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Passione di Cristo |
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SACRA RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE DI SEZZE Sede: Via G. Garibaldi, 12 – 04018 Sezze (LT) |
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Origini > Il Cristo di Pocek 1936 | La Passione sui giornali del '50 | Don Vincenzo 1957 | |
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Ogni anno, la sera del Venerdì Santo, nei vicoli di Sezze si rivive la Passione di Cristo |
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Il Presidente Elio Magagnoli
Il Regista Piero Formicuccia
foto 2003 - Elio Magagnoli
Passione 2005 - L'attore Franco Oppini
Passione 2006-2008 Gli attori Siravo e Gravina
Passione 2007 - Gli attori Oppini e Melillo
Passione 2008 - L'attrice Mita Medici
Passione 2009 - Oppini nella parte di Erode
Passione 2009 - L'attrice Eleonora Brigliadori
Passione 2010 - L'attrice Isabel Russinova
Passione 2010 - L'attore Roberto D'Alessandro
Passione 2010 - L'attrice Milena Miconi
Passione 2011 - L'attore Giuseppe Pambieri
Passione 2011 - L'attrice Gaia De Laurentis
Passione 2011 - Presentatrice Barbara Chiappini |
"Che una così stupenda tradizione non venga mai interrotta, ma sia conservata a gloria di Sezze e decoro ed edificazione della nazione." Alcide De Gasperi La
Passione di Cristo, tra storia e fede religiosa così come ce l’ha
raccontata Vincenzino Venditti, a Sezze viene riproposta e portata
in scena dalla forza popolare cristiana, che trae le sue primordiali
origini dalle parole, riportate da San Luca, dell’Apostolo Paolo
che, in viaggio verso Roma, rivolto al colle setino pronunciò:
“carissimus comes”. Da allora Sezze ha inteso conservare il messaggio
Cristiano della Passione che è arrivato sino a noi mantenendo intatta
tutta la sua spiritualità e devozione, filtrando con il tempo fascino e
cultura popolare che affondano le radici nel medioevo, quando erano solo
le confraternite a sfilare per le vie del paese con il Cristo
“Morto” e l’Addolorata. Passate
le invasioni barbariche l’eco delle parole dell’Apostolo Paolo era
forte a Sezze, ed è allora che fa la sua venuta nelle paludi Pontine Lidano
d’Antèna (oggi Civita d’Antino) che destinò tutti i suoi averi
alla costruzione di una basilica e di un monastero, in seguito distrutti
da Federico II. Lidano con le sue preghiere ed il suo lavoro bonificò,
prima ancora che i papi, parte delle paludi dove visse per più di
settant’anni fino a divenire Santo patrono di Sezze. Lasciò il
posto al francescanesimo nascente e qui la tradizione, non suffragata
adeguatamente da prove storiche, vogliono a Sezze anche il “Poverello
d’Assisi” . Di certo sappiamo dell’amicizia che il cardinale setino Leone
Brancaleone ebbe con San Francesco, e che lo spirito del
francescanesimo fu subito abbracciato dai setini. Così la tradizione si
arricchisce del coro dei laudesi dello “Stabat Mater” e del pianto di Iacopone,
seme devozionale e principio dell’attuale Sacra Rappresentazione del
Venerdì Santo. Tutto
questo fermento religioso non poteva che generare i suoi frutti. Sezze,
idealmente francescana, ne offrì in abbondanza. Apre il seicento la
venerabile Caterina Savelli degna di ricevere le stimmate della
Passione, così come Carlo da Sezze (1613 – 1670, canonizzato nel 1959).
Estasiato di fronte alla Passione di Cristo, San Carlo da Sezze
diede seguito, con le sue opere scritte, alla iacoponica gloria della
croce entrando a sua volta a far parte della Passione stessa. Cultura
popolare e fede si stringono forte attorno all’atto culminante della
religione cristiana, la croce, perpetuandola così nei secoli. La
Passione di Sezze, come si è detto, ha le sue origini nel medioevo quando veniva
celebrata delle confraternite religiose. Come la vediamo sfilare oggi per
le vie del paese è opera dell'avvocato Filiberto Gigli che nel 1933 la
volle riproporre arricchendola di un significato artistico. Gigli
poté avere come
collaboratore nella regia Marcello Covoni del Teatro
dell’ Opera. Pietro Pocek trattò la parte pittorica, mentre
l’elemento architettonico era assunto dagli accademici Piacentini e
Giovannoni coadiuvati dal Prof. Piero Aschieri. L’avvenimento
eccezionale, così inquadrato fù un potente richiamo nel mondo
artistico-culturale. Il commediografo Rosso di San Secondo inchinò la sua
pensosa umanità sulla “Passione di Sezze”, con un nobile articolo
apparso su “Il Messaggero” (3.4.1935), presto tradotto in varie lingue
e radiodiffuso negli Stati Uniti D’America. Si associarolo il Bellonci,
il Contini, il Corsi, il Lodovici, mentre Beniamino Gigli, Claudia Muzio e
Marta Abba prepararono il loro intervento artistico. La “Passione di
Sezze” raggiunse in pochi anni una tale rinomanza, che si sentì
l’esigenza di rappresentarla a Roma nel 1950 in Via Fori Imperiali a
coronamento del Giubileo: lo spettacolo fu straordinariamente bello e
commovente, tanto da suscitare entusiastici consensi da parte di tutta la
stampa specializzata ed elogi dallo allora capo del Governo Alcide
De Gasperi.
