Legambiente

 I Tesori dei Lepini 2002

il Convegno

“I Prodotti Tipici, una corretta alimentazione e una risorsa economica  per il  comprensorio dei Lepini”.

Le condizioni meteorologiche hanno senz’altro condizionato l’importantissima manifestazione alla quale dovevano partecipare 52 espositori, di cui solo 20 hanno deciso di sfidare il mal tempo. In questo modo i locali messi a disposizione da “Setina Sementi”,particolarmente adatti, hanno ospitato un interessante quanto affollato convegno. In pratica quasi tutti i presenti hanno seguito con interesse i numerosi relatori.

Apre il convegno Gustavo Giorgi, Presidente del circolo “Monti Lepini” di Legambiente nonché principale artefice della manifestazione “I Tesori dei Lepini” alla sua seconda edizione. L’assessore comunale Serafino Di Palma, presidente della Commissione Assetto Territoriale del comune di Sezze, ha aperto i lavori con un argomento specifico, da tempo punto cardine del nostro territorio; la s.s. 156 ed il suo ampliamento a singhiozzo che non convince gli amministratori. La parola passa a Domenico Guidi presidente della XIII Comunità Montana che rilancia il progetto del parco nazionale della Semprevisa, illustrandone i vantaggi di cui beneficerebbe tutta l’area dei monti Lepini.

Al presidente di Legambiente Lazio, Maurizio Gabbiotti, tocca il compito di entrare nello specifico per quel che riguarda la salvaguardia dell’ambiente e la custodia del territorio. Sottolineando come queste porterebbero molti benefici nei settori produttivi e una forte ricaduta su tutta l’economia locale. Dopo l’intervento sull’alimentazione e gli effetti che questa ha sull’uomo, tenuto da Giancarlo Marchionne, è toccato al sindaco Giancarlo Siddera e al presidente Giovanbattista Giorgi tentare alcune risposte alle tante questioni messe sul tavolo dagli esperti. Questioni che da sempre affliggono il nostro territorio e ne impediscono lo sviluppo. Giorgi ha descritto le strade provate nel passato portando ad esempio lavori editoriali che descrivono alcuni prodotti agricoli della zona, ma ha dovuto ammettere che i risultati sono stati deludenti.

Ad illuminare la platea è arrivata Rossella Michelotti, agronoma e vice presidente dell’associazione “Agricoltori Custodi” della regione Toscana. I progetti esposti e applicati con successo da venti anni in questa regione non lasciano spazio ad interpretazioni: unire le diverse componenti sociali, convergere su un programma comune, sviluppare le varie parti per aree di competenza ed infine presentare il lavoro univoco ai politici. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, in Toscana ma anche in altre regioni d’Italia, la difesa dell’ambiente e dei prodotti autoctoni sono un volano economico impareggiabile.

Ad interrompere le preziose parole di Michelotti, inesauribile fonte di sapere, è giunto un fastidioso quanto inopportuno problema di parcheggio che a Sezze non è nuovo. Alcuni espositori, vista la cattiva giornata e i molti spazi vuoti lasciati dagli assenti, hanno preferito tenere le automobili lungo il viale fieristico anche dopo l’orario a loro consentito. Sono state elevate diverse multe e rimosse le auto. Gli interessati hanno lamentato un eccesso di fiscalità applicato nei loro confronti, visto che non sussisteva il reato di intralcio al traffico.

Tutto questo ha disturbato il convegno che è proseguito con la relazione del responsabile CNA, Antonella Masocco, e con la presentazione del lavoro della scuola media “Valerio Flacco” esposto dal preside Titta Raimondi e di cui riporto la Prefazione e la Presentazione in questo spazio. Concludendo credo che, nonostante la pioggia, da questa seconda edizione di “I Tesori dei Lepini” sia uscito chiaro il messaggio del crescente interesse attorno a temi potenzialmente capaci di trasformare il nostro territorio.

Qui di fianco le foto con i principali relatori che hanno dato vita ad uno dei convegni più importanti che si sono tenuti nel nostro paese. Questa è la mia opinione e quella degli organizzatori della manifestazione. Certamente c'è ancora da lavorare molto, e questo si avverte nelle parole degli amministratori ancora poco convinti. Mettere al centro dei progetti l'ambiente, i prodotti tipici e la cultura locale sa ancora troppo di folclore e poco di risorsa economica.

Molto dipende anche dagli artigiani e dagli imprenditori, coinvolti dalle associazioni non certo per caso, ma seguendo un progetto ben preciso. Quello che ha avuto successo in altre regioni d'Italia come la Toscana.