A.S. Atletica Setina  

 

Gara podistica 
50km di
PALERMO

17 OTTOBRE 2004

 PALERMO

Supermarathon

POKER D'ASSI SETINO

quid sit quod beatam vitam efficiat

servizio a cura di 

Fratarcangeli Roberto con la collaborazione di Vicaro Simona, Marsella Maurizio e Vicenti Antonello 

Le storie, in genere, vanno raccontate partendo dal principio ma, nel mio caso, è più opportuno iniziare dalla fine. È il 17 ottobre 2004 e mi trovo nella splendida Mondello (Sicilia), quando lo speaker chiama sul podio la nostra fenomenale Simona Vicaro (nella foto) per la premiazione della gara. Si tratta della 50 km di Palermo, gara podistica internazionale valida per l’assegnazione del titolo europeo ed italiano di ultramaratona. 

Simona, al termine dei 50 km, percorsi in 4 ore e 11 minuti, arriva terza tra le italiane. Il terzo posto assume valore di rilievo assoluto, se si pensa che le due italiane che l’hanno preceduta non sono due sconosciute ma due atlete della nazionale italiana di ultramaratona, Monica Casiraghi (attuale campionessa del mondo di ultramaratona), che così si laurea campionessa italiana di ultramaratona, e Giovanna Cavalli (nazionale italiana di ultramaratona).

 

Da destra: Vicaro Simona, Casiraghi Monica, Cavalli Giovanna

Peccato che i nostri due compagni di avventura, Antonelli Vicenti e Maurizio Marsella, ancora non giungano al traguardo e, quindi, non possano condividere con me l’emozionante momento della premiazione. Vedere Simona sul podio mi fa sempre uno strano effetto perché, conoscendola, so quale umiltà alberga dentro di lei e con quale disagio vive lo stare così al centro di tanta attenzione. Comunque, mi inorgoglisce e mi lusinga sempre quando i nomi di Sezze e dell’Atletica Setina, ogni volta che Simona viene premiata, saltano agli onori della cronaca in luoghi così lontani.

 

La trasferta in Sicilia, preparata con cura da Antonello, e pensata da Maurizio, va a completare una stagione veramente impegnativa ma altrettanto piena di soddisfazioni. La gara di Palermo  realizza un poker di gare (Ecomaratona dei Marsi-42km, Pistoia-Abetone-52km, Porrette Terme-Corno alle Scale-30km) che rende la nostra stagione agonistica un vero successo. Bisogna ringraziare, a tal proposito, Nardi Agostino, presidente dell’Atletica Setina, che, grazie alla sua tenacia e al suo vivo interessamento, ci ha consentito di affrontare nel migliore dei modi sia la gara siciliana che gli impegni agonistici precedenti.

Da sinistra: Vicaro Simona, Fratarcangeli Roberto, Vicenti Antonello, Marsella Maurizio

L’ultramaratona di Palermo, per quanto mi riguarda, e stata veramente appagante. Partito un pò sfiduciato perché la mattina della gara non mi sentivo molto bene, via via che i km sfilavano sotto i miei piedi la condizione migliorava. I primi 21km ci portano da Mondello a Palermo e ritorno. Il percorso è bellissimo. La partenza è fissata la mattina alle 9 sul meraviglioso lungomare di Mondello. La giornata, assolata e tipicamente estiva, ed il mare, verde intenso, invitano solo ad andare  a sdraiarsi sulla spiaggia, che comincia a riempirsi di gente. La corsa, prima di entrare a Palermo, si snoda attraverso il lussureggiante parco della Favorita, sotto il monte Pellegrino. La mia intenzione è di correre la gara all’andatura di 4’15’’/Km. Le sensazioni di corsa, nonostante il mio pessimismo iniziale, sono buone. Riesco a tenere bene il passo di Giovanna Cavalli. Attorno al 12 km rimango solo, perché la Cavalli ha un momento di cedimento. La mia andatura rimane fissa a 4’15’’/Km. Il bellissimo centro storico di Palermo è pieno di gente, che non lesina applausi pur di incitarci. Ecco Piazza Politeama, il Teatro Massimo. 

 

Lasciata Palermo si ritorna  a Mondello. Superato il 21 km, in cui transito in 1h 29’ 16’’, la corsa si dirige verso la periferia di Palermo (quartiere Zen), dove un lungo tratto di falso-piani  mettono a dura prova la mente. Il caldo è notevole, il solleone rende l’asfalto bollente, mentre, per fortuna, il vento è leggero. Procedo ad andatura costante (4’15’’/km).  Attorno al 27° km, sull’altro lato della strada, vedo Monica Casiraghi, già sulla via del ritorno. Mi accorgo di non essergli molto lontano, appena 500-600 metri. Vedere la campionessa del mondo così poco distante mi dà la carica psicologica giusta. È curioso come la mente possa così tanto influenzare le prestazioni fisiche di un atleta. Difatti la fatica, che fino a quel momento mi appesantiva il corpo, quasi scompare e le gambe prendono ad andare sempre più veloci. Decido di tentare il recupero. Vedo ridursi il distacco. Al 34°km ho ripreso la campionessa. Una certa soddisfazione mi pervade. A questo punto, anche per recuperare un pò lo sforzo fin lì fatto, rallento e prendo a viaggiare all’andatura della Casiraghi. Andiamo insieme fino al 42° km, dove transito in 3h 00’ 17’’. Mi rendo conto, a questo punto, di sentirmi molto bene. 

