articoli di Alessandro Mattei

                   La Provincia anno 2011

>>>

Sezze, 13 dicembre 2011

Riaperto l'ufficio postale dei Colli di Suso

L’ufficio postale dei Colli di Suso di Sezze nei giorni scorsi è stato riaperto all’utenza dopo due settimane di inattività. Quei problemi strutturali riscontrati a seguito di un sopralluogo tecnico, tali da aver spinto i responsabili delle Poste Italiane a chiudere l’immobile, sono stati risolti grazie all’intervento del privato, proprietario della struttura. Le crepe all’interno e all’esterno del locale sono state assestate grazie a lavori di risanamento delle pareti, intervento sufficiente per rendere di nuovo agibile la struttura, metterla in sicurezza e per riaprire quindi lo sportello di Colli di Suso. Ad interessarsi del problema anche Fausto Perciballe, presidente dell’associazione “La Compagnia”, sodalizio setino che in passato ha già eseguito dei lavori di riqualificazione dell’intero stabile grazie alle somme ricavate dalla manifestazione “Sagra della Panzanella”, giunta ormai alla quinta edizione. L’Ufficio postale dei Colli è considerato dalla comunità dei Colli un servizio fondamentale, esso raccoglie un bacino di utenza molto consistente e in molti casi funge da soluzione alternativa all’ufficio centrale di Piazza De Magistris di Sezze. Proprio per tale ragione c’è stato un interessamento immediato affinché la struttura fosse riaperta agli utenti nel più breve tempo possibile.


Sezze, 7 dicembre 2011

Pd e Idv, è di nuovo amore

Continuano gli incontri tra i partiti in vista del voto

Prove di riavvicinamento tra il Partito democratico e l’Italia dei Valori di Sezze in vista del voto amministrativo che si terrà il prossimo maggio. Quando distanti anni luce sembravano le due posizioni, considerando anche le dichiarazioni al vetriolo che ci sono state in passato, ecco che le distanze si sono improvvisamente accorciate, al punto che i due partiti sarebbero in procinto di sottoscrivere un accordo che li vedrà nuovamente fianco a fianco nella corsa al voto. L’accordo non ancora siglato, ma praticamente certo, è scaturito da una serie di incontri fiume avvenuti tra i due segretari, Salvatore La Penna e Patrizio Salvati, nell’ottica di un rilancio di quella compagine che nel 2007 aveva portato Andrea Campoli ad essere eletto al primo turno. Dietro questo patto ci sarebbe l’accoglimento parziale da parte del Pd di richieste provenienti dai dipietristi setini e tra queste quelle relative al riassetto dell’organigramma della SPL Sezze. 

È probabile, infatti, che un esponente de l’Idv, forse lo stesso segretario Salvati, entri nel Cda della società partecipata dal Comune, spa che gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani e altri servizi comunali. Questo passaggio dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, cosa che confermerebbe l’alleanza tra i due partiti per le prossime elezioni comunali. Sulla riconferma di Andrea Campoli alla guida della coalizione, invece, non dovrebbero esserci problemi. L’attuale sindaco è considerato il rappresentante naturale per proseguire un percorso politico e amministrativo intrapreso dal centro sinistra nel 2007. Campoli, oltre al Pd e all’Idv, troverebbe sostegno anche da altre liste. Sicuro infatti l’appoggio della lista civica Md di Sezze Scalo, guidata dal consigliere Serafino Di Palma, quello di una lista collegata direttamente al Sindaco ed è probabile la nascita di una lista di indipendenti. Sul tavolo degli incontri anche un ragionamento con l’Udc. Il partito, guidato dal neo segretario Pio Tacconi, al momento si troverebbe nel guado, vigile e attento a valutare il migliore offerente per future alleanze.


Sezze, 5 dicembre 2011

23 estetisti e acconciatori contro gli abusivi

Nasce il comitato, una battaglia per la legalità

Ventitré estetisti ed acconciatori setini la scorsa primavera si sono costituiti in un comitato per combattere l’illegalità e l'esercizio abusivo di queste attività. Da subito il Comitato ha cercato un contatto e un sostegno dell’amministrazione comunale, la quale ha mostrato disponibilità ma non è bastata a contrastare il fenomeno in città. «L'amministrazione - leggiamo nella nota diramata dal comitato - ha messo a disposizione delle risorse per sostenere le attività: dal 12 al 22 luglio il Comune di Sezze ha infatti rimborsato il 50% della spesa ai cittadini che hanno usufruito dei servizi presso le attività di estetisti ed acconciatori. Purtroppo questa iniziativa meritevole non è stata sufficiente a porre un freno all’abusivismo. Per tali motivi nel corso dell’incontro del 3 novembre scorso i componenti del Comitato hanno deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione nei confronti di tutta la cittadinanza. Il messaggio che vorremmo venisse colto con chiarezza è che quanti esercitano la professione di estetista e acconciatore abusivamente provocano danni non solo alla nostra categoria, ma soprattutto all’economia della nostra città e di conseguenza a tutti i cittadini». 

Per il Comitato, nel momento di crisi che si sta attraversando, tutti debbono essere chiamati alla responsabilità dimostrando senso civico. «Coloro che operano in nero non pagano le tasse – afferma ancora il Comitato - e provocano un danno economico generalizzato che va combattuto. Bisogna che la coscienza civica dei nostri concittadini si svegli dal torpore e dall’assuefazione all’illegalità. Il comitato è determinato a portare avanti e fino in fondo questa battaglia per la legalità. Noi vogliamo tutelare le nostre attività, frutto di investimenti economici e professionali importanti. Abbiamo investito il nostro tempo, le nostre energie, consistenti risorse economiche e ci siamo conquistati quello cha abbiamo fin qui costruito. Non possiamo permettere che i nostri sforzi e i nostri sacrifici vengano vanificati». A Sezze è dai primi anni Novanta che non viene richiesta una nuova licenza per aprire una attività di acconciatore. «Solo questo dato è sufficiente a concludere che di conseguenza l’abusivismo ha una fortissima incidenza. Noi - aggiungono i ventitré -vogliamo e dobbiamo difendere la nostra categoria professionale in nome di una qualità che altrimenti andrebbe persa. Chi esercita abusivamente lo fa senza rispettare alcune norme fondamentali, svilendo la nostra professionalità». Il Comitato, oltre a chiedere agli abusivi di regolarizzare la loro posizione (sarebbero una ventina, ndr), si rivolge ai cittadini che usufruiscono di tali attività. A loro si chiede di non essere complici dell’illegalità.


Sezze, 30 novembre 2011

Rischio chiusura del centro dialisi

Ci sarebbero problemi di infiltrazioni di acqua nei locali

Adesso si vuole chiudere anche il centro dialisi di Sezze. In barba al piano di riconversione dell’ospedale San Carlo che prevedeva il suo mantenimento e che già tanto ha tolto alla sanità setina. Infatti, dopo la chiusura dei reparti di medicina e geriatria, parzialmente trasformati in 15 posti di degenza infermieristica, il direttore generale della Asl Latina Renato Sponzilli ieri si è incontrato con il sindaco di Sezze Andrea Campoli per sollevargli delle problematiche che potrebbero rendere inagibili i locali che ospitano il centro dialisi di Sezze. Nell’incontro Sponzilli ha parlato di infiltrazioni di acqua nei locali, problema che potrebbe fare chiudere il centro stesso. Si tratta di una decisione che causerebbe il trasferimento dei dieci dializzati nella struttura dell’ospedale di Priverno, con inevitabili disagi per i pazienti. Il sindaco Campoli nel vertice di ieri è riuscito a “strappare” un sopralluogo congiunto che si terrà mercoledì prossimo, al seguito del quale saranno prese delle decisioni. Il sindaco ha ribadito al direttore generale l’importanza del centro dialisi di Sezze e il suo mantenimento, così come da decreto sul riordino della sanità regionale. L’ospedale di Sezze è già stato depauperato di ogni sua attività e non si può permettere che possa essere penalizzato ulteriormente. 

Campoli ha sottolineato l’importanza del centro che permette a dieci dializzati di svolgere la terapia di dialisi senza troppi disagi, al contrario di quanti ce ne sarebbero se i pazienti dovessero effettuare la dialisi a Priverno. A esprimere preoccupazione per quello che potrebbero subire i dieci dializzati e per l’ulteriore depauperamento del San Carlo di Sezze è anche il consigliere comunale Ernesto Di Pastina che per scongiurare la chiusura del centro ha lavorato al fianco del sindaco. «Come amministrazione - ha detto Di Pastina - stiamo facendo del tutto per salvaguardare il servizio di dialisi. I malati sono tutti anziani, con problemi di deambulazione e non potrebbero sopportare di essere trasferiti due volte la settimana a Priverno. A Sezze abbiamo del personale valido e una struttura che si presta anche ad altre attività, penso alla Rsa e non vedo perchè si debba chiudere il centro dialisi». Per il momento, comunque, ogni decisione è stata congelata. I problemi di infiltrazione, se ci sono, potrebbero essere risolti o eliminati, anche perchè il nosocomio setino resta una struttura che potenzialmente potrebbe ospitare il centro dialisi e altri servizi nei tanti locali che oggi sono vuoti. In arrivo nuovi venti di guerra? Speriamo di no.


Sezze, 14 novembre 2011

Variante Prg, alle battute finali l'iter tecnico amministrativo

Intervento dell'assessore Antonio Maurizi

«Il lavoro per la redazione della variante al PRG è arrivato sotto l’aspetto tecnico ed amministrativo alle battute finali. Nei prossimi mesi la parola passerà alla politica per arrivare prima della fine della consiliatura all’adozione del nuovo PRG». Parola di Antonio Maurizi, assessore all’Urbanistica del Comune di Sezze. «A completamento della fase di studio e di elaborazione del nuovo strumento urbanistico nei giorni scorsi dallo studio Fuksas – comunica - è stata consegnata all’Amministrazione e dalla stessa pubblicata sul sito web istituzionale (www.comune.sezze.lt.it) la perimetrazione dei nuclei abusivi. Tale perimetrazione, al di là della sua importanza urbanistica, rappresenta un elemento fondamentale e indispensabile alla variante generale del PRG». 

Da via Diaz fanno sapere che la perimetrazione dei nuclei abusivi consentirà, attraverso dei Piani Esecutivi di Riqualificazione, il recupero del patrimonio edilizio esistente. «I nuclei abusi – spiega ancora l’Assessore Maurizi - saranno inseriti nel nuovo strumento urbanistico che, attraverso un Programma di Recupero e Riqualificazione Urbana, prevede un insieme sistematico di opere finalizzate all’ammodernamento delle urbanizzazioni primarie e secondarie, all’edificazione di completamento e di integrazione dei complessi urbanistici esistenti, all’inserimento di elementi di arredo urbano, alla manutenzione, restauro, risanamento e ristrutturazione del patrimonio edilizio, compreso quello residenziale pubblico». Il piano di recupero urbanistico delle ventiquattro zone, così come individuate nella perimetrazione, ha come oggetto la ridefinizione del tessuto urbanistico di un complesso di aree anche in relazione agli spazi e alle opere pubbliche esistenti o da programmare per le esigenze della collettività. E’ uno strumento complesso volto a valutare la compatibilità del tessuto preesistente con le nuove esigenze urbanistiche, dando atto delle scelte operate rispetto al futuro sviluppo delle ventiquattro zone del territorio. 

Novità comunque anche per le zone sismiche della città. «A giorni - annuncia - sarà consegnato all’Amministrazione Comunale lo studio di microzonazione sismica di Livello 1, con il quale verranno definite le caratteristiche di pericolosità sismica di base del territorio. Con tale strumento diventerà possibile predisporre una zonizzazione sismica dell’intera area comunale finalizzata alla pianificazione territoriale, urbanistica e/o dell’emergenza e di conseguenza alla programmazione dell’attività di prevenzione. Questo atto, obbligatorio e propedeutico per la predisposizione di nuovi strumenti urbanistici e/o loro varianti generali, rappresenta l’ultimo degli elementi tecnici indispensabili alla redazione del nuovo PRG».


