articoli di Alessandro Mattei

La Provincia gennaio/giugno 2006

>>>

Sezze, 28 giugno 2006

Incubo incendi, arriva il piano di prevenzione della protezione civile

Con la stagione estiva rincomincia l’incubo degli incendi. Nemmeno una settimana fa, in località Ceriara di Sezze sono andati in fumo venti ettari di boscaglia e macchia mediterranea e anche ieri, sempre a Sezze c’è stato un principio di incendio lungo Via Ninfina. Gli incendi di origine dolosa mandano in fumo ogni estate circa 1500 ettari di bosco su un totale di 48 000 ettari di superficie boschiva provinciale. Nel 2005 i dati parlano chiaro: gli incendi sono aumentati rispetto agli anni precedenti e il più del 70 % sono stati di natura dolosa, nonostante la legge 353/2000 preveda severe sanzioni penali a chi provoca incendi. La protezione Civile e la Polizia provinciale però non se ne stanno con le mani in mano, anzi hanno predisposto un piano di vigilanza e di monitoraggio giornaliero delle zone più a rischio. La proposta del piano di intervento è stata discussa in un vertice avvenuto a Sezze scalo il 23 giugno scorso, presso la sede della Polizia Provinciale, alla presenza del delegato alla Protezione Civile, Serafino Di Palma, del comandante della Polizia Provinciale, Colonnello Attilio Novelli, e ai rappresentanti delle diverse associazioni di volontariato del territorio provinciale. Di Palma e Novelli hanno redatto un modello organizzativo che punta alla prevenzione per la lotta antincendio. Nell’incontro è stato predisposto un piano di intervento sinergico che vede la stretta collaborazione di Protezione Civile, Polizia Stradale e squadra aerea di ANC Sabaudia 147. «Il controllo del territorio attraverso la vigilanza continua degli uomini della Protezione Civile e il sorvolo degli aerei – leggiamo nella nota firmata da Di Palma e Novelli – porterà sicuramente dei benefici e saranno da deterrente alle azioni dolose da parte di piromani». Il progetto di prevenzione messo a punto dalla Protezione Civile prevede, in pratica, un sistema radio integrato tra il personale aereo e il personale a terra che, oltre ad essere un intervento di prevenzione agli incendi, permette ai volontari di individuare immediatamente i focolai e di spegnerli quindi sul nascere. Il collegamento via radio terrà sotto controllo tutte le località in cui gli incendi di origine dolosa, immancabilmente, si ripresentano ogni estate. Di Palma comunica che il servizio di vigilanza e prevenzione sarà attivo dal 1 luglio prossimo sulle zone dei Monti Lepini, Aurunci e Ausoni.


Sezze, 26 giugno 2006

Sei dirigenti ed un capo di gabinetto nella nuova pinta organica del comune

Aggiornare periodicamente i cittadini su quello che accade in Comune è simbolo di trasparenza e correttezza. Il commissario prefettizio Leopoldo Falco lo sta facendo e ciò è dimostrato dalla collaborazione che i politici locali, le associazioni e semplici cittadini gli stanno dando ogni giorno. Si è tenuta ieri mattina il terzo incontro con la stampa. I punti trattati dal commissario Falco sono diversi, sono stati affrontati argomenti urgenti e meno urgenti; il lavoro del commissario Falco sta spaziando su molte problematiche, a 360 gradi il commissario incaricato si sta interessando di Sezze. Un punto molto importante su cui si è voluto fermare Falco è quello relativo al riassetto della Pianta organica del Comune di Sezze. Il dottor Falco informa i cittadini che sono già state avviate le consultazioni con le parti sindacali per organizzare ex novo l’organigramma comunale: entro il 16 di Luglio le stesse dovranno concludersi. La prima novità inerente all’assetto organico è quella del passaggio da un modello a responsabilità unica a quello di responsabilità diffusa. In pratica, il Comune di Sezze non avrà più un unico dirigente generale ma ci sarà una divisione settoriale degli incarichi dirigenziali. La nuova pianta organica prevede sei dirigenti e un capo di gabinetto. La prima dirigenza è quella relativa al Corpo della Polizia Municipale, la seconda è quella del Ufficio Tecnico, la terza è quella dell’Ufficio Economico, la quinta degli Affari generali, la sesta è quella del settore della Cultura e l’ultima interessa la gestione dei Servizi Sociali della città. Proprio da questi ultimi settori la città potrà e dovrà ripartire, «il futuro e le trasformazioni di Sezze – ha detto Falco - dipenderanno dai settori della cultura e dei servizi sociali». Il commissario Falco ha voluto ringraziare Lidano Caldarozzi per la professionalità che ha dimostrato in questi mesi, lo stesso Caldarozzi ha già lasciato l’incarico di Direttore Generale per tornare alla dirigenza della Polizia Municipale dato che la pianta organica che sarà approvata a breve non contempla la figura del Direttore Generale dell’Ente. Per quanto riguarda l’Ufficio tecnico, cesserà anche l’incarico esterno affidato all’ingegner Farina, l’Ufficio tecnico tornerà ad essere accorpato. In sostanza il Comune di Sezze torna ad essere organizzato come tre anni fa, non esiste più una scala gerarchica di responsabilità ma ogni dirigente gestirà autonomamente il proprio settore. Con molta probabilità gli incarichi dirigenziali saranno coperti dagli attuali capi-settore del Comune. Il capo di gabinetto invece potrebbe essere ricoperto da una figura che all’interno dell’Ente ricopre già un ruolo di responsabilità.


Sezze, 14 giugno 2006

Amministrative 2007. La carica dei candidati sindaco

La carica dei candidati a Sindaco? Sembra proprio di sì. Tutta l’attenzione dei partiti della città è rivolta all’individuazione del futuro candidato alla carica di Sindaco di Sezze. Sia nel centro sinistra che nel centro destra in questi giorni sono spuntati nomi che in qualche maniera possono delineare un primo quadro politico in vista delle elezioni amministrative della primavera del 2007. All’interno delle segreterie si discute e si cerca di lavorare per raggiungere una intesa tra le coalizioni in quanto la città, dal punto di vista numerico è divisa in due: la vittoria del sindaco questa volta sarà giocata sul filo di lana. All’interno dell’Unione il primo nome che potrebbe raccogliere molte simpatie e che potrebbe mettere tutti d’accordo è quello dell’attuale presidente dell’Astral, Titta Giorgi. Innanzitutto bisogna vedere se l’onorevole Giorgi sia disponibile e disposto ad accettare una candidature all’interno di una coalizione che ad oggi non sembra essere tanto coesa e unita. A partire dalle forze radicali della sinistra, tutti reclamano un proprio rappresentante politico, così come la Margherita che ha già posto determinati paletti per la scelta del futuro candidato. Nel centro sinistra, altri nomi che potrebbero rientrare nella rosa dei candidabili potrebbero essere quelli di Nino Zeppieri e Sergio Di Raimo per la Margherita. Ad un candidato sta pensando anche l’ala sinistra Verdi- Rifondazione Comunista- Comunisti Italiani, così come l’Italia dei Valori potrebbe presentare Paride Martella. Nel centro destra le cose non sono meno complicate. Il candidato che oggi sembra avere più forza è il leader del Movimento Democratico, Serafino Di Palma che in questo periodo ha stretto un forte legame con i rappresentati politici provinciali di Forza Italia. Il partito locale di Berlusconi però ha già un candidato ufficioso, nella persona di Pino Ciarlo e quindi bisognerà vedere chi dei due avrà più possibilità di essere candidato. Lo stesso ex sindaco Lidano Zarra, con molta probabilità, si ricandiderà con l’Udc e con il sostegno di altre liste civiche. Non mancherà neanche un candidato radicale espresso dalle forze della destra radicale. Insomma un puzzle molto intricato da realizzare.


Sezze, 6 giugno 2006

Revisione organico comunale. I Ds scrivono a Falco

La segreteria Ds di Sezze interviene in merito alla revisione dell’assetto organizzativo del Comune di Sezze comunicata nell’ultima conferenza stampa dal Commissario prefettizio Leopoldo Falco. Lelio Grassucci, segretario della sezione “Gramsci”, è convinto che il commissario Falco «procederà con accortezza e rigore come fino ad ora ha dimostrato per rendere più produttiva e funzionale la pubblica amministrazione». La nuova dotazione organica deve far leva, in primo luogo, sulle risorse umane e sulla condivisione del progetto, così come protagonisti dovranno essere i lavoratori che «devono essere coinvolti – così i Ds  - nel processo di rinnovamento». 

Per gli esponenti della Quercia locale, solo attraverso il consenso e la valorizzazione di queste professionalità è «possibile ottenere risultati decisivi sul fronte del positivo funzionamento delle strutture» e suscitare quindi «maggiore senso di appartenenza e dedizione». Si deve lavorare per la trasparenza e nella trasparenza! Per gli uomini di Grassucci conta la professionalità ed il merito di ogni persona chiamata al proprio incarico. Inoltre, «vanno superati i profili professionali desueti e quelli che da tempo non rispondono più alle funzioni effettivamente svolte. Vanno superate – scrive il segretario Grassucci – le discriminazioni operate dalla vecchia Giunta che hanno portato al dimensionamento e allo svilimento di profili professionali elevati e all’emergere di posizioni di arroganza e di illegittimità». L’aggiornamento delle professionalità interne e la formazione delle stesse, per i diessini, sono strumenti  necessari per mantenere ed innalzare il livello qualitativo delle prestazioni. I Ds sono sicuri che il Commissario Falco procederà alla revisione dell’organico orientandosi proprio in questa direzione. «E’ questo il modo per aiutare la città – scrive Grassucci – per risalire la china dalla quale Sezze è caduta. Si aiuteranno così tutte quelle forze politiche disposte a cimentarsi su un’idea alta del governo della città e si aiuteranno altresì i cittadini a scegliere per il buon governo, per i buoni programmi e per le buone pratiche». Ridare «dignità all’apparato» e fare uscire i dipendenti comunali delle «strettoie del condizionamento politico». Questi soni i due obiettivi principali da raggiungere, sempre secondo i Democratici di Sinistra, per assicurare imparzialità dell’azione amministrativa e per restituire diritti ingiustamente tolti.   


Sezze, 5 giugno 2006

Nasce "Tutti per Sezze" la nuova lista civica organica all'Unione

Gli ex consiglieri comunale del Gruppo Misto, Giovanni Orlandi e Marcello Ciocca, insieme all’ex assessore ai lavori pubblici, Roberto Truini, hanno dato vita ad una nuova lista civica in previsione delle prossime elezioni amministrative della primavera 2007. “Tutti per Sezze” è il nome scelto per la lista che sarà organica al centro sinistra e ai partiti setini dell’Unione. La lista civica è aperta a tutti i cittadini che si riconoscono nella civicità e nel programma che gli ideatori hanno già organizzato in cinque punti fondamentali. Il logo della lista raffigura un anziano, una donna e un bambino che si tengono per mano. «Il messaggio che vogliamo lanciare – ci ha detto l’ex consigliere Orlandi – è chiarissimo: lavoreremo solo per il bene della comunità, riprendendo il lavoro svolto dal punto in cui ci siamo fermati a causa della non condivisione di molti passaggi politici e amministrativi dell’ex maggioranza di Zarra».

Il consigliere Orlandi ha poi elencato i cinque punti cardine che “Tutti per Sezze” intende portare a compimento.  Il primo punto riguarda la sanità. «Definire scandalosa la sanità a Sezze è poco – ci ha detto Orlandi – intendiamo mettere mano alla questione una volta per tutte». Il secondo obiettivo che si intende raggiungere è quello che in passato gli stessi consiglieri del Gruppo Misto hanno chiamato “operazione Dondi”. «E’ sempre stato uno dei nostri obiettivi – così Orlandi – il lodo Dondi sta causando un danno pari a 15 mila euro». La questione dell’immigrazione clandestina in città è al centro del terzo punto di programma. Orlandi, Ciocca e Truini sono convinti che bisogna partire da un censimento degli immigrati e ridistribuire da lì i diversi ruoli, tra cui quello della Tarsu e dei conseguenti affitti abusivi di immobili. Il rilancio delle attività sportive, e quindi anche del turismo è l’ultimo punto sul quale la lista civica “Tutti per Sezze” punta e sul quale si spenderà non poco. Il consigliere Orlandi ha ricordato che in qualità di consigliere comunale aveva già avviato una serie di iniziative, come  quella vinicola e del premio “Bacco d’oro” che potrebbe essere un esempio di come organizzare in città piccoli eventi in grado di rilanciare il turismo a Sezze.

Dal punto di vista politico la neo lista civica ha avuto già incontri con i partiti dell’Unione e ne avrà degli altri. La lista è stata accolta favorevolmente da tutti. Per la scelta del candidato alla carica di sindaco, “ Tutti per Sezze” crede che le primarie siano l’unico strumento democratico: il candidato  «dovrà essere garante e rispettoso del programma di mandato», così come dovrà essere fondamentale la condivisione con i cittadini di un programma elettorale. La lista civica è composta al 50% , l’altra metà è aperta a tutti. «Siamo gli unici consiglieri che sono stati civici fino in fondo – così Orlandi e Ciocca – gli altri sono rientrati subito nei partiti e la civicità per questi è stata solo una escamotage»


Sezze, 27 maggio 2006

Il primo mese del commissario Falco. Le novità dal Palazzo

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa indetta dal commissario prefettizio Leopoldo Falco. Ad un mese dall’insediamento il commissario del Comune di Sezze ha incontrato la stampa per parlare del lavoro svolto nei primi trenta giorni come capo dell’Ente.«E’ stato un mese molto intenso e utile per conoscere la città – ha detto Falco-. La vostra comunità è ricca di cultura e di idee». Falco è passato così ad elencare quanto fatto dal giorno in cui ha messo piede in Comune. Per prima cosa ci ha parlato del bilancio comunale, approvato giovedì scorso: «Abbiamo approvato il Bilancio comunale – ci ha detto – nella proposta già esistente perchè ho verificato la solidità di quanto già considerato in passato». Il commissario non nasconde che ci sono delle spese fuori bilancio «che potrebbero avere un certo impatto» ma che andranno comunque «valutate». Nell’ottica di un miglioramento dell’unico atto obbligatorio dell’Ente, per Falco ci sono delle priorità che ha definito «emergenze chiare». In primo luogo la questione relativa all’impianto di depurazione di località Casali e, nel limite del possibile, la messa a norma degli edifici scolastici della città.

Per quanto concerne l’adempimento riguardante la riorganizzazione degli uffici comunali, l’intenzione del commissario Falco è quella di «valorizzare la professionalità esistente». Si è parlato anche di «economia», cosa che farebbe pensare a qualche cambiamento nell’organigramma dell’Ente. Ancora una volta però il responsabile del Comune setino ha espresso apprezzamento per la professionalità messa in campo dalla squadra dei tecnici interni :«Il Comune ha dipendenti molto preparati :mi stanno aiutando molto»; la revisione dell’organico sarà comunicata entro la fine di giugno.

Due, infine, le grandi novità comunicate nella conferenza di ieri: la riapertura di una parte dei campi da tennis a partire dal primo giugno, e l’inaugurazione del Centro Anziani sito nel Parco delle Rimembranze. «La situazione di degrado della struttura sportiva è inaccettabile – così Falco-. Abbiamo comunicato alla Provincia che riapriremo la parte dell’impianto non interessata dall’inagibilità. Saranno funzionali i campi all’aperto e nel frattempo provvederemo a sistemare la zona dichiarata inagibile. Stiamo in contatto con la Provincia anche per sistemare l’aspetto giuridico che è molto complesso». La gestione dell’impianto sportivo molto probabilmente sarà affidato di nuovo al Tennis club presieduto da Alessandro Pontecorvi.

L’inaugurazione del Centro Anziani è prevista invece per il 5/10 giugno prossimo. La bellissima struttura sarà dedicata a Monsignor Calabresi. Il commissario Falco ha già avuto diversi incontri con il presidente del centro anziani, Arduni, il quale gli ha parlato di importanti attività che si svolgeranno durante l’estate.

Ancora altre novità, come quella di nuovi contributi regionali per i lavori dell’Anfiteatro, o quella dell’incontro con il presidente dell’Astral, Titta Giorgi. «Si sta pensando di affidare il tratto della 156 che cade sul territorio comunale all’Astral per una maggiore e diretta manutenzione della strada».


Sezze, 26 maggio 2006

Ninfina, il sindacato SULP dice come stanno le cose

Il SULPM (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale) sbotta a seguito di interventi fatti da «sedicenti esperti in tema di sicurezza stradale» che hanno visto attaccare le forze dell'ordine di Sezze come «uniche responsabili» dei gravissimi incidenti stradali. «Da più parti si reclama una maggiore repressione che attualmente non esiste – recita la nota -, l’installazione di apparecchiature fisse di rilevamento della velocità. Addirittura c'è chi reclama l'installazione di un sistema di video sorveglianza». Nella nota della sigla sindacale maggiormente rappresentativa del Corpo della Pm di Sezze leggiamo: «Chi rappresenta o ha rappresentato le Istituzioni e la società civile locale con incarichi di rilievo non può essere mosso da singulti emotivi. Si pretende maggiore capacità di analisi e una assunzione di responsabilità piena. Non si può far passare sotto silenzio che la passata amministrazione comunale non ha investito un centesimo di euro, nel 2005, in tema di sicurezza stradale, nonostante l'art. 208 del codice della strada preveda che la metà dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative venga reinvestito in strumenti e apparecchiature atte a migliorare la sicurezza sulle strade». Il sindacato reclama un diritto, per vedere rinforzate le fila del Corpo di Polizia Municipale di Sezze. «Nulla è stato fatto! Basta con le polemiche! Ma pensate che un asfalto migliore induca a pigiare meno sul pedale dell'acceleratore o sulla manopola del gas?». La nota sindacale pone tanti interrogativi: «Un sistema di telecamere ha bisogno di una centrale operativa di controllo. E chi ci mettiamo dietro ai monitor? Come li retribuiamo? Con quali risorse? Pensate che delle postazioni fisse di rilevamento della velocità possano essere la panacea di tutti i mali?». E’ facile farla franca ai controlli. «In tanti – ci dice il Sulpm - si divertirebbero ad annerire con un po' di vernice spray gli occhi elettronici di apparecchiature installate, come troppe colte, purtroppo, abbiamo constatato con i rilevatori di velocità installati sulla Flacca». La lista sarebbe lunga ma il Sulpm non intende raccogliere «sterili provocazioni» ma cercare solo di dare un contributo serio all’urgente problema. La questione è complessa e va affrontata subito. «Un incidente stradale – continua la nota - è caratterizzato da una serie variabile di elementi soggettivi e oggettivi come velocità, manovre azzardate, distrazione ecc». Quello che occorre allora è una «educazione stradale» con conseguente repressione dei comportamenti contrari alle norme, così come serve una manutenzione delle strade, una segnaletica e strumenti di controllo adeguati. L’appello del Sulpm è chiaro: che ci sia la volontà da parte delle istituzioni di intervenire e affrontare il problema con un primo incontro programmatico, nella speranza che la montagna non partorisca di nuovo il topolino.


