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Lettera
Protocollata n° ---
presso il Comunale di Sezze in data ---
Federazione
della Sinistra
Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
Cavour, 76 Sezze 04018 (LT)
Alla
cortese attenzione di
Sindaco
di Sezze,
Dott.
Andrea Campoli
Dirigente
del settore tecnico
Mauro
Vona
Delega
all’Urbanistica e allo Sviluppo Locale
Maurizio
Baratta
Delega
al Bilancio, Programmazione, Ambiente e Innovazione Tecnologica
Pietro
Bernabei
1
Oggetto:
osservazioni
avverso la proposta di nuovo piano regolatore città di Sezze (LT),
adottato
con atto di c.c. n. 18/12 del 16 marzo 2012
Il
Circolo Primavera Rossa di Sezze, in qualità di rappresentante locale
della Federazione della
Sinistra,
presenta le proprie osservazioni relativamente alla proposta di “nuovo
piano regolatore
città
di Sezze” (LT), adottato con atto di c.c. n. 18/12 del 16 marzo 2012.
Inquadramento
generale dell’area
Le
osservazioni riguardano le aree previste per la realizzazione di nuovi
impianti residenziali e
produttivi
su tutto il territorio comunale
Osservazioni
Osservazione
n. 1:
Osservazione
riferita a quanto esposto in:
Nome
file: Elaborato_A_relazione_DEF.pdf
Titolo:
COMUNE
DI SEZZE
PIANO
URBANISTICO COMUNALE GENERALE
Relazione
Descrittiva
Marzo
2012
Relazione
descrittiva - Marzo 2012
Capitolo:
4.
DIMENSIONAMENTO DEL PIANO
Paragrafi:
Federazione
della Sinistra
Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
Cavour, 76 Sezze 04018 (LT)
2
1.1
- L'andamento demografico
1.2
- Calcolo del fabbisogno residenziale 2010-2020
1.3–
I caratteri dimensionali e distributivi del PUCG
Pagine:
26-27-28-29
Il
calcolo dell’incremento demografico previsto per Sezze nel periodo
2010-2020 e del
fabbisogno
edilizio relativo si basa su stime errate nei calcoli e nel metodo.
In
primo luogo si fa notare che il calcolo sull’incremento demografico
viene fatto tenendo in
considerazione
l’incremento medio per il periodo 2006-2010, un dato superiore a
quello del
decennio
(1,42 contro l’1,27 secondo i calcoli del comune) soprattutto per il
dato anomalo del
2007.
Le cifre del 2007 sono presumibilmente influenzate dalla
regolarizzazione dei cittadini
rumeni
presenti irregolarmente sul territorio comunale conseguente l’allargamento
dell’Unione
Europea.
Il saldo migratorio di quell’anno (immigrati meno emigrati) è pari a
837, mentre si
ferma
a 76 nel 2006, a 390 nel 2008, a 215 nel 2009 e a 210 nel 2010 (dati
ISTAT disponibili
all’indirizzo
www.demo.istat.it).
Inoltre
si esprimono diverse perplessità sulle percentuali espresse nei
paragrafi 1.1 e 1.2. Non è
chiaro
come si è calcolato l’incremento di popolazione nel periodo
2006/2010, stimato all’1,42%
annuo,
né perché esso dovrebbe comportare un incremento ponderato medio dell’1,30%.
Negli
altri
calcoli del paragrafo 1.2 è evidente che si è misurato il tasso
aritmetico in luogo del tasso
geometrico.
Il secondo indicatore è in realtà da preferire poiché statisticamente
si assume la più
realistica
ipotesi che la crescita di una popolazione sia influenzata da quella
registrata nel
periodo
(anno) precedente e non da quella di un anno base. Pertanto i tassi di
incremento medi
da
tenere in considerazione sono 0,73% e non 0,81%, nel periodo 1981- 2010,
1,34 e non 1,30
nell’ultimo
decennio, 1,72 e non 1,42 nel quinquennio appena passato. Analogamente
l’incremento
delle famiglie nel periodo 1981-2001 è pari allo 1,28% e non all’1,46%
e tra il 2001
e
il 2010 è pari all’1,57% e non all’1,67%. Per comodità riportiamo
i calcoli nella tabella
sottostante.
