articoli di Christian Capuani 

              Il Messaggero anno 2006  

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Sezze, 26 dicembre 2006

L'Udc è di Zarra. Per il candidato Ds ci pensa Sesa Amici  

<<La situazione che si è venuta a determinare è pregiudizievole per l’immagine del partito e sarebbe buona cosa se tutti insieme si riuscisse a recuperare un’unità, anche in virtù delle prossime elezioni amministrative>>. Lidano Zarra non si nasconde e dice la sua sul travaglio dell’Udc di Sezze, che ha determinato la fuoriuscita del segretario Rosella e del direttivo a lui collegato. <<Non entro nel merito delle scelte fatte da altri – chiarisce l’ex sindaco – ritengo però che le dinamiche interne ai partiti non possano essere determinate da personalismi antagonisti e che i processi decisionali debbano portare scelte condivise. Se poi qualcuno non condivide queste scelte e vuole perseguire altre strade lo faccia, ma non imputi ad altri responsabilità che non ci sono>>. Zarra respinge seccamente l’accusa di aver ricattato Michele Forte per ottenere la guida dell’Udc a Sezze, così come sostenuto da Rosella. <<Il senatore non si lascia ricattare da alcuno – dichiara – queste affermazioni rappresentano una caduta di stile da parte di chi le ha fatte, cioè il segretario locale>>.

I fuoriusciti intanto guardano all’immediato futuro e non si precludono alcuna scelta di schieramento. <<Inizieremo un percorso di centro – spiega Pietro Bernabei – e siamo pronti a ricercare tutte quelle forze moderate sufficienti a garantire questo progetto, che ha il fine di sbarrare la strada a chi insegue la logica spartitoria delle poltrone>>. L’ex vertice dell’Udc si è già interrogato sulla propria identità: <<Non intendiamo fare liste civiche – chiosa l’ex assessore – e comunicheremo quanto prima quale simbolo ci rappresenterà, nell’ottica di spezzare gli schemi bipolari che stanno rovinando il sistema politico>>. Lido naturale di questa analisi sembra essere l’”Italia di mezzo” di Follini. Rosella non esclude il dialogo con parti del centrosinistra.

Nell’Unione, intanto, la patata bollente passa a Sesa Amici. I Ds di Sezze non trovano l’accordo per il nome di un candidato sindaco da proporre agli alleati ed entra allora in scena la neosegretaria provinciale della Quercia. <<Si è svolto un direttivo e sono state tracciate le linee guida da seguire – spiega Titta Giorgi – adesso la situazione è in mano alla coordinatrice provinciale, che dovrà incontrare le altre forze politiche dell’Ulivo. E alla fine arriveremo ad un chiarimento: ora stiamo ragionando, poi una candidatura dovrà comunque venire fuori>>. La Amici raccoglie un compito scomodo, finora spettato ad un direttivo di sezione che non è riuscito a superare le divisioni interne, tra chi vorrebbe continuare nel solco della tradizione e chi sostiene – la maggioranza del partito – una decisa sterzata verso una nuova leadership. Gli alleati hanno assistito interdetti alla conta dei Ds, che ha scoperchiato la spaccatura dei quadri dirigenti. In due mesi di incontri serrati nessuna convergenza si è concretizzata sui nomi più gettonati; le candidature di Andrea Campoli, Lelio Grassucci e Titta Giorgi sono sempre rimaste nel limbo. <<Si sentono dire molti nomi in giro – chiarisce Giorgi – ma finora è stata solo la stampa a parlare. Per quello che mi riguarda, non mi è stata ancora offerta alcuna candidatura>>.

A Sesa Amici i Ds chiedono quindi quella sintesi necessaria per sbloccare una crisi che si trascina da mesi e che ha fatto rinviare l’annunciato appuntamento delle primarie al 4 febbraio. Durante l’incontro pubblico promosso sabato scorso dall’Associazione “Sezze per l’Ulivo” gli alleati (e anche qualche elettore diessino) hanno fatto capire chiaramente che il tempo delle scelte – in merito al candidato sindaco e al programma – non è più rinviabile. Alle primarie Quercia e Margherita puntano ad andare unite: i nomi messi sul tavolo dai Ds saranno analizzati assieme alle controproposte dei centristi, che sostengono Nino Zeppieri. Ma a fissare le regole della trattativa saranno direttamente Sesa Amici e Claudio Moscardelli, che già oggi potrebbero incontrarsi. Solo un accordo firmato dall’alto (dei vertici provinciali) potrebbe scongiurare la frattura interna ai diessini e quella con gli alleati, a loro volta divisi sulla terna Campoli-Grassucci-Giorgi.


Sezze, 16 dicembre 2006

Ritorno al futuro: dai partiti ai partiti (...e un caro saluto alle civiche)

Contrordine: si torna ai partiti. La tanto chiacchierata “era” delle lista civiche – condannate dalla nomenklatura tradizionale e difese a spada tratta dall’homo novus setino – sembra avvicinarsi alla bassa stagione. Il fascino del movimento civico, fatto sistema (vincente) da Martella, pare venir meno, almeno in parte, in questa lunga e noiosa “pre-campagna pre-elettorale”. Sarà colpa dell’effetto novità che va scemando, o forse l’aria di revival per un modo diverso di fare politica, che utilizza gli spazi del confronto e della sintesi, tipici dei partiti sani. O, ancora, la presa di coscienza del complesso lavoro di mediazione che il leader di una coalizione variegata deve svolgere per barcamenarsi su equilibri instabili (ma questo è anche il problema di segreterie storiche, come quella dei Ds).

Eppure il quadro politico setino, confuso come non mai, fa registrare un fenomeno bizzarro: il ritorno dei tanto bistrattati partiti che, seppur stretti per qualcuno, attraggono nuovamente la classe dirigente della città. Riemerge così dalle paludi la balena bianca, mentre il triste garofano viene sostituito da una rosa pungente, che ne mantiene giusto il colore e qualche petalo. I protagonisti della stagione civica si confondono perciò tra le bandiere dell’Udeur, del Partito democratico, dell’Italia dei Valori, dello Sdi e via discorrendo. E pure un rinvigorito Zarra smania stranamente per un simbolo dell’Udc del quale, fino a qualche mese fa, ignorava l’esistenza a Sezze. Fa parte del fenomeno in modo differente, infine, il nuovo corso degli ex popolari ed ex democratici (ed ex qualcos’altro) de La Margherita, che annoverano parentesi in liste civiche d’occasione.

Ci sono le eccezioni, è ovvio. Ma le civiche che dovrebbero nascere da una costola di Forza Italia sembrano essere solo un passaggio – di disturbo? – verso un panorama politico diverso o verso l’equilibrio preesistente. Più singolare appare il percorso dei giovani di Identità setina, che si pongono al momento come forza antisistema, alternativa ai partiti tradizionali. Un po’ come facevano missini e comunisti nella Prima Repubblica, un po’ come l’atteggiamento di un’altra realtà anomala, che di Identità setina condivide la sigla (Is), ma non certamente gli orizzonti politici: si parla di Iniziativa sociale.

I simboli in campo restano dunque moltissimi. E non sbaglia chi teme una nuova infornata di candidati ad hoc per le comunali 2007 e una scheda elettorale dalle dimensioni di una tovaglia. Si dice però che tutti questi aspiranti consiglieri comunali in realtà non ci siano. Non è un caso che Zarra rimandi da due settimane l’assemblea delle liste che lo sosterranno (le ragioni principali del rinvio, lo so, sono altre): per i capolista metter insieme venti nominativi non sarà facile come nel 2003. Il motivo lo si può ben comprendere. La disillusione dei tanti mancati consiglieri – siano stati questi motivati da interessi personali o volontà di partecipazione e servizio – è evidente. Il ruolo di portatore d’acqua reca più oneri che onori e i molti che l’hanno capito si guardano bene dal bissare l’esperienza.

I protagonisti della scena politica restano gli stessi di qualche anno fa, seppur qualcuno sembri aver preso casa sotto una cattiva stella. A determinare la storia di questo nuovo referendum – pro o contro Zarra – saranno gli attori di sempre, che rappresentino un partito, una lista civica o semplicemente se stessi. Perché le mode passano, ma loro (e la rispettiva corte) restano. I soliti noti.  

P.s.: Càpita che riflessioni e ragionamenti fatti con qualcuno finiscano immediatamente all’orecchio di terzi, più o meno interessati, che dopo un quarto d’ora mi chiamano per avere spiegazioni o puntualizzare. Magìa delle lingue o delle intercettazioni?

“Tutteddue”.


Sezze, 6 dicembre 2006

Destra, sinistra, centro: apparentemente tutto fermo

Restano per il momento irrisolti i nodi politici che tengono in stallo la macchina elettorale di Unione e CdL a Sezze. A seguito del clamoroso accordo tra Michele Forte e Lidano Zarra per l’affidamento all’ex sindaco del simbolo e del partito a livello cittadino, anche il centrodestra, che già lavorava alla scelta di un proprio candidato, perde un pezzo del proprio puzzle. Forza Italia, Alleanza nazionale, Movimento democratico, Azione sociale e Nuovo Psi non si potranno più confrontare con l’Udc del segretario Rosella e di Bernabei, ma dovranno vedersela con quella di Zarra. I forzisti, affidati alla guida commissariale di Gianni Del Duca, e l’Md di Serafino Di Palma non sono intenzionati a confrontarsi con le liste civiche e andranno per la loro strada. Dentro An, nella quale convivono posizioni diverse sull’esperienza Zarra, il freno maggiore potrebbe essere la presenza nella coalizione di civiche di partiti vicini al centrosinistra. E su questo problema si consuma l’ambiguità di alcune liste, come l’Udeur e l’associazione per il Partito democratico, che contemporaneamente siedono al tavolo dell’Unione e trattano con Zarra. In realtà attendono che si dipani la matassa del centrosinistra, dove confidano nella candidatura di Titta Giorgi: il diessino si è però detto disponibile ad accettare l’investitura, solo se questa venisse compattamente da tutte le forze della coalizione.  Voci insistenti danno intanto i Ds orientati sul nome di Lelio Grassucci, ex segretario di sezione. Se ne discuterà nel direttivo di partito e poi al tavolo dell’Unione.