Sezze, 25 maggio 2006

L'Anfiteatro dimenticato

Uno scempio architettonico rimasto tale, e chissà per quanto tempo ancora. Uno dei siti archeologici più belli della città è diventato un cantiere aperto, anzi chiuso e sotto sequestro, senza che nessuno sia più intervenuto. Dopo l’abbattimento delle storiche gradinate dell’Anfiteatro di Sezze, attuato mediante uno scavo di centinaia di metri cubi di roccia per mezzo di ruspe, i cosiddetti lavori di “riqualificazione” all’interno del Teatro Italiano sono bloccati dall’estate scorsa. Oggi, in quel sito, non è rimasto altro che un cumulo di macerie, i segni di un progetto ideato senza una vera logica, e la voglia di capire chi abbia permesso la distruzione di un luogo della città definito “sacro”. L’ex amministrazione comunale diede il via ai lavori di ristrutturazione senza porsi il problema dei diversi vincoli, tra cui quello architettonico, storico, idro-geologico e culturale. L’intervento dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Latina fu tempestivo; l’APT comunicò al Comune di Sezze di fermare i lavori in quanto essi non corrispondevano ai pareri espressi anche dalla Regione Lazio: il cantiere venne messo così sotto sequestro, anche perché una abitazione adiacente mostrava crepe nei muri interni. Come per altre opere pubbliche eseguite in questi anni, sembra che il progetto in questione sia stato realizzato grazie a delle varianti “sciagurate” che, ovviamente, contrastano con quanto predisposto dalle precedenti e dalle vecchie amministrazioni comunali. Inoltre, per quanto riguardava la ristrutturazione dell’Anfiteatro setino, le passate amministrazioni approvarono un progetto predisposto dall’APT di Latina, ma di questo, forse, non si è tenuto conto. Comunque, oltre ad un patrimonio storico che non sarà più possibile recuperare, quello che è stato criticato aspramente da tutte le forze politiche di opposizione è stata la funzionalità stessa dell’opera che si voleva realizzare. Che si stessero spendendo milioni di Euro, provenienti per giunta da fondi Comunitari, per una operazione finalizzata a migliorare il sito andava anche bene. Ma quando il progetto esecutivo voleva snaturare e ridurre di dieci mila posti a sedere la gradinate, allora i lavori dovevano necessariamente essere bloccati L’Anfiteatro setino nasceva nel 1950 per opera del fondatore della “Associazione della Passione di Cristo”, Filiberto Gigli, per “ una stupenda tradizione... a gloria di Sezze ed edificazione della nazione” come scrisse l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, in occasione della Processione del venerdì santo tenutasi durante il Giubileo. Cosa è rimasto di questo auspicio? Niente, solo un cratere che anche il satellite puntato su Sezze è riuscito ad individuare.


Sezze, 24 maggio 2006

La 156 regala tesori romani, la scoperta

Si tratta sicuramente di una sorpresa “storica”. Gli scavi attualmente in corso a Sezze scalo nei pressi di via Campania hanno dato alla luce i resti di una Villa Romana o, come suppongono gli archeologi che hanno effettuato i primi sopralluoghi, potrebbe trattarsi solo di una rimessa di vasi dell’età romana: comunque la scoperta è sensazionale. I lavori sono tuttora in corso ma l’area interessata dagli scavi per la realizzazione del raddoppio della strada regionale 156 è stata transennata. Anche durante la mattinata di ieri sono proseguite le ricerche per cercare di capire di cosa si tratta e cosa sia restato sepolto per tutti questi anni sotto questo sito. Per il momento sono stati ritrovati due antichissimi vasi di grandi dimensioni, un tracciato in sassi che sembra essere proprio la fondamenta di una Villa Romana, e altri pezzi di argilla e materiale molto antico diversamente collocato.  Tutto il sito comunque presenta tracce di un passato remoto, adesso si fa molta attenzione a non danneggiare l’area, potrebbero esserci altre scoperte. Bisogna anche vedere se sarà possibile proseguire i lavori in corso o se il sito sarà messo sotto sorveglianza. Il terreno nel quale sono stati ritrovati i reperti archeologici si trova all’altezza del chilometro 42 della strada regionale 156. Sembra che i primi cocci in argilla siano stati ritrovati nella mattinata di sabato. Immediatamente è stata avvertita la sovrintendenza ai beni archeologici che ha inviato dei tecnici per effettuare dei rilievi. A pochi metri di distanza dal sito ci sono delle abitazioni e un noto ristorante ma sembra che il terreno non sia mai stato coltivato. E a pensare che è bastato un scavo profondo una quarantina di centimetri per scoprire una vero e proprio sito archeologico. 

La notizia ha destato molta curiosità nella frazione di Sezze scalo. Molti residenti sono piombati sul posto per verificare se quanto si vociferava fosse vero. La notizia è stata confermata direttamente dalla presenza sul luogo degli archeologi che si sono messi subito a lavoro per capire cosa sia stato sepolto dal tempo.

Non è la prima che nel territorio del Comune di Sezze vengono ritrovati reperti storici. In passato altri scavi nel terreno e nella roccia della montagna setina hanno fatto emergere testimonianze dell’età  Paleolitica, dell’Età del ferro e dell’età Romana. 


Sezze, 23 maggio 2006

Ninfina, Ciarlo scrive a Cusani

«Molto è stato già fatto ma occorre essere più severi». Pino Ciarlo, ex vice sindaco di Sezze ed esponente del partito di Fi si rivolge al «caro» presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani. Il tema trattato è quello della sicurezza stradale nel territorio di Sezze. «Come avrai potuto constatare dalle notizie di stampa – così Ciarlo a Cusani - sempre più frequentemente alcune strade del Comune di Sezze sono oggetto di incidenti stradali, spesso mortali. Tra queste in particolare la S.P. degli Archi e, soprattutto, la Ninfina». Per Ciarlo il tributo di vite umane, quasi sempre di giovani sezzesi, chiama ad una «grande responsabilità tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questa città e il potere di assumere decisioni a salvaguardia della vita umana».

La sistemazione delle “Coste”attraverso l’istallazione della segnaletica orizzontale e verticale e con l'ampliamento della visuale nel primo tornante, è stata vista da Ciarlo come un segnale di sensibilità da parte dell’amministrazione provinciale. Purtroppo però, occorrono altri interventi di messa in sicurezza. Al presidente Cusani, Ciarlo si rivolge così: «So che tu sei un Amministratore sensibile a questi aspetti della sicurezza stradale e, analogamente a quanto hai realizzato nel tratto della Flacca, nel territorio di Sperlonga, ritengo necessario e non più procrastinabile impiantare dei sistemi di controllo della velocità nei punti in cui i tecnici dovessero accertarne l'utilità, un sistema di video-ripresa e registrazione e un indicatore della velocità». L’esponente setino di Fi è molto chiaro:«Resta inteso che chi è addetto al controllo della circolazione stradale dovrebbe soprattutto assolvere alla funzione primaria della tutela della vita». Ciarlo in merito si chiede:« La tolleranza che dimostra talvolta una minoranza delle forze dell'ordine, potrebbe configurarsi come omissione di atti d'ufficio?».

 Al contrario – evidenzia la lettera - si contestano frequentemente violazioni che producono maggior gettito, senza intervenire invece adeguatamente in situazioni di potenziale pericolo per l'incolumità della persona.«Sulla delicata materia – riflette Ciarlo- potrebbe essere investita l'autorità giudiziaria competente, per la quale qualche associazione è in procinto di realizzare video documentazione sostenuta dalle necessarie prove testimoniali (alcuni volontari riprenderebbero con videocamera gli episodi di ingiustificata tolleranza)».

La prevenzione però può essere trovata anche attraverso nuove forme di educazione stradale "reale". La campagna di promozione all’uso del casco svolta dalla provincia è stata molto efficace. Bisogna continuare su questa strada. Ciarlo è convinto che potrebbero essere attivati dei corsi all'interno delle scuole in collaborazione con le Forze dell'Ordine e con il personale medico della Azienda Usl, a cui competono gran parte degli obblighi formativi e la cui competenza in materia è fuori discussione. Che si intervenga insomma per bloccare la pericolosa degenerazione culturale in atto, secondo la quale la sicurezza stradale resta una «angheria».


Sezze, 22 maggio 2006

Pericolosità della via Ninfina. Le istituzioni devono intervenire

La pericolosità della via Ninfina deve fare riflettere le autorità istituzionali che possono intervenire. Adesso, a seguito dei numerosi incidenti mortali, la strada provinciale necessita di interventi urgenti. Intervenire per mettere in sicurezza la strada in questione è un dovere e un obbligo: che si costringano gli automobilisti e motociclisti a rispettare i limiti di velocità, a non fare sorpassi e ad andare piano. Quali potrebbero essere le soluzioni? Innanzitutto servono più controlli da parte delle forze dell’ordine. Non è più possibile essere clementi. Ci sono dei limiti di velocità e, chi transita sulla via Ninfina li deve rispettare. Una possibile soluzione potrebbe essere l’istallazione degli autovelox o, se fosse possibile, una soluzione potrebbe essere l’istallazione dei dossi artificiali nei tratti più pericolosi. Non possiamo nasconderci dietro a un dito. La via Ninfina è diventata una strada veloce, nel corso degli anni la risagomatura viaria è stata migliorata, ingrandita e questo non sappiamo più se sia un bene o un male. Una strada abbastanza larga e bene asfaltata è ovvio che si presta alla alta velocità. La sequenza delle vittime stradali degli ultimi mesi deve far riflettere le forze politiche e sociali della città. Tra tutti i problemi di Sezze, quello della pericolosità della via Ninfina è il più urgente di tutti. Non ci sono opere pubbliche che tengano, qui c’è di mezzo la vita dei cittadini.


Sezze, 9 maggio 2006

Le prime mosse del Partito Democratico. Nasce l'associazione costituente  

Si è riunita nei giorni scorsi l’associazione per la costituente del Partito Democratico. Al primo incontro, nel quale sono state ribadite le idee cardine del nuovo progetto, hanno partecipato la maggioranza degli aderenti.

«L’associazione nasce per supportare i partiti nella costruzione del Partito democratico – leggiamo nella nota dell’associazione - contribuendo in termini di idee, progetti, proposte e aggregazione di realtà del mondo associativo, economico, professionale, sociale e imprenditoriale. L’associazione vuole essere uno stimolo per avviare subito questo percorso, ed in questa direzione si ritiene positivo di aver sortito la decisione dei partiti di avviare subito un coordinamento per la nascita del partito democratico».

La nuova associazione auspica un percorso dialettico, aperto, democratico e proprio per raggiungere tale obiettivo, i convenuti, hanno assunto l’impegno di elaborare un programma che a breve sarà aperto a tutta la città, attraverso  una serie di confronti, di dibattiti con tutte le categorie economiche e sociali del paese. «Riteniamo –recita la nota -che i problemi si possono risolvere solo affrontandoli con chi li vive direttamente. L’ambizione dell’associazione è quella di costruire il terreno ove far camminare un nuovo modo di far politica basato sul confronto, il coinvolgimento, la dialettica, la ricerca di soluzioni generali, il rispetto degli alleati, l’individuazione di metodi e modi condivisi».

Per la nuova associazione serve solo un percorso comune capace di individuare nuovo personale politico che il centrosinistra dovrà poi candidare per governare la città. Ecco i punti per i quali  la nascita del partito democratico dovrà caratterizzarsi per il futuro della politica locale: per impostare la propria idea di città su un programma organico e condiviso, che punti a valorizzare le nostre tradizioni dentro una idea di città moderna; individuando la classe politica che candiderà o perché da tutti riconoscibile e condivisibile unitariamente o attraverso forme di partecipazione democratica quali le primarie tipo quelle che hanno portato allo straordinario risultato di Prodi.

Infine, l’associazione fa sapere che un confronto diretto con tutti i partiti che si riconoscono nell’Unione è già stato avviato. Insomma...si parte.


Sezze, 5 maggio 2006

Anfiteatro, lo scempio dei lavori... abbandonati  

Uno scempio architettonico rimasto tale, e chissà per quanto tempo ancora. Uno dei siti archeologici più belli della città è diventato un cantiere aperto, anzi chiuso e sotto sequestro, senza che nessuno sia più intervenuto.

Dopo l’abbattimento delle storiche gradinate dell’Anfiteatro di Sezze, attuato mediante uno scavo di centinaia di metri cubi di roccia per mezzo di ruspe, i cosiddetti lavori di “riqualificazione” all’interno del Teatro Italiano sono bloccati dall’estate scorsa. Oggi, in quel sito, non è rimasto altro che un cumulo di macerie, i segni di un progetto ideato senza una vera logica, e la voglia di capire chi abbia permesso la distruzione di un luogo della città definito “sacro”.

L’ex amministrazione comunale diede il via ai lavori di ristrutturazione senza porsi il problema dei diversi vincoli, tra cui quello architettonico, storico, idro-geologico e culturale. L’intervento dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Latina fu tempestivo; l’APT comunicò al Comune di Sezze di fermare i lavori in quanto essi non corrispondevano ai pareri espressi anche dalla Regione Lazio: il cantiere venne messo così sotto sequestro, anche perchè una abitazione adiacente mostrava crepe nei muri interni.

Come per altre opere pubbliche eseguite in questi anni, sembra che il progetto in questione sia stato realizzato grazie a delle varianti “sciagurate” che, ovviamente, contrastano con quanto predisposto dalle precedenti e dalle vecchie amministrazioni comunali. Inoltre, per quanto riguardava la ristrutturazione dell’Anfiteatro setino, le passate amministrazioni approvarono un progetto predisposto dall’APT di Latina, ma di questo, forse, non si è tenuto conto.

Comunque, oltre ad un patrimonio storico che non sarà più possibile recuperare, quello che è stato criticato aspramente da tutte le forze politiche di opposizione è stata la funzionalità stessa dell’opera che si voleva realizzare. Che si stessero spendendo milioni di Euro, provenienti per giunta da fondi Comunitari, per una operazione finalizzata a migliorare il sito andava anche bene. Ma quando il progetto esecutivo voleva snaturare e ridurre di dieci mila posti a sedere la gradinate, allora i lavori dovevano necessariamente essere bloccati   

 L’Anfiteatro setino nasceva nel 1950 per opera del fondatore della “Associazione della Passione di Cristo”, Filiberto Gigli, per “ una stupenda tradizione... a gloria di Sezze ed edificazione della nazione” come scrisse l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, in occasione della Processione del venerdì santo tenutasi durante il Giubileo.

Cosa è rimasto di questo auspicio? Niente, solo un cratere che anche il satellite puntato su Sezze è riuscito ad individuare.


Sezze, 3 maggio 2006

Parla il commissario Falco: "...ci attende un lungo periodo di lavoro"

E’ la sua prima esperienza come Commissario di un Ente, ma sono ormai 24 anni che lavora in questo ambito. Leopoldo Falco, si è presentato così alla sua prima conferenza stampa tenutasi ieri. E’ stato un incontro di presentazione, il primo di una lunga serie. L’intenzione, infatti, è quella di informare con molta frequenza i cittadini su tutte le attività dell’Ente.

«Questi primi sei giorni di lavoro – ha esordito Falco - mi hanno consentito di potermi ambientare e cominciare a conoscere i dirigenti e gli impiegati dei vari uffici e farmi, così, un’idea di qual è il lavoro e quali sono le urgenze che bisogna affrontare».

Fare un programma di lavoro relativo al periodo di commissariamento è uno degli obiettivi del Commissario. In un colloquio con il Prefetto Pironti è stata vagliata anche la possibilità di affiancare al commissario Falco un sub commissario, per dargli manforte durante questo periodo.  

Falco promettere che darà il massimo impegno, ricordando che «per un Comune, il commissariamento è naturalmente una cosa traumatica ma pur sempre una parentesi nella vita amministrativa di un Ente». La vita del paese non deve essere necessariamente cristallizzata, e il vice Prefetto Falco lo sottolinea a chiare lettere:«Anche una situazione di commissariamento – ci ha detto - può consentire di realizzare tutto ciò che è giusto che venga offerto alla comunità».

Dai primi rapporti lavorativi, Falco è convinto che la squadra di persone con la quale dovrà lavorare è competente ed esperta: «A loro mi appoggerò per meglio conoscere e sviscerare tutte le varie problematiche: sono ottimista»; per quanto concerne i primi adempimenti, egli ha comunicato che sono stati prorogati per altri 60 giorni tutti gli incarichi esistenti: solo alla fine di questi verrà affronta la revisione dell’organico ed il riassetto dell’ufficio.

L’approvazione del bilancio comunale però, è la prima vera scadenza, essa è fissata entro il 31 maggio.«L’approccio a questa delicata incombenza – così Falco - dovrà essere responsabile ma in maniera informata». La seconda scadenza è quella relativa alla revisione dell’organico dell’ufficio. Il Commissario promette «equità nel rispetto delle qualifiche di ognuno. Cercheremo di valorizzare il personale e di accrescere la responsabilità dei vari incarichi». A tal proposito, per oggi e domani sono previsti incontri con i sindacati.

Falco ci ha parlato anche degli incontri che ha avuto in questi giorni, con i vari responsabili degli uffici e con i responsabili politici. Il Commissario ha anche fatto delle uscite fuori sede, e dei sopralluoghi ai cantieri aperti in città. Ci sono stati anche incontri con il presidente della Spl, Giovanni Rosella. In fine, ieri, è stato anche comunicato che nei prossimi giorni ci sarà un incontro con il presidente del Circolo del tennis club e con il responsabile provinciale per risolvere il problema degli impianti sportivi di via Piagge Marine. «Una soluzione a questo problema - ha detto Falco - dovrà essere trovata in tempi brevi». Infine, tutti i lavori pubblici già incominciati, saranno portati a termine ed i contratti stipulati vanno portati a compimento: parola di Falco.


Sezze, 14 aprile 2006  

 

Sezze, 27 aprile 2006

Intervista a Titta Giorgi: "Zarra non faccia allarmismo

«Non finisce il mondo, dopo un Papa se ne fa un altro». E’ iniziata così, con questa battuta scherzosa (ma non troppo) la chiacchierata con l’onorevole Titta Giorgi sulla conclusione dell’esperienza amministrativa di Lidano Zarra. L’esponente di spicco della Quercia ha risposto così alle nostre domande.

Zarra sostiene che la fine anticipata della consigliatura produrrà effetti devastanti per il paese. Ma è così?

«Il commissariamento del Comune è sempre un atto doloroso ma a volte necessario. Direi che...si tratta del male minore. Sezze era diventata ingovernabile, uno spettacolo poco dignitoso; si sono susseguite diverse Giunte, era in corso una transumanza di politici da una parte all’altra. La gente non capiva più, era necessario ristabilire la democrazia. E poi esiste la continuità amministrativa, non ci saranno stop per quello già programmato».

Onorevole Giorgi, perchè parla di democrazia?

«Perché Zarra ha concorso a lacerare un tessuto civico e politico già fragile e ha creato confusione e sbandamento con le liste civiche facendo un grosso danno ai partiti».

L’ex sindaco Zarra sostiene che ora si bloccheranno tutti i lavori in corso. E’ vero?

«Ma di quali lavori parla Zarra? Di quelli lasciati in eredità dall’amministrazione precedente, come Ferro di Cavallo, i marciapiedi di via San Leonardo e Gugliemo Marconi, il Centro Sociale del Monumento, la messa a norma della scuola di Crocevecchia, della media De Magistris, di via Piagge Marine, dei Colli? Non sono opera sua né frutto del suo lavoro».

Ma allora quali opere pubbliche sono state realizzate da Zarra?

«Zarra ha continuato opere già progettate e finanziate precedentemente, apportando soltanto alcune varianti in corso d’opera su cui non voglio neanche pronunciarmi».

A quali opere si riferisce in modo particolare?

«A me non piace assolutamente il restringimento del Monumento ad esclusivo vantaggio dei posti auto. Il verde pubblico è stato cancellato. Vanno sì realizzati i parcheggi ma non a spese dell’unico parco pubblico della città».

