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Venerdì 4 giugno 2010 ore 21,00 Auditorium Mario Costa >>
Central
Park West Saggio finale della scuola di teatro 2009-2010 Venerdì 4 giugno, alle ore 21, presso l’Auditorium “Mario Costa” di Sezze, gli allievi del Secondo anno di corso della Scuola di teatro della Compagnia teatrale “Le colonne”, porteranno in scena la commedia di Woody Allen Central Park West per la regia di Giancarlo Loffarelli. Lo spettacolo costituisce il saggio finale del Secondo anno del corso iniziato a ottobre dello scorso anno e che ha preparato gli allievi principalmente nella messinscena di commedie brillanti. In scena: Francesca Federici, Angelica Carandente, Federico Ciarlo, Andrea Zaccheo e Virginia Carandente. Oltre che grande regista, attore e autore cinematografico, Woody Allen ha al suo attivo un’importante attività di commediografo. Nelle sue commedie è facile ritrovare i temi classici dei films che lo hanno reso celebre: le ambientazioni alto borghesi, l’ironia su una classe intellettuale americana troppo snob, i tic della cultura ebraica, le nevrosi metropolitane; tutto espresso con la consueta ironia e le fulminanti battute. In particolare, Central Park West è un concentrato della caustica comicità di Woody Allen. Nell’elegante appartamento di Phyllis (Francesca Federici), affermata psicanalista, in Central Park West, a New York, giunge la sua amica Carol (Angelica Carandente) chiamata urgentemente da Phyllis che ha bisogno di un sostegno psicologico perché è appena stata lasciata dal marito, Sam (Andrea Zaccheo). Carol si è precipitata dall’amica proprio nel giorno in cui suo marito, Howard (Federico Ciarlo), già tendente alla depressione ha dovuto ricoverato in un ospizio il suo anziano padre. L’arrivo inaspettato di una paziente di Phyllis, Juliet (Virginia Carandente), si rivela come la proverbiale miccia che fa esplodere una situazione che s’è andata già progressivamente surriscaldando, in una divertente girandola di tic e nevrosi che i vari personaggi smascherano negli altri ma non in se stessi. Le luci sono affidate a Fabio Di Lenola, l’audio ad Armando Di Lenola, mentre l’organizzazione è curata da Marina Eianti ed Emiliano Campoli. Mercoledì 13 maggio 2009 ore 21,00 Auditorium Mario Costa Saggio
finale della scuola di teatro 2008-2009
Sabato 21 Febbraio 2009 ore 20,30 Auditorium Mario Costa The Backstreetsin concerto
Sezze torna a essere sensibile al grande tema della solidarietà. L'occasione è offerta dall'associazione culturale "Le colonne", da sempre attiva nei temi dell'integrazione, della crescita culturale e della costruzione di un tessuto sociale che sappia guardare alle altrui difficoltà, compiendo il proprio dovuto atto di aiuto e sostegno. Come sempre accade, per l'associazione "Le colonne", il veicolo scelto è quello dell'arte, avendo scelto, per questa occasione, il concerto della band pontina "The backsteets". L'incasso sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, ad EMERGENCY, che sarà presente alla serata, con del proprio materiale informativo. La band di Latina capitanata dai fratelli Montecalvo, continua ad essere sensibile a queste richieste di aiuto. Nell'occasione, presenteranno brani tratti dal primo CD in lavorazione "Without roots... NO FUTURE", messaggio chiaro in questo mondo che sta andando a rotoli ... . Per crescere ed andare avanti bisogna avere delle radici forti e non dimenticarle, altrimenti il futuro non darà nulla di buono. Questo è il messaggio che la band sta cercando di mandare nel primo cd che sta per uscire (prima dell'estate). Non mancheranno nella serata le "scorribande" giocose che coiunvolgeranno anche l'audience dei due fratelli Montecalvo a ritmo dei brani di Bruce Springsteen e di Rock Americano. La realizzazione di questa serata è stata resa possibile grazie all'aiuto e alla partecipazione del Signor Mauro Rossi, all'interessamento dell'assessore alla cultura della Provincia di Latina Fabio Bianchi e dell'Assessore alla cultura del Comune di Sezze Remo Ghenga, con il patrocinio del Comune di Sezze. Aprirà il concerto la band setina dei DR. BRAIN - Ingresso 3,00 € dal
