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9 marzo 2011
Alla
cerimonia saranno presenti: la prof.ssa Franca Angelini (Presidente
della Casa di Pirandello e ordinario di Letteratura teatrale presso
l’Università “La Sapienza” di Roma), i drammaturghi Maricla
Boggio, Fortunato Calvino, Angelo Longoni, Mario Lunetta, Stefania
Porrino, Ubaldo Soddu e Mario Prosperi (componenti il Direttivo della
Società Italiana Autori Drammatici). Il
premio, oltre a una somma in denaro, prevede la pubblicazione
dell’opera sulla rivista teatrale Ridotto, nonché la segnalazione del
testo presso le maggiori Compagnie teatrali italiane. Di
altissimo valore simbolico il luogo dove si svolgerà la premiazione: la
casa dove Luigi Pirandello visse gli ultimi anni della sua vita, dove
ricevette la notizia del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934 e dove
morirà il 10 dicembre 1936, dove oggi ha sede un Centro studi che ha la
finalità di svolgere un attento lavoro di monitoraggio e studio della
letteratura teatrale contemporanea.
Il
testo
racconta la breve ma intensa vita di Etty Hillesum, ebrea olandese morta
giovanissima ad Auschwitz, straordinaria figura di donna e
d’intellettuale, vissuta nel cuore del XX secolo in uno dei
suoi momenti più bui. Benché ci abbia lasciato soltanto il suo diario
e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi), Etty Hillesum
si presenta nel testo e nello spettacolo in tutta la complessità di una
giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità
profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente
agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel
campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza,
religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una
strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua
femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un
terreno gusto per la vita. Il
testo di Loffarelli ripercorre la vita di Etty Hillesum così come essa
emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto
profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche
quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di
sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità
travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua
giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella
tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere,
su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato
che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz:
Abbiamo lasciato il campo cantando! Giancarlo Loffarelli (Sezze, 1961) è drammaturgo, sceneggiatore e regista. Nel campo delle discipline dello spettacolo, collabora, a partire dal 2004 con l’Università degli Studi La Sapienza di Roma. E' stato allievo di Ugo Pirro per quanto riguarda l'attività di sceneggiatore. Ha collaborato come critico teatrale e cinematografico alla rivista Tempo presente. Sul n. 523 del giugno 1992 della rivista Sipario viene pubblicato il suo dramma Il silenzio e le voci. Pubblica in volume la commedia Opera buffa (Latina, 1994) e la commedia La donna di Boemia (Latina, 1995). Nel giugno 1995 la sua commedia Meglio questa! è in scena al Teatro dei Satiri di Roma. Presso lo stesso teatro, nel giugno 1996, è in scena la sua commedia Un albergo molto strano. Nel marzo del 1999 vince il premio come Miglior autore alla Rassegna Drammaturgia emergente con la commedia I Lieder di Schumann (giuria presieduta da Aldo Nicolaj). Nel dicembre 2000 riceve il secondo premio al Premio Vallecorsi di Pistoia con la commedia Una storia da lontano. Nel maggio del 2001 riceve, per la commedia I Lieder di Schumann, una Menzione speciale a Napoli drammaturgia in Festival (giuria presieduta da Manlio Santanelli). Nel novembre 2002, il suo testo Un altro uomo è vincitore della XXVIII edizione del Premio Nazionale di teatro Fondi-La Pastora. Nel maggio 2004, ancora con il testo I Lieder di Schumann vince il premio quale miglior autore al Premio Nazionale Giorgio Totola di Verona. La stessa commedia è stata tradotta in lingua turca per il Teatro Stabile di Istanbul e in lingua francese per l’Università di Nizza. Nel 2007 debutta presso il Teatro D’Annunzio di Latina il suo testo teatrale Se ci fosse luce (i misteri del caso Moro). Il testo viene segnalato dalla giuria presieduta da Marco De Marinis alla XV edizione del Premio nazionale per la drammaturgia Ugo Betti nel maggio 2008. Nel mese di maggio 2010, la sua commedia Meglio questa! è tradotta in lingua russa e inserita in un volume, presentato a Mosca, contenente opere di sei autori italiani, finalizzato a far conoscere alla scena teatrale russa le tendenze della nuova drammaturgia italiana.
