articoli di Alessandro Mattei

             La Provincia luglio/dicembre 2009

>>>

Sezze, 29 dicembre 2009

Posta non consegnata, disagi in pianura

Portalettere disorientati e gli utenti costretti a pagare i ritardi

La posta non arrivata da giorni, per l’esattezza da oltre un mese. Nessuna bolletta, nessun avviso di pagamento né lettere di auguri. I residenti di via Fontana Acquaviva, via Sandalara, via Roana e parte di via del Murillo a Sezze Scalo, non credendo che si trattasse di un periodo natalizio esentasse, si sono rivolti così al personale dell’Ufficio Postale competente chiedendo spiegazioni e denunciando il disservizio. Ed è così che sono venuti a conoscenza che il problema sarebbe dovuto all’assenza di portalettere del luogo. I postini che sono stati incaricati di consegnare la corrispondenza, infatti, sarebbero solo di Priverno, poco esperti quindi delle località di pianura dove la toponomastica scarseggia a differenza di altre zone di Sezze Scalo. Il personale addetto alla consegna a domicilio pare che sia stato cambiato dopo la chiusura dell’Ufficio Postale di via Bari e del conseguente spostamento degli sportelli presso la frazione di Borgo Faiti per furto con scasso dell’edificio setino. Dal febbraio scorso, però, i residenti non avevano mai avuto problemi di consegne, venuti in essere invece solo dal mese di novembre, forse a causa di un ulteriore cambiamento di personale. A chi si è rivolto agli Uffici di Priverno è stato detto che la colpa della disorganizzazione postale sia solo dell’ufficio tecnico del Comune di Sezze che ancora non avrebbe provveduto ad ultimare la toponomastica delle zone rurali della città, e tra queste quelle della pianura. Motivazione sicuramente probabile ma non giustificatoria della confusione creatasi dato che, seppur senza numeri civici, i residenti delle strade al centro della polemica avevano sempre ricevuto posta e bollette da pagare. Proprio a tal proposito, gli utenti del servizio postale, dovranno fare i conti anche con i pagamenti scaduti, non sapendo a chi addossare le colpe, perché pare che dagli uffici dove viene smistata la corrispondenza risulti che la posta sia stata sempre consegnata e arrivata a destinazione. Un vero mistero insomma.


Sezze, 24 dicembre 2009

Issata la croce sul campanile di San Pietro

Un fulmine la colpì negli anni '90

«Un piccolo pezzo di storia che viene recuperato, un altro elemento caratteristico dell’architettura del nostro centro storico e della chiesa di San Pietro e Marcellino. Seppur piccolo, l’intervento è comunque significativo per la valorizzazione urbanistica del paese, per la memoria storica della nostra città e della comunità religiosa. La croce rappresenta il simbolo della cristianità e mancava dal campanile più alto della città da molti anni». Il consigliere anziano Titta Giorgi si riferisce alla croce di marmo che lo scorso 19 dicembre è stata issata sulla cupola della Chiesa San Pietro e Marcellino in piazza Margherita a Sezze. La croce, allora in ferro e lega, venne abbattuta a seguito di un fulmine che colpì la chiesa e la stessa croce nei primi anni Novanta del secolo scorso. Mentre la copertura della chiesa venne ristrutturata, la croce non fu più risistemata e venne dimenticata. Se oggi la croce è ricomparsa sul punto più alto del centro storico è per iniziativa della Confraternita dei Sacconi e soprattutto per Vittorio Evangelista che ha voluto che la croce venisse di nuovo installata. 

L’intervento è stato possibile grazie all’interessamento logistico della SPL Sezze e del suo presidente Vincenzo Rosella e grazie a Luigi Fanella l’artista setino che ha realizzato la croce in marmo. Il supporto in ferro è stato realizzato dallo stesso Titta Giorgi, mentre la ditta Vincenzo Palazzi ha messo a disposizione la gru per issare la croce. Il consigliere comunale ci tiene a sottolineare che per tutta la città la croce significa molto. E’ solito dire, infatti, che anche dai piccoli interventi si denota l’interessamento di una persona alla propria città. La messa in opera della croce ricade nell’Anno Caroliano. E’ notoria la devozione del Santo setino per l'altare della Madonna dinanzi al quale San Carlo sostava in preghiera. La chiesa già in passato è stato oggetto di restauro. Encomiabile il lavoro del frate cappuccino, Padre Reginaldo Zamboni, rimasto nel cuore di tutti i parrocchiani. Malato, solo ed anziano, egli si prodigò comunque per far sì che San Pietro tornasse ad essere l'orgoglio della città. Stesso discorso per l’orologio del campanile che oggi è di nuovo fermo perché nessuno si è più curato dalla sua manutenzione dopo il restauro avvenuto diversi anni fa assieme a quello della facciata e della sacrestia. La chiesa fu edificata nel 1589 con l'intervento del comune di Sezze che stanziò ben 70.000 scudi per la sua realizzazione, essa tra l’altro ospitò addirittura la famosa Accademia degli Abozzati.


Sezze, 16 dicembre 2009

Opposizione divisa e maggioranza senza partiti

Diatribe, ripicche e veleni per infischiarsene dei problemi reali

Mentre la maggioranza consigliare sta diventando il rifugio dei senza partito (si veda il gruppo degli indipendenti), l’opposizione appare stradivisa e in preda ad una profonda crisi identitaria. La dimostrazione di tale stato, a dir poco evidente, è rappresentato dalla salute politica del gruppo che dovrebbe far riferimento al Popolo delle Libertà e al centro destra in generale. Le vecchie ruggini e i dissidi dei mesi scorsi non si sono placati anzi, nel corso dei giorni si sono acuiti e hanno creato fratture che oggi appaiono insanabili. L’opposizione consigliare è suddivisa in sottogruppi che a loro volta sono animati da dissapori e ripicche personali. Dell’allora compatto gruppo del Pdl restano compatti solo il consigliere comunale Rinaldo Ceccano e l’ex sindaco di Sezze Lidano Zarra. Mentre il consigliere Antonio Piccolo, eletto nella lista di Alleanza Nazionale, sembra giocare su più fronti e in più occasioni ha voluto sottolineare una autonomia decisionale estranea al gioco di squadra. 

Sull’altro fronte, ad oggi, si posizionano i consiglieri comunali Antonio Vitelli e Serafino Di Palma, rispettivamente eletti per la lista “PD per Zarra” e per il “Movimento Democratico”. Outsider il consigliere eletto nella lista di Forza Italia, Roberto Reginaldi, che recentemente sembrava in linea con Vitelli e Di Palma ma che oggi, improvvisamente, appare distante e non propenso a sottoscrivere alcunché con i due colleghi di opposizione. Solitario e libero da schemi di segreterie e direttivi sembra essere l’altro consigliere di opposizione Claudio Casalini, eletto nella lista Area Democratica e oggi rappresentante dell’Udc. Altro discorso per il consigliere Lino Cerrone, eletto per la lista Centro Democratico e oggi elemento di maggioranza in quota Pd. La situazione, quindi, è caotica e non permette alle forze di minoranza incisività. Le mozioni che vengono presentate sono spesso prive di vedute condivise, non esiste un fronte comune e non si trova un ragionamento unitario nemmeno per quelle problematiche che, al contrario, dovrebbero essere affrontate e risolte dall’intero consiglio comunale. Di tutto questo marasma, la maggioranza non ne approfitta, anzi soffre meno di quanto potrebbe.


Sezze, 9 dicembre 2009

Una facoltà di agraria al monastero delle clarisse

Il consigliere provinciale Eramo ha chiesto 5 milioni per la struttura

Dall’informazione alla disinformazione il passo è veramente breve. Ed è quello che potrebbe succedere in merito all’annosa vicenda della ristrutturazione del Monastero delle Clarisse di Sezze. Nei giorni scorsi, a tornare sull’argomento, è stato il capogruppo del Pd in Provincia Enzo Eramo che è intervenuto chiedendo alla Provincia di incrementare di 5 milioni di euro il finanziamento da destinare al completamento dei lavori che da anni stanno interessando il Monastero. La proposta di emendamento del democratico setino andrà ad inserirsi nei capitoli di Bilancio 2010. Ad Eramo interessa il completamento dell’opera e di tutti quegli edifici antichi di proprietà della Provincia di Latina che da anni aspettano una completa riqualificazione e che, per mancanza di fondi, spesso, sono lasciati a marcire tra l’incuria e l’abbandono. 

Da qui però a dire che il consigliere provinciale lanci una nuova idea di destinazione del Monastero ce ne passa. Il consigliere Eramo, si riferisce ad un intervento pubblicato nei giorni scorsi su internet da Iniziativa Sociale, nel quale si dice che Eramo sarebbe propenso a realizzare nella struttura un centro di accoglienza per anziani. «Niente di più falso – afferma Eramo – la mia personalissima proposta è quella di sempre, ossia creare nel monastero delle Clarisse una sede distaccata della Facoltà di Agraria. Credo che per l’agricoltura dell’agro pontino e per l’economia locale sarebbe un grande impulso sia in termini di ricerca che di investimento che potrebbero esserci nel settore agricolo». A onor del vero, infatti, la proposta della realizzazione di un centro di accoglienza nel monastero setino non è stata mai fatta dal consigliere Eramo né da nessun altro consigliere in modo particolare ma sarebbe una delle ultime tante proposte che baluginano da decenni a questa parte. A tal proposito la lista sarebbe lunga, alla quale si potrebbe aggiunge in appendice anche l’elenco di presunti o veri proponenti ma rischieremmo di fare veramente disinformazione. Se è vero quindi che di proposte ce ne sono tante, aspettiamo almeno che finiscano prima i lavori e poi si vedrà. E comunque, onde evitare altre polemiche, forse sarebbe il caso di leggere attentamente gli aritcoli.