Variabile
Valore
anno
“0”
Valore
anno
“t”
Incremento
demografico medio
in
%
{[( tp/0P)^(1/t)]-1}*100
Pop.
1981-2010 19.896 24.546 {[(24546/19896)^(1/29)]-
1}*100=0,726871
Pop.
2001-2010 21.779 24.546 {[24546/21779)^(1/9)]-
1}*100=1,337788
Pop.
2006-2011 22.924* 24.546 {[24546/22924)^(1/4)]-
1}*100=1,723802
Famiglie
1981-2001 6.016 7.760 {[7860/6016)^(1/20)]-
1}*100=1,280933
Famiglie
2001-2010 7.760 8.926 {[8926/7760)^(1/9)]-
1}*100=1,56756
*Tale
dato, assente nel PUCG, è citato dalla banca dati ISTAT, disponibile
all’indirizzo: www.demo.istat.it
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Circolo
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3
Si
potrebbe poi opinare la scelta di un metodo di stima abbastanza grezzo
in luogo dei modelli
più
precisi adottati sull’ISTAT, basati su previsioni riguardanti
mortalità, natalità e migrazioni, ma
è
l’errata applicazione del modello a generare gli errori più
grossolani.
Adottando
i tassi di incremento geometrico sopra enunciati e prevedendo una
evoluzione lineare
si
ottengono al 2020 le seguenti stime di crescita demografica:
Variabile
Valore % Incremento pop.
stimato
al 2020
(arrotondato
all’unità)
Stima
del Comune
Incremento
Pop.
2001/2010
1,337788
3.489 Non effettuata
Incremento
Pop.
2006/2010
1,723802
4.575 3.395
Incremento
Famiglie
2001/2010
1,56756
1502,1451
x2,70(num.
componenti
familiari
medio
previsto)=
4.056
1423*2,70=
3.842
A
questo punto si può scegliere uno dei diversi scenari, tenendo a mente
che il dato del
quinquennio
più recente, generalmente adottato in stime di questo tipo, è
influenzato
dall’anomalia
del 2007 ed è, perciò, sconsigliabile. Nel PUCG non si tiene conto di
questa
distorsione
e si sceglie comunque di utilizzare il dato relativo al periodo
2006-2010 come
variabile
determinante della crescita futura della nostra popolazione. La stima
risultante non
sarebbe
comunque esagerata se non fosse stata sommata all’incremento previsto
sulla base
della
crescita delle famiglie. Infatti invece di optare per uno scenario alto
o uno basso, nel PUCG
si
sommano ai 3.395 nuovi residenti previsti, erroneamente, secondo la
stima effettuata
sull’incremento
della popolazione, i 3.842 previsti, erroneamente anch’essi, secondo
la stima
dell’incremento
delle famiglie. Il computo complessivo balza così a ben 7.237 nuovi
abitanti nel
2020,
pari al 29,5% della popolazione attuale. Rispettando i canoni della
matematica riteniamo
sia
più adeguato considerare come possibili opzioni i valori 3.489 e 4.056.
Ai
fini della determinazione del fabbisogno abitativo il piano aggiunge ai
7.237 abitanti stimati la
domanda
di case proveniente da 10 famiglie che attualmente si trovano in
coabitazione e che,
presumibilmente,
decideranno di separarsi. Si moltiplica 10 per 2,80 (il coefficiente
familiare al
2010)
ma si dimentica di dividere per due il risultato, operazione necessaria
in quanto, a rigor di
logica,
la nuova domanda di case non potrebbe che essere relativa a 5 famiglie.
Infatti per
eliminare
la coabitazione sarebbe sufficiente ipotizzare lo spostamento di metà
delle dieci
famiglie.
Anche prevedendo lo spostamento di tutte e 10 le unità interessate, le
5 abitazioni
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rimarrebbero
a disposizione di altrettante nuove famiglie in cerca di abitazione. La
domanda
derivante
dall’eliminazione delle coabitazioni sarebbe quindi pari a 5 x 2,80 o
(10 x 2,80 )/2,
ovvero
a 14 abitanti per un fabbisogno complessivo di abitazioni per 3.503 o
4.070 abitanti e
non
7.265 come previsto nel PUCG. Analogamente le famiglie che
necessiteranno di una casa
sono
da stimare in 1.297 ((3489/2,70) +5) o 1507 ((4056/2,70)+5) e non in
2.691.
