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articoli di Alessandro Mattei |
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| La Provincia anno 2010 | |
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>>> Sezze, 3 marzo 2010
Scossa di magnitudo 2.2 scala Richter con profondità di 7,3 Km Tanta paura ieri a Sezze per una scossa di terremoto avvertita da tutta la popolazione in modo molto forte. Nel pomeriggio, intorno alle ore 16,14 il sisma ha interessato il territorio setino. La scossa, infatti, è stata registrata in tutta la catena dei Monti Lepini con epicentro tra Sezze, Bassiano e Roccagorga. Immediato l’allarme e l’intervento della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco. La terra è tremata talmente tanto al punto che il Municipio di Sezze è stato evacuato provvisoriamente. Tutto il personale dipendente e alcuni consiglieri comunali, tra cui il consigliere Roberto Reginaldi, in Comune per delle riunioni, hanno lasciato la struttura che, dalle testimonianze, ha registrato in maniera molto evidente il sisma. Le verifiche del sisma sono state effettuate dalla Sala situazione Italiana dipartimento della Protezione Civile. Dai sismografi dell'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è emersa una scossa di magnitudo 2.2 scala Richter con una profondità di 7,3 chilometri. Non vi sono stati danni a persone e strutture, la terra ha tremato pochi secondi. A Sezze è giunto il Dott. Polichetti della Prefettura di Latina che ha visitato il Comune di Sezze e ha avuto un colloquio con il sindaco di Sezze per valutare la situazione. La Protezione Civile ha predisposto un controllo presso tutti gli istituti scolastici del territorio comunale. Anche in pianura il terremoto è stato avvertito. In diverse località vi sono stati momenti di panico ma la situazione è tornata alla tranquillità dal momento che anche presso queste località non vi sono stati danni. La notizia della scossa del terremoto ha fatto subito il giro della città. Sezze, 25 febbraio 2010
Dopo un anno di immobilismo il partito setino riorganizza le fila
Per le grandi problematiche emerse nel corso dell’anno il partito non ha preso mai posizione. Non ha difeso gli utenti del servizio idrico della città dinanzi al diktat della Dondi né dinanzi la grave crisi idrica che esiste in alcuni quartieri della città; non ha preso parola sulle stranezze che sono avvenute dentro la stessa maggioranza (cambi di casacca in vista delle regionali compresi); non si è saputo imporre e dare risposta ai partiti di opposizione che, al contrario, hanno stilato sempre la lista delle problematiche che non sono state ancora affrontate. Se non fosse stato per alcuni autorevoli dirigenti storici, oggi il Pd sarebbe considerato inesistente. E lo dimostra il fatto che, in più occasioni, dal coro si sono levate voci che, giocoforza, hanno dovuto provvedere a dare risposte in maniera autonomia e indipendente. Al nuovo segretario, quindi, l’ardua impresa di rimettere mano ad un partito fantasma e di costituire, stavolta, una segreteria capace e operativa. E’ stato già ampiamente dimostrato che la politica non è fatta per tutti, e che non basta passione e presenza ma occorrono esperienza, idee, progettualità ed intelligenza. Salvatore La Penna è un giovane preparato e, oltre a rappresentare il rinnovamento anagrafico del Pd, dovrà però dimostrare anche di essere un vero leader. Se la politica non è più fatta da partiti ma solo di persone, per il nuovo segretario è l’occasione propizia per far capire che ci sono strade nuove da percorrere. Sezze, 22 febbraio 2010
