Azione Cattolica Italiana

  

di Vincenzo Serra

Intervento all'incontro - dibattito del 15 febbraio 2003 con il prof. Giovanni Bachelet

Attese di Pace

In un tempo in cui spirano venti di guerra, l'Azione Cattolica Italiana avverte come urgente un'azione di costruzione della pace fondata sul dialogo paziente e autentico per superare divisioni e conflitti. Il dialogo non lascia indifesi: può proteggere. Non indebolisce: può rafforzare. Nulla è mai perduto con il dialogo. Tutto può essere perduto con la guerra.
L’Azione Cattolica di Sezze (Parrocchie di S. Carlo da Sezze, S. Lucia, S. Lorenzo e Santa Maria) esprime così la sua preoccupazione per l'attuale situazione internazionale e ritiene pericoloso che singole nazioni si arroghino il diritto di prendere decisioni militari da sole, con il pretesto di difendere la pace:

le condizioni essenziali per la vera pace sono: la verità, la giustizia, l'amore e la libertà.

la guerra non risolve i problemi anzi ne crea di nuovi. Si tratta di evitare, da un lato, le mistificazioni, qualificando con forme equivoche comportamenti di aggressione e di egemonia, e di sostenere, dall'altro, organismi internazionali, come le Nazioni Unite, affinché siano sempre più in primo piano per costruire nel dialogo le condizioni per superare odi e violenze che separano popoli e nazioni. Anche l'Europa, oggi più forte e più ampia con l'ingresso di nazioni appartenenti all'ex blocco dell'est, deve saper compiere gesti e pronunciare parole di vera pace.
Come ricordava il beato Giovanni XXIII nella sua enciclica Pacem in terris del 1963, 

Proprio alla luce di questa profetica enciclica giovannea, l'Azione Cattolica Italiana invita tutti a convertire il cuore perché non ci sarà vera pace se non a partire da un cambiamento radicale del proprio essere uomini. Accoglie con gioia e trepidazione, con responsabilità e disponibilità l'invito del Papa - espresso nel messaggio per la giornata del primo gennaio 2003 - a educare alla pace, a compiere gesti di pace come frutto di una formazione della mente e del cuore di laici che, ad ogni età, sappiano essere operatori di pace.

Articolo di Vincenzo Serra