione sociale, Nuovo Psi, Giovani per Sezze), gli assessori provinciali Tiero e D'Arco  e l'europarlamentare Zappala. Unica palese assenza quella dei vertici di Alleanza nazionale, alle prese con scontri interni che hanno congelato le scelte politiche del partito. Di Palma, visibilmente emozionato, ha lanciato la sua sfida  di “sindaco a tempo pieno”: <<Sezze deve tornare ad essere la capitale dei Monti Lepini, deve recuperare il ruolo che merita. Per far questo c'è bisogno di rappresentanti che lottino per difendere la dignità del paese oltre i suoi confini: in Regione, in Provincia, al parlamento. Io sono pronto a farlo>>. <<Questa città soffre già da molto tempo, soprattutto a causa del disastroso ricorso alle liste civiche – sostiene Zappalà - ora Sezze deve scegliere un futuro concreto, consegnarlo in mani affidabili che abbiano riferimenti con il territorio>>. L'europarlamentare ha teso una mano ai fuoriusciti di Forza Italia (<<rivogliamo a casa  tutti coloro che hanno fatto un percorso con noi>>), senza discutere la leadership della coalizione: <<E' noto che ci siano discussioni in atto nel centrodestra sugli accordi per le amministrative. L'esperienza mi insegna che le trattative si chiuderanno solo al momento della consegna delle liste, ma sulle scelte fatte non si torna indietro. Ritengo che quella di Di Palma sia la miglior scelta possibile>>.

Intanto in settimana anche il presidente della provincia Cusani è sceso in campo al fianco di Di Palma: <<Noi abbiamo scelto senza “se” e senza “ma” un uomo che è espressione del territorio e siamo convinti che anche i nostri alleati lo sosterranno. Ci sono persone in grado di trasmettere quella passione civile e quel rigore morale che serve a chi si impegna per gli altri. Da Sezze vogliamo lanciare un segnale importante>>. L’assenza di rappresentanti di Alleanza nazionale all’apertura della campagna elettorale della coalizione e la difficile trama degli accordi nel centrodestra, da giocarsi sul tavolo delle candidature dei vari comuni al voto, lascia qualche incognita. Le fibrillazioni sull’asse provinciale della CdL, così come le trattative locali degli scontenti, continuano.


Sezze, 13 febbraio 2007

Unione, mandato forte per Andrea Campoli

Primarie, triplicata la partecipazione

L’elettorato del centrosinistra consegna una leadership forte ad Andrea Campoli, che da domenica sera è il candidato a sindaco di Sezze dell’Unione. Le palesi difficoltà dei mesi scorsi, che hanno percorso all’interno i Ds setini e si sono riverberate sul rapporto con gli alleati (il tentativo di una candidatura congiunta con La Margherita non è mai decollato), sembrano d’un tratto spazzate da un mandato pesante, consegnato al trentatreenne consigliere provinciale dai 3303 elettori recatisi alle urne per le elezioni primarie. In 1996 hanno indicato Campoli quale pretendente del centrosinistra alla poltrona di palazzo De Magistris, sfiorando il 61% dei consensi. Quasi doppiato il diellino Giovanni Zeppieri, arrivato al 31.5% con 1044 preferenze, mentre Enza Berti, candidata dai Comunisti italiani, ha raccolto 177 voti (poco più del 5%). Più del largo successo dell’esponente Ds, salta all’occhio la massiccia partecipazione alla consultazione. <<Il fatto che tremilatrecento persone, nonostante il poco tempo avuto per la campagna elettorale, abbiano percepito l’importanza della partecipazione a questo evento è qualcosa di straordinario – commenta soddisfatto Campoli – a fronte della frattura che si è venuta a creare negli ultimi anni tra elettori ed eletti, i cittadini hanno percepito qualcosa di nuovo e di diverso che possa essere impresso alla politica locale con questa partecipazione attiva>>. La mobilitazione del popolo dell’Unione è stata quasi tre volte superiori all’unico precedente di questo tipo, le primarie per la scelta del premier Prodi, alle quali parteciparono circa 1200 elettori di Sezze. Un fenomeno in controtendenza rispetto a quello che è avvenuto, per esempio, in dicembre a Latina. <<Mi auguro ci sia una campagna elettorale legata alle scelte che riguardano il futuro di Sezze. Non parteciperemo ad altre diatribe>> promette Campoli. Il diessino commenta con ironia le voci sulla partecipazione di appartenenti alle altre coalizioni, o di loro consanguinei, alle votazioni: <<Sono profondamente contento del fatto che quelli che noi sapevamo esponenti di alcune liste civiche abbiano sottoscritto il progetto politico dell’Unione. Si saranno ravveduti>>.