L'analisi del prof. Vittorio Accapezzato A Sezze ci sono maestri di cambio di casacca. A scriverlo è Vittorio Accapezzato, professore in pensione e vecchio esponente del centrodestra setino. In una lettera afferma: «Nel 1882 Agostino Depretis diede avvio al trasformismo. Nel corso della XIV legislatura ben 202 onorevoli, un quinto dell’intera gradinata parlamentare, senza fornire più delle volte spiegazioni politiche, passarono da un partito all’altro. A Sezze hanno ancora vinto le girandole che, dopo essere state elette in altre liste, tradiscono i propri elettori e cambiano continuamente casacca fermandosi poi nel partito del miglior offerente. Questo è il triste scenario della politica “Sezzese” che, se non cambierà in futuro, porterà la città nel degrado più assoluto. La poca nobile arte del cambia casacca è diventata la peculiarità di alcuni noti consiglieri comunali di Sezze, i geni ”dell’arte d’arrangiarsi”, i campioni del travestimento permanente. La giunta “Campoli” purtroppo non fa eccezione. La sua politica è nelle mani di voltagabbana a denominazione di origine controllata”, che in questo periodo hanno offerto uno spettacolo deludente e farsesco. Consiglieri comunali partiti con un treno e arrivati con un’altro. Politicanti per tutte le stagioni, disponibili a ricoprire l’incarico di Assessore a sinistra e a destra; amministratori comunali che hanno ormai fatto per intero il giro del civico consesso, pronti a risalire sulla giostra per rifare il giro». Vittorio Accapezzato, deluso e amareggiato, parla di un consiglio comunale di «lunatici politici», di una «piaga che lentamente infetta la società». Riflettendo, poi, sull’attività dell’attuale amministrazione dal 2007 ad oggi, dice: «Si può affermare che, mentre la sua rappresentazione va da una parte, la realtà del paese va dall’altra. In questi due anni di vita amministrativa si è fatto un gran parlare di mediocrità politica e di decadenza del nostro territorio. La cosa grave – aggiunge - è che mentre la politica litiga, Sezze va allo sbando e al degrado più considerevole. Il sindaco Campoli dovrà lavorare affinché non ci siano più transfughi, che pensano esclusivamente a interessi politici personali a danno della collettività e che costituiscono il vero cancro della politica locale. Solo così operando potrà diventare una guida forte, autorevole e capace di governare il territorio, i suoi problemi e le sue potenzialità». Accapezzato ricorda, in conclusione, che la vera politica «è uno strumento per governare il territorio, i suoi problemi e le sue potenzialità. Per politica s’intende “l’arte del governare”, una regola meritevole di particolare rispetto e necessariamente mossa da passione, amore e idealità». Sezze, 16 febbraio 2010
Titta Giorgi non si candiderà alle elezioni regionali
Il presidente della società regionale che gestisce la rete viaria del Lazio affronta anche il lavoro svolto in questi anni. «Se guardassi agli interessi personali – aggiunge Giorgi – sceglierei di candidarmi, ma il senso di responsabilità mi impone di restare alla guida di Astral, un’azienda che in pochi anni abbiamo risanato e rafforzato, un’Azienda che oggi è un patrimonio di tutti i cittadini del Lazio. Quando sono stato chiamato al timone di Astral, mi è stata affidata una missione, che intendo portare a compimento. Credo, infatti, che oggi Astral, di fronte alle nuove sfide, abbia bisogno di continuità, una continuità che, in virtù dei rapporti creati in questi anni, ritengo la mia figura possa garantire. Ovviamente, questo non mi impedirà di dare il mio massimo contributo in campagna elettorale, anche perché ritengo più che valide le candidature espresse dal Pd in provincia di Latina». A proposito di candidati, Giorgi accenna alle candidature di Domenico Di Resta, Claudio Moscardelli e Sandro Bartolomeo. Alla domanda: «Cosa pensa di queste candidature?», l’esponente del Pd afferma: «Considero queste candidature ottime per la lista del Pd in quanto vanno a coprire una fascia del territorio molto importante. Mi permetto però - aggiunge ancora Giorgi – di suggerire delle candidate per le cosiddette quote rosa. Per il territorio apriliano penso a Iolanda De Quattro, già vicesindaco e capogruppo nel Comune di Aprilia. A mio giudizio la De Quattro ha tutte le qualità e tutta l’esperienza per essere candidata. La considero una ricchezza e per il territorio e per il partito stesso». Per il quinto dei candidati, Titta Giorgi, pensa sempre ad un’altra donna, questa volta del territorio dei Monti Lepini. «Per i Lepini - chiude -credo che vada presa in considerazione Paola Cacciotti, una donna che è già stata candidata alla carica di sindaco nel Comune di Maenza. Credo che rappresenti una risorsa per l’intero territorio». Sezze, 15 febbraio 2010