In più di settant’anni la processione di Sezze ha conosciuto diversi momenti, offrendosi nel 1950 e nel 2000 alla capitale in occasione dell’anno Santo, mentre nel 1957 è toccato all’Anfiteatro setino ospitare una rievocazione settembrina della Passione. Ma è nei vicoli stretti del paese, la dove Santi e beati hanno vissuto, che la processione conosce i suoi momenti più suggestivi. Nel centro storico del paese è possibile visitare, oltre alla casa natale di San Carlo, la cattedrale gotica di Santa Maria dove Carlo pregava, e la piccola cappella di San Lorenzo. Un doveroso ringraziamento va fatto a tutte le centinaia di figuranti, giovani e meno giovani che a Sezze, con l’originario spirito devozionale, ogni anno rendono possibile la Sacra Rappresentazione. Come nel 2004 anche alla rappresentazione sacra del 2005 ha partecipato l'attore Franco Oppini; Prima nei panni di "Pietro Apostolo" poi in quelli di Pilato. Oppini, già presente a Sezze nella rappresentazione di "LUTERO", dramma scritto da Titta Zarra andato in scena con la direzione artistica di Luigi Tani nella cattedrale di Santa Maria il 31 marzo 2003, è impegnato nel ricostituire a Sezze l’Istituto del Dramma Sacro. Promosso dal Comune di Sezze, dalla Provincia di Latina, dall’Associazione Culturale Mondoteatro, dall’Associazione Passione di Cristo e dal Centro Studi Titta Zarra, l'Istituto fa leva sulla ristrutturazione del Teatro Sacro Italiano, l'Anfiteatro. Nel 2006 Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo prendono parte alla Sacra Rappresentazione. Gravina recita nel ruolo di Procula, nel quadro in cui lei cerca di convincere Pilato a riflettere e non condannare Gesù. Siravo, invece, reciterà nel quadro "Giuseppe e il Faraone" interpretando il Faraone. Nel 2007 Franco Oppini e Angela Melillo parteciperanno alla tradizionale manifestazione setina, Franco Oppini nei panni del Faraone "Mosè cacciato dall'Egitto", mentre la Melillo nei panni di Claudia Procula nel quadro "Pilato e Procula". Alla Rappresentazione, come già nel 2006, ha preso parte l'attrice di Latina, Sara Zanier, ed il gruppo di giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro". Nel 2008 Mita Medici veste i panni della Veronica, mentre è un ritorno quello di Vanessa Gravina ed Edoardo Siravo. Come nel 2006 la Gravina recita nel ruolo di Procula, nel quadro in cui lei cerca di convincere Pilato a riflettere e non condannare Gesù. Siravo recita nel quadro di "Giuseppe e il Faraone" interpretando il Faraone. Come lo scorso anno sono presenti i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro". Nel 2009 Franco Oppini torna a recitare nella Passione di Sezze, e lo fa interpretando la parte di Erode, mentre Eleonora Brigliadori veste i panni di Procula. Altro ospite d'onore è Maria Teresa Ruta che conduce la mondovisione. Per il terzo anno consecutivo sono presenti i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro". La prima volta all'estero per la Passione di Sezze è nel 2010 in occasione dell'anno Giubilare di San Giacomo a Santiago di Compostela dove il 13 marzo 150 volontari di Sezze hanno sfilato davanti alla Cattedrale.
Nel 2010 Franco Oppini, sulla via di ricevere la cittadinanza onoraria, di veste i panni del Faraone, mentre l'attrice Isabel Russinova ricopre ruolo della Samaritana. Milena Miconi veste i panni di Claudia Procula e Roberto D’Alessandro quelli dell’Apostolo Giacomo. Quest'ultimo quadro è stato inserito in occasione dell'anno Giubilare di San Giacomo. Mentre sono a Sezze per il quarto anno consecutivo i giovani attori dell'Accademia d'Arte drammatica Silvio D'Amico di Roma e dell'Accademia Teatro "Menandro". Domenica 24 ottobre 2010 la Sacra Rappresentazione di Sezze, insieme ad altre rappresentanze della regione Lazio, partecipa a Roma alla manifestazione “Le Vie di Roma nella Regione Lazio” Giornata dei Cammini 2010.
Venerdì 15 aprile 2011 la Sacra Rappresentazione di Sezze è ad Assisi e sfila davanti alla Porziuncola, dove riposa San Francesco che nel 1223 realizzò il primo presepe vivente.
