Auditorium del Turismo

Mario Costa

   

 Sezze, 22 dicembre 2004                                    foto di Ignazio Romano

 Giornate Musicali 

39° Festival internazionale di musica

LA TRAVIATA

di Giuseppe Verdi

Un allestimento su misura per il "Mario Costa"

In controluce si intravedono le sagome di mobili sotto grandi teloni grigi. Un uomo entra in scena, cammina tra queste sagome e piange ... di un pianto composto, rassegnato. Si avvicina al proscenio e l'espressione dei suo viso muta. L'uomo sorride e d'improvviso la scena cambia e il grigiore iniziale si tramuta in una festa caotica, ricca di colori e danze. In questo modo ha inizio la "nostra" Traviata (appositamente allestita per l'Auditorium di Sezze) che vuole far vivere l'opera allo spettatore (grazie ad un efficace disegno luci e un minuzioso lavoro coreutico sulle masse), attraverso il ricordo e gli occhi di Alfredo. Come non tutti sanno, la trama della Traviata di Verdi segue fedelmente il romanzo e il dramma di A. Dumas figlio. Mutano solo i nomi dei protagonisti: Armando Duval e Margherita Gautier di Dumas diventano Alfredo Germont e Violetta Valéry nella Traviata. Il romanzo si apre con  la descrizione dettagliata dell'asta n ella quale si vendevano i beni della defunta dama delle camelie e alla quale partecipavano non solo le donne di vita ma anche le dame della buona società. 

Queste ultime vi prendevano parte più che per l'asta in sé, per la curiosità di toccare con mano e vedere gli oggetti che popolavano un mondo a loro così distante: quello delle feste e delle orge frequentate dalle prostitute dell'epoca. Per questo motivo la regia tende non solo a riproporre lo squallore dell'asta (che decreta la morte oltre che fisica anche morale della giovane donna) ma anche ad esaltare gli atteggiamenti licenziosi e ambigui di quell'ambiente e le ipocrisie di una società corrotta e ipocrita. Attraverso un minuzioso lavoro sui cantanti - attori si è cercato di mettere in evidenza i vizi sociali di un demi-­monde prepotente e frivolo, di apparenti valori ("pura siccome un angelo"), di prostituzione di alto bordo, di inettitudini maschili, di ipocrisie danarose, di cinismi paterni ("curatevi, meritate un avvenir migliore", quando Violetta, dopo il sacrificio per il buon nome della sconosciuta figlia di Germont è ormai agonizzante) e di rimorsi ormai privi di rischi ("Ah, tutto il mal ch'io feci ora sol vedo"). Ciò che continua a sorprendere e ad emozionare e che rende quest'opera una delle più amate, anche dal grande pubblico, è che nella Traviata tutto è vita e contemporaneità. Il soggetto della "Dame aux Camelis" era ed è, infatti, di bruciante attualità. II personaggio della protagonista, Marguerite Gautier, traeva ispirazione da quello di Marie Duplessis, una giovane prostituta di "alto bordo", che aveva avuto numerosi amanti, tra i quali lo stesso Dumas. 

La Duplessis era morta giovanissima e alla sua vita lo scrittore francese si era rifatto per il romanzo uscito nel 1848 e poi adattato per il teatro nel 1852. Per mesi Verdi rifletté sulla possibilità di ricavare un'opera dal dramma di Dumas, poi, nell'ottobre del 1852, portò in poco tempo a termine il suo progetto. Alla sua prima rappresentazione veneziana del 6 marzo 1853 Traviata si rivelò un fallimento, sia per l'argomento al quale un pubblico ancorato agli schemi tradizionali del melodramma non era abituato, sia per la non felice scelta degli interpreti. Nelle successive rappresentazioni, però, l'opera venne accolta trionfalmente, fino a diventare una delle opere più amate di Verdi e uno dei drammi in musica più grandi a livello universale. La trama è nota a tutti. La storia si svolge a Parigi nel 1850. Alfredo Germont, giovane di buona famiglia si innamora di una cortigiana alla moda: Violetta Valéry. Questa scopre l'amore profondo, lascia il suo mondo equivoco e si ritira con Alfredo in una casetta di campagna. Sono momenti di felicità effimera. Interviene il padre di Alfredo, Giorgio Germont. 