Sezze, 3 dicembre 2009

Sviluppo locale da sostenere

Piano Casa, Prg e Tarsu, le richieste di Titta Giorgi

L’ultima seduta consigliare di lunedì scorso ha approvato con i voti dell’intero Consiglio la delibera che prevede la “riduzione fino al massimo del 30% del contributo dovuto in riferimento agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria”. Si tratta di un atto in attuazione del cosiddetto “Piano casa”, ossia del decreto legge emanato dal Governo per le nuove disposizioni sull’edilizia privata. La stessa Regione Lazio, in ottemperanza al decreto, ha emanato una legge che prevede “Misure straordinarie per il settore edilizio ed interventi per l’edilizia residenziale sociale”. Stiamo parlando della legge che consente l’ampliamento degli edifici del 20% nel rispetto di alcune condizioni, tra cui quelle sui rischi sismici e quelle a favore delle costruzioni a norma. La maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Campoli, e la stessa opposizione, si è mostrata compatta nell’apprezzare tali disposizioni di legge. Ad aprire i lavori, il consigliere anziano Titta Giorgi, il quale ha impostato un ragionamento prettamente sociale sul modo di intendere e avvalersi nel miglior modo della delibera sul Piano Casa e sullo sviluppo economico in generale. «Credo che non si debba fare oggi un discorso di maggioranza o di minoranza. E’ necessario in questo momento di grave crisi economica – ha detto Giorgi - rimboccarci tutti le maniche e fare ognuno la propria parte. In merito al Piano Casa ritengo che bene fa questa amministrazione a recepire la possibilità che la Regione Lazio dà agli Enti di inserire delle norme che riguardino il proprio territorio e che tendono a dare una risposta a quelle esigenze che molti ci hanno manifestato. Esse non sono in contrasto con la nostra visione del Nuovo Prg che è e resta il punto programmatico di questa amministrazione. 

Oggi però dobbiamo saper approfittare di questa proposta sull’edificabilità che sicuramente non è esaustiva ma che può dare risposte immediate ad esigenze attuali». Quella che propone Giorgi è una concertazione, un confronto di idee che punti alla concretezza, al fare più che al parlare. «Il Prg è necessario e urgente - aggiunge Giorgi - ma non per questo non dobbiamo approfittare di strumenti urbanistici concertati con i soggetti e la popolazione interessata che deve essere essa stessa propositrice di idee. Gli accordi su idee di sviluppo possono essere un momento di confronto vero. Il contatto con la gente lo sento mio. Per chi come me considera la politica un servizio, non può essere cieco e sordo in questo momento di crisi economica. Il ragionamento sul piano casa non può prescindere dalla realtà quotidiana di difficoltà che le attività economiche e produttive vivono e ancor di più delle nostre famiglie, a partire dalle classi deboli e indifese. La politica è servizio. La gente ha bisogno di noi. Siamo qui per dare risposte». L’intervento dell’esponente del Pd si è concluso con una serie di proposte in materia di pressione fiscale per dare un contributo e un rilancio ai settori produttivi in difficoltà. «Propongo di prevedere una riduzione del 20% della Tarsu per i nuclei familiari composti da una sola persona con più di 65 anni, per i nuclei a mono reddito con due o più figli che non superano i 20 mila euro annui, per i nuclei familiari al cui interno vi sia un disabile grave. Propongo infine che il Bilancio dei settori produttivi di questo ente preveda una forma di contributo, sovvenzione o altra forma giuridica, che preveda una riduzione Tarsu per le attività ricettive necessarie per un rilancio de accoglienza del nostro Comune».


Sezze, 28 novembre 2009

Sulla strada della rescissione del contratto

Consumi, fatture già pagate per mandare a casa la Dondi

Quella di mercoledì scorso è stata una riunione dei capigruppo molto importante in merito all’atteggiamento che l’Ente comunale assumerà nei confronti della Dondi. O così sembra. Dal vertice è emersa la volontà di invertire la tendenza nella gestione tra Comune e Concessionaria in merito alla gestione futura dell’acquedotto. Siamo al punto di una probabile cessione anticipata del contratto di gestione, contratto trentennale che lega la Dondi a Sezze per altri 14 anni. Ad esprimere soddisfazione per come sia andata la riunione, due consiglieri comunali provenienti dell’opposizione, Vitelli e Di Palma. Quella ideata, infatti, potrebbe configurarsi come una svolta epocale e bipartisan. «Appare oramai chiaro il mutato clima politico-amministrativo sulla questione Dondi, che sembra far intravedere all’orizzonte una svolta epocale nell’erogazione del servizio idrico – affermano Antonio Vitelli e Serafino Di Palma - esso potrebbe essere svolto con nuovi soggetti, pubblici e privati, dopo una possibile cessione del contratto da parte della società di Rovigo». 

Salutate positivamente anche le dure prese di posizione del sindaco Campoli e della maggioranza su alcune questioni: in modo particolare sulle due fatture inserite nel lodo che risultano già pagate, e sui consumi idro-potabili per le pubbliche utenze che negli ultimi 2 anni, da quando si è avviato il controllo, non risultano sforare alcun limite, come invece ha dichiarato la Dondi per i 13 anni precedenti. Motivo, quest’ultimo, per il quale il Comune è stato obbligato a pagare quasi 1,5 milioni di euro. A tutto ciò va aggiunto il controllo più stringente attuato sui lavori straordinari, e la richiesta immediata della restituzione di 1.570.000,00 euro alla Dondi per consumi anticipati dal Comune alla Regione Lazio, ma che sarebbero a carico della concessionaria. «Lo stesso Sindaco - leggiamo nella nota - ha dovuto dare atto che, le nostre battaglie sul canone di depurazione fatto pagare nonostante l’assenza del servizio e l’applicazione dell’art. 31 della Convenzione sulle penalità in caso di servizi inefficienti, rafforzano la sensazione che il rapporto Dondi spa e Comune di Sezze sia oramai agli sgoccioli, come tra l’altro sembra confermare il mancato pagamento di 3 mensilità ad alcuni suoi operai». 

Insomma, ci sarebbero tutte le condizioni per rescindere il contratto o, quanto meno, ci si aspetta da parte della Dondi una diversa applicazione della convenzione. «Attendiamo atti e passi conseguenti - chiudono i due consiglieri - e promettiamo di mantenere alto il livello di guardia sulla questione delle penalità da applicare e sul controllo di gestione sulla concessionaria, così come non ci tiriamo indietro sulle proposte di future forme di gestione dell’acquedotto comunale che la normativa vigente consentirebbe di demandare, sic et simpliciter, alla SPL spa».


Sezze, 25 novembre 2009

Miglioriamo l'ingresso del paese

La proposta del consigliere provinciale Enzo Eramo

Un tavolo tecnico per affrontare seriamente due problematiche presenti in territorio setino. E’ questa la proposta partita ieri (17 novembre scorso) da Enzo Eramo, capogruppo Partito Democratico in Provina di Latina a Salvatore De Monaco, assessore ai lavori pubblici dell’Ente provinciale. Eramo si riferisce a due questioni che chiama «nodi cruciali per Sezze». Il primo, riguarda l’ingresso al paese, stiamo parlando dell’incrocio che da via Ninfina conduce verso le località Casali e Zoccolanti o verso il centro della città. Per l’esponente del Pd si tratta di una arteria ad elevata densità di traffico e che, a causa della inadeguatezza delle carreggiate, rende necessaria una soluzione idonea e concordata. Si pensa ad una rotatoria proprio all’altezza dello stop. Il secondo punto, invece, riguarda il sito archeologico nei pressi dello stesso incrocio, dove sono presenti e ben visibili i resti di un antico tempio dedicato a Saturno. L’idea del capogruppo del Pd, insomma, è quella di coniugare sicurezza stradale con rispetto e valorizzazione del territorio. «Al riguardo - afferma Eramo in una nota -sarebbe opportuno che al tavolo tecnico partecipasse anche la sovrintendenza dei beni culturali, per quanto di competenza, allo scopo di individuare percorsi e progetti per la valorizzazione di tale sito».


Sezze, 23 novembre 2009

Spazi sociali cancellati, l'attacco di Sinistra e Libertà

Privatizzate le gestioni dei due centri sociali setini

Spazi sociali cancellati? Da quanto sostiene Patrizio Lisi di Sinistra e Libertà sembra proprio di sì. Il coordinatore del movimento setino parla di un accordo tra amministrazione comunale e soggetti privati che pare abbia cancellato la natura pubblica dei due centri sociali a favore del privato. «In questi ultimi giorni- afferma Patrizio Lisi - un accordo tra l’amministrazione comunale e alcuni soggetti (dei quali non è ancora nota la natura giuridica) ha praticamente sancito la privatizzazione delle ultime due strutture pubbliche presenti in paese a servizio della collettività, ossia i due centri sociali di Sezze e Sezze Scalo. Sembrerebbe che gli obbiettivi dell’accordo, anche se nessuno conosce i contenuti, puntino al miglioramento e alla qualità dei servizi per entrambe le strutture. 

Fin qui tutto bene – aggiunge - ma quando si entra nella sfera della gestione e dell’organizzazione, viene cancellata la natura pubblica delle strutture. Alcuni soggetti hanno praticamente sostituito l’amministrazione eliminando qualsiasi forma di comunicazione tra le parti. In parole povere le iniziative di loro gradimento posso essere effettuate, le altre che magari non producono entrare ma informazione vengono accantonate». A sostengo della sua tesi, Lisi riporta un fatto accaduto recentemente. «Durante una riunione informativa richiesta dal nostro gruppo politico presso il centro sociale di Sezze scalo per presentare agli agricoltori la petizione popolare “Salviamo l’agricoltura contadina setina” – dice - abbiamo dovuto sudare sette camice per poter usufruire di una stanza, regolarmente richiesta dopo aver seguito correttamente tutto il complesso flusso burocratico. Dopo circa due ore di intense discussioni con i soggetto privato siamo riusciti a far valere i nostri diritti». Sinistra e Liberta si chiede che senso abbia costruire immense strutture con soldi pubblici, se poi non si hanno le capacità politiche per gestirle. «Le finalità sociali, secondo le quali questa amministrazione doveva distinguersi rispetto alle precedenti, dove sono finite?».


