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Sezze... che Passione |
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7 febbraio 2016: “Processione e Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo” di Vittorio Accapezzato A Sezze, spetta il vanto di una tra le più imponenti e grandiose rappresentazioni sacre della sera del Venerdì Santo. La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo è un prezioso patrimonio d'arte e di fede, che richiama enormi folle di fedeli per la profonda suggestione e il suo notevole valore artistico e folclorico. Congiuntamente a essa, in apertura, sfila la secolare processione liturgica, in cui le confraternite del Sacro Cuore (i Sacconi), del Rosario, della Buona Morte, di Gesù e Maria, mettono in scena una sacralità mesta e dolorosa.
L’insieme della processione liturgica e della Sacra Rappresentazione è diventato oggi una commistione di folclore e religiosità, che però contrasta a scapito della parte liturgica. Un tempo e per secoli era la sola processione liturgica a sfilare per le vie del paese alla luce di falò e torce, sulle note di pianto dell’antichissimo canto latino lo Stabat Mater. La processione, pregna di sacralità, rievocava i simboli della passione, portati dai sacconi e da altre confraternite come il teschio che rappresenta il Golgota, la croce, la corona di spine, la scritta Inri, i chiodi e il martello. Il culmine della misticità era raggiunto al passaggio del Cristo Morto e della Madonna dell’Addolorata, dietro la quale, le pie donne, con le loro accorate e laceranti grida riempivano di commozione e raccapricciavano gli animi. L’attenzione, il coinvolgimento con cui era seguita la processione determinava una forte solennità e suggestione. Una processione, dunque, solenne, mistica e religiosa. Le due celebrazioni differiscono per la sacralità dell’una e come un prezioso patrimonio d'arte e di fede, la “Sacra Rappresentazione” che ha raggiunto espressivi traguardi internazionali, facendo onore alla nostra cittadina. L’aria che si respira non è più quella di un tempo, tutto appare sacrificato alle esigenze televisive e alla spettacolarizzazione dell’evento con buona pace della misticità. Ora per dare a Cesare quello che è di Cesare, sarebbe il caso che le autorità ecclesiastiche preposte ritengano opportuno di organizzare i due eventi in orari differenziati di un’ora, in modo da ridurne al minimo l'interferenza, senza minare lo spirito sia dell'una che dell'altra. |
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28 marzo 2015: “La mia Processione” di Giovanni Andreozzi “Dire, saper dire, saper esistere attraverso la voce diretta, l’immagine letteraria è tutto questo quello che la vita vale. Il resto, sono amori immaginari, vanità fittizie, refusi di digestione e d’oblio, un mucchio di animaletti che si muovono animatamente, quando si alza la pietra astratta del cielo azzurro e senza senso.”
Inizierei così; con questa frase del grande Tabucchi, a descrivere il lavoro si nasconde dietro la nostra esperienza di piccoli attori nelle fila della bellissima processione del venerdì Santo di Sezze. |
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aprile 2014: “La
tradizione è l’illusione dell’immortalità”
(W.