L’alta affluenza attribuisce grande valore anche al risultato del candidato de La Margherita, che ha superato le mille preferenze. <<E’ un grandissimo risultato per il partito e per la coalizione – afferma Zeppieri – numericamente è un grosso passo in avanti. Onore ad Andrea che è riuscito ad aggregare più partiti, ma va sottolineato che questi mille voti sono tutti de La Margherita. Possiamo vincere, ora lavoriamo insieme e chiediamo a Campoli impegni per una trasparenza amministrativa e per una politica partecipata>>.


Sezze, 3 febbraio 2007

Del Monte delegittima Piccolo e Di Palma. Una sponda per Zarra?

La casa delle Libertà e le beghe nei partiti

Volano gli stracci e le reciproche “scomuniche” all’interno di Alleanza nazionale a Sezze. Anzi, sarebbe meglio dire “volano all’esterno”, visto che la querelle tra l’ex consigliere comunale Evelina Del Monte e il commissario di circolo Antonio Piccolo viaggia per mezzo stampa. L’ultimo diretto affondo è della donna che da tre legislature rappresenta An a Palazzo de Magistris, la quale mette in discussione la candidatura di Serafino Di Palma per il centrodestra. <<Alleanza nazionale non ha ancora scelto il suo candidato – afferma a chiare lettere la Del Monte – e non sono solo io a dirlo, ma è quanto si legge nella nota che il coordinatore De Monaco ha inviato in data 29 gennaio ai responsabili locali del partito>>. E’ una dichiarazione di guerra a Piccolo, accusato di non aver reso pubblica, forse per proprio tornaconto, tale nota. <<Così vengono disattese le direttive di partito – denuncia la Del Monte – ma io non ho intenzione di alimentare una polemica che di politico non ha nulla. Sull’argomento ci torneremo in sede congressuale, quando gli iscritti di An potranno sviscerare tutte le brutture che si sono accumulate>>. Le brutture sarebbero le “farneticazioni” di Piccolo, che aveva accusato l’ex consigliere di aver gestito la sua carica <<in maniera del tutto personale ed autoreferenziale>>. Elogiando la nascita del gruppo “Donne di An per il cambiamento”, il commissario aveva affermato che il partito, <<finalmente libero e democratico>>, non avrebbe più protetto <<gli interessi di chi ha ancora intenzione di poter gestire il partito come cosa sua>>. La Del Monte riapre ora gli scenari politici setini, ricordando che il progetto tracciato dal coordinatore provinciale parla di <<ricompattamento della Cdl>>. Una riunificazione, anche se non viene detto, che passa per il dialogo con l’Udc, oggi rappresentato a Sezze da Lidano Zarra.

Intanto i partiti della Casa delle Libertà si adoperano per conquistare un elettorato che ha abbandonato la sinistra senza buttarsi dall’altra parte. Per lanciare la sfida a Zarra e all’Unione la CdL, che parte dal poco incoraggiante 19.4% del 2003 – quando contava sull’apporto dell’Udc ma non racchiudeva in sé la civica Md – punta a chiarire la compattezza dei propri gruppi dirigenti. Per Forza Italia, altro partito commissariato, mette le cose in chiaro Gianni Del Duca: <<Dire oggi, come ho letto da più parti, che Fi a Sezze è spaccata è solo un mezzo strumentale. Gli uomini possono avere anche un consenso all’interno del partito, ma nessuno può pensare che esso esista esclusivamente per merito della persona che in quel momento lo rappresenta>>. Il riferimento all’ex vicesindaco Ciarlo, fuoriuscito con clamore da Forza Italia, è chiaramente voluto.