Idee e proposte da presentare entro il 20 febbraio E’ stata fissata al prossimo 20 febbraio la data ultima per proporre le integrazione e le modifiche agli indirizzi programmatici per il Nuovo Piano Regolatore. E per fare ciò è stato istituito lo sportello di Piano. L’amministrazione comunale di Sezze invita tutti i cittadini ad inviare idee e proposte all’indirizzo di posta elettronica sportello.piano-analisi@comune.sezze.lt.it e o tramite il protocollo generale dell’Ente. Si vuole dare una accelerazione al procedimento di definizione del Piano Urbano Comunale Generale (PUCG), in variante al precedente PRG, fermo al 1972. Da allora molte sono state le trasformazioni sia nei centri urbani che nell’hinterland della città. Il PUCG, quindi, come prima cosa, dovrà tenere in considerazione delle avvenute trasformazioni ed individuare gli obiettivi di qualità e di verifica paesaggistica del territorio. Il comune chiarisce subito che non si vuole prefigurare il futuro Piano quanto, invece, fornire un primo inquadramento complessivo di questioni. «La formazione della variante al PRG di Sezze - leggiamo nella nota diramata sul sito comunale -intende caratterizzarsi nella direzione di una pratica ricca ed estesa alle innovazioni previste dalle leggi in materia di concertazione e partecipazione. In questo senso punta alla promozione, attraverso l’istituzione dello Sportello di Piano, alla realizzazione di forme articolate ed estese di diffusione delle conoscenze, di partecipazione alle valutazioni ed alle scelte di sviluppo urbanistico. Inoltre, nella formazione della variante generale si intende far ricorso, ove utile e possibile, agli Accordi con i privati nonché utilizzare in forme innovative i momenti di osservazioni e le controdeduzioni». La priorità è avviare una diffusa azione tesa «al risanamento del degrado fisico ed ambientale ed alla ricomposizione morfologica e funzionale del tessuto insediativo». In altre parole, si intende riqualificare quelle realtà urbane e ambientali snaturate da anni di abusivismo edilizio e dal popolamento dei quartiere periferici avvenuto senza criterio e in barba alle più semplici regole urbanistiche. Si vuole, appunto, riordinare il territorio e cercare, ove possibile, di assicurare nuovi processi di pianificazione urbana. «La formazione del nuovo PUCG - leggiamo ancora nel documento - deve rappresentare un occasione importante attraverso la quale mettere a punto un progetto di sviluppo sostenibile condiviso dalla cittadinanza». L’Ente comunale, in conclusione, vuole dare corpo, contenuti e soprattutto seguito allo strumento urbanistico in corso di redazione da parte dell’architetto Fuksas. Si vogliono attivare quelle procedure che portino ad approvare il nuovo Prg. Sezze, 13 febbraio 2010
