VERDI per la PACE

Storie di ordinaria disattenzione

a cura di 

Verdi per la Pace Sezze 

Ambiente a rischio

Consulta delle Associazioni

Sezze...la notte

Progetto Monumento

Legambiente

L'albero come bene storico

 

 

Un’idea sostenibile per Sezze 

7 ottobre 2009

Alla Valle della Culla sparito un piccolo tesoro del tempio di Augusto?
Parcheggiare a Sezze è sempre stato un dilemma , malgrado ci siano ampi spazi da utilizzare nella zona degli zoccolanti e all'anfiteatro, i grandi ingegni, architetti e faccendieri vari, avendo visto il muro di un privato presso il ponte della valle che finalmente crollava hanno pensato di allargare la strada per il futuro parcheggio e lottizzazione a seguire sotto la macchia,dove già si vedono case abusive, non a S.Andrea come si vuol far credere! 
Nessuno ha detto ai progettisti pubblici del vincolo ambientale e archeologico che insiste sulla zona della costa di S.Luigi sopra il ponte della valle, non sapevano che già altri progettisti privati ci avevano provato con la Rsa non riuscendoci per i vincoli esistenti!
Eppure ci sono le fotografie della lastra che copre l'ingresso della tomba rimasta intatta fino al 5 agosto scorso, che viene chiamato ustrinum( per poveri o per ricchi sacerdoti?), ci sono tesi di laurea recenti di importanti archeologi , ci sono i libri di Lombardini che parlano analiticamente del tesoro del tempio di Augusto sito alla sommità della valle , il Ponte della Valle della Cunnula (la Culla, dove nasce Setia), dove insistono molti templi (Lombardini).
La sovrintendenza ai beni paesaggistici e archeologici aveva autorizzato questi sbancamenti per il parcheggio?
Continua ad autorizzare dopo gli importanti ritrovamenti che si susseguono?
Perché nessuno è intervenuto, mercoledì 5 agosto, quando si era creata una voragine che molti cittadini hanno visto? Chi ha fatto le denunce anonime, come riferiscono i giornali, ha visto portare via con un camion quattro colonne alte più di 1metro e 50 cm, tegole e anfore.
C'era dell'altro di più prezioso? non lo sapremo mai, forse.
E se c'era qualcosa di importante, tipo un ustrinum particolare, monete rare, altre incisioni su bronzo come quella ritrovata dal professore Zaccheo in Europa, se c'era uno scritto di un sacerdote augusteo che avrebbero fatto parlare di Sezze, non lo sapremo mai.
Chi ha cercato di ricoprire giovedì 6 agosto la voragine , dopo che c'era stato un furto di cui ancora non si sa nulla? Al sindaco cosa viene raccontato dai controllori dei lavori?
La sovrintendente Cassieri che mercoledì 30 settembre andava chiedendo notizie del libro di Lombardini è stata accontentata? 
Pensavamo che la politica dello “zitto tu zitto io” fosse finita! 
Che la logica urbanistica stesse migliorando e che il museo diffuso della via Setina avesse vinto sul partito del cemento....
Pensavamo che il metodo e l'innovazione fossero non solo parole vuote!
Pensavamo che era logico investire in bus ecologici e parcheggi gratuiti già esistenti invece di sbancare un'altra collina dopo l'anfiteatro...!
La storia di Sezze però una piccola rivincita la sta prendendo, malgrado gli ingegneri gli architetti e tombaroli associati!


13 novembre 2008
Calendario 2009 di Vincenzo Serra

Con l'ausilio dell'associazione "Pantarei" quest'anno il calendario è dedicato agli  
immigrati, insieme ad una Sezze glocale vista dall'alto. Perché ha vinto un meticcio negli Stati Uniti,  perché a Sezze ormai città dell'integrazione studiata nelle università come integrazione possibile, è stata fatta una campagna di sottile xenofobia veso i Rom, perché in consiglio comunale si obiettava sui fondi ai rifugiati politici ...ecc
Edizione limitata a  150 copie   dim. 30- 42 (tip. angeletti) 

Per prenotazioni contattare  vinceserra@tiscali


2 settembre 2008

Chi non ha sentito mai parlare del parcheggio a S. Andrea? 
Con precisione millimetrica (rispetto al progetto) l’incendio appiccato da qualche
piromane sapiente, ha dato il via ai lavori del mitico parcheggio da 4 milioni di euro, sopra la valle della culla (cunnula), appena sotto il piazzale di Sant'Andrea. Le vacanze non ci sono per i progetti del fantastico parcheggio di cui necessita Sezze. 
Tutti ormai sono stati convinti dalle grandi menti ingegnieristiche che l’unico posto per fare il parcheggio è sotto la macchia dei Cappuccini , con un ascensore che lo collegherà a S. Andrea, per la modica cifra di otto miliardi delle vecchie lire e due vincoli da aggirare, quello idrogeologico e quello ambientale. 
Considerando che del mitico parcheggio se ne parla già da trenta anni, a Sezze ne occorrerà attenderne ancora 50, mentre soluzioni poco costose non vengono prese in considerazione. Nel frattempo il paese attende risposte alla mobilità, e come si è visto durante la notte bianca, neanche le ambulanze riescono a transitare per ferro di cavallo quando il traffico è sostenuto e troppe auto non trovano posto. 
Il centro storico chiuso al traffico d’estate, ai non residenti, non è una grande idea, è solo una rimodulazione del piano stradale, dei trasporti pubblici e dei parcheggi di intesa con commercianti e residenti.
Secondo me il paese attende scelte innovative rispetto alla mobilità, ma è evidente che i grandi esperti non riescono a trovare 100.000 euro per due navette elettriche o a gas che funzionino tutto l’anno facendo la spola con i parcheggi già esistenti, realizzandone di nuovi dove è possibile con poca spesa. Se il piano regolatore del 1975 è vecchio non si capisce perché realizzare un progetto previsto all'epoca mentre è in discussione il nuovo prg.
Occorre un approccio urbanistico sostenibile di cui Sezze ha bisogno.
Magari riprendendo fantastiche soluzioni sui collegamenti pianura-collina come l’idea di una funivia (per altri ascensore panoramico) integrata con il progetto del parco preistorico dei dinosauri, più attuale e funzionale del parcheggio della macchia dei Cappuccini a parità di spesa.
Se ai problemi della mobilità aggiungiamo gli altri problemi storici del paese, dai servizi idrici alla raccolta differenziata inesistente, giusto per citare solo quelli dove sono previsti ingenti finanziamenti regionali, si capisce che le scelte non sono innovative ma in perfetta continuità con una certa idea di Sezze addormentata sul cemento travertino, antistorica e proiettata più al passato che al futuro.
articolo di Vincenzo Serra


1 settembre 2008

Depuratore dei Casali

La regione ha stanziato per il comune di Sezze 4 milioni di euro per il ciclo delle acque, che sommati al milione e 200.000 euro per aggiustare il depuratore dei Casali sono il più alto finanziamento mai erogato per Sezze. Ora si tratta di trovare le soluzioni migliori per sistemare tutto il ciclo delle acque, sia per la rete idrica fatiscente sia per il depuratore. Soluzioni che devono essere prese sull’insieme delle priorità e non solo il depuratore, le condutture di acqua per bere, acqua per l'irrigazione e altri usi, rete fognante e depurazione. Per la depurazione si tratta di vedere se altri metodi, oltre a quello classico, permettano di raggiungere risultati più idonei per l’orografia setina. La fitodepurazione permette di avere costi di costruzione e di gestione che consentirebbero di usare la maggior parte dei fondi regionali per la costruzione della rete idrica. Senza entrare nei particolari della fitodepurazione, basta dire che non ci sono emanazioni di odori, non ci sono costi di gestione per la manutenzione, si possono riutilizzare le acque per l'irrigazione. La fitodepurazione è basata sulle proprietà di alcune piante di depurare, sopratutto non necessita di decine di ettari come qualcuno dice ma di 2, 3 ettari distribuiti in 3, 4 settori del territorio. Per valutare al meglio i vari progetti, come Verdi stiamo organizzando una conferenza programmatica sul ciclo delle acque insieme con la coalizione ed una consultazione popolare.                                                                       articolo di Vincenzo Serra


20 febbraio 2008

I Verdi si rinnovano, Antonio Mattei eletto portavoce

Nei giorni scorsi alla presenza di tutti i tesserati si è riunita l’assemblea dei Verdi di Sezze, che ha eletto a maggioranza come portavoce ufficiale del partito Antonio Mattei. Sarà lui a portare avanti per conto del partito del Sole che ride le consultazioni che porteranno alla nascita del partito unico della sinistra nel comune lepino. Il discorso è stato già avviato tra le sezioni comunali di Verdi, Rifondazione comunista e del Partito dei comunisti italiani, oltre che con tutte le forze sociali e del mondo dell’associazionismo setino che si riconoscono negli ideali che portano alla nascita della Sinistra Arcobaleno. Nonostante il percorso iniziato verso la nascita del partito unico della sinistra, i Verdi di Sezze hanno riaffermato la piena fiducia nei confronti del sindaco di Sezze, Andrea Campoli, della sua giunta e della maggioranza di governo. Il perché va ricercato nel fatto che l’attuale primo cittadino ha più volte ribadito la sua decisa apertura nei confronti delle politiche innovative a difesa dell’ambiente, per uno sviluppo sostenibile. Oltretutto i Verdi setini sono in attesa di un riconoscimento da parte del primo cittadino per il sostegno dato a Campoli nelle amministrative della scorsa primavera. L’impegno degli anni passati, infatti, si dovrebbe concretizzare a breve con la concessione in favore dei Verdi delladelega alle energie alternative e risparmio energetico, che l’amministrazione Campoli intende realizzare sul territorio setino, così come da impegni assunti in campagna elettorale. Nel corso dell’assemblea dei tesserati sono state ribadite le priorità dei Verdi setini. In primis l’istituzione del Parco naturale regionale dei Monti Lepini. Non meno importante viene ritenuto il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Decreto Ronchi riguardo alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Infine le priorità riguarderanno anche il campo per il quale i Verdi otterranno la delega dal sindaco Campoli, ovvero l’attuazione delle strategie per il risparmio energetico e la realizzazione del nuovo sistema di depurazione delle acque. Tutte tematiche intorno alle quali i Verdi di Sezze e l’amministrazione Campoli, viste le promesse elettorali, si giocano una buona fetta di credibilità rispetto all’apertura alle politiche innovative a difesa dell’ambiente.                                                         articolo di Giovanni Rieti


10 settembre 2007

Quale depuratore per Sezze?
La Regione Lazio ha stanziato per il comune di Sezze 4 milioni di euro per il ciclo delle acque, che sommati al milione e 200.000 euro per aggiustare il depuratore dei casali sono il più alto finanziamento mai erogato per Sezze. Ora si tratta di trovare le soluzioni migliori per sistemare tutto il ciclo delle acque, sia per la rete idrica fatiscente sia per il depuratore. Soluzioni che devono essere prese sull’insieme delle priorità e non partendo dalla fine (il depuratore) ma dalla fonte (è il caso di dire) la rete dell'acqua: le condutture di acqua per bere, acqua per l'irrigazione e altri usi, rete fognante con depurazione.
Per la depurazione si tratta di vedere se altri metodi, oltre a quello classico, permettano di raggiungere risultati più sostenibili dall'ambiente, per la gestione della depurazione. La fitodepurazione permette di avere costi di costruzione e di gestione che consentirebbero di usare la maggior parte dei fondi regionali per la costruzione della rete idrica.  Senza entrare nei particolari della fitodepurazione, basta dire che non ci sono emanazioni di odori, non ci sono costi di gestione per la manutenzione, si possono riutilizzare le acque per l'irrigazione, è basata sulle proprietà di alcune piante ed erbe di depurare.

Per valutare al meglio i vari progetti, come Verdi stiamo organizzando una conferenza programmatica sul ciclo delle acque insieme con la coalizione ed una consultazione popolare per utilizzare al meglio i fondi che sono a disposizione nel nostro comune.


13 maggio 2007

Filiberto Zaratti ai Casali

La visita dell’assessore regionale all’ambiente Filiberto Zaratti chiude la vicenda del  depuratore dei Casali definitivamente. Il nuovo depuratore di Sezze, con 4 milioni di euro dei fondi della Regione Lazio, sarà presto realizzato in pianura. Il più alto finanziamento che Sezze abbia avuto è in questa finanziaria regionale ha ricordato il candidato a sindaco del centro sinistra Andrea Campoli. Chi ancora continua a parlare di ampliamento del depuratore dei Casali non sa quel che dice creando scompiglio tra gli stessi abitanti della zona. I verdi, che alle prossime amministrative concorreranno con la lista di rifondazione, sono soddisfatti. Le lotte iniziate negli anni 90 finalmente hanno portato un risultato per tutto il territorio setino. Dal depuratore al parco dei monti Lepini  passa la qualità della vita. Tutti i soggetti interessati alla montagna sono tutelati sia per il lavoro che per le attività sportive venatorie.