Sezze, 8 novembre 2011

Discariche a cielo aperto a Longara

Siti abusivi per il deposito di calcinacci

Località Longara a Sezze, nel tempo, è diventata una discarica a cielo aperto. Numerose infatti sono le segnalazioni di rifiuti abbandonati lungo la strada o nei pressi di piazzole di sosta esistenti. La vasta area, ai confini del territorio comunale di Bassiano, si presenta in diversi punti piena di rifiuti inquinanti ed ingombranti, molti dei quali rischiano di contaminare l’ambiente circostante. Alcune zone sono diventate dei siti abusivi per il deposito di calcinacci, altre ospitano vecchi materassi, televisori, abbigliamento usato, divani e altri suppellettili. Il Corpo della Polizia Locale di Sezze, in passato, è già intervenuto laddove erano stati individuati rifiuti del genere e in alcuni casi sono state emesse e poi eseguite ordinanze di bonifica delle zone interessate. Nella documentazione fotografica inviata da Felice Agostini del Pdl di Sezze si conferma la gravità di alcuni siti per tipo di rifiuti abbandonati e per quantità. E la Longara ne è un triste esempio. Il fenomeno delle discariche a cielo aperto riguarda un po’ tutto il territorio comunale di Sezze. Sia in periferia alta che in pianura sono molte le aree dove viene lasciata immondizia di ogni tipo che nel corso degli anni diventa una discarica abusiva. Anche se diverse arterie comunali sono già state segnalate ai vertici della SPL Sezze, la società del Comune di Sezze, addetta anche alla bonifica dei terreni, ad oggi manca un report dettagliato di tutte le strade e terreni diventati immondezzai.


Sezze, 27 ottobre 2011

Incontro tra Comune e Dondi

Con la riconsegna degli impianti la società impugna il ricorso

La risoluzione contrattuale nei confronti della Dondi prende sempre più corpo. Dopo la deliberazione del consiglio comunale del 26 settembre scorso (delibera n. 42/2011), ieri è stato compiuto un altro passo che porterà alla rescissione del contratto. Ieri mattina, infatti, presso la sala comunale su invito del sindaco si è tenuto l’incontro tra il legale rappresentante della Società Costruzioni Dondi S.p.A. Alberto Dondi e il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale Mauro Vona. Motivo? Il Comune di Sezze intende procedere alla ricognizione delle opere, dei beni e delle infrastrutture di proprietà del Comune di Sezze e attualmente gestite e in detenzione della Dondi. Da via Diaz comunicano che il vertice era stato fissato per venerdì 21 ottobre ma, a seguito della richiesta della Concessionaria del Servizio Idrico Integrato, è stato posticipato a ieri. 

Nel faccia a faccia l’Amministrazione comunale ha invitato Dondi a presentare la documentazione relativa all’elenco degli impianti e delle opere inerenti la gestione dei servizi relativi al ciclo idrico nel territorio comunale, con particolare riferimento alle planimetrie delle reti. Richiesto anche l’elenco dei beni mobili ed immobili, strumentali alla gestione e all’esercizio del servizio idrico; l’elenco e prezzi di acquisto dei beni, dei materiali e delle provviste che il Comune acquisisce, in quanto considerate e ammortizzate nella tariffa; l’elenco di tutte le posizioni di eventuali mutui in ammortamento realtivi alle opere del servizio idrico, con il valore capitale, la situazione dei ratei maturandi; i data base di tutti gli utenti, con eventuali situazioni debitorie, i contratti di utenze da valutare a favore del Comune, la documentazione relativa alla tariffa applicata agli utenti e eventuali contratti di affidamento di attività inerenti la gestione del servizio idrico. Reclamato anche l’elenco dei dipendenti e dei collaboratori stabili in forza alla data del 24 ottobre 2011. La Concessionaria Dondi ha prodotto in parte la documentazione suddetta, riservandosi di completare tale consegna e di impugnare nelle sedi opportune la delibera di decadenza approvata il 26 settembre 2011 dal Consiglio Comunale. Insomma il passaggio di consegne è iniziato e le porte dei tribunali stanno per essere aperte.


Sezze, 20 ottobre 2011

Una facoltà di Agraria al Monastero delle Clarisse

Enzo Eramo rilancia l'idea dopo la proposta del Rettore

Nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno accademico 2011/2012 della Facoltà di Medicina dell’ateneo pontino, il Rettore dell’Università Sapienza, Luigi Frati, ha annunciato che sono in corso incontri per portare nel capoluogo nuove facoltà adatte al territorio e tra queste quelle di Veterinaria, Dams e Agraria. L’annuncio non è sfuggito al capogruppo del Pd in Provincia, Enzo Eramo, che alla parola «agraria» non vede altra associazione con «Sezze ed ex Monastero delle Clarisse». Il consigliere provinciale, infatti, presenterà a giorni una nuova interrogazione affinché Sezze e l’imponente struttura “Ex Monastero delle Calrisse” possano essere considerate per ospitare la Facoltà di Agraria. «Non posso che accogliere con favore l’annuncio del rettore prof. Luigi Frati. Credo che Sezze con l’ex Monastero delle Clarisse - afferma Eramo - sia una delle poche, se non l’unica struttura in tutto il territorio provinciale idonea ad ospitare la Facoltà di Agraria. 

Con i suoi 3000 mq e grazie alla sua ubicazione strategica nel territorio, la bella struttura (al centro di un concorso di idee in dirittura di arrivo) credo che abbia tutti gli elementi per essere il luogo adatto ad ospitare questa Facoltà». Il democratico Eramo ci tiene a sottolineare la posizione dell’immobile di proprietà della Provincia: al centro tra Latina e Fondi, città del più grande centro europeo ortofrutticolo, a due passi dai terreni della pianura pontina e dello stesso comune e nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria. «In provincia - aggiunge Eramo -non credo che esista una struttura più idonea, il territorio a grande vocazione agricola, i collegamenti esistenti. Tutto ci dice che l’ex Monastero delle Clarisse può candidarsi per ospitare la Facoltà di Agraria. Per Sezze sarebbe un volano di sviluppo, non solo didattico formativo ma socio-economico. Il turismo poi ne gioverebbe e la Provincia avrebbe veramente un ruolo attivo nello sviluppo del territorio». Insomma la Facoltà di Agraria sarebbe un centro propulsore dirompente per tutta l’economia della Provincia e in modo particolare per Sezze.


Sezze, 19 ottobre 2011

Titta Giorgi fa il punto sulla Spl Sezze

Struttura organizzativa efficiente

Il capogruppo del Pd di Sezze, Titta Giorgi, interviene per parlare della SPL Sezze, la società per azioni a capitale pubblico del Comune di Sezze che svolge la propria attività nell'ambito dei servizi pubblici assegnati dall' Amministrazione Comunale. Il democratico espone la linea del partito setino facendo il punto della situazione, e lo fa per fugare sospetti su voci che vedrebbero la Spl poco producente e in crisi. «Con l'impulso dato dal Sindaco Andrea Campoli – afferma - oggi la Società è completamente trasformata con una struttura organizzativa efficiente e capace di rispondere alle esigenze dell'utenza sul nostro territorio. A vario titolo e mansioni gli operatori che svolgono i servizi per la Società SPL sono circa 100 addetti. 

La Società economicamente è sana (contratti che consentono la copertura dei costi di gestione) ma presenta delle difficoltà finanziarie dovute al ritardo dei pagamenti dei servizi da parte dell'utenza e dei farmaci da parte della Regione Lazio (solo il credito vantato dalla Società nei confronti dei contribuenti ammonta per il solo ruolo TARSU a circa €. 3.500.000,00)». In merito al servizio porta a porta, Giorgi ricorda che la raccolta differenziata è stata avviata con un progetto del Commissario Straordinario a partire dal dicembre 2006 con una fase sperimentale per le tipologie di rifiuto carta e multi materiale (vetro, alluminio e plastica) nel centro storico e nella zona Colli di Suso e alla fine del 2008 la percentuale della raccolta differenziata era intorno al 5%. «Con l'estensione del servizio della raccolta differenziata (porta a porta sei giorni su sette) in località Sezze Scalo, Via Piagge Marine, zona Monte Trevi e zona Colli - sostiene il piddino - la percentuale di raccolta è intorno al 25%. La risposta della cittadinanza è stata soddisfacente, con livelli buoni di adesione in tutte le zone. 

Sul territorio sono state realizzate due isole ecologiche una in Via Valle Pazza (bacino del centro storico e Suso) l'altra in zona industriale ex Sogeni (bacino di Sezze Scalo e la campagna)». Importanti anche i servizi offerti ai soggetti in situazione di disagio. «Da maggio 2009 la società SPL – dice ancora Giorgi - ha la gestione del Centro Diurno "C. Tamantini" in zona Colli. Una struttura semi-residenziale che accoglie soggetti in situazione di disagio sia sociale che di grave e medio livello di handicap intellettivo. Il centro diurno è organizzato per accogliere ed offrire servizi con attività terapeutiche, di socializzazione ed aggregazione, percorsi di riabilitazione e recupero, servizi formativi e ludici con attività di musicoterapia, ippoterapia, colonie estive; il tutto ha favorito l'integrazione dei soggetti deboli e migliorata la qualità della vita anche delle famiglie. Con grande soddisfazione si è sperimentato con "l'Associazione il Giardino dei Sogni" un percorso anche se breve di inserimento lavorativo consistente nell'occupare i ragazzi a svuotare i cestini nel parco della Rimembranza e dei Cappuccini. Questa esperienza lavorativa ha dato ai ragazzi una possibilità per allargare i loro».


Sezze, 14 ottobre 2011

Partito democratico di nuovo spaccato

La corrente di Zeppieri considera fallito il progetto

Tornano a vacillare gli equilibri in casa Pd. Dopo un piccolo break i dissidi sono tornati a galla. L’area ex Margherita, infatti, in un documento prende nuovamente le distanze dagli ex Ds e lo fa in un momento in cui il sindaco Andrea Campoli incassa il sostegno del gruppo dei responsabili Vitelli e Di Palma e del consigliere Reginaldi, tutti entrati a far parte della maggioranza. Il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri, il consigliere Giovanni Bernasconi e l’assessore Sergio Di Raimo sollecitano il sindaco «affinché si realizzi in modo urgente un'inversione nell'attività politico-amministrativa di questa maggioranza di cui ci sentiamo parte integrante e fondamentale – affermano - visto che abbiamo concorso in modo determinante alla vittoria elettorale del 2007». Secondo gli ex margheritini, oggi corrente Franceschini, «negli ultimi mesi si è perso quello spirito politico amministrativo di buongoverno che aveva contraddistinto l'attività rinnovatrice messa in essere all'indomani della vittoria elettorale della coalizione di centro-sinistra». 

Ma di centro sinistra si può ancora parlare? Secondo Zeppieri no. «Il progetto originario - sostiene il presidente del consiglio - è cambiato con l’ingresso in maggioranza di consiglieri eletti nel centrodestra, oggi c’è una maggioranza non più corrispondente a quella votata dagli elettori di centrosinistra, il progetto è fallito». E sulle aspettative, e quindi sul mandato di governo, i tre esponenti piddini sottolineano: «Oggi, a nostro avviso, non riusciamo a soddisfare le aspettative della popolazione setina e a dare seguito a quel rinnovamento avviato ma portato avanti in maniera lenta e confusa». Sempre Zeppieri ricorda opere e processi amministrativi in attesa di essere iniziati o conclusi: Prg, depuratore, messa in sicurezza delle strade di campagna in pianura, condutture idriche in alcune zone dello scalo (vedi via del Pesce), la realizzazione del marciapiede in via dei Cappuccini e la pista benessere in località Zoccolanti, così come interventi volti a rendere decoroso l’accesso del paese o quello di Via Collemeso. Nonostante tutto questo Zeppieri, Bernasconi e Di Raimo ritengono che Campoli «sia dal punto di vista umano e politico la persona adatta a concretizzare quelle aspettative dei cittadini e ad attuare in modo fattivo e trasparente quell'esigenza di rinnovamento che ci ha accomunato in questa esperienza amministrativa». 

L’elenco delle cose da fare è lungo, non senza dimenticare quei provvedimenti amministrativi «diretti a rafforzare la stabilità economico finanziaria dell'Ente». Nello specifico per i tre dissidenti del Pd occorre: «Ridurre le spese; incrementare le Entrate; impegnare solo le somme necessarie alla copertura di spese fisse contrattualizzate; attivare azioni di recupero crediti, azioni di risarcimento danno e azioni di ripetizione dell'indebito a favore dell'Ente; essere prudenti con le entrate derivanti dall'autovelox; rivolgere particolare attenzione ai conti di bilancio della Società Partecipata». Nonostante tutto il voto favorevole al riequilibrio di bilancio è arrivato.