Da 25 anni non accadeva un evento simile Anche Sezze ieri mattina (venerdì 12, ndr) si è svegliata sotto la neve, un evento del tutto straordinario se si considera che nella pianura i fiocchi bianchi non si vedevano da oltre 25 anni. In tutto il territorio setino sono caduti diversi centimetri di neve e per buona parte della giornata vi sono state vere e proprie bufere che hanno provocato disagi e problematiche alla viabilità e ad alcuni servizi di telecomunicazione. Le zone più colpite dal maltempo i quartieri situati nella zona alta di Sezze. A partire dal centro storico, proseguendo per i quartieri di Casali, Crocevecchia Fontanelle, Crocemoschitto, Colli, Foresta, dove la neve ha toccato i 4 cm e ha bloccato i residenti. La strada principale di accesso alla città, via Ninfina, è stata chiusa al traffico locale per diverse ore, mentre in altre zone diversi sono stati gli inteventi della protezione civile, della Polizia Locale e dei tecnici del Comune di Sezze. Il sindaco di Sezze, Andrea Campoli, ha effettuato numerosi sopralluoghi per verificare lo stato dei luoghi e con le ordinanze n. 5 e n.6 ha predisposto la chiusura degli istituti scolastici del territorio cittadino per la giornata di ieri e di oggi. «Tali provvedimenti - leggiamo nell’ordinanza sindacale -sono stati necessari a fronte dell’abbondante nevicata che si è verificata stamane (ieri, ndr) sul territorio comunale. Le previsioni atmosferiche, inoltre, segnalano il permanere di condizioni meterologiche con probabilità di ulteriori precipitazioni nevose e la stessa Prefettura di Latina ha confermato le condizioni di allerta. La neve ha ingombrato le sedi stradali, rendendo impossibile il transito». Lo stesso primo cittadino ha parlato della difficoltà dei collegamenti. Gli scuolabus comunali, ad esempio, non hanno potuto effettuare il trasporto scolastico nella parte collinare della città e diversi insegnanti ed alunni non hanno potuto raggiungere i plessi scolastici. La nevicata di ieri resterà negli annali del Comune di Sezze anche per i danni che si stanno calcolando alle colture. Ai tanti problemi causati dalla neve, però, ci permettiamo di aggiungere anche momenti di ilarità e allegria che si sono visti per le strade della città, dove bimbi e alunni si sono sbizzarriti con palle di neve, in un momento che più propizio non poteva essere desiderato, quello del carnevale appunto. Sezze, 6 febbraio 2010
Tranne il Pd, a sostenerlo solo Lino Cerrone. Regionali banco di prova Da quanti consiglieri comunali è composta la maggioranza che ad oggi sostiene il sindaco di Sezze Andrea Campoli? Questo è il quesito che incomincia a circolare negli ambienti politici locali, dopo alcune defezioni ufficialmente registrate nei giorni scorsi in ambito provinciale e regionale nel centro-sinistra setino. Tranne sui consiglieri comunali del gruppo del Partito Democratico (Titta Giorgi, Nino Zeppieri, Sonia Ricci, Enzo Eramo, Armando Uscimenti e Paolo Rizzo), il sindaco, infatti, politicamente non può più fare tanto affidamento su altri esponenti che continuano a dichiararsi di centrosinistra entro i confini delle città e di centrodestra in Provincia e/o in Regione. Tra questi, hanno già comunicato il sostegno alla candidata della Regione Lazio per il centrodestra, Renata Polverini, il consigliere Lino De Angelis e l’assessore ai lavori pubblici Pietro Bernabei, mentre da voci pare che sulla stessa lunghezza d’onda si sia inserito anche il consigliere della lista civica “Tutti per Sezze” Giovanni Orlandi. In Provincia, invece, sembra che il consigliere provinciale Enzo Polidoro stia aderendo all’Udc di Michele Forte, cosa che farebbe pensare ad un sostegno locale all’Udc anche per le regionali. Come se non bastasse, non definita, la posizione del consigliere comunale Luciana Lombardi del gruppo degli indipendenti e del consigliere Ernesto Di Pastina. Resta solo il consigliere comunale Salvatore Leggeri, espressione ormai di se stesso e dell’assessore Antonio Maurizi, dopo l’avvenuta rottura con i socialisti di Lidano Lucidi. Unica vera stampella della maggioranza, proveniente però dall’opposizione, resta il consigliere Lino Cerrone. Conti alla mano, insomma, Campoli e il centro sinistra, in vista delle elezioni regionali potranno contare solo su sei consiglieri, espressione dei democratici (ex Ds ed ex Margherita). Al resto della maggioranza, invece, la responsabilità di un voto diverso da quello in linea con il governo della città e la consapevolezza che gli equilibri, per forza di cose, dopo il voto di marzo potrebbero cambiare. Campoli, a quel punto, potrebbe chiedere una verifica di governo e fare il primo vero tagliando dopo quasi tre anni di amministrazione comunale. Ultima stranezza di una maggioranza a dir poco ambigua? E’ che di defezioni nel centrosinistra non ne parla nessuno. Sembra normale che ci siano atteggiamenti politici differenti proprio rispetto all’Ente con cui ci si vuole confrontare. Sezze, 2 febbraio 2010