Sezze, 17 novembre 2009

Ritardi da... 4 milioni di euro

Diffusioni idriche, Vitelli e Di Palma chiedono la penale alla Dondi

Il consiglio comunale di ieri è stato tutto incentrato sulle disfunzioni idriche e sulle conseguenti sanzioni che potrebbero essere applicate alla concessionaria Dondi. Con fare certosino, Vitelli e Di Palma, si sono messi a calcolare le penali da applicare alla Dondi in caso proprio di disfunzioni del servizio idrico setino. Si tratta di un calcolo basato su una segnalazione reale e attualissima ed altre pregresse già segnalata dagli stessi consiglieri comunali all’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze nel rispetto della convenzione stipulata con la con cessionaria del servizio idrico. Per i due esponenti di opposizione, mandare a casa la Dondi è ormai un chiodo fisso. Entrambi li abbiamo visti in prima linea per segnalare altre problematiche legate alla società di Rovigo e a sostegno degli utenti setini. Una per tutte, ad esempio, quella legata alla depurazione che non verrebbe effettuata. 

Una nuova dimostrazione ieri, quando la seduta ha preso il via da una segnalazione recentissima e che si riferisce al periodo che va dal 20 ottobre scorso a ieri. A sostegno della penale che dovrebbe scattare alla Dondi i due consiglieri comunali riportano direttamente l’articolo 31 della convenzione stipulata tra la società e l’Ente comunale. In base all’articolo, entro 30 minuti dalla segnalazione della perdita, dovrebbe esserci un intervento del tecnico e se ciò non avviene è prevista una penale di € 258,22; entro 60 minuti dalla segnalazione, invece, è previsto un intervento della squadra di operai e se non avviene neanche questo scatta una penale di € 516,45 che per ogni minuto successivo ai 60 minuti previsti per l’intervento degli operai esiste una penale di € 0,51. Stando al caso specifico che Vitelli e Di Palma riportano, il ritardo accumulato è stato di 22 giorni + 19 ore, per cui la penale da applicare sarebbe di oltre 17 mila euro. A questo punto si fa interessante la proiezione delle disfunzioni pregresse dal 2007 al 2009. Dunque, se per ogni caso dovrebbe essere applicata una sanzione di circa 17 mila euro, questa, calcolata per due anni darebbe una somma di oltre 420 mila euro. 

Mentre la proiezione di 13 anni di gestione Dondi porterebbe addirittura ad una somma di 4,1 milioni di euro che basterebbe al Comune per rifarsi sulla concessionaria e per sanare il lodo Dondi. Questo, ovviamente, nel caso in cui ci fosse la tanto richiesta commissione di vigilanza che desse modo di applicare, caso per caso, gli articoli della convenzione tra Comune e Dondi. Vitelli e Di Palma comunicano, infine, che «chiunque volesse segnalare guasti e disfunzioni della rete idrica dell’acquedotto comunale, può telefonare ai seguenti recapiti telefonici : Di Palma Serafino, 346-8783036 e Vitelli Antonio, 346-8783426». I Consiglieri Comunali provvederanno a segnalare all’ufficio comunale le disfunzioni e vigileranno sulla corretta applicazione delle penalità nei confronti della Concessionaria Dondi SPA, secondo quanto stabilito dall’art. 31 della vigente Convenzione


Sezze, 12 novembre 2009

Dopo il Lodo Dondi c'è il rischio del Lodo Acqualatina

La denuncia del movimento Provincia futura

Comune avvisato Comune mezzo salvato? Così, però, non sarà, dato che si profila una ipotesi di un piano di salvataggio per Acqualatina. Ad esternare dubbi e perplessità è il portavoce di «Provincia Futura» Paolo Di Capua, che parla del rischio di un Lodo Acqualtina dopo il Lodo Dondi. «Dopo il Lodo Dondi i cittadini di Sezze devono aspettarsi anche il Lodo Acqualatina? Si profila un piano di salvataggio di Acqualatina che indurrà una approfondita discussione in Conferenza dei Sindaci sui debiti di bilancio da coprire, che graveranno in quota percentuale anche sui cittadini di Sezze. La nostra città - afferma Di Capua -fa parte dell'Ato 4 ed è socio di Acqualatina con una quota di 1,8% di azioni e apparteniamo all’Ato 4 con quota partecipativa del 3,6666 %». 

Per l’esponente della lista civica di Domenico Guidi, le questioni quali “la convenzione di gestione “, il patto “parasociale”, il “piano d’ambito” e il “Mutuo Delfa Bank” avrebbero dovuto trovare spazio in sede discussione comunale in quanto queste tematiche produrranno impegni economici anche per Sezze e quindi per i suoi cittadini. «Evitiamo l’imposizione di un nuovo barzello nei confronti di Sezze – consiglia Provincia Futura – affrettiamoci a disertare la conferenza dei sindaci e parliamone in consiglio comunale». Essere o non essere della provincia di Latina? Questo il dilemma di Sezze nei confronti dell’ente provinciale in quanto a tasse e balzelli vari si esiste, mentre ad agevolazioni e benefici no. «Sezze da molto è discriminata. I sezzesi - aggiunge Di Capua -non solo non godono di questo servizio ma sono penalizzati in quanto soci e perché non usufruiscono delle agevolazioni a favore delle fasce deboli in riferimento alle delibere della Provincia di Latina». E mutuo Delfa Bank? «Sul mutuo di 115 milioni di euro concesso ad Acqualatina - chiude - era necessaria la garanzia da parte del socio pubblico, quindi siamo coinvolti e ogni Comune avrebbe dovuto accettare o respingere il contratto di pegno chiesto dalla banca e solo successivamente avrebbe dovuto esserci il passaggio alla conferenza dei sindaci».


Sezze, 9 novembre 2009

Che fina ha fatto "La Città dei Giovani"?

Centro storico sempre più ne degrado e nell'abbandono più totale

Era il 7 maggio del 2007 quando il Comune di Sezze (allora commissariato) e la Compagnia dei Lepini presentavano un progetto per il rilancio del centro storico denominato “La città dei Giovani”. Alla presentazione del centro polifunzionale, promosso dalla Sinistra Giovanile di Sezze parteciparono, tra gli altri, il consigliere regionale Domenico Di Resta, il commissario Prefettizio Leopoldo Falco, il presidente della Compagnia dei Lepini Giancarlo Siddera e l’ex segretario della Sg Remo Grenga, oggi assessore alla Politiche giovanili. La Regione Lazio stanziò un finanziamento di 20 mila euro per lo studio di fattibilità che venne affidato all'architetto Alessandro Balestrieri e alla sociologa Antonella Ciarlo. Alla Compagnia dei Lepini il compito di coordinare gli studi per la realizzazione del progetto esecutivo. La prima fase, a cui aderirono gli Scout, l’ associazione Setina Civitas, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani, si concluse così e si auspicarono tempi celeri per il proseguimento di uno studio per rendere possibile la seconda fase del progetto che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le attività produttive del centro storico di Sezze. Non sappiamo adesso se il progetto Centro commerciale naturale “Via Grande” promosso recentemente dall’attuale amministrazione comunale rappresenti il proseguimento mascherato della seconda fase de “La Città dei Giovani”, ma sappiamo con certezza che né l’uno né l’altro sono riusciti a centrare gli obiettivi prefissati. La situazione generale del centro storico è sempre la stessa, il suo totale abbandono è rimasto inalterato, anzi ci sono punte di degrado più evidenti.

Il centro polifunzionale prevedeva una serie di strutture ricettive (Ludoteca, Sala prove musicale, Sala incontri e bar, Sala feste, Cineteca, Laboratorio Fotografico) volte alla risoluzione di decennali problematiche legate essenzialmente alla carenza di strutture per favorire aggregazione, punti di incontro e socializzazione. Quello che preoccupava (e che preoccupa) era il degrado sociale del centro storico, abbandonato oggi ad usi inurbani e al disordine collettivo di una società multietnica che non ha punti di riferimento. L’allora entusiasmo per “La Città dei Giovani” oggi è paragonabile alla delusione degli stessi soggetti proponenti che hanno visto l’interessante progetto sparire dalla circolazione come altre interessanti proposte per il rilancio del cuore setino. L’amarezza per un sogno infranto, o forse trasformato in qualcosa di diverso che non abbiamo avuto modo ancora di vedere o capire, si registra anche nel commento di uno dei promotori dell’iniziativa, Ignazio Romano di Setina Citivas. Il presidente della Consulta delle Associazioni di Sezze, quando gli chiediamo del progetto de La Città dei Giovani, ci fa capire che di quella idea non si è saputo più nulla come per tanti altri riposti nel cassetto del Comune di Sezze da anni. «Il livello di vita è cresciuto con esigenze, usi e costumi che si sono modificati ed hanno portato i cittadini di Sezze ad abbandonare il centro storico. Il fenomeno dell’immigrazione senza controllo, che progressivamente ha occupato gli spazi lasciati liberi, ha alterato la realtà sociale dell’abitato impoverendolo». Questa era una delle tante motivazioni che i proponenti scrissero nel 2004 per il progetto. Da allora è cambiato qualcosa? Si è tutto peggiorato e degenerato. 


Sezze, 4 novembre 2009

Più controlli e vigilanza grazie ai volontari

La richiesta dei consiglieri comunali Vitelli e Di Palma

Il prossimo question time sarà caratterizzato da un lungo elenco di interrogazioni consiliari. Tra quelle protocollate assumono particolare importanza quelle sottoscritte dai consiglieri comunali Antonio Vitelli e Serafino Di Palma. Nella prima i consiglieri di opposizione chiedono al sindaco Campoli e alla sua maggioranza di implementare il servizio di controllo del territorio grazie ai volontari. «Si chiede di sapere se è intenzione di questa amministrazione – leggiamo nella interpellanza - di avvalersi della facoltà e del potere conferito al Sindaco dal Decreto sulla Sicurezza, per l’implementazione del Servizio di Controllo del Territorio Comunale, mediante l’utilizzo di personale volontario, che abbia i requisiti previsti dalla nuova disposizione normativa». In un’altra richiesta gli esponenti di minoranza chiedono di indire un bando per l’iscrizione al gruppo comunale volontari di Protezione Civile.

