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Ad
un passo dal cielo /
mostra foto
Le
mostra fotografica allestita dal Circolo Culturale Setina
Civitas

Sulle
cime del mondo prima di ogni altra cosa è un’idea, nata per caso
mentre tra le affollate strade
di
Kathmandu ho guardato un bimbo sorridere; attraverso il sorriso dei suoi
occhi ho percepito la
gioia
che ogni volta provo mentre volgo il passo verso l’alto.
Sulle
cime del mondo è un modo per stare insieme, per credere insieme che il
volere di un gruppo è
molto
superiore al volere del singolo.
Sulle cime
del mondo è il nostro modo di essere Freedom.
Lo
ricordo ancora quel barlume di luce, mentre con la mano sotto l’80-200
e la macchina
fotografica
pronta ad immortalare il momento ho esitato un istante. Ho perso
l’immagine della
donna
che frugava nelle tasche di un passante, mentre l’immagine del mio
possibile futuro appariva
nel
suo insieme.
Sulle
cime del mondo è il progetto di un gruppo di ragazzi che amano la
montagna e vi si sono
dedicati
completamente ed hanno fermamente deciso di affrontare il viaggio.
Non
avrei mai potuto agire se dietro la mia visione non ci fossero stati i
Freedom.
Un
insieme di amici forti nell’essere un gruppo affiatato e motivato che
porta avanti le attività della
nostra
associazione, la Mountain & Freedom, con determinazione ed
abnegazione più totale.
Il
19 maggio del 2004 alle 7,15 del mattino ho toccato la cima dei miei
sogni, l’Everest. Mai come
quest’anno
le cose sono state così difficili, dagli infortuni fisici alle
difficoltà organizzative, mai
come
quest’anno non sono stato solo perché sapevo che a casa un gruppo di
amici mi aspettava.
Perché
sapevo che al ABC un amico credeva in me. Perché sapevo che la mia
famiglia aveva
sostenuto
e stava sostenendo quella mia follia. Un paio di giorni prima della
scalata, Stefanuk ed i
Freedom
sono saliti sulla cima del Semprevisa 1536 m ed hanno messo le
bandierine che ho
riportato
dal Cho Oyu sulla cima che più amo tra tutte. Le hanno messe tra la
croce ed un sasso, tra
il
cielo e la terra. Il vento ne ha portato il canto a me. Su quelle
bandierine vi sono incise preghiere
tibetane
recitate dal vento che le sfiora. Tre giorni dopo, io le ho sentite, mi
hanno sostenuto fino in
cima
all’Everest. Riuscite ad ascoltare quella musica sublime, la sentite?
Sciarnaaaam…soffice e
piena
di forza l’ho tenuta con me, fino in cima e poi verso valle, la voce
degli amici che hanno
creduto
in me.
E
tutto questo, signori, Ad un passo dal cielo!
Daniele
Nardi

La
mostra fotografica, la prima allestita al Mario Costa, è stata visitata
da più di mille persone


Immagini
che lasciano a bocca aperte


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