Vendite in calo, il consigliere Di Pastina ammonisce l'Ente Comunale Sono stati installati da pochi giorni ed è già polemica. I dissuasori che il Comune di Sezze ha voluto in pieno centro storico, in via San Carlo e in via Roma, non sono stati ben accetti dai commercianti del luogo che denunciano un calo vertiginoso nelle vendite a causa dell’impossibilità – da parte dei clienti – di sostare nelle suddette strade proprio a seguito della messa in opera dei paletti in ferro battuto. A schierarsi al fianco degli esercenti commerciale della cosiddetta “via grande” e ad ammonire severamente il Comune di Sezze è il consigliere comunale Ernesto Carlo Di Pastina, esponente della maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Campoli. Nell’ultima commissione consiliare Di Pastina ha espresso senza peli sulla lingua il suo distinguo rispetto alla decisione presa dall’amministrazione comunale. «Non intendo contestare l’idea dei dissuasori di sosta in via San Carlo e in Via Roma - afferma -ma credo che questo tipo di intervento andava fatto di pari passo con la realizzazione di un parcheggio nei pressi del cuore della città. Molti commercianti lamentano un calo delle vendite perché è ormai impossibile sostare solo temporaneamente, il danno arrecato ai commerciati non deve essere trascurato». Se di parcheggi ancora non si può parlare, il consigliere Di Pastina cita una proposta che sarebbe ferma nelle stanze del dirigente di Settore Francesco Petrianni da oltre un anno. Si riferisce all’idea della navetta, utile ai setini per spostarsi all’interno della città. Di Pastina è convinto che, nell’ambito della polemica sui dissuasori, la navetta avrebbe dato risposte ai commerciati senza far subire loro disagi e soprattutto danni. «Non capisco perché il dirigente del Comune di Sezze Francesco Petrianni non abbia dato seguito alla delibera di Giunta del 2008 per procedere all’indizione di bando di gara per il trasporto pubblico per mezzo del servizio navetta. Non capisco - aggiunge -quali siano stati gli impedimenti e voglio spiegazioni sul perché un atto di indirizzo deliberato ancora non abbia avuto una risposta da parte degli uffici preposti». Ernesto Di Pastina ritorna sull’utilità del servizio Navetta per il quale era stato già ipotizzato un percorso che da località Camposantovecchio, passando per via Villa Petrara, avrebbe attraversato proprio via San Carlo e Via Roma sino in piazza San Pietro. «Chiedo - chiude -che venga accelerato immediatamente l’iter per indire un bando di gara per la navetta, per dare risposte ai tanti negozianti che in pochi giorni hanno subito un calo nelle vendite». Sezze, 27 gennaio 2010
La Coldiretti passa al contrattacco. Di fronte all’inefficienza dell’attuale filiera agro-alimentare, e dinanzi a vere e proprie azioni speculative e di frode, vara lo stato di agitazione ad oltranza. A comunicarlo è il presidente della sezione locale, Vittorio Del Duca. «Inizieremo il prossimo 27 Gennaio con una manifestazione di denuncia e di protesta presso il Centro Agroalimentare di Fondi (MOF) che estenderemo a tutto il Lazio nelle settimane successive. Azioni di denuncia e di manifestazione-protesta – aggiunge - si alterneranno a fasi di confronto-concertazione progettuale con le Istituzioni di riferimento, onde costruire le condizioni necessarie a rafforzare il settore e a metterlo in condizione di esprimere