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articoli di Alessandro Mattei |
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| La Provincia anno 2012 | |
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>>> Sezze, 31 gennaio 2012
Marcello Ciocca attacca l'assessore regionale Zappalà «Le politiche pubbliche ed i relativi interventi sul turismo, le cui competenze prioritarie afferiscono all’Assessorato Regionale ricoperto dall’onorevole Zappalà, oggettivamente non sembrano idonee alla situazione dei tempi molto difficili, figli della crisi economica, dando una spiacevole sensazione di solitudine agli amministratori pubblici competenti e soprattutto agli operatori privati che sono i terminali ultimi di non scelte e di ritardi accumulati negli ultimi 30 anni. Infatti, gli investimenti in infrastrutture, sono scarsi e l’assenza di un aeroporto commerciale nella nostra provincia ci danneggia in modo grave, relativamente al flusso di redditi che potrebbero arrivare sul nostro territorio, ma che continuano invece ad arricchire Roma ed i suoi operatori economici». L’affondo, nel bel mezzo di iniziative e convegni in territorio pontino con l’auspicio di risollevare l’economia locale, è di Marcello Ciocca, ex assessore al Turismo del Comune di Sezze, attuale presidente della Commissione Tematiche Sociali, Cultura e Sport. Per il consigliere comunale, infatti, più che di attacco si parla di difesa delle percentuali che restano risicate e che, al contrario, con una politica diverse potrebbero essere raddoppiate o triplicate «se la gestione delle politiche regionali turistiche pubbliche fosse fatta in maniera più coraggiosa e moderna». Ciocca, nel riconoscere sensibilità da parte della consigliere regionale Gina Cetrone per eventi come la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo di Sezze, passa a criticare direttamente l’operato dell’assessore Zappalà. «Per ciò che riguarda i siti e gli eventi dei comuni collinari - afferma -la bilancia segna rosso, sia in termini numerici che prospettici. L’Assessore Zappalà, oggettivamente – aggiunge Ciocca - non ha invertito la tendenza e lo strapotere dei politici di Roma per cui ci troviamo di nuovo a doverci accontentare delle briciole, che piovono qua e la, in un deserto di ritardi infrastrutturali e di mancata promozione territoriale a livello europeo. Almeno si avesse la decenza di non celebrare questi insuccessi e di non rappresentare una realtà inesistente. Dal parlamento europeo, avrebbe potuto fare molto per il territorio provinciale ma i ritardi attuali dimostrano invece, come anche allora, sia stato poco incisivo, in termini di investimenti e sviluppo per il territorio, per i suoi operatori economici ed i suoi cittadini». Sezze, 27 gennaio 2012
Lo chiede il consigliere comunale Roberto Reginaldi
Al direttivo del Pdl setino, intervenuto nei giorni scorsi a sostegno del segretario Rinaldo Ceccano, l’Api manda a dire. «Il direttivo pdl setino può esprime tutta la fiducia, sostegno e solidarietà al proprio segretario Rinaldo Ceccano che lo vede coinvolto nella vicenda dei profughi, non come vittima, ma come "dominus" (secondo la magistratura), ma non può parlare di immobilismo amministrativo perpetrato da "Campoli & company" e quando cita "Campoli & company" lo fa in maniera offensiva e dispregiativa». Il Pdl «non può parlare di "creare una città vivibile a misura di uomo", considerata la vicenda sull'accoglienza di esseri umani, non può accusare il governo Campoli di aver ancorato la città a "un becero clientelismo" visto le cifre di un probabile guadagno citate dalla magistratura sempre riguardo l'affare nella gestione dei profughi». L’Api, infine, chiede a tutti i cittadini, organizzazioni politiche ma soprattutto a tutti gli «onesti lavoratori», di scendere in forte coalizione per combattere e «far sparire dalla politica una volta per tutte e per sempre, personaggi negativi della città che hanno sempre e solo pensato a se stessi e ai loro personali interessi». Ultimo appunto nei riguardi del consigliere Antonio Piccolo, secondo il portavoce del Pdl Carlo Enrico Magagnoli firmatario del documento che rinnova la fiducia a Ceccano. «Del tutto fuori luogo la solidarietà, fiducia e sostegno, espressa dal consigliere Piccolo (anche lui tra i firmatari del documento secondo Magagnoli), non per altro nella sua veste anche di maresciallo della guardia di finanza il che dovrebbe invece solidarizzare, sostenere e soprattutto avere fiducia, nei confronti dei suoi colleghi dell'Arma per i mesi di indagini svolti, con la magistratura, garante della civiltà, e con il popolo setino». Sezze, 26 gennaio 2012