13 dicembre 2008 al 31 gennaio
2009
Auditorium "San Michele Arcangelo" di Sezze con il patrocinio del Comune di Sezze presentaScritturae incontro con l'autore Auditorium "San Michele Arcangelo" L'Associazione Culturale "Le Colonne" , da quasi trent'anni, è attiva nel settore della promozione culturale, sia in ambito locale che in quello regionale e nazionale. Tra le altre cose, nel corso del 2008, ha attivato il suo Primo Corso di Recitazione Teatrale, cui è ancora possibile aderire telefonando al numero 392-2075489. Pur essendo maggiormente nota per la propria attività di produzione e messinscena teatrale, nel tempo, essa, ha saputo organizzare momenti di riflessione e discussione letterarie e cinematografiche, i quali si sono rivelati importanti veicoli di partecipazione e formazione. Sotto quest'ottica nasce "Scritturae", calendario di incontri con autori e interpreti, che si pone come obiettivo quello di intraprendere un percorso attraverso le varie tecniche di scrittura e comunicazione. Tale calendario è articolato in quattro incontri, che avranno ad oggetto altrettante tipologie di elaborazioni artistiche. Le forme scelte sono quella cinematografica, avendo previsto un documentario su uno sceneggiatore premio Oscar per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, per la regia di Elio Petri e con la magistrale interpretazione di Gian Maria Volonté, la scrittura narrativa, con un romanzo giallo, la scrittura musicale e quella saggistica. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso l'Auditorium "San Michele Arcangelo" di Sezze. Il primo appuntamento è previsto per sabato 13 dicembre 2008, alle ore 18:00, con la proiezione del film-documentario "Soltanto un nome nei titoli di testa" di Daniele Di Biasio, già presentato alla LXV edizione della Mostra del Cinema di Venezia. (Ingresso gratuito) Daniele
Di Biasio, diplomato in Regia e Sceneggiatura con un corso biennale
tenuto da G. De Santis e Ugo Pirro, ha scritto soggetti e sceneggiature
per la televisione (Gennarino il Mastino, Ballerine e Radio airbag), ha
collaborato come critico letterario e cinematografico con riviste e
quotidiani (Avvenimenti, America Oggi, ecc...). E' autore di un libro di
racconti (Prossima destinazione), edito da Manni Editore. Sceneggiatore
e regista per il cinema e la televisione. Ha realizzato il corto
"Codici" 1998, i documentari "Pesci Combattenti"
2002, "Via dell'Esquilino" 2005, "Soltanto un nome nei
titoli di testa" 2008 Il Film racconta la figura di uno dei più grandi sceneggiatori italiani: Ugo Pirro. Per Daniele Di Biasio "raccontare Ugo Pirro è un raccontare la figura dello sceneggiatore, colui che scrive il film e poi resta nell' ombra, in disparte. Poche volte, infatti, il pubblico ricorda il nome o la filmografia dello sceneggiatore perché è "soltanto un nome nei titoli di testa". I suoi film, da "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" alla "Classe operaia va in paradiso", sono diventati simboli del cinema di impegno civile. In un'epoca in cui gli autori occupavano la Mostra di Venezia, Pirro era in prima