Virtus Basket Sezze

Campionato serie B 2002/2003

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  Le repliche a tabelloni spenti...

Diritto di replica si, ma con mio grande rammarico anche perché queste stanno diventando veramente le pagine più brutte del sito.  Ignazio Romano

Luglio 2003

Verità a confronto

 La replica di Franco Abbenda

Franco Abbenda                                                                               Sezze, 28 luglio 2003

Se non fosse per il rispetto della verità,

non avrei perso altro tempo a commentare la velenosissima e rabberciata risposta della Virtus Basket, offensiva soprattutto nei riguardi di chi la scrive (e non ha il coraggio di firmarla), di chi la firma (non so con quanta cognizione di causa, visti alcuni argomenti trattati), ed ancor più offensiva soprattutto nei miei confronti, identificato quasi come capo-cordata di un gruppo di meschini attentatori del castello-giocattolo costruito a fatica in altri lidi, e portato a Sezze, come “grazioso” omaggio al Paesello.

Purtroppo, o per fortuna, un Paese non è una città, e tutti conoscono la storia di tutti.

Chi decide di viverci sa che ogni avvenimento che vi accade, va ad aggiornare continuamente il data-base storico della vita di una comunità; e non è consentito ad alcuno cambiare le carte in tavola e provare a gettare discredito su chi, faticosamente ma decorosamente, ha accettato l’esempio paterno facendo dell’onestà e della coerenza un valore di vita, disattendendo ambizioni da realizzare ad ogni costo.

E non sarà certo un Presidente non-sezzese, o qualche sezzese che parla per lui, a farmi cambiare, visto che non ho secondi fini da perseguire e scrivo “di testa mia” su Sezze, senza collari né padroni.

A me interessa solo poter restituire a Sezze, qualcosa del poco che ho imparato durante la mia maturazione attraverso studi, lavoro ed esperienze umane, e poter contribuire a rendere migliore il paese in cui ho deciso, appena ho potuto, di far crescere i miei figli.

 

Anch’io avrei preferito parlare solo di sport; ma dietro c’è molto di più, a giudicare dal taglio del racconto, tutto mirato, che la Virtus Basket dà della stagione.

 

Io ho scritto solo sul portale Setino e sul sito sardo; il sito ufficiale della società, evidentemente ancora a corto di collaboratori-cronisti, riprendeva settimanalmente il mio resoconto; non ero io quindi a decidere di apparire anche sul sito della Virtus, ma gli informatici del sito a permettere il link. Sarebbe bastato guardare nel proprio giardino.

Ma veniamo alle bugie (non so come chiamarle altrimenti):

 

Non è stato Franco Abbenda il primo a parlare di possibile esodo da Sezze della squadra di basket di B2, come dichiarato dal Presidente della Virtus:

 

·        Nel commento alla gara casalinga contro Cecina del 29 marzo 2003, su questo Portale, Ignazio Romano raccoglie una dichiarazione in merito di Paesante, primo a lasciar intravedere difficoltà logistiche;

·        Il 3 aprile 2003, il Messaggero, in cronaca di Latina a firma di Urgera, raccoglie lo spunto giornalistico e lo fa diventare notizia;

·        Il 10 aprile, ancora Urgera sul Messaggero, cronaca di Latina, racconta di trattative per trasferire la squadra.

 

Di fronte a queste notizie, ho osato scrivere “Chiaroscuri a Sezze”, dopo la gara con la Stella Azzurra, ma siamo al 12 aprile 2003.

Chi è a questo punto che racconta frottole?

Chi è che ha memoria corta?

Giudicate voi.  

Tra l’altro in quel pezzo chiedo alla Società un pronunciamento pubblico ed ufficiale: in assenza di rassicurazioni, avrei scelto (io personalmente, che non rappresento nessun altro, nonostante il plurale usato nella frase) di non seguire la squadra ai play-off.

E’ ancora permesso avere opinioni personali?

 

Veniamo alla questione politica.   

Mi viene il sospetto che tirar fuori questo fattore ad arte - e non sono stato certo io a farlo -, è stato solo un modo truffaldino per gettare fango sull’Amministrazione uscente e tirare la volata agli sprinters di bandiera, impegnati nella campagna elettorale delle Amministrative di maggio 2003!

