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Max
Manfredi "il
più bravo"
Domenica 23 maggio - ore
18,00
Auditorium Mario Costa
Max
Manfredi in concerto con Marco Spiccio (piano) e Fabrizio Ugas (chitarre)

Max
Manfredi, cantante genovese, classe 1956, che nel 1997 è stato definito da Fabrizio De André: <<il più bravo>> tra i cantautori italiani in circolazione.
E proprio in duo con De André, Max Manfredi ha eseguito una delle sue canzoni più famose: La fiera di Maddalena, contenuta
all’interno della sua seconda opera discografica pubblicata nel 1994: MAX.
Basta questo per attrarre il pubblico delle grandi occasioni? È sufficiente questo biglietto da visita per elevare un giudizio unanime e privo di sbavature sulla reale bravura che Max Manfredi è pronto a mostrare e a confermare sul palcoscenico di
Sezze?
Gli organizzatori invitano ad astenersi da ogni giudizio affrettato, positivo o negativo che sia, e invitano tutti, come tra l’altro faranno loro, ad assistere in live al concerto di Manfredi e a scoprire di persona la bravura di questo grande artista della musica italiana d’autore. Cosi facendo, si eviterà di rimpiangere la propria assenza, come è già accaduto in passato (vedi concerto di Giorgio Conte), quando i (non pochi) fortunati acquirenti-possessori del biglietto di una serata d’ottobre del 2008, uscirono in strada ancora estasiati per raccontare in giro di avere assistito ad uno dei migliori concerti dal vivo mai visti nella nostra provincia.
In fondo, si spendono tanti soldi ai giochi di fortuna e roba varia…cosa sarà mai un pomeriggio di svago e, soprattutto, di solidarietà, al costo ragionevole di una misera schedina con sistema ridotto? Certo, si potrebbe ribattere: la schedina può far vincere molto denaro, mentre il concerto…è effimero, forse? Per fortuna che c’è ancora qualcuno che canta, che suona <<e la tristezza ce la fa passare…>>, come direbbe Francesco De
Gregori.
Il concerto di Max Manfredi a Sezze è per domenica 23 maggio 2010, a partire dalle ore 18,
00 presso l’Auditorium Mario Costa di
Sezze. Prezzo del biglietto d’ingresso: € 10,00.
Sul palco, ad accompagnare il cantautore genovese, ci saranno Marco Spiccio (piano) e
Fabrizio Ugas (chitarre)
Max
Manfredi, oltre alla critica positiva dell’indimenticabile Faber,
si presenterà comunque a Sezze nella veste ancora fresca di vincitore
della Targa Tenco 2009 per il "miglior disco
dell'anno", assegnata alla sua ultima opera discografica, "Luna
Persa". Per la cronaca, il nome di Manfredi al Tenco, si è
imposto su Ivano Fossati e Vinicio Capossela.
Manfredi presenterà ed eseguirà i brani di Luna Persa e del suo
repertorio per la prima volta in terra pontina, grazie all’Associazione
Leonardo e al suo gruppo ben affiatato di soci che, attraverso il
connubio qualità-solidarietà sociale, in soli tre anni è riuscita a
distribuire in beneficienza ben 16.500€; ultima, la donazione fatta ai
bambini haitiani ospitati presso la struttura della Croce Rossa Italiana
di Cisterna di Latina grazie all’incasso, sempre al netto delle spese,
del concerto di Locasciulli.
Dunque, ogni giudizio anticipato, sia esso in senso positivo che negativo, probabilmente potrebbe indurre in inganno, ma soprattutto togliere all’evento stesso quel desiderio di scoperta che ogni spettatore cova nell’animo al momento di sistemarsi davanti ad un palcoscenico. È questo, infatti, l’unico modo adatto per dare il giusto plauso a chi ha avuto ed ha ancora la forza e la capacità, quindi il merito, di tenere unite scrittura e musica con mestiere (qui è d’obbligo il richiamo proprio al De André che ammonisce con rigore intellettuale: <<dove sono andati i tempi di una volta, per Giunone, quando ci voleva per fare un mestiere anche un po’ di
vocazione>>.), fino a realizzare una sola creatura artistica: la canzone.