La creazione del parco è l’unica risorsa che oggi può portare circa 15.000 posti di lavoro in tutti i comuni del parco. Facendo le proporzioni a Sezze ci saranno almeno 1000 posti di lavoro tra  fissi e stagionali , calcolando l’indotto del turismo, dell'artigianato e del commercio. Recuperando la montagna, sostiene il candidato al consiglio comunale Vincenzo Serra, si possono ottenere preziosi posti di lavoro.

I fondi europei e regionali per le aree che ricadono all'interno del parco dei monti Lepini sono fondamentali per recuperare i centri storici , ed a Sezze le mura poligonali le chiese e i palazzi signorili. Alla domanda insistente dei cittadini su come intervenire con la Dondi è stata data una risposta chiara da Vincenzo Serra: "La Dondi dovrà lavorare con più operai e con più trasparenza perché abbiamo intenzione di rifare tutta la rete idrica che è un colabrodo, iniziando dai punti più critici. 


24 aprile 2007

Emergenza siccità anche a Sezze

La siccità causata dal  riscaldamento della terra , creerà molti problemi anche

nel nostro territorio.Oggi  è stato dichiarato lo stato di emergenza idrico in tutta Italia.

Le nostre falde con il continuo prelevamento dei nuovi pozzi stanno diminuendo

la capacità, con la conseguenza dell’abbassamento del terreno della piana.

A Sezze, che ha una dispersione idrica pari a più del 60 % per le tubature rotte,

si rischia di avere mancanza di acqua in varie parti della città; da Ceriara al centro storico,fino alla conca di Suso se non verranno prese iniziative di prevenzione contro gli sprechi. Alla Dondi non interessa nulla che ci siano le perdite d’acqua perché sono sempre i cittadini a pagare, quindi paghiamo anche l’acqua che non usiamo né per bere né per irrigare. Acqua buttata!

Occorre un grande sforzo per rifare la rete idrica e molti anni di lavoro, ma occorre iniziare da subito zona per zona partendo con riparare le grandi perdite.

Opere che non si vedono ma sono essenziali per la città che da fornitrice di acqua si ritrova ad avere molti problemi di siccità.

Per i problemi dell’innaffiamento agricolo occorre potenziare il sistema delle “canelette” per una irrigazione completa e senza dispersione anche per i piccoli giardini. Per risparmiare dentro casa basta un po’ di attenzione nei vari momenti di uso sia in cucina che nel bagno. La Dondi prima o poi dovrà scendere a patti con il comune sia per la gestione della rete che per il depuratore, e per tutta la manutenzione straordinaria che abbiamo pagato inutilmente mentre era urgente rifare la rete idrica...?!


12 aprile 2007

Le false promesse della SPL

Girano molte voci riguardo ad assunzioni  nella SPL, promesse di posti di lavoro che in campagna elettorale vengono moltiplicati facendo illudere molte persone in cambio di una candidatura o del voto. La  SPL  è un residuo del carrozzone creato dallo zarista, agisce sotto gli imput del grande pokerista, colui che manda a votare alle primarie altrui tutti i familiari. Così vorremmo far presente, a tutti coloro che sono stati contattati, che le promesse fatte sono solo chiacchiere per completare la lista.

Come gli operai della SPL che vengono pressati per ritirare le cause di lavoro, minacciando licenziamenti che non possono fare. La SPL  così come è non può continuare ad essere gestita, deve tornare ad essere una emanazione del comune quindi non privatizzabile. Per sciogliere la SPL spa, che nonostante gli sforzi non è controllabile, bisogna fare chiarezza sugli ambiti di cui deve occuparsi. Nel frattempo chiediamo al commissario se può accertare che fine fanno i soldi che non sono accantonati come previsto dal regolamento. Si tratta del 5% del capitale invece del 10% che le norme prevedono. Per quanto riguarda la raccolta differenziata siamo ancora in alto mare perché bisogna farla in tutta Sezze includendo anche la raccolta dell’umido. La gestione della SPL, secondo i Verdi e Rifondazione Comunista che andranno insieme alle elezioni amministrative, è fallimentare e la prossima giunta deve ridisegnare i compiti di un servizio che sta togliendo lavoro alle imprese setine diventando un monopolio che blocca il mercato.


22 marzo 2007

Un idea sostenibile per Sezze

La rinascita economico sociale di Sezze riparte da un programma innovativo per affrontare al meglio le esigenze della città. Integrare innovazione urbanistica con la  riscoperta del territorio, è la proposta che indicano i verdi per la pace di Sezze.

La realtà economica di Sezze non ha una prevalenza produttiva dominante, quindi occorre saper  integrare al meglio le varie realtà economiche e sviluppare nuovi lavori

Agricoltura ,Piccola media impresa glocale, edilizia ,terziario, commercio. Un paese metà pianura metà collina,città, periferia della metropoli  con un alto indice di emigranti da integrare. Lo sviluppo economico del paese è il risultato dei diversi fattori: Urbanistica , Mobilità , Servizi per il cittadino.

La sinergia tra i vari ambiti unita ad una efficace riscoperta delle radici lepine è fondamentale per ridare la centralità che ha sempre contraddistinto  Sezze nei monti Lepini. Rendere vivibili e comunicanti i vari centri del paese è la sfida innovativa che occorre affrontare. I parcheggi e  la mobilità sono il fulcro del cambiamento.

Con i parcheggi già esistenti  dell' Anfiteatro e Fontane  con  bus navetta ecologici .

Unitamente all’applicazione del  piano urbano del traffico,  alla  razionalizzazione  del sistema trasporti pubblici la chiusura parziale del centro storico. Attuare il piano colore con incentivi alle ristrutturazioni al centro storico. Per cambiare modo di vivere lungo l'asse pedonale   che va da  via dei Templi (mura ciclopiche) a   via Cappuccini realizzando  il boulevard  lepino. Realizzare  una delle più belle passeggiate sulla pianura pontina con le imponenti mura poligonali illuminate.

Occorre recuperare le radici lepine  che favoriscono un turismo che abbiamo perso nel corso degli anni. Noi verdi per la pace  proponiamo il ritorno del graffito dell'uomo a "PHi" .per rilanciare la prossima apertura del museo archeologico

L'istituzione della festa annuale  del gioco antico. Sezze città del gioco per anni per anni avanguardia con la ludoteca,  con la prossima apertura del museo del giocattolo può riprendere quel ruolo di  importanza nazionale con la rivalutazione  della propria storia sociale ludica. Occorrono idee innovative e partecipazione alle scelte per coinvolgere la città. Saper integrare innovazione urbanistica con la  riscoperta del territorio è la sfida che tutta l'unione deve affrontare con  la  partecipazione alle scelte per  ricostruisce la civiltà setina deframmentata. Il  sindaco insieme ad   assessori competenti, partiti,associazioni,realtà produttive  sono chiamati a realizzare il bilancio partecipato con la città nella massima trasparenza ed efficacia. Con un programma chiaro per la legislatura, l'unione,  coinvolgendo la città nella ripresa economica, sociale, turistica saprà far tornare Sezze al ruolo centrale dei monti Lepini.

Parchi pubblici a Sezze

Il verde pubblico è in stato di abbandono permanente. Il degrado è sotto gli occhi di tutti ma non si riesce a rendere usufruibile il parco dei cappuccini e il parco della rimembranza che con i lavori ancora da terminare ormai non è frequentato più .

il fatto è che il  marciapiede non ha creato una continuità,  ma un blocco che impedisce di accedere al monumento. La continuità in urbanistica è comunicazione tra luoghi, tra ferro di cavallo ed il monumento adesso c’è un muro di cemento che non permette comunicazione e lo rende più isolato dal contesto. Ma tutto questo gli architetti di Sezze lo leggono sulle riviste , forse. Quando finiranno i lavori di accesso al monumento? I lavori non dovrebbero essere pagati prima della fine dei lavori, adesso dovremmo fare altri bandi per terminare le vie di accesso dei disabili. Mentre le inferiate si allentano così come i pali della luce. Per riqualificare i parchi  e renderli usufruibili occorre una costanza che solo il comune o la Spl non possono dare. Ai cappuccini le panchine sono state tutte divelte  la sporcizia è costantemente presente. Dove andranno le famiglie  a far giocare i bambini ? quando funzionerà l’orto botanico dei cappuccini? Se il comune non ha operai , faccia fare una pulizia straordinaria e di concerto con il centro sociale, la consulta delle associazioni, si può gestire sia il parco della rimembranza  che dei cappuccini. Il parco del monumento necessita di lavori strutturali che potevano essere fatti contestualmente con i marciapiedi  ma i progetti dello  zar e direttori dei lavori con palese conflitto di interessi  vedono solo cemento e travertino neanche fossimo a Latina. Le migliaia di persone che fanno il girotondo del monumento possono constatare dall’alto  il degrado del monumento ai caduti.

Agricoltura pontina.

La globalizzazione e il clima stanno aumentando la crisi dell’agricoltura pontina  la chiusura di molte attività ed aziende agricole, va spesso insieme alla  perdita dei posti di lavoro nell’industria, in particolare nei settori che lavorano e commercializzano

gli stessi prodotti e con l’aumento indiscriminato dei costi per i consumatori e la riduzione dell’incasso per i produttori. I verdi per la pace sostengono da anni la necessità del sostegno all'agricoltura che è stato il fulcro ed il motore della nostra economia. La sfida del rilancio dell’agricoltura pontina, facendo leva sui riconoscimenti raggiunti in campo nazionale ed europeo, con  le produzioni, con le industrie di trasformazione, dovrà caratterizzarsi  nell’impegno concreto con risultati visibili per migliorare la qualità dei prodotti e la loro distribuzione. Le crisi di industrie importanti quali la “Cirio”, per il settore dei pomodori, che poi hanno coinvolto anche prosperose realtà locali, la “Parmalat”, che ha coinvolto altri Caseifici e produttori,

quella dell’ex Findus, con tutte le produzioni di ortaggi, con lo zuccherificio di Latina per le barbabietole, è in crisi un'altra importante e qualificata produzione dei nostri campi. Al settore dell’allevamento di bovini e della produzione del latte accentuate dalla situazione poco chiara delle quote latte, delle frodi alimentare, passando per i danni prodotti dal vaccino contro la blue longue. Resistono i produttori biodinamici e biologici perché hanno un mercato europeo e locale diretto, senza mediatori , che sta facendo diventare i costi competitivi quanto la produzione intensiva agricola ancora in voga. pochi ostinati agricoltori che hanno guardato lontano facendo agricoltura

all’antica pensando alla qualità prima di tutto , senza diserbanti , pesticidi,

ormoni. La regione per quanto riguarda il settore  agricolo  sta facendo delle buone leggi  per la vendita diretta ,  le fattorie didattiche, le centrali biogas. Gli agricoltori debbono saper  rinnovarsi nello svolgere  un lavoro essenziale per continuare a garantire i prodotti pontini  di qualità. Del caso della monte Amiata se ne stanno occupando  le autorità competenti per risolvere definitivamente il problema dell’amianto. Se la crisi delle centrali ortofrutta è durevole perché gli agricoltori

producono molto ma vendono poco per la concorrenza globale bisogna puntare alla vendita diretta  nel territorio  rilanciando  il cooperativismo per i piccoli agricoltori.

A quelli che impiegano molte ore per ricordarsi a quale partito militano vogliamo sottolineare che le battaglie per l’agricoltura, l’ambiente, i verdi le conducono sempre non solo in prossimità delle elezioni.


5 marzo 2007

Al commissario prefettizio del comune di Sezze

Agli uffici competenti

oggetto: modifica al regolamento edilizio comunale.
Come è noto la legge finanziaria 2007 impone ai comuni il cambiamento del regolamento edilizio comunale per attuare provvedimento importanti in materia energetica, economica, di tutela e salvaguardia ambientale. A Sezze l'emergenza ambientale è all'ordine del giorno, sicuramente un segnale importante lo deve dare l'Amministrazione Comunale, adottando ed attuando le leggi. Oltre alla legge finanziaria anche la Regione Lazio impone maggiore attenzione ai comuni, in materia ambientale e di contenimento energetico. A tale proposito il regolamento edilizio
comunale va modificato in base alla legge della regione Lazio dell’8 novembre 2004, n. 15, Disposizioni per favorire l'impiego di energia solare termica e la diminuzione degli sprechi idrici negli edifici (1), per i quali sono già decorsi le scadenze imposte dalla legge medesima. La legge finanziaria 2007, al comma 350 dell'articolo unico,

(L. 27.12.2006, n. 296), ha modificato ed innovato l'articolo 4 del TU edilizia (DPR 6 giugno 2001, n. 380) sui contenuti del Regolamento edilizio, imponendo di inserire nei Regolamenti edilizi comunali l'obbligo di installazione di pannelli fotovoltaici ai fini del rilascio dei permessi di costruire. Si chiarisce qui di seguito lo portata di detto obbligo. Come noto, il Regolamento edilizio deve contenere la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico- sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi. A seguito dell'introduzione del nuovo comma 1-bis
all'articolo 4 del TU edilizia sarà obbligatorio per i Comuni stabilire nel Regolamento edilizio che il permesso di costruire di un nuovo edificio è subordinato all'installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, in linea con la politica di
incentivazione dell'edilizia sostenibile che caratterizza anche altri interventi normativi previsti nella legge 296/2006. Prevede, infatti, la novella legislativa che «Nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista l'installazione dei pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica per gli edifici di nuova costruzione, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per ciascuna unità abitativa». Allo stato peraltro, in attesa che i Comuni modifichino i Regolamenti edilizi in conformità a quanto previsto dal citato comma 350 dell'articolo unico della legge finanziaria 2007, l'installazione di pannelli fotovoltaici non può ancora qualificarsi come un obbligo, quanto invece come una facoltà rimessa alla discrezionalità degli istanti.