E' possibile che tutto il presunto trasferimento della Virtus, sia stato un espediente messo a punto da chi (nuovamente dietro le quinte come sua abitudine), aveva bisogno di confezionare l’assist per qualche fedelissimo di famiglia, per poi raccogliere… a mietitura avvenuta?  Qualche sospetto c’è, a giudicare dalla risposta di Paesante (o di chi ne fa le veci), dove si parla dei segnali positivi e fausti, appena ricevuti dalla nuova Amministrazione; cominciano ad emergere, seppur in anticipo rispetto ai tempi della politica, le prime inquietanti avvisaglie di… cambiali da portare all’incasso!

 

A chi ha giovato…buttarla in politica – nel momento decisivo della stagione agonistica e con la squadra in piena regressione tecnico-tattica - e sparlare dell’Amministrazione uscente, rea anche di aver concesso (a costi irrisori o gratuitamente) l’uso pressoché esclusivo del palazzetto di Via Roccagorga?

 

Se a qualcuno interessa veramente Sezze, dovrebbe avere almeno il buon gusto di tacere, e non tirare in ballo le solite scuse sullo schieramento compatto dei nemici!!!

 

Chi vede complotti dappertutto, e va individuando di volta in volta Nemici da combattere – Abbenda e Latina Oggi, Amministrazione comunale di sinistra, Federazione, Lega ecc.) dovrebbe scendere dal castello e camminare in mezzo alla gente e provare a vedere la parte più fraterna e meno ostile di coloro che lo circondano.

 

Ribadisco comunque che i complotti ed il “tifare-contro” non fanno al caso mio.

Io pensavo di dare lustro alla Virtus, raccontando dell’esperienza di Raffaele Imbrogno con la FIBA e del premio FIP conferito a Costantino Giorgi.

Invece entrambi, come già altri Sezzesi prima di loro, forse…troppo ingombranti a Via Roccagorga, evidentemente toglievano spazio a qualche primadonna non avvezza a dividere la luce dei riflettori.

Ed io, loro amico pubblico, sono stato accomunato nell’Ostrax di fine stagione ed additato come persona non gradita (al di là dei falsi ed inopportuni inviti ad entrare a far parte della società).

Altre persone invero, possono annoverare, tra le prime esperienze come ex-cestisti, tentativi di golpe ed il primo riuscito scisma della pallacanestro setina.

A proposito di storia del basket setino…chi non ricorda le sfilate, sempre puntuali, degli immancabili “gufi” appollaiati sulle tribune del campo dell’ITC di Via Cappuccini, durante le partite casalinghe dei cugini dell’allora Vis Sezze?

 

E’ vero caro Paesante, che la Virtus aveva tutto il diritto di far sentire la propria voce in federazione, per la composizione dei gironi per il 2003-2004; ma anche nel modo di scrivere…esiste una certa educazione. I toni usati nella lettera alla FIP però, assomigliano più a quelli urlati e disperati di chi è allo sbando, impegnato in una sorta di crociata personale contro la Lega, che non quelli civili ma fermi che si addicono ad una società sportiva che vuol essere bandiera di un paese.

Anche nei forum c’è traccia di acredine e di risentimento (vero Giada?).

 

Ma evidentemente “Non ti curar di loro….” è riservato al mercato interno dei nemici, a partire dagli ex giocatori: strano che nella lettera il Presidente non abbia rivolto un pubblico ringraziamento anche a Veneri, Montuori e Pagnozzi; “figli sgraditi” o altri golpisti? E Marco Zaccheo? E “Cocco” ? E gli altri di cui ci si ricorda solo quando c’è una casella da riempire a costo zero? Tutte pedine inutili da confinare nel dimenticatoio?

E per finire, si può anche scegliere di non salutare più un ex-amico: ma come si è avuta la bontà di aiutarlo (a sua insaputa, ma a conoscenza di Paesante – strano ma vero), bisognava almeno avvisarlo di averlo cancellato tra i privilegiati destinatari delle grazie (non richieste) dell’aspirante Mecenate!!!

E’ lecito decidere di non salutare qualcuno, ma non rispondere ad un saluto…rimane comunque un gesto inqualificabile. 

 

Nonostante tutto…Forza Sezze!!!

