U.C.F. Sezze

Campionato serie B 2003/2004  

| Tutte le calciatrici | Stagione 2003/04 Memorial E.Capuccilli |  

>> In risposta agli articoli pubblicati sul Portale in occasione dell'incontro UCF Sezze - AS Roma del 7 marzo 2004 e con un seguito nel servizio che anticipa l'incontro Napoli - UCF Sezze per ricordarne le conseguenze
"Ignazio non ti riconosco"

                                                        Al Portale fotografico setino

          articolo di Franco Abbenda

Ignazio non ti riconosco: il calcio femminile evidentemente ti è entrato nel sangue, e questa volta ti ha fatto perdere la calma che ti contraddistingue e l’abituale pacatezza nei giudizi.

Troppo incazzato il tuo pezzo; troppi attacchi all'arbitro...

Lo sport è anche…l'errore arbitrale, così come lo sono gli errori dei portieri, degli attaccanti e degli allenatori; questo dobbiamo avere il coraggio di raccontare ai giovani che si avvicinano allo sport.

Lo so che è molto facile dirlo a mente fredda, non avendo assistito direttamente agli scempi della coppia arbitrale da te riportati nel pezzo incriminato. Ebbene, proprio per questo mi sarei aspettato che a distanza di qualche giorno tu potessi, e volessi, cambiare registro e moderare i toni. Invece nel tuo nuovo pezzo sullo stesso argomento, evidentemente ancora frastornato dal grave infortunio della calciatrice setina, hai di nuovo usato termini insolitamente duri ed offensivi per l’operato dell’arbitro, non tralasciando di stigmatizzare i comportamenti cinici della società ospite. 

Ci vai ancora giù pesantemente scrivendo:

A determinare il grave incidente occorso a Claudia non è stato un tragico errore ma la scellerata conduzione di gara dell'arbitro che domenica 7 marzo ha letteralmente istigato le calciatrici della AS Roma ad un comportamento per nulla sportivo”.

Ognuno di noi reagisce in maniera diversa ai presunti torti arbitrali, anche a seconda del ruolo che ricopre durante la gara: le calciatrici in un modo, i tifosi in un altro; i dirigenti in panchina diversamente dai genitori in tribuna.

Il tifoso a casa molte volte si lascia andare eccessivamente nei giudizi su arbitro ed avversari, coinvolgendo spesso anche il tempo libero delle mogli degli arbitri…

Non ti nego che anche a me, sul campo o in panchina è capitato di eccedere…

Ma a mente fredda no, non deve succedere!

E soprattutto non deve succedere a chi commenta gli eventi sportivi, soprattutto se lo fa “pacatamente”, a casa e dalla tastiera di un computer.

Lo Sport che più mi interessa, come cittadino, è…quello che contribuisce a far crescere meglio i giovani, anche e soprattutto quando si tratta di spiegar loro come accettare una sconfitta, anche se immeritata…

Strano che quando le “nostre” squadre vincono di misura, nelle “nostre” cronache non si accenni minimamente alle decisioni arbitrali, o alle proteste delle squadre ospiti. Quando vinciamo…l’arbitro ha fatto bene il suo dovere, mentre per le sconfitte c’è sempre un capro espiatorio col fischietto su cui far ricadere le colpe.

Bisogna decidere se gli arbitri sono sempre l’elemento più importante di una gara (ed avere il coraggio di dirlo sempre, anche se ci hanno favorito negli episodi), o se invece intendiamo occuparci solo di sport giocato, di belle azioni o di duelli all’ultimo sangue, accettando l'errore dell'arbitro come fisiologico e non pianificato, alla stregua dei cattivi rimbalzi sul terreno di gioco o di un palo a portiere battuto.

Questo è lo sport che amo.

Ignazio, se io fossi minimamente convinto che qualcuno in alto decide per tutti, a tavolino, l'esito delle partite, siano essi arbitri, dirigenti federali o chiunque altro...passerei ad occuparmi di filatelia e di vecchi LP. Come cambierei hobby se solo pensassi che “gli avversari” siano mossi da passioni diverse dalle mie, e che si trasformano in “nemici” solo perché in campo hanno le maglie diverse dalla mia. Io invece credo ancora nella lealtà sportiva di tutti quelli che si occupano di sport, arbitri compresi.

Sempre il solito complotto? Arbitri ed avversari uniti ad intralciare il cammino faticoso di chi vuole emergere solo con le proprie forze?

Ma no; non posso credere che in questo sport non ci sia più spazio per i sentimenti nobili che lo fanno amare da ricchi e poveri, bianchi e neri, uomini e donne di ogni angolo della terra. Molto più probabilmente si sarà trattato di una giornata storta dell’arbitro, magari favorita dall’eccessivo agonismo che una squadra ancora in corsa per la vittoria finale può mettere in campo. Non potrebbe essere questa una lettura più vicina a quanto avvenuto al Le Fontane? 

Intendiamoci, il giornalista deve sempre segnalare il presunto errore arbitrale o il gioco falloso di una delle squadre; ma deve anche saper riflettere a mente fredda. Non si può pensare di far crescere i giovani offrendo loro una chiave di lettura a senso unico.

Le società sportive veramente interessate all’aspetto educativo dell’agonismo in campo si riconoscono dagli esempi che offrono ai giovani; ed il giovane deve sapere che per migliorare le performances domenicali, c’è solo la strada del lavoro durante la settimana, nel silenzio dei campi e delle palestre minori; solo migliorando la propria tecnica individuale e l’affiatamento del gruppo si può sperare di invertire la rotta.

Contattare i personaggi giusti in Federazione, ammorbidire gli arbitri o fare i furbi e truffaldini in campo, simulando o compiendo gesti antisportivi, sarebbero scorciatoie diseducative al massimo livello per un giovane, e potrebbero rivelarsi perfetti alibi da usare al bisogno solo per giustificare insuccessi non preventivati.

E per esperienze diretta posso dirti che nulla è più educativo di una sconfitta sul campo. Le vittorie sono belle ma indeboliscono, mentre le sconfitte aiutano a lavorare di più.

D’altro canto la brillante parabola sportiva dell’UCF, nata dalla passione e dall’entusiasmo di pochi ed arrivata a livelli inimmaginabili solo qualche anno fa, ha catturato l’attenzione di noi tutti, te compreso, proprio perché ha saputo fare dell’allegria e della compattezza di un gruppo di atlete e di dirigenti la molla giusta per lavorare nel silenzio dei pochi mezzi a disposizione durante la settimana, per provare a dimostrare sul campo domenicale tutta la voglia di fare sport. Non è questo il vero successo dell’UCF?

Quei caratteri cubitali che hai usato per il commento alla gara dell’UCF con la Roma, avrei preferito vederli usati (per esempio) per un’analisi comparativa delle risorse economiche che vengono investite a Sezze per le attività agonistiche delle società di vertice, rispetto ai pochi spiccioli riservati alle giovani leve setine (i figli di sezzesi o la nuova generazione di ragazzi venuti dall’est e dal sud del mondo e già sezzesi anche nell’idioma) per far praticare loro una sana ed auspicabile attività sportiva. Troppo spesso si ricorre alla buona volontà di pochi ed ai mezzi messi a disposizione dei genitori, per garantire una decenza organizzativa alle trasferte domenicali; per loro solo le briciole di una tavola bandita per altri.

Campioni da medaglia olimpica ne nascono pochi si sa, ma le nostre città avrebbero più bisogno di giovani che fanno sport lontani dagli assilli di una vittoria ad ogni costo. 

O no ?

18 marzo 2004

                                                                           Franco Abbenda

 

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