Sezze, 27 gennaio 2007

Definiti i nomi dei candidati alle primarie del centro-sinistra:

Enza Berti, Andrea Campoli e Giovanni Zeppieri -nella foto-

La corsa della primarie entra nel vivo anche a Sezze. Definita la lista di coloro che saranno ai nastri di partenza, anche l’ultimo “iscritto”, il diessino Andrea Campoli, consigliere provinciale, 33 anni, presenta il suo progetto. Un programma già consegnato al comitato elettorale dell’Unione, che venerdì ha chiuso i termini per la presentazione dei candidati – gli altri due sono Nino Zeppieri (Margherita) ed Enza Berti (Comunisti Italiani) – alla consultazione del 11 febbraio. La sfida di Campoli parte da un’analisi della realtà cittadina degli ultimi anni. «Un’analisi semplice – spiega l’aspirante sindaco – perché a Sezze ci sono enormi potenzialità e intelligenze. Ma a fronte del mutamento della società non ha corrisposto la nostra capacità di definire e riorganizzare un modello di 

sviluppo che tenesse conto di queste nuove esigenze». «La vicenda di tre anni fa – gli fa eco il consigliere regionale Domenico Di Resta –ha dimostrato uno scollamento della realtà politica tradizionale dal paese. Quell’esigenza che stava nella società ha trovato una soluzione amministrativa non all’altezza delle aspettative». Alle primarie Campoli avrà sicuramente il sostegno di Sdi, Italia dei Valori e della civica Tutti per Sezze. Agli altri alleati propone, invece, i capisaldi del suo progetto: «Prioritario è il rispetto delle regole. Poi occorrerà pensare allo sviluppo e alla crescita economica, partendo dall’agricoltura e dalla produzione. Ma il tratto comune a tutti i partiti dell’Unione è comunque l’ansia di rispondere ai problemi strutturali del paese». In quest’ottica Di Resta predica unità: «Il rinnovamento richiede l’impegno di tutti. Ed oggi è necessario aprire una fase politica nuova, un confronto serio sulle prospettive di un comune troppo importante per rimanere fuori dallo scenario provinciale». «Abbiamo un obbligo verso Sezze – conferma il segretario locale Ds Cristian Santia – quello di dare la garanzia di un governo stabile al paese».


Sezze, 20 gennaio 2007

Campoli per i Ds e Zeppieri per la Margherita. Sarà sfida a tre? 

Il dibattito che si è trascinato per mesi all’interno del partito è giunto a conclusione. I Democratici di sinistra di Sezze presenteranno la candidatura di Andrea Campoli alle primarie del prossimo 11 febbraio. Lo ha comunicato la segreteria Ds al termine del direttivo di martedì sera: <<La Quercia – si legge nella nota diffusa dalla sezione “Antonio Gramsci” – punta sul rinnovamento della politica per riconquistare il governo del paese nell’interesse e al servizio dei cittadini>>. Le febbrili trattative portate avanti dal segretario Santia e dal coordinatore provinciale Sesa Amici per ricomporre gli schieramenti interni – quello pro-Campoli, quello a favore di Titta Giorgi e la terza carta costituita da Lelio Grassucci – sono giunte in porto non senza 