Giovedì 3 Aprile 2003                                                                   da IL Messaggero

Basket. Impianto inadeguato, il presidente
della Peugeot Sezze: Comune inadempiente

di STEFANO URGERA

Il traguardo dei play-off tagliato qualche settimana fa e la sicurezza matematica del quarto posto nella regular season della B2 del basket maschile, sciolgono la lingua al presidente della Dsa Peugeot Sezze Franco Paesante, 54 anni di Latina, che bacchetta alcune forze politiche locali: «Noi abbiamo mantenuto le promesse sul campo, ora mi aspetto dagli amministratori che mantengano le loro - dice con il sorriso sulle labbra, ma con fermezza, il numero uno della società lepina - esempi? L'impianto dove giochiamo ha bisogno di essere adeguato ai nostri obiettivi. Nel big-match contro Veroli (900 spettatori sugli spalti ndr) ci siamo dovuti trasferire a Latina: come potevamo offrire 400 biglietti agli ospiti, quando il nostro campo è omologato per 280? E poi i riscaldamenti. Dopo un anno di richieste, abbiamo installato l'impianto per l'aria calda a nostre spese». Insomma, tira un'aria pesante e la società di basket, che solo due anni fa aveva spostato il titolo da Ponza a Sezze, rischia di traslocare di nuovo. Le richieste non mancano: Terracina, Gaeta, Formia e Scauri portano 700 persone al palazzetto per vedere la C2; figuriamoci per la B2. Anche a Latina la Cuomo (B1) strizza l'occhio a Paesante. Nel sud della provincia di Roma poi, in piazze come Torvaianica, Pomezia, Marino o Albano la palla a spicchi è molto popolare e un team di B2 sarebbe accolto a braccia aperte: «Amo Sezze e tutte le persone che mi sono state vicine - taglia corto Paesante - non ho alcuna intenzione di andarmene, ma il basket è la passione della mia vita e desidero dare, ma anche avere il massimo per questo sport». Una rassicurazione che suona però anche come un ultimatum. A Sezze, lo scorso anno, hanno già perso una squadra di calcio che s'è trasferita a Latina. Almeno il basket, visto che Paesante ed il suo staff puntano in alto, farebbero bene a tenerselo stretto.

Giovedì 10 Aprile 2003                                                                   da IL Messaggero

Basket. Ultimatum di Paesante a Sezze
La Dsa decisa ad emigrare:
la scelta tra Pomezia o Fondi

di STEFANO URGERA

Le dichiarazioni di Franco Paesante, presidente della Dsa Peugeot Sezze (B2) rilasciate otto giorni fa hanno innescato teorie, smentite e chiarimenti che ingarbugliano ancor più la matassa. Procediamo con ordine. Paesante disse: «La squadra ha mantenuto le sue promesse sul campo: ora gli amministratori di Sezze mantengano le loro» riferendosi ad impegni economici e logistici (campo da gioco) mantenuti solo in parte dalla classe politica del comune lepino. Dichiarazioni, unite all'ipotesti di portare il titolo del basket in un’altra città, che hanno scatenato un bel vespaio: a fine maggio, a Sezze, ci saranno le amministrative. Parallelamente alla querelle politica, s'è sviluppata sui mass media una sarabanda d’indizi, ipotesi o soffiate che hanno collocato il team di Paesante ai quattro angoli del Lazio: a Viterbo, Casalpalocco, Pomezia, Scauri, Fondi o Frosinone. Poi, due giorni fa, il dietrofront societario: «La squadra non si muove Sezze, il resto sono chiacchiere». Insomma: dopo una settimana di fuoco, tutto torna come prima? Falso. Fonti vicine alla dirigenza setina confermano trattative ben avviate per trasferire la B2. La probabile verità? Il management vuole rimanere a Sezze, ma chiede garanzie: una tribuna che accolga almeno 700 spettatori (invece dei 280 attuali) impianto di riscaldamento, completamento delle infrastrutture. Il tutto entro la fine di questa stagione. Altrimenti, la società traslocherà: tra le tante città ventilate nell'ultima settimana, solo due sembrano credibili. La prima è Pomezia, dove è quasi ultimato un palasport da mille posti, il sindaco (l'eurodeputato pontino Stefano Zappalà) considera lo sport prioritario ed il basket ha una buona tradizione. L'altra è Fondi, dove la palla a spicchi gode forse meno simpatie nella classe politica, ma da anni c'è una società (la Virtus di Luca Romano) che lavora solo con i giovani e gradirebbe avere in casa una vetrina per i tanti ragazzi del proprio vivaio.

