articoli di Alessandro Mattei

                  La Provincia luglio/dicembre 2008

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Sezze, 28 dicembre 2008

Intervista al Sindaco di Sezze, Andrea Campoli

Il 2009 è l’anno del Prg e delle grandi opere

Andrea Campoli è tranquillo, nella sala del sindaco parla del futuro della città che guida dal maggio del 2007. Non vede crisi all’orizzonte ma solo traguardi da raggiungere a breve, grandi opere che stanno per vedere luce, e i frutti di una attività amministrativa intensa  svolta da una squadra di governo che ha dovuto rimboccarsi le maniche e ripartire dopo un anno di commissariamento dell’ente.

A diciannove mesi dal suo insediamento quali sono gli obiettivi amministrativi raggiunti dalla sua maggioranza consigliare?

«Il lavoro svolto in questi mesi è stato duro ed incessante, poiché abbiamo dovuto affrontare, in un quadro di crisi generale, numerose problematiche derivanti dal passato. Se dovessi illustrare gli obiettivi raggiunti, onestamente non basterebbe questa intervista, ma cercherò di farlo nella conferenza stampa di fine anno. Per fare alcuni esempi, tra i più importanti, voglio citare la difesa ed il rilancio dell’Ospedale di Sezze (apertura del nuovo reparto di chirurgia giornaliera e, è notizia di questi giorni, l’avvio delle attività chirurgica oculistica) e l’approvazione del progetto definitivo del nuovo Depuratore».

Quali sono invece i traguardi da raggiungere nell’immediato futuro e quelli previsti nell’arco dell’anno 2009.

«Gli obiettivi futuri sono legati da una parte alla realizzazione di quanto programmato in questi mesi, parliamo di circa 10 milioni di euro per opere ed investimenti e, dall’altra alla apertura di una nuova fase di progettazione di interventi e di strategie di rilancio della nostra città».

Siamo in attesa della pubblicazione della sentenza sul Lodo arbitrale tra il Comune e la concessionaria Dondi. Da indiscrezioni e da sue comunicazioni in Consiglio è emerso che il Comune è stato condannato a pagare una cifra intorno ai 2, 4 milioni di euro. Come si comporterà l’Ente adesso?

«Alla luce di quanto stabilito dalla sentenza del Collegio Arbitrale, dopo aver avuto modo di conoscere e valutare attentamente le motivazioni, attiveremo tutte le iniziative atte a tutelare l’interesse pubblico, in primo luogo inviando alla Corte dei Conti tutti gli elementi necessari, affinché vengano individuate eventuali responsabilità».

Sulla depurazione, a fronte della sentenza 335, è possibile diffidare la Dondi e chiedere i rimborsi per i cittadini?

«Abbiamo già diffidato la Dondi dall’emettere bollette con la voce “depurazione” per quegli utenti che non hanno usufruito di tale servizio, poiché le fogne di cui si servono non sono convogliate verso il depuratore. Per questi cittadini è già possibile esigere i rimborsi di quanto pagato e non dovuto».

Il PRG resterà un solo capitolo del suo programma elettorale? O ci saranno novità nel 2009?

« Il 2009 sarà l’anno del nuovo PRG. La maggioranza sta già discutendo, in questi giorni, la delibera di indirizzo e presto attiveremo il percorso di confronto e di elaborazione del nuovo strumento urbanistico».

L’ex sindaco Zarra si vanta di aver realizzato opere pubbliche in breve tempo e buona parte dell’opposizione parla ora di immobilismo amministrativo rispetto alla dinamicità che ha caratterizzato la passata Giunta. Lei di cosa vorrebbe andare fiero? E cosa risponde alle minoranze?

«L’Amministrazione Zarra quando si insediò trovò nei cassetti di questo Comune progetti e relativi milioni di euro da spendere. Quando ci siamo insediati noi quei cassetti li abbiamo trovati vuoti e, di conseguenza, siamo partiti da zero. Sono certo che i cittadini di Sezze potranno verificare i frutti di questo lavoro. Una cosa di cui vado già fiero, per esempio, è aver speso centinaia di migliaia di euro per mettere in sicurezza e rendere decorosi i nostri edifici scolastici, in molti dei quali le pareti non venivano tinteggiate da quando erano stati inaugurati».

L’eterogeneità della sua maggioranza le ha dato dei piccoli grattacapi. C’è da stare in allerta? Sono previsti rimpasti di Giunta?

«Io ritengo che, per raggiungere obiettivi di lungo termine, la stabilità di governo sia un elemento essenziale. La dialettica, anche aspra, in una coalizione come la nostra la ritengo fisiologica e persino utile quando è votata all’interesse generale».

La rotazione delle dirigenze, secondo lei, andava fatta in questa maniera? Qualcuno dietro la vostra scelta ha intravisto un diktat da parte dell’ala dell’ex margherita. E’ proprio così?

«Non c’è stato nessun diktat. Questa decisione, tra l’altro maturata con una discussione approfondita, rappresenta il preludio di una rivisitazione generale della dotazione organica dell’Ente, che dovrà diventare più snella e funzionale».

Il rilancio della cultura - attraverso molte iniziative - è stata una delle vostre priorità e su cui i cittadini hanno visto un repentino cambiamento rispetto al passato.  Secondo lei, adesso, cosa si aspettano? Qual è l’intervento che l’amministrazione deve operare per entrare realmente nello “stomaco” dei nostri concittadini?

«Non credo esista, conoscendo l’articolazione del nostro territorio, un’opera che possa da sola risolvere i problemi dei nostri concittadini. L’obiettivo, quindi, è quello di costruire un sistema organico e coerente di interventi che siano veri e volti al miglioramento della qualità della vita, a cominciare dal tema della viabilità, dei parcheggi, degli impianti sportivi, dei luoghi di aggregazione e di molto altro».


Sezze, 17 dicembre 2008

2009, l'anno delle stesse problematiche di sempre

L’ultima settimana del 2008 non porterà di certo cambiamenti amministrativi repentini. Gli argomenti che hanno dettato l’agenda dell’amministrazione comunale di Sezze nel 2008 sono e saranno gli stessi che immancabilmente si ripresenteranno il 1 gennaio del 2009. I temi, d’altronde, sono sempre gli stessi che da anni riempiono le pagine dei giornali e accendono discussioni di piazza e di Municipio. Anche per l’anno venturo si riparlerà, quindi, del fenomeno immigrazione, di Piano Regolatore Generale (con la variante del Piano Regolatore Sociale), di ambiente, di depurazione e di rilancio economico e agricolo, tutti settori in crisi e fortemente sentiti dalla popolazione. Viste le indiscrezioni sulla sentenza del Lodo Dondi, il 2009, inoltre, sarà inevitabilmente l’anno dei tagli: se saranno ufficializzate le indiscrezioni circa la sentenza emessa dal Collegio arbitrale per il contenzioso esistente tra Concessionari Dondi e Comune, la maggioranza consigliare dovrà fare i conti sino agli spiccioli per liquidare il debito di 2, 4 milioni di euro con la società che gestisce il servizio idrico della città. 

Fiduciose speranze, invece, potrebbero esserci per quella che orami è stata definita l’opera delle opere da realizzare, ossia il nuovo depuratore. E’ prevedibile e auspicabile che il sindaco Andrea Campoli possa posare la prima pietra proprio nel 2009 e questo sarebbe indubbiamente un grande risultato amministrativo vista l’urgenza dell’impianto depurativo e l’inutilità dei discorsi senza riscontro fatti nel corso degli anni dalle passate amministrazioni locali. Sappiamo, infatti, che per il depuratore che sarà nascerà a Sezze scalo la Regione ha già stanziato 4 milioni di euro e il progetto è stato abbozzato a grandi linee. Sempre sul tema dell’ambiente potrebbero esserci novità riguardanti anche la nascita dell’annunciato Ecocentro per la lavorazione dei rifiuti differenziati, sito che dovrebbe sorgere nei locali dell’ex fabbrica Sogeni. La nascita dell’Ecocentro – secondo la tesi dell’amministrazione – arrecherebbe dei vantaggi anche per l’Ente che abbatterebbe così ad abbattere i costi per i rifiuti con l’obiettivo di raggiungere il 47 % della raccolta differenziata in città.


