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Due
parole prima di archiviare il campionato:
Questa domenica il campionato più travagliato
dell’UCF Sezze finisce, passando alla storia, della giovane
società sportiva, come quello contraddistinto da un cambio
dirigenziale in corso d’opera che ne ha condizionato lo
svolgimento, e non a caso è coinciso con la prima retrocessione
dopo otto anni di successi e di crescita. Tuttavia la stagione
2005-2006 resta un’esperienza preziosa per il sodalizio di
Salino e compagni, che nel fondare la società, nel 1998, non
pensavano certo di poter raggiungere la serie A2. Questo sulla
carta, dunque, resta il traguardo più alto mai toccato da una
squadra di calcio dell’intera provincia di Latina. Però,
sotto altri aspetti che io prediligo, la società setina ha
conosciuto periodi migliori. Senza voler fare paragoni
inopportuni con le note vicende che in questo periodo stanno
avvelenando il calcio così detto “professionale” , voglio
sottolineare come l’UCF Sezze è sempre stata una vera scuola
di sport e di vita, così intensa e sentita che per molti
componenti del gruppo è assai difficile poter separare gli
aspetti della vita privata dagli impegni della squadra.
La stagione che oggi si conclude, secondo
me, non può solo passare alla storia come un anno nero,
dimenticando i tanti sacrifici fatti, ma deve
suonare come un monito per tutti quelli che a Sezze credono nei
valori dello sport e nel suo contenuto educativo. Da
qui, da queste semplici considerazioni, occorre ripartire, con
umiltà e con le passioni che da sempre hanno contraddistinto il
calcio femminile setino, per riportare all’interno di questa
preziosa realtà, conosciuta in campo nazionale, ogni
aspetto sociale di valore e tutti quei contenuti umani di cui
l’UCF Sezze negli anni si è sempre nutrita e distinta in un
panorama locale di degrado preoccupante. “Guardare avanti
senza dimenticare le origini” è ciò che mi sento di dire in
questo momento, ed è quello che dovrà mettere in pratica la
futura dirigenza per il bene dell’Unione Calcistica Femminile
Sezze.

Stadio
comunale L. Negrotto:
ore 15,00
Con
la Sampierdarenese a metà classifica e l'UCF Sezze oramai
retrocessa, l'incontro è stato una pura formalità. Ma per le
ragazze setine, impegnate a dare un senso a questo gruppo, è
stato molto importante verificare la voglia di stare insieme e di continuare l'esperienza sportiva
avviata nell'UCF
Sezze, anche se nella prossima
stagione si giocherà tutti in serie B.
La
cronaca:
Termina
in bellezza la stagione più deludente dell'UCF Sezze. Proprio
nell'ultima partita (peccato non sia accaduto prima) si legge un
messaggio rivolto a chiunque sta pensando al futuro del gruppo:
infatti è dai piedi del capitano storico dell'UCF, che oggi si
è tolto la soddisfazione di segnare un goal in serie A, che
arriva la rete del vantaggio al 10' del primo tempo.
Stiamo
parlando di Aurora Salino, la bimba che nel lontano 1998
chiese per regalo al padre, non una bambola, ma un pallone con
cui giocare. Ed il padre, Pino Salino, non l'ha delusa, e gli ha
regalato un'intera squadra: così nasceva l'UCF Sezze, ed il
fatto che l'ultimo punto in A2 arriva proprio dai piedi di
quella bimba sembra voler dare un'indicazione precisa per il
futuro di questo gruppo sportivo: “Guardare avanti
senza dimenticare le origini”
Per
tornare alla cronaca dell'incontro, c'è da dire che tutto il
gruppo ha giocato un'ottima partita, e solo nella ripresa le
setine hanno concesso un'occasione alle padrone di casa, che al
25' l'hanno sfruttata cogliendo il pareggio con Piaggio.
Così
va in archivio un'altra stagione di sport, di passioni e di
sacrifici, che spesso non sono considerati, ma per fortuna non
occorre un palcoscenico speciale al calcio femminile italiano,
ed il prossimo anno si ricomincerà con la stessa voglia e le
stesse ambizioni di fare bene.
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