E le altre opere pubbliche?

«Ma di cosa parla Zarra? Di opere che solo lui ha in mente? Che fine ha fatto la Rsa? E Il Prg? Dove sta la cosiddetta “Rinascita di Sezze” tanto sbandierata? In 2 anni e 10 mesi di amministrazione abbiamo assistito solo alla più totale instabilità».

Casa vuole dire ai cittadini di Sezze?

«I sezzesi sono gente laboriosa e tranquilla. Occorre ricostruire con pazienza quello appena distrutto. Il commissariamento sarà come un anno sabbatico, servirà alle forze politiche per programmare il futuro».

Cosa rimprovera a Zarra?

«Non mi ha mai interpellato. Come capo dell’opposizione non mi ha mai cercato pur sapendo che per Sezze avrei dato tutto me stesso, come ho già fatto in passato».

Cosa suggerisce all’ex sindaco Zarra?

«La smetta di fare allarmismo e di fare la vittima. E’ stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Una volta mi disse che ascoltava soltanto la Sinistra, quella che contava in Provincia....ebbene continui a contare allora».


Sezze, 14 aprile 2006

Nuova sfiducia per Zarra. Adesso si attende il Commissario  

Adesso si attende solo che il Prefetto di Latina nomini il Commissario. Lidano Zarra non è più il Sindaco di Sezze. L’esperienza amministrativa è terminata ieri mattina, quando  i dodici consiglieri comunali hanno ripresentato in blocco le dimissioni. Non c’è più nessun “vizio di forma” che tenga, sono state già avviate le procedure per lo scioglimento del Consiglio comunale e la sfiducia al primo cittadino è stata sottoscritta rispettando tutte le regole previste dallo Statuto.

L’attesa è finita nella serata di giovedì scorso, il Prefetto di Latina si era pronunciato sul presunto “vizio di forma” dopo aver sentito il parere del Ministero degli Interni. In effetti è stato riscontrato un reale “vizio di forma” di alcuni atti di dimissioni, così come comunicato con nota prefettizia al Sindaco; così il Prefetto: «..si porta a conoscenza della S.V. che la mancanza di delega autenticata alla presentazione delle dimissioni al protocollo, rende dette dichiarazioni irrituali ed inidonee a determinare l’ipotesi di scioglimento, ferma restando la possibilità di una loro rituale ripresentazione». La decisione del Prefetto però ha fatto dipanare immediatamente la matassa. I dieci consiglieri del centrosinistra (Giorgi, Orlandi, Ciocca, Truini, Ceccano, Leggeri, Santia, Rizzo, Maurizi e Berti) e i due di Forza Italia (Cerilli e Del Duca) non hanno perso tempo e hanno ripresentato le dimissioni delegando il consigliere Antonio Maurizi.

Immediatamente dopo è stata convocata una conferenza stampa “liberatoria”. Il primo a prendere parola l’ex capogruppo diessino Cristian Santia: «L’obbiettivo di mandare a casa Zarra è stato finalmente raggiunto, adesso cerchiamo di rimettere al centro del dibattito la vera politica. Governare non significa comandare». In rappresentanza del partito di F.I. l’ex consigliere Antonia Cerilli: «E’ venuta a mancare la nostra fiducia nei confronti del sindaco Zarra per molteplici motivi. Abbiamo deciso di smascherare e mettere a nudo la coscienza di consiglieri comunali ambigui». Il decano del Consiglio comunale, Titta Giorgi, pur nel rispetto del parere del Ministro degli Interni ha precisato che « è stata evidenziata una eccezione formale che poteva essere evitata in quanto in certi casi ciò che conta veramente è la sostanza e non la forma. Resto convinto comunque della validità del primo atto e, a dimostrazione di ciò, subito dopo, abbiamo rimesso le nostre dimissioni». Sandro Berti, invece, ha commentato la fine amministrativa di Zarra come un sollievo per la città in quanto «la situazione politica – così Berti – era diventata insostenibile». Per Berti adesso «bisogna recuperare il rapporto con la città e che si dia spazio ad una coalizione in grado di garantire una necessaria governabilità del paese». Per i socialisti sono intervenuti Antonio Maurizi e Salvatore Leggeri. Maurizi ha esordito affermando che «quando si arriva al commissariamento c’è poco da gioire dato che le forze politiche non sono state capaci di governare. Per noi però – ancora Maurizi - è stata una decisione necessaria, la città era ingessata anche se alcune cose in questi anni sono state fatte. Non possiamo permetterci di avere un’altra amministrazione come quella di Zarra». Sempre per i socialisti setini, Leggeri ha aggiunto: «La posizione dei socialisti è chiara. Mai più con il centro destra, questa è la risposta a chi ci ha accusato di inciuci». Orlandi del Gruppo Misto, altrettanto esplicito: «Chi è causa dei suoi mali pianga se stesso. Zarra con un maggioranza bulgara non è riuscito a portare a termine la legislatura. Zarra doveva dimettersi da tempo, il suo fallimento è inequivocabile». Per la Margherita è intervenuto Sergio Di Raimo: «Zarra ha dimostrato di essere un sindaco inaffidabile, politicamente e amministrativamente. Durante la sua amministrazione ha commesso gravi errori: nessun rilancio economico e tagli al settore sociale».


Sezze, 12 aprile 2006

Caso Zarra. Il Prefetto si rivolge al Ministro degli Interni  

Bisogna attendere ancora qualche giorno per conoscere il futuro politico e amministrativo della città. Il Prefetto di Latina, Alfonso Pironti, ha inviato un quesito al Ministero degli Interni per conoscere un parere in merito alla legittimità della delega al centro della vicenda dello scioglimento del Consiglio comunale. Nella delega allegata alle dodici firme di sfiducia data a Titta Giorgi, secondo Zarra, manca l’autentica, mentre per i consiglieri firmatari e per il segretario comunale, tutto il procedimento è stato rispettato regolarmente. Il centrosinistra resta tranquillo, come lo è Forza Italia, convinti che se dovesse esserci quel “vizio di forma” prevarrà l’intenzione politica dei dodici consiglieri firmatari, comunque Lidano Zarra resta in sella per il momento, su uno scranno che traballa sempre di più. Il Sindaco di Sezze sembra essere improvvisamente entrato in un labirinto politico buio e molto pericoloso, isolato e privo di sostegno politico. La stessa decisione di dichiararsi indipendente in Consiglio provinciale evidenzia uno smarrimento che allontana sempre di più i momenti d’oro di una carriera politica iniziata subito in discesa, prima come vincitore assoluto nel duello con Titta Giorgi (eletto con un suffragio plebiscitario nelle amministrative di tre anni fa), poi, nemmeno un anno dopo, eletto di nuovo consigliere provinciale dell’Udc, nel 2004: anche in questa occasione con tantissime preferenze.

Ecco però che nel giro di una stagione si eclissa una figura politica che metteva paura ai partiti storici della città. Di mese in mese Zarra perde credibilità e fiducia da parte degli alleati. Il primo a rompere con il Sindaco è l’ideatore del suo doppio successo personale, Paride Martella; poi uno ad uno tutti i rappresentanti delle liste civiche prendono le distanze. Il crollo politico irreversibile è storia recentissima. Arriva l’abbandono di due colonne portanti dell’amministrazione Zarra: il Consigliere Enzo Polidoro e il presidente del consiglio comunale Senibaldo Roscioli lasciano l’Udc per aderire all’Udeur. Il partito “fantasma” si svuota pur resistendo alla scissione interna, (delle oltre 1500 preferenze di due anni fa l’Udc è sceso a 811 voti). Poi lo strappo con Fi (vera vincitrice anche a Sezze delle elezioni politiche, con oltre 4000 preferenze). Il sindaco di Sezze resta privo di fondamenta, sempre più affannosa la ricerca di nuovi alleati: centrodestra e centrosinistra escludono “sopravvivenze”, per i politici locali è giunta l’ora di cambiare pagina, è terminata l’era Zarra.


Sezze, 11 aprile 2006

Zarra "indipendente". Sezze aspetta cenni dal Prefetto

Politicamente a Sezze siamo nel pallone più completo. Mentre i cittadini sono in attesa che il Prefetto di Latina si pronunci sulla presunta irregolarità di forma della delega ( corretta secondo il parere del segretario comunale Luigi Miele), il sindaco di Sezze Lidano Zarra continua a sparigliare le carte in tavola, dichiarandosi indipendente in Consiglio provinciale. In sostanza si è sentito tradito dagli alleati della Casa delle Libertà, soprattutto quelli di Sezze che, ricordiamo, hanno siglato la sfiducia al primo cittadino non votando il bilancio e mettendo in calce le firme decisive per avviare le procedure di scioglimento del Consiglio comunale.

Per l’opposizione, invece, Zarra «sta provando a fare il salto della quaglia» motivo per cui «Forza Italia di Sezze ha accettato in sede di consiglio comunale di mettere fine al suo mandato». Sulla legittimità del procedimento,  gli unici ad avere ancora dei dubbi sono i consiglieri di maggioranza “virtuale”, convinti della «intenzionalità del vizio di forma».  Il Prefetto di Latina, Alfonso Pironti,  dovrebbe intervenire sulla delicata questione ad elezioni politiche concluse, anche se in città l’ipotesi dello scioglimento del consiglio comunale è data quasi per certa. Qualora ci fosse un effettivo «vizio di forma» nella delega data a Titta Giorgi (Zarra sostiene che manca l’autentica dell’atto mentre i consiglieri che hanno firmato sostengono che delega e firme sono state autenticate nel medesimo momento) gli stessi consiglieri comunali che hanno sfiduciato Zarra sono pronti a recarsi direttamente dal Prefetto di Latina per «riaprire una nuova stagione politica a Sezze e mandare a casa il Sindaco».

In paese continuano anche a fioccare le critiche interne al centro sinistra, innanzitutto per l’ambiguità del partito Udeur. C’è chi entra e chi esce (voci parlano di un Martingali che ha fatto già le valigie ), e chi, al contrario, è pronto a dichiararsi mastelliano da sempre se ci dovesse essere una vittoria del centro sinistra. Si parla di una segreteria partitica locale «poco rappresentativa e decisionale». A Sezze, intanto, regna un clima di anarchia. Tutto è immobile politicamente e istituzionalmente. Si dice addirittura che l’ultima mossa di Zarra possa condurre qualcuno ad un ripensamento e, sempre se fosse accertato il vizio di forma, c’è ancora chi spera in un ribaltone. 


Sezze, 9 aprile 2006

Zarra resta in sella per un "vizio formale"

Si è tenuta ieri mattina la conferenza stampa del sindaco di Sezze Lidano Zarra, indetta, in primo luogo, per smentire la voci che «stanno creando solo allarmismo in paese e che non aiutano ad un clima sereno nell’approssimarsi delle elezioni politiche».

Zarra ha esordito con una premessa, succo e motivo dell’incontro con i giornalisti. «Chi vi parla è il sindaco di Sezze, e lo è di fatto e di diritto perché eletto democraticamente dal popolo e nel pieno esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri. Così come lo è la Giunta, e come è legittimato fino a questo momento lo stesso Consiglio comunale».

 Quindi, per Zarra, il governo del paese c’è ed ecco la motivazione di fondo. «Qualcuno dice che ci stiamo appellando ad un vizio formale per non voler rimettere un incarico. In realtà né il sindaco né tanto meno i consiglieri ancora in maggioranza si sono dimessi, altri si sono dimessi, hanno espressa questa volontà, l’hanno protocollata delegando un consigliere a presentare questo atto ma  - chiarisce Zarra – non c’è l’autentica su tale atto. L’art. 38 parla chiaro, hanno commesso un errore, non io, quindi il Prefetto non può nominare il commissario. Il sottoscritto – ha detto Zarra - ha notificato gli atti in prefettura ma se ancora non c’è stata la nomina del Commissario, evidentemente qualcosa dive essere rivisto».

Oltre alle firme deve essere autenticata anche l’atto del delegato e per il sindaco questo non è stato fatto. Zarra resta in attesa degli svolgimenti futuri, e ha aggiunto  che «se c’è la volontà politica di sciogliere il consiglio comunale vengano con le firme senza vizio di forma». Perché questo ancora non avviene? Sono legittime allora le motivazioni di Zarra?  Del resto il sindaco è convinto che «quello che si voleva fare ieri si può fare anche oggi, ma nella legalità dell’atto».

Zarra  affonda il dito sul dato politico: « io ho visto solo uno strano connubio tra destra e centrosinistra, delle trasversalità non chiare». Per il momento «resto al mio posto – dice Zarra - perché sono stato eletto democraticamente, solo quando sarò sfiduciato mi rimetterò alla decisione della maggioranza, con il rimpianto di non aver portato a termine il mio mandato».

Zarra intende entrare nel merito di cosa stia accadendo, capire «gli artefici della trasversalità». Vi sembra logico che FI sostenga la sinistra? «La ciarlata di Pino Ciarlo- dice il primo cittadino - non regge, come è falsa la dichiarazione delle dimissioni perché io lo ha revocato prima che si dimettesse lui». Sulla presentazione del bilancio a tre giorni prima delle elezioni Zarra dice: «E’ stato presentato per due ragioni: in primis non c’era nessuna avvisaglia di crisi; secondo, perché si perdevano finanziamenti importanti per le opere pubbliche, tra cui 1,5 milioni di euro per il parco sportivo a Sezze scalo, 500 mila euro per l’istituto della Clarisse e 200 mila euro per il Parco delle Rimembranze». Zarra quindi resta in attesa, vedendo chiaramente una intenzionalità di errore da parte di qualcuno. Vedremo, del resto in qualsiasi momento, se c’è veramente la volontà, le firme possono essere raccolte, nella rispetto della legge. 


Sezze, 8 aprile 2006

Terremoto politico. Ecco perché FI ha mollato Zarra

In città non si parla di altro. I cittadini e i politici locali ironizzano su quanto accaduto in sede di Consiglio comunale giovedì scorso, l’assise che ha sfiduciato e fatto cadere il sindaco di Sezze Lidano Zarra, anche perché gli scranni scricchiolavano da tempo in Comune. Un detto è sulla bocca di tutti: «Chi semina vento...raccoglie tempesta» forse in riferimento al travagliato percorso politico che ha caratterizzato l’amministrazione comunale da quasi tre anni a questa parte.

Il consiglio comunale è stato sciolto dopo che centro sinistra e Forza Italia hanno votato contro il bilancio. Immediatamente dopo, ecco arrivate le firme che hanno siglato la fine dell’era Zarra. L’ex sindaco di Sezze però non finisce mai di stupire. Ieri, infatti, ha voluto disertare la conferenza stampa da lui convocata nella mattinata, quasi a conferma di quanto si dice in città. Al contrario l’ex vice sindaco,  Pino Ciarlo, interviene con un lunga riflessione, un sorta di excursus politico degli ultimi tre anni di amministrazione comunale, dai toni accesi ma liberatori, uno sfogo in cui l’esponente forzista ribadisce la «lealtà e coerenza di Forza Italia» al cospetto di «un Sindaco che non ha nessun riferimento, né con la politica né tantomeno con la sua coscienza». Per Ciarlo l’esperienza di governo è stata inizialmente «positiva » ma degenerata poi dalle successive crisi e cambi di Giunta. L’ex vice sindaco ricorda come egli stesso in più occasioni abbia sostituito il Sindaco nei momenti più delicati, anche nei rapporti con le opposizioni, con le maestranze della GEA e  «quando qualcun altro era tanto impegnato in altre faccende». Ciarlo elenca una serie di motivi inaccettabili che hanno indotto il partito azzurro a prendere la decisione finale. «[..] sul Piano regolatore non possiamo accettare il principio che lo spazza via, sostituito dalle varianti puntuali ad personam. Non possiamo vederci chiaro in iniziative che tolgono la partecipazione popolare alle scelte strategiche della città. Non possiamo essere d’accordo sulla politica sociale, cioè sul taglio indiscriminato nei confronti degli anziani e dei disabili. Non possiamo essere d’accordo sulla politica che toglie gli uffici e i servizi pubblici al Centro storico. Non possiamo essere d’accordo – continua Ciarlo - sulla mancanza assoluta di una politica della cultura, sul non coinvolgimento delle associazioni, sulla totale insensibilità dimostrata nei confronti dei giovani. Non possiamo essere d’accordo sulla insensibilità verso l’intero Consiglio Comunale, le cui Commissioni aspettano di essere convocate e su cui manca qualsiasi volontà di proposta, di  condivisione o di verifica delle scelte».  Nell’intervento viene rimarcata «l’insensibilità dimostrata indistintamente verso tutti gli alleati, in particolare verso i componenti della Giunta, che non hanno la forza del voto in Consiglio». Ciarlo rincara la dose richiamando i «limiti delle liste civiche» e quelle «colpe vigliaccamente attribuite a F.I. ». Ma l’intervento di Ciarlo è tutto rivolto all’ex sindaco Zarra che «fa unicamente le scelte necessarie alla sua unica sopravvivenza e tutto è volto alla perpetuazione di tali scelte». Per questi ed altri motivi il vice sindaco di Sezze ha rassegnato le proprie dimissioni «seguendo quell’esempio di coraggio e di onestà che ieri sera i Consiglieri di Forza Italia hanno dato al Paese intero e alla Provincia di Latina».


Sezze, 28 marzo 2006

Il presidente Roscioli parla della sua sfida all'Udc  

L’Udeur setino, nato un mese fa, già può vantare tre consiglieri comunali e tre assessori in dote.

E che consiglieri! Dopo Pietro Martingali, e dopo il vicepresidente del consiglio comunale, Enzo Polidoro, sappiamo che all’Udeur ha aderito anche il presidente dell’assise setina: Senibaldo Roscioli. L’adesione di quest’ultimo, per molti, è stata una sorpresa al punto che in città si vocifera su un plausibile «strappo politico e istituzionale». Proprio per non dare adito ad altre ipotesi sul futuro politico e sugli equilibri della maggioranza che sostiene Lidano Zarra, soprattutto il giorno dopo il 10 aprile, abbiamo sentito il diretto interessato. Il presidente del consiglio comunale, Roscioli, ha risposto così alle nostre domande. La sua è stata una scelta volontaria e personale, «un ritorno a casa» ma sul futuro della maggioranza ... «non ci sono certezze».

Presidente Roscioli, perchè è passato improvvisamente dall’UDC all’Udeur?

«Chi mi conosce sa bene che l’Udc non è mai stato il mio partito di appartenenza. Si è trattato solo di un passaggio, oserei direi una transizione per quieto vivere e per non creare squilibri in seno alla maggioranza del sindaco Zarra. I valori a cui si rifà il partito di Clemente Mastella sono molto vicini alla mia storia politica. Il centro sinistra è sempre stata la mia casa politica».

Cosa cambia in maggioranza adesso? Continuate a sostenere il primo cittadino, o c’è sentore di crisi?

«Non è messo in discussione il sostegno che continueremo a dare al sindaco di Sezze Zarra. Ripeto che noi in maggioranza restiamo come consiglieri comunali eletti nelle diverse liste civiche, e porteremo a termine il mandato da noi sottoscritto».

Ma non c’è una contraddizione: l’Udeur che governa assieme alla Casa delle Libertà?

«Assolutamente no perché  siamo stati eletti nella coalizione civica di Alternanza Amministrativa e l’elettorato ci ha dato fiducia proprio in nome di questo progetto civico».

Perchè è uscito dall’Udc? Ci sono state delle divergenze con i vertici provinciali?

