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Verità
a confronto
La
replica di Franco Abbenda
Franco
Abbenda
Sezze, 28
luglio 2003
Se
non fosse per il rispetto della verità,
non
avrei perso altro tempo a commentare la velenosissima e
rabberciata risposta della Virtus Basket, offensiva soprattutto
nei riguardi di chi la scrive (e non ha il coraggio di
firmarla), di chi la firma (non so con quanta cognizione di
causa, visti alcuni argomenti trattati), ed ancor più offensiva
soprattutto nei miei confronti, identificato quasi come
capo-cordata di un gruppo di meschini attentatori del
castello-giocattolo costruito a fatica in altri lidi, e portato
a Sezze, come “grazioso” omaggio al Paesello.
Purtroppo,
o per fortuna, un Paese non è una città, e tutti conoscono la
storia di tutti.
Chi
decide di viverci sa che ogni avvenimento che vi accade, va ad
aggiornare continuamente il data-base storico della vita di una
comunità; e non è consentito ad alcuno cambiare le carte in
tavola e provare a gettare discredito su chi, faticosamente ma
decorosamente, ha accettato l’esempio paterno facendo
dell’onestà e della coerenza un valore di vita, disattendendo
ambizioni da realizzare ad ogni costo.
E
non sarà certo un Presidente non-sezzese, o qualche sezzese che
parla per lui, a farmi cambiare, visto che non ho secondi fini
da perseguire e scrivo “di testa mia” su Sezze, senza
collari né padroni.
A
me interessa solo poter restituire a Sezze, qualcosa del poco
che ho imparato durante la mia maturazione attraverso studi,
lavoro ed esperienze umane, e poter contribuire a rendere
migliore il paese in cui ho deciso, appena ho potuto, di far
crescere i miei figli.
Anch’io
avrei preferito parlare solo di sport; ma dietro c’è molto di
più, a giudicare dal taglio del racconto, tutto mirato, che la
Virtus Basket dà della stagione.
Io
ho scritto solo sul portale Setino e sul sito sardo; il sito
ufficiale della società, evidentemente ancora a corto di
collaboratori-cronisti, riprendeva settimanalmente il mio
resoconto; non ero io quindi a decidere di apparire anche sul
sito della Virtus, ma gli informatici del sito a permettere il
link. Sarebbe bastato guardare nel proprio giardino.
Ma
veniamo alle bugie (non so come chiamarle altrimenti):
Non
è stato Franco Abbenda il primo a parlare di possibile esodo da
Sezze della squadra di basket di B2, come dichiarato dal
Presidente della Virtus:
·
Nel commento alla gara casalinga contro Cecina del 29
marzo 2003, su questo Portale, Ignazio Romano raccoglie una
dichiarazione in merito di Paesante, primo a lasciar intravedere
difficoltà logistiche;
·
Il 3 aprile 2003, il Messaggero, in cronaca di Latina a
firma di Urgera, raccoglie lo spunto
giornalistico e lo fa diventare notizia;
·
Il 10 aprile, ancora Urgera sul
Messaggero, cronaca di Latina, racconta di trattative per
trasferire la squadra.
Di
fronte a queste notizie, ho osato scrivere “Chiaroscuri a
Sezze”, dopo la gara con la Stella Azzurra, ma siamo al 12
aprile 2003.
Chi
è a questo punto che racconta frottole?
Chi
è che ha memoria corta?
Giudicate
voi.
Tra
l’altro in quel pezzo chiedo alla Società un pronunciamento
pubblico ed ufficiale: in assenza di rassicurazioni, avrei
scelto (io personalmente, che non rappresento nessun altro,
nonostante il plurale usato nella frase) di non seguire la
squadra ai play-off.
E’
ancora permesso avere opinioni personali?
Veniamo
alla questione politica.
Mi
viene il sospetto che tirar fuori questo fattore ad arte - e
non sono stato certo io a farlo -, è stato solo un modo
truffaldino per gettare fango sull’Amministrazione uscente e
tirare la volata agli sprinters di bandiera, impegnati nella
campagna elettorale delle Amministrative di maggio 2003!