A maggior ragione, poi, se tutto questo avviene e si costruisce con cura e pazienza certosina - come fanno musicisti simili a Manfredi - all’interno della propria bottega artigianale; senza cedere alle tentazioni-imposizioni di un mercato discografico ormai preda dei talent show, dove basta un’apparizione in tv per diventare famosi; accettando di buon grado, quasi fosse un privilegio e non un isolamento, a restare chiusi in quella cosiddetta “nicchia”, dove qualcuno (chiamarla élite sarebbe paretianamente offensivo per la massa informe, anche se questo confermerebbe le ragioni degli apocalittici che, appunto, considerano la massificazione stessa uno strumento poco adatto all’integrazione sociale - perciò distruttivo – con gravi ricadute non solo a danno dei valori, ma del gusto e della qualità) ancora si azzarda a ficcare il naso per non disperdere un patrimonio artistico costruito negli anni con rigore, determinazione ed irrinunciabili scelte di vita che meritano il dovuto rispetto. Quel rispetto che la logica del mercato tratta e bistratta con assoluto cinismo, mettendo in forte imbarazzo chi crede e chiede solo genuinità e musica priva di
OGM.
Cosa ancor più discutibile, è quando ad evitare simili avventure sono i giovani che, spesso, al di là di qualche sporadico luogo comune, non dimostrano il desiderio di scoperta e di partecipazione diretta a questo genere di musica d’autore di un certo livello e che da anni ha trovato il suo rifugio prediletto nel Premio
Tenco. Manca, in sintesi, quello spirito di critica costruttiva che aiuterebbe molti di questi giovani a porsi all’avanguardia delle mode, come riscontrato nelle passate generazioni? Oppure, siamo noi “nicchiaroli” a restare fermi al palo della nostalgia dei tempi andati? L’ideale per tutti, sarebbe uno scambio alla pari…una forma di accettazione reciproca e di interrazione intergenerazionale.
L’incasso, al netto delle spese, sarà devoluto a Ruben Gutierrez, detenuto presso il braccio della morte del carcere di Polunskj Unit-South
Livingstone, in attesa di essere giustiziato.
Gutierrez, che si dichiara da sempre innocente, si è rivolto all’autorità giudiziaria del Texas chiedendo di essere sottoposto alla prova del DNA che potrebbe scagionarlo definitivamente dall’accusa che lo ha portato alla condanna a morte. Grazie a questo test, infatti, il suo complice ha già ottenuto la piena libertà.
Il problema, ora, è che, negli Stati Uniti d’America, la prova del DNA è a totale carico dell’accusato. La serata, organizzata dall’Associazione Leonardo Sezze in collaborazione con la signora Fiorella Moretti e con la Comunità di Sant’Egidio di
Sezze, servirà quindi a fornire un contributo alle spese che Gutierrez dovrà affrontare per dimostrare la sua totale innocenza ed evitare così la pena capitale.
Attraverso questa iniziativa, le persone e le associazioni interessate intendono ribadire la loro piena contrarietà alla pena di morte ancora in uso in molti paesi del mondo.
Nel corso della stessa serata, Giancarlo Loffarelli, noto regista-autore-attore teatrale
setino, leggerà in pubblico alcune lettere scritte da condannati a morte detenuti nello stesso carcere di
Gutierrez, oltre ad alcuni passaggi di Cesare Beccaria, ricavati dalla sua famosa opera scientifico-letteraria, Dei delitti e delle pene.