Il Pdl di Sezze in una nota firmata dal portavoce Carlo Enrico Magagnoli rinnova fiducia e pieno sostegno al segretario e consigliere comunale Rinaldo Ceccano, da venerdì scorso in carcere per la nota vicenda dell’accoglienza prestata ai profughi presso una struttura di Roccagorga e una di Latina. «Alla luce degli ultimi fatti di cronaca che vedono coinvolto il segretario politico Rinaldo Ceccano – si legge nella nota - il direttivo del PDL di Sezze nelle figure del gruppo consiliare Toni Piccolo e Lidano Zarra e da Emiliano D'Arpino, Gino Persi, Pino Zaccheo, Sandro Petrianni, Giovanni Moraldo, Peppe Spagnoletto, Federico Bernola, Mario Sagnelli, Salvatore Calabresi, Pio Perciballe, Giovanni Del Duca, Pino Ciarlo, Carlo Enrico Magagnoli, rinnova la fiducia al segretario Rinaldo Ceccano ed al suo lavoro politico svolto fino ad oggi e che continuerà a svolgere non appena possibile. Esprime solidarietà sia alla persona umana che alla sua famiglia, ed a tutte le persone e famiglie coinvolte dalla stessa vicenda giudiziaria. Il direttivo -si aggiunge - rinnova le stesse garanzie espresse dal segretario agli alleati e futuri tali; esprime di non accettare condizioni da alcuna forza partitica e politica e di restare sulla linea della pari dignità». Il direttivo del partito locale di Berlusconi, inoltre, ritiene opportuno continuare negli accordi e nelle trattative sulla stessa strada intrapresa dal segretario «espressione del direttivo stesso e di tutta la comunità PDL di Sezze». Il documento si chiude con un appello rivolto a tutto il popolo setino del Pdl. «Il PDL, presente sulla scena politica di Sezze, invita tutti gli uomini ed organizzazioni politiche che si sentono alternative al centrosinistra ed alla giunta Campoli, a scendere in coalizione per porre fine, tra qualche mese, alla forma di immobilismo amministrativo perpetrato da Campoli e company, e creare una città vivibile ed a misura di uomo. Una città moderna e non ancorata ad un becero clientelismo praticato dai comunisti che oggi governano Sezze. Obiettivi questi sempre perseguiti dal consigliere comunale e segretario del PDL Rinaldo Ceccano». Sezze, 18 gennaio 2012
L’Udc di Sezze resta nel guado. A quattro mesi dalle elezioni comunali la segreteria locale, e anche il direttivo provinciale, non prendono posizione e restano in bilico tra il centrosinistra e il centrodestra, in attesa di sviluppi. Il partito locale, affidato con l’ultimo congresso al neo segretario Pio Tacconi, attende che sia il senatore Michele Forte a pronunciarsi e dire da quale parte stare. Evidentemente gli udiccini setini contano poco o non sono in grado di ritrovare il bandolo di una matassa che si è ingarbugliata la scorsa estate con lo scandalo dei profughi che ha investito mezzo partito dell’Udc con tanto di consiglieri comunali e vice sindaco. Comunque, se il centrodestra e la futura coalizione non perde occasione per corteggiare tutto il partito, per evidenti difficoltà nel mettere su una squadra competitiva, il centrosinistra, che sarà guidato dal sindaco uscente Andrea Campoli, aspetta in silenzio ma non intende soccombere ad una scelta tardiva che potrebbe rivelarsi poco credibile e soprattutto sconveniente. I partiti che compongono la coalizione di Campoli, infatti, vorrebbero sì l’Udc in squadra, anzi una parte dell’Udc, quella che in sostanza è rimasta estranea ai fattacci di luglio, ma senza deferenze e diktat di sorta. L’altra faccia dell’Udc - da voci che circolano in ambienti vicini al Pd – non sarebbe gradita e con questa quindi non sarebbe possibile nessun accordo elettorale. Proprio per la vicenda dei profughi e delle case di accoglienza finite nel mirino dei Carabinieri e degli inquirenti, si ricorda infatti che il primo cittadino Campoli decise di rompere ogni legame con quei rappresentanti del partito coinvolti nelle indagini. Diversa invece la rottura consumatasi con il consigliere Enzo Polidoro, rottura di natura prettamente politica e amministrativa. E proprio per queste ragioni il Pd starebbe lavorando per ricucire un’alleanza con Polidoro e la sua corrente in vista delle elezioni. Chi la spunterà? |
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