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Passione di Cristo |
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febbraio 2005:
Sezze
difende la sua cultura di Ignazio Romano Passione di Cristo a rischio? Niente affatto, la processione del Venerdì Santo si farà Anche quest'anno polemiche e problemi ma alla fine i fondi per
realizzare il più importante evento culturale della Provincia di Latina
sono usciti, o meglio: nel comunicato stampa, che il Comune di Sezze ha
emanato giovedì 24 febbraio, si precisa che già lo scorso 2 febbraio era
stata presentata alla Provincia la richiesta di patrocinare l'evento. Si
tratta di 5.000 euro che andranno ad aggiungersi ai 5.000 presenti già
nel bilancio comunale, e che sommati dovrebbero coprire le richieste fatte
dall'Associazione che gestisce la Passione. L'intero evento necessita di
16.000 euro di cui 10.000 chiesti agli enti pubblici dal direttivo della
"Passione di Cristo". Nei prossimi giorni cercheremo anche di
dare il dettaglio di tale spese. Nella mattinata di giovedì 24, per
sbloccare la questione che addirittura era giunta in aula Parlamentare, si
sono incontrati d'urgenza l'Assessore Provinciale alla Cultura, Fabio
Bianchi, il Sindaco di Sezze, Lidano Zarra, ed il neo Assessore
alla cultura Carlo Grassucci che hanno garantito il finanziamento.
Intanto a Roma la Presidenza del Consiglio dei Ministri accoglieva
la richiesta degli onorevoli Sesa Amici e Riccardo Ricciuti
concedendo il patrocinio. La Passione è salva, e Sezze può
continuare a rappresentare la sua tradizionale processione del Venerdì
Santo così come avviene da 72 anni, anche se sarà il caso di
rivederne la gestione. L'intera vicenda dimostra che nei nostri luoghi il turismo non lo fa l’impresa, come
qualcuno vorrebbe far credere, per il semplice motivo che non c’è
impresa che trovi interessante l’attuale stato del “prodotto
Lepini”. Proprio in considerazione di questo nel 1998 il Presidente Elio Magagnoli (dell’associazione della Passione di Cristo costituita da volontari) presentò all’amministrazione Siddera un progetto turistico da realizzarsi al Teatro Sacro Italiano (appositamente costruito) meglio conosciuto come Anfiteatro. Lo scopo non è quello di sostituire la tradizionale sfilata per le vie del centro storico a cui tutti i setini sono molto legati, ma quello di realizzare un prodotto turistico per dare la possibilità all’associazione che gestisce l’evento di autofinanziarsi, e non dipendere esclusivamente da quegli enti pubblici che, con grande dignità, oggi si tirano indietro. Il moderno piano di rilancio turistico, STILe, che qualcuno pensa possa partire dal mondo imprenditoriale, prevede la ristrutturazione del grande teatro setino, con i suoi 15.000 posti a sedere, tutto con i fondi comunitari del DOCUP 2000/2006. E allora cosa manca? Ci aspettiamo da questa amministrazione che tali progetti vedano finalmente la luce, e che Sezze torni ad essere punto di riferimento culturale per l'intera provincia. |
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15 maggio 2002: Associazione Passione di Cristo Portale fotografico Setino
Franco Abbenda nei panni di Giovanni Battista nella Rappresentazione del 1987
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PROPOSTA
INDECENTE ?
È
la solita storia: all’indomani di ogni Sacra Rappresentazione
del Venerdì Santo, tutti (o quasi tutti) ne parliamo; i più a pensare
che…”una volta era più bella” e che”si potrebbe fare meglio”.
Fino a Pasquetta però; dopo…arrivederci al prossimo anno.
Qualcuno a tenersi dentro la soddisfazione per quello che ha fatto (o
scelto di non fare); altri a pensare che di questo passo, la
“Processione” sparirà; altri a continuare a far finta che tutto
vada bene.
Io penso, e lo dico da attore-partecipante da molti anni, che
adesso siamo ad un punto di non ritorno: così non si può più andare
avanti!!
Bisogna avere il coraggio di dire che la Sacra Rappresentazione
del Venerdì Santo deve essere ripensata e programmata meglio. Questo,
badate bene, nel rispetto di tutti coloro (Associazione Passione di
Cristo in primis) che nel corso degli anni si sono battuti, impegnati ed
hanno dato il massimo per far sì che la bella tradizione potesse
continuare.
Ma la responsabilità è di tutti gli abitanti di Sezze: quelli
che la Processione la vivono da protagonisti e quelli che hanno sempre
fatto gli spettatori; quelli che la amano comunque e quelli che ne
parlano male comunque; gli amministratori, i sacerdoti, le associazioni
religiose e culturali, i gruppi teatrali e “la parte migliore” del
paese.
Ebbene sì; la colpa è di tutti noi perché non ci siamo mai
resi conto che la Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo è il
biglietto da visita per eccellenza del nostro paese, e come tale non può
essere patrimonio esclusivo di un’Associazione, di un regista o di
alcuni attori rappresentativi. Nessuno a Siena potrebbe organizzare il
Palio se la città intera non fosse coinvolta nella corsa di Piazza del
Campo!! E’ giusto che ci sia un’Associazione a sovrintendere ed
organizzare la serata del Venerdì Santo; ma è il paese intero a dover
supportare l’organizzazione e la pianificazione dell’avvenimento
che, piaccia o no, è l’evento turistico-culturale del “paesello”.
Dovremmo, in sintesi, riappropriarci della Rappresentazione, non
rivoluzionando tutto e gettando all’aria un mare di esperienze, ma
garantendo un adeguato supporto di risorse umane, in numeri e capacità
artistiche, a chi (l’Associazione Passione di Cristo) rimane investito
della supervisione artistica ed organizzativa dell’intera
manifestazione.
Io ritengo che il percorso da seguire sia quello, ben riuscito,
scelto per la Sagra del Carciofo: ogni associazione, scuola,
cooperativa, gruppo sportivo o culturale, potrebbe organizzarsi “in
proprio” uno o più quadri (di quelli che un Comitato artistico
deciderà di rappresentare per quell’anno) curando la preparazione dei
singoli partecipanti e la messa in scena artistica, ed il Regista,
affiancato da collaboratori qualificati, avrebbe comunque una
supervisione globale dell’evento.
La Sacra Rappresentazione si riavvicinerebbe così alle
Associazioni, e quindi ai cittadini, che potrebbero sfidarsi
nell’organizzazione del miglior quadro dell’anno; una sorta di
premio (Filiberto Gigli ?) che andrebbe a chi ha ottenuto i migliori
risultati artistici.
C’è qualcuno disposto a parlarne? Può essere percorribile
questa nuova-via? Oppure di Sacra Rappresentazione possono parlarne, e
deciderne, solo in pochi eletti? |