La Passione 2013  31

 Il Sinedrio - Nicodemo

«È meglio che un uomo solo muoia per il popolo»

Il Sinedrio di Gerusalemme era l'organo preposto all'emanazione delle leggi ed alla gestione della giustizia. Le opinioni venivano discusse prima delle votazioni ma le opinioni in minoranza non venivano scartate e non erano proibite: semplicemente l'opinione di maggioranza diventava vincolante.
Il Sinedrio era l'unico organismo che poteva infliggere la pena di morte: poiché oggi questo organismo di giudizio non esiste, tale pena, seppure contemplata, non può essere applicata. Bisogna comunque e sempre tenere a mente che la pena di morte, anche in presenza del Sinedrio, è pressoché inapplicabile ed è più un rafforzamento del valore della vita che un mezzo per privarne qualcuno. Il Talmud testimonia che un Sinedrio che decretasse la pena di morte ogni 70 anni veniva considerato eccessivamente severo.
Caifa fu sommo sacerdote e capo del sinedrio ebraico dall'anno 18 al 36 d.C. Ricoprì tale carica ai tempi di Gesù Cristo e, secondo i Vangeli, fu artefice del complotto che portò all'arresto e alla crocifissione di Gesù. Nei Vangeli Caifa viene nominato all'inizio della vita pubblica di Gesù e soprattutto durante la passione di Gesù. L'evangelista Luca, iniziando a presentare la vita pubblica di Gesù e cercando di inquadrare storicamente gli avvenimenti, dice nel suo vangelo:
«Nell'anno decimoquinto dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto» (Luca 3,1-2) 
Menziona i sommi sacerdoti Anna e Caifa, come se entrambi avessero detenuto contemporaneamente questa carica. In effetti Caifa era succeduto allo suocero Anna nella carica di sommo sacerdote.
Durante la passione di Gesù i Vangeli raccontano che Gesù fu arrestato per iniziativa dei sommi sacerdoti e del sinedrio i quali pagarono Giuda perché lo tradisse. Dopo l'arresto Gesù fu condotto prima da Anna e poi da Caifa. Non potendo il sommo sacerdote ed il sinedrio comminare la pena di morte, essi si rivolsero quindi al governatore romano Ponzio Pilato per richiederne la condanna a morte.
Restano famose le parole attribuite a Caifa:
«È meglio che un uomo solo muoia per il popolo» (Giovanni 18,14) 
nelle quali afferma di preferire la morte di un singolo uomo alla rovina di un intero popolo.
Ancora all'inizio degli Atti degli Apostoli Caifa viene ricordato come sommo sacerdote insieme ad Anna e ad altri due personaggi di nome Giovanni ed Alessandro:
«Il giorno dopo si radunarono in Gerusalemme i capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti.» (Atti 4,5-6) 

Dallo scioglimento del Sinedrio, in epoca bizantina (circa il IV sec. E. V.), per la discussione della Legge e la soluzione delle diverse questioni quotidiane ci si rivolgeva al Rabbino, od ai rabbini della città, nominati dai Rabbini precedenti in tutte le epoche e in tutti i luoghi. I Rabbini, costantemente in contatto tra loro, discutevano sulle domande che venivano poste loro e tenevano traccia di tutte le risposte: questa pratica ha dato vita ad un nutritissimo archivio di Sheeloth uTshuvoth (lett. Domande e risposte).
In tutte le comunità ebraiche del mondo è tutt'oggi presente un ufficio rabbinico che si occupa della gestione dei problemi quotidiani mentre parte dei compiti svolti da Sinedrio sono ora stati presi in carico dal rabbinato centrale di Gerusalemme sebbene durante la storia varie entità si siano fatte carico di queste incombenze.

«È meglio che un uomo solo muoia per il popolo»

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