Sezze, 25 novembre 2006

Zarra prova a ruggire. Centrodestra davanti al nodo sul candidato

Zarra torna allo scoperto. E scalda i muscoli, per riguadagnare la fiducia di quella gente di Sezze conquistata già una volta. L’ex sindaco fa la voce grossa davanti alla platea dell’auditorium San Michele arcangelo, radunata giovedì sera dalle parrocchie cittadine, alla presenza del commissario prefettizio Falco. Tra i suoi attenti e interessati uditori ci sono quasi tutti gli sfidanti politici, eterni contendenti o passati alleati che siano. Lui prende il toro per le corna, difendendo quanto fatto nella sua breve e tormentata esperienza amministrativa. <<E’ sotto gli occhi di tutti la discontinuità che abbiamo perseguito, rispetto ai governi precedenti – attacca Zarra – perché la democrazia a Sezze è stata per tanti anni bloccata da un Pci onnivoro, arroccato e sordo al dialogo con gli altri partiti. E’ sempre mancata l’alternanza>>. Un’alternanza che lui, nel suo piccolo, ha sperimentato partorendo quattro giunte in due anni e mezzo (una media degna della partitocrazia della prima Repubblica), ondeggiando come un pendolo tra le braccia del Polo e delle liste civiche. Proprio queste ultime, che dovrebbero ancora sostenerlo nel 2007, vengono scagionate dal dottor Zarra, a suo agio tra le metafore mediche. <<Le liste civiche non sono state il male, ma la patologia di un male tutto interno ai partiti>> afferma. Più o meno pacate le reazioni al suo apologo. Ma se il giudizio negativo dei rappresentanti dell’Unione era scontato, gli uomini del centrodestra intervenuti non hanno per nulla storto il naso (e non avrebbero certo potuto disdegnare le critiche ai Ds o la difesa di una legislatura che ha visto comunque governare la Casa delle Libertà). Qualche sottile messaggio di distensione, tra Zarra e CdL, è comunque emerso. Chissà che il sogno di un nuovo idillio, caldeggiato dal senatore Forte, non diventi realtà.Intanto centrodestra e centrosinistra si scambiano i ruoli. Se fino a dieci giorni fa l’Unione era l’unica coalizione a discutere alacremente (ma senza risultati) in vista delle amministrative 2007, oggi è il centrodestra, dopo aver assorbito il marasma interno a Forza Italia, a tornare a lavoro. 

I rappresentanti di Fi, An, Udc, Movimento democratico e Azione sociale hanno riavviato le consultazioni sul programma e sul candidato a sindaco: i partiti contano di sciogliere i due nodi principali entro la metà di dicembre, per poi concentrarsi su una campagna elettorale virtualmente già iniziata. Per ora la rosa di possibili leader della CdL si ristringe a due nomi, quello dell’ex assessore Pietro Bernabei per l’Udc e quello di Serafino Di Palma, presidente della lista Movimento democratico, la cui candidatura ha già spaccato Forza Italia. Su questo fronte restano serrati i tentativi di ricucitura avviati da Fazzone per riportare all’ovile la corrente di Giuseppe Ciarlo: l’ex vicesindaco mette però in discussione la figura di Gianni Del Duca, il commissario locale di partito che ha proposto il sostegno a Di Palma. Movimento democratico sferra intanto un attacco a Zarra: <<Se alla vigilia delle scorse elezioni – scrive la lista di Sezze scalo – era una sorta di portavoce delle idee del suo “inventore” (Martella, ndr), adesso è lui che si è autoeletto leader del suo “nuovo” progetto politico. L’accozzaglia di civiche che l’ex sindaco proporrà ad aprile è ancora più ambigua. Oggi Zarra punta sulla costituente del Partito democratico, una coppia perfetta: lui scheggia impazzita di una classe dirigente inventata per contrapposizione, loro nati sotto una stella che copriva le loro ambizioni e staccatisi subito per ottenere altrove>>.


Sezze, 20 novembre 2006

Centrale turbogas a Mazzocchio

Gli amministratori locali e i rappresentanti dei partiti della Casa delle Libertà di Pontinia, Priverno, Sezze e Sonnino si opporranno al progetto della centrale turbogas di Mazzocchio. <<Un no razionale e motivato>> è la linea politica degli esponenti del centrodestra, che lunedì sera, presso la sede An di Pontinia, hanno avviato un confronto sul problema. <<Perché farla qui? – è l’interrogativo posto da Alfonso Donnarumma, capogruppo dell’Udc e dell’opposizione a Pontinia – ci batteremo perché questa centrale non venga fatta e perché la città non sia riempita di centrali spazzatura. La turbogas avrebbe impressionanti conseguenze negative su di noi e sulle zone limitrofe>>. La centrale termoelettrica non piace alla CdL, che presenterà una mozione durante il consiglio comunale di domani (ore 11): il centrodestra chiederà a Tombolillo il ritiro del favorevole parere preliminare al progetto dell’Acea. Ma la turbogas non turba solo i sonni della gente di Pontinia. <<I danni maggiori li pagherebbe Sezze – spiega Serafino Di Palma (Movimento democratico) – dove dovrebbe sorgere la centrale di smistamento collegata agli elettrodotti che si snodano da Ceprano a Latina. Dobbiamo batterci contro il Piano elettrico regionale, che prevede quattro nuove centrali in cinquanta chilometri>>. Il timore principale è legato all’alta concentrazione di polveri sottili prodotta nella zona che va da Velletri a Pontinia, passando per Pomezia ed Aprilia. <<Evitiamo in ogni caso il populismo – sostiene il consigliere provinciale Roberto Migliori – perché certe scelte, in un’ottica di governo futuro del Paese e della regione, ci riguardano direttamente. Vanno individuate le aree del nostro territorio siano adatte a garantire lo sviluppo energetico, al quale non possiamo dire di no>>. Umberto Macci, sindaco di Priverno, auspica invece la concertazione tra gli enti locali. <<Non sono pregiudizialmente contrario, ma chiedo di esser informato sul progetto. E Tombolillo, finora, non l’ha fatto>>. Possibile la richiesta di un consiglio comunale allargato a tutte le municipalità interessate.


Sezze, 14 novembre 2006

Unione nel caos. Titta Giorgi unica soluzione?

Il valzer delle candidature nel centrosinistra setino danza verso la stretta finale. A meno di tre settimane dalle primarie, nell’Unione manca però un nome forte, in grado di catalizzare il consenso di più partiti. E in verità forti contrasti permangono anche all’interno degli stessi. E’ un rebus quello dei Ds, che il segretario Cristian Santia sta provando a risolvere con incontri a ritmo serrato: della terna fuoriuscita dalla conta interna un solo candidato resta in corsa, Lelio Grassucci, che non ha comunque formalizzato la sua accettazione. Un passo indietro – ufficializzando il ritiro della loro candidatura - l’hanno fatto Andrea Campoli, vincitore delle primarie dei Ds con il 60% dei voti, e il veterano Titta Giorgi, ben visto dal resto della coalizione (Sdi, Comunisti italiani) e da possibili alleati (il Partito democratico e le liste civiche che dovrebbero far riferimento a Giuseppe Ciarlo). La Quercia rischia quindi di ritrovarsi con un nome debole, quello di Grassucci, in minoranza nel partito e non particolarmente gradito dall’Unione.

In difficoltà anche La Margherita, che ha proposto un proprio uomo, Giovanni Zeppieri. L’idea non entusiasma gli altri partiti del centrosinistra che rifiutano il nome e le aspirazioni di leadership dei diellini. Escludendo le candidature minori (Serra per i Verdi e una possibile alternativa di estrema sinistra), l’attenzione resta quindi rivolta al rompicapo dei Democratici di sinistra. L’unico nome in grado di mettere d’accordo il grosso dell’Unione è quello di Giorgi. Per la maggioranza interna ai Ds, che ha scelto la linea del rinnovamento durante l’ultimo congresso, sarebbe una mezza sconfitta. Il messaggio lanciato dagli elettori nel 2003, quando Titta raccolse meno dei partiti che lo sostenevano – raggiungendo solo il 36% nel ballottaggio contro Zarra –, rischia di esser dimenticato. Eppure l’esponente diessino resta il più amato. Almeno dalla classe politica setina.


