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Osservazioni al PRG di Sezze |
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Lettera Protocollata n° 272 presso il Comunale di Sezze in data 15-06-2012
ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI LATINA Piazza A. Celli n.3 – 04100 Latina Tel. 0773/694208 – Fax 0773/662628 posta@ordineingegnerilatina.it – www.ordineingegnerilatina.it
On.le
Sig. SINDACO Comune
Sezze Residenza
Municipale Via
Diaz, 1 04018 SEZZE (LT)
Latina,
13/06/2012 OSSERVAZIONI dell’Ordine
degli Ingegneri della Provincia di Latina sul “Nuovo Piano Regolatore
Generale della Città di Sezze denominato Piano Urbanistico Comunale
Generale (P.U.G.C.)” adottato ai sensi dell’art.33, comma 2 della
Legge Regionale 22.12.1999, n.38 e s.m.i. con Deliberazione del
Consiglio Comunale (D.C.C.) n.18/2012, ex
artt.9 L.U. n.1150/1942 e 33, comma 3, L.R. 38/1999. Premessa Le seguenti Osservazioni dell’Ordine degli
Ingegneri della Provincia di Latina costituiscono una forma doverosa di
collaborazione propositiva con gli Enti istituzionali nel quadro di una
iniziativa sempre più aperta della categoria alle problematiche
sociologiche, culturali e tecniche del territorio della Provincia. A tal fine si propongono le seguenti osservazioni al
P.U.G.C. di Sezze. Osservazione
n.1 sui
parametri dimensionali posti a fondamento del P.U.G.C. di Sezze a.
La “Relazione descrittiva” del P.U.G.C., allegato A,
riferisce la consistenza anagrafica della popolazione residente nel
Comune di Sezze, nell’anno 2010, di abitanti 24.546; il tasso di
incremento medio nel periodo 1981-2010 pari allo 0,81%; il tasso di
incremento medio nel periodo 2001-2010 pari all’1,27%, “che sale
all’1,42% nell’ultimo quinquennio”, periodo considerato nel
P.U.G.C. 2006-2010, “che determina al 2020 un aumento di popolazione
pari a 3.395 abitanti con un incremento ponderato medio annuo pari allo
1,30% …” (v. Relazione al P.U.G.C., allegato A, pag.27, prg.1.2,
Calcolo del fabbisogno residenziale 2010-2020). Si evince così che il progetto del P.U.G.C. si
riferisce all’orizzonte temporale del 2020, anche se non è mai
precisato esplicitamente. Posto che l’incremento demografico comunale
suddetto è stato certamente determinato in misura significativa dalla
disponibilità nel centro abitato e nel centro storico di alloggi a
prezzo basso, che hanno evitato pure in positivo, un trend di abbandono
del centro tradizionale, offrendo così una sistemazione residenziale
all’immigrazione U.E. ed extra U.E., il tasso di incremento
demografico futuro, sia pure ridotto nel P.U.G.C. dall’attuale 1,42%
all’1,30%, non sembra correlato ad una analisi del fenomeno
immigratorio presumibilmente decrescente negli anni ’10 per molte
evidenti ragioni: esaurimento dei flussi immigratori per il tasso di
disoccupazione incombente, ritorno degli originari residenti nel centro
storico e nelle loro abitazioni d’antan anche per un auspicabile
processo di valorizzazione e di riqualificazione edilizia e urbanistica,
riduzione graduale della disponibilità di spazi abitabili liberi nel
centro storico e simili. Si
conclude sul punto rilevando in merito l’eccessività della stima di
incremento demografico e comunque la sua genericità. b.
Non sembra ammissibile sommare la proiezione di incremento del
carico urbanistico dei nuovi abitanti residenti fino al 2020 (3.395 ab.)
con l’analogo “incremento dei nuclei familiari nel prossimo
decennio” … “1.423 famiglie, con una componente media prevista di
2,70 persone per nucleo familiare” (3.842 ab.). Trattasi
di errore di valutazione avendo così considerato ogni abitante prima ex
se e poi una seconda volta come componente di un nucleo familiare. Si
evince per questa seconda ragione l’eccessività della stima di
incremento demografico e quindi della previsione volumetrica aggiuntiva. c.
Si prende atto delle esigenze indicate nel P.U.G.C. di
“eliminazione coabitazione” e di una maggiorazione del 15% di
ricettività residenziale turistica. La prima esigenza comporta nuovi alloggi per 28
abitanti (stima del P.U.G.C.) da aggiungersi ai nuovi residenti al 2020
(3.395 ab.) e quindi complessivamente 3.423 ab., oltre alla
maggiorazione per esigenze turistiche, in totale 3.423 x 1,15 = 3.936
ab. Diversamente il P.U.G.C. assume come nuovi abitanti
al 2020 un totale di 8.355 abitanti perché considera ogni abitante
prima ex se e poi come componente di un nucleo familiare, così
determinando una eccessiva stima di incremento demografico e quindi di
previsione volumetrica aggiuntiva. d.