Sezze, 10 ottobre 2011

Prove di riavvicinamento in vista del voto tra Pd e Idv

Ma l'Idv vuole subito la presidenza della SPL

Nella mattinata di sabato scorso tra il Partito Democratico di Sezze e quello dell’Italia dei Valori c’è stato un incontro a porte chiuse, quasi segreto. Il vertice, richiesto dal segretario democratico Salvatore La Penna e voluto dalla segreteria setina, è stata l’occasione per un primo confronto tra forze politiche che hanno condiviso un passato insieme ma che da anni non fanno altro che prendersi per i capelli e criticarsi a vicenda. Quello di oggi potrebbe essere considerato un primo riavvicinamento in vista delle elezioni comunali di maggio 2012, una ripresa di rapporti logorati negli ultimi 4 anni. 

Con molta probabilità è stato il sindaco di Sezze a spingere affinché i due partiti si incontrassero per valutare lo stato d’animo in cui si trovano i dipietristi setini. Se la matematica non è una opinione, infatti, i conti parlano chiaro: se il sindaco di Sezze Andrea Campoli non effettua una operazione di ricucitura con i partiti di centrosinistra, come abbiamo già scritto, rischia di correre da solo alle amministrative. A sostenerlo, ad oggi, ci sarebbe solo il suo partito, il Pd, e un paio di liste civiche d’appoggio con personaggi politiche che alle ultime amministrative sono stati eletti all’opposizione. Per il resto tutti, tutti i partiti, compreso l’Idv, hanno intrapreso percorsi alternativi a quelli dell’attuale amministrazione comunale. 

L’Idv in merito ha già più volte detto che con il Pd e con il sindaco non intende avere legami politico-amministrativi a patto però che ci sia uno stravolgimento degli assetti politici all’intero della futura coalizione di governo. In primis, all’Idv, preme avere la guida della SPL Sezze e subito, considerando che il mandato del presidente Vincenzo Rosella (in quota Pd) è ben scaduto. Lo scacchiere, secondo la segreteria di Patrizio Salvati, andrebbe rivisto anche in merito al rimpasto di Giunta e alla definizione del programma elettorale. Per La Penna, insomma, le condizioni per strappare un accordo sono difficili ma non impossibili. Mancano sette mesi all’appuntamento elettorale e la strada per futuri incontri finalizzati a rimettere in ordine il quadro politico non mancherebbe. Forse il tracciato è stato definito sabato.


Sezze, 7 ottobre 2011

Dondi, era meglio l'arbitrato, ma restiano con Campoli

Le motivazioni di Zeppieri e Bernasconi sulla risoluzione contrattuale

Perché una parte del Pd di Sezze ha volutamente disertato la seduta consigliare che ha approvato l’atto di risoluzione della convenzione Dondi? A spiegarlo sono i diretti interessati. Il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri e il consigliere Giovanni Bernasconi in una nota intendono dare spiegazione del loro no alla risoluzione contrattuale. «Pur essendo favorevoli politicamente a interrompere la convenzione sulla gestione del servizio idrico con la concessionaria, alla luce delle inadempienze riscontrate dagli uffici tecnici del Comune – così nella nota - non abbiamo ritenuto corretto il percorso amministrativo intrapreso. 

Nello specifico, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, si è deciso di dichiarare decaduta la convenzione con un atto unilaterale da parte dell’organo preposto. Noi ritenevamo invece più corretto il percorso di giungere alla risoluzione del contratto utilizzando lo strumento dell’arbitrato, previsto dalla convenzione stessa e richiamato come quello più corretto in caso di controversie tra le parti ultimamente anche dal Tribunale di Latina». Zeppieri e Bernasconi, sostenuti nella linea anche dall’assessore Sergio Di Raimo, spiegano la differenza entrando nel merito del percorso che avrebbero voluto si intraprendesse. 

«La differenza tra i due metodi se da una parte può sembrare di natura esclusivamente dottrinale è invece molto importante poiché il primo percorso potrebbe esporre l’Ente comunale a probabili azioni legali da parte della Dondi che possono passare da un’impugnazione della delibera fino ad arrivare ad un eventuale richiesta di risarcimento del danno provocato. Il secondo, cioè lo strumento arbitrale, che altro non è che un Collegio formato da tre membri di cui due nominati dalle parti e uno dal Tribunale, permette che un organo terzo decida se ci siano o meno le condizioni giuridiche per dichiarare decaduta la convenzione. 

Di conseguenza, nel caso ciò fosse stato ritenuto corretto - aggiunge la nota - l’ente avrebbe potuto procedere in tal senso al riparo da contestazioni e impugnazioni, se invece non fosse stato ritenuto possibile non ci si sarebbe esposti a eventuali cause di risarcimento che di solito in passato non hanno visto l’Ente uscirne vincitore con la conseguenza di aver dovuto sborsare milioni di euro con ricadute dirette sui cittadini di Sezze». Anche da un punto di vista di tempi non ci sarebbero state notevoli differenze dato che sia nel primo caso che nel secondo passeranno mesi prima che si arrivi ad una determinazione definitiva. Infine Zeppieri, Bernabei e Di Raimo chiariscono la loro posizione che è e resta in maggioranza, a sostengo del sindaco Campoli. 

«Ritenendoci parte integrante di questa maggioranza nonostante la diversità di vedute che abbiamo avuto sul punto Dondi cercheremo di dare il nostro contributo alle scelte conseguenti future che dovranno necessariamente avere come obiettivo primario il miglioramento del servizio,l a riduzione del costo e il soddisfacimento complessivo dei bisogni dei cittadini di Sezze, tenendo anche presente il risultato referendario e la volontà collettiva di avere una gestione pubblica del servizio idrico».


Sezze, 4 ottobre 2011

Vogliamo una gestione virtuosa del nostro acquedotto

La squadra del sindaco Campoli al lavoro per una svolta del servizio

«Stiamo lavorando per una futura gestione virtuosa del nostro sistema idrico fognario. Per raggiungere tale obiettivo ci siamo rivolti ad esperti di livello nazionale, anche per avere dei suggerimenti. Abbiamo avviato un processo storico e lo abbiamo fatto con argomenti solidi, vissuti per anni sulla pelle dei cittadini. Quello approvato è un atto che si basa su dati certi, su un decremento del servizio idrico della città rimasto in piedi solo grazie a pochi eroici operai. Ci siamo assunti l’onore di controllare le numerose inadempienze fino ad arrivare all’atto di rescissione votato dalla maggioranza consigliare». Il primo cittadino, Andrea Campoli, con queste parole in aula Alessandro di Trapano, ha avviato una fase nuova per la futura gestione dell’acquedotto comunale. 

Allontanando «il mal altruismo» ha chiarito che il passaggio ad un altro gestore non sarà breve ma ci sarà. Nessuna «accelerazione verso Acqualatina» c’è stata e non è escluso che il Comune di Sezze possa gestire in house il servizio idrico integrato della città. Insomma il processo di risoluzione della convenzione, che sarà con molta probabilità ostacolato «da azioni legali», è stato comunque azionato. Intanto dai banchi dell’opposizione fa ancora discutere il documento letto in apertura dei lavori, documento firmato dal gruppo del Pdl, dell’Udc e dalla lista Centro Moderato. 

Secondo i consiglieri Casalini, Ceccano, Cerrone, Piccolo, Polidoro e Zarra, il sindaco dovrebbe dimettersi dato che quelle «inopinate assenze» si sono ripresentate e perché Campoli «riteneva che un atto amministrativo di tale portata non potesse essere approvato a maggioranza in assenza di personaggi di spicco della stessa maggioranza, anche perché se così fosse stato avrebbe dovuto prendere in considerazione il fallimento del percorso politico e avrebbe dovuto dimettersi». Detto altrimenti, considerato che Zeppieri e Bernasconi del Pd hanno disertato la seduta per la seconda volta, Campoli dovrebbe lasciare e rimettere il mandato in mano agli elettori.


Sezze, 27 settembre 2011

Ciao Dondi ciao

Una nuova maggioranza approva la rescissione del contratto

La maggioranza consigliare ieri, alle ore 18, 20, in una seduta straordinaria, ha dato mandato al sindaco di Sezze Andrea Campoli e alla Giunta comunale di rescindere il contratto che lega il Comune di Sezze e la Dondi Spa, concessionaria del servizio idrico integrato della città. Il primo cittadino, con il sostegno dei consiglieri responsabili Antonio Vitelli e Serafino Di Palma, e dei consiglieri Roberto Reginaldi e Paolo Casadei (13 voti favorevoli e 8 assenti) ha strappato i voti necessari per avviare l’iter che porterà la società di Rovigo a non essere più il gestore del sistema idrico e fognario setino. 

Non è escluso, anzi è plausibile, che il percorso però non sarà immediato, come è molto probabile che la Concessionaria andrà per vie legali facendo ricorso. E comunque la maggioranza, o meglio la nuova maggioranza, ha avuto la forza politica (i numeri) per approvare l’ordine del giorno ma non senza strappi. Il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri e il consigliere del Pd Giovanni Bernasconi, infatti, hanno disertato nuovamente la seduta mettendo in evidenza (pur senza dichiarare nulla alla stampa) la loro netta e opposta posizione rispetto alla maggioranza che ha votato la risoluzione del contratto firmato nel lontano 1993.


Sezze, 6 settembre 2011

Movida setina fino a notte fonda

Lamentele per schiamazzi e bar aperti fino al mattino

Movida setina. La denuncia parte dai residenti del centro storico della città che lamentano la chiusura dei locali sino a tarda notte e il chiasso che spesso segue per i vicoli e le vie maggiormente frequentate del paese. Secondo quanto si riferisce pare che diversi locali resterebbero aperti oltre gli orari consentiti casa che disturberebbe quei residenti che vorrebbero riposare per affrontare la giornata lavorativa. Sempre dalle lamentele pare che le nottate setine non finiscano mai, dato che sovente il centro storico della città è attraversato da motorini e macchine che di rumore ne fanno già abbastanza di giorno, figurarsi di notte. «Nel centro storico della città la giornata sembra non finire mai – ci ha detto un residente del centro stanco del chiasso prodotto durante la notte – gruppi di ragazzi, anche con macchini e motorini frequentano bar e altri locali aperti fino al mattino facendo chiasso e baccano. Non si tratta di essere intolleranti ma ad una certa ora dovrebbero esserci le condizioni per riposare e questo spesso non avviene». Stesse lamentele arrivano anche dalla pianura. A Sezze scalo, lungo corso della Repubblica e via Bari si gira sui mezzi ad alta velocità sino a notte fonda. Il rombo dei motorini e il clacson delle macchine anche qui sono accompagnati da stereo a tutto volume e schiamazzi notturni sino all’alba. «Non è possibile che nessuno intervenga per punire chi disturba la quiete pubblica e mette a repentaglio l’incolumità dei pedoni. In piena notte via Sicilia, Corso della Repubblica e via Bari - ci hanno detto dei residenti di Sezze Scalo - diventano una pista di lancio per moto e motorini, rendendo queste strade comunali ancora più pericolose». Il fenomeno della movida setina si ripresenta ogni estate. Anche lo scorso anno ci furono le stesse lamentele, che coincisero con l’ultima settimana di vacanze.


Sezze, 5 agosto 2011

Dondi e non solo, PD spaccato in aula

Difficile intesa nel gruppo democratico, presto un consiglio ad hoc

Il caso Dondi potrebbe tornare in aula presto. E’ probabile che la convocazione dell’assise cittadina arrivi per il 5 di agosto o slitti nei primi giorni della prossima settima. Il sindaco di Sezze Andrea Campoli vuole chiudere la vicenda prima della fine dei lavori, per poi riprendere a settembre la discussione per una nuova eventuale convenzione con Acqualatina o con un altro soggetto in grado di gestire l’acquedotto comunale. Certo è che il prossimo consiglio comunale sarà decisivo per la maggioranza e la coalizione di governo. Raggiunto telefonicamente il primo cittadino è stato lapidario: «Sulla risoluzione della convenzione della Dondi ne vale il destino politico della coalizione». Detto altrimenti, per il sindaco Campoli la vicenda Dondi sarà la cartina di tornasole della maggioranza, con conseguenti rimpasti di Giunta nel caso in cui ci saranno nuove defezioni. L’incognita maggiore riguarda proprio il partito del sindaco. Il gruppo consigliare del Pd è tuttora diviso sulla futura gestione del servizio idrico integrato e da quanto emerso sembra che le posizioni si siano ancora di più irrigidite. Il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri ha già dichiarato di non essere favorevole ad un passaggio scontato tra il gestore Dondi e Acqualatina. Raggiunto anch’egli telefonicamente è stato altrettanto determinato, dicendo che la Dondi è solo uno dei problemi che vanno affrontati. «Ad oggi nessuno mi ha ancora contattato, non ci sono state riunioni e non si è affrontato nessuno dei quesiti posti. Il problema è politico, la Dondi è solo un aspetto di questa vicenda. 