7 febbraio 2011 Giancarlo
Loffarelli, direttore artistico dell’associazione culturale Le
colonne, ha vinto il prestigioso Premio Calcante, premio
nazionale di drammaturgia organizzato dalla Società Italiana Autori
Drammatici, con il testo ETTY HILLESUM. Il premio, oltre a una
somma in denaro, prevede la pubblicazione dell’opera sulla rivista
teatrale Ridotto, nonché la segnalazione del testo presso le maggiori
Compagnie teatrali italiane. Il
premio giunge proprio all’indomani del debutto dello spettacolo tratto
dal testo Etty Hillesum che, domenica scorsa 30 gennaio,
presso l’Auditorium Costa di Sezze, la Compagnia
teatrale Le colonne aveva effettuato. Lo
spettacolo teatrale ha ripercorso la vita di Etty Hillesum così come
essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto
profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche
quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di
sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità
travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua
giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella
tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere,
su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato
che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz:
Abbiamo lasciato il campo cantando! Con
l’Autore, sulla scena: Marina Eianti (che ha interpretato il ruolo di
Etty Hillesum), Luigina Ricci e Federico Ciarlo. Hanno completato il
gruppo di lavoro della Compagnia Le colonne Armando Di Lenola in qualità
di tecnico delle luci, Fabio Di Lenola, tecnico audio, mentre la
realizzazione dei costumi è stata affidata a Laura Giusti e Albana
Abenda. La
scena nuda era occupata, come unici oggetti di scena, da alcune valigie,
elemento metonimico che rimanda al destino nomade, alla diaspora del
popolo ebraico e, soprattutto, alle deportazioni, è il contesto in cui
l’intensa interpretazione di Marina Eianti ha dato corpo alla figura
di Etty Hillesum, alla quale hanno fatto corona gli altri attori, che si
sono calati nei panni, di volta in volta, dei parenti e degli amici di
Etty, delle vittime e degli aguzzini dell’immane tragedia che furono i
campi nazisti: lo stesso Loffarelli, nel ruolo dello psicologo Julius
Spier, Luigina Ricci, che ha interpretato, fra l’altro il ruolo di
Johanna Smelik, amica di Etty, e il debuttante Federico Ciarlo. Una
recitazione intima, alternata a una narrazione dinamica, sottolineata da
un contrappunto musicale in cui le allegre ballate di Marlene Dietrich
si sono mescolate alla Passione
secondo Matteo di J. S. Bach, è stata al servizio di un racconto
che non ha perso mai la sua tensione fino al’epilogo, che ha chiuso lo
spettacolo così come esso era iniziato: con la delicata caduta
dall’alto della lettera che Etty lanciò dal vagone piombato che la
conduceva ad Auschwitz. Un pubblico foltissimo, che ha seguito lo spettacolo in un commosso silenzio, ha poi accolto gli attori con un lungo applauso finale. In sala, anch’egli molto soddisfatto dell’operazione delicatissima realizzata dalla Compagnia Le colonne, era presente Gerrit Van Oord, responsabile per l’Italia del Centro internazionale di Studi su Etty Hillesum, che ha sede presso l’Università di Gent, in Belgio. Domenica
30 gennaio 2011 - ore
18,00
Auditorium Mario Costa presenta Etty
Hillesum di
Giancarlo
Loffarelli personaggi
e interpreti Prima
attrice MARINA EIANTI Seconda
attrice LUIGINA RICCI Primo
attore GIANCARLO
LOFFARELLI Secondo
attore FEDERICO
CIARLO regia
GIANCARLO LOFFARELLI audio
ARMANDO DI LENOLA luci FABIO
DI LENOLA trasporti ACLC www.lecolonne.net Domenica
30 gennaio 2011, alle ore 18,00 presso l’Auditorium Costa di
Sezze, la
Compagnia teatrale Le colonne presenta lo spettacolo ETTY
HILLESUM
di Giancarlo Loffarelli, in cui si racconta la breve ma intensa vita di
Etty Hillesum, ebrea olandese morta giovanissima ad Auschwitz,
straordinaria figura di donna e d’intellettuale, vissuta nel
cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui. Benché ci abbia
lasciato soltanto il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in
Italia da Adelphi), Etty Hillesum si presenta in tutta la complessità
di una giovane donna dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità
profonda, dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente
agli altri deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel
campo di Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza,
religiosità e profonda umanità, in lei coesistettero con una
strabordante voglia di vivere, con una piena affermazione della sua
femminilità a cui non erano estranei una profonda sensualità e un
terreno gusto per la vita. Lo
spettacolo teatrale ripercorre la vita di Etty Hillesum così come
essa emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto
profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche
quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di
sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità
travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua
giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella
tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere,
su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato
che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz:
Abbiamo lasciato il campo cantando! Con Giancarlo Loffarelli, che ha scritto, dirige ed è interprete dello spettacolo, sulla scena ci saranno Marina Eianti (che interpreterà il ruolo di Etty Hillesum), Luigina Ricci e Federico Ciarlo. Completano il gruppo di lavoro della Compagnia Le colonne Armando Di Lenola in qualità di tecnico delle luci, Fabio Di Lenola, tecnico audio, mentre la realizzazione dei costumi è stata affidata a Laura Giusti e Albana Abenda. Lo spettacolo è realizzato con il patrocinio del Comune di Sezze e in collaborazione con l’Associazione Araba Fenice.
