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A.S. Atletica Setina |
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Gara
podistica 9 novembre 2008 |
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Maratona di Livorno 42,195 Km |
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Momenti
di gloria di Roberto Fratarcangeli Domenica 9 novembre, in una splendida giornata autunnale, si è svolta a Livorno l’omonima maratona. Per chi non fosse proprio esperto di podismo, occorre dire che la maratona è una gara che misura 42,195 km, e che ogni domenica, in giro per il mondo, si svolgono svariate maratone, partecipate quanto la più famosa maratona di New York. Una nutrita schiera di podisti sezzesi, guidati dal Dott. Giancarlo Tufo, presidente dell’Atletica Setina, ha preso parte alla gara. La compagine setina era composta, oltre che dal già citato Giancarlo Tufo, da Antonella Bruschi, Salvatore Molinari, Andrea Archilletti che correvano per la maratona, Pietro Panfilio e Lidano Di Bella che partecipavano alla mezza maratona e da Roberta Savelli e Catia Pupatello che hanno preso parte alla gara di 10 km. Affermazioni cronometriche di gran valore tecnico sono state ottenute da Salvatore Molinari, alla sua quarta maratona, e da Andrea Archilletti, all’esordio nella maratona. Preparatisi con duri allenamenti, sono riusciti a coronare il sogno di ogni podista che è quello di chiudere la maratona sotto le tre ore. I due fortissimi atleti setini hanno condotto con saggezza e attenzione la gara senza sbagliare mai il ritmo di corsa. Perfetto il passaggio alla mezza maratona e conclusione in crescendo, sintomatico di una perfetta preparazione. Salvatore ed Andrea, che hanno corso insieme tutta la gara, hanno così chiuso la maratona di Livorno con uno straordinario riscontro cronometrico, 2ore58 minuti, piazzandosi alla 25a e 26a posizione assoluta.
Cosa comporta correre la maratona a ritmi così elevati? Rispondono Molinari e Archilletti: “Dietro risultati di questo tipo c’è un duro allenamento che si sviluppa nei tre mesi precedenti la gara. Ore di allenamento, inanellando giri su giri sulla pista di atletica dello stadio A. Tasciotti di Sezze. E poi freddo, vento e pioggia. Chi ama questo sport non si lascia fermare tanto facilmente dalle avverse condizioni climatiche. Dubbi e incertezze ti colgono durante la preparazione quando senti che lo stato di forma non è dei migliori e la stanchezza ti indurisce i polpacci non consentendoti di essere brillante nel gesto atletico. Duri test alle mezze maratone e nelle gare di 10 km, che si svolgono in tutta la regione e non solo, per saggiare lo stato di forma. Dieta ferrea e difficoltà a conciliare la propria vita famigliare con gli allenamenti contribuiscono a rendere ancora più difficile le cose. E allora ci si allena la mattina alle prime luci dell’alba o la sera tardi, dopo il lavoro, nell’oscurità dello stadio comunale.
Man mano che il tempo che separa dalla gara si riduce, l’incertezza cresce perché la stanchezza aumenta. Occorre considerare che per preparare una maratona si arriva a correre anche 150 km in una settimana. Le lunghe distanze (si corrono più volte i 36 km) fatte in allenamento a 4min15s a km lasciano il segno in un corpo che vorrebbe solo fermarsi ma che è soggiogato dalla forza della mente e dalla passione che insieme vogliono veder realizzare il sogno. E poi le ripetute e i progressivi che ti fanno battere il cuore in gola a sembrar quasi che questo voglia saltarti fuori dal petto. E poi il traguardo di Livorno, dove lo speaker ufficiale della gara, all’ingresso dello stadio annuncia il nostro arrivo con l’enfasi dell’addetto ai lavori che capisce cosa significhi correre la maratona sotto le 3 ore. Presi dall’emozione, con tutto il pubblico che ci applaudiva, io e Andrea continuavamo a guardarci l’un l’altro quasi increduli di quello che eravamo riusciti a fare. Guardavamo i nostri cronometri da polso e ci sembrava irreale leggere che dal momento dello start erano passate “solo” 2ore e 58 minuti, eppure era così. Sulla linea di arrivo il grosso cronometro ufficiale confermava il risultato e un abbraccio fraterno, tra me ed Andrea, suggellava un’esperienza che resterà per sempre nei nostri cuori e nella nostra memoria”. Un grosso apprezzamento va rivolto al Dott. Giancarlo Tufo, presidente dell’Atletica Setina, che in questi primi mesi di direzione dell’associazione ha saputo dare nuovo vigore all’attività agonistica non sempre messa in primo piano nella precedente direzione.