Sezze, 5 novembre 2006

Unione divisa, CdL in attesa
Tempo di divisioni nella politica setina. Dopo il trambusto suscitato dalla spaccatura interna a Forza Italia è l’Unione a dividersi. La polemica consumatasi a mezzo stampa tra il blocco del centrosinistra e l’associazione per il Partito democratico si incammina sulla strada del divorzio più o meno consensuale. Il terzo capitolo del conflitto, dopo il duro attacco dell’aggregazione di Rinaldo Ceccano alla tirannia di Ds, Sdi e Margherita e in seguito alla dura presa di posizione dei diretti interessati, lo ha scritto l’assemblea dell’associazione che sottovoce ha confermato l’avvicinamento al nuovo progetto civico di Lidano Zarra. Non a caso l’ex sindaco era, sabato sera, tra gli attenti uditori dell’assemblea del Partito democratico. Oltre a lui spiccava la presenza di un altro suo ex fedelissimo, Enzo Polidoro, oggi presidente comunale dell’Udeur. Un elemento che, legato all’assenza di rappresentanti del partito del campanile all’ultimo vertice dell’Unione, accredita la voce di un suo possibile ritorno a casa madre. Zarra avrebbe però auspicato il ricongiungimento con Polidoro senza che questi portasse con sé il fardello dell’Udeur. Nel veloce gioco di nuove alleanza e riavvicinamenti ora si attendono le prese di posizione delle segreterie provinciali dei partiti. Lo stessa problema riguarda Forza Italia, dopo la lettera aperta dell’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo (e di altri esponenti azzurri quali Lucidi e Cerilli) indirizzata a Cusani e Fazzone. Delegittimato il coordinatore Del Duca, ora la maggioranza di Forza Italia attende lumi e intanto prova a guardare dall’altra parte della barricata. Udc, Alleanza nazionale e Movimento democratico aspettano sviluppi e bloccano la riflessione sul possibile candidato a sindaco.

L’Unione, intanto, va divisa verso le primarie. Il prossimo 3 dicembre, salvo sorprese, saranno almeno in tre – uno per i Ds, uno per la Margherita e uno per l’estrema sinistra – a contendersi il posto di candidato sindaco per Sezze del centrosinistra. Nella Quercia si è andati alla conta interna e l’esito non è stato certo plebiscitario. Dalla sfida in famiglia è uscito vincitore il giovane consigliere provinciale Andrea Campoli, sostenuto da poco più del 40% del direttivo. Doppiato l’ex segretario Lelio Grassucci, mentre finiscono staccati Titta Giorgi e Cristian Santia. Resta al palo con poche preferenze l’onorevole Sesa Amici.  La dirigenza Ds ha deciso allora di proporre al tavolo dell’Unione una terna (Campoli, Grassucci, Giorgi) per sondare gli umori degli alleati, restando intenzionata a scegliere da sé qualora non ci fosse il gradimento di alcuno di questi nomi. La Margherita ne fa invece una questione di metodo e, dopo aver sostenuto i diessini Siddera e Giorgi, reclama per sé il posto di candidato a sindaco. <<Le possibilità di una affermazione forte del centrosinistra – scrivono i diellini in una nota – passano attraverso un fortissimo segnale di rinnovamento e di discontinuità, rispetto all’esperienza fallimentare del centrodestra, ma anche alle esperienze amministrative che l’hanno preceduta. Non si tratta di rinnegare il passato in “toto”, buttare alle ortiche quanto di buono è stato fatto, ma di riconoscere gli errori che hanno portato alla sconfitta del 2003, per evitare di ricadervi>>. I centristi dell’Unione non fanno nomi, comunque facilmente individuabili in Sergio Di Raimo e Nino Zeppieri. I partiti minori del centrosinistra restano alla finestra mentre Rifondazione, che suggerisce di guardare alla società civile, potrebbe trovare l’accordo con i Comunisti Italiani per la presenza di un uomo di estrema sinistra alle primarie. Ai box anche Partito democratico e i dissidenti di Forza Italia che potrebbero confluire nell’Unione a patto che Titta Giorgi sia il candidato sindaco. L’interessato, intanto, si fa da parte. Almeno a parole.


Sezze, 26 ottobre 2006

Forza Italia: è subito spaccatura sul candidato
Sul puzzle impossibile della politica setina, dove il bacino elettorale dei singoli conta più delle segreterie dei partiti, salta a sorpresa un altro pezzo. E’ Forza Italia, il cui direttivo si è spaccato durante il vertice di lunedì scorso, due giorni dopo l’annuncio della ritrovata unità interna alla Casa delle Libertà. Contro il commissario Gianni Del Duca, che aveva proposto di sostenere il nome di un esterno – Serafino Di Palma della civica “Movimento democratico” – nel confronto con gli alleati sul possibile candidato a sindaco, si è sollevata la stragrande maggioranza del circolo. L’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo, il consigliere uscente Antonia Cerilli e altri non hanno gradito la mossa e si sono direttamente rivolti ai vertici provinciali di Fi, Fazzone e Cusani. Un lieve imbarazzo per il presidente della Provincia, al quale Di Palma è legato. Lo scontro in Forza Italia apre ora scenari ancor più confusi. Ciarlo e i suoi, che avevano già sponsorizzato la formazione di una lista di giovani (Solidarietà pontina), potrebbero arrivare ad una scissione e presentare una propria aggregazione. E non è detto che queste debbano rimanere nell’alveo della CdL: l’ex vicesindaco non ha mai nascosto di apprezzare la figura di Titta Giorgi, e se l’Unione dovesse scegliere il veterano esponente dei Ds quale proprio candidato la lista di Ciarlo potrebbe sostenerlo. In pratica, si tratta della stessa condizione dettata da quel Partito democratico che ha un piede nel centrosinistra e uno tra le civiche di Zarra. Difficile che Margherita, Italia dei Valori ed altri partiti dell’Unione possano però accettare la candidatura di Giorgi. A sei mesi dall’amministrative della primavera 2007, a Sezze non mancano solo i nomi di chi correrà per la poltrona di palazzo De Magistris, ma anche la formulazione definitiva degli schieramenti. E la nebbia avanza.


Sezze, 25 ottobre 2006

Alla ricerca di un candidato introvabile

Un Unione senza pace. Nemmeno l’ufficializzazione della data in cui si svolgeranno le primarie, fissate per il prossimo 3 dicembre, serve a delineare compiutamente la fisionomia del centrosinistra di Sezze. Dall’accordo siglato dalle nove segreterie politiche dei partiti qualcuno si è già tirato indietro: è il caso dell’associazione per il Partito democratico, che aveva già annunciato la formazione di una lista civica e che ha ritirato le proprie firme dal documento di indizione delle primarie. Passo successivo è stato il lancio di strali contro <<la dittatura a tre>> che Ds, Margherita e socialisti avrebbero costituito all’interno della coalizione.  Le malelingue interpretano questa uscita come il tentativo di montare un “casus belli” che spiani la strada al passaggio della lista civica alla corte di Zarra. L’ex sindaco, in difficoltà per l’allestimento delle liste che dovrebbero sostenere la sua candidatura, si è lanciato nel corteggiamento del Partito democratico di Rinaldo Ceccano e Mario Sagnelli. Per il centrosinistra una grana in più, che rischia di sottrargli, in favore dell’avversario, un buon bacino di voti. Con questa preoccupazione l’Unione si mette intorno ad un tavolo per valutare i possibili candidati da schierare all’appuntamento delle primarie. <<Stiamo lavorando alla scelta di un nome che possa unire quanti più partiti – spiegano da La Margherita – i nostri elettori ci chiedono un candidato sindaco di rinnovamento, di discontinuità, che sia garante del nostro progetto politico>>. I diellini, dopo aver accettato i nomi di Siddera ai tempi del Partito popolare e quello di Titta Giorgi nel 2003, sembrano reclamare una priorità nella scelta. Difficile, però, che i Ds abdichino dalla loro posizione privilegiata nella coalizione. Possibile una convergenza all’estrema sinistra tra Verdi, Prc e Comunisti italiani su un nome alternativo. Attendono proposte l’Udeur, l’Italia dei Valori e la civica “Tutti per Sezze”.

Presenta il suo nuovo corso, invece, il centrodestra, che sfida gli avversari. Il guanto lo lancia il segretario di An, Antonio Piccolo, secondo il quale <<ci sono i presupposti affinché un sindaco di questa coalizione possa finalmente governare Sezze>>. I partiti di quella Casa delle Libertà che qualcuno discute ci tengono a riaffermare l'unità d'intenti con la quale si avvicinano alle amministrative del 2007. E a loro fianco, per confrontarsi con Zarra e con l'Unione, fanno spazio nuovi alleati, il Movimento democratico – dotato di un largo bacino di consensi a Sezze scalo - e Azione sociale, che schiererà propri candidati nelle liste di An. Per ora non si parla di programmi né di candidato sindaco, ma di <<creare un'alternativa a certi giochi di potere>>. <<Mi auguro – afferma il segretario dell'Udc Rosella – che ritorni la voglia di fare politica a Sezze, un paese in cui manca il dialogo, in preda all'imbarbarimento>>. <<Abbiamo avuto il coraggio di rinunciare all'amministrazione Zarra – sostiene Del Duca (Forza Italia) – e ora vogliamo ripartire da un modo di fare politica più condiviso>>. Suggestivo e fiducioso il segretario della civica Md, Moraldo: <<A Sezze si è acceso un faro per chi è nauseato da un certo modo di governare. Abbiamo tutti la stessa voglia di portare novità politiche>>. <<La scelta del candidato sindaco sarà politica>> spiega invece Magagnali (As). Agli avversari, in difficoltà tra primarie e liste civiche, il centrodestra non pensa: <<Vinceremo al primo turno>>.