Il P.U.G.C. di Sezze attribuisce “una media di circa 120 mc ad
abitante teorico” per ricavare il fabbisogno “relativo al solo
aumento demografico”. Si richiama al riguardo il D.L. 2 Aprile 1968,
n.1444 “Limiti inderogabili di densità edilizia … e rapporti
massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi
e spazi pubblici … da osservare ai fini della formazione dei nuovi
strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti ai sensi
dell’art.17 della L. 765/1967”, art.3, c.3: “ai fini
dell’osservanza dei rapporti suindicati (standard per aree pubbliche o
di servizio pubblico) nella formazione degli strumenti urbanistici, si
assume che, salvo diversa dimostrazione ad ogni abitante
insediato o da insediare corrispondano mediamente 25 mq di superficie
lorda abitabile (pari a circa 80 mc vuoto per pieno), eventualmente
maggiorati di una quota non superiore a 5 mq (pari a circa 20 mc vuoto
per pieno) per le destinazioni non specificatamente residenziali ma
strettamente connesse con le residenze (negozi di prima necessità,
servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali etc)”. Il parametro assunto di 120 mc per abitante è
quindi in eccesso rispetto alle indicazioni del D.L. n.1444/1968
richiamato e di ciò non viene resa alcuna “diversa dimostrazione”. Né il parametro sovrabbondante assunto (120 mc/ab)
è riferito ad una inclusione di destinazioni “non specificatamente
residenziali ma strettamente connesse” per cui il confronto deve
riferirsi al parametro normativo (D.L. 1444/1968) di 80 mc/ab,
evidenziandosi una maggiorazione ingiustificata di un eccesso del 50%
da 80 a 120 mc/ab. Emerge un terzo rilievo di ampliamento della
previsione di incremento volumetrico oltre l’eccessivo incremento
demografico stimato (lettera a della presente osservazione, la
considerazione duplicata di ogni abitante ex se e come componente di
nucleo familiare (lettere b e c della presente osservazione). e.
Il P.U.G.C. di Sezze, Relazione descrittiva, paragrafo 4,
Dimensionamento del Piano, alinea 1.2, lettera d), pag.28 definisce un
“coefficiente di occupazione dei vani”: numero di stanze occupate
diviso il numero dei residenti che “assume … pari a 2,65” fino al
2020 (orizzonte di stima del Piano). Tale parametro non appare convalidato da una
indagine inerente e appare comunque irrealistico. Lo stesso elaborato di P.U.G.C. succitato assume
“un totale di 8.355 nuovi residenti teorici complessivi” al 2020. E’ stata dimostrata alle precedenti lettere a, b,
c, di questa osservazione la ridondanza di tale assunto, ritenendolo
invece non superiore a 3.936 abitanti. Tuttavia nel P.U.G.C. si procede
secondo tale stima (8.355 ab al 2020), si moltiplica per il parametro di
120 mc/ab, qui giudicato pur esso eccessivo (v. lett d), e si ottiene la
previsione volumetrica di ampliamento al 2020 pari a 8.355 x 120 = mc
1.002.600 (metricubiunmilioneduemilaseicento). Il numero delle stanze dei nuovi abitanti, secondo
il progetto di P.U.G.C. di Sezze, risulterebbe : 8.355 x 2,65 = 22.140. Quindi apoditticamente il P.U.G.C. conclude “…
attribuendo una media di circa 90 mc per ogni stanza si ricava un
fabbisogno relativo all’edilizia residenziale pari a circa 1.992.000
mc derivante approssimativamente dal prodotto 22.140 x 90 = 1.992.600. Questa previsione di nuova volumetria residenziale (mc
1.992.000), dedotta dal numero di nuove stanze presunto, è
sproporzionato per eccesso essendo tale sia il numero dei nuovi
residenti (8.355 ab); sia il numero medio di stanze occupate da ogni
nuovo residente (coefficiente di occupazione pari a 2,65 vani/ab); sia
il volume attribuito ad ogni stanza 90 mc/vano. Tuttavia
questa previsione (mc 1.992.000), emergente dal numero delle nuove
stanze, è molto diversa e incongruente anche con la dichiarata
previsione volumetrica di ampliamento al 2020 pari a 8.355 ab x 120 mc/ab
= mc 1.002.600; è evidente la contraddittorietà. Peraltro nei successivi paragrafi della Relazione,
1.3 - I caratteri
dimensionali e distributivi del P.U.G.C., e 1.4 -
I caratteri dimensionali e distributivi del P.U.G.C. nel
dettaglio, così si riassume la “potenzialità edificatoria a
carattere residenziale”: A)
Zone C1, C2, C3 residenziali di espansione urbana, superficie
territoriale mq 1.135.745, nuova volumetria prevista mc 618.638, [indice
territoriale 0,54 mc/mq]; B)
Zona agricola E2, superficie territoriale mq 2.075.650, nuova
volumetria prevista dal P.U.G.C. mc 103.783, [indice territoriale mc/mq
0,05]; C)
Zone ammesse all’intervento diretto AUC, B1, B2, B3, B4, ovvero
“zone di recupero” superficie territoriale mq 2.266.766, nuova
