A.S. Atletica Setina  

 

Gara podistica 
100 kM DEL PASSATORE- 100 k
m

24 maggio 2005

 FIRENZE-FAENZA

100 Km del Passatore

5 SEZZESI FANNO 100

servizio a cura di  Fratarcangeli Roberto

L’ultima “follia” si chiama 100km del Passatore. La “100km del Passatore”, che dal lontano maggio 1973 è diventata la gran fondo più bella e famosa del mondo, anche perché si snoda lungo uno dei più suggestivi paesaggi appenninici italiani, quale quello tosco-romagnolo, è un mito della storia del gran-fondismo mondiale.

Si tratta di un itinerario che collega due delle più belle piazze d’Italia -quella della Signoria di Firenze e quella del Popolo di Faenza- passando per il Passo (appenninico) della Colla di Casaglia, punto più alto e spesso topico per l’ultra-runner.

 L’altimetria del percorso

Sabato mattina, dopo aver dormito a Faenza, per andare alla partenza, posta a Firenze, percorriamo la statale 302 Faentina. Proprio quella che da lì a poco dovremo percorrere di corsa. Con tutte quelle curve e l’interminabile discesa (che per noi sarà salita) arriviamo a Firenze a mezzogiorno. Il percorso ci fa una certa impressione.  

La corsa di allenamento Sezze-Bassiano-Norma-Cori (andata e ritorno) fatta due domeniche prima sembra, ora, ben poca cosa.

Ritirato il pettorale, andiamo a mangiare. Carboidrati a volontà: pasta e pizza sono carburante per le nostre gambe. La tensione è palpabile nel gruppo. Un certo scetticismo sulla possibilità di arrivare a Faenza comincia a pervaderci. Qualche battuta di Agostino (Nardi, presidente dell’Atletica Setina), ci aiuta a sdrammatizzare la situazione. Finito di mangiare indossiamo gli indumenti da gara e le nostre “armi”: le scarpe da corsa. Ci avviamo verso piazza della Signoria. Lì la folla è tanta e il multicolore delle maglie degli atleti rende allegra e festante l’atmosfera. I turisti incuriositi e incoscienti dell’evento scattano foto. 

Piazza della Signoria é nostra. Dimenticavo un particolare non da poco. Il caldo era veramente torrido. Si boccheggiava. Giornata da mare diceva qualcuno: 35° gradi a Firenze, con punte di 40° lungo il percorso, scesi a 25° sul Passo della Colla di Casaglia. Per il gran caldo, si ritirano oltre 500 dei 1.371 partenti da Firenze.

      Alle 14:55 lo speaker sollecita noi atleti a schierarci perché mancano solo pochi minuti al via.  

Da sinistra: R. Fratarcangeli, F. Monaco, S. Vicaro, A. Vicenti, M. Marsella

 

1.      Alle 15:00 la pistola dello starter dà il via alla sfida.  Fin da subito si intuisce che il sole renderà le cose più difficili. Percorso il primo km dentro Firenze imbocchiamo la statale 302, quella che avevamo percorso la mattina in auto. Dopo 5km inizia la prima dura salita, quella che ci porta a Fiesole, situata sui colli che dominano Firenze (295 metri s.l.m.). Mi sento molto bene e il caldo non mi infastidisce. Incontro Gianluca Belardini, di Velletri, amico di tante avventure podistiche. Di comune accordo decidiamo di fare la gara assieme. L’andatura è di circa 5,15min/km. La cautela e d’obbligo visto la calura. Il piano di corsa prevede di procedere con giudizio fino al tramonto per poi accelerare, contando sulla frescura della sera. Ad ogni ristoro faccio il pieno di acqua e sali minerali.

2.      Alle 17:00 dopo aver percorso 18 km di salita, lungo la quale più di qualcuno, partito troppo velocemente e sottovalutando il caldo, ha già iniziato a camminare,  supero Vetta le Croci. Mi trovo al 22km. Comincia una discesa lunghissima (13km). Mangio mezza banana. Dovrei mangiare qualcos’altro. Non mi va. Il sapore disgustoso dei sali minerali diluiti male mi ha chiuso lo stomaco. Simona, intanto, lascia dietro di se Maurizio, Franco e Antonello, già in grossa difficoltà e prosegue la corsa da sola.

3.      Alle 17:45 raggiungo il fondo valle e transito per Borgo S.Lorenzo (35km). Si tratta del capoluogo del Mugello ed è un importante centro economico e turistico dell’appennino tosco-emiliano. Incontro Agostino, mi passa una bottiglia d’acqua. Comincia la salita di 15 km che mi condurrà al Passo della Colla di Casaglia, dove è posto il gran premio della montagna. Lungo i tornanti si assiepa una moltitudine di persone tutte pronte a sostenerci con applausi e con acqua.

4.      Alle 19:30 dopo 1 ora e mezza di salita raggiungo il passo appenninico. Punto nevralgico della “100 Km del Passatore”, posto a metà del suo percorso (50° km), il Passo della Colla di Casaglia è il punto più alto della gran fondo (913 metri s.l.m.) e costituisce uno dei valichi più suggestivi dell’appennino tosco-romagnolo, sia sul piano naturalistico ambientale, che da quello turistico ed eno-gastronomico. La gente ad attenderci è veramente tanta. Il passaggio a metà gara è un confine psicologico importante visto che prima di esso il conteggio dei km lo si fa in senso crescente mentre dopo inizia il count-down. Comincia una lunga ed interminabile discesa sul versante romagnolo dell’appennino. Lungo la discesa ho l’opportunità di godermi un favoloso tramonto le cui luci e colori filtrano tra gli alberi della fitta vegetazione arborea in cui siamo immersi. Gianluca è tranquillo e per niente affaticato.

