Italo Campagna

Excursus biografico di Italo Campagna

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Biblioteca Lepina  Presentazione del Libro di Italo Campagna

 

18 maggio 2026

Excursus biografico di Italo Campagna

Italo Campagna nasce a Carpineto Romano nell’anno 1940. Figlio di pastori, i cui antenati paterni vissero in capanne nelle terre dell’abbazia vecchia di S. Stefano in Valvisciolo dissodate nel medioevo dai Padri Cistercensi e riscattate dai nonni paterni dall’amministrazione dei Caetani, ultimi abati commendatari. Nel 1946 ritornato il padre da 5 anni di prigionia nei campi di concentramento inglesi del Sud Africa e Inghilterra trascorse un breve periodo nel casale dei nonni materni alla Renacciola, terra di confine amministrativo e campo di guerre secolari e trattati di pace tra Carpineto e Bassiano. Poi un successivo trasferimento con greggi in una “cesa” della Valle della Fota da dissodare. Nella sua infanzia sui Lepini, calzato di cioce come gli ultimi pastori di questa terra, conoscerà un importante patrimonio storico: il sequestro dei suoi antenati avvenuto in quella stessa capanna di Valvisciolo ad opera dei briganti Doria-Panici, ultima banda dello Stato Pontificio; conoscerà le imprese del giovane cacciatore Gioacchino Pecci rileggendo l’epigrafe di Leone XIII apposta nei grandi fontanili della sorgente Fota; scoprirà le secolari vie della transumanza verso la palude dei papi. Di tutto ne conserverà memoria: dei numerosi pastori prima del grande esodo verso le Americhe e l’Australia, dei tempi stagionali, greggi e messi, delle storie secolari e delle conoscenze umane con le comunità occidentali lepine. Da lì ricaverà spunti ed approfondimenti storici con l’ausilio delle ricerche archivistiche (brigantaggio ottocentesco, guerre di confine, vita monastica ancora impressa sui mesti ruderi di Santo Stefano di Valvisciolo) Si considera testimone e ultimo anello generazionale del mondo agropastorale e della memoria linguistico-dialettale e culturale perduta.

Ultimata la scuola primaria e mancando gli istituti superiori, emigrò nei collegi dei Colli Albani e di Roma accedendo agli studi magistrali. Mentre frequentava l’istituto magistrale nella periferia romana, con l’aiuto di un vecchio insegnante di greco, apprese questa antica lingua conseguendo da privatista anche la maturità classica. Mentre insegnava nelle scuole primarie si laureò alla Sapienza di Roma in Filologia Classica (Letteratura Classica), con una tesi in Archeologia Cristiana sulle catacombe napoletane di San Gaudioso poste sotto la basilica di Santa Maria della Sanità. Conseguì poi l’abilitazione superiore in Letteratura Italiana e Latina per la docenza per gli istituti superiori, abilitandosi anche in Storia Ecclesiastica presso l’istituto F.S.C. utile poi alla valutazione e conservazione dell’importante patrimonio archivistico, religioso ed architettonico carpinetano.

Italo Campagna in un momento di lavoro nella biblioteca di Carpineto Romano

Docenza nelle scuole

Ottenuti i titoli professionali relativi insegnò dapprima nelle scuole primarie del Napoletano e in Roma, e conseguita l’abilitazione per la Letteratura Italiana e Latina, esplicò la sua docenza negli istituti medio-superiori presso i licei Siciliani, della provincia di Roma e della città di Roma per complessi 45 anni. In una breve docenza nella scuola media della sua Carpineto, rielaborando le memorie della sua infanzia ed anticipando le leggi ministeriali, introdusse nell’insegnamento la storia locale per la quale scrisse il primo dei suoi libri: “Carpineto (1972). Trasferitosi nei licei Romani dopo il matrimonio, aggiunse un altro libro di storia evocando anche le memorie dei sequestri dei propri antenati, dal titolo significativo: “Briganti a Carpineto e sui Monti Lepini” (1976), che farà scoprire agli studiosi non solo il brigantaggio sonninese di Gasbarone, ma anche quello sui nostri Lepini. Tematiche recentemente riproposte con una guida “Sulle orme dei briganti nei monti Lepini” edito dalla Compagnia dei Lepini.