fatica. Ma la volontà di riproporsi come forza di governo <<al servizio dei cittadini>> sembra aver spinto i Ds ad approvare <<all’unanimità>> il nome del candidato alle primarie e a guardare oltre. <<Dopo gli ultimi anni di stagnazione morale determinata dalla coalizione guidata da Zarra, che si è distinta per i continui rimpasti di giunta senza aver mai reso noti i motivi – scrivono i Ds – poniamo in primo piano il coinvolgimento della cittadinanza nelle sue articolazioni sociali, economiche e culturali. La trasparenza nel governo della città è prioritaria per rinnovare l’amministrazione e ristabilire certezze e regole>>. Nessun accordo, dunque, con La Margherita, che nel suo congresso comunale – in programma sabato – ufficializzerà la candidatura di Nino Zeppieri. A sostegno di Campoli, consigliere provinciale, si schierano Rifondazione comunista e la civica Tutti per Sezze. I Comunisti italiani hanno invece annunciato che per loro correrà Enza Berti. Al tavolo di coalizione i partiti si sono impegnati a non presentare nuove candidature. Qualche resistenza a questo accordo, ad ore di distanza, è arrivata dalle file dell’Udeur, che avrebbe voluto aggiungere alla lista un quarto nome. Ma “fatta la legge, trovato l’inganno”: una candidatura, secondo il regolamento scritto per le primarie, potrebbe esser presentata dal mondo delle associazioni. C’è tempo fino al 27 gennaio. E il nome di Pietro De Angelis non sembra ancora tagliato fuori.


Sezze, 15 gennaio 2007

Primarie Unione, il primo candidato è donna.

I Comunisti italiani sosterranno Enza Berti  

A Sezze le primarie dell’Unione hanno finalmente il primo aspirante sindaco. Ed è una donna, Enza Berti, candidata dai Comunisti Italiani. <<Questa decisione – spiegano in un comunicato il segretario provinciale Edoardo Castellucci e il suo omologo locale Antonio Tartaglia – è un atto di concretezza e di coerenza politica, in quanto dimostra la nostra piena volontà di voler partecipare ad un effettivo rinnovamento del costume politico locale. Un costume politico che può e deve rinnovarsi anche attraverso la partecipazione diretta delle donne alla vita pubblica del nostro paese>>.I Comunisti italiani anticipano così la chiusura del tavolo dei maggiori partiti dell’Unione per una candidatura unitaria alle primarie.

<<Dopo avere a lungo assistito a continui rinvii, a rilanci a mezzo stampa di candidature effimere, a giochi e giocherelli inconcludenti – afferma il PdCI – dovevamo uscire fuori da questa situazione di stallo, per non restare bloccati su discussioni che ritardavano la definizione di quel programma politico e amministrativo serio, che noi auspicavamo di elaborare ed approvare già nei mesi scorsi>>. La sfida dei comunisti è comunque a Zarra: <<Il PdCI intende concludere il suo percorso con la più ampia vittoria dell’Unione per Sezze, per traghettare il nostro paese fuori dalle secche e dalla stagnazione di una crisi politica e amministrativa generata dall’esperienza fallimentare delle liste civiche>>. Nel resto dell’Unione le trattative proseguono intanto su due distinti tavoli. La Margherita, che non gradisce il candidato dei Ds – il consigliere provinciale Andrea Campoli – ha provato a sondare senza fortuna gli umori degli altri centristi (Udeur, Italia di mezzo e Tutti Per Sezze). Resta in ballo il nome dell’ex assessore Pietro De Angelis, esterno ai partiti e vicino a Titta Giorgi, ma le sue quotazioni sembrano in ribasso.


Sezze, 9 gennaio 2007

La politica che "cambia". 

Ovvero: fenomenologia di Lidano Zarra  

La campagna elettorale più noiosa degli ultimi tempi è iniziata. Ad aprire i varchi del tendone, tra squilli di tromba e timidi applausi, è stato il primo attore, già ex primo cittadino (e chissà che presto non ritorni ad esser pure questo). Lidano Zarra ha anticipato tutti e ha messo in guardia gli sfidanti, chiunque essi siano. Una tattica anomala la sua, almeno rispetto ai suoi colleghi “defenestrati”: se gli altri sindaci hanno immediatamente rimesso in moto la loro macchina elettorale, il nostro ha atteso a lungo. Di lui, dal giorno della sfiducia alla nuova discesa in campo, si ricordano poche, pochissime parole. “Qualcuno dovrà spiegare” disse sibillino all’indomani della sua destituzione. 