in futuro tutte le sue innumerevoli potenzialità». I dati in possesso parlano chiaro. Esistono serie preoccupazioni per la grave crisi in cui versa l’agricoltura e segnali addirittura inquietanti emergono dal comparto orticolo di Sezze. Molteplici le cause. «Prime fra tutti - spiega De Duca - è il problema dei prezzi bassi all’origine dei principali prodotti del territorio (insalate, spinaci, broccoletti, cicoria, carciofi, ecc) che insistono costantemente dalla primavera del 2009 e che stanno mettendo a dura prova la capacità di reazione della maggior parte delle imprese orticole, esauste nelle disponibilità finanziarie da reiterate stagioni in cui i prezzi di vendita dei prodotti agricoli sono stati inferiori ai loro costi di produzione». Al calo dei prezzi delle “materie prime agricole” non è corrisposta, infatti, una analoga diminuzione dei prezzi di vendita al consumo che, anzi, sono aumentati. Come se non bastasse la situazione è stata aggravata dalle piogge persistenti che, oltre ad aver falcidiato le produzioni in pieno campo, ha ostacolato le operazioni di raccolta, raddoppiandone i costi. Simbolo di questa strisciante crisi è il carciofo romanesco, bandiera dell’agricoltura setina, la cui coltivazione è stata ulteriormente contratta del 30% delle superfici ad esso dedicate lo scorso anno. Ma la vergogna però è rappresentata proprio dalla grande forbice tra i prezzi all’origine e quelli al consumo che rischia di accentuare il fenomeno dell'abbandono dell’attività da parte degli imprenditori e soprattutto da parte dei giovani. Sezze, 22 gennaio 2010
L’evento
si terrà il 14 febbraio nel piazzale di “Orizzonte” e del ristorante
“Il Tripudio” L’associazione
“Il Baule Onlus” presenta il 9° Carnevale Setino a Sezze Scalo. Il
sodalizio, per il 2010, ha pensato e organizzato un evento per la comunità
dello Scalo che si terrà nella giornata del 14 Febbraio, nel giorno di San
Valentino. Nel pieno rispetto di quel forte legame che da anni lega il Baule
con i residenti, l’associazione non ha voluto tradire un evento tanto
desiderato quanto atteso dalla comunità di pianura. Vista la forte richiesta
della popolazione, nei giorni scorsi, dopo una serie di riunioni,
l’associazione ha fissato il programma per il Carnevale che quest’anno si
terrà nel piazzale del punto vendita “Orizzonte” e del ristorante “Il
Tripudio”. Il direttivo del Baule, con a capo Luigi Borgioni e Enrico Di
Toppa, ha pensato ad un pomeriggio tutto particolare, ricco di animazione e
tante sorprese per i più piccoli. L’evento, realizzato con la preziosa
collaborazione e con il solo contributo degli esercizi commerciali della zona,
vedrà la partecipazione del noto cabarettista ‘Nduccio, che si esibirà
nell’area dove si terrà la festa. Assicurata tanta musica e tanto
divertimento, per una manifestazione la cui ricetta si baserà solo sulla
spensieratezza e sul piacere di stare insieme. Il sodalizio, inoltre, annuncia
che distribuita gratuitamente panini e bibite. «Il Carnevale di Sezze Scalo
fa parte della tradizione della nostra città e della comunità di Sezze Scalo
– affermano Borgioni e Di Toppa –. Nonostante tutto non potevamo
disattendere l’attesa dei residenti che, nel corso degli anni, hanno sempre
creduto ed espresso gradimento per le attività organizzate dalla nostra
associazione». Sezze, 13 gennaio 2010
L'amarezza e lo sfogo del delegato della Protezione Civile, Serafino Di Palma