Prevendite Concerti Sezze:
Cartolibreria Pitti, Via Roma 25,
0773887397
Centro Stampa La Piaia, via Fanfara,62 0773800093
Alimentari Iozzi Cesare Colli di Suso, 0773886546
Profilo Max Manfredi
Discografia
· 1990 Le parole del gatto
· 1994 Max
· 2001 L'intagliatore di santi (Storie di note)
· 2004 Live in blu (Storie di note )
· 2008 Luna persa (Ala Bianca)
Riconoscimenti
· 1990 Premio Città di Recanati
· 1990 Targa Tenco per la miglior opera prima
· 1997 Premio Regione Liguria come "capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi"
· 2005 Premio Lunezia DOC
· 2005 Premio Lo Cascio
· 2009 Premio Lunezia Canzone d'Autore per l'album "Luna persa"
· 2009 Targa Tenco per il "miglior disco dell'anno" assegnata a "Luna Persa"
sito ufficiale
>>
www.maxmanfredi.com
Biografia
Max
Manfredi (Genova, 7 dicembre 1956) è un cantautore italiano.
Inizia a suonare la chitarra all'età di 7 anni componendo le sue prime canzoni a 13 anni.
Durante il periodo scolastico ed universitario comincia il suo percorso artistico sia nel campo teatrale come attore e regista di compagnie filodrammatiche, che come musicista dedicandosi alla musica folk con il gruppo Quelli di Villa Bell'Eri che si trasformò in seguito nel Gruppo Genovese di Musica Antica, una formazione musicale specializzata nella musica dei trovatori.
In seguito fonda il gruppo di improvvisazione "kind und Kegel" pur continuando l'attività concertistica in proprio.
Nel 1985 viene invitato come artista emergente al Premio Tenco, la "Rassegna di canzone d'autore" alternativa al festival di Sanremo creata da Amilcare Rambaldi in memoria di Luigi
Tenco.
Nel 1990 ha pubblicato il suo primo LP dal titolo "Le parole del gatto" che si aggiudica la Targa Tenco per la migliore opera prima davanti a
Ligabue[1]. L'album comprende brani come A casa a piedi, L'uomo del tango, Centerbe, I botti di San Silvestro. Nello stesso anno vince la prima edizione del Premio Città di Recanati, manifestazione dedicata alla canzone d’autore, con la canzone "Via G. Byron Poeta".
Nel 1994 esce la seconda opera discografica, "Max", con la partecipazione di Fabrizio De André che canta ne "La fiera della Maddalena", brano utilizzato come sigla di diversi programmi e rassegne e, in particolare, per la scena finale del film
Faber. Tre anni dopo in un'intervista Fabrizio De André definisce Max Manfredi "il più bravo" tra i cantautori italiani[2][3][4][5]. Tra gli altri brani dell'album: Strade che non portano a Roma, Le rime di
Sampierdarena, Notti slave, La USL non passa l'amore, La vera storia di Jan di
Leyda, Natale fuoricorso.
Ma Manfredi non limita alla musica la sua attività di autore. Pubblica il "Libro dei
Limerick" per Vallardi. Come attore, svolge diversi "reading" di poesie, sue e soprattutto dei suoi autori preferiti, da Dante a
Gozzano, da Pascoli a Petrarca.
Nel 1997 riceve dalla Regione Liguria il premio come "capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi" e presenta al Teatro Modena di Genova il concerto-spettacolo "La leggenda del Santo Cantautore". In quegli stessi anni si infittiscono gli impegni nel campo della musica antica, in particolare medioevale, rinascimentale e barocca, con L’Accademia Viscontea di Milano e nella rielaborazione folcloristica con il gruppo genovese "La
Rionda".
Dal 2000 Max Manfredi svolge vari concerti anche all’estero, a partire da Saint Malo, Monaco e Berlino. Nel maggio 2001 pubblica il terzo cd, "L’intagliatore di Santi". Oltre alla title-track il disco comprende brani come Freddo (ma non conta niente), Fado del dilettante, Caterina, Danza composta, La ballata degli otto topi, Cattedrali, Tra virtù e degrado. Nel settembre del 2002 viene invitato, come rappresentante della musica italiana, alla Biennale di
Belem, in Brasile.