Egli ammette il profondo amore che lega Alfredo e Violetta, ma fa comprendere a quest'ultima che l'avvenire del figlio, per la relazione con una donna della sua classe, è compromesso e che, inoltre, la giovane sorella di Alfredo non potrà sposarsi, per 1 a disonorante relazione del fratello. Violetta s i sacrifica e fugge. Alfredo non sa nulla. Pensa che Violetta si sia stancata di lui e abbia cercato una relazione più remunerativa. La incontra a Parigi; durante una festa; e le getta in faccia una forte somma di denaro appena vinta al gioco, dichiarando di essersi così sdebitato con lei. Violetta non regge a tanto dolore. Di salute già cagionevole, colpita da una tisi fulminante, si consuma senza alcuna speranza. Il padre di Alfredo rivela infine la verità al figlio. Il giovane giunge al letto della morente, appena in tempo per raccoglierne l'ultimo respiro.

personaggi e interpreti:

Violetta Valery: Susanna Preziosa Latela

Giorgio Germond: Antonio Stragapete

Gastone Visconte di Letorieres: Alessio Quaresima 

Marchese d’Obugny: Stefano Cianci

Alfredo Germond: Marco De Carolis

Flora Bervoix: Francesca Steri

Barone Duphol: Enea Ma roccolo

Dottor Grenvil: Massimo Di Stefano

Annina: Masako Tominaga

Coreografia ideata e interpretata da: Caterina Genta

Disegno luci: Daniele Scattina

Scene e costumi: Gianfranco Protopapa

Aiuto regia: Paolo Sirignani

Regia: Francesca Migneco

Orchestra e coro “Roma Ensemble” 

Direttore: Mauro Conti

Il 39° festival Internazionale “ Giornate Musicali” organizzato dall’Associazione culturale “Roma Ensemble” non finisce mai di stupirci. 

articolo di Alessandro Mattei

Dopo gli straordinari concerti che hanno aperto la stagione musicale all’Auditorio “ M.Costa” di Sezze,  vedi il gruppo “ Sei Corde”e il concerto “ Effetto Mirella”, adesso si è passati alla “completezza”: all’Opera . “La Serva Padrona” di Giovan Battista Pergolesi, andata in scena l’11 Dicembre con uno strepitoso successo,  ha permesso l’accesso al melodramma, un genere teatrale in cui le parti recitate sono cantate con accompagnamento musicale, preparando così gli spettatori ad un altro grandissimo spettacolo. L’Azienda di Promozione Turistica di Latina  e il Comune di Sezze, sotto il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali della Regione Lazio, mercoledì 22 Dicembre alle ore 21,15 hanno l’onore di presentarci “ La Traviata “ di Giuseppe Verdi. Riportiamo integralmente la presentazione dell’Opera verdiana scritta da Francesca Migneco, regista di talento e deus ex machina della serata, perché crediamo che aggiungere altro a quanto scritto dalla Migneco sia solo superfluo, nessuno meglio di lei può presentarci questo capolavoro tutto italiano. La regista presenta l’opera scrivendo: “   In controluce si intravedono le sagome di mobili sotto grandi teloni grigi. Un uomo entra in scena,  cammina tra queste sagome e piange…di un pianto composto, rassegnato. 

Si avvicina al proscenio e l’espressione del suo viso muta. L’uomo sorride e d’improvviso la scena cambia e il grigiore iniziale si tramuta in una festa caotica, ricca di colori e danze. In questo modo ha inizio la “nostra”  Traviata che vuole far vivere l’opera allo spettatore (grazie ad un efficace disegno luci e un minuzioso lavoro coreutico sulle masse), attraverso il ricordo e gli occhi di  Alfredo, il giovane tenore ventiduenne Marco De Carolis, al suo debutto nel ruolo di protagonista. Come non tutti sanno, la trama della Traviata di Verdi segue fedelmente il romanzo e il dramma di A. Dumas figlio. Mutano solo i nomi dei protagonisti: Armando Duval e Margherita Gautier di Dumas diventano Alfredo Germont e Violetta Valéry (interpretata dalla giovane soprano Susanna Latela) nella Traviata. Il romanzo si apre con la descrizione dettagliata dell’asta nella quale si vendevano i beni della defunta dama delle camelie e alla quale partecipavano non solo le donne di vita ma anche le dame della buona società. Queste ultime vi prendevano parte  più che per l’asta in sé, per la curiosità di toccare con mano e vedere gli oggetti che popolavano un mondo a loro così distante: quello delle feste e delle orge frequentate dalle prostitute dell’epoca. Per questo motivo la regia tende non solo a riproporre lo squallore dell’asta (che decreta la morte oltre che fisica anche morale della giovane donna) ma anche ad esaltare gli atteggiamenti licenziosi e ambigui di quell’ambiente e le ipocrisie di una società corrotta e ipocrita. 

