|
La
tradizione setina vede il carciofo cucinato in tre modi:
Carciofi
fritti dorati
Ingredienti
per 6 persone: 6 carciofi grossi e teneri, farina, 3 uova, sale, limone
e olio d’oliva per friggere. Preparate i carciofi togliendo il gambo,
le foglie esterne più dure e le punte. Tagliate i carciofi in quattro
spicchi (o se preferite in spicchi più sottili) e immergeteli in acqua
acidulata con succo di limone. Sbattete le uova con sale. Asciugate bene
i carciofi in un canovaccio, poi passateli nella farina e
successivamente nell'uovo sbattuto.
Friggeteli in olio abbondante. Appena ben dorati e croccanti, scolateli
e deponeteli su carta da cucina, in modo che assorba l'olio in eccesso.
Disposti su un piatto da portata, i carciofi fritti dorati si possono
servire tiepidi o anche freddi.
Carciofi
alla romana
Occorrono
quattro grossi carciofi romani “cimaroli”, un ciuffo di prezzemolo,
uno spicchio d'aglio (preferibilmente fresco), un rametto fresco di
mentuccia, olio extravergine d'oliva e sale.Tritare aglio, prezzemolo e
mentuccia, mettere il trito in una scodella, aggiungere un cucchiaio
d'olio e aggiungere il sale. Togliere ai carciofi le foglie più dure,
tagliare il gambo, lasciandone circa 3 centimetri; con un coltellino
tornirli in cima, per togliere la parte più dura delle foglie. Aprire
leggermente i carciofi e togliere la peluria centrale. Mettere
all'interno dei carciofi un poco di trito preparato, richiuderli e
metterli, in una casseruola (preferibilmente di coccio) stretta e alta,
che non lasci spazi. salare e versare due parti d'acqua e una d'olio, in
modo che i carciofi risultino quasi completamente sommersi. Coprire e
cuocere a fuoco moderato, fino a quando l'acqua non si sarà ritirata
completamente. Servire tiepidi.
Carciofi
alla matticella
Occorrono
otto carciofi “cimaroli”, aglio fresco, sale grosso, olio
extravergine d'oliva, foglie di mentuccia fresca, una manciata di
sarmenti di vite quanto basta al fuoco.
Prendere
i carciofi, pulirli, tagliare la cima e farcirli con un battuto di
aglio, menta e sale grosso. Il battuto si può sostituire con gli stessi
ingredienti pestati nel mortaio con l'olio d'oliva. Così preparati i
carciofi si pongono sulla “matticella” (piccola fascina di sarmenti
secchi di vite indispensabile per preparare il letto di braci) ad
arrostire: saranno cotti quando le foglie esterne dei carciofi avranno
assunto un bel colore marrone e saranno croccanti. Servire caldissimi.




a piazza XX Settebmbre la ristorazione
di "Noi di Suso" (2008)

a piazza XX Settebmbre la ristorazione
di "Noi di Suso" (2007)

le
paste di Sezze (2007)





|