 

Esperienze associative

Associazione Artisti dei Lepini:

Dopo le prime esperienze di studioso ed isolato editore, nel 1976 con Franco Caporossi, (diplomatico in Africa, Belgio, Spagna, Iran) fu tra i fondatori dell’Associazione Artisti dei Monti Lepini sorta nel convento carpinetano di Sant’Agostino. Organizzata in una ventina di sedi gravitanti sulle tre province laziali dei Lepini. richiamando scrittori, poeti, storici, artisti, creerà importanti fermenti culturali con manifestazioni culturali, mostre, convegni in moltissimi centri Lepini, fu edita la prima rivista mensile, La Voce dei Lepini”, pur di breve durata, anticipazione dei “I Lepini” e di innumerevoli fogli provinciali. Con il sostegno privato e pubblico vennero attivate due serie di collane di circa duecento lavori editoriali: Documenti di storia patria (fondatore Italo Campagna) e Documenti di Cultura Lepina. Si aggiunse un “Premio biennale letterario dei Monti Lepini,” (poesia edita e inedita in lingua e dialetto, narrativa e ricerca storica). Da itinerante (Carpineto, Sezze nel 1981, Norma nel 1983), rimase stabile nella città di Segni. La giuria della sezione storica venne presieduta per anni da Italo Campagna.

Cooptato dal Gruppo Culturale di Roma e del Lazio, collaborò al Lunario Romano, annuario storico a tematiche locali. Socio fondatore per la rinascita dell’Istituto di Storia ed Arte del Lazio Meridionale con sede in Anagni (Palazzo Bonifacio) collaborò per anni alla rivista storica “Latium.”

 

Collaborazioni per attività amministrative

Pur non entrando nell’agone politico vero e proprio ebbe diverse mansioni dall’ amministrazione di Quirino Briganti, quale studioso disponibile alla rigenerazione della politica culturale sui Lepini. Eletto consigliere del Consorzio delle Biblioteche dei Monti Lepini, con sede dapprima in Cori e successivamente a Sezze Scalo, cooperò con il presidente prof. Luigi Zaccheo fino al termine di questo ente pubblico. Dalle sue ceneri sorse la Compagnia dei Lepini, stimolo al recupero del patrimonio artistico e culturale della XVII Comunità Montana. Consulente storico-archivista, partecipò a numerosi convegni e sotto la presidenza di Quirino Briganti, ha curato recentissime edizioni sulla “Guida del brigantaggio lepino e Sulle Rievocazioni storiche lepine.” Ha partecipato alla rivisitazione del progetto sulla toponomastica stradale carpinetana con appropriate ricerche archivistiche su vie non ancora titolate.

 

Rievocazioni storiche: Pallio della Carriera

Nell’anno 1993 Italo Campagna e Quirino Briganti, Assessore alla Cultura di Carpineto, creano una delle prime rievocazioni storiche lepine: il Pallio della Carriera in onore di Donna Olimpia Aldobrandini, rifacendosi ad un precedente pubblicazione sul ducato seicentesco Aldobrandino di Carpineto. Un’operazione complessa con 7 Rioni Storici, sostenuta da una ricerca storica, precisando regolamenti, suddivisione urbanistica, colori araldici e cerimoniali. Ai momenti sacri (imbussolamento, feste propiziatorie, feste patronali di S. Agostino) si aggiunsero momenti conviviali nelle hostarie rionali aldobrandine, terminanti con la disputa equestre del Pallio della Carriera. Per il suo valore rievocativo dopo un biennio fu cooptato dalla Federazione Nazionale Giochi Storici(FIGS) e da quella Europea. Eletto presidente del Pallio, oltre attivare i cerimoniali, ricreò una cena barocca del cardinal Aldobrandini, e pubblicò un opuscolo ogni anno sulla manifestazione estiva e un calendario d’inizio anno. Si dimise dopo 11 anni, pur rimanendo storico della manifestazione.