«Nessuna divergenza, la mia è stata una scelta non condizionata e personalissima. Ma se qualcuno crede che l’Udc a Sezze ha un proprio bacino di elettori si sbaglia di grosso. Vedremo cosa accadrà il 10 aprile e vedremo se l’Udc riconfermerà le preferenze che ha ottenuto sia alle regionali che alle provinciali».

Insomma senza Roscioli e Polidoro il partito dell’Udc si svuota di preferenze?

«Non voglio dire questo ma credo che dietro quell’altissima percentuale di preferenze che la Vela ha avuto in passato, c’era stata anche la spinta e il sostegno di consiglieri come  Polidoro e Roscioli. Forse mi sbaglio ma a elezioni finite faremo i conti e vedremo».


Sezze, 25 marzo 2006

Campagna elettorale "sporca". Impazzano i manifesti selvaggi

Anche la città di Sezze è entrata nel cuore della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche di aprile. Da un paio di giorni, in paese, si respira un clima politico effervescente e, chi più chi meno, si appresta alla conquista del voto. Di questo stato di cose ne è viva testimonianza la solita guerra fatta a colpi di manifesti e “santini”. Gigantografie politiche selvagge se ne trovano a iosa, soprattutto quando vengono affisse fuori dagli appositi spazi elettorali. Muri, cassonetti dei rifiuti urbani, contenitori speciali, cabine del telefono, cabine dei pullman, proprietà private ed altro ancora sono messe sott’occhio da militanti politici indisciplinati e incuranti delle regole fissate per la campagna elettorale. Altro che senso civico e rispetto per la città, la rincorsa al “muro libero da occupare” è frenetica e ansiosa. Muniti di secchio, colla e pennello, si va alla conquista del posto più originale per affiggere la faccia del candidato preferito o del partito di preferenza. Ovviamente, il risultato ottenuto da questa invasione mediatica elettorale, potrebbe essere quello opposto: l’insistenza di affiggere sempre e dovunque il manifesto elettorale, senza aver nessun rispetto per la città e per i cittadini, va a noia a tutti. Di questa campagna elettorale fatta di affissioni arbitrarie ce ne accorgiamo quando vediamo una montagna di carta e di spazzatura in ogni località del paese. La correttezza, la serietà e il senso civico di un politico si vede soprattutto da queste azioni. «Sarebbe opportuno- ci hanno detto i setini - che chi di competenza facesse rispettare le regole, con le corrispettive sanzioni perché non è giustificabile e ammissibile una simile sporcizia».

Di tutto questo però se ne stanno accorgendo solo i politici locali, ai quali non vanno a genio i manifesti elettorali a loro avversi e, a limite, alle persone che si ritengono semplici osservatori politici. Infatti, mentre in città imperversa la ricerca affannosa della preferenza, per i giovani setini non sta accadendo nulla di straordinario. Questa frenesia politica non viene avvertita nemmeno, al contrario, la tendenza è quella all’astensionismo e al menefreghismo. «A noi non interessa questa rincorsa alla preferenza a tutti i costi. Abbiamo capito – ci hanno detto alcuni ragazzi interpellati – che uno vale l’altro e che dopo le elezioni politiche nessuno si farà più vedere e sentire. Per il resto ci danno fastidio che in campagna elettorale tutto sembri essere concesso. Non c’è rispetto per la città e la cosa preoccupante è che il tutto parte da chi dovrebbe dare l’esempio».


Sezze, 24 marzo 2006

37a Sagra setina. Il "Carciofo" della discordia

La trentasettesima Sagra del Carciofo di Sezze si preannuncia nel segno della polemica. L’appuntamento, che è stato fissato per il 1-2 aprile prossimo, farà di nuovo parlare di sé prima di questa data. Quello che da sempre è stato visto come l’appuntamento più importante dal punto di vista economico della città, rischia di saltare a causa delle lamentele delle maggiori associazioni della città che aderiscono all’evento.

In realtà, la Sagra come momento culminante per il rilancio dell’agricoltura, e del carciofo nostrano in particolare, è da parecchi anni che non si vede. Al contrario tutto è messo in mostra, fuorché il carciofo delle terre setine. Quella che dovrebbe essere la più prestigiosa vetrina dell’agricoltura altro non è che una semplice sfilata di personaggi pubblici, noti e meno noti. Nel corso degli anni, l’attenzione del Comune di Sezze per la programmazione della Sagra del Carciofo è stata votata più al valore estrinseco della festa. La Sagra è stata scambiata come una kermesse, più che all’evento indirizzato essenzialmente al rilancio del settore agro-alimentare setino. A tal proposito, la Sagra, non è mai stata affidata ad un vero Comitato di Gestione né tanto meno è stato deciso un Logo per il riconoscimento come Fiera Tipica. Le associazioni locali sono già sul piede di guerra. Sembra che sia stato organizzato un comitato spontaneo per lamentare i disagi organizzativi derivanti proprio dall’inesistente programmazione per la Fiera da parte del Comune di Sezze. Nel maggio dello scorso anno le polemiche non erano poi differenti da oggi. Al punto che il direttore generale dell’Ente propose addirittura la costituzione di un Comitato permanente per la gestione della Sagra. L’amministrazione guidata da Zarra lanciò anche l’idea di un Bando per la realizzazione del logo della fiera. Tutto questo, dissero gli amministratori della città «per rendere più trasparente la gestione dell’evento» che, sappiamo, dovrebbe essere il punto di partenza per l’agricoltura della città. I produttori e le associazioni locali tornano a parlare di «chi vuole fare le nozze con i fichi secchi» : altro che storie e promesse mantenute. Proprio in questi giorni è rincominciata la sequenza di incontri tra Ente ed interessati, forse per mettere a tacere le polemiche? Da indiscrezioni però sembra che sia stata inviata alla Prefettura una lettera in cui si critica il calendario scelto dal Comune di Sezze per dare il via alla più grande fiera economica-agricola della città. Insomma, critiche già inoltrate e in due direzioni opposte: poco coinvolgimento dei veri attori della Sagra del Carciofo (agricoltori, produttori e associazioni locali) e anticipazione del periodo della Fiera. Iniziamo bene.


Sezze, 17 marzo 2006

Centro Diurno "Tamantini" inaugurato e poi chiuso

Quarantasei giorni dall’inaugurazione. Verrebbe voglia di chiedersi quanti giorni ancora bisogna attendere. Il 10 febbraio scorso veniva inaugurato a Sezze il nuovo Centro Diurno per disabili “Carla Tamantini” ad  opera della società di Latina “Armonia”. Si è trattato di una taglio del nastro importante e molto atteso dalla città e soprattutto dai familiari dei disabili. Una cerimonia senza fasto ma dai nobili obiettivi, proprio come avrebbe voluto la compianta insegnante Carla Tamantini. Per la città di Sezze partiva una nuova sfida che faceva perno sulla trentennale esperienza nel settore dei servizi sociali del Comune di Sezze. Le maggiori cariche istituzionali della Provincia e della Regione, tra cui il presidente del consiglio regionale del Lazio, Massimo Pineschi e l’onorevole Domenico Di Resta, battezzarono la nuova struttura finalmente agibile. La storica sede dell’ex “Coccinella” è stata adeguata alle norme vigenti, come previsto dalla legge 626 sulla sicurezza. In essa sono stati realizzati dei servizi interni necessari per l’accoglienza dei disabili, e  sono stati inoltre istallati nuovi macchinari idonei per la riabilitazione fisica dei soggetti aventi diverse patologie. E’ stata anche garantita la presenza di medici specialistici, di psicologi e di fisioterapisti al servizio dei disabili.

Peccato però che di tutto questo non sia stato fatto nulla. Non ci sono stati ancora riscontri con la realtà. Ad oggi, e dalla data di inaugurazione, il centro diurno per disabili è rimasto chiuso, al punto da spingere molti cittadini interessati alle attività psicomotorie rientranti nel programmazione del Centro Diurno, ad apostrofare l’accaduto come «mossa fasulla da parte dell’amministrazione comunale». Mentre il Direttore Generale del Comune di Sezze, Lidano Caldarozzi, intende rassicurare dell’imminente apertura del Centro, affermando che «siamo in attesa a giorni dell’accreditamento del Centro “Tamantini” da parte della Regione Lazio» i cittadini si chiedono per quale motivo allora «c’è stata tanta fretta di inaugurare una struttura se già si conoscevano i tempi lunghi dell’accreditamento da parte della Regione Lazio». Insomma, quello che si reclama è il fatto che «a distanza di oltre un mese, per un motivo o per un altro la struttura per disabili resta chiusa come dal primo giorno dell’agosto scorso». Le attività del Centro sono state momentaneamente trasferite alla sede della società “Armonia” in Latina e, attualmente, sono undici i disabili che frequentano regolarmente il centro. Da quanto si evince, per il momento, non è cambiato molto dall’estate scorsa: i disabili svolgono le diverse attività psico-motorie fuori città. A quando la vera apertura?


Sezze, 16 marzo 2006

Sfratto dal Tennis club. Inizia il set per vie legali

Conferenza stampa dai toni accesi per lo “sfratto” eseguito dal Comune di Sezze ai danni del Tennis club Sezze. Ieri il presidente Sandro Pontecorvi, assistito dall’avvocato Gianni Fontana ha voluto spiegare tutti i motivi che hanno portato alla chiusura della struttura sportiva dopo oltre un trentennio. Passo per passo, e con la voglia di andare a fondo ad una questione «poco chiara», sono stati ripercorsi tutti i passaggi che dal luglio scorso ad oggi hanno portato alla chiusura improvvisa degli impianti sportivi di via Piagge Marine. Il motivo «ufficiale» della chiusura dei cancelli è quello dell’inagibilità della struttura che, secondo la seconda ordinanza del Comune di Sezze, necessita di interventi strutturali urgenti. Grossi dubbi, infatti, sono stati lanciati proprio per il «motivo ufficiale della chiusura» dato che nella prima ordinanza firmata dal Direttore Generale dell’Ente, Lidano Caldarozzi «vi era già tutta l’intenzione di chiudere l’impianto sportivo – così Pontecorvi – comunque e per altri motivi legati alla convenzione. Forse – ancora Pontecorvi -si sono accorti di aver fatto un errore e l’amministrazione comunale ha deciso di emettere una nuova ordinanza, quella appunto dell’inagibilità dei campi». Pontercorvi ha ricordato la lunga vicenda della convenzione della gestione dei campi sportivi da parte del Tennis Club. Già nel luglio il cda del tennis club aveva avuto sospetti che qualcosa potesse accadere. E infatti è accaduto. La deliberazione di Consiglio comunale che parlava di revisione di gestione dei Campi nascondeva qualcosa. «La delibera di luglio c’è stata notificata sette mesi dopo – così Pontecorvi – ed oggi sappiamo che è stata stravolta la volontà del consiglio comunale, cosa inammissibile». Il legale del Tennis Club non ha dubbi e, proprio in merito alla convenzione ha affermato: «La convenzione è un vero contratto e non può essere sottoposto a revoca unilateralmente. Il Comune non può decidere da solo. E’ ovvio, quindi, che le due ordinanze sono nulle». Il Comune di Sezze, sempre da quanto sostenuto dal legale che sta seguendo il caso, non ha provveduto né a mettere a conoscenza il Tennis club degli atti né della notifica stessa. Tre, adesso, le strade possibili da percorrere: ricorso al Tar per chiedere la sospensiva, esposto alla Procura e al Giudice civile.

Insomma, il Tennis Club, dopo aver ceduto la struttura al Comune (come da accordo) realizzata da privati si è vista notificare solo una cosa: la beffa. Per Pontecorvi la partita non è affatto chiusa: «questo non è il set finale ma soltanto l’inizio di una sfida legale (a carte bollate n.d.r.)».


Sezze, 10 marzo 2006

Zarra replica a Giorgi sul servizio esattoria. Ora più efficienza

La replica non si è fatta attendere. All’interrogazione e agli interventi sulla stampa locale del Consigliere comunale Titta Giorgi, in merito alla chiusura dell’esattoria del Monte dei Paschi di Siena di via Variante, il sindaco di Sezze, Lidano Zarra, risponde a tono. «Il Comune di Sezze aveva con il M.P.S. due convenzioni per la riscossione dell’Ici e della Tarsu entrambe in scadenza il 31.12.2005; con contratto del 22.11.2005, il Comune – scrive Zarra - ha affidato la gestione dell’Ici e della Tarsu alla Spl Sezze Spa, società ad intero capitale pubblico (attualmente l’azionista unico è il Comune di Sezze) ».Per il primo cittadino è bene ricordare che la Spl è nata «con la finalità di garantire alla popolazione una molteplicità di servizi puntando ad una efficientazione degli stessi e facendo perno su maestranze e professionalità locale». Il Sindaco intende puntualizzare poi che la gestione diretta dell’Ici e della Tarsu (sia pure attraverso una società del Comune) garantisce un «maggiore e più tempestivo controllo delle entrate e di una più efficace attività di recupero». Al Ds Giorgi viene ricordato che il 18 gennaio scorso la SPL ha stipulato una convenzione con il Servizio Poste Italiane Spa per la riscossione dell’Ici e della Tarsu. Insomma Zarra afferma che, tranne a Giorgi, «sono evidenti a tutti i vantaggi » dato che «da una parte i cittadini potranno effettuare i pagamenti tutti i giorni presso gli uffici postali di Sezze e Sezze Scalo (mentre gli sportelli del M.P.S. erano aperti al pubblico solo in via Variante e solo per due giorni alla settimana), dall’altra – continua Zarra - l’ufficio della Spl, sito in via Umberto, stabilisce un rapporto diretto con il contribuente ed è aperto per cinque giorni alla settimana con due rientri pomeridiani». Nella nota il Sindaco chiarisce poi che «in alcun modo è stato imposto al M.P.S. la chiusura del proprio sportello» e quindi «dispiace che un Istituto Bancario così prestigioso chiuda il suo sportello a Sezze perché “non più giustificabile la presenza ed il conseguente impegno economico/organizzativo”». Per Zarra comunque essa resta una libera scelta, di un libero istituto bancario, in un libero mercato della domanda e dell’offerta». Zarra, allora, vuole sapere in che modo il paese sia stato danneggiato da tale decisione e chiede a Giorgi se le «motivazioni che lo hanno spinto ad ergersi a difensore del M.P.S. non siano da ricercarsi “altrove”». Infine: «Ma la “sinistra di Titta” non è a favore del capitale privato delle banche e contro una società per azioni a totale capitale pubblico?».


Sezze, 5 marzo 2006

Assunzioni facili alla SPL. I dubbi del consigliere Orlandi

Un Question time coi botti. E’ quello che si attende visto le tante interpellanze presentate da molti consiglieri comunali in questi giorni. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti. Dalle discariche a cielo aperto, dalla richiesta di chiarimenti su alcuni servizi pubblici in vigore, a gestione di altri poco soddisfacenti. L’attesa è veramente tanta. A tal proposito, proprio in base a quello che ha protocollato, il consigliere comunale del Gruppo Misto, Giovanni Orlandi, nella prossima assise del Question Time di giovedì, dovrebbe avere tante risposte ai molti dubbi che ha voluto presentare in questi giorni sotto forma di interrogazioni. Ha intenzione di andare a fondo su molte questioni, una in modo particolare dato che è la seconda volta che ci ritorna sopra: quella delle assunzioni di parenti al Comune di Sezze. Come sempre, Orlandi, continua ad indagare su quelle che lo stesso ha infatti già chiamato “assunzioni facili e poco chiare” avvenute in questi ultimi tempi. Orlandi, dopo aver preso atto che nell’assise dello scorso 30 dicembre il sindaco di Sezze Lidano Zarra «nulla ha risposto» in merito alle assunzioni di dipendenti entro Enti derivati del Comune di Sezze, torna a chiedere il rilascio di una certificazione amministrativa per conoscere «se nella dotazione organica del Comune di Sezze e negli Enti partecipati e concessionari di servizi – così nella interrogazione protocollata il 1 marzo -  vi siano dipendenti parenti di consiglieri comunali o di Assessori dell’amministrazione comunale attualmente in vigore». La nuova interrogazione, questa volta, è rivolta al segretario generale del Comune di Sezze, Luigi Miele. Ovviamente, solo  nel caso in cui dovesse risultare vera la supposizione, il consigliere comunale Orlandi chiede di conoscere una serie di notizie quali :«Nome e cognome dei dipendenti assunti; le modalità di assunzione; la qualifica rivestita ed eventuali avanzamenti di carriera dalla data di assunzione ad oggi; emolumenti percepiti; orario di lavoro; assenze al servizio e  carichi di lavoro». Il firmatario dell’interrogazione ci tiene a precisare che il suo interessamento al caso è conforme ai sensi della legge n 241/90 e successive modificazioni. La politica che intende portare avanti il consigliere del Gruppo Misto è il riflesso di quello che ultimamente sta accadendo in Consiglio comunale: nei due schieramenti non c’è più dialogo; tra maggioranza e opposizione si affrontano le questioni solo tramite carta stampata e per...sentito dire.  


Sezze, 4 marzo 2006

Chiusa l'esattoria. Titta Giorgi chiede spiegazioni a Zarra

L’esattoria setina è stata definitivamente chiusa. Dal 1 marzo scorso lo sportello di riscossione tributi della Concessionaria della provincia di Latina “Monte dei Paschi di Siena” è stato smantellato. Con una nota del giorno 27 febbraio, il direttore provinciale dell’ istituto bancario ha comunicato al sindaco di Sezze, Lidano Zarra, e a tutti i consiglieri comunali le motivazioni della chiusura «in linea con quanto previsto dal d.Lgs del 1999, riguardante il riordino del servizio nazionale della riscossione». A tal proposito il direttore del “Monte dei Paschi di Siena” puntualizza:«Giova rammentare che il nostro presidio sul Suo Comune è stato assicurato in quanto titolari della riscossione delle entrate comunali ( Ici/Tarsu). Il diverso orientamento adottato dalla Sua amministrazione, circa la gestione delle predette entrate, ha determinato, di fatto, un azzeramento delle attività di riscossione volontaria la quale, da sola, giustificava la nostra presenza e il conseguente impegno economico/organizzativo, altrimenti sostituibile con altri servizi alternativi». Quindi la chiusura dello sportello di via Variante è stata determinata anche dal cambio di rotta della Giunta Zarra che da un paio di mesi ha affidato la gestione delle riscossione di alcuni tributi alla società per azioni “SPL Sezze”. Sempre il direttore provinciale dell’Istituto bancario, nella lettera inviata a Zarra, scrive che «la chiusura dello sportello non comporterà una diminuzione delle utilità finora rese in quanto siamo in grado di fornire soluzioni che, essendo più consone alle esigenze dei contribuenti, saranno sicuramente più funzionali». La chiusura dell’esattoria non è sfuggita al decano del consiglio comunale di Sezze, Titta Giorgi che ha protocollato in data 3 marzo una interrogazione avente oggetto proprio la chiusura della storica esattoria di via Roma che, recentemente, si era trasferita in via Variante. Nell’interrogazione Titta Giorgi chiede di sapere «quali atti e azioni sono state promosse dal Sindaco affinché la cittadinanza setina non fosse privata di questo importante servizio. E’ notorio – continua il consigliere Giorgi – che in detto sportello oltre alla riscossione dell’Ici e della Tarsu, si riscuotono tutte le altre imposte nazionali (Irpef, Irpeg..), le tasse consortili, le iscrizioni agli Ordini e agli Albi professionali, le multe iscritte al ruolo ecc». Il consigliere dei Democratici di Sinistra, inoltre, si mette a «disposizione per far parte di una delegazione che l’amministrazione comunale andrà a costituire per compiere tutti i passi necessari per ridare alla cittadinanza il servizio esattoria». Il Ds Giorgi resta in attesa sperando che arrivi una  risposta chiara alle sua interrogazione.