fila, accanto a tanti, da Goddard a Zavattini. Con quest'ultimo ebbe una lunga e significativa corrispondenza. Si scrivevano di viaggi e incontri, ma soprattutto parlavano di idee, di metodo creativo, della solitudine dello sceneggiatore, di chi, volontariamente, scrive immagini che qualcun altro interpreterà e trasformerà in film. Alcune di queste lettere sono lette da due attori (Franco Nero e Massimo Ghini), che hanno lavorato a film scritti da Pirro in momenti diversi della sua carriera, "Il giorno della Civetta" e "Celluloide". "Con l'aiuto delle immagini dei film, delle sue interviste e di autori e attori che hanno lavorato con lui,-spiega il regista- voglio ricostruire come individuava un' idea e come, non senza contrasti e difficoltà, questa idea diventava il copione di un film". Nel documentario si alternano interviste da lui rilasciate in molte trasmissioni Rai, repertorio dell'Archivio del Movimento Operaio e interventi di autori che hanno lavorato con lui (Carlo Lizzani, Enrico Vanzina, Andrea Purgatori). "Chi ha conosciuto Ugo Pirro -spiega Di Biasio- non può non essere rimasto colpito dal suo modo di intendere il cinema, il racconto per immagini. Tutto ciò che guardava o leggeva finiva, con il tempo, per diventare l' idea per una pellicola. E' per questa ragione che fare un documentario su Ugo Pirro non può prescindere dal raccontare il suo istinto creativo, la sua veggenza, il suo impegno politico e civile" Nei primi anni '90, Ugo Pirro curava una rubrica sul Messaggero. Nei suoi articoli, in anni non sospetti, aveva individuato i grandi problemi di oggi, dall'immondizia alla mancanza di valori nelle nuove generazioni. Ancora prima, negli anni '80, scrisse un testo: "Sala dei professori", che racconta di un preside ebreo che in nome della laicità della scuola fa togliere i crocefissi dalle aule. Un episodio che molti anni dopo ha riempito le pagine della cronaca. Lo sceneggiatore Ugo Pirro era capace di vedere avanti, di cogliere e raccontare con anticipo qualcosa che stava per accadere o cambiare nella società. "Con anticipo…- amava ripetere ai suoi allievi - "…ma non troppo, perché altrimenti non vi capiscono". Sabato 20 dicembre 2008, alle ore 18:00, sarà la volta de "Il colpevole è Maigret", romanzo giallo, presentato nell'edizione 2008 della Fiera del libro di Torino, scritto da Giancarlo Loffarelli, insieme ad altri sette autori, seguendo un intreccio narrativo sicuramente innovativo ed interessante. Diversi i motivi che convergono a denotare l'indubbia originalità del romanzo.-spiega Loffarelli- Se tali motivi li si volesse presentare nella successione con cui essi si presentano all'occhio del lettore, si dovrebbe cominciare dalla pagina 5, dove, come se ci trovassimo dinanzi a un testo teatrale, ci vengono presentati i "personaggi" del romanzo. Già nella stessa pagina, però, quello che potrebbe sembrare un testo teatrale si presenta subito anche come una sorta di locandina dello spettacolo tratto da quel testo teatrale: accanto ai "personaggi", infatti, compaiono gli "interpreti", che altri non sono se non gli stessi autori del romanzo i cui nomi il lettore ha già avuto modo di leggere sulla copertina. Insieme a Arrigo Casalini, Laura De Bortoli, Gabriella Geddo, Antonietta Lombardozzi, Anna Maccario e Pierpaolo Rovero, sotto la direzione di Francesco Rodolfo Russo, direttore editoriale della "Giancarlo Zedde", scrittore, poeta e animatore culturale, Giancarlo Loffarelli ha potuto sperimentare una particolare forma di scrittura partecipata, che costituisce la caratteristica principale di questo romanzo. "Il
colpevole è Maigret"
