La Passione 2011  16

 Rachele e madri piangenti

«Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: 

Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.»

Rachele è un personaggio biblico presentato nel libro della Genesi, figlia minore di Labano, diventata moglie di Giacobbe.
Il nome Rachele deriva dall'ebraico Rahel che significa "pecorella", quindi “mite”, per cui, secondo la tradizione, i figli di Giacobbe e Rachele avrebbero dato origine agli allevatori di ovini.
Nel Libro della Genesi quando Giacobbe si rifugiò presso lo zio per fuggire da Esaù, si innamorò di lei e lavorò sette anni presso lo zio per averla in moglie. Ma Labano gli diede prima Lia, la maggiore, e poi, dopo altri sette anni, gli fece sposare Rachele che fu sempre la moglie preferita (cfr. Genesi 29,15-30). Rachele partorì due figli: Giuseppe, (cfr. Genesi 30,22-24) venduto dai fratelli come schiavo in Egitto, e morì dando alla luce Beniamino (cfr. Genesi 35,16-20).
Fu sepolta sulla strada di Betlemme (cfr. Genesi 48,7).
Nel cristianesimo il personaggio biblico Rachele è citato anche nel Nuovo Testamento, come simbolo delle madri inconsolabili per la strage degli innocenti da parte di Erode che cercava di uccidere Gesù Bambino: «Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.»   (Mt 2,18) 

«Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: 

Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.»

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