Sezze, 3 marzo 2006

Il monito a Zarra da parte dei Ds in merito al crollo delle mura Ciclopiche

Lettera aperta al sindaco Zarra da parte della segreteria Ds di Sezze, in merito al crollo delle mura poligonali avvenuto a Sezze, in via del Guglietto. « E’sperabile che l’inagibilità  di via dei Templi duri soltanto il tempo necessario ad un intervento immediato. Ci auguriamo infatti – recita la nota della segreteria Gramsci -  che Lei stia già operando per disporre i provvedimenti necessari alla messa in sicurezza della via suddetta, allo scopo di evitare i pesanti disagi cui sono costretti i cittadini colà residenti». Per i Ds non dovrebbe essere difficile reperire le risorse necessarie all’interno dei fondi stanziati per gli interventi straordinari e di emergenza. E, a proposito della situazione in via dei templi, i Ds chiedono se sia «possibile sapere che tipi di lavori, nei giorni passati, vi si stavano svolgendo e se per caso non siano stati proprio tali interventi a procurare i problemi attuali». Il fatto accaduto spinge la Quercia locale a richiamare il problema più generale di via dei Templi «che resta un problema da affrontare e risolvere e che non può essere confuso con l’intervento immediato». Gli uomini di Lelio Grassucci ricordano inoltre che: «nel corso degli ultimi tempi la precarietà e l’instabilità delle Mura Poligonali, infatti, si sono aggravate, ben al di là del recente cedimento  che ha causato il blocco della strada richiamata, minacciando la sicurezza dei cittadini e delle loro abitazioni e compromettendo seriamente il patrimonio artistico e culturale del paese. Ci si consenta di rammentare che tali compromissioni non sono soltanto conseguenza del trascorrere degli anni e dell’azione del maltempo ma – continuano - anche dell’opera degli uomini e della stessa autorità  pubblica che ha realizzato manufatti a ridosso delle mura poligonali, ha modificato assetti urbani millenari, sta riducendo aree di verde pubblico e cancellando memoria e luoghi di identificazione».  Secondo i diessini il tutto sarebbe avvenuto «senza i prescritti pareri della Soprintendenza o di altre autorità». Per i Ds è anche il caso di ricordare che «tra i progetti inseriti nel Programma Stile, oltre all’Antiquarium, all’Anfiteatro, alla Ludoteca e museo del giocattolo, al Centro sociale, alla Welcome Area ed al Welcome Point, era stato inserito il progetto di restauro delle Mura poligonali per un importo, per quest’ultimo, di oltre un milione di Euro. Sarebbe opportuno che i cittadini siano informati sulle iniziative intraprese dalla attuale amministrazione per condurre in porto la realizzazione del progetto. Sarebbe grave se, a causa del disinteresse dell’attuale Giunta, il progetto di restauro cadesse nel dimenticatoio».


Sezze, 25 febbraio 2006

ADSL, per gli utenti di Sezze Scalo resta solo un sogno

Ad oggi l’Adsl, di fatto, resta solo nell’immaginario collettivo. Se le richieste sono state moltissime altrettanto non possiamo dire per le risposte date dalla Telecom per il servizio che dovrebbe essere offerto ai cittadini. Viste le critiche e le continue lamentele, i primi due mesi della Adsl a Sezze sono stati negativi, per non dire inesistenti. C’è invece chi incomincia a parlare di «cittadini di serie A e cittadini di serie B». In verità, molti utenti non ci sperano più: «messa nel dimenticatoio la linea veloce» mentre altri si sentono presi in giro e declassati. Per questi ultimi riportiamo la dura lamentela dei residenti di Sezze Scalo che, dal giorno 15 febbraio – data di partenza servizio secondo quanto comunicato dal sindaco di Sezze Lidano Zarra per l’attivazione della linea veloce nella zona di Sezze Scalo - sono in attesa della copertura del territorio dello Scalo. «Capiamo sicuramente i ritardi derivati dal boom di richieste – hanno detto alcuni utenti residenti a Sezze Scalo – ma l’amministrazione comunale ci aveva garantito che l’Adsl sarebbe arrivata anche in pianura e così non è stato. Come per altri servizi, quale la richiesta ad esempio di uffici comunali decentrati, siamo e restiamo l’ultima ruota del carro». Oltre ai giovanissimi, a lamentare la mancata attivazione del servizio, adesso sono le tante aziende – soprattutto agricole – della pianura.  

L’entusiasmo dei primi giorni è andato scemando anche per quegli utenti che hanno già risposto positivamente all’attivazione del servizio informatico e, soprattutto, per quelli che la linea veloce dovrebbero già averla da un pezzo ma che al contrario non hanno ancora. A detta di questi ultimi «la linea veloce va e viene» e non corrisponde a quelle prestazioni che il servizio dovrebbe fornire. Se la Telecom ha comunicato che il bacino di utenza è stato potenziato di duemila unità, ed entro il mese di marzo si arriverà a circa cinquemila: in pratica non è così. Sembra, infatti, che chi abbia già ricevuto il modem che permette la navigazione veloce sia ancora in attesa della linea e chi, ancora peggio, dopo aver dato la conferma per l’attivazione non ha avuto più notizie. Viste le critiche sarebbe auspicabile che venisse fissato un calendario di scadenze per quanto concerne la copertura del territorio della pianura setina. L’ADSL dovrebbe essere attiva grazie ad un ponte radio installato in località Monte Trevi e a una linea in fibra ottica collegata ad un cabina Telecom principale. Dovrebbe.


Sezze, 24 febbraio 2006

Degrado sanitario al "San Carlo". La Margherita scrive a Petti

La Margherita di Sezze si rivolge al Direttore generale della Asl di Latina, Ernesto Petti,  con una lettera aperta per affrontare l’annosa questione della sanità nei Monti Lepini e nella fattispecie del vergognoso degrado nel quale sta sprofondando l’Ospedale “San Carlo” di Sezze. «La vittoria del centrosinistra alle elezioni regionali - recita la lettera della Margherita di Sezze - ha aperto alla speranza di una gestione diversa e più attenta ai bisogni e alle necessità dei cittadini del Servizio Sanitario. Infatti la politica sanitaria del centrodestra è stata fallimentare da ogni punto di vista: finanziariamente ha creato un deficit di proporzioni notevoli, ha favorito esclusivamente la sanità privata, ha gestito la cosa pubblica in termini esclusivamente clientelari».  Per gli esponenti locali di Rutelli, le cause di una politica sanitaria errata ed inesistente, sono evidenti anche nel  servizio sanitario sui Monti Lepini che «è stato progressivamente marginalizzato e ridotto all’impotenza». La Margherita setina chiede una risposta: «E’ necessaria una svolta decisiva! E’ necessario riprendere in mano le fila della situazione e provvedere ad una riorganizzazione che tenga conto delle effettive esigenze della collettività. In particolare l’Ospedale di Sezze ha visto in questi anni un degrado vergognoso, nonostante le professionalità, la disponibilità, lo spirito di abnegazione di tutto il personale medico e paramedico, le attrezzature di eccellenza (camere operatorie nuovissime)». L’assoluta priorità di un intervento non può più attendere, per riqualificare e risollevare la situazione e «in particolare – afferma la Margherita - la Cardiologia, che soffre una cronica carenza di personale medico; la Radiologia, chiusa all’utenza esterna proprio in queste settimane, favorendo così il ricorso alle strutture private con aggravio di costi per i cittadini; il reparto di Medicina, anche questo carente di personale con grave pregiudizio dei degenti». Molte le promesse e i servizi previsti nei diversi piani aziendali degli anni passati ma la realtà si concretizza in un nulla di fatto. La Margherita di Sezze è convinta che la nuova dirigenza guidata da Petti sarà sensibile ed in grado di dare risposte e nuovi impulsi al sistema sanitario provinciale. Nel Dirigente Asl, la Margherita setina, è convinta di trovare «un interlocutore attento e disponibile ad un prossimo incontro e confronto sulle problematiche del Servizio Sanitario locale per ricercare e progettare insieme soluzioni concrete e condivise».


Sezze, 23 febbraio 2006

Nuovo scontro tra le parti, per un cittadino onorario a testa

Lo scontro tra maggioranza e minoranza sta degenerando. Altro che politica del confronto. Adesso c’è chi vorrebbe giocare anche sulla cittadinanza onoraria e lo fa non rendendosi conto che in questo momento il conferimento del titolo non sarebbe nemmeno un onore - ma semmai motivo di imbarazzo- per le stesse personalità politiche proposte. Infatti, nel consiglio comunale di lunedì scorso, abbiamo assistito ad uno scontro politico che non fa bene alla politica di Sezze. Si è trattato di una seduta che ha messo in evidenza solo i veleni, le ripicche e l’ormai noto gioco con le istituzioni. La bella cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Badaloni e Procaccini è stata così cancellata nel primo atto del consiglio comunale da un battibecco tra centro destra e centro sinistra. Nemmeno quarantotto ore dopo la cerimonia di conferimento, quasi per sfida, come per dire “ se abbiamo dato la cittadinanza onoraria a Badaloni e Procaccini... adesso avallate le nostre proposte...”, i consiglieri che compongono la Casa delle Libertà di Sezze hanno avanzato i loro nominativi. Evelina Del Monte (An) ha lanciato la candidatura di Francesco Storace , per essere insignito della cittadinanza onoraria; per Giovanni Del Duca (Fi) la massima riconoscenza cittadina va data a Claudio Fazzone; mentre per Enzo Polidoro (Udc) tra i meritevoli, spicca il Senatore Michele Forte. Non sono in discussione le autorità e i meriti dei politici proposti ma ancora una volta ciò che è sballato e appare poco edificante per la politica locale, è il metodo in cui sono state avanzate tali proposte. E’ sembrata quasi una gara, aperta con il gioco dei nomi. La proposta di insignire della cittadinanza onoraria Badaloni e Procaccini, come d’altronde le altre conferite in passato, ha avuto indubbiamente un altro spirito. E’ stato un riconoscimento maturato nel tempo a personalità che hanno speso molto per la città. La proposta di Titta Giorgi ha messo d’accordo tutti, il voto è stato unanime, ma la mossa politica della maggioranza adesso sembra palesare che dietro quella decisione comune vi era lo scotto e la contro mossa del centro destra. Lo stesso sindaco di Sezze se n’è reso conto e ha chiesto ai consiglieri della sua maggioranza di ritirare le proposte, non perché i personaggi in ballo non meritassero di essere iscritti nell’albo dei cittadini onorari ma perché le proposte sono nate in un clima di veleni. Perché, infatti, la Del Monte, Del Duca e Polidoro non hanno chiesto le cittadinanze onorarie in tempi non sospetti? Il massimo riconoscimento cittadino c’entra poco con la politica. Non si tratta di destra o di sinistra. La cosa veramente antipatica è stato il fatto che la stessa maggioranza, pur sapendolo, ha voluto far “pesare” il conferimento cittadino a chi si trova dall’altra parte dello schieramento politico.


Sezze, 19 febbraio 2006

Le politiche... e i politici locali in lizza

E’ ufficialmente aperta la campagna elettorale per le politiche 2006. Si prevedono due mesi di ferro e fuoco anche in ambito locale. In molti, in città, sono convinti che la maggioranza consiliare che sostiene il sindaco di Sezze Lidano Zarra avrà e subirà dei contraccolpi. C’è chi è convinto che il dopo elezioni riserverà delle sorprese  nel caso dovesse vincere la coalizione di centro sinistra. Per qualche consigliere comunale di opposizione, il primo cittadino, potrebbe tirare fuori dal cilindro la carta della neutralità civica e, senza ripensamenti, potrebbe nuovamente cambiare schieramento nel caso dovessero andare male le elezioni per la Casa delle Libertà. Ovviamente, anche queste dicerie, fanno parte di una tattica e di una strategia politica messa in campo dalle forze locali di opposizione come è lecito che sia nel mentre di una campagna elettorale che si preannuncia molto infuocata.Proprio sui candidati setini e sulle potenziali figure politiche che potrebbero concorrere per la conquista del seggio del Lazio 2, è il caso spendere qualche riga. La prima vera sorpresa già è stata comunicata da un paio di settimane. L’ex presidente della provincia di Latina, Paride Martella, concorrerà per la Lista di Pietro e mira al raggiungimento delle settemila preferenze. La mossa dell’avvocato Martella ha spiazzato più di qualche schieramento politico che, molto probabilmente, ricorrerà a dei rimedi per non lasciare libero il campo a Sezze al Presidente Martella. La prima antagonista in campo setino è la diessina Sesa Amici, la quale ce la metterà tutta per recuperare voti e raggiungere un buon risultato. Per la deputata diessina questa è una grande prova anche perché le preferenze che riuscirà a prendere a Sezze potrebbero essere un indice di “gradimento” per i risultati raggiunti in questi anni a Sezze e in provincia di Latina e potrebbe essere anche un primo orientamento di partito per il futuro della politica comunale a Sezze. Anche Forza Italia potrebbe mettere in campo un rappresentante locale per non lasciare la difesa scoperta. A Sezze, per gli azzurri, le figure politiche di spicco sono poche e il presidente Claudio Fazzone potrebbe fare un pensierino sulla candidatura di Pino Ciarlo nei monti lepini. Così come potrebbe baluginare nell’Udc la figura di Lidano Zarra, già rappresentante provinciale della Vela.  Ci saranno anche sorprese per quanto concerne la destra radiale? Elio Magagnoli è stato il candidato alle regionali per la lista della Mussolini. Adesso ci saranno altri nomi? Per il momento però possiamo fare solo previsioni e ipotesi. Ma è certo però che il risultato politico rimbalzerà in Comune e, volenti o nolenti, avrà comunque delle ripercussioni sull’amministrazione comunale.


Sezze, 19 febbraio 2006

Conferita la cittadinanza onoraria a Badaloni e Procaccini

Cittadinanza onoraria per Piero Badaloni e Giuseppe Procaccini. Ieri pomeriggio, in una seduta consiliare straordinaria, l’amministrazione comunale ha conferito la riconoscenza massima cittadina al giornalista e al vice capo della Polizia, come ringraziamento per quanto svolto in passato per la città di Sezze. La proposta di insignire della cittadinanza onoraria  Badaloni e Procaccini era stata lanciata dal consigliere Titta Giorgi; immediatamente e all’unanimità la proposta è stata accolta dal consiglio comunale che ha provveduto a far partite l’iter programmatico per il conferimento ei titoli. Alla cerimonia erano presenti alte cariche istituzionali e politiche tra cui il Presidente del Tribunale di Latina, Bruno Raponi, il neo Prefetto di Latina Alfonso Pironti, il Presidente del Tar di Latina, Renato Bianchi,  il Procuratore aggiunto Francesco Lazzaro, il Questore Alfonso Maria La Rotonda. Tra i politici l’onorevole Sesa Amici, Aldo Forte, Renzo Carella, l’assessore provinciale Fabio Bianchi e l’ex sindaco di Sezze Mario Berti. Dopo il sindaco Zarra, che ha aperto la seduta leggendo i brillanti curriculum vitae di Procaccini e Badaloni, ha preso la parola Titta Giorgi che ha spiegato i motivi che hanno portato il consiglio comunale di Sezze a insignire della cittadinanza onoraria Badaloni e Procaccini; così Giorgi«Due personalità che hanno fanno del bene alla Provincia, a Sezze e ai Monti Lepini. A Procaccini per aver combattuto, tra l’altro, l’infiltrazione camorristica e per aver ridotto il disagio causato dall’occupazione giovanile. A Badaloni per l’impegno profuso durante il suo mandato come governatore della Regione Lazio. Significativo l’impegno durante l’alluvione che ha colpito località Casali nel 2000». Il Presidente del Tribunale di Latina, Raponi, ha preso la parola per ricordare i meriti istituzionali di Procaccini. «E’ un riconoscimento meritato, un atto dovuto. E’ stata una cerimonia semplice ma con molto sentimento: questa è Sezze».  Renzo Carella ha preso la parola per Badaloni. «Un presidente che è rimasto nel cuore per la sua semplicità e per la sua sobrietà. Una persona concreta». Badaloni e Procaccini, a onorificenza ricevuta sono apparsi commossi. Così Procaccini: «Sezze prima esperienza vera in Provincia di Latina. Una cittadinanza che mi onora. Sono io che vi debbo ringraziare». Piero Badaloni ha ringraziato così: «Sezze una comunità che sento vicina da sempre». Badaloni e Procaccini entrano nell’albo dei cittadini onorari della città di Sezze dopo altre cinque personalità: Suor Maria Giuseppa Taromina, Cesare Ruperto, pretore di Sezze; il vescovo Francesco Lambiasi; Dan Anselmo Mazzer e il Procuratore Francesco Lazzaro.     


Sezze, 16 febbraio 2006

Salasso idrico e depurazione, idea comitato

La questione delle bollette idriche salate e del pagamento della voce “depurazione” che non ha mai avuto riscontri reali in città, come hanno ricordato spesso e recentemente tutte le forze politiche di opposizione, adesso potrebbe far nascere un comitato spontaneo civico proprio per la difesa degli utenti del servizio. Sembra, infatti, che la proposta del civico Paolo Di Capua, di creare proprio un comitato di difesa utenti abbia riscosso favore e apprezzamento. Sta nascendo un comitato di utenti che vogliono vivamente protestare contro un servizio-disservizio per il quale l’amministrazione comunale, e in primis il sindaco Zarra (secondo quanto scritto nei programmi di mandato) avrebbe dovuto dare da tempo delle risposte. L’intenzione del comitato è quella di rappresentare nel tavolo di servizio, unitamente alla Concessionaria del servizio idrico e fognario della città e alla Commissione di vigilanza, una voce degli utenti che sia alla pari con altri soggetti in causa e che abbia così voce in capitolo. Quella che si vuole fare è una battaglia trasparente e pacifica contro disservizi che vengono pagati profumatamente. Dopo alcune comparazioni è venuto a galla che i cittadini di Sezze pagano l’acqua al m³ molto di più di Acqualatina. Sembra che tra la Dondi e Acqualatina, tra tariffe acqua, fognatura e depurazione, il cittadino setino mediamente paghi una percentuale in più che va dal 45%  al 50% rispetto ad Acqualatina, tutto questo a parità di consumo idrico. Sempre secondo l’opinione del comitato che sta nascendo, si raggiunge il clou delle lamentele se si parla della questione “depurazione” a Sezze.  Si tratta di  una problematica che va avanti da anni, che starebbe causando inquinamento ambientale e che va assolutamente affrontata seriamente. L’argomento è grave come è arrivata conferma dal Decreto della Repubblica di Latina del maggio 2003 che ha indagato il concessionario del servizio. E’ stato accertato dalla Procura che il depuratore di Sezze in località Casali viene “annullato” da un sistema di by-pass. Quindi la depurazione non viene effettuata e pare che si stia arrecando un grave danno ambientale: i residui non depurati vengono incanalati nella valle del Brivolco, dal Brivolco arrivano nei canali della piana e nella pianura si disperdono.

Il Comitato sarebbe sostenuto da forze politiche sia di destra che di sinistra e da alcuni rappresentanti in consiglio comunale. La questione acqua a Sezze continua a far parlare di sé. Sono ben diciassette anni che una buona parte dei cittadini si lamentano ma non vengono ascoltati.  