Torno a dire che voglio essere l’asse portante di questa maggioranza, non voglio essere un burattino che alza la mano al momento della votazione. I problemi vanno affrontati a priori. Non condivido il modo con cui viene gestita l’amministrazione comunale: l’ospedale, la Spl, la Dondi e altre questioni vanno messe sul tavolo e poi si vedrà». La risoluzione della convenzione della Dondi, quindi, è solo la punta di un iceberg. I nodi da sciogliere per Zeppieri sono tanti e non è escluso che si arrivi ad una frattura definitiva. Diversa, invece, la posizione dell’Udc. Il consigliere comunale Enzo Polidoro, anche per conto del consigliere Claudio Casalini, ha dichiarato che stavolta non metteranno in difficoltà la maggioranza e nel prossimo consiglio comunale non faranno mancare il loro voto. La diatriba dunque è tutta in seno ai democratici setini. Con Zeppieri, anche Rizzo e Bernasconi che, a partire dalla Dondi, hanno chiesto chiarimenti che ancora non sono arrivati.


Sezze, 13 luglio 2011

Rimpasto di Giunta, Polidoro probabile vice sindaco

A giorni un incontro con la maggioranza per ridefinire gli equilibri

Senza troppo pensarci (forse era l’unica soluzione) è stato lo stesso Umberto Marchionne a togliere il sindaco Andrea Campoli da una situazione che lo avrebbe sicuramente messo in difficoltà. Ieri mattina l’ex vice sindaco e assessore ai servizi sociali del Comune di Sezze (come annunciato dal nostro quotidiano, ndr) ha protocollato le dimissioni, evitando quindi al sindaco di revocargli l’incarico che aveva avuto nel maggio del 2007. Marchionne, espressione dell’Udc, si è tirato fuori dalla Giunta comunale senza dare alcuna motivazione. Il tutto fa pensare quindi che politicamente o amministrativamente qualcosa di serio in questi giorni sia accaduto. Voci insistenti parlano di problemi sorti sull’accoglienza data a rifugiati politici provenienti dalla Libia e per la quale il Comune di Sezze sarebbe entrato in collisione con il Comune di Bassiano, essendo i profughi residenti in questo Comune. Dal punto di vista politico, invece, potrebbe essere che Marchionne sia stato scaricato dal consigliere comunale Enzo Polidoro, per farsi spazio quest’ultimo in Giunta e ambire ad essere forse il naturale antagonista di Campoli in eventuali primarie nel centro sinistra per il rinnovo del consiglio comunale nel maggio 2012. 

Per il sindaco Andrea Campoli, comunque, adesso si apre una fase di consultazioni. Il tutto però fa pensare proprio ad un ingresso in Giunta dell’attuale consigliere dell’Udc Polidoro che lascerebbe il suo posto in aula all’attuale membro del Cda della SPL Sezze Enrico Porcelli, primo dei non eletti. E proprio l’incarico all’interno dell’ex municipalizzata sarà decisivo per capire come si comporterà l’altro consigliere comunale dell’Udc, Claudio Casalini, recentemente in rotta con il resto del partito e con la stessa maggioranza Campoli. Non è escluso che Casalini abbandoni la maggioranza, a meno che quel posto vacante nella Spl sia ricoperto da un uomo di sua fiducia. Un posto nel Cda nella SPL però fa gola anche ad altri che reclamano una maggiore visibilità. Infine, non è escluso neanche che Campoli ne approfitti per riaprire i giochi considerando le richieste dell’Italia dei Valori e del Sel. Insomma la scelta è tra un nuovo accordo con l’Udc o il ritorno alla coalizione che lo ha fatto eleggere. Tornando alle dimissioni di Marchionne il Sindaco, accettandole, lo ha ringraziato per l’impegno e la dedizione «con i quali in questi anni ha contribuito a raggiungere importanti risultati per la città di Sezze e per i suoi cittadini».


Sezze, 6 luglio 2011

Prostituzione, fenomeno in aumento in pianura

La segnalazione dei residenti. SR 156 la strada con più lucciole

Lucciole in aumento nella campagna di Sezze Scalo. Nonostante il sindaco di Sezze abbia emesso, un anno fa, un’ordinanza di divieto della prostituzione, in alcune zone della città – soprattutto della pianura- il fenomeno è in forte crescita. Diversi cittadini, infatti, ci hanno segnalato la presenza di prostitute in numerose arterie comunali. In alcune strade la prostituzione viene esercitata sia di giorno che di notte, in luoghi non del tutto appartati, con conseguenti rischi igienico sanitari e con situazioni di intralcio alla circolazione viaria. Dalle segnalazioni, la strada con maggior numero di prostitute è la vecchia 156 Dei Monti Lepini, soprattutto il tratto di strada chiuso parzialmente al traffico. La presenza di prostitute a bordo strada è stata segnalata anche nei pressi di località Ponte Ferraioli, nelle vicinanze del lago delle Mole Muti e in diverse Migliara. 

Automobilisti hanno evidenziato nei pressi di queste località aree adibite a prestazioni sessuali, con profilattici gettati a terra, carta igienica sporca, rifiuti ed i residui organici, materassi e vecchie poltrone. Il decoro urbano e la tutela dell’igiene pubblica è, a dir poco, a rischio, così come la pericolosità della strada in alcuni tratti è aumentata dato che sovente – su queste vie di periferia – l’avvicinamento alla prostitute per contattare una prestazione sessuale avviene per arresto immediato dell’automobile, per non parlare poi delle soste auto. I residenti chiedono al primo cittadino Andrea Campoli di far incrementare i controlli da parte delle forze dell’ordine e di punire i trasgressori con sanzioni amministrative come deciso nell’ordinanza sindacale emessa nel settembre del 2010. «In molte strade della pianura la prostituzione è diventata un fenomeno in aumento – ci hanno detto alcuni residenti – lungo la 156 dei Monti Lepini, ad esempio, è facile incontrare prostitute a distanza di poche centinaia di metri e le aree dove esercitano sono diventati zone pericolose per l’igiene pubblica. Chiediamo un intervento immediato e maggiori controlli».


Sezze, 24 giugno 2011

Elezioni comunali, a rischio l'accordo tra Pd e Udc

Fibrilazione tra i partiti in vista della amministrative del 2010

Se il centrodestra di Sezze è alla ricerca di un equilibrio politico che possa portare ad una candidatura unanimemente riconosciuta per le amministrative del 2012, la coalizione guidata dal sindaco di Sezze Andrea Campoli, in questi giorni, sta discutendo sul futuro delle alleanze. Infatti, se l’accordo con l’Udc – Partito della Nazione sino a qualche mese fa pareva scontato, cosa fatta, oggi non è più così. Il Partito Democratico, infatti, sta facendo i conti con quell’anima dissidente del partito che vuole vederci chiaro, che vuole capire i confini dell’accordo politico-programmatico. Simili posizioni, del resto, si registrano in casa Udc, diviso tra possibilisti e scettici. La discussione in questi giorni quindi pare si sia arenata, proprio per diverse vedute, e l’Udc sembrerebbe indeciso, scettico a siglare un patto elettorale in anticipo e resta in attesa, forse, di sviluppi a livello provinciale e regionale. Da indiscrezioni, non confermate dai vertici dell’Udc di Sezze, pare che addirittura ci siano stati contatti anche con la coalizione di centrodestra. L’Udc, insomma, pur rimanendo in maggioranza e in giunta, starebbe lasciando più canali aperti per sondare il terreno più fertile per le prossime elezioni comunali. Eppure, nel gennaio scorso, l’accordo con l’Udc locale fu la condicio sine qua non per portare a termine la legislatura e fondare le basi politiche e amministrative per le comunali del 2012. Quel patto sottoscritto oggi però pare carta straccia, dato che voci parlano di allontanamenti di posizioni e prese di distanza tra i due partiti su ciò che sarà il futuro della coalizione. In tutto questo, il primo cittadino si trova sospeso tra due fuochi, tra chi tira da una parte e chi tira dall’altra, non potendo nemmeno alzare troppo la voce (come fece dimettendosi, ndr), per evitare fratture che potrebbero compromettere del tutto un quadro politicamente precario. In questo gioco della sospensione, chi può, cura il proprio orticello, porta l’acqua al proprio mulino e se ne infischia del lavoro di squadra. La macchina amministrativa però ne risente e arranca. Più che in bilico l’accordo, dunque, rischia di saltare. Ma senza l’Udc, e con la sinistra che si sta organizzando con l’Idv per portare un proprio sindaco, Campoli con chi si alleerà?


Sezze, 15 giugno 2011

Nuova ordinanza contro la Dondi

Liquami in Via Valle Pazza, impianto di sollevamento non funzionante

Una nuova ordinanza sindacale per mettere in guardia la Dondi. Un nuovo atto che delinea sempre più chiaramente quanto oramai siano incrinati i rapporti tra il Comune di Sezze e la Concessionaria del Servizio idrico della città. Il primo cittadino Andrea Campoli nei giorni scorsi è stato obbligato, infatti, a firmare un’ordinanza contingibile ed urgente in materia di igiene e sanità pubblica ai fini del ripristino delle condizioni minime di funzionamento dell'impianto di sollevamento fognario di località Valle Pazza. Dall’ultimo sopralluogo dei tecnici incaricati del Comune, quello del 23 maggio scorso, l’impianto di sollevamento che a regime dovrebbe essere dotato di due pompe, era addirittura sprovvisto di alimentazione elettrica, in quanto «il quadro di comando risultava spento e una delle due pompe era addirittura mancante». 

La conseguenza del non funzionamento della pompa di sollevamento è la fuoriuscita di liquami sulla strada, problema che oramai perdura da mesi. Per congiurare pericoli di igiene alla salute pubblica il sindaco, quindi, ha dovuto ordinare alla società Concessionaria Costruzioni Dondi di provvedere con urgenza ad intervenire tecnicamente per garantire il minimo indispensabile per eliminare la fuoriuscita delle acque nere. Nella stessa ordinanza il sindaco avverte la Dondi che, se la stessa non dovesse provvedere entro il termine assegnato a risolvere il problema, l’amministrazione comunale provvederà ad intervenite addebitandone però i costi alla Concessionaria. Ad oggi risulta che non ci sia stato ancora nessun intervento da parte del gestore del servizio idrico, cosa che non solo non risolve la problematica ed evita rischi, ma che traccia in maniera evidente un braccio di ferro fatto di inadempienze da una parte e richieste dall’altra, come se si trattasse di un gioco. Dal punto di vista legale, comunque, sempre più vicina la rescissione del contratto. Si ricorda che dallo scorso 1 giugno la Giunta comunale ha dato incarico all’avvocato Alberto Costantini di procedere all’avvio del procedimento di decadenza e/o risoluzione della concessione del Servizio Idrico Integrato. L’ordinanza contingibile è solo l’ultimo tassello aggiunto di questo scontro.


Sezze, 6 giugno 2011

Vicina la recessione del contratto con la Dondi

Il Comune ha avviato il procedimento di decadenza del servizio

Sempre più vicina la rescissione del contratto con la Dondi. Lo scorso 1 giugno la Giunta comunale ha dato incarico all’avvocato Alberto Costantini di procedere all’avvio del procedimento di decadenza e/o risoluzione della concessione del Servizio Idrico Integrato. La Giunta, in sostanza, ha incarico al al Sindaco di Sezze di sottoscrivere e notificare alla Costruzioni Dondi S.p.A., a mezzo Ufficiale Giudiziario, un atto stragiudiziale di intimazione e diffida con cui si contestino alla detta Concessionaria diversi inadempimenti contrattuali. Si è proceduto dunque all’avvio degli atti che potrebbero portare alla risoluzione immediata della concessione stipulata nel lontano dicembre del 1993. Molte le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale ad accelerare i tempi. Nel testo della delibera si parla di «plurimi inadempimenti della Concessionaria alle obbligazioni sulla stessa gravanti, nonostante i reiterati ed oramai vani solleciti, contestazioni e diffide, ivi compresa quella del 19 aprile 2010, tutti rimasti privi di concreto ed effettivo riscontro». 