volumetria prevista dal P.U.G.C. mc 558.487, [indice territoriale mc/mq
0,25]. Complessivamente
le potenzialità previste di nuova edificazione risultano A + B + C = mc
618.638 + 103.783 + 558.487 = mc 1.280.908. Contraddittoriamente
il P.U.G.C. di Sezze prevede: -
una previsione volumetrica di ampliamento al 2020,
sulla base dei nuovi abitanti previsti (ab 8.355) di mc 1.002.600; -
una diversa previsione volumetrica di ampliamento al
2020 sulla base delle nuove stanze richieste dai nuovi abitanti previsti
(stanze n.22.140) di mc 1.992.600; -
una potenzialità di nuova edificazione secondo “le
previsioni di piano” di mc 1.280.908. I
tre dati dovrebbero coincidere e comunque per la loro diversità sono
incongruenti e inammissibili. Osservazione
n.2 sul
dimensionamento delle aree pubbliche e di interesse pubblico ex
D.L. n.1444/1968 nel P.U.G.C. di Sezze La verifica viene eseguita sulla base del
“Riepilogo tabellare alla pagina 31 e seguenti della “Relazione
descrittiva” del P.U.G.C. di Sezze. “Per gli insediamenti residenziali, i rapporti
massimi di cui all’art.17 – penultimo comma – della legge n.765
sono fissati in misura tale da assicurare per ogni abitante –
insediato o da insediare – la dotazione minima, inderogabile, di mq 18
per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde
pubblico o a parcheggio …”. “Tale quantità complessiva va ripartita” come
precisato all’art.3, c.2, D.I. 1444/1968 e, per quanto di seguito
dedotto, “mq 4,50 di aree per l’istruzione: asili nido,
scuole materne e scuole dell’obbligo”: sono escluse le scuole di
istruzione secondaria; “ mq 9 di aree per spazi pubblici attrezzati a
parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili …”. La popolazione residente al 2010 viene dichiarata
nel P.U.G.C. di ab 24.546 e la proiezione al 2020, orizzonte temporale
di riferimento, è una crescita di ab 8.355 per un totale di ab 32.901. La tabella IB del “Riepilogo tabellare” della
Relazione al P.U.G.C. di Sezze accorpa indebitamente le aree per
l’istruzione di base e secondaria. In vero la norma richiamata (art.3, c.2, D.L.
1444/1968) stabilisce lo standard minimo di 4,5 mq/ab per aree per
l’istruzione comprendenti solo asili nido, scuole materne e
dell’obbligo, escluse le scuole di istruzione secondaria. Comprendendo pure queste ultime si rileva la
presenza di una superficie totale di mq 83.336 e quindi una dotazione
standard di aree per l’istruzione di 83.336/32.901 = 2,53 mq/ab <
4,50 mq/ab. Effettivamente le aree per l’istruzione, fino alla
scuola dell’obbligo, escluse come dovuto quelle per l’istruzione
secondaria sono mq 73.336 e la dotazione standard di 73.336/ 32.901 =
2,23 mq/ab, inferiore al minimo prescritto di 4,5 mq/ab. E’
necessario reperire la quota carente di aree per l’istruzione. Al contrario risulta una dotazione di spazi pubblici
a parco e per il gioco e lo sport largamente eccedente il minimo
standard. Pur concordando che il relativo standard di 9 mq/ab è un
minimo, tuttavia si rileva che una dotazione eccessiva da tre a cinque
volte il minimo può essere controproducente e costituire un possibile
fattore di degrado, se non si dispone di adeguate risorse organizzative
e finanziarie per la gestione del verde pubblico. Si richiama infine al riguardo la necessità di
prevedere, in tutti i casi di reiterazione di vincoli urbanistici per
opere o destinazioni pubbliche o di pubblica utilità, comportanti l’inedificabilità
da parte dei proprietari, la previsione degli oneri finanziari spettanti
al proprietario a compensazione del vincolo imposto. Osservazione
n. 3 Zona A: INSEDIAMENTI DI CARTTERE STORICO,
ARTISTICO, ARCHITETTONICO, ARCHEOLOGICO E DI PARTICOLARE PREGIO
AMBIENTALE E LORO AREE DI PERTINENZA argomento delle osservazioni
riferimenti grafici N.Tecniche Ais
Centro Storico
TAV. 09.1A -TAV. 09.1B
pag. 21-23 Auc
Zone urbane consolidate Motivazione Ais
- Centro Storico
Si osserva che lo stesso PRG vigente
prevedeva un Piano Particolareggiato per il Centro Storico, mai redatto
e adottato. L'attuale riproposizione di uno specifico "Piano di
Recupero del centro storico ed urbano"
rischia di rinviarlo sine die delegando ogni azione all'art. 29
del PTPR. (cfr. Art. 22 NTA)
Peraltro il Centro Storico è
rimasto assediato da una discutibile edilizia realizzata nella zona B di
completamento del PRG vigente, forzandone
le previsioni e disattendendo l'obbligo di redazione di uno
specifico Piano Particolareggiato. Le visuali da e verso il Centro
Storico sono inibite. Il PUCG proposto non prevede specifiche azioni di
recupero delle visuali, almeno dalle porte della città, né
l'eliminazione dei manufatti addossati alle mura.