ruota intorno a
un copione che sembra collegare vicende distanti una quindicina d'anni:
la sparizione di due donne. Cronologicamente la prima svanisce da una
villa di Bordighera mentre la seconda dalla Facoltà di Architettura
dell'Università di Torino. Quest'ultima scomparsa dà l'avvio alla
storia sviluppata da un narratore, che concepisce i personaggi e
suggerisce la traccia, e da sette interpreti che, alternandosi nei
capitoli, raccontano soggettivamente la porzione di verità di cui sono
in possesso. I sette protagonisti sono impersonati da altrettanti autori
che nella realtà possiedono competenze analoghe a quelle dei personaggi
del romanzo. "Il colpevole è Maigret", già di per se, si mostra quale contaminazione tra varie forme di comunicazione artistica, infatti il primo capitolo, antefatto dell'intera vicenda, si presenta sotto forma di scrittura fumettistica, arte praticata da uno dei personaggi del romanzo. La sorpresa del lettore continua quando giunge a pagina 9,-continua Loffarelli- laddove inizia il primo Capitolo del romanzo. Qui, anziché trovare, come ci si aspetterebbe, il testo letterario del capitolo, ci s'imbatte in una tavola disegnata. L'effetto di spaesamento comincia a montare. Il libro sembra ora presentarsi come un "fumetto". Le sei pagine che compongono, infatti, il primo capitolo riportano 25 tavole disegnate in un affascinante bianco e nero: una casa in collina immersa in un paesaggio notturno, giovani corpi addormentati, una giovane donna che si sveglia ed esce fuori dalla casa fino a inoltrarsi in un bosco, un misterioso precipitare di eventi, il corpo della ragazza riverso a terra. Morta? Addormentata? Finalmente, il lettore giunge a pagina 15, dove inizia il secondo Capitolo. Qui il nostro lettore sembra rincuorarsi: finalmente qualcosa di "normale". Una rigorosa narrazione in terza persona, come ci si sarebbe aspettato fin dall'inizio, compone l'intero capitolo. Certo, quanto si narra nel secondo Capitolo non presenta alcun collegamento con le tavole del primo, ma, forse, più avanti si capirà meglio. A pagina 33, però, vale a dire all'inizio del terzo Capitolo, il lettore è nuovamente sorpreso: ora la narrazione non è più in terza persona ma in prima. Egli intuisce che a parlare è uno dei personaggi del romanzo che vive in prima persona gli avvenimenti narrati. Da questo momento, è un precipitare continuo nel corpo della vicenda, di personaggio in personaggio, ognuno intento a raccontare in prima persona gli avvenimenti che il narratore, di tanto in tanto, torna a raccontare in terza persona. Fino alla fine. Quando si scopre chi è l'assassino della povera ragazza dell'inizio. Il nostro lettore, però, già conosce l'autore del delitto. Fin da quando egli ha preso in mano il romanzo che ha appena terminato di leggere, sulla copertina era già stampata la soluzione del "giallo": Il colpevole è Maigret.Già! Ma chi è Maigret? Dopo essere stato presentato nell'edizione 2008 della Fiera del libro di Torino, "Il colpevole è Maigret" giunge a Sezze, offrendo una valida occasione per conoscere e interagire con l'autore e per ascoltare alcuni brani tratti dal lavoro di Giancarlo Loffarelli, che verranno interpretati dagli attori Marina Eianti, Roberto Baratta e Elisa Ruotolo, della Compagnia Teatrale "Le Colonne". Per domenica 4 gennaio 2009, sempre alle ore 18:00, è prevista l'esibizione del "Quartetto Rodrigo", composto dai chitarristi Paolo Giusti, Fabio Morosillo, Massimiliano Romano e Marco Martelli. Dopo il linguaggio documentaristico-cinematografico e la scrittura narrativa, con un romanzo giallo, è giunto il momento musicale.