«In virtù delle funzioni importantissime svolte nel nostro territorio dai Volontari della Protezione Civile, relativamente a prevenzione e spegnimento Incendi Boschivi, pronto intervento per situazioni di grave pericolo sociale e controllo del Territorio ed ausilio importantissimo (per lo svolgimento di numerose iniziative al fine di garantire sempre,la massima sicurezza ed ordine pubblico); vista la situazione fortemente deficitaria, in termini di risorse strumentali (Centro Coi) ma soprattutto in termini di risorse umane – prosegue la richiesta - si chiede se l’amministrazione setina vuole procedere, come stanno facendo molte amministrazioni della provincia, nell’indire il bando e l’avviso collegato, per l’iscrizione al gruppo comunale volontario della Protezione Civile».


Sezze, 29 ottobre 2009

Strade pericolose, servono più controlli

Sulla Migliara il traffico è raddoppiato, si corre troppo

L’ultimo incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi sulla Via Degli Archi, per fortuna senza gravi conseguenze per gli automobilisti coinvolti, risolleva la problematica della pericolosità delle strade comunali di Sezze e quelle provinciali che ricadono sul territorio setino. Come deterrente contro l’alta velocità, in più occasioni, si è parlato dell’istallazione di autovelox anche su via degli Archi e sulle tanto trafficate Migliara 46 e 47. I consiglieri comunali di zona hanno già avanzato tale proposta al sindaco di Sezze, Andrea Campoli, il quale si sta interessando del problema coinvolgendo anche gli Enti proprietari delle arterie considerate particolarmente pericolose. Nei vertici che ci sono stati nelle diverse sedi si è convenuto che, ovviamente, non bastano solo rilevatori di velocità per abbattere il fenomeno degli incidenti ma occorrono controlli e agenti stradali per la vigilanza. Proprio via degli Archi, strada di competenza provinciale, dimostra altresì che gli interventi strutturali a poco servono se non si impongono regole ferree e sanzioni a chi trasgredisce il codice della strada. 

La suddetta strada, proprio recentemente, infatti è stata oggetto di un intervento di rifacimento completo della pavimentazione ma non è servito a scongiurare nuovi incidenti stradali. Sulle Migliara 46 e 46 ½ il problema della viabilità poi si è acuito dopo la chiusura della 156 dei Monti Lepini al chilometro 35 a causa della presenza del cantiere dei lavori per la realizzazione del raddoppio della strada regionale. Insomma, occorrono una serie di provvedimenti mirati, a cominciare dai controlli viari. L’autovelox installato sulla 156 dei Monti Lepini, dai dati del Comando della Polizia Locale, ha portato ad un miglioramento della viabilità sul tratto interessato dai rilevatori di velocità. Dopo la fase iniziale, che ha fatto registrare oltre 20 mila multe per alta velocità in un mese, gli automobilisti, a quanto pare, sono diventati più disciplinati e il rispetto dei limiti di velocità è diventato abbastanza ordinario.


Sezze, 20 ottobre 2009

Tempi di magra per la Giunta Campoli

I debiti fuori bilancio vincolano l'Ente e ridisegnano l'agenda

Il riconoscimento dei quasi 4 milioni di debiti fuori bilancio apre una stagione di magra per le casse comunali. A partire dai 2,4 milioni di euro che il Comune di Sezze deve alla Dondi, e che verranno spalmati nell’arco di tre anni, passando alle passività legate al bilancio della SPL Sezze, sino alla batosta delle spese legali del Lodo e di quelle di gestione degli uffici comunali, nei prossimi due anni la maggioranza guidata dal sindaco Andrea Campoli dovrà tirare la cinghia e puntare solo sulle opere finanziate dalla Regione Lazio. In sostanza l’amministrazione comunale, al governo dal maggio del 2007, cercherà di concentrarsi sulla realizzazione del nuovo depuratore e sull’Ecocentro. Si tratta di due grandi progetti già finanziati dalla Regione Lazio e che prevedono di essere quantomeno iniziati dall’attuale classe di governo. In cantiere anche altre opere comunque importanti come il rifacimento di via del Guglietto, la costruzione del parcheggio nel Piazzale della Stazione a Sezze Scalo e la riqualificazione di alcuni vecchi edifici nel centro storico di Sezze. Oltre alle opere programmate la maggioranza consigliare intenderebbe approvare il nuovo Piano regolatore Generale, lo strumento urbanistico che a Sezze è fermo agli anni Settanta. E’ chiaro che l’attuale amministrazione comunale sta pagando una serie di vicende amministrative pregresse che prima o poi qualcuno avrebbero dovuto risolvere. Per ammissione dello stesso primo cittadino si è parlato di «una fase di austerità ma di senso di responsabilità». In aula, comunque, non sono mancate le polemiche. Il consigliere Serafino Di Palma ritiene a dir poco incredibile che l’attuale amministrazione debba sborsare una somma considerevole per parcelle varie e che abbia affidato all’architetto Viglianti un nuovo lavoro quando lo stesso professionista ha presentato un decreto ingiuntivo nei confronti dell’Ente.


Sezze, 18 ottobre 2009

Raccolta differenziata allo Scalo più che eccellente

Intervista al presidente della SPL Vincenzo Rosella

Ad un mese dall’avvio della raccolta differenziata a Sezze Scalo, il presidente della SPL Sezze, architetto Vincenzo Rosella, esprime massima soddisfazione per i risultati ottenuti nel mese di settembre. Gli utenti di Sezze Scalo, dati alla mano, si stanno dimostrando cittadini modello, in quanto sia a collaborazione che a rispetto delle regole stanno permettendo di far innalzare quella percentuale di raccolta differenziata in tutta la città. Presidente Rosella, il 7 settembre scorso la SPL Sezze ha dato il via alla raccolta differenziata alla Scalo, quali sono i primi dati che la società ha in possesso? «Intendo complimentarmi, a nome di tutta la SPL Sezze, con le 1100 famiglie di Sezze Scalo che da un mese stanno partecipando alla raccolta differenziata del Porta a Porta. I dati che abbiamo in possesso sono più che eccellenti, a dimostrazione della maturità dell’utenza». 

Quali sono i primi riscontri in termini di percentuali? «Dal 7 di Settembre al 7 di ottobre abbiamo raccolto oltre 90 mila chili di rifiuti, dei quali il 78% è stato differenziato mentre il restante 22% è stato portato in discarica. Dati del genere fanno ben sperare per il futuro e ci danno stimoli a continuare e a migliorare il servizio del Porta a Porta». Quali sono stati i problemi maggiori? «Per gli utenti di Sezze Scalo non c’è stato alcun problema, tranne qualche ritardo iniziale nella consegna delle buste. Per il resto debbo dire che la popolazione di Sezze Scalo ha risposo in maniera eccellente al servizio della differenziata, rispettando le regole e i suggerimenti che abbiamo inserito negli opuscoli che abbiamo consegnato ad ogni famiglia». Se allo Scalo la raccolta differenziata è stata sinora un successo, nelle altre zone come è andata? «I risultati più deludenti, ad oggi, arrivano dal centro storico di Sezze. Su 1400 collaborato al Porta a Porta solo 300 famiglie. Per località Monte Trevi e per Colli Suso, invece, i risultati sono ottimi come nella frazione dello Scalo». Nella classifica di Legambiente sino all’anno scorso Sezze figurava tra i paesi con la percentuale più bassa di raccolta differenziata (circa il 6%). Come ci attestiamo oggi? «Siamo molto ottimisti, speriamo di chiudere l’anno al 35%. In città sta maturando la cultura della raccolta differenziata». Proprio nei giorni scorsi si è parlato di carenza delle buste per la raccolta, soprattutto allo Scalo. Cosa c’è di vero? «Proprio nulla. In deposito abbiamo oltre 60 mila buste e ne abbiamo ordinate altrettante. Per la sola frazione di Sezze Scalo ce ne sono a disposizione 20 mila. Gli utenti possono ritirarle nel centro sociale dove a breve i giorni a disposizione dell’utenza saranno incrementati».


Sezze, 15 ottobre 2009

Il Comune ha rischiato il dissesto finanziario

Debiti fuori bilancio per quasi 4 milioni di euro

«Abbiamo rischiato il dissesto finanziario». Lapidario in sede di consiglio comunale il commento del primo cittadino di Sezze Andrea Campoli. L’assise di ieri è stata caratterizzata, infatti, dagli interventi sui rischi che l’Ente comunale ha corso in riferimento al riconoscimento dei debiti fuori bilancio che, nel Comune di Sezze, sfiorano i 4 milioni di euro. Per l’esattezza stiamo parlando di 3,8 milioni di Euro, una passività storica e che sarà pagata in rate sino alla conclusione della consigliatura. Ad incidere pesantemente sulle casse comunali i 2,4 milioni di euro che il Comune deve alla Dondi, concessionaria del servizio idrico della città, a fronte dei 958mila euro di credito maturati dall’Ente sulla stessa società. Alla già pesante somma si aggiungono le spese legali del Lodo, le passività legate al bilancio della SPL Sezze e le spese di gestione di alcuni uffici. I quasi 4 milioni di euro impallidiscono se si considera che il Bilancio comunale, per quest’anno, è di poco superiore ai 20 milioni di Euro. La discussione in consiglio comunale, comunque, è stata pacata anche perché vi erano delle assenze sia nei banchi della maggioranza che nell’opposizione. Ha destato nervosismo, invece, l’atteggiamento dell’ex primo cittadino Lidano Zarra che dopo l’appello si è eclissato con i consiglieri Rinaldo Ceccano e Antonio Piccolo. Dalla parte della maggioranza è stato sottolineato questo comportamento dato che fu proprio la giunta Zarra a decidere di ricorrere al Lodo per provare a risolvere la questione con la ditta di Rovigo. Il dato è tratto. Oltre ad avere conseguenze amministrative, il riconoscimento dei debiti fuori bilancio potrebbe portare con sé anche strascichi politici, dato che sarà difficile gestire la cosa pubblica con tutte queste ristrettezze economiche. La coperta adesso è diventata veramente corta.