1 marzo 2007

Energia, investire sulle fonti alternative
Energia rinnovabile e turbogas: questi i temi che il coordinatore setino dei Verdi
affronta in una nota politica che non risparmia chi solo oggi cavalca l’onda del «no»
alla turbogas: «Quando ci fu il black out in tutta Italia, pare causato dalla caduta di un albero in Svizzera, passò quasi inosservata la notizia di dodici centrali da costruire nel Lazio. Solo i Verdi erano contro, o quasi. Quando i problemi cascano nel giardino dicasa - afferma Vincenzo Serra - diventiamo tutti più ambientalisti, tanto quasi da non distinguere più la destra dalla sinistra». Le proposte che i Verdi portano avanti da diversi anni sulle energie rinnovabili sono di dominio pubblico. Il risparmio energetico, la raccolta differenziata e riuso dei materiali, sono piccole azioni che servono a inquinare meno. Per i Verdi occorre estendere la raccolta differenziata, ma anche il fotovoltaico, energia rinnovabile per le case: «Non è utopia, è solo una scelta energetica che contrasta con altri poteri. Gli stessi a cui interessa fare le turbogas se i termoinceneritori per avere maggiori ricavi. Alle grandi potenze energetiche, che hanno interessi e monopoli anche nei brevetti del fotovoltaico - continua Serra - non interessa che si espandano lefonti rinnovabili, perché avrebbero sempre meno dividendi. Tantomeno investono per la ricerca sulle nano tecnologie applicate all’energia.Si deve altresì sviluppare il progetto Archimede, che il fisico Rubbia aveva iniziato in Italia e che la politica del centrodestra ha cacciato in Spagna. Sviluppare un progetto come quello termodinamico che oggi può dare energia a bassissimo costo e senza inquinamento, superando il problema dei costi del silicio. Comunque Rubbia è stato richiamato dal Ministero dell’Ambiente». Sulla vicenda turbogas il coordinatore setino dei Verdi si dice compiaciuto che la destra a Pontinia, «nascondendosi dietro il comitato per il no, sia diventata ambientalista: ci fa meno piacere che a Sezze coloro fino a poco tempo fa erano a favore ora sono assolutamente contro». Il riferimento di Serra è al Movimento democratico, che è espressione del candidato sindaco del centrodestra. Serraconclude la sua nota politica invitando a lottare per l’ambiente, contro le fabbriche che inquinano i fiumi e i depuratori che non funzionano per «riportare l’agricoltura a livelli qualitativi e non quantitativi, che garantiscano alimenti sani. Solo così - conclude il coordinatore setino dei Verdi - potremo avere una provincia sostenibile. La salute va difesa facendo una buona prevenzione a tutti i livelli, per questo il no alla turbogas di Aprilia e Pontinia è per noi da sempre fondamentale. Aspettiamo e vigiliamo per le decisioni che la Regione prenderà entro maggio sia per il piano energetico, sia attraverso il piano dirisanamento della qualità dell’aria». articolo di Giovanni Rieti


20 febbraio 2007

L'IMPORTANZA DELLA MOBILITÀ

La mobilità in un centro abitato, costituita dall’insieme dei parcheggi, dei centri pedonali, dei trasporti pubblici, è funzionale solo se ogni elemento è presente in maniera equilibrata. Le strisce blu che sono state realizzate nella zona di ferro di cavallo andranno dimezzate perché sono in eccesso, del resto via dei Templi non può sopportare le automobili che sono state spostate lì per parcheggiare. Probabilmente occorreva aspettare l’utilizzo dell’anfiteatro con la razionalizzazione dei bus pubblici, per rendere sostenibile il traffico del centro. Con la razionalizzazione delle corse si può dare  quel servizio navetta gratuito  per chi sosta la sua auto all’anfiteatro, magari togliendo le corse inutilizzate nel primo pomeriggio per spostarle più tardi.

In attesa di vedere il put (piano urbano del traffico) che il  nuovo responsabile dell’ufficio tecnico dovrà rendere disponibile, si dovrebbe  pensare di istituire qualche senso unico per realizzare delle circonvallazioni che aiuterebbero ulteriormente la mobilità. Se i centri di Sezze sono molteplici occorre realizzare dei circuiti di integrazione anche  attraverso   la mobilità favorendo l’incontro tra i cittadini.

La sfida è far muovere la gente non verso l’esterno del paese ma farla incontrare nel centro storico,  a Sezze scalo, a Suso , comunque far incontrare realtà di fatto isolate nel loro contesto. Mobilità e urbanistica sono la chiave di volta per ridefinire il territorio nella sostenibilità con le risorse esistenti. In breve tempo si può recuperare e rilanciare la città glocale dei  vari centri, con la città dei giovani, lo sviluppo di nuove attività economiche legate alla nostra tradizione montana , artigiana , e terziario avanzato, sviluppando anche quelle attività del passato che rappresentano lo sviluppo del futuro.


14 febbraio 2007

GIORNATA DEL RISPARMIO ENERGETICO

Venerdi 16 febbraio è la giornata del risparmio energetico in tutta Italia, le famiglie gli enti che aderiscono si impegnano a consumare meno energia sia in casa che con l’automobile. I verdi di Sezze invitano la cittadinanza e le istituzioni a consumare meno energia. Occorre fare dei piccoli gesti quotidiani per ridurre i consumi di energia:

a casa usare lampade a basso consumo, non lasciare computer televisori in standby,

installare pannelli fotovoltaici per una energia pulita e abbattere i costi della bolletta enel .

nella finanziaria  di questo anno ci sono nuove sovvenzioni sia per il solare che per il risparmio energetico nelle ristrutturazioni. Abbiamo protocollato presso il comune il nuovo regolamento edilizio che ancora non è stato applicato, si prevede per le nuove costruzioni l’uso di pannelli fotovoltaici obbligatori con vari incentivi alle  abitazioni che adottano queste ed altre soluzioni per il risparmio energetico. Facciamo un appello al commissario prefettizio, al nuovo responsabile dell’ufficio tecnico, di approvare al più presto il regolamento edilizio per portare il paese al passo con la legislazione corrente.


7 febbraio 2007

I VERDI APPOGGIANO LA CANDIDATURA DI CAMPOLI ALLE PRIMARIE 

I verdi per la pace di Sezze dopo una attenta analisi e discussione interna sostengono la candidatura di Andrea Campoli candidato dell’Unione alle primarie che si terranno domenica 11 febbraio a Sezze. Le primarie sono un elemento di democrazia interna per  i cittadini dell’unione, una innovazione politica, programmatica, che favorisce un dibattito leale fra tutti i candidati dell’unione. Le primarie sono quella forma di democrazia partecipata che attueremo anche nel governo del paese con il bilancio partecipato, la trasparenza  degli atti della pubblica amministrazione, il giudice di pace, ovvero tutti gli elementi che favoriscono la massima trasparenza  tra i cittadini ed il comune. Il lavoro programmatico che stiamo facendo come unione, in questo anno di commissariamento del comune, sta già dando buoni risultati, come il finanziamento regionale di 4 milioni di euro per costruire il nuovo depuratore a Sezze Scalo da poco approvato.

Per far ripartire Sezze in tutti i settori produttivi, sociali , ambientali, culturali,  è importante che venga realizzato il piano regolatore entro i primi due anni di governo.

- rilancio dei prodotti dell’agricoltura;

-  valorizzazione dell'artigianato e della piccola e media impresa;

- riattivazione dell’ospedale con la riapertura dei reparti necessari per il comprensorio;

- realizzazione della passeggiata delle mura ciclopiche;

- piano della mobilità sostenibile;

- sviluppo del  turismo ambientale e culturale.

Invitiamo i cittadini elettori dell’Unione a partecipare alle elezioni primarie sostenendo

il candidato dei Ds Andrea Campoli per far ripartire Sezze e governare insieme.


31 gennaio 2007

SEMPREVISA IN LIBERTÀ  

Finalmente si è posto rimedio all’invasione dei suv sulle montagne lepine. Centinaia di persone hanno potuto camminare e pedalare liberamente lungo i sentieri che conducono al rifugio nel silenzio più assoluto della montagna. La natura ritrova un po' di pace con un semplice lucchetto ben posizionato che, come noi chiedevamo, impedisce l'accesso ai mezzi a motore. I Lepini, la nostra ricchezza ambientale, con la tutela e la prevenzione diventano fonte diretta e indiretta di attrazione turistica. Per far apprezzare in modo più completo il bel panorama che da Roma arriva al Vesuvio sarebbe utile porre sulla vetta della Sempreviva un punto di osservazione permanente, mentre per la tutela del territorio montano occorre lavorare in sinergia tra tutti gli operatori preposti per la salvaguardia di una zona unica dei pre-Appennini. Controllare soprattutto il dissesto idrogeologico che i recenti lavori, in alcune zone vicino ai pozzi del comune di Bassiano, hanno provocato.

Mentre nel comune di Sezze, nella zona delle "tre pozza" e di monte Forcino, dopo il grande incendio di qualche anno fa, è stato segnalato dagli operatori della protezione civile la presenza di centinaia di alberi quasi carbonizzati, quindi facilmente incendiabili.

Sarebbe opportuno provvedere alla bonifica della zona  ed al successivo rimboschimento utilizzando specie arboree non resinose. Curare il territorio, preservare la sua natura, valorizzarne le potenzialità è facile. Sta a noi, alla nostra capacità di rispettarlo e farlo rispettare, alla nostra curiosità di conoscerlo e di amare i suoi aspetti botanici, faunistici e geologici così preziosi.


8 gennaio 2007

PARCO  SPORTIVO  A  SEZZE  SCALO

A Sezze si inaugura lo “Sport ad alta tensione”

Nel paese di San Carlo si stà per inaugurare una nuova disciplina sportiva, lo sport ad alta tensione, e per questo evento il Comune di Sezze e la Provincia di Latina stanno per  realizzare un centro sportivo unico nel suo genere, il primo in Italia a 120.000 volt.

Il caso, appena introdotto, riguarda il nuovo parco sportivo che la Provincia vuole realizzare a Sezze Scalo. Peccato che il sito prescelto presenta gravi problematiche di tipo ambientali, legate, per l’appunto, all’inquinamento elettromagnetico e alla cementificazione delle aree agricole circostanti, grazie all’ennesima variante non curante dei luoghi. I Verdi per la Pace si chiedono: “Come mai un progetto che è costato alla provincia di Latina circa 200.000 euro non presenta tra gli elaborati progettuali l’elettrodotto di centoventimila volt  che taglia in due il sito?”

Ed ancora: “Le decisioni prese, ed i pareri, sarebbero stati gli stessi se fosse stata rappresentata una realtà dei luoghi così com’è,  cioè con il grande elettrodotto dell’Enel che sta lì dagli anni ‘70 ?”

Forse la paura di affrontare problematiche ambientali arriva al punto da deformare la realtà esistente. I Verdi  par la Pace -circolo Franco Italiani -come precisa il coordinatore Vincenzo Serra- si stanno battendo contro la cementopoli che si vuole realizzare a Sezze Scalo, e contro il posizionamento di piscine e mense pubbliche sotto i cavi dell’alta tensione. Mentre il vero lavoro da fare è quello di recuperare, all’interno della cava di pietra calcare, le orme dei dinosauri rinvenute, che risultano essere le uniche scoperte nella regione Lazio. La riflessione che stiamo facendo sul “parco sportivo” è scaturita dai risultati delle più recenti ricerche del CNR  oltre che dalla comunità scientifica internazionale che, precisiamo, ha indicato un limite di esposizione ai campi elettromagnetici pari a 0,2 micro tesla, vale a dire trenta volte inferiore a quello stabilito dalle attuali norme italiane. In particolare ci riferiamo ad una circolare del 1999 del Ministero dell’Ambiente, in cui si chiede un piano di risanamento per ottenere, in prossimità di spazi dedicati all’infanzia quali scuole, parchi giochi, un livello di inquinamento elettromagnetico entro il limite di 0.2 micro tesla. Appare evidente che una piscina e una mensa, così come previste dal progetto del parco sportivo a Sezze Scalo,  hanno un livello di inquinamento elettromagnetico almeno di venti, trenta volte superiore a quanto prescritto da quella circolare del 1999. In merito alla variante urbanistica, stiamo verificando le carte progettuali, anche se sin d’ora la scelta del sito appare inopportuna. Anche sulla economicità del progetto, poi, i Verdi per la Pace hanno delle perplessità, e considerano uno sperpero le risorse destinate alla realizzazione dei 158 posti auto, che potevano essere risparmiate se il progetto fosse stato pensato a completamento del centro sportivo esistente in zona Fontane. Comunque, almeno sulle problematiche economiche sarà più precisa la Procura Generale della Corte dei Conti che a breve valuterà il progetto. Per questi motivi i Verdi per la Pace hanno chiesto al Dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze e al Commissario Prefettizio di revocare il procedimento ad evidenza pubblica per la formulazione delle osservazioni urbanistiche, iniziato nel periodo natalizio, come noto, ed effettuare le opportune verifiche sull’elettromagnetismo del sito in oggetto. Ci sono altri siti a Sezze Scalo dove è possibile realizzare impianti sportivi. Ovviamente ci sono anche richieste di spostare l’elettrodotto, in quanto dannoso per la salute dei cittadini residenti in zona. Per questo  si chiede una mobilitazione comunale nei confronti del gestore della rete.