esempi
di visuali interdette dal Centro Storico e verso il Centro
Storico
Porta
Pascibella
Porta
Paolina
visuali
interdette da Via Fanfara verso il Centro storico
Auc - zone urbane consolidate L'area
periurbana
L'insieme degli sviluppi del tessuto
urbano meno recenti è quello attorno al Centro Storico (Via Fanfara, S.
Andrea, Porta Pascibella, Porta Gioberti, Porta Romana). Questo
complesso di edifici è per lo più disordinato, disomogeneo, non
risponde ai requisiti igienico sanitari delle distanze fra pareti
finestrate, non ha un adeguato isolamento termoigrometrico, non è
antisismico, ha un'impiantistica obsoleta e spesso fuori norma, ha una
scarsa dotazione di parcheggi. Analoga considerazione può riguardare Via
Resistenza.
L'enunciata "ristrutturazione
urbanistica con la organizzazione di luoghi pubblici per riqualificare
gli ambiti ed i tessuti di intervento, migliorandone la vivibilità e la
qualità ..." impatta subito con la conclusione della frase
"...valorizzando al contempo i beni privati". (art. 23
punto 6 a) NTA).
Questa scelta riduce l'intervento di
riqualificazione ad una ricerca di spazi residuali da destinare a
luoghi pubblici, appesantendo, altresì, la situazione attuale con la
possibilità di realizzare, con interventi diretti, inopportuni aumenti
di cubatura e sopraelevazioni.
La previsione del ricorso a Piani di
Recupero di iniziativa pubblica e/o privata per la riqualificazione, lasciando
vigente la possibilità di interventi diretti, perfino con aumenti di
cubatura, la rende di fatto inattuabile.
Case
su Via Fanfara Proposta
La redazione del PUCG dovrebbe
limitare gli interventi diretti in queste aree alla sola manutenzione,
assoggettandole per il resto all'obbligo di PUOC. Infatti, per
raggiungere un'accettabile riqualificazione non si può non ricorrere a
rimozioni, almeno parziali, attraverso idonei piani integrati, con
congrui indennizzi e compensazioni di cubatura, da ricomporre nella
stessa area, o area limitrofa, e/o da trasferire in un altrove
opportunamente localizzato e pianificato, ad esempio nella zona di
espansione di Sezze Scalo.
Ciò consentirebbe il reperimento di
aree a servizio del Centro Storico, rilanciandone così la capacità
attrattiva, invertendo la tendenza all'abbandono.
Indipendentemente e parallelamente
alla redazione del PUCG, il Comune di Sezze avrebbe potuto individuare
le aree da recuperare attraverso Piani Integrati di Intervento, grazie
alle procedure previste dal "Piano Casa"
In tal senso questo Ordine, in data
28.12.2011 prot. n. 682, aveva inviato ai Sindaci e ai Dirigenti
dell'area Tecnica dei Comuni della Provincia di Latina
una lettera, che qui si riporta,
avente per oggetto: Legge regionale n. 21/2009 c s.m.i., cosiddetta
"Piano Casa" o "Piano Città":
Programmi integrati di intervento (PR.INT.) per la
"riqualificazione urbana ed ambientale" anche in variante di
P.R.G. "artt.7 e seguenti L.R. n. 21/2009 c s.m.i." "La iniziativa
legislativa, richiamata in oggetto, intende promuovere, con la
particolare norma suddetta, tramite uno specifico e collaudato strumento
di pianificazione esecutiva già definito con la L.179/1992, per i
principi, e con la conseguente L.R. 22/1992, per le modalità esecutive,
il risanamento degli ambiti urbani compromessi e/o degradati, così come
la riqualificazione ambientale.