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26 settembre 2008 Giancarlo Tufo è il nuovo Presidente dell´Atletica Setina
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Gara
podistica 11 maggio 2008 |
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Pisamarathon 42,195 Km |
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Pisamarathon
2008, la mia maratona di
Salvatore Molinari
La
preparazione Forse
il bello (ma anche la parte più dura) della maratona è la preparazione:
impegnativa, lunga, faticosa anche psicologicamente, con mille pensieri
nella testa ed un solo obiettivo: quei 42.195 metri da percorrere nel
minor tempo possibile. Si impara , a stare con se stessi, a soffrire ma
poi ad essere soddisfatti del lavoro fatto, sentirsi migliorare
lentamente, parlare con i compagni più o meno esperti sempre pronti a
dare consigli, scegliere una strategia di allenamento e di gara non
sapendo bene come il proprio corpo e la propria testa reagirà. Si
comincia, a lavorare, e tra allenamenti medi, veloci, lenti,
variazioni,salite e lunghi si avvicina la gara…
La
scelta del tempo di gara Settimana
dopo settimana la forma migliora, i tempi e le sensazioni sono positivi,
comincio a pensare a quanto posso fare la maratona, che ritmo di gara
darmi…. troppo piano significherebbe avere poi rimpianti alla fine,
troppo forte scoppiare prima che appaia la mitica Torre Pendente… la
scelta è importante, alla fine una buona prova sui 36km
(4’26’’/Km) mi fa optare per provare ad arrivare al traguardo
sotto le h3,10. Roberto che conosce le maratone come nessun altro mi
rassicura dicendomi che quel ritmo è tranquillamente alla mia portata.
In verità lui sà che non sarà così facile ma non me lo dice. Mi
convinco che posso farcela. Quando arriverà la crisi, (perché arriverà)
terrò duro !
Gli
ultimi giorni L’ultima
settimana, doveva essere la settimana di scarico, cioè la settimana più
piacevole, fatta di piccole sedute di allenamento che servono a farti
arrivare fresco all’appuntamento clou, ma di mezzo c’è la gara di Sezze da onorare, devo decidere se
partecipare al 7° Trofeo Città di Sezze di 10 km o concentrarmi e
completare la preparazione in vista della maratona di domenica prossima.
Decido di correre a Sezze, la gara risulterà durissima. Dolori alle
gambe e stanchezza la fanno da padroni nei primi giorni della settimana.
Cerco di rimediare corricchiando a ritmo lento fino a mercoledì,
giovedì venerdì e sabato riposo poi domenica…. si vedrà.
La
vigila Sabato
ore 7 partenza da Sezze per Pontedera luogo di partenza della maratona.
I compagni di viaggio e di squadra Roberto, Sisto, Alberto, Vincenzo,
Agostino Antonella e Simona mi fanno sembrare questa trasferta una
simpatica gita scolastica. Arriviamo in albergo per l’ora di pranzo.
Oggi è anche giorno di ritiro pettorali e pacchi gara, alle 17 quindi
ci trasferiamo all’Expo di Pisa; alle 18,30 il pasta party; si inizia
ad entrare nel clima pre-gara. Di nuovo a Pontedera per la nanna, se ci
si riesce. Roberto ostenta tranquillità e questo mi preoccupa non poco.
Pre
gara, 11
maggio ore 3,40 Sono
sveglio ormai da dieci minuti, mi giro nel letto e cerco di sentire come
stanno le gambe, non ho più sonno ma non ho voglia di uscire dal letto.
Roberto nell’altro lato della stanza sembra far finta di dormire. La
sveglia mi lascerebbe ancora due ore di sonno ma ormai il pensiero è
alla gara, finalmente è arrivato il giorno fatidico, il giorno della
maratona il giorno della verità ! La
precedente maratona, il 16 marzo a Roma era stata un incubo,
durissima, conclusa con delusione al di sotto delle aspettative e con i
crampi a farmi compagnia dal 38° km fino al Colosseo. Va bene…,
allora mi alzo ! Farò una bella colazione lentamente, come piace a me:
the biscotti e marmellata (portati da casa), alle 7,15 ci avviamo verso
la zona di partenza, un po’ di riscaldamento, qualche allungo, le
ultime raccomandazioni di Roberto; a questo punto dobbiamo dividerci,
lui ha un pettorale più basso e partirà davanti insieme agli altri top
runners. Cerco di concentrarmi un po’ sulla gara, di ritrovare in me
quelle motivazioni che mi hanno spinto ad iscrivermi alla gara. Manca
qualche secondo al via, Roberto si gira cercando di incrociare il mio
sguardo, un cenno di intesa pronti…via!
