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SEZZE CHE SCOMPARE |
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Questa piccola ricerca sugli alberi, di tipo scolastica, risale a soli tre anni fa. Nel 2003, con l'intenzione di esaltare le scelte positive fatte dai miei concittadini in materia di urbanistica, ed orgoglioso del fatto che nel mio paese ci fossero così tante specie arboree con una storia importante da raccontare, sono andato a documentarmi sulle origini dell'Olivo del Fico e dell'Ippocastano. Oggi, 22 gennaio 2006, lo stato delle cose è già profondamente cambiato, e la mia fotografia è quella di una comunità che non ha più rispetto per la storia. Mentre il viale d'accesso al paese, di tipo napoleonico, con i suoi Ippocastani è scomparso, gli Olivi negli orti lo faranno ben presto, e solo la natura ribelle del Fico gli permetterà di sopravvivere a questa generazione scellerata. di Ignazio Romano |
L’ambiente:
un bene prezioso da sempre per l'uomo Tra
le piante arboree presenti nel territori del comune di Sezze, che più
sono legate alla tradizione ed al paesaggio, ci piace ricordare: l’Olivo,
che ricopre le pendici della collina setina fin su gli orti, a lambire
le mura poligonali chiuse attorno al centro storico; il Fico, che
cresce spontaneo ovunque, ed in particolare dove sono presenti
formazioni rocciose che raccolgono acqua piovana, caratterizza il
territorio collinare; l’Ippocastano, che accoglie i visitatori
all’ingresso del paese con la loro maestosa chioma, a costeggiare il
parco della Rimembranza. Si, un parco, all’interno del centro abitato,
bello, grande, segno del rispetto e dell’importanza che da sempre la
natura gode a Sezze. Ed il visitatore ne resta sorpreso, inebriato da
tanto verde tra gli spazi angusti di un paese di collina, Sezze. Dell’Olivo,
albero longevo sempreverde, sappiamo che è originario del Pamir
e del Turkestan. Si è diffuso nelle regioni mediterranee
nell’antichità trovando le giuste condizioni climatiche.Già nel V
secolo a.C. era considerato dai Greci un dono della dea Minerva, per il
potere nutritivo e terapeutico del suo olio. Nel passato l’infuso di
foglie veniva utilizzato per aumentare la diuresi, abbassare la febbre e
regolare la pressione sanguigna. La scienza odierna ha accertato che
l’olio d’Oliva combatte l’arteriosclerosi, previene i calcoli
biliari e contribuisce allo sviluppo scheletrico. Del Fico
sappiamo che le sue origini si trovano in Asia occidentale e che
nel bacino del mediterraneo è tra gli alberi più diffusi. Il suo nome
è presente sull’Antico Testamento come simbolo di abbondanza e legato
alla Terra Promessa. I Romani e i Greci apprezzavano molto il gusto
dolce del frutto e le sue proprietà digestive e lassative. Mentre il
decotto era usato per alleviare la gola irritata e la tosse, il lattice
biancastro contenuto nei rami giovani e nelle foglie veniva usato,
sfruttando le sue caratteristiche aggressive, per estirpare calli e
verruche. L’Ippocastano è un albero originario dei Balcani e del Caucaso, il suo nome (letteralmente Castagna di Cavallo) deve le origini all’uso che i turchi facevano dei semi somministrandoli ai cavalli affetti da tosse. Giunse in Francia e in Italia nel XVII secolo, utilizzato come pianta ornamentale per giardini e parchi pubblici, proprio come oggi nei nostri viali. La chioma folta e uniforme, l’altezza che può raggiungere i 30 metri e le sue foglie grandi, fanno dell’Ippocastano un albero maestoso in grado di cambiare l’aspetto al paesaggio. I semi, simili alle castagne, sono di colore marrone-rossiccio, e sono contenuti in ricci verdi in numero di due o tre. Mentre i fiori, bianchi o rosa, danno un aspetto unico a questa pianta bella e diversa in ogni stagione. Anche per l’Ippocastano la tradizione ne ha sfruttato nel passato ogni principio attivo benefico. |
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...ci hanno educati così... Sezze, 25 novembre 2005 di
