Auditorium del Turismo

Mario Costa

   

 Sezze, 4 dicembre 2004                                      foto di Ignazio Romano

 Giornate Musicali 

39° Festival internazionale di musica

La serva padrona

di Giovan Battista Pergolesi

Presentazione

La Serva padrona, intermezzo giocoso di Giovan Battista Pergolesi, è un caposaldo della storia della musica teatrale europea, oltre che un ancor godibilissimo capolavoro. Gli intermezzi erano piccoli spettacoli dal taglio decisamente comico, che venivano inseriti a all'interno d i u n'opera seria. Rappresentato per Ia p rima volta nell'intervallo dell'opera "Il Prigionier Superbo", dello stesso Pergolesi al Teatro S. Bartolomeo di Napoli. il 28 Agosto 1733, diventò un fenomeno internazionale venti anni più tardi a Parigi dove ebbe un successo senza precedenti. L'opera è divisa in due parti, che all'origine venivano eseguite una per intervallo, dopo il primo e il secondo atto del dramma cui era ufficialmente assegnata come intermezzo. 

La storia ha un intreccio semplice e divertente che in cento salse è stata poi cucinata e ricucinata in teatro, dentro e fuori l'opera buffa.: Uberto è un vecchio scapolo tiranneggiato dalla cameriera Serpina, in realtà le vuoi bene ed anche Serpina gliene vuole. Per farle dispetto, minaccia di darle una padrona, si sposerà. Serpina Risponde per le rime, anche lei prenderà marito, l'ha chiesta in sposa un terribile Capitan Tempesta, che pretende però una dote e non è il caso che Uberto si rifiuti di pagarla perché questo capitano sfodera spade e impugna bastoni per un nonnulla. Un mezzo per risparmiare quattrini ed evitare guai è che Uberto sposi lei, visto che ha deciso di compiere il gran passo. Ed il "si" giunge puntuale a far da lieto fine al bozzetto "di carattere", tutto simpatia e tenerezza. 

Opera decisamente comica viene, nell'allestimento curato da Francesca Migneco, affrontata cercando di servire fedelmente il frizzante intermezzo di Pergolesi e costruita attraverso un preciso e minuzioso lavoro sul ritmo comico e sulla recitazione dei cantanti-attori. Viene sottolineato non solo il lato ironico dell'opera ma anche quello sensuale ed erotico. II libretto, infatti, è costellato da velati doppisensi. La scelta registica ha quindi puntato sulla bravura scenica dei cantanti-attori, su una recitazione spigliata, maliziosa, garbata, vera, sul ritmo comico e sull'ironia.  

-la vivace servetta Serpina ( Masako Tominaga - soprano), una popolana dall'umorismo coinvolgente piena di arguzia e dall'irresistibile sensualità;

 -Uberto ( Federico Benedetti- basso), completamente soggiogato dal fascino e dalla sensualità di Serpina tenta inutilmente, all'inizio dell'opera, di ribellarsi ma cede poi all'astuzia , alle lusinghe maliziose e alla sensualità della giovane donna.

          - Vespone ( Sandra Conti - mimo ), personaggio smaccatamente ambiguo dalla doppia faccia e dalla simpatia coinvolgente tesse la trama insieme a Serpina e ne trae tutti i benefici.

La Serva Padrona viene resa, nella regia di Francesca Migneco, con leggerezza e semplicità anche attraverso un efficace disegno luci. La scenografia e i costumi realizzati da Gianfranco Protopapa riflettono lo spirito ironico e giocoso dell'intermezzo.  

Personaggi e interpreti

Umberto    Federico Benetti 

Serpina    Masako Tominaca

Vespone    Sandra Conti

Orchestra da camera "Roma Ensamble"

Direttore: Mauro Conti

 Scene:  Gianfranco Protopapa

Costumi:               Sandra Conti

Aiuto regia:       Paolo Sirignani

 Luci:             Francesca Migneco

  Regia:          Francesca Migneco

Nata a Roma nel 1974, Francesca Migneco ha conseguito la Laurea in Sociologia con indirizzo Comunicazione e mass-media nel 1999 presso l'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma.

Nel 1992 consegue la Maturità Linguistica presso l'Istituto Tecnico Commerciale " V. Arangio Ruiz" di Roma. Tra il 1992 e 1995 studia presso il laboratorio di ricerca e di recitazione teatrale "Il Mulino di Fiora", diretto da Perla Peragallo, nello stesso tempo partecipa allo Stage di Commedia dell'Arte tenuto da Eugenio Allegri. II 1996 e 1997 la vede organizzatrice e dirigente di un Laboratorio Teatrale presso la scuola media statale "G. Montezemolo" di Roma durante il quale cura la Regia, rispettivamente di: "La Cantatrice calva" di E. Ionesco e "I fisici" di F. Durrenmatt.

Tra Gennaio e Marzo del 1998 collabora in qualità di organizzatrice e assistente alla Regia per la RAI, alla puntata pilota del programma "I bambini raccontano" di Piero Farina.

Nel 1999 collabora con la Terza Università di Roma, organizzando e dirigendo un laboratorio di dizione, respirazione ed emissione vocale, nell'ambito del progetto didattico "Teatro e Lingua" coordinato dalla Prof.ssa Marinella Rocca Longo. Nel Marzo dei 2001 collabora in qualità di assistente alla regia e direttrice di scena nell'Opera "La Traviata" di G. Verdi diretta da Tito Schipa jr. E' aiuto regia alla messa in scena dell'Opera "Aida" di G. Verdi e "Carmen" di Bizet diretta da Enrico Stinchelli nei Teatri Romani di: Viterbo, Fiesole, Foggia, e Teatro greco di Taormina.

Nel Giugno del 2002 è aiuto regia e direttrice di scena nello spettacolo " A cena con Falstaff" liberamente tratto dall'Opera di G. Verdi su libretto di A. Boito, ideato e realizzato da Enrico Stinchelli. Nello stesso anno è organizzatrice e Ufficio Stampa di concerti operistici nell'ambito della manifestazione "Opera ai Fori" promosso dall'Assessorato alla cultura del Comune di Roma. Nel 2003 cura e presenta con Fabrizio Proietti uno speciale su " Il Teatro Canzone " di Giorgio Gaber andata in onda su Radio città aperta; nello stesso anno è tecnico delle luci nello spettacolo "Romeo e Giulietta di Shakespeare con la regia di Daniele Schettina

Nel 2003 è regista delle Opere "La serva Padrona" di G.B. Pergolesi e "Il barbiere di Siviglia" di G. Rossini per il 38° Festival Internazionale di Musica "Giornate Musicali" promosso dal Comune di Roma Assessorato alla Cultura.