Attraverso un minuzioso lavoro sui cantanti – attori si è cercato di mettere in evidenza i vizi sociali di un mondo prepotente e frivolo, di apparenti valori ("pura siccome un angelo"), di prostituzione di alto bordo, di inettitudini maschili, di ipocrisie danarose, di cinismi paterni ("curatevi, meritate un avvenir migliore", quando Violetta, dopo il sacrificio per il buon nome della sconosciuta figlia di Germont è ormai agonizzante) e di rimorsi ormai privi di rischi ("Ah, tutto il mal ch'io feci ora sol vedo"). Oltre all’impostazione registica, ciò che rende questo spettacolo particolare e differente rispetto alle numerose edizioni dell’opera che sono state fino ad ora rappresentate è che il cast rispecchia anagraficamente l’età dei personaggi  creati da Dumas. La compagnia Roma Ensemble è composta da giovani e talentuosi artisti tra i 20 e i 30 anni con la logica eccezione di Giorgio Germont (il padre di Alfredo) interpretato dal baritono Antonio Stracapede. Ciò che continua a sorprendere e ad emozionare e che rende quest’opera una delle più amate, anche dal grande pubblico, è che nella Traviata tutto è vita e contemporaneità. Il soggetto della  Dame aux Camelis” era ed è, infatti, di bruciante attualità. Il personaggio della protagonista, Marguerite Gaultier, traeva ispirazione da quello di Marie Duplessis, una giovane prostituta di “alto bordo”, che aveva avuto numerosi amanti, tra i quali lo stesso Dumas. 

La Duplessis era morta giovanissima e alla sua vita lo scrittore francese si era rifatto per il romanzo uscito nel 1848 e poi adattato per il teatro nel 1852.   Per mesi Verdi rifletté sulla possibilità di ricavare un’opera dal dramma di Dumas, poi, nell’ottobre del 1852, portò in poco tempo a termine il suo progetto. Alla sua prima rappresentazione veneziana del 6 marzo 1853 Traviata si rivelò un fallimento, sia per l’argomento al quale un pubblico ancorato agli schemi tradizionali del melodramma non era abituato, sia per la non felice scelta degli interpreti. Nelle successive rappresentazioni, però, l’opera venne accolta trionfalmente, fino a diventare una delle opere più amate di Verdi e uno dei drammi in musica più grandi a livello universale. La trama è nota a tutti. La storia si svolge a Parigi nel 1850. Alfredo Germont, giovane di buona famiglia si innamora di una cortigiana alla moda: Violetta Valéry. Questa scopre l'amore profondo, lascia il suo mondo equivoco e si ritira con Alfredo in una casetta di campagna. Sono momenti di felicità effimera. Interviene il padre di Alfredo, Giorgio Germont. Egli ammette il profondo amore che lega Alfredo e Violetta, ma fa comprendere a quest'ultima che l'avvenire del figlio, per la relazione con una donna della sua classe, è compromesso e che, inoltre, la giovane sorella di Alfredo non potrà sposarsi, per la disonorante relazione del fratello. Violetta si sacrifica e fugge. Alfredo non sa nulla. Pensa che Violetta si sia stancata di lui e abbia cercato una relazione più remunerativa. La incontra a Parigi; durante una festa; e le getta in faccia una forte somma di denaro appena vinta al gioco, dichiarando di essersi così sdebitato con lei. Violetta non regge a tanto dolore. Di salute già cagionevole, colpita da una tisi fulminante, si consuma senza alcuna speranza. Il padre di Alfredo rivela infine la verità al figlio. Il giovane giunge al letto della morente, appena in tempo per raccoglierne l'ultimo respiro”.

Lopera è in tre atti (Libretto di: Francesco Maria Piave; Orchestra Roma Ensemble ;Direttore: Mauro Conti;Regia: Francesca Migneco; Scenografia e costumi: Gianfranco Protopapa). Vi presentiamo tutto il cast:

Violetta Valéry – soprano                       Susanna Latela

Alfredo Germont – tenore                       Marco De Carolis

Giorgio Germont – baritono                    Antonio Stragapede

Flora Bervoix – mezzosoprano                Francesca Steri

Annina – soprano                                     Masako Tominaga

Gastone – tenore                                     Alessio Quaresima

Barone Duphol – baritono                       Enea Maroccolo

Marchese d’Obigny – basso                   Stefano Cianci

Dottor Grenvil – basso                            Massimo Di Stefano

 

Coreografa e prima ballerina                  Caterina Genta

 

Picadori, zingare, servi di violetta e flora, maschere: Daniele Coluccini, Matteo Botrugno, Michele Botrugno, Andrea Virdis, Riccardo Bocci, Marta Antonelli, Silene Monti, Sandra Conti, Beatrice Monaco, Cinzia D’astola Perroni.

 

Aiuto Regia: Paolo Sirignani

Disegno luci: Daniele Scattina

 

articolo di Alessandro Mattei

Applausi a non finire per l'interpretazione sentita di tutti gli artisti, per l'allestimento su misura ma soprattutto per la regia impeccabile della giovanissima Francesca Migneco; così come per la direzione piena di entusiasmo dell'altrettanto giovanissimo Mauro Conti.