Sempre
nel paragrafo 1.2 i tecnici comunali stimano un coefficiente di
occupazione pari a 2.34,
cifra
ottenuta dividendo il numero di stanze attualmente censite a Sezze per
il numero di
abitanti,
come indicato nel punto d a pag. 28. Al punto successivo si specifica
che il numero di
stanze
presenti a Sezze nel 2001, l’anno preso in considerazione per i
calcoli, è pari a 39.085.
Ebbene,
dividendo tale numero per gli abitanti al 2001 (21.779) si ottiene 1,79
e non 2,34.
Tale
svista contribuisce ad ingigantire il fabbisogno complessivo tanto che
per 2.691 nuove
famiglie
si calcola un fabbisogno di 4.639 alloggi. Tra l’altro tale fabbisogno
è ottenuto
moltiplicando
il numero degli abitanti per un coefficiente di occupazione
ulteriormente
maggiorato
a 2,60, ipotizzando un suo incremento, per poi dividere il risultato per
il numero di
stanze
medie ad alloggio (4,15). D’altronde anche utilizzando il coefficiente
corretto (1,79) si
otterrebbe
un numero di alloggi ben superiore a quello delle famiglie, in quanto il
coefficiente di
occupazione
è influenzato dal dato delle seconde case e da quello delle abitazioni
di cittadini
non
residenti a Sezze, mentre il numero di stanze medio per casa non ha
ragione di subire
alterazioni
significative dalla presenza di abitazioni secondarie ed è pertanto l’indicatore
da
preferire.
Per questo motivo, seguendo i calcoli dei tecnici del comune, si
otterrebbero ben 1,72
case
per ciascuna delle 2.691 nuove famiglie.
Per
stimare il numero di stanze necessarie, è preferibile assumere la più
lineare ipotesi di una
casa
per ogni nuova famiglia e moltiplicare quindi 1.297 o 1.507 per il
numero di stanze medio
per
alloggio (4,15).
Si
avrebbe quindi un fabbisogno totale di 5.383 o 6.254 stanze, quasi un
quarto delle 19.253
stanze
previste per i ben 4.639 alloggi indicati nel piano.
Al
fine di stimare la domanda di residenza saltuaria (seconda casa), di
campagna per i residenti
o
turistica per i non residenti il PUCG incrementa il fabbisogno stimato
di un ulteriore 15%, pari a
696,
per un computo complessivo di “5.335 alloggi, corrispondenti a circa
22.140 stanze (vani)
per
un totale di 8.355 residenti teorici complessivi” (pag. 29), più di
un terzo degli abitanti attuali.
In
realtà, come detto, risulta fuorviante dividere il numero di stanze per
il coefficiente di
occupazione,
mentre ai fini del calcolo della relazione case/abitanti potenziali è
più opportuno
moltiplicare
le abitazioni per il numero di componenti familiari medio stimato
(2,70), giungendo a
ben
14.404 residenti teorici complessivi, un dato che, anche astraendo dalle
osservazioni qui
presentate,
non può che destare perplessità.
Mantenendo
l’ipotesi del PUCG, si dovrebbe applicare il 15% a 1.297 o 1.507,
ottenendo
rispettivamente
un fabbisogno totale di 1.492 o 1.733 alloggi e di 6.192 o 7.192 stanze.
Andrebbe
qui considerato che l’attuale scenario di crisi economica sta facendo
sentire i suoi
effetti
anche nel settore edilizio e comporta una riduzione dei flussi migratori
sia per il
restringimento
dei canali di ingresso tradizionali, sia per la minore attrattività
dell’Italia a fronte di
altre
nazioni. Se a tali fattori si aggiunge l’introduzione dell’IMU, che
funge da disincentivo alla
costruzione
o all’acquisto di nuove case, appare evidente che le stime effettuate
prevedendo
una
crescita lineare della popolazione appaiono senz’altro ottimistiche.