Sezze, 14 febbraio 2006

Via Ninfina, iniziati i lavori di ampliamento della curva maledetta

Finalmente! Speriamo che si faccia presto. Il problema della viabilità in via Ninfina stava degenerando di giorno in giorno e  l’elenco degli incidenti gravissimi e meno gravi stava assumendo i contorni di una vera maledizione. Il sindaco di Sezze, Lidano Zarra, nonché consigliere provinciale dell’Udc, ieri, infatti, in una nota sindacale ha comunicato che sono iniziati i lavori di ampliamento nel tratto della Via Ninfina, noto per tremendi incidenti stradali avvenuti anche recentemente. La curva maledetta delle “Coste” verrà ampliata grazie alla demolizione della scarpata che migliorerà così la visibilità della curva sulla strada provinciale e nel tratto in questione.

E’ una notizia che ci rincuora e che dà voce ai disperati appelli che sono stati lanciati in questi mesi dai familiari delle vittime della strada. La soluzione trovata è sicuramente apprezzata, e va dato merito al sindaco che si è adoperato e si è sentito in dovere di risolvere una emergenza. Ma va trovata immediatamente anche una soluzione efficiente per far diminuire l’alta velocità in strada, prima vera causa degli incidenti sulla Ninfina.

Un buon passo in avanti è stato comunque fatto e il consigliere Provinciale Lidano Zarra, anche come Sindaco del Comune di Sezze, ha sollecitato l´intervento di questi lavori sulla curva maledetta e ha espresso il suo ringraziamento per la sensibilità dimostrata dal Presidente della Provincia, Armando Cusani, e dal Presidente del Consiglio Provinciale Senatore Michele Forte. Il primo cittadino ha voluto ringraziare anche i proprietari dei terreni confinanti con la via Ninfina, Annunziata La Manna e Mirella D´Erme che  hanno permesso l´esecuzione dei lavori.  Nella nota del Sindaco si ricorda anche che è stato finanziato, con l´avanzo di gestione del bilancio provinciale del 2005, l´intervento per la sistemazione dell´intersezione a raso con ripristino della segnaletica orizzontale e verticale dell´incrocio in località Zoccolanti. Mentre, sulla declassazione da provinciali a comunali di alcune strade ricadenti all´interno dei centri abitati (così come delimitati ai sensi del D.L.vo n. 285 del 30.04.1992, tema inserito tra i punti all´O.d.g. del Consiglio Provinciale del 13.02.2006) il Sindaco Zarra inviterà il Consiglio Provinciale a far sì che il parere unanime espresso dalla commissione dei lavori pubblici  faccia parte integrante del deliberato del Consiglio Provinciale e che venga pertanto ripristinata la segnaletica orizzontale e verticale con la relativa risagomatura del manto stradale sulle strade oggetto di declassificazione.


Sezze, 12 febbraio 2006

CIA, il nuovo presidente è Massimo Panella

Venerdì 10 febbraio scorso,  nella  quarta assemblea elettiva della  C.I.A. di Sezze ( Confederazione  Italiana Agricoltori), è stato eletto dopo otto anni il nuovo presidente CIA locale. All’unanimità, il direttivo composto da ventidue membri, ha scelto come nuovo presidente il giovane agricoltore setino Massimo Panella, che subentra quindi al presidente uscente Lino Cerrone. Come da statuto, nell’elezione del nuovo direttivo è stata rappresentata la componente femminile. Durante l’assemblea elettiva i convenuti hanno approvato all’unanimità anche il documento di Confederazione dal titolo “ Il Patto, l’Unità, il Reddito”.  Per la CIA setina, la crisi economica che ha colpito l’intero comparto agricolo ha visto vanificare il lavoro e gli investimenti effettuati e ha notevolmente ridotto, come conseguenza, i redditi degli agricoltori stessi. “Oggi dobbiamo rivendicare che l’agricoltura sia posta tra le priorità del dibattito politico ed economico del Paese  – leggiamo nel documento dalla Cia – con l’intento di ottenere dal Governo che verrà eletto nelle prossime elezioni di primavera, una innovazione nelle politiche economiche ed agricole”. La quarta assemblea congressuale della Confederazione Italiana degli agricoltori ha posto l’esigenza e la necessità di elaborare nuove proposte di rilancio per l’intero comparto agricolo. La Cia di Sezze è consapevole delle difficoltà che sta attraversando l’agricoltura nel territorio comunale e provinciale e, per fronteggiare tale situazione, si impegna a “ realizzare un nuovo patto con la società fondato sul riconoscimento del contributo dell’agricoltura allo sviluppo economico e occupazionale”. L’obiettivo principale per la Cia setina è quello di impegnarsi per promuovere una politica agraria che sia in grado di sostenere lo sviluppo  del comparto e di rendere le imprese agricole locali competitive sul mercato  e creare tutte quelle opportunità affinché “ gli agricoltori – così nel documento -  possano operare in condizioni di maggiore certezza” dato che oggi, purtroppo, gli agricoltori “debbono sottostare alla legge del mercato della grande distribuzione”. Sono quindi indispensabili investimenti sulle strutture del territorio setino; “ bisogna recuperare – sostiene il direttivo Cia – lo stabilimento dell’ex Monte Amiata e dotarlo di una forma di mercato moderna con un centro di orientamento colturale in agricoltura, con la nostra storia, tradizione e cultura”.  In sostanza, per la Cia di Sezze, occorre una politica capace di valorizzare i prodotti nostrani agricoli, in particolare l’IGP del carciofo romanesco. La Cia di Sezze si rinnova rinnovando, e investe nuove risorse per valorizzare la partecipazione e la capacità di proposta degli agricoltori.


Sezze, 11 febbraio 2006

Inaugurato il centro diurno "Carla Tamantini"

Inaugurazione semplice ma particolarmente sentita per il Centro Diurno “Carla Tamantini”. Una cerimonia senza fasto e fuori dalla mondanità, proprio come avrebbe voluto la compianta insegnante Carla Tamantini. Infatti, dietro l’inaugurazione dell’immobile di via Piagge Marine c’è ben altro, c’è la consapevolezza di dare risposte e di essere veramente attenti alle problematiche legate ai disabili della città. Per Sezze parte una nuova sfida, che fa leva sul patrimonio del passato dei servizi sociali della città, per dare nuove risposte nel futuro. Molte le autorità presenti per la giornata di apertura del Centro Diurno. Oltre all’amministrazione comunale, hanno partecipato rappresentanti politici provinciali e regionali: il presidente del consiglio regionale del Lazio, Massimo Pineschi, l’onorevole Domenico Di Resta, l’onorevole Claudio Fazzone, il presidente dell’Astral, Titta Giorgi, il dirigente della Provincia, Vincenzo Mattei, il direttore sanitario di “Armonia” Pio Filabozzi. Al tavolo della presidenza, i familiari di Carla Tamantini, il marito, Luigi Grenga e i due figli Remo e Luigi. Dopo i ringraziamenti del Sindaco Lidano Zarra, ha preso la parola il Presidente del consiglio regionale, Massimo Pineschi. «Una grande plauso al Comune di Sezze per una iniziativa di così grande rilievo – ha detto Pineschi – perché è in questo modo che vengono eliminati gli ostacoli alla disabilità. Per l’umanità, il disabile è una grande risorsa, ci dà coscienza critica e valore al vivere sociale. Carla Tamantini: maestra esemplare ed eroina dei Lepini per l’attività che ha svolto a favore dei disabili». L’obiettivo del Centro “Tamantini” è stato ribadito dal direttore della società “Armonia” , che gestirà il Centro per disabili, Pio Filabozzi. «Il cuore della nostra attività – così Filabozzi – è quello di creare le autonomie minime a quei soggetti che purtroppo non le hanno. Queste sono le vere conquiste». Commuovente, infine, è stato il ricordo della maestra Carla da parte del dirigente della Provincia, Vincenzo Mattei, ex preside dell’insegnante scomparsa prematuramente. «Una vera donna di classe – così Mattei - che con il suo sorriso illuminava  uno stile e un modo di essere sempre gentile e a modo. Ma soprattutto una vera professionista, una maestra a tempo pieno». Alla cerimonia erano presenti anche i piccoli alunni della maestra Carla che con la loro presenza hanno voluto ricordare con orgoglio il grande insegnamento di vita che la Tamantini gli ha dato.


Sezze, 8 febbraio 2006

Espropri e raddoppio 156: in arrivo le prime lettere dalla Regione

Stanno arrivando proprio in questi giorni le prime lettere, da parte della Regione Lazio, indirizzate ai proprietari dei terreni setini che rientrano nel tracciato per la realizzazione del raddoppio della strada regionale 156. Nelle lettere giunte a destinazione si entra nel merito degli espropri dei terreni e degli indennizzi che l’Ente regionale intende versare. Inoltre, nella documentazione, c’è la stima dei terreni svolta dai tecnici della Regione Lazio e sono riportate le modalità con cui si procederà ai pagamenti. Insomma, dopo tante proteste e dopo diverse sollecitazioni da parte delle forze politiche della città, tra cui la pressione svolta dal primo cittadino Lidano Zarra, qualcosa si sta smuovendo e l’arrivo della comunicazione della Regione Lazio lo sta a testimoniare. E’ dal mese di Febbraio 2005 che si attendono mosse concrete da parte dell’Ente regionale in quanto è proprio da quella data che la Regione stessa ha notificato l’avvio del procedimento per l’occupazione d’urgenza preordinata per l’espropriazione concernente gli immobili ricadenti nel Comune di Sezze. Nel Maggio dello scorso anno, invece, i terreni da espropriare sono stati evidenziati ed è stato redatto lo stato di consistenza e il verbale di immissione di possesso degli immobili. Infatti, è da quella data che sono incominciate le prime proteste pacifiche degli espropriandi, proprio su quei terreni che non potevano più essere coltivati, e iniziava così per gli agricoltori quel “danno economico” e quell’attesa per essere risarciti dei relativi indennizzi. Oltre al problema degli espropri venivano poi in luce tutte quelle problematiche connesse alla realizzazione del raddoppio della 156, come ad esempio le interferenze del nuovo tracciato della ex S.S. 156 dei Monti Lepini con la viabilità locale, con le strade rurali e con quelle comunali. Infine, il fatto che ha destato più stupore, è stato l’ immobilismo di fronte all’avanzamento del procedimento tecnico-amministrativo e, soprattutto, l’attesa sorta dopo le soluzioni espresse dall'Ufficio Tecnico del Comune di Sezze che sono state valutate positivamente dal Dirigente del Settore Viabilità Provinciale, l'ingegnere Massimo Di Marco. Ricordiamo che lo stesso, con nota del 27.12.05,  ha comunicato al Comune di Sezze il parere di competenza favorevole alle soluzioni indicate, come è stato lo stesso sindaco Zarra a ricordare nell’ultimo suo intervento. Con l’arrivo della documentazione della Regione Lazio, adesso, dovrebbero esserci le prime approvazioni e forse potranno ripartire i lavori per la realizzazione della nuova 156 .


Sezze, 7 febbraio 2006

RSA, i Ds si rivolgono a Marrazzo

Un nuovo intervento politico parte da Sezze destinazione via della Pisana. E’ ancora il segretario diessino, Lelio Grassucci, a scrivere, con una lettera rivolta all’assessore all’urbanistica della Regione Lazio, Massimo Pompili. In questo nuovo intervento il segretario della sezione “Gramsci” pone la questione dello spostamento della RSA; a tal proposito Grassucci parla di «preoccupazioni dei i Ds e della cittadinanza per la decisione della Giunta comunale di Sezze di spostare il sito per la realizzazione della Rsa, a suo tempo stabilito a via Cappuccini, nei pressi del centro storico – ricorda Grassucci –,  in aperta campagna in località Acquaviva (ex colonia agricola) senza alcuna valutazione tecnica suffragata da uno specifico studio». I Democratici di Sinistra ci tengono a ricordare che «il sito di via Cappuccini era stato approvato dal nucleo di valutazione regionale – così la nota – e ritenuto idoneo dal punto di vista degli standard delle prestazioni offerte e dall’organizzazione tecnico-economica. La progettazione era, inoltre, giunta ad un livello esecutivo, completa di tutti i visti e le autorizzazioni necessarie». Lelio Grassucci non ha digerito per niente il fatto che lo stesso nucleo di valutazione regionale, «mentre per via Cappuccini aveva richiesto una serie di incontri e di approfondimenti», al contrario, «non ha esitato nel giro di poche ore ad approvare uno studio di fattibilità per il nuovo sito, in località Acquaviva, completamente fuori standard e privo della documentazione necessaria e – continua Grassucci – in particolare della valutazione tecnica-economica». La segreteria dei Ds non risparmia dure critiche a Zarra e alla sua maggioranza  sia per «l’improprietà del nuovo sito» sia per «l’aumento dei costi ( nuovo progetto, nuove spese tecniche ecc..)» che per «l’allungamento dei tempi per la realizzazione della struttura».

La nuova Rsa nascerebbe infatti «in una zona distante dal presidio sanitario; in un ambiente climatico non confacente alla tipologia degli utenti, privo di ogni servizio ed isolato dal resto della comunità cittadina, in un territorio senza opere di urbanizzazione primaria e secondaria». Nella lettera inviata anche al governatore del Lazio, Piero Marrazzo, il Grassucci fa notare che la variante di Piano «non è stata né predisposta né approvata»; inoltre, l’insistenza della Giunta comunale di spostare il sito della Rsa, è stata confermata dal fatto che Zarra abbia proposto di allocare sull’area adiacente alla Rsa una nuova zona 167 e un piano di commercio (istituzione di un mercato) nella medesima località Acquaviva. La lettera si conclude chiedendo gli orientamenti della Regione in merito alla vicenda e chiede di sapere se la stessa « ritiene congruo che si continui a manomettere il territorio con scelte che potrebbero avere allocazioni più idonee e funzionali».


Sezze, 5 febbraio 2006

Quel Prg che non mette d'accordo gli schieramenti

Sulla redazione del nuovo Piano Regolatore Generale, i due schieramenti politici della città viaggiano su due binari che non potranno mai incontrarsi. Mentre l’amministrazione comunale di Sezze parla di primi passi concreti per la redazione di un nuovo piano regolatore, l’opposizione non cambia tiro e affonda confermando la tesi nettamente contrapposta: dalla presentazione dell’Ufficio di Piano, avvenuta lo scorso 2 febbraio, alla redazione del nuovo Prg  ne passerà di acqua sotto i ponti che, alla fine, dimostrerà che “ non è tutto oro quello che brilla”.

E proprio di “presentazioni in grande stile e di facciata” ha parlato l’opposizione consiliare che ribadisce il concetto che “Zarra e la sua squadra ha abbandonato la redazione per un nuovo Prg per lasciare spazio ad una serie di varianti sciagurate”. In merito, il vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo, proprio nella conferenza stampa di presentazione, ha parlato al contrario di “passi in avanti veri” e si è mostrato molto meravigliato dell’atteggiamento dei consiglieri comunali di opposizione e di tutto il centro sinistra setino che “ vede solo quello che vuole vedere”. "Se il centro sinistra parla di immobilismo e di “ due anni di chiacchiere” ,  l’esponente di Forza Italia ribatte dicendo che “ ci sono voluti proprio due anni di duro lavoro – così Pino Ciarlo – per mettere insieme le risorse necessarie per preparare e mettere in pratica passaggi chiave per la redazione del Piano Regolatore Generale”.  A proposito delle varianti “sciagurate” approvate dalla maggioranza consiliare, il vice sindaco di Sezze rincara la dose affermando che “ le varianti sono state fatte su terreni pubblici e mai privati” e la strada intrapresa dall’amministrazione comunale “ è quella giusta,  checché ne dica il centrosinistra”. Insomma, tra centro destra e centro sinistra pare non esserci proprio sintonia e convergenza. C’è chi parla di trasparenza e chi di buio pesto, chi di ritardi e chi di tempi giusti per una redazione giusta. Proprio sulla tempistica, è il presidente del consiglio comunale di Sezze, Senibaldo Roscioli, a mettersi di lato e su una posizione neutra, dando un colpo alla botte e un altro al cerchio. Nel suo intervento il presidente del consiglio Roscioli ha auspicato che ci sia veramente trasparenza e che “ adesso si passi dalle parole ai fatti”; e lo ha fatto ricordando che nel 1996, l’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Giancarlo Siddera “scrisse  pressappoco lo stesso copione di oggi ma... del Prg non se n’è vista alcuna traccia”.


Sezze, 3 febbraio 2006

Presentato l'Ufficio di Piano. Primi passi verso il Prg

Il primo giorno della “rinascita” di Sezze. E’ questo in sintesi il messaggio che gli amministratori comunali di Sezze hanno voluto lanciare ieri a tutti i cittadini. Si è svolta, infatti, proprio nel pomeriggio di ieri, in aula consigliare “Alessandro Di Trapano” la presentazione  dell’Ufficio di Piano, ossia di quell’organismo tecnico preposto alla valutazione di tutte quelle proposte che perverranno al Comune per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale.

L’Ufficio di Piano è costituito da vari tecnici che esamineranno tutte le “osservazioni”  che da qui a sei  mesi saranno analizzate a fondo. Ad aprire i lavori della conferenza stampa è stato il primo cittadino di Sezze, Lidano Zarra, che ha comunicato proprio la tempistica necessaria con la quale i tecnici incaricati dovranno rimettere gli elaborati per dare il via al Prg. Zarra ha comunicato inoltre che è già stato decisa una  scaletta di incontri ben scadenzati per la concretizzazione  di un percorso tecnico che porterà alla luce un «Piano Regolatore non calato dall’alto ma – così il sindaco Zarra- uno strumento urbanistico trasparente e partecipato». Il primo cittadino ha inoltre ricordato che, come già avvenuto per il 2004, sarà di nuovo riaperto lo sportello dell’Ufficio di Piano per raccogliere le osservazioni in merito fatte dai cittadini, dalle imprese, dalle associazioni e da tutti i partiti politici della città. Zarra ha sottolineato che sarà lui stesso ad ispezionare e controllare il percorso che porterà alla realizzazione del Prg. Di un “Piano partecipato” ha parlato il vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo, assessore all’Urbanistica e  tra i fautori e gli ideatori del progetto di “ Rinascita setina”. Il vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo, ha illustrato “le stelle polari del nuovo Piano regolatore” che sono proprio il Piano della Rinascita e il Piano Partecipato. Il primo obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di realizzare uno sviluppo “armonioso” del territorio «rispettando le nostre tradizioni – ha detto Ciarlo – ma per uno sviluppo sostenibile e necessario». Per quanto concerne il Piano Partecipato, il forzista Ciarlo, ha sostenuto che esso «è il fiore all’occhiello per la maggioranza consiliare» perché molti cittadini, associazioni e imprese hanno «risposto positivamente alla collaborazione che l’amministrazione comunale ha chiesto e voluto per redigere il Prg, soprattutto in risposta ai disagi che i cittadini avvertono». Insomma, questa volta gli amministratori fanno sul serio. Rispettando le linee di sviluppo della città intendono «aprire nuove realtà per Sezze » anche in prospettiva del futuro e inevitabile sviluppo della pianura setina. L’architetto Di Gregorio, collaboratore del noto progettista del Prg setino, Massimiliano Fuksas, ha voluto immaginare Sezze dopo il nuovo Prg come “boulevard” in sintonia con l’ambiente e il territorio. La scheda tecnica di presentazione-proposta è stata illustrata dal coordinatore dell’Ufficio di Piano, Pio Tacconi, il quale ha ricordato che ogni proposta, come giusto che sia, sarà idonea solo se si rispetteranno gli obbligatori vincoli territoriali.