Sezze, 22 settembre 2009

C'era una volta Via delle Rose

L'opera realizzata dagli anziani ora luogo di incuria e degrado

Da luogo affascinante e suggestivo qual era, è diventato un bivacco e un’area di totale degrado. Stiamo parlando di Via delle Rose, opera realizzata nel 1986 dagli anziani di Sezze che, da oltre un decennio, è stata abbandonata dalle Istituzioni. Un anno e mezzo fa, però, veniva comunicata l’imminente riqualificazione del Viale. I servizi sociali di Sezze diedero notizia di un progetto di recupero presentato in collaborazione con il Dipartimento Salute Mentale della ASL di Latina. Nel maggio del 2008 venne rese nota l’iniziativa per la quale si sottolineò una sinergia tra gli uffici dei Servizi Sociali dell’Ente comunale e laASL di Latina. Una sinergia però che oggi resta sulla carta dal momento che diversi anziani setini denunciano ancora una volta il vergognoso stato in cui si trova Via delle Rose. Il lungo viale che costeggia la montagna e che unisce l’ingresso del Teatro Sacro Italiano (anch’esso distrutto) con la grande croce di ferro, e che si affaccia sulla Pianura Pontina, oltre ad essere un sito trascurato rappresenta una zona di pericolo pubblico viste le condizioni in cui versano le pareti del muro in sassi, ormai inclinato e franato in più parti. Oltre a ciò girano voci che la stradina sia diventata meta di tossicodipendenti e area di bivacchi notturni. Cartacce, buste di plastica, bottiglie di vetro e quant’altro sono in bella mostra là dove una volta vi erano rose e piante di ogni genere molto curare dagli stessi anziani. La suggestione del bellissimo belvedere, quindi, è stata cancellata dal degrado e soprattutto dalla presenza di una discarica a cielo aperto. Gli anziani del paese si chiedono che fine abbia fatto il progetto di recupero presentato oltre un anno fa dai responsabili del servizio sociale di Sezze. Ci si chiede se la proposta sia stata accolta e se la volontà da parte del Comune di Sezze sia ancora la stessa del maggio 2008. L’amarezza, per un progetto apparentemente dimenticato, è cresciuta quando la croce in ferro è stata riaccesa per la processione del venerdì santo di quest’anno (Occasione per l’attuale amministrazione di visibilità e rispetto degli impegni presi) dato che in molti in città avevano pensato (e sperato) che quella sarebbe stata l’occasione per riqualificare il viale delle rose. Ma così purtroppo non è stato.


Sezze, 19 settembre 2009

Riapre a ottobre l'ufficio postale di Sezze Scalo

Dopo numerose sollecitazioni i lavori di ripristino dei servizi

Ancora non c’è la data ma presumibilmente l’Ufficio Postale di via Bari a Sezze Scalo riaprirà i battenti nella prima settimana di ottobre. In questi giorni i tecnici incaricati stanno lavorando per collegare tutti i servizi telefonici necessari per l’apertura del container adibito a ufficio. Da quanto abbiamo appreso sono stati proprio i collegamenti telefonici a ritardare le operazioni di riattivazione di tutti i servizi. La notizia dell’imminente sblocco dell’impasse arriva dopo una lunga polemica durata oltre sei mesi, e da quando cioè l’immobile delle Poste Italiane è stato distrutto a causa del colpo portato a segno da malviventi con acetilene e ossigeno. Un furto con scasso che ha completamente devastato tutta la struttura esistente impedendo agli inquirenti di entrare nei locali poiché delle particelle di amianto (presenti nel controsoffitto) hanno contaminato il luogo e reso pericolose le operazioni di recupero dei documenti. Sia l’amministrazione comunale, per impegno diretto del sindaco Andrea Campoli, che diverse forze politiche delle città, in questi mesi di vuoto, si sono impegnate per sollecitare i responsabili delle Poste a ripristinare i servizi necessari per gli utenti di Sezze Scalo. Nei giorni scorsi, l’associazione Sezze Futura, per bocca del suo rappresentante locale, Paolo Di Capua, aveva lanciato l’idea di una manifestazione per le vie dello Scalo se i servizi non fossero stati riattivati nel più breve tempo possibile. Chiuso dal febbraio scorso l’Ufficio Postale ha procurato agli utenti setini non pochi disagi e problemi postali vari. Qualche esempio? Per ritirare una raccomandata si doveva salire a Sezze negli uffici ubicati nel centro storico. Per riscuotere la pensione ci si doveva recare a Borgo Faiti per mezzo di una navetta messa a disposizione solo due volte a settimana. Mentre non è stato possibile effettuare operazioni su conti correnti perché tutti i documenti e le pratiche necessarie giacciono ancora negli archivi del prefabbricato chiuso. Si spera che anche questo problema trovi soluzione con la riapertura degli Uffici Postali.


Sezze, 18 settembre 2009

Coalizione a rischio. Basta arroganze ed atteggiamenti fastidiosi

Il monito del consigliere comunale Luciana Lombardi

Messaggi in codice? Avvertimenti? Campanelli di allarme? Chiamateli come volete ma le dichiarazioni del consigliere comunale Luciana Lombardi sembrano proprio andare in una direzione ben precisa che sa di monito pesante nei confronti dei colleghi di maggioranza che parlano poco, si impegnano meno e poi pretendono chissà cosa. E se non li si accontenta sono pure pronti a tirare per la giacca sindaco e assessori. «E’ necessario – afferma Luciana Lombardi - regolare i rapporti di convivenza fra le diverse anime di questa coalizione fissando i principi di comportamento che debbono essere rispettati da tutti, altrimenti si rischia di rovinare questo percorso politico con esplosioni interne deflagranti. Non si può - continua il presidente della commissione Settori produttivi - accettare l’atteggiamento di quei consiglieri che si prendono i meriti delle idee vincenti e prendono, invece, le distanze dalle idee contestate, quando spesso non hanno nemmeno contribuito alla nascita di quelle idee, né delle une né delle altre». L’esponente di maggioranza dice ai suoi colleghi che non basta pronunciarsi con un sì o con un no senza dare adeguate motivazioni. «Basta con la politica dell’ignorante che ha dalla sua parte solo l’indice che deve alzare il consiglio. Se si deve essere una squadra - aggiunge -la si deve essere sempre e comunque e non a seconda degli obiettivi da raggiungere. E’ certo che l’azione politica posta in essere da questa Amministrazione va vista come un’azione comune, i distinguo non sono opportuni come non è opportuno farsi trasportare dal vento del potere, ora del potere politico, ora del potere economico ed è indecoroso essere a favore o contrari a seconda delle circostanze degli ambienti e degli interlocutori». L’affondo della Lombardi si fa più pesante. Il consigliere comunale parla di «consiglieri arroganti» e di «atteggiamenti fastidiosi». Il rischio? Lo delinea la stessa Lombardi: «… altrimenti sarà difficile arrivare alla fine di questa legislatura». Ma sarà stato il Pit a fare imbestialire la Lombardi? Del progetto integrato territoriale, infatti, il resto della maggioranza non ha mosso un dito. Come se la cosa (il rilancio dell’agricoltura setina) riguardasse solo consigliere e assessore. O forse sarà stata la vicenda delle sesta farmacia che dovrebbe nascere a Sezze Scalo, della cui commissione la Lombardi è la presidente?


Sezze, 16 settembre 2009

La sfida di Ignazio Marino parte da Sezze

La mozione presentata alla presenza di molti militanti

sito ufficiale  http://www.scelgomarino.info

Il senatore Ignazio Marino, candidato alla guida della segreteria nazionale del Pd, ha scelto Sezze per proseguire il suo tour nelle Province italiane. Ieri, presso il ristorante “Da Barbitto”, il professor Marino ha incontrato tantissimi militanti della provincia per spiegare i tratti salienti della mozione che lo vede in lizza alla guida del Partito Democratico contro Franceschini e Bersani. Nell’incontro pubblico, organizzato dall’on. Titta Giorgi, membro del coordinamento regionale e nazionale della mozione Marino, hanno partecipato autorevoli esponenti democratici tra cui Ileana Argentin, deputato Pd e candidata regionale nel Lazio per la mozione Marino, l’euro deputato Francesco De Angelis, Sandro Bartolomeo ed Ezio La Penna, rispettivamente coordinatore provinciale e locale della mozione Marino. Dopo una breve introduzione di Titta Giorgi, e dopo il saluto del Sindaco di Sezze, Andrea Campoli, è stato Sandro Bartolomeo ad aprire il giro degli interventi. 

L’ex sindaco di Formia ha tracciato la mappa delle adesioni alla mozione Marino che, da un piccolo gruppo, nel giro di poche settimane, è cresciuto e si è sviluppato ramificandosi in tutto il territorio provinciale. «Merito, laicità, tolleranza, serietà e professionalità – ha detto -gli aspetti che stanno determinando una spinta in avanti del gruppo che fa riferimento a Ignazio Marino». La parlamentare del Pd, Ileana Argentin, ha sottolineato, invece, quanto Marino rappresenti veramente il nuovo, il rinnovamento. «Abbiamo bisogno di rinnovamento - ha detto -ma che non sia solo anagrafico. I giovani debbono saper raccogliere vecchie e nuove idee per crescere e fare del Pd un partito aperto alle esigenze del Paese». Al senatore Marino, la chiusura degli interventi. Il luminare della medicina prestato alla politica ha iniziato il suo intervento citando Kennedy. «Voglio una politica del fare, dove il coraggio deve prevalere sulla timidezza». Il candidato, contrapposto a Bersani e Franceschini, ha comunicato alla platea di aver deciso candidarsi alla guida del Pd dopo essersi accorto che il partito, nel giro di pochi mesi dalle elezioni del 2008, ha mandato all’aria tutti i buoni propositi che avevano ispirato la grande adunata che aveva eletto Walter Veltroni segretario del nuovo soggetto politico. «Le correnti - così Marino -hanno prevalso sulla voglia di fare. 

Le correnti, che sono una malattia, hanno creato un nuovo potere e un nuovo sottopotere e il Pd si è diviso subito su questo». Solo per fare un esempio, Marino ha parlato delle mozioni di Bersani e Franceschini. «Prima che nascessero queste due mozioni – ha affermato il candidato Pd – già si erano creati gli schieramenti senza nemmeno sapere cosa volessero dire i candidati sulle molteplici questioni da affrontare». Al contrario, Marino, ha detto che la sua politica da subito ha scelto la chiarezza. Ha preso posizione schiettamente sulla laicità dello stato, contro il ritorno del nucleare, sull’immigrazione e sul testamento biologico. «Il Pd invece su questi temi, per bocca dei suoi leader, ha sostenuto tre posizioni diverse, disorientando l’elettore». Il problema è proprio questo: «Noi – ha chiuso il candidato Marino – vogliamo parlare con una voce sola».