Per tale motivo riteniamo
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5
che
lo scenario basso, con i suoi 1.492 alloggi, possa rappresentare una
risposta più che
adeguata
al fabbisogno abitativo del territorio dei prossimi dieci anni.
Non
si può, infine, ritenere plausibile imputare 90 metri cubi per stanza,
che, anche prevedendo
piani
di 3 metri di altezza corrispondono a 30 metri quadri a stanza, e,
quindi, a una dimensione
media
di 124,5 metri quadri per alloggio. Si propone quindi di adottare la
più realistica cifra di 55
metri
cubi a stanza, pari a 18 metri quadri e a una dimensione media di 75
metri quadri per un
alloggio
medio composto di 4,15 stanze. Moltiplicando 55 per le 6.192 stanze da
noi previste si
ottiene
un fabbisogno complessivo di 340.560 metri cubi, contro i 1.992.000
previsti dal PUCG.
Proponiamo,
pertanto, che tale PUCG venga ridimensionato in base alle esigenze
derivanti dal
reale
incremento demografico e assumendo cubature plausibili.
Osservazione
n. 2
In
linea generale crediamo che il modello di sviluppo territoriale proposto
nel PUCG snaturi la
vocazione
tipica del territorio del comune di Sezze. Storicamente per Sezze l’agricoltura
è stata
il
motore trainante di tutta l’economia locale. Un’agricoltura che si
caratterizza per la produzione
diffusa
di ortaggi e altre produzioni di elevata qualità tipiche dell’area
dei Lepini. L’agricoltura è il
settore
produttivo più importante del territorio comunale e ne rappresenta la
maggiore risorsa
occupazionale.
Questo PUCG con 1.992.000 metri cubi di nuova edilizia residenziale
estensiva
e
semi-estensiva risulta dannoso per lo sviluppo del settore agricolo
perché propone un
consumo
smodato di territorio sottraendo aree agricole cambiandone la
destinazione classificata
come
“area di paesaggio naturale agrario” come definito nel PTPr in area
di edilizia residenziale
semi-intensiva
e estensiva. Nel PUCG non è stata prevista la creazione di un mercato
ortofrutticolo
all’ingrosso necessario per la commercializzazione dei prodotti tipici
del territorio
che
permetta agli agricoltori di abbattere i costi dovuti alla logistica. I
mercati più importanti,
infatti,
si trovano a Fondi e a Roma.
Osservazione
n. 3
Il
PUCG avrebbe dovuto favorire lo sviluppo del settore turistico
ambientale e culturale del
territorio.
Sezze geograficamente si trova a circa 1 ora di treno da Roma e a circa
2 ore da
Napoli,
in una posizione strategica che permetterebbe di intercettare i flussi
turistici di queste
due
grandi città d’arte. Per rendere appetibile al turista il territorio
si sarebbe dovuta realizzare
una
serie di percorsi attrezzati per la fruizione dei beni ambientali e
culturali. Un esempio
virtuoso
è la Via Francigena del Sud, inaugurata nel 2009 dalla Regione Lazio,
che attraversa il
territorio
di Sezze partendo da Via Ceriara, proseguendo per Via Sorana, versante
Sud di
Monte
Trevi, Via Sedia del Papa, Via Piagge Marine, attraversando il centro
storico della città e
continuando
per Via Mattatoio, Via Madonna della Pace, Via Bassiano, Via Collemeso,
Via
Casali,
Via Antignana fino a raggiungere il comune di Bassiano. Si sarebbero
dovute prevedere
almeno
due piste ciclabili: una nei pressi dello stadio comunale Tasciotti, che
avrebbe risposto
alle
esigenze dei cittadini che sono soliti praticare la corsa e il ciclismo
nelle strade limitrofe e
che
sarebbe diventata un’ulteriore attrattiva per il turismo legato alle
seconde case nell’area di
tutta
la Conca di Suso; un’altra pista ciclabile si sarebbe dovuta
realizzare in pianura sfruttando
soprattutto
le strade interpoderali e quelle che costeggiano i canali di bonifica.
Di fatto esiste una
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Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
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6
rete
di strade bianche che da Ceriara di Sezze porta a Sezze Scalo per poi
raggiungere Sezze
attraverso
Via Strada Vecchia.