Sezze, 30 novembre 2008

Contenzioso Dondi, bastonata per il Comune

Ente condannato a pagare 2,3 milioni di euro

Un nuovo colpo di scena nel contenzioso esistente tra il Comune di Sezze e la società di Rovigo Dondi. Anche se la sentenza non è stata ancora depositata ieri, in tarda serata, sono emerse le prime indiscrezioni sul verdetto. Sappiamo che le memorie conclusionali erano già state depositate e si era in attesa della sentenza, emessa appunto ieri. In termini calcistici si potrebbe parlare di un pareggio amaro per l’Ente comunale e dolce per la Dondi, perché l’amministrazione comunale proprio nei giorni scorsi, nel corso di un consiglio comunale, si era dimostrata speranzosa per un finale tutto positivo per il Comune. 

E invece il bicchiere mezzo pieno lo vedrà, ancora una volta, la concessionaria del servizio idrico della città, che incassa una somma che sfiora di poco quella della transazione, abbandonata dall’amministrazione Campoli per arrivare al Lodo finale. In sostanza, se la Dondi è stata condannata a pagare circa 958 mila euro per forniture idriche per la Cassa del Mezzogiorno, la somma più pesante toccherà all’Ente. Il Comune, infatti, è stato condannato a pagare 1, 4 milioni di euro per forniture idriche erogate dalla società al Comune e altri 950 mila euro per altri progetti e lavori eseguiti, sempre nel periodo successivo alla stipula della Convenzione. 

Per l’avvocato Maurizio Mansutti, difensore della concessionaria idrica, si tratta di una «sentenza equilibrata» che in pratica non si allontana di molto dall’accordo tra le parti che stava per essere raggiunto e poi abbandonato dal Comune. Anche sotto il commissariamento l’accordo esso era andato avanti e si parlava allora di una transazione di circa 2, 5 milioni di euro che il Comune avrebbe dovuto versare alle casse delle Dondi a fronte, oggi, dei 2,3 milioni che il Comune complessivamente dovrà ora sborsare. Ricordiamo che il Lodo arbitrale era stato iniziato dall’ex sindaco Lidano Zarra nel 2005 sulla base di un credito di 980 mila euro che il Comune vantava di avere verso la Dondi la quale, sull’altro piatto della bilancia, aveva messo circa 8 milioni di euro per lavori eseguiti e per fornitura idrica erogata al Comune. 

La transazione, proseguita dal commissario prefettizio, Leopoldo Falco, e per un breve tempo anche dall’attuale sindaco, Andrea Campoli, è stata abbandonata quindi per un lodo arbitrale simile a quella transazione della discordia. «Nell’accordo avevamo richiesto circa 2, 5 milioni di euro – spiega Mansutti – siamo arrivati ad ottenere circa 2,3 milioni, direi che possiamo dichiararci più che soddisfatti».


Sezze, 28 novembre 2008

378 mila euro per ristrutturare Palazzo Roma

Soddisfatto Titta Giorgi per il nuovo finanziamento regionale

Finanziamenti a pioggia per Sezze. La Regione Lazio ha stanziato un’altra considerevole somma per la riqualificazione del centro storico setino. Questa volta la Giunta regionale presieduta dal governatore del Lazio, Piero Marrazzo, con delibera n° 824 del 18 novembre 2008, ha approvato un finanziamento di 378 mila euro per il rifacimento dell’antico Palazzo Roma, in via Roma, attualmente sede dell’ufficio del commercio comunale, la struttura che molti anni fa ospitava i locali dell’ex esattoria. L’impegno totale di spesa è pari a 540 mila, la somma restante del finanziamento quindi sarà stanziata dal Comune di Sezze. Dà comunicazione dell’importante somma destinata al centro storico di Sezze, l’onorevole Titta Giorgi, consigliere anziano di Sezze che si è interessato presso la Regione per ottenere i fondi necessari per ristrutturare la bella struttura situata nel cuore del paese. Il consigliere comunale del Partito Democratico esprime soddisfazione per l’interessamento da parte della Regione e in modo particolare dell’assessore ai lavori pubblici, on. Bruno Astorre, che sta dimostrando particolare attenzione per i beni architettonici setini. «La Giunta regionale - afferma Titta Giorgi - a meno di un mese ha destinato per la nostra città un altro finanziamento che va ad aggiungersi all’ultimo stanziato per il completamento di Palazzo De Magistris. L’attenzione che la Giunta Marrazzo sta dando per il recupero architettonico dei paesi della Provincia di Latina dimostra – se ce ne sia ancora bisogno – quanto sia importante l’impegno della Regione a favore della rivalutazione delle bellezze esistenti. Anche per il nuovo finanziamento ci tengo a ringraziare l’assessore Astorre e il presidente Marrazzo per la sensibilità dimostrata». Titta Giorgi, a cui sta molto a cuore il medioevale centro storico setino, sottolinea l’importanza delle grandi opere finanziate dall’ente regionale, fondi che a breve daranno lustro alla vetustà di quei Palazzi che nel corso degli anni hanno subìto danni a causa delle intemperie e del tempo. Il finanziamento approvato si va ad aggiungere a quello già ricordato di Palazzo De Magistris e a quei soldi messi a disposizione per il Palazzo Rappini di via Umberto.


Sezze, 20 novembre 2008

Depuratore, missione fallita

Bocciato dalla regione lo sdoppiamento dei fondi

Richiesta bocciata. Il progetto presentato dall’Ente comunale per la realizzazione del nuovo depuratore e per il quale la Regione Lazio ha stanziato già 4 milioni di euro non può subire varianti, pena la perdita del finanziamento stesso.
La delegazione comunale - composta dai membri della Commissione Assetto del Territorio, guidata dalla Presidente Sonia Ricci insieme all’Assessore all’Urbanistica Antonio Maurizi, all’Assessore ai Lavori Pubblici Pietro Bernabei ed al Dirigente dei Servizi Tecnici Ing. Mauro Vona - ha fatto un tentativo martedì scorso presso gli uffici regionali, tentativo fallito; all’incontro era presente anche il consigliere Regionale del Pd Domenico Di Resta.
Il Dirigente del Settore Ambiente della Pisana, Dott. Raniero De Filippis, ed il Direttore Regionale Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, l’architetto Giovanna Bargagna, hanno accolto la delegazione setina promotrice del vertice per verificare la possibilità di utilizzare il finanziamento di quattro milioni di euro al fine di realizzare non un unico depuratore bensì due, uno destinato a servire la parte alta del paese e l’altro lo Scalo (proposta questa avanzata dal consigliere del Md Serafino Di Palma a nome della delegazione richiedente). L’obiettivo però non è stato raggiunto.
La Dott.ssa Bargagna, in rappresentanza dell’Ente Regionale, ha spiegato che la richiesta avanzata non può essere accolta poiché Sezze ha avuto il finanziamento sulla base dell’accordo di un programma quadro per la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche stipulato tra i Ministeri dell’Economie e delle Finanze, il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e la Regione Lazio. Diverse le ragioni per le quali la richiesta è stata respinta: modificare il finanziamento, ovvero pensare di sdoppiare il finanziamento per far fronte ad altri progetti, porrebbe Sezze in modo irrevocabile ed irreversibile fuori dal programma quadro e dalla possibilità di ottenere altre risorse finanziarie per la realizzazione del depuratore. Dalla Pisana segnali comunque di interessamento nei confronti delle problematiche ambientali setine.
Il Dirigente De Felippis, accogliendo le preoccupazione sollevate da diversi consiglieri, ha assicurato che la Regione, oltre al finanziamento già assegnato al Comune di Sezze, ha mostrato sensibilità a sostenere l’amministrazione comunale nella realizzazione dell’opera sia in termini economici che tecnologici, affinché la nuova struttura possa funzionare al meglio. 

Scartato lo sdoppiamento del finanziamento ai nostri amministratori tutti non resta altro che voltare pagina e avviare le pratiche per assegnare la gara di appalto per la costruzione del nuovo impianto, considerato urgente visto il cattivo funzionamento degli impianti di depurazione comunali ubicati nelle località Casali e Sezze Scalo, il sottodimensionamento degli stessi rispetto all’effettiva portata di ingresso, e la completa assenza di alcune fasi di trattamento dei reflui. Secondo il progetto presentato dall’amministrazione il nuovo depuratore dovrebbe sorgere dietro il sito della ex Sogeni. Oltre al finanziamento regionale la Giunta Campoli ha stanziato per la realizzazione dell’opera un’ulteriore somma di un milione e quattrocento mila euro, poiché la spesa complessiva prevista è di cinque milioni e quattrocento mila euro.