Allen) di Franco Abbenda Quest’anno
ho visto la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo in Piazza Duomo,
davanti alla Cattedrale di S. Maria. La
prima, appoggiato ad un muro scrostato, tra lo scoppiettio ed il fumo del
fuoco della piazzetta, come da tradizione antica. A
Santa Maria, molte pause nell’incedere dei quadri, minuti di vuoto
interminabile nell’attesa del prossimo ingresso in scena. Dal
vivo, molti recitano a bassa voce, giunge solo qualche frase rubata qua e
là, a seconda di come si muovono le teste. Al
Duomo la scenografia e le luci sono quelle “nature”:
la facciata della Cattedrale illuminata a giorno, sedie di legno
appoggiate al lato della strada, chiaroscuro flebile dei vecchi lampioni. Nella
prima la gente commenta a bassa voce, qualcuno degli attori accenna un
saluto all’amico spettatore, i bambini giocano in piazza ormai distratti
e stanchi di aspettare il cavallo successivo. Qui
cento telefonini alzati ad immortalare cristi, apostoli, soldati e croci,
da inviare “real time” ad
amici lontani; flash scoordinati che accecano ed impauriscono uomini ed
animali in costume. Questa
dal sapore antico, nella scia di una tradizione vera. C’è
una Rappresentazione “naive”, nel chiaroscuro dei vicoli. In
molti apprezzano questa video-Rappresentazione e non salgono al paesello,
pochi turisti lontani, assenti anche paesani timorosi di furti in casa. E
poi, non si dovrebbe esportare un evento simile, tradizione antica, unica
e di popolo, come succede a Siena con il Palio. Per
me rimane tra le dieci cose più belle di Sezze: Si
chiudo gl’ócchi Ma
la direzione sembra ormai un’altra. Eccoli, affamati di gloria e di alti
riconoscimenti, sempre più lanciati alla conquista di santuari e portali
vuoti da ri-sacralizzare ad ogni costo, pacchetto all-inclusive:
attori, confraternite, telecamere ed autorità a prezzo stracciato…“in
diretta mondovisione per l’occasione”. |
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gennaio 2014: Venerdì
Santo tra sacro e profano di
Giuseppe Viglianti
La Processione del Cristo Morto ha da sempre come luogo di partenza e di rientro la Chiesa di San Pietro e conserva un protocollo di svolgimento rimasto invariato nei secoli. |
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febbraio 2005:
Sezze
difende la sua cultura di Ignazio Romano Passione di Cristo a rischio? Niente affatto, la processione del Venerdì Santo si farà Anche quest'anno polemiche e problemi ma alla fine i fondi per
realizzare il più importante evento culturale della Provincia di Latina
sono usciti, o meglio: nel comunicato stampa, che il Comune di Sezze ha
emanato giovedì 24 febbraio, si precisa che già lo scorso 2 febbraio era
stata presentata alla Provincia la richiesta di patrocinare l'evento. Si
tratta di 5.000 euro che andranno ad aggiungersi ai 5.000 presenti già
nel bilancio comunale, e che sommati dovrebbero coprire le richieste fatte
dall'Associazione che gestisce la Passione. L'intero evento necessita di
16.000 euro di cui 10.000 chiesti agli enti pubblici dal direttivo della
"Passione di Cristo". Nei prossimi giorni cercheremo anche di
dare il dettaglio di tale spese. Nella mattinata di giovedì 24, per
sbloccare la questione che addirittura era giunta in aula Parlamentare, si
sono incontrati d'urgenza l'Assessore Provinciale alla Cultura, Fabio
Bianchi, il Sindaco di Sezze, Lidano Zarra, ed il neo Assessore
alla cultura Carlo Grassucci che hanno garantito il finanziamento.
Intanto a Roma la Presidenza del Consiglio dei Ministri accoglieva
la richiesta degli onorevoli Sesa Amici e Riccardo Ricciuti
concedendo il patrocinio. La Passione è salva, e Sezze può
continuare a rappresentare la sua tradizionale processione del Venerdì
Santo così come avviene da 72 anni, anche se sarà il caso di
rivederne la gestione. L'intera vicenda dimostra che nei nostri luoghi il turismo non lo fa l’impresa, come
qualcuno vorrebbe far credere, per il semplice motivo che non c’è
impresa che trovi interessante l’attuale stato del “prodotto
Lepini”. Proprio in considerazione di questo nel 1998 il Presidente Elio Magagnoli (dell’associazione della Passione di Cristo costituita da volontari) presentò all’amministrazione Siddera un progetto turistico da realizzarsi al Teatro Sacro Italiano (appositamente costruito) meglio conosciuto come Anfiteatro. Lo scopo non è quello di sostituire la tradizionale sfilata per le vie del centro storico a cui tutti i setini sono molto legati, ma quello di realizzare un prodotto turistico per dare la possibilità all’associazione che gestisce l’evento di autofinanziarsi, e non dipendere esclusivamente da quegli enti pubblici che, con grande dignità, oggi si tirano indietro. Il moderno piano di rilancio turistico, STILe, che qualcuno pensa possa partire dal mondo imprenditoriale, prevede la ristrutturazione del grande teatro setino, con i suoi 15.000 posti a sedere, tutto con i fondi comunitari del DOCUP 2000/2006. E allora cosa manca? Ci aspettiamo da questa amministrazione che tali progetti vedano finalmente la luce, e che Sezze torni ad essere punto di riferimento culturale per l'intera provincia. |
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15 maggio 2002: Associazione Passione di Cristo Portale fotografico Setino
Franco Abbenda nei panni di Giovanni Battista nella Rappresentazione del 1987
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PROPOSTA
INDECENTE ?