L’AUTORE
Giancarlo Loffarelli (Sezze, 1961) è drammaturgo, sceneggiatore e
regista. Nel campo delle discipline dello spettacolo, collabora, a
partire dal 2004 con l’Università degli Studi “La Sapienza” di
Roma. E' stato allievo di Ugo
Pirro per quanto riguarda l'attività di sceneggiatore. Ha collaborato
come critico teatrale e cinematografico alla rivista "Tempo
presente". Sul
n° 523 del giugno 1992 della rivista “Sipario” viene pubblicato il
suo dramma Il silenzio e le voci.
Pubblica in volume la commedia Opera
buffa (Latina, 1994) e la commedia La
donna di Boemia (Latina, 1995). Nel giugno 1995 la sua commedia Meglio questa! è in scena al “Teatro dei Satiri” di Roma.
Presso lo stesso teatro, nel giugno 1996, è in scena la sua commedia Un albergo molto strano. Nel marzo del 1999 vince il premio come
“Miglior autore” alla Rassegna “Drammaturgia emergente” con la
commedia I Lieder di Schumann
(giuria presieduta da Aldo Nicolaj). Nel dicembre 2000 riceve il secondo
premio al Premio “Vallecorsi” di Pistoia con la commedia Una
storia da lontano. Nel maggio del 2001 riceve, per la commedia I
Lieder di Schumann, una Menzione speciale a “Napoli drammaturgia
in Festival” (giuria presieduta da Manlio Santanelli). Nel novembre
2002, il suo testo Un altro uomo è vincitore della XXVIII edizione del Premio
Nazionale di teatro “Fondi La Pastora”. Nel maggio 2004, ancora con
il testo I Lieder di Schumann
vince il premio quale miglior autore al Premio Nazionale “Giorgio
Totola” di Verona. La stessa commedia è stata tradotta in lingua
turca per il Teatro Stabile di Istanbul e in lingua francese per
l’Università di Nizza. Nel 2007 debutta presso il Teatro
“D’Annunzio” di Latina il suo testo teatrale Se ci fosse luce
(i misteri del caso Moro). Il testo viene segnalato dalla giuria
presieduta da Marco De Marinis alla XV edizione del Premio nazionale per
la drammaturgia “Ugo Betti” nel maggio 2008. Nel mese di maggio
2010, la sua commedia Meglio questa! è tradotta in lingua russa e inserita in un volume,
presentato a Mosca, contenente opere di sei autori italiani, finalizzato
a far conoscere alla scena teatrale russa le tendenze della nuova
drammaturgia italiana. L’OPERAEtty
Hillesum è una straordinaria figura di donna che, sia pur brevemente,
ha vissuto il cuore del XX secolo in uno dei suoi momenti più bui.
Ebrea olandese, muore ad Auschwitz. Benché ci abbia lasciato soltanto
il suo diario e le sue lettere (pubblicati oggi in Italia da Adelphi),
Etty Hillesum si presenta in tutta la complessità di una giovane donna
dall’intelligenza acutissima, dalla religiosità profonda,
dall’umanità eroica che la porta a dedicarsi totalmente agli altri
deportati durante il periodo di internamento, dapprima nel campo di
Westerbork, in Olanda e poi ad Auschwitz. Ma intelligenza, religiosità
e profonda umanità, in lei coesistettero con una strabordante voglia di
vivere, con una piena affermazione della sua femminilità a cui non
erano estranei una profonda sensualità e un terreno gusto per la vita. Lo
spettacolo teatrale ripercorre la vita di Etty Hillesum così come essa
emerge dalle sue lettere e dal suo diario, restituendoci l’alto
profilo di una donna che non perse mai la sua profonda dignità anche
quando fu fatta precipitare nel fango dei campi di internamento e poi di
sterminio. Attorno a lei, le vicende del suo popolo e dell’umanità
travolta dalla lucida follia nazista. Dai momenti felici della sua
giovane esistenza ad Amsterdam al progressivo sprofondare nella
tragedia, affrontata con lo spirito positivo che la porterà a scrivere,
su una cartolina che lascerà cadere da una fessura del treno piombato
che la porterà via dal campo di Westerbork verso quello di Auschwitz:
“Abbiamo lasciato il campo cantando!”
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