Osservazione
n. 4
Nella
zona di Sezze Scalo dove è programmato il nuovo quartiere (compresa fra
la ferrovia e Via
degli
Archi di San Lidano), il PUCG permette di costruire su un’area
agricola di alto valore
produttivo,
a danno di terreni vocati all’agricoltura. Inoltre:
•
in questa zona
sono state previste costruzioni su aree archeologiche soggette a vincolo
di
tutela;
•
la costruzione di
questo nuovo quartiere creerà una nuova zona a rischio di
marginalizzazione.
Sezze storicamente non ha mai saputo integrare le sue zone
periferiche.
Di fatto queste comunità hanno sviluppato una cultura locale (di
nicchia) ben
definita
e lo si comprende pienamente attraverso l’analisi delle diverse forme
dialettali,
che
si sono evolute in maniera diversa fra loro e rispetto al centro storico
della città.
Pertanto
riteniamo che si debba lavorare per unire le diverse zone di Sezze
attraverso la
realizzazione
di opere capaci di mettere in comunicazione le diverse anime della
città e non che
tendano
a isolare i cittadini in strutture chiuse.
Osservazione
n. 5
Il
territorio di Sezze presenta uno sviluppo edilizio diffuso
disorganizzato. Pertanto riteniamo che
tutte
le zone di completamento debbano diventare di recupero perché in esse
sono del tutto
assenti
o solo parzialmente realizzate le opere di urbanizzazione primaria.
A
Sezze non esiste una mappatura dettagliata delle opere di urbanizzazione
primaria quali rete
idrica
e rete fognaria. Queste sono lo strumento essenziale per monitorare il
territorio per
prevenire
e correggere le dispersioni inquinanti e le perdite nella rete idrica
dovute sia alla
captazione
abusiva sia alle perdite propriamente dette.
Osservazione
n. 6
Osservazione
riferita a:
Tavola
10.1c
La
nuova strada di collegamento prevista tra Sezze Scalo (41°30.035’N-13°
2.156’ E)
a
Via Casali (41°30.351’N-13° 2.699’) non può essere realizzata
perché nella zona di Sezze
Scalo
(41°30.035’N-13° 2.156’ E) il tracciato passa fra due zone Aar/x02
e Aar/x03 a rischio
idraulico.
Secondo quanto previsto nelle Norme Tecniche di attuazione (vedi
citazione art.58) in
queste
zone non possono essere realizzare nuove costruzioni.
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della Sinistra
Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
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Nome
file: Elaborato_B-nda-sezze_DEF.pdf
NORME
TECNICHE DI ATTUAZIONE
Marzo
2012
Pagina:
64
Art.
58 – Destinazioni d'uso ed interventi ammessi in zone Aar.
1)
Sono le zone, definite nelle planimetrie di P.U.C.G. che comprendono
parti di territorio
comunale
destinate alla riduzione del rischio ed al recupero ambientale.
2)
I fabbricati insistenti in tali zone possono essere oggetto
esclusivamente di intervento di
demolizione
e di ricostruzione delocalizzazione in aree non esposte a rischio, per
la nuova
costruzione
delocalizzata è consentito un aumento del Volume
edificabile (Ve) fino al doppio del
volume
demolito .
4)
Di norma è previsto, a recupero avvenuto, la destinazione agricola E3
di cui all’art. 49 delle
presenti
norme tecniche.
Inoltre
riteniamo che questa opera sia inutile in quanto Sezze già dispone di
due vie d’accesso e la zona
dei
Casali è ben collegata con il tratto della Via Ninfina che collega il
paese alla frazione dello Scalo.
Osservazione
n. 7
Osservazione
riferita a quanto esposto in:
Nome
file: Elaborato_A_relazione_DEF.pdf
Titolo:
COMUNE
DI SEZZE
PIANO
URBANISTICO COMUNALE GENERALE
Relazione
Descrittiva
Marzo
2012
Relazione
descrittiva - Marzo 2012
Riepilogo
tabellare
Pagine:
32-33
Nella
tabella a pagina 32
ATTREZZATURE
PUBBLICHE DI USO PUBBLICO DI INTERESSE URBANO
Servizi
e attrezzature
non
è stata inventariata la seguente struttura:
•
ex mattatoio
comunale (coordinate geografiche 41°30.076’N – 13°3.330’E),
attualmente
dato
in comodato d’uso ad associazione locale.