E'
possibile
che tutto il presunto trasferimento della Virtus, sia stato un
espediente messo a punto da chi (nuovamente dietro le quinte come
sua abitudine), aveva bisogno di confezionare l’assist per
qualche fedelissimo di famiglia, per poi raccogliere… a
mietitura avvenuta? Qualche
sospetto c’è, a giudicare dalla risposta di Paesante (o di
chi ne fa le veci), dove si parla dei segnali positivi e fausti,
appena ricevuti dalla nuova Amministrazione; cominciano ad
emergere, seppur in anticipo rispetto ai tempi della politica,
le prime inquietanti avvisaglie di… cambiali da portare
all’incasso!
A
chi ha giovato…buttarla in politica – nel momento
decisivo della stagione agonistica e con la squadra in piena
regressione tecnico-tattica - e sparlare
dell’Amministrazione uscente, rea anche di aver concesso (a
costi irrisori o gratuitamente) l’uso pressoché esclusivo del
palazzetto di Via Roccagorga?
Se
a qualcuno interessa veramente Sezze, dovrebbe avere almeno il
buon gusto di tacere, e non tirare in ballo le solite scuse
sullo schieramento compatto dei nemici!!!
Chi
vede complotti dappertutto, e va individuando di volta in volta
Nemici da combattere – Abbenda e Latina Oggi, Amministrazione
comunale di sinistra, Federazione, Lega ecc.) dovrebbe
scendere dal castello e camminare in mezzo alla gente e provare
a vedere la parte più fraterna e meno ostile di coloro che lo
circondano.
Ribadisco
comunque che i complotti ed il “tifare-contro” non fanno al
caso mio.
Io
pensavo di dare lustro alla Virtus, raccontando
dell’esperienza di Raffaele Imbrogno con la FIBA e del
premio FIP conferito a Costantino Giorgi.
Invece
entrambi, come già altri Sezzesi prima di loro, forse…troppo
ingombranti a Via Roccagorga, evidentemente toglievano spazio a
qualche primadonna non avvezza a dividere la luce dei
riflettori.
Ed
io, loro amico pubblico, sono stato accomunato nell’Ostrax di
fine stagione ed additato come persona non gradita (al di là
dei falsi ed inopportuni inviti ad entrare a far parte della
società).
Altre
persone invero, possono annoverare, tra le prime esperienze come
ex-cestisti, tentativi di golpe ed il primo riuscito scisma
della pallacanestro setina.
A
proposito di storia del basket setino…chi non ricorda le
sfilate, sempre puntuali, degli immancabili “gufi”
appollaiati sulle tribune del campo dell’ITC di Via
Cappuccini, durante le partite casalinghe dei cugini
dell’allora Vis Sezze?
E’
vero caro Paesante, che la Virtus aveva tutto il diritto di far
sentire la propria voce in federazione, per la composizione dei
gironi per il 2003-2004; ma anche nel modo di scrivere…esiste
una certa educazione. I toni usati nella lettera alla FIP però,
assomigliano più a quelli urlati e disperati di chi è allo
sbando, impegnato in una sorta di crociata personale contro la
Lega, che non quelli civili ma fermi che si addicono ad una
società sportiva che vuol essere bandiera di un paese.
Anche
nei forum c’è traccia di acredine e di risentimento (vero
Giada?).
Ma
evidentemente “Non ti curar di loro….” è riservato al
mercato interno dei nemici, a partire dagli ex giocatori: strano
che nella lettera il Presidente non abbia rivolto un pubblico
ringraziamento anche a Veneri, Montuori e Pagnozzi; “figli
sgraditi” o altri golpisti? E Marco Zaccheo? E “Cocco” ? E
gli altri di cui ci si ricorda solo quando c’è una casella da
riempire a costo zero? Tutte pedine inutili da confinare nel
dimenticatoio?
E
per finire, si può anche scegliere di non salutare più un
ex-amico: ma come si è avuta la bontà di aiutarlo (a sua
insaputa, ma a conoscenza di Paesante – strano ma vero),
bisognava almeno avvisarlo di averlo cancellato tra i
privilegiati destinatari delle grazie (non richieste)
dell’aspirante Mecenate!!!
E’
lecito decidere di non salutare qualcuno, ma non rispondere ad
un saluto…rimane comunque un gesto inqualificabile.
Nonostante
tutto…Forza Sezze!!!
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