5.      Alle 21:00 dopo 6 ore di corsa transito per Marradi (65°km). Situato sul versante Adriatico dell'Appennino, quasi totalmente montuoso, con altitudini fino ai 1242 metri del monte Lavane, il Comune di Marradi forma una stupenda oasi ecologica. La gente in piazza ci accoglie con calorosi applausi e ci incoraggia a proseguire. Scendono le prime luci della sera, ma la temperatura è ancora elevata. Sarebbe l’ora di mangiare qualcosa. Sollecitato da Gianluca provo a mangiare un cornetto. Mastico, mastico ma non va giù. I sali minerali fin lì bevuti mi hanno disgustato a tal punto da togliermi la voglia di cibo. Abbandono l’idea e mangio di nuovo mezza banana. Temo una crisi di fame.

6.      Alle 23:20 arriviamo a Brisighella (90km), antichissimo borgo medioevale della Valle del Lamone E’ la prima volta che mi capita di correre in tarda serata. E’ tutto favoloso: i fari delle bici e delle moto che accompagnano gli atleti, le lucciole che illuminano come possono la strada, i falò della gente che, distesa lungo i prati ai bordi della strada, aspetta il nostro passaggio. L’odore di carne alla brace inebria la mente ed il corpo affaticato ed affamato. Al ristoro dell’85km qualcuno ci dice che in classifica siamo circa alla 25-esima posizione. Questa notizia ci dà la carica giusta che ci consente di coprire gli ultimi 10km senza sentire più la fatica.

7.      Alle 0:14 dopo 9 ore e 14 minuti di corsa continua,   taglio il traguardo di Faenza assieme al mio amico Gianluca. L’emozione di avercela fatta è tanta. Un forte abbraccio con Gianluca suggella l’impresa. Ci piazziamo, così, al 18° e 19°-esimo posto assoluto. I complimenti della gente sul traguardo ci scaldano il cuore.

Vado a farmi la doccia. Attorno all’1:00 torno sul traguardo ad aspettare i miei amici. Alla postazione informatica, dove giungono i resoconti dei controlli effettuati lungo il percorso, mi dicono che Simona è a circa 30km dal traguardo mentre gli altri sono a circa 40km. Sono ancora molto lontano. Dovrò aspettare tanto tempo. Socializzo con altre persone che come me aspettano al traguardo parenti ed amici. La notte fortunatamente non è fredda. Vedo arrivare tanti atleti, l’emozione di avercela fatta fa brillare i loro occhi: rivedo la scena vissuta da me ore indietro.

8.      Alle 4:04 arriva, dopo aver percorso circa 78km in solitaria, Simona. Riuscita a percorrere i 100km del percorso, correndo di continuo, in 13 ore e 4 minuti si piazza al 22-esimo posto tra le donne ed al 243° posto assoluto. Nonostante la quantità di ore di corsa arriva fresca e lucida. Un grosso sorriso testimonia la soddisfazione e, nello stesso tempo, l’incredulità di essere arrivata. Dopo essersi fatta la doccia torna al traguardo e, insieme a me, aspetta l’arrivo dei nostri tre amici.

9.      Alle 5:50 vediamo Agostino. Ci annuncia l’imminenete arrivo dei nostri compagni di squadra.

Alle 5:53 dopo ben 15 ore e 53 minuti di corsa  tagliano il traguardo provati, chi più e chi meno, da dolori e freddo, Francesco, Antonello e Maurizio.

Antonello, definirlo eroe è poco, ha corso gli ultimi 30km con un enorme piaga sotto il piede.

Maurizio, con gravi problemi ad un menisco, ha visto premiata la sua invidiabile forza di volontà, Franco particolarmente provato dal caldo iniziale ha resistito alla tentazione di un facile ritiro, portando a termine una vera e propria impresa.

                        Le ultime ore di gara (da sinistra: F. Monaco, M. Marsella, A. Vicenti).

Tutti e 5 ci ritroviamo nella zona del traguardo riservata agli atleti e ci stringiamo in un abbraccio fraterno. Si unisce a noi Agostino, che commosso, forse più di noi stessi, ci ha seguito per tutto il percorso fornendoci un notevole supporto logistico. Finito di festeggiare andiamo in albergo per un meritato riposo. La stanchezza è tanta, ma già c’è chi, tra di noi, sta pensando a nuove e impossibili avventure. Alla nostra “follia” non c’è limite. 

A conclusione di questo mio breve racconto voglio ringraziare il nostro amico e presidente dell’Atletica Setina, Agostino Nardi per la pazienza, la cortesia e la disponibilità con cui ogni volta  partecipata alle nostra straordinarie avventure.

Devo fare i miei più sentiti complimenti a Gianluca Belardini, mio compagno di avventura, per la straordinaria performance realizzata.

P.S. Provate a pensare dove potreste arrivare, partendo da dove siete ora, percorrendo 100km.


servizio a cura di Fratarcangeli Roberto:  robfrata@libero.it