La
gara, ore 8,30 Parto
tranquillo, inutile agitarsi, anche se non ho molta fiducia di riuscire
nel mio obiettivo, meglio partire con calma e poi vedere strada
facendo… riesco a mettermi comunque sul mio tempo di
riferimento,4’25 - 4’30 al km. Le sensazioni iniziali sembrano
buone, le gambe vanno, la testa pare esserci, andiamo, allora ! Al primo
rifornimento subito bevo due sorsi, mi sono imposto di bere poco ma di
non saltare né rifornimenti né spugnaggi… Il ritmo che ho è buono,
mi viene spontaneo,passiamo in mezzo ai centri storici di Calcinaia,
Vicopisano Cascina, Navacchio ed è già passata piacevolmente metà
gara in h1,34, perfetto; mi sento un computer! Cerco di tenere il passo
di un gruppetto davanti a me che da l’impressione di conoscere bene il
percorso. Inizia la salita che conduce a Calci……..sulla carta
sembrava più facile, la velocità diminuisce, la fatica comincia a
farsi sentire. Al 29° inizia la discesa ma
inizia anche una leggera crisi energetica e muscolare. Il
gruppo che ho davanti sembra che fatichi meno di me ma non devo
mollarlo, devo stringere i denti. Adesso le endorfine iniziali lasciano
lo spazio alla fatica e ai cattivi pensieri. Penso comunque che non sono
venuto fin qui per poi mollare al 35°. Troppo facile tirare i remi in
barca adesso, che scusa potrò accampare ai
miei amici? Che ho avuti i crampi? No, sarebbe stato più credibile
ritirarsi a metà gara, ora qui
si deve continuare. I km passano lentamente, i pensieri negativi vanno e
vengono ma non mollo; le gambe che ti supplicano di fermarti, la testa e
il cuore di continuare. Arriviamo al 38° Km ne mancano solo 4, cosa
vuoi che siano 4 km, la mente và al circuito intorno allo stadio “Le
Fontane” dove ogni giorno mi alleno, quante volte ho fatto quei 4
km….continuo a superare persone, ce l’ho quasi fatta. Siamo ora
dentro al centro storico di Pisa intorno al 40° km, in cuor mio spero
di vedere apparire Simona venirmi incontro per accompagnarmi con il suo
incitamento ed i suoi consigli in questi 2 ultimi km, perché lei lo sa
come ci si comporta a questo punto della gara; ma Simona non c’è, non
può esserci, perché in quel momento si trova all’infermeria della
Croce Rossa ad assistere Roberto ricoverato a causa di una dolorosa
colica intestinale che lo aveva colpito durante la gara ma che comunque
non gli aveva impedito di portare eroicamente a termine la sua 17°
maratona sotto le 3 ore. Mitico! Ormai dovrebbe mancare davvero poco, la
gente mi incita, le forze sembrano ritornare, qualcuno
dell’organizzazione mi urla che mancano solo 500 mt, sembrano non
passare mai. Migliaia di persone a fare il tifo, la pelle d’oca, gli
ultimi metri, aspetto il segnale del 42esimo chilometro… non arriva più….
Vedo Alberto che mi incita, più in là Sisto e Vincenzo che mi dicono
che è fatta, entro in Piazza dei Miracoli vedo la Torre,ritornano le
“cristagliere” (endorfine), s’intravede il traguardo; duecento
metri, vedo in lontananza il timer che segna h 3,11 aumento il ritmo non
voglio che passi un altro minuto…ormai è fatta, una soddisfazione
incredibile mi pervade… alzo i pugni al cielo… per me questa è una
grande vittoria… una prova di determinazione e carattere, voluta
fortissimamente, sofferta ed ora conquistata…. Il tempo netto è di 3h
11 48’’, due minuti sopra il mio obiettivo è andata comunque
bene… mi mettono al collo
la medaglia è stupenda non la tolgo più…. abbraccio chiunque mi
capiti davanti, sono felicissimo… non so quanto durerà ma vorrei che
durasse il più a lungo
possibile.
Il
dopo
gara Questa
volta non ho rimpianti, ho dato tutto quello che avevo. Beh, un po’ mi
dispiace che al traguardo non ci fossero ad aspettarmi Catia Elena e
Giuseppe, avrei voluto sentire il solito urlo di Giuseppe “forza papà
che ce l’hai fatta!”. Sarà per la prossima volta.… I
miei amici non sportivi probabilmente se lo chiedono da tempo: “ma
perché lo fa?” o “ma chi glielo fa fare?” o “n’tè
gniente da fa!” o “s’ammattito! Difficile
rispondere a parole, difficile spiegare a chi è fuori da questo mondo o
a chi non ha mai sentito il bisogno di mettersi alla prova e
misurarsi…forse leggendo questo resoconto potranno avvicinarsi a
quello che ho provato, oppure continueranno sempre a chiederselo. Ciao
a tutti, Salvatore
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