 

Progetti museali

Durante l’amministrazione di Quirino Briganti, individuati e già recuperati alcuni stabili pubblici ed ecclesiastici, progettò e diresse in Carpineto musei e mostre con sovvenzioni regionali. Dapprima “I Cimeli di Leone XIII” (2003): nell’ ex chiesa parrocchiale di San Nicola, che accolse preziosi documenti e oggetti raccolti da Pio Centra, il servitore carpinetano di Leone XIII, e donati da un suo nipote dietro contattati con il direttore, che riuscì ad aggiungere anche altri significativi cimeli (la penna che firmò l’enciclica Rerum Novarum, e alcuni ritratti pittorici leoniani originali).

La Reggia di Volsci:( anno 2006)

Dopo l’acquisto e il restauro regionale del palazzo e della torre civica Aldobrandina, l’amministrazione comunale approvò un progetto preparatorio di Italo Campagna e di un architetto della Provincia di Roma. Eletto direttore raccolse in questo museo onnicomprensivo la storia secolare e culturale della comunità carpinetana con testimonianze documentali religiose, civiche, artigianali e del mondo agropastorale. Importante la IX sezione dedicata all’Emigrazione dei Carpinetani nel mondo, con donazioni raccolte dallo stesso direttore in due viaggi Australiani. Fu uno dei primi musei organizzati sull’emigrazione laziale, che stimolò i nostri emigranti della prima fase migratoria manifestazioni estive patronali e alla partecipazione ad una giornata creata per i “Carpinetani sparsi nel mondo.” Nel museo è accolta una biblioteca centrale lepina con oltre due mila volumi donati o raccolti dal direttore.

Museo di arte sacra: “Simulacrum”

Dopo il restauro della chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, nella parte “dabballe” del centro storico, con l’aiuto dell’amministrazione comunale venne salvato l’importante patrimonio iconografico e liturgico già in fase di dispersione nelle chiese da tempo venute meno nelle celebrazioni liturgiche. Una sezione fu dedicata al brigantaggio (in particolare gli ex voti del sequestro dei pastori presso l’abbazia di Valvisciolo). Tali musei diretti da Italo Campagna per un ventennio sono stati accompagnati da specifiche pubblicazioni ad essi attinenti.

 

I grandi eventi comunitari

Nel tempo la Comunità di Carpineto celebrando eventi storici si affidò sempre più spesso alla consulenza di Italo Campagna. Nell’anno 1997 venne ricordato l’Atto di Pace Perpetua del 1477 con le comunità di Carpineto, Sermoneta, Bassiano, Sezze presso la sorgente della Fota, appositamente restaurata. Alla “marcia della pace” parteciparono un migliaio di persone provenienti dalle vicine comunità lepine con gonfaloni. Nell’anno 2000 con il concorso di diverse centinaia di pellegrini vennero inaugurati i restauri della base leoniana della Croce sul monte Capreo. Nelle due operazioni furono distribuiti alcuni opuscoli sull’evento, opera di I. Campagna. Seguirono altri eventi e lavori editoriali accompagnando soprattutto i restauri del patrimonio artistico ed ecclesiastico dell’epoca leoniana. (chiese di San Leone, S. Agostino, San Giacomo, S. Maria del Popolo, SS. Annunziata)

 

Produzione editoriale storica

Dall’anno 1974 ebbe inizio l’attività editrice di Italo Campagna, autofinanziandosi le prime due opere. Poi con la partecipazione a molteplici associazioni culturali ne condivise l’editoria.  Più lunga proficua la collaborazione con l’amministrazione comunale di Carpineto e con la Regione Lazio producendo opere di grande spessore (Vocabolario Carpinetano, chiesa Arcipresbiterale di San Giovanni, volumi sulle rievocazioni storiche e sul brigantaggio sui Monti Lepini). Tra monografie e collaborazioni si contano una sessantina di lavori.

 

Attività giornalistica

Molti gli articoli sparsi su fogli provinciali, quotidiani e riviste. Attualmente la più proficua e duratura collaborazione dall’anno 1995 rimane con “La Nuova Informazione rivista mensile di Attualità-Ambiente-Cultura” fondata e diretta dal prof. Luigi Zaccheo. Tali articoli documentano la continua ed isolata presenza nonché importanza per la ricerca della storia nei Lepini centrali.

 

 

Italo Campagna con la famiglia - Sotto una veduta di Carpineto Romano

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