5 gennaio 2007

Spl impegnata nella raccolta rifiuti o liste civiche?

Non c’era bisogno che passasse un mese, dalla sperimentazione della raccolta differenziata parziale, per capire che il piano adottato è del tutto fallimentare per il raggiungimento del 35 % fissato dalla legge . Mentre i Verdi della Pace di Sezze avevano prospettato un piano, per tutto il paese, che avrebbe portato la raccolta differenziata fino al 60 % di rifiuti riciclabili fin da subito, ma il Presidente della Spl e A.D. erano più impegnato a preparare l’ennesima lista civica invece che

un piano decente per il nostro territorio. Un anno di lavoro del consiglio di amministrazione della ex municipalizzata per preparare una sperimentazione che si è rivelata essere l’ennesima presa in giro per i contribuenti. Leggendo lo scarno depliant informativo, distribuito dalla Spl, sembra che la maggiore difficoltà sia stata  quella di tradurre in rumeno e albanese il testo.

Se tali amministratori avessero avuto il buon senso di dimettersi con Zarra, nessuno si sarebbe accorto delle palesi contraddizioni di una società che è di proprietà del comune ma che non vuole essere né indirizzata né controllata.

Gestendo le entrate del comune come ici, tarsu e le altre attività, Zarra voleva svendere Sezze a qualche privato che con pochi soldi avrebbe avuto la possibilità di diventare il proprietario della Spl, ma il bluff, come le bugie, hanno le gambe corte.

In un comune con l’estensione territoriale come quello di Sezze, non è conveniente fare la raccolta differenziata porta a porta e ovunque, ma solo nel centro storico, mentre nel resto del paese conviene adottare sistemi di raccolta mirati, analizzando quartiere per quartiere.

Che l’informazione non è stata adeguata, lo si capisce dagli esercizi commerciali, che ancora non sono stati ben informati e continuano a riempire i cassonetti nella maniera più indifferenziata.

 La nostra provincia, per raggiungere l’autosufficienza, dovrebbe differenziare il 70% dei rifiuti solidi urbani. Molti comuni sono sulla buona strada perché hanno affrontato il problema seriamente. A Sezze, grazie a questa specie di sperimentazione molto parziale, sia per il numero di abitanti coinvolti che per la incompleta raccolta che esclude i rifiuti alimentari, dal 7% arriveremo forse al 15%. Sarebbe opportuno organizzare un incontro pubblico con  i rappresentanti della Spl, per capire come mai siamo ancora alla sperimentazione mentre c’è la discarica di Montello che non è più utilizzabile.


6 dicembre 2006

Vallicella, problema ancora irrisolto

La vicenda dei parcheggi da realizzare in zona Vallicella a Sezze  rappresenta  l’emblema   della politica urbanistica di Sezze.

Al di là della vicenda giudiziaria che ne è scaturita, le mancanze del Comune di Sezze sono macroscopiche ed inaccettabili. Hanno permesso senza uno studio preliminare dei luoghi, e con tanta arroganza, di danneggiare gli edifici adiacenti, un palazzo e la palestra della scuola, di tranciare i tubi del gas  e quelli dell’acqua. Ora ci  sono delle sentenze che obbligano al ripristino dei luoghi  esistenti, che tuttora vengono disattese, anzi  si continua a lavorare in base a nuovi progetti che non è dato conoscere, si vocifera di box e supermercato annesso, e comunque tutti lavori non autorizzabili dall’Uffico Tecnico.

Ufficio Tecnico che continua ad essere il porto delle nebbie e tutto il contrario della trasparenza. Il problema urbanistico di Sezze non è stato mai affrontato nella sua complessità, quasi a voler lasciare spazi fertili alle tante aberrazioni che i cittadini devono sopportare. Intanto lavori che insistono sulla stessa zona stanno tolgono altri parcheggi essenziali, mentre il buon senso vorrebbe che si attuassero dei piani sostitutivi per non creare il caos  vista l’alta densità  di traffico presente. Nello stesso tempo i parcheggi dell’Anfiteatro continuano ad essere inutilizzati.

Ora che  è finito il “girotondo” del monumento si può notare che i parcheggi sono sempre gli stessi, meno i 40 della Vallicella , mentre le auto in doppia fila continuano a bloccare il traffico nonostante la carreggiata sia stata allargata di diversi metri. Come Verdi della Pace  chiediamo al commissario Falco di fare chiarezza in merito alla vicenda, riconoscendo alla parte lesa il danno provocato dalle azioni sconsiderate dell’Ente Comunale. Ci chiediamo come finirà questa lunga vicenda e se il paese dovrà sopportare passivamente l’ennesima ferita paesaggistica.


28 novembre 2006

La RSA deve essere pubblica

Gli anziani, risorsa della società , vengono rinchiusi dentro i vari centri privati, la Regione, le Asl, non vogliono  affrontare il problema della solitudine  con strutture  pubbliche, né  con l’ausilio domiciliare, e preferiscono pagare il privato costruendogli anche le strutture.

Quanto si risparmia non si sa , anzi le alte  spese che le famiglie degli anziani sostengono per pagare la retta della residenza sanitaria, oltre che ai contributi regionali, fanno diventare la RSA  il motivo di aspre concorrenze per aggiudicarsi la gestione dei centri per anziani (ospizio).

Verdi e Rifondazione comunista sono per una gestione pubblica delle Asl dei  vari centri di geriatria. La scappatoia di affidare al privato la cura degli anziani soli, spezza quella rete sociale necessaria per far progredire la società stessa. Quindi l’utilizzo della struttura privata, pagata dal pubblico, deve essere usata  in parte, non deve essere la regola . Per  non aver voluto far partire i lavori della RSA pubblica  ai Cappuccini,  già cantierabili,  l’ex zar podestà  ha pensato che privato è meglio, come per i lavori di Ferro di Cavallo, la chiusura delle coste, la perdita di 50 parcheggi in zona Vallicella. Sinceramente ci aspettavamo molto di più da un medico che presta servizio presso un struttura pubblica. La cittadinanza pensava in un’azione di governo volta alla tutela della sanità pubblica, per renderla più efficiente rivalutando il nostro ospedale. E invece la precedente coalizione di centro-destra ha puntato solo alla realizzazione di una struttura sanitaria per gli anziani privata, accessibile soltanto a persone con redditi medio-alti e con limiti per la collettività.

La cosa più preoccupante è che in questa fase sono venuti meno tutti i principi di trasparenza, lasciando numerose ombre sulla gara di appalto.

Sono anche  uscite fuori notizie, gravissime, su atti riservati, e di competenza di pochi  funzionari responsabili, mentre le numerose anomalie che la gestione Zarra ha lasciato nei confronti della cittadinanza continuano a danneggiare il paese, addirittura qualche talpa comunale vuole ancora  influenzare le scelte divulgando informazioni  riservate a Zarra che poche persone possono sapere. Rifondazione Comunista e Verdi per la Pace di Sezze faranno pressione presso la Regione Lazio  affinché la RSA diventi un fattore di sviluppo per tutta la comunità non solo per qualche privato.

Vincenzo Serra, Verdi per la Pace

Patrizio Lisi, Rifondazione Comunista


14 novembre 2006

Zaratti risolve il problema della depurazione

L'Assessore Regionale all'ambiente, Zaratti, trova la soluzione al problema della depurazione a Sezze. Finalmente si  è risolto l’annoso problema di dove  costruire  il nuovo depuratore. Dopo le molte denunce  dei Verdi per la pace di Sezze, delle associazioni ambientaliste e di quelle trasversali, per l’inquinamento causato dalla mancata depurazione, dei cattivi odori a cui sono stati costretti per anni gli abitanti della zona Casali, si è capito che in quel quartiere non si poteva più ampliare il piccolo depuratore oramai non più funzionante. Nonostante l’ingegno di molti studiosi  universitari la logica ha impiegato decenni  per decidere di fare il depuratore a valle. Ora le nuove tecnologie consentono di  risparmiare tempo e denaro, ma anche con le vecchie tecnologie  sarebbe stato  più  utile e conveniente far scendere a valle che far risalire le montagne alla depurazione, e quindi il luogo dei Casali, per le caratteristiche di Sezze, non è mai stato giusto per quel depuratore. Forse la prossima estate sarà l’ultima che gli abitanti della zona dovranno sopportare  i cattivi odori. Ora occorre vedere se realizzarlo presso l’attuale depuratore di Sezze scalo oppure fare una trattativa per il depuratore della ex Cirio con la nuova proprietà dello stabilimento . L'assessorato all’ambiente della Regione Lazio si sta occupando dei lepini, oltre che  della depurazione , dell’inquinamento delle falde,  dei fiumi, dei centri urbani, della montagna, della  pianura Pontina, problemi che vanno  risolti per favorire lo  sviluppo sostenibile  insieme ai partiti dell’unione di Sezze: d.s , s.d.i. mar. , r.c , c.i. , i..d.v. ,udeur, verdi, oltre che con le numerose associazioni che contribuiscono alla rinascita di una identità ambientale lepina, nel tempo trascurata .


3 novembre 2006 

La risposta della XIII Comunità Montana

A Vincenzo Serra rapp. VERDI – Sezze

Al Sindaco del Comune di Bassiano

Rif. articolo sulle pagine di  Latina  Oggi in data odierna.

Oggetto: Semprevisa, dissesto a causa di mancata regolamentazione della pista e suo utilizzo.

Come già ampiamente delucidato al Circolo di Legambiente di Sezze questo Ente ancorché ideatore del progetto Stile purtroppo non ha realizzato né l’opera, né ha strumenti di controllo sulla successiva gestione delle opere realizzate.

Prendiamo atto delle considerazioni dei Verdi e del suo responsabile Vincenzo Serra sollecitando la Regione Lazio ad inserire tra i finanziabili con fondi del nuovo patto di coesione 2007-2013 i programmi stilati da questo Ente nel progetto Leaders plus tesi a salvaguardare le bellezze naturalistiche, realizzare opere di contenimento del dissesto idrogeologico (argini fossi, e terreni in abbandono) già facenti parte del progetto CARTA DEI RISCHI COMUNITARI stesura anno 1998. A nulla sono valse le iniziative di questo Ente anche verso la tutela del territorio anche con atti quali la proposte del PARCO DEI LEPINI, Almeno questo ci verrà riconosciuto. Ma anche le opere di salvaguardia, ricettività e valorizzazione del territorio lepino con il progetto StiLe e ora con la proposta del progetto S.Mo.Le.   

Però per l’opera del Semprevisa ci pare corretto che sia il Comune di Bassiano ad effettuare un’attenta regolamentazione del traffico veicolare, e un corretto utilizzo delle strutture in esse realizzate quali le barriere protettive in legno, le aree pic-nic e il rifugio. Chiediamo sia al Comune di Bassiano che ai VERDI di Sezze, come chiesto al circolo di legambiente di cooperare per evitare ognuno per la propria parte affinché vengano eliminate gli abusi denunciati dall’organizzazione di volontariato. Ricollocando,  ove il Comune lo ritenesse utile, il cartello di divieto d’accesso e la chiusura della pista. Ribadiamo il suggerimento al Comune di Bassiano,  al quale va il merito di  aver attentamente programmato e realizzato opere di salvaguardia e utilizzazione intelligente del proprio territorio e dell’ambiente  circostante, da diventare  esempio a molti altri territori vicini, di avviare, con urgenza, l’affidamento in gestione, qualora non avessero avviato tale procedura, di tali opere che sicuramente permetterebbero di salvaguardare l’intero sito dei Monti Lepini, come stanno facendo ad esempio i cacciatori della Federcaccia di Bassiano.

Priverno, lì 03.11.2006 prot. n°

p.Il Presidente

L’Assessore Giuseppe Mazzocchi


3 novembre 2006

Pista ciclabile in Semprevisa e dissesto idrogeologico

La domenica si continua ad  assistere alla sfilata di macchine che percorrono un sentiero ciclabile mal realizzato senza una conoscenza della mountain bike e neanche della vecchia graziella.