Tale facoltà di intervento,
promozionale di una migliore qualità della vita nei centri abitati
della Provincia, e negli ambiti di valenza ambientale, non può essere
disattesa e i Comuni sono chiamati a precisi e tempestivi adempimenti
amministrativi di loro competenza, attraverso l'adozione di un atto
deliberativo di selezione degli "Ambiti destinati alla
riaqualificazione urbana ed ambientale e quelli ad accogliere gli
interventi di ricostruzione" per la delocalizzazione
incentivata, possibilmente spontanea, con "criteri ed indirizzi
di attuazione" dei Programmi integrati suddetti (art.7 comma
quinto L.R 21/2009 c s.m.i..)
Tale iniziativa dei Comuni può
essere assunta fin d'ora anche nelle more della prevista Deliberazione
Regionale, che si ritiene ormai imminente, per definire "indirizzi
e criteri" di asseganzione dei contributi per la formazione degli
strumenti di pianificazione (PR.INT.) di cui all'art. 9, comma secondo,
L.R. 21/2009 c s.m.i.
Sussiste quindi una concreta
possibilità che i nuovi strumenti urbanistici attuativi siano
finanziati dalla Regione.
Questa è la road map di
attuazione di una parte essenziale della legge richiamata, che confida
nella tempestività, competenza ed efficienza dei Comuni, nella corretta
comunicazione dei contenuti della legge, nello sviluppo del partenariato
pubblico-privato.
L'atto deliberativo suddetto
riassumerà in nuce i contenuti più positivi della iniziativa
legislativa succitata, stimolando e favorendo piani e programmi di
riqualificazione urbana ed ambientale, attraverso lo strumento del
Programma Integrato di Intervento, con particolare riferimento ai
"territori caratterizzati dalla presenza di elevate valenze
naturalistiche ed ambientali ..." (art.7 comma quinto L.R 21/2009 c
s.m.i..)..." Le
aree Auc da assoggetare a PR.INT
La
perimetrazione del PTPR del Centro Storico (art. 29 PTPR) e della fascia
(150 m, modificabile con "documentati atti e motivazioni")
attorno al Centro Storico (art. 29 PTPR e art. 43 comma 1,2,3,4) Osservazione
n. 4 Zone B: INSEDIAMENTI RESIDENZIALI, SATURI, DI
COMPLETAMENTO, DI RISTRUTTURAZIONE E RECUPERO argomento
delle osservazioni
riferimenti grafici
N.Tecniche
TAV. 09.1A
TAV. 09.1B
pag. 25-35 Zone Sature
B1S
Zone intensive sature B2S
Zone semintensive sature B3S
Zone estensive sature B4S
Zone a densità diffusa sature Zone di Completamento
B1 Zone
intensive di completamento
B2 Zone
semintensive di completamento
B3 Zone
estensive di completamento B4 Zone a
densità diffusa di completamento
Zone di Recupero
B3r Zone
estensive di recupero
B4r Zone a densità diffusa di recupero Brs Zone sature di recupero
Motivazione: Interventi
nelle zone B1S, B2S,B3S, B4s e B1,B2,B3,B4
Le previsioni del Piano scendono nel
dettaglio lotto per lotto, aggiustando gli indici sempre in
aumento, completando le zone inedificate, ritagliando qua e là zone di
verde, recuperando i parcheggi, ricucendo la viabilità, per lo più a
senso unico. Un lavoro puntuale., con il riconoscimento dell'esistente
come inamovibile.
Il PUCG definitivo, dopo aver
constatato il disordine prodotto dagli interventi edilizi, specialmente
nella valle di Suso, nella zona classificata
G dal PRG vigente:
(dalla relazione descrittiva pag. 10)
" - Il Tessuto insediativo
diffuso
In particolare il tessuto costruito
e non costruito caratterizzato da assenza di una trama portante, da
scarsa accessibilità, da degrado edilizio e strutturale diffuso, dalla
etereogeneità tipologica, dai vuoti interstiziali privi di identità
(privati o pubblici che siano), che è presente e riscontrabile in vasti
ambiti come quello della valle di Suso in forma diffusa (le ex zone G) o
lungo le strutture viarie della piana setina con alcune microcentralità
spontanee..."
ne prevede una difficile ricucitura,
insistendo su un'ulteriore edificazione "residua" da
concentrare per un riequilibrio delle dotazioni urbanistiche necessarie.