Di Palma denuncia una situazione oramai insostenibile dato che, al mancato finanziamento, vi è stata anche la disdetta ufficiale del servizio antincendio (che comprendono anche gli altri tipi di interventi relativi al dissesto idrogeologico, idrico e quant’altro) presso i distaccamenti di Sezze, Fondi e Castelforte, che lasciano sguarniti ed isolati intere parti del territorio provinciale. «Invece di investire in personale, servizi e formazione, l’amministrazione di centro-sinistra della Regione Lazio - chiosa ancora Di Palma - taglia, dopo aver accumulato debiti non verso un fornitore di questo o quel bene, ma verso l’operato di uomini ed associazioni, che hanno garantito un servizio di altissima qualità, efficienza ed efficacia nel prevenire e limitare le conseguenze di eventi naturali disastrosi. L’Abruzzo ed il suo recente terremoto è solo l’ultimo di una lunga serie ed il più evidente dei molti interventi, che hanno portato sollievo alle popolazioni colpite e orgoglio alla nostra provincia». Il delegato provinciale sottolinea come da una parte la Provincia di Latina ed il Presidente Cusani cerchino di investire in formazione, mezzi, e prevenzione mentre dall’altra la Regione non versi le somme dovute per i servizi resi, chiude i distaccamenti, palesando la sua indifferenza verso il tema. Sezze, 9 gennaio 2010
Manca un atto di fondazione, il Comune di Sezze è l'unico erede E’ stato chiuso ufficialmente l’orfanotrofio femminile di Sezze sito in località Cappuccini. Anche se la decisione è stata presa lo scorso 13 novembre dalla giunta regionale con delibera numero 868, la notizia è stata diramata soltanto ieri. A decidere la chiusura l’assessore regionale alle Politiche Sociali e delle Sicurezze, Luigina Di Liegro, nel rispetto del sistema di riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza deciso nel 2001 e in ottemperanza alla legge regionale 14 del 6 agosto 1999 sull’ “Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo”. L’orfanotrofio setino è rientrato nei 23 IPAB (Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficienza) che la Regione Lazio ha deciso di chiudere anche in virtù di una vecchia legge del 1890 dal titolo “Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza”. Ecco le motivazione presenti nella delibera di Giunta. «Rilevato che il Commissario regionale (Daniele Tasca, ndr) ha comunicato che non è stato reperito lo Statuto e l’atto di fondazione dell’IPAB e ritenuto che sussistono le condizioni per adottare il provvedimento di estinzione dell’orfanotrofio Femminile di Sezze, si individua, in mancanza di statuto e atto di fondazione, quale destinatario finale delle risorse umane, patrimoniali e finanziarie, il Comune di Sezze, che subentrerà, quale successore a titolo universale, in tutti i rapporti pendenti ed in quelli eventualmente accertati successivamente». In Comune la notizia ha spiazzato un po’ tutti e quello che si sa è che il caso verrà affrontato in una riunione la prossima settimana, alla presenza del sindaco Campoli e dell’ingegner Tasca. L’orfanotrofio fu fondato nel 1920 presso il “Regio Conservatorio Corradini”. Nel 1925 il primo trasferimento nei locali dell'ex convento di San Bartolomeo poi nel 1950, nella struttura di via Cappuccini presso la “Colonia Agricola Pontina” in disuso da oltre 30 anni. Sezze, 7 gennaio 2010
I residenti denunciano la pericolosità della strada Dopo l’incidente mortale avvenuto il 2 gennaio scorso sulla strada regionale 156 dei Monti Lepini a Sezze Scalo, nel quale ha perso la vita Tristano Pruner, monta la polemica sulla pericolosità delle strade che attraversano il territorio setino. Al centro dell’ennesima protesta proprio il tratto che dal chilometro 36+500 sino al chilometro 35+000, ossia il tragitto libero dal traffico continuo dei mezzi perché interessato dall’interruzione della strada all’altezza di via Roana. Si tratta, infatti, di un chilometro e mezzo di arteria ad alta percorribilità per via della scarsa presenza di mezzi che sono interessati ad attraversala. Ad oggi percorrono la tratta solo i residenti delle zone di via Migliara 46 e di altre strade di campagna, mentre chi proviene da Frosinone preferisce immettersi direttamente sull’Appia. A denunciare il rischio che si corre percorrendo il tratto stradale in questione sono gli stessi residenti che riferiscono di automobilisti che sfrecciano