L'associazione della Passione di Cristo di Sezze, presieduta da Elio Magagnoli, si prende l'onero della realizzazione curata da molti collaboratori che si occupano di istruire le centinaia di comparse, mentre dal 1981 la regia è curata da Piero Formicuccia. Il Parlamento Europeo ha istituito di recente un Albo per le associazioni che rappresentano la Passione di Cristo, e Sezze figura come capofila di tutti i paesi Italiani componenti del Consiglio dell'Euro Passione. Storia
della Sacra rappresentazione Il Teatro dei Misteri Una delle prime testimonianze del teatro medievale sacro è del 970, quando il Vescovo di Winchester descrive una sacra rappresentazione vista probabilmente a Limoges in Francia. La testimonianza iconografica più importante, in questo senso è la raffigurazione della cosiddetta Passione di Valenciennes dove convivono la casa della Madonna per l'Annunciazione, il Tempio della Presentazione, il Palazzo di Erode, il Paradiso e l'Inferno etc. in una lunga sequela di costruzioni effimere chiamate edicole per la loro forma tondeggiante aperte in direzione della sguardo dello spettatore. Queste edicole, chiamate mansiones si trovavano su un grosso palcoscenico, forse l'una accanto all'altra o in altre raffigurazioni come quella del Martirio di Sant'Apollonia, dipinta da Jean Fouquet, la rappresentazione è al centro della scena mentre le "mansiones" occupate sia dagli attori che dagli spettatori la circondano in una specie di antenato del Teatro Elisabettiano. Inizialmente gli attori, in genere abitanti delle città in cui la rappresentazione si svolgeva, recitavano la loro parte immobili davanti al pubblico che si assiepava di fronte ai vari "quadri viventi", ed era il pubblico che si muoveva da una scena all'altra in una specie di Via Crucis In seguito la rappresentazione prese vita e conquistò il centro della scena. In Francia, ma non soltanto, si cercò di recuperare lo spazio rappresentativo degli antichi teatri romani e ciò aprì la stagione anche del teatro profano medievale che ripropose ai cittadini le antiche commedie dei vari Plauto e Terenzio che, in seguito tradotti in lingua volgare dagli Umanisti furono gli spettacoli antesignani del teatro rinascimentale. In Italia Per la religione cristiana la prima rappresentazione sacra, che prevedeva l'intervento di esseri umani "figuranti", fu il presepe vivente che
San Francesco d'Assisi "organizzò" nel 1223 a Greccio.
La lauda trae le sue origini dalla ballata profana e, come la ballata, è composta da "stanze" per lo più affidate ad un solista o ad un gruppo da intendersi anche come coro.
Dalle fraternite si svilupparono poi successivamente i laudesi, i battuti, i disciplinati ecc..
La musica divenne ben presto protagonista nelle rappresentazioni sacre; linee melodiche antiche lasciarono presto il posto prima a monodie accompagnate da strumenti musicali (spesso il ruolo del narratore all'interno della rappresentazione veniva cantato e da ciò deriva l'origine del termine recitativo, tutt'ora in uso nell'opera lirica), e successivamente nel Cinquecento la polifonia diventò la protagonista di ogni produzione musicale. A quel tempo in ambito profano si era sviluppato il melodramma, genere caratterizzato da tematiche per lo più mitologiche, che veniva rappresentato all'interno delle corti. Nell'oratorio, a differenza del melodramma, non vi era l'esigenza, puramente estetica e quindi tipicamente terrena, di mostrare la bravura dei compositori e degli interpreti mediante esecuzioni virtuose e complesse, ma erano la semplicità e la linearità le vere protagoniste, fu proprio stravolto il concetto di bellezza che non era più sinonimo di complessità, ma di semplicità ed umiltà. Le altre fondamentali differenze tra oratorio e melodramma consistevano nelle tematiche trattate che nell'oratorio erano essenzialmente religiose o morali spesso legate a vicende agiografiche, nell'oratorio, in oltre, scompaiono i costumi e la voce diventa l'unico strumento di rappresentazione; inoltre il luogo ospitante la rappresentazione non è più la corte, bensì la chiesa. |
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Passione 2011 - Il Sindaco di Sezze con Franco Oppini, Barbara Chiappini e il Presidente Elio Magagnoli
Passione 2010 - Il Sindaco di Sezze con Daniela Poggi e Franco Oppini
Passione 2009 - Il Sindaco di Sezze, Andrea Campoli con Franco Oppini e Maria Teresa Ruta
Passione 2011 - Sullo sfondo della Porziuncola i figuranti di Sezze sfilano ad Assisi
La prassi compositiva dell'oratorio si divise in due correnti di
pensiero: la prima legata alla lauda medioevale con il mantenimento della
lingua volgare; la seconda, che nacque e si sviluppò nella chiesa del SS.
Crocefisso di Roma, utilizzò la lingua latina, considerata più elegante
e meno legata all'immanenza della situazione umana. |
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