Già il PRG vigente, dettando le
norme per la zona G (campagna parco) conteneva un'analoga previsione,
ampiamente disattesa nei fatti.
Senza una pianificazione cogente,
dotata di strumenti attuativi immediati, non si arresterà la tendenza a
costruire sul proprio lotto, anche abusivamente.
Per di più si osserva che la
possibilità prevista di interventi diretti con aumenti di cubatura in
sopraelevazione, dovendo prevedersi il rispetto delle vigenti norme
antisismiche, la rende di fatto inattuabile. Interventi
nelle zone B3r
B4r Brs
Si osserva che il PUCG adottato dà scarso rilievo al recupero e
al riuso. In particolare manca ogni individuazione di immobili
assoggettabili a interventi destinati al reperimento di alloggi di
edilizia economica e popolare. Proposta
In tutte le aree B ci si
aspetterebbe un più deciso riassetto urbanistico.
In particolare a Sezze scalo, vanno
individuate ampie zone da assoggettare a recupero, attraverso decisi
spostamenti di cubatura in altri ambiti. Solo così si potrebbe
raggiungere un'accettabile riqualificazione con la realizzazione di
servizi ed ambiti pubblici adeguati.
Con quello che viene proposto, Sezze
scalo resterà una borgata di case ammassate.
Si ritiene che nella rielaborazione
del Piano si debbano indicare zone destinate al recupero e/o alla
ristrutturazione urbanistica con la previsione di edilizia da destinare
all'housing sociale.
In tal senso ci si riferisca alla
lettera dell'Ordine del 28.12.2011 prot.n.682, già richiamata nella
formulazione della proposta in merito all'Osservazione n. 3 Centro
di Sezze Scalo da assoggettare a PR.INT
Area
al di là della ferrovia da destinare all'espansione, alle aree PEEP
e alla ricollocazione delle cubature delocalizzate attraverso i
PR.INT
Osservazione
n° 5 Zona C – ZONE PREVALENTEMENTE INEDIFICATE
DESTINATE ALLE FUTURE ESPANSIONI RESIDENZIALI argomento delle osservazioni
riferimenti grafici
N.Tecniche
TAV. 09.1A -TAV. 09.1B
pag. 36-38 TAV.
08.3A -TAV. 08.3B
C2 –zone di espansione semiestensive
di nuovo impianto C3 –zone di espansione estensive di nuovo impianto L’aspetto economico, sociale, culturale sono
qualità di un territorio
che lo identificano e che lo caratterizzano. Il comune di Sezze, si estende su una superficie
territoriale che interessa promontori collinari, vallate e aree
pianeggianti che evidenziano la frammentarietà morfologica del
territorio. Sezze, infatti, è suddivisa in frazioni con caratteristiche
paesaggistiche e culturali differenti. Tali frazioni sono: Le frazioni di Casali, Crocemoschitto, Suso- Colli,
a Nord del confine comunale; La Foresta collocata al confine di Roccagorga nella
parte sud est; Ceriara, in pianura, a confine con il comune di
Priverno nella parte sud ovest; Sezze Scalo, situata
per tra la campagna
e la collina di Sezze Centro, attraversata dalla vecchia S.R. 156 dei
Monti Lepini e servita dalla stazione ferroviaria (Roma-Napoli via
Formia). L’amministrazione comunale ha indetto un bando
pubblico strutturato sulla base di parametri quantitativi (P.E.E.P.
L.N. 167/62) al fine di reperire aree da adibire ad edilizia
agevolata. Con DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE
n° 8 del 20-01-2012 Il Consiglio Comunale di Sezze approvava
l'individuazione delle seguenti aree per il fabbisogno di ERP per il
quinquiennio 2011.2015: ·
Sezze
– Suso (Foresta) ·
Ceriara ·
Sezze
Scalo Con l'adozione del Nuovo Piano Regolatore della Città
di Sezze, con Del. C.C. n° 18 del
16-03-2012, tali aree venivano confermate nel piano, a norma
della LR 38/99 art. 30 comma 1 lettera b, in zona C2 (zone semintensive
di nuovo impianto). La tipologia abitativa diffusa nella frazione
Foresta, è caratterizzata da un tessuto residenziale pressoché rado e
con una urbanizzazione contigua lungo la viabilità principale (via
Foresta). I residenti conducono uno stile di vita integrato alle
caratteristiche morfologiche del territorio: ognuno possiede un piccolo
appezzamento di terreno che viene coltivato per esigenze personali. Si
evidenzia nell’area la particolarità estetica del paesaggio con ampie
vedute di grande pregio naturalistico. Le zone di espansione interessate dal P.E.E.P., sono denominate C2 (rit. Art.