sull’arteria regionale ad alta velocità. «Il tratto della SR 156 da via Veneto sino a via Roana è ormai considerato una pista di lancio. Sia nelle ore diurne che notturne - ci dicono– lo vediamo attraversare a folle velocità, nemmeno fosse un autodromo». La pessima abitudine pare che sia nata a seguito della chiusura della strada per via dei lavori di raddoppio della SR 156. «Il traffico in questo tratto - proseguono gli abitanti del luogo - è scomparso ma proprio per questo motivo qualche automobilista indisciplinato lo percorre non considerando che la strada sia comunque a doppio senso di marcia e che collega la campagna setina con il centro di Sezze Scalo». I residenti del luogo chiedono ai gestori della strada di intervenire per evitare che si ripetano altri incidenti stradali. Anche per questa problematica si richiede l’intervento dei tecnici dell’ASTRAL che – ricordiamo – sono già intervenuti per affrontare altre richieste provenienti dagli autotrasportatori della cava e dagli esercenti locali. Sezze, 6 gennaio 2010
Nei Monti Lepini 5400 stranieri Tempo di bilanci per la CGIL dei Monti Lepini. Il responsabile di zona, Salvatore Piccoli, tira le somme di un lungo operato che ha visto il sindacato in prima linea su tutti i Comuni del comprensorio lepino. Tra le diverse attività, la CGIL è stata fortemente impegnata a tutelare gli immigrati presenti nelle diverse città. E proprio sull’immigrazione, nei giorni scorsi, è stato presentato un rapporto che rende l’idea di quanto sia presente il fenomeno dell’immigrazione nei Monti Lepini. «Sui 10 Comuni dei Monti Lepini - leggiamo nel report- sono residenti 70.673 cittadini .Di questi 5.440 sono stranieri (3.986 comunitari;1.454 extracomunitari). Una presenza significativa dell’8% della popolazione. A questa va aggiunta la popolazione clandestina senza permesso di soggiorno che in alcune realtà è significativamente numerosa. Se gli stranieri residenti sono 5.440 di questi solo 1.497 risultano essere iscritti al Centro per l’Impiego di Sezze.Come dire che solo il 28% della mano d’opera passa per le “vie legali”. Noi sappiamo - continua Piccoli - che lo sfruttamento della mano d’opera straniera è ormai il valore aggiunto della economia pontina che, utilizzandoli in attività non considerate dagli italiani,si trova sul mercato forza lavoro a basso prezzo e disposta a tutto pur di campare. Se calcoliamo un reddito medio di € 700 (settecento ) mensile per 4.500 persone arriviamo ad un reddito annuo intorno ai 35 milioni di reddito prodotto, di cui il 70% speso dagli immigrati nei Comuni di residenza. Ricchezza che viene spesa sul territorio lepino». La CGIL affronta poi un fenomeno parallelo a quello dell’immigrazione, ossia il lavoro nero, e il conseguente lucro di imprenditori senza scrupoli. «Intorno a queste popolazioni – afferma ancora Piccoli - c’è un ceto sociale di spregiudicati che si è arricchito e che ha strutturalmente tutelato il reddito attraverso affitti di locali,o peggio ancora attraverso l’antico mestiere del caporale. Sono decine i pulmini che all’alba portano le donne nelle campagne e gli uomini nei cantieri. Una tratta di esseri umani che subisce illegalità, sottosalario e sfruttamento perché privi di tutele e di protezioni istituzionali. In primis gli EE.LL. che godono di questo immenso beneficio economico e produttivo, nel venire meno alla vigilanza del lavoro nero ed irregolare». Il report del sindacato prosegue illustrando la presenza di immigrati nei singoli paesi, che vede Sezze attestarsi in cima a quelli con il maggior numero di immigrati residenti (2.800 cittadini, di cui 2.322 e 478 extracomunitari). La CGIL dei Monti Lepini invita le Istituzioni a promuovere un processo di vera integrazione sociale ed economica, intervenendo contro illegalità ed irregolarità diffusa soprattutto nel mondo del lavoro. |
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