Sezze, 19 otobre 2006

Sezze, primarie e Zarra
Segreterie politiche a lavoro a Sezze in vista delle amministrative 2007. L’instabile quadro politico cittadino assume connotati nuovi e più definiti proprio in questi giorni. Più avanti di tutti nell’avvicinamento al voto appare l’Unione, che ha definito la data di svolgimento delle elezioni primarie: gli elettori del centrosinistra setini sceglieranno il candidato a sindaco della coalizione nell’appuntamento del prossimo 3 dicembre. Lo ha deciso il tavolo programmatico che aggrega Ds, Margherita, Italia dei Valori, Rifondazione comunista, Pdci, Verdi, Udeur e la civica “Tutti per Sezze”. <<La volontà dei soggetti politici dell’Unione – scrive il centrosinistra in un documento – è quella di dare vita ad un progetto politico in grado di garantire in futuro un governo stabile e dare riposte alle domande rivolte dai cittadini. Le primarie avranno la capacità di aggregare forze, movimenti e intelligenze che non partecipano alla vita attiva dei partiti, in modo tale da riavvicinare la politica ai cittadini>>. Intanto qualche grana per l’Unione arriva da Ceccano (Partito democratico) e Polidoro, corteggiati da Zarra per rinfoltire il cartello di liste civiche in cantiere: le trattative, soprattutto per il “trasloco” del primo, sono a buon punto. L’ex sindaco spera di poter ripetere l’exploit del 2003. Ma tra lui e il secondo mandato, dato per scontato che un posto al ballottaggio toccherà al candidato dell’Unione, c’è l’ostacolo costituito dalla Casa delle libertà. Il centrodestra pare ricompattarsi e esclude accordi con Zarra. Con Udc, Forza Italia e An ci sarà anche il Movimento democratico di Serafino Di Palma, che della frazione di Sezze Scalo fa la sua roccaforte. La lunga sfida a tre si annuncia agguerrita e promette nuovi colpi di scena.


Sezze, 11 otobre 2006

Verdi insoddisfatti della raccolta differenziata

Dito puntato di Verdi e Italia dei Valori contro la Servizi pubblici locali Sezze sul servizio rifiuti. La società controllata dal Comune, partorita dalla giunta Zarra per sostituire in modo autonomo alla Gea, viene pressata in questi giorni sul mancato sviluppo della raccolta differenziata e sul tema del “porta a porta”, il cui avvio è stato preannunciato dai vertici della spa. <<La raccolta differenziata della Spl parte con il piede sbagliato – evidenzia Vincenzo Serra (Verdi) – non avendo neanche saputo copiare le esperienze dei comuni limitrofi. A Sezze si sta facendo una raccolta differenziata parziale, che non risolve il problema del minor conferimento alla discarica, ipersatura, di borgo Montello, a cui paghiamo cifre considerevoli che potremmo investire in nuovi posti di lavoro>>. Gli ambientalisti lepini giudicano <<del tutto false le preoccupazioni del presidente della SPL inerenti i maggiori costi legati al “porta a porta”, poiché l'aumento degli operatori ecologici si compensa con il minor costo dei rifiuti alla discarica>>. Mentre i Verdi invocano una differenziata integrale per creare occupazione e ridurre di molto l'inquinamento, Giovanni Paolo Di Capua (Italia dei Valori) chiede lumi sul livello raggiunto da tale servizio in città: <<Le risposte date sinora dall’azienda sono insufficienti, confusionarie e deludenti. Non si vede uno straccio di progetto sulla differenziata se risponde al vero il fatto che la soglia raggiunta sia del cinque per cento. La nostra preoccupazione – conclude – è legata alla legge che il prossimo imporrà una raccolta separata intorno al 35 per cento sul totale dei rifiuti conferiti in discarica, pena forti penalizzazioni previste dalla legge>>.


Sezze, 19 settembre 2006

Sezze, il ritorno di Zarra

L’estate ha riportato a Sezze la nostalgia per la bagarre politica. Il commissariamento sembra stare stretto ad una città abituata al serrato confronto dell’aula consiliare. L’Unione, che deve destreggiarsi tra le contrapposizioni interne, marcia già decisa verso le primarie, mentre il centrodestra, diviso e sornione, attende probabilmente di conoscere l’esito delle grandi manovre in atto in provincia. Tra le poche certezze, a sette mesi dal voto anticipato, riemerge un cartello civico centrista sulla falsariga di quella “Alternanza amministrativa” che nel 2003, sotto il coordinamento di Paride Martella, portò alla clamorosa sconfitta del centrosinistra. Nel “Centro dei democratici progressisti”, nome variegato della nuova formazione politica, si ripropongono alcuni dei volti che caratterizzarono quell’esperienza (i consiglieri comunali Roscioli e Martingali) e un’opzione di fondo, che prevede la presentazione di liste fortemente “locali”. Ma questo deja vù potrebbe regalare un altro colpo a sorpresa nella scelta del candidato a sindaco. Il cartello civico di centro ha infatti proposto a Lidano Zarra di puntare ad una nuova conquista di Palazzo de Magistris. L’ex primo cittadino, che in Provincia resta consigliere Udc, ha chiesto quindici giorni per sciogliere le riserve. Probabile che consideri a fondo le difficoltà dell’impresa prima di ridiscendere in campo. Forse tastando il polso della Casa delle Libertà, unico possibile alleato: Zarra non si è lasciato affatto bene con i partiti del Polo, ma l’appartenenza all’Udc e l’intesa con An potrebbero favorire una riproposizione dell’accordo di tre anni fa. Sarà probabilmente la crisi aperta ad Aprilia a modellare le trattative per le amministrative 2007. Lui potrà giocare la carta del consenso che il suo attivismo urbanistico ha creato in due anni e mezzo di governo di Sezze. Arrivando magari, come nel 2003, ad un accordo postumo con la CdL, quello in vista di un ballottaggio che potrebbe unire i due litiganti contro l’Unione.


Sezze, 8 settembre 2006

Botta e risposta sul caso del cimitero

<<Le somme versate dai cittadini che hanno prenotato 51 delle 54 cappelle in costruzione nel cimitero comunale rimangono in quel capitolo di spesa. Nessuno finora ha chiesto la restituzione, ma qualora pervenissero richieste gli interessati avranno indietro i loro soldi in pochi giorni>>. Leopoldo Falco chiude la polemica sui nuovi loculi che stanno incontrando difficoltà di realizzazione dopo il rilevamento di acqua nel sottosuolo interessato ai lavori. Il commissario prefettizio di Sezze parla chiaramente della questione <<per dare una giusta e doverosa informazione ai cittadini ed evitare allarmi>>. Falco spiega che ha voluto valutare direttamente lo stato del cimitero in un sopralluogo svolto con il dirigente dell’ufficio tecnico, l’ingegner Carlesimo: <<Ho trovato – dice – una struttura ben organizzata e mi ha colpito l’esistenza di molti loculi liberi. Occorre però metter mano alla disciplina di gestione>>. Gli intoppi per l’edificazione della nuova ala del camposanto arrivano, invece, dal basso: in una zona, a due metri di profondità, è stata ritrovata acqua. Questo comprometterebbe la costruzione della maggior parte della cappelle, quelle internamente interrate. I loculi destinati alle cripte rischiano quindi infiltrazioni. <<Non sappiamo quanto sia esteso il problema – spiega Falco – e se esistono soluzioni alternative. A dirlo saranno i progettisti e i geologi>>. L’ingegner Carlesimo valuta, per ora, con ottimismo la possibilità di non effettuare cambiamenti all’opera: <<Stiamo cercando di non deludere i cittadini – afferma – e non vorremmo modificare il progetto. Le cappelle in superficie non rischiano nulla>>. Per decidere occorrerà aspettare una nuova perizia, il cui esito sarà pronto tra quindici giorni. Allora gli acquirenti potrebbero decidere di accettare un’eventuale soluzione alternative o di avere indietro la somma dovuta, fatta salva la possibilità degli stessi di recedere dall’acquisto fin da adesso. La zona del cimitero interessata dal cantiere si estende per circa trecento metri e la cifra complessiva versata dalle famiglie che hanno prenotato i loculi si aggira sui 450mila euro. <<C’é, inoltre, un problema di disciplina – evidenzia Falco – perché non esistono regolamenti che stabiliscono a chi spetti la manutenzione degli spazi del cimitero già esistenti. Per questo motivo il contratto di vendita dei nuovi loculi comprende la loro gestione per un lungo periodo>>. Annunciati, infine, possibili investimenti per l’acquisto di elevatori e per la riapertura della sala autoptica, chiusa per motivi igienico-sanitari un anno fa.

Le precisazioni di Falco sul caso dei loculi del cimitero di Sezze venduti e non ancora realizzati non soddisfano Lanfranco Coluzzi di Iniziativa sociale. <<Le affermazioni del commissario lasciano il tempo che trovano – dichiara l’esponente del movimento di destra, che ha sollevato la questione – perché si fida troppo dell’ufficio tecnico senza approfondire autonomamente la questione. Già nel 1991 si conosceva il dissesto idrogeologico delle falde acquifere presenti nel terreno che si estende lungo via Bassiano: è assurdo che i tecnici e gli ingegneri lo scoprano adesso, quando il progettista della nuova area è lo stesso dell’opera non costruita quindici anni fa>>. Iniziativa sociale chiede conto di altri dati oltre a quelli relativi alle 54 cappelle in costruzione. <<Ci sono centinaia di cittadini che hanno acquistato semplici loculi che fanno parte dello stesso progetto>> sostiene Coluzzi, che invita il Comune ad interessarsi della situazione delle tumulazioni provvisorie. <<Perché incassare altri soldi con nuovi bandi quando ci sono ancora persone decedute in attesa di una sistemazione definitiva? – conclude – la nostra non è una polemica con il commissario. I veri responsabili politici di questo degrado sono Zarra e gli ex amministratori>>.