Non trascurato il cattivo funzionamento delle pompe di captazione di località “Fonte La Penna” «che risulta fuori esercizio dal mese di luglio 2010 e che non è stata ancora riparata o sostituita nonostante il tempo trascorso ed i ripetuti solleciti di questa Amministrazione». Considerato anche e soprattutto il rischio di totale mancanza di acqua a carico di diverse migliaia di persone, vista «la omessa riparazione delle pompe di riserva dell’impianto di sollevamento idrico in località Monte Nero, che spinge l’acqua nel sovrastante serbatoio di Monte Nero a servizio delle zone alte della “Conca di Suso”, interessate durante il periodo estivo, come tutto il territorio comunale, da una maggiore domanda di acqua per uso domestico». Nella delibera si parla anche delle carenze dell’impianto di rilancio verso Sezze alta in Località Mole Muti di Sezze Scalo e del mancato adeguamento dell’impianto di depurazione in località “Casali” «le cui acque reflue risultano a tutt’oggi sprovviste dell’autorizzazione provinciale allo scarico proprio in ragione dell’inadeguatezza dell’impianto» come riportato nell’interrogazione firmata dai consiglieri Di Palma e Vitelli. Infine, è stata considerata l’omessa manutenzione dell’impianto di sollevamento fognario di Valle Pazza, le cui carenze determinano la fuoriuscita di liquami e il loro sversamento nel canalone. Insomma un contratto che ad oggi già appare carta straccia.


Sezze, 30 maggio 2011

Bilancio magro per il Comune di Sezze

L'Ente dovrà fare i conti con i tagli del governo

Tempo di bilancio anche per Sezze. La giunta comunale nei giorni scorsi ha approvato lo schema di bilancio pluriennale di previsione 2011/2013 e, entro il 30 giugno prossimo l’assise cittadina dovrà votarlo dopo il visto dei revisori dei conti. Il bilancio del Comune di Sezze “pesa” 22 milioni 969 mila euro e dovrà fare i conti con i minori trasferimenti da parte dello Stato che per quest’anno sfiorano i 630 mila euro. Per fronteggiare le scarse entrate, l’Ente comunale setino, come altri Comuni, ha dovuto raschiare il fondo del barile e razionalizzare le spese e implementare l’efficacia della macchina amministrativa. Tra i consigli che arrivano dall’ufficio finanziario c’è quello di introdurre efficaci sistemi di gestione dei procedimenti di approvvigionamento dei beni, o quello ad esempio di procedere alla revisione dei profitti in attivo o, ancora, quello della revisione del patrimonio comunale per vendere i beni in affitto. Insomma un bilancio magro, risicato, che vedrà il Comune di Sezze fare sempre i conti della serva prima di prendere decisioni. Per aggiunta, come è stato già fatto notare, l’amministrazione comunale dovrà fare a meno delle entrate degli autovelox, toccasana per le casse comunali per il bilancio 2010. Le ristrettezze economiche influiranno molto dal punto di vista politico. Campoli si appresta ad iniziare l’ultimo anno della sua prima legislatura e vorrà tirare le somme del programma di governo per ripresentarsi agli elettori per le elezioni del maggio 2012.


Sezze, 23 maggio 2011

Amministrative 2012, spuntano i primi nomi

Se a Latina e nelle altre città della Provincia le elezioni amministrative sono appena terminate, a Sezze invece ci si avvia alla tornata elettorale del maggio 2012. Per il centrosinistra al governo scontata è la ricandidatura del sindaco uscente Andrea Campoli, mentre per gli altri schieramenti ancora non ci sono nomi ufficiali ma plausibili indiscrezioni. Non considerando le altre liste della sinistra che probabilmente andranno da sole, e tra queste il Sel e l’Idv, per la coalizione del primo cittadino l’avversario più temuto proviene dal centrodestra che in questi anni si è riorganizzato e proprio in questi giorni sta intraprendendo iniziative e incontri per valutare le personalità che potrebbero essere più competitive e lanciare la sfida elettorale alla squadra di Campoli. Ipotesi ce ne sono, nominativi già ne circolano ma senza alcun tipo di ufficialità. Per il centrodestra, valutando che l’attuale segretario e consigliere pidiellino Rinaldo Ceccano mantiene la posizione di non candidarsi in quanto ha già espressamente detto che non ritiene che i tempi siano maturi, visto il suo ingresso nel Pdl da pochi anni,di personalità da spendere la coalizione pare ne abbia e più di una. 

E tra queste in questi giorni è uscito il nome del professor Luigi Mantuano che potrebbe permettere alla coalizione di conquistare anche il mondo cattolico, oppure dell’avvocato Giovanni Rosella, ex presidente della SPL Sezze o anche quello di Pino Ciarlo, ex vice sindaco di Sezze e candidato sindaco della Casa delle Libertà nel 2003, in procinto di entrare nel Pdl provenendo dall’ex FI. Ma le difficoltà maggiori della coalizione sembrano essere rappresentate dalla fusione di tutte queste anime e soprattutto dai personalismi che compongono la compagine alternativa all’attuale amministrazione. Trovare un equilibrio interno e un nome spendibile che sappia mettere d’accordo tutti oggi è l’imperativo di tutti i soggetti che intendono creare una alternativa a Campoli, senza creare però altre scissioni. La coalizione di centrodestra vorrebbe presentare il candidato ufficiale a settembre, con la ripresa dell’attività politica, o almeno sembrano essere queste le intenzioni. Si vuole fare presto e bene, in modo tale da presentarsi agli elettori preparati e con tutto il tempo necessario per stilare il programma di governo. La quadratura del cerchio va trovata senza danneggiare il lavoro di ricomposizione che in questi anni  il  Cantiere delle Idee ha fatto, e al quale hanno aderito il PSI, il Nuovo Polo, il Pdl, l’Altra Faccia della Politica, il MAS e Udeur. Vedremo.


Sezze, 18 maggio 2011

Una rotonda dedicata a San Carlo

La nuova rotatoria viaria in fase di completamento sulla SR 156 dei Monti Lepini, incrocio ex sito Cirio sarà intitolata a San Carlo da Sezze, patrono della città. Lo ha deliberato il Consiglio di Amministrazione di Astral Spa nei giorni scorsi, su richiesta del Presidente Giov. Battista Giorgi. In una nota, il presidente della società della Regione Lazio che ha in gestione la rete viaria regionale, ha comunicato al sindaco di Sezze Andrea Campoli il provvedimento preso, a dimostrazione della sensibilità espressa dal Presidente Giorgi per le istanze della comunità e del territorio fortemente legati alla figura del Santo. 

Gratitudine per l’intitolazione della rotatoria a San Carlo è stata espressa dal centro studi San Carlo da Sezze, nella persona del presidente Antonella Bruschi. Il pensiero avuto da Giorgi, infatti, si sposa pienamente con gli obiettivi del centro studi San Carlo che dal 1995 cura la conoscenza e diffusione del messaggio spirituale di San Carlo e si propone di recuperare la personalità ed il messaggio del più illustre concittadino di Sezze mediante una serie di iniziative. Antonella Bruschi, a nome di tutto il Cda del centro studi, ringrazia quindi il presidente e consigliere anziano Giorgi per la sensibilità avuta per questa ed altre iniziative passate. La nuova rotonda, al punto di vista della viabilità, invece, andrà a risolvere le criticità e la pericolosità dell'incrocio.


Sezze, 30 marzo 2011

L'Avis di Sezze incontra il Presidente Gianfranco Fini

Un incontro particolare, dal quale è nata una amicizia vera per una causa comune: donare il sangue e diffondere la cultura di un gesto così nobile e importante per salvare vite umane. Una delegazione dell’Avis di Sezze lunedì scorso è stata ricevuta niente poco di meno che dal presidente della Camera Gianfranco Fini. L’incontro è avvenuto direttamente nell’ufficio di Presidenza a Montecitorio. Il presidente dell’Avis di Sezze, Ubaldo Brandolini, accompagnato dalle volontarie dell’Avis di Sezze Laura De Angelis e Annalisa Casalini, hanno fatto visita alla terza carica istituzionale, in quanto egli stesso donatore e persona vicina da anni alle attività del circolo setino. «Da anni il presidente della Camera on. Gianfranco Fini, a titolo personale, ci aiuta con dei contributi per sostenere la causa dell’Avis – ha detto Brandolini – lui stesso è un donatore, non manca occasione per esprimere vicinanza a tutti i volontari dell’Avis. 

Con il presidente Fini è nata una amicizia e ci rincontreremo in futuro. Ci ha espresso viva soddisfazione per le attività di volontariato che stiamo portando avanti con tanta serietà e ci ha spronato a proseguire su questa strada». Brandolini, con la delegazione dell’Avis di Sezze, ha incontrato il Presidente Fini in occasione della presentazione dell’ultimo libro del Presidente della Camera. Per l’Avis di Sezze è stata l’occasione invece per donare all’onorevole il libro realizzato dalla sezione Avis “La Cornucopia” e per parlare delle diverse attività promosse su tutto il territorio e dei progetti futuri. Anche le ragazze dell’Avis sono rimaste colpite dall’incontro. «Il Presidente Fini - ci hanno detto - ci ha accolto con gentilezza e ci ha espresso tutta la sua gratitudine per quello che facciamo ogni giorno per le persone bisognose di cure. E’ stata una esperienza molto importante, che ci dà la forza per continuare a fare volontariato».Sezze, 28 marzo 2011


Sezze, 27 marzo 2011

Il maltempo mette in ginocchio l'agricoltura

Le piogge incessanti dei giorni scorsi hanno causato notevoli danni anche alle colture setine e agli impianti agricoli. Molte aziende hanno dovuto fare la conta dei danni dato che ad essere compromessi sono stati molte produzioni (carciofi e meloni in primis) e le stesse serre, molte delle quali sono state scoperchiate dalle raffiche di vento subendo danni anche alle strutture di ferro. Se agli investimenti sfumati si aggiungono le probabili sanzioni per il mancato conferimento del prodotto nelle cooperative, le quale hanno sottoscritto con le aziende dei contratti per la consegna dei prodotti, ecco che la situazione diventa alquanto critica e scoraggia ancora di più chi, in questi anni, ha voluto comunque rischiare, continuando a fare il contadino in una zona che sta perdendo la sua vocazione agricola. Non poteva mancare comunque la polemica. I titolari di diverse aziende se la prendono con il consorzio di Bonifica che, secondo gli agricoltori danneggiati, avrebbe dovuto mantenere i canali di scolo all’interno dell’area agricola in buono stato, cosa che avrebbe evitato l’allagamento degli appezzamenti di terreno e altri danni. «Paghiamo il cannone annuo con puntualità e pretendiamo che ci sia un minimo di attenzione per quelle situazioni più critiche. Circa due settimane fa – aggiungono - abbiamo contattato l’Ente per metterlo al corrente della situazione, dato che a causa del maltempo erano già stati creati seri danni alle colture per via dei canali che non riuscivano più a drenare l’afflusso delle acque piovane. Ci avevano parlato di un intervento e di una tempestiva pulizia dei canali ma nessuno è intervenuto ed ecco che siamo qui a contare i danni: parliamo di centinaia di migliaia di euro, danni che nessuno ci rimborserà». Gli imprenditori non escludono azioni legali nei confronti del Consorzio di Bonifica.


Sezze, 20 marzo 2011

Sezze festeggia i centocinquant'anni dell'Unità d'Italia 

La città di Sezze ha festeggiato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia con diverse iniziative. Oltre al concerto “Notte Tricolore per la Festa Nazionale dell’Unità d’Italia” tenutosi presso l’auditorio Mario Cosa nella serata di mercoledì 16 marzo, ieri ha assunto particolare rilevanza il consiglio comunale straordinario, al quale è seguita la cerimonia di inaugurazione della scultura in bronzo, realizzata dal Maestro Giuseppe Cherubini posta in “Largo dei Donatori” a ridosso del  Palazzo comunale. L’opera è un dono alla città e all’Avis da parte del Presidente di Astral e consigliere comunale anziano Titta Giorgi, che proprio ieri ha festeggiato in aula consigliare i suoi 36 anni ininterrotti di attività politica e amministrativa in Comune.