Nella
tabella a pagina 32
ATTREZZATURE
PUBBLICHE DI USO PUBBLICO DI INTERESSE URBANO
IB
Istruzione di base e secondaria
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della Sinistra
Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
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8
sono
state inventariate scuole che non esistono più, sono state trasferite o
inglobate in altre
sedi.
Nello specifico:
•
la Scuola Materna
“Cappuccini” non esiste più, i locali sono stati adibiti ad uso
diverso;
•
la Scuola Materna
S. Giuseppe non esiste più, i locali sono stati adibiti ad uso diverso;
•
l’Istituto
Magistrale “ A. Manzoni” non esiste più. Al suo posto c’è il
Liceo delle Scienze
Umane ,
inglobato
nell’I.S.I.S.S. Pacifici e de Magistris di Sezze e ubicato in Via
Cappuccini;
•
l’Istituto
Tecnico Commerciale “Corradini” è stato inglobato nell’
I.S.I.S.S. Pacifici e de
Magistris
di Sezze.
Nella
tabella a pagina 33
ATTREZZATURE
PUBBLICHE DI USO PUBBLICO DI INTERESSE URBANO
Servizi
e attrezzature
sono
state elencate attrezzature pubbliche non più esistenti ma destinate a
diverso uso e sono
state
omesse dall’elenco altre attrezzature sportive. Nello specifico:
•
il campo sportivo
“L'anfiteatro” è stato demolito e sull’area è in corso d’opera
una struttura
da
adibire a teatro;
•
non è stato
inserito il campo di pallavolo/ basket Viale Cappuccini attiguo all’istituto
I.S.I.S.S.
Pacifici e de Magistris (coordinate geografiche: 41° 30.263’N –
13° 3.705’E).
Nella
tabella a pagina 33
SERVIZI
E ATTREZZATURE RELIGIOSE
mancano
le seguenti attrezzature religiose:
•
chiesa Madonna
della Pace (restaurata) (coordinate geografiche 41° 30.104’N – 13°
3.353’E);
•
chiesa Madonna
della Neve (rudere) (coordinate geografiche 41°30.5976’N – 13°
3.4215’E).
Questa
serie di incongruenze mostra in maniera chiara come questo PUCG sia
stato realizzato
basandosi
su dati obsoleti che mostrano una fotografia della città diversa dalla
situazione reale.
Senza
avere piena coscienza di quali siano le risorse urbanistiche della Sezze
di oggi non si può
avere
la visione della Sezze del domani.
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Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
Cavour, 76 Sezze 04018 (LT)
9
Osservazione
n. 8
Osservazione
riferita a quanto esposto in:
Nome
file: Elaborato_B-nda-sezze_DEF.pdf
Titolo:
NORME
TECNICHE DI ATTUAZIONE
Marzo
2012
Pagine:
42-43
Art.
41 – Definizione, destinazioni d'uso ed interventi ammessi in zone D5
commerciali di
nuovo
impianto.
In
questo articolo è previsto che lungo gli assi viari definiti nel punto
h) si potranno realizzare
nuovi
insediamenti di carattere commerciale. Questa operazione sottrae terreno
ad alta
produttività
agricola pari a circa 370 ha (vedi tabella).
Chiediamo
che questa disposizione sia eliminata perché consuma territorio
indiscriminatamente
e
perché tutte le opere commerciali possono essere inglobate nelle già
ampie zone destinate a
questo
uso.
Asse
viario interessato Lunghezza m m m 2
Ha
Via
Archi di San Lidano (semaforo-rotonda SR156) 3300 300 990000 99
Via
Murillo (fino intersezione SR156) 4700 300 1410000 141
SR
156 (Appia – Rotonda SR156 4400 300 1320000 132
totale
12400
----- 3720000 372
Citazione
articolo
[…]
Art. 41 – Definizione, destinazioni d'uso ed interventi ammessi in
zone D5 commerciali di
nuovo
impianto.