Sezze, 29 agosto 2006

Il futuro dell'ospedale di Sezze

Gli interventi del governatore Marrazzo e, più recentemente, del manager della Asl di Latina Petti hanno ravvivato il dibattito sul futuro dell’ospedale San Carlo. Una struttura alla quale la gente di Sezze ha sempre tenuto molto e che vive in un stato di lento abbandono e ridimensionamento. Il progetto di riorganizzazione delle strutture sanitarie locali, promesso dalla Regione e dai vertici dell’Asl, potrebbe ora rilanciare la funzionalità del nosocomio lepino. Ernesto Petti, intervenendo ad un dibattito pubblico durante l’ultima Festa dell’Unità, ha fatto capire che l’ospedale di Sezze avrà due nuovi reparti, Chirurgia e riabilitazione, e sarà ovviamente collegato alla costruenda Residenza sanitaria assistenziale. Lo sviluppo del San Carlo è previsto dal Piano sanitario presentato lo scorso mese ed è teso all’ampliamento dell’offerta dei servizi ospedalieri sui Monti Lepini, che riguarderà anche il Regina Elena di Priverno. A Sezze spetteranno altri venti posti letto e la riapertura delle due sale operatorie per il “day-surgery” e per il “one-day-surgery”. E ancora più rilevante potrebbe essere la trasformazione in Pronto soccorso dell’attuale punto di primo intervento (sfruttando la nuova ala dell’ospedale), come ipotizzato da Marrazzo. Sul piano organizzativo, la direzione dell’Asl intende sfruttare al pieno le potenzialità delle strutture e delle professionalità già esistenti. La linea suggerita da Petti prevede il rafforzamento delle alternative al ricovero, puntando sull’assistenza domiciliare, sui servizi territoriali e sulla rete ambulatoriale.


Sezze, 5 agosto 2006

Lavori in programma per le strade setine

La Provincia prepara ulteriori sforzi per la messa in sicurezza della viabilità di Sezze. Dopo la lunga striscia di incidenti mortali che si sono verificati negli ultimi due anni, l’amministrazione Cusani mette in cantiere nuovi interventi sui punti più noti per la loro pericolosità. Accogliendo le richieste arrivate da più parti, come gli appelli dell’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo (Forza Italia) e del consigliere provinciale Andrea Campoli (Ds), la Provincia interverrà per migliorare lo stato della rete stradale e per predisporre un sistema monitoraggio dei suoi punti più critici. Già annunciato il riordino della segnaletica verticale ed orizzontale, con annessa sistemazione dell’intersezione a raso dell’incrocio tra via Ninfina, via Monticello e via Variante in località Zoccolanti. Altri interventi, dopo il rifacimento del manto stradale e l’allargamento della carreggiata in alcuni tratti della Ninfina (le cosiddette “Coste), riguarderanno un’altra arteria provinciale, via Melogrosso. Allo studio dell’ufficio strade vi è invece l’installazione di rilevatori elettronici di velocità, una misura già adottata nell’ultimo periodo in altri punti del comprensorio. Le richieste avanzate in merito da Ciarlo prevedono la collocazione sulle Coste di un autovelox per ogni senso di marcia e di telecamere che registrino le infrazioni, come i sorpassi, vietati su quel tratto di strada. L’assessorato alle politiche della mobilità ha dato rassicurazioni a riguardo: gli interventi potrebbero diventare operativi a partire da settembre. Il presidente Cusani ha inoltre interessato il centro di controllo dell’incidentalità stradale affinché via Ninfina e via Archi, le tratte più a rischio, vengano monitorate con particolare attenzione, evidenziandone le criticità ed i fattori di rischio per poter intervenire ed eliminarli.


Sezze, 25 luglio 2006

Operativa la nuova pianta organica del comune

L’annunciata rivoluzione della macchina organizzativa del comune di Sezze è divenuta operativa. Con la ridefinizione delle competenze dei settori e la creazione di un ufficio di gabinetto il commissario prefettizio Leopoldo Falco ha portato a termine il rinnovo della pianta organica. Abolita la figura del direttore generale che l’ex sindaco Zarra aveva introdotto, l’amministrazione punta ora sulla responsabilizzazione degli uffici di settore e (dei rispettivi dirigenti), portati a sei. <<Quella del riordino della pianta organica è una reale necessità. E’ una riorganizzazione funzionale, che non vincola comunque le scelte del futuro sindaco>> ha spiegato Falco. Nella pratica vengono sostanzialmente confermati tutti i dirigenti di settore: Lorenzo De Rocchis agli affari generali, Vittorio Carlesimo all’ufficio tecnico e lavori pubblici, Luigi Salvatori alla ragioneria, Francesco Petrianni alla Cultura e Piero Formicuccia ai servizi sociali. Torna a capo del corpo di Polizia municipale, dopo l’esperienza come direttore generale, il comandante Lidano Caldarozzi. Unica novità del piano operativo è la costituzione di un ufficio di gabinetto, affidato al vicecomandante dei vigili Maria Grazia Rezzini, a cui spetteranno le funzioni di coordinamento e di controllo della macchina organizzativa.

Il commissario ha ritenuto invece di non rinnovare alcune consulenze esterne, pur riconoscendo il numero esiguo del personale a disposizione del Comune: 112 unità a fronte di una pianta organica che ne prevede 190. A questa mancanza si supplirà con una verticalizzazione delle competenze dei singoli. Le trattative con i sindacati, concluse nelle scorse settimane, prevedono infine il riconoscimento delle mansioni già svolte dai funzionari dell’ente.


Sezze, 5 luglio 2006

Presentato il subcommissario Talani


  Nella foto Domenico Talani e Leopoldo Falco

Presentato ieri alla stampa il subcommissario che affiancherà Leopoldo Falco alla guida del Comune di Sezze. E’ Domenico Talani, viceprefetto aggiunto a Latina, già commissario straordinario a Lenola e Ventotene e, più recentemente, subcommissario ad Aprilia durante la gestione Finocchiaro. <<Sono contento di questa nomina – ha affermato Talani – mi sono avvicinato all’incarico con serenità. Sezze è un paese vivace, la cittadinanza è attiva e partecipe>>. <<Quella del subcommissario è una presenza gradita – annota Falco – perché la nostra squadra di lavoro andava rinforzata. L’importanza di questo comune giustifica questa scelta e la buona conoscenza del territorio che ha Talani sarà una forza in più>>. Leopoldo Falco nell’occasione è tornato sul tema della nuova pianta organica: <<E’ una reale priorità. Fino ad oggi il Comune ha avuto una squadra con un un attaccante, un mediano e tanti difensori sulla linea di porta. Occorre rifondare questo assetto riavvicinando la vita organizzativa dell’ente a quella reale>>. Le trattative con i sindacati sono a buon punto: per supplire alla mancanza di personale (in Comune ci sono 112 dipendenti a fronte di un pianta organica che ne prevede 190) saranno previste molte verticalizzazioni degli incarichi. <<Sarà una riorganizzazione funzionale e a costo zero>> chiosa il commissario.


Sezze, 29 giugno 2006

Falco: "Sovradimensionato il piano delle opere pubbliche"
L’esperienza amministrativa di Lidano Zarra ha lasciato indubbiamente il segno. Sia per gli strascichi politici, sia per i profondi cambiamenti che l’ormai ex sindaco ha imposto alla città, cambiando il volto ai principali punti d’incontro (Ferrodicavallo e piazza IV novembre su tutti) e alla viabilità e riprogettando lo storico anfiteatro romano. Ancora oggi Sezze resta un cantiere a cielo aperto. Il mastodontico piano di interventi lasciato incompleto dalla giunta di centrodestra ricade infatti sulle scelte del commissario prefettizio. <<C’é un programma di opere pubbliche sovradimensionato – nota Leopoldo Falco, chiamato dal prefetto alla guida dell’ente – e non tutte potranno essere realizzate. Stiamo portando avanti un piano che prevede le opere più urgenti>>. Il Comune porterà quindi a termine i lavori già avviati, prima di concertarsi sulle priorità inquadrate dal commissario: la costruzione del nuovo depuratore dei “Casali” e la messa a norma degli istituti scolastici cittadini. Tra i cantieri già aperti vede la conclusione quello costituito attorno al parco della Rimembranza per la realizzazione di nuovi parcheggi e del marciapiedi. Quì i lavori termineranno nonostante la perdita di un finanziamento regionale di 200mila euro. <<Vedremo di recuperare questi fondi ugualmente>> assicura Falco. Interventi importanti verranno realizzati, con qualche sacrificio economico, anche per la pubblica illuminazione. Resta, infine, il capitolo riguardante l’edificazione del nuovo anfiteatro, per il quale i lavori sono ripartiti nei giorni scorsi. Per completare l’opera arriveranno 550mila euro dalla Regione e sarà aperto un mutuo per altri 250mila. Il commissario, viste le polemiche, pensa a fare chiarezza. <<Chiaramente non si può tornare indietro sul progetto approvato – afferma Falco – ma effettuerò presto un sopralluogo per valutare la situazione>>.


Sezze, 23 giugno 2006

Nuova pianta organica per il comune di Sezze

Leopoldo Falco traccia buone prospettive per Sezze nel consueto incontro mensile con la stampa. <<Il bilancio è solido e ha margini significativi – afferma il commissario straordinario dell’amministrazione – uno solo è il problema da risolvere, quello inerente al lodo Dondi>>. Nel triangolo tra la Regione Lazio, la concessionaria dell’acquedotto setino e il Comune il contenzioso ammonta a più di dieci milioni di euro. <<Per il marzo del 2007 la questione dovrebbe essere risolta – afferma Falco – spero di poter consegnare al futuro sindaco un bilancio sul quale non gravi più questo ed altri contenziosi minori>>. Il commissario deve intanto affronta la scadenza del 30 giugno, quando sarà chiamato a rinnovare la pianta organica dell’ente. <<Il comune avrà una nuova organizzazione degli uffici – spiega – entro il 16 luglio sarà conclusa la concertazione con i sindacati. Credo in un modello organizzativo “piatto”, a responsabilità diffusa, che prevede in questo caso sei uffici dirigenziali e un gabinetto centrale>>. Quattro i settori tradizionali (polizia municipale, ufficio tecnico, ufficio economico e ufficio per gli affari generali), affiancati da quelli che il commissario Falco considera “i due settori del futuro, che saranno trainanti per Sezze”, ovvero la Cultura e i servizi sociali. Questa pianta organica non contempla la figura del direttore generale, introdotta dall’amministrazione Zarra con la nomina di Lidano Caldarozzi. A lui va il riconoscimento di Falco, <<doveroso per la professionalità del suo lavoro>>. L’introduzione di un nuovo schema organizzativo dell’ente ha già richiamato qualche dissenso, che il commissario cerca di ricucire così: <<Il futuro sindaco potrà tornare indietro nel giro di una settimana. Questo modello può essere un riferimento utile per l’amministrazione, ma non credo ci saranno condizionamenti o imbarazzi per la prossima giunta>>.  