L’assise cittadina ha visto la partecipazione di illustri rappresentanti politici e istituzionali. Presenti i consiglieri regionali Astorre, Carella, il deputato Amici e l’eurodeputato De Angelis. Hanno preso parte ai lavori ex amministratori della città, assessori e consiglieri che con Titta Giorgi hanno governato la città per oltre 20 anni. Hanno mandato i loro saluti l’onorevole Zanda, Moscardelli, l’assessore regionale Malcotti e il presidente della Provincia Cusani. Per Titta è giunto in città anche il comico Martufello e ha mandato un messaggio anche l’attrice Sabrina Ferilli. Ma tra tutti l’ospite che ha dato sicuramente più lustro alla seduta consigliare è stato il Cardinale S.E. Sergio Sebastiani,  Prefetto Emerito della Congregazione degli Affari Economici della S. Sede.

La seduta si è aperta con una riflessione del presidente del consiglio Giovanni Zeppieri sull’importanza dell’unità della nazione, sul senso di appartenenza e sul simbolo che oggi deve ricoprire il Tricolore. E’ stata poi la volta del sindaco di Sezze Andrea Campoli che, in un intervento che ha suscitato molta partecipazione, ha spiegato il perché dei festeggiamenti. «Il 150° anniversario dell’Unità di Italia – ha detto Campoli – ci racconta un momento nel quale un popolo si è ritrovato ad essere una Nazione. Questa è una consapevolezza che dobbiamo tenere viva, in un periodo storico dove la memoria sembra essere diventata aleatoria. Occorre trasmettere alle nuove generazioni il ricordo del sacrificio che i tanti cittadini hanno compiuto, affinché l’esercizio della libertà venga sempre difeso». Il sindaco di Sezze ha poi spiegato ai tanti cittadini presenti il motivo per cui l’assise cittadina ha voluto unire il festeggiamento del Tricolore all’omaggio a Titta Giorgi, decano del consiglio comunale e personaggio più rappresentativo della città. «Titta è un esempio di buona politica – così Campoli – di dedizione alla sua città e di onestà. Titta ha rappresentato e rappresenta per tutti un modello, per la forza del dialogo che ha saputo trasmettere e per le proprie idee  che lo hanno sempre contraddistinto».

Tra gli interventi anche quello del consigliere Reginaldi «Titta è un esempio di unità» e dei consiglieri Ricci e Polidoro. Tra i vecchi amministratori che hanno condiviso con Giorgi un lungo periodo di governo della città, molto sentito l’intervento del professor Vincenzo Mattei che ha voluto parlare della «generosità», della «religiosità popolare» e dello «spirito di innovazione» che ha fatto di Giorgi un antesignano della politica provinciale e poi regionale. «Titta  - ha detto Mattei -ha saputo cogliere la ragione politica con umanità, due virtù per natura antitetiche ma che con Titta si sono fuse in una grande generosità». Dopo l’assise cittadina, il Cardinale S.E. Sergio Sebastiani ha benedetto la scultura in bronzo del Maestro Cherubini.


Sezze, 18 marzo 2011

Nuova ondata di furti in appartamento. Si chiedono maggiori controlli

Una nuova ondata di furti ha colpito il territorio comunale di Sezze. Nei giorni scorsi ad essere presa di mira e in pieno giorno località Monte Trevi, quartiere della città ad alta densità abitativa. Da quanto emerso diversi appartamenti sono stati “ripuliti” di ogni oggetto di valore. Ad avere la peggio alcune famiglie che abitano nelle cooperative di appartamenti situati nella zona più alta della città. Dalle testimonianze raccolte pare che i malviventi si siano introdotti negli appartamenti di giorno forzando finestre o portoni quando i proprietari degli immobili si trovavano fuori casa. Al rientro, evidenti segni di scasso, il mobilio disordinato e i beni di valore trafugati. I cittadini svaligiati dai topi d’appartamento hanno denunciato i fatti presso la caserma dei Carabinieri di Sezze. Quello dei furti in casa purtroppo è diventato nel corso degli anni un fenomeno sempre più frequente. A macchia di leopardo e in tempi diversi molti quartieri della città hanno dovuto fare i conti con simili episodi. Eclatante quanto accaduto la scorsa estate nella frazione di Crocemoschitto e Colli di Suso, ma anche zone di pianura come Ceriara di Sezze e la campagna setina. Per quanto successo nuovamente i cittadini tornano a chiedere maggiore sicurezza e un rafforzamento dell’organico delle Forze dell’Ordine della città. Si torna a chiedere alle massime autorità istituzionali di intervenire con piani di sorveglianza straordinaria, magari con l’ausilio di volontari come avvenuto in altri Comuni della nostra Provincia. I cittadini scongiurano che non si debba arrivare un’altra volta alla organizzazione di ronde notturne cittadine, come purtroppo accaduto a più riprese nei centri abitati colpiti dai furti.


Sezze, 15 marzo 2011

Speranze per il San Carlo, battaglia contro la Dondi

Intervista fiume al sindaco Andrea Campoli sulle due vicende più critiche di Sezze

Ospedale e Dondi. Questi i temi trattati dal sindaco di Sezze Andrea Campoli in una conferenza stampa fiume. Per la prima possibili speranza all’orizzonte, per la seconda è guerra aperta. Per la delicata vicenda del nosocomio setino e le voci insistenti di una chiusura imminente, il sindaco ha reso noto che è stato avviato un confronto con la direzione della ASL la quale in questi giorni sta producendo delle ipotesi. «Attendiamo la prova dei fatti - così Campoli -che dovrà comunque definirsi a breve termine, perchè la ASL sta redigendo un atto aziendale, come previsto dal decreto regionale». Il sindaco ha poi ripercorso tutte le tappe che il Comune di Sezze ha percorso a seguito del decreto della Presidente Polverini con il quale si disponeva la riconversione dell’ospedale di Sezze. «Abbiamo messo in campo – puntalizza Campoli - una serie di iniziative sia di mobilitazione che di contatti istituzionali, sfociati successivamente in un incontro che ho avuto con la Presidente e Commissario alla Sanità della Regione Lazio. In quella circostanza la Polverini, accogliendo queste argomentazioni e motivando la natura del suo provvedimento con il deficit strutturale della sanità regionale, ha sostanzialmente rimandato ad una successiva fase di confronto con la dirigenza della ASL, per cui il termine premesso del 01 gennaio del 2011 per l’attuazione dei provvedimenti sarebbe stato allungato nel tempo fino ad arrivare alla fine di giugno. 

Ad oggi c’è l’impegno ad ascoltare le argomentazioni delle istituzioni locali circa le modalità di attuazione dei decreti. Ci tengo a ribadire che nessuno sta vivendo questa vicenda in maniera inerte o passiva, ma stiamo seguendo quei canali che riteniamo siano gli unici giusti per definire nel dettaglio una ipotesi di caratterizzazione di rilancio del nostro ospedale». In atto anche un lavoro sinergico con la Provincia di Latina. Per il secondo punto all’ordine del giorno, la Dondi, è di questi giorni la notizia che la Giunta ha dato mandato al Sindaco di resistere nel giudizio promosso con la domanda di arbitrato notificata su istanza della Costruzioni Dondi S.p.A. La Concessionaria del Servizio ha reclamato il pagamento di 11.803.165,91 euro per i lavori svolti e per le utenze pubbliche del periodo 2005-2010. L’Ente si costituirà nell’arbitrato nominando l’Avvocato Alberico Marracino del Foro di Roma. «Avendo preso atto di questo giudizio arbitrale nel quale sono contenute richieste assurde, già bocciate nel precedente lodo arbitrale, abbiamo precisato la nostra posizione. Siamo convinti – spiega Campoli - che sia inammissibile la clausula compromissoria contenuta nell’atto aggiuntivo atrraverso la quale c’è la possibilità dei contraenti di addivenire ad un giudizio arbitrale che dirima in via amichevole le questioni inerenti la gestioni. Questa procedura, come già precedentemente contestato, è contra legem. Il primo elemento, quindi, che il nostro legale sottoporrà al giudizio arbitrale sarà la convinzione che la clausda compromissoria sia nulla. Qualora questa rimostranza non dovesse essere accolta, crediamo di avere le argomentazioni per confutare le richieste della concessionaria. In via ricompensionale, dato che siamo stati chiamati in giudizio, chiameremo la Concessionaria a pagare le penali per le sue inadempienze che i cittadini di Sezze vivono tutti i giorni sulle proprie spalle».


Sezze, 9 marzo 2011

Ritorna l'idea dell'ecocentro

Oltre 215 mila euro per potenziare ed incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in città. La Giunta comunale di Sezze nei giorni scorsi ha accettato il finanziamento regionale avente per oggetto la programmazione delle risorse finanziarie per gli anni 2009- 2011destinate al potenziamento della Raccolta Differenziata, un piano della racconta differenziata per il periodo 2009/2011 che assegna alla Provincia di Latina un importo totale complessivo di 11.236.634 euro. Il Comune di Sezze, deliberando, ha approvato lo schema di convenzione tra la Provincia di Latina e il Comune di Sezze e ha dato atto che il finanziamento sarà destinato per l’acquisto di diverse attrezzature utili per incrementare il servizio di raccolta dei rifiuti. Con i 215 mila euro il Comune acquisterà, infatti, un minicompattatore, un porter con vasca a cielo aperto, un Eurocargo con attrezzatura di compattazione e 2400 pattumiere di frazione organica, oltre a 220.000 buste annue per frazione organica e 430.000 buste colorate annue per il multimateriale. Il servizio di raccolta differenziato, svolto dalla società partecipata SPL Sezze resta quindi una delle priorità dell’azione di governo della Giunta presieduta dal sindaco Andrea Campoli. Da diversi anni il Porta a Porta è entrato in attività e in diversi quartieri periferici della città e dopo i primi tentennamenti lo smaltimento dei rifiuti sta dando anche a Sezze buoni risultati. Altra notizia relativa alla gestione dei rifiuti è quella del progetto Ecocentro. L’amministrazione comunale di Sezze, proprio in questi giorni, ha visitato dei siti per farsi una idea del centro e si sta proprio rivalutando l’ipotesi di realizzare un ecocentro, un sito nel quale possono essere conferiti i vari prodotti raccolti dalla differenziata, che vengono poi lavorati e composti in eco-balle con costi per il Comune pari a zero. L’eco centro – è stato già detto - non è un luogo in cui si manifestano emissioni di fumi, vapori o altro e non è nemmeno un inceneritore né un termovalorizzatore. Tra i siti che potrebbero ospitar l’eco centro, l’ex area dismessa della ex Sogeni, anche se a tal proposito molti sono stati i distinguo, anche all’interno della stessa maggioranza.


Sezze, 5 marzo 2011

In fumo la chiesa di San Lorenzo a Crocemoschitto

La comunità setina ieri si è svegliata con una di quelle notizie che gettano nello sconforto e che fanno riflettere: un incendio di vaste proporzioni è divampato all’interno della Chiesa di San Lorenzo Martire in località Crocemoschitto, molto probabilmente a seguito di un furto sul quale grava anche l’ombra e il mistero delle messe nere. Ma procediamo per gradi. L’allarme parte alle ore 8,10 quando una signora del luogo sente un forte odore acre e nota del fumo denso provenire dalla sacrestia della Chiesa. La parrocchiana avverte subito i Vigili del Fuoco e sul posto con tempestività si portano i Carabinieri di Latina, i militari della stazione di Sezze e la Polizia Locale. Nel frattempo però la notizia dell’incendio si allarga ai parrocchiani e al vicinato che arrivano anch’essi sul luogo dell’incendio, anzi da indiscrezioni pare che proprio alcuni di loro siano stati i primi a verificare quanto accaduto. All’arrivo delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco la chiesa ancora brucia in parte, le fiamme hanno già distrutto del tutto i locali della sacrestia ed è ancora in fumo la piccola navata della chiesa. 