Sezze, 19 novembre 2008

Prg e depuratore, confronto aperto con tutti

Intervista al presidente del consiglio setino Zeppieri

Il presidente del consiglio comunale di Sezze, Giovanni Zeppieri, fa il punto della situazione dopo una serie di episodi politici e amministrativi che hanno caratterizzato e contraddistinto l’assise cittadina. Lancia dei messaggi distensivi agli alleati, parla degli impegni futuri ai quali nessuno può e deve sottrarsi. E accenna alle elezioni provinciali. Presidente, cosa ne pensa dell’atteggiamento di alcuni consiglieri in aula e delle diatribe all’interno dei partiti di maggioranza e opposizione? «Non è mai facile gestire una seduta consigliare, soprattutto se si è alla prima esperienza. Credo che la sensibilità e il buon senso di tutti debbano prevalere su ogni altra cosa, stiamo tra persone adulte e ognuno deve prendersi le proprie responsabilità.
Ci sono delle regole che mi sforzo sempre di fare rispettare, cerco il più possibile di far mantenere un comportamento educato e rispettoso. Debbo dire che come prima esperienza avrei voluto che qualcuno mi avesse aiutato e invece, purtroppo, qualche consigliere è andato oltre il proprio ruolo. Così non diamo un buon esempio, la città perde stima nella classe politica e si allontana da essa. In realtà, però, nell’ultimo periodo le cose sono migliorate, i consiglieri hanno capito che occorre cambiare passo, ci siamo confrontati su questo e spero che l’atteggiamento migliori ancora». All’interno del Pd come deve essere vista la polemica nata sulle dirigenze comunali? «C’è stata una presa di posizione del Pd, ex Margherita ma non è una polemica con il resto del partito. 

Forse vi è stato un errore di troppo nella gestione della questione. Avremmo dovuto assumere un atteggiamento diverso nei confronti del Sindaco. Ci siamo già confrontati sul problema delle dirigenze e ci saranno altri incontri». La salute della maggioranza insomma qual è? «La salute è buona, tutto sommato non è una maggioranza agonizzante come qualcuno sostiene. Non dimentichiamo che abbiamo un consigliere con problemi personali e che quindi non può essere presente in aula. Nonostante ciò la maggioranza va avanti e lo fa sempre con le proprie forze. Bisogna comunque riconoscere che la minoranza sui temi importanti non si è sottratta al confronto per il bene dl paese, è stata molto responsabile e sono stato io ad invocare un confronto corale sulle grandi tematiche da risolvere». Come coalizione state rispettando il programma elettorale? 

Siete soddisfatti, qualcuno ha già parlato di immobilismo amministrativo. «Problemi ce ne stanno, problemi legati alla gestione politica. Abbiamo una maggioranza eterogenea e questo implica un ingranaggio molto macchinoso. Non siamo soddisfatti affatto, si poteva e si deve fare di più, è positivo fare autocritica per fare sempre meglio. Sbaglio però se dico che siamo stati con le mani in mano, abbiamo fatto molto, tanto». Quali sono gli impegni più grandi sui quali auspica collaborazione? «Il Prg e il nuovo depuratore. 

Su quest’ultimo tema il confronto già c’è, oggi c’è stata una delegazione che è andata a Roma per capire se possono essere apportate delle varianti ai progetti finanziati. E’ giusto che ognuno si tolga qualche piccolo dubbio sull’opera da realizzare, ma alla fine non si può aspettare troppo. C’è poi il Prg, i tempi sono stretti, entro la fine dell’anno i primi passaggi e poi finalmente possiamo lavorare sul piano regolatore generale. Auspico confronto sano tra le parti, come del resto sta avvenendo per tutti i grandi temi»


Sezze, 17 novembre 2008

La politica dei divorzi e delle separazioni forzate

Quante volte abbiamo sentito parlare di crisi dei partiti? Di scissioni interne e rappacificazioni di circostanza? Sempre. Forse il sale della politica sta proprio in questo, sta nel farsi spazio e sgomitare il più possibile per essere tra coloro che hanno peso nelle segreterie e nei direttivi locali, di Provincia, Regionali e Nazionali. Nell’ultimo decennio però la politica del bisticcio pare interessare in modo particolare i partiti minori, quelli che la torta debbono dividersela bene e con il lanternino. Il fatto è che nemmeno questa prerogativa rientra più nei piccoli, perché i Big stessi sono costituiti dalle varie correnti e fazioni che altro non rappresentano che veri partiti. Le logiche striscianti che da sempre dominano «l’arte del compromesso» si rispecchiano anche nelle varie sedi locali e Sezze – anche in questa povera stagione politica – ne rappresenta uno spaccato autentico. 

La maggioranza consigliare guidata dal sindaco Andrea Campoli, infatti, ha al suo attivo due divorzi ufficiali e una separazione forzata in casa, mentre all’interno dell’opposizione domina incontrastata la querelle tra Forza Italia rappresentata in consiglio comunale da Roberto Reginaldi e il resto del costituendo Popolo delle Libertà. Fresca fresca invece è la diatriba esplosa in casa socialista. Il segretario locale, Enzo Ricci, ha deciso di abbandonare la nave senza considerare i veri rappresentanti popolari del partito, ossia il consigliere comunale Salvatore Leggeri e l’assessore all’ambiente Antonio Maurizi. In un documento molto aspro nei contenuti e determinato in quello che si sostiene, il segretario dei garofanini ha bollato la maggioranza Campoli «immobile» e priva di slancio politico e amministrativo per affrontare i vari problemi che attanagliano la città. Diversamente invece la pensano i rappresentati comunali Leggeri e Maurizi che hanno mandato a dire al loro (forse ex) segretario che i panni sporchi si lavano in casa, senza «buttare il bambino nell’acqua sporca». 

La polemica, infine, è stata alimentata dalla parole del segretario provinciale Lidano Lucidi che pare abbia condiviso in pieno il documento di Enzo Ricci. Se dai Socialisti passiamo ad analizzare la salute dell’Italia dei Valori di Sezze, la storia si ripete. Intanto per cominciare, nel giorno del congresso locale indetto per rilanciare il partito, l’unico consigliere comunale eletto nelle fila dell’Idv, e cioè Ernesto Carlo Di Pastina, ha ufficialmente dichiarato  le sue dimissioni dal partito assieme all’assessore Bruno Cardarello per «incompatibilità politica e amministrativa» con le new entry nell’Idv. Gli ex uderini se hanno portato in dote 290 iscritti, con due consiglieri comunali (Enzo Polidoro e Luciana Lombardi) e il vice sindaco (Umberto Marchionne) non hanno fatto bene i conti con la vecchia guardia rappresentata proprio dell’ala ernestiana. Il tira e molla, alla fine, ha portato alla completa modificazione del partito, trasmigrato tutto dall’Udeur e da altre aree di centro non ben definite. Nel centro-sinistra alti e bassi ci sono anche nel partito maggiore di maggioranza, nel Partito Democratico. Qui la separazione è in casa in quanto Ds e Margherita non riescono a trovare un punto di contatto su nulla. 

Esemplare la polemica legata alle dirigenze comunali, partita dal Pd, area margherita. I diessini della sortita dei consiglieri comunali Giovanni Zeppieni e Paolo Rizzo non ne sapevano nulla, come se nel Pd non ci sia un segretario e non si facciano da mesi delle riunioni. Sarà così? Per la minoranza, altresì, basta ripercorrere la storia degli ultimi mesi dentro la Pdl. Qui si è passati addirittura alle carte bollate, con la vicenda di Reginaldi, delle vergognose lettere anonime e degli attacchi personali che nulla hanno a che fare con la politica e il gestire la cosa pubblica. Qui c’è stata veemenza, arroganza e malizia. Episodi che hanno macchiato l’assise cittadina.


