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Sagra del carciofo 2026 |
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Domenica 19 aprile 2026 Sezze (LT) ITALY Tutti i momenti importanti della Sagra
Terza edizione del "Premio Vittorio Del Duca" Premiazione
delle Migliori Creazioni di Carciofi Domenica
19 aprile, ore 17:00 Tiziana
Briguglio, Giornalista
agroalimentare, Vicepresidente ARGA Lazio e Vicepresidente Mediaquattro. Programma
dell'Evento Apertura
e Introduzione: L'evento
si aprirà con un'introduzione dedicata all'istituzione del "Premio
Vittorio Del Duca",
illustrandone il contesto e le motivazioni fondanti. Seguirà una
presentazione biografica volta a onorare la memoria di Vittorio
Del Duca e a
celebrare il suo inestimabile contributo al territorio. Verrà ricordata
la sua figura poliedrica: imprenditore agricolo di eccellenza, ma anche
stimato scrittore, storico e uomo di profonda fede. Saluti
Istituzionali •
Lidano
Lucidi, Sindaco
del Comune di Sezze •
Orlando
Santoro, Presidente
della Commissione Consiliare Attività Produttive •
Lola
Fernandez, Assessore
alle Attività Produttive del Comune di Sezze Testimonianze
e Ricordi •
Luigi
Berti, Agricoltore •
Sinuhe
Luccone, Priore
della Confraternita del Sacro Cuore di Sezze •
Ignazio
Romano, Amico
di Vittorio Cerimonia di Premiazione Con votazione popolare, presieduta dall'Assessore
Lola Fernandez e dal Consigliere
Orlando Santoro •
Terzo Premio, consegnato da Pietro
Del Duca •
Secondo Premio, consegnato
da Patrizia
Ricci •
Primo
Premio, consegnato da Susanna
Del Duca Conclusione Nell'allestimento,
sul palco, sarà esposto un pannello contenente una selezione di
immagini dell'azienda agricola di Vittorio
Del Duca, in omaggio
al suo prezioso lascito.
Vittorio con Angelo e Toto, i suoi più stretti collaboratori BIOGRAFIA DI VITTORIO DEL
DUCA Vittorio
Del Duca nasce nell’aprile del 1948 da Vincenzo e Crocefissa
Piccaro. La sua è una famiglia di agricoltori di antica data, il
bisnonno Giuseppe ed il nonno Alessandro erano campèri e mercanti di
campagna: i campèri erano proprietari di campi più o meno estesi
mentre i mercanti di campagna erano affittuari di vasti latifondi
appartenenti alla nobiltà romana. L’azienda
Del Duca nasce a inizio ‘800 nello Stato Pontificio, in seguito alla
bonifica della Palude Pontina di Pio VI. Provenienti dalla città di
Aquino, durante il Regno Borbonico, iniziarono l’attività agricola
nel 1842, come testimonia un documento scritto. I fratelli Del Duca
svilupparono ben presto rapporti di lavoro con l’Ing. Gaetano Rappini
ed in seguito con i conti Zannelli di Roma e con i conti Pecci di
Carpineto Romano. Per
tutto il 1800 fino al 1925, l’Azienda ha dato stabilmente lavoro a
circa 500 persone del luogo fra braccianti e ùtteri
(garzoni addetti alla custodia del bestiame brado) senza contare la
manodopera proveniente dal frusinate e dall’Abruzzo durante la
mietitura. L’Azienda è stata la prima in assoluto a introdurre la
meccanizzazione nel Comune di Sezze ed è annoverata fra quelle che
hanno fondato la Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Latina. Vittorio
trascorse l’infanzia nella vigna che il padre possedeva lungo la
migliara 47, a contatto diretto con la natura di cui, come egli
ricordava, assaporava indimenticabili odori e sapori. I
suoi giochi avvenivano fra i campi di grano, granturco, carciofi ed
ortaggi vari. Da qui sviluppò l’amore per la terra, per i raccolti e
per le rane che egli pescava in abbondanza quando ancora le acque nei
canali erano limpide e ricche di vita; la mamma gliele cucinava nel