I Vigili del Fuoco con duro lavoro e con l’ausilio di bombole di ossigeno sono riusciti, comunque, ad evitare che il fuoco si propagasse negli altri locali. Dai primi rilievi eseguiti è stato appurato che il tutto sia partito da un furto avvenuto in piena notte, intorno alle ore 3. Secondo gli inquirenti i ladri, dopo essersi introdotti nella chiesa sfondando una porta finestra, si sono portati nei locali della sacrestia in cerca di beni di valori e, molto probabilmente, nel momento della fuga involontariamente hanno innescato la miccia che ha provocato poi l’incendio: forse con una candela utilizzata per farsi luce. Gli inquirenti infatti hanno escluso categoricamente una connessione diretta tra il furto e l’incendio e considerano quest’ultimo un atto involontario da parte dei delinquenti che si sono introdotti nella chiesa, dimostrato poi con dei rilevatori di incendio. Ingenti i danni alla struttura, ridotti in cenere i documenti e l’archivio dei fedeli, gli abiti talari e altri paramenti. Se sul furto e sul conseguente incendio è stato aperto un fascicolo (nella chiesa sono stati apposti i sigilli da parte della Scientifica) ancora avvolto nel mistero l’episodio collegato alla profanazione del tabernacolo e delle ostie, al ritrovamento - da parte dei primi fedeli accorsi - del bambinello Gesù utilizzato per il natale posto al centro della sacrestia e della scomparsa – sembra – di due calici di ottone. Se su questo episodio gli inquirenti mantengono il riserbo, sono i fedeli a sospettare che l’incendio sia stato appiccato dopo la celebrazione di una messa nera. Su quanto avvenuto a dir poco sconvolto è il parroco polacco Padre Gregorio Pelczar che ieri addolorato non ha voluto rilasciare interviste.


Sezze, 1 marzo 2011

Caso Dondi, intervista al sindaco Campoli

Dopo il ricorso al Consiglio di Stato, si pensa al futuro

Doccia fredda in Comune per la sentenza emessa del Consiglio di Stato in merito agli aumenti tariffari praticati dalla Dondi a partire dal 1997, notizia pubblicata ieir sulle colonne del nostro giornale. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto le richieste dell’appellante (dondi) che chiedeva che la base di calcolo doveva essere individuata nella delibera della Giunta comunale di Sezze n. 1196 del 17 dicembre 1997 e non appellandosi alla base di calcolo individuata nella deliberazione del Comitato provinciale prezzi di Latina n. 18 del 24 luglio 1991. Il sindaco di Sezze Andrea Campoli, alla lettura della sentenza, alza le mani e ne prende atto. Amareggiato per un’altra sconfitta contro la Dondi non si dà però per vinto, anche perchè ci sono altre vicende che a breve l’amministrazione comunale dovrà impugnare sempre contro la Concessionaria del servizio idrico integrato. Sindaco Campoli, alla luce della sentenza del consiglio di stato che ha accolto il ricorso presentato dalla Dondi, come si comporterà adesso il Comune? «Non possiamo non prenderne atto». E’ ancora da ritenersi possibile la class action che l’Ente intendeva mettere in atto? «E’ ovvio che non ci sono più le condizioni. Eravamo in attesa della sentenza e se avessimo avuto ragione l’avremmo intrapresa come comunicato ai cittadini. 

Oggi, ovviamente, cadono tutti i presupposti». Con la Concessionaria del servizio idrico integrato le cose però si complicano sempre di più. Fresca anche la notizia dell’arbitrato richiesto dalla Concessionaria per i lavori già eseguiti? Si parla di 10 milioni e seicento mila. E così? «Il rapporto conflittuale con la Dondi è testimoniato anche da questa nuova richiesta a dir poco spropositata dato che mi dicono si parli addirittura di 12 milioni di euro. Come amministrazione comunale abbiamo già fissato per la prossima settimana, martedì, un incontro con il nostro legale e analizzati tutti i documenti torneremo a pronunciarci facendo valere in ogni sede le nostre ragioni che poi sono le stesse dei cittadini». Insomma la Dondi le vince tutte le battaglie. E’ così difficile rescindere il con la Dondi? «Dico solo che è molto difficile mantenere un rapporto sereno e tranquillo con la Concessionaria». Immaginiamo comunque un dopo Dondi. Andrea Campoli vede bene Acqualatina o la gestione diretta del Comune per mezzo della SPL? «La legge Galli impone dei modelli di gestione del servizio idrico. Inevitabilmente entreremo nella gestione dell’Ato 4 ( Ambito Territoriale ottimale) e quindi con Acqualatina che lo gestisce».


Sezze, 26 febbraio 2011

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso della Dondi

Aumenti tariffari dal 1997 ad oggi legittimi

«L’impostazione seguita dall’Amministrazione e condivisa dal primo giudice non trova adeguata fondamento nell’enunciato dell’invocata clausola della convenzione e non collima con i principi della legislazione in materia di determinazione delle tariffe per il servizio idrico. L’appello deve, di conseguenza, essere accolto e, in riforma della sentenza gravata, accolto il ricorso di primo grado, per l’effetto annullando il provvedimento impugnato. In considerazione della complessità della controversia le spese devono essere integralmente compensate». Con queste parole il Consiglio di Stato mette la parola fine alla controversa e delicata vicenda legata agli aumenti tariffari praticati dalla Concessionaria del servizio idrico integrato Dondi a partire dal 1997. Aumenti, si ricorda, che su ricorso dell’UPICA di Latina, erano stati oggetto di un attento esame da parte del TAR del Lazio, che, a distanza di 10 anni, li aveva considerati illegittimi, decisione poi impugnata anche dal Comune di Sezze intenzionato anche a promuovere una class action. 

A quella sentenza però la Dondi aveva risposto con un appello al Consiglio di Stato. Lo stesso Ufficio provinciale dell’industria e commercio di Latina aveva poi diffidato la società venveta a rettificare il modulario delle tariffe idriche per l’anno 1997 per «azione di legge ed eccesso di potere. Nella sentenza, comunque, si chiarisce un passaggio che poi ha di fatto portato il collegio ad accogliere le istanze presentate dalla Dondi. «Il regime tariffario per l’erogazione del servizio idrico è stato stabilito nella convenzione sottoscritta il 23 dicembre 1993 fra la Dondi ed il Comune di Sezze. In particolare, per quanto ora rileva, l’appellante con la convenzione citata - si legge nella sentenza -si è impegnata a non praticare maggiorazioni tariffarie fino al 31 dicembre 1996. Invero, non vi è dubbio sul fatto che il suddetto impegno sia stato rispettato.Le parti controvertono, invece, sulla base di calcolo per la determinazione delle tariffe da applicare successivamente a tale data. Secondo l’appellante, la base di calcolo deve essere individuata nella delibera della Giunta comunale di Sezze n. 1196 del 17 dicembre 1997. Secondo l’Amministrazione appellata la base di calcolo, ai sensi della convenzione stipulata, deve essere individuata nella deliberazione del Comitato provinciale prezzi di Latina n. 18 del 24 luglio 1991. 

Il Collegio condivide l’opinione dell’appellante». Le richieste della Dondi quindi sono state accolte definitivamente. La società rodigina, infine, ha ritenuto giustificati gli aumenti anche seguito dei costi impiegati per la copertura integrale dei servizi e per i vari interventi migliorativi apportati alla condotta comunale. Oltre il comune di Sezze, ad essere sconfitto, anche il Comitato Difesa Acqua pubblica che proprio sulla sentenza del Consiglio di Stato aveva riposto le sue ultime speranze e aveva addirittura invitato i cittadini a non pagare le bollette contenenti importi di fatture antecedenti l’anno 2000, ovvero 1997-98-99, seguiti quindi all’aumento delle tariffe. Nulla da fare.


Sezze, 24 febbraio 2011

Ospedale San Carlo, chiuso anche il centro antidiabetico

Situazione al collasso, oltre 800 pazienti senza assistenza

Anche il Centro antidiabetico presso l’ospedale setino San Carlo da martedì scorso ha chiuso i battenti nell’ambito di quello che appare a tutti un processo di smantellamento generale del nosocomio setino. Dopo l’intervento di area democratica del Pd di Sezze interviene sulla delicata situazione anche il consigliere provinciale del Pd, Enzo Eramo, che si farà portavoce presso i responsabili sanitari per chiedere che il servizio venga immediatamente ripristinato. «Il Centro Antidiabetico dell’ospedale San Carlo di Sezze - dice - coinvolge circa 800 pazienti di tutto il distretto dei Monti Lepini e con il trasferimento della dottoressa Talani sono subito emerse delle difficoltà tali da far chiudere lo stesso centro. Scriverò al direttore generale della Asl e al direttore sanitario per chiedere che il servizio ambulatoriale venga subito riattivato in quanto svolge per moltissimi utenti un servizio centrale che non possiamo permetterci di perdere». Eramo, in continuità anche con le richieste della corrente Area Democratica del Pd, crede che vadano messe in campo tutte le forze necessarie per impedire che la struttura sanitaria di Sezze venga definitivamente smantellata e privata di una offerta sanitaria che copre un bacino di utenza molto vasto. Il decreto della Polverini, da quanto si evince, però, pare che stia iniziando ad avere i suoi primi effetti, se si considera che a Sezze già non si accettano più visite mediche dopo il mese di aprile, se si pensa che è iniziato lo smontaggio delle apparecchiature del Day Surgery (unica vera novità di rilancio sanitario per Sezze) e che sono iniziati i primi trasferimenti dei dirigenti della Asl.


Sezze, 17 febbraio 2011

Sabato 19 febbraio manifestazione Acqua Pubblica

Il Comitato Difesa Acqua Pubblica di Sezze rende noto che alla manifestazione pubblica indetta per sabato 19 febbraio a sostegno del referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua (quesiti ammessi dalla Corte Costituzionale), hanno aderito partiti, movimenti, associazioni, sindacati, comitati locali e provinciali acqua pubblica, singoli consiglieri comunali e provinciali. Il Comitato ricorda che la manifestazione è anche a favore e per la tutela degli utenti di Sezze, in merito al servizio idrico e alla depurazione, rispetto all'operato della Concessionaria Dondi nei confronti degli utenti. Ecco chi prenderà parte all'iniziativa pubblica: IDV, SEL, PDL, PSI, R.C., UDEUR, VERDI, FdS. Oltre ai partiti elencati parteciperanno i movimenti di Nuova Area, Nuovo Polo, MLIS e MAS L'altra faccia della politica. Hanno pubblicamente aderito anche le associazioni Setina Civitas, Cinque Stelle, Federconsumatori, i sindacati CGIL e UIL e i Comitati Difesa Acqua Pubblica di Sezze, Aprilia, Bassiano, Maenza assieme a quello provinciale. Poi anche esponenti del Forum Difesa Acqua Pubblica e il Consiglio dei Giovani di Sezze. Il Comitato, quindi, invita tutte le forze politiche, sociali, sindacali, i movimenti e le associazioni che hanno aderito, a partecipare alla manifestazione senza alcun simbolo e, se lo ritengono opportuno, a portare con proprio intervento un contributo a sostegno del Referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua e delle altre questioni all'oggetto dell'iniziativa.


Sezze, 9 febbraio 2011

Il San Carlo in chiusura

Non si accettano più visite specialistiche dopo aprile

Ma che fine farà l’ospedale di Sezze. Dal novembre scorso, mese in cui il sindaco di Sezze Andrea Campoli è stato ricevuto dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, non se ne sa più nulla. Ci sono novità? Il decreto di riordino della sanità in che misura ha investito il nosocomio setino San Carlo? Ci saranno quei tagli alla sanità tanto temuti? Perché non se ne parla più? Ci sarà la riconversione? Queste ed altre domande iniziano a circolare per la città, considerando che dopo manifestazioni pubbliche, blocchi ferroviari e tante dichiarazioni di guerra, ad oggi non ci sono stati sviluppi e la situazione sembra in fase di stallo. L’ultima, e inquietante se fosse confermata, la notizia della chiusura dell’ospedale prevista per il mese di maggio. Numerosi pazienti, giunti negli sportelli della struttura di via San Bartolomeo per prenotare visite specialistiche, infatti, pare che abbiano appreso da medici e infermieri che proprio a maggio l'ospedale chiuderà i battenti

Notizia che ha gettato nello sconforto in molti e che se non è stata confermata da nessuno ma nemmeno smentita. Inoltre, il diniego delle prenotazioni per le visite specialistiche, starebbe a dimostrare che a chiudere i battenti non saranno solo i diversi reparti ma anche gli ambulatori specialistici che, stando a quanto ci hanno detto i pazienti, già da un paio di settimane non stanno più registrando appuntamenti oltre il mese di aprile. «Presso gli sportelli ambulatoriali - ci ha detto un paziente del nosocomio setino -non prendono più appuntamenti per visite specialistiche oltre il mese di aprile. Questo andrebbe a confermare quanto detto in camera caritatis da alcuni medici che operano presso il San Carlo, ossia che a maggio il nostro ospedale chiuderà. Tra i servizi sanitari che dovrebbero rimanere in piedi solo il Pronto Soccorso, o meglio punto di primo soccorso. Per il resto gira voce di una chiusura di tutta la struttura». La città allora chiede smentite o conferme, e un aggiornamento della situazione del San Carlo


Sezze, 1 febbraio 2011

La croce spenta e le luminarie ancora accese

A chi spetta spegnere le luminarie? E la croce che fine farà?