Nel novembre 2002 pubblica Trita Provincia, il primo libro in prosa, e collabora attivamente con
l’Academia do Fado del chitarrista Marco Poeta, anche come coautore dell’album “Il poeta e la chitarra”. Nel tempo Manfredi ha scritto brani anche per le Voci atroci.
Nel 2004 esce il suo primo CD – live, Live in blu, registrato al Teatro Blu di Milano il 28 giugno con la direzione artistica dello stesso Max Manfredi e di Federico
Bagnasco. Con il cantautore ligure c'è la Staffa, il gruppo che da tempo lo accompagna dal vivo. Il disco racchiude tre inediti: Coriandoli d'acqua, Molo dei greci e
Tabarca. Nell’anno successivo riceve tre importanti premi: Premio Lunezia, Premio Lo
Cascio, premio come “miglior solista” al Meeting Etichette Indipendenti di Faenza. Sempre nel 2005, la Tv tedesca Bayerischer Rundfunk realizza un documentario su di lui con una lunga intervista lungo i luoghi tipici di Genova, in una serie televisiva chiamata “Bella Italia”, che va in onda in tutti i paesi di lingua tedesca.
Nel 2006 presenta alla Galleria d’Arte Moderna di Genova la sua “silloge gracidante”
“Batrax”: una lettura de “Le ranocchie turchine” del poeta futurista Enrico
Cavacchioli. Nella primavera 2007 collabora, in veste di musicista ed attore, con il Teatro della Tosse di Genova, per il recital “Poeti vs Cantautori” con la regia di Tonino Conte mentre in autunno tiene un intero tour in Francia, Belgio, Svizzera e Germania.
Continua intanto un’intensissima attività live anche in Italia (nell’estate 2007 si è esibito in un breve tour in Sardegna, nell’anfiteatro di Orosei e nella casa di Grazia Deledda a Nuoro). Nell’autunno 2007 è nuovamente ospite del Premio
Tenco, dove presenta fra l’altro un inedito, “Il regno delle fate”, a detta di molti (ad esempio Gianni Mura su Repubblica, una delle più belle canzoni scritte in Italia negli ultimi
anni[6]. Nel 2008 partecipa allo spettacolo teatrale “Viaggiatori viaggianti” di Sergio Maifredi e mette in scena, in luglio, lo spettacolo "Le vie del sale" che apre la rassegna "L'Isola in collina" di
Ricaldone. Di quest'anno è anche il libro "Cantautori novissimi. Canzone d'autore per il terzo millennio" di Paolo
Talanca, libro che vede Max Manfredi come uno dei principali protagonisti e in cui è contenuta una intervista a Roberto Vecchioni che definisce Manfredi "uno che ha bazzicato col romanzo, con la poesia, col dialettale, con la canzone e senza, è uno spiritoso, un capace, uno che non posso nemmeno limitare con il termine di cantautore: è un intellettuale"[7]. Tra maggio e luglio registra l'album Luna persa negli studi Maccaja di Genova. Il disco esce il 26 settembre 2008, pubblicato da Ala Bianca Group e distribuito da
Warner. L’album contiene una intro, undici brani che toccano mondi musicali molto diversi e come bonus-track "La fiera della Maddalena" cantata con Fabrizio De André. La produzione artistica è dello stesso Max Manfredi e di Federico Bagnasco e Fabrizio
Ugas, due componenti della Staffa, il gruppo che da anni lo accompagna. La tracklist comprende: Au clair de la lune, L'ora del dilettante, Il regno delle fate, Terralba tango,
Retsina, Libeccio, Quasi, Zimbalom, Aprile, Il morale delle truppe, Il treno per
Kukuwok, Luna persa, La fiera della Maddalena. Il brano L’ora del dilettante viene scelto come sigla del Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, mentre il 30 dicembre Gianni Mura, su “Repubblica”, inserisce Max Manfredi fra i 100 personaggi italiani più importanti dell’anno[8]. Nel 2009 Luna persa vince la Targa Tenco come miglior disco dell'annata, superando quelli degli altri finalisti Vinicio
Capossela, Dente, Ivano Fossati e Bobo Rondelli.
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