Sezze, 2 febbraio 2006

Pace fatta tra DS e Margherita

Pace fatta tra Ds e Margherita. Lo scorso 30 gennaio, le delegazioni dei due partiti setini si  sono riunite e hanno posto un freno alla battibecco che li aveva visti protagonisti una settimana fa. DS e della Margherita di Sezze hanno deciso di lavorare unitariamente per rilanciare tutto il centrosinistra. La futura campagna elettorale per le politiche vede quindi i due partiti in totale sinergia in quanto il centro sinistra a Sezze vuole «puntare al massimo per raggiungere il migliore risultato per la lista unitaria e per tutta la coalizione». Nella nota comune dei  Ds e Margherita leggiamo: «I due partiti ritengono necessario far finire al più presto l’esperienza amministrativa delle liste civiche e della destra che risulta generatrice di qualunquismo e di danni pesanti per il paese, in particolare sul terreno dell’economia, del sociale e più in generale dei servizi. Grave poi – continua la nota dei due partiti - è il fatto che la maggioranza abbia abbandonato ogni prospettiva di realizzazione del nuovo piano regolatore e che insista invece su varianti sciagurate già condannate dalla cittadinanza». A seguito della “pace” raggiunta è stato anche deciso di rilanciare il tavolo di coordinamento dell’Unione, provvedendo da subito a costruire un progetto unitario per la città. La proposta dei DS e della Margherita e di tutta la coalizione è quella di «andare avanti per affrontare gli innumerevoli ed irrisolti problemi della nostra città»; in particolare, nella nota, si citano: gli indirizzi generali del nuovo piano regolatore, la questione della R.S.A, le problematiche connesse alla sanità e ai servizi sociali.  Infine, di comune accordo, è stato deciso che «al fine di garantire una effettiva condivisione delle scelte politiche e amministrative i DS e la Margherita propongono di riunire, almeno due giorni prima di ogni Consiglio Comunale, unitamente ai Consiglieri comunali di opposizione, i rappresentanti di tutti i partiti dell’Unione». 


Sezze, 2 febbraio 2006

La Margretita: quello che vogliamo essere

La Margherita di Sezze punta i piedi di fronte alla crisi politica e amministrativa che si trascina in città. Una situazione politica che «assume sempre più contorni e le caratteristiche preoccupanti». Proprio per tale ragione la Margherita locale «vuole rappresentare un'opportunità nuova, un’alternativa seria e credibile, in grado di costituire un luogo di partecipazione, di proposta,  di elaborazione, di confronto democratico».

In un nuovo documento la segreteria locale di Rutelli spiega quello che intende essere: «Un partito aperto, che mette l'accento sul metodo democratico, che vuole costruire il proprio programma partendo dalle esigenze che emergono dal vivo della lotta politica e sociale, proponendosi come interlocutore attento e sensibile dei processi di trasformazione della società e della domanda di rappresentanza; impegnato a ridare un'anima alla politica».

 Viene presentato per la prima volta l’organigramma del partito. Il coordinamento cittadino è costituito da Luigi De Angelis, coordinatore, e dai componenti Emanuela Venditti, Pina Toti, Gino Ciarlo, Tonino Proia, Paolo Rizzo, Sergio Di Raimo, Giovanni Zeppieri, Marco Serra. L’obiettivo primario è quello di sperimentare un «nuovo modo di fare politica: una politica non di palazzo, di giochi, di furbizie, ma capace di tessere una rete fitta di relazioni e scambi con i cittadini per l’arricchimento reciproco, disponibile a fare spazio a quanti intendono offrire il proprio contributo per il bene della nostra città». Nella nota si ricordano le radici storiche del partito,  che sono: il popolarismo, con la centralità che esso conferisce ai valori della persona, della famiglia e delle comunità originarie; la concezione liberal-democratica, che scommette sull'autonomia;la sensibilità sociale e democratica, che si fa carico dell'effettività e dell'universalità dei diritti di cittadinanza, e quella ambientalista, espressiva di un'attenzione sempre più matura alla sostenibilità e alla qualità dello sviluppo. Sul filo dell’orizzonte, per conquistare l’unità dei riformisti e per la «costruzione di una alternativa seria e credibile alla destra demagogica e populista che governa la nostra città». Per realizzare un cambiamento è necessaria e preliminare però una analisi serena e approfondita, sia dei singoli partiti che dell’intera coalizione: « E’ necessario – così Luigi De Angelis -prendere coscienza degli errori compiuti per evitare di riproporli nel futuro. Siamo convinti che i cittadini di Sezze torneranno a dare fiducia al centrosinistra e alla Margherita anche nella prossima tornata elettorale per le elezioni politiche, come già avvenuto per le elezioni regionali, perché stanchi e avviliti dal disastro politico e amministrativo di questo centrodestra incapace e arroccato nella esclusiva gestione del potere». Una rinascita vera della città per recuperare il senso civico dell’appartenenza ad una comunità, messo a dura prova «dall’accarezzamento continuo e spregiudicato e dalla tutela esclusiva degli interessi egoistici di pochi: elemento questo che sta caratterizzando negativamente, insieme ai molti altri, l’amministrazione del Sindaco Zarra».


Sezze, 31 gennaio 2006

Fermento politico in città, iniziano le "transumanze"                                      

A Sezze c’è voglia di fare politica. Saranno le imminenti elezioni politiche, sarà la nostalgia dei soliti di essere e stare al centro della scena ma, sta di fatto, che in città si respira una aria nuova e di fermento. Tutti vogliono rappresentare qualcuno e qualcosa. La cosa è indubbiamente positiva dopo la sfiducia di due anni fa che aveva portato alla nascita delle sei liste civiche apartitiche e senza schieramento politico.  In una settimana sono nati  due nuovi partiti locali, l’Udeur e la nuova Dc. Molto probabilmente ne nascerà un terzo, sempre di centro, quello che fa capo ad Antonio Di Pietro e, nel Lazio, all’onnipresente Paride Martella. Quello di Martella, candidato per lista “ L’Italia dei Valori” nel collegio Lazio 2 potrebbe rappresentare il ritorno di “baffone” in città, dopo la cacciata operata da Zarra un anno esatto fa.  Intorno a Martella potrebbe costituirsi un comitato che potrebbe avere un seguito tra due anni, alle prossime elezioni comunali. Intanto, in città, sono spuntati e stanno nascendo anche altri movimenti politici, sia di destra che di sinistra. Molto interessante è anche  il fatto che incominciano a vedersi le cosiddette “transumanze”. Consiglieri comunali e assessori sono in procinto di approdare in altri lidi. Attendibile è l’ingresso di un consigliere comunale di una lista civica di maggioranza in Forza Italia. Il consigliere comunale dovrebbe essere un rappresentante di una zona della città, molto popolata e storicamente ostile a votare il partito di Berlusconi. Insomma, tutte le sei liste civiche che hanno formato la coalizione vincente “Alternanza Amministrativa” sono rientrate chi l’una chi l’altra nel proprio partito di appartenenza, ma ci sono ancora dei “listaioli” che sono in cerca di casa. La notizia del fermento politico in città è molto più interessante delle sterili polemiche che da due anni si stanno trascinando. Fare politica accusando l’avversario non fa più notizia  e soprattutto non rappresenta più un modo costruttivo di crescita.


Sezze, 29 gennaio 2006

Potenziato il bacino d'utenza per l'Adsl

La risposta da parte dell’amministrazione è stata tempestiva.  Adesso i disagi degli utenti setini che avevano richiesto il servizio Adsl e che ancora non avevano potuto usufruire del servizio saranno eliminati. Dopo il nostro intervento, sulle pagine locali de “La Provincia”, che lamentava i ritardi sia di copertura che di attivazione del servizio, è arrivata proprio ieri la notizia che la Telecom ha potenziato il numero degli utenti che possono immediatamente usufruire del servizio. Da circa mille utenze, la Telecom ha comunicato che la banda larga sarà disponibile per duemila utenti ed entro il mese di marzo si arriverà a circa cinquemila. Della richiesta di un potenziamento di utenza se n’è occupato direttamente il sindaco e il vice sindaco di Sezze che, proprio ieri, ci hanno voluto comunicare la bella notizia. Quindi, quegli utenti che non avevano più speranze di essere “ripescati” nel “pacchetto” delle utenze potenzialmente attive per quanto concerne la copertura, adesso possono ben sperare. L’Adsl è  stata un successone. Solo nel primo giorno disponibile per chiedere l’attivazione del servizio ci sono stati più di quattrocento prenotazioni. Nel giro di due giorni infatti gli utenti “fortunati”  sono stati  tutti contattati e per gli altri e svanita ogni speranza per la fruizione del tanto atteso servizio. Proprio per il motivo che il numero delle persone intenzionate ad avere la linea veloce sta crescendo in maniera esponenziale, la Telecom, sollecitata dagli amministratori comunali, ha deciso di potenziare così il bacino di utenza per il servizio di linea veloce. Con questa nuova pressione fatta alla Telecom, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Sezze Lidano Zarra, intende far capire che l’Adsl è un punto fermo e un traguardo voluto con forza.  A tal proposito ricordiamo che la Telecom Italia s.p.a. ha pianificato l’attivazione del servizio ADSL sulla zona setina dopo un “ripensamento” arrivato a seguito della “decisione-tattica”  dell’amministrazione comunale di non affidarsi più ad un operatore nazionale ma di cercare di approntare e organizzare una propria rete di accesso veloce al Web se fosse trascorso altro tempo. Per fortuna, non si è arrivati a questo. 


Sezze, 28 gennaio 2006

Pino Ciarlo: "La Nuova DC parte con il piede sbagliato"

Una critica costruttiva. Nel suo stile. Il vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo, interviene a proposito della nascita a Sezze della nuova Democrazia Cristiana, tenuta a battesimo dal senatore Mauro Cutrufo nei giorni scorsi. Il leader setino di Forza Italia saluta la Dc setina con un benvenuto in quanto «lo scudo crociato –ha affermato Pino Ciarlo –  nasce da una costola del partito azzurro setino e fa comunque parte della Casa comune delle Libertà».

L’esponente forzista però, dà il benvenuto alla nuova formazione politica con dei distinguo, e lo fa togliendosi qualche sassolino di troppo nelle scarpe. Sappiamo, infatti, che alla nuova Dc ha aderito una buona parte dell’ex direttivo di Forza Italia di Sezze, fuoriuscita dallo stesso dopo scelte politiche e amministrative non condivise. «La nuova Dc si è presentata alla città individualmente – chiosa Ciarlo - Non è stata invitata nessuna  forza politica della città, né di destra né di sinistra. I dirigenti della Dc setina – ha affermato Ciarlo – hanno iniziato un percorso politico con il piede sbagliato, dimostrando di essere dei rappresentanti locali che di  politica se ne intendono veramente poco, anche perché hanno inaugurato un importante movimento centrista criticando gli altri partiti della Cdl senza mezzi termini». Per Pino Ciarlo, l’unica spiegazione possibile che si potrebbe dare a «questo passo falso della Dc» è che dietro questo gruppo ci sia solo il vuoto.«Dimostrano – così Ciarlo- di non avere un programma politico né un disegno né un organigramma definito». L’esponente di Forza Italia sembra voler palesare che dietro la nascita della Dc ci siano solo rancori e segnali di sfida agli alleati. «Non è così che si fa politica, non è bello – afferma il vice sindaco di Sezze – noi tutti auspichiamo che in futuro gli amici della Dc siano meno diffidenti e che ci sia un dialogo a tutto campo». Quello che non ha digerito Ciarlo sono state le critiche rivolte all’Udc, sia a livello locale che provinciale e che si è più volte parlato di svuotamento della Cdl a Sezze. «Non si critica quando non c’è il contraddittorio – ha apostrofato Ciarlo – non è corretto e poi sarebbe troppo facile». Per l’Udc locale Pino Ciarlo riconosce l’impegno del sindaco Zarra e di tutto l’Udc locale «per fondare le basi di un partito che solo anni fa non esisteva nemmeno». Per quanto riguarda poi il partito azzurro setino, il vice sindaco ha parlato di «un grosso fermento politico al proprio interno e di un direttivo che ha ancora una maggioranza qualificata». Pino Ciarlo ha voluto inoltre buttare acqua sul fuoco circa quello «scollamento tra politica e amministrazione» di cui in questi mesi è stata accusata Forza Italia. «Il partito azzurro di Sezze è in completa sinergia con l’amministrazione comunale e provinciale. Le scelte amministrative vengono filtrate,come giusto che sia, dalla segreteria locale che a sua volta ha nel Presidente Claudio Fazzone un punto di riferimento e di guida».


Sezze, 27 gennaio 2006

L'allarme salmonella dovrebbe rientrare

L’allarme salmonella dovrebbe momentaneamente rientrare. Sembra, infatti, che la società che gestisce il servizio idrico e fognario stia tamponando l’emergenza con dei prodotti chimici che dovrebbero annullare la presenza batteriologica nell’acqua. Le misure cautelative arrivano dopo l’ordinanza emanata del sindaco di Sezze, Lidano Zarra, a seguito dei risultati delle analisi condotte dall’ArpaLazio (Azienda Regionale Protezione Ambientale del Lazio). In un campione di acqua prelevata nella valle del Brivolo, infatti, l’Azienda regionale aveva rivelato proprio la presenza di specie batteriche potenzialmente patogene per l’uomo. Così nella nota dell’Arpa, inviata al Comune di Sezze: «I parametri esaminati mostrano che tali acque rispettano i limiti di accettabilità della tabella “C” tuttavia si segnale la presenza di specie batteriche potenzialmente patogene per l’uomo (salmonella spp)». La soluzione al problema è ovviamente provvisoria perché, sappiamo, che l’unica risposta possibile e definitiva per risolvere l’annosa questione del depuratore di Località Casali va trovata in un nuovo impianto.  L’amministrazione comunale di Sezze, per bocca del primo cittadino, proprio la settimana scorsa ha comunicato alla cittadinanza che sta per realizzarsi un grosso obiettivo, una conquista. E’ stato presentato il progetto di potenziamento del sistema di depurazione per il quale il Comune ha  già acceso un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di 1.000.000,00 di Euro, per una spesa complessiva del progetto di euro 2.250.000,00. Si ricorda però che la questione del depuratore di località Casali è sulla bocca di tutti da quando su di essa pesa gravemente una udienza di fronte al Gup e un decreto della Procura della Repubblica del maggio 2003 che, per il caso, ha indagato la concessionaria del servizio idrico e fognario. L’udienza è stata rinviata al 28 febbraio, per la seconda volta, per l’assenza del giudice. La questione quindi è notoria, sulla quale molte forze politiche della città da destra a sinistra sono già intervenute: il depuratore di località Casali che non depura da anni e che sembra stia “infestando” le falde acquifere della città.


Sezze, 26 gennaio 2006

Adsl, per molti utenti ancora non è una realtà

E’ stato sicuramente un boom di adesioni ma l’Adsl per molti utenti setini, che hanno richiesto il servizio da oltre un mese, ancora non è una realtà. E a pensare che nel primo giorno disponibile ci furono più di quattrocento prenotazioni per la fruizione del tanto atteso servizio. Il numero degli utenti che intendono avere la linea veloce sta crescendo ancora ma, dopo l’entusiasmo dei primi giorni, adesso stanno arrivando anche le prime critiche.  Pare che la Befana, oltre alla bella notizia della copertura del servizio in buona parte del territorio comunale, abbia portato anche le prime delusioni, sia per quanto riguarda i ritardi dell’attivazione che per l’inoperosità stessa del servizio. Sembra infatti che chi abbia già ricevuto il modem che permette la navigazione veloce sia ancora in attesa della linea. Come dire che gli utenti hanno avuto la nuova macchina ma la strada veloce ancora non c’è.

La seconda critica nasce dall’attesa ritenuta eccessiva. Gli utenti che hanno risposto positivamente alla domanda di attivazione del servizio pare che non siano stati più contattati dagli operatori Telecom, anche perché sembra che sia stato già raggiunto il tetto massimo degli utenti che potranno avere delle agevolazioni in più per quanto concerne l’attivazione del servizio. Comunque, per chi richiederà il servizio entro il 31 gennaio, ancora dovrebbe esserci l’istallazione gratuita dell’apparecchio utilizzato per la navigazione. Inoltre, come ha comunicato lo stesso sindaco di Sezze, Lidano Zarra, a partire dal 15 febbraio sarà coperto anche il territorio della pianura setina. Ricordiamo che l’ADSL copre il territorio comunale grazie ad un ponte radio installato in località Monte Trevi, mentre una linea in fibra ottica pensa a collegare la cabina Telecom che, a sua volta, diffonde la linea veloce a tutti gli utenti che hanno richiesto il servizio. Qualcuno, in merito all’arrivo della Adsl anche a Sezze, aveva gridato: “Meglio tardi che mai”. Forse, adesso, quelle stesse persone, visto il ritardo e il cumulo di richiesta, aggiungerebbero che “se non vedo non credo” dato che materialmente, anche gli utenti che potrebbero navigare velocemente, oggi, in alcune zone del territorio di Sezze che risulta essere coperto dal servizio, ancora non possono farlo. 


Sezze, 24 gennaio 2006

I Ds nel merito dello spostamento dell'Ufficio postale

“ Si tratta di un assalto al centro storico”

Si tratta di un vero e proprio assalto all’ufficio postale di Sezze. Quindi un nuovo attacco al tentativo di rivitalizzare il centro storico della città vecchia.  Dopo le iniziative dei Democratici di Sinistra, del comitato degli operatori del Centro storico e dopo l’ultima presa di posizione della segreteria diessina, contraria allo spostamento dell’ufficio postale, sembrava tramontata l’idea zarriana di locare altrove la sede dell’ufficio postale di Sezze centro. E invece. La notizia dello spostamento dell’ufficio postale nella sede dell’ex Day Hospital di via dei Cappuccini sembra essere tornata alla ribalta proprio in questi giorni. «In tal senso - scrivono i Ds - pare addirittura che il Sindaco abbia già affidato a tecnici la redazione di un apposito progetto. Ma si rende conto che in tal modo non solo continua a desertificare il centro storico ma penalizza anche tutti gli anziani che vi risiedono?». Per la Quercia locale, prima di ogni decisione, sarebbe opportuno che la vicenda venga affrontata e discussa in Consiglio Comunale. Nel merito, i Democratici di Sinistra tornano a ribadire la loro posizione che è di assoluta contrarietà allo spostamento della sede postale. «Non è possibile continuare a depauperare il centro storico – chiosano i Ds - . A parole, compreso il Sindaco Zarra, tutti sostengono che sia necessario ed urgente rivitalizzare il centro storico ma nei fatti si fa esattamente il contrario. Dopo la brutta figura ed il gran pasticcio combinato con la chiusura di Piazza dei Leoni, che stava mettendo in ginocchio tutti gli operatori commerciali della zona, i quali giustamente hanno costretto il Comune a rivedere la decisione, il Sindaco – continua la nota della segreteria Gramsci - ha abbandonato ogni iniziativa». E proprio di una iniziativa vera ed adeguata ce ne sarebbe bisogno. «Il centro storico è del tutto abbandonato – così i Ds - e nel contempo Pizza De Magistris e la zona circostante sono sovente impraticabili. Tuttavia la soluzione da attuare non è il trasferimento delle poste. Forse – continuano - ci si perdoni l’opinione, il trasferimento più utile sarebbe quello del Sindaco ad altro incarico. Per quanto riguarda le Poste, la soluzione più corretta sarebbe quella di circondare, con Poste Spa, una soluzione strutturale ed adeguata: trasferire la sede centrale del servizio postale nella fascia Fontane-Zoccolanti e conservare la sede di Piazza De Magistris, al servizio del centro storico».