La parola "fine" esiste

 La Virtus Basket Sezze

Franco Paesante                                                                               Sezze, 29 luglio 2003  

Pensavo di aver posto la parola fine ad una inutile e dannosa querelle, limitandomi ad effettuare un replica, dopo lungo silenzio, alla pluralità di attacchi portati da Abbenda.

Purtroppo debbo constatare dall'acredine della risposta di Abbenda che il mio scopo è stato completamente travisato.

Non essendo, peraltro, mia intenzione  alimentare un'inutile e sterile polemica, mi limiterò, per amore di verità, alle seguenti constatazioni:

a) nello stesso articolo di Urgera del 10 aprile 2003 citato da abbenda in cui si ventilava il trasferimento da Sezze della società ho espressamente dichiarato "La squadra non si muove da Sezze, il resto sono chiacchiere". Perché Abbenda, appena due giorni dopo pretendeva su questo sito  una ulteriore smentita, nonostante gli  avessi personalmente ribadito tale dichiarazione pochi minuti  prima della partita con la Stella Azzurra ed egli mi aveva espressamente detto "io mi fido di Te"?.

b)  Non vi è stata alcuna volontà, né necessità di tirare la volata ad alcun aspirante sindaco, né di confezionare alcun assist. La società ha sempre colloquiato  e colloquierà con l'amministrazione come istituzione e si è ben guardata dall'entrare nella competizione elettorale;

c) Tutti hanno il sacrosanto diritto di partecipare, a titolo personale alla campagna elettorale nei modi e nelle forme che ritengono opportuni, ma non possono , per tale motivo, indebitamente trascurare gli impegni assunti con la società; d) per la pallacanestro, questo è tempo di semina e di impegni da assumere e non di inesistenti mietiture da fare, o di altrettanto inesistenti cambiali da incassare, o di familiari da sistemare (forse questa era l'aspirazione di qualcun altro e non mi riferisco certamente ad Abbenda). I segnali positivi cui ho fatto cenno nella mia risposta sono dovuti alla fattività dell'Amministrazione nel rendere più accogliente sotto il profilo strutturale il campo da gioco;

e) nessuno nella mia società è malato di mania di persecuzione e non vediamo nemici ovunque; pretendiamo semplicemente che  non vengano posti in essere discutibili comportamenti volti a privilegiare la propria immagine o il proprio "interesse" personale, rispetto all'immagine e all'interesse della collettività rappresentata dalla associazione sportiva di cui mi onoro di essere Presidente;

f) Ho appena oggi incontrato Raffaele Inbrogno, e ci siamo reciprocamente ribaditi la stima personale e professionale;

g) La medesima stima, personale e professionale desidero esprimere per Marco Zaccheo, inopportunamente chiamato in causa;

h) ho ritenuto opportuno ringraziare pubblicamente alcuni atleti che, a mio avviso, anche forse per particolari situazioni personali, hanno dato prova di un maggior attaccamento alla maglia e non penso di aver fatto torto a nessuno;

I) Non c'è alcun mecenate nella nostra società, né alcun ostracismo contro Abbenda o contro alcuna persona. Ritengo peraltro, un'offesa contro il Paese e, ma questo non è rilevante, contro la mia onestà intellettuale tacciare di falsità l'invito rivolto allo stesso  Abbenda e a tutti i cittadini di Sezze a collaborare attivamente in una società che, per la prima volta nella storia del Paese, si è classificata tra le 8 squadre che si disputavano l'accesso alla categoria superiore (se la memoria non mi inganna, il primo ed unico campionato nazionale disputato da chi ci ha preceduto è stato quello di serie C, affrontato con una squadra giovane ed inesperta), per cercare di raggiungere risultati ancor più importanti a livello di prima squadra ed un sempre maggior coinvolgimento dei giovani.

Questa, e credo che Abbenda converrà con me, è l'unica cosa che conta; il resto sono solo chiacchiere inutili che non interessano i tifosi che, settimanalmente, seguono con trepidazione e passione le sorti della Virtus Basket Sezze.

                                                        Virtus Basket Sezze

                                                             Il Presidente

 

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