Ignazio Romano Tutto ciò è possibile, nel nostro ordinamento, solo quando una serie di fattori si combinano sciaguratamente. I fattori sono: incapacità politica e mancanza di etica nella classe dirigenziale; assenza di un sistema imprenditoriale capace di reagire; inadeguata promozione culturale delle forme di volontariato; disinteresse del cittadino verso la cosa pubblica. Nessuno escluso. Così, mentre la qualità della vita nel paese scende, quello a cui si assiste a Sezze è la mancanza di coesione tra la gente e la perdita di valori, anche quei valori umani che, venuti meno, rendono il “terreno fertile” a quanti intendono trarre profitti personali a danno della comunità. Messa da parte la coerenza, a questo punto ogni persona pensa di poter essere più furba dell’altra, e non si accorge di contribuire così al degrado del paese. Il risultato sarà un debito spaventoso che i nostri figli ed i nostri nipoti si ritroveranno come "eredità". Grazie sezzesi |
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Dalla festa dell'albero a quella del cartellone pubblicitario Asfalto nei vicoli fin dentro le case, muri di cemento ovunque esista un dislivello ed ora pali di ghisa al posto degli alberi: Sezze provincia di New York? Sezze, 20 novembre 2005 di Ignazio Romano Da piccoli ci hanno educati a rispettare la Natura, e per questo ci hanno portato a piantare gli alberi e ci hanno insegnato quanto sono preziosi per la vita. Da piccoli ci hanno educati ai valori della Libertà e della Democrazia, e per questo ci hanno portato al Monumento, dove una grande statua di bronzo ricorda (è bene ricordarlo) quanti hanno dato la loro giovane vita affinché noi potessimo avere un paese in cui la Natura la Libertà e la Democrazia fossero i valori fondamentali della convivenza sociale. Ci hanno educati così, ricordate? Non so se quanto ci hanno insegnato fosse profondamente giusto, ma certamente ho sempre avuto la sensazione di essere libero di esprimere la mia opinione. L'opinione di un Cittadino che, rispettando le regole, ha il diritto ed il dovere di vedere rispettati, in quello che sente essere il "suo" paese, i principi fondamentali della convivenza. Questo è quanto ci hanno insegnato. Non so se i vari Lidano, Carlo, Pino, Giovanni, Antonio, Francesco, Vincenzo ecc. se lo ricordano. Cosa stiamo insegnando ai nostri giovani? Che la natura da fastidio ed al posto degli alberi è meglio piantare cartelloni pubblicitari? Che la libertà è quella di fare ciò che più ci conviene? Che la democrazia è un sistema autoritario che scende dall'alto e non ammette dialogo? Quando a "DEMOCRAZIA" (governo del popolo, è bene ricordarlo) nell'estremo tentativo di ottenere un dialogo, il Cittadino deve ricorrere all'aggiunta della parola partecipata... senza per altro ottenere alcuna risposta da chi governa... c'è qualcosa che non va. A Sezze il divario esistente tra chi amministra la cosa pubblica ed il Cittadino da tempo non permette più un sano sviluppo sociale. E questo perché in chi governa prevale la convinzione di avere dei privilegi e non il dubbio imposto dai doveri. Ma oggi il divario sociale è diventato un abisso, ed io, e tanti con me, sentono il rischio di non riuscire più a dare ai giovani la possibilità di un paese in cui credere in sani principi. Vorrei ricordare ai vari Lidano, Carlo, Pino, Giovanni, Antonio, Francesco, Vincenzo ecc. le parole di uno dei padri fondatori della Democrazia. E questo nella speranza che possa insegnare ad altri quello che a me è stato insegnato. “Qui
ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece
dei pochi per questo è detto Democrazia. Un Cittadino ateniese non
trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private.
Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue
questioni private. Qui
ad Atene noi facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i
magistrati e c'è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle
leggi non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale
sentimento di ciò che è giusto e di buon senso.
La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno
straniero. Qui ad Atene noi facciamo così"
.…. Pericle,
padre della Democrazia
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