La Passione 2006  15

 Il Pentimento di Pietro

Flagellazione e Calvario

L'apostolo Pietro (morto ca. nel 67 a Roma) fu uno dei dodici apostoli di Gesù.
Il suo nome originale era Simone (ebraico שמעון Šim‘ôn, Shim'on, dalla radice ebraica shama "ascoltare"), ma, secondo quanto afferma Matteo 16,18 e Giovanni 1,42, ricevette da Gesù stesso il nome di Kefa, che in aramaico significa "roccia", "pietra", e che in greco suona Petros; in latino Petrus. Anche Paolo di Tarso lo chiamava Kephas (1 Cor 1,12 3,22 9,5 15,5 e Gal 1,18 2,9 11,14) oltre che Pietro (Gal 2,7-8)
La seguente è la descrizione della vita di Pietro, capo degli Apostoli, così come risulta dal Nuovo Testamento; i fatti storici possono coincidere per alcuni episodi o essere completamente diversi; la vita di Pietro così descritta appartiene spesso al campo della fede cristiana anziché della ricerca storica (per esempio le questioni riguardanti i miracoli).
Secondo quanto riportato da Mt 4,18-20, Mc 1,16-17, Lc 5,1-11, Gv 1,40-42, Simone incontrò per la prima volta Gesù quando questi salì sulla sua barca per predicare a una folla che aveva radunato sulla riva del Lago di Genezaret.
Dopo che ebbe finito di predicare, Gesù chiese a Simone di portare la barca al largo per pescare. Simone espresse dubbi sul fatto che sarebbero riusciti a pescare qualcosa, perché avevano tentato inutilmente per tutta la notte precedente. Tuttavia si lasciò convincere e alla fine, catturato un gran numero di pesci, Simone si vergognò di aver dubitato di Gesù. Ad ogni modo, Gesù gli chiese di diventare suo discepolo, dicendogli: "Non aver paura; d'ora in poi sarai pescatore di uomini!" (Lc 5,10).
La trattazione dell'incontro con Gesù è più ricca di particolari nel vangelo di Luca 5,1-11 che negli altri tre vangeli.
I vangeli sinottici Matteo 17,1-8; Marco 9,2-8 e Luca 9,28-36 raccontano che Gesù si appartò su un monte con Pietro, Giacomo e Giovanni, là cambiò aspetto mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e una stupefacente bianchezza delle vesti, e sarebbero apparsi al suo fianco Mosè ed Elia. Pietro prese la parola dicendo:
«Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» (Mt 17,4) 
Ma Gesù ignorò il suggerimento e chiese di non riferire ad alcuno dell'episodio.
Secondo i Vangeli, Simone fu la prima persona a credere che Gesù fosse il figlio di Dio, cioè il Messia (Mt 16,13-20, Mc 8,27-30 e Lc 9,18-22), e l'evento accelerò l'adozione del suo nuovo nome, "Pietro".
Più in dettaglio, Matteo 16,13-20, riporta l'episodio in cui Gesù chiese ai suoi discepoli chi pensavano che lui fosse. Fu Simone a rispondere: "Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente". Gesù allora disse:
«Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli.» (Mt 16,17-19) 
Nel vangelo secondo Giovanni, Pietro, dopo che vari discepoli avevano allontanato Gesù, ritenendo i suoi insegnamenti troppo "duri", dice:
«Gli rispose Simon Pietro: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio".» (Giovanni 6,68) 
Subito dopo questo episodio, Gesù perde la pazienza con Pietro che vuole impedirgli di portare a termine la sua missione (Mc 8:31-33 e Mt 16:21-23):
«Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».» (Mt 16:21-23) 
I Vangeli raccontano anche che Gesù predisse che Pietro lo avrebbe tradito dopo il suo arresto (Mt 26,31-35, Mc 14,26-31 e Lc 22,31-34), secondo Matteo, la sera prima del Venerdì Santo, Gesù predisse ai suoi discepoli che si sarebbero separati da lui quella sera. Pietro rispose: "Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai". Gesù replicò: "In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte".
Il Vangelo ci dice quindi che Pietro in effetti negò di conoscere Gesù dopo che egli venne arrestato, allo scopo di evitare di essere arrestato lui stesso (Mt 26,69-75, Mc 14,66-72, Lc 22,54-62 e Gv 18,15-18;18,25-27). Subito dopo egli udì il canto di un gallo e, ricordando quanto gli aveva detto Gesù, pianse.
Tutti i vangeli riportano che, al momento dell'arresto di Gesù, uno di quelli che stava con lui tagliò con la spada un orecchio al servo del sommo sacerdote (Mt 26,51; Mc 14,47; Lc 22,50; Gv 18,10). Il vangelo secondo Giovanni identifica l'aggressore in Pietro.
Alcuni giorni dopo la crocifissione di Gesù le donne che lo avevano seguito visitarono il sepolcro e lo trovarono vuoto (Mt 28,1-8, Mc 16,1-13, Lc 24,1-11 e Gv 20,1-2). Riferirono la notizia agli apostoli e Pietro andò alla tomba, non trovando il corpo ma solo le bende della sepoltura (Lc 24,12 e Gv 20,1-10).
Il vangelo di Giovanni riporta che egli sarebbe stato accompagnato dal discepolo che Gesù amava
Pensando di fare cosa gradita ai Giudei, re Erode fece imprigionare Pietro (Atti 12:1-17), che sarebbe poi riuscito ad evadere.
Gli atti 5:1-10 riportano che due coniugi, Anania e Saffira, dichiararono di aver venduto il loro podere e deposero la somma di denaro ottenuta ai piedi degli apostoli; Pietro rimproverò ad Anania di aver mentito versando solo una parte della somma, meglio sarebbe stato non vendere il terreno o non tenersi l'intero ricavato della vendita:
«Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio» (At 5,3-4) 
Anania sarebbe quindi morto, e lo stesso sarebbe successo a Saffira poco dopo.
Giovanni 21,18 indica, attraverso parole che oggi suonano enigmatiche, che Pietro venne martirizzato per crocifissione, e Clemente di Roma (morto ca. 95), colloca la sua morte all'epoca di Nerone. Secondo gli studi dell'archeologa Marta Sordi, le due ipotesi più probabili sono l'anno 67 (martirio di Pietro e Paolo) o il 13 ottobre 64 (giorno in cui Nerone festeggiò con cruenti giochi il decennale della sua ascesa all'impero e avviò le persecuzioni dei cristiani per il Grande incendio di Roma).
La tradizione seguente sostiene che i Romani lo crocifissero a testa in giù (su sua richiesta; egli non voleva paragonarsi a Gesù).
Un'altra tradizione afferma che sulla strada verso la sua esecuzione egli incontrò Gesù e chiese: Domine, quo vadis? ("Signore, dove stai andando?"). Altre versioni della storia sostengono che questo avvenne mentre Pietro stava fuggendo da Roma per evitare l'esecuzione; l'incontro l'avrebbe fatto tornare indietro.
    Estratto da http://it.wikipedia.org

 

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