Il "Quartetto Rodrigo" è una formazione chitarristica nata nel 2007 dal sodalizio artistico, dalle affinità musicali e dall'amicizia personale di questi quattro chitarristi pontini. Pur provenendo da diverse esperienze musicali e da differenti percorsi formativi, i quattro musicisti hanno come denominatore comune la scuola chitarristica del M° Massimo Gasbarroni che ha curato la loro preparazione fino al conseguimento del diploma, presso il Conservatorio "O. Respighi" di Latina e il "S.Pietro a Majella" di Napoli. In conclusione, sabato 31 gennaio, ore 18:00, verrà presentato "Il Paese doppio. Questione atlantica e questione morale negli scritti di Aldo Moro", di Giancarlo De Angelis, saggio vincitore del premio Città di Castello 2007. (Ingresso gratuito) interverranno Il Senatore Sergio Flamigni, il Prof. Francesco M. Biscione, il Dr. Buno Vella, l’Onorevole Domenico Di Resta. Sabato
31 gennaio, alle ore 18:00, presso l’Auditorium “San
Michele Arcangelo” di Sezze si chiude questo ciclo di incontri
culturali denominato “Scritturae”. Dopo
l’ottima riuscita della proiezione del film documentario di Daniele Di
Biasio, la presentazione del romanzo giallo “Il colpevole è Maigret”
di Giancarlo Loffarelli e il concerto del “Quartetto Rodrigo”, verrà
presentato il libro di Giancarlo De Angelis “Paese
doppio. Questione atlantica e questione morale negli scritti di Aldo
Moro”, edito dalla casa editrice Edimond. L’appuntamento, già di particolare interesse, verrà impreziosito dalla presenza di esponenti politici e illustri conoscitori sia degli scritti e del pensiero dell’Onorevole Aldo Moro, che dei fitti misteri che si celano dietro il suo rapimento e la sua tragica morte, per mano delle Brigate Rosse. Interverranno,
infatti, il Consigliere Regionale Domenico Di Resta, il Professor
Francesco Maria Biscione, esperto del caso Moro e studioso
attento degli scritti lasciati dal presidente democristiano durante i
giorni di prigionia, il Dottor Bruno Vella e il Senatore Sergio
Flamigni. Il
Senatore Sergio Flamigni, dopo aver iniziato l'attività politica
nel 1941 con la partecipazione all'attività clandestina di un gruppo
culturale di giovani antifascisti di Forlì, ha aderito al Partito
comunista, per poi sedere sugli scranni parlamentari per ben nove
legislature, dal 1968 al 1987, facendo parte di numerose commissioni
parlamentari di inchiesta , tra cui quella sul caso Moro, quella sulla
loggia massonica P2 e la Commissione speciale bicamerale antimafia. Al
termine della sua esperienza parlamentare
ha continuato nella sua attività di studio e ricerca, sia pubblicando
numerosi saggi, ultimo dei quali è "Le idi di Marzo - Il delitto
Moro secondo Mino Pecorelli" (2006), sia costituendo il Centro di
Documentazione “Archivio Flamigni” di Oriolo Romano. Per
l’Associazione culturale “Le Colonne”, quest’occasione si
presenta come la continuazione del percorso di studio delle vicende
legate allo Statista della democrazia cristiana, iniziato con la
messinscena dello spettacolo teatrale “Se ci fosse luce. I misteri
del caso Moro”, di Giancarlo Loffarelli, che, dopo una tournèe
iniziata nel 2007, nei prossimi mesi, tornerà in scena nella provincia
di Latina. Per l’ autore, Giancarlo De Angelis “Il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro sono stati l’evento cruciale del primo cinquantennio della nostra repubblica; eppure l’intera vicenda è stata consegnata prematuramente all’archivio della memoria, sebbene la comprensione degli eventi rimanga parziale e tutti i protagonisti non abbiano assolto fino in fondo al dovere della verità, alimentando dubbi ricorrenti e serie perplessità su quanto è accaduto. La percezione del suo autentico significato è stata addirittura più chiara a ridosso dei fatti che nel successivo trentennio. La storiografia non ha dato un contributo significativo alla collocazione della figura di Moro lungo l’impervio cammino della giovane democrazia italiana, anzi ha spesso eluso la questione. La politica, da parte sua, lo ha presto cancellato dal proprio orizzonte ideale e ha archiviato ancora più in fretta quella stagione, cosicché la stessa discussione sulle sorti dell’Ulivo come contenitore delle culture cattolica, socialista e comunista non ha mai evocato il pensiero, la riflessione, le scelte dello statista democristiano, vero demiurgo dell’incontro della cultura cattolica prima con quella socialista, poi con quella comunista. L’opinione pubblica, infine, ha dimenticato altrettanto rapidamente, travolta dalle molteplici emergenze del tempo presente.” |