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Ufficio
Stampa
Setini Indipendenti
Consoli
Alessandro
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"Obiettivo:
Agricoltura Moderna e PIanificata"
10
maggio 2007
Consoli:
l’Agricoltura può rinascere, ma dobbiamo programmare il
futuro
La
lista civica Setini Indipendenti, del coordinatore Giuseppe
Reginaldi, organica della coalizione Sezze che Cambia guidata da
Lidano Zarra, analizza la crisi del settore agricolo e propone
soluzioni importanti. La crisi che attraversa il nostro settore
Agricolo ha radici lontane, spiega il coordinatore del programma
Consoli, dovute a 30 anni di politiche sbagliate da parte delle
precedenti amministrazioni di sinistra, che ci hanno lasciato un
settore agricolo in uno stato d’arretratezza tale da renderlo
incapace di cogliere le opportunità che il mercato gli
proponeva. Quello che vediamo oggi, è un assoluto degrado delle
aree rurali dove le strade sono fatiscenti e la qualità dei
servizi è approssimativa (rete idrica e fognaria incompleta,
trasporti pubblici scarsi, strutture ludiche e sportive
inesistenti, ecc.), e un tessuto associazionistico alquanto
debole che non ha permesso, nel corso degli anni, lo sviluppo
delle cooperative, che sappiamo essere un soggetto privilegiato
nella contrattazione con la GDO (Supermercati ed Ipermercati).
E’
chiaro che, in questa situazione sconcertante, sia il pubblico
che il privato debbano rimboccarsi le maniche e fare ognuno la
propria parte; l’amministrazione comunale riqualificando le
aree rurali rendendole più’ accessibili, decorose e vivibili
evitandone così lo spopolamento, e gli agricoltori costituendo
e gestendo direttamente aziende agricole in grado di innescare
un processo che va’ dalla produzione di qualità alla
trasformazione e commercializzazione del prodotto agricolo, fino
ad arrivare alla ricezione agrituristica.
Questo
tuttavia non può bastare, spiega Consoli, perché per elevare
lo standard qualitativo dei nostri prodotti e rimanere al passo
con i tempi bisogna investire in ricerca, formazione
professionale e qualità attraverso la realizzazione di un Consorzio
Tecnologico Agroalimentare, finanziabile attraverso i fondi
stanziati nel PICO (Piano per l’Innovazione, la Crescita e l’Occupazione), nel PSR
(Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013) e con i FESR (Fondi
Strutturali Europei 2007-2013).
IL
suo obbiettivo consisterà principalmente nello sviluppare
un’agricoltura moderna, che sappia conservare e migliorare le
produzioni tradizionali, combinando produttività e protezione
ambientale attraverso avanzate tecnologie e nuove modalità
organizzative; un impegno, in termini di strategie e di risorse,
teso al raggiungimento della massima qualità dei prodotti
agroalimentari, realizzando il cosiddetto Trasfert Tecnology
(trasferimento tecnologico) verso le imprese e supportandole
nelle loro azioni lungo l’intero processo produttivo
(produzione, trasformazione, commercializzazione e
riconoscibilità di prodotto). Ricordiamo, infatti, che
la crisi del settore agricolo non si può risolvere solo facendo
qualità e sicurezza alimentare perché è pratica ormai
diffusa; bisogna diversificare il prodotto di qualità che si
produce, legarlo al territorio, tutelarlo e promuoverlo.
E’
per questo che il Consorzio dovrà effettuare il servizio di
certificazione di conformità dei prodotti che si identifica
come uno strumento per valorizzare e salvaguardare il prodotto
dalle crisi di mercato, spendibile dalle nostre aziende per
posizionare sul mercato prodotti con "trasparenza di
filiera" contraddistinti da peculiarità sempre più
aderenti alla richiesta di elevati standard qualitativi da parte
dei consumatori.
Gli interlocutori principali del Consorzio, in termini di
proposte e incentivi alle attività dovranno essere la Regione
Lazio per gli aspetti legislativi e programmatici, l’Università
Pontina e l’Istituto di Agraria di Latina, per gli aspetti
scientifici; dovrà inoltre attuare sinergie con altri enti ed
aziende operanti nel settore agroalimentare al fine di
incentivare la nascita di nuove produzioni.
Siamo
altresì convinti, conclude Consoli, che i finanziamenti a tasso
agevolato e gli stati di crisi permanenti del settore,
sbandierati da alcuni, non servono a nulla se non sono
accompagnati da una politica di investimenti in infrastrutture e
in tecnologia; contrariamente ciò servirebbe solo a prolungare
l’agonia dei nostri agricoltori che si troverebbero a dover
far fronte inevitabilmente a debiti su debiti. |