34 N.T.A.). La
frazione di Foresta vede
interessate due sottozone: ·
C2P01
con superficie territoriale di comparto di m2 23.233 (I.t
1,00 m3/m2 con I.f 1,43 m3/m2) ·
C2P02
con superficie territoriale di comparto di m2 22.165 (I.t
1,00 m3/m2 con I.f 1,43 m3/m2) L’altezza massima prevista per gli edifici è di m
9,50.
Stralcio della Zonizzazione TAV. 9.1 (Foresta)
Stralcio della Carta della partecipazione TAV. 8.3
(Foresta) La
frazione di Ceriara si
presenta come una zona: ·
con
tessuto residenziale rado e nuclei forme; ·
con
seminativi in aree irrigue e non irrigue e vegetazione; ·
Con
una area a confine con il comune di Priverno che è prettamente agricola
di colture protette, vivai e serre aggregate e isolate. L’area si
estende nella pianura pontina e si presenta periferica rispetto al resto
del territorio comunale, con una territorialità prettamente agricola e
caratterizzata dal passaggio della nuova SR 156 bis. Dalla nuova proposta del PRG di Sezze, in fase di
approvazione, si evince che nell’area di Ceriara sono state
localizzate delle zone PEEP, una lungo la strada SR156 , direzione
Ceriara di Priverno e una a cavallo della nuova SR 156 bis, identificate
rispettivamente: ·
C2V01
con superficie territoriale di comparto di m2 29.227 (I.t
0,60 m3/m2 con I.f 0,73 m3/m2) ·
C2V02
con superficie territoriale di comparto di m2 24.783 (I.t
0,60 m3/m2 con I.f 0,73 m3/m2) L’altezza massima prevista per gli edifici è di m
9,50.
Stralcio della Zonizzazione TAV. 9.1 (Ceriara)
Stralcio della Carta della partecipazione TAV. 8.3 (Ceriara) La
frazione di Sezze Scalo,
è caratterizzata da un tipo di espansione edilizia perlopiù
“spontanea”, che si concentra in un’area posta tra i piedi della
collina e la linea ferroviaria Roma-Napoli (via Formia). La sua posizione geografica centrale tra la campagna
e Sezze Centro, ha favorito, nel corso degli anni, un sensibile aumento
del numero di abitanti soprattutto per la presenza della stazione
ferroviaria. La strada regionale 156 dei Monti Lepini, inoltre,
attraversa il centro urbano. In previsione dell’apertura definitiva
della nuova SR 156 bis, la vecchia SR 156 è destinata a diventare una
viabilità a carattere locale. Le frazioni interessate al P.E.E.P. hanno le
seguenti caratteristiche: ·
C2Z01
con superficie territoriale di comparto di m2 13.641 (I.t
1,50 m3/m2 con I.f 2,73 m3/m2) ·
C2Z02
con superficie territoriale di comparto di m2 14.049 (I.t
1,50 m3/m2 con I.f 2,73 m3/m2) ·
C2Z03
con superficie territoriale di comparto di m2 16.130 (I.t
1,50 m3/m2 con I.f 2,73 m3/m2) ·
C2Z06
con superficie territoriale di comparto di m2 20.885 (I.t
1,50 m3/m2 con I.f 2,73 m3/m2) ·
C2Z07
con superficie territoriale di comparto di m2 23.569 (I.t
1,50 m3/m2 con I.f 2,73 m3/m2) L’altezza massima prevista per gli edifici è di m
12,50.
Stralcio della Zonizzazione TAV. 9.1 (Sezze Scalo)
Stralcio della Carta della partecipazione TAV. 8.3
(Sezze Scalo) Dalle aree P.E.E.P. individuate dal P.U.C.G. si
osserva quanto segue: - Le aree analizzate precedentemente, in modo
particolare quella di Sezze-Suso (località "Foresta") e
quella di Ceriara, sono dislocate in zone periferiche del territorio, a
ridosso di un tessuto semispontaneo troppo rado per innescare la
realizzazione di opere di urbanizzazione secondaria, ma da servire con
costose opere di urbanizzazione primaria; - La zona di Sezze-Suso (La Foresta), inoltre, è un
luogo di pregio paesaggistico, a ridosso di un bosco, e dovrebbe essere
lasciata integra nel rispetto della tutela del territorio.
Località Foresta - A Ceriara si prevedono due aree separate dalla SR
156 bis, in prossimità di un elettrodotto e di una cava del Comune di
Priverno, senza considerare le caratteristiche del terreno finalizzato
principalmente alla produzione del carciofo D.O.P, ostacolando uno
sviluppo economico basato sulla produzione agricola locale.
