Auditorium del Turismo

Mario Costa

   

 Sezze, 20 gennaio 2008                                      foto di Ignazio Romano

Le Colonne

BIANCHE STATUE CONTRO IL NERO ABISSO

percorso di ricerca sul teatro di Pirandello

di Giancarlo Loffarelli
compagnia teatrale Le Colonne

con

Emiliano Campoli, Marina Eianti, Giancarlo Loffarelli

Elisa Ruotolo, Simona Serino, Maurizio Tartaglione

 

 scene e costumi

Mario Tasciotti

 

regia

Giancarlo Loffarelli

 

tecnico audio: Armando Di Lenola; tecnico luci: Fabio Di Lenola; sartoria Bi.Mi.

trasporti AcLc prodotto da Gianluigi Polisena per Oikos

 

“Nietzsche diceva che i Greci alzavano bianche statue 

contro il nero abisso per nasconderlo. Io le scrollo, invece, per rivelarlo.”
Luigi Pirandello

Capire Pirandello attraverso Pirandello: è l’elemento guida di questo spettacolo che cerca un percorso unitario, pur nella poliedrica articolazione, all’interno della produzione letteraria di Luigi Pirandello, dagli inizi fino all’ultima, incompiuta opera. Il percorso attraversa principalmente il teatro pirandelliano ma si avvale anche del resto della sua produzione (romanzi, novelle, saggi, lettere).

Pirandello ebbe modo di sostenere, in un’intervista concessa poco prima della sua morte: “Nietzsche diceva che i Greci alzavano bianche statue contro il nero abisso per nasconderlo. Io le scrollo, invece, per rivelarlo.” Questa importante dichiarazione è il filo conduttore attorno al quale questo spettacolo si sviluppa. Esso infatti mostra come l’opera di Pirandello sia stata, fra l’altro in sintonia con la cultura europea a cavallo dei due secoli, un’intensa attività demolitrice degli assoluti e dei valori tradizionali. Al tempo stesso, lo spettacolo mostra come, particolarmente nell’ultima stagione della sua vita, Pirandello abbia sviluppato una sorta di pars construens individuando, soprattutto nella cosiddetta Trilogia dei Miti, degli assoluti di cui l’uomo non può fare a meno. Lo spettacolo testimonia, inoltre, le difficoltà di Pirandello, nonostante la sua adesione al fascismo, a essere accolto nell’angusto panorama culturale italiano degli anni Venti e Trenta, ottenendo soprattutto all’estero un notevole consenso, dalla Germania a Londra, da Parigi alla consacrazione del Premio Nobel.

I brani che vengono presentati nel corso dello spettacolo (quelli teatrali tratti da Sei personaggi in cerca d’autore, Enrico IV, Così è (se vi pare), Questa sera si recita a soggetto, Come tu mi vuoi, La favola del figlio cambiato, I giganti della montagna; quelli tratti dai romanzi Il fu Mattia Pascal e Quaderni di Serafino Gubbio operatore; quelli dalle novelle Tragedia di un personaggio e Di sera, un geranio; dal saggio L’umorismo e dalle numerose lettere) sono accompagnati da rarissime immagini di Pirandello tratte dagli archivi RAI e dalla figura di un narratore che presenterà l’intero spettacolo come l’affascinante racconto di un viaggio all’interno di un mondo misterioso e ricco di suggestioni.

Al termine di questo percorso, Pirandello emerge, al di là degli stereotipi che hanno spesso imprigionato la sua figura, come uno dei grandi innovatori della cultura italiana ed europea del Novecento.  


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