Sezze, 22 giugno 2006

La Margherita pensa alle amministrative 2007
 La Margherita disegna le direttive per il centrosinistra di Sezze in vista delle amministrative 2007. <<E’ necessario darsi da fare fin da subito – afferma Luigi De Angelis – perché la grande sfida che l’Unione ha davanti a sé a Sezze è quella di saper cogliere ed incarnare efficacemente e coerentemente la voglia di rinnovamento politico, amministrativo e delle persone, richiesta dai nostri concittadini>>. La voglia di voltare pagina, di dimenticare la travagliata esperienza amministrativa di Lidano Zarra. <<Non si tratta soltanto – spiega l’esponente della Margherita setina – di delineare sulla carta un programma interessante, ma di accompagnarlo con un ricambio profondo della classe politica e amministrativa che sarà chiamata ad incarnarlo e, con il consenso dei cittadini, a realizzarlo>>. Come già richiesto da altre voci dell’Unione, De Angelis auspica un ricambio generazionale interno: <<Si tratta di riconoscere gli errori che hanno portato alla sconfitta del 2003 per evitare di ricadervi. Occorre individuare un candidato a sindaco – conclude – che incarni questa discontinuità, ma anche una squadra di governo all’altezza delle sfide che la nostra città ha davanti>>.


Sezze, 7 giugno 2006

Comunali 2007, ferve il dibattito

Solo tra un anno, chiusa la parentesi del commissariamento, Sezze avrà un nuovo sindaco. Eppure ferve già il dibattito politico, specie nel centrosinistra dove si segnala la nascita di una lista civica pronta a concorrere alle comunali del 2007. Si chiama “Tutti per Sezze” e fa riferimento ai due ex consiglieri del gruppo misto. <<Saremo organici all’Unione – spiega Orlandi – che speriamo possa riprendere in mano le sorti della città>>. Cinque i punti fermi del programma della nuova formazione politica: rilancio dell’ospedale San Carlo, risoluzione della “questione Dondi”, iscrizione al ruolo Tarsu dei residenti extracomunitari che attualmente non pagano il servizio rifiuti, sostegno allo sport e al verde pubblico, sviluppo turistico. <<Vorremo aprire la nostra lista alla cittadinanza – afferma Orlandi – con un’attenzione particolare ai giovani e alle donne. Non ci siamo ancora posti il problema per il candidato sindaco ma appoggiamo l’idea delle primarie. Auspichiamo però che l’Unione faccia pulizia nelle sue fila di quelle persone che hanno tenuto a galla Zarra prima di passare nel centrosinistra a due giorni dal voto delle politiche>>. La critica a Polidoro e Roscioli, confluiti nell’Udeur, è palese.    


Sezze, 3 giugno 2006

La crisi dell'UCF Sezze

Le divergenze sul progetto per la nuova stagione agonistica della Ucf Sezze rischiano di scadere in una seria crisi societaria. L’annunciata trattativa per portare Patrizia Panico sulla panchina rossoblù, senza garanzie per l’attuale staff tecnico setino, sta spaccando la dirigenza: da una parte c’é il presidente Marco Berti, dall’altra resta Giuseppe Salino, direttore sportivo e storico fondatore della società di calcio femminile. Il rapporto tra le due figure sembra ormai logoro e destinato alla rottura. Il presidente ha già pubblicamente ammesso l’esistenza di <<vari contatti con più personaggi famosi nel mondo del calcio in rosa>>, una rivelazione che ha trovato la forte opposizione della maggioranza dei soci della società. L’ingombrante insediamento della Panico, che porterebbe con sé a costo zero un suo staff, comporterebbe l’allontanamento dei tecnici – Giuseppe Salino, Fulvio Ciarlo, Nicola Severino e Francesco Lutero – che da otto anni guidano la Ucf Sezze. A questo si aggiunge, nonostante i propositi espliciti di Berti (<<riconfermeremo l’attuale rosa di giocatrici senza esclusione alcuna>>), il probabile allontanamento di una parte del gruppo storico delle giocatrici, per sostituirle, visti i recenti contatti instaurati con la realtà capitolina, la presidenza potrebbe pensare di arricchire la colonia laziale della Ucf Sezze.

Lo scontro societario deve però mettere in conto un’altra incomoda presenza sul piatto della bilancia, i circa 45mila euro di passivo riguardanti la stagione sportiva 2005-2006. Il disavanzo già presente nel dicembre scorso, quando all’ex presidente Baratta subentrò Berti, non comprometterebbe l’arrivo della Panico (che non avrebbe chiesto compensi) ma metterebbe in pericolo l’esistenza della squadra lepina. Un eventuale ripescaggio in serie A2 o anche un’annata in B comportano infatti investimenti e spese ingenti che la società già nella stagione appena conclusa non è riuscita a garantire. In casa della Ucf Sezze si presenta dunque una dolorosa  situazione già vista. Si attendono ora sviluppi nella prossima settimana, ma la rottura è nell’aria.


Sezze, 30 maggio 2006                                                                                                     

Falco approva il bilancio
Approvazione del bilancio, riorganizzazione degli uffici comunali e riavvio di attività sportive e sociali quali il Tennis club e il centro anziani. Di queste priorità ha parlato ieri il commissario prefettizio di Sezze, Leopoldo Falco, che in una conferenza stampa ha illustrato il lavoro svolto nel primo mese della sua gestione straordinaria. <<Ho trovato un rendiconto solido – chiarisce subito Falco – escludendo un certo impatto che hanno una serie di spese fuori bilancio che restano da quantificare. Abbiamo discusso dei conti con le forze politiche ed è stato deciso di ratificare lo schema di bilancio nella stesura esistente>>. Un paio di questioni andranno riviste (una è il lodo Dondi da quantificare) ma non c’é il temuto allarme economico per l’amministrazione setina, anche se gli sforzi andranno pianificati. <<C’é un programma di opere pubbliche ambizioso – rileva il commissario – lo affronteremo per gradi secondo le priorità>>. In programma c’é la revisione del modello organizzativo dell’ente (<<ci sono notevoli professionalità, occorre valorizzarle in una squadra valida e competitiva>>), che prevede scadenze contrattuali per il 30 giugno. Si sbloccherà il nodo riguardante il Tennis club: in attesa superare c’é una situazione giuridica tra Comune e provincia, il circolo potrebbe riaprire il 1° giugno per i locali senza problemi sanitari. Pochi giorno dopo potrebbe essere inaugurato anche il centro anziani, che verrà intitolato a monsignor Calabresi. Intanto preme  l’emergenza sicurezza sulle strade: <<Ci siamo incontrati con il presidente dell’Astral Giorgi – spiega Falco – e stiamo riflettendo sulla possibilità di affidar loro la gestione del tratto urbano della 156. Siamo dispiaciuti per i recenti incidenti ma non è il caso di far polemica sul tema: i rilevatori di velocità erano stati richiesti già venti giorni fa>>.


Sezze, 6 maggio 2006                                                                                                     

Un anno di commissariamento evitabile

il corsivo
Anche l’ultima scialuppa, alla fine, è affondata. Ma stavolta a colare a picco con lei – e con gran sorpresa – è stato lo stesso capitano che ne aveva ordinato la messa in acqua. A nulla è valso il tentativo di salvare l’impegnativa traversata che avrebbe dovuto portare Sezze nel 2007 con la realizzazione di un progetto inedito e ambizioso. I compagni di viaggio hanno abbandonato alla spicciolata le improvvisate zattere di salvataggio sulle quali il comandante Zarra li aveva di volta in volta imbarcati. Qualcuno è sceso alla prima avvisaglia di tempesta, altri son scappati per la nausea creata da una guida strabica, che ha alternato di frequente virate e controvirate. Eppure c’é anche chi, coraggioso, è rimasto sulla barca fino al naufragio definitivo.

Con il cambio al timone del vascello originale, che ha portato il commissario Falco a sostituire il sindaco delle liste civiche, arriva il tempo delle verifiche. E dei mea culpa. E’ auspicabile che, per il bene del paese e dei singoli protagonisti, questa operazione avvenga con serenità, onestà intellettuale e rispetto per l’istituzione.

Il primo interessato a fare i conti con quanto successo è chiaramente Lidano Zarra. Al quale va riconosciuto da una parte un certo coraggio, dall’altra l’apprezzamento che una parte della cittadinanza continua a testimoniare nei suoi confronti. Ci si augura, ma sembra che saremo immediatamente smentiti, che la sua verifica resti limitata al dato politico, lasciando fuori dalla strisciante crisi amministrativa – per una volta - l'autorità giudiziaria. Nemmeno il sindaco deposto può negare il fallimento politico dell'esperienza iniziata a Giugno 2003. Non si mette in discussione quanto fatto e la gestione, sulla quale si può comunque discutere, della cosa pubblica: sarà la gente di Sezze se Zarra vorrà ricandidarsi (e pare che voglia) ad esprimere un giudizio inappellabile. Inutile però tentare vie traverse per evitare un affondamento sul quale le responsabilità del primo cittadino appaiono evidenti.