È
la solita storia: all’indomani di ogni Sacra Rappresentazione
del Venerdì Santo, tutti (o quasi tutti) ne parliamo; i più a pensare
che…”una volta era più bella” e che”si potrebbe fare meglio”.
Fino a Pasquetta però; dopo…arrivederci al prossimo anno.
Qualcuno a tenersi dentro la soddisfazione per quello che ha fatto (o
scelto di non fare); altri a pensare che di questo passo, la
“Processione” sparirà; altri a continuare a far finta che tutto
vada bene.
Io penso, e lo dico da attore-partecipante da molti anni, che
adesso siamo ad un punto di non ritorno: così non si può più andare
avanti!!
Bisogna avere il coraggio di dire che la Sacra Rappresentazione
del Venerdì Santo deve essere ripensata e programmata meglio. Questo,
badate bene, nel rispetto di tutti coloro (Associazione Passione di
Cristo in primis) che nel corso degli anni si sono battuti, impegnati ed
hanno dato il massimo per far sì che la bella tradizione potesse
continuare.
Ma la responsabilità è di tutti gli abitanti di Sezze: quelli
che la Processione la vivono da protagonisti e quelli che hanno sempre
fatto gli spettatori; quelli che la amano comunque e quelli che ne
parlano male comunque; gli amministratori, i sacerdoti, le associazioni
religiose e culturali, i gruppi teatrali e “la parte migliore” del
paese.
Ebbene sì; la colpa è di tutti noi perché non ci siamo mai
resi conto che la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo è il
biglietto da visita per eccellenza del nostro paese, e come tale non può
essere patrimonio esclusivo di un’Associazione, di un regista o di
alcuni attori rappresentativi. Nessuno a Siena potrebbe organizzare il
Palio se la città intera non fosse coinvolta nella corsa di Piazza del
Campo!! E’ giusto che ci sia un’Associazione a sovrintendere ed
organizzare la serata del Venerdì Santo; ma è il paese intero a dover
supportare l’organizzazione e la pianificazione dell’avvenimento
che, piaccia o no, è l’evento turistico-culturale del “paesello”.
Dovremmo, in sintesi, riappropriarci della Rappresentazione, non
rivoluzionando tutto e gettando all’aria un mare di esperienze, ma
garantendo un adeguato supporto di risorse umane, in numeri e capacità
artistiche, a chi (l’Associazione Passione di Cristo) rimane investito
della supervisione artistica ed organizzativa dell’intera
manifestazione.
Io ritengo che il percorso da seguire sia quello, ben riuscito,
scelto per la Sagra del Carciofo: ogni associazione, scuola,
cooperativa, gruppo sportivo o culturale, potrebbe organizzarsi “in
proprio” uno o più quadri (di quelli che un Comitato artistico
deciderà di rappresentare per quell’anno) curando la preparazione dei
singoli partecipanti e la messa in scena artistica, ed il Regista,
affiancato da collaboratori qualificati, avrebbe comunque una
supervisione globale dell’evento.
La Sacra Rappresentazione si riavvicinerebbe così alle
Associazioni, e quindi ai cittadini, che potrebbero sfidarsi
nell’organizzazione del miglior quadro dell’anno; una sorta di
premio (Filiberto Gigli ?) che andrebbe a chi ha ottenuto i migliori
risultati artistici.
C’è qualcuno disposto a parlarne? Può essere percorribile
questa nuova-via? Oppure di Sacra Rappresentazione possono parlarne, e
deciderne, solo in pochi eletti? |