 

Sciolto ogni indugio, decido di accelerare. La Casiraghi è decisamente in difficoltà: rimane indietro. Davanti a me scorgo due avversari. Provo a raggiungerli. Se il mio passo tra il 34° ed il 42° Km era stato di circa 4’30’’/km, ora riesco a viaggiare di nuovo a circa 4’15’’/km. La distanza  dai due avversari che ho davanti, attorno al 48°km, si riduce a circa 100 m. Ci vuole la classica “zampata finale”. Conoscendomi so di potercela fare. Non ci penso su due volte e prendo a correre più forte, impegnando le mie energie residue. Percorro così il 49° km a 3’55’’. Raggiungo i due concorrenti davanti a me e (copro il 50° km in 3’58’’) li stacco chiudendo la gara in 3 ore 34 minuti e 55 secondi, ottenendo l’ottavo posto assoluto (quarto tra gli italiani).

Tagliato il traguardo vado in hotel a cambiarmi. Prendo la macchina fotografica e torno sul traguardo ad aspettare i miei compagni di squadra. Vedo arrivare Simona. La leggerezza del suo incedere è stupefacente. Sembra che non abbia fatto alcuno sforzo percorrendo i 50 Km della gara. Il perenne sorriso che illumina il suo volto è l’emblema del piacere che prova nel riuscire a sfidare e superare i suoi limiti. Il suo sorprendente equilibrio mentale si avverte immediatamente.

Con Simona ci sediamo ai bordi della strada in attesa di Maurizio ed Antonello. Simona mi racconta che questi sono partiti insieme a lei, come al solito, ma che attorno al 25 km, a causa del forte caldo e di qualche dolore fisico, sopravvenuto improvvisamente, avevano deciso di rallentare, preoccupati di non riuscire ad arrivare al traguardo. Nel frattempo io e Simona veniamo chiamati sul podio per la premiazione.

 

Dopo 4 ore e 40 minuti dalla partenza, ecco arrivare Maurizio ed Antonello. Sono veramente sofferenti, ma la soddisfazione di avercela fatta e la notizia delle performance mia e di Simona li mette subito di buon umore e li rinfranca immediatamente. La loro tenacia è veramente ammirevole. Ben pochi, nelle loro stesse condizioni, avrebbero completato la gara.

       L’arrivo di Maurizio e  Antonello

 

Vedere i compagni di squadra tagliare la linea del traguardo, di una gara così dura, suscita sempre una grande gioia e commozione. Sapendo poi, quale pesante allenamento e quali sacrifici sono occorsi per ottenere questi risultati, ti da ancora più emozioni.

Arrivare al traguardo è sempre una vittoria.

Solo chi ci prova può capire veramente cosa significhi, fisicamente e mentalmente, correre una 50 Km. Ma la ricompensa è grande. Il mare davanti a noi è davvero invitante. Senza alcuna esitazione andiamo a tuffarci. È tanta la gente sulla spiaggia. La Sicilia è veramente un paradiso, la gente cortese ed educata ci ha accolto ovunque con cortesia e disponibilità.

Fiduciosi nelle nostre forze pensiamo subito alle prossime gare: la maratona di Livorno (il 14/11/2004); la maratona di Firenze (il 28/11/2004) e quella di Latina (il 5/12/2004) sono alla nostra portata.  La 100 km Firenze-Faenza, infine, è un sogno (oppure un incubo, dipende) che spero si possa avverare il prossimo anno.

 

Ancora una volta si è rinnovata la sfida con noi stessi e, con piacere immenso, questa volta l’abbiamo vinta e superata a pieni voti. La “favola” insegna che nella vita c’è chi aspetta la provvidenza e chi invece tenta con forza, coraggio e tenacità di costruire il proprio destino. A questi ultimi va la nostra smisurata ammirazione.

I nostri più sinceri complimenti vanno a tutti gli atleti che hanno preso parte con coraggio e sportività alla Palermo Supermarathon.


Un ringraziamento particolare va rivolto alla SELCON ELETTRONICA e a BILLY BAR che hanno SPONSORIZZATO PER INTERO la nostra trasferta in Sicilia.

Sentiti complimenti vanno fatti agli organizzatori della gara per le condizioni ottimali nelle quali sono riusciti a far svolgere la competizione, con il percorso quasi interamente chiuso al traffico.


servizio a cura di 

Fratarcangeli Roberto con la collaborazione di Vicaro Simona, Marsella Maurizio e Vicenti Antonello

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