Viaggio tra le genti del mondo

Congo > seconda parte

Le origini e il futuro dell'umanità

di Cristiana Grassucci e Piero Lauri

Africa ……………  Congo 2005-06 (prima parte)

Dicembre 2005 - Gennaio 2006: 

Congo, un popolo con un interrogativo: "Siamo noi il futuro dell'umanità?"

CONGO,

una popolazione giovane con tante donne e tanti bambini cui dare una risposta. 

Di Cristiana Grassucci e Piero Lauri, volontari SMILE MISSION  www.smilemission.it

Cristiana, Piero, Karel ed Ursula la settimana di Natale 2005, sono stati a Muhanga (Nord Kuivu-Congo ex Zaire) ; la successiva settimana a Lukanga, a 120 km dal precedente villaggio ma occorrono 7 ore di jeep per raggiungerlo.

 Muhanga è immersa nella foresta

 WAIBRAHIMU è il nome della missione di Padre Giovanni

Muhanga è un villaggio con circa duecento famiglie, altre cinquecento famiglie sono sparse nel raggio di una cinquantina di km.

LA STORIA.... è arrivata la guerra; han tolto la dittatura di Mobutu che ha dissanguato il paese per oltre trent'anni. Ma purtroppo non è andata bene. Ci hannno 'liberato' due volte, e tutti vogliono liberarci..... ed oro siamo peggio di prima; immensamente peggio.

In un primo momento abbiamo avuto due anni di paura: i guerriglieri maymani passavano di continuo; e poi passavano i soldati del nuovo presidente Kabila: da noi, in foresta, non erano controllati ed erano peggio degli altri. Tutti si servivano di capre, galline, conigli, persino i porcellini d'india si portavano via; per nulla venivi picchiato, imprigionato. Quando è stato arrestato padre Giovanni, testimone non gradito, tutti furono picchiati, giovani, vecchi, donne, tutti rotolati nel fango e minacciati pesantemente "oggi laveremo il cortile con il vostro sangue".....

Il 14 novembre del 1999 gli Interahamwe ed alcuni maymani ci hanno saccheggiato tutto: le capanne del villaggio e la casa comunitaria. Hanno terrorizzato, picchiato, ferito, rubato....

Anna, Anna, la moglie di Bonnè l'hanno sfregiata sulla faccia con un macete, perchè non aveva nulla da dare.... ad Ermelinda hanno rotto la caviglia.... siamo scappati tutti.. oltre 40km a piedi con pochi fagotti sulla testa ed i bambini. Ma poi, naturalemtne, siamo ritornati. In febbraio un altro attacco ed hanno ucciso il nostro capovillaggio, un caro vecchietto, Kapitula. E poi altre volte.

Hanno ancora ucciso Kaserera, un giovane che con un gruppetto aveva tentato di inseguirli ma il fucile non perdona.... scappiamo e ritorniamo..... quali alternative si potevano avere???

E viviamo questo clima ancora oggi: squadre che ci ronzano attorno: interahamwe, may may, militari disertori, banditi...... rubano, ammazzano. Non sappiamo più chi è con noi e chi contro di noi. Ogni tanto vengono militari, ugandesi e congolesi per difenderci; però anch'essi dobbiamo servirli e nutrirli.

Ci permettono però di dormire tranquilli la notte, ma sappiamo che anch'essi possono andarsene quando vogliono. La gente coltiva la terra, ma poco; giusto per oggi e per  domani. Pensare a qualcosa che raccoglierò fra tre mesi o che potrò vendere.... ma chi sa come sarò e dove sarò tra tre mesi??? Sappiamo che dietro c'è ben altro. Con Kabila che governa a Kinshasa, e fomenta tutti quelli che disturbano, nella nostra regione "ribelle" c'è la Francia e un pò d'Europa.

Con i ribelli, appoggiati dall'Uganda e dal Rwanda, divisi tra loro, ci sono gli Stati Uniti.

Si contendono la "torta", fan apparire la cosa come "guerra tribale" e portano via quanto possono: oro, materie preziose e legname: ultimamente si è impiantata una grande società tainlandese che, a Mangina, con grossi macchinari, taglia e porta via camion di legname.

E si cerca di far durare più a lungo questa situazione: 

nel caos non si deve rendere conto a nessuno.

CREDIAMO che a noi tocca seminare speranza in questo groviglio, mostrando segni concreti di solidarietà, di amore.

Forse è il momento in cui parla il Vangelo "se il chicco di grano non marcisce e muore... resta solo"... facile da leggere e spiegare ; meno facile esserci dentro e viverlo.

I nostri cari proponevano a noi italiani di rientrare ma allora, chi resta con "loro"???

Qualcuno pensa che questo sia eroismo, ma non lo è, è solo semplice, quotidiano, tragico, si, ma il quotidiano di migliaia di fratelli oggi. Abbiamo trovato tra i "piccoli" chi ha aperto orecchio e cuore. Ma i grandi organismi, che sono fatti per questo, preferiscono stare nei grandi centri... più efficienti.... più visibili... più.....

E poi , la povertà, da sola non parla, in questo mondo fatto così; o meglio non è ascoltata, se non c'è chi sa farla apparire. Ma noi resteremo qui... perché non ci sono altre possibilità e perché il progetto di PACE è bello e vogliamo che molti vengano a seminare patate e fagioli, prima che altri sventrino la terra per trovare oro e diamanti. Abbiamo già istallato una microcentrale elettrica: l'acqua è la ricchezza della foresta.

Un pò di falegnameria e meccanica, volgiamo farci un dispensario, una scuola... gemellare le nostre famiglie con le vostre famiglie. Gemellare le scuole vostre con le scuole nostre... aiutare chi vuol continuare gli studi... volgiamo che i giovani, i pensionati vengono a condividere le proprie esperienze. Un mese o tre, un anno o più... Padre Giovanni (missionario di Pinerolo) e Concetta (ostetrica siciliana) sono in Congo da trent'anni.

Cristina , Piero, Karel ed Ursula sono partiti il 21 dicembre 2005.

Sono arrivati a Kampala, in Uganda e da lì sono andati a Muhanga (120km.-7 ore di jeep); qui hanno trascorso il Natale (il Natale più vero che hanno vissuto) e successivamente sono stati a Lukanga a lavorare nello studio dentistico e nel laboratorio odontotecnico allestito dai volontari di Smile Mission.

foto di Cristiana Grassucci e Piero Lauri                                     / Congo 2005-06 prima parte

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