Passione di Cristo

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22 - 24 febbraio 2005:        Sezze difende la sua cultura

di Ignazio Romano

Passione di Cristo a rischio? Niente affatto, la processione del Venerdì Santo si farà

Anche quest'anno polemiche e problemi ma alla fine i fondi per realizzare il più importante evento culturale della Provincia di Latina sono usciti, o meglio: nel comunicato stampa, che il Comune di Sezze ha emanato giovedì 24 febbraio, si precisa che già lo scorso 2 febbraio era stata presentata alla Provincia la richiesta di patrocinare l'evento. Si tratta di 5.000 euro che andranno ad aggiungersi ai 5.000 presenti già nel bilancio comunale, e che sommati dovrebbero coprire le richieste fatte dall'Associazione che gestisce la Passione. L'intero evento necessita di 16.000 euro di cui 10.000 chiesti agli enti pubblici dal direttivo della "Passione di Cristo". Nei prossimi giorni cercheremo anche di dare il dettaglio di tale spese. Nella mattinata di giovedì 24, per sbloccare la questione che addirittura era giunta in aula Parlamentare, si sono incontrati d'urgenza  l'Assessore Provinciale alla Cultura, Fabio Bianchi, il Sindaco di Sezze, Lidano Zarra, ed il neo Assessore alla cultura Carlo Grassucci che hanno garantito il finanziamento. Intanto a Roma la Presidenza del Consiglio dei Ministri accoglieva la richiesta degli onorevoli Sesa Amici e Riccardo Ricciuti concedendo il patrocinio. La Passione è salva, e Sezze può continuare a rappresentare la sua tradizionale processione del Venerdì Santo così come avviene da 72 anni, anche se sarà il caso di rivederne la gestione. L'intera vicenda dimostra che nei nostri luoghi il turismo non lo fa l’impresa, come qualcuno vorrebbe far credere, per il semplice motivo che non c’è impresa che trovi interessante l’attuale stato del “prodotto Lepini”.

Proprio in considerazione di questo nel 1998 il Presidente Elio Magagnoli (dell’associazione della Passione di Cristo costituita da volontari) presentò all’amministrazione Siddera un progetto turistico da realizzarsi al Teatro Sacro Italiano (appositamente costruito) meglio conosciuto come Anfiteatro. Lo scopo non è quello di sostituire la tradizionale sfilata per le vie del centro storico a cui tutti i setini sono molto legati, ma quello di realizzare un prodotto turistico per dare la possibilità all’associazione che gestisce l’evento di autofinanziarsi, e non dipendere esclusivamente da quegli enti pubblici che, con grande dignità, oggi si tirano indietro. Il moderno piano di rilancio turistico, STILe, che qualcuno pensa possa partire dal mondo imprenditoriale, prevede la ristrutturazione del grande teatro setino, con i suoi 15.000 posti a sedere, tutto con i fondi comunitari del DOCUP 2000/2006. E allora cosa manca? Ci aspettiamo da questa amministrazione che tali progetti vedano finalmente la luce, e che Sezze torni ad essere punto di riferimento culturale per l'intera provincia. 

15 maggio 2002:
Lettera di Franco Abbenda a:

Sig.Sindaco di Sezze

Associazione Passione di Cristo

Portale fotografico Setino

Franco Abbenda nei panni di Giovanni Battista nella Rappresentazione del 1987

 

 

PROPOSTA INDECENTE ?

          È la solita storia: all’indomani di ogni Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo, tutti (o quasi tutti) ne parliamo; i più a pensare che…”una volta era più bella” e che”si potrebbe fare meglio”.

         Fino a Pasquetta però; dopo…arrivederci al prossimo anno. Qualcuno a tenersi dentro la soddisfazione per quello che ha fatto (o scelto di non fare); altri a pensare che di questo passo, la “Processione” sparirà; altri a continuare a far finta che tutto vada bene.

         Io penso, e lo dico da attore-partecipante da molti anni, che adesso siamo ad un punto di non ritorno: così non si può più andare avanti!!

         Bisogna avere il coraggio di dire che la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo deve essere ripensata e programmata meglio. Questo, badate bene, nel rispetto di tutti coloro (Associazione Passione di Cristo in primis) che nel corso degli anni si sono battuti, impegnati ed hanno dato il massimo per far sì che la bella tradizione potesse continuare.

         Ma la responsabilità è di tutti gli abitanti di Sezze: quelli che la Processione la vivono da protagonisti e quelli che hanno sempre fatto gli spettatori; quelli che la amano comunque e quelli che ne parlano male comunque; gli amministratori, i sacerdoti, le associazioni religiose e culturali, i gruppi teatrali e “la parte migliore” del paese.

         Ebbene sì; la colpa è di tutti noi perché non ci siamo mai resi conto che la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo è il biglietto da visita per eccellenza del nostro paese, e come tale non può essere patrimonio esclusivo di un’Associazione, di un regista o di alcuni attori rappresentativi. Nessuno a Siena potrebbe organizzare il Palio se la città intera non fosse coinvolta nella corsa di Piazza del Campo!! E’ giusto che ci sia un’Associazione a sovrintendere ed organizzare la serata del Venerdì Santo; ma è il paese intero a dover supportare l’organizzazione e la pianificazione dell’avvenimento che, piaccia o no, è l’evento turistico-culturale del “paesello”.

         Dovremmo, in sintesi, riappropriarci della Rappresentazione, non rivoluzionando tutto e gettando all’aria un mare di esperienze, ma garantendo un adeguato supporto di risorse umane, in numeri e capacità artistiche, a chi (l’Associazione Passione di Cristo) rimane investito della supervisione artistica ed organizzativa dell’intera manifestazione.

         Io ritengo che il percorso da seguire sia quello, ben riuscito, scelto per la Sagra del Carciofo: ogni associazione, scuola, cooperativa, gruppo sportivo o culturale, potrebbe organizzarsi “in proprio” uno o più quadri (di quelli che un Comitato artistico deciderà di rappresentare per quell’anno) curando la preparazione dei singoli partecipanti e la messa in scena artistica, ed il Regista, affiancato da collaboratori qualificati, avrebbe comunque una supervisione globale dell’evento.

         La Sacra Rappresentazione si riavvicinerebbe così alle Associazioni, e quindi ai cittadini, che potrebbero sfidarsi nell’organizzazione del miglior quadro dell’anno; una sorta di premio (Filiberto Gigli ?) che andrebbe a chi ha ottenuto i migliori risultati artistici.

         C’è qualcuno disposto a parlarne? Può essere percorribile questa nuova-via? Oppure di Sacra Rappresentazione possono parlarne, e deciderne, solo in pochi eletti?  

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