L'esame di coscienza non tocca però solo ai vinti, come di consueto – ahinoi - accade. L'esercizio di autocritica spetta anche a chi un'ambigua situazione di latente insofferenza l'ha trascinata a lungo. Prima di lasciare Zarra a sé stesso nell'impegno più importante dell'anno, per la Giunta, il Consiglio e il paese: l'approvazione del bilancio. In due anni abbiamo assistito al teatro del paradosso contando fino a quattro diverse squadre di governo. E abbiamo visto assecondare l'ingordigia di personaggi eletti agli scranni consiliari scarsamente dotati di cultura democratica e consenso popolare.

Si è atteso troppo tempo per concludere un avventura finita già l'estate scorsa, consegnando così la cittadinanza ad un anno – evitabile – di gestione commissariata.

Restano, infine, quelli rimasti fedeli alla causa dell'opposizione. Che, dopo aver scontato gli errori fatti a monte durante lo scontro elettorale del 2003, si son presi la soddisfazione di veder realizzato ciò che a lungo avevano vaticinato: lo sfaldamento dell'asse Zarra-Casa delle Libertà. Ora per il centrosinistra, che già ha faticato nel compattarsi contro l'ex pupillo di Martella, arriva lo scoglio più arduo, cioè il tentativo di riproporsi come valida alternativa di governo. E anche qui la traversata sarà lunga e sofferta, prima che si intraveda la possibilità di trovare l'atteso approdo ad un nuovo consenso elettorale.


Sezze, 26 aprile 2006                                                                                                     

Leopoldo Falco a palazzo De Magistris 

Si insedierà stamattina Leopoldo Falco, il commissario nominato dal Prefetto Alfonso Pironti alla guida del Comune di Sezze lo scorso venerdì. Il nuovo inquilino di palazzo De Magistris era già atteso lunedì, primo giorno feriale dopo la sua designazione, ma Falco avrà forse preferito sistemare le ultime incombenze presso l’ufficio di gabinetto del Ministero dell’Interno.

 

Da oggi sarà invece chiamato a prender visione della situazione amministrativa di Sezze, che dopo tredici anni si trova nuovamente commissariata. Nel 1993 fu la crisi del governo cittadino guidato da Maurizi – naufragato con la rottura tra Partito socialista e Democrazia cristiana – ad aprire la strada alla nomina prefettizia. In quell’occasione, ricordata dalla gente setina come un difficile passaggio, la gestione straordinaria dell’ente durò solo otto mesi (nella primavera del 1994 l’elezione diretta del sindaco avrebbe portato il pidiessino Siddera alla guida della Giunta). Il traghettamento verso le elezioni anticipate sarà stavolta ancora più lungo, visto che si tornerà alle urne solo tra aprile e maggio del 2007. Il compito del viceprefetto Falco sarà quello di gestire una città impegnata a cambiar volto e di valutare un bilancio sul quale pesano ancora forti voci di spesa. 

Dal commissario si attendono decisioni in merito all’operatività della Spl Sezze, la società per azioni alla quale Zarra ha trasferito la gestione di molti dei servizi comunali (rifiuti e pagamento tributi su tutti). E ci si aspetta una posizione sui temi del bilancio e delle opere pubbliche. Su queste ultime Sezze non teme il blocco: <<Le progettualità in corso di realizzazione, per le quali si è svolta regolare gara d’appalto, saranno portate regolarmente a termine>> assicura il direttore generale Lidano Caldarozzi.


Sezze, 22 aprile 2006                                                                                                     

Leopoldo Falco nominato commissario straordinario a Sezze

A soli ventidue mesi dall’insediamento, il Prefetto di Latina, Alfonso Pironti, mette fine all’amministrazione Zarra. Con una nota diffusa nella serata di ieri è stato ufficializzato il commissariamento del Comune di Sezze,  da un anno e mezzo al centro di una logorante e irrisolta crisi politica sfociata il 6 aprile scorso nelle dimissioni trasversali di dodici consiglieri comunali. Per la provvisoria gestione dell’ente è stato affidato l’incarico di commissario straordinario al viceprefetto Leopoldo Falco, attualmente in servizio presso l’ufficio di gabinetto del ministero degli Interni.                                   Nella foto il viceprefetto Leopoldo Falco

Si tratta di una nomina scaturita da una lunga gestazione, a causa dell’intoppo tecnico che ha portato i consiglieri d’opposizione a reiterare l’atto delle dimissioni e che ha richiesto l’intervento di un parere del Viminale. Dopo la designazione di Falco bocche cucite a palazzo de Magistris: Lidano Zarra ha mantenuto il suo solito silenzio anche se nei giorni scorsi – tramite gli uomini vicini a lui – è trapelata l’intenzione di rivolgersi alla giustizia amministrativa per contestare l’iter delle dimissioni, presentate in maniera invalida nel primo tentativo operato dalle minoranze il 6 aprile. L’opposizione intanto guarda avanti. <<Non avevo dubbi sulla decisione positiva del Prefetto nonostante le chiacchiere messe in giro in paese negli ultimi gironi – dichiara Santia (Ds) – ora continueremo a lavorare in sede provinciale e regionale per non perdere i finanziamenti ottenuti e per salvaguardare le opere pubbliche>>. Soddisfatto anche l’ex vicesindaco Giuseppe Ciarlo, che con la sua Forza Italia è arrivato alla rottura definitiva con Zarra: <<Siamo felici dell’esito del procedimento nonostante i tempi lunghi e il rammarico per la mancata nomina di un commissario “locale”. Ora ci metteremo a disposizione di Falco, se vorrà, per illustrare il panorama amministrativo di Sezze e le urgenze che la città richiede>>.


Sezze, 19 aprile 2006                                                                                                     

Sezze attende il Commissario. Intanto Zarra si ricandida
Sezze attende il commissario straordinario. Tutti i protagonisti della crisi politica realizzatasi nelle scorse settimane danno per certa la nomina prefettizia, attesa per oggi. Un anno di commissariamento attende la città, come nel 1993. Le parti politiche sembravano aver superato i toni duri dello scontro in atto dall'insediamento del sindaco Zarra e fanno le prove bipartisan delle amministrative. La Casa delle Libertà e l'Unione auspicano finalmente un ritrovato dialogo e una stabilità politica e nel frattempo guardano alla sfida del 2007. Gongola il centrodestra dopo l'ottimo risultato registrato a Sezze alle politiche. Sugli scudi Forza Italia e An: <<E' un dato inconfutabile che la Stalingrado dei Lepini sia finita e che la fortezza rossa sia solo un ricordo - afferma l'alleanzina Evelina Del Monte -. 

I cittadini hanno voluto premiare la CdL e i partiti al governo della città>>. <<Forza Italia è il primo partito di Sezze: questo è il risultato di un lavoro di anni, dovuto ai vecchi militanti ma anche ai tanti giovani che hanno trovato in Forza Italia a Sezze un luogo in cui discutere e fare>> conferma l'azzurro Ciarlo. Il centrosinistra viaggia invece verso il rilancio. I Ds confermano la supremazia dell'Unione a livello cittadino e invitano gli alleati ad affrettare la stesura di un programma di governo. Su una cosa le due coalizioni però concordano: è fallita la stagione delle liste civiche e il ritorno ai partiti tradizionali dei consiglieri che se ne servirono conferma questo dato. Qualcuno però potrebbe comunque rilanciare la piattaforma civica che trionfò nel 2003. Potrebbe farlo Zarra, che ha fatto capire di essere intenzionato a ricandidarsi grazie al sostegno della cittadinanza che lo invita ad andare avanti. E attenzione, perché la mancata elezione di Paride Martella alla Camera potrebbe preludere alla candidatura a sindaco dell'ex presidente della Provincia.


Sezze, 15 aprile 2006                                                                                                     

“È finita. Ma qualcuno dovrà spiegare...”

Anche per Zarra la legislatura volge al termine. Attesa la nomina del commissario

I dodici consiglieri comunali di Sezze che una settimana fa avevano raccolto le firme per lo scioglimento del Consiglio hanno nuovamente presentato ieri mattina le proprie dimissioni. Accogliendo così le indicazioni del Prefetto di Latina, che nella serata di venerdì aveva notificato il parere negativo del ministero dell’Interno sull’iter seguìto in prima istanza lo scorso 7 aprile, i dieci esponenti di opposizione e i due di Forza Italia si sono presentati dal segretario generale per mettere la parola fine alla crisi setina. In attesa della nomina del commissario, che dovrebbe avvenire solo nella giornata di martedì, lo scenario politica sembra sgombrare ogni velleità di ribaltone. I dodici hanno preso in parola il sindaco Zarra che li aveva invitati a reiterare l’atto delle dimissioni visto il vizio di forma riscontrato nel primo tentativo.

Ieri verso le 12 nella piazza del municipio c’erano tutti i protagonisti. Da una parte i consiglieri dimissionari, dall’altra il primo cittadino affiancato da Roscioli e Polidoro. Zarra, avvicinato dai cronisti, è apparso tranquillo ma poco desideroso di sbilanciarsi sulla vicenda: <<Avremo tempo di ragionare>> dice. Poi gli squilla il telefono cellulare. A chiamarlo è un altro dei fedelissimi  che non è al corrente degli sviluppi. <<E’ finita, hanno presentato le dimissioni>> risponde il sindaco serenamente. Poi riprende il breve dialogo con i giornalisti e anticipa sibillino: <<Qualcuno dovrà spiegare le ragioni di questo trasversalismo>>. Il riferimento alla sintonia tra Forza Italia e le minoranze è evidente.