1)
Sono le zone, definite nelle planimetrie di P.U.C.G. che comprendono
parti di territorio comunale
destinate
a nuovi insediamenti a carattere prevalentemente commerciale.
2)
Le
destinazioni d'uso ammesse nelle zone D5, salvo diverse indicazioni
restrittive di
sottozona
sono :
a)
- servizi commerciali;
b)
- esposizione e vendita
c)
- attrezzature private di uso pubblico;
d)
- verde pubblico, verde privato;
e)
- parcheggi;
f)
- Trasformazione dei prodotti agricoli
g)
-Sono consentite, oltre alle destinazioni inerenti direttamente l’attività
terziaria
commerciale
(uffici e laboratori, depositi, centri di servizio, ecc.), anche quelle
per attività
connesse,
quali l'abitazione del custode o del conduttore per una superficie
massima pari al
10%
della superficie edificata od edificabile ( Se),
inoltre sono ammessi tutti i locali per
l'assistenza
e la ricreazione dei dipendenti, mensa, ecc..
h)
- Lungo l’asse viario della strada SR dei monti Lepini, già SS 156,
lungo l'asse viario
della
SS7 Appia fino a Sezze scalo; lungo l'asse viario di Via degli Archi di
San Lidano, da Via
Murillo
fino all'intersezione con la SR dei monti Lepini, data la esistente
natura di assi
Federazione
della Sinistra
Circolo
“Primavera Rossa” di Sezze
Via
Cavour, 76 Sezze 04018 (LT)
10
commerciali
intercomunali, è ammissibile la destinazione d’uso per attività
commerciale per
tutti
i fabbricati esistenti posti entro una fascia di 150 metri dal confine
stradale […].
Conclusioni:
Sulla
base di quanto esposto in queste osservazioni chiediamo che questa
amministrazione
faccia
un attenta riflessione sul modello di sviluppo futuro che si sta
proponendo per Sezze.
Questo
PUCG distruggerà il mercato immobiliare di Sezze. In questa città ci
sono già le case
per
accogliere il reale aumento di popolazione. Il fabbisogno edilizio da
noi stimato (340.560
metri
cubi) è infatti di gran lunga inferiore ai metri cubi di edilizia di
recupero indicati nel PUCG
stesso
(558.487), che devono rappresentare la base per una valorizzazione anche
in chiave
paesaggistica
dell’abitato del centro storico. Costruire ancora significa solo
abbattere il valore
commerciale
delle abitazioni esistenti (già fra i più bassi della provincia) e
soprattutto mettere a
rischio
il già precario equilibrio ambientale del territorio.
Oggi
Sezze, dobbiamo ricordare, è senza depurazione degli scarichi fognanti
e sta inquinando il
torrente
Brivolco, che scorre a poche centinaia di metri dalle fonti di
approvvigionamento idriche
delle
Mole Muti e dell’acquedotto regionale delle Sardellane.
Il
Brivolco s’immette poi nell’Ufente che a sua volta si unisce al
canale Selcella, fino alle pompe
di
sollevamento idraulico di Mazzocchio per poi sfociare in mare a Porto
Badino nel comune di
Terracina.
I nostri scarichi contribuiscono ad inquinare le coste della zona e il
sistema idraulico
dell’Agro
Pontino, dove l’Unione Europea ha deciso di intervenire tramite un
progetto mirato a
ridurre
drasticamente i critici livelli di inquinamento idrico.
A
nostro parere questa città ha bisogno di crescere scommettendo sulle
cose migliori che
possiede,
come l’agricoltura di qualità e le sviluppo delle potenzialità
turistiche.
Per
raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno che chi governa la città
realizzi un PUCG
capace
di rispondere alle reali esigenze di tutti e che garantisca uno
sviluppo, sostenibile per gli
abitanti
di Sezze.
Riteniamo
che la strada da seguire per raggiungere questi obiettivi sia la
valorizzazione del
nostro
patrimonio ambientale, agricolo e culturale e non incentivando uno
smodato e dannoso
consumo
di territorio produttivo.
Sezze,
lì 12/06/2012
Il
Segretario del Circolo Primavera Rossa di Sezze,
Michel
Cadario
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