Inoltre cosa più grave che viene denunciata sul sito “setino.it” con tanto di foto, c’è un inizio di dissesto idrogeologico causato dai lavori finanziati dalla Comunità Montana o dalla Compagnia dei Lepini.

Lavori che hanno causato la deviazione delle acque meteoriche verso la valle creando già piccole  frane che  insistono sui  pozzi che portano l’acqua a  Bassiano. Il fatto che passino le macchine in una zona a protezione speciale (zps) è il sintomo di una mancanza di rispetto della montagna sia dei vacanzieri in macchina che delle istituzioni che non intervengono. Stiamo facendo una colletta per l’acquisto di 50 lucchetti di scorta da consegnare al comune di Bassiano, alla Comunità Montana , alla Compagnia dei Lepini , e al Corpo forestale per garantire che, qualora venisse rotto da qualche teppista, venga subito rimpiazzato onde evitare lungaggini burocratiche che lasciano libero accesso alle auto.

Non occorre il ricorso alla guardia privata come propone il sindaco di Bassiano, i Verdi  per la Pace sostengono di installare cartelli appropriati e di effettuare controlli di prevenzione  da parte degli organi preposti, in particolar modo nei fine settimana. Per consentire di vivere i monti Lepini come un parco anche senza le formali denominazioni legislative, occorre una maggiore rete tra  associazioni ambientali  e istituzioni, per la conservazione degli habitat montani, unitamente ai pastori che la vivono giorno per giorno. Le scuole  dovrebbero programmare una giornata istruttiva in montagna, per far capire agli alunni l’importanza dell'ambiente che ci circonda, e si potrebbe fare in collaborazione con il CAI,  Legambiente,  la Lipu, Mountain Freedom,  il wwf  e le tante associazioni  locali che frequentano la montagna . L’errore che si sta facendo è nel valorizzare i  monti Lepini senza le trasformazioni strutturali di recupero dei territori, sia montani  che dei vari centri storici. Non dovrebbe essere necessario porre delle sbarre con il lucchetto, ma un semplice cartello ed il rispetto della natura, di cui siamo attivi trasformatori, dovrebbe essere sufficiente. Altrimenti si realizzano opere che invece di migliorare la fruizione dei Monti Lepini distruggono l’esistente  con i soldi della Comunita europea destinati al recupero delle aree depresse.

Quindi occorrono meno banchetti e  spese per la promozione di un territorio lepino  ancora da rivalutare strutturalmente con competenza.


ottobre 2006

Raccolta differenziate, una falsa partenza

I Verdi e Rifondazione comunista di Sezze criticano l’avvio della raccolta differenziata nel comune lepino attraverso un comunicato congiunto delle due segreterie: «La raccolta differenziata della Spl parte con il piede sbagliato, non avendo neanche saputo copiare le esperienze dei comuni limitrofi. Da quanto appreso in questi giorni la Spl sta per fare una raccolta differenziata parziale. Se non si separa la frazione umida da quella secca non si è in presenza di una differenziata integrale, né razionale e produttiva per un riciclaggio completo di tutti gli scarti. Basta con le prese in giro che subiamo da vent’anni con i depliant distribuiti nelle scuole. Il problema sono le istituzioni, che non vogliono affrontare la questione rifiuti. Se nei contenitori che la Spl darà prossimamente non sarà presente la raccolta della frazione umida alimentare vorrà dire che c’è un problema di c o m p e t e n z e dentro la società di capitali a cui

bisogna porre rimedio. L’accusa che i Verdi e Rifondazione Comunista muovono è quella relativa al fatto che si continuano ad offrire dei servizi parziali che non risolvono il problema del minor conferimento alla discarica di Borgo Montello, alla quale vengono pagati cifre considerevoli, che si potrebbero investire in nuovi posti di lavoro: «Ecco perché

- continuano le due segreterie - sono del tutto false le preoccupazioni del presidente della Spl inerenti i maggiori costi legati alla raccolta differenziata porta a porta, l’aumento degli operatori ecologici si compensa con il minor costo dei rifiuti alla discarica. Le analisi sbagliate e le proposte parziali della Spl servono a perpetuare l’esistente, sul reale peso della spazzatura che si conferisce alla discarica si dovrebbe fare una bella inchiesta. Ecco perché è necessario fare una raccolta differenziata integrale.Per le segreterie dei Verdi e di Rifondazione

con i rifiuti si potrebbe e si dovrebbe innescare una produzione industriale

legata alla trasformazione e riutilizzo in beni di consumi di massa dei vari elementi (dalla plastica alla carta, dall’alluminio al ferro, dal vetro al compost): «Se gli imprenditori provinciali supportati dalle istituzioni iniziassero a valutare le molte possibilità di innovazione industriale legate alla raccolta differenziata integrale, si potrebbe avere un’inversione di tendenza nei posti di lavoro, di cui la nostra pianura necessita. Il tutto riducendo di molto l’inquinamento».

articolo di Giovanni Rieti


1 aprile 2006

SPL. Le mani sulla città

Il trio podestà non c’è più lo zar (Zarra) è virtualmente commissariato dal duo Polidoro- Roscioli che dopo aver affossato il centro sinistra di Siddera, tengono lo zar podestà sotto tutela fino alle elezioni politiche.

Il sindaco intanto continua a giocare il bluff dei lavori pubblici indebitando il paese per i prossimi 15 anni con lavori discutibili e abusivi. Molti lavori sono iniziati ma bloccati per mancanza di soldi, mentre continua il caos di traffico e i parcheggi scompaiono, senza che nessuno cerca  una soluzione, seppur temporanea, al disagio che tutti i giorni i cittadini vivono perché chi ci amministra non ha predisposto un  parcheggio all’Anfiteatro con bus navetta per decongestionare la parte interessata dai lavori.

Mentre continua il tentativo di appropriarsi delle associazioni, prima quella della "Passione di Cristo", a cui è stata tolta la sede, poi il "Tennis Club" chiudendo i campi da tennis con l'obiettivo di introdurre nella gestione dell'impianto sportivo la SPL (ex municipalizzata ) con l'idea di un ristorante da realizzare alle spalle del circolo del tennis club. Il risultato di questa ultima vicenda in ordine di tempo è che l’istruttore di tennis è senza stipendio e 20 bambini non possono allenarsi per partecipare ai tornei imminenti. Le manovre della SPL cominciano a delinearsi mentre il consiglio comunale è allo scuro di tutto. Veramente assurdo!

Ricordiamo che la SPL, controllata al100% dal comune, agisce come una S.p.a. senza indirizzo politico ne controlli. Gestisce la riscossione della tarsu e dell'ici, la farmacia comunale, le mense, il sevizio di scuolabus, i servizi ambientali  diventando il vero centro di potere della città. Come la Dondi, più della Dondi, la SPL non nomina i revisori dei conti come previsto dalla legge ed ha ridotto dal 10 % al 5 % l’accantonamento degli utili per gestire più risorse economiche senza che i consiglieri comunali possano accedere ai documenti.

La SPL sta diventando il peggior carrozzone mai esistito a Sezze, dove transitano molti soldi. Quando i consiglieri non possono controllare le attività della SPL e le delibere che la riguardano, la loro funzione è delegittimata. La gestione dei rifiuti, per cui la SPL è nata , è peggiorata, mentre sicuramente la tarsu è aumentata, in questo modo le entrate della SPL crescono e non c'è alcuno interesse ad effettuare la raccolta differenziata. Meglio il commissario che una giunta fantasma, governata dallo zar podestà che sta distruggendo la storia di un paese con procedimenti antidemocratici ed abusivamente, facendo passare per recupero d'immagine urbana quello che è un grosso giro di affari, e cercando di infiltrarsi in tutti i settori economici e associativi della città.


8 marzo 2006

Nasce il "Comitato difesa utenti acqua"

Si è costituito il “Comitato difesa utenti acqua”, che insieme al “Comitato costruzione depuratore” vogliono tutelare la cittadinanza contro i soprusi della Dondi S.p.a. che continua a gestire le bollette del servizio idrico senza nessuna opera di ammodernamento della rete idrica. Dopo aver confrontato le tariffe con quelle di Acqualatina si nota la pesante disparità di trattamento tariffario con circa il 45% in più di tasse a carico degli utenti di Sezze. Per questo chiediamo di rimodulare le tariffe, eliminando la quota fissa di pagamento di 30 metri cubi, e semplificando la bolletta rendendola leggibile come quella emessa da Acqualatina. Per quanto riguarda il funzionamento della commissione di controllo e vigilanza, dopo le clamorose dimissioni dell’ex sostituto procuratore da presidente della commissione, ancora non si riesce a  sapere quali atti la nuova commissione ha prodotto. La questione della costruzione del depuratore nella frazione Casali è ancora alle fasi preliminari ma, senza le dovute spiegazioni agli abitanti della zona, non si può progettare un ampliamento di vaste proporzioni  in una zona densamente popolata. Per questo chiediamo ai consiglieri dell’opposizione che venga fatta una richiesta formale per un incontro tecnico in  Consiglio Comunale.

Venerdì 10 marzo 2006 alle ore 18.00 all’Auditorium S. Michele Arcangelo si terrà una conferenza stampa del “Comitato difesa utenti acqua” , i cittadini che vogliono aderire al comitato sono invitati a partecipare per modificare la  gestire del servizio idrico da riportare in ambito pubblico.


26 febbraio 2006

Purtroppo è successo, crollano le Mura ciclopiche

Purtroppo è successo , le mura sono crollate e continueranno a cadere se non viene attuato un piano urgente di rifacimento della rete fognante. la somma stanziata nel piano triennale delle opere è di 176.000 euro, del tutto insufficiente per rifare la rete lungo le mura . Dopo il crollo i soldi stanziati non basteranno neanche per iniziare i lavori più urgenti, quelli di messa in sicurezza della strada. Non vogliamo partecipare al “chi lo aveva detto prima” che le mura sarebbero cadute, ma sull’ordinanza del comune risulta essere non vera  la causa attribuita alle abbondanti precipitazioni. A causare il crollo sono state le infiltrazioni provenienti dalla rete idrica e dagli scarichi fognanti a cui, in tutti questi anni, occorre mettere un rimedio, ma anche ai tanti lavori edili nei pressi delle Mura.

QUINDI è FALSO DARE LA COLPA ALLE PIOGGE COME SOSTIENE il neo responsabile FARINA NELL’ORDINANZA.

La verità è che all’ufficio tecnico non vogliono vedere ciò che è urgente, ma solo le opere inutili e dannose con enorme spreco di soldi  pubblici.

Ora dovranno per forza occuparsi della sistemazione della rete e della messa in sicurezza del resto della Mura poligonali, prima che il danno si trasformi in tragedia. Noi dei Verdi abbiamo sempre ritenuto la cinta muraria di Sezze il punto di partenza per la ristrutturazione del centro storico, ma malgrado qualche timido tentativo di alcune associazioni per la pulizia del percorso archeologico siamo stati inascoltati

dalle amministrazioni. Durante l’ultima rappresentazione del Venerdì Santo abbiamo organizzato una manifestazione portando decine di turisti a visitare le mura ciclopiche con mascherina anti odori

proprio per evidenziare lo stato di abbandono del centro storico, quest’anno li porteremo a visitare le mura crollate.


26 febbraio 2006

Via dei templi, a rischio le mura ciclopiche

Sta accadendo ciò che noi verdi  purtroppo avevamo previsto da almeno dieci anni. Alcune case costruite su via del Guglietto rischiano di crollare, la strada si è abbassata di dieci centimetri e il muro sottostante, composto anche da parte delle antiche mura ciclopiche, sta crollando a causa delle infiltrazioni d'acqua dagli scarichi fognari.

I cittadini che abitano in via del Guglietto sono in ansia per le loro abitazioni e stanno verificando se ci sono gli estremi per denunciare il comune per mancati interventi sulle opere primarie non realizzate .

Mentre nel paese si continuano a realizzate opere inutili, la rete fognaria del centro storico è un colabrodo e, come è accaduto venerdì sera, gonfiando le mura provoca crolli sempre più inquietanti.

La storia di via dei Templi inizia negli anni 60 con la costruzione della strada che in parte riportò alla luce le mura poligonali di epoca romana nascoste sotto cumuli di terra di riporto. L’idea di fare una circonvallazione

lungo le mura venne bloccata giustamente dalle belle arti che volevano salvaguardare un pezzo di storia urbanistica risalente al tempo dei romani e per la precisione al IV° secolo a.C. Nel tempo, oltre agli abusi ai danni del patrimonio storico più volte denunciato, si sono aggravati i problemi della rete fognaria che ora sta facendo crollare parte delle mura romane degradate a sostruzioni moderne. Ora non si può più aspettare, il rischio di crolli per le abitazioni è palese, oltre ai noti problemi igienico sanitari causati dalle fogne a cielo aperto.