Sezze, 23 gennaio 2006

Sta per nascere il terzo polo: quello dei moderati?

In città spuntano due partiti in una settimana. Tanta voglia di stare al centro, di essere moderati, di non essere né di destra né di sinistra. Ma a Sezze sta nascendo un terzo polo alternativo, quello dei moderati, e non ce ne stiamo accorgendo? Pare proprio di sì. La fallimentare esperienza civica di Alternanza Amministrativa, il crollo dei partiti della Casa delle Libertà a Sezze, lo svuotamento degli stessi, i nuovi e i continui battibecchi all’interno del centro sinistra setino, hanno fatto tornare la nostalgia del passato a qualcuno. E’ balzata la pulce nell’orecchio di vecchi volponi che di politica se ne intendono. Mancano due anni alla fine del mandato del sindaco Zarra e c’è chi già sta organizzando le fila. Il calderone civico di Martella e di  Zarra ha prodotto proprio questo: schegge impazzite di personaggi politici e di militanti insofferenti  che dopo la delusione politica e dopo diversi rimpalli a destra e a manca, adesso, hanno intenzione di trovare fissa dimora, di buttarsi al centro. Sta di fatto che nel giro di una settimana a Sezze sono nati due partiti di centro, l’Udeur e la Dc, per il momento uno tendente a sinistra e l’altro a destra. Al tempo stesso, diverse liste civiche, hanno fatto la scelta di campo, guarda caso proprio al centro. Se la Casa delle Libertà ha ancora dei rappresentanti in Giunta e in Consiglio comunale, la stessa cosa non si è verifica all’interno degli stessi partiti: Alleanza Nazionale non ha più un direttivo ed è commissariata; l’Udc, dopo le elezioni provinciali si è sgonfiata e svuotata; Forza Italia ufficialmente non esiste più: è stato sciolto il direttivo e la segreteria. Al contrario, i partiti del centro sinistra, hanno uno organigramma chiaro e definito. Ci sono le segreterie e i direttivi ma non hanno altro da fare che dividersi e prendere l’esempio dell’Unione.  Ecco allora che tra i due contendenti il terzo potrebbe godere. Qualcuno ha fiutato l’ondata centrista e intende porsi come l’unica vera alternativa. 


Sezze, 22 gennaio 2006

Nasce la Dc setina, tenuta a battesimo dal senatore Cutrufo

nella foto- Valleriani Enrico durante la presentazione con il Senatore Mauro Cutrufo

E’ nata la Nuova Dc setina, tenuta a battesimo dal Senatore Mauro Cutrufo, vice segretario nazionale dello scudo crociato. L’ufficializzazione è avvenuta ieri mattina a Sezze, presso i locali del Bar Gianna alla presenza di iscritti, simpatizzanti e semplici cittadini. Alla nuova Dc ha aderito la ex segreteria locale di Forza Italia, uscita dal partito a seguito di scelte non condivise con i rappresentati locali in consiglio comunale. Segretario di sezione è stato nominato Francesco Panecaldo, ex dirigente e primo segretario azzurro nel 1993. Tra i dirigenti principali della nuova Democrazia Cristiana figura anche Enrico Valleriani, ex segretario anche lui di Forza Italia e fautore della svolta “crociata” a Sezze. Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti anche i rappresentanti di altri movimenti politici locali che hanno deciso di sostenere la Dc alle prossime politiche. Vi era il Movimento Democratico di Serafino Di Palma e i dirigenti del nuovo Psi. La presentazione del partito locale della nuova Dc è stata presieduta dal senatore Mauro Cutrufo, dal segretario provinciale della Democrazia Cristiana, Patrizio Oliva, dal segretario Regionale Dc, Massimo Nardi, e dal coordinatore provinciale Giuseppe Pastore. In tutti gli interventi dei dirigenti della Dc è stata evidenziata la differenza che li separa dalle altre forze politiche di centro. Proprio a tal proposito, il coordinatore Pastore ha parlato di regole e di libertà e non ha risparmiato dure critiche al partito dell’Udc. «L’Udc – ha detto Pastore – ha tradito la fiducia dei moderati. E’ un partito senza regole in cui regna la monarchia. Noi siamo uomini liberi – ha affermato Pastore - e pertanto non possiamo sottostare alla logica che non rispetta la democrazia». E proprio di logica delle autonomie locali ha parlato il segretario regionale Dc Nardi, per una nuova Democrazia Cristiana che auspica una «autodeterminazione del territorio e che non ha strutture rigide al proprio interno». La conferenza stampa è stata chiusa dal senatore Cutrufo per il quale «Sezze con questo grande gesto di adesione merita di aver un rappresentante nella lista del Lazio2». Il vice segretario nazionale, inoltre, vede nel Pentapartito l’unico  futuro possibile per la politica.


Sezze, 18 gennaio 2006

156: il sindaco Zarra accusa la Regione di immobilismo

Il sindaco di Sezze, Lidano Zarra, in merito alla questione degli espropri per la realizzazione del raddoppio della S.S. 156 è veramente stanco. Adesso va all’attacco e fa sul serio. Con una lettera, inviata alla Regione Lazio, si chiede addirittura da che parte stia l’amministrazione regionale del governatore Marrazzo e sollecita la stessa ad intervenire subito e ad istituire un tavolo di confronto. «Sono trascorsi quasi due mesi dall'ultimo, ennesimo, incontro del 25.11.05, presso l'Assessorato ai lavori Pubblici della Regione Lazio – scrive il sindaco Zarra- In quella occasione l'Amministrazione Comunale di Sezze confermava l'esigenza e la necessità già espressa, peraltro negli incontri precedenti, di migliorare e di adeguare alcuni aspetti del progetto esecutivo, appaltato dalla R.L., per fatti oggettivi già ampiamente rappresentati e situazioni sopravvenute nel quinquennio trascorso 2000-2005: tra l'approvazione del progetto e l'inizio effettivo dei lavori». Il primo cittadino di Sezze ricorda che per ciascuno dei sei temi rilevati: quello dello svincolo Pontinia; dell’interferenza geotecnica tra rilevato FF.SS. e stradale; dell’interferenza acquedotto Sardellane; del tratto tra le Prog.ve 11+222,65 e 12+600,00; del tratto tra le Prog.ve 12+600,00 e  15+400,00 e dello svincolo di Sezze, l’Ufficio Tecnico del Comune di Sezze, sulla base della documentazione tecnica aggiornata fornita dall'Impresa «ha predisposto soluzioni migliorative e risolutive nei riguardi dell'impatto sul territorio e delle richieste inoltrate dagli espriopriandi interessati dal procedimento di esproprio in corso». Zarra è puntiglioso e ricorda che in riferimento ai soli due temi trattati nell´incontro del 25.11.05 scorso, come richiesto dalla Regione,«sono stati inviati i documenti tecnici significativi dei due svincoli terminali del 2° lotto: svincolo di Pontinia e svincolo di Sezze Scalo». Inoltre le soluzioni espresse dall'U.T.A. di Sezze sono state valutate positivamente dal Dirigente del Settore Viabilità Provinciale, l'ingegnere Massimo Di Marco, che con nota del 27.12.05 prot. inviata al Comune di Sezze e p.c. al R.L., ha espresso parere di competenza favorevole alle soluzioni indicate. Insomma, se da parte dell’amministrazione comunale l’impegno preso è stato rispettato, dalla Regione Lazio non è pervenuta nessuna risposta in merito: tutto tace, come apostrofa Zarra. Il Sindaco Zarra intende evidenziare che lo spirito della proposta avanzata è esclusivamente finalizzato a: «risolvere le problematiche e le criticità riscontrate ed evidenziate più volte da questa  Amministrazione a codesto Assessorato e a svolgere contestualmente nei  riguardi della comunità e degli espropriandi, la necessaria ed istituzionale funzione di tutela». Zarra sottolinea che «pur condividendo totalmente la necessità e la valenza della costruenda opera stradale nel suo complesso, l'Amministrazione Comunale di Sezze, sollecita l'Assessorato ai LL.PP. della R.L. ad istituire un tavolo di confronto circa i tempi e i modi del risarcimento del danno subito e subendo dagli espropriati;le problematiche relative ai lotti residuali;la valutazione delle  proposte migliorative relative alle tematiche citate». Nel condannare tutte le iniziative ostative e le sommosse popolari degli agitatori occasionali,  Zarra ricorda che il Sindaco di Sezze, come tutti i Sindaci, sta con lo Stato e le sue istituzioni a salvaguardia del territorio e a tutela dei diritti dei propri cittadini. Con chi sta la Regione Lazio?


Sezze, 17 gennaio 2006
E’ allarme salmonella 

A distanza di qualche anno ritorna l’incubo. La presenza di specie batteriche nell’acqua di Sezze è stata resa nota dopo una analisi effettuata su un campione di acqua prelevata nella valle del Brivolco. Proprio per tale ragione, il sindaco di Sezze, Lidano Zarra, è stato obbligato ad emettere una ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua fino a quando non verranno effettuati dei lavori al depuratore di Casali che eliminerà la presenza batteriologica nell’acqua. La decisione arriva a seguito della nota firmata dall’ArpaLazio (Azienda Regionale Protezione Ambientale del Lazio) assunta in protocollo dal Comune di Sezze in data 13 gennaio 2006, avente in oggetto “Sezze, via Casali, depuratore comunale, acque di scarico”. La questione è sempre la stessa, sulla quale molte forze politiche della città sono già intervenute e su cui pesa l’udienza del Gup che si terrà il 24 gennaio prossimo: il depuratore di località Casali che non depura da anni e che pare stia inquinando le falde acquifere della città. E proprio a seguito dell’esame delle acque di scarico del depuratore di Casali, prelevate in data 11 ottobre 2005, nella nota “Valle di scolo” denominata Brivolco, «i parametri esaminati – così recita la nota – mostrano che tali acque rispettano i limiti di accettabilità della tabella “C” tuttavia si segnale la presenza di specie batteriche potenzialmente patogene per l’uomo (salmonella spp)». Proprio per il risultato delle analisi l’ArpaLazio ritiene che sia obbligatorio «vietare l’utilizzo dell’acqua del corpo idrico recettore per l’irrigazione di prodotti destinati all’alimentazione umana che per loro natura sono consumati crudi». In merito all’annoso problema ricordiamo che il sindaco di Sezze Lidano Zarra, proprio la settimana scorsa, aveva comunicato alla cittadinanza il progetto di potenziamento del sistema di depurazione per il quale il Comune ha  già acceso un mutuo di 1.000.000,00 di Euro  presso la Cassa Depositi e Prestiti, per un  quadro generale dei costi di massima per la realizzazione del progetto di euro 2.250.000,00. L’ordinanza firmata dal sindaco è datata 17 gennaio 2006. Si ordina a tutta la popolazione di «non utilizzare l’acqua fino a nuova disposizione».  Inoltre nell’ordinanza sindacale si invita la società di Rovigo, Dondi s.p.a., concessionaria del servizio idrico e fognario della città «di compiere tutti gli interventi di sanificazione dell’impianto di depurazione in località Casali».


Sezze, 16 gennaio 2006
Di Capua scrive al sindaco Zarra 

«Un cittadino, per avere delle risposte da parte del Sindaco della sua città, sul luogo alzato a simbolo e che rappresenta la memoria storica e monumento in ricordo ai caduti, cosa deve fare? Poiché da tempo, mai ho ricevuto risposta, ho deciso di scrivere una lettera aperta da inviare ai quotidiani in quanto, il primo cittadino, nel merito dei lavori in corso nel Parco della Rimembranza, con il suo silenzio vuole far apparire la mia sacrosanta protesta come l’abbaiare alla luna».

A scrivere al sindaco di Sezze, Lidano Zarra, è Paolo Di Capua, figlio di combattente e reduce di Cav. Vittorio Veneto. Se tante volte «Zarra avesse perso la memoria», Di Capua ribadisce quanto segue: di essere cittadino italiano; di essere iscritto alle liste elettorali, contribuente Italiano e sezzese; di godere delle libertà e dei diritti civili, politici e democratici; di non aver mai avuto condanne penali e neanche procedimenti in corso. E, proprio in virtù di ciò, si chiede:  «Perchè non ricevo risposte ai continui interventi sulla stampa?». Di Capua, al contrario, ritiene di avere un diritto legittimo dato che l’opera pubblica in corso di realizzazione è su un terreno pubblico e comunale. In riferimento alla legge 241/90,  Di Capua esige delle risposte chiare e senza giri di parole.«Confermo - scrive Di Capua - che senza elementi comprovati e riscontri certi, in riferimento all’area di intervento, non avrei sollevato il problema ma possono essere certi dell’identico atteggiamento e comportamento con qualsiasi Sindaco e Amministrazione. Inoltre – continua la lettera -è bene ricordare che il sottoscritto non richiede il voto (come già preteso ad un ex compagno di partito del Sindaco, al quale egli subito rispondeva) e neanche la candidatura a Sindaco che l’ho determinata unitamente ad un ristretto club di persone. In verità...come potrebbe restituirle? Mentre, al contrario, il Sindaco dovrebbe ri-vitalizzare la vita democratica, il confronto, la discussione, ahimé chiusa al solo periodo elettorale». Nella lettera aperta  si ricorda inoltre che «la democrazia è espressione quotidiana dei principi pluralistici e democratici della Carta Costituzionale» mentre Sezze « è paese meno democratico e più oligarchico». Per Di Capua, il sindaco Zarra «invece di emettere “comunicati diversivi”, classificabili come “fumogeni natalizi”» dovrebbe dare risposte esaurienti quando « allontana le risposte con annunci svincolativi». Allora, dice Di Capua, «le sue mancate risposte saranno temute quale riconoscimento politico e «il tacere sarà ritenuto ammissione di mancanza di risposte idonee alle domande». Di Capua, conclude la lettera con una precisazione che dà poi senso a tutta la polemica nata in seno ai lavori pubblici in corso all’interno del Parco delle Rimembranze. «Sia ben chiaro e ad onor del vero che lo scrivente – chiude la lettera -fa tutto ciò a ricordo della memoria dei Caduti, dei Mutilati e dei Combattenti e Reduci».


Sezze, 15 gennaio 2006
I progetti dell'Informagiovani di Sezze 

Gioco, divertimento e soprattutto integrazione per i bambini stranieri che stanno partecipando al corso pomeridiano di lingua e cultura italiana attivato dall’Ufficio InformaGiovani di Sezze. Con il prezioso contributo delle volontarie del servizio civile, sostenute dall’assessore alle Politiche Sociali Luigi Pappalardo, le festività natalizie sono state l’occasione per continuare il progetto di integrazione sociale e culturale già avviato dall’Ufficio stesso. I ragazzi hanno preso parte a delle attività straordinarie. Lo scorso 23 dicembre è stata organizzata una piccola festicciola presso la sede dell’Ufficio Informagiovani. In questa giornata si è svolta una vera e propria gara tra i bambini per la migliore poesia di Natale, premiata alla fine con dolciumi vari. Si è trattato di un evento ambivalente: è stata rispolverata l’antica tradizione setina del “Sonetto”, recitato dinanzi al simulacro di Gesù Bambino, (per l’occasione posto sotto il grande albero di Natale allestito all’interno dell’ufficio); e i bambini hanno spontaneamente recitato i versi oltre che in italiano, anche nella loro lingua madre. Per gli operatori dello sportello Informagiovani proprio «questo fenomeno riconduce al tentativo di mettere in pratica una vera e propria integrazione tra le diverse provenienze culturali». «Si è cercato, infatti, - continua il comunicato dell’Informagiovani - di favorire da un lato l’apprendimento della lingua italiana, utile all’integrazione e  dall’altro il rispetto delle radici e della cultura del paese di provenienza: fondamentale per la crescita equilibrata e la formazione umana delle persone».

E’ importante ricordare che le attività promosse nell’ambito del corso pomeridiano di lingua e cultura italiana per stranieri sono finalizzate anche ad incentivare la fantasia dei ragazzi. A tal proposito alcune giornate sono state dedicate alla lettura ed al commento di fiabe, mentre altri giorni  al disegno e alla creazione artistica. «Grazie all’inventiva dei piccoli partecipanti – ricorda l’Ufficio Informagiovani -è stato possibile addobbare ed abbellire l’albero di Natale, offerto dalla Cooperativa Sociale Karibu, creando un ambiente più vivace e dinamico all’interno della sede dell’InformaGiovani». Durante le vacanze di Natale, per i piccoli bambini stranieri è stata organizzata la tombola, conosciuta anche in altre culture. La Tombola ha riscontrato un grande successo, visto che sono state date in premio caramelle e dolciumi di ogni genere.


  Sezze, 23 dicembre 2005
Le strade del Lazio portano a Titta

Il setino Titta Giorgi da ieri è il nuovo presidente dell’Astral (Azienda Strade Lazio s.p.a.). Una bella notizia per tutti, per la Regione Lazio, per la provincia di Latina e per Sezze. L’incarico, altro non è che un riconoscimento ad un personaggio politico che da oltre trenta anni  calca la scena politica regionale e provinciale. Un pontino alla guida di una delle più grandi aziende del Lazio significherà pure qualcosa. La nomina di Titta Giorgi come presidente dell’Astral era nell’aria da diverso tempo. Lo stesso governatore del Lazio, Piero Marrazzo, aveva da subito avallato questa scelta che, oltre ad avere una grande valenza politica, rappresenta prima di tutto un atto di fiducia per un politico che ha fatto della politica e dei rapporti sociali la sua ragione di vita. Raggiunto telefonicamente Titta Giorgi, come sempre molto modesto e con la battuta in tasca ci ha detto: «Credo di aver avuto un riconoscimento politico che tutti aspettavano. La mia nomina di presidente dell’Astral ha messo subito d’accordo tutti, mi hanno proposto e mi hanno votato all’unanimità». Il neo presidente dell’Astral si è messo da subito a lavoro. «Mi attiverò da subito – ha detto Giorgi - per cercare di risolvere le urgenze nel settore di mia competenza per tutto il territorio della Regione Lazio. Le problematiche presenti nella mia Provincia poi, saranno sempre  in cima all’ordine del giorno». Titta Giorgi non è una figura nuova all’interno dell’Azienda Strade Lazio. Il neo presidente era stato membro fino a pochi mesi fa della Commissione dell’Astral. Come consigliere di opposizione si è distinto da subito come  persona capace di mettere d’accordo maggioranza e opposizione e come punto di riferimento sia per la Regione Lazio che per la Provincia di Latina. La nomina di Titta Giorgi  fa definitivamente scomparire quell’amaro in bocca dopo le elezioni regionali dello scorso Aprile, quando il diessino Titta Giorgi, sfiorando le dodici mila preferenza non riusciva a conquistare un seggio, conquistato invece dal diessino Domenico Di Resta sul filo di trecento preferenze in più. Torna ancora una volta in auge quel motto che lo ha accompagnato sempre nella sua carriera politica: Titta per tutti, tutti per Titta. Ex consigliere regionale e presidente della commissione per il Giubileo, Titta Giorgi oggi ricopre inoltre la carica di consigliere comunale di Sezze come da  trenta anni. Oggi il decano del Consiglio comunale di Sezze ha avuto un giusto riconoscimento che manda per sempre in soffitta quella battuta di arresto avvenuta due anni e mezzo fa quando perdeva le elezioni comunali e non riusciva a diventare sindaco del suo paese. Oggi Titta si riscatta e la sua nomina fa felici proprio tutti. Il neo vice presidente dell’Atrale è Stefano Guzzilla.

La Provincia gennaio/giugno 2006