Sezze, 9 settembre 2009

Parte il recupero di Via del Guglietto

Il progetto del sindaco Andrea Campoli

E’ stato uno dei primi progetti che ha presentato appena diventato sindaco di Sezze. Vedere una delle strade più belle della città così ridotte e abbandonate da anni lo ha spinto a chiedere un finanziamento alla Regione Lazio. Quasi come un chiodo fisso, Andrea Campoli, quel progetto lo ha sempre seguito e tenuto sott’occhio per oltre due anni. Ne ha seguito l’iter e le varie procedure burocratiche. E adesso che è stato approvato e tra breve (15 ottobre) partiranno i lavori, è come se avesse vinto una piccola scommessa tutta personale. Stiamo parlando del progetto di recupero e valorizzazione di via del Guglietto per il quale è disponibile un finanziamento regionale di 521 mila euro, di cui 50 mila a carico del Comune di Sezze. I lavori di recupero metteranno a tacere tutte le polemiche nate dalle disattenzioni delle passate amministrazioni comunali. «L’analogia che accosta il sistema viario di una città al sistema circolatorio del corpo umano, entrambi con le loro grandi arterie e via via fino all’estrema circolazione periferica – leggiamo nella motivazione del progetto - si adatterebbe particolarmente al Centro Storico di Sezze, la cui forma planimetrica, ricorda un cuore. All’interno di questo antico sistema stradale si trova Via del Guglietto, strada panoramica di affaccio sulla pianura Pontina (belvedere), strada al di sopra delle mura poligonali del IV secolo a. C. (cinta muraria). 

Lo sviluppo e la riqualificazione del patrimonio ambientale - prosegue l’introduzione del sindaco - sono i fattori essenziali per una corretta politica di sviluppo del turismo e delle attività ad esso connesse. Le iniziative di salvaguardia e valorizzazione devono essere però rivolte, con pari attenzione, sia sui contesti ambientali di tipo naturalistico, sia su spazi dell’uomo fortemente caratterizzati quali quelli urbani, in una prospettiva comunque omogenea di crescita e di recupero delle qualità morfologiche del territorio». Il primo cittadino di Sezze, nel presentare il progetto, si è avvalso di uno studio sulle attuali condizioni del tessuto urbano, al fine di valutarne le valenze spaziali, i fattori di degrado, gli elementi di disturbo percettivo, gli arredi presenti e il loro stato di conservazione. Campoli, ci dice che è stato necessario verificare anche la natura delle modificazioni della scena urbana avvenute nel tempo, per reinterpretare in termini espressivi attuali. In questa ottica, Via del Guglietto, la strada panoramica che pone le sue basi sulle mura poligonali del IV secolo a. C. rientra in quel sistema viario antico che l’amministrazione comunale ha intenzione di riqualificare e che, con altre strade, (via San Carlo, via Roma e altre piazze del cuore delle città), rappresentano spazi urbani storici che racchiudono i luoghi di maggiore rappresentatività della vita comunitaria Setina.


Sezze, 3 settembre 2009

Aiutateci a fermare i matti al volante

Vitelli chiede collaborazione per casi di guida pericolosa

Fermare i folli al volante. E’ questo il senso dell’intervento del consigliere comunale del Pdl Antonio Vitelli. «Dopo le 21.00 e fino a notte inoltrata – afferma - si assiste al solito far west per le vie del centro urbano, con autovetture che sfrecciano ad oltre 130 Km/h e che per solo caso, fino ad oggi, non hanno provocato vittime. Le famiglie sono ostaggio di tali criminali patentati, e già sono state segnalate da diversi cittadini all’autorità competenti le targhe di due autovetture che si divertono spesso a trasformare il centro urbano e le sue state limitrofe in circuiti da corsa». Si tratta di un triste fenomeno, una pessima consuetudine. Di simili comportamenti non se ne ravvede il senso, eppure ci sono. Chiamarli indisciplinati, questi automobilisti, è come fare loro un complimento: oltre ai pazzi al volante ci sono poi i ragazzi che sfrecciano a tutte le ore del giorno e delle notte in sella di moto, motorini e quod. Vitelli si pone due interrogativi che contengono già delle soluzioni al caso. «Perché non utilizzare il fiume di denaro derivante dalle sanzioni per assumere in modo definitivo almeno 10 unità di vigili urbani, in modo che il controllo del territorio possa essere garantito in modo più completo e fino alle ore notturne ? Perché non utilizzare i volontari per vigilare sul territorio, affinché si possa immediatamente segnalare alle autorità di polizia, questi criminali patentati ?». L’esponente di opposizione, nell’attesa di risposte ed azioni efficaci da parte dell’amministrazione comunale in grado di garantire e migliorare la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini, auspica la costituzione di comitati spontanei di cittadini volontari «che abbiano - sostiene Vitelli- il solo scopo di fotografare e segnalare alle forze dell’ordine chi mette continuamente a repentaglio la vita sua e di molti innocenti, trasformando l’a propria vettura, in una pistola carica, continuamente puntata sulla tempia dei cittadini inermi».


Sezze, 30 agosto 2009

La Dondi chiude l'acqua ai morosi

Cittadini infuriati e l'amministrazione tace

Su un totale di 9311 utenti, oltre 1500 sono morosi. La Concessionaria del servizio idrico della città, la Dondi, esce allo scoperto con un avviso pubblico grazie al quale avvisa tutti i cittadini utenti di Sezze che, se non si provvederà al pagamento delle bollette nel rispetto delle scadenze, la fornitura dell’acqua nelle abitazioni verrà sospesa. Nei giorni scorsi la Dondi ha già applicato sanzioni ai morosi e in più casi ha chiuso il contatore idrico. Tra gli utenti colpiti dal rigidissimo provvedimento diversi nuclei familiari, con a capo persone anziane. Si tratta di una decisione che ha sollevato molte polemiche, vista e considerata la grave crisi di approvvigionamento idrico che ha colpito le zone di periferia durante l’estate. «Purtroppo -si legge nell’avviso della Donai -a norma di convenzione agli utenti che non provvedono al pagamento nei termini indicati dalla bolletta verranno applicate le indennità di mora e sospesa la fornitura dell’acqua, in caso di inottemperanza dei solleciti di pagamento. Informiamo che saranno addebitati i costi per la chiusura e la riattivazione dell’acqua. I crediti della società concessionaria nei confronti degli utenti morosi ammontano a 1.920.053,17 euro. Preghiamo vivamente gli utenti che non avessero ancora provveduto ad effettuare il pagamento entro il 30.08.09». I cittadini sono imbestialiti perché dall’avviso si evince che la Dondi pretende il pagamento delle bollette nelle scadenze ma non fa menzione dei disservizi e dei disagi, come a dire che in questi casi si può attendere e si deve avere tanta pazienza. Nello stesso avviso i funzionari della società che gestisce l’acquedotto comunale sono molto precisi e consigliano agli utenti di verificare lo stato della propria utenza. «Qualora avessero smarrito le bollette potranno richiederle al nostro ufficio di via variante (tel. 0773887744). Con l’occasione - leggiamo ancora nell’avviso - sollecitiamo anche gli utenti abusivi che non hanno ancora regolarizzato la loro posizione a passare presso i nostri uffici per evitare la sospensione del rifornimento idrico e le denunce conseguenti». Dalla firma del contratto di gestione (1994) la Dondi dice che sta provvedendo alla lettura dei contatori ed alla fatturazione dei consumi con il sistema della fatturazione immediata e quindi contestuale consegna della bolletta al momento della lettura. «Le bollette dell’attuale ciclo di fatturazione in corso, denominato maggio – agosto 2009 – leggiamo ancora nell’avviso - verranno recapitate a tutti gli utenti regolari con il servizio postale di stato. Gli utenti morosi invece si vedranno recapitare le bollette e la diffida al pagamento, previa notifica a mano, tramite operatori addetti, muniti di idoneo tesserino di riconoscimento». Ad un avviso molto dettagliato, laconico, al contrario, il commento dei cittadini: «Dopo il danno…La Beffa».


Sezze, 28 agosto 2009

Tesori comunali abbandonati

Il consigliere Titta Giorgi bacchetta L'Ufficio Tecnico

Quando a bacchettare la maggioranza è un consigliere comunale del calibro e dell’esperienza di Titta Giorgi, vuol dire che si sta commettendo qualche distrazione di troppo. Il consigliere anziano del Pd se la prende con i funzionari dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze, a quanto pare intenzionati a prolungare le ferie se anche le piccole questioni non vengono affrontate. Figuriamoci poi se questioni importanti vengono sottovalutate e considerate minori. Potrebbe essere questo il caso che ha spinto Titta Giorgi a denunciare, nell’ultimo consiglio comunale del 26 agosto scorso, il totale abbandono di preziosi beni comunali. Tele pregiatissime, dipinti famosi, consolle dell’Ottocento e altro arredo appartenente ad antiche famiglie setine giacciono sepolte dalla polvere in un ripostiglio dei locali dell’Antiquarium comunale. Lo sfogo del consigliere Giorgi c’è tutto se si considera che le “vecchie” amministrazioni comunali di sinistra lavorarono sodo per recuperare, valorizzare e a volte ritrovare vecchi tesori che la comunità setina di una volta custodiva e che il Comune era riuscito a non farle disperdere e scomparire. Titta Giorgi, dopo aver detto verbalmente ai responsabili dell’Ufficio Tecnico di considerare e di prendersi cura dei beni comunali, ha deciso di esporre l’«inerzia» dei funzionari comunali in consiglio comunale. In fondo – ha ribadito Giorgi – occorrerebbe solo un po’ di buona volontà e una giornata di lavoro. «Il Comune è ricco di tele e dipinti prestigiosi, di mobili d’epoca e altri suppellettili di valore che sono stati abbandonati in un ripostiglio. Ci sono altri Comuni che mettono in mostra tutti i loro beni mentre noi per pigrizia li lasciamo marcire senza considerare il valore che hanno. Chiedo agli Uffici comunali di interessarsi di questi beni e di esporli, un efficiente Ufficio si vede soprattutto dalle piccole cose». Si tratta, in primis, dell’opera di Orazio Borgianni (datata 1608) noto e apprezzato caravaggesco, di tele del Turchi e di altri dipinti raffiguranti San Francesco e la Madonna, Santa Barbara e Santa Eurosia di autore anonimo, collocate nella chiesa del cimitero e conservate in pessimo stato. Le tele vennero restaurate e trasportate nell’Antiquarium comunale. Oltre a ciò Giorgi si riferisce alla Consolle appartenente alla famiglia “Rappini” che erano state disposte nei locali del Palazzo municipale e sono in fase di restauro da più di un anno. Non si capisce però che fine abbiano fatto. Titta Giorgi si chiede dove sono e quando sarà terminato il restauro. Infine c’è il problema delle poltroncine di Palazzo Pitti che, dopo il crollo del tetto vanno messe in magazzino e custodite con cura perché in ottime condizioni. «Spero che dopo aver portato a conoscenza dei consiglieri comunale e della Giunta questo stato di cose – conclude Giorgi – la questione venga risolta con tempestività, anche perché non si sono spese e si tratta solo di custodire e valorizzare i beni in nostro possesso». Giorgi, insomma, fa capire che non serve pensare in grande quando non si tengono nemmeno in considerazione le piccole cose.