forno a legna, “alla stagnarola” , con il pomodoro e un po’ di
aglio…. gli piacevano tantissimo. Arrivò
il tempo delle scelte di vita e così si iscrisse alla Facoltà di
Scienze Naturali presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Studiava con interesse e buoni esiti ma la morte del padre, avvenuta
quando aveva solo 19 anni, lo costrinse a lasciare gli studi e a
gettarsi a capo fitto nell’impresa agricola. Si trattava di entrare
nelle responsabilità della gestione e, pur essendo giovane, non si
scoraggiò: sveglia alle quattro del mattino per prelevare le operaie di
Roccagorga, Maenza, Ceriara di Priverno e Sezze e talvolta anche di
Sonnino. Molti erano gli operai provenienti dalla conca di Suso, a tutti
dava “la giusta mercede”, come scritto da papa Leone XIII di
Carpineto nella sua “Rerum Novarum”. Nel
1970 partecipò con l’azienda di famiglia alla prima Sagra del
Carciofo di Sezze, risultando vincitore del primo premio come miglior
stand espositivo di carciofi. Nel
1986 fu nominato Presidente della Coldiretti, sezione di Sezze, e
consigliere provinciale della Federazione Coldiretti di Latina, incarico
che mantenne fino al 2018, per “fare largo ai giovani” come amava
dire. Da qui inizia a fare sindacato, indice riunioni, ascolta i bisogni
di tutti, uomini e donne. Sapeva che l’attività sindacale richiedeva
responsabilità nelle azioni e coraggio di scelte; scelse la promozione
del Made in Italy e la sovranità alimentare contro le fameliche
multinazionali e la globalizzazione, sapendosi confrontare con i giganti
dell’economia. Membro nel 1975 della Commissione della Camera di
Commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Latina, si è
battuto per l’istituzione del disciplinare di produzione dell’IGP
del Carciofo Romanesco del Lazio. Dal
1975 al 1985 è stato Consigliere del Comune di Sezze, in rappresentanza
di Coldiretti. Di
fronte agli sconvolgimenti delle multinazionali non si è mai arreso e
ad i pochi giovani che ancora lavoravano nel campo di Sezze ricordava di
quanto fosse stata fiorita la nostra agricoltura, perché tutti ci
credevano e portavano avanti il proprio lavoro con tenacia e rispetto
per la loro terra. Vincitore
del Premio Spiga D’oro 2012, conferito dall’Assessorato
all’agricoltura della provincia di Latina. Autore
di articoli di agricoltura, territorio ed ambiente, su riviste
specializzate di settore e in rete sul Portale fotografico Setino (www.setino.it). Dal
2004 è entrato a far parte del Gruppo in Difesa dei Beni Archeologici
di Sezze. Un suo grande obiettivo fu quello di rivalutare un vino amato
dagli imperatori romani, il Cecubo, proveniente dalla vitis setina,
di cui si è trovata traccia nel territorio di Udine; per questa
ragione, iniziò una profusa collaborazione con un gruppo di ricercatori
dell’Università di Udine, dalla quale scaturirono ottimi risultati. Negli
ultimi anni della sua vita ha dedicato alla “memoria storica” di
quanto appreso, in tre pubblicazioni: -
“La confraternita del Sacro Cuore di Gesù di
Sezze, detta dei Sacconi” (2018) -
“Il carciofo di Sezze – usi, costumi e
tradizioni” (2019) -
“Sezze dalle orme dei dinosauri all’avvento del
cristianesimo” (2023) Stava
preparando un altro libro riguardante gli usi e costumi della piccola
civiltà contadina, al quale aveva già dato il titolo ma ci ha lasciati
nel dolore, il 13 febbraio 2024. La
moglie, Patrizia Ricci Del Duca
Esposizione di Vittorio Del Duca alla Sagra del 2016
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Vittorio Del Duca Agricoltura
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