La Passione 2013  5

 Abramo

Abramo, sulla cui vocazione si fonda la storia del popolo d’Israele, 

nella sua trasmigrazione da Ur dei Caldei verso Haran

Secondo la Bibbia, Abram era un pastore che viveva nella città di Ur con la propria famiglia e la moglie Sarah. Ormai anziani, Abram e Sarah non erano riusciti ad avere figli. Un giorno Dio parlò ad Abramo ordinandogli di lasciare la sua terra e di dirigersi nel paese che Lui gli avrebbe indicato (2096 a.C.). Abramo obbedì: radunò la carovana delle sue greggi e i suoi servi e partì con sua moglie e suo nipote Lot. Quando arrivò nel paese di Canaan o Palestina, Dio gli apparve in un luogo chiamato Betel e gli fece la promessa che quella terra sarebbe appartenuta alla sua discendenza.
È curioso notare come Abram, all'oscuro della legge di Dio, che sarebbe stata dettata nel decalogo a Mosè, fece qualcosa che per un personaggio biblico può sembrare strana: a causa di una carestia, il patriarca fu costretto a recarsi in Egitto. Temendo di essere ucciso e derubato dei suoi beni e di sua moglie dagli egiziani, fece credere alla corte del Faraone che si trattasse non della propria moglie ma di una sorella. Il Faraone, per riguardo a Sarai (che la Bibbia descrive come una donna di grande bellezza) fece trattare con ogni onore Abram, invece di ucciderlo per sottrargli la moglie. Quando il fatto fu scoperto, il Faraone fece allontanare Abram dall'Egitto.
Abram tornò nel Negheb dall'Egitto, dove si separò dal nipote Lot, poiché le rispettive mandrie non avevano abbastanza spazio. Lot si trasferì nelle vicinanze della città di Sodoma. Nello stesso luogo dove tempo prima Dio gli parlò, ebbe una nuova rivelazione da Dio: in lui sarebbero state benedette tutte le genti [cosa che trova il suo compimento nella futura nascita del Messia dai suoi stessi discendenti, gli avrebbe concesso una discendenza numerosa come le stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare.
Nella Bibbia è citata una campagna militare alla quale Abram prese parte per salvare Lot, che era stato preso come prigioniero dai nemici di Sodoma e Gomorra. Abram riuscì a sconfiggere in battaglia i nemici di Sodoma e recuperare il nipote. In questa occasione appare la figura di Melchisedek, il primo sacerdote di Dio, re di Salem ( Gerusalemme ), che benedice Abramo al suo ritorno. Molti padri della chiesa vedono in Melchisedek, che offre a Dio il pane e il vino, un presagio dell'Eucarestia istituita da Gesù.
In una nuova visione Dio confermò ad Abramo l'Alleanza, che si sarebbe estesa a tutta la sua discendenza. Sarai era sterile ed avanti negli anni, quindi Abram ritenne opportuno avere un figlio con la propria schiava egiziana Agar, che chiamò Ismaele. Ma Dio appare nuovamente ad Abram tredici anni più tardi, confermando che Sarai gli avrebbe dato un figlio legittimo nonostante l'età avanzata. Cambiò inoltre il nome di Abram in Abraham e quello di Sarai in Sara. In questa occasione Dio dettò anche il precetto della circoncisione, come segno dell'alleanza di Abramo e della sua casa a Dio.
In seguito, un giorno, Abraham vide davanti alla sua tenda tre uomini e li invitò a riposarsi. Diede loro dell'acqua per lavarsi i piedi e Sarah preparò delle focacce e del vitello da mangiare. I padri della chiesa vedono in questi tre viandanti una rivelazione della trinità. Essi si riposarono e mangiarono. Al momento di andare via, assicurarono che Sara, l'anno successivo, avrebbe avuto un figlio. Sarah, all'udire queste parole si mise a ridere, perché era troppo vecchia per avere un bambino. Allora i viandanti risposero dicendo che niente è impossibile a Dio. Sul punto di andarsene, i viandanti rivelarono ad Abraham la volontà di Dio di distruggere Sodoma e Gomorra. Abraham intercede allora per i giusti che sarebbero morti insieme agli empi, e ottiene da Dio la promessa che se anche ci fosse stato un solo giusto in tutta Sodoma e Gomorra, egli si sarebbe salvato.
L'anno dopo, a primavera, Sarah ebbe un figlio e lo chiamò Isacco, cioè «sorriso di Dio». Quando Isacco era già un ragazzo, Dio mise alla prova Abramo: gli disse di andare su un monte e di sacrificare il suo unico figlio. Abramo, seppur a malincuore, accettò. Mentre legava Isacco per il sacrificio, però, apparve un angelo che disse ad Abramo di non far male a suo figlio e che Dio aveva apprezzato la sua ubbidienza, benedicendolo "con ogni benedizione".
Abramo venne seppellito vicino a sua moglie Sara nel campo di Macpela, vicino a Ebron, nel paese di Canaan, che egli stesso comprò dagli Hittiti come terreno sepolcrale molti anni prima.


Le dodici tribù di Israele sono i dodici gruppi, legati da vincoli di parentela, nei quali si suddivideva il popolo ebraico ai tempi dell'Antico testamento. Ciascuna delle tribù si riteneva discendere da uno dei dodici figli di Giacobbe (chiamato anche Israele), e ne portava il nome.

Origine dei nomi
Nei capitoli 29 e 30 della Genesi si racconta il significato dei vari nomi, in modo da rispecchiare lo scontro tragicomico tra le due mogli: Lia, più vecchia e più feconda, e sua sorella Rachele, la più amata, ma sterile.
Ruben, il primogenito, il cui nome significa guarda: un figlio (maschio)!. Era figlio di Lia. 
Simeone, secondogenito, figlio di Lia. Il suo nome significa JHWH mi ha udito. 
Levi, terzo figlio di Lia. Mi si affezionerà significa, sperando Lia, in un avvicinamento di Giacobbe. Ma lui amava di più Rachele, sua sorella. 
Giuda, figlio di Lia, chiamato "giovane leone". Significa loderò JHWH. 
Dan e Dina, gemelli, figli di Bila, un'ancella di Rachele, poiché questa sembrava non poter avere figli. Significa JHWH mi ha fatto giustizia. 
Neftali, altro figlio di Bila: rivalità tra sorelle. 
Gad, figlio di Zilpa, ancella di Lia che gridò per fortuna!. 
Asher, secondo figlio di Zilpa: così mi diranno felice! 
Issachar, concepito da Lia, in un giorno in cui Giacobbe avrebbe dovuto appartarsi con Rachele. Dio mi ha dato il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito. 
Zabulon, ancora Lia: Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli. 
Giuseppe, Dio ha tolto il mio disonore, disse Rachele, al primo figlio. 
Beniamino, secondo e ultimo figlio di Rachele. Non temere, disse lei, prima di morire. Il nome, in semitico, significa figlio della mia mano destra, capo, o reggitore del Sud (il sud sta a destra, nella geografia semita). 
A questa prima struttura tribale se ne succedettero altre. I cambiamenti vengono raccontati sotto varie forme, come lo stupro di Dina da parte dei Sichemiti, che può star a significare lo sterminio di un'antica tribù matriarcale che aveva Dina per eponimo. Anche Simeone e Giuseppe scompaiono, mentre se ne aggiungono altre due Efraim e Manasse, citati come figli di Giuseppe, ma adottati da Giacobbe. Efraim, JHWH mi ha reso fecondo. Manasse, JHWH mi ha fatto dimenticare ogni affanno, tribù questa che venne divisa in due, tanto era numerosa. 
Queste due tribù furono a capo del Regno di Israele, o meglio, la parte nord nata dalla secessione del Regno di Davide.

La benedizione di Giacobbe
In Genesi 49,1-27, Giacobbe benedice, in punto di morte, i suoi figli, dando una rilettura dei nomi. Ogni benedizione è un vaticinio per la discendenza futura, la tribù che nascerà dal seno di ogni suo figlio. Qualche affermazione, invece, descrive una caratteristica peculiare della tribù citata, citazione coeva alla stesura del libro della Genesi.
Ruben: possente ed eccellente, ha perso la primogenitura per la sua esuberanza; 
Simone: sanguinario, dall'ira violenta, disperso in Israele; 
Levi separato, prescelto; 
Giuda: leoncello, Davanti a te si prosteranno i figli di tuo padre (Gn 49,8); 
Dan: come un serpente; 
Neftali: si è prodigato; 
Gad: banda di ladroni; 
Asher: leccornie regali sono nel suo piatto; 
Issacar: forte asino tra due some, è stato ridotto al servilismo; 
Zabulon: tra le navi; 
Giuseppe: germoglio fecondo, vengano sul suo capo le benedizioni; 
Beniamino: lupo che sbrana. 

Da Giosuè in poi
Quando il popolo d'Israele, guidato da Giosuè, si ristabilì in Palestina (verso il 1200 a.C.), il paese venne suddiviso in undici parti, in ognuna delle quali si stabilì una tribù. Alla tribù di Levi, i cui membri svolgevano il servizio sacerdotale, non fu assegnato un territorio.
La tribù di Giuda, la più numerosa, occupò la parte meridionale del paese.
Alla morte di Salomone (IX secolo a.C.) la parte nord del paese, si separò da Giuda, mantenendo il nome di Regno di Israele. A capo di questa scissione, nonché primo re del regno del nord, fu Geroboamo.
Giuda (assieme a Simeone, che in esso si era disperso) con Beniamino (nel cui territorio si trovava Gerusalemme) e a Levi (i leviti erano implicati solo nel sacerdozio, non avevano terreni), costituì il Regno di Giuda, su cui regnò un figlio di Salomone, Roboamo. Successivamente la regione corrispondente venne chiamata Giudea.
Derivando da Ez 1,26, nella Mistica, JHWH è un Essere metà Giuda e metà Beniamino, assiso sul trono di Levi. Le dodici tribù simboleggiano anche le dodici costellazioni.
Dopo la caduta del regno del Nord, rimanendo solo la tribù di Giuda, le parole Ebraismo e Giudaismo sono diventate intercambiabili, sebbene non indichino espressamente la stessa cosa.

Diaspora
Per Diaspora si intende la dispersione del popolo ebreo nel mondo iniziata dalla prima deportazione in Babilonia e continuata dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dei romani nel 70 d.C.
Ma già l'Esodo in Egitto può considerarsi, sebbene non propriamente diaspora, il primo accenno della presenza stabile di comunità ebraiche al di fuori di Eretz Yisrael.
Il sentimento di molti di cercare e riunire tutte le tribù disperse nel mondo è originato dalla distruzione nel 721 a.C. del regno settentrionale, il Regno di Israele.

"Resto d'Israele" e tribù "perdute"
Il resto d'Israele citato più volte dalla Bibbia, corrisponde non già a quella frazione - peraltro maggioritaria - di popolo ebraico rimasto in terra di Giuda dopo la deportazione a Babilonia (gli am aaretz), ma proprio a quei pochi deportati che poi ritornarono alla Terra Promessa, e che si considerarono i soli ad essere rimasti fedeli a JHWH.
Per tribù perdute, invece, si vuole intendere originariamente non una parte di popolazione dispersa, scomparsa, bensì quella parte del mondo ebraico che, secondo la visione dei componenti del "resto d'Israele", ha perduto la vera fede in JHWH, per conversione o per sincretismo.

Ritorno delle tribù disperse in seno al popolo d'Israele
Sebbene il popolo d'Israele riconosciuto tale sia composto da esponenti di tutte le tribù - comunque in modo sparso - con l'avvento dell'era messianica l'interezza del popolo verrà restaurata con il ritorno delle 10 tribù rimaste disperse per tutto il mondo. Anche oggi sono molti i Rabbini che si impegnano nella ricerca dei gruppi ancora rintracciabili.


Le prime tracce di insediamenti risalgono al Paleolitico medio (Uomo di Neanderthal, sede anche delle più antiche civiltà agricole e urbane che si conoscano (Neolitico, 8000-6000 a.C.).
L'arrivo dei popoli semiti comincia nel 3000 a.C. Gli Ebrei, sovrappostisi ai Cananei, giunsero alla metà del secondo millennio a.C., in un periodo caratterizzato da un regime di accentuata aridità, che spingeva molte popolazioni a cercare nuovi territori per vivere. Fondarono centri di vita urbana e religiosa.
Una serie di regni e stati ebraici ebbe vita nella regione per oltre un millennio a partire dalla metà del secondo millennio a.C. Ricordiamo per brevità il Regno di Israele distrutto nel 722 a.C., anno dell'invasione assira, e il Regno di Giuda (distrutto nel 586 a.C. dai Babilonesi). Questo fu poi ricostruito nel 530 a.C., e fu posto sotto protettorati diversi, dai Persiani ai Romani, fino al fallimento della grande rivolta ebraica contro l'Impero Romano, che provocò la massiccia espulsione degli Ebrei dalla loro patria o il loro volontario esilio (circa il 25% della popolazione) in seguito alla distruzione del Tempio. Dopo aver soffocato la rivolta di Bar Kohba nel 135, l'imperatore Adriano cambiò nome alla Provincia Judaea chiamandola Provincia Syria Palaestina, un termine greco derivato da Philistine(in ebraico פלשת Pəléše).
Gli Ebrei considerano da tempo Israele come loro patria — è per essi Terra sacra e promessa. È il luogo dove sono nati sia l'Ebraismo che il Cristianesimo, e contiene molti luoghi di grande importanza spirituale per ebrei, cristiani e musulmani: in particolare il Muro Occidentale per i primi, il Santo Sepolcro e la Basilica della Natività per i cristiani e la Spianata delle moschee per i musulmani.

Mappa del 1759 con i territori delle tribù d'Israele

Abramo, sulla cui vocazione si fonda la storia del popolo d’Israele, 

nella sua trasmigrazione da Ur dei Caldei verso Haran

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