Sezze, 25 agosto 2009

Mezzo milione di euro per il recupero della chiesa del cimitero

L'annuncio del consigliere Di Pastina

All’orizzonte altri lavori riqualificazione di vecchi edifici setini. Stavolta l’intervento di ristrutturazione interesserà la chiesa di Santa Maria delle Grazie sita all’interno del cimitero setino. In particolare, i lavori di recupero strutturale riguarderanno il tetto, la facciata e il chiostro dell’antico convento dei frati minori dei “Zoccolanti”, vasto comprensorio annesso da anni al cimitero comunale. A darne notizia è il consigliere comunale di maggioranza Ernesto Carlo Di Pastina che ha seguito l’iter e le procedure che hanno permesso l’arrivo dell’importante finanziamento regionale grazie all’articolo 8 della legge regionale n° 27 del 1990 sul recupero degli edifici di culto. L’importo complessivo dei lavori ammonta a euro 510.680, 00 , di cui 357.476 a carico della Regione Lazio mentre i restanti 153.204 previsti nei capitoli del bilancio comunale. «Con tali somme a disposizione – afferma Di Pastina- verrà effettuato il rifacimento completo del tetto della chiesta e il consolidamento delle volte in legno. Si inizierà anche il restauro della facciata del convento dei frati minori. Si tratta di un edificio di grandi dimensioni e molto importante dal punto di vista architettonico. In esso vi sono ancora le cellette dei frati, affreschi preziosi e altre bellezze che stanno scomparendo a causa delle intemperie e dell’abbandono dell’edificio». Il presidente della commissione consigliare “Programmazione e Gestione delle Risorse” annuncia che l’appalto dei lavori dovrà essere concluso entro la prima metà del mese di ottobre. L’intervento dovrà avere necessariamente il parere preventivo della Sovrintendenza competente rivestendo il convento un interesse storico e artistico – culturale particolare. L’amministrazione comunale di Sezze, nei giorni scorsi, ha conferito all’architetto Giampaolo Carlesimo l’incarico professionale della progettazione definitiva dell’opera. Il contributo regionale, infatti, è stato erogato in base ad un progetto di massima, mentre ora l’architetto Carlesimo dovrà - in tempi brevissimi – effettuare una progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera. All’architetto Carlesimo è stato affidata anche la direzione dei lavori e la relativa contabilità. «A nome di tutta l’amministrazione ringrazio la Regione Lazio per il nuovo finanziamento piovuto su Sezze. D’altro canto - chiude Di Pastina – l’intervento di restauro di Santa Maria delle Grazie rappresenta un ulteriore impegno dell’amministrazione comunale e del sindaco Andrea Campoli nel verso della riqualificazione del cimitero comunale setino». La ristrutturazione della chiesa va, infatti, ad inserirsi in un piano di rifacimento di molte aree del camposanto di via Bassiano. Tra queste l’aria dove è ubicata la camera autoptica (in fase di recupero) e quella delle cappelle già ristrutturate. Il consigliere comunale Di Pastina, soddisfatto dei risultati che si stanno ottenendo, auspica per il futuro un altro intervento strutturale per il cimitero, sul quale sta già lavorando. «Mi impegnerò - dice -per riqualificare anche l’ingresso principale del cimitero, anch’esso in uno stato di abbandono».


Sezze, 11 agosto 2009

Uffici SPL, zona off limits per i disabili

Barriere architettoniche anche allo scalo ferroviario

Si aprono gli uffici alle utenze e non si pensa alle esigenze dei disabili e a quelle persone con capacità motorie ridotte. E’ il caso, ad esempio, della sede della SPL Sezze, la società partecipata del Comune di Sezze che gestisce molteplici servizi tra cui l’Ici, la Tarsu, la farmacia comunale, mense scolastiche ed altro. Gli uffici della SPL si trovano nel centro storico di Sezze, in Via Umberto I, al primo piano. La struttura, che un tempo ospitava l’istituto scolastico “Caio Titinio”, presenta una serie di barriere architettoniche impensabili nel 2009. L’ex municipalizzata è stata ubicata da diversi anni in una struttura che ha una scalinata ripida (pericolosa per chiunque) che molto difficilmente potrà rispondere ai sensi del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236/89. Gli sportelli aperti al pubblico sono irraggiungibili dagli anziani e dai portatori di handicap eppure, è da anni che la problematica è stata sollevata senza nessun intervento da parte dei locali amministratori e dell’ufficio comunale preposto. «Ho problemi di deambulazione - ci dice Antonio - e devo affidare il pagamento delle mie bollette ai miei famigliari perché non posso accedere agli uffici della Spl. Non esiste un ascensore né tantomeno un servoscala per disabili, non so più come comportarmi. La sede della Spl – prosegue il setino con problemi motori - è irraggiungibile come altri uffici comunali. Mi appello alla sensibilità dei responsabili dei servizi sociali del Comune di Sezze affinché si arrivi ad una soluzione immediata: siamo stanchi di essere ignorati». Ma il caso della SPL non è isolato. Ci sono altri uffici aperti al pubblico che, oltre a non rispettare il decreto 236 del 1989 non rispettano nemmeno lontanamente la legge 626, decreto legislativo introdotto nel 1994 per regolamentare la sicurezza sui luoghi di lavoro. A partire dallo stesso Palazzo Municipale, per proseguire con altre strutture pubbliche cos’ come per i marciapiedi realizzati in passato e negli ultimi anni. Infine, emblematico, è il caso della Stazione Ferroviaria di Sezze e dell’accesso inesistente ai binari dal nuovo parcheggio realizzato in via degli Archi. Il parcheggio conduce in un corridoio che porta a una serie di scale. Una persona in carrozzella non riuscirà mai a prendere il treno nella stazione ferroviaria di Sezze. Interessa?


Sezze, 8 agosto 2009

Sandrino, il ricordo di Titta Giorgi a 10 anni dalla morte

Seduta commemorativa per il sindaco di Sezze

A diedi anni dalla morte, ricorda con affetto il sindaco Di Trapano l’onorevole Titta Giorgi, consigliere anziano del Comune di Sezze e presidente di Astral, Azienda Strade Lazio, al suo fianco per più di Venti anni come prosindaco e assessore comunale. «Sandrino - dice Titta Giorgi -sapeva farsi interprete dei bisogni dei contadini, degli operai, dei lavoratori in generale. Raccoglieva dovunque consensi e ammirazione: la sua sola presenza era motivo di incoraggiamento per andare avanti nelle lotte e nelle conquiste di importanti risultati. “Bufalotto” rappresentava fedelmente la storia e la cultura di una stagione della nostra città e del nostro territorio». Titta Giorgi ricorda che Sandrino sapeva talmente rappresentare degnamente la carica istituzionale di Sindaco che tutto il resto appariva secondario. «Qualsiasi altra figura istituzionale che aveva rapporti con Sezze (Prefetti, Provveditori, Amministratori di vari Enti e professionisti vari) davanti a lui - così Giorgi - assumevano atteggiamento di rispetto e di stima perché sapeva perfettamente interpretare i sentimenti e i bisogni di una intera città, col suo modo di essere. Infatti qualsiasi incarico pubblico, quando non è espressione di questo patrimonio di idee e di sentimenti è poca cosa rispetto alla realtà politica e alle vicende umane e sociali». Il presidente di Astral, per queste ed altre ragioni, gli ha voluto dedicare la galleria realizzata nel nuovo tracciato della 156 dei Monti Lepini.