Località
Ceriara
- A Sezze Scalo la zona è dislocata al di là della
ferrovia. Una ridotta area di espansione rischierebbe l'isolamento. - In termini sociali le aree indicate sono inidonee,
in quanto andrebbero a trasferire persone selezionate solo in base ad
una graduatoria, portate a vivere in palazzine, in campagna, lontano dai
servizi, con scarsa probabilità di integrazione con chi vive nelle case
sparse limitrofe per scelta o tradizione.
Località
Sezze Scalo
Vista
area di espansione dalla Rotonda della nuova S.R. 156 dei Monti Lepini Si
propone l'accorpamento delle aree nella zona di Sezze Scalo, lasciando
una opportuna fascia di rispetto a verde dalla ferrovia. Se in questa
area al di là della ferrovia si concentrasse tutta la nuova espansione,
rinunciando a Sezze-Suso (La Foresta) e a Ceriara, destinandola anche ad
accogliere le cubature provenienti dai trasferimenti indotti da recuperi
urbanistici e da processi di perequazione, si potrebbe avviare un
processo di trasformazione urbana sostenibile, sia dal punto di vista
dei costi di urbanizzazione primaria, sia per l'innesco di servizi di
urbanizzazione secondaria; soprattutto
per la capacità di favorire una realtà sociale in grado di evitare
processi di ghettizzazione. La soluzione proposta risponde ad una esigenza di
carattere ambientale ed economicamente sostenibile perché oggi è in
atto una crisi strutturale di lunga durata che trova le sue origini
proprio nella logica di una crescita economica che non ha considerato i
costi ambientali e il senso del limite nell’uso delle risorse naturali
e del territorio.
ORDINE DEGLI INGEGNERI
DELLA
PROVINCIA DI LATINA
IL
PRESIDENTE
Ing.
Fabrizio Ferracci Commissione
“Urbanistica” Coordinatori:
PANINI Massimo
PAOLELLI Luigi Componenti:
DE ANGELIS Angela
FERRACCI Enrico
LISENA
Valentina
MACERA Vladimiro
PALOMBI Rita
RONDINELLI Pierpaolo
ROVERE Raffaele VIGLIANTI Giuseppe IL NUOVO P.U.G.C. DI SEZZEL' incontro tecnico con i progettisti del Piano Urbanistico Comunale Generale (P.U.G.C.), che si è svolto il giorno 10 ottobre 2012 alle ore 16:00 nell'Aula Consiliare " Alessandro Di Trapano", é servito a palesare quali fossero le debolezze di questo strumento urbanistico che di "partecipato" ha ben poco. L'atteggiamento difensivo dei progettisti, in evidente difficoltà, ha rivelato con maggiore chiarezza come questo piano sia il risultato di un "cuci-scuci" del tessuto edilizio con l'omissione di cosa sia Sezze ma soprattutto cosa vuole diventare Sezze. La fattibilità di uno strumento urbanistico non si misura con i calcoli di cubature, con l'esclusiva difesa della proprietà privata, rinunciando alla qualità dello spazio pubblico con le proposte "illuminate" di un rilancio economico basato sulla cementificazione di aree di pregio paesaggistico. Chiedersi:
e cercare una risposta a queste domande senza perdere di vista "l'orizzonte del bene comune", non vuol dire scrivere "il libro dei sogni" ma vuole essere un atteggiamento consapevole e cosciente teso a rompere quella continuità di azioni che ha portato una "certa" classe dirigente a bruciare tutto ciò che è capitato sotto tiro lasciando alle nuove generazioni "DEBITO PUBBLICO" senza fondo. Tanto per rimanere sul tema dell'utopia voglio aggiungere una citazione di Eduardo Galeano... "Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare." Purtroppo esiste una categoria di persone che si sono fermate da un bel pezzo arroccandosi sui loro castelli di sabbia!
Sul tema della gestione da parte di chi ha il potere in mano per farlo, voglio aggiungere una citazione di Max Frisch... "Tolleranza è sempre indice di potere sicuro; quando si sente in pericolo, nasce sempre la pretesa di essere assoluto; nasce dunque la falsità, il diritto divino del mio privilegio, l'inquisizione."
Purtroppo esistono persone che si sono affermate con la pretesa di essere UNICI e che tutto debba passare sotto il LORO INSINDACABILE GIUDIZIO!
E QUESTA LA VOGLIAMO CHIAMARE DEMOCRAZIA?
Posso pensare ad un risvolto positivo solo se l'Amministrazione deciderà di accogliere le osservazioni fatte al piano con l'obiettivo di salvaguardare l'ambiente, evitare debito pubblico, diffondere una cultura basata sul rispetto dello spazio pubblico, sulla riduzione dell'inquinamento atmosferico e soprattutto, limitando al massimo il consumo di suolo. Utopia? NO Una passeggiata...
Buona passeggiata a tutti! |
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