Noi dei Verdi  ribadiamo la nostra contrarietà verso la realizzazione di opere, fatte accendendo mutui spaventosi, di tipo estetico e di dubbia efficacia come quelli eseguiti a Ferro di Cavallo, o come i marciapiedi che stanno invadendo il parco della Rimembranza, mentre la rete idrica e quella fognaria del paese sono al collasso e stanno mettendo a rischio  le fondamenta delle  abitazioni del centro storico. I nostri ingegneri che pensano solo alle lottizzazioni, con palesi conflitti di interessi, stanno cancellando ciò che è rimasto del patrimonio storico di Sezze, ed in questo la Dondi ha la sua parte di responsabilità nella gestione della rete idrica. Lo scaricabarile sulle responsabilità a cui assistiamo, fra Comune e società Dondi sta diventando una carnevalata, e intanto il paese crolla. Il Progetto della passeggiata archeologica in via dei Templi sta a cuore anche a noi dei Verdi, e da lì parte la rinascita del paese, ma prima occorre risolvere il problema della rete idrica e di quella fognaria, nonché quello della depurazione.


16 febbraio 2006

Piano regolatore, perché Fuksas?

Perché dobbiamo realizzare il piano regolatore, l’ufficio di piano,  se le opere di distruzione del paese sono a buon punto?

Fuksas non sapeva nulla né di ferro di cavallo né della distruzione del parco della rimembranza, perché avrebbe dato altri consigli ai nostri ingegneri del recupero urbano. Alla fine della ennesima  conferenza stampa  sull’ufficio di piano, ricostituito dopo essere stato smantellato da una delle tante giunte del trio podestà, i Verdi hanno  chiesto all’architetto

Di Gregorio cosa pensasse dei marciapiedi che stanno distruggendo il parco della Rimembranza, il collaboratore di Fuksas ci ha  risposto:

 “Resterà solo una rimembranza del parco… Confermandoci che i vandali stanno spianando il parco abusivamente, e che era importante  rendere praticabile l'accesso al nuovo Centro Sociale, finito da un anno, ma ancora chiuso, sembra a causa dell' impianto elettrico da finire.

Mentre il boulevard di via dei templi (porta Pascibella) sta diventando un lastricato di travertino stile littoria! Aspettiamo la risposta degli ispettori dell’assessorato all’urbanistica, intanto andiamo avanti con le denunce  contro lo spreco di risorse pubbliche. Cosa penserà Fuksas di questi cottimisti allo sbaraglio che stanno indebitando le casse del comune per opere inutili e distruttive? Lo immaginiamo!!!

Il problema di Fuksas, nella sfida con la collina setina, è come collegarla con la pianura; con la funivia, o con un ascensore futuristico sulla pianura Pontina dai costi esorbitanti? (20 milioni) Oppure intervenire sul versante della Vallicella con nuove strade?

La rinascita di Sezze può partire risolvendo il collegamento con la pianura, perché  Sezze scalo, già periferia di Latina e di Roma , con la nuova 156, la metropolitana leggera Formia- Roma, diventerà sempre più  crocevia dei trasporti e del commercio, trasformando molto l’economia agricola della pianura setina. Una residenza sanitaria per anziani non riusciamo proprio a vederla vicino  alla nuova 156, il mercato ortofrutta a Sezze scalo  invece sarebbe più logico. Comunque occorre  recuperare la cava di Sezze scalo trasformandola in percorso storico ambientale, con parcheggi,  il collegamento via Setina vecchia ed  il  percorso archeologico delle mura ciclopiche del paese. Recupero e valorizzazione  del centro storico multietnico, con piano particolareggiato, incentivando

la ristrutturazione degli edifici. Sarà necessario realizzare i servizi per tutti quegli abusivismi di necessità..., trovare le zone per nuove costruzioni residenziali  nei vari quartieri ed utilizzare i parcheggi esistenti per il centro storico da rendere pedonale. Le nuove abitazioni, come nel quartiere di monte Pilorci, devono però integrarsi con l'ambiente per evitare che  la conca di Suso  venga  abbruttita dal cemento, rovinando definitivamente la veduta delle montagne. Se vogliamo fare di Sezze e del parco della  Semprevisa  il “ balcone” della pianura Pontina, occorre agire con maggiore sinergia, ed i progettisti devono muoversi in sintonia con la cittadinanza  evitando distruzioni speculative, come i marciapiedi dentro il parco della Rimembranza,  realizzati mentre nel centro storico mancano servizi essenziali.


29 gennaio 2006

Assemblea annuale dei Verdi per la Pace

Domenica 29 gennaio alle ore 10,00 presso l'Auditorium S. Michele di

Via Garibaldi a Sezze si terrà la relazione annuale con gli interventi dei tesserati, rappresentanti Unione istituzione gruppi di lavoro tematico, e

votazione per Consiglio Direttivo e del Presidente del circolo di Sezze.

Durante l’assemblea annuale si darà inizio alla raccolta di firme per Parco Naturale Interprovinciale alla distribuzione di materiale informativo su

l'energia solare.


18 gennaio 2006

Raccolta differenziata: Cosa sta facendo la spl?

La regione Lazio ha stanziato un fondo per i comuni che differenziano di più i rifiuti. L'obiettivo è quello di non aggravare le discariche laziali ormai sature, come quella di Borgo Montello. È oramai noto a tutti che meno rifiuti si portano in discarica meno si paga per lo smaltimento. Differenziando il materiale di scarto a cominciare da casa comporterà una drastica diminuzione della tassa sui rifiuti, così come si sta procedendo nei comuni limitrofi a quello di Sezze. Cosa sta facendo la s.p.l. municipalizzata del nostro comune per favorire la raccolta differenziata? Oltre alla normale gestione ci sembra che nulla è cambiato, tranne la rotazione dei consiglieri che si insediano per altro senza rispettare le delibere del consiglio comunale. E addirittura il servizio è peggiorato; in alcune zone dove veniva raccolta la carta prodotta delle tipografie ora non si fa più, mentre le discariche abusive continuano a proliferare su tutto il territorio, senza essere bonificate e lasciando i cassonetti per la raccolta differenziata sempre pieni. Il sospetto è che dietro la mancata  realizzazione della raccolta differenziata ci sia una volontà politica affaristica ben precisa, che non ha interesse alla realizzazione di un servizio efficiente per la città. Mentre tre operai ancora non sono stati rintegrati, i costi della s.p.l. municipalizzata fra consiglieri ed ex, revisori dei conti vecchi e nuovi, sono aumentati. Le spese per la gestione del carrozzone politico affaristico della s.p.l.. che oltre al servizio dei rifiuti gestisce anche altre entrate comunali, sono diventate il tema dominante della giunta del trio podestà, caduta in piedi per cinque volte in due anni senza contare i ricorsi che graveranno sulle entrate del comune perché molte personalità pare, vox populi, siano diventate tutte nullatenenti. Ad oggi ancora non risulta disponibile consultare la carta dei servizi che la  s.p.l. (ex municipalizzata) è obbligata a rendere pubblica, né la redazione del regolamento su igiene urbana, la determinazione delle tariffe, e i reports trimestrali delle entrate - uscite della S.P.L. spa. Alla faccia della trasparenza e degli obblighi di legge che una spa comunale deve garantire.


12 gennaio 2006

Ampliamento depuratore casali

I verdi per la pace fanno alcune considerazioni sul progetto presentato dal Comune di Sezze. Visto che in regione giace un progetto, costato bei soldi alla comunità setina, diverso da quello appena presentato, che prevedeva il depuratore a Sezze scalo, ci chiediamo: 

"Come mai proprio adesso si presenta un ampliamento del depuratore dei Casali?"

Evidentemente l’udienza dal GUP, che si terrà il prossimo 24 gennaio 2006, sta facendo tremare i polsi ai piani alti di palazzo De Magistris, tanto da far annunciare che il depuratore dei Casali sarà ampliato.

I Verdi di Sezze si pongono altre domande:

"Chi ha stabilito che è meglio l’ampliamento del depuratore ai Casali al posto del nuovo depuratore a Sezze scalo?

Forse per rimediare qualche euro sul nuovo progetto appena presentato?

Se il depuratore esistente funzionava solo per una minima percentuale di abitanti quanto grande sarà l’ampliamento per soddisfare l’esigenza di almeno 15.000 abitanti?

Vista l’orografia di Sezze secondo noi Verdi  sarebbe stato più razionale ampliare il depuratore di Sezze scalo che già adesso è inadeguato visto l’aumento demografico che c’è stato in questi anni, facendone uno adatto per tutta la popolazione.

Quello che vorremmo evitare è che si spendano soldi per risolvere mezzo problema lasciando la metà del paese senza depuratore, per questo chiediamo ai consiglieri dell’opposizione di richiedere un consiglio comunale per farci spiegare dai tecnici le motivazioni di questo nuovo progetto che secondo noi non risolve in maniera definitiva il problema della depurazione.


28 dicembre 2005 

I verdi ribattono alle accuse di Zarra

La giunta Zarra continua a vacillare sul parco della Rimembranza

e non solo, sembra che adesso le candidature per le politiche nazionali abbiano indotto il sindaco a rimuovere gli ultimi tre assessori disponibili a reggere la stampella al trio podestà. Il vincolismo ecologista miope e senza costrutto di cui siamo accusati dal sindaco di Sezze, per ora sta bloccando in Regione il progetto di distruzione del parco, mentre a palazzo De Magistris sanno che a giorni arriverà un controllo dalla Regione per verificare tutte le osservazioni che abbiamo prodotto sull'illegalità dei lavori. Un progetto per la realizzazione di un marciapiede attorno al parco dal costo esorbitante di 700.000 euro. Nel frattempo ci dicono che vogliono aggiustare il progetto dopo aver distrutto il parco. Evidentemente hanno capito che il blocco dei lavori è prossimo e stanno correndo ai ripari . La riqualificazione urbanistica è materia troppo difficile per portare avanti lavori alla giornata. Sarebbe bastato seguire i consigli che a suo tempo abbiamo dato a questa amministrazione, come, per esempio, la pedonalizzazione di via Umberto. Mentre il supporto delle aree destinate a parcheggio, la Vallicella e Sant’Andrea, resteranno una chimera per i sezzesi almeno per i prossimi 20 anni. Intanto la città continua ad essere soffocata dallo smog prodotto dalle code incessanti di autoveicoli. Neppure a Roma, nella centralissima via Nazionale, si osserva tanto traffico. Le chiacchere che si fanno sulla costruzione dei parcheggi, mentre all’Anfiteatro il mare d'asfalto resta vuoto, resteranno sogni a cui manca il supporto materiale di ben 4 milioni di euro per essere realizzati,

mentre la città aspetta il depuratore. Tra una quaterna di giunta ed una cinquina il passo è breve, ma l’epifania tutte le giunte porta via.


20 DICEMBRE 2005 

DONDI: UDIENZA RINVIATA AL 24 GENNAIO 2006

Salva Previti per ora salva la Dondi  

Il reato di inquinamento ambientale è stato presscritto in base alla legge denominata Salva Previti (ex Cirielli) appena approvata dal Parlamento.


19 DICEMBRE 2005 

DONDI precursore di ACQUALATINA

domani, martedì 20 dicembre, davanti al GUP di Latina

Rifondazione comunista e Verdi per la Pace, a nome del comitato per la costruzione del depuratore di Sezze, si costituiscono parte civile per difendere la collettività setina nell’udienza per il caso "DONDI", che si terrà domani, martedì 20 dicembre, davanti al GUP del tribunale di Latina. Vogliamo ricordare che nella vicenda per i  lavori non effettuati e pagati dal Comune di Sezze, i  mancati versamenti all’erario per circa un milione e quattrocentomila euro , e soprattutto  il bypass del depuratore del quartiere Casali, che continua a provocare inquinamento ambientale nella pianura sottostante, sono implicati oltre alla società Dondi spa, il dirigente del ufficio tecnico del comune di Sezze. Facciamo notare l'assenza di discussione ed il silenzio che la giunta Zarra continua a tenere sui servizi pubblici essenziali, mentre la città si ritrova addirittura senz'acqua. Costituendosi parte civile, i Verdi per la Pace e Rifondazione Comunista, vogliono difendere i diritti dei cittadini che pagano l’acqua  più del petrolio, rescindere il contratto capestro che ci lega alla Dondi per riportare la gestione dell’acqua sotto il controllo pubblico. Da quando la Dondi ha preso in gestione il servizio idrico di Sezze, dei 12 operai che vi lavoravano inizialmente, ora si sono ridotti a 3 con le conseguenze negative, sotto gli occhi di tutti, per ciò che riguarda la gestione dei lavori ordinari. Se solo per il servizio legato al pagamento delle bollette è necessario chiamare una società che: non ha migliorato i servizi; ha solo aumentato la tariffa di anno in anno con conguagli su conguagli di cui ora sono chiamati a rispondere presso il GUP di Latina. Tutto questo vuol dire che la gestione privata dei servizi pubblici è fallimentare ed il Comune di Sezze ha l’obbligo di assumersi le proprie responsabilità verso i cittadini ormai annichiliti dalla decennale questione legata al nome Dondi.   