Poi tanto chiassoso silenzio e frenetiche trattative tra Sezze e la provincia.  Zarra ha capito tutto, o quasi. Ha lasciato scorrere i proclami altrui e ha atteso che gli avversari si impantanassero nelle loro incapacità di comprensione e sintesi. Ha tenuto al sicuro l’armatura di famiglia, spolverandola qua e là. S’è assicurato un sostegno Forte  (con la maiuscola) e ha cavalcato, senza ostentarlo apertamente, il processo di scioglimento dei poli: il simbolo dell’Udc in fondo non gli serviva, ma ha cancellato la fastidiosa chiacchiera sul suo strabismo politico. Imbarcato il Partito democratico e chiuso il cerchio delle alleanze minime ma certe, senza chiudere la porta ad alcuno, ha dato il via all’offensiva pubblica.

Alla convention di autoproclamazione non mancava proprio nulla, dallo speaker alle signorine “buonasera” (le ragazze impiegate per l’accoglienza, da annoverare tra le trovate più tristi di questo natale, quasi quanto i babbi natali appiccicati ai comignoli). E se la scenografia era nettamente più sobria dell’originale versione a stelle e strisce, dove palloncini e cotillon la fanno da padroni, la retorica del leader non aveva nulla da invidiarvi. L’inedito Zarra è apparso ipercomunicativo, adottando a meraviglia il registro linguistico berlusconiano (che il Cavaliere, a sua volta, ha un po’ sottratto al formato d’oltreoceano e ha un po’ modellato per una “certa smania degli italiani”).

Per quanto spudorata, la parodia dell’homo novus di Arcore non è apparsa affatto stonata. Anzi. Per scaldar le gelide mani del pubblico del San Michele arcangelo, alquanto tiepido nei confronti degli oratori che l’hanno preceduto, è servito l’intervento dell’epigono nostrano. Dal paese “che cambia” alla “politica del fare”, dagli avversari “che sanno dire solo no” all’appello alla Sezze “fiera e attiva”, tutte le parole di Zarra erano intrise di una dialettica familiare. Persino il gesto del programma siglato in pubblico dagli alleati ricordava qualcosa di già visto, pur nelle differenze di sorta. Uno stile comunicativo, dunque, talmente uniformato al suo modello da non risultare parodistico. Ne è testimone quel sorprendente “siamo una massa di coglioni”, per nulla accostabile all’uso berlusconiano dello stesso epiteto, che nessuna risata ha suscitato nella platea.

Linguaggio e simbologia a parte, quello che in questa fase accomuna l’immagine dell’ex sindaco a quella del Cavaliere è la pretesa lotta contro un sistema. Ovvero la lotta al sistema partitocratico, spazzato via nel Belpaese dalla caduta di un muro, dalla città delle tangenti, dalla videocrazia e, ancor prima, dalla morte dei veri statisti. Un sistema che Zarra rintraccia ancora nella Sezze odierna e che a suo dire si oppone al cambiamento, ad una nuova primavera, tanto da far crollare la sua giunta con una manovra trasversale. Un sistema scardinato già una volta dall’escamotage delle liste civiche – era un “mezzo”, ha ammesso egli stesso – e oggi attaccato frontalmente da una diversa (?) classe politica.

Zarra fa comunque qualche errore palese. Nella grande intuizione di rivolgersi ai giovani, ad esempio. Se è meritorio aver compreso quanto il loro voto peserà nelle prossime elezioni (le due liste “vietate ai maggiori”, quella di Identità setina e quella legata a Pino Ciarlo, lo dimostrano), dire alle nuove leve <<cessate di essere oggetti passivi di interessi concupiscenti>> significa dimenticare che l’uso dei “candidati usa e getta” sia stato una delle armi vincenti della stagione delle civiche. Stessa caduta è l’appello riservato al mondo della cultura e delle associazioni, mai ascoltato dal capo delle ultime quattro giunte (vero Ignazio?).