Mentre la grande croce in ferro situata sul colle dell’Anfiteatro è spenta ormai da settimane, le luminarie natalizie continuano a lampeggiare come se fosse ancora Natale. Diversi cittadini segnalano l’anomalia considerato che le luci natalizie accese sono uno spreco inutile di energia elettrica, quando invece diversi quartiere di periferia, ad oggi, non sono stati raggiunti dalla pubblica illuminazione nelle strade. 

Per quel che riguarda la croce dell’Anfiteatro, alta 54 metri ed eretta nel 1956 per volontà dell’avvocato Filiberto Gigli, e facente parte del complesso del Teatro Sacro Italiano (o quel che resta di esso dopo i lavori iniziati e abbandonati a se stessi) è stata per Sezze una novità gradita dalla comunità setina, in quanto elemento simbolo della cristianità e della nostra tradizione. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Campoli, infatti dopo oltre 30 anni di inattività ha voluto ristrutturare nelle sue componenti elettriche la grande croce, non solo per rievocare la Passione di Cristo ma per fare di essa una caratteristica della città, un simbolo appunto che identificasse Sezze come città Passione di Cristo non solo il giorno del Venerdì Santo. 

E così è stato per oltre un anno e mezzo, ma ora la Croce è tornata nel buio e tutte le belle intenzioni sembrano essere state dimenticate. Quale è il motivo dello spegnimento della croce setina? Un guasto all’impianto? O ci si è accorti che il consumo di energia dei 7200 led è abnorme? Il progetto originario di ripristino dell’impianto, infatti, avrebbe dovuto realizzarsi mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici ma, al momento della realizzazione, ci si è scontrati con delle difficoltà logistiche. Resta, comunque, una dispendiosa contraddizione: la croce è spenta mentre le luminarie continuano a luccicare per le vie della città. A chi spetta spegnerle? E la croce che fine farà?


Sezze, 31 gennaio 2011

Sicurezza questa sconosciuta

Il duro intervento del consigliere Casadei

Le rapine, i furti e gli arresti per droga in città (ultimo in ordine di tempo quello del tunisino) spingono il consigliere comunale di opposizione, Paolo Casadei, a chiedere interventi volti a ripristinare sicurezza e legalità a Sezze. «Quando mi sono insediato in Consiglio comunale – afferma Casadei – si parlava di misure da adottare per combattere quei fenomeni che potevano mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Si parlava di controlli periodici, di potenziamento delle forze dell’ordine, di contrasto ai fenomeni di immigrazione clandestina. Ad oggi però di tutti questi propositi si è persa ogni traccia e nessuna sa che fine abbaino fatto. Si è cominciato realmente ad agire – si chiede il consigliere – o quel documento presentato in Consiglio è rimasto solo lettera morta?». L’esponente del Nuovo Polo setino ricorda che già un anno fa il movimento politico che lo sostiene aveva affrontato la questione sicurezza cercando di attirare l’attenzione dell’Amministrazione comunale di Sezze. A distanza di tempo, però, tutti i buoni propositi sono finiti nel dimenticatoio. «Nulla è cambiato – sostiene ancora il consigliere comunale -. Chiedevamo anche attraverso una petizione popolare maggiori controlli e vigilanza del territorio, il potenziamento delle forze dell’ordine, un monitoraggio e un censimento degli immigrati e delle abitazioni affittate. Queste richieste fatte quasi un anno fa sono le stesse che torno a riproporre all’Amministrazione setina». Paolo Casasei sulla sicurezza non transige, occorre il pugno di ferro, cosa che non riesce ad intravedere nell’azione della Giunta Campoli. «E oramai palese – conclude - l’inefficienza di chi governa il paese nel mettere in campo quanto deciso in un Consiglio comunale convocato proprio per discutere della questione sicurezza». Casadei, eletto nelle file della maggioranza, al momento della surroga del compianto Lino De Angelis ha deciso di lasciare la maggioranza, sedendosi tra i banchi dell’opposizione perché non convinto dell’operato della Giunta Campoli.


Sezze, 27 gennaio 2011

Un bando per le opere pubbliche

Avviata una politica di investimento nell'ambito del Prg

La Giunta comunale di Sezze, lo scorso 21 gennaio, ha deliberato di indire un importante Bando Pubblico per la «per la definizione e la realizzazione di programmi d’intervento o di opere pubbliche di iniziativa privata di rilevante interesse pubblico». L’amministrazione comunale, infatti, intende portare avanti la Variante al PRG (proprio oggi alle ore 12,30 è prevista una conferenza stampa del sindaco), come già confermato negli anni passati (nel 1997 l’incarico affidato all’architetto Fuksas). Ora però ritiene «necessaria ed urgente una politica del territorio che guardi a nuove forme di investimento nei vari settori e che sia il frutto - leggiamo nella delibera - di una valutazione delle attuali condizioni economiche, sociali e culturali che permettano al nostro Comune di essere centro di aggregazione per tutti e volano dell’economia non solo del nostro territorio ma anche dei Comuni limitrofi». La decisione delle Giunta comunale scaturisce dalla considerazione che sul territorio comunale insistono insediamenti industriali dismessi ormai da anni, attività commerciali, artigianali ed agricole che necessitano di uno sviluppo ai fini concorrenziali e di investimenti sia strutturali che occupazionali senza emigrare in altri Comuni. 

Da via Diaz sottolineano, inoltre, che la progettualità su cui si vuole far leva riguarda in modo particolare alcune aree della Pianura la quale «necessità di essere rivalutata quale elemento del territorio di rilevante importanza e snodo degli investimenti in campo commerciale, terziario e turistico ricettivo». Del territorio comunale, comunque, sono state già individuate delle aree ben precise quali Sezze Scalo, Zona di Ceriara, Zona Migliara 47, Zona Ponte Corradini e la Zona di Suso, dove sono presenti non solo siti abbandonati ma immobili destinati ad attività commerciali, artigianali e terziario e per attività commerciali, ricettive e terziarie. Il Bando, dunque, rivolto a soggetti privati, viene considerato dall’Ente «un modo per dare risposte concrete e immediate a soggetti che intendono credere ancora al territorio ed al suo sviluppo realizzando gli interessi della collettività attraverso una procedura partecipativa nella nuova visione e funzione del territorio stesso».


Sezze, 3 gennaio 2011

Gestione rifiuti, avanza l'ipotesi di un consorzio

Primi contatti tra i Comuni di Sezze, Roccagorga e Pontinia

L’amministrazione comunale di Sezze ha prorogato per tutto il 2011 l’incarico di gestione dei rifiuti solidi urbani alla SPL Sezze (mentre il rinnovo del Cda è previsto per la prossima primavera). Per il nuovo anno la società interamente partecipata dell’Ente comunale continuerà, quindi, ad occuparsi anche del trasporto, della gestione e della riscossione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Alla scadenza del 2011 la gestione dell’immondizia per i Comuni sotto i 30 mila abitanti, però, dovrà essere messa a Bando, e Sezze figura tra questi enti comunali. Ecco quindi che va trovata una soluzione, un modo alternativo che possa permettere di gestire i rifiuti e soprattutto il Porta a Porta e il sistema di raccolta differenziata senza rimanere con il cerino in mano. Pare che proprio in tal senso si stia pensando ad un consorzio di smaltimento dei rifiuti tra diversi Comuni dell’area Lepini. 

Sembrano interessati a tale proposta, e per questo ci sono stati dei primi contatti, il Comune di Sezze, il Comune di Roccagorga e il Comune di Pontina, amministrazioni comunali toccate in maniera diversa dalla stessa problematica. L’idea è quella di costituire un grande consorzio che possa riunire in un’unica gestione dei rifiuti urbani i tre Comuni che oggi sono guidati da amministrazioni di centrosinistra, considerando che il Comune di Roccagora ha prorogato per soli sei mesi all’Ama la gestisce dei i rifiuti in attesa di un nuovo appalto (se ne occuperà successivamente la SPL o la Trasco?), mentre a Pontinia la multiservizi Trasco si trova nelle medesime condizioni di Sezze: ha un anno di tempo. L’operazione di un nuovo Consorzio che possa occuparsi della gestione dei rifiuti in più Comuni sembra aver già messo d’accordo le amministrazioni interessate che, sul tema, stanno dialogando per non rimanere con le mani in mano alla fine del 2011. Il Consorzio dovrebbe essere costituito solo per la gestione dei rifiuti mentre le municipalizzate, tra cui la SPL Sezze e la Tresco, continuerebbero a gestire gli altri servizi comunali come tuttora fanno: dalla gestione dei trasporti scolastici, alla mensa, illuminazione pubblica ed altro ancora. Vedremo


Sezze, 31 dicembre 2010

Nasce il gruppo di responsabilità

Di Palma, Vitelli, Cerrone e Reginaldi a sostegno della maggioranza

Si sono autodefiniti “gruppo di responsabilità”. I consiglieri comunali di opposizione Serafino Di Palma, Antonio Vitelli, Lino Cerrone e Roberto Reginaldi in consiglio hanno già assunto posizioni di sostegno all'operato amministrativo del sindaco Andrea Campoli e continueranno a dialogare con la maggioranza e a sostenerla per quei progetti di sviluppo che ritengono prioritari per la città. «Le dimissioni del sindaco, sin dall'inizio, sono sembrate più una questione legata a chiarimenti politici interni al P.D. e alla maggioranza di centro-sinistra, per cui essendo noi minoranze, non ci è sembrato opportuno dare alcun giudizio di merito. Tuttavia – leggiamo nella nota del gruppo - abbiamo apprezzato che il PD abbia voluto discutere della questione relativa al programma amministrativo e agli assetti istituzionali col nostro gruppo, riconoscendo la validità delle nostre battaglie e il coraggio delle nostre scelte, fatte alla luce del sole e in trasparenza. Nessuna richiesta di alcuna poltrona (né assessorati né membri nel cda della SPL spa), perchè pensiamo che l'onere e l'onore di governare spetti esclusivamente al sindaco ed ai consiglieri di maggioranza eletti, stabiliti dalle urne». 

Per il Gdr tre comunque sono le priorità: «Sezze Scalo, Ceriara e la Pianura - dicono - devono diventare il perno dell'azione amministrativa del prossimo anno e mezzo, con i grandi interventi legati all'acquisizione dei terreni dell'area dell'ex Aeroporto e con l'inizio, entro giugno, dei lavori per la realizzazione della nuova Piscina Comunale. A ciò, vanno aggiunti gli interventi ormai divenuti non più rinviabili, e già finanziati nell'Assestamento, sul sistema stradale della pianura setina, come pure l'apertura del distaccamento comunale presso lo Scalo, che faciliterà molti cittadini relativamente all'accesso degli atti e delle certificazioni pubbliche». Altro nodo centrale il rapporto di discontinuità con la Dondi. «Continuare nella strada intrapresa – affermano i consiglieri - dell'elevazione delle penalità alla concessionaria (già notificate per quasi 1,1 milioni di euro), affinchè sia messa, quanto prima nelle condizioni di andarsene e liberarci dalla sua gestione del servizio idrico». Importante anche il nuovo assetto istituzionale della Regione delle Province. «Un nuovo assetto istituzionale che ci liberi dal peso insopportabile dei centri di potere romani che hanno fatto solo male a questo territorio. Essa rappresenta la più alta mission politica del Presidente Cusani, che continua sempre a dimostrare vicinanza alle esigenza del territorio setino, indipendentemente dal diverso colore politico dell'amministrazione comunale».

La Provincia anno 2011