25 novembre 2005

Lettera  inviata alla  REGIONE LAZIO

DIPARTIMENTO TERRITORIO

Direzione Regionale Territorio e Urbanistica in merito al progetto Taroccato

Oggetto:    COMUNE DI SEZZE (LT)

                 RECUPERO IMMAGINE URBANA

                 D. L.vo n. 42/2004 art. 146 comma 2 

                 Determina n. B3292  del 09 agosto 2005-11-23

I sottoscritti sig. Vincenzo Serra ( Verdi per la Pace ) 

Di Capua Giovanni (figlio combattente Cav.Vittorio Veneto)

Fabrizio Angeletti (Rifondazione Comunista) 

Coluzzi Lanfranco (Iniziativa Sociale) 

Di Raimo Sergio (Margherita) 

Santia Cristian (Democratici Sinistra) 

Tartaglia Antonio (Comunisti Italiani)

in riferimento alla Determina di cui all’oggetto precisano quanto segue:

A - Il progetto di cui all’oggetto presentato dal Comune per il parere di cui al D. L.vo n. 42/2004 – prot. n. 116444 del 14/07/2005  non rappresenta i luoghi in modo veritiero e precisamente:

1. Gli elaborati grafici di Rilievo non rappresentano in alcun modo le alberature esistenti ne di piccolo ne quanto meno di alto fusto;

2. La Relazione Tecnica non menziona alcun taglio di alberi;

3. Il Computo Metrico Estimativo non menziona alcun costo per il taglio di alberi;

4. Il materiale utilizzato per la pavimentazione risulta essere in porfido;

5. Il sedime del progetto incide notevolmente sulla superficie boscata del Parco ai Caduti di guerra;

6. La superficie impermeabile dovuta ai marciapiedi e ai parcheggi erode notevolmente la superficie impermeabile del Parco ai Caduti di guerra;

7. I marciapiedi non sono conformi alla normativa sulle barriere architettoniche.

B - Dalla lettura della Determina n. B3292  si evince che le prescrizioni dettate nel RILEVATO non possono essere puntuali in quanto il progetto oggetto di Valutazione risulta essere carente e precisamente:

1 “ Siano preservate tutte le alberature esistenti. Qualora si dovesse rendere necessaria la rimozione di alcune di esse, queste dovranno essere ripiantumate in sito limitrofo con l’obbligo di attecchimento “.

Il parere rilasciato non risulta puntuale e preciso per palesi carenze progettuali. 

Le prescrizioni sono dettate per una eventuale variante futura del progetto non certo per quello presentato dal Comune di Sezze.

2 – “ Le opere siano realizzate in tipologia tradizionale e utilizzati materiali locali “  

La pavimentazione è realizzata in scaglie di  PORFIDO  commerciale (tipico dei paesaggi Dolomitici)  stridente con la pietra calcarea dei Monti Lepini.

3.  “ Vengano opportunamente realizzate delle rampe lungo i marciapiedi con pendenza non superiore al 15% “.

Il progetto non è conforme alla materia delle  Barriere Architettoniche anzi in più punti diventa addirittura una fonte di pericolo in più (su tutto la rampa di accesso alla abitazione privata posta a Porta Pascibella).

C – CONCLUSIONI

Per tutto quanto sopra esposto, visto il danno ambientale che tali lavori stanno creando al sistema ambientale in questione,  si CHIEDE di sospendere l’efficacia del Parere rilasciato ai sensi del D. L. vo n. 42/2004  per palesi  carenze progettuali e di effettuare un sopralluogo per accertare in modo veritiero i luoghi.


19 novembre 2005 

L'ambiente e il prg a Sezze

Mercoledì è stato un giorno agrodolce per i parchi di Sezze. Mentre al parco della Rimembranza si tagliavano abusivamente una decina di alberi dei 30-40 previsti, nel consiglio comunale la maggioranza quaternaria era costretta ad autotutelarsi revocando la delibera lottizzatoria che avrebbe cancellato il parco dello scalo da poco realizzato.

La stessa maggioranza chiede chiarimenti all’ufficio tecnico, come  dire che non sanno leggere quello che firmano. Migliaia di metri cubi di cemento al posto del parco non passano inosservati.

Ora chi risarcirà i cittadini che democraticamente sono ricorsi al Tar? 

I tecnici, i politici che hanno firmato, o la collettività? 

Mentre in tutto il territorio comunale continuano le opere di abusivismo, pubbliche e private, a dimostrazione della totale incompetenza dell'ufficio tecnico-urbanistico che, invece di far rispettare le leggi, è impegnato in una campagna di cementificazione assurda.

Questa  purtroppo è la considerazione che hanno dell’ambiente l'attuale classe dirigente o meglio il PCA ( partito del cemento armato) che si annida nei piani alti del comune di Sezze. Invertire la rotta si può attuando un prg  partecipato, e per questo i Verdi chiedono all’Unione di organizzare incontri con i vari esperti di settore, delle realtà produttive, e delle associazioni, per definire un programma condiviso sul piano regolatore che è il fulcro dello sviluppo economico sociale del paese. Noi Verdi siamo un partito moderato e propositivo ed abbiamo una visione del paese che prevede isole pedonali, un centro storico riqualificato, e maggiore mobilità interna tra le varie zone. Parchi,  marciapiedi, piste ciclabili, parcheggi e gli altri servizi possono essere tutte proposte che vanno discusse con le parti sociali nel tentativo di dare al paese un prg  sostenibile da consegnare alle generazioni future.


10 novembre 2005 

Siamo al quaternario!

"e qualcuno afferma che si sarà una cinquina, e si procederà per la tombola"

Vincenzo Serra dipinge così l'attuale momento politico che il paese sta vivendo sotto l'amministrazione di Lidano Zarra.

"La politica come si sa è l’arte del possibile, -mai dire mai- è il motto più diffuso al consiglio comunale di Sezze. Le proteste e gli attacchi tra consiglieri civici servono solo a farsi spazio e come forma di ricatto. Mentre il potere del sindaco, con questa legge elettorale, è abnorme e permette comportamenti da podestà, stravolgendo così la volontà del paese senza passare per il confronto del consiglio comunale. D’altronde la “giunta civetta” non è nuova a tali comportamenti, dalla chiusura delle coste alla scala che conduce verso il nulla metafisico dello smog cittadino. Per non parlare poi dell’anfiteatro distrutto in nome del rilancio turistico di Sezze. Ed ora spunta -Quater- il quaternario della politica civica setina!

L’Unione ha da che riflettere, e lo deve fare in fretta, perchè a gennaio si dovrà lavorare per le comunali e le politiche. I  problemi sono molteplici: piano regolatore  parcheggi,

servizi pubblici, da quello idrico alla raccolta dei rifiuti, senza dimenticare tutte le problematiche della viabilità .Occorre  potenziare la mobilità interna del sistema trasporti pubblici, con la razionalizzazione di nuove corse, spostando, ad esempio, quelle pomeridiane dalle 15 alle 20, per coprire l’orario di apertura dei negozi, utilizzando il biglietto integrato giornaliero.

Noi Verdi siamo per l’utilizzo di bus elettrici, che garantiscono un risparmio energetico ed un basso impatto ambientale. Limitare la sosta a 30 minuti nella zona che va di via Marconi, via Resistenza fino ai Cappuccini per evitare che i veicoli vi restino indiscriminatamente. Con l’istituzione del parcheggio pubblico all’Anfiteatro, e relativa bus navetta, si risolverebbero i gravi disagi  e sprechi per la ricerca di un parcheggio che in centro non c’è. Sappiamo però che discutere  di mobilità nel  piano regolatore è troppo arduo per questi -ex  civici- impegnati a restare attaccati alle poltrone ed a difendere intererssi non certo della collettività. Siamo tornati alla preistoria della politica, e per i sezzesi è tempo di svegliarsi e tornare ad occuparsi della vita pubblica."


20 ottobre 2005 

Il Parco dei monti Lepini

"Al via la raccolta di firme"

Ci sono interventi da realizzare, in attesa che l’iter legislativo per l’istituzione formale del Parco regionale dei monti Lepini sia pronto: difesa idrogeologica delle falde ,chiusura delle cave in attività e recupero di quelle dismesse, eliminazione delle discariche abusive, forestazione e ripopolamento della fauna , depurazione e scarichi fognanti, censimento e controllo dell’abusivismo edilizio. Tutti lavori propedeutici  al recupero di un habitat naturale da decenni trascurato e rovinato dall’uomo. Mentre per la fruizione del parco occorre rivitalizzare l’artigianato, recuperare i mestieri che hanno ancora un mercato incentivando i giovani verso quei settori in crisi di  ricambio: come la pastorizia, che richiede anche nuovi modi di produzione e controlli sanitari, con la creazione di un marchio lepino e la centralizzazione della produzione casearia, regolarizzando in questo modo pratiche abusive. Riconvertire al biologico, e al biodinamico, l’agricoltura pontina; ovvero tornare a modalità di produzione finalizzate alla qualità, accorciando la filiera che dal produttore arriva al consumatore. Troppi pesticidi hanno inquinato le falde acquifere con arsenico, a discapito della naturalità del cibo e inquinando come le fabbriche che non depurano. Va incentivata la riconversione! Per le attività connesse al parco occorre organizzare corsi di formazione per qualificare le professioni che il parco richiede, coinvolgendo in questo le associazioni nella gestione del territorio, nella creazione dei centri di visita, nella produzione dei materiali informativi e nella creazione di un osservatorio naturalistico. Attività che creeranno nuovi posti di lavoro, rendendo la montagna centro di attenzione per tutti gli abitanti oltre che per i turisti. La rete dei comuni interessati dal parco, con  la loro storia millenaria, i centri museali, i centri di ricerca scientifica e le tradizioni enogastronomiche rappresenteranno il fulcro dello sviluppo sostenibile per un turismo culturale ed ambientale su cui investire.  Per sostenere il progetto del Parco dei monti Lepini i Verdi per la Pace intendono organizzare una raccolta firme. Il progetto, che da 30 anni è rimasto nel cassetto dei sogni, oggi rappresenta l’unica occasione per il rilancio dell’economia territoriale sprofondata in una crisi preoccupante. La raccolta di firme servirà per accelerare la formazione dell’ente parco interprovinciale  (Latina – Frosinone -  Roma) necessario alla gestione.


18 settembre 2005 

Festa del Sole

"L'importanza del Parco"

Perché il parco regionale diventi una realtà produttiva per artigianato, commercio, agricoltura, turismo culturale, occorre prima di tutto vedere se le amministrazioni comunali toccate dal comprensorio del parco sono veramente interessate ad una riconversione urbanistica ed ambientale del territorio. Inoltre è necessario che le amministrazioni comunali  agiscano in sinergie con le comunità montane, con la Compagnia dei Lepini, nata proprio  come punto di raccordo e di smistamento dei progetti europei per il recupero delle aree depresse economicamente. Sicuramente il fatto che il parco ricada in tre province, e almeno altrettante comunità montane,

rende necessario un'organizzazione più complessa per la gestione del parco regionale. La provincia di Roma  e di Frosinone sembrano le più convinte, rispetto a quella di Latina, a realizzare il parco interprovinciale. Certo sarebbe ideale avere la provincia di Latina con il parco dei Monti Lepini,  Ausoni e Aurunci, il parco nazionale del Circeo e quello delle isole Pontine a formare un percorso ambientale nel sud della regione, creando un proseguimento ideale con il parco appenninico d’Abruzzo. Nella provincia di Latina, metà parco, metà industria, agricoltura e terziario si creerebbe in tal modo un valore aggiunto allo sviluppo turistico dell'intera area pontina. I contrasti con le associazioni venatorie sono lo specchietto per le allodole che nascondono  i motivi reali dovuti  ai piani regolatori da realizzare con maggior rigorosità urbanistica. Difficile cambiare le consuetudini degli uffici tecnici abituati ad agire alla giornata, senza un'idea chiara per la valorizzazione del territorio e con infinite varianti ai PRG. Ancora non esiste  una visione integrata del territorio (quella perorata da STILe) e le mancate sinergie tra gli enti hanno ritardato lo sviluppo sostenibile di cui i Lepini necessitano. Con le associazioni dei cacciatori si può raggiungere un accordo così come avvenuto per altre zone d’Italia,  curando ampie  riserve per ogni comune interessato,  e ripopolando la fauna in estinzione. Occorre recuperare il ritardo accumulato in questi anni, e per questo i Verdi per la Pace dei monti Lepini daranno vita ad una mobilitazione con convegni e raccolta firme per coinvolgere la maggioranza della popolazione lepina  che vuole, ed ha le capacità,  per creare una ricezione turistica fondata sui valori dell'ambiente, della cultura e dell'enogastronomia già esistenti. C’ è una cittadinanza attiva che produce un lavoro quotidiano di preparazione  e formazione nelle associazioni, nelle scuole e nelle piazze dei nostri paesi, che è pronta ad affrontare il decollo del Parco dei Monti Lepini.

nella foto: Quirino Briganti, Domenico Guidi e Giorgi Giovanni Battista

Programma manifestazione di domenica 18  settembre in Piazza dei Leoni


30 luglio 2005 

Vogliono distruggere l'ANFITEATRO

"Continuiamo a farci del male"