Eppure l’ex sindaco convince stavolta anche noi, amanti della buona comunicazione. Nel dinamismo elettorale più che in quello amministrativo, è ovvio. Mentre i Ds si perdono in anacronistici direttivi senza cavare un ragno dal buco, Zarra attende fiducioso col fucile spianato. Pronto ad impallinare, al solito, la vecchia guardia, “quella che – dice - ha rovinato Sezze e che non vuole cambiare”. Il suo refrain è scritto: attende solo di esser suonato nella noia mortale della campagna elettorale che viene.

P.s.: A.A.A. Unione cercansi: cari amici (o compagni, se preferite), con il permesso dei signori del Ministero, stiamo organizzando un’incoronazione ufficiale per il nostro Lidano il prossimo aprile o, al più tardi, a maggio. Vorremmo sapere se verrete, in quanti e chi vi accompagna. Affrettatevi a farci sapere!


Sezze, 2 gennaio 2007

Zarra: dinamismo amministrativo per cambiare Sezze  

<<Quando finisce un amore così come è finita la mia esperienza amministrativa è difficile trovare la forza morale e le ragioni per ricominciare, eppure eccoci ancora qui>>. Parafrasa Cocciante il nuovo Lidano Zarra, che venerdì sera a Sezze ha aperto la sua campagna elettorale illustrando il progetto politico “Sezze che cambia”, col quale si presenterà alle amministrative di primavera. Un cartello di liste che accomuna quattro civiche all’Udc, appena commissariata nelle mani dell’assessore provinciale Pasquale Fusco, e al nascente Partito democratico setino. <<Vi diranno che passando da “Alternanza amministrativa” a “Sezze che cambia” – attacca l’ex sindaco – in realtà nulla muterà. Queste persone non hanno capito cosa è successo nel 2003 e non immaginano cosa accadrà nel 2007>>. Zarra illustra ad una platea folta e attenta, ma non particolarmente calda, il passaggio tra la prima e la seconda fase del suo progetto. <<Alternanza amministrativa è stata il mezzo – spiega – “Sezze che cambia” è il fine. Le liste civiche erano lo strumento per affrontare una classe politica troppo logorata da guerre fratricide e dai detentori di pacchetti di tessere sempre pronti a chiudere le porte ad ogni cambiamento. E serviva a mantenere provvisoriamente alcuni equilibri politici provinciali>>. La difesa di quanto fatto fino alla sfiducia e l’invettiva diventano un richiamo per la classe politica all’unità. <<Se facessimo una riflessione sui risultati delle elezioni amministrative degli ultimi anni – lamenta Zarra –scopriremmo che siamo una massa di coglioni, visti i tanti candidati di Sezze non eletti per pochi voti. Non riusciamo a fare sistema, come il sud pontino>>. Il candidato del centrosinistra “moderato e progressista sprona i giovani ad attivarsi per il <<cambiamento>> del paese, cessando di <<essere soggetti passivi di interessi concupiscenti, legati alle scadenze elettorali>>. Un cambiamento che passa nei princìpi dell’azione politica di Zarra, che nella serata da convention diventano un tormentone: il dinamismo amministrativo e la politica del fare. Tra qualche stoccata agli ex vertici dell’Udc e il rinnovo dell’impegno per un nuovo Prg e i piani per le infrastrutture e la viabilità, Zarra si scaglia contro un centrosinistra <<che è riuscito a dire solo “no” e che ha preferito il muro contro muro alla concertazione>>. L’ultima stoccata è per il commissario Falco, <<capace di ascoltare input da una arte sola>>: <<come candidato sindaco sono pronto già da stasera ad un incontro ufficiale per mettere sul tavolo tante “cartoccelle” che non mi sconfinferano. Un commissario non può fare in modo che oggi siano coloro che hanno perso le elezioni nel 2003 a determinare certe scelte amministrative>>.

                   Il Messaggero anno 2007