Sezze, 10 novembre 2008

Contenzioso Ente-Dondi, pronta la mozione

Il contenzioso esistente tra il Comune di Sezze e la società Dondi torna in aula
Se ne riparlerà in un consiglio straordinario richiesto da tutti i gruppi consiliari di opposizione che hanno protocollato ieri una mozione riguardante lo «Stato dell’arte del procedimento arbitrale tra il Comune di Sezze e la Costruzione Dondi SPA». La richiesta di convocazione dell’assise ad hoc è stata indirizzata al sindaco di Sezze Andrea Campoli, al Presidente del Consiglio, Giovanni Zeppieri, alla commissione di Vigilanza sulla Dondi e a tutti i gruppi consiliari.
Nella mozione si ripercorre la storia della convenzione stipulata tra Ente e società per l’affidamento in concessione della gestione dei servizi relativi al ciclo idrico nel territorio comunale, così come si ricorda che la convenzione in concessione prevede clausole con particolari obblighi della concessionaria sulle quali l’opposizione si appellerebbe per chiedere la rescissione del contratto e un risarcimento danni.
In calce la firma dei consiglieri comunali Rinaldo Ceccano, Antonio Vitelli, Antonio Piccolo, Serafino Di Palma, Claudio Casalini, Lidano Zarra e Lino Cerroni che chiedono, oltre alla presenza della commissione di vigilanza, anche quella del consulente tecnico d’ufficio dell’ing. A Tozzi, nominato CTU dal Collegio Arbitrale nel lodo tra il Comune di Sezze e la Costruzione Dondi S.p.A. Al segretario del costituendo Popolo delle Libertà di Sezze il commento sulla mozione presentata e sull’intera vicenda. «I gruppi consiliari del PdL, MD, Centro Democratico e Area Democratica hanno presentato congiuntamente questa Mozione per riproporre un tema su cui la maggioranza continua a tacere – afferma Ceccano - La convergenza di tutte le opposizioni moderate, equilibrate e costruttive, è un grande risultato raggiunto grazie ad una azione comune svolta insieme ai candidati sindaci Zarra e Di Palma, per rilanciare la prospettiva di un governo diverso della nostra città. Dopo la Dondi – chiude la nota del Pdl - affronteremo il nodo della SPL, dell’Ecocentro e del PRG, dove il Popolo della Libertà insieme a tutti i propri alleati presenterà le proprie soluzioni per incalzare una maggioranza asfittica ed inconcludente»


Sezze, 6 novembre 2008

Arrivano i fondi per il restauro di Palazzo De Magistris

540 mila euro dalla Regione Lazio, la soddisfazione di Titta Giorgi 

Un altro importante finanziamento arriva a Sezze da parte della Regione Lazio. La Giunta regionale presieduta dal governatore del Lazio Piero Marrazzo, con delibera n° 766 del 24 ottobre 2008, ha approvato l’importante somma di 540 mila euro per la ristrutturazione dell’antico Palazzo De Magistris, ubicato nel cuore della città lepina. 

L’importante finanziamento è stato ottenuto grazie all’interessamento dell’on. Titta Giorgi, consigliere anziano di Sezze che, per l’importante opera, era riuscito a far stanziare nel 1998 (con l’allora Giunta Badaloni) ben 700 milioni delle vecchie lire, già appaltati per riqualificare l’intera facciata di quello che viene considerato uno dei Palazzi cinquecenteschi più importanti della città.
Esprime soddisfazione e ringrazia l’assessore ai lavori pubblici della Regione Lazio, on. Bruno Astorre, per il finanziamento ottenuto, l’esponente del Pd Titta Giorgi. «Ancora una volta la Regione Lazio ha dimostrato particolare attenzione per il recupero dei beni storici del Comune di Sezze e per quelli dell’intera provincia di Latina. Il nuovo finanziamento per la ristrutturazione di Palazzo De Magistris – ha affermato l’on. Giorgi - dimostra la volontà della Regione Lazio di procedere alla riqualificazione degli antichi edifici che danno valore e prestigio alle bellezze storiche di ogni città.
Ci tengo a ringraziare personalmente l’assessore Astorre e il presidente Marrazzo per la sensibilità dimostrata per la valorizzazione dei centri storici e nella fattispecie nei confronti del nostro Comune». Il consigliere anziano del Partito Democratico di Sezze, infatti, intende sottolineare come il finanziamento di 540 mila euro si vada ad aggiungersi ad altri importanti fondi stanziati dall’ente regionale per altre grandi e importanti opere di carattere architettonico e storico, per ultimo - ad esempio - quelli messi a disposizione per il Palazzo Rappini di via Umberto, sede un tempo dell’antica famiglia “Rappini”.
«Grazie al nuovo finanziamento regionale il bellissimo palazzo De Magistris potrà tornare agli antichi splendori e ospitare nuovi locali comunali, con annessi nuovi servizi per l’intera comunità. Quando l’impegno della politica si traduce in atti concreti - ha chiuso Giorgi – è importante darle il giusto riconoscimento».
E’ da circa una decina di anni che Palazzo De Magistris non ospita più locali comunali o sedi di enti derivati.
Oltre al teatro, per molti anni, esso è stato anche la sede dell’istituto Magistrale di Sezze e luogo messo a disposizione dalle passate amministrazioni comunali per la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo.


Sezze, 3 novembre 2008

I Bastian contrario e... le anime chete

E l'interesse comune va... a farsi benedire 

Ma è mai possibile che quando si arriva al dunque di una questione c’è sempre qualcosa che non va? Ma è mai possibile che esistano sempre i vari “bastian contrario” che impediscono il normale flusso di una discussione? Il consiglio comunale di Sezze anche in questo insegna, e la polemica fresca legata alla realizzazione del nuovo depuratore che l’amministrazione comunale intende realizzare a Sezze scalo lo sta a dimostrare. Proprio adesso che esiste un  progetto definitivo e che il finanziamento di 4 milioni di euro da parte della Regione Lazio è stato decretato.  Quando tutto sembra filar liscio ecco che le cose si complicano e si torna a parlare di bufera. Quella bufera prodotta ovviamente dalle varie correnti politiche che tirano in aula consigliare e che dietro nascondono interessi non del tutto decifrabili e poco individuabili. La realizzazione del nuovo depuratore, di cui se ne parla del lontano 1998 (dieci anni fa), ha fatto esplodere l’ennesimo caso di bullismo politico. Maggioranza contro opposizione, opposizione contro se stessa e partiti divisi a loro volta su una o più linee da prendere.

Dentro l’Italia dei Valori ad esempio sono sorte due fazioni, una più propensa alla realizzazione di un solo impianto a Sezze scalo e l’altra incline ad una soluzione il più condivisibile possibile, e quindi a metà strada tra l’opposizione (che in parte vorrebbe più impianti dislocati in zone diverse del territorio) e la maggioranza, decisa e determinata a favore dell’impianto unico. 

In aula poi ci sono le cosiddette voci bianche del coro, quelle anime chete, apparentemente neutre, che non aprono bocca mai se non per chiedere qualcosa all’ultimo momento. Si tratta di quei consiglieri comunali che non prendono mai posizione e si limitano ad alzare la mano solo in segno di assenso o dissenso. Sembra che tutto gli scorra dentro o meglio che gli scivoli addosso sino al punto in cui bisogna chiedere per ottenere. Atteggiamento che vale per il depuratore o per qualsiasi altra opera o faccenda di cui si parla. Solo per citarne un’altra opera,  se parliamo dell’Ecocentro… Idem con patate: ci sono i contrari, i favorevoli e appunto gli attendisti, sempre pronti ad alzare la mano al momento giusto o ad eclissarsi nei momenti dove occorre palesarsi o prendere posizione. Sono coloro i quali che nel silenzio e nell’indifferenza più completa contano più di quanto si creda. Tanto alla fine si va sempre alla conta e se non ci sono i numeri per far passare il provvedimento loro contano. Eccome se contano!