Pochi minuti prima le opposizioni avevano tenuto una conferenza stampa. <<Occorre ridare dignità alla politica – ha ripetuto ancora una volta Santia (Ds) nella foto – e per questo i due schieramenti avranno un anno di tempo per dar vita ad un sano bipolarismo>>. Antonietta Cerilli ha spiegato invece la rottura di Forza Italia: <<E’ venuta a mancare la fiducia che avevano inizialmente riposto nel sindaco>>. <<Il nostro unico rammarico – sostiene Sandro Berti – è la lunga durata del commissariamento che ci aspetta. La popolazione deve però tenere conto che mettere fine a questa azione amministrativa era una necessità improcrastinabile>>. L’inaffidabilità, la politica economica che stava ingessando il paese, gli errori nell’individuazione delle priorità sono le colpe maggiori che i dimissionari imputano a Zarra.


Sezze, 9 aprile 2006                                                                                                     

“Zarra si difende: il governo del paese c'è”

<<Chi vi parla è il sindaco legittimamente eletto, nel pieno delle sue funzioni, come lo sono del resto la Giunta e il Consiglio comunale. Occorre far chiarezza: il governo del paese c’é>>. Lidano Zarra aspetta la decisione del Prefetto in merito alla crisi politica scoppiata giovedì sera a Sezze con la mancata approvazione del bilancio e le dimissioni di undici consiglieri. Il primo cittadino però non molla. Perché pur respingendo le accuse di chi gli rimprovera di <<appellarsi ad un vizio formale per non rimettere il mandato>>, prende atto che manca l’autenticazione dell’atto con cui il delegato (Titta Giorgi) ha presentato le dimissioni – regolarmente autenticate – dei nove esponenti dell’opposizione e dei due di Forza Italia. <<E’ comunque una questione di lana caprina – ha affermato ieri Zarra in un’attesa conferenza stampa – poiché potrebbero tranquillamente reiterare l’atto. Io devo però tutelare gli interessi di quanti si sarebbero dimessi e di quanti non l’hanno fatto. E per questo mi sto uniformando agli atti che ho rimesso al Prefetto>>. Il sindaco di Sezze non sembra intenzionato a dare battaglia giudiziaria e giura che tornerebbe <<alla sua occupazione quotidiana con il solo rammarico di non aver potuto completare il lavoro iniziato>>. Zarra esclude che la “sfiducia” di Forza Italia derivi dalla sua assenza per motivi professionali al voto sul Bilancio in Provincia, sul quale aveva <<annunciato il voto favorevole>>: <<E’ una “ciarlata” di valore solo locale>> commenta, non dirigendo il comportamento di <<qualcuno come il vicesindaco che ha votato quella proposta di bilancio>>, che poi Ciarlo, assieme al suo partito, ha criticato. <<Le opere fatte in questi due anni – ha concluso Zarra – hanno contribuito alla crescita di questo paese>>.


Sezze, 8 aprile 2006                                                                                                     

Ciarlo non risparmia critiche al sindaco

Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale Zarra non parla
All’indomani delle clamorose dimissioni di undici consiglieri che porteranno al commissariamento del Comune di Sezze, l’unico a tacere è proprio Lidano Zarra. Il sindaco, abbandonato da Forza Italia durante la delicata approvazione del bilancio, mantiene il suo solito silenzio. Si pensava potesse romperlo, come programmato, in una conferenza stampa prevista per ieri pomeriggio, poi rimandata all’ultimo momento senza addurre motivazioni.  Gli uomini vicini a lui hanno raccontato lo stupore del primo cittadino di fronte alla scelta degli alleati: pare che Zarra non si sia però sbilanciato sul da farsi. A parlare sono, invece, gli esponenti del partito azzurro che motivano la rottura con la volontà di fare chiarezza in maggioranza e nei confronti <<di un personaggio ambiguo e irrispettoso>>. 

Durissimo l’attacco del vicesindaco dimissionario Giuseppe Ciarlo: <<Oggi non c’é più un programma di mandato a cui dare fiducia, un confronto sulle scelte, neanche su quelle della vita ordinaria dell’Ente. Abbiamo a che fare con un sindaco che non ha nessun riferimento, né con la politica né tantomeno con la sua coscienza, ma che fa unicamente le scelte necessarie alla sua sopravvivenza>>. Ciarlo parla di un tessuto sociale e politico di Sezze ridotto allo stremo e quindi da ricostruire. E sulla vociferata volontà di Zarra di rivolgersi al Tar per contestare la presentazione delle dimissioni – mancherebbe un’autenticazione – attacca senza giri di parole: <<Sarebbe un bieco e stupido tentativo teso a danneggiare l’ente. Zarra stia attento perché, qualora così fosse, lo perseguiteremmo sempre>>. Più moderate le dichiarazioni del portavoce del centrosinistra, il diessino Cristian Santia, che pensa soprattutto all’auspicata fine di un periodo di ingovernabilità. <<Vanno messe da parte le questioni personali e occorre rimettere al centro la discussione politica – afferma –. Noi stiamo già avviando un percorso per stendere un programma di governo partecipato>>.

Diverse sono le implicazioni tra la crisi pontina e il quadro politico provinciale. Forza Italia non avrebbe infatti digerito l’assenza di Zarra alla votazione del bilancio presentato la scorsa settimana da Cusani in Provincia. Ci si potrebbe aspettare strascichi nel rapporto tra gli azzurri e l’Udc su scala locale. Ieri è intervenuto sulla questione anche il senatore Michele Forte: <<Purtroppo in questi anni in politica si sono affacciati personaggi che esprimono soltanto i propri interessi personali, a volte anche di mera carriera professionale, e che hanno tutto da imparare in termini di lealtà, onestà e dignità personale>>. Si attendono intanto le decisioni del Prefetto in merito allo scioglimento del consiglio comunale e alla nomina del commissario straordinario.


Sezze, 6 aprile 2006                                                                                                     

Zarra sfiduciato

Con il pollice verso di Forza Italia al banco di prova del bilancio è finita ieri sera a sorpresa l’esperienza amministrativa di Lidano Zarra, Il consiglio comunale ha bocciato con undici voti contro e nove a favore il preventivo dei conti per il 2006. E’ risultato decisivo il parere contrario dei due consiglieri azzurri, Giovanni Del Duca e Antonia Cerilli, che al termine dell’assise hanno presentato assieme all’opposizione le proprie dimissioni al segretario generale del Comune. La scelta di Forza Italia, benedetta dalla segreteria provinciale del partito, sarebbe legata al mancato voto favorevole di Zarra in Provincia al bilancio presentato da Cusani. 

La svolta inaspettata è giunta al termine di un dibattito duro tra il centrosinistra e il sindaco, che a gran voce ha difeso fin all’ultimo il suo operato. Le minoranze si erano lamentate dell’indebitamento creato alle opere pubbliche volute da Zarra che avrebbe svuotato le casse comunali. <<L’ente ha un debito di 22 milioni di euro e l’esatta metà è stata accumulata tra il 2004 e il 2006 – ha spiegato Rizzo (Margherita) – e questo rappresenta una gigantesca ipoteca per il nostro futuro e per chi sarà chiamato a governare>>.


Sezze, 20 marzo 2006                                                                                                     

Troppi fiori sulle nostre strade

Dieci morti in tredici mesi sulle strade della nostra città. Due ragazzi di quindici anni, uno di diciassette, uno di diciannove. Tutti, comunque, con meno di quarant'anni di vita. Con loro dieci famiglie della nostra comunità sono state lacerate da un unico straziante dolore.

Ne parliamo in continuazione delle strade. Parliamo di buche e di incroci pericolosi. E se qualcuno chiede un intervento c'é pure chi ride, in Consiglio Comunale, dicendo che in quel punto in particolare "il pericolo non ce lo vedo: io ci passo tutti giorni e non è mai successo niente". Certo. Quando giro non vedo chi viene da destra, però aspettiamo che qualcuno finisca al camposanto. Meglio pensare ad altro. E mi fermo qui.

Ogni tanto, deo gratias, si vede pure qualcuno che queste maledette strade prova a rimetterle a posto. Di punti critici ce ne sono diversi: quasi tutti gli incidenti mortali dell'ultimo anno si sono verificati tra via dei Monti Lepini - uno a febbraio 2005, due nell'arco di quindici giorni all'inizio del maggio scorso, poi un altro a maggio -, gli archi di San Lidano e le Coste. In questi casi le buche non c'entrano. E il manto stradale sdrucciolevole poco, solo nel caso delle Coste, che pure in questo senso sono andate migliorando negli ultimi tempi.

Spiegazioni delle forze dell'ordine a parte, un anno e mezzo di cronaca nera mi mostra che sì, l'alta velocità lega quasi sempre questi episodi. Non generalizzo perché esistono effettivamente le eccezioni. E perché non è giusto entrare nel merito dei singoli fatti, specie a due giorni dall'ultimo mortale.

Qualcosa però resta. Ed è quello che mi costringe a scrivere. Ma di fiori lasciati per strada ce ne sono anche troppi. Un mazzetto lo trovo ancora oggi a pochi passi da casa: è vecchio di anni ma ogni tanto torna a sbocciare, come se fosse primavera. Non so però se questi fiori servano ancora. Preferirei che prima di questi incroci, di queste strade, un cartello ricordi il conto che mi trovo troppo spesso a rifare. Perché di fiori, quelli messi a ricordo sul ciglio o quelli persi sempre sull'asfalto, ne abbiam lasciati anche troppi.  

Il Messaggero anno 2006