Il paese ricorda l'ex sindaco «Sandrino»
Sezze Dieci anni fa moriva una delle figure storiche della politica locale

di Simone Di Giulio  

La politica setina rende omaggio a una delle figure più importanti della vita amministrativa della città, Alessandro Di Trapano, del quale oggi ricorre l'anniversario della scomparsa. Dieci anni fa se ne andava uno dei sindaci storici di Sezze, un personaggio che ha sicuramente concorso alla crescita delle nuove leve di politici e amministratori. La giunta Campoli vuole ricordarlo con un'assise tutta dedicata all'ex sindaco. Per questo motivo «Sandrino Bufalotto» (così chiamato nei suoi anni da sindaco) sarà ricordato dal consiglio comunale in una seduta straordinaria che si terrà alle 18:30. La figura di Di Trapano, al quale è intitolata la sala consiliare, resta indelebile nelle menti dei cittadini, di compagni e avversari di tante battaglie politiche. Primo cittadino per oltre venti anni (dal 1959 al 1963 e poi dal 1970 al 1990 senza interruzioni), la sua militanza politica è iniziata nel Pci nel 1944. A segnare la sua giovinezza l'esperienza della prigionia nel 1948, per le vicissitudini legate all'attentato a Palmiro Togliatti. Un pezzo di storia della crescita della città, che riuscì a traghettare oltre il confine prettamente agricolo a cui era per tradizione relegata. Uomo e politico sempre disponibile al confronto, sempre in mezzo alla gente con i suoi modi buoni. Passò una vita all'insegna delle battaglie sociali, prima in difesa dei contadini, poi degli operai. L'aula consigliare a lui intitolata sarà colma di tutti coloro che gli hanno lavorato vicino, saranno presenti vecchi e nuovi amministratori e gente comune che lo ha conosciuto e stimato nel corso della sua attività politica. Persone che gli riconoscono la capacità di amministrare e di fare gli interessi della collettività


Sezze, 5 agosto 2009

1 milione di euro per il nuovo parcheggio allo Scalo

La Regione Lazio approva il finanziamento

Carta canta. La Giunta della Regione Lazio ha approvato la delibera che ha come oggetto il programma degli interventi di potenziamento dei nodi di scambio e dell’accessibilità del trasporto ferroviario. La notizia è rimbalzata anche a Sezze dato che la città lepina rientra nell’elenco dei 26  Comuni che potranno beneficiare dei finanziamenti regionali atti a migliorare anche la rete infrastrutturale della stazione ferroviaria di Sezze Romano. Del finanziamento totale di oltre 33 milioni di euro, al Comune di Sezze spetteranno 1.029.680,00, interamente finanziati della Regione. La somma proveniente dall’Ente regionale sarà destinata alla realizzazione di un nuovo parcheggio nell’area attualmente dismessa adiacente al Piazzale della Repubblica. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di rilanciare il sito riqualificando al tempo stesso la piazzetta esistente. La richiesta del cospicuo finanziamento è partita nel giugno del 2008. In realtà l’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze aveva richiesto una somma di 720 mila euro, mentre i restanti 308 sarebbe stata la quota di partecipazione a carico del bilancio comunale. Così non è stato,  dato che la generosità della Regione Lazio è andata oltre le aspettative, destinando a Sezze l’intera somma necessaria per realizzare l’opera. La pioggia di euro planati su Sezze, inoltre, sono stati accolti con sorpresa, visto che alla richiesta di finanziamento erano stati in pochi a crederci. Tra questi il consigliere comunale Ernesto Carlo Di Pastina e l’assessore comunale ai trasporti pubblici Bruno Cardarello, che hanno seguito l’iter burocratico assieme ai responsabili dell’Ufficio Tecnico. La richiesta del finanziamento da parte dei due esponenti di maggioranza era stata pensata nell’ottica del rilancio dell’area, in vista dello sviluppo viario della stessa che seguirà l’apertura (gennaio 2010) della nuova strada regionale 156 Dei Monti Lepini. Soddisfatto, quindi, il consigliere Di Pastina, presidente della Commissione programmazione e gestione delle risorse.  «Abbiamo lavorato sinergicamente con tutta l’amministrazione comunale seguendo passo passo l’iter della richiesta. A nome dell’amministrazione ringrazio la Giunta Regionale. Per Sezze – conclude Di Pastina - si tratta  di un ottimo risultato ottenuto dalla maggioranza guidata dal sindaco Andrea Campoli che si sta dimostrando attenta alle esigenze del territorio comunale».


Sezze, 22 luglio 2009

Paraboliche selvagge nel centro storico

La denuncia dei residenti e la denuncia delle Istituzioni

«Piano colore prima di tutto mi sembra un parolone, visto che se ne parla da decenni e che ci sono tante altre piccole cose da vedere e sistemare! Se l'amministrazione comunale ha veramente a cuore l'estetica del nostro paese, si dovrebbe occupare anche delle centinaia di parabole che invadono i vicoli e le vie principali del paese». Altro che Piano Colore quindi… si inizi dalle parabole abusive. La polemica sul degrado estetico del centro storico di Sezze si sposta anche su internet e sui forum dei siti locali (www.sezzeweb.it). Diversi residenti del cuore del paese lamentano l’installazione selvaggia delle parabole nei vecchi palazzi setini, senza un criterio né ordine. Sia su internet che dalle testimonianze che abbiamo raccolto viene fuori un quadro sconcertante della situazione. A quanto pare le parabole per le tv digitali nascono come funghi nella notte. Le viuzze di Sezze sono invase da ricevitori posizionati non sulle terrazze delle abitazioni (come dovrebbe avvenire) ma ai lati delle strutture e ad altezze pericolose per i pedoni e per gli stessi residenti. 

Un esempio di tale degrado urbano-edilizio lo si può osservare in Via Umberto, una delle strade principali che da Porta Sant’Andrea arriva a Porta Pascibella, tagliando a metà il centro storico. Ma Via Umberto non è un caso isolato, anche in via Corradini, in via San Carlo e in tutte le stradine ad esse parallele è tutto un pullulare di parabole e antenne installate senza regola. Pare che nella maggior parte dei casi le istallazioni abusive delle parabole siano opera di stranieri residenti a Sezze. Sappiamo che la popolazione degli stranieri si è concentrata maggiormente nel centro storico del paese e che in esso la residenza degli stessi setini nel corso degli anni è crollata in percentuali spaventose. I pochi sezzesi che ancora ci abitano nel centro storico lamentano, però, cattivi usi che purtroppo stanno diventando pessime abitudini che proprio nei giorni scorsi avevano sollevato un polverone legato al degrado dei vicoli storici. In essi, sovente, vengono ritrovate bottiglie di birra e alcol in genere lasciate davanti agli ingressi delle abitazioni come se nulla fosse. Insomma, secondo i residenti del centro storico setino l’amministrazione comunale prima di pensare alla grande (PRG) dovrebbe incominciare a risolvere quelle problematiche minori nate da una ordinaria disattenzione da parte di chi da anni governa la città. E l’invasione delle parabole (solo per citare un cattivo comportamento) non è che una punta di un iceberg.


Sezze, 21 luglio 2009

PRG, il piano colore prima di tutto

Il rilancio del centro storico come ricetta turistica

In attesa che la discussione sul Piano Regolatore Generale venga per l’ennesima volta riesumata, è interessante considerare lo studio già fatto sul Piano Colore della città, in vista proprio dell’approvazione del Prg e soprattutto della cementificazione che il cuore del paese ha subito nel corso degli anni. Dalle analisi svolte, infatti, sono stati riscontrati interventi di carattere edilizio che hanno totalmente stravolto il volto della città medievale. Il Prg, per tale ragione, deve essere finalizzato innanzitutto non solo al recupero degli antichi palazzi della città (cosa che in parte sta avvenendo grazie a cospicui finanziamenti regionali) ma soprattutto alla rivalorizzazione delle unità abitative del centro storico, riviste purtroppo in modo del tutto arbitrario in barba alla vetustà degli antichi edifici. Dallo studio sul Piano Colore è venuto fuori che la maggior parte delle tessiture murarie originarie sono state cancellate per mezzo di applicazione di intonaci moderni e nuovi fabbricati di aggiunta, realizzati anch’essi con materiali di recente fornitura. Insomma sia per le chiese, sia per i vecchi edifici che per le abitazioni civili debbono essere operati interventi mirati rispettando le norme del moderno restauro architettonico. 

«Dalla lettura del contesto storico urbanistico e dall’analisi dell’edilizia di base – leggiamo nella relazione del Piano Colore - scaturiscono alcuni  punti fondamentali che incidono nella formazione delle norme e degli indirizzi di intervento da recepire nel Piano del Colore. I principali elementi che dovrebbero essere salvaguardati sono i paramenti e le decorazioni lapidee a  vista. Dovrebbero essere spicconati gli intonaci di tutti i paramenti murari attinenti il castello, le  torri, le porte, la murazione e le opere di fortificazione in genere». E’ chiaro quindi che prima di pensare a ciò che potrebbe essere fatto per il futuro, è fondamentale che l’attuale amministrazione incominci a pensare  - prima di tutto - un sano recupero del centro storico quale ricetta migliore per rilanciare il turismo a Sezze. In tal senso basterebbero veramente pochi spettacoli ed umili stagioni culturali estive in quanto sarebbe la stessa cornice della città a fare la differenza.  Che si parta quindi dal Piano Colore.


Sezze, 1 luglio 2009

Maltempo, crolla il tetto di palazzo Pitti

La violenta perturbazione che si è abbattuta in Provincia di Latina e anche su Sezze ha causato notevoli disagi e danni a diverse strutture del centro storico della città. Ad avere avuto la peggio però è stato l’antichissimo palazzo Pitti sito nel cuore del paese, in via Orfanotrofio. Subito dopo l’acquazzone delle 16,30, infatti, un’anziana signora ha avvertito il comando della Polizia Municipale di Sezze perché aveva sentito in via Pittti un grande boato. Gli agenti guidati dal comandante Lidano Caldarozzi sono piombati sul posto e hanno constatato che il tetto dell’antico palazzo Pitti era imploso a causa dell’incessante e abbondante pioggia caduta nel primo pomeriggio. Lo smottamento ha causato anche la caduta del vecchio cornicione dell’edificio, parte di esso si è riversato sul vicolo che si trova proprio dietro il Palazzo municipale. La Polizia Locale ha avvisato i vigili del fuoco che sono prontamente intervenuti e hanno verificato i primi danni alla struttura. Via Orfanotrofio è stata transennata e interdetta ai passanti e per oggi è previsto un sopralluogo dei tecnici del Comune per valutare attentamente i danni arrecati. Per oggi è prevista anche l’ordinanza di sgombero di parte dell’edificio, in attesa che gli operai rimettano in sicurezza il tetto crollato sotto i colpi della pioggia. Palazzo Pitti è una delle bellezze del centro storico che tra non molto sarà completamente ristrutturato grazie al finanziamento regionale di 500 mila euro. In passato, sempre a causa della vetustà dell’edificio, lo stesso palazzo era stato al centro di infiltrazioni piovane al punto che parte delle famiglie che in esso vi risiedevano furono costrette ad abbandonare le loro abitazioni perché la struttura venne dichiarata inagibile. Stavolta si teme che il danno sia di notevole importanza.

 

La Provincia luglio/dicembre 2009