Sezze, 19 ottobre 2008

«Che l’aula ritorni ad essere luogo sano di confronto politico»

Viaggio tra le opinioni dei setini, dopo gli ultimi accadimenti 

Quando è la stessa comunità a chiedere dignità e rispetto delle regole allora è il caso di fermarsi e capire quello che sta accadendo. Non occorre essere politici navigati per capire che le ultime vergognose vicende che hanno contraddistinto la politica setina impongono una seria riflessione da parte di chi governa e di chi fa opposizione in città. Le lettere anonime, le ingiurie, le azioni indegne e le allusioni ironiche-dispregiative che hanno scandito le ultime assise comunali hanno spinto i cittadini-elettori ad avere un rifiuto della politica che, inevitabilmente, crea così un maggior scollamento socio-istituzionale mai registrato negli anni. Mondo Re@le è scesa in campo e ha cercato di dare un volto a quelle che oggi appaiono le paure e i timori dei cittadini di fronte a tante bassezze che certo non fanno onore ad un aula che in altre epoche aveva rappresentato una scuola per molte generazioni di politici e partiti dell’intera  Provincia di Latina. Tra la gente si respira un malcontento generale per quello a cui ci stiamo abituando a chiamare il «teatro comunale», quasi a configurare un modello di politica che solo nei copioni delle commedie dell’assurdo è possibile leggere. Tutti i cittadini intervistati sono convinti però che quello che sta andando in scena non rappresenta la vera faccia della politica di oggi e che non rispecchia la cosiddetta rappresentanza popolare così come è uscita dalle elezioni amministrative dello scorso maggio del 2007.  In molti sostengono che si tratti di un «brutto momento» che per forza di cose deve essere superato. E tocca ai protagonista dell’attuale politica fare questo sforzo per andare avanti e ridare decoro e moralità  all’intera aula consigliare. I cittadini elettori, siano essi di centro, di destra e di sinistra chiedono agli attuali amministratori di cambiare passo e di ripristinare serietà e dignità all’assemblea consigliare prima che sia troppo tardi. Si chiede di mettere da parte rancori e vicende personali in nome di una politica genuina e pura che tanto ha incantato e affascinato tutti. La gente di Sezze vuole sentirsi garantita dall’attuale classe politica, vuole delle risposte immediate e chiede di ripartire da zero per affrontare le tante questioni che stanno stravolgendo i caratteri distintivi dell’intera comunità. Esistono dei problemi reali che non possono essere messi da parte per delle beghe interne; esistono problemi di ordine e di sicurezza pubblica. Esistono problemi di natura ambientale che potrebbero compromettere l’intero ecosistema setino che vanno affrontati. Esiste una questione socio-culturali e di integrazione che non può essere accantona e esistono altre problematica di carattere prettamente pratico che sono lì pronte ad esplodere.  «Non mi intendo di politica ma sono sbigottito e mi vergogno di essere rappresentato in consiglio da persone che si gettano fango addosso in un luogo deputato a rappresentare le istituzioni – ci dice un giovane laureato di 30 anni di Sezze». Una dura critica e presa di distanza dagli attuali comportamenti in aula che non fa distinzione di età e grado di istruzione.  «Era mia abitudine assistere ai consigli comunali ma quello che ho visto di recente mi basta per dire che Sezze non merita tanti veleni – così un operaio in pensione vicino ai Settanta». Eppure tra la gente c’è la speranza che si sia trattato solo di un «periodaccio» e che un «bagno di umiltà» possa bastare per smacchiare l’assise da tanto odio e scadimento. «Credo ancora in un miracolo, se c’è la volontà il consiglio comunale può tornare ad essere un luogo deputato al confronto e alla sana discussione». Questa è la speranza di tutti noi.


Sezze, 8 ottobre 2008

Il Comune individua 9 siti archeologici da recuperare

Forse il parco archeologico setino non rimarrà solo un sogno

In occasione dell’inserimento dell’ex cava Petrianni in quei progetti di sviluppo territoriale che meglio corrispondono alle strategie della Comunità Europea e della Regione Lazio per il periodo 2007-2013 il Comune di Sezze ha individuato, per ora, nove siti archeologici che potrebbero costituire una rete di testimonianze a difesa dei beni storici della città capaci di rilanciare il turismo setino.
Dal punto di vista ambientale e storico culturale si creerebbero le basi per un più vasto parco archeologico in un’area territoriale ricca di tesori abbandonati da anni e in pieno stato di degrado. In Comune si sta valutando la possibilità di creare un percorso archeologico integrato nell’area dell’ex cava interessata dai ritrovamenti di oltre 200 tracce di dinosauro da parte del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.
Nel raggio di un chilometro, infatti, vi sono testimonianze archeologiche di epoche diverse che costituiscono uno straordinario paesaggio unico in tutto l’agro pontino. Il primo sito individuato dopo l’ex cava è quello della vecchia strada romana con la presenza di resti di strutture difensive (pirgos): IV e III secolo A.C: (Torri di Difesa: Madonna dell'Appoggio, S.Sozio, Fortezza Romana sulla Via Pedemontana.
La grotta Jolanda, altro sito di insediamenti preistorici (resti di animali e manufatti vari) rinvenuta nel novembre del 1953 dal Prof. Zei. La grotta Arnalo dei bufali, anch'essa sito preistorico del XIII secolo A.C scoperta nel 1939 dal Prof. Blanc, Prof. Breuil di Parigi, Prof. Pei di Pechino e Prof. Cardini di Roma, con il rinvenimento del famoso uomo a phi. I resti di ville romane denominate Le Grotte - I secolo A.C. ; Villa Romana in località Capannaccio - tra il I secolo A.C. e I secolo D. C.; Villa Romana in località Madonna dell'Appoggio - I secolo A.C. ; Terme di una Villa Romana presso S. Isidoro a Sezze Scalo - I Secolo A. C.; Villa Romana in località Muraccia (Sezze Scalo) - I secolo D. C., Villa Romana in località Valle Iavone - I secolo A. C..
E ancora la cinta muraria di Sezze, IV sec A. C.; le Mole Muti, antico impianto di sollevamento dell'acquedotto risalente agli inizi del '900; le sorgenti del fiume Ufente e del fiume Cavata e, infine, la vecchia linea ferroviaria Velletri-Terracina, dei primi anni del '900.


Sezze, 4 ottobre 2008

A.A.A. L'Udc cerca rappresentanti politici

Alle ultime elezioni provinciali a Sezze aveva sbancato portando a casa un ottimo risultato con 2100 preferenze pari ad una percentuale di voti del 16,9 per cento.  L’ex sindaco Lidano Zarra (nella foto) era riuscito a conquistare un seggio in via Costa e in aula consigliare la maggior parte dei consiglieri comunali che lo sostenevano erano passati con lui e con la Vela di Michele Forte. Dopo il commissariamento dell’Ente le prime avvisaglie di una crisi rappresentativa, diventata poi politica e di sostegno negato con la nascita del Popolo delle Libertà e l’adesione in massa verso il nuovo partito di Berlusconi. I 553 voti raggiunti alle elezioni comunali del 2007 però erano stati compensati dalla formazione del gruppo Udc in aula e dal congresso comunale che aveva eletto Rinaldo Ceccano segretario. Poi qualcosa non è andato per il verso giusto e tutti i consiglieri comunali dell’Udc setino hanno aderito al Pdl, lasciando l’Unione dei Cristiani senza segretario, direttivo e rappresentanti in Consiglio comunale. Della vecchia guardia sarebbe rimasto solo Pino Ciarlo, ex commissario di circolo e capolista alle comunali. Per il resto l’Udc a Sezze ancora cerca casa e pare essersi eclissato improvvisamente in ogni dove. E’ proprio vero che i partiti sono fatti di uomini e le ideologie e l’appartenenza ad una bandiera non esistono più. Di questo grande contenitore vuoto che si chiama Udc a Sezze non se ne parla più e nessuno degli ex democristiani convinti ha deciso di ripulire qualche cantina per farvi una sede e riprendere in mano il timone di un partito che in città potrebbe ancora avere sostenitori convinti e decisi a riportare il partito nella stanza dei bottoni. Vedremo se le prossime elezioni provinciali siano un richiamo per i fedeli dell’ex balena bianca. Molti politologi setini sono pronti a scommettere che l’Udc sarà di nuovo tra le liste delle provinciali e a Sezze potrebbe essere l’ancora di salvataggio per qualche consigliere comunale smarrito nei meandri della locale politica.


