Il Pane di Sezze

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Una tradizione così importante va promossa adeguatamente

 

La tradizione millenaria del nostro paese ha bisogno di misure concrete, e la produzione del pane, se adeguatamente incentivata, è tra le risorse più importanti su cui Sezze deve scommettere.

Con questo servizio il Portale ha voluto dare il suo piccolo contributo

Arriva con "Il Caffè" 

il Pane di Sezze

alcuni commenti....
Era ora che qualcuno si ricordasse del pane di Sezze.”

“Un profumo unico quasi dimenticato; è proprio vero!”

“Nessuno parla mai del nostro pane, ma chi è questo Caffè?”

“Noi sezzesi non riusciamo a promuovere adeguatamente le nostre tradizioni.”

“Alla sagra del carciofo molti si sono ricordati della tradizione del pane;

( - Colli tutto l’anno-  -Scuola Piagge Marine- ) ma i forni a legna, quelli dove si fa il pane di Sezze, stanno scomparendo.”

“Nessuno fa nulla per incentivare la produzione del pane tradizionale”

Il  forno di Onelia è una delle ultime realtà che segue la tradizione setina

Questi alcuni dei commenti a caldo, nei bar e nelle vie di Sezze, che ho potuto raccogliere durante la distribuzione del quindicinale “Il Caffè” di maggio. All’interno un servizio di tre pagine, di cui sono in parte autore, sulla panificazione tradizionale a Sezze. Tutto è nato l’anno scorso quando ho preso contato con la redazione de “Il Caffè” di Aprilia, subito dopo l’uscita del numero zero. “Ancora non siamo pronti per estendere al territorio di Sezze la  distribuzione del giornale, ma terremo presente la Sua disponibilità”. Così mi rispose il caporedattore Francesco Buda. Ci siamo risentiti a marzo 2003, Francesco mi ha chiamato proponendomi, per l’appunto, un servizio sulla panificazione tradizionale a Sezze. “Santo cielo -ho risposto- non so nulla sull’argomento!” Ma pur di promuovere il mio paese ho promesso a Buda che avrei iniziato una ricerca. 

Ho cercato sui libri e sulle pubblicazioni che possiedo, ho chiesto agli amici ed infine sono andato da Luigi Fusco. Qui ho trovato tanta disponibilità e ho preso accordi per realizzare un servizio fotografico sull’intero ciclo della panificazione nei locali del forno di via Villa Petrara. Da piccolo andavo lì, da Onelia, a comperare il pane fresco, per questo mi sono trovato subito a mio agio e tra gente familiare. Gli addetti al forno sono stati tutti molto simpatici e disponibili nel collaborare alla realizzazione delle foto. Per me un’esperienza nuova e tutto un mondo da scoprire, quello del forno, ma soprattutto un mondo da valorizzare e difendere. Con queste motivazioni ho trovato le energie e le convinzioni per fare un buon lavoro. 

Fatte le foto mi mancava un’intervista che narrasse come le nostre nonne facevano il pane tanti anni fa. Avevo individuato alcune signore che hanno panificato per anni, ma non trovavo il tempo per ascoltarle. Poi, improvvisamente, mi sono tornati in mente i racconti di mia madre e della nonna Stella. A 12 anni mia madre rimane orfana e dalla nonna Stella Fattorini apprende l’arte della panificazione. Ma non solo; Stella è colta ed insegna a sua nipote i versi della Divina Commedia e delle maggiori opere liriche. Di lì l’intervista e l’articolo di tre pagine pubblicato da “Il Caffè” con mia grande soddisfazione

Perché, si chiederanno in molti, in giorni in cui tutti distribuiscono “santini” per avere la possibilità di amministrare Sezze, tutto questo lavoro per un articolo sul pane? 

Dopo aver ringraziato doverosamente la redazione de “Il Caffè” ed il suo direttore Stefano Carugno, posso rispondere anche a questa domanda: 

“Che ci crediate o no ho voluto solo ricordare che, a Sezze, anche la panificazione, intesa come valore della cultura locale, sta facendo la fine dell’agricoltura, dell’archeologia, delle usanze e della storia dei nostri luoghi, ovvero, sta scomparendo con la complicità di noi sezzesi”. 

In questi giorni (24-25-26 maggio) a Roma, 40 sindaci delle città più importanti del mondo, 70 mini-delegati rappresentanti del Parlamento dei Giovani e tante personalità illustri stanno tenendo una conferenza sulla Glocalizzazione, per ricordare che sono i valori locali ad esaltare la comunità mondiale. La via indicata dal The Glocal Forum è quella da seguire dai nostri amministratori. “Sezze” rappresenta una vera anomalia, dove numerosi tesori vengono trascurati senza che nessuno alzi un dito. Denuncia sostenuta da tutte le persone che mi hanno aiutato a pubblicare il servizio e che hanno mostrato la mia stessa sensibilità su questi temi.

Voglio anche ricordare che alla 34a Sagra del Carciofo  la scuola elementare Piagge Marine ha allestito una accurata ricerca degli oggetti tipici della panificazione tradizionale, e nelle foto ne possiamo vedere alcuni: dalla “rasora” strumento con cui si divideva la massa, alla “panara” lunga pala con cui si infornava il pane, ai panni usati per avvolgere il pane.

Sempre alla 34a Sagra del Carciofo l’associazione “Colli tutto l’anno” guidata dal Presidente Lino De Angelis ha portato in scena la commedia dialettale di Alberto Ottaviani “La Panicotana, la Cariatora e il Lupinaro” tutta incentrata sulla lavorazione del pane. Lo stesso Ottaviani, autore di numerose opere in vernacolo, ci ha spiegato che spesso la panificazione avveniva in piena notte quando è facile che nascono leggende. Due donne nel buio del paese (all’epoca non c’era l’illuminazione pubblica) buttano via il pane e scappano impaurite per aver scambiando un ubriaco per un “Lupinaro” in italiano un lupo mannaro, in seguito rivelatosi marito della “Panicocana” la massaia.  

Come in tutti i miei servizi è di fondamentale importanza trovare la disponibilità e la cortesia della gente. In questa occasione ho conosciuto tanta persone simpatiche e pronte a collaborare con me. Si tratta degli addetti al forno di “Onelia” che mi hanno cortesemente accolto e pazientemente sopportato per tutta la lavorazione del pane che ho ripreso. Un grazie particolare va a Luigi Fusco, proprietario dell’attività, che con i suoi suggerimenti mi ha consentito di realizzare il lavoro mettendomi subito sulla strada giusta. Tutto questo rende il servizio più ricco e vicino alla realtà, prendendo il carattere e l’importanza di un documento.

( Servizio lavorato tra marzo ed aprile 2003, in rete dal 24 maggio )

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