I verdi per la pace di Sezze denunciano la giunta di destra della provincia e del comune di ostruzionismo e progettazione ostile allo sviluppo economico e turistico del "Teatro Sacro Italiano" (anfiteatro). Ostruzionismo della provincia e dell'apt di latina che non hanno fatto negli anni 90 i dovuti passaggi al comune di Sezze bloccando lo sviluppo turistico e musicale dell’anfiteatro che può contenere fino a 20.000 posti con il palco situato a ridosso della collina, e con un’acustica eccellente a detta degli esperti. Ora la giunta di destra che governa Sezze vuole distruggere definitivamente la possibilità di una rinascita economica legata a tutte le attività che si possono realizzare con il teatro italiano : grandi concerti, la rappresentazione del venerdì santo da realizzare in forma teatrale come progettato nel 1956. Ridurre le gradinate da 10.000 posti a sedere affacciati sulla pianura pontina  a  2.000 (avete letto bene 2000!!!), scavare la roccia per 15 metri sotto il livello delle gradinate per realizzare i servizi ci sembra opera di un ingegno sopraffino, altrimenti come si potevano spendere 1.200.000 EURO ( 2 MILIARDI DI LIRE) della comunità europea, come da progetto STILe,  ERANO DESTINATI  a Sezze ? I  cittadini devono sapere  che è stato buttato al secchio  da questa  giunta  DI  DESTRA, un  progetto semplice  e sostenibile che prevedeva tre lavori essenziali: le vie di fuga  PER IL RISPETTO DELLE NORME (IL MOTIVO DELLA CHIUSURA)  la sistemazione delle gradinate,  l’allargamento  della strada per consentire  il passaggio ai mezzi pesanti, costo previsto 300.000 euro. ( 500.000 MILIONI DI LIRE) NOTEVOLE DIFFERENZA. Come mai è stato rifatto il progetto da uno studio di Roma?  Forse ci lavora qualche giovane ingegnere di sezze? DOVREBBE CONOSCERE LA STORIA DELL’ANFITEATRO! PERCHE' LA MENTE UMANA  PUO' PRODURRE QUESTE OPERE DI INGEGNERIA DISTRUTTIVA? SOLO PER I SOLDI ? C'E' QUALCOSA DI DIABOLICO ALTRIMENTI NON SI SPIEGA COME CON  TANTO SPAZIO DA UTILIZZARE  SI  DEBBANO REALIZZARE I SERVIZI 15 METRI SOTTO LA ROCCIA PURA. O forse si sono ispirati all’anfiteatro segreto di villa certosa di Berlusconi ?

FACCIAMO UN BREVE ELENCO DEI CONCERTI CON PIENONE CHE SI SONO SVOLTI ALL’ANFITEATRO : DE GREGORI , VENDITTI, BENNATO, PFM, IVAN GRAZIANI, VECCHIONI, BERTOLI, FINARDI ….e tanti altri che hanno portato a Sezze  migliaia di turisti da dover parcheggiare in pianura per il troppo afflusso, FINO AI CANTAGIRO  DEGLI ANNI 60 CON LUCIO DALLA , CLAUDIO VILLA  ECC. E POI IL TEATRO CON I GRANDI INTERPRETI NAZIONALI , FESTIVAL  DELLA COLLINA ecc.   Ora tutto questo non potrà più accadere grazie alla destra che vuole affossare un volano per l’economia per quattro soldi. Questa storia non è come Ferro di Cavallo, qui è in discussione il rilancio economico del paese che con un progetto controproducente bloccherà la ripresa turistico culturale dei monti Lepini nel suo complesso, altro che welcome point a Sezze per il parco dei monti Lepini con il progetto stile. Siccome questa giunta di destra non aveva nessun merito al riguardo hanno voluto lasciare la traccia in peggio. Faremo di tutto per bloccare questo scempio estivo ai danni della collettività. L’urbanistica a Sezze è sempre stata una nota dolente ma adesso stanno oltrepassando la decenza, dopo il danno economico per la  chiusura per  molti anni dell’anfiteatro, la beffa della distruzione. La cittadinanza ringrazia il profondo senso civico dei grandi giovani  ingegneri che lavorano a Roma per distruggere Sezze. La nascita dell’anfiteatro è stata travagliata con molte liti tra chi doveva gestirlo: Gigli con  la  processione, la Rinascente mito del calcio setino,  contro la provincia e l’ apt di Latina NEGLI ANNI 60 fino alla chiusura con il concerto abusivo di Francesco De Gregori nel 91 ora lo sfregio conclusivo. Della serie continuiamo a farci del male !!!!


15 luglio 2005 

Salviamo il Parco della Rimembranza

"Cambiare questo progetto si può e si deve"

Il marciapiede intorno al “Monumento”, così come previsto dai lavori in corso, distrugge parte del parco per dare alla città una struttura importante, ma noi sosteniamo che si può cambiare il progetto.

Così come si è potuto bloccare i lavori a Ferro di Cavallo, si può anche rivisitare l’anello di cemento progettato per cingere il parco, comunemente conosciuto a Sezze come “Monumento”.

Un progetto nato nel 1986 che non può essere adottato senza modifiche a distanza di 20 anni. Per noi il progetto va rivisitato in base alle trasformazioni avvenute nel frattempo nella zona, tra cui la realizzazione del nuovo Centro Sociale, destinato agli anziani e ai giovani, e che da solo occupa già molto spazio di quello disponibile originariamente per il parco. 

In oltre la progettazione non può ignorare che, sotto le antiche abitazioni signorili che si affacciano sul parco, sono sepolte le mura ciclopiche, e questa ci sembra l’occasione giusta per riportarle alla luce, caratterizzando al meglio la zona e restituendo al paese un importante valore. Dare funzionalità al “Monumento” vuol dire garantire la vita e la fruibilità dello spazio verde che, invece, verranno limitati dall’attuale progetto che costringerà la gente a camminare solo ai bordi del parco. Per quanto riguarda il resto dei marciapiedi, che in questi giorni si stanno realizzando, facciamo notare che purtroppo alcuni alberi andranno tolti, con danno alla funzionalità stessa dei marciapiede privi di ombra.

Solo per fare un esempio, l’angolo di Ferro di Cavallo verso i Cappuccini, dove un privato ha concesso un po’ di spazio per realizzare il marciapiede, presenta due alberi che ostacolano il cammino dei pedoni, ed occorrerà trovare una soluzione di compromesso che tenga conto dell’importanza del verde.

Per concludere, abbiamo  raccolto le lamentele di molte associazioni  e cittadini che sono contrari alla distruzione del Parco della Rimembranza che, con la colata di cemento prevista, si ridurrà di almeno 3000 metri quadrati, snaturandone la funzione di spazio verde che tutti ci invidiano, e per cui noi auspichiamo una riqualificazione a misura d’uomo.

Nelle foto (2004) sono riportati alcuni resti della cinta muraria di epoca romana che cingono il Monumento e resistono, non al tempo, ma alle disattenzioni di tutti quegli enti che dovrebbero salvaguardarle mentre le ignorano.


7 luglio 2005 

Acqua,  poca e con l’arsenico

Ancora non sappiamo perché c’è carenza di acqua nel cento storico di Sezze. Eppure l’inverno è stato piovoso ,evidentemente la rete idrica è al collasso e le perdite superano il 70%  fino ad ora accertato. Pur contribuendo a dissetare mezza pianura  il paese è quasi a secco. Senza considerare il problema dell’arsenico presente alle Sardellane in quantità superiori alla media (dati che abbiamo visto in via informale) non vogliamo creare allarmismi, ma occorrono più controlli e più trasparenza, quindi chiediamo al sindaco di relazionare al consiglio comunale gli atti delle ultime analisi compiute dagli enti preposti, visto che nei paesi limitrofi hanno avuto problemi della stessa natura.

Occorre cercare la causa dell’aumento di arsenico nelle acque ed eventualmente porre dei filtri all’impianto delle Sardellane. Per quanto riguarda la rete idrica occorre affrontare il problema sapendo che esistono progetti per il rifacimento della rete depositati alla regione ma non c’è la volontà politica di reperire le risorse né le sinergie imprenditoriali necessarie (tipo l’istituzione di BOC comunali per le grandi opere). Cosi come per il depuratore  di cui ci stiamo occupando come verdi insieme al comitato “depura sezze”. 

Dovremo abituarci a periodi di siccità pur con l’abbondanza d’acqua? 

E pagarla anche più del petrolio? 

Qualcuno ci può dire da dove PROVIENE l’arsenico?


luglio 2005 

Osservazioni sui lavori di riqualificazione 

I Verdi per la Pace di Sezze avanzano alcune osservazioni in merito al progetto di riqualificazione che vede la realizzazione del marciapiede su un lato del parco della Rimembranza, meglio conosciuto come “Monumento”. L’opera viene ritenuta opportuna, perché va a realizzare un importante collegamento pedonale tra piazza Sant’Andrea (ingresso principale del paese) e Porta Pascibella. 

Quello che si contesta è la scelta di  realizzare un cordolo di cemento che cingerà tutto il parco, a danno di una ventina di alberi che verranno abbattuti (il numero di alberi piantati nel parco corrispondeva al numero di sezzesi caduti durante la prima guerra mondiale), quando è possibile individuare nel parco stesso un percorso che garantendo la stessa funzionalità evita altre colate di cemento. I Verdi fanno notare che stanno per essere ultimati i lavori del nuovo Centro Sociale, e che questo si trova proprio all’interno del “Monumento” che a sua volta necessita di essere riqualificato. Dunque, con la scelta di realizzare un percorso pedonale interno al parco, non solo non si abbattono altri alberi e non si realizzano altre colate di cemento, ma si evita di lasciare isolata un’importante zona che da polmone d’ossigeno per il paese si appresta a diventare zona polifunzionale.


5 giugno 2005

Manifestazione per il depuratore dei Casali 

Nella mattinata di domenica 5 giugno si è svolta una manifestazione per denunciare le condizioni del depuratore del quartiere Casali. I Verdi per la Pace di Sezze hanno organizzato una passeggiata ecologica al depuratore dei Casali con maschere nbc, annunciando la costituzione di un comitato permanente con lo scopo di accelerare l’iter amministrativo per l'adeguamento del depuratore che già da anni funziona parzialmente. I Verdi per la Pace di Sezze chiedono, in oltre, se esiste ancora la commissione di vigilanza sulla Dondi, che gestisce i servizi, e come mai il suo funzionamento viene impedito.


giugno 2005
Storie di… recupero della lepinità

Dopo l’ultima tornata elettorale la giunta comunale di Sezze non ha più punti di riferimento alla Regione Lazio che possano avallare progetti fantasmagorici, così, la mancanza di un progetto condiviso farà sgretolare ulteriormente la maggioranza di centro destra. Le liste civiche, che hanno raccolto un voto di protesta da parte dei cittadini che continuano a chiedere trasparenza amministrativa, partecipazione alle decisioni collettive, soluzioni concrete ai problemi della città, di fatto non esistono più, essendo rientrate nei partiti. 

Passato l’effetto illusorio di un facile cambiamento, la triste realtà del trasformismo ha portato molti consiglieri comunali a sterili “litigante” per una poltrona. Il risultato è che le liti interne del centro destra paralizzano il paese bloccando lo sviluppo sostenibile di cui Sezze necessita, e parliamo di: piano regolatore, municipalizzata, raccolta differenziata, viabilità e parcheggi. Per noi Verdi della Pace il fulcro economico per il rilancio di Sezze sta nel riconoscimento del Parco dei monti Lepini, fonte di occupazione in termini di posti di lavoro legati alla gestione, alla salvaguardia dell’ambiente, al turismo, all’artigianato.

Altri temi a noi cari sono: il recupero del centro storico e la valorizzazione di via dei Templi. La creazione di un percorso panoramico sotto le mura ciclopiche di epoca romana adeguatamente illuminato ( dopo aver canalizzato le acque chiare e scure) ed il collegamento con la via Strada Vecchia (realizzando il progetto “Riqualificazione della via Setina” presentato al Sindaco dal Circolo Culturale Setina Civitas) dando la possibilità ai turisti di godere delle bellezze del “Parco archeologico di Sezze”.

Per quanto riguarda il Teatro Sacro Italiano (detto anfiteatro), dove i sezzesi hanno avuto il privilegio di ascoltare buona parte della musica italiana degli anni ’70, sino ai concerto di Antonello Venditti e Francesco De Gregori del 1991 (da sottolineare tenuti abusivamente), non sappiamo a chi imputare la responsabilità per tutti  questi anni di mancato utilizzo. Forse con scioperi a rovescio, come quelli degli anni che vanno dal 1948 al 1950, si sarebbe evitata la dolorosa chiusura.

Ci sono potenzialità nell’unione di centrosinistra in grado di far ripartire i progetti di recupero della lepinità, ricostruendo quel tessuto collettivo di una società divenuta individualista e molto frammentata. Tra la gente si avverte l’esigenza di partecipazione ai processi di sviluppo del territorio e la voglia di democrazia orizzontale che solo con un progetto condiviso, un’idea di Sezze sostenibile potrà realizzarsi.