Sezze, 2 ottobre 2008

Elezioni provinciali, partono le strategie

Tutti i possibili duelli tra le segreterie locali

E’ iniziato con l’ultimo consiglio comunale l’autunno caldo della locale politica. Ogni mossa dei consiglieri comunale di Sezze, d’ora in avanti, sarà finalizzata all’appuntamento delle elezioni provinciali che, molto probabilmente, si terranno nel mese di giugno prossimo assieme a quelle del parlamento europeo. Gli ingranaggi delle segreterie locali stanno per essere ingrassati dai tanti appuntamenti che si stanno avendo e che si avranno nel corso dei prossimi mesi. Ogni riunione però, alla fine, si sofferma sulle strategie da mettere in campo e sulle forze da presentare per conquistare più seggi possibili in via Costa. E’ sicuramente prematuro stilare una rosa di papabili ma non c’è molto da scegliere. Sia nel centro-destra che nel centro-sinistra i nominativi, bene o male, si conoscono o, più verosimilmente, si immaginano. Una cosa, comunque, sembra abbastanza certa. La rosa dei papabili alla carica di consigliere provinciale verrà individuata tra chi già svolge attività politica in aula Alessandro Di Trapano.
L’unica eccezione potrebbe essere rappresentata dai due giovanissimi segretari provinciali di partito, Lidano Lucidi per i Socialisti e Patrizio Lisi per Rifondazione comunista.
Il resto è facilmente individuabile dentro i partiti che a Sezze sono rappresentati in consiglio comunale.
Partendo dal Partito Democratico, partito di maggioranza in città, è ufficialmente risaputo che il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, già consigliere provinciale dei Ds non si ricandiderà. Due sono i nomi che potrebbero concorrere al suo posto: l’attuale segretario del Pd, Cristian Santia e il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri, che ha sfiorato l’elezione nel 2004 per un pugno di voti. Vedremo chi la spunterà anche se in molti puntano su Santia, politico navigato nonostante la giovane età. Sempre negli ambienti del centrosinistra, viste come stanno andando le cose, potrebbe esserci una contesa in casa Italia dei Valori.
Il consigliere comunale Ernesto Di Pastina potrebbe vedersela con il collega di partito Enzo Polidoro.
Troppi mal di pancia, infatti, stanno caratterizzando l’evoluzione del neo partito e gli equilibri dello stesso.
Passando al Popolo delle Libertà di Sezze, non del tutto sicura appare la riconferma della candidatura dell’ex sindaco Lidano Zarra, ex Udc oggi esponente del partito di Berlusconi. Se Zarra non dovesse ricandidarsi potrebbe spuntarla il consigliere comunale Antonio Vitelli, che si è distinto in questi mesi per una opposizione rigorosa e puntigliosa.
Sarebbe l’unico candidabile nel Pdl poiché pare che il segretario pro-tempore, Rinaldo Ceccano, non sia interessato ad un seggio in via Costa. Outsider tra i papabili ci sarebbero, invece, Serafino Di Palma legato ad un rapporto di stima e collaborazione con il presidente Armando Cusani per via del ruolo che svolge nella protezione civile e Roberto Reginaldi, consigliere di Fi in rotta ormai con gli ex colleghi del Pdl. Carne in brace ce n’è davvero tanta, ma nove mesi sono lunghi e speriamo che nessuno si bruci prima del tempo.


Sezze, 1 ottobre 2008

Nuove speranze per la riqualificazione della Via Setina

Sopralluogo degli assessori per verificare la fattibilità del progetto

Il progetto di riqualificazione giace dal 2007 nei cassetti del Comune di Sezze. Dal lontano 2004, invece, è stato presentato alla XIII Comunità Montana ma solo oggi si sta intravedendo qualche spiraglio per la sua realizzazione.
Parliamo del progetto di rifacimento architettonico dell’antichissima Via Setina, il tracciato dell’antica via romana che collega la città di Sezze con la Pedemontana. L’interessante progetto nasce dalla collaborazione di archeologi e partecipanti ai corsi finanziati dalla Regione Lazio che si sono tenuti a Sezze presso l’ISISS Pacifici De Magistris. Il tutto con il prezioso contributo del Circolo Culturale Setina Civitas e del Circolo dei Monti Lepini di Legambiente, fusi nel Gruppo di Cooperazione “In difesa dei Beni Archeologici”.  Ebbene...
la riqualificazione della Via Setina, che non prevede altro che la valorizzazione delle ricchezze archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche dell’antica mulattiera, è stata di recentemente oggetto di interesse da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Campoli.
Giovedì 18 settembre scorso, infatti, vi è stato il sopralluogo degli assessori Marcello Coccia, Bruno Cardarello e Remo Grenga, insieme al Presidente della Consulta delle Associazioni Ignazio Romano.
Una «visita» lungo il tracciato che dalla Madonna della Pace, passando per la Madonna dell'Appoggio, arriva sino alla moderna Via Ninfina.
«E’ stato un sopralluogo molto interessante - così Ignazio Romano - che ha messo in luce diversi aspetti da valorizzare ai fini di un percorso pedonale e ciclabile (come nelle intenzioni degli assessori) ma anche quelli paesaggistici, storici, archeologici, ambientali e naturalistici».
La via d’accesso all’antica Setia versa però in uno stato di abbandono totale che sta purtroppo danneggiando il sito ancora oggi ricco di resti archeologici interessanti. L’incuria, aggiunta alla sconvolgente forza della natura, sta causando infine problemi ancora più seri e di carattere idrogeologico, dai quali bisogna mettere al riparo l’antica strada utilizzata dai setini fino ai primi anni del Novecento.
Da parte dell’Ente, le associazioni che si sono interessate al progetto hanno strappato una promessa: l'assessore al Patrimonio, Bruno Cardarello, dopo aver accertato la proprietà del Comune dell'intero tracciato, insieme all'assessore al Turismo Marcello Ciocca e all’assessore alla Cultura Remo Grenga si sono impegnati a verificare presso l’Ufficio Tecnico del Comune la fattibilità del progetto, così come redatto dalle associazioni di volontariato.
Ma cosa prevede il piano di lavoro? 

Tra gli altri interventi la bonifica della strada nel tratto compreso tra la Chiesa della Madonna della Pace fino a Sezze Scalo, il drenaggio del tracciato con raccolta di acque meteoriche e il ripristino dell’antica pavimentazione.
Speriamo, quindi, che oltre l’interessamento – che già si configura come un notevole passo in avanti rispetto al passato – ci sia realmente la volontà di riqualificare la strada, assieme ad altri siti archeologici dimenticati.
Sarebbe la soluzione migliore e più naturale contro quei progetti di turismo ideati sulla carta e che non considerano le bellezze del nostro territorio.
Proposte rimaste carta straccia.


Sezze, 28 settembre 2008

Blitz della Polizia Provinciale al depuratore

Controlli a tappeto per verificare il funzionamento

Nuovo intervento della Polizia Provinciale in territorio setino. Stavolta gli uomini del colonnello Attilio Novelli hanno effettuato un sopralluogo presso il depuratore di località Casali. Giovedì scorso in mattinata gli agenti della provinciale si sono recati in loco in compagnia dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Sezze, Pietro Bernabei, per verificare lo stato dei luoghi dell’impianto depurativo già al centro di inchieste e numerose polemiche a causa della sospetta e malfunzionante depurazione dei liquami setini.
Come era successo per il lago delle Mole Muti pochi giorni fa, la Polizia Provinciale ha effettuato dei controlli a campione delle acque nere depurate e ha visionato gli impianti idrici di Casali. Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo e adesso – come per il bacino idrico delle Mole Muti – si attendono gli esiti dei prelievi, per constatare la presenza o meno di agenti batteriologici nelle acque e disfunzioni nell’impiantistica. Il blitz della Provinciale negli ambienti di depurazione si inserisce in una serie di controlli che sono stati decisi a tavolino a seguito di segnalazioni e interventi sulla stampa da parte dei autorevoli esponenti setini. L’argomento è serio come confermato dal Decreto della Repubblica di Latina del maggio 2003 quando, a seguito di un sopralluogo, venne accertato dalla Procura un sistema di by-pass nell’impianto dei Casali.
In sostanza, parte della depurazione, allora non sarebbe stata effettuata e i reflui non depurati sarebbero stati incanalati nella valle del Brivolco sino nella pianura setina per mezzo del canale omonimo. Questo accadeva nel 2003 ma adesso occorrerà capire se la Polizia Provinciale abbia riscontrato nuove anomalie in merito alla depurazione o se i controlli di ieri daranno esito negativo sulla gestione del depuratore. L’impianto di Casali, assieme a quello delle Mole Mute e a quello di Sezze scalo, è gestito dalla concessionaria del servizio idrico della città, la Dondi, legata al Comune di Sezze da un contratto trentennale stipulato nel 1993.


Sezze, 17 settembre 2008

Verso il digitale terrestre

Digitale Terrestre? Forse ci siamo, stavolta i presupposti ci sono tutti
Il 23 settembre prossimo il Ministero dello Sviluppo Economico e Comunicazioni ha predisposto una serie di controlli tecnici preliminari da effettuare sul territorio setino congiuntamente al delegato tecnico del Comune di Sezze per accertare la disponibilità dei richiesti canali 40,47 e 61 UHF. La comunicazione è giunta a seguito dell’istanza presentata dal Comune di Sezze per ottenere l’autorizzazione per l’attivazione dei canali DAB-T 40-47-61 UHF da Monte Trevi per la ripetizione integrale e simultanea dei programmi televisivi “Mediaset 1 e Mediaset 2 sul canale 40”, “D Free sul canale 47” e” Rai sul canale 61”.
Parla della svolta e dei problemi intercorsi l’assessore all’ambiente Antonio Maurizi: «Lo scorso gennaio il Ministero delle Comunicazioni ha comunicato all’Ente Comunale che la delega rilasciata dalla precedente Amministrazione alla società Ellecom s.r.l. per l’espletamento delle pratiche presso l’Ispettorato Territoriale Lazio non era ritenuta valida, in quanto l’interlocutore responsabile per qualsiasi problematica rimaneva comunque l’Amministrazione Comunale. Inoltre, i canali richiesti per la ripetizione dei programmi televisivi di Mediaset 1, Mediaset 2 e D Free erano già utilizzati da altre emittenti nella zona della pianura Pontina. Da uno studio teorico delle aree di servizio di alcuni di essi, era emerso anche che potevano presentarsi problematiche interferenziali tra questi e i canali richiesti dal Comune di Sezze». Il Ministero aveva invitato l’Amministrazione Comunale a consultare i propri tecnici per ricercare eventuali canali liberi o confermare quelli già richiesti. Detto fatto. L’amministrazione comunale ha quindi nominato un nuovo referente tecnico per la ricerca di canali liberi e per verificare che la diffusione dei segnali senza interferenze alle emittenti che attualmente esercitano. Inoltre, l’ente comunale, ha presentato nuovamente al Ministero delle Telecomunicazioni la richiesta di autorizzazione per l’attivazione dei canali televisivi integrandola con il versamento di euro 600,00. «Sono molto soddisfatto – dichiara Maurizi - per questo primo risultato ottenuto, anche se è bene aspettare l’esito dei controlli preliminari. Ci sono tutti i presupposti affinché sia possibile avere, sul nostro territorio, i programmi trasmessi in digitale. Da parte dei cittadini c’è giustamente una grande aspettativa, soprattutto per il forte interesse suscitato dagli eventi sportivi. E’ doveroso rilevare l’impegno dell’Amministrazione Comunale e dell’Ufficio Tecnico che ha seguito tutto l’iter burocratico della questione. Attendiamo fiduciosi gli esiti delle prove che inizieranno a breve». A breve, dunque, si spera arriverà anche a Sezze il digitale terrestre, un’altra buona notizia come quella del gennaio 2006 quando arrivò l'ADSL.


Sezze, 9 settembre 2008

Una galleria dedicata a "Bufalotto"

Una galleria viaria dedicata a «Bufalotto», l'ex sindaco di Sezze. La proposta parte dal presidente dell'Astral (Azienda Strade Lazio) Titta Giorgi e verrà discussa nel prossimo consiglio di amministrazione della società regionale del 10 settembre. Il presidente dell'Azienda che gestisce buona parte delle strade del Lazio si riferisce alla nuova galleria della variante dell'ex 156 dei Monti Lepini inaugurata lo scorso mese di luglio dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Il presidente dell'Astral, Titta Giorgi, ha inviato una lettera a tutti gli amministratori e sindaci della zona, annunciando proprio che nel prossimo Cda è intenzione della società intitolare la galleria, denominata provvisoriamente «Colle Staffaro», ad Alessandro Di Trapano, bracciante agricolo e sindaco di Sezze per oltre un ventennio. La galleria si trova nei pressi dello svincolo per Prossedi in località Ceriara di Sezze come spiega il presidente Giorgi. «La strada, la cui gestione è stata affidata all'Astral - scrive Titta Giorgi nella missiva indirizzata ai sindaci - si sviluppa per 9+600 chilometri dallo svincolo per Prossedi allo svincolo per la Consolare II in località Ceriara di Sezze e comprende diverse opere d'arte tra cui una galleria, denominata provvisoriamente "Colle Staffaro" delle lunghezza di 840 metri circa. 

Nell'ottica di sostanziare la valenza territoriale dell'opera e la sua importanza nell'ambito dello sviluppo del comprensorio - continua l'on. Giorgi - abbiamo inteso intitolare la galleria ad Alessandro Di Trapano, detto Bufalotto, sindaco del comune di Sezze per più di Venti anni che, oltre a rappresentare una figura emblematica del territorio per l'impegno politico e sociale nelle istituzioni, è stato un'espressione significativa delle attività agricole tipiche della zona». L'intitolazione della galleria all'ex sindaco di Sezze si configura, quindi, non solo come un omaggio ad una rappresentante delle istituzioni locali ma si inserisce a pieno titolo nel ricordo profondo di una classe di contadini che, a partire dal dopoguerra, lavorando le colture territoriali hanno fatto dell'Agro Pontino una terra di rilancio economico e successivamente industriale, caratterizzandolo come modello di riferimento agricolo a livello nazionale. Il pensiero e la sensibilità del presidente Giorgi, quindi, va anche a tutti i braccianti agricoli della zona che, per lungo tempo, hanno fatto dei Comuni dei Monti Lepini e dell'intera Provincia un territorio a vocazione prettamente agricolo, rimasto nella memoria storica dell'intera Penisola.

 

 


Sezze, 26 agosto 2008

Centro storico abbandonato

Strutture fatiscenti, necessaria una riqualificazione

Il centro storico di Sezze sta cadendo a pezzi. Siano esse grandi o piccole strutture. L'antichità degli edifici del centro storico è certo affascinante ma sicuramente pericolosa se gli immobili non vengono ristrutturati o quanto meno messi a norma. In giro per le viuzze setine è facile vedere vecchie abitazioni del tutto pericolanti e totalmente abbandonate a se stesse da decenni.
Si va da grandi strutture a piccoli appartamenti che un tempo erano la dimora di antiche famiglie setine.
Lungo via San Carlo, via Corradini e via Umberto i vicoli pullulano di queste bellissime ma fatiscenti residenze che, ad oggi, rappresentano un pericolo serio per i passanti e per i residenti del cuore della vecchia città. Della pericolosità del grande e vecchio palazzo di via Roma, che un tempo ha ospitato l'Ufficio registro, si è interessato di recente il movimento di Iniziativa Sociale ma sono tante altre le strutture che necessitano di interventi urgenti e di messa in sicurezza prima dell'arrivo della stagione piovosa.
Un altro esempio di vecchio edificio in rovina, forse veramente emblema del vergognoso stato di abbandono di belle strutture, è sicuramente l'ex monastero di Santa Chiara, ristrutturato solo in parte molti anni fa, mentre la restante parte è del tutto crollata. Tegola dopo tegola, mattone dopo mattone, la copertura dell'ala che si affaccia sulla Cattedrale Santa Maria è crollata e anche le mura portanti hanno subito danni irreparabili. Dopo i lavori di ristrutturazione realizzati con finanziamenti regionali del grande Giubileo del 2000, lo stato di cedimento del monastero delle Clarisse è stato pressoché totale.
Della seicentesca struttura resta un cumulo di macerie e il rilancio dell'edificio e il completamento dei lavori solo una chimera e un capitolo da inserire nei prossimi proclami elettorali. L'imponente monastero delle Clarisse, da oltre Venti anni di proprietà dell'amministrazione provinciale di Latina, è stato individuato come una possibile sede universitaria.
Detto questo però non si fa nulla per salvare l'edificio, salvo ripescarlo in campagna elettorale. Il tempo passa e la struttura crolla sotto la più totale indifferenza della classe politica. Tutta.
Il monastero delle Clarisse, il grande edificio in via Roma, e tanti altri palazzi del centro storico rappresentano la memoria storica della città che, anche dal punto di vista architettonico, sta scomparendo. Si spera che l'amministrazione comunale guidata dal sindaco di Sezze, Andrea Campoli, si distingua rispetto alle passate amministrazioni comunali e che si attivi affinché la Provincia e la Regione si impegnino a considerare seriamente lo stato di abbandono di queste strutture e a rivalutarle una volta per tutte.
Magari una alla volta.

Di questo tema, come punto nevralgico su cui insistere, si è occupata spesso Setina Civitas che a più riprese ha ribadito la necessità di ridare decoro ed un futuro al centro storico di Sezze.

Riqualificazione della Via Setina    Difesa dei beni archeologici    Rinascita di Sezze  >Centro storico


Sezze, 31 luglio 2008

Inquinamento acustico allo Scalo

Raramente ci sono Vigili Urbani per controllare il traffico

L’inquinamento acustico a Sezze scalo torna alla ribalta e con esso le polemiche. I residenti del quartiere della pianura non sanno più a chi rivolgersi per parlare dell’annoso problema che attanaglia la zona da sempre ma che, negli ultimi anni, è del tutto degenerato.
Nemmeno nelle ore notturne i cittadini dello Scalo possono dormire sonni tranquilli visto e considerato che la strada regionale 156 Dei Monti Lepini viene attraversata - di nuovo - da mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate, dopo la sospensione dell’ordinanza prefettizia del divieto di transito ai camion.
In Corso della Repubblica è un via vai di Tir e mezzi articolati, un accumulo di rumori e smog spaventoso.
Raramente nelle ore diurne ci sono i Vigili Urbani e questo dà adito a molte proteste da parte dei residenti.
«Abbiamo più volte sollecitato il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, e il comandante della Polizia Locale Lidano Caldarozzi per avere allo Scalo più controlli. Nessuno – ci hanno detto i residenti - ha mai dato spiegazione del fatto che in pianura gli agenti della Pm non ci sono, mentre a Sezze centro se ne trovano in gruppi di tre o quattro agenti in Piazza Ferro di Cavallo e a Porta Sant’Andrea, a distanza l’uno dall’altro di pochi metri».
La polemica dell’inquinamento acustico, ovviamente, si unisce a quella dell’inquinamento atmosferico che allo Scalo fa registrare dati e punte massime di polveri sottili vergognosi.
La situazione già critica durante l’anno si acuisce poi nel periodo estivo.
I cittadini dello Scalo denunciano il transito di tir con rimorchio a tutte le ore e con una velocità a di poco sostenuta.
All’assessore alla viabilità, Marcello Ciocca, viene chiesto di effettuare un sopralluogo con il Comandante dei Vigili Urbani, Lidano Caldarozzi, per capire lo stato dei residenti e i disagi a cui vanno incontro sempre, con tutti i rischi per la salute immaginabili.
Non è escluso che nei prossimi giorni possa essere costituito un comitato spontaneo che raccolga le firme per bloccare i Tir che vengono fatti passare per Corso della Repubblica e per chiedere all’amministrazione comunale di distinguersi della passate Giunte comunali che poco o nulla hanno fatto per Sezze scalo e per i suoi abitanti.


Sezze, 23 luglio 2008

Il nuovo asfalto della Ninfina favorisce l'alta velocità

Chiesta l'istallazione di tutor elettronici

I lavori sulla strada provinciale Ninfina sono stati completati. Le "Coste" di Sezze, mai come oggi, si presentano in una condizione ottimale. E' stata impiantata una nuova bitumatura drenante, sono state realizzate le scoline in banchina, sono stati fissati nuovi guard-rail e realizzate strisce stradali con tanto di catarifrangenti nei tornanti pericolosi. Nessun paese dei Monti Lepini ha un ingresso simile, una strada di accesso in completa messa in sicurezza. L'asfaltatura completa della strada però ha inevitabilmente aumentato i rischi sulla stessa in quanto, come volevasi dimostrare, i soliti automobilisti e motociclisti indisciplinati non hanno perso tempo per utilizzare la Ninfina come pista da corsa o autodromo. L'allarme parte direttamente da alcuni residenti setini i quali denunciano sorpassi svolti da automobilisti che corrono a folle velocità. Se durante la giornata non è difficile assistere a sorpassi azzardati la notte poi la strada diventa un circuito per testare gomme e motori. Non dimentichiamo che la scorsa settimana l'assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Salvatore De Monaco, aveva parlato dello stesso problema dopo che le forze dell'ordine della città avevano bloccato due automobilisti setini che - guarda caso - viaggiavano ad una velocità sostenuta e che al momento del fermo hanno dichiarato sarcasticamente che "stavano solo testando il nuovo asfalto".
I cittadini - ancora una volta - si rivolgono al primo cittadino Andrea Campoli chiedendo all'amministrazione comunale di Sezze di rispettare gli impegni presi con i cittadini e provvedere quindi all'istallazione di "tutor" e rilevatori di velocità per ogni tornante e di sollecitare le forze dell'ordine ad effettuare più controlli sulla strada.
Adesso che le carreggiate sono state messe in sicurezza è necessario impedire, a chi non ha senso civico e chi non conosce il codice della strada, di correre mettendo in pericolo l'incolumità dei cittadini che rispettano i limiti di velocità. Proprio sui limiti fissati sulla strada appare del tutto strano che il limite resti ancora di 70 Km/h dopo quanto accaduto in passato per l'alta velocità. "Invitiamo l'assessore alla viabilità Marcello Ciocca e il sindaco Andrea Campoli a verificare il pericolo che si corre per l'alta velocità transitando sulla via Ninfina.
Adesso che dopo anni è stata finalmente messa in sicurezza esigiamo che i trasgressori vengano puniti severamente. Non è possibile - ci hanno detto - che sia stata asfaltata la strada per favorire chi ama la velocità a tutte le ore del giorno. Le forze dell'ordine della città dovrebbero effettuare posti di blocco per evitare che la strada torni ad essere teatro di incidenti".


Sezze, 2 luglio 2008

Via Ninfina chiusa per lavori dal 3 al 9 luglio

Come annunciato nei giorni scorsi dall’assessore alla viabilità del Comune di Sezze, Marcello Ciocca, la Via Ninfina sarà interdetta al traffico per l’inizio della bitumatura, lavori che interesseranno tutti i tornanti delle Coste.
A seguito di un incontro con l’amministrazione provinciale, l’Ente comunale comunica che, al fine di arrecare minor disagio possibile alla popolazione, i lavori di sistemazione della strada provinciale inizieranno giovedì 3 luglio e prevedranno la chiusura della strada dalle ore 9 alle ore 18 nei giorni 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9 luglio prossimi.
Al fine della sicurezza e della tutela della incolumità pubblica gli amministratori locali chiedono massima collaborazione degli automobilisti.
Per salire e scendere in città ci sono diverse strade alternative, tra cui via Sorana e via Pedemontana.
Gli interventi che interesseranno la Via Ninfina prevedono l’asfaltatura completa della strada che sarà effettuata con nuova e idonea bitumatura drenante.
A tal proposito è necessario interdire al traffico viario la strada perché, il nuovo manto bituminoso, prevede un periodo di asciugatura piuttosto lungo rispetto ad un normale e comune asfalto.
Si ricorda, inoltre, che i lavori sono realizzati dall’amministrazione provinciale dopo numerosi incontri e sollecitazioni da parte del sindaco di Sezze Andrea Campoli, richieste scaturite a seguito dei terribili incidenti stradali che nella principale via di collegamento della città si sono susseguiti negli ultimi anni.
La ditta incaricata ad eseguire i lavori, dopo aver fresato il vecchio asfalto al centro di aspre polemiche per la sua scivolosità, ha realizzato la risagomatura delle cunette e ora provvederà a impiantare il nuovo bitume.
Successivamente, l’amministrazione comunale setina, dovrà pensare seriamente a risolvere il problema della velocità.
E’ già stato comunicato che è intenzione dell’Ente installare dei rilevatori di velocità fissi e rivedere i limiti di velocità.
Si spera, quindi, che la strada provinciale Ninfina finisca di essere tristemente nota per l’alta pericolosità e per la scia di sangue, e che ci sia da parte di tutti buon senso e rispetto dei limiti e del codice stradale.
Non è nemmeno escluso che nella strada possano essere installate bande rumorose o dossi artificiali nei tratti più pericolosi.

La Provincia luglio/dicembre 2008