La Passione 2006  10

 Rachele - Gesù dodicenne

Giovanni Battista - Schiavi in catene

Rachele è un personaggio biblico presentato nel libro della Genesi, figlia minore di Labano, diventata moglie di Giacobbe
Il nome Rachele deriva dall'ebraico Rahel che significa "pecorella", quindi “mite”, per cui, secondo la tradizione, i figli di Giacobbe e Rachele avrebbero dato origine agli allevatori di ovini.
Quando Giacobbe si rifugiò presso lo zio per fuggire da Esaù, si innamorò di lei e lavorò sette anni presso lo zio per averla in moglie. Ma Labano gli diede prima Lia, la maggiore, e poi, dopo altri sette anni, gli fece sposare Rachele che fu sempre la moglie preferita (cfr. Genesi 29,15-30).
Rachele partorì due figli: Giuseppe, (cfr. Genesi 30,22-24) venduto dai fratelli come schiavo in Egitto, e morì dando alla luce Beniamino (cfr. Genesi 35,16-20).
Fu sepolta sulla strada di Betlemme (cfr. Genesi 48,7).
Il personaggio biblico Rachele è citato anche nel Nuovo Testamento, come simbolo delle madri inconsolabili per la strage degli innocenti da parte di Erode che cercava di uccidere Gesù Bambino:
«Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.» (Mt 2,18)

Estratto da http://it.wikipedia.org

Giovanni il Battista (venerato da tutte le chiese cristiane e santo per tutte quelle che ammettono il culto dei Santi) è una delle personalità più importanti dei Vangeli, e la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l'opera di Gesù. Insieme a quest'ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano, come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto.
La fonte principale sulla vita e la figura del Battista sono i Vangeli. Essi affermano che era figlio di Zaccaria e di Elisabetta e fu generato quando i genitori erano in tarda età. La notizia, di per sé non inverosimile, è interpretabile come a sottolineare l'eccezionalità del personaggio (figli di genitori anziani furono anche Isacco, figlio di Abramo, e, secondo tradizioni tarde, la Vergine Maria). La sua nascita fu annunciata dallo stesso arcangelo Gabriele che diede l'annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù, e per averne annunciato l'arrivo ancor prima di nascere, Giovanni è ricordato come "il più grande dei profeti". Luca lo colloca in un quadro storico ben preciso, donandoci nomi e cognomi dei protagonisti politici di quel tempo (Luca 3,1-2), riconducibile al periodo corrispondente agli anni 27 e 28 dell'era volgare, anno decimo quinto dell'imperio di Tiberio.
Elisabetta allora era nel sesto mese; questo ha permesso agli agiografi di fissare la nascita di Giovanni tre mesi dopo il concepimento di Gesù, e sei mesi prima della sua nascita; e da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella chiesa cattolica africana: unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte (il dies natalis, cioè la nascita alla vita eterna), ma anche la nascita terrena.
Sentita la chiamata del Signore, Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: "Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico" (Marco 1,6). Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, aspettavano l'avvento del Messia e praticavano il battesimo come rito di purificazione. La novità del battesimo di Giovanni, rispetto alle abluzioni di tipo rituale che già si conoscevano nella tradizione giudaica, consiste nel preciso impegno di "conversione", da parte di coloro che andavano a farsi battezzare da lui.
Giovanni Battista annunciò più volte di riconoscere in Gesù il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante è quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in quell'occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo" (Giovanni 1,29). Tuttavia risulta che molti continuarono a dirsi seguaci del Battista ancora a lungo, e non è certo che tutti abbiano poi aderito alla Chiesa cristiana.
Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare. 
Estratto da http://it.wikipedia.org

"E parlò il Signore a Moshè ed Aron e li comandò sui figli d'Israele e sul Faraone re d'Egitto di far uscire i figli